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:: STORIA E DOTTRINA :: ANIMA Non credo di andare lontano dal vero se suppongo che una promessa scritta, come quella che apre questa pagina sulla questione dell'anima nella Bibbia, fatta da parte mia a un TG, non lo renderebbe affatto contento. Di sicuro egli vorrebbe che io ponessi due puntini prima della parola "oggi", subito dopo "ti dico", promettendogli cioè che: oggi entrerò a far parte dei Testimoni di Geova. Sono certo che se io invece volessi porre i due punti dopo la parola "oggi" (ricalcando la NM dei TG in Lc 23,43) lui si terrorizzerebbe. E sappiamo tutti perché. Perché questa frase, che nella NM contiene la promessa di Gesù al buon ladrone di portarlo in paradiso, secondo l'intendimento del CD dei TG, con i due punti messi dopo "oggi", lascerebbe intendere un essere nel paradiso (e per me nella Congregazione) lontanissimo nel tempo. Tanto lontano che il povero ladrone, pur divenuto buono, starebbe ancora "aspettando nel sonno della morte" il suo ingresso nel paradiso promesso.
Come si vede i boomerang ritornano e, con buona pace del
CD che l'ha lanciato, il nostro zelante TG che gradirebbe un "oggi"
di 24 ore, dovrebbe aspettare invece le calende greche prima di vedere
me aderire alla Congregazione geovista.
LA POSTA IN GIOCO PER LA WT E iniziamo elencando l'enormità del disastro che avverrebbe
alla dottrina geovista se fosse vero che quei due puntini dovessero essere
messi PRIMA di "oggi" e non dopo. Alcune premesse e riflessioni previe di metodo I ricercatori critici si trovano perfettamente d'accordo con le seguenti dichiarazioni, ammissioni e regole, fatte dal CD dei TG, che elenchiamo sotto lettere alfabetiche. Stampando queste regole il CD non ha sbagliato. Ha sbagliato dopo, a dimenticarsele (a meno che non ritenesse già da prima che lui era superiore ad esse e poteva conculcarle a piacere). Ad esse faremo spesso riferimento dopo aver letto certe trovate del CD. Giudicherà il lettore se si tratta di un riferimento legittimo e pertinente o no. Ed esponendole preventivamente ci permetteremo qualche logica domanda. A)- «Dire e dimostrare che un’altra religione è falsa non è una forma di persecuzione religiosa per nessuno.... Non è persecuzione religiosa il fatto che una persona informata smascheri pubblicamente una certa religione indicando che è falsa, permettendo così di vedere la differenza tra la religione falsa e la religione vera... Smascherare pubblicamente la falsa religione... è un servizio di pubblica utilità, anziché persecuzione religiosa.» (TOR 15/6/64, p. 368). È evidente che in questo caso il CD intendeva
incoraggiare i propri TG a insistere imperterriti nella loro denuncia
contro le altre chiese. Ciò li rendeva benemeriti, poiché la falsità e
l'errore vanno perseguitati, a beneficio delle persone che, disingannate,
usciranno da quelle organizzazioni. Ma… B)- «Ogni evidenza [=prova] dev'essere usata onestamente. Non togliete una citazione dal contesto. Accertatevi che ciò che dite sia esattamente ciò che l'autorità citata voleva dire.» (Manuale per la scuola di Ministero Teocratico, p. 155). Ricordando il Caso Civiltà Cattolica (cf
il 2° caso elencato appresso) si potrebbe chiedere: C)- «Dobbiamo esaminare non solo ciò che personalmente crediamo, ma anche ciò che è insegnato da qualsiasi organizzazione religiosa alla quale siamo associati.... Se amiamo la verità, non c'è nulla da temere da tale esame.» (La verità che conduce alla vita eterna, p. 13) È evidente che con queste parole il CD sta
invitando i probabili "pesci" da catturare a riesaminare criticamente
la propria fede, per vedere se non è il caso di passare a quella geovista.
