A proposito di citazioni che non esprimono correttamente
il pensiero della persona o dell'opera citata,
ecco una lettera che il prof. Julius Mantey - noto erudito biblico - ha
scritto alla WTS:
Julius R. Mantey
414 Palmette Road
New Port Richey, FL 33552
11 luglio 1974
Watchtower Bible
& Tract Society
117 Adams St.
Brooklyn New York 11201
Egregi Signori,
Ho una copia
della vostra lettera diretta alla Caris in Santa Anna, California, e
vi scrivo per esprimere il mio disaccordo con le affermazioni contenute
in tale lettera, che avete tratto da Dana-Mantey Greek Grammar.
(1) La vostra
affermazione: "la loro opera ci consente la traduzione di Giovanni 1:1
nella Traduzione Interlineare del Regno delle Scritture Greche Cristiane".
Non vi è nessuna affermazione nella nostra grammatica che possa lontanamente
voler dire che Giov. 1:1 si possa tradurre "un dio".
(A) Non avevamo nessuna "regola" da cui si possa argomentare a sostegno
della Trinità.
(B) Né abbiamo affermato di avere una tale intenzione. Abbiamo semplicemente
delineato i fatti inerenti al linguaggio biblico.
(C) La vostra citazione della pag. 148 è stata tratta dal paragrafo
con l'intestazione: "Con il soggetto in una frase copulativa".
Qui ci sono due esempi per illustrare che "l'articolo indica il soggetto
in questi esempi". Ma non abbiamo detto nulla in questo paragrafo sul
predicato eccetto che, "poiché esso vale per le altre persone della
Trinità può essere implicito in theòs". E non è questo l'opposto
di ciò che viene implicato nella vostra traduzione "un dio?". Voi mi
avete citato fuori del contesto. Alle pagine 139 e 140 della nostra
grammatica, affermiamo: "Senza l'articolo theòs significa essenza
divina . . . theòs én ho lògos da risalto alla partecipazione
di Cristo all'essenza. della natura divina". La nostra interpretazione
è in accordo con quella della NEB e della TED: "Ciò che Dio era, la
Parola era"; è con quella di Barclay: "La natura della Parola era la
stessa natura di Dio", che voi citate nella vostra lettera alla Caris.
(2) Dopo l'articolo di Colwell e di Harner nella JBL, specialmente quello
di Harner, non è né erudito né ragionevole tradurre Giov. 1:1 "La Parola
era un dio". L'ordine delle parole rende obsoleta ed errata tale traduzione.
(3) La vostra citazione della regola di Colwell è inadeguata perché
cita soltanto una parte delle sue ricerche. Voi non citate questa sua
energica affermazione: "Un predicato nominale che precede il verbo non
può essere tradotto come un sostantivo indefinito o qualitativo semplicemente
perché manca l' articolo".
(4) Il prof. Harner, in JBL volume 92:1 (1973), con le sue ricerche
si è spinto oltre le ricerche di Colwell ed ha scoperto che i sostantivi
predicativi privi dell'articolo che precedono il verbo hanno la funzione
primaria di esprimere la natura o la caratteristica del soggetto. Egli
ha trovato un riscontro di ciò in 53 passi del Vangelo di Giovanni e
in otto del Vangelo di Marco. Entrambi gli studiosi hanno scritto che
quando volevano esprimere indeterminatezza, questi evangelisti pongono
regolarmente il predicato nominale dopo il verbo, e sia Colwell che
Harner hanno affermato che theòs in Giov. 1:1 non è indefinito
e non dovrebbe essere tradotto "un dio". I redattori della Torre di
Guardia sembrano essere i soli che adesso sostengono tale traduzione.
Le evidenze sono contro di loro al 99%.
(5) Affermate nella vostra lettera che deve essere lo stesso testo sacro
la guida e non "semplicemente qualche libro di regole". Sono d'accordo
con voi. Il nostro studio dimostra che i Testimoni di Geova fanno l'opposto
di ciò ogni volta che il "testo sacro" differisce dalle loro credenze
eretiche. Per esempio la traduzione di kolasis con stroncamento,
quando l'unico significato riportato in tutti i lessici è punizione.
L'errata traduzione di ego eimi con `io sono stato' in Giov.
8:58. L'aggiunta di "per sempre" in Ebr.9:27 quando non vi è nulla nel
testo greco che lo sostenga. Il tentativo di sminuire Cristo con l'errata
traduzione di arche tes ktiseos, "principio della creazione"
quando egli è magnificato come il "creatore di tutte le cose" (Giov.l
:2) e come "uguale a Dio" (Fi1.2:6) prima della sua volontaria umiliazione
mediante l'assunzione di un corpo umano qui sulla terra. La vostra citazione
de "il Padre è più grande di me" (Giov.14:28) per dimostrare che Gesù
non era uguale a Dio trascura il fatto affermato in Fil.2:6-8. Quando
Gesù disse ciò, egli si trovava nel suo volontario stato di umiliazione.
Tale stato cessò quando egli ascese al in cielo. Perché tentare deliberatamente
d'ingannare le persone mediante una scorretta punteggiatura dopo `oggi
in Luca 23:43 quando in greco, in latino, in tedesco ed in tutte le
traduzioni inglesi tranne la vostra, e perfino nel greco della vostra
KIT, il punto si trova dopo lego (ti dico): "Oggi tu sarai
con me in Paradiso". 2 Corinti 5:8, "per essere fuori del corpo ed essere
una cosa col Signore". Questi passi insegnano che i redenti vanno immediatamente
in cielo dopo la morte, e non sono d'accordo con i vostri insegnamenti
che la morte pone termine a tutta la vita fino alla resurrezione. Cfr.
salmo 23:6 e Ebrei 1:10.
I succitati
sono solo alcuni esempi delle erronee traduzioni e delle perversioni
della Torre di Guardia a danno della Parola di Dio.
In considerazione
dei fatti precedenti, specialmente a motivo del fatto che mi avete citato
fuori del contesto, faccio qui richiesta che non citate nuovamente il
"Manual Grammar of the Greek New Testament", cosa che avete fatto
per 24 anni. Inoltre, non mi citate più in alcuna delle vostre pubblicazioni
da ora in poi.
Inoltre che
comunichiate immediatamente e pubblicamente sulla rivista Torre di Guardia,
che le mie parole non avevano alcuna rilevanza ai fini dell'assenza
dell'articolo davanti a theòs in Giov. 1:1. Vi prego di scrivere
alla Caris dicendo che avete fatto cattivo uso della mia "regola" e
citata a sproposito.
Nella pagina
che precede la prefazione della grammatica ci sono queste parole: "Tutti
i diritti sono riservati - nessuna parte di questo libro può essere
riprodotta senza. autorizzazione scritta dell'autore".
Se siete in
possesso di tale autorizzazione, vi prego di farmene avere fotocopia.
Se non aderite
a tale richiesta, ne dovrete subire le conseguenze.
Con rammarico,
vostro,
Julius Mantey
La citazione della "Grammatica" di Mantey a p.
1158 della "Traduzione interlineare" (inglese) del 1969:
Suggerimenti e consigli dati dalla Società Torre di Guardia
sul corretto modo di citare le parole altrui: