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Domande bibliche



DOMANDE BIBLICHE


ESISTERÀ LA MORTE DOPO IL MILLENNIO?


Siamo lieti di rispondere alla tua lettera con la quale ci chiedi se dopo il millennio esisterà ancora la morte. Le Scritture parlano dell'eliminazione della morte adamica alla fine del millennio, ma non dell'eliminazione della seconda morte. È infatti una prerogativa dell'Iddio Onnipotente avere la possibilità, in qualsiasi tempo, di eliminare eventuali ribelli. Che poi dopo il millennio ci sia qualcuno che si ribelli o no, questo è un altro discorso. Senza meno la prova a cui Dio sottoporrà il genere umano perfetto al termine dei mille anni sarà all'altezza del suo scopo, per cui chi ne uscirà vittorioso verrà scritto nel "libro della vita".

Non abbiamo quindi alcun motivo per pensare che dopo il millennio qualcuno si ribellerà a Geova Dio. Tuttavia, almeno a livello di principio " anche dopo il millennio, come Geova conserverà la sua prerogativa di applicare la seconda morte ad eventuali ribelli" così gli uomini conserveranno il loro libero arbitrio. Che poi, come abbiamo già detto, nessuno più si ribellerà, non cambia la questione in linea di principio. Non è detto che una possibilità debba mai tramutarsi in un fatto. Possiamo quindi dire che dopo il millennio il genere umano diverrà immortale? È questione di intendersi sui termini.

Biblicamente parlando, se per immortalità intendiamo avere vita in se stessi, senza dipendere dall'esterno, questa qualità, a parte Geova Dio, sarà prerogativa di Gesù e dei 144.000 membri della sua sposa. Il genere umano, come possibilmente anche gli angeli, dipende per la vita dall'ambiente esterno, ricava energia da fonti esterne. Nelle creature perfette questo processo si perpetua senza interruzione a meno che, per volontà di Dio, esso non venga a interrompersi. Non risulta che dopo il millennio l'uomo non avrà più bisogno di mangiare, bere, dormire, respirare, ecc. Possiamo quindi dire che avrà la vita eterna, ma non l'immortalità, anche se all'atto pratico la cosa possa non costituire una grande differenza. (9.1.82)

USARE L'ESPRESSIONE "BUONA FORTUNA":


In Gen 30:11 si legge che Lea pronuncia l'espressione "Con buona fortuna" in occasione della nascita del figlio Gad, nome che sign. "Buona fortuna". Evidentemente Lea si rallegrava della nascita di un figlio, e considerava ciò una buona fortuna, ossia una buona sorte o lieto evento. Che debba essere inteso così lo si capisce consultando varie versioni della Bibbia, come quella di Ricciotti che dice: "Disse allora Lia: 'Che felicita'. E gli mise nome Gad". Consultando qualche buon vocabolario risulta che la parola 'fortuna' assume vari significati come "buona sorte, complesso di circostanze, successo, ricchezza", ecc.

Poi nella mitologia, cioè la dottrina dei miti e delle leggende, la fortuna era deificata, rappresentata cieca, coi piedi alati su una ruota. È in questo senso che se ne parla in Isa 65:11 "... quelli che mettete in ordine la tavola per il dio della Buona Fortuna". E siccome l'espressione 'buona fortuna' è comunemente associata dalla gente alla mitologia, il cristiano che vuole evitare di apparire superstizioso usa piuttosto espressioni diverse come 'buon successo, buona riuscita', ecc. (EB 11.3.82)

DURATA DEI GIORNI CREATIVI:


Ci chiedi delucidazioni in merito alla durata dei giorni creativi. Puoi consultare It-1 p 595 al sottotitolo “Durata dei giorni creativi”. Il computo do 7.000 anni per ogni giorno creativo è deducibile dalle evidenze circostanziali citabili, cioè dalla durata del 7° giorno di riposo di Dio. Il libro Buona Notizia 60, indica i vari riferimenti scritturali dai quali si deduce ragionevolmente, senza per questo essere dogmatici, la durata dei giorni creativi. Quando certi particolari sono soltanto deducibili da evidenze circostanziali, non crediamo sia saggio usare un linguaggio dogmatico. La Bibbia non contiene tutti i particolari che vorremo sapere, ma è un libro completo per far ottenere la salvezza. Risulta che la mancanza di interessanti particolari rende difficile a certe persone accettare la Bibbia come libro di verità. Questo è un modo in cui Dio mette alla prova le persone per conoscere se veramente cercano la verità. Vedi Vita scopo 12-67. (DC 27.12.90)

GESÙ È MEDIATORE DI TUTTI?


