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Wednesday, 22 February 2017 16:17
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:: STORIA E DOTTRINA ::

Il Corpo Direttivo e i "nuovi intendimenti"

Modifiche dottrinali e guida divina

Argomento inserito nel forum da Mario70


L'autore della pagina

Quanto sto per scrivere vuole essere un aiuto per tutti quei testimoni di Geova che considerano il loro Corpo Direttivo (CD) come “l’unico canale che Dio usa per dare cibo spirituale a suo tempo”. Quando al Testimone si fa notare che negli anni questo Corpo Direttivo ha commesso degli errori, di solito la loro risposta è che esso (il CD) è imperfetto e che non è ispirato direttamente da Dio. A tal riguardo è interessante notare cosa si legge nella Svegliatevi! del 22/3/1993 pag 4:

I testimoni di Geova, nella loro fervida attesa della seconda venuta di Gesù, hanno indicato certe date che si sono rivelate sbagliate. A motivo di ciò, alcuni li hanno accusati di essere falsi profeti. Tuttavia, in nessuno di questi casi essi hanno avuto la presunzione di fare predizioni ‘nel nome di Geova’. Non hanno mai detto: ‘Queste sono le parole di Geova’. La Torre di Guardia, l’organo ufficiale dei testimoni di Geova, ha detto: “Non abbiamo il dono della profezia”. (Gennaio 1883, pagina 425, ed. inglese) “Né vorremmo che i nostri scritti fossero riveriti o considerati infallibili”. (15 dicembre 1896, pagina 306, ed. inglese) La Torre di Guardia ha anche detto che il fatto che alcuni abbiano lo spirito di Geova “non significa che quelli che oggi servono quali testimoni di Geova siano ispirati. Non significa che gli scritti che appaiono su questa rivista La Torre di Guardia siano ispirati e infallibili e senza errori”. (1° dicembre 1947, pagina 301) “La Torre di Guardia non pretende di essere ispirata nelle sue affermazioni, né è dommatica”. (1° settembre 1951, pagina 270) “I fratelli che preparano queste pubblicazioni non sono infallibili. . . . I loro scritti non sono ispirati, come lo sono quelli di Paolo e degli altri scrittori della Bibbia. (II Tim. 3:16) E così, a volte, è stato necessario correggere certe idee man mano che l’intendimento aumentava. (Prov. 4:18)”. — 15 agosto 1981, pagina 19.”

Eppure altrove a proposito del Corpo Direttivo si dice (W 15/8/1988 pag 8):

“Geova non illumina ciascun cristiano in maniera individuale. Al contrario, Cristo ha nominato la classe dello “schiavo fedele e discreto” per provvedere materiale di studio sulle Scritture e consigli opportuni ai cristiani di tutto il mondo. (Matteo 24:45-47) La Torre di Guardia viene perciò pubblicata in 103 lingue per contribuire a soddisfare questo bisogno mondiale. Il fatto che ci cibiamo spiritualmente alla stessa tavola è stato un fattore importante per produrre e mantenere l’unità della fede. “

Altre affermazioni dello stesso genere:

Gesù ci consigliò anche di chiedere al suo Padre celeste lo spirito santo. in questo senso, dobbiamo cibarci assiduamente della Parola di Dio. Noi non possiamo sperare di ricevere lo spirito santo se ignoriamo il canale terreno che Geova sta impiegando oggi, “lo schiavo fedele e discreto” rappresentato dal Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova. Senza l’aiuto di questo “schiavo” non saremmo in grado né di comprendere il pieno significato di quanto leggiamo né di capire come mettere in pratica quello che apprendiamo. (w87 15/7 18-19).

Se ricorderemo sempre il nostro amorevole Dio e agiremo in armonia con la sua Parola, manterremo forte fiducia nella sua infallibile guida. (Proverbi 22:19) Allontanarsi da Geova e dalla sua organizzazione, sdegnare le direttive impartite dallo “schiavo fedele e discreto” e basarsi semplicemente sulla lettura e sull’interpretazione personale della Bibbia significa divenire come un albero solitario in un paese riarso. (w85 1/6 20).

Per essere un esempio nel parlare, i sottopastori cristiani non devono andare “oltre ciò che è scritto”. (I Cor. 4:6) In questioni di dottrina e di morale, come pure in questioni organizzative cristiane, il sorvegliante deve ‘predicare la parola’. (II Tim. 4:2) Se esprimesse opinioni strettamente personali o divulgasse idee contrarie all’insegnamento ricevuto tramite lo “schiavo fedele e discreto”, questo causerebbe confusione. Perciò, anziché farsi presuntuosamente avanti, cosa che potrebbe portare al disonore, perché non aspettare Geova e la sua organizzazione? (Prov. 11:2) Forse in seguito ci sarà un’ulteriore spiegazione o chiarificazione del soggetto. Oppure, mediante la preghiera e il diligente studio della Parola di Dio con l’aiuto delle pubblicazioni della Società, l’anziano può accorgersi che si sbagliava ed essere lieto di non aver divulgato le sue vedute errate. (w81 15/2 23).

Insomma “lo schiavo” non è ispirato, non parla nel nome di Geova, commette errori, eppure si dice che:

Questo “schiavo” o congregazione unta dallo spirito è in effetti l’unico canale riconosciuto che rappresenta sulla terra il regno di Dio nel “tempo della fine” (w81 1/9 24).

Quando si legge la Bibbia personalmente e si giunge a conclusioni diverse, che siamo proclamatori o anziani o persone "del mondo", ci dimostreremmo presuntuosi, non si può andare oltre quello che dice lo “schiavo”! Anche se non è ispirato, è l’unico mezzo che Dio e Cristo usano per dare cibo a suo tempo.

Ma se lo schiavo non è ispirato direttamente in che senso lo è? Una delle risposte che danno è che studiando la Bibbia il CD è indirettamente ispirato da Dio, perché studiano la Bibbia che è ispirata. Ma allora chiunque legge la Bibbia è indirettamente ispirato da Dio?… La loro risposta è che il CD lo è più di altri perchè lascia che sia la Bibbia stessa a interpretarsi da sola:

La Bibbia stessa dice: “Le interpretazioni non appartengono a Dio?” (Gen. 40:8) Se quando studiano le Scritture trovano un brano difficile da capire, devono cercare altri brani ispirati che facciano luce sull’argomento. Così lasciano che la Bibbia si interpreti da sé, e in questo modo si sforzano di capire “il modello” della verità esposto nella Parola di Dio. (2 Tim. 1:13) Geova li guida o li porta a questo intendimento mediante il suo spirito santo. Ma per avere la guida dello spirito, devono coltivarne il frutto, non contristarlo né lottare contro di esso, ed essere sensibili ai suoi stimoli. (Gal. 5:22, 23, 25; Efes. 4:30) Inoltre, essendo zelanti nel mettere in pratica quello che imparano, continuano a edificare la propria fede, che è la base per acquistare un sempre più chiaro intendimento di come compiere la volontà di Dio nel mondo di cui non fanno parte. — Luca 17:5; Filip. 1:9, 10 dal libro Proclamatori pag. 704.

I testimoni dimenticano che secoli prima di loro altri fecero la stessa cosa, credendo che la Bibbia si potesse interpretare da sola, ma nel frattempo sono nate migliaia di sette, ognuna delle quali credeva che solo la loro fosse la vera interpretazione della Bibbia. Insomma non sono ispirati, lo sono indirettamente perchè le loro dottrine provengono dalla Bibbia che è a sua volta ispirata e Geova li guida col suo spirito in questo. Ispirati direttamente no, ma guidati dallo spirito si: ci dovrebbero spiegare come può la guida dello spirito farli sbagliare...

In realtà all’epoca in cui ero io stesso TdG, non facevo molto caso a queste risposte; oggi sorrido perché evidenziano l’assurdità che la Bibbia si possa interpretare da sola, come se fosse un libro dettato da Dio da cima a fondo a delle persone le quali si limitavano a scrivere quello che Dio gli diceva. Qualsiasi studioso di filologia biblica sobbalzerebbe davanti a simili risposte: essi sanno bene come la Scrittura è venuta a crearsi e i limiti che essa contiene, limiti derivati dalla cultura delle persone che la scrissero. Per la maggioranza delle grandi chiese cristiane “la Bibbia è ispirata da Dio e infallibile in materia di fede e di morale, ma non necessariamente esente da errori nelle sue parti storiche e scientifiche.” (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Inerranza_della_Bibbia).

