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:: LA TRADUZIONE DEL NUOVO MONDO :: I Testimoni si difendono Alcuni anonimi TdG hanno pubblicato uno
scritto nel quale tentano di difendere la Traduzione del Nuovo
Mondo. Si analizzano qui alcune loro affermazioni, a dimostrazione
di come tale "apologia" risulti essere priva di fondamento
(le parole dei TdG sono in azzurro).
Innanzitutto notiamo che non “la maggior parte”, ma la quasi
totalità delle Bibbie traduce come nella versione della CEI È possibile
che siano solo i TdG le vittime incomprese? Nessuna Bibbia di questo pianeta
ha avuto più critiche della TNM, tanto è vero che hanno dovuto scrivere
dei libelli apologetici per difendersi dalle aspre accuse di manipolazione.
Possibile che tutta quella valanga di critiche rivolte a decine di passi
e versetti sia campata per aria? Le coincidenze sono troppe, i versetti
sotto inchiesta sono un tale numero che non può trattarsi di una convergenza
casuale! È chiaro che questa Bibbia è stata concepita con il solo obiettivo
di sostenere una tesi teologica predeterminata.
Ma i testimoni di Geova hanno idea dell’orientamento ideologico di Corsani? Ha perfino pubblicato con la San Paolo… citare autori che gli sono avversi è una tattica del C.D. davvero sbalorditiva. Ma facciamo notare che loro hanno tradotto “unito a”, e il Dizionario del NT di Corsani non riporta questa accezione. Dire “con” e dire “unito a” sono cose ben diverse! Avete notato che costoro scrivono: “quindi renderlo “unito a” o “con” è perfettamente legittimo”; il dizionario non si sarebbe mai sognato di dire una cosa simile, e di rendere sinonimi due parole che non lo sono. È un trucco per confondere le carte in tavola e far dire all’autore quello che non voleva dire…
Questi “esperti” geovisti sono davvero bravi ad incantare una platea con fumosi sofismi e falsi ragionamenti. A questo punto vi chiederete perché sui dizionari al termine “en” si trova anche il significato “con” (ma, badate, non “unito a”). Se dovessimo dar credito alla spiegazione geovista ne verrebbe fuori che “en + dativo” introduce il complemento di unione. Nulla di più falso! L’ “en” che significa “con” e i geovisti fanno passare per uguale ad “unito a”, è solo per il complemento di strumento. Se dico ad esempio: “telefonare con cellulare” è ovvio che quel “con” ha valore strumentale e non di unione. È lo stesso dire “telefonare unito al cellulare”? No ovviamente! I TdG invocano una traduzione possibile solo per il complemento di mezzo in una frase come quella di Gv 14:10 dove il valore strumentale non vorrebbe dire nulla! Essi giocano sull’equivoco dato dall’italiano “con” che ha valore sia di unione sia di mezzo, ma in greco la cosa non è accettabile. Inoltre visto che vogliono fare i puntigliosi con il greco almeno citino dizionari di tutta la lingua greca, ossia i due testi di riferimento per ogni italiano classicista: il Rocci e il Montanari. La preposizione en può avere i seguenti valori: 1) a) di luogo (stato e moto) b) di tempo 2) Per estensione può avere valore: a) strumentale b) di relazione c) di circostanza e di modo d) di prezzo. Vediamo le funzioni di “en” sul “GI” il vocabolario di greco di Montanari edito dalla Loesher:
La sottolineatura rossa è mia. Qui sono elencate le funzioni
di “en +
dativo” e come si nota la funzione di “unione” non è contemplata dal campo
semantico di questo termine. Ci vuole davvero coraggio a tradurlo così
e poi sperare di aver ragione. E poi secondo loro Giovanni parlava in codice?
Se ha scritto un Vangelo è perché voleva farsi capire. Quando si legge
“en” si pensa al complemento di stato in luogo,
è una costante, lo sa anche un ragazzo di quarta ginnasio! Per tradurlo
“con” bisognerebbe pensarci ore ed ore, e soprattutto si sbaglierebbe,
perché il “con” strumentale non ha senso in Gv 14:10. Fate leggere il passo ad un greco a noi contemporaneo
e vediamo cosa vi dice! Chiedetegli se andrebbe mai a pensare di tradurlo
“unito a”! Giacché Giovanni voleva farsi capire, non andava a scegliersi
per esprimere un concetto parole che non hanno quel significato. Facciamo
un esempio: ammettiamo pure che i TdG abbiano ragione e che “en” significhi
davvero anche “unito a” in una remota
accezione come loro sostengono; voi lo usereste per farvi capire? Se io
vi dico “patente”, voi cosa capite? La patente di guida ovviamente. A
nessuno di voi verrebbe mai in mente che “patente” è anche un aggettivo
che significa “chiaro”! E lo stesso vale per Giovanni. Perché avrebbe
dovuto usare un’accezione così lontana dall’originale? Avrebbe rischiato
di non farsi capire! Ma il problema non si pone nemmeno perché “en” non
significa “unito a”, ma semmai può significare raramente
“con” in valore strumentale!! La traduzione geovista è un capolavoro
di presunzione. Giovanni, che voleva
trasmettere la parola di Dio in maniera chiara e comprensibile e non fare
un codice cifrato, se avesse voluto esprimere il complemento di unione
avrebbe usato un normalissimo “syn + dativo”! Ma rileggiamo un loro splendido passaggio:
Ma si tirano la zappa sui piedi da soli! Sono loro che hanno
dovuto manipolare ogni singolo passo biblico dove Gesù si proclamava Dio
altrimenti la divinità del Cristo sarebbe apparsa chiara. Sono loro che
non possono tollerare una traduzione come quella CEI (e di tutte le altre
Bibbie serie), altrimenti dovrebbero ammettere la consustanzialità tra
Dio e Gesù. Loro hanno tradotto nell’ “unico modo a loro necessario
e congeniale”! Perché sono loro stessi ad ammettere che la traduzione
CEI di questo passo non è sbagliata, ma è legittima quanto la loro. Loro
dunque ammettono che il passo è giusto nella versione CEI, LUZZI,
DIODATI, ecc. E come dargli torto? Non potevano certo dimostrare che era
sbagliata quella CEI! E sono loro stessi a dirlo:
È davvero unica la loro sfacciataggine!
