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Collette



COLLETTE


FARE UN DONO INSIEME E DIVIDERE LE SPESE:


Riguardo alle collette, vi invitiamo a consultare il Km 8.80 p 4. Naturalmente quanto viene esposto riguarda le attività entro l'ambito della congregazione Personalmente i singoli fratelli decideranno come offrire un dono in comune o contribuire insieme per un unico scopo. Non è bene stabilire delle regole al riguardo. Se alcuni fratelli decidono di comune accordo di fare un acquisto o dividerne le spese, è una loro questione personale. Per conoscere i princìpi scritturali da tener conto quando si desidera fare un dono, o si riceve un dono, potete consultare gli Indici sotto gli esponenti "DONO e CONTRIBUZIONI". Troverete molte informazioni utili per capire quale deve essere il giusto atteggiamento cristiano. Se comunque una questione dovesse assumere notevoli dimensioni, implicando molte persone e non riguardano più solo alcuni fratelli, gli A. possono sentirsi liberi di dare consigli e suggerimenti  Gal 6:1 (SCD:SSD 3.5.93)

Siamo lieti di rispondere alla tua lettera nella quale ci chiedi se è corretto che un fratello si metta d'accordo con altri fratelli per fare congiuntamente un regalo a una coppia che si sposa. Tale modo di procedere non è corretto perché in effetti sta promuovendo una colletta. Ciò non è in armonia alla direttiva teocratica. Km 8.80 p 4 Una colletta è sempre una colletta, sia che venga promossa per dare aiuto a chi è nel bisogno o per fare un regalo (SCC:SSC 27.5.87)

Riguardo al suddividere in parti uguali la quota da versare per fare un regalo a un componente della congregazione, crediamo sia un attitudine scorretta, in quanto tali componenti della componenti della congregazione si rendono in effetti promotori o partecipi di una vera e propria colletta. Il Km 8.80 p 4 indica con chiarezza la differenza esistente tra la situazione menzionata in 1Co 16:1, 2 e una circostanza come quella sopra indicata. L'op. "Scuola", p 25 prende in esame una situazione interamente diversa, in cui non è un gruppo di cristiani ad essere implicato, ma delle persone incredule.

In questo caso il singolo Testimone decide se desidera a livello personale versare o meno un contributo per il collega di lavoro o compagno di scuola. In altre parole egli non ha voce in capitolo per entrare nel merito del metodo che viene seguito per raccogliere il denaro ma a livello personale decide come comportarsi se desidera fare qualcosa per la persona per cui si raccoglie il denaro. La situazione è quindi diversa nell'ambito della congregazione in cui si comprende bene come agire nello spirito del consiglio di Mt 6:3, 4 (6.7.90)

Ci informate che diversi fratelli hanno partecipato ad un unico regale per l’anniversario di un matrimonio. Il Km 8.80 p 4 risponde alla domanda: “Si possono fare collette?” Naturalmente quanto è esposto riguarda le attività compiute nell’ambito della congregazione Personalmente i singoli fratelli decideranno come org. i loro intrattenimenti o fare i loro doni, anche se farebbero bene a non trascurare gli stessi principi scritturali che vengono seguiti nella congregazione Non desideriamo comunque stabilire regole al riguardo. Per allargare il punto e avere maggiori informazioni da offrire ai fratelli sui principi da tenere in considerazione quando si fanno regali, potreste consultare gli INDICI agli esponenti “doni, dare, generosità”.

Il grande num. di fratelli coinvolti nella questione ha senz’altro giustificato il vs. intervento. Una volta che questi sono stati aiutati a capire i principi scritturali implicati, lasciate che si assumano le responsabilità delle loro decisioni. Non è il caso di insistere. Probabilmente, con i fratelli che ricoprono privilegi di servizio o compiti di responsabilità nella congregazione si potrebbe rammentare la necessità di dare sempre un buon es., che si manifesti sempre l’intenzione di tener conto prima di tutto delle norme di Dio, più degli usi o delle abitudini locali, o di ciò che potrebbe risultare economicamente o materialmente più vantaggioso. Ciò che non si dovrebbe tollerare è che iniziative del genere siano promosse nella Sala del Regno o coinvolgano direttamente la congregazione (SSD 23.12.94)

PER ASSISTERE FRATELLI BISOGNOSI:


Il principio scritturale da applicare è quello di 2Co 9:7. Questo ci insegna che se un cristiano desidera contribuire per assistere un suo conservo, è libero di farlo. Non sarebbe però appropriato se vi fosse costretto da una colletta fatta da qualcun altro. Il sistema delle collette non pare sia una pratica cristiana e per questo motivo essa non viene praticata nell'org. Ognuno è bene che prenda la sua propria decisione senza costringere altri a contribuire se non desiderano o non hanno la possibilità di farlo. Generalmente quando un fratello si trova nel bisogno, è risaputo nella congregazione e quindi ognuno ha la responsabilità di assisterlo se lo desidera. Lo può fare spontaneamente e nella misura che ritiene più opportuno senza alcuna sollecitazione da parte di altri.

Naturalmente gli A. della congregazione potrebbero pensare di contribuire come congregazione Forse nella cassa della congregazione vi è del denaro che potrebbero pensare di offrire almeno in parte per assistere un fratello veramente bisognoso. In tal caso presenteranno una risoluzione alla congregazione Crediamo sia pertanto bene parlare alle sorelle che di tanto in tanto promuovono collette di denaro per aiutarle a capire la necessità di conformarsi all'es. lasciatoci dalla prima congregazione cristiana. Crediamo che parlando loro con tatto si aiuteranno a conformarsi alle norme teocratiche dell'org. di Geova (SCB:SSB 26.9.74)
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I fratelli dell’ex Iugoslavia vengono assistiti dall’org., a seconda del bisogno e in modo teocratico. Non è il caso di promuovere privatamente collette o raccolte di denaro o altro materiale; non si dovrebbero sostenere iniziative del genere. Km 8.80 p 4 Se l’amore e la considerazione fraterna inducono alla generosità, il rispetto per l’ordine teocratico e la fiducia nell’org. dovrebbero indurre i fratelli a seguire ubbidientemente la direttiva impartita. Se desiderano partecipare in misura maggiore ai soccorsi a favore dei fratelli nel bisogno, possono avvalersi dei fondi appositamente costituiti per questo scopo (SCD:SSD 29.8.95).



Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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01/08/2020
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