Ci chiediamo: D)- «È evidente che anche una cosa apparentemente insignificante come l'uso o l'omissione di una virgola o di un articolo determinativo o indeterminativo può a volte alterare il significato corretto del passo originale.» (NMrif p. 7) E bravo il CD! complimenti! parole sante!
ma... queste parole: E)- L'invito ad essere “bereani”, ad accertarsi di ogni cosa è un accenno che tutti i TG conoscono perfettamente. Per i non addetti, si tratta di una esortazione che il CD trae dall'atteggiamento degli abitanti di Berea che, davanti alla proclamazione di Paolo, procedevano "esaminando attentamente le Scritture ogni giorno per vedere se queste cose stessero così" (At 17,10 - NM). Ebbene questi Bereani meritarono di essere qualificati dalla Bibbia "di mente più nobile di quelli di Tessalonica", i quali evidentemente non si accertavano. Le logiche domande… - ma (cf quanto detto al punto C) l'accertamento
va limitato alle Scritture (che, basta essere un po' culturalmente
indifesi, e il proclamatore esperto farà dir loro ciò che vuole)
o può e deve estendersi anche a qualsiasi cosa ci viene detta a
voce o negli stampati della WT? F)- Il CD mostra di conoscere perfettamente la storia del pastorello e del lupo, con ciò che ne consegue: se alcun per bugiardo è conosciuto, anche se dice il ver non è creduto. E perciò raccomanda ai suoi la sincerità. Il dottor Achille Aveta (profondo conoscitore del geovismo) ci ricorda nel suo "Testimoni di Geova essere o non essere?" che ai TG veniva inculcato lo slogan anticattolico "falsa in uno falsa in tutto". A noi va benissimo come criterio. Ma sarà o no giusto rimandarlo indietro come un boomerang se, puta caso, sarà il CD ad essere trovato in difetto? Si capisce, in cose sostanziali, per le quali ci va di mezzo la salvezza eterna. Le "piccole" bugie, si sa, non risparmiano nessuno. E comunque deve trattarsi di bugie ufficiali e non provenienti da singoli esponenti. In altre parole noi dovremmo trovare, per rifiutare il CD o la Chiesa Cattolica o qualsiasi altra organizzazione, la menzogna in relazione alla salvezza religiosa, la salvezza eterna, proclamata dalla fonte ufficiale che si è proposta come Madre e maestra in nome di Dio. G)- Poi abbiamo identità di vedute anche in relazione alla perla più assoluta: la KIT, ovvero la The Kingdom, Interlinear Translation of the Greek Scriptures, che è il testo critico del Nuovo Testamento in forma interlineare; una riga del testo originale in greco e una sotto ad esso di traduzione ufficiale della WT in inglese. L'opera è stata realizzata da due protestanti (Westcott e Hort) ma assunta ed edita in proprio dalla WT come Bibbia di riferimento per verificare la bontà o meno delle traduzioni. Quindi essa non solo è estremamente utile in caso di contestazioni relative alla traduzione ma, trattando con dei TG, è assolutamente necessaria: ecco perché… Il CD l'ha caldeggiata ai suoi fedeli con queste parole: «Ciò che noi come studenti biblici dovremmo volere è quello che dice il testo greco originale. Solo avendo questo basilare significato possiamo determinare se la Traduzione del Nuovo Mondo o qualsiasi altra traduzione della Bibbia è giusta o no.» (TOR 1/6/70, p. 340) Siccome anche secondo noi questo testo critico
è di tutto rispetto, accettiamo con entusiasmo l'invito ad usarlo come
metro di riferimento, come autorevole fonte di giudizio, diciamo come
verdetto di Cassazione in caso di contestazioni tra la nostra Bibbia e
la NM. Il TG che volesse esimersi da tale confronto al testo critico dovrebbe
domandarsi: H)- Le credenze dei Testimoni di Geova «sono basate esclusivamente sulla Bibbia»… «I Testimoni di Geova credono che l’intera Bibbia è l’ispirata Parola di Dio e, anziché aderire a un credo basato su tradizioni umane, si attengono alla Bibbia come norma per tutte le loro credenze». (Ragioniamo p. 389)
