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Thursday, 27 April 2017 20:35
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:: STORIA E DOTTRINA ::

Cuore e personalità cristiana

Quando i Testimoni di Geova consideravano i trapianti una forma di cannibalismo e nelle loro pubblicazioni veniva detto che Dio non autorizzava questa pratica medica  - si veda questa pagina - vennero scritti vari articoli in cui si enfatizzavano i pericoli, anche di carattere spirituale, che si sarebbero incontrati disubbidendo a questa “volontà divina”. Ecco per esempio, cosa venne scritto nelle pagine 486-487 della rivista “La Torre di Guardia” del 15/8/1971 (il grassetto è agiunto):

Dov’è e che cos’è il cuore? Potete dire: Di quale cuore parli? Voi sapete di avere un cuore nel torace, quello che pompa il sangue in tutto il vostro corpo, provvedendo a ogni singola cellula tale flusso vitale. Ma avete un altro “cuore” nella testa, un “cuore figurativo”? Fa esso parte del vostro cervello o è esso quella capacità astratta del cervello che chiamiamo “mente”? No! Il cervello, in cui ha sede la mente, è una cosa e il cuore che abbiamo nel torace, con la sua facoltà di spronare, ne è un’altra. Salvo poche eccezioni, l’uso della parola “cuore” nella Bibbia è limitato alle funzioni del cuore umano come centro dei propri desideri, delle proprie emozioni e dei propri affetti, come luogo che include le capacità di spronare. La Bibbia non parla di un cuore simbolico o spirituale facendo un contrasto con il cuore carnale o letterale, come non parla di una mente simbolica, e pertanto non vogliamo fare l’errore di considerare il cuore letterale come una semplice pompa carnale come fa oggi la fisiologia ortodossa. La maggioranza degli psichiatri e degli psicologi hanno la tendenza a mettere in una categoria superiore la mente e ad attribuire poca se non nessuna influenza al cuore carnale, considerando la parola “cuore” semplicemente come una figura del linguaggio a parte il suo uso per indicare l’organo che pompa il sangue.

Il cuore, ciò nondimeno, è in maniera complessa collegato al cervello dal sistema nervoso ed è ben provvisto di estremità nervose sensoriali. Le sensazioni del cuore vengono registrate nel cervello. Lì il cuore influisce sulla mente con i suoi desideri e affetti per pervenire a conclusioni relative ai motivi. In senso inverso, la mente alimenta il cuore fornendogli le interpretazioni degli impulsi dei sensi e le conclusioni a cui è pervenuta in base alla conoscenza che ha ricevuta, sul momento o dalla memoria. C’è una stretta interdipendenza fra il cuore e la mente, ma sono due diverse facoltà, accentrate in luoghi diversi. Il cuore è una pompa muscolare fatta in modo meraviglioso, ma, in modo più significativo, insite in esso sono le nostre facoltà emotive e di spronare. Amore, odio, desiderio (buono e cattivo), preferenza per una cosa piuttosto che per un’altra, ambizione, timore, in effetti, tutto ciò che serve a spronarci in relazione con i nostri affetti e i nostri desideri ha origine dal cuore.

La Bibbia fa una netta distinzione fra cuore e mente. Gesù fece tale distinzione dicendo che dobbiamo amare Geova con ‘tutto il nostro cuore’ oltre che con ‘tutta la nostra mente’. (Matt. 22:37) Ciò che siamo nel cuore determina in larga misura la nostra personalità. A questo riguardo l’apostolo Pietro parla della “persona segreta del cuore nella veste incorruttibile dello spirito quieto e mite, che è di grande valore agli occhi di Dio”. — 1 Piet. 3:4.

