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Abbigliamento e acconciatura



ABBIGLIAMENTO-ACCONCIATURA


COSA POSSONO FARE GLI ANZIANI QUANDO CI SONO PERPLESSITÀ:


Di per sé il campo dell'abbigliamento rientra nella sfera delle questioni personali. È indiscutibile che nel fare le proprie scelte l'individuo risente dell'influenza di vari fattori. Entro certi limiti la persona tende ad adeguarsi inconsciamente alle norme generalmente accettate nell'ambiente in cui vive. Queste norme oscillano sotto la spinta delle mode lanciate da stilisti, mode che spesso rispecchiano lo spirito del mondo. Ai fattori esterni si aggiungono quelli personali, i propri gusti in materia di vestiario.

Nel caso del cristiano egli riconosce la verità secondo cui nessuno vive più per se stesso. (Ro 14:7) Riconosce di avere delle responsabilità verso gli altri anche per il vestire. Chi sono questi altri? Paolo li identifica. (1Co 10:31-33) Tali persone si trovavano sia all'esterno che all'interno della congregazione. Questo richiedeva discernimento. Al tempo di Paolo i greci non avevano la stessa mentalità dei giudei. Inoltre la mentalità poteva variare anche da congregazione a congregazione Paolo era disposto a sacrificare, se necessario, i suoi gusti personali per amore del progresso della Buona Notizia. In 1Tm 2:9 riassume i principi che devono guidare il cristiano nella scelta dell'abbigliamento.

Sebbene riferiti alle donne, valgono anche per gli uomini. L'abito che si indossa deve essere adatto all'occasione, non sessualmente provocante e non tale da far sorgere perplessità sulla sanità di mente di chi lo porta. Poiché nell'applicazione di questi princìpi interviene l'elemento soggettivo, le pubblicazioni hanno più volte trattato l'argomento per sensibilizzare i singoli proclamatori e i corpi degli Anziani. Per es. Sg 184 indica di non andare agli eccessi evitando di seguire la moda che richiama l'attenzione su di sé. Indica che le persone hanno gusti diversi e non ci attendiamo che tutti vestano allo stesso modo. La G 22.3.85 p 22 elenca le cose che secondo gli esperti si devono evitare quando una donna va a un colloquio di lavoro, e W 15.9.72 dopo aver ribadito che, salvo il caso di eccessi, l'abbigliamento resta una questione personale, aggiunge che i mariti e padri possono stabilire regole per i componenti della famiglia.

Gli A. non possono stabilire regole, ma possono servirsi della loro conoscenza per determinare se qualcuno dà chiaramente un cattivo es. Possono decidere di non dargli preminenza nelle parti per rappresentare la congregazione Tale azione sarebbe governata, non dalla preferenza o dai pregiudizi di una o 2 persone, ma dal giudizio del corpo degli A. nel valutare le obiezioni sollevate. Perciò per quanto riguarda l'abbigliamento di chi sale sul podio, nel caso faccia sorgere perplessità il corpo degli A., dopo aver valutato la cosa alla luce dei princìpi biblici e delle circostanze locali, ha la facoltà di stabilire norme ragionevoli alle quali tutti quelli che salgono sul podio vorranno adeguarsi (SCD 5.8.87)

PER IL SERVIZIO DI CAMPO:


Il cristiano che è impegnato nell’opera di predicazione dovrebbe comprendere la necessità di vestire in modo convenevole, dignitoso, affinché il suo ministero non sia pregiudicato. In Italia e nelle grandi città crediamo che il procl. farebbe bene a indossare la giacca e portare la cravatta mentre è impegnato nell’opera di predicazione. Riteniamo che presentarsi in camicia non sia indice di educazione. Naturalmente la situazione potrebbe cambiare se il procl. è impegnato in una zona rurale. Spetta al procl. in vista delle circostanze locali e all’ambiente in cui intende predicare e di ciò che è localmente ritenuto appropriato e dignitoso, determinare come vestirsi quando compie il suo ministero. Crediamo che ogni testimone di Geova sia desideroso di non essere motivo di inciampo alle persone mentre è impegnato nell’opera di casa in casa solo perché non è vestito in modo convenevole (SCB:SSA 29.8.75)