Nulla da dire. Condividiamo e rispettiamo questo loro credo. Anche se noi cattolici diremmo che le nostre credenze sono basate tutte sulla Rivelazione divina che si è depositata ed è stata trasmessa nella mente dei testimoni dei fatti e detti del Signore Gesù formando, oltre che la Bibbia-libro, la Parola di Dio trasmessa dalla Tradizione Sacra. Anche questa è ritenuta dalla nostra Chiesa base di conferma del pensiero divino perché “co-fonte” dell’unica Rivelazione. Anzi, per quanto attiene l’individuazione dei libri Sacri che poi furono scelti a formare il Canone biblico, la Tradizione “supera” la Bibbia stessa della quale la Chiesa ha fatto a meno per tanti anni e continua a farne a meno per ogni cristiano analfabeta senza che alcuno patisca detrimento dell’intera ricchezza del deposito rivelato. Tuttavia, adattandoci a questa posizione geovista, diremo che in certo modo lasceremo che i TG giochino in casa. Nel senso che non andremo a trattare temi che non possano avere nella Bibbia la loro soluzione. I)- Siamo anche d’accordo che bisogna stare attenti perché «L’interpretazione personale può indurre a torcere le Scritture», che è «Proibito aggiungere o togliere dalla Parola di Dio» perché Prov. 30,5 ammonisce «Ogni detto di Dio è raffinato. Egli è uno scudo a quelli che si rifugiano in lui. Non aggiungere nulla alle sue parole, affinché egli non ti riprenda, e affinché tu non sia trovato mentitore.» E prendiamo buona nota del comando del CD che ci dice «Dovete usare le Scritture onestamente… maneggiando rettamente la parola della verità.» (tutte da Accertatevi, p. 63-64) E vorremmo perciò ricordare caldamente ai nostri cari fratelli TG (fratelli nell’unico Dio Padre) di prendere buona nota che qualora le nostre critiche al loro CD cogliessero nel segno non devono prendersela con noi poiché appunto non siamo noi a riprenderlo e a dichiarare che è mentitore ma “Egli”: Dio in persona. Lo dice la Bibbia! J)- “Sappiate rendere conto della vostra fede”. E’ la raccomandazione di Pietro, ripresa dal CD. Esso invita a rispondere a chi chiede le ragioni, siano bibliche siano razionali, del perché, del dove si basa la fede geovista. È proprio quello che andiamo cercando: una risposta al perché di certe prese di posizione del CD. Vorremmo cioè una risposta che giustifichi certe stranezze, sovvertimenti biblici (come a noi paiono) inesattezze, forzature interpretative ecc… di cui il CD si è reso colpevole e sulle quali continua ad insistere difendendole, nonostante le proteste corali del mondo degli esegeti biblici. Si tratta di punti seri e non di mera curiosità accademica o quizzaria. Vogliamo dire che non ci interessa affatto una risposta alla domanda “con chi si sposò Caino?” Anche perché per sapere la risposta a questo quesito non occorre né una rivelazione soprannaturale né il ricorso ad esegesi biblica!… K)- Altro invito del CD che non possiamo non condividere è quello di andare alle fonti. Bisogna dare spietatamente ostracismo alle prevenzioni, al sentito dire, ai pregiudizi... Le fonti della dottrina geovista sono gli stampati della WT. Tutto è ufficiale, per chi non lo sapesse. E il singolo TG, con cui dovessimo dialogare, potrebbe difettare di accurata conoscenza e non far testo. Quindi vedremo di documentare i nostri rilievi critici, almeno quando le cose non siano già arcinote lippis et tonsoribus, rimandando a citazioni precise tratte da testi geovisti. Naturalmente ci aspettiamo che da parte del CD, e/o del TG che volesse prenderne le difese, si faccia altrettanto. Che cioè se si critica la posizione cattolica lo si faccia sulla base dei documenti ufficiali di essa e non su quella del comportamento di “alcuni” membri della cristianità. La critica deve rivolgersi strettamente alla dottrina delle due denominazioni. Il comportamento non fa testo poiché potrebbe essere non congruente con ciò che si confessa di credere e si insegna. Anche a livello psicologico si sa che il comportamento riguarda la volontà, il credo l’intelligenza. E può darsi discrepanza (sia in casa cattolica che in casa geovista) tra ciò che si crede e ciò che si fa. Nota Conosciamo tutti quali sarebbero le "prove" a cui il CD appoggia la sua tesi della mortalità dell'anima che lo spinge, insieme a quella della separazione unti-pecore, a mettere i due punti di Lc 23,43 dopo la parola "oggi". - dice che Gesù in quel giorno non è andato in cielo perché
