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Barba e baffi



BARBA-BAFFI


AFFIDARE INCARICHI A CHI PORTA LA BARBA:


Le Scritture mettono in risalto che chi rappresenta Geova di casa in casa o dal podio dev'essere esemplare. (1Tm 2:9; 3:2; 1 Pie 3:3,4; 1Co 2:12; 10:31) Nella vs. comunità come è visto o considerato chi porta la barba? Anche se la maggioranza dei componenti della congregazione non si scandalizzerebbero, come è visto dalla comunità? Il portare la barba lo assocerebbe a qualche gruppo? È modesto? Perché vuole andare fuori del normale? Se nella comunità la maggioranza lo accettano o non sono disturbati da questa moda, ma se lo vedessero come insegnante dei testimoni di Geova, si scandalizzerebbero sapendo che essi si distinguono e sono separati dal mondo? Perché voler somigliare a questo mondo, che nella predicazione diciamo che sta per finire? Non dovremmo piuttosto apparire separati come popolo di Dio e distinguerci quando siamo fra quelli del mondo?

A chi cerchiamo di piacere? Il favore di chi desideriamo. Per quanto riguarda l'abbigliamento e il ns. aspetto personale, perché non seguire l'es. di maturi fratelli e sorelle che sono nelle congregazione? (Fil 4:9; 2:15) Nella W 1.2.76 p 85 vi è l'esperienza di un giovane che si era fatto crescere la barba dalla giovinezza, siccome molti nella comunità la portavano, pensò che anch'egli poteva portarla come procl. e che in genere sarebbe stato accettato. Ma una donna inciampò scambiandolo per uno studente ribelle. Quindi, voi come A. dovrete valutare tutti gli aspetti e stabilire se questo procl. può essere accettato come P.A. o meno, e vi assumerete la vs. responsabilità davanti alla congregazione, alla comunità e a Dio. (SSH:SSI 12.7.82)

Ci chiedi fino a che punto una persona che porta la barba può avere privilegi e incarichi nella congregazione Inoltre se può essere P.A. o P.R. Non è mai stata stabilita alcuna regola riguardo al portare o no la barba. Però dal momento che in certe località potrebbe dare l'impressione che chi la porta protesti o dimostri contro le norme accettate dalla società, può essere necessario che gli A. valutino se la persona potrebbe dare questa impressione e quindi creare turbamento dentro e fuori la congregazione

Questa valutazione è una responsabilità degli A. locali. Non è il caso di stabilire una regola che valga per le congregazione di tutto il mondo, ma di valutare la cosa secondo le circostanze locali. Ad es. in certe località chi beve anche solo un po' di vino può essere considerato una persona non sobria. In quelle località gli A. potrebbero dare privilegi solo a fratelli che non bevono alcolici, e questo non perché si violi qualche principio biblico ma per la cattiva impressione che potrebbe dare sugli estranei e per non ostacolare l'opera. L'ap.

Paolo divenne giudeo ai giudei e senza legge a quelli senza legge per guadagnarli. Era disposto per amore della B.N. ad adattarsi alla mentalità della popolazione locale anche se questo poteva sign. perdere certi diritti. Perciò gli A. che valutano se il portare la barba potrebbe gettare discredito sulla congregazione e la diffusione della B.N., sarebbero in diritto di non concedere privilegi a tali persone. Naturalmente la persona è libera di portare la barba, ma potrebbe così rinunciare a ricevere speciali privilegi nella congregazione Non esiste quindi una regola generale per tutte le congregazione La stessa cosa si applicherebbe ad un P.A. o P.R. che portasse la barba. Sono i locali A. a determinare se in coscienza e negli interessi del Regno in quella zona la persona è idonea o no per essere raccomandata come tale. (SCB:SSA 18.12.86)

È vero che non possiamo stabilire delle regole in quanto a portare o non la barba, perché la Bibbia a tale proposito non ne parla. Però un cristiano dovrebbe lasciarsi guidare da una buona coscienza educata secondo i princìpi biblici. (Fil 4:5) W 1.1.83 p 24 § 12; W 73 p 492; W 1.5.82 p 18; G 8.10.79 p 27. Dovreste come A. parlare attentamente a chi porta la barba e scoprire quali sono i motivi o le ragioni che lo inducono a insistere in questo modo e nel dire che il suo progresso è legato o meno al taglio della barba. Chiedetegli: la porti solo perché non vuoi essere diverso dalle persone del mondo? Oppure la porti perché vuoi nascondere qualche deturpazione nel tuo viso? Non la tagli per orgoglio a non cedere e conformarti alle disposizioni della congregazione? Potete rivolgergli alcune domande simili affinché vi possano permettere di scoprire i motivi per cui è spinto a portare la barba.

