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Monday, 23 October 2017 00:58
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:: STORIA E DOTTRINA ::

I TdG e le FESTE

Le feste, come i compleanni, il Natale, il carnevale, ecc., o certi "gesti" con significato sociale o affettivo come i brindisi, sono condannati in base alla dottrina attuale del Corpo Direttivo dei TdG essenzialmente per tre motivazioni:

  1. hanno un origine pagana

  2. la Bibbia non dice che i primi cristiani praticassero tali feste o "riti"

  3. incoraggerebbero l’idolatria

Riguardo il punto 1, la Svegliatevi! dell'8/6/77 pag.12-15, in un articolo sui simboli pagani, diceva in sostanza che ciò che conta è il significato che oggi hanno tali simboli e che è una perdita di tempo investigare sulla loro origine pagana. Altre dichiarazioni simili si trovano nella Torre di Guardia del 1°/11/72 e nella Svegliatevi! dell'8/1/2000. Siamo completamente d’accordo su questo, anche perché gli stessi TdG accettano usanze e gesti di origine pagana come l’anello di matrimonio, i saluti (dire "buongiorno" e "buonasera" ha un'origine pagana; per gli antichi Romani, infatti, salutare in questo modo aveva un significato augurale e di invocazione alle divinità "competenti"), ecc., in quanto giustamente oggi non hanno più quel significato.

Ma allora perché si può festeggiare l’anniversario di matrimonio (che non è menzionato nella Bibbia) e non quello della nascita (= compleanno) che per la Bibbia è un evento ugualmente felice? (Luca 2:10-14) Perché non brindare con significato di socializzazione festosa?; perché impedire ai bambini di giocare mascherati da "Principessa" o da "Indiano" (non certo da soldato in armi, per evidenti e ben più profondi motivi), ecc.?

Riguardo il punto 2, la Bibbia non menziona certe feste o gesti per il semplice motivo che non esistevano; è significativo però che i cristiani erano liberi di partecipare alle feste nazionali ebraiche anche dopo l’abolizione della legge (Col.2:16-17). In base alle dottrine del Corpo Direttivo anche l’apostolo Paolo sarebbe quindi considerato un "apostata" perché disse che osservare o meno certi giorni è un fatto puramente individuale! (Vedi Rom. 14:5-6).

Riguardo il compleanno, che è citato nella Bibbia, i TdG sostengono che, essendo in relazione al culto idolatrico del Faraone o del Re, non è adatto ad un cristiano. In realtà, oltre al compleanno del Faraone (Genesi 40:20) e a quello di Erode (Matteo 14:6), vi è una terza festa menzionata dalla Bibbia per una nascita ed è quella di Gesù! In Luca 2:10-14 troviamo in occasione della nascita di Gesù tutti gli elementi tipici di una festa di compleanno: i canti e le lodi in cielo, allegria, le visite degli ospiti ed i regali. Anche oggi infatti, nessun cristiano si sognerebbe di "idolatrare" suo figlio ma vorrebbe solo ricordare il momento felice della sua nascita. A maggior ragione non taglierebbe certo la testa a qualcuno come regalo di compleanno! D’altra parte, anche in occasione di feste nuziali, accettate dal Corpo Direttivo, si verificavano occasionalmente comportamenti poco cristiani come l’ubriachezza, ma questo non impedisce oggi di festeggiare i matrimoni purché non ci si ubriachi.

Riguardo il punto 3, gli stessi TdG continuano ad usare ad esempio il calendario che era una forma di idolatria verso divinità pagane (come si può notare ancora oggi nei nomi dei giorni della settimana e dei mesi). Ma anche qui i cristiani, non attribuendo ora più quel significato, possono tranquillamente usarlo. La Bibbia è chiara al riguardo, l’idolo in se non è nulla, siamo noi a creare gli idoli nel momento in cui crediamo che essi abbiano potere su di noi (I Cor. 8:4) Se l’apostolo Paolo avesse "ragionato" come il Corpo Direttivo non avrebbe mai mangiato qualcosa che era stata appena offerta nel corso di una cerimonia idolatrica; altro che accettare una fetta di torta di compleanno! (I Cor. 8:9-13).