è stato risuscitato (più correttamente dovrebbe dire "ricreato"
e non l'uomo Gesù ma Michele arcangelo); In pratica l'esegesi geovista avviene scegliendo dei versetti a cui si assegna la valenza di vertice predominante e in base a questi si leggono e interpretano gli altri; i quali, anche se suonassero in maniera stridente con la tesi assunta, vengono costretti al silenzio. Così accade per esempio ai versetti che mostrano Gesù redivivo con il suo preciso corpo già crocifisso (seppur trasformato dall'evento della risurrezione che gli ha conferito capacità inedite: passare i muri, spostarsi con la velocità del pensiero, apparire e scomparire...). Il CD, forte dei versetti vertice scelti, sentenzia che "deve" trattarsi di materializzazioni fatte a bella posta; che quel corpo non era quello crocifisso perché "carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio" ecc. Ma basterebbe, ed è la prima critica che formuliamo e che vale come metodo ermeneutico per ogni altra situazione, scegliere come versetti-vertice quegli altri, mortificati dal CD, per interpretare in maniera diversa i primi. Per esempio dando fiducia alla Bibbia che mostra lo stesso Crocifisso redivivo... (lo "stesso": guardate i fori, toccate, pizzicatemi, datemi da mangiare, sono proprio io!) - si potrebbe ricavare che l'evento della risurrezione trasforma il corpo umano in modo tale da renderlo capace di vivere nella dimensione spirituale indicata con la parola "cielo" o "reame dei cieli"; - si potrebbe osservare che quando S. Paolo disse che "corpo e sangue non possono ereditare" ("eredare" in geovese antico) non intendeva affatto riferirsi al corpo di muscoli e ossa ma alla dimensione dell'uomo terreno, orizzontale, che è impossibilitato al cielo perché non è "pneumatikòs" (spirituale) e perché il Regno non si acquista con le forze terrene ma si ottiene per dono dall'alto. - si potrebbe dare valore di vertice a vari versetti paolini (che riprenderemo!) ove Paolo dice che non vuole essere "svestito" del suo corpo terreno ma sopravestito piuttosto dell'altro, o ove dice che vorrebbe morire per essere subito con Gesù (invece il geovismo "insegnerà" a S. Paolo, debitamente nullificato dalla morte nonostante fosse Unto, che avrebbe dovuto aspettare fino al 1918 per essere risuscitato e stare con Gesù!); - si potrebbe dare valore di vertice al versetto che assicura che Dio "abita in una luce inaccessibile" e intenderlo come riferito alla trascendenza obbligata in cui vive per natura Colui che non può stare "dentro il mondo" giacché è stato Lui a creare spazio, materia, energia e tempo, e perciò prima esisteva altrove, appunto in una "luce inaccessibile"; - conseguentemente, l'andare in paradiso significherebbe
entrare in quella dimensione, cosa che viene operata dall'onnipotenza
di Dio in un istante (e così sparirebbe il ridicolo viaggio verso le Pleiadi
di venerata memoria), esattamente "oggi stesso". E Gesù-Dio
realizzerebbe con la sua umanità, stando in quella dimensione, cioè restando
nel Reame dei cieli o Paradiso il che vuol dire alla presenza beatificante
del Dio Trino che lo ha reso Signore a cui ogni ginocchio si deve piegare,
le sue teofanie nella dimensione spazio-temporale con il suo bravo corpo
spiritualizzato dalla risurrezione. Ma entriamo più specificamente nella evidenziazione delle controprove che si possono sollevare contro la tesi geovista. Intendiamo rimanere sull'inizio intorno a Lc 23,43; poi vedremo altri passi sulla immortalità dell'anima ma sempre facendo per così dire... giocare in casa il CD, cioè usando la loro stessa Bibbia e la logica, senza ricorrere ad altre prove positive contrarie specifiche del cattolicesimo (che rimandiamo a un regolare corso di antropologia filosofica e biblica). Diciamo che se il CD vorrà persuaderci che il suo modo di intendere Lc 23,43 è quello giusto, dovrà rispondere a tutti i sed contra che seguiranno. Anzitutto intendiamoci sui segni di interpunzione L'osservazione che la punteggiatura negli antichi codici
non esisteva e che perciò è in facoltà del traduttore metterla dove crede
meglio, è giusta. Ma non sarebbe giusto ricavarne una possibilità d'arbitrio.
