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:: STORIA E DOTTRINA :: "Dialogo, tolleranza o scontro con
i testimoni di Geova" Tesi di laurea in Scienze
Religiose Prima parte Seconda parte INTRODUZIONE Nel 1996, dopo aver partecipato ad una serie di incontri sui testimoni di Geova, tenutisi presso la parrocchia di San Pietro Apostolo in Campobasso, iniziai ad interessarmi al geovismo.[1] La domanda che spesso mi ponevo era: come mai tanti cattolici abbandonano la propria fede per aderire a questo credo? Confesso che otto anni fa, i miei primi tentativi di comunicazione con i testimoni di Geova si rivelarono degli inutili dialoghi tra sordi, ma, nonostante gli insuccessi iniziali, non volli accettare l’idea che con loro il dialogo non fose mai possibile e decisi che, se volevo continuare il percorso iniziato, avevo bisogno di approfondire la mia fede ed avere una preparazione adeguata. Nel 2000, perciò, mi iscrissi all’Istituto Superiore di Scienze Religiose della mia città e, contestualmente, iniziai a raccogliere ogni sorta di materiale, principalmente letteratura, della Società Torre di Guardia e quant’altro potesse risultarmi utile per conoscere e approfondire il fenomeno dei testimoni di Geova.[2] A conclusione del mio percorso di studi, il bagaglio dogmatico e dottrinale acquisito mi consente da una parte di confrontare, con visione cattolica, le eresie del geovismo e dall’altra di conservare un occhio attento all’uomo testimone di Geova al fine di individuare, non senza poche difficoltà, cosa possiamo o dobbiamo fare noi cattolici. La mia breve esperienza mi ha portato a concludere che: 1. La realtà dei testimoni di Geova non è uniforme: c’è il principiante, il militante, il testimone di Geova in crisi, l’ex testimone di Geova, senza parlare delle situazioni particolari (si pensi, ad esempio, a chi ha il problema in famiglia). 2. E’ vero che, se mancano certe condizioni, è meglio non discutere con i testimoni di Geova, ma la rimozione degli ostacoli dipende da ambedue le parti. Da parte cattolica sono indispensabili amore e rispetto per le persone (anche quando non se ne possono condividere le idee e i comportamenti); fondatezza nella fede e nella dottrina cattolica; conoscenza degli insegnamenti e della metodologia seguita dai testimoni di Geova. 3. In ogni caso, anche quando il dialogo non è possibile, è necessario assumere comportamenti maturi e rispettosi. È ovvio che l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dei testimoni di Geova (e dei movimenti religiosi alternativi in genere) non può essere paritario come rispetto alle religioni tradizionali. Il Vaticano II, in rapporto alle religioni diverse da quella cattolica, così si esprime: …le religioni che si trovano nel mondo intero si sforzano di superare, in vari modi, l’inquietudine del cuore umano proponendo delle vie, cioè dottrine, precetti di vita e riti sacri. La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni.[3] Lo scopo del dialogo con le religioni è pertanto, quello di scoprire quanto di verità, di santo e di bene di Dio, mediante la Parola e lo Spirito, ha diffuso in esse affinché con un processo di assunzione, purificazione ed elezione[4] si possano condurre alla fede cristiana le persone che appartengono a quelle tradizioni religiose. Il dialogo, quindi, non sostituisce l’annuncio, ma lo precede e lo accompagna. Nella mia stesura, prima di passare al cosa fare, ho ritenuto opportuno tratteggiare una conoscenza, sia pur minima, della genesi e dello sviluppo della Società Torre di Guardia, anche a livello regionale (con ricerche personali); proseguendo il percorso, nelle dinamiche psico-sociali dell’affiliazione e della fuoriuscita del testimone di Geova, questo per meglio comprendere il carattere drammatico, a molti non conosciuta, di questo fenomeno. Per amore alla verità io non posso tacere: il silenzio, infatti, è la più grave mancanza di carità e significa tradire Gesù e il suo Vangelo e la verità di Cristo si manifesta nell’amore verso il prossimo.
CAPITOLO I I TESTIMONI DI GEOVA 1.0. Sintesi storica dei Testimoni di Geova. La Società Torre di Guardia,[5]dei testimoni di Geova,[6] fu fondata nel 1881 negli Stati Uniti, come organizzazione editoriale,[7] al commerciante Charles Taze Russell (1852 - 1916). Russell e i suoi seguaci, all’epoca chiamati Studenti biblici o Studenti Internazionali della Bibbia,[8] si rifacevano alla lettura della Bibbia per diffondere dottrine millenaristiche e apocalittiche. Russell sosteneva che Gesù Cristo sarebbe di nuovo venuto in terra nel 1914 per giudicare tutti gli uomini, sterminare gli empi ed inaugurare un’epoca millenaria di pace e felicità per i fedeli seguaci di Geova. Nel 1917 fu eletto presidente Joseph F. Rutherford (1869 - 1942), che organizzò la società secondo schemi caratterizzati da un maggior efficientismo. Sfruttò al massimo l’influenza della stampa diffondendo in tutto il mondo libri, opuscoli e riviste in milioni di copie. Ancora una volta venne preannunciata la fine del mondo; questa sarebbe arrivata nel 1925 con una novità e cioè la risurrezione dei prìncipi e patriarchi dell’Antico Testamento: Abramo, Isacco, Giacobbe ecc., i quali avrebbero guidato i tdG nell’opera di restaurazione della terra fino a trasformarla in un paradiso. Proprio per questo motivo, a San Diego in California, venne fatta costruire una dimora chiamata Beth-Sarim (casa dei prìncipi);[9] nel 1927 si proibì di mangiare sangue (le trasfusioni erano consentite). Nel 1931 la società venne rinominata: nacquero i Testimoni di Geova.[10]Fu rigettata la Croce quale simbolo pagano e si affermò che Gesù, in realtà, sia morto su un palo. Vennero eliminate tutte le feste religiose comprese Natale e Pasqua; le vaccinazioni vennero considerate una diretta violazione del patto eterno che Dio stipulò con Noè dopo il diluvio;[11] dal 1932 divenne obbligatorio la predicazione di casa in casa e dal 1935 venne proclamata una dottrina secondo la quale i tdG si dividono in due classi (i 144.000 o unti e lealtre pecore o grande folla che possono aspirare ad altrettante speranze: una celeste e l’altra terrena.[12] Nel 1942 a Rutherford successe Natan Homer Knorr[13] (1906 - 1977) il quale apportò una serie di importanti correzioni allo statuto originario (1944). Questo abile stratega , gettò le basi per l’espansione mondiale del movimento fondando nel 1942, la prima scuola missionaria dei tdG che venne chiamata Scuola missionaria di Galaad con sede in una fattoria presso South Lansing, nello stato di New York. Il compito di questa scuola consisteva nel preparare i giovani evangelizzatori tdG che, anno dopo anno, venivano inviati in diverse parti del mondo.[14] Sotto la presidenza di Knorr, al congresso internazionale dei tdG, che si tenne a New York dal 30 luglio al 6 agosto 1950, venne presentata la Traduzione del Nuovo Mondo delle Scritture Greche Cristiane in inglese[15] che tutt’oggi costituisce l’unica Bibbia considerata valida dai tdG. venne, inoltre, abolito il divieto delle vaccinazioni.[16] Sulla scia dei suoi predecessori, Knorr, annunciò un’altra data per la fine del mondo: il 1975,[17] ma a distanza di pochi mesi venne smentita la profezia.