Ci chiedi se sia corretto usare il termine mediatore in riferimento a Cristo quando si dicono preghiere personali e pubbliche. Il libro Sicurezza mondiale, 101 dice: “Cristo non è il Mediatore fra Geova e l’umanità. È il Mediatore fra il suo Padre e la nazione dell’Israele spirituale, limitata a 144.000 membri”. Ora, se un cristiano non fa parte dell’Israele spir. farebbe bene ad attenersi alla spiegazione del libro. Uno potrebbe argomentare che il termine mediatore secondo i vocabolari può significare ‘opera svolta da chi interpone i suoi buoni uffici al fine di comporre una vertenza fra 2 contendenti o di facilitare a qualcuno il conseguimento di un determinato scopo’. Comunque, non è meglio attenersi ai termini biblici e dimostrare coerenza con le spiegazioni provvedute dallo schiavo fedele e discreto? In 1Gv 2:1, 2 Gesù viene definito “soccorritore, sacrificio propiziatorio” per tutto il mondo. Usando i termini biblici secondo il sign. dato dalla Parola di Dio si potranno elevare preghiere in modo appropriato (DC 14.5.87)

ANDANDO IN AUTOMOBILE NON SI “ROVINA LA TERRA”?


Non crediamo che ci possa riferire a Ri 11:18 all’automobilista che usa la macchina per andare al lavoro o al contadino che usa il trattore, o al passeggero che prende l’aereo, ecc., per quanto anche queste cose contribuiscono all’inquinamento. Sarebbe praticamente impossibile vivere oggi nel mondo senza contribuire involontariamente all’inquinamento. I cristiani non potrebbero nemmeno assolvere il loro dovere di proclamare la B.N. in tutta la terra se non potessero valersi dei moderni mezzi di comunicazione o stampa.

La questione è indubbiamente diversa nel caso di coloro che per amore del profitto egoistico rovinano consapevolmente la terra. Basti pensare al potenziale di morte accumulato negli arsenali nucleari e a tutti gli esperimenti delle superpotenze. Certo nel nuovo ordine si troveranno metodi e tecnologie che non turberanno il paradisiaco ambiente naturale. L’avidità e le divisive barriere fra nazioni saranno cosa del passato e tutto questo faciliterà l’umanità ubbidiente nel rispettare le leggi della creazione fisica di Dio. Crediamo che si possa fare appello alla ragione, altrimenti, come disse l’ap. Paolo in 1Co 5:10 “dovremmo effettivamente uscire dal mondo”, nel qual caso non potremmo più assolvere il ns. mandato di predicazione. (FPA 14.1.82)

STRATEGIA TEOCRATICA:


Nella tua lettera ci fai la domanda se si può mentire per sviare i persecutori. Come soldati di Cristo prendiamo parte a una guerra teocratica. Quindi dobbiamo essere estremamente cauti nel trattare con i nemici di Dio. È giusto nascondere la verità ai nemici di Dio. Il caso di Raab ne è un es. Essa nascose le spie non solo con le azioni, ma anche con le parole. Giacomo la loda per aver manifestato la sua fede in Dio in questo modo indicando che essa ebbe l'approvazione di Dio per quello che aveva fatto. Gsè 2:4,5; Gia 2:25. Ciò sarebbe incluso nel termine 'strategia di guerra', come fu spiegato in W 1.8.56.

Agire in questo modo è in armonia con le parole di Gesù in Matteo "mostratevi cauti come serpenti e innocenti core colombe". (Mt 10:16) Però, se in tribunale giuriamo di dire la verità e decidiamo di parlare allora si deve dire la verità. Ma in questo caso sé vi è l'alternativa fra parlare e tradire i ns. fratelli e tacere ed essere denunciati dal tribunale, metteremo il ns. benessere al 2° posto a favore dei ns. fratelli. Gv 15:13. (20.9.87).




Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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01/08/2020
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