Egli dovrà bensì metterla dove la logica filologica lo obbliga. La logica
filologica è quella scienza che ricava il senso di un vocabolo/espressione
dal contesto in cui è Primo testo: Luca 23, 43 NB - Dovrebbe essere chiaro che la nostra critica non è
rivolta contro i due punti in quanto tali ma contro il senso che essi
inducono: l'idea di un paradiso che non sarà raggiunto oggi ma in un futuro
"sarai" non definito. All'idea della cristianità sarebbe funzionale
anche tradurre "in verità ti assicuro che oggi tu sarai..."
senza alcun segno di interpunzione. Quindi non è questione né di punti
né di posizione di essi ma solo del senso che, attraverso l'uso oculato
di quella punteggiatura, viene comunicato al lettore.
Sed contra n. 1 [3] Ci chiediamo: se è vero, come è vero, che «Nei manoscritti biblici originali in greco la punteggiatura non c'era affatto.» (Ragioniamo, p.257), perché mai il CD in "La vita ha veramente uno scopo", p. 27 ci offre la fotografia del manoscritto Vaticano 1209 ove figurerebbe una macchiolina dopo il termine greco sèmeron (oggi)? Vuol forse fare intendere che, in eccezione a tutto il manoscritto, l'amanuense di quel codice e solo quello di quel codice si è premurato di apporre un segno di interpunzione proprio dove faceva comodo alla futura WT? E che quell'amanuense ha fatto questa manovra deliberatamente in un tempo che non esistevano segni di interpunzione e senza sapere che un giorno lontanissimo sarebbero esistiti? Non è un po' tendenziosa questa esibizione? E perché il CD non osa dire chiaramente che lui vorrebbe dare questa valenza a quella fotografia ma non osa farlo per l'evidente contraddizione con l'enunciato generale dichiarato all'inizio e preferisce lasciare che il lettore di "La vita..." la ritenga probabile per conto suo? Non è piuttosto sospettabile una manipolazione di parte, apposta in tempo successivo, da qualcuno che ha consultato quel manoscritto e ha pensato bene di... aiutare il testo biblico a dire ciò che non diceva? Il CD cosa spera che il lettore pensi, vedendo la foto/francobollo di quel manoscritto con accanto la versione fatta da lui che trasforma la macchiolina che si vede dopo "sèmeron" in virgola, interpretandola come segno intenzionale di interpunzione? Ecco, a mio avviso, cosa spera che il lettore pensi... «Ah! volevo ben dire! Hai visto come stanno le cose? Finalmente
dei "seri studiosi della Bibbia hanno accertato che cosa ha promesso
Gesù al ladro. Scava tu che scavo io sono riusciti a trovare un codice,
l'unico fra i circa 3000, che dice la verita! Qui infatti, nel codice
Vaticano 1209, abbiamo l'evidenza che un amanuense antico, chiaramente
unico prototipo dei testimoni di Geova che si manifesteranno nel Duemila,
aveva capito il giusto senso della frase e intenzionalmente ha voluto
porre un segno di stacco che era e rimane illogico ma era in linea con
ciò che un giorno la WT avrebbe insegnato. E perciò ha inventato il
punto come segno di interpunzione, e lo ha messo dopo la parola "oggi"
così da far capire a chiunque avesse letto il suo manoscritto nei secoli
in cui si sarebbero inventati e usati i segni di interpunzione, che
qui Gesù voleva significare uno stacco, una unione della parola "oggi"
con il "ti dico" che la precede e non con il "sarai con
me in paradiso" che la segue. Ma evidentemente non aveva preveduto
che Babilonia la Grande, con la sua diffusa predicazione [e, mi duole
ammetterlo, con la latitanza di predicazione contraria da parte dello
Schiavo geovista fattosi uccel di bosco] avrebbe obnubilato la forza di
questo puntino [anche se mi suona molto strano il fatto che non abbia
tentato di cancellarlo. La scusa per farlo - e poi chi se ne sarebbe accorto?