[18] Il delirio escatologico che si impadronì dei tdG e la conseguente delusione patita per la mancata realizzazione della profezia, portò tantissimi affiliati ad abbandonare le fila della società. Nel 1961 accettare una trasfusione divenne un divieto ufficiale e vincolante per tutti i tdG, pena la disassociazione (l’espulsione o scomunica).[19] L’8 giugno 1977 morto il presidente Knorr, la presidenza dell’organizzazione fu assunta da Frederick William Franz (1893 - 1992). Questi, nei primi mesi della sua direzione, impiegò tutte le sue energie per risolvere la grave crisi che scuoteva gli affiliati dell’intera struttura per la delusione di non aver visto l’avvento del millennio nel 1975. Franz, inoltre, istituì la Scuola del Servizio di Pionieri, che tutt’oggi, provvede all’addestramento specializzato di evangelizzatori impegnati a tempo pieno. Sottoporsi ad un trapianto d’organi divenne una questione di coscienza. (purchè si evitassero le trasfusioni di sangue)[20] e venne additato il 2000 come termine di questo sistema di cose.[21] Nel 1993, Milton Henschel (1921 - 2003) prese il posto di Franz. Il nuovo presidente da un lato conservò la stretta ortodossia delle precedenti amministrazioni e dall’altra si rese protagonista di una reinterpretazione di alcuni capisaldi dottrinali, soprattutto in tema di escatologia; venne abbandonata, infatti, anche perché ormai aritmeticamente insostenibile, la data del 1914 come inizio della fine. Da allora la generazione di Mt 24, 34 venne esposta in senso non cronologico. Giovanissimo, M. Henschel era entrato a far parte del personale della sede mondiale di Brooklyn, dove lavorò per oltre 60 anni. Nel 1939 divenne segretario di N.H. Knorr e gli fu vicino fino alla morte.[22] Per motivi di salute, Henschel, si dimise nel 2000. Al suo posto venne eletto il settantacinquenne Don Adams, attuale sesto presidente della STG, membro della grande folla o altre pecore. Questa elezione rappresenta un cambiamento significativo in quanto, grazie ad esso, per la prima volta, si permette a coloro che non sono unti[23] di accedere ad incarichi così importanti.[24] Don Adams conosce molto bene la Betel[25] di Brooklyn in quanto vi ha vissuto per 54 anni. E’ stato segretario particolare di Natan Knorr, terzo presidente della STG dal 1942 al 1977 ed è anche responsabile per l’attività missionaria. Recentemente, come gli altri suoi predecessori, sotto la sua presidenza, viene indicato il 2034 come una nuova scadenza per la fine di questo sistema di cose.[26] 1.1. La dottrina. Presentare il catechismo dei tdG è un’impresa non certamente facile perché esso è disseminato in molte loro pubblicazioni ed è in continua trasformazione. Al centro dottrina dei tdG c’è l’anno 1914[27] in cui, secondo Russell, ci sarebbe stata la fine del mondo e la venuta visibile di Gesù Cristo o, stando ai successivi intendimenti, la sua venuta invisibile sulla terra e nel 1918 l’intronizzazione invisibile in cielo con i 144.000 morti prima di allora. I tdG non accettano Gesù in quanto Figlio di Dio, vero Dio e vero uomo[28], non ammettono la Sua mediazione per tutto il genere umano[29] (così come è apertamente dichiarato nel secondo capitolo della prima lettera di Paolo a Timoteo) e rifiutano la Santissima Trinità: negano il mistero trinitario di Dio in quanto, a loro avviso, si tratterebbe di una dottrina babilonese.[30] I tdG contestano la divinità dello Spirito Santo,[31] riducendolo a una forza impersonale; non ammettono i sacramenti e negano 1'immortalità dell'anima.[32] Essi, inoltre, sono assillati da Satana, il quale secondo loro, governa il mondo mediante la cosiddetta empia triade: la politica, il commercio e le religioni, specialmente quella cattolica.[33] Geova, però, distruggerà presto questo malvagio sistema di cose nella battaglia di Armaghedon,[34] cioè la guerra del grande giorno di Dio[35] in cui Dio stesso starebbe a fianco del giusto per porre fine ai tempi degli infedeli e al dominio degli uomini imperfetti per portarlo alla vittoria. I giusti, i tdG, sopravvivranno[36] ed il regno di Dio inizierà visibilmente su una terra paradisiaca.[37] Dopo la strage di Armaghedon il mondo continuerà ancora per mille anni, mentre Satana sarà reso inoffensivo negli abissi.[38] Allo scadere dei mille anni gli uomini saranno, ancora una volta, messi alla prova: Satana sarà liberato e tenterà ciascun uomo per l’ultima volta al male. Chi resterà fedele a Geova continuerà a vivere per sempre sulla terra, chi invece si ribellerà sarà annientato insieme a Satana e ai suoi demoni.[39] 1.2. Quale Bibbia. Fino al 1950 i tdG non possedevano una propria traduzione della Bibbia. Tra il 1950 e il 1960, la STG pubblicò, in inglese, la Bibbia in sei volumi, con il titolo Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture[40] e con note in calce; i traduttori avrebbero chiesto di rimanere anonimi per umiltà,[41] di conseguenza è impossibile valutarne la competenza. Nel 1967, la TNM fu tradotta dall’inglese in italiano, in un unico volume[42] (anche gli autori di questa traduzione non sono noti). Nella prefazione di quest'edizione italiana, il comitato di traduzione dichiara di aver inserito nel testo sacro le note che, nella precedente edizione in sei volumi, figuravano in calce.[43] Questo non da al lettore alcuna possibilità di distinguere le note dal testo mentre, per la STG, ciò significa maggiore fedeltà al testo stesso.[44] Nel 1986 e 1987 la STG, pubblica due nuove edizioni[45] della TNM in cui la famosa prefazione è stata eliminata ma le note nel testo rimangono. Dunque, nelle ultime due edizioni italiane, la situazione risulta peggiore che nella prima del 1967 in quanto in queste sappiamo di trovare parole umane inserite ma non distinguibili dalle parole sacre mentre, nelle edizioni del 1986 e 1987 ci troviamo alla medesima alterata situazione testuale ma, in più, non abbiamo alcun avvertimento. Come testo critico per il Nuovo Testamento il Corpo Direttivo[46] o Schiavo fedele e discreto,[47] massimo organo di governo dei tdG, ha preso ed ottenuto di ripubblicare quello del 1881 di due studiosi protestanti, B. F. Westcott e F. J. A. Hort, con il titolo di The Kingdom Interlinear Translation of the Greek Scriptures.[48] Questa è una Bibbia in cui mancano alcuni libri dell'Antico Testamento detti deuterocanonici (Tobia, Giuditta, Sapienza, Siracide, Baruc, 1-2 Maccabei). Inoltre la Bibbia usata dai tdG italiani è una traduzione dall'inglese e non dai testi originali. Il testo risulta manipolato in molti versetti,[49] ad esempio, così traducono Matteo 26,26-28: "Prendete e mangiate. Questo significa (sottolineatura mia) il mio corpo...", cambiando, in tal modo, completamente il senso dell'Eucaristia; Romani 10,13 (testo TNM): "Chiunque invoca il nome di Geova (sottolineatura mia) sarà salvato". Lo stesso versetto, nella loro traduzione interlineare,[50] dal greco recita: Poiché “chiunque invoca il nome del Signore sarà salvato”. È ovvio qui il tentativo di confondere le idee poiché si usa il nome Geova al posto di Kyrios (Signore), come appare nel greco originale. Testo CEI: "Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato". I tdG si servono della Bibbia traendo da essa brevi frasi o qualche versetto isolato, sia che vogliano sostenere le loro idee sia che cerchino di mettere in dubbio e poi negare qualche verità della fede cristiana. Risulta, quindi, evidente, che la loro traduzione della Bibbia, contiene una parola di Dio infarcita di parole umane e qualsiasi opera letteraria subisse un trattamento del genere non sarebbe più autentica.