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:: PERCHE' CONTINUANO A VENIRE? ::
"Oh
no, ancora voi!"
"Come mai i testimoni di Geova continuano a venire alla mia
porta?"
Perché i TdG sembrano non tener conto degli inviti che vengono loro
rivolti di non tornare più a visitare una certa casa o una certa persona?
Nota: in questa
pagina non si vogliono analizzare i motivi ideologici per cui i
TdG vanno dalle persone - "predicare la buona notizia", come
essi dicono - ma il motivo per cui ritornano continuamente anche
da coloro che non sono assolutamente interessati ai loro discorsi. Le
pubblicazioni qui citate mostrano che vi sono delle istruzioni specifiche
alla base di questa loro insistenza.
Innanzi tutto
le persone devono sapere che i testimoni di Geova non vanno da loro soltanto
per discutere di religione. Il loro obbiettivo, per il quale vengono accuratamente
addestrati, è quello di 'aiutare il padrone di casa a divenire credente',
cioè farlo diventare un (o una) testimone di Geova, che prima o poi dovrà
a sua volta andare alle porte della gente a "predicare". Questo
è un particolare che "il padrone di casa" non dovrebbe mai dimenticare. Ecco,
infatti, cosa si legge a questo proposito nel "Ministero del Regno",
un loro bollettino ad esclusivo uso interno (il grassetto è mio):
Il ministero
del Regno, gennaio 1994, p.8: Ritorniamo per coltivare l'apprezzamento:
Le visite ulteriori efficaci stimolano la crescita del padrone di casa
aiutandolo progressivamente a divenire credente. Quali sono alcuni
suggerimenti pratici da tenere presenti quando si torna a visitare quelli
che hanno mostrato interesse?
Innanzi tutto preparatevi bene. Ci si comincia a preparare fin dalla prima
visita. Come? Prendendo accurate note dell'interesse mostrato. Annotate
il nome della persona, l'argomento trattato, la sua reazione ed
eventuali pubblicazioni che avete lasciato. Quindi, prima di tornare
a fare la visita, analizzate la nota di casa in casa e riflettete in preghiera
su ciò che intendete dire.
Ora siete pronti. Cosa potete dire? Se alla visita iniziale avete lasciato
una domanda in sospeso, alla visita ulteriore potete ripartire da quell'argomento.
Per esempio, se alla prima visita avete parlato delle benedizioni del
Regno di Dio, potreste porre la domanda: "Perché Dio permette la
malvagità?".
I TdG prendono accurate "note di casa in casa",
segnando i nomi degli assenti, delle persone contattate, gli argomenti
considerati, le domande che sono state poste e tutto ciò che può essere
utile per fare una "visita ulteriore".
Chi mostra qualche interesse in una discussione, o accetta
una rivista o un libro (per curiosità o per il desiderio di sbarazzarsi
del Testimone), diventa quindi, agli occhi del TdG, una "persona
interessata" che verrà certamente rivisitata.
Non è sufficiente che il padrone di casa dica di essere
seccato e disturbato dalle loro visite e che non vuole che i TdG suonino
ancora alla sua porta. I Testimoni non danno molta importanza a queste
lamentele:
Il ministero del Regno,
Gennaio 1983, p.4 [Risposta a domande]:
"Cosa si deve fare quando nella busta del territorio viene messa
una nota in cui si dice di non suonare a una certa porta?
[...] Non dovremmo frettolosamente concludere che si debba compilare un
foglietto del genere solo perché una persona è seccata o forse adirata
perché siamo capitati in un momento poco opportuno".
Seguono alcuni
brani tratti da diverse edizioni del Ministero del Regno che
parlano di come il padrone di casa potrebbe tentare di ridurre le
visite dei Testimoni di Geova o addirittura di impedirle (il grassetto
è aggiunto).
Il ministero del Regno,
Gennaio 1994, p.7 [Risposta a domande]:
Cosa si dovrebbe fare quando un padrone di casa non vuole assolutamente
che i testimoni di Geova bussino alla sua porta?
Se su una porta notiamo un adesivo o una scritta che vieta espressamente
le visite di natura religiosa o menziona specificamente i testimoni di
Geova, sarebbe meglio rispettare i desideri del padrone di casa e
non bussare a quella porta.