- era valida. In nessun altro punto del manoscritto quell'amanuense ha
usato una seconda volta quel segno di interpunzione. E di occasioni non
gliene mancavano! Ma sì, stavolta non dev'essere stato Satana ma il provvidenziale
Geova a rendere così ottusa Babilonia/Chiesacattolica da farle mantenere
proprio al centro della Cristianità, in Vaticano, quel puntino che per
la sua interpretazione è come una mina vagante nel mare dove lei stessa
naviga. E mi suona anche strano che Geova non abbia illuminato altri amanuensi
originari a mettere pure loro il puntino, né i copiatori di questo manoscritto
a ripeterlo!... Boh!]. Comunque, nonostante qualche... piccola
difficoltà logica la presenza di questo punto, che certamente la Provvidenza
ha voluto, impone di prendere questo manoscritto, dargli la valenza
di vertice su tutti gli altri e di sculacciare tutti gli amanuensi che
hanno composto altri manoscritti basandosi su questo per aver omesso
di copiare anche il puntino fatato. È vero che, data l'antichità del manoscritto,
esso pullula di analoghe macchioline [non escluse cacchette di mosca]
sia dentro il testo che tra le righe ma se il vero Dio è Geova e se quel
puntino sta proprio lì, quello non è casuale come tutti gli altri ma intenzionale
e tale da doversi imporre a tutti gli altri manoscritti che non riportano
lo stesso fenomeno. Ne va... - ne va la vita! direbbe Don Abbondio - ne
va la stabilità o la demolizione, con conseguente crollo totale, dei pilastri
dottrinali che dipendono da quel puntino. È quindi giusto che quel puntino
sia stato raddoppiato nella NM che, unica portatrice della verità biblica,
ha stampato "... ti dico oggi: Tu sarai...» Sed contra n. 2 "Ragioniamo" (stessa pagina, parole immediatamente
precedenti la citazione di cui sopra) dice «La comprensione di Luca 23:43
dipende dalla punteggiatura usata dal traduttore.» ILMAESTROTHOMASDICEANTONELLOEUNASINO - La prima operazione da fare sarebbe la divisione delle parole IL MAESTRO THOMAS DICE ANTONELLO E UN ASINO - Quindi faremo seguire maiuscole e minuscole ove vanno (e non dove ci interessa!) Il maestro Thomas dice Antonello e un asino - Sicuramente (e sempre costretti dal senso!) porremo un accento sulla "e" perché non è congiunzione ma voce del verbo essere Il maestro dice Antonello è un asino - E a questo punto come si vede, mancando i segni di interpunzione,
la frase resta forzatamente ambigua: chi è il soggetto che "dice"?
Il maestro o Antonello? EAQUELPUNTOINFURIATOPERILPESSIMOCOPONIMENTOESIBITO ...ogni dubbio cadrà. Sarà certo che è il maestro Thomas
a dire e quindi la punteggiatura vera, obbligata dal contesto che garantisce
un senso e ne esclude l'altro, è la prima delle due. Sed contra n. 3 Tirata come una "cerasa" dalla riflessione precedente
va aggiunta la costatazione che dai Vangeli risulta che Gesù ha detto
moltissime volte "ti dico/vi dico" e mai ha aggiunto
a quelle dichiarazioni il complemento di tempo, salvo dove ci andava
perché voleva indicare esattamente il tempo, cioè in Mc 14, 30 che recita
«Allora Gesù gli disse: "Veramente ti dico: Sed contra n. 4 Osserviamo che a pag. 6 di "Ragioniamo" sono elencate
39 Bibbie totali o parziali contenenti il NT, ivi comprese la NWrif e
il testo critico interlineare della KIT. Ora, tolta la NWrif geovista
che è parte in causa e considerato che anche la KIT di Westcott e Hort
sta con la cristianità avendo messo una virgola nel testo greco "prima"
di oggi, su un totale di 38 Bibbie ce n'è solo una di tutte le altre -
precisamente la "Emphasised Bible" di J.B. Rotherham, come sapremo
da p. 257 - che si dice d'accordo con l'interpretazione geovista.