Avete fatto un annuncio alla congregazione dove è stato detto che per nessun motivo si deve andare nel servizio di campo, di casa in casa, senza giacca e cravatta, e alcuni fratelli hanno obiettato perché in altre congregazione i fratelli vanno in servizio senza giacca e cravatta. Riteniamo che questo sia un argomento nel quale non si possa stabilire una norma in senso assoluto. Le abitudini possono cambiare da un paese all’altro, le circostanze possono essere diverse e a volte la temperatura eccessivamente fredda o eccessivamente calda può richiedere che si apportino cambiamenti nell’abbigliamento per non riportare danni fisici.

Ciò non vuol dire andare agli estremi. Un principio biblico è espresso in 2Co 6:3, 4. In 1Tm 2:9, 10 è riportato un altro principio che benché dichiarato per le donne cristiane, si può applicare benissimo anche agli uomini. Gli A. della congregazione hanno la responsabilità di determinare ciò che può essere per i migliori interessi dell’opera perché non sia impedita da un certo tipo di abbigliamento. Ad es. predicando in un territorio rurale, alcuni hanno ritenuto appropriato non indossare giacca e cravatta perché tale abbigliamento, oltre a non essere pratico nel territorio, poteva risultare fuori posto considerando l’ambiente e il tipo di persone alle quali si doveva dare testimonianza. In questo caso camicia e pantaloni puliti e ben stirati possono risultare un abbigliamento appropriato.

In altri luoghi tale abbigliamento potrebbe essere considerato poco rispettoso dalle persone che vi abitano e tali persone ascolterebbero con migliore attenzione se chi si presenta alla porta indossa anche giacca e cravatta. Quindi, il luogo, il tempo, le circostanze, e altre condizioni possono determinare quale tipo di abbigliamento è più appropriato per rendere testimonianza alla verità senza essere d’inciampo ad alcuno (SCD:FPB 17.8.78)

Per quanto riguarda l'abbigliamento nel servizio, è necessario che il corpo degli A. dia indicazioni su ciò che è per i migliori interessi dell'opera. Bisogna usare buon senso ed equilibrio non lasciandosi guidare da gusti personali. L'abbigliamento deve rappresentare degnamente il messaggio e non ostacolare l'opera. Alcune riflessioni sono contenute in W 1.2.76 p 84, 85.

Se gli A. sono guidati da sani principi e ricercano i migliori interessi della pura adorazione, non stabiliranno regole non necessarie. A motivo delle abitudini diverse e delle differenti mentalità da una località all'altra anche all'interno della stessa nazione non è possibile stabilire nei minimi particolari ciò che è più appropriato in un posto o nell'altro. I locali corpi degli A. dovranno determinare cos'è più appropriato tenendo conto l'ambiente e la mentalità, dando precise indicazioni e lasciando a ciascuno la responsabilità di agire per i migliori interessi della teocrazia (SCB:SSB 20.7.81)

Ci domandi se sia obbligatorio indossare la giacca quando si va in servizio di casa in casa. Non vi è nessuna regola che obbliga un Testimone a indossare la giacca. Ma non vogliamo intendere con questo che non possa, in certe circostanze, essere appropriato portare la giacca. Gli atteggiamenti delle persone variano da nazione a nazione, possono anche variare da territorio a territorio nella stessa nazione. Piuttosto che cercare una regola che stabilisca definitivamente sì o no, è necessario che la persona esamini i suoi motivi per non portare la giacca.

Vi sono motivi che giustificano di non portarla? Quale effetto può avere sul territorio il fatto che io non porto la giacca, mentre mi presento come un ministro cristiano? Potrebbero diverse persone del territorio essere ostacolate nell'accettare la B.N. perché considerano poco ordinato per uno che professa di essere un ministro cristiano, presentarsi alla loro porta senza giacca? In altre parole dobbiamo analizzare le circostanze, come ad es. il tempo molto caldo, l'attitudine delle persone, ecc. Se pensiamo che potrebbe essere un ostacolo per alcuni del territorio, per amore della B.N. saremo pronti a sacrificarci.