A volte troviamo una scritta che vieta le visite dei venditori ambulanti.
Dato che la nostra è un'opera di natura religiosa e filantropica, il divieto
non riguarda noi. Sarebbe corretto bussare a quella porta. Se il padrone
di casa protesta, possiamo spiegargli con tatto perché riteniamo che quella
scritta non si applichi a noi. Se a quel punto la persona dice espressamente
che il divieto vale anche per i testimoni di Geova, rispetteremo la sua
decisione.
In alcuni casi, quando bussiamo alla porta, il padrone di casa è visibilmente
agitato e ci chiede con veemenza di non bussare più alla sua porta.
Dovremmo assecondare la sua richiesta. Si dovrebbe mettere nella busta
del territorio una nota con la data, affinché i proclamatori che in futuro
lavoreranno quel territorio evitino di suonare a quella porta. Dovremmo
comunque tenere presente che quelle abitazioni non devono essere evitate
a tempo indefinito. Gli occupanti attuali potrebbero trasferirsi. Potremmo
incontrare un altro familiare ben disposto. C'è la possibilità che
il padrone di casa con cui avevamo parlato cambi idea e sia più disposto
a dialogare con noi. Perciò, dopo un certo tempo, si dovrebbe cercare
con tatto di sapere cosa pensa ora chi abita lì.
Una volta all'anno si dovrebbe esaminare l'archivio dei territori per
compilare un elenco delle abitazioni dove ci è stato detto di non bussare.
Sotto la responsabilità del sorvegliante del servizio si possono incaricare
alcuni proclamatori esperti e dotati di tatto di far visita a quelle abitazioni.
Potremmo spiegare che stiamo facendo visita per sapere se lì abita ancora
la stessa persona. Il proclamatore dovrebbe conoscere bene le informazioni
che si trovano alle pagine 15-24 del libro Ragioniamo, nella parte intitolata
"Come superare le eventuali obiezioni". Se la reazione del
padrone di casa non è più ostile, le visite future potranno svolgersi
nel modo consueto. Se invece la persona continua a essere ostile, non
si dovrebbero fare altre visite fino all'anno successivo. In casi
particolari, se le circostanze suggeriscono di affrontare la questione
in modo diverso, il locale corpo degli anziani può decidere cos'è meglio
fare.
Alcuni sono arrivati al punto di usare simili adesivi, metodo che si
rivela,
oltre che discutibile, anche inutile: i TdG, infatti, prima o poi ritorneranno
alla carica.
Il ministero del Regno, Luglio 1974, p.7 [Risposta
a domande]:
"Che cosa si può fare quando un padrone di casa chiede verbalmente
che nessuno vada a casa sua, o quando c'è sulla porta un cartello che
vieta l'accesso ai venditori ambulanti o ai rappresentanti di gruppi
religiosi?
Quando incontriamo persone molto contrarie che ci chiedono di non
tornare più a casa loro, rispetteremo a questo riguardo il loro desiderio.
Si può mettere nella busta del territorio una nota con la data indicante
che in futuro nessuno visiti quella persona finché abita lì. Naturalmente,
le persone si trasferiscono, e talvolta alcune cambiano disposizione.
Se non si è sicuri se un padrone di casa abita ancora lì, a suo tempo
si può indagare con tatto. Decidete localmente la miglior cosa da fare
in ciascun caso.
Dove ci sono cartelli con la scritta "Vietato l'accesso ai venditori
ambulanti o ai questuanti", ecc., forse è meglio dire che siete
testimoni di Geova, partendo dalla premessa che tali cartelli non si
applicano alla nostra opera. Dove i cartelli dicono specificamente
che le visite religiose o dei testimoni di Geova sono vietate, sarà
bene parlare personalmente al padrone di casa, perché può essere stato
il precedente inquilino a mettere il cartello, oppure il padrone di
casa può aver cambiato idea. Se il padrone di casa chiede verbalmente
di non fargli visite, si può agire com'è indicato sopra.
Il ministero
del Regno, Gennaio 1983, p.4 [Risposta a domande]:
"Cosa si deve fare quando nella busta del territorio viene messa
una nota in cui si dice di non suonare a una certa porta?