Il che sta a dire che già a prima vista, la cristianità batte la WT per
37 a 1! Una aliquota di tutto rispetto, in gergo calcistico... Sed contra n. 6 La precisione ci obbliga a dire che si tratta di 37 punti contro mezzo. Infatti quando a pag. 257 di "Ragioniamo" si cerca di giustificare la posizione dei due punti dopo "oggi", affermando testualmente che «La Emphasised Bible tradotta da J. B. Rotherham concorda con la punteggiatura della Traduzione del Nuovo Mondo.» si dice solo mezza verità. La verità intera è che, nella sua traduzione "enfatica", Rotherham accoglie come valide entrambe le ipotesi, e precisamente quella che pone l'interpunzione "dopo oggi" (nella traduzione del testo), e quelle che la pongono "prima di oggi" (nella nota a cui il testo rimanda in quel punto). Perciò abbiamo scritto che la testimonianza di Rotherham vale mezzo punto e non uno. Senza contare poi che, se si accoglie l'opinione di Rotherham su questa faccenda non si vede perché la si debba disprezzare quando il medesimo autore afferma (nella sua lunga prefazione) che la pronuncia "Geova" usata da alcuni per il sacro nome indicato dal tetragramma è un errore derivato dall'indebita fusione delle consonanti del tetragramma con le vocali di Adonaj. Cosa che il CD si guarda bene dal notare. E, per finire, ci sarebbe da domandarsi se il fatto di aver
voluto comporre una Bibbia in stile "enfatico", a modo di declamazione
teatrale, non abbia influito sulla scelta della punteggiatura, come sull'uso
degli esclamativi e altro... Sed contra n. 6 Dovrebbe avere peso, a nostro avviso, l'imbarazzo dei primi due presidenti in rapporto alla spiegazione di quello stranissimo "oggi", sposato al "ti dico". Russell ha pensato di vederci una allusione alla drammaticità del momento che i crocifissi stavano passando (crocifissi sì, perché, sia detto tra parentesi, ai tempi del buon Russell lo Schiavo riceveva da Geova l'insegnamento che Gesù era stato crocifisso su una croce a due bracci). Così nel "Fotodramma della creazione", la didascalia posta sotto la proiezione della diapositiva della crocifissione, recitava: - In verità ti dico oggi, in questa giornata di tenebre e di dolore... ecc... Russell cioè volle dare alla frase il senso che Gesù assicurava il ladro sulla certezza del premio finale anche contro ogni attuale apparenza di sconfitta. Qui la pagina originale: link Rutherford, per parte sua, ha pensato che i segni di interpunzione non sono solo punti e virgole ma anche punti interrogativi ed esclamativi. E così ha immaginato/spiegato che Gesù non avrebbe dato al ladro una assicurazione ma gli avrebbe posto una domanda, così (stesso discorso che per la precedente): - Tu sarai con me nel paradiso?
Il che, pensiamo, men che tranquillizzarlo avrebbe fatto cadere il ladro nella disperazione più nera al pensare che Gesù, non si sa bene se in vena di porre un quiz o se cominciava a dare i numeri, certamente non sapeva più cosa diceva!... Tentativi comunque che, come sappiamo, non devono aver convinto l'attuale CD, il quale, non riprendendo più l'argomento (salvo graditissime smentite da chiunque vengano) preferisce lasciare la soluzione del rebus al suggerimento interiore della... "forza attiva di Geova". Sed contra n. 7 Una delle cose che meno quagliano con la pretesa del CD è quella di spiegare perché mai Gesù abbia fatto al ladro una promessa, che avrebbe dovuto essere rassicurante, e invece risultava del tutto incomprensibile alla sua intelligenza. Infatti se è vero che il CD suppone una qualche comprensione della promessa da parte del malfattore, è anche vero che questa comprensione di un paradiso terrestre è pienamente smentita dalla ammissione che non è stata capita neanche dal CD Canale ufficiale di Geova fino al 1935! È solo da questa data che il geovismo ha aperto la porta alla speranza terrena delle "altre pecore" (il malfattore era tale non essendo stato unto). E in realtà la cosa ingranerebbe solo supponendo che, nel pensiero di Gesù la dizione "cielo/reame dei cieli/seno di Abramo ecc..." sia perfettamente equivalente a "paradiso"; parola che originariamente significava "giardino" o "parco" ma che, come tutte le parole può benissimo avere avuto una evoluzione nel tempo. E che Gesù si sia permesso di usarlo proprio in senso equivalente a Cielo è dimostrato dal sed contra seguente. Sed contra n. 8 Stiamo per rivelare una mossa da maestro del CD; maestro
nel barare. Seguiamo la spiegazione di Lc 23, 43 offerta da "Potete"
pp. 170-171. «Al che Gesù gli promette: "Veramente ti dico oggi:
tu sarai con me in paradiso". - Luca 23: 39-43. Chi ha notato la mossa da baro? quella trasformazione del
tu sarai con me nell'inverso io sarò con te? Quest'ultimo
è di certo più funzionale a lasciar intendere un essere con di
tipo simbolico; del tipo "Io sarò con te" promesso da (ma sì!)