Sarebbe ora di andare oltre il modo fondamentalista di intendere la Scrittura e studiare seriamente come essa ha avuto origine da un punto di vista storico, culturale e filologico.

uesto preambolo serve per comprendere che la Bibbia non può certo interpretarsi da sola e chi ci prova in realtà sta dando una sua interpretazione e le Scritture usate per provare questa interpretazione sono scelte ad hoc, eliminando quelle che contrastano con quella specifica tesi o interpretando quelle scomode alla luce delle prime.

Quando invece la Bibbia non dice molto su un determinato soggetto, allora ecco che le interpretazioni personali escono in tutta la loro potenza e i risultati spesso sono catastrofici, perchè sono milioni le persone che prendono per oro colato tali intendimenti, ovvero credono che queste interpretazioni scaturiscano dalla guida dello Spirito Santo di Dio.

A me non interessa molto se i TdG credono in dottrine peculiari o altro, se essi sono felici in quello che credono ben vengano, come ho avuto modo di dire recentemente, le mie perplessità sorgono quando certe interpretazioni che il CD elargisce, creano problemi sia ai Testimoni stessi sia a chi li circonda. Mi addentrerò quindi su alcuni esempi che interpretazioni personali del corpo direttivo hanno dato nel corso degli anni e dei risultati che esse hanno avuto verso i loro seguaci. Questo sarà utile laddove ad esempio il Corpo Direttivo insegna che le trasfusioni sono vietate o che bisogna ostracizzare gli ex, quando addirittura cita esempi di persone che hanno allontanato i propri genitori o figli solo perché non sono più testimoni di Geova, come se essi debbano essere presi da esempio.

Quello che vorrei è che i tdg capissero che se il CD ha sbagliato in casi importanti, può aver sbagliato anche in questi altri; se esso non è ispirato da Dio, allora ognuno può decidere in base alla propria coscienza di accettare una sua interpretazione o meno, tanto più se ci sono prove evidenti che tali interpretazioni nel tempo si sono dimostrate errate per sua stessa ammissione: se lo spirito santo non li ha guidati in quelle occasioni, chi ci dice che lo ha fatto nelle altre? Allora esaminiamolo questo "cibo spirituale" dell'unico canale che Dio e Cristo usano e vediamo quanto la guida di Cristo e di Dio hanno influito su quanto essi hanno scritto.

Fornicazione e significato di porneia
Ovvero che cosa è fornicazione all’interno di una coppia di coniugi
e quando uno dei due è libero di risposarsi alla luce del principio di Matteo 19:9.

Anno 1972
La Torre di Guardia del 1/12/1972 pag. 735:

"Si dovrebbe notare che in Matteo, ai capitoli 5 e 19, “fornicazione” è usato nel senso ristretto di infedeltà coniugale, o di illeciti rapporti con un’altra persona diversa dal proprio coniuge. Poco prima che considerasse nel Sermone del Monte l’argomento del divorzio, Gesù Cristo indicò che “chi continua [da sposato] a guardare una donna in modo da provar passione per lei ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”. (Matt. 5:28) Di conseguenza, quando in seguito si riferì a una donna che aveva commesso fornicazione, i suoi ascoltatori capirono questo in tale senso relativo, che volle dire cioè la prostituzione o l’adulterio di una donna sposata. Il contesto di Matteo, capitolo 19, conferma questa conclusione. In base alle Scritture Ebraiche, Gesù indicò che un uomo e sua moglie divenivano “una sola carne”, e quindi aggiunse: “Quello che Dio ha aggiogato insieme l’uomo non lo separi”. (Matt. 19:5, 6) Ora, negli atti omosessuali gli organi del sesso sono usati in modo innaturale, in un modo a cui non furono mai destinati. Due persone dello stesso sesso non sono l’uno il complemento dell’altro, come Adamo ed Eva. Essi non potrebbero mai divenire “una sola carne” al fine di procreare. Si potrebbe aggiungere che, nel caso della copulazione di un uomo con una bestia, vi sono due specie di carne diverse. L’apostolo Paolo scrisse: “Non ogni carne è la stessa carne, ma ve n’è una del genere umano, e v’è altra carne dei bovini, e altra carne degli uccelli, e altra dei pesci”. Mentre sia l’omosessualità che la bestialità sono perversioni disgustanti, in nessuno dei due casi è infranto il legame coniugale. Esso viene infranto solo da atti che rendano un individuo “una sola carne” con una persona di sesso opposto al proprio o con il proprio coniuge legale.

Quindi nel 1972 il CD sotto la guida dello spirito santo di Geova e i suoi studi sulla Bibbia ispirata (la quale si interpreta da sola (!), comprese che per "fornicazione" in Matteo 19 si intendeva adulterio, e se una donna aveva il marito che era diventato omosessuale (perchè magari come spesso accade nascose questa sua omosessualità o bisessualità) non poteva divorziare da lui e doveva rimanere casta e pura fichè egli non cambiasse idea e andasse con un'altra donna!

Passano circa sei mesi e nellla "Torre di Guardia" del 1/6/1973, pag. 350, si legge:

Quando oggi si menziona la “fornicazione”, comunemente si pensa alle relazioni sessuali fra persone di sesso opposto, relazioni avute fuori del matrimonio eppure consistenti di rapporti nel modo ‘normale’ o naturale. Quindi, molti hanno compreso che, allorché Gesù disse che la “fornicazione [por·nei'a]” era il solo motivo di divorzio, si riferisse solo ai rapporti nel modo ‘normale’ o naturale fra una moglie e un uomo che non è suo marito, o, per estensione, fra un marito e una donna che non è sua moglie. Ma è così? Por·nei'a, la parola usata nel racconto di Matteo, si riferisce solo a tali relazioni sessuali naturali? O includeva tutte le forme di immorali relazioni sessuali, incluse quelle fra persone dello stesso sesso e anche forme pervertite di relazioni sessuali fra persone di sesso opposto? Che cosa significava por·nei'a per le persone del primo secolo quando Gesù fu sulla terra? E la sincera e attenta investigazione di questo significato richiede una rivalutazione del nostro intendimento su quello che è il motivo scritturale del divorzio?

Un approfondito studio del soggetto mostra che por·nei'a si riferisce a ogni forma di immorali relazioni sessuali. È un termine ampio, alquanto simile alla parola “pornografia”, tratta da por·nei'a o dal verbo affine por·neu'o. I lessici della lingua greca lo mostrano chiaramente.

Essi mostrano che por·nei'a viene da un radicale che significa “vendere” e descrive relazioni sessuali licenziose e non controllate (controllate ad esempio dalla fedeltà ai vincoli matrimoniali). Pertanto, sull’uso della parola nei tempi biblici, Thayer’s Greek-English Lexicon of the New Testament dichiara che por·nei'a descriveva gli “illeciti rapporti sessuali in generale”. The Vocabulary of the Greek New Testament di Moulton e Milligan dice che è l’“illecito rapporto sessuale in genere”. Il sesto volume del Theological Dictionary of the New Testament dice che por·nei'a può significare “‘rapporti sessuali’ in generale senza una più precisa definizione”.

Poiché è un termine ampio (di portata più ampia di quella che ha la parola “fornicazione” nella mente di molte persone di lingua italiana) molti traduttori della Bibbia usano espressioni come “notevole immoralità”, “immoralità sessuale”, “peccati sessuali”, o espressioni simili, per tradurre por·nei'a.

Significa questo che le innaturali e pervertite relazioni sessuali come quelle praticate dagli omosessuali sono incluse nel significato di questo termine usato dall’apostolo per scrivere le parole di Gesù? Sì, è così. Si può capire dal modo in cui Giuda, fratellastro di Gesù, usò por·nei'a in riferimento agli innaturali atti sessuali degli uomini di Sodoma e Gomorra. (Giuda 7) Riguardo all’impiego di por·nei'a fatto dai Giudei di lingua greca verso l’inizio dell’Èra Volgare, il sesto volume del Theological Dictionary of the New Testament dice: “[por·nei'a] può anche essere ‘vizio innaturale’, . . . sodomia”.

Qual è dunque il significato dell’uso biblico di questi termini e che cosa rivela riguardo ai validi motivi biblici del divorzio? Mostra che qualsiasi persona sposata che esce dal vincolo matrimoniale e ha immorali relazioni sessuali, sia con qualcuno del sesso opposto che con qualcuno dello stesso sesso, siano esse naturali o innaturali e pervertite, è colpevole di commettere por·nei'a o “fornicazione” nel senso biblico. Tali relazioni sessuali non si riferiscono a minori trasgressioni che si potrebbero commettere, come con un bacio o una carezza o un abbraccio, ma si riferiscono all’immorale uso degli organi genitali in qualche forma di rapporto, naturale o innaturale.Comprendendo il vero significato delle parole di Gesù, perciò, quando un coniuge è colpevole di tale seria immoralità sessuale il coniuge innocente può scritturalmente divorziare da lui o da lei, se lo desidera. Chi ottiene il divorzio per tali motivi scritturali è anche scritturalmente libero di risposarsi, non essendo quindi soggetto all’accusa di adulterio. ...