Di tanto in tanto nel territorio incontriamo padroni di casa molto contrari
alla nostra opera e al nostro messaggio. Alcuni giungono al punto di minacciarci.
Se qualcuno richiede categoricamente di non essere più visitato dai
testimoni di Geova, tale richiesta dovrebbe essere rispettata. Si dovrebbe
dare un foglietto col nome e l'indirizzo della persona al fratello incaricato
dei territori. Egli dovrebbe scriverci la data e qual è il problema specifico.
Dopo di che ogni proclamatore invitato a percorrere quel territorio
dovrebbe fare particolare attenzione a non irritare quel padrone di casa
e a non suonare alla sua porta. - Vedi il Ministero del Regno
del luglio 1974, "Risposta a domande".
Di tanto in tanto, però, le persone si trasferiscono o forse cambiano
idea. A seconda delle circostanze, un proclamatore capace può periodicamente
informarsi con tatto per vedere qual è la situazione attuale.
Non dovremmo frettolosamente concludere che si debba compilare
un foglietto del genere solo perché una persona è seccata o forse adirata
perché siamo capitati in un momento poco opportuno. Quando però ci viene
chiesto di non tornare più oppure è necessario essere cauti, si può procedere
come indicato sopra".
Queste istruzioni interne mostrano quindi che nonostante
il "padrone di casa" possa aver detto esplicitamente che non
desidera più essere visitato, la sua decisione non verrà rispettata. L'unico
modo per non essere contattati, almeno per qualche tempo, consisterebbe
nel dire ai TdG di inserire nella "busta del territorio" una
nota in cui si avvisino i "proclamatori" che non devono venire
a casa vostra. Prima o poi comunque, come si legge nei bollettini succitati,
ritorneranno per vedere se siete ancora della stessa idea.
"Non
ho tempo... non mi interessa..."
Simili obiezioni non vengono prese sul serio.
Se qualcuno dice: "non ho tempo" o "non
mi interessa", normalmente l'interlocutore intuisce che in realtà
non si desidera continuare la discussione e che ci si esprime in questo
modo per gentilezza, per non sembrare scortesi. I Testimoni, siccome sono
disperatamente alla ricerca di persone da convertire, spesso fingono di
non comprendere. Ecco alcune istruzioni che essi ricevono nella Sale del
Regno su come superare le "obiezioni del padrone di casa":
Quanto segue è tratto da " Ragioniamo facendo uso delle
Scritture", pp.15-20,
libro ad uso prevalentemente interno dei Testimoni di Geova:
Come superare le eventuali obiezioni
Nota: [...] È un messaggio che trasforma la vita delle persone.
Vogliamo che tutti lo odano. Ci rendiamo conto che solo una minoranza
lo accetterà di cuore, ma sappiamo che, per poter fare una scelta consapevole,
le persone hanno bisogno di udirlo. Comunque, non tutti sono disposti
ad ascoltare, e noi non cerchiamo di costringerli a farlo. Ma usando
discernimento è spesso possibile trasformare le eventuali obiezioni
in opportunità per continuare la conversazione. Gli esempi che seguono
mostrano cosa dicono alcuni Testimoni esperti [...]. Non vi suggeriamo
affatto di imparare a memoria queste risposte, ma di afferrarne il senso,
formulare il concetto a parole vostre [...].
"NON MI INTERESSA"
- "Se mi permette la domanda, non le interessa la Bibbia
o la religione in generale? Glielo chiedo perché incontriamo molti che
un tempo erano religiosi, ma che ora non vanno più in chiesa perché
hanno visto molta ipocrisia nelle chiese (o: perché pensano che la religione
sia un modo come un altro per fare soldi; o: perché non approvano il
fatto che la religione si immischi nella politica; ecc.). Nemmeno la
Bibbia approva queste cose, e ci fornisce l'unica base per poter guardare
al futuro con fiducia"
- "Se intende dire che non le interessa un'altra religione
posso capirla. Molto probabilmente però si interessa del tipo di futuro
che possiamo aspettarci, vista la minaccia di una guerra nucleare (o:
di come possiamo proteggere i nostri figli dalla droga; o: di cosa si
può fare riguardo alla criminalità, affinché si possa camminare per
strada senza timore; ecc.). Intravede una vera soluzione?"