Certo la barba in sé non è un motivo per evitare che questa persona esca in servizio o sia battezzato. Ma voi come A. dovreste valutare a fondo il grado della sua spir. e vedere se ha capito la necessita di evitare che altri inciampino, manifestando amorevole cura per i fratelli. Se notate che mostra ancora tratti carnali, allora sarà il caso di attendere prima di farlo uscire in servizio e di dargli altri privilegi. Potete come A. offrirvi per accompagnare il fratello che conduce lo st. per dare assistenza spir. Vogliate evitare di creare turbamento nella congregazione e inoltre non permettete che nella congregazione entri uno spirito di indipendenza. È vero che come dice questa persona è un suo diritto portare la barba e difatti nessuno gli toglie questo diritto. Comunque non può nemmeno ostacolare voi come A. nell'assolvere i vs. doveri in qualità di pastori della congregazione (SCD:SSF 29.5.84)

Non ci risulta che vi sia una legge specifica nelle Scritture Greche che vieti o comandi di portare la barba. Sotto la Legge mosaica era proibito tagliarsi l'estremità della barba. Ad 149 e l50 Questo argomento va dunque considerato nel campo dei principi, dei diritti e dei doveri che devono regolare la condotta del cristiano. Tanto per cominciare, Ro 14:7, 8 dice ai cristiani: "Nessuno di noi vive infatti solo per se stesso, e nessuno muore solo per se stesso; poiché se viviamo, viviamo per Geova, e se moriamo, moriamo per Geova". È dunque ovvio che un dedicato e battezzato appartiene a Geova. Ora, la principale opera che Geova fa compiere ai suoi servitori è quella indicata in Mt 28:19, 20, cioè dl fare "discepoli delle persone di tutte le nazioni".

Un discepolo di Cristo che comprese bene la sua responsabilità di predicatore e insegnante fu l'apostolo Paolo, ottimo esempio da imitare. In 1Co 9:19-23 egli spiega come si rese schiavo di tutti per guadagnare la maggioranza delle persone alla verità. Evidentemente Paolo si conformava alle abitudini, alle usanze delle persone a cui predicava. In tal modo seguiva il principio enunciato da lui stesso in Fil 4:5: "La vs. ragionevolezza divenga nota a tutti gli uomini". La ragionevolezza è una qualità che include equilibrio morale e fisico. Il cristiano deve manifestare tale qualità per mostrare anzitutto la sua devozione a Geova e poi per "non mettere davanti al fratello pietra d'inciampo o causa per incespicare". (Ro 14:13) E l'apostolo Paolo giunge al punto di dire che "se il cibo fa inciampare il mio fratello, non mangerò più carne per non far inciampare il mio fratello". - 1Co 8:13. Da quanto detto sopra si possono delineare già i limiti della condotta cristiana da tenere tra i fratelli e le persone fra le quali viviamo. Escludendo naturalmente le tradizioni religiose e altre pratiche mondane apertamente condannate dalla Bibbia, quali sono le comuni usanze della gente? In Italia è usanza comune portare la barba, oppure è solo una minoranza che la porta? Risulta forse che vi sia stato qualcuno che abbia inciampato perché un cristiano è andato alla sua porta a predicargli il Regno e non aveva la barba? Oppure si è verificato il contrario, come è riportato su W 1.2.76, p 85, § 9?

È del tutto ragionevole che la nostra organizzazione, pur non stabilendo nessuna regola sulla moda, cerchi di evitare qualsiasi cosa che possa fare inciampare le persone deviando la loro attenzione dall'importanza del messaggio del Regno. La suddetta rivista, al § 10 ragiona: "Talora, per non essere d'inciampo a qualcuno, dobbiamo sacrificare la nostra convenienza in maggiore o minor misura, secondo il bisogno". Quindi, per evitare che si trovi da ridire sul nostro ministero (2Co. 6:3, 4), gli Anziani e i Servitori di Ministero non portano la barba. I proclamatori osservano il loro buon esempio e li imitano. Ma se qualcuno, nonostante questo ragionamento, vuole portare la barba, faccia pure come crede. Si terrà conto del suo spirito indipendente, e se avesse dei privilegi di servizio metterà in dubbio i suoi requisiti di servitore esemplare. In quanto a una persona che porta la barba e vuole battezzarsi, non sarà la barba stessa a impedirle di essere battezzata, ma gli Anziani dovranno valutare la sua spiritualità e vedere se ha capito l'importanza di fare discepoli e di evitare di essere causa di inciampo. (7.11.83)

NOMINATO CHE PORTA I BAFFI:


Come cristiani riconosciamo che non viviamo sotto un codice talmudico e che in molti campi come quello dell'acconciatura o dell'abbigliamento possiamo spesso sentirci liberi di esprimere le nostre preferenze personali. Certo, chi serve in un incarico di responsabilità nella congregazione vorrà prestare particolare attenzione all'effetto che le sue scelte producono sugli altri essendo visto generalmente come un esempio da imitare. (Ro 14:7,8) G 8.10.79 p 27, 28. Riteniamo che in linea di massima sia una tua scelta se continuare a portare o meno i baffi, e che in generale non dovrebbe essere il caso di farne una questione. Tuttavia se ti rendessi conto che nella tua congregazione o nella tua circoscrizione la cosa potrebbe essere vista con una certa riserva da parte di molti, dovresti con flessibilità e ragionevolezza prenderne atto e fare le tue personali valutazioni sulla cosa. (SCB:SSB 28.12.89).



Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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23/09/2020
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