[51] I tdG non fanno alcun discorso sulla storicità della Bibbia e quindi sulla progressività della rivelazione di Dio e sulla verità che si deve cercare in essa. Se a volte, parlano di progressività della rivelazione è solo per cambiare le loro interpretazioni della Bibbia. La verità rivelata, per la STG, consiste nel principio della rivelazione progressiva[52] cioè l’interpretazione che essi ne danno e che è monopolio del CD.[53] I tdG, riducendo il concetto di Rivelazione a dettatura, sono costretti ad un esasperante letteralismo che riduce la Bibbia (strumento scritto della Rivelazione) a giustificare le idee del CD. Presentando l’ispirazione come dettatura,[54] trasformano in discorsi fantasiosi il contenuto del Libro Sacro. Ad esempio, presentano Dio che insegna a Adamo la lingua ebraica, così ché Mosè poté scrivere dalle tavolette scritte da Adamo la storia dei cieli e della terra quando furono creati.[55] La Bibbia così perde la sua grande funzione in relazione alla salvezza autentica dell’uomo, e diviene semplicemente un manuale ad uso dei tdG (sottolineatura mia) per garantire loro di entrare in possesso dei 3.700 mq. di terra paradisiaca e di vivere felici per sempre.[56] 1.3. Il Nome di Dio. Il nome di questo movimento religioso fu scelto nel 1931[57] e s'ispira a Isaia 43,10, dove agli Ebrei del tempo è detto: Voi siete miei testimoni oracolo del Signore, miei servi, che io mi sono scelto perché mi conosciate e crediate in me e comprendiate che sono io. Geova è una lettura errata del nome divino, che probabilmente va pronunciato Jahweh anche se questa non è la pronuncia assolutamente sicura. Il CD insegna che non si può entrare in rapporti personali con Dio senza chiamarlo per nome.[58] Questo Nome, vale a dire il tetragramma “YHWH” (così chiamato perché contiene solo le consonanti), in realtà non è presente in nessuno degli antichi manoscritti delle scritture greche - cristiane com’è costretto ad ammettere anche il CD[59] il quale adopera arbitrariamente il nome Geova ben 237 volte pur senza alcuna base razionale. Il nome GEOVA invece, deriva dall’inserimento, fatto dai Masoreti ebrei tra il VI - VIII sec. d.C. delle vocali di ADONAY che aveva il significato di Signore, nel tetragramma, creando così, un ibrido tra un sostantivo ed un verbo.[60] I tdG, dunque, sanno di usare una pronuncia da tutti considerata non attendibile.[61] 1.4. Chi è Gesù Cristo. Per i tdG Gesù è il figlio primogenito di Dio, ma non Dio uguale al Padre; lo chiamano figlio di Dio, ma lo identificano nell’Arcangelo Michele,[62] il quale prestava servizio come portavoce di Dio. Al tempo opportuno Geova trasferì la vita del suo potente figlio spirituale dal cielo al seno della vergine Maria. Gesù terminò la sua vita terrena morendo inchiodato ad un palo (non in croce). Dal 1914 Gesù regna invisibilmente in cielo,[63] coadiuvato, dal 1919, da una parte dei cosiddetti 144.000 eletti o unti.[64] Quando il numero di questi sarà ultimato[65] Geova darà il segnale al suo giustiziere celeste[66] (Gesù-Michele) per eseguire il giudizio contro i suoi nemici.[67] 1.5. Quale Chiesa. I tdG affermano, con la loro Bibbia, che la vera Chiesa di Gesù Cristo è la congregazione di coloro che sono uniti in una sola fede nella Parola di Dio, santificano il nome di Dio, si amano come fratelli, predicando la buona notizia del Regno di Dio e si mantengono separati dal mondo e dalle sue cose.[68] Questa definizione sembra vaga e assai incompleta, in quanto da una parte si afferma che la vera Chiesa di Gesù Cristo è la congregazione dei Testimoni di Geova (fondata da Russell negli USA, nel 1881), dall’altra si esclude ogni riferimento agli Apostoli stabiliti da Cristo e ai Sacramenti. Per comprendere l’abissale differenza sulla concezione della natura e della missione della Chiesa, occorre tener presente il concetto di salvezza che i tdG legano a quello di Teocrazia.[69] Questo concetto assolutista e centralizzatore, è stato creato da Rutherford a cominciare dal 1919. Grazie ad esso vennero creati due fronti contrapposti: da una parte la Chiesa che, specialmente nella sua confessione cattolica, rappresenterebbe il regno di questo mondo, dall’altra la Teocrazia, il regno di Geova. Per il geovismo Dio non è libero di salvare chi lo ama, anche se non ne conosce il nome o altre manifestazioni storiche; o un individuo fa parte della teocrazia o, se lascia passare il millennio della prova, dopo Armaghedon, non gli resta che diventare letame.[70] I tdG hanno abolito la gerarchia apostolica (Vescovi, sacerdoti e diaconi), e ne hanno, invece, istituito una più stretta con al centro gli anziani del CD, (lo Schiavo fedele e discreto)[71] di Brooklyn, i quali pretendono di essere i soli carismatici, i sorveglianti di ogni circoscrizione e i capi di ogni congregazione. Ad esso, e a nessun altro, spetta di stabilire sia gli aspetti dottrinali sia tutte le altre componenti della vita della congregazione mondiale dei tdG.[72] Riguardo ai sacramenti i tdG praticano soltanto il battesimo degli adulti che fanno per immersione e che risulta: … una pubblica dimostrazione, attestante che la persona ha fatto una solenne dedicazione a Geova Dio e si presenta per fare la Sua volontà.[73] In altre parole, il battesimo dei tdG non è sacramento, ma manifestazione di impegno che, venendo assunto come conclusione di una scelta geovista dopo un lungo indottrinamento, pone il tdG nella condizione psicologica di una fedeltà cieca alla STG, con l’assiduo, costante impegno della proclamazione, cioè delle visite di casa in casa, della distribuzione e vendita della stampa nonché del proselitismo più ostinato. I tdG rifiutano, inoltre, l’Eucarestia riducendola ad una semplice Commemorazione annuale della morte del nostro Signore Gesù Cristo mediante la Cena o Pasto serale del Signore[74] che avviene la sera del 14 di Nisan dopo il tramonto (secondo il calendario ebraico,)[75] con rito di pane azzimo e vino rosso, per fare ricordo di quanto Gesù fece la vigilia della sua passione e simboleggiare il sacrificio del suo corpo e del suo sangue. Ad assumere gli emblemi sono soltanto coloro che ritengono far parte dei 144.000[76]. Gli altri sono solo partecipi.[77]