- "Dice così perché ha già una religione? ... Mi dica, pensa che
ci sarà mai un giorno in cui tutti avranno la stessa religione? ...
Quali sono le cose che sembrano impedirlo? ... Affinché sia qualcosa
di valido, su cosa si dovrebbe basare?"
- "La capisco. Alcuni anni fa anch'io ero di questa idea.
Ma poi ho letto qualcosa nella Bibbia che mi ha aiutato a vedere la
realtà sotto una luce diversa. (Mostrare alla persona di che si tratta)"
...
"LA RELIGIONE NON MI INTERESSA"
- "Posso capire il suo punto di vista. Francamente, le chiese
non stanno rendendo questo mondo un luogo più sicuro in cui vivere,
non è vero? ... Mi permetta una domanda: È sempre stato di questa opinione?
... Ma crede in Dio?"
- "Sono in molti a pensarla come lei. La religione non li ha affatto
aiutati. Questo è uno dei motivi per cui siamo qui, perché le chiese
non hanno insegnato alle persone la verità riguardo a Dio e al suo meraviglioso
proposito per l'umanità."
...
"NON MI INTERESSANO I TESTIMONI DI GEOVA"
- "Molti ci rispondono così. Si è mai domandato perché ci offriamo
gratuitamente di fare queste visite pur sapendo che la maggioranza delle
persone non ci accoglierà? (Riassumere Matteo 25:31-33, spiegando che
è in corso un'opera di separazione delle persone di tutte le nazioni
e che la loro reazione al messaggio del Regno è un fattore determinante
a questo riguardo. Oppure indicare il senso di Ezechiele 9:1-11, spiegando
che, in base a come si reagisce al messaggio del Regno, si viene 'segnati'
per la salvezza attraverso la grande tribolazione o per la distruzione
da parte di Dio)"
- "Posso capirla perché anch'io la pensavo come lei. Ma un giorno,
per correttezza, decisi di ascoltarne uno. Così scoprii che non mi era
stata detta la verità sul loro conto. (Menzionare una comune falsa accusa
e spiegare poi ciò che crediamo)"
...
"HO LA MIA RELIGIONE"
- "Se mi permette la domanda, la sua religione insegna che verrà
il tempo in cui persone che amano la giustizia vivranno sulla terra
per sempre? ... Questo è qualcosa di affascinante, non è vero? ... È
scritto proprio qui nella Bibbia. (Sal. 37:29; Matt. 5:5; Riv. 21:4)"
- "Sono d'accordo con lei che in questo campo ognuno deve decidere
per sé. Ma sapeva che Dio cerca un certo tipo di persone come suoi veri
adoratori? Noti cosa è detto qui in Giovanni 4:23, 24. Cosa significa
adorare Dio 'con verità'? ... Cosa ci ha dato Dio per aiutarci a capire
quello che è vero e quello che non lo è? ... (Giov. 17:17) E noti che
importanza ha questo per noi individualmente. (Giov. 17:3)"
- "Nella sua vita è sempre stato una persona religiosa? ... Pensa
che il genere umano sarà mai unito sotto una sola religione? ... È qualcosa
su cui ho riflettuto molto a motivo di ciò che è scritto qui nella Bibbia
in Rivelazione 5:13. ... Cosa dobbiamo fare per poter essere fra questi?"
- "Speravo proprio di trovare qualcuno come lei che si interessa
di cose spirituali. Sono pochi oggi quelli che lo fanno. Se mi consente
la domanda, cosa pensa della promessa della Bibbia secondo cui Dio eliminerà
tutta la malvagità e farà di questa terra un luogo in cui vivranno solo
persone che amano la giustizia? Non le piacerebbe essere fra queste?"
...