È chiaro che questo apporta una correzione nella veduta espressa in precedenti occasioni nelle colonne di questa rivista, ma la fedele attinenza a ciò che dicono effettivamente le Scritture lo richiede.

Sono passati sei mesi dalla pubblicazione precedente del 1972 e improvvisamente porneia ora comprende anche l'omosessualità. Quindi le persone che nei sei mesi precedenti non potevano divorziare dal coniuge omosessuale ora possono...

L'espressione "molti hanno compreso che" in realtà doveva essere scritta "il CD comprese che": essendo questo gruppo formato da una dozzina di persone non è certo formato da molte persone... meno male che alla fine dell'articolo si ammette che quei pensieri erano scritti nelle stesse pubblicazioni, solo che le Scritture non erano cambiate, a cambiare era stato solo il fallace intendimento umano

1973, "Torre di Guardia 15/5/1973 pag. 317:

"Lo scopo di questa rivista non è di trattare tutti gli aspetti intimi della relazione coniugale. Ciò nondimeno, pratiche come quelle menzionate in questa causa ([avere rapporti orali] parentesi mie) sono divenute molto comuni e hanno ricevuto estesa pubblicità. Anche i bambini piccoli in certe scuole sono informati di queste cose nei corsi di educazione sessuale. Saremmo perciò negligenti verso la nostra responsabilità se trattenessimo i consigli scritturali che possono aiutare i sinceri cristiani nei loro sforzi di seguire una condotta di purezza che ottenga la benedizione del Creatore. Insolite pratiche sessuali erano seguite nel giorno dell’apostolo Paolo ed egli non tacque riguardo ad esse, come si può vedere leggendo Romani 1:18-27. Perciò non facciamo altro che seguire il suo buon esempio considerando qui questa domanda.

... Il modo naturale in cui una coppia di sposi possono avere relazioni sessuali è assai evidente dalla forma stessa che il Creatore diede ai loro rispettivi organi, e non dovrebbe esser necessario descrivere qui come questi organi si completano a vicenda nella normale copulazione sessuale. Crediamo che, a parte quelli che sono stati addottrinati nell’idea che ‘nel matrimonio tutto si può fare’, la stragrande maggioranza delle persone rigetterebbe normalmente come una pratica ripugnante la pratica della copulazione orale, come anche quella della copulazione anale. Se queste forme di relazione sessuale non sono “contro natura”, allora che cosa lo è? Il fatto che chi pratica tali atti lo faccia per mutuo consenso come persone sposate non renderebbe in tal modo questi atti naturali o non ‘osceni’. Assumiamo in tal modo un atteggiamento ‘ristretto’ o ‘esagerato’?

... Naturalmente, i dizionari e le leggi degli stati differiscono; ma il nostro atteggiamento si basa primariamente sulla Parola di Dio, la Bibbia. Tuttavia tale evidenza mondana serve a un certo scopo, che corrisponde in principio a ciò che disse l’apostolo in I Corinti 5:1. Lì egli mostrò che le relazioni sessuali di un componente della congregazione cristiana erano di una specie condannata perfino dalle persone delle nazioni pagane. Quindi, l’applicazione nei tempi moderni del termine “sodomia” alle menzionate forme di copulazione mostra che non siamo irragionevoli dicendo che non sono solo “innaturali” ma notevolmente innaturali.

Il nostro scopo non è di stabilire un limite preciso su dove finisce ciò che è “naturale” e dove comincia ciò che è “innaturale”. Ma crediamo che, meditando sui princìpi biblici, il cristiano debba essere almeno in grado di discernere ciò che è notevolmente innaturale. In altri campi, il singolo cristiano dovrà farsi guidare dalla sua coscienza e questo include domande relative a carezze e ‘giochi d’amore’ prima della relazione sessuale. (Si paragoni Proverbi 5:18, 19). Ma anche qui il cristiano che vuole produrre i frutti dello spirito santo di Dio eviterà saggiamente le pratiche che si avvicinano, o potrebbero facilmente condurre, a innaturali forme di copulazione.

... Che dire se certe coppie di sposi della congregazione hanno seguito in passato o anche in tempi recenti pratiche come quelle appena descritte, non comprendendo finora la gravità dell’errore? In tal caso possono chiedere perdono a Dio in preghiera e dimostrare il loro sincero pentimento desistendo da tali atti molto innaturali.

Non è certo responsabilità degli anziani o di qualcun altro in una congregazione cristiana indagare nella vita privata delle coppie di sposi. Ciò nondimeno, se futuri casi di condotta molto innaturale, come la pratica della copulazione orale o anale, sono portati alla loro attenzione, gli anziani devono agire per correggere la situazione prima che ne derivi ulteriore danno, come farebbero con qualsiasi altro serio errore. Naturalmente, essi si interessano di cercar di aiutare quelli che si sviano e sono ‘presi nel laccio del Diavolo’. (2 Tim. 2:26) Ma se alcuni mancano volontariamente di rispetto alla disposizione matrimoniale di Geova Dio, è necessario rimuoverli dalla congregazione come pericoloso “lievito” che potrebbe contaminare altri. — 1 Cor. 5:6, 11-13."

Che dire delle donne sposate a increduli e i cui coniugi insistono per farle partecipare a tali atti notevolmente innaturali? La dichiarazione dell’apostolo che “la moglie non esercita autorità sul proprio corpo, ma il marito” dà alla moglie il motivo per sottostare a queste richieste? (1 Cor. 7:4) No, poiché l’autorità del marito è solo relativa. L’autorità di Dio resta sempre suprema. (1 Cor. 11:3; Atti 5:29) L’apostolo, inoltre, parlava di normali relazioni sessuali, come indica il contesto. È vero che il rifiuto di partecipare ad atti non santi può causare difficoltà a una moglie, o anche persecuzione, ma la situazione sarebbe la stessa se il marito chiedesse alla moglie di prendere parte a qualche forma di idolatria, errato uso del sangue, disonestà o altre simili trasgressioni".

Insomma gli anziani dovevano dare consigli su queste cose intime all'interno della coppia perchè queste pratiche erano "notevolmente innaturali", la coppia doveva evitare addirittura di avvicinarsi alla copulazione orale o anale e se una coppia di sposi decideva di avere rapporti orali o anali e gli anziani lo venivano a sapere e loro non si pentivano, sarebbero stati disassociati. Se il coniuge incredule forzava il credente ad avere questo tipo di relazioni il credente si sarebbe dovuto rifiutare come se egli lo avesse spinto a commettere idolatria o altre cose gravi.

1975, "Torre di Guardia" 1/8/1975 pag. 479:

"A volte le pratiche licenziose entro la disposizione matrimoniale provvederebbero una base per il divorzio scritturale. Naturalmente, le Sacre Scritture non incoraggiano a divorziare né comandano al coniuge innocente di divorziare dal coniuge che commette adulterio o grave perversione sessuale. Riguardo al divorzio, Gesù Cristo dichiarò: “Chiunque divorzia da sua moglie, se non a causa di fornicazione, e ne sposa un’altra commette adulterio”. (Matt. 19:9) “Chiunque divorzia da sua moglie, salvo per causa di fornicazione, la rende soggetta all’adulterio, giacché chi sposa una donna divorziata commette adulterio”. — Matt. 5:32.

Pertanto, è dichiarato che la “fornicazione” è il solo motivo di divorzio. Nel greco comune in cui sono scritte le parole di Gesù, il termine “fornicazione” è por•nei´a, che indica tutte le forme di immorali relazioni sessuali, perversioni e pratiche licenziose come quelle che potrebbero avere luogo in una casa di prostituzione, inclusa la copulazione orale e anale.

In quanto alle dichiarazioni di Gesù sul divorzio, esse non specificano con chi è praticata la “fornicazione” o por•nei´a. Lasciano aperto l’argomento. Por•nei´a si può giustamente considerare come comprendente le perversioni entro la disposizione matrimoniale e questo si vede dal fatto che l’uomo che costringe sua moglie ad avere con lui relazioni sessuali innaturali in effetti la “prostituisce” e la “corrompe”. Così egli si rende colpevole di por•nei´a, poiché l’affine verbo greco por•neu´o significa “prostituire, corrompere”.