Capitolo II GEOVISMO E SOCIETA’ 2.0. I tdG nel mondo. Nel 2003, a livello mondiale, la STG ha visto una punta massima di 6.429.351 proclamatori distribuiti in 95.919 congregazioni diffuse in 235 stati; 258.845 sono stati i nuovi battezzati; 1.234.796.477 le ore di predicazione; 5.726.509 gli studi biblici; 16.097.622 i presenti alla Commemorazione. Sono stati spesi oltre 80 milioni di dollari per provvedere ai pionieri speciali, missionari e sorveglianti viaggianti impiegati nel campo.[78] L’attività editoriale della STG consiste in un piccolo guadagno moltiplicato per i milioni di pubblicazioni,[79]cibo spirituale,[80] che sono diffuse in tutto il mondo con un sistema capillare di distribuzione e preventivamente acquistate dagli stessi associati.[81] 2.1. La struttura organizzativa dei testimoni di Geova. La STG dei tdG possiede un organo di governo chiamato Governing Body o Corpo Direttivo formato, attualmente, da 13 membri, compreso il presidente, che risiedono negli Stati Uniti a Brooklyn N.Y. 11201-2483 e ai quali sono collegate 8 Corporazioni.[82] Il CD nomina gli anziani locali, i missionari, i responsabili di filiali, i pionieri speciali, ed è l’unico responsabile dell’insegnamento dottrinale trasmesso nelle proprie pubblicazioni. La STG si articola in zone,grandi aree geografiche che riuniscono più filiali o Betel (attualmente 102) che sono le strutture o gruppi di nazioni omogenee. Le filiali, a loro volta, sono divise in distretti, i distretti in circoscrizioni, le circoscrizioni in congregazioni le quali rappresentano le strutture di base ed hanno come luogo d’incontro le Sale del Regno.[83] 2.2. In Italia. In Italia l'inizio dell’attività della STG risale al 1891,[84] quando Russell compì uno dei suoi numerosi viaggi promozionali. Nel 1908 si formò a Pinerolo (To) la prima congregazione italiana dei tdG o Studenti biblici.[85] Quattro anni più tardi, Russell visitò quell’unica comunità formata da circa 40 persone.[86] Nel 1932 la sede italiana fu trasferita a Milano[87] in corso di Porta Nuova, 19 e il nuovo ufficio fu registrato alla locale Camera di Commercio con la denominazione Società Watch Tower, che venne iscritta come “Società per la stampa e la diffusione di libri e trattati biblici”. Nel 1948 la sede italiana si trasferì a Roma[88] in un villino a tre piani di Via Monte Maloia e dal 27 maggio 1972 a tutt’oggi, in via della Bufalotta, 1281.[89] Attualmente i tdG in Italia sono suddivisi in 3.029 congregazioni, hanno circa 1600 edifici per il culto, fra Sale del Regno e Sale delle Assemblee, queste ultime costruite per le riunioni più grandi. Il 2003, ha visto una punta massima di 232.981 proclamatori (il che significa, in proporzione, un proclamatore ogni 249 abitanti), 5.071 nuovi battezzati; alla celebrazione annuale della Cena del Signore hanno assistito 428.982 persone.[90] (nel 1945 si contavano 120 tdG e solo nel 1983 viene superata la soglia delle centomila unità).[91] Le regioni con il maggior numero di affiliati sono: la Lombardia, la Campania, il Lazio, la Sicilia, il Piemonte, la Puglia. Sempre in Italia, ci sono anche varie congregazioni e gruppi (161 in totale: 97 gruppi e 64 congregazioni) di lingua diversa, quali arabi, cinesi, francesi, inglesi, polacchi, portoghesi, romeno, cingalesi, spagnoli e tedeschi.[92] 2.3. Come, quando e quanti nel Molise. Non è stato facile raccogliere dati certi circa le origini del geovismo nel Molise;[93] di certo fino al 1950, qualsiasi tipo di proselitismo da parte di proclamatori tdG, di altre regioni limitrofe, non aveva sortito alcun effetto. fino a quando. Proprio nel 1950 tornarono dal Venezuela due emigranti di Campobasso[94] che, nel suddetto Paese, avevano abbracciato la fede dei tdG. Questi, iniziarono a Campobasso la loro opera di evangelizzazione fino a quando nel 1959 nacque, anche in Molise, la prima Congregazione dei tdG composta da circa venti persone. Da allora, per anni, essi, hanno goduto di una buona pubblicità anche da parte dei media che al tempo delle Assemblee estive[95] dedicavano loro servizi giornalistici, in genere benevoli e pieni di complimenti per l’ordine e la pulizia dei luoghi di riunione. Comunque, fatti recenti di cronaca giudiziaria hanno permesso di vedere non solo gli aspetti esteriori del fenomeno, ma anche drammi nascosti causati da questa ideologia. Nel Molise, attualmente, sono così diffusi: TAB. A
Nel Molise si contano n. 13 Sale del Regno, edifici costruiti dai tdG utilizzati esclusivamente come loro luogo di culto. Della Circoscrizione del Molise fanno parte anche tre Congregazioni della Campania: Morcone, S. Lorenzello e Guardia Sanframondi, tutte in provincia di Benevento. La presenza su territorio molisano dei tdG non è rilevante, essa, infatti, è pari allo 0,32% dell’intera popolazione residente nel Molise che è di 320.801 persone.[97] Il 72% dei tdG nel Molise è composto da donne (857) il restante 28% da uomini (333); ma il dato più rilevante è da ricercarsi tra i giovani tdG. Questi di età compresa tra i 16 e i 28 anni, sono 392 (218 femmine e 174 maschi), e rappresentano il 31,94% dell’intera popolazione dei tdG presenti sul territorio molisano (anche se in realtà bisogna sottolineare che la maggior parte di questi giovani appartengono a famiglie di tdG da due o tre generazioni). Tradizionalmente i tdG costituiscono un popolo separato dalla società in quanto l’attenzione escatologica non ha lasciato loro molto tempo per i divertimenti profani e insieme al conservatorismo teologico e morale, ha causato non poca diffidenza nei confronti dell’educazione scolastica. Questa impressione, infatti, è confermata dalle statistiche riportate nella seguente tabella: TAB. B
Di contro bisogna però anche evidenziare che, da qualche anno a questa parte, si è registrata una maggiore difficoltà di penetrazione del geovismo in regione. Infatti, benché continui ad incrementare il numero dei suoi affiliati, sono necessari sempre maggiori sforzi ed energie per ottenere dei risultati positivi. 2.4. I tdG ed il Governo italiano. La STG approdò, ufficialmente, nel nostro paese nel 1932, registrandosi presso la Camera di Commercio di Milano con la denominazione Società Watch Tower, dove venne iscritta come società per la stampa e la diffusione di libri.[98] Il 2 aprile 1976, in applicazione al Trattato di Amicizia, Commercio e Navigazione fra la Repubblica Italiana e gli Stati Uniti d’America del 2 febbraio 1948, i tdG ottengono un primo riconoscimento governativo. Successivamente, lo Stato Italiano ha loro riconosciuto lo status di Ente Morale con DPR n. 783 del 31 ottobre 1986.[99] Il 20 marzo del 2000 viene sottoscritta l’Intesa (ex art. 8 della Costituzione) da parte del rappresentante della Congregazione cristiana dei testimoni di Geova, Valter Farneti, e del Presidente del Consiglio on. Massimo D’Alema. Il 2 maggio dello stesso anno viene presentata una petizione (ex art. 50 della Costituzione) alla Camera dei Deputati contro la sottoscrizione allo schema d’Intesa con i tdG in Italia, assegnata alla Prima Commissione (n. 1502). Identica petizione è esposta al Senato e assegnata alla Prima Commissione (n. 764), il 23 maggio 2000. Il 17 settembre 2000 la Prima Commissione della Camera dei Deputati tiene un’audizione informale anche con i promotori della petizione popolare, nel corso della quale vengono acquisiti relazioni, documenti e numerose testimonianze con i quali si dava contenuto all’allarme sociale suscitato dalla notizia della sottoscrizione dello schema d’intesa in discussione. Ad oggi la ratifica dell’Intesa con la Congregazione dei tdG è ancora bloccata in Parlamento.