Geova a Mosé inviato in Egitto. Promessa che ovviamente poteva essere
mantenuta senza far scendere Geova dal reame dei cieli! Puntualizzazione importantissima!!! Il "tu sarai con me" ci aiuta a dare il giusto
taglio al problema dell'anima come lo stiamo conducendo. Per il
nostro assunto non ha alcuna importanza precisare se la Bibbia tratta
dell'anima come è oggi intesa o meno. L'importante è che affermi la permanenza
dell'individuo oltre la morte fisica. Il modo di concepire
l'essere umano, nello stato intermedio di attesa (tra la morte e la risurrezione)
è problema filosofico-teologico. L'importante per noi è che sia stabilita
biblicamente la realtà del fatto. Quindi non ci toccherà minimamente
la mossa (anche questa strategica, da baro), su cui il CD gioca furbescamente,
di presentarci citazioni di biblisti cattolici che asseriscono che l'uomo
biblico non aveva il concetto platonico/greco del Sed contra n. 9. «2 Conosco un uomo unito a Cristo che, quattordici anni
fa - se nel corpo non lo so; Dio lo sa - fu rapito come tale al terzo
cielo. 3 Sì, conosco tale uomo - se nel corpo o separato dal corpo,
non lo so, Dio lo sa - 4 che fu rapito in paradiso e udì parole
inesprimibili che all'uomo non è lecito dire.» (NM) Note di collaborazione Tanto per chiudere Lc 23,43 e passare all'esame di altri
passi biblici relativi alla mortalità o immortalità dell'anima, aggiungiamo
la segnalazione di due contributi pertinenti. Berescitte - Fine prima parte - Note: [1] Sembra incredibile, ma spesso abbiamo letto sulle pagine delle riviste l'invito a questo tipo di logica. Dicevano in sostanza: sì, è vero qualche volta ci siamo sbagliati, ma invitiamo il cuore alla saggezza. Dov'è che abbiamo appreso per la prima volta la verità relativa alla trinità, anima mortale, inferno?... se esci da qui, che per caso vuoi tornare da babilonia, la bestia?... Evidentemente i TG pensano che, nonostante tutti gli sbagli quelle siano verità stabilite. Ma... e se fossero proprio esse la base di tutti gli altri inganni? se non fosse vero che la Chiesa lasciata un tempo sia Babilonia ma che il CD con le sue arti l'ha fatta apparire tale? [2] Va appena ricordata la risibilità della pretesa del CD di "non interpretare" la Bibbia ma di "leggerla". Persuadendo gli sprovveduti che veramente "non interpreta" semplicemente perché, mentre lo fa, ti sommerge di citazioni (delle quali molte impertinenti, e molte stiracchiate). Allora è importante che i TG sappiano che qui interpretare non sta per "immaginare, fantasticare, sentirsi stimolato a vedere chissà quali cose originali", come si intende quando si interpreta un quadro astratto. Che se fosse così allora Dio ci guardi da chi "interpreta" la Bibbia. Ma qui si allude alla funzione specifica dell'interprete linguistico. Quello che i capi di Stato si portano appresso quando incontrano altri di lingua sconosciuta. L'interprete allora non fa altro che tradurre nella lingua nota ai protagonisti il pensiero che essi si vogliono comunicare. E sarà tanto più bravo quanto più non lo deformerà in nessuna parte, né con sottrazioni né con aggiunte né con sviluppi interpretativi personali. In altre parole chi interpreta capisce e trasmette. Se il CD insiste a dire che lui non interpreta, bisogna dire che confessa di non capire e di non trasmettere la Bibbia quando parla del suo contenuto. Gli addetti ai lavori sanno che già tradurre la Bibbia è darne una seppur limitata interpretazione. Ci sono tanti punti che possono legittimamente tradursi in modi differenti, dando origine a dottrine differenti (si pensi alla differenza tra: è/significa, essere risuscitati/ricreati, grazia/immeritata benignità, eterno/a tempo indefinito, giustificare/dichiarare giusti, empio/apostata, Dio/potente... tra non molto vedremo la differenza furbesca della trasformazione da "tu sarai con me" a "io sarò con te"! E per questo una esegesi seria va condotta sui testi originali. [3] Sed contra significa: Sì, però... Ma contro questo argomento sta il fatto che... Tutto bello, tuttavia... Sennonché... Però si potrebbe obiettare che... Contro questi argomenti si potrebbe dire che... Ma l'argomento suddetto può essere contestato da... |