Per cui, potrebbero sorgere circostanze per le quali le pratiche licenziose di una persona sposata verso il suo coniuge sarebbero una base scritturale di divorzio. Per esempio, una moglie farà quello che ragionevolmente può per impedire al marito di imporle perversioni come quelle che avvengono in un bordello. Tuttavia, per la sua superiore forza può sopraffarla e servirsene per rapporti sessuali pervertiti. Al fine di non essere prostituita un’altra volta in questo modo, una moglie cristiana può decidere di ottenere il divorzio. Può stabilire con la congregazione che la vera ragione di questo è por•nei´a e quindi procedere per ottenere il divorzio legale per qualsiasi fondato motivo accettevole alle corti del paese.

Se, d’altra parte, le pratiche licenziose ebbero luogo per mutuo consenso, nessuno dei coniugi avrebbe una base per addurre por•nei´a come motivo scritturale di divorzio. Questo perché nessuno dei due è innocente e cerca di ottenere la libertà da un coniuge colpevole di por•nei´a. Entrambi i coniugi sono colpevoli. Un tal caso, portato all’attenzione degli anziani della congregazione, sarebbe considerato come qualsiasi altra seria trasgressione.

Qui si va oltre... i rapporti anali o orali all'interno della coppia sono un valido motivo per il divorzio. Notate che lo schiavo non dice "pensiamo", "potrebbe", ma è categorico: la Scrittura va interpretata in quel senso, non ci sono dubbi.

In questo periodo di tempo molti scelsero di divorziare dal coniuge incredulo che esigeva quel tipo di rapporti e i singoli Testimoni erano convinti che fosse Dio a volere questo. Ai loro occhi il coniuge aveva commesso porneia quindi erano liberi sia di divorziare sia di sposarsi con un'altra persona. Viene ribadito inoltre che chi era consenziente nell'avere questo tipo di rapporti doveva essere espulso.

1976 - Lettera privata da parte del Corpo Direttivo ad una congregazione californiana:


WATCH TOWER
BIBLE AND TRACT SOCIETY OF PENNSYLVANIA.

124 COLUMBIA HEIGHTS, BROOKLYN, NEW YORK 11201, U.S.A.

SCE: SSE ---------------------------Agosto, 1976

Al Corpo degli Anziani
della Congregazione dei
Testimoni di Geova di...
.. (località e indirizzo cancellati)

Cari Fratelli,

Siamo in possesso di una copia della lettera datata 21 luglio, spedita dal Comitato della Congregazione di S... in California, che tratta questioni riguardanti J...

Vi preghiamo di farci sapere se qualcuno degli anziani della congregazione ha dato consigli sbagliati in merito ai problemi concernenti il sesso orale. Se qualche anziano della congregazione ha suggerito a persone sposate che non sarebbe sbagliato praticare il sesso orale, in base a quali elementi è stato dato questo consiglio? Se è stato dato un consiglio sbagliato, vogliamo sapere se sono stati compiuti gli opportuni passi per correggere qualsiasi errato intendimento da parte di individui che sono stati mal consigliati e desideriamo conoscere se gli anziani interessati sono ora d'accordo con ciò che è stato scritto nelle pubblicazioni della Società in merito al sesso orale.

Se qualcuno di voi, in qualita di anziani, ha consigliato ad altri che il sesso orale sia consentito come stimolazione prima di avere rapporti sessuali veri e propri, questo consiglio è sbagliato.

Grazie per l'attenzione che dedicherete all'argomento. Possano le ricche benedizioni di Geova accompagnarvi mentre vi sforzate sempre di affrontare la responsabilita di anziani in maniera esemplare.

I Vostri fratelli.
Watchtower B. & T. Society of New York, INC.

cc: Comitato Giudiziario
della Congregazione
dei Testimoni di Geova di......

Cliccare qui
per scaricare la lettera originale

Come si nota erano arrivate voci al CD che singoli anziani di una congregazione della California consigliavano il sesso orale prima del rapporto... Come si nota il CD ne vuole sapere di più e, nel caso tali voci fossero risultate vere, si sarebbero subite le dovute conseguenze.

1978, "Torre di Guardia" 15/7/1978 pag. 30

Dà la Bibbia qualche specifica definizione di ciò che è morale o immorale nella relazione sessuale fra marito e moglie? Gli anziani della congregazione hanno forse la responsabilità di tentare di esercitare un controllo sui componenti della congregazione in queste intime questioni coniugali?

Bisogna riconoscere che la Bibbia non stabilisce nessuna regola o limitazione specifica sul modo in cui marito e moglie possono avere rapporti sessuali. Ci sono brevi descrizioni di appropriate espressioni d’amore, come in Proverbi 5:15-20 e in vari versetti del Cantico di Salomone (1:13; 2:6; 7:6-8). Queste, e altre scritture come Giobbe 31:9, 10, forniscono almeno un’indicazione di ciò che era comune o normale nei giochi d’amore e nelle relazioni sessuali e coincidono con ciò che è in genere considerato comune e normale oggi.

I consigli più enfatici delle Scritture sono che dobbiamo avere amore completo verso Dio e amare il prossimo come noi stessi; il marito deve amare la moglie come ama il proprio corpo e averne tenera cura e assegnarle onore. (Matt. 22:37-40; Efes. 5:25-31; 1 Piet. 3:7) Come dice l’apostolo, l’amore “non si comporta indecentemente, non cerca i propri interessi, non si irrita”. (1 Cor. 13:4, 5) Questo escluderebbe senz’altro di imporre al proprio coniuge pratiche insolite che il coniuge considera disgustose o persino ripugnanti e pervertite.

Le Scritture non vanno oltre queste norme fondamentali, per cui non possiamo fare altro che dare consigli conformi a ciò che la Bibbia in effetti dice. In passato apparvero commenti in questa rivista in relazione a certe pratiche sessuali insolite, come la copulazione orale, nell’ambito del matrimonio e queste furono messe sullo stesso piano della grave immoralità sessuale. In base a ciò si pervenne alla conclusione che chi si abbandonava a tali pratiche erotiche era soggetto alla disassociazione se non si pentiva. Si pensava che gli anziani della congregazione avessero l’autorità di investigare e agire in funzione giudiziaria riguardo a tali pratiche nella relazione coniugale.

Un ulteriore e attento esame della cosa comunque, ci ha convinto che, mancando chiare istruzioni scritturali, queste sono cose per cui la coppia di sposi deve assumersi la responsabilità dinanzi a Dio e che non spetta agli anziani tentare di controllare queste intimità coniugali né provvedere alla disassociazione se tali cose ne fossero l’unico motivo. Certo, se un uomo o una donna vuole andare da un anziano a chiedere consiglio, tale persona è libera di farlo e l’anziano può considerare con lei i principi scritturali, agendo da pastore ma non tentando in effetti di controllare la vita coniugale di chi chiede consiglio. Che dire se una persona sposata afferma che certe pratiche erotiche del coniuge sono così indecenti da rientrare nel significato del termine greco porneia usato in Matteo 19:9 (“fornicazione”, Traduzione del Nuovo Mondo)? Com’è stato mostrato, le Scritture non danno informazioni specifiche che consentano di stabilire chiaramente se certe pratiche erotiche nell’ambito del matrimonio sono — o non sono — porneia. Si può notare che il termine greco viene da una parola avente il significato basilare di “vendere” o “cedersi o darsi”, e così porneia ha il senso di “vendersi o darsi alla lussuria o alla lascivia”. La forma verbale (porneuo) include tra i suoi significati quello di “depravare”. (Greek-English Lexicon di Liddell e Scott) Se una persona sposata crede che le pratiche erotiche del coniuge, pur non coinvolgendo qualcuno al di fuori del matrimonio, sono ciò nondimeno di natura così immorale da costituire un chiaro cedimento alla lascivia o una depravazione nella dissolutezza, questa è una decisione e una responsabilità sua. Tale individuo può ritenere che le circostanze costituiscano una base scritturale per il divorzio. In tal caso, egli o essa deve assumersi la piena responsabilità dinanzi a Dio se divorzia. Non ci si può aspettare che gli anziani approvino (scritturalmente) il divorzio, se non sono sicuri dei motivi. Nello stesso tempo non sono autorizzati a imporre la propria coscienza a un altro quando la faccenda è discutibile. (Giac. 4:11, 12) Avendo espresso i consigli scritturali che ritengono opportuni, possono far capire alla persona in questione la gravità della cosa e che se divorzia se ne assume la piena responsabilità. Se un individuo cerca semplicemente un pretesto per infrangere il vincolo matrimoniale può solo attendersi il disfavore divino, poiché in riferimento a tale ingannevole modo d’agire verso il proprio coniuge Dio dice che “ha odiato il divorzio”. (Mal. 2:16) “Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri” e chi divorzia per un semplice pretesto e poi si risposa non sfuggirà a tale giudizio. (Ebr. 13:4) Gli anziani possono aver fiducia che il Signore “porterà le cose segrete delle tenebre alla luce e renderà manifesti i consigli dei cuori” al tempo da lui fissato. (1 Cor. 4:4, 5) Chi semina nell’inganno e nella perfidia non mancherà di raccogliere sofferenze, poiché “Dio non è da beffeggiare”. — Gal. 6:7, 8.