"SIAMO GIÀ CRISTIANI"
- "Mi fa piacere sentirglielo dire. Allora senz'altro saprà che
Gesù stesso compì un'opera simile a questa, visitando le persone nelle
loro case e incaricando i suoi discepoli di fare altrettanto. Sa qual
era il tema della loro predicazione? ... Questo è l'argomento di cui
siamo venuti a parlarle oggi. (Luca 8:1; Dan. 2:44)"
- "Allora sono certo che capirà l'importanza di ciò che Gesù disse
nel Sermone del Monte. Fu molto esplicito, ma anche amorevole, quando
disse ... (Matt. 7:21-23) Perciò la domanda che dobbiamo farci è: Fino
a che punto conosco la volontà del Padre che è nei cieli? (Giov. 17:3)"
"HO DA FARE"
- "Allora sarò molto breve. Vorrei menzionarle solo un pensiero
molto importante. (Esprimere in una frase o due il succo del vostro
argomento di conversazione)"
- "Va bene. Sarò lieto di tornare in un altro momento più comodo
per lei. Ma prima di lasciarla vorrei leggerle solo una scrittura, che
ci fa riflettere su qualcosa di molto importante"
- "Comprendo. Essendo una madre di famiglia (o: uno che lavora;
o: uno studente), anch'io ho un programma pieno. Perciò sarò breve.
Tutti noi ci troviamo di fronte a una seria situazione. La Bibbia mostra
che siamo molto vicini al tempo in cui Dio distruggerà l'attuale sistema
di cose malvagio. Ma ci saranno superstiti. La domanda è: Cosa dobbiamo
fare, sia lei che io, per essere fra loro? La Bibbia risponde a questa
domanda. (Sof. 2:2, 3)"
- "Lo sa che questo è proprio il motivo per cui sono venuto? Siamo
tutti occupati, così occupati che a volte trascuriamo cose veramente
importanti nella vita, non le pare? ... Sarò molto breve, ma sono certo
che troverà interessante questa particolare scrittura. (Luca 17:26,
27) Nessuno di noi vorrebbe trovarsi in tale situazione. Perciò, pur
essendo così occupati, dobbiamo trovare il tempo per vedere cosa dice
la Bibbia. (Presentare la pubblicazione)"
...
"PERCHÉ PASSATE COSÌ SPESSO?"
- "Perché siamo convinti che questi sono gli ultimi giorni di cui
parla la Bibbia. Crediamo sia importante per tutti noi pensare a quale
sarà l'esito delle condizioni attuali. (Menzionare uno o due fatti recenti
o situazioni attuali). La domanda che ci si pone è questa: Cosa dobbiamo
fare per poter sopravvivere alla fine di questo sistema di cose?"
- "Perché amiamo Dio e il prossimo. Questo è ciò che tutti dovrebbero
fare, non è vero?"
...
"CONOSCO GIÀ LA VOSTRA OPERA"
- "Mi fa molto piacere sentirglielo dire. Ha qualche parente o
amico testimone di Geova? ... Se mi permette la domanda, crede a ciò
che insegniamo dalla Bibbia, e cioè che viviamo negli "ultimi giorni",
che presto Dio distruggerà i malvagi e che questa terra diverrà un paradiso
in cui si potrà vivere per sempre in perfetta salute, fra persone che
si ameranno davvero le une le altre?"
...
Non c'è scampo: qualsiasi cosa direte sarà usata contro di voi...
"Noi non parliamo con gli apostati ed i disassociati..."
"Chi di spada ferisce..."
I Testimoni
si lamentano spesso che le persone non sono disposte ad ascoltarli e
a discutere con loro. Ritengono che questa sia una manifestazione di
pregiudizio ed una mancata volontà di "dialogare", un "dialogo"
che si rivela però quasi sempre a senso unico.
Molti non sono
a conoscenza del fatto che i testimoni di Geova rifiutano di parlare,
di dialogare e di confrontarsi con gli ex membri, disassociati o dissociati.
Essi applicano nei confronti di queste persone, definite "apostati",
il seguente passo biblico:
2 Giovanni
9-11: Chiunque va avanti e non rimane nell'insegnamento del Cristo
non ha Dio. Chi rimane in questo insegnamento è colui che ha il Padre
e il Figlio. Se qualcuno viene da voi e non porta questo insegnamento,
non ricevetelo in casa e non rivolgetegli un saluto. Poiché chi
gli rivolge un saluto partecipa alle sue opere malvage.
Domanda: perché queste parole non si dovrebbero applicare
agli stessi Testimoni di Geova?