Consideriamo alcuni punti significativi circa l’organo carnale che avete nel torace, il cuore, detto in ebraico lev e le·vav´ e in greco kar·di´a (da cui viene la parola “cardiaco”). Alcuni scienziati in medicina e psichiatri credono che il cuore faccia notevolmente di più che pompare il sangue. Per esempio, il dott. D. E. Schneider, neurologo e psichiatra di New York, rileva che, quando l’embrione umano è in formazione, il cuore e il cervello si sviluppano dalla stessa parte, che il cuore è in parte tessuto nervoso e, per di più, ha la funzione di fabbricare e conservare certe sostanze chimiche molto potenti che esercitano un effetto regolatore sul corpo, incluso, secondo questa ricerca, il cervello. Egli conclude che c’è “evidenza di una relazione a due sensi fra la mente e il cuore”, e che, come la mente ha il suo effetto sul cuore, “il cuore [sì, quello carnale che avete nel torace] può a sua volta influire intensamente sulla mente”. Certi altri ricercatori sono pervenuti a conclusioni alquanto simili.

È significativo che quelli che sono stati sottoposti a trapianto di cuore, quando i nervi che collegano il cuore al cervello sono tagliati, hanno gravi problemi emotivi dopo l’operazione. Il nuovo cuore è ancora in grado di funzionare da pompa, avendo la propria provvista d’energia e il proprio meccanismo sincronizzatore indipendente dal sistema nervoso generale per dare impulsi al muscolo cardiaco, ma proprio come ora esso risponde solo lentamente alle influenze esterne, a sua volta il cuore nuovo registra pochi, chiari fattori di motivazione sul cervello, se ne registra. Fino a che punto le estremità nervose del corpo e il nuovo cuore saranno in grado col tempo di stabilire qualche legame non è chiaro, ma non si può escludere che questo sia uno dei vari fattori che causano le gravi aberrazioni mentali e il disorientamento osservato dai medici in quelli che hanno subìto un trapianto di cuore. Questi pazienti hanno pompe per il loro sangue fornite da donatori, ma hanno ora tutti i fattori necessari per dire che hanno un “cuore”? Una cosa è certa, perdendo il loro proprio cuore, sono stati privati delle facoltà del “cuore” edificate in loro col passar degli anni e che contribuivano a renderli quello che erano in quanto alla personalità.

Notate quindi che si dice, senza alcuna esitazione, che la Bibbia non parla di un cuore simbolico e che non c'è quindi la possibilità di intendere in senso figurato le espressioni in cui si associano sentimenti, desideri, emozioni, ecc., al muscolo cardiaco. La conclusione poi non lascia aperta alcuna ipotesi contraria: si afferma con certezza che chi accettava un trapianto di cuore perdeva la sua personalità cristiana!

Quale Testimone di Geova avrebbe mai corso il rischio di vedersi privare della sua "personalità cristiana", accettando il trapianto del cuore di una persona "malvagia" e diventando quindi a sua volta - a causa del "trapianto di personalità" di cui parlava la Torre di Guardia - una persona "meritevole del giudizio avverso di Geova"?

Dopo il 1980, anno in cui i trapianti sono stati permessi, ogni accenno a tali, a dir poco, stravaganti teorie, prive di qualsiasi sostegno scientifico, è sparito dalle pubblicazioni della Società. Anzi, una rivista provvide a sottolineare come fosse assurdo avere simili idee in merito al cuore letterale:

«Gli antichi egizi credevano che il cuore fisico fosse la sede delle facoltà intellettuali e dei sentimenti. Pensavano anche che il cuore possedesse una volontà propria. I babilonesi dicevano che il cuore ospitasse sia l'intelligenza che l'amore. Secondo il filosofo greco Aristotele, il cuore era la sede dei sensi e la sfera d'attività dell'anima. Ma col passare del tempo e col crescere della conoscenza, queste concezioni vennero messe da parte. Infine si comprese cos'è effettivamente il cuore: una pompa che fa circolare il sangue in tutto il corpo» (La Torre di Guardia del 1/6/1986, pag. 20, grassetto aggiunto).