Come gli anziani della congregazione accordano ai fratelli e alle sorelle il diritto di esercitare la loro personale coscienza in questioni dove le Scritture non sono esplicite, così anche gli anziani hanno il diritto di esercitare la propria coscienza nei confronti di quelli che commettono azioni discutibili. Se ritengono sinceramente che le azioni di un componente della congregazione a tale riguardo sono tali che essi non possono coscienziosamente raccomandare lui o lei per qualche servizio esemplare nella congregazione, questa è una loro prerogativa.

In questo anno il CD fa mea culpa e anche se prima portava determinate scritture per provare le proprie tesi, ora quelle scritture non asserivano più chiaramente quella tesi. Il bello è che le scritture sono sempre quelle, ma allora cosa è cambiato? Non è la personale interpretazione del CD ad essere cambiata? Dove era la guida di Geova? Di chi era la colpa di tutti i divorzi avvenuti nel frattempo? La Bibbia non si interpretava da sola? Prima gli anziani dovevano intervenire in questi atti "molto innaturali", ora non più.

Comunque ancora in questo anno i divorzi per porneia non erano stati aboliti ma solamente relegati alla coscienza dei singoli: il CD non voleva più assumersi questa responsabilità, ora delegava ai singoli la scelta, insomma se ne lavava le mani. Iinoltre non vi era più la disassociazione ma solo un "non essere esemplare".

1983, "Torre di Guardia" 1/9/1983 pag. 30:

È vero che porneia è un termine usato a volte in senso ristretto in riferimento a relazioni sessuali fra persone non sposate. Un esempio di tale uso ristretto si trova in I Corinti 6:9, dove i “fornicatori” sono menzionati separatamente e in aggiunta a quelli che si abbandonano ad altre simili immoralità sessuali come l’adulterio e l’omosessualità. Ma appena prima, in I Corinti 5:9-11, Paolo aveva usato la stessa parola nel consigliare i cristiani di non mischiarsi con i “fornicatori”. È ragionevole pensare che qui si riferisse solo alle persone immorali non sposate? Non è possibile, poiché il capitolo 6 elenca numerose relazioni sessuali illecite che devono essere evitate, tra cui l’adulterio e l’omosessualità. Allo stesso modo, Giuda 7 e Rivelazione 21:8, dov’è mostrato che Dio giudica i “fornicatori” impenitenti e li considera degni di distruzione eterna, non potrebbero applicarsi solo alle persone non sposate che hanno rapporti sessuali. E il decreto del corpo direttivo di Gerusalemme riportato in Atti 15:29, di ‘astenersi dalla fornicazione’, deve essere inteso con un’ampia applicazione. ...

Che dire dell’attività sessuale fra coniugi nell’ambito del vincolo matrimoniale? Non spetta agli anziani indagare nella vita intima dei coniugi cristiani. Non c’è dubbio però che la Bibbia influisce sulla loro vita. Coloro che desiderano ‘continuare a camminare mediante lo spirito’ non devono trascurare ciò che le Scritture indicano sul modo di pensare di Dio. E fanno bene a coltivare odio per tutto ciò che è impuro dinanzi a Geova, incluse le attività sessuali chiaramente pervertite. Le coppie di sposi dovrebbero agire in modo da avere la coscienza pura, mentre prestano tutta la loro attenzione a coltivare “il frutto dello spirito”. — Galati 5:16, 22, 23; Efesini 5:3-5.

Che dire però se un coniuge vuole o perfino esige che la moglie o il marito partecipi a quella che è chiaramente un’attività sessuale pervertita? I succitati fatti indicano che porneia implica atti sessuali illeciti al di fuori dell’istituzione coniugale. Perciò, se un coniuge impone atti pervertiti, come sesso orale o anale, nell’ambito del matrimonio, questo non costituirebbe una base scritturale per ottenere un divorzio che renderebbe entrambi liberi di risposarsi. Anche se il coniuge credente è angustiato dalla situazione, il suo sforzo di attenersi ai principi scritturali gli farà ottenere una benedizione da Geova. In tali casi può essere utile che la coppia consideri francamente il problema, tenendo presente che in particolar modo le relazioni sessuali devono essere onorevoli, sane, un’espressione di tenero amore. Questo escluderebbe di sicuro qualsiasi cosa potesse angustiare o danneggiare il coniuge. — Efesini 5:28-30; I Pietro 3:1, 7.

Come abbiamo già detto, non spetta agli anziani “controllare” le questioni coniugali private delle coppie della congregazione. Ma se è noto che un componente della congregazione pratica o incoraggia apertamente relazioni sessuali pervertite nell’ambito del vincolo coniugale, egli non sarebbe certo irreprensibile e quindi non sarebbe adatto per speciali privilegi, come quello di servire in qualità di anziano, di servitore di ministero o di pioniere. Anzi chi avesse questa specie di relazioni o le incoraggiasse potrebbe anche finire per essere espulso dalla congregazione. Perché?

Galati 5:19-21 elenca molte cose immorali che non sono incluse in porneia, e che potrebbero portare a essere squalificati dal Regno di Dio. Fra queste ci sono l’“impurità” (greco, akatharsia, che significa corruzione, depravazione, impudicizia) e la “condotta dissoluta” (greco, aselgeia, che significa licenziosità, sfrenatezza, condotta indecente). Come la porneia, queste cose, quando si cade nella sfrenatezza, possono essere motivi per venire disassociati dalla congregazione cristiana, ma non per ottenere un divorzio scritturale. Chi incoraggiasse sfacciatamente attività sessuali disgustose e ripugnanti sarebbe colpevole di condotta dissoluta. Naturalmente, chi avesse un simile atteggiamento potrebbe arrivare al punto di commettere porneia; allora ci sarebbe la base per un divorzio scritturale. Tutti i cristiani devoti dovrebbero preoccuparsi vivamente di evitare e di combattere tutte queste “opere della carne”! — Galati 5:24, 25.

Tutti i servitori di Geova, sposati o no, dovrebbero rifuggire da ogni specie di immoralità. Dovrebbero sostenere lealmente tutte le disposizioni di Geova, inclusa l’istituzione matrimoniale. (Salmo 18:21-25) Gli sposati dovrebbero sforzarsi, come “una sola carne”, di onorare Geova, coltivando vero amore e rispetto nel matrimonio. (Genesi 2:23, 24; Efesini 5:33; Colossesi 3:18, 19) In questo come in altri modi possono dimostrare di non far “parte del mondo”, un mondo che Satana ha trascinato nel fango dell’immoralità e della corruzione e che sta per ‘passare insieme al suo desiderio’. Ricordando che “chi fa la volontà di Dio rimane per sempre”, tutti dovrebbero sforzarsi di fare la “volontà” di Dio in relazione alla Sua preziosa istituzione del matrimonio. — Giovanni 17:16; I Giovanni 2:17.

Ora è chiaro che chi pratica sesso orale o anale non può divorziare perchè porneia si ha con un'altra persona e non col coniuge, viene comunque aperto un nuovo problema: anche se avere rapporti anali o orali nel matrimonio non è porneia è comunque "condotta dissoluta" e quindi chi pratica tali cose viene comunque disassociato, ma l'eventuale coniuge "innocente" non è libero di risposarsi, insomma si ritrova con il coniuge disasociato ma non può divorziare da lui...

Ma la coscienza dei singoli dove è finita? Non è più necessaria? Non si era detto che la Bibbia non entrava in merito in questa faccenda? Come mai ora improvvisamente saltano fuori "impurità" e "condotta dissoluta"? Non c'erano anche prima queste parole?

