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Cassa integrazione



CASSA INTEGRAZIONE


È APPROPRIATO USUFRUIRNE:


La cassa integrazione è un provvedimento di Cesare ed una parte d'essa deriva dal denaro già pagato dal dipendente mentre lavorava. Quindi è una decisione personale accettarla o no. Il cristiano desidera provvedere con il proprio lavoro alle necessità della sua famiglia, quindi vorrà, se possibile, trovare un'occupazione. Quando naturalmente l’avrà trovata, non sarebbe più idoneo per ricevere la cassa integrazione. Al cristiano preme anche l'avere una buona reputazione e di non fare inciampare nessuno, e quindi non vorrà dare l'impressione di approfittare della situazione per non lavorare. Ma accettando di essere pagato dalla cassa integrazione, non perde i suoi requisiti di SM a meno che non vi siano altre cose che gli facessero perdere tali requisiti (SCB:SSA 20.9.83)

La W 15.9.83 p 8 non parla di ciò che ha stabilito l’autorità italiana per quei lavoratori che sono posti in cassa integrazione. Il pensiero è: "Per es. in certi pesi (non indica l'Italia) quando uno perde il lavoro può ricevere un’indennità di disoccupazione ..." Quanto detto dalla rivista si applica a persone disoccupate, che hanno perso il lavoro. In certi paesi come l'America, questi disoccupati ricevono tale assistenza. Così il cristiano non potrebbe abusare di tale assistenza ma potrebbe senz'altro usufruirne. Lasciamo che sia una personale decisione del cristiano. Certo il fratello vorrà prodigarsi per trovare un lavoro onde soddisfare le necessità della famiglia.  Efe 4:28 (SCD:SSF 20.2.84)

LAVORARE FINCHÉ ARRIVANO I SUSSIDI:


In quanto a lavorare, mentre si è in cassa integrazione, fino a quando i sussidi non comincino ad arrivare è una questione personale. Certo se non ha di che nutrire la sua famiglia, come le Scritture esigono che faccia (1Tm 5:8), e questo perché non gli vengono dati i sussidi che gli spettano per legge, non potrà semplicemente ignorare il problema facendo soffrire la sua famiglia, ma sta a lui decidere il modo in cui affronterà il problema (SCB:SSA 20.9.83)

FARE ALTRI LAVORI:
Rispondiamo alla domanda in merito ai fratelli che si trovano in cassa integrazione ma dicono di non riuscire ad andare avanti nel provvedere il necessario alla famiglia con quello che gli danno. È male fare qualche lavoretto per soddisfare tale necessità? Il cristiano vorrà fare tutto il possibile per evitare di violare la legge di Cesare in merito ai lavoratori in cassa integrazione. Vorrà prendere ogni precauzione affinché ciò che gli danno possa bastare per sé e la sua famiglia fino alla fine del mese.

Ad es. se pensa di fare degli acquisti a rate o cambiali vorrà fare molta attenzione a ciò che acquista. Dovrebbe esaminare se l'acquisto deciso è realmente indispensabile. Dovrà anche rendersi conto che ogni mese deve poi togliere quel denaro dalla sua paga, aggiungendo gli interessi che mettono in questo tipo di vendita. Ancora potrebbe esaminare come eliminare cibi costosi e anche superflui, consumando cibi a basso costo e altre cose che gli permettano di arrivare alla fine del mese.

Certo con questa lettera non si vuole sindacare l'operato dei fratelli. È una questione personale e il fratello vorrà fare molta attenzione al riguardo. Sono considerazioni che si possono usare come riferimento e basta. Lasciamo ad ogni fratello che si assuma la sua responsabilità davanti a Cesare e a Geova. Dal canto ns. faremo ogni sforzo per incoraggiare i fratelli ad ubbidire alle leggi affinché si sia in armonia con Cesare e Geova. Naturalmente se la decisione del fratello dovesse turbare la congregazione, allora gli A. vorranno considerare la cosa con il fratello alla luce dei requisiti per coloro che hanno privilegi di servizio in seno alla congregazione (SCC:SSB 31.12.82)

Se un cristiano si trova in cassa integrazione è evidente che non sarebbe appropriato lavorare per un’altra persona per percepire un secondo stipendio. Infatti questo è ritenuto illegale. Però se la persona che si trova in cassa integrazione è in dubbio è bene che si rivolga agli uffici competenti ed esponga loro il suo problema. Se essi ritengono che egli sia libero di lavorare anche per altri nonostante si trovi in cassa integrazione allora può farlo. Quando si è in dubbio, la cosa migliore è quella di rivolgersi sempre agli uffici competenti esponendo il caso per rendersi conto della condotta giusta dal punto di vista legale. Si dovrebbe far questo per mantenere una buona coscienza verso Geova e Cesare (SCA:SSA 10.3.76)

ESSERE RACCOMANDATI QUANDO SI È DA ALCUNI ANNI IN CASSA INTEGRAZIONE:


Ci chiedi se un fratello posto in cassa integrazione da alcuni anni potrà mai essere raccomandato SM. Non vediamo la ragione per cui non possa esserlo. Quando uno è posto in cassa integrazione non è una sua libera scelta ma è stato posto dalle autorità e dalla ditta dove lavora. Il fratello non è perciò un disoccupato ma è sempre un dipendente di quella ditta assunto a tutti gli effetti solo posto sotto cassa integrazione. Noi siamo certi che un fratello se venisse chiamato di nuovo a riprendere la sua attività, sarebbe ben lieto di andare a lavorare. Certo per essere un SM più che esaminare solo questo aspetto, devono essere esaminati i vari requisiti esposti nella Bibbia. Comunque solo perché posti in cassa integrazione non è un motivo per non assolvere le responsabilità della congregazione come nominato con coscienza pura (SCD:SSF 20.2.84)

STARE IN CASSA INTEGRAZIONE PRESSO UNA DITTA CONTRARIA A ISAIA 2:4


Per quanto riguarda l’usufruire o meno della cassa integrazione, la cosa ha stretta relazione con il lavoro stesso. Se si stabilisce infatti che esso è in contrasto con il principio biblico di Isa 2:4, ciò influisce anche sul percepire o meno della cassa integrazione. La cassa integrazione mantiene infatti aperto il rapporto di lavoro a differenza della pensione che è considerata una cessazione del lavoro svolto (SCD 5.8.91)



Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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16/09/2020
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