Capitolo III DINAMICHE PSICO - SOCIALI DEL RECLUTAMENTO E DELLA FUORIUSCITA 3.0. Identikit del testimone di Geova. Il tdG di solito, si presenta ben integrato nel personaggio precostituito dalla sua organizzazione. Si considera ambasciatore in sostituzione di Cristo, proclamatore della buona notizia del regno di Dio.[100] Convinto che il suo pellegrinare da una porta all’altra sia guidato e supervisionato degli angeli,[101] si sente investito di un alto incarico. Il suo atteggiamento sarà prevalentemente quello di colui che porta verità assolute, da accettare così come l’organizzazione le spiega e difficilmente accetterà un confronto con il suo interlocutore. A quest’ultimo non resterà che far domande e accontentarsi delle risposte, poiché ogni contrapposizione decisa sarà vissuta dal tdG come volontà di contesa e lui ha ben imparato che lo schiavo del Signore non ha bisogno di contendere, quindi dove non accolgono la vostra parola scuotete la polvere dai vostri sandali e passate oltre. Tale atteggiamento permane, molte volte, anche quando si è già usciti dal gruppo. L’adesione è totale e totalizzante: mete e ambizioni del nuovo tdG diventano quelle del gruppo. Gli affiliati, nel tempo, perdono pian piano la propria individualità, uniformandosi ai ritmi e ai codici di vita imposti. Decidere in un ambiente così strutturato diventa estremamente semplice, la soluzione ai molti problemi della vita, la guida alle giuste azioni, tutto è offerto dall’organizzazione sotto forma di suggerimenti divini. L’affidamento della propria coscienza, produce, di fatto, una sensazione di sollievo, poiché alleggerisce dal peso della responsabilità della scelta. L’affiliato imparerà presto che il cristiano deve distinguersi da quelli del mondo, sarà, pertanto, necessario che il suo abbigliamento sia adeguato[102] e per far questo basterà osservare come vestono i fratelli maturi e imitarli. La trasformazione inizialmente passa attraverso l’aspetto esteriore: taglio dei capelli, scelta dei vestiti, modo di radersi degli uomini, o appropriato uso del trucco per le donne.[103] Tutte queste scelte sono incentivate dal gruppo attraverso suggerimenti o incoraggiamenti che il neofita recepirà come interesse disinteressato nei suoi confronti. In questa prima fase le attenzioni del gruppo saranno tutte rivolte a lui. Gli sembrerà di aver trovato finalmente una vera famiglia dove egli ha sicuramente un posto importante e quindi non è più un anonimo in mezzo ad una folla amorfa, ma una persona speciale che si appresta ad iniziare una nuova vita nell’unico e vero popolo di Dio.[104] Presto la trasformazione, passando attraverso i pensieri e le emozioni, si radica sempre di più in profondità, fino a reprimere la sua vera personalità. Rinnegati ormai gli amici di un tempo, abbandonati i familiari che si oppongono al nuovo credo, per il tdG non esiste alternativa: diviene imperante la necessità di costruirsi una buona reputazione nel gruppo, cosa che gli permetterà, se uomo, di accedere ad incarichi di responsabilità nell’ambito della Congregazione. La preminenza nel gruppo diviene meta ambita poiché, altrimenti, dopo il primo periodo di love bombing (bombardamento d’amore), si ritroverà carico di doveri da assolvere e di fatto senza alcun vero amico con cui condividerli. Il tdG ben presto comprende che se non riesce a mantenere alta la propria reputazione, per lui sarà il confino e se sarà estraniato dal gruppo, non avrà più alcun punto di riferimento. La competizione diventa quindi necessaria per raggiungere la valorizzazione di sé che, altrimenti, rimarrebbe del tutto schiacciata da mille divieti, da continui scoraggiamenti, dall’impossibilità di coltivare l’autostima o la gratificazione dell’io fuori dal mondo geovista. 3.1. Perché si diventa testimoni di Geova. Pur nella varietà dei casi poiché ogni soggetto è diverso dall’altro, le motivazioni fondamentali che spingono alcune persone a diventare tdG sono due: 1. Motivazione teorica: semplicità (apparente) e razionalità della dottrina, la cui autorità è fatta derivare dalla Bibbia; Nella dottrina dei tdG tutto è chiaro e semplice. La verità è tutta nella Bibbia e per capire la Bibbia basta leggere il quindicinale La Torre di Guardia, dove ogni affermazione dottrinale ha (o sembra avere) una indiscutibile pezza di appoggio scritturistica. La Trinità e altri misteri sono una invenzione filosofica (diabolica) dei preti. I tdG si dichiarano gli unici veri cristiani, aventi come unica legge la Bibbia. Nella loro dottrina tutto è (sembra) semplice, chiaro, coerente. 2. Motivazione morale (che è quella decisiva): i tdG danno sempre una definizione di ciò che è bene e ciò che è male: anche questo è chiarito dalla STG. Solo i tdG adempiono il volere di Dio senza compromessi a differenza delle altre Chiese. E’ efficacissima la proclamazione della propria purezza e la più o meno velata denigrazione degli altri, soprattutto della Chiesa cattolica. I mali e le ingiustizie che angosciano l’uomo d’oggi trovano spiegazione e consolazione nel convincimento che l’attuale sistema di cose, dominato da Satana, sta per finire. Dio presto farà giustizia, castigando finalmente i malvagi e premiando i suoi fedeli, vale a dire i tdG. Lo schema è di tipo manicheo: da una parte c’è il bene: Dio-Geova, Gesù-Michele e i suoi seguaci, dall’altra il male: Satana, i demoni e i non-testimoni di Geova. 3.2. Come si diventa testimone di Geova.La maggior parte dei tdG. specialmente in Italia, sono ex cattolici. Ogni caso è a sé, ma, in linea di massima, il passaggio alla nuova religione avviene attraverso le seguenti tappe: 1. Visita o incontro con una coppia di tdG, li si ascolta, o almeno si accetta un loro stampato (di solito La Torre di Guardia e Svegliatevi). L’aggancio può essere la volontà di non essere scortesi, la curiosità, il desiderio di conoscere la Bibbia, la paura della fine del mondo, una ricerca di religiosità non soddisfatta dal proprio credo, l’ammirazione per i tdG, gentili e convinti nonostante gli sgarbi e gli attacchi che ricevono. 2. Se il soggetto ha accettato le loro riviste o almeno il discorso, vuol dire che è un interessato: viene schedato come tale e certamente riceverà visite ulteriori.[105] 3. Gli viene fatta la proposta di uno studio biblico gratuito a domicilio, nascondendogli il fatto che dovrà, al più presto, abbandonare la sua religione.[106] Subito ha l’impressione di fare delle scoperte meravigliose ed esaltanti. Tutto gli sembra chiaro e lineare. Finalmente capisce la Bibbia il cui uso distorto, però, non è in grado di giudicare o sospettare. Riceve spiegazioni semplici e chiare e nella sua mente viene a farsi largo una domanda: Perché i preti non me ne hanno mai parlato? Per ignoranza della Bibbia o per cattiva fede?. Viene a sapere che il dilagare del male ha una sua spiegazione molto chiara: Dio-Geova ha consegnato il mondo nelle mani di Satana. Ora, però, chiari segni dimostrano l’imminenza di un terrificante intervento divino: la battaglia di Armaghedon, nella quale guai a non trovarsi dalla parte giusta: quella dei tdG. 4. Nel frattempo lo studente è sottoposto ad una forte pressione psicologica ed emotiva: attorno al nuovo arrivato c’è un’atmosfera familiare ed accogliente. Gli dicono: Ora sei nella verità, Satana ti attaccherà, ma tu resisti! E infatti, se i familiari lo ostacolano, se gli amici lo canzonano, egli lo vive come un attacco di Satana e si convince ancora di più della sua scelta. Gradatamente comincia a sentire disprezzo e odio verso la Chiesa e i suoi rappresentanti, che sono descritti come colpevoli delle maggiori infamie. Pian piano si distacca dalla fede cattolica e dai suoi usi, considerati pagani e diabolici. Se ha dei dubbi[107] è Satana che tenta.5. Il neo-convertito è presto inviato in predicazione, in compagnia di un tdG esperto. Si sente protagonista. Mette in imbarazzo i cattolici che si trovano nell’ignoranza in cui lui stesso si trovava poco prima. Se riesce a convincere qualcuno è felicissimo; se invece riceve uno sgarbo si sente perseguitato come i primi martiri. 