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Sunday, 25 June 2017 02:06
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:: STORIA E DOTTRINA ::

La profezia dell'albero e i "sette tempi dei gentili"

L'albero che tu hai visto, grande e robusto, la cui cima giungeva fino al cielo e si poteva vedere da tutta la terra e le cui foglie erano belle e i suoi frutti abbondanti e in cui c'era da mangiare per tutti e sotto il quale dimoravano le bestie della terra e sui cui rami facevano il nido gli uccelli del cielo, sei tu, re, che sei diventato grande e forte; la tua grandezza è cresciuta, è giunta al cielo e il tuo dominio si è esteso sino ai confini della terra. Che il re abbia visto un vigilante, un santo che scendeva dal cielo e diceva: Tagliate l'albero, spezzatelo, però lasciate nella terra il ceppo delle sue radici legato con catene di ferro e di bronzo fra l'erba della campagna e sia bagnato dalla rugiada del cielo e abbia sorte comune con le bestie della terra, finché sette tempi siano passati su di lui, questa, o re, ne è la spiegazione e questo è il decreto dell'Altissimo, che deve essere eseguito sopra il re, mio signore: Tu sarai cacciato dal consorzio umano e la tua dimora sarà con le bestie della terra; ti pascerai d'erba come i buoi e sarai bagnato dalla rugiada del cielo; sette tempi passeranno su di te, finché tu riconosca che l'Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo dà a chi vuole. - Daniele cap. 4:17-22 (CEI)

Secondo gli insegnamenti del Corpo Direttivo (CD) dei Testimoni di Geova (TdG) la data del 1914 sarebbe stata predetta nella Bibbia nelle succitate parole di Daniele.

Ecco come una loro pubblicazione espone questo insegnamento:

*** bh p. 217 Il 1914: un anno importante nelle profezie bibliche ***

Gesù indicò che i Gentili avrebbero governato per un determinato periodo di tempo. In Daniele capitolo 4 troviamo la chiave per sapere quanto sarebbe durato questo periodo. Viene descritto un sogno profetico di Nabucodonosor, re di Babilonia. Questi vide un albero immenso che veniva abbattuto. Il suo ceppo non poteva ricrescere perché era stretto da legami di ferro e di rame. Poi un angelo dichiarava: "Passino su di esso sette tempi". - Daniele 4:10-16.

Nella Bibbia gli alberi sono a volte usati per rappresentare il dominio. (Ezechiele 17:22-24; 31:2-5) Perciò l'abbattimento del simbolico albero indica il modo in cui il dominio di Dio, rappresentato dai re di Gerusalemme, sarebbe stato interrotto. Tuttavia la visione avvertiva che 'Gerusalemme sarebbe stata calpestata' solo temporaneamente, per un periodo di "sette tempi". Quanto doveva durare quel periodo?

Rivelazione 12:6, 14 indica che tre tempi e mezzo equivalgono a "milleduecentosessanta giorni". "Sette tempi" sarebbero durati il doppio, cioè 2.520 giorni. Ma le nazioni non smisero di 'calpestare' il dominio di Dio solamente 2.520 giorni dopo la caduta di Gerusalemme. Evidentemente la profezia riguarda un periodo di tempo molto più lungo. In base a Numeri 14:34 ed Ezechiele 4:6, che parlano di "un giorno per un anno", i "sette tempi" dovevano durare 2.520 anni.

I 2.520 anni iniziarono nell'ottobre del 607 a.E.V., anno in cui Gerusalemme cadde in mano ai babilonesi e il re della discendenza di Davide fu deposto. Finirono nell'ottobre del 1914. Fu allora che terminarono "i tempi fissati delle nazioni" e Gesù Cristo venne insediato da Dio quale Re celeste.

Ecco come i TdG illustrano questa interpretazione in un loro libro:

Libro "Potete vivere per sempre", p. 141

I "sette tempi dei gentili" vengono quindi visti dai TdG come una sicura profezia riportata nella Bibbia, il cui adempimento scandirebbe l'inizio del "tempo della fine", avvenuto, secondo i TdG, nel 1914.

Diversi sono gli aspetti del tutto errati e privi di fondamento di questa "esegesi" prodotta dal Corpo Direttivo, fra cui, innanzitutto, la chiara e matematica certezza della caduta di Gerusalemme nel 587 a. C. , corroborata da tutte le prove storiche a nostro carico. [1] Viene quindi a mancare il punto di partenza di tale "profezia" , in quanto i TdG pongono la caduta di Gerusalemme nel 607 a.C., una data storicamente erronea.

In questa mia analisi però vorrei evidenziare come la "profezia" dei "sette tempi dei gentili" faccia acqua da tutte le parti, non solo per le contraddizioni con le date storiche stabilite dagli studiosi oltre ogni ragionevole dubbio, ma anche nelle basi stesse dell'interpretazione di tale "profezia".

