Condizionamento
Che cos'è una setta?
I Testimoni di Geova sono una setta?
I Testimoni di Geova non vogliono essere definiti una setta, in quanto questo termine ha una connotazione negativa che genera diffidenza nelle persone. È altrettanto evidente però che se chiedessimo ad ogni singolo gruppo religioso se considera se stesso una setta la risposta sarebbe invariabilmente NO. «Sette», semmai, sono sempre gli «altri»! È necessario quindi definire bene questo termine in modo da avere dei parametri per valutare in modo oggettivo se un particolare gruppo religioso ha connotazioni settarie o meno.
Sicuramente alcune definizioni di «setta» sono ingiustamente calunniose. Se si considera «setta» qualunque gruppo religioso distaccatosi da un gruppo precedente, allora anche la comunità cristiana primitiva era una setta, ed in effetti così è stata per lungo tempo considerata (cfr. Atti 28:22).
Non è quindi il fatto di essere una «minoranza religiosa» che ci può autorizzare a parlare di «setta» in termini negativi. Ma non è nemmeno il fatto di credere in dottrine considerate «non ortodosse». Chi stabilisce infatti l'ortodossia di una dottrina? Ogni gruppo considera se stesso «ortodosso».
Il termine «setta» deriva dal latino secare, cioè «tagliare» o «dividere». Ciò può essere inteso in due modi: il primo è quello che abbiamo visto, e cioè l'idea di un ristretto gruppo che si distacca da una chiesa preesistente. Questo, come abbiamo detto, non ci autorizza a dare al termine una connotazione negativa. Il secondo è quello di gruppo che crea nei propri aderenti una «divisione» netta tra i propri aderenti e il mondo esterno.
Questo «taglio» o «muro» non è necessariamente di tipo fisico (anzi spesso gli appartenenti a una setta si presentano come persone normali ed educate), ma quasi sempre di tipo psicologico. Quali sono allora le caratteristiche che danno a un gruppo religioso — a prescindere che sia piccolo o grande — le connotazioni di «setta» con significato negativo?
I criteri sociologici: Lifton e Langone
Per rispondere a questa domanda non è necessario ricorrere a definizioni arbitrarie: la ricerca accademica ha elaborato criteri precisi. Lo psichiatra Robert Jay Lifton, nel suo studio Thought Reform and the Psychology of Totalism (1961), ha identificato otto caratteristiche dei gruppi a «controllo totale del pensiero» (thought-stopping). Michael Langone, direttore dell'ICSA (International Cultic Studies Association), ha successivamente affinato questi criteri in una definizione operativa di «culto abusivo», adottata da molti psicologi e sociologi della religione.
Sulla base di questi modelli, e confrontando le caratteristiche ricorrenti nei gruppi settari studiati dalla letteratura specializzata, è possibile individuare i seguenti criteri:
1. Le guide spirituali di questi gruppi si arrogano un'autorità eccessiva, tendente ad avere un controllo totale dei propri membri. Ogni singolo aspetto della vita degli aderenti è sottoposto a regole — ancorché spacciate come «consigli» — che non vengono messe in discussione, in quanto le guide affermano di avere un'intelligenza delle Scritture che nessun altro possiede. Essi conoscono la «Verità». Per gli aderenti, mettere in discussione le guide equivale a mettere in discussione Dio. Il pensiero autonomo è di fatto proibito.Nei TdG: → «La ribellione contro lo schiavo è ribellione contro Dio» — raccolta di citazioni ufficiali sull'obbedienza assoluta all'organizzazione.2. Le guide usano tecniche di pressione psicologica per ottenere il controllo e la fedeltà dei propri membri. Le tecniche di manipolazione più comuni sono: uso del senso di colpa, pressione del gruppo, minaccia del castigo divino per chi disubbidisce. Una tecnica peculiare di ogni setta è l'isolamento dell'individuo: i membri devono interrompere i rapporti con parenti e amici «del mondo», ridurli al minimo necessario, in quanto questi sono strumenti usati da Satana per deviarli dalla «Verità» conquistata. L'isolamento totale e l'emarginazione sociale sono inoltre la punizione per i dissidenti che non si pentono.Nei TdG: → Il processo di indottrinamento dei Testimoni di Geova — analisi delle tecniche di condizionamento mentale usate fin dal primo «studio biblico».3. Lo stile di vita è improntato all'osservanza rigida di norme e divieti in merito ad abbigliamento, rapporti con l'altro sesso, partecipazione alla vita sociale. La lealtà alla chiesa ha la priorità sulla lealtà alla propria famiglia. Il tempo libero da dedicare a se stessi e alla famiglia viene ridotto al minimo, dovendo dare la priorità alle attività richieste dalla chiesa.Nei TdG: → Regole comportamentali nelle lettere della Betel — direttive interne su decine di argomenti, dall'abbigliamento al matrimonio.