6. Il soggetto riceve il battesimo per immersione che non è un sacramento, ma dimostrazione di un impegno che, venendo assunto come conclusione di una scelta geovista dopo un lungo indottrinamento, pone il tdG nella condizione psicologica di una fedeltà cieca a Geova e alla Torre di Guardia, con l’assiduo, costante impegno della proclamazione, della vendita della stampa, del proselitismo più tenace, pronto per annunciare la prossima fine del mondo passando di casa in casa. Tutto è programmato in modo da non dare spazio e respiro alla riflessione individuale.[108] 3.3. Il testimone di Geova dopo il battesimo. Una volta battezzato, il tdG non ha più diritto di mettere in dubbio neppure una virgola del la Torre di Guardia la cui parola è, di fatto, l’equivalente della Bibbia.[109] Questa rivista ha il ruolo di unico canale di comunicazione tra Geova e i tdG;[110] non gli pesano le cinque adunanze[111] settimanali a cui è sottoposto, né la rinuncia a pur modesti svaghi.[112] La stessa perdita delle precedenti amicizie è compensata dalla fratellanza dei tdG che almeno all’inizio gli sembra vera. Ci si chiede: “Come può una persona con una famiglia ed un lavoro fare tutto ciò?. La risposta dei tdG è semplice: …basta riscattare il tempo. Per loro riscattare il tempo significa rinunciare a fare del lavoro straordinario, per alcuni di loro può significare, addirittura, cambiare lavoro per cercarne uno part-time, rinunciare al progetto di acquisto di una casa o di mobili nuovi o di altri beni non indispensabili. Dopo il battesimo, il neo-tdG viene trattato in maniera molto diversa rispetto a prima. Ora gli sono evidenziati soprattutto i doveri che il nuovo status di tdG esige. Il fatto che tutto è prefissato, lo libera da problemi di coscienza: per compiere la volontà di Dio-Geova, basta eseguire ciò che è stampato sulla rivista Torre di Guardia.[113] La condotta dei tdG è in genere improntata a un notevole moralismo, sostenuto da un forte controllo del gruppo. Essi si vantano della loro buona condotta a cui contrappongono le colpe vere o inventate degli ecclesiastici. Per non far fare brutta figura a Geova[114] essi devono o dovrebbero essere esemplari in tutto: dalla diligenza sul lavoro, al vestito serio, alla pettinatura ordinata, all’auto sempre pulita, ecc.. 3.4. La predicazione. Il primo e più importante comandamento per il tdG è la predicazione di casa in casa e la distribuzione di libri e riviste. La STG, attraverso i suoi canali, raccomanda loro di scegliersi un lavoro che gli lasci tempo a disposizione per predicare e non è raro l’incoraggiamento ad abbandonare la propria attività secolare per dedicarsi completamente alla predicazione.[115] Per ognuno c’è una cartolina di registrazione del proclamatore di congregazione,[116] una scheda sulla quale viene registrata tutta la sua attività: le ore impiegate, le riviste collocate, gli studi biblici condotti, inoltre, ogni tdG deve studiare per prepararsi accuratamente all’opera di predicazione. E’ definito irregolare il tdG che da più di un mese non partecipa all’opera di proclamazione, né compie altre attività al servizio dell’organizzazione. Dopo sei mesi di tale condizione, è automaticamente trasferito nello schedario degli inattivi.[117] Al tdG inattivo l’anziano deve fargli una visita pastorale per stimolarlo, ammonirlo, richiamargli la severità di Geova e all’imminenza della fine. Contrariamente a quanto comunemente si crede, i tdG non sono pagati, ma pagano.[118] Ogni associato deve prenotare e pagare anticipatamente la stampa da distribuire, senza possibilità di resa. Solo i tdG che servono a tempo pieno ricevono una spettanza o dono,[119] cioè una somma che consenta loro di vivere, dato che non possono svolgere alcuna attività lavorativa. 3.5. Problemi familiari. La famiglia dei tdG deve adeguarsi alle norme di comportamento della dottrina a cui aderiscono e che sono oggetto di continuo controllo. Quando tutti i membri sono tdG, in genere si riesce a trovare un proprio equilibrio, mentre, diversa, è la situazione delle famiglie a religione mista. Non è raro il caso in cui la conversione di un membro ai testimoni di Geova provoca cambiamenti psicologici e relazionali tali, che la vita familiare ne resta coinvolta e talora sconvolta. Spesso il neo-tdG, diventa assillante nei confronti dei familiari rimasti pagani (cattolici), da lui considerati satanici e destinati alla ormai imminente distruzione. Altre volte sono i membri cattolici che cercano di ostacolare il passaggio alla nuova religione. In qualche caso si incomincia una reciproca battaglia che risulta sempre più difficile e senza via di uscita. Particolari problemi possono sorgere quando a fuoriuscire dalla Chiesa per aderire ai tdG è il coniuge, cioè la persona con la quale si condividevano fede e valori della vita i quali ad un certo punto vengono rinnegarti. A volte alle coppie di tdG è stato consigliato di non procreare figli perché la fine è imminente ed è quindi più importante dedicare alla predicazione il pochissimo tempo che resta.[120] Quando i figli ci sono, la loro educazione è impostata ad un severo moralismo. Ai ragazzi è vietato fumare, andare in discoteca, partecipare a gare sportive, prendere parte alle elezioni dei rappresentanti scolastici, partecipare a compleanni, talora, addirittura, frequentare il bar. Lo scontro generazionale, come reazione ad una educazione rigida, ha portato molti figli di tdG, ad abbandonare la frequenza della Sala del Regno, diventando, a volte, del tutto indifferenti dal punto di vista religioso con il risultato che vengono disassociati (scomunicati) dalla Congregazione con comprensibile rammarico e dolore dei genitori. Il problema educativo diventa causa di conflitti più aspri quando un genitore è cattolico e l’altro è tdG. Che religione insegnare ai figli? Dal punto di vista dei tdG, dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) prevalere la religione del padre, capo della famiglia.[121] Altro spinoso problema riguarda i giovani tdG ai quali è continuamente raccomandato di sposarsi nel Signore e sposare chi non è cristiano è un atto di disubbidienza a Dio.[122] Per loro questo significa che possono fidanzarsi solo con altri del loro stesso credo ed è ricordato loro, il dovere di astenersi da rapporti prematrimoniali. Se essi mancano su questo punto, sono espulsi e potranno essere riammessi solo dopo aver dimostrato pentimento. Per abbreviare il rischio di cadere in questo peccato, si raccomanda di non prolungare il fidanzamento, e di sposarsi presto. 3.6. Il lavoro, la vita sociale e la politica. La demonizzazione del mondo, specialmente delle religioni e degli stati, comporta per i tdG una serie di divieti a cui essi devono attenersi, pena l’espulsione. Di fronte al potere politico, hanno un comportamento ambiguo; teologicamente lo stato è considerato diabolico, ma il tdG, anziché opporvisi, deve limitarsi a restare neutrale. In conformità a questa neutralità deve rifiutare il saluto alla bandiera, disertare il voto politico e amministrativo, rifiutare il servizio militare e finanche quello civile sostitutivo[123] (anche se di recente vi è stata una certa evoluzione in questo senso).