Provate quindi
a rivolgere ai Testimoni che sono alla vostra porta la seguente domanda:
"Cosa fareste se degli ex-membri del vostro gruppo religioso
venissero a casa vostra per predicare a voi le loro idee?".
Se vi rispondono secondo verità - potrebbero, infatti, anche cercare di
aggirare la domanda o di rispondere in maniera evasiva e fuorviante -
e cioè che rifiuterebbero di parlare con loro e perfino di rivolgere un
semplice saluto, potreste dire che avete deciso di comportarvi anche voi
nello stesso modo confronti dei TdG: questo, probabilmente, potrebbe porre
fine ad ogni "conversazione" indesiderata.

TdG e "rapporti di servizio"
Molti non sanno
che i TdG devono consegnare un rapporto dettagliato dell'attività
di "predicazione" che hanno compiuto durante il mese. Come si
vede nell'immagine soprastante, in tale rapporto vengono indicate la quantità
di libri, opuscoli e riviste distribuiti, le ore impiegate nell'andare
di porta in porta, le visite ulteriori, gli abbonamenti e gli "studi
biblici" effettuati. Ogni TdG ha praticamente l'obbligo di
consegnare questo rapporto. Se per qualche ragione, infatti, non riuscisse
ad effettuare il suo dovere di "proclamatore", e quindi non
compilasse il rapporto, verrebbe visitato dagli "anziani" che
cercherebbero di capire se le sue motivazioni sono valide. Un TdG
"nominato" - un Testimone con degli incarichi nella congregazione
-, perderebbe i suoi "privilegi" (gli incarichi) nel caso non
sapesse motivare validamente il mancato "rapporto del servizio di
campo". Tutti i TdG che non consegnano ogni mese il rapporto vengono
ritenuti "irregolari" e, dopo sei mesi, si comunica dal podio
che sono diventati inattivi. Questo comporta un giudizio negativo da parte
della comunità, la quale, a meno che non riprendano la regolare attività
di porta in porta, considererebbe queste persone "poco spirituali"
e, di conseguenza, "cattive compagnie" che è preferibile evitare.
Esiste anche una
media di ore da raggiungere. I "Pionieri Speciali" devono fare
almeno 130 ore al mese; i "Pionieri Regolari" ne devono dedicare
70 all'opera; i "Pionieri Ausiliari" 50.
*** yb00
p.18 Aspetti salienti dell’anno passato ***
A causa delle maggiori difficoltà
che le persone incontrano in ogni luogo per provvedere adeguatamente
ai propri bisogni materiali, nel gennaio 1999 il Corpo Direttivo ha
cambiato la quota delle ore dei pionieri regolari (riducendola da 90 a
70 ore al mese) e dei pionieri ausiliari (da 60 a 50).
Coloro che non
hanno la possibilità di impiegare tutto questo tempo nel "servizio
di campo" devono raggiungere almeno la media nazionale, che si aggirava
nel 2003 intorno alle 10 ore mensili. Chi non raggiunge tale quota, pur
avendone la possibilità, non è ritenuto esemplare. Molti TdG, verso la
fine del mese, si affannano quindi nel cercare di "fare almeno qualche
ora di servizio", in modo da poter consegnare il loro rapporto alla
congregazione.
La "cartolina di registrazione del servizio di un
proclamatore". Si noti la dicitura "IRR" per i mesi di
ottobre e novembre, durante i quali questo "poco zelante" Testimone
non aveva impiegato nemmeno un'ora nell'opera di proselitismo. Queste
cartoline vengono compilate dagli "anziani" in base ai dati
riportati nel rapporto consegnato da tutti i TdG. Queste "cartoline
di registrazione" vengono poi esaminate dal Sorvegliante di Circoscrizione
durante la sua visita periodica alla congregazione. Chi non raggiunge
almeno la media nazionale (come nel caso di questo "proclamatore")
non è considerato esemplare e non può avere quindi incarichi e responsabilità
nella congregazione.
Inutile dire che
se non esistesse questo obbligo di rendere conto in forma scritta alla
congregazione del proprio impegno nell'andare di porta in porta, il numero
dei "proclamatori" subirebbe una paurosa diminuzione.
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