4. Trasformazione del significato delle parole: tecnica che Orwell ha descritto nel romanzo 1984 con il termine «neolingua» (Newspeak) e che lo psichiatra Lifton ha denominato «loading the language» (saturazione semantica). Consiste nel dare nuovi significati a termini «pericolosi» — «verità», «libertà», «amore», «lealtà» — in modo che il pensiero dell'individuo sia sempre conforme a quello dei capi, senza che l'aderente se ne accorga.Nei TdG: → Dibattere con i Testimoni di Geova — analisi delle tecniche retoriche e del linguaggio organizzativo.5. Condanna delle altre chiese: tutte le altre confessioni indistintamente fanno parte del «sistema satanico», in opposizione a Dio che «riconosce» esclusivamente gli aderenti a quella specifica organizzazione.Nei TdG: → I TdG: una setta cristiana?6. Complesso di persecuzione: è la conseguenza diretta del criterio precedente. Ogni critica verso il gruppo — da parte di singoli o di istituzioni — viene interpretata come una forma di persecuzione, e di conseguenza come «prova» che si tratta della «vera chiesa» perseguitata da Satana.Nei TdG: → Come reagiscono i TdG alla critica — i dodici schemi argomentativi ricorrenti con cui i TdG rispondono alla critica documentata.7. Attenzione focalizzata sui giovani, sui soggetti deboli, insicuri o immaturi, che vengono attratti dalla «sicurezza» offerta dal gruppo. Offrendo loro un ruolo preciso all'interno della comunità, la setta soddisfa il bisogno di affermazione e di identità. È anche per questo motivo che il controllo sui minori nati all'interno del gruppo è oggetto di particolare cura organizzativa.8. Abbandono doloroso: i membri, anche quando nutrono dubbi, hanno paura di abbandonare il gruppo a causa dell'intimidazione, dei sensi di colpa, della pressione psicologica e della minaccia dei castighi: isolamento immediato da parte della comunità e giudizio divino in prospettiva escatologica.Nei TdG: → Perché alcuni rientrano — analisi dei meccanismi che rendono difficile l'uscita definitiva.
Queste sono alcune delle caratteristiche che permettono di considerare un gruppo religioso come una "setta". Che siano caratteristiche negative mi sembra evidente e comunque lo lascio al giudizio di chi legge; che la maggior parte di queste caratteristiche si ritrovino anche fra i TdG mi sembra altrettanto evidente.
Perché molti rimangono Testimoni di Geova?
Molte persone rimangono stupite dal fatto che i Testimoni di Geova, messi di fronte a obiezioni che dimostrano gli errori e l'infondatezza delle dottrine insegnate dalla Società Watchtower, continuino a rimanere fedeli a questa organizzazione. Chi non conosce bene i TdG è portato a concludere che queste persone siano tutte dotate di un basso quoziente intellettivo, oppure che siano in malafede.
Non è vera nessuna delle due affermazioni. Chi ha frequentato i Testimoni di Geova sa bene che, per la stragrande maggioranza, si tratta di persone sincere e tutt'altro che stupide — anche se il livello di istruzione medio dei figli dei TdG non è elevato, perché il Corpo Direttivo ha sempre messo in guardia dalla cultura, ufficialmente in quanto «sapienza del mondo» e quindi «satanica», in realtà perché essa permette di valutare in modo obiettivo la consistenza delle «verità» della Watchtower.
Il fatto che solo pochi, messi di fronte all'evidenza, prendano coscienza di essere stati ingannati è dovuto ai meccanismi di persuasione ampiamente descritti nella letteratura psicologica sul controllo mentale. Si tratta di tecniche di condizionamento che tutti i Testimoni di Geova hanno subito inconsapevolmente — e continuano a subire — fin dal momento in cui hanno cominciato il cosiddetto «studio biblico». Tutte le pubblicazioni della Società sono scritte con largo uso di queste tecniche, così come i discorsi pubblici, che vengono preconfezionati a livello centrale. Lo scopo è eliminare ogni capacità autonoma di ragionamento, fino a convincere il Testimone che la vera libertà sta nell'avere fede cieca nell'Organizzazione, e che ogni dubbio viene da «Satana».
Le pubblicazioni più recenti insistono su questo concetto in modo ancora più accentuato. Nella Torre di Guardia del 15 novembre 2013, p. 20, si insegna esplicitamente a ubbidire a ciò che viene disposto dall'organizzazione anche quando non se ne comprende il motivo, o quando lo si ritiene strano o poco logico.
Pronti ad ubbidire ciecamente
"Torre di Guardia" del 15/11/2013, p. 20.
Clck per ingrandire
Nella succitata rivista si parla di ciò che secondo i TdG accadrà durante "Armaghedon". Da notare come si insegna ad ubbidire a ciò che viene detto dall'organizzazione, anche se non si capisce quello che viene detto, o se lo si ritiene strano o poco logico.
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La parola "setta" negli scritti dei primi cristiani
Prima di concludere, vale la pena notare che il termine «setta» con connotazione negativa non è un'invenzione moderna. Già nel III secolo il latinista cristiano Novaziano vi ricorreva in questo senso, come documenta il seguente testo:
Novaziano, La Trinità (composto tra il 235 e il 251), cap. 29, 170
È lo Spirito Santo che raffrena le cupidigie insaziabili, che doma le libidini sfrenate, che soffoca gli ardori illeciti, che supera gli impeti della passione ardente, che allontana l'ubriachezza, modera l'avarizia, fugge le gozzoviglie voluttuose, intreccia gli amori casti, stringe gli affetti, respinge le divisioni (sectas repellit), illumina la regola della verità, confuta gli eretici, allontana gli improbi, custodisce i Vangeli.
Commento del prof. Vincenzo Loi (Novaziano, De Trinitate, Torino, SEI, 1975, p. 292):
"È questo il primo testo letterario in cui il termine secta appare con l'affezione religiosa negativa trasmessasi fino alle lingue neolatine. Usuale nella lingua classica con il valore neutro di «maniera di vivere, linea di condotta, scuola, partito», fu adottato con tali accezioni anche da autori cristiani quali Tertulliano e Lattanzio, e anzi esso fu talora impiegato per designare proprio la comunità cristiana, in quanto composta dei seguaci del Cristo.
In alcune versioni latine dei Libri Sacri esso fu usato, in concorrenza con il grecismo haeresis, per tradurre il greco airesis ed assunse l'affezione negativa di quel termine in riferimento alle «sette religiose»: quest'accezione si affermerà definitivamente nella latinità cristiana del quarto secolo”.