Il tutto nascerebbe dall'idea che la profezia dell'albero di Nabuconosor descritta al capitolo 4 di Daniele abbia un secondo adempimento profetico maggiore rispetto alla sola pazzia del re babilonese durata sette anni. Quali sono i punti della dottrina dei TdG al riguardo?

1) la profezia dell'albero riguarda il Regno di Dio, o "Israele Spirituale", in cui viene profetizzato che Israele perderà il suo regno per sette tempi per poi ritornare ad avere il regno in eterno (e questo avverrebbe con l'insediamento al trono di Gesù Cristo nel 1914);

2) i 2520 anni di durata totale dei "sette tempi dei gentili" sono calcolati facendo un raffronto con il capitolo 12 del libro dell'Apocalisse dove viene detto che 'dei tempi, un tempo e la metà di un tempo' equivalgono a 1260 giorni; siccome di solito con l'espressione 'dei tempi' nella cultura ebraica si intendevano due tempi, allora diventerebbe: due tempi + un tempo + la metà di un tempo = 3 tempi e mezzo. Questi tre tempi e mezzo equivarrebbero a 1260 giorni, onde per cui sette tempi (quelli della profezia dell'albero di Nabucodonosor) sarebbero 2520 giorni. Applicando poi un'altra scrittura in cui si dice 'un giorno per un anno' i TdG equiparano quindi i 2520 giorni a 2520 anni, e facendoli partire dalla data del 607 a.C. - data dimostrata erronea da tutto il mondo accademico degli studiosi - si arriva al fatidico 1914 d.C.

Questo in poche parole il riassunto dei "sette tempi dei gentili" secondo l'ottica profetica del Corpo Direttivo.

Ciò che vorrei mettere in evidenza è quanto debole e assolutamente impossibile sia la formulazione di una profezia di questo tipo, e non solo perché Gerusalemme non è caduta nel 607 a.C. ma basandomi solo sull'analisi, puramente logica e razionale, di tale costruzione dottrinale alla luce delle stesse Scritture, che demoliscono totalmente il suo cardine esistenziale.

Partiamo dal primo punto: è vero che la profezia dell'albero di Nabucodonosor ha un secondo adempimento profetico? Infatti l'adempimento vero e proprio, come sostengono anche gli stessi TdG, si è avuto con la pazzia durata sette anni del re Nabucodonosor. I TdG però dicono che giacché il libro di Daniele coinvolge il Regno di Dio allora deve avere un secondo adempimento profetico.

Questa loro asserzione è falsa come dimostra la stessa Scrittura di Daniele:

13 Nelle visioni che ebbi, mentre ero a letto, vidi uno dei santi veglianti scendere dal cielo 14 e gridare con forza: "Abbattete l'albero e tagliate i suoi rami; scotete il fogliame e disperdete il suo frutto; fuggano gli animali dalla sua ombra e gli uccelli dai suoi rami! 15 Però, lasciate in terra il ceppo e le sue radici, ma legati con catene di ferro e di bronzo, tra l'erba dei campi; sia bagnato dalla rugiada del cielo e, come gli animali, abbia in sorte l'erba della terra. 16 Gli sia cambiato il cuore; invece di un cuore umano, gli sia dato un cuore di bestia; e passino su di lui sette tempi. 17 Questa è la decisione dei veglianti e la sentenza proviene dai santi, affinché i viventi sappiano che l'Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo dà a chi vuole, e vi innalza il più misero degli uomini".

Quindi la decisione dei santi e dei vigilanti, tradotto in parole povere "la volontà dall'alto", stabilì che Nabucodonosor diventasse pazzo affinché si sapesse che Dio domina sul regno degli uomini e che Egli può fare ciò che vuole. Ecco, questo è lo scopo della profezia dell'albero: far capire che Dio governa sull'uomo e che l'uomo di fronte a lui non può nulla. Come afferma il versetto, Dio può anche innalzare il più misero degli uomini sul dominio della terra.

Qualche TdG in passato mi ha fatto notare che nell'espressione 'il più misero degli uomini' vi sarebbe una chiara allusione a Gesù Cristo. Ergo, a suo dire, "questa sarebbe una dimostrazione che il sogno di Nabucodonosor non riguarda solo i suoi tempi ma anche il Regno di Dio, ristabilito da Cristo nel 1914".

In realtà però questa è una forzatura di ciò che leggiamo nel racconto, è un andare oltre ciò che le Scritture nella loro semplicità dicono.

Le Scritture indicano il solo e semplice concetto che Dio è superiore a qualsiasi governo umano e che quindi (iperbole) potrebbe dare il dominio umano anche al più misero degli uomini.

Questa spiegazione è già più che sufficiente senza scomodare Gesù e il suo ruolo di Re dell'Israele Spirituale.

Senza contare che nel passo biblico è scritto chiaramente 'regno degli uomini' e non 'regno di Dio', cosa che dovrebbe renderci chiaro che il sogno profetico di Nabucodonosor e il suo adempimento nei suoi sette anni di pazzia aveva lo scopo di far capire che Dio fa del 'regno degli uomini' (leggi: le potenze politiche) ciò che vuole.