Se la "luce progressiva" non ci fosse stata e tutto fosse rimasto come era ad esempio nel 1953, dove la Torre di Guardia, citando il Webster a pag 91, diceva a proposito di fornicazione: "fornicazione è usato talvolta nella Bibbia per comprendere tutti i rapporti sessuali salvo quelli tra marito e moglie", non sarebbe stato meglio?

Frazioni di sangue e sieri

Ed eccoci giunti ad un'altra posizione altalenante da parte "dell'unico canale che Dio usa per dare cibo a suo tempo, guidato dallo spirito santo di Geova". Questo è un altro aspetto con il quale si gioca con la vita delle persone.

Prima di affrontare l'argomento vediamo che funzione hanno alcune frazioni di sangue:

L'immunoglobulina: "somministrata per via endovenosa (IVIG, IntraVenous ImmunoGlobulin) aumenta l'omeostasi immunitaria attraverso la modulazione dell'espressione e della funzione dei recettori Fc , interferendo con l'attivazione del complemento e con la produzione delle citochine, fornendo anticorpi anti-idiotipici ed influenzando l'attivazione e sulle funzioni effettrici delle cellule B e T. Questi meccanismi potrebbero spiegare l'efficacia delle immunoglobuline nel trattamento delle malattie neuromuscolari autoimmuni... Da questa analisi è emerso che l'immunoglobulina per via endovenosa , al dosaggio totale di 2g/kg, è efficace come terapia di prima linea nella sindrome di Guillain-Barré, nella polineuropatia cronica infiammatoria demielinizzante e nella neuropatia motoria multifocale, e come terapia di seconda linea nella sindrome "stiff-person" , nella dermatomiosite, nella miastenia e nella sindrome miastenica di Lambert-Eaton." http://www.xagena.it/news/e-neurologia_it_farmaci/f0f6ba4b5e0000340312d33c212c3ae8.html

Albumina:

"L'albumina è una proteina del plasma sanguigno prodotta dal fegato con peso molecolare di 69000 daltons. È contenuta anche nel latte e nell'albume dell'uovo, da cui prende il nome.

Il normale intervallo di valori della concentrazione di albumina nel corpo umano va da 3.5 a 5.0 g/dL, e costituisce circa il 60% di tutte le proteine del plasma; l'insieme di tutte le altre proteine plasmatiche può essere chiamato nel suo complesso globuline.

L'albumina è essenziale per la regolazione ed il mantenimento della pressione oncotica, ovvero la pressione osmotica necessaria per la corretta distribuzione dei liquidi corporei nei compartimenti intervascolari e nei tessuti ....

Tra le funzioni dell'albumina rientrano:

mantenere la pressione oncotica
trasportare gli ormoni della tiroide
trasportare gli altri ormoni, in particolare quelli solubili nei grassi (liposolubili)
trasportare gli acidi grassi liberi
trasportare la bilirubina non coniugata
trasportare molti farmaci legarsi competitivamente agli ioni calcio (Ca2+)
tamponare il pH

Cause delle carenze di albumina:
cirrosi del fegato (è la causa più comune)
diminuita produzione (come nel caso della denutrizione)
eccesso di secrezione dei reni (come nelle nefriti)
eccesso di secrezione nell'intestino (enteropatia) "

Siero anti D:

"In questo caso, se il padre è Rh positivo, è necessario che la donna dal sesto mese di gravidanza in avanti si sottoponga ogni mese a un particolare esame del sangue volto a ricercare la presenza di eventuali anticorpi dannosi. Dopo la nascita del bambino, la donna viene sottoposta a una particolare iniezione, detta "siero anti D", che serve a impedire che, in un'eventuale successiva gravidanza, l'organismo rigetti il bambino, qualora anch'esso avesse ereditato il fattore Rh positivo del padre."

Fattore VIII e IX nell'emofilia:

"L'emofilia è una malattia congenita ed ereditaria che comporta una grave insufficienza nella coagulazione del sangue dovuta alla mancanza o alla carenza di alcune proteine del plasma (fattore VIII o IX). La coagulazione è il processo con cui, in caso di fuoriuscita da vasi sanguigni, il sangue forma un "tappo" composto da piastrine, cellule del sangue e fibrina, un componente del plasma. La coagulazione comporta l'attivazione di numerose proteine. Due di queste, il fattore VIII ed il fattore IX (prodotte dal fegato) sono assenti o difettose nelle persone affette da emofilia. L'emofilia colpisce una persona su 10.000 ed è diffusa in tutto il mondo. L'emofilia è suddivisa in due tipi: l'emofilia A e l’emofilia B. L’emofilia A (emofilia classica) è la forma più comune ed è dovuta ad una carenza del fattore VIII della coagulazione. L’emofilia B (o Malattia di Christmas) è invece provocata dalla carenza del fattore IX. I sintomi sono praticamente identici e solo tramite gli esami di laboratorio il medico può differenziare le due malattie. Differenza importantissima ai fini della terapia, perché determina fattore somministrare alla persona affetta. Il trattamento dell'emofilia si basa sulla terapia sostitutiva, cioè nella somministrazione del fattore mancante (fattore VIII nell'emofilia A, fattore IX nella B). Il fattore mancante può essere estratto dal sangue dei donatori." http://medicinaeprevenzione.paginemediche.it/

Interferoni:

"Gli interferoni (IFN) sono una classe di proteine prodotte dalle cellule del sistema immunitario (globuli bianchi, fibroblasti) in risposta all'attacco di agenti esterni come virus, batteri, parassiti e cellule tumorali. Gli interferoni appartengono alla vasta classe di glicoproteine note come citochine. La loro funzione specifica è quella di: inibire la replicazione di virus all'interno delle cellule infette; impedire la diffusione virale ad altre cellule; rafforzare l'attività delle cellule preposte alle difese immunitarie, come i linfociti T e i macrofagi; inibire la crescita di alcune cellule tumorali. Gli interferoni agiscono in questo modo: si legano alla membrana delle cellule e ne stimolano la produzione di enzimi antivirali; quando un virus attacca una cellula attivata dall'interferone, non riesce a moltiplicarsi a causa degli enzimi antivirali; si verifica quindi un arresto o un'attenuazione dell'infezione. " http://it.wikipedia.org/wiki/Interferone

Non dimentichiamoci infine gli antiveleni prodotti proprio da frazioni di sangue e vitali in caso di morsi da animali velenosi: "Un antidoto (dal greco Antìdoton, "dato contro") è una sostanza in grado di contrastare una forma di avvelenamento. A volte capita che l'antidoto per una particolare tossina è scoperto iniettando la tossina stessa in un animale, in piccole dosi, ed estraendo i risultanti anticorpi (le antitossine) dal sangue dell'animale." http://it.wikipedia.org/wiki/Antidoto

1954
Usare Frazioni di sangue è sbagliato!
"Usare frazioni di sangue è come ricevere una trasfusione", Awake! 01/08/1954 p. 24:

“We are told that it takes one and a third pints of whole blood to get enough of the blood protein or "fraction" known as gamma globulin for one injection. And since from the foregoing it must be admitted that such use of human blood is highly questionable, what justification can there be for the use of gamma globulin? Further, those interested in the Scriptural aspect will note that its being made of whole blood places it in the same category as blood transfusions as far as Jehovah's prohibition of taking blood into the system is concerned. - See Leviticus 17:10 - 14; Acts 15:20, 28, 29.


1959
Usare Frazioni di sangue è giusto!

La Torre di Guardia 15/6/1959
(inglese, The Watchtower 09/15/1958 p. 575):

"Si deve considerare che iniettare sieri, come il vaccino antidifterico e gli elementi costitutivi del sangue come il gamma globulin, nel circolo sanguigno, a scopo di facilitare la resistenza alle malattie mediante anticorpi, sia lo stesso che bere sangue o prendere sangue o plasma mediante trasfusioni? — N. P., Stati Uniti.

No, non sembra necessario porre le due cose nella stessa categoria, benché l'abbiamo fatto nel passato. Ogni volta che la proibizione di prendere sangue è menzionata nelle Scritture è sempre in relazione a prenderlo come cibo, e quindi è in qualità di alimento che a noi interessa tale proibizione. Infatti quando fu permesso per la prima volta agli uomini di mangiare la carne di animali, allorché fu riconfermato il mandato di procreazione ai superstiti del Diluvio, il sangue fu specificamente proibito. (Gen. 9:3, 4) Nella legge di Mosè il sangue era proibito come cibo, e perciò lo troviamo spesso menzionato insieme al grasso e ad altre cose che non si potevano mangiare. (Lev. 3:17;7:22-27) E così era anche ai giorni degli apostoli; in relazione al mangiare carne sacrificata agli idoli era proibito mangiare la carne di animali strangolati e il sangue. — Atti 15:20, 29. L'immissione di anticorpi nel sangue in un veicolo di siero, o l'uso di elementi costitutivi del sangue per creare tali anticorpi, non è la stessa cosa che prendere sangue, per bocca o mediante trasfusione, come alimento per ricostituire le forze vitali del corpo. Benché Dio non abbia inteso che l'uomo contaminasse il proprio circolo sanguigno con vaccini, sieri o elementi costitutivi del sangue, non sembra che questo possa essere incluso nell'espressa proibizione di Dio riguardo al sangue come cibo. Sarebbe quindi questione di scelta individuale se una persona accettasse tali tipi di medicamento o no."