Davvero paradossali queste osservazioni da parte della Torre di Guardia, dopo quello che aveva scritto solo pochi anni prima. I TdG, a causa della loro lettura fondamentalista di alcune scritture, condivisero queste assurde e concezioni  - abbandonate da secoli dalla scienza - fino agli anni 70 del secolo scorso!
Ecco quindi che dopo aver, finalmente, compreso quello che era ormai universalmente noto, ed aver abbandonato le credenze dei Babilonesi e degli Egiziani di 3000 anni fa, quello che prima la Bibbia non diceva, ora improvvisamente lo dice. Ecco un articolo pubblicato nel 1984, dopo abolizione del veto sui trapianti:

«Ma guardiamo più in là del cuore letterale, quello formato da tessuto vivente. Nel modo in cui è usato nella Bibbia il cuore rappresenta la sede dei motivi e anche dei sentimenti. Questo è il cuore simbolico, che in realtà rappresenta il nostro io più profondo. In I Pietro 3:4 viene descritto come “la persona segreta del cuore” (NM), “l’essere occulto del cuore” (Versione Riveduta), “l’intimo del cuore” (Garofalo). Così ci viene comandato di amare Geova Dio con ‘tutto il cuore’. Ci viene anche comandato di amare Geova Dio con tutta la nostra anima, con l’intero nostro essere. Questo richiede che amiamo l’unico vivente e vero Dio, l’Onnipotente, con tutta la nostra forza vitale, spendendo tutte le nostre energie per fare la rivelata volontà di Dio e per completare pienamente la sua opera in questo “termine del sistema di cose”. (Matteo 24:3) Inoltre è necessario amare l’Iddio della Bibbia con tutta la nostra “mente”, cioè le nostre facoltà mentali. — Marco 12:29-31. ... In questo modo il nostro cuore simbolico non diverrà ansioso a causa di avventati motivi errati e di apprensioni emotive, e le nostre facoltà mentali, la nostra mente, non saranno confuse o distorte. Il cristiano continuerà a comportarsi secondo la Bibbia ispirata da Dio, con l’aiuto di Gesù Cristo, il Condottiero. (La Torre di Guardia del 1/11/1984, pp. 12 -13). «Lo stesso vale per i termini ebraico e greco resi “cuore” nella Bibbia. In alcuni casi, relativamente pochi, si parla del cuore letterale, come in Esodo 28:30 e Salmo 45:5, per esempio. Ma in quasi mille altri riferimenti biblici al “cuore”, questo viene chiaramente usato in senso simbolico. Ciò non vuol dire che non ci sia alcuna relazione tra il cuore fisico e quello simbolico. C’è. Lo stress emotivo, per esempio, può avere un effetto deleterio sul cuore letterale, provocando malattie e persino la morte. Ma, naturalmente, va fatta una distinzione tra il cuore come organo e il cuore simbolico. W. E. Vine afferma: “Il cuore è impiegato in senso simbolico per le sorgenti profonde della vita personale”. — An Expository Dictionary of New Testament Words, Volume II, pagine 206-7». (Ibid. pp. 6-7).

Mentre nel 1971 si diceva che “La Bibbia non parla di un cuore simbolico”, nel 1984 si “scopre” invece che in quasi altri mille riferimenti la Bibbia parla chiaramente di cuore simbolico. Ma ci voleva la speciale guida del “Canale di Dio” per abbandonare le credenze degli antichi Babilonesi ed Egiziani di oltre 3000 anni fa e per comprendere quello che era ormai universalmente noto e “chiaramente” affermato per circa mille volte nella Bibbia?

Domanda

Come si può affidare la propria vita, e quella dei propri figli, a delle persone che fanno un uso così sconsiderato ed irresponsabile della Parola di Dio in questioni che riguardano la salute e le cure mediche, e quindi la vita e la sopravvivenza di coloro che ne accettano la guida, convinte che si tratti non delle irragionevoli e contraddittorie opinioni di uomini ma della immutabile e perfetta volontà di Dio?

 

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