La definizione che i Testimoni di Geova danno sul significato di “Interlineare” mi trova d’accordo. Ciò nonostante se sotto il testo greco si mette la traduzione corretta, e poi nella colonna a fianco si traduce in una maniera scorretta, i conti non tornano comunque. Ma sia chiaro che molti sono critici sull’interlineare geovista non per questo passo in particolare, ma per “mi” che spariscono, anche se sono tradotti sotto al testo greco, oppure appaiono degli “anche” e altre meraviglie che invece nel testo greco non ci sono! Chi ha dimestichezza con gli amici TdG mi ha ben capito… Urlare alla manipolazione non è dunque per nulla esagerato. L’autore del testo che stiamo esaminando ha ammesso quello i TdG hanno fatto con genuina noncuranza, come per mandare ai suoi lettori il messaggio che il loro operato sul greco biblico è perfettamente normale e prassi comune. Con la scrittura si riesce a dare quest’illusione, ma le immagini parlano molto più eloquentemente:
È evidente la volontà di fare forzature non vi sembra? Ma i Testimoni di Geova italiani le sanno queste cose?
Precisiamo che in italiano era impossibile mantenere il costrutto greco, ma in Gv 14:10 invece non c’era alcun problema! Infatti Girolamo nel sua Vulgata, lui che poteva mantenere un costrutto simile perché scriveva in latino, tradusse: “quoniam ipse Dominus in iussu et in voce archangeli et in tuba Dei descendet de caelo et mortui qui in Christo sunt resurgent primi…”. Una cosa è certa, l’ “in+ablativo” latino non è un complemento d’unione! Ma come renderlo in italiano? Facciamo alcune osservazioni al testo geovista:
Chiariamo subito che una moltitudine di autori trinitari ha tradotto “con la voce” senza porsi neanche il problema, infatti ci vuole una fantasia fuori dal comune per sostenere seriamente che Gesù sia un arcangelo. Dire che Gesù è l’arcangelo per la voce è fuori d’ogni logica. Se io vi dico “Ti sgrido con voce di leone”, a qualcuno verrebbe mai in mente di affermare che io sono un leone? No! E allora leggiamo la traduzione dei TdG: “…il Signore stesso scenderà dal cielo con una chiamata di comando, con voce di arcangelo e con tromba di Dio…”. E ovvio che è la voce ad essere “d’arcangelo”, e non il Cristo stesso. “D’arcangelo” indica semplicemente una qualità della voce o per essere precisi il “mezzo” con cui Gesù scende. Il greco qui è davvero intraducibile, non c’è un costrutto che vada bene al 100% in italiano, bisogna adattarsi.
Possibile che Gesù sia un arcangelo? No! Quale arcangelo può dire: “Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me” Gv 14:11? Quale arcangelo può dire: “Chi ha visto me, ha visto il Padre” Gv 14:9? Allora se vedendo Gesù arcangelo vediamo il Padre, il Padre diventa un arcangelo!! La loro dottrina a volte lascia allibiti… Bibbie come la Nuova Riveduta, la Luzzi, la Nuova Diodati, che sono state tradotte da autori trinitari usano il “con” senza problemi, perché a nessuno con un minimo di logica verrebbe mai in mente che il “con” potrebbe identificare Gesù con l’arcangelo! Ma veniamo alla traduzione CEI: è lecito tradurre “alla voce dell’Arcangelo”? Con buona pace dei testimoni di Geova è assolutamente corretto! “en” infatti, ha anche valore “di azione”. Guardiamo il dizionario di greco di Montanari: Vi ho sottolineato in rosso un esempio qualsiasi dove “en” è tradotto come “alla”, perché la preposizione qui ha valore di azione, ed è affine al caso “strumentale” con cui spesso si identifica.
Il finale dell’articolo ripropone in riassunto gli argomenti presentati, già confutati precedentemente. Federico (Gandalf il Grigio) |