1961
Assumere frazioni di sangue è errato
La Torre di Guardia 01/06/1962
(inglese, The Watchtower 11/01/1961 p. 670):

“Poiché la Bibbia proibisce di mangiare sangue, come devono considerare i cristiani l'uso di sieri e vaccini? Ha la Società cambiato il suo punto di vista al riguardo? — J. D., Stati Uniti.

La Bibbia è molto chiara sul fatto che il sangue poteva essere usato solo sull'altare; altrimenti doveva essere sparso per terra. (Lev. 17:11-13) Tutta la moderna pratica medica che implica l'uso di sangue è discutibile dal punto di vista cristiano. Quindi è errato sia prendere una trasfusione di sangue che, in sua vece, l'infusione di qualche frazione del sangue per sostenere la propria vita.

Sembrano quasi schizofrenici: in pochi anni si passa dal poterli prendere, al non poterlo fare, contraddicendo le precedenti spiegazioni che loro stessi avevano dato. La cosa incredibile è il non soppesare le conseguenze che simili decisioni avevano su quelle povere persone malate che non potendo assumere questi fattori erano destinati a morte certa! Notare come ogni volta si fanno dire alle Scritture cose che inevitabilmente la volta dopo non sono più vere. A questo punto ci si dovrebbe chiedere: chi è che sbaglia, le Scritture o l'interpretazione che ne hanno data i membri del Corpo Direttivo? Una volta l'assumere frazioni di sangue rientra nel mangiare sangue, poi non più, poi rientra nel divieto di Atti 15, poi, come vedremo più avanti, non più... è questione di coscienza!

1963
Usare qualsiasi frazione del sangue è ancora sbagliato

La Torre di Guardia 01/09/1963 pag 539:

“Quanto alle trasfusioni di sangue, l'individuo sa, grazie allo studio della Bibbia e delle pubblicazioni della Società Torre di Guardia, che questa è una pratica antiscritturale. (Gen. 9:4; Atti 15:28, 29) Ora spetta a lui portare il suo carico di responsabilità per applicare quello che dicono le Scritture al riguardo. Forse un giorno deve andare all'ospedale per subire un intervento chirurgico. Ivi spiega al medico la sua posizione. "Benissimo", dice il medico, "allora useremo il plasma". O forse il medico gli dirà: "Lei ha bisogno di globuli rossi per trasportare l'ossigeno. Possiamo usare i globuli rossi. Che ne dice?" Forse il cristiano non s'intende molto di medicina. Chiamerà il servitore di congregazione o la Società? Non sarà necessario, se è preparato a portare il suo carico di responsabilità. Deve solo chiedere al medico: "Da che cosa è tratto il plasma?" "Come sono ottenuti i globuli rossi?" "Da che cosa è stata tratta questa sostanza?" Se la risposta è "Dal sangue", sa quale condotta deve seguire, poiché questo principio non si applica solo al sangue intero, ma a qualsiasi cosa tratta dal sangue e usata per sostenere la vita o rafforzare la persona.

1964
Noi non approviamo usare frazioni di sangue ma se volete accettarle è una vostra scelta

La Torre di Guardia 01/05/1965:

"La Società non approva alcuno dei moderni usi medici del sangue, come gli usi del sangue in relazione all'inoculazione. L'inoculazione, comunque, è una circostanza praticamente inevitabile in alcuni settori della società, e quindi lasciamo alla coscienza dell'individuo decidere se accettare o no l'inoculazione dì un siero contenente frazioni dì sangue allo scopo di dar origine alla formazione dì anticorpi per combattere una malattia. Se la persona fa questo, può trarre conforto nelle circostanze derivanti dal fatto che non mangia direttamente sangue, cosa espressamente proibita nella Parola di Dio. Esso non è usato come cibo né per sostituire sangue perduto. In tal caso il cristiano deve prendere la propria decisione basata sulla coscienza. Perciò, che un cristiano accetti l'inoculazione dì un siero, o che medici o infermiere cristiane la pratichino, dipende dalla decisione personale."

1975
Frazioni di sangue usate per curare l’emofilia (fattori VII & IX) non si possono usare

Svegliatevi! 8/8/1975 pag 29:

“Rischio nella cura dell’emofilia ? Certi “fattori” coagulanti ricavati dal sangue sono ora estesamente impiegati nella cura dell’emofilia, affezione che causa emorragie incontrollabili. Comunque, quelli a cui è somministrata questa cura corrono un altro rischio mortale: il settimanale medico svizzero Schweizer Med Wochenschrift riferisce che quasi il 40 per cento dei 113 emofiliaci esaminati erano affetti da epatite. “Tutti questi pazienti avevano ricevuto sangue intero, plasma o derivati del sangue contenenti [i fattori]”, osserva la relazione. Certo, i veri cristiani non impiegano questo pericoloso trattamento, dando ascolto al comando biblico di ‘astenersi dal sangue’. — Atti 15:20, 28, 29.”

Ci risiamo... di nuovo certi fattori non si possono usare, rientrano nel famigerato divieto di astenersi dal sangue! Ma poco tempo prima era questione di coscienza...

1978
Usare frazioni di sangue per curare l’emofilia è questione di coscienza

La Torre di Guardia 1/11/1978 pag 31:

Le iniezioni di sieri sono compatibili con la fede cristiana? Nel nostro numero del 1° dicembre 1974, presentammo in questa rubrica una considerazione particolareggiata sull’uso dei vaccini (che non contengono sangue) e dei sieri fatti col sangue. Per tali particolari, si veda la trattazione alle pagine 735, 736. Si prendeva atto che i medici ricorrono sempre meno alle trasfusioni di sangue intero. Invece, il sangue umano è suddiviso nelle parti principali che si possono trasfondere: globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e plasma. A questo proposito dicemmo: “Crediamo che l’uso di sangue in una trasfusione [per sostenere la vita], o l’uso di una parte del sangue per conseguire uno scopo simile, è ovviamente in contrasto con il comando scritturale di ‘astenersi... dal sangue’. (Atti 15:20)” Che dire però di accettare iniezioni di sieri per combattere malattie, come il siero antidifterico, antitetanico, antirabbico, il siero contro l’epatite virale, l’emofilia e l’incompatibilità da fattore Rh? Pare che rientrino in una ‘zona grigia’. Alcuni cristiani credono che accettando a tale scopo una piccola quantità di un derivato del sangue non si manchi di rispetto alla legge di Dio; la loro coscienza glielo permetterebbe. (Confronta Luca 6:1-5). Altri però si sentono obbligati in coscienza a rifiutare i sieri perché contengono sangue, sebbene in piccola quantità. Quindi, si ritiene che ciascuno debba risolvere personalmente tale questione. Esortiamo ciascuno a sforzarsi d’agire con coscienza pura e a seguire la guida di Dio contenuta nella Sua Parola. — Sal. 119:105."