L'illustrazione della W 15.6.83, non stabilisce una regola che quando uno va in servizio non ha bisogno di portare la giacca. Ma implica solo una possibile circostanza. (1Co 9:19; 10:31; 2Co 6:3, 4) Quindi non possiamo stabilire una regola che stabilisca di portare la giacca, come non possiamo dire che non si deve mai portare, anche se portarla potrebbe sign. qualche scomodità (SCB:SSC 23.8.83)

PER UN USCIERE:


In quanto all'abbigliamento, un usciere dovrebbe essere pulito e ordinato. Questo sign. che generalmente avrà giacca e cravatta. Ma puoi comprendere che c'è differenza tra l'essere usciere in una congregazione e l'esserlo in un'assemblea di distretto. Non c'è una regola precisa al proposito, ma gli A. stabiliranno quale abbigliamento sarà più appropriato per un usciere (20.10.83)

CALZE:


Non ci risulta che un tipo di calze, come quello da te descritto, sia stato usato all'inizio da alcune prostitute negli USA verso gli anni '30. Potrebbe anche essere, ma non abbiamo elementi utili che ci permettono di confermare ciò. Sarebbe bene, invece, che tu avendo sentito delle voci tra i fratelli, ti accertassi ulteriormente della cosa, per vedere se queste voci sono fondate o scaturiscono da una diceria. In altre parole, tali fratelli possono dimostrare quello che dicono? Se no, incorrerebbero nel pericoloso laccio del pettegolezzo, cosa chiaramente da evitare tra i cristiani. (21.3.88)

JEANS:


Che dire dell'indossare abiti di jeans per il servizio di campo, le ad. o quando si sale sul podio? Alla voce "blue jeans" il dizionario Treccani dice: "Calzoni di tela ruvida e resistente con impunture evidenti, in uso in molti paesi come calzoni di lavoro, e venuti poi di moda soprattutto come calzoni sportivi, indossati da giovani d'ambo i sessi; in origine di colore azzurro oggi anche bianchi o in altre tinte". I jeans rientrano in quello che oggi viene definito "abbigliamento casual". Lo stesso vocabolario alla voce "casual" dice: "Nel linguaggio della moda, riferito a un tipo di vestiario, anche unisex, di taglio giovanile, caratterizzato soprattutto da grande semplicità e praticità d'uso, adatto a essere indossato in ogni occasione e attività della giornata, in casa, al lavoro, all'aperto, in città, in campagna, in viaggio".

Trattandosi di un capo di vestiario prettamente sportivo, nel ns. paese sarebbe sicuramente non appropriato per le attività teocratiche l'uso dei pantaloni di jeans, sia per fratelli che per sorelle, o per le sorelle di gonne e completi di tessuto blue jeans che siano spiccatamente simili alla foggia di questo particolare tipo di pantaloni (tela ruvida dal caratteristico colore blu, impunture evidenti, etichette col nome della marca, ecc.) che abbiano cioè quell'insieme di caratteristiche che farebbero associare tale capo di vestiario con attività diverse da quelle in cui si sta impegnando nel ministero. G 8.2.87 p 16 D'altro lato il buon senso far evitare di escludere a priori quei capi di abbigliamento che, pur essendo definiti jeans, non hanno tali marcate caratteristiche e possono rientrare nell'ampia gamma di abiti decorosi e appropriati nelle attività teocratiche (SCD 5.8.87)

BIKINI:


Ci viene chiesto cosa ne pensiamo dei bikini. Né il Corpo Direttivo né gli A. locali hanno la responsabilità di stabilire regole per determinare se una moda è accettabile o no. Naturalmente darete consigli, se necessario, secondo i princìpi biblici riguardanti ciò che modesto e puro. (1Tm 2:9) Come A. prenderete in considerazione se uno va agli estremi nella moda, e deciderete se può avere speciali privilegi o servire sul podio. Km 3.69 p 7 Comunque qualsiasi decisione non si baserà su quello che potrebbero essere le vs. preferenze personali, ma su ciò che è meglio per la congregazione e promuovere il servizio del Regno (SSH:SSI 6.6.83).



Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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23/09/2020
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