In conclusione la dottrina del Corpo Direttivo riguardo alle feste è intrinsecamente contraddittoria, non in armonia con lo spirito della Parola di Dio e molto simile all’attitudine dei Farisei (fariseo significa separato, puro) che impiegavano il loro tempo a discutere su ciò che era puro e ciò che era impuro e a stabilire regole, che poi il popolo doveva seguire, come se dipendesse dalle regole essere puri! La conseguenza di questi divieti è stata quella di porre carichi inutili e pesanti sulle spalle dei TdG che hanno causato sofferenze e problemi familiari, ma che sono molto utili a rendere i TdG ancor più "separati dal mondo" e quindi sempre più intrappolati nell’organizzazione dello "Schiavo".

Claudio Forte

I TdG e il Natale


L'ultimo Natale celebrato alla Betel di Brooklyn nel 1926

I TdG smisero di celebrare il Natale solo nel 1927 (Proclamatori, p. 200), molti anni dopo la loro presunta "liberazione da Babilonia la Grande" (la "falsa religione") che sarebbe avvenuta nel 1919. È piuttosto strano quindi che per quasi cinquant'anni della loro "storia" i Testimoni non avessero eliminato dalle loro pratiche quella che attualmente essi definiscono un'‛usanza che dispiace a Dio’ (Cosa richiede Dio da noi?, p.5). 

Come giustificavano gli "Studenti Biblici" (così venivano chiamati  i TdG fino al 1931) il fatto che essi festeggiassero il Natale, nonostante la data del 25 dicembre sia solo una delle date possibili - e per alcuni probabile - della nascita di Gesù? Ecco cosa si legge in alcune loro pubblicazioni:

- "È del tutto senza importanza il giorno in cui il Natale è celebrato; noi possiamo giustamente celebrarlo" - WT del 15/12/1903; cliccare qui per visualizzare l'articolo originale (formato jpg, 106 kb).
- «Anche se il giorno di Natale non è realmente l'anniversario della nascita di nostro Signore... Poiché la celebrazione della nascita di nostro Signore non è materia di decreto divino, ossia di comando, ma semplicemente un segno di rispetto per Lui, non è necessario cavillare sulla data. Possiamo quindi unirci al mondo civilizzato celebrando questo grande avvenimento nel giorno in cui la maggioranza lo celebra, il giorno di Natale» - WT del 1/12/1904; qui l'articolo originale (186 kb).
- «Non è molto importante che il 25 dicembre non sia l'anniversario della nascita del nostro Signore, o che egli sia nato in effetti verso il 25 dicembre. Un giorno vale l'altro se si tratta di commemorare la nascita nella carne di nostro Signore» - WT del 15/12/1908; qui l'originale (38 kb).
- «Questo evento [il Natale] è così importante che è sempre appropriato richiamarlo alla mente dei credenti, indipendentemente dalla data» - WT del 15/12/1926, p.371, § 3; qui l'originale (156 kb).
- «Caro [Fratello Russell], ... augurandoti un Buon Natale e un felice e vantaggioso nuovo anno, con molto amore cristiano...» - WT del 1° febbraio 1903, pag. 51; qui l'originale (146 kb). 
Come doni per il Natale veniva suggerita l'offerta degli "Studi sulle Scritture", i volumi scritti da C.T. Russell - WT 15/11/1907; qui l'originale (110 kb).

Molti TdG credono che un tempo venisse festeggiato il Natale solo perché la Watch Tower non era ancora a conoscenza delle cosiddette "origini pagane" della festa, o perché si credeva che Gesù fosse nato davvero il 25 dicembre. I TdG sono convinti che i "fratelli" abbiano smesso immediatamente di seguire tali "consuetudini pagane" appena compresero come stavano le cose. Invece, come si nota dalle citazioni riportate in questa pagina, Russell e successori, erano a conoscenza del fatto che la data del 25 dicembre non è certa, però non ritenevano significativo questo particolare. Era più importante per loro commemorare la nascita del Salvatore che cavillare sulla data in cui questa sarebbe avvenuta e continuarono quindi a festeggiare il Natale per molti anni.

Si vedano anche queste pagine:
Quando è nato Gesù?
Articoli sul Natale
I cristiani e la Pasqua

Quanto sei buono, mio Dio!
Tu ti fai piccolo con i piccoli,
debole con i deboli.
Da vero padre,
da vera madre,
balbetti con i tuoi piccoli
per essere compreso da loro.
Quanto è grande, mio Dio,
il tuo discendere
fino a questo punto!
(Charles de Foucauld)

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