1990
Usare frazioni di sangue continua ad essere questione di coscienza…
ma c’è il parallelo tra la donna incinta e il suo feto che può indirizzare tale coscienza

La Torre di Guardia 01/06/1990:

“In vista del comando di ‘astenersi dal sangue’, alcuni cristiani hanno ritenuto di non dover accettare iniezioni di immunoglobuline (proteine), anche se si tratta solo di una frazione del sangue. Il loro punto di vista è chiaro e semplice: nessun componente del sangue in nessuna forma o quantità. Altri hanno ritenuto che il caso di un siero contenente un’antitossina, come l’immunoglobulina, il quale dunque contiene solo una minuscola frazione del plasma del sangue di un donatore ed è usato per rafforzare il loro meccanismo di difesa contro le malattie, è diverso da quello di una trasfusione di sangue fatta per mantenersi in vita. Pertanto la loro coscienza può permettere loro di assumere immunoglobuline o frazioni simili. Possono concludere che nel loro caso la decisione dipenderà principalmente dall’essere disposti o meno ad accettare eventuali rischi per la salute che derivano dall’iniettare un preparato che deriva dal sangue altrui. È significativo il fatto che il sistema circolatorio della donna incinta è separato da quello del feto; spesso madre e bambino hanno gruppi sanguigni diversi. Il sangue della madre non passa al feto. La parte corpuscolata (cellulare) del sangue materno non attraversa la barriera placentare così da entrare nel sangue del feto, né l’attraversa il plasma in quanto tale. Infatti, se per qualche lesione il sangue della madre e quello del feto si mischiano, si possono sviluppare in seguito problemi di salute (incompatibilità Rh o ABO). Ciò nonostante, alcune sostanze contenute nel plasma passano nel sistema circolatorio del feto. È così anche per le proteine del plasma, come le immunoglobuline e l’albumina? Sì, per alcune di esse è così. Nella donna incinta vi è un meccanismo attivo in virtù del quale alcune immunoglobuline passano dal sangue della madre a quello del nascituro. Visto che in tutte le gravidanze vi è questo naturale flusso di anticorpi al feto, i bambini nascono con un certo grado di immunità nei confronti di determinate infezioni. Un discorso analogo vale per l’albumina, che i medici possono prescrivere nel trattamento dello shock o in altre situazioni. Ricerche mediche hanno dimostrato che l’albumina del plasma viene trasportata anch’essa dalla madre al feto attraverso la placenta, anche se in maniera meno efficiente. Il fatto che alcune frazioni proteiche del plasma passino naturalmente nel sistema circolatorio di un altro individuo (il feto) può essere un altro elemento da prendere in considerazione quando un cristiano decide se accettare o no iniezioni di immunoglobuline, di albumina o di analoghe frazioni del plasma. Alcuni, in buona coscienza, possono ritenere di poterle accettare; altri possono concludere di non poterle accettare. Ciascuno deve decidere personalmente dinanzi a Dio.

2000
Usare frazioni di sangue continua ad essere questione di coscienza,
ma si da il via libera anche alle frazioni di globuli rossi e globuli bianchi
La Torre di Guardia 15/6/2000 pag 29:

“Comunque, dato che il sangue può essere lavorato oltre tali componenti principali, sorgono domande sulle frazioni derivate dai suoi componenti principali. Come vengono usate tali frazioni e cosa dovrebbe valutare il cristiano prima di decidere in merito?

Il sangue è una sostanza complessa. Il plasma stesso — che è per il 90 per cento acqua — contiene una quantità di ormoni, sali inorganici, enzimi e sostanze nutritizie, fra cui minerali e zucchero. Il plasma contiene anche proteine come l’albumina, fattori della coagulazione e anticorpi che combattono le malattie. Vengono isolate e impiegate varie proteine del plasma. Per esempio, agli emofilici, che sono soggetti a emorragie, viene somministrato il fattore VIII. Oppure, a una persona esposta a certe malattie i medici possono prescrivere iniezioni di gammaglobuline, estratte dal plasma sanguigno di persone che hanno già sviluppato l’immunità. In campo medico vengono usate anche altre proteine del plasma, ma quanto sopra illustra come si possono ricavare delle frazioni da un componente principale del sangue (in questo caso dal plasma).

Proprio come dal plasma sanguigno si possono ricavare varie frazioni, così anche dagli altri componenti principali (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) si possono isolare delle parti più piccole. Per esempio, dai globuli bianchi si possono ricavare interferoni e interleuchine, usati per curare certe infezioni virali e tumori. Dalle piastrine si può estrarre un fattore che favorisce la guarigione delle ferite. E sono in arrivo altri medicinali ottenuti (almeno inizialmente) da sostanze estratte da componenti del sangue. Queste terapie non consistono in trasfusioni di quei componenti principali: di solito hanno a che fare con parti o frazioni d’essi. Il cristiano dovrebbe accettare queste frazioni per scopi terapeutici? Non siamo in grado di dirlo. La Bibbia non fornisce particolari, per cui il cristiano deve decidere secondo la propria coscienza dinanzi a Dio.

Alcuni rifiutano qualunque derivato del sangue (comprese le frazioni che conferiscono una temporanea immunità passiva). Per loro questo è ciò che significa il comando di Dio di ‘astenersi dal sangue’. Il loro ragionamento è che secondo la legge che Dio diede a Israele il sangue tolto da una creatura doveva essere ‘versato al suolo’. (Deuteronomio 12:22-24) Che importanza ha questo? Ebbene, per preparare gammaglobuline, fattori coagulanti estratti dal sangue e via dicendo, è necessario raccogliere il sangue e lavorarlo. Perciò alcuni cristiani rifiutano questi prodotti, così come rifiutano le trasfusioni di sangue intero o dei suoi quattro componenti principali. La loro coscienziosa presa di posizione dovrebbe essere rispettata.

Altri cristiani decidono in maniera diversa. Anch’essi rifiutano le trasfusioni di sangue intero e di globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e plasma. Tuttavia possono acconsentire che un medico li curi con una frazione estratta da uno dei componenti principali. Anche in questo caso possono esserci posizioni differenziate. Un cristiano potrebbe accettare un’iniezione di gammaglobuline, ma potrebbe non accettare un’iniezione di una sostanza estratta dai globuli rossi o dai globuli bianchi, oppure potrebbe accettarla. Tutto considerato, cosa potrebbe portare alcuni cristiani a concludere che possono accettare frazioni del sangue?

La rubrica “Domande dai lettori” della Torre di Guardia del 1° giugno 1990 osservava che certe proteine del plasma (quindi frazioni) passano dal sangue della donna incinta nel sistema circolatorio del feto. Così la madre trasmette al figlio le immunoglobuline, che gli conferiscono una preziosa immunità. Separatamente, mentre i globuli rossi del feto completano il loro normale ciclo vitale, la sostanza in essi contenuta che trasporta l’ossigeno subisce un processo di scissione. In parte diventa bilirubina, che passa nella madre attraverso la placenta e viene quindi escreta con i suoi rifiuti organici. Da ciò alcuni cristiani traggono la conclusione che, visto che frazioni del sangue passano da una persona all’altra in un contesto naturale come questo, essi possono accettare una frazione del sangue derivata dal plasma o dalle cellule ematiche.

Il fatto che le opinioni e le decisioni di coscienza possano differire significa che la questione sia irrilevante? No. È seria. Alla base c’è però un concetto semplice. Quanto sopra indica che i testimoni di Geova rifiutano trasfusioni sia di sangue intero che dei suoi componenti principali. La Bibbia comanda ai cristiani di ‘astenersi dalle cose sacrificate agli idoli e dal sangue e dalla fornicazione’. (Atti 15:29) Al di là di ciò, quando si tratta di frazioni di uno qualsiasi dei componenti principali, ciascun cristiano, dopo aver considerato la cosa attentamente e in preghiera, deve decidere personalmente secondo coscienza"

I testimoni di Geova asseriscono che la guida dello spirito santo di Dio è graduale, "la luce risplende sempre di più man mano che il giorno si avvicina", ma qui la luce non è graduale, è a intermittenza; questo "spirito di Dio" risulta essere schizofrenico nel guidare questo "unico canale che Dio usa", altrimenti non ci sarebbero stati tutti questi andirivieni di spiegazioni, che, come detto più volte, in questi casi riguardano la vita dei singoli testimoni, vita che è nelle mani di chi impartisce simili spiegazioni.

Il Corpo Direttivo è responsabile di una moltitudine di morti che avrebbe potuto evitare.

Ora è giunta l'ora di affrontare l'argomento trasfusioni: se il Corpo Direttivo si è sbagliato così tante volte nell'interpretare le scritture bibliche, chi ci dice che anche in questo caso non si stia sbagliando? La legge è stata messa in croce con Cristo, quindi tutti i divieti che essa conteneva non sono più validi per un cristiano, compresi i divieti sul sangue.
Che dire quindi dell'unica scrittura di Atti 15:29 contenuta nel NT?
E' così chiaro che il generico "astenersi dal sangue" implichi non ricevere trasfusioni di sangue?
Credete veramente che duemila anni orsono gli apostoli pensassero alle moderne trasfusioni e le facessero rientrare in quel divieto?
Siete disposti a morire per una interpretazione che il fallibile Corpo Direttivo elargisce su tale questione, Corpo direttivo che ha sbagliato in questioni simili tutte queste volte?

Supplico i Testimoni di farsi questa domanda e di rispondere alla luce di quanto abbiamo trattato fino ad ora.

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