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:: STORIA E DOTTRINA ::
Cuore e personalità cristiana
Quando i Testimoni di Geova consideravano i trapianti una forma di cannibalismo
e nelle loro pubblicazioni veniva detto che Dio non autorizzava
questa pratica medica - si veda questa pagina
- vennero scritti vari articoli in cui si enfatizzavano i pericoli, anche
di carattere spirituale, che si sarebbero incontrati disubbidendo a questa
“volontà divina”. Ecco per esempio, cosa venne scritto
nelle pagine 486-487 della rivista “La Torre di Guardia” del
15/8/1971 (il grassetto è agiunto):
Dov’è e che cos’è il cuore? Potete dire: Di
quale cuore parli? Voi sapete di avere un cuore nel torace, quello che
pompa il sangue in tutto il vostro corpo, provvedendo a ogni singola
cellula tale flusso vitale. Ma avete un altro “cuore” nella
testa, un “cuore figurativo”? Fa esso parte del vostro cervello
o è esso quella capacità astratta del cervello che chiamiamo
“mente”? No! Il cervello, in cui ha sede la mente, è
una cosa e il cuore che abbiamo nel torace, con la sua facoltà
di spronare, ne è un’altra.
Salvo poche eccezioni, l’uso della parola “cuore”
nella Bibbia è limitato alle funzioni del cuore umano come centro
dei propri desideri, delle proprie emozioni e dei propri affetti, come
luogo che include le capacità di spronare. La Bibbia
non parla di un cuore simbolico o spirituale facendo un contrasto
con il cuore carnale o letterale, come non parla di una mente simbolica,
e pertanto non vogliamo fare l’errore di considerare il cuore
letterale come una semplice pompa carnale come fa oggi la fisiologia
ortodossa. La maggioranza degli psichiatri e degli psicologi hanno la
tendenza a mettere in una categoria superiore la mente e ad attribuire
poca se non nessuna influenza al cuore carnale, considerando la parola
“cuore” semplicemente come una figura del linguaggio a parte
il suo uso per indicare l’organo che pompa il sangue.
Il cuore, ciò nondimeno, è in maniera complessa collegato
al cervello dal sistema nervoso ed è ben provvisto di estremità
nervose sensoriali. Le sensazioni del cuore vengono registrate
nel cervello. Lì il cuore influisce sulla mente con
i suoi desideri e affetti per pervenire a conclusioni relative ai motivi.
In senso inverso, la mente alimenta il cuore fornendogli le interpretazioni
degli impulsi dei sensi e le conclusioni a cui è pervenuta in
base alla conoscenza che ha ricevuta, sul momento o dalla memoria. C’è
una stretta interdipendenza fra il cuore e la mente, ma sono due diverse
facoltà, accentrate in luoghi diversi. Il cuore è una
pompa muscolare fatta in modo meraviglioso, ma, in modo più significativo,
insite in esso sono le nostre facoltà emotive e di spronare.
Amore, odio, desiderio (buono e cattivo), preferenza per una cosa piuttosto
che per un’altra, ambizione, timore, in effetti, tutto ciò
che serve a spronarci in relazione con i nostri affetti e i nostri desideri
ha origine dal cuore.
La Bibbia fa una netta distinzione fra cuore e mente. Gesù fece
tale distinzione dicendo che dobbiamo amare Geova con ‘tutto il
nostro cuore’ oltre che con ‘tutta la nostra mente’.
(Matt. 22:37) Ciò che siamo nel cuore determina in larga misura
la nostra personalità. A questo riguardo l’apostolo Pietro
parla della “persona segreta del cuore nella veste incorruttibile
dello spirito quieto e mite, che è di grande valore agli occhi
di Dio”. — 1 Piet. 3:4.
Consideriamo alcuni punti significativi circa l’organo carnale
che avete nel torace, il cuore, detto in ebraico lev e le·vav´
e in greco kar·di´a (da cui viene la parola “cardiaco”).
Alcuni scienziati in medicina e psichiatri credono che il cuore faccia
notevolmente di più che pompare il sangue. Per esempio, il dott. D.