[124] Le sanzioni per chi non si attiene alle loro discipline sono severe. E’ disassociato chi festeggia un compleanno perché significa idolatrare il festeggiato; chi rivolge il saluto alla bandiera (simbolo nazionale) perché equivale ad un atto di adorazione che deve darsi solo a Geova-Dio; chi lavora per una parrocchia o per una caserma, chi, lavorando in una tintoria, lava o stira indumenti religiosi, chi partecipa ad attività sportive competitive, chi critica la dottrina della STG, chi legge libri o articoli di persone considerate apostate. La letteratura critica del geovismo viene equiparata a materiale pornografico,[125] pertanto ogni tdG deve guardarsi bene a consultarla. La conseguenza di questi divieti e di molti altri,[126] è stata quella di porre carichi inutili e pesanti sulle spalle dei tdG che hanno causato sofferenze e problemi familiari e hanno finito col rendere i tdG ancor più separati dal mondo e quindi sempre più intrappolati nell’organizzazione La più criticata e controversa credenza dei tdG, però, è certamente la proibizione delle trasfusioni di sangue,[127] anche quando queste fossero assolutamente essenziali per la sopravvivenza. Per i tdG accettare una trasfusione al fine di salvare la vita equivale a rinnegare la fede e incorrere nella disapprovazione divina.[128] Questo è quanto s’insegna ed è continuamente ripetuto nelle loro pubblicazioni, adunanze ed assemblee.[129] È impensabile, per un tdG, esprimere dubbi o incertezze sull’assoluta correttezza di questa posizione. Se qualcuno osasse farlo verrebbe ripreso dagli anziani e qualora persistesse nelle sue posizioni, sarebbe espulso come apostata dalla Congregazione. 3.7. La coscienza individuale. I tdG sanno sempre qual è la volontà di Dio: basta studiare La Torre di Guardia, dove tutto è descritto e prescritto per filo e per segno. E la coscienza individuale? Non può opporsi alla volontà divina, che è fatta coincidere con le decisioni della Congregazione. Oltre alle indicazioni della rivista, c’è un continuo carteggio tra i tdG e la Betel di Brooklyn o quella nazionale, per risolvere i vari casi di coscienza. La risposta è immancabilmente del tipo: leggi La Torre di Guardia, tale data, tale pagina o il tal libro (dei tdG) al capitolo tale. Ma anche questo non è privo di rischi e problemi, se non si accettano subito le loro spiegazioni, si può finire sotto processo da parte di un comitato giudiziario, con possibile disassociazione.[130] 3.8. Un passo difficile: fuoriuscire dai testimoni di Geova. Se in qualche tdG nascono dubbi e interrogativi, questi per lo più vengono soffocati in quanto per il tdG il dubbio viene dal diavolo ed è peccato gravissimo. Disubbidire alla STG equivale a disubbidire a Geova stesso e Geova è un Dio severo. Oltre alla severità di Geova, che in realtà non si vede e non si sente, c’è il controllo visibile e continuo degli anziani e dei fratelli di fede, che hanno l’obbligo non solo di ammonire, ma anche di denunciare i ribelli poiché, in caso contrario, rischierebbero di essere a loro volta segnati[131] e in qualche caso, disassociati. E’ loro sconsigliato di risolvere dubbi con ricerche bibliche personali e di consultare pubblicazioni che non fossero della STG.[132] Il tdG ha la proibizione assoluta, pena l’espulsione, di comunicare con ex tdG (apostati),[133] di curiosare sul perché della fuoriuscita o leggerne eventuali scritti. La storia passata dei tdG gli è accuratamente celata o addomesticata. È vietato leggere altra stampa religiosa, ad esempio cattolica, mentre la vita passata e presente della Chiesa Cattolica è presentata in maniera totalmente negativa e spesso calunniosa. Il tutto con lo scopo di spegnere ogni spirito critico e di mantenere attorno a lui una specie di cordone sanitario che lo immunizzi da possibili influssi o confronti esterni. Soprattutto, l’idea che tutto ciò che è fuori della loro organizzazione sia sotto il dominio di Satana, rende temibile l’idea stessa di una fuoriuscita, che, tra l’altro, significherebbe la perdita di tutti i legami con altri tdG, i quali non possono più nemmeno salutarlo. Se si tiene presente che i tdG possono coltivare amicizie solo con altri tdG, si comprende come la sua fuoriuscita troncherebbe tutti i suoi legami affettivi e lo porterebbero a vivere uno stato di morte sociale. 3.9. Dissociazione e disassociazione. Nonostante tutte queste difficoltà il numero dei tdG che fuoriescono è notevole. I modi sono due: la dissociazione (uscita spontanea, di solito mediante lettera di dimissione inviata alla Congregazione locale) e la disassociazione (espulsione ad opera del Comitato giudiziario interno, composto da almeno tre anziani della Congregazione locale).[134] L’ex tdG, da loro chiamato apostata, va considerato come morto. Non lo si può salutare né guardare.[135] Può essere riammesso solo se dimostra di essere sinceramente pentito e si è sottoposto a tutte le umiliazioni che lo stato di disassociati comporta.[136] Contrariamente agli insegnamenti del Vangelo di amare anche i nemici, i tdG insegnano che bisogna odiare gli apostati.[137] 3.10. Stati d’animo e problemi dei fuoriusciti. Appena fuoriusciti, di solito c’è un senso di liberazione, ma spesso anche di confusione e smarrimento. Una delle maggiori sofferenze è costituita dal fatto che i suoi ex fratelli di fede lo debbono considerare morto, anche se fino a ieri erano amici carissimi. Oltre che ignorato, l’ex tdG si sente spesso denigrato e calunniato, ha dei conti in sospeso con la Congregazione, per la quale egli … è come “una scrofa lavata che torna a rivoltarsi nel fango” (2Pt 2,20-22).[138] La STG, infatti, insegna che gli apostati diventano tali perché colpevoli di gravi pecche morali, o perché preferiscono la via larga del pagamento a quella stretta del Vangelo.[139] Il fuoriuscito si sente estraneo sia dai tdG, sia dal mondo e spesso sarà portato a mettere in evidenza solo gli aspetti negativi della sua esperienza nel geovismo. Tale reazione è comprensibile, gli era stato inculcato che la Congregazione è tutta pura, mentre fuori di essa non c’è nulla di buono.[140] E allora…“dove andare?” È la domanda che assilla i fuoriusciti. Di fatto gli ex tdG sono molto incerti sulle scelte da fare e imboccano strade diverse. Alcuni, delusi da una Organizzazione che avevano creduto l’unica religione voluta da Dio[141] non vogliono più saperne di appartenenza a una Chiesa o comunità cristiana organizzata. Si accontentano di un cristianesimo biblico individuale, restando sostanzialmente tdG, ma non più inquadrati. Leggono la Bibbia liberamente, ma, di fatto, seguendo la metodologia e le linee di base della STG. Qualcuno diventa del tutto indifferente dal punto di vista religioso, conservando, talora un certo risentimento, o un vago senso di colpa, o un po’ di nostalgia. Qualcun altro diventa agnostico (la verità su Dio è inconoscibile) o addirittura ateo (Dio non esiste). Altri si avvicinano a gruppi cristiani non cattolici, specialmente evangelici di tendenza biblicista fondamentalista.[142] Alcuni ex cattolici ribussano alla Chiesa; di questi qualcuno, dopo essersi riaffacciato in maniera entusiasta, ma forse precipitosa, presto sparisce di nuovo. È più difficile e più lento un eventuale riavvicinamento alla Chiesa cattolica. Occorre pertanto sfatare il pregiudizio secondo il quale uno quando esce dai tdG, ritorna facilmente al cattolicesimo. Bisogna, prima di tutto, comprendere cosa hanno assimilato dal geovismo. Essi, mediamente, hanno fatto dieci ore di studio la settimana il cui contenuto è un altro vangelo, completamente diverso da quello in cui crediamo noi, pertanto: 1) l’ex tdG difficilmente si stacca dal criterio della sola Bibbia e dalla sua lettura immediata e di fatto fondamentalista; 2) gli è stata inculcata l’idea di un Dio giustiziere che punirà chi sbaglia religione, quindi, sarà difficile passare all’idea di un Dio Padre misericordioso, finché non si crede che Gesù è vero Dio incarnato; 3) anche quando la fede in Gesù Cristo vero Dio e vero uomo viene recepita, l’articolo del Credo che riguarda la Chiesa resta un ostacolo insormontabile. L’ex tdG vede la Chiesa come il corrispettivo, anche se di segno contrario, della STG; una organizzazione che lo imbriglia e che prima o poi lo deluderà.[143]