Tutto ciò non ha nulla a che vedere con il Regno di Israele né carnale né spirituale.

Ma questo i TdG non potranno mai capirlo finché non si rendono conto che il 'tempo della fine' per cui secondo loro è stato scritto il libro di Daniele, non comincia all'alba della loro storia ma è già cominciato nel 33 d.C., quando apostoli e discepoli presente alla Pentecoste ricevettero lo Spirito Santo manifestato nelle lingue di fuoco sul capo. Dice infatti l'apostolo Pietro in Atti 2:14-19:

Ma Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e parlò loro così:
"Uomini di Giudea, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo, e ascoltate attentamente le mie parole. 15 Questi non sono ubriachi, come voi supponete, perché è soltanto la terza ora del giorno;
ma questo è quanto fu annunziato per mezzo del profeta Gioele:
"Avverrà negli ultimi giorni", dice Dio, "che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni.
Anche sui miei servi e sulle mie serve, in quei giorni, spanderò il mio Spirito, e profetizzeranno. Farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra, sangue e fuoco, e vapore di fumo.

L'apostolo Pietro applica una scrittura del profeta Gioele a quello che stava succedendo sui discepoli nel giorno della Pentecoste. Interessante notare che per Pietro erano già cominciati gli 'ultimi giorni'. Essendo quindi glli 'ultimi giorni' già cominciati nel 33 d.C. cade tutta l'ottica del CD che filtra in maniera distorta il libro di Daniele e quindi anche il sogno dell'albero di Nabucodonosor. [2]

A disfavore della tesi dei "sette tempi dei gentili" poi c'è da considerare anche il fatto che gli adempimenti secondari di una profezia dovrebbe essere la Scrittura stessa a rivelarceli chiaramente. Ad esempio in Atti capitolo 2 l'apostolo Pietro fa capire chiaramente che Gioele si stava adempiendo in quel giorno col versamento dello Spirito Santo.

Riguardo al sogno dell'albero di Nabucodonosor invece non abbiamo alcuna dichiarazione biblica esplicita che faccia capire che ci sia un secondo adempimento! Già tutto questo dovrebbe inficiare completamente l'interpretazione dei TdG di Daniele cap. 4.

Volendo comunque essere scrupolosi fino in fondo, possiamo anche ignorare tale evidenza e accettare, per amore del ragionamento, che questo secondo adempimento del sogno dell'albero sia reale e che riguardi il Regno di Dio. E' corretto a questo punto il calcolo dei 2520 anni?

Assolutamente no! Perché esso parte dall'associazione non dimostrata del libro di Daniele con il libro dell'Apocalisse. Chi ha detto, infatti, che la durata di ognuno dei tempi di Daniele debba essere la stessa di ognuno dei tempi di Apocalisse? Questo fatto non è affatto dimostrato ma il CD lo prende per assodato, senza contare che i due libri sono stati scritti in epoche e contesti storici differenti. Ergo, tutta la costruzione del calcolo cade.

Ma, sempre perché vogliamo essere scrupolosi, ammettiamo che la durata di un tempo di Daniele sia pari a quella della durata di un tempo di Apocalisse: chi l'ha detto che i tempi descritti nel capitolo 12 di Apocalisse siano davvero tre e mezzo? All'inizio di questa pagina ho scritto che solitamente quando in ebraico si usa l'espressione 'dei tempi' ci si riferisce a due tempi, ma solitamente non significa sempre, ergo non lo si può prendere come un dato di fatto, come fanno i TdG!

Ancora una volta la costruzione fantastica dei 2520 anni viene a cadere come un castello di carte: infatti altro non è che un'ipotesi azzardata basata su alcuni presupposti, chiaramente errati, e altri di non scontata interpretazione che rendono di fatto impossibile attribuire alla Bibbia questo calcolo cronologico profetico: si tratta più che altro di fervida speculazione scaturita dall'immaginazione umana.

Mi vien da sorridere quando penso che spesso i TdG chiedono ai Trinitari delle chiare ed evidenti prove schiaccianti della Trinità quando loro costruiscono vere e proprie dottrine profetiche e cronologiche senza alcuna evidenza scritturale. Come si dice, "doppio peso e doppia misura"! Ma almeno la Trinità nella Scrittura la si scorge; i 2520 anni che vanno dal 607 a.C. al 1914 d.C. non si scorgono da nessuna parte, giacché il sogno di Nabucodonosor ha a che fare con il 'regno degli uomini' e testimonia a tutte le genti semplicemente che Dio è più potente di qualunque potenza politica!

Gianluca (dal forum)

[1] Consiglio, per farsi una panoramica della schiacciante evidenza dell'erronea attribuzione del 607 alla caduta di Gerusalemme, la consultazione di questa pagina http://www.testimonigeova.com/capitoloquinto.htm , che mette in luce l'erroneità della cronologia dei TdG in relazione alle date babilonesi.

[2] Si veda la seguente pagina: www.infotdgeova.it/profezie/tempo.php

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