E. Schneider, neurologo e psichiatra di New York, rileva che, quando
l’embrione umano è in formazione, il cuore e il cervello
si sviluppano dalla stessa parte, che il cuore è in parte tessuto
nervoso e, per di più, ha la funzione di fabbricare e conservare
certe sostanze chimiche molto potenti che esercitano un effetto regolatore
sul corpo, incluso, secondo questa ricerca, il cervello. Egli conclude
che c’è “evidenza di una relazione a due sensi fra
la mente e il cuore”, e che, come la mente ha il suo effetto sul
cuore, “il cuore [sì, quello carnale che avete nel torace]
può a sua volta influire intensamente sulla mente”. Certi
altri ricercatori sono pervenuti a conclusioni alquanto simili.
È significativo che quelli che sono stati sottoposti a trapianto
di cuore, quando i nervi che collegano il cuore al cervello sono tagliati,
hanno gravi problemi emotivi dopo l’operazione. Il nuovo cuore
è ancora in grado di funzionare da pompa, avendo la propria provvista
d’energia e il proprio meccanismo sincronizzatore indipendente
dal sistema nervoso generale per dare impulsi al muscolo cardiaco, ma
proprio come ora esso risponde solo lentamente alle influenze esterne,
a sua volta il cuore nuovo registra pochi, chiari fattori di motivazione
sul cervello, se ne registra. Fino a che punto le estremità nervose
del corpo e il nuovo cuore saranno in grado col tempo di stabilire qualche
legame non è chiaro, ma non si può escludere che questo
sia uno dei vari fattori che causano le gravi aberrazioni mentali e
il disorientamento osservato dai medici in quelli che hanno subìto
un trapianto di cuore. Questi pazienti hanno pompe per il loro sangue
fornite da donatori, ma hanno ora tutti i fattori necessari per dire
che hanno un “cuore”? Una cosa è certa, perdendo
il loro proprio cuore, sono stati privati delle facoltà del “cuore”
edificate in loro col passar degli anni e che contribuivano a renderli
quello che erano in quanto alla personalità.
Notate quindi che si dice, senza alcuna esitazione, che la Bibbia non
parla di un cuore simbolico e che non c'è quindi la possibilità
di intendere in senso figurato le espressioni in cui si associano sentimenti,
desideri, emozioni, ecc., al muscolo cardiaco. La conclusione poi non
lascia aperta alcuna ipotesi contraria: si afferma con certezza che chi
accettava un trapianto di cuore perdeva la sua personalità cristiana!

Quale Testimone di Geova avrebbe mai corso il rischio di vedersi privare
della sua "personalità cristiana", accettando il trapianto
del cuore di una persona "malvagia" e diventando quindi a sua
volta - a causa del "trapianto di personalità" di cui
parlava la Torre di Guardia - una persona "meritevole del
giudizio avverso di Geova"?
Dopo il 1980, anno in cui i trapianti sono stati permessi, ogni accenno
a tali, a dir poco, stravaganti teorie, prive di qualsiasi sostegno scientifico,
è sparito dalle pubblicazioni della Società. Anzi, una rivista
provvide a sottolineare come fosse assurdo avere simili idee in merito
al cuore letterale:
«Gli antichi egizi credevano che il cuore fisico fosse la sede
delle facoltà intellettuali e dei sentimenti. Pensavano anche
che il cuore possedesse una volontà propria. I babilonesi dicevano
che il cuore ospitasse sia l'intelligenza che l'amore. Secondo il filosofo
greco Aristotele, il cuore era la sede dei sensi e la sfera d'attività
dell'anima. Ma col passare del tempo e col crescere della conoscenza,
queste concezioni vennero messe da parte. Infine si comprese cos'è
effettivamente il cuore: una pompa che fa circolare il sangue in tutto
il corpo» (La Torre di Guardia del 1/6/1986,
pag. 20, grassetto aggiunto).
Davvero paradossali queste osservazioni da parte della Torre di Guardia,
dopo quello che aveva scritto solo pochi anni prima. I TdG, a causa della
loro lettura fondamentalista di alcune scritture, condivisero queste assurde
e concezioni - abbandonate da secoli dalla scienza - fino agli anni
70 del secolo scorso!
Ecco quindi che dopo aver, finalmente, compreso quello che era ormai universalmente
noto, ed aver abbandonato le credenze dei Babilonesi e degli Egiziani
di 3000 anni fa, quello che prima la Bibbia non diceva, ora improvvisamente
lo dice. Ecco un articolo pubblicato nel 1984, dopo abolizione
del veto sui trapianti:
«Ma guardiamo più in là del cuore letterale, quello
formato da tessuto vivente. Nel modo in cui è usato nella Bibbia
il cuore rappresenta la sede dei motivi e anche dei sentimenti. Questo
è il cuore simbolico, che in realtà rappresenta
il nostro io più profondo. In I Pietro 3:4 viene descritto
come “la persona segreta del cuore” (NM), “l’essere
occulto del cuore” (Versione Riveduta), “l’intimo
del cuore” (Garofalo). Così ci viene comandato
di amare Geova Dio con ‘tutto il cuore’. Ci viene anche
comandato di amare Geova Dio con tutta la nostra anima, con l’intero
nostro essere. Questo richiede che amiamo l’unico vivente e vero
Dio, l’Onnipotente, con tutta la nostra forza vitale, spendendo
tutte le nostre energie per fare la rivelata volontà di Dio e
per completare pienamente la sua opera in questo “termine del
sistema di cose”. (Matteo 24:3) Inoltre è necessario amare
l’Iddio della Bibbia con tutta la nostra “mente”,
cioè le nostre facoltà mentali. — Marco 12:29-31.
... in questo modo il nostro cuore simbolico non diverrà
ansioso a causa di avventati motivi errati e di apprensioni emotive,
e le nostre facoltà mentali, la nostra mente, non saranno confuse
o distorte. Il cristiano continuerà a comportarsi secondo la
Bibbia ispirata da Dio, con l’aiuto di Gesù Cristo, il
Condottiero. (La Torre di Guardia del 1/11/1984, pp.
12 -13). «… Lo stesso vale per i termini ebraico e greco
resi “cuore” nella Bibbia. In alcuni casi, relativamente
pochi, si parla del cuore letterale, come in Esodo 28:30 e Salmo 45:5,
per esempio. Ma in quasi mille altri riferimenti biblici al
“cuore”, questo viene chiaramente usato in senso simbolico.
Ciò non vuol dire che non ci sia alcuna relazione tra il cuore
fisico e quello simbolico. C’è. Lo stress emotivo, per
esempio, può avere un effetto deleterio sul cuore letterale,
provocando malattie e persino la morte. Ma, naturalmente, va fatta una
distinzione tra il cuore come organo e il cuore simbolico. W. E. Vine
afferma: “Il cuore è impiegato in senso simbolico per le
sorgenti profonde della vita personale”. — An
Expository Dictionary of New Testament
Words, Volume II, pagine 206-7». (Ibid. pp. 6-7).
Mentre nel 1971 si diceva che “La Bibbia non parla
di un cuore simbolico”, nel 1984 si “scopre” invece
che in quasi altri mille riferimenti la Bibbia parla
chiaramente di cuore simbolico. Ma ci voleva la speciale guida
del “Canale di Dio” per abbandonare le credenze degli antichi
Babilonesi ed Egiziani di oltre 3000 anni fa e per comprendere quello
che era ormai universalmente noto e “chiaramente” affermato
per circa mille volte nella Bibbia?
Domanda
Come si può affidare la propria vita, e quella dei propri figli,
a delle persone che fanno un uso così sconsiderato ed irresponsabile
della Parola di Dio in questioni che riguardano la salute e le cure mediche,
e quindi la vita e la sopravvivenza di coloro che ne accettano la guida,
convinte che si tratti non delle irragionevoli e contraddittorie opinioni
di uomini ma della immutabile e perfetta volontà di Dio?
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