CAPITOLO IV CHE FARE? 4.0. Comportamenti da evitare. Nei riguardi dei tdG ci sono atteggiamenti diversi e, a volte, contraddittori, che vanno dal favore alla polemica, fino alla richiesta di metterli fuori legge. Non mancano coloro che hanno la tendenza a sopravvalutare la loro conoscenza della Bibbia. È vero che sanno citare a memoria parecchi versetti (staccati dal loro contesto) ma, con ciò non si nega che essi abbiano quotidianamente la Bibbia in mano né che a noi cattolici resti molto da fare nel campo dell’apostolato biblico. A volte si sente dire: “C’è un punto in cui i tdG sono esemplari, sentono tutti il dovere di evangelizzare”. In quest'affermazione c’è una buona dose di ingenua idealizzazione. Ci provino a trascurare l’attività di propaganda, se possono! Si tratta, infatti, di una macchina organizzativa perfetta (assegnazione di un territorio da visitare, numero di ore da totalizzare, quantità di stampa da collocare), a cui il singolo tdG non può sottrarsi, pena la visita pastorale dei propri sorveglianti e di una forte colpevolizzazione. A metà strada c’è chi prende la soluzione di restare indifferente e ignorare o rimuovere il problema. Ma non si può ignorare una realtà come il proselitismo dei tdG che bussano a tutte le porte di città, di paese e di campagna. Anche se pochi, sono attivi nell’opera di propaganda così che non esiste casa a cui non abbiano bussato, qualche volta trovando ascolto. Più numerosa è la schiera di coloro che ritengono di dover combattere i tdG con tutti i mezzi, alcuni cattolici, quando vengono contattati, si ritengono autorizzati a trattarli in maniera sprezzante e a deridere la loro fede. Ma, questo comportamento, oltre a non essere evangelico,[144] certamente non condurrà il tdG a ridiscutere le sue posizioni. Va sempre distinto l’errore, che va combattuto e la buona fede delle persone, altrimenti si rischia di fare d' ogni erba un fascio. Per una parte dell’opinione pubblica i tdG sono noti soprattutto per le cronache giudiziarie, per aver rifiutato la trasfusione di sangue, causando con ciò la morte di minori. Meno nota è la condanna al carcere per i giovani tdG che hanno rifiutato il servizio militare pena la disassociazione. In qualche nazione i tdG sono soggetti ad alcune limitazioni della libertà religiosa o addirittura messi al bando.[145] In Italia si ravvisano gli estremi del reato su due punti: il rifiuto di trasfusioni di sangue anche su minori in pericolo di vita e il rifiuto del servizio militare e/o civile alternativo. Pur non ignorando tanti drammi psico-affettivi e familiari connessi con l’adesione ai tdG, ritengo che in campo ecclesiale la nostra azione debba svolgersi sul piano pastorale, con lealtà, rispetto e amore cristiano. 4.1. Dialogare con i testimoni di Geova? Secondo molti, il dialogo con i tdG è sempre impossibile. L’opinione pubblica, infatti, è convinta che i tdG siano un gruppo settario e chiuso e che il loro metodo biblico sia ridicolo o comunque inaccettabile. Quanto al “gruppo settario e chiuso” bisogna comprendere che non tutti i tdG sono uguali e quando ne incontriamo uno, non siamo di fronte alla STG, ma ad una persona concreta, da guardare negli occhi, da ascoltare con attenzione e rispetto. Riguardo, poi, all’esperienza di tentativi di dialogo falliti dobbiamo chiederci se il fallimento sia dovuto ad errori di metodo da parte nostra. Il loro approccio alla Bibbia, poi, è talmente diverso da quello a cui siamo abituati che il primo atto istintivo è quello di non prenderli sul serio e di non perdere tempo, ma, anche se le loro argomentazioni ci sembrano inconsistenti o addirittura ridicole, non è mai ridicola la persona che ne è portatrice e che a volte, vi spende la vita. D’altronde San Paolo si faceva giudeo con i giudei e pagano con i pagani.[146] L’esegesi cattolica nell’ultimo secolo si è fatta storico-critica per entrare in dialettica con il criticismo e lo storicismo. Oggi stenta ad attrezzarsi per entrare in dialogo anche con il fondamentalismo e con la lettura immediata della Bibbia, caratteristica, questa, non solo dei tdG. Certo, bisogna guardarsi dal cadere nel letteralismo, che risulta comunque inaccettabile. Il discernimento non è facile. Esiste poi la piccola schiera di coloro che si ritengono in grado di discutere con i tdG e che, non avendo un punto di vista religioso definito, non andranno oltre la chiacchiera curiosa e insignificante.[147] Se non c’è la necessaria preparazione, il dialogo può avere come risultato solo una perdita di tempo o un gran litigio con conseguente inasprimento del dissenso, o la confusione delle idee, quando non addirittura la perdita della fede. Allora: dialogo sì o dialogo no? La Chiesa del nostro tempo si è resa consapevole del dovere di aprirsi al dialogo ad ogni essere umano e ritiene di non potersi esimere da questo compito, nonostante le innumerevoli difficoltà che comporta. Dato che Dio vuole la salvezza di ogni essere umano, “la Chiesa deve essere pronta a sostenere il dialogo con tutti gli uomini di buona volontà dentro e fuori l’ambito suo proprio”[148] poiché, anche la persona che a noi sembra “fuori strada”, non è mai totalmente chiusa alla verità. In concreto, il dialogo con i tdG è possibile solo in presenza di determinate condizioni, mancando le quali esso diviene è inutile e dannoso. Cos’è il dialogo di cui si parla? “[è] l’insieme dei rapporti, positivi e costruttivi, con persone e comunità di altre fedi per una mutua conoscenza e un reciproco arricchimento, nell’ubbidienza alla verità e nel rispetto della libertà”.[149] Per il cristiano, esso, deve essere un sincero atto d'amore, per cercare insieme, nel rispetto delle coscienze, ciò che Dio vuole da ciascuno di noi. Perché un tale dialogo sia possibile e fruttuoso, sono necessarie le seguenti condizioni reciproche: mitezza, fiducia, chiarezza e competenza. 4.2. Mitezza e fiducia. Essendo un atto d'amore, il vero dialogo fugge da ogni forma di controversia, polemica, ironia: le scelte di fede sono talmente intime e sacrosante, che possono essere messe a confronto solo con argomenti seri e non con battute ironiche.Occorre pertanto mitezza, fatta di umiltà e pazienza, evitando tutto ciò che potrebbe ferire l’altra persona. È indispensabile che, pur nell'indispensabile chiarezza, facciamo in modo che la persona che abbiamo di fronte senta che l’amiamo e la rispettiamo profondamente. D’altra parte per il dialogo è essenziale la fiducia: 1. nella possibilità di una base comune in quanto, pur su posizioni diametralmente opposte, stiamo cercando la stessa cosa: la volontà di Dio; 2. nella buona fede dell’altro, fino a che non sia evidente il contrario; 3. infine nella consapevolezza di avere qualcosa da imparare. In particolare, non bisogna mai avere la presunzione di aver capito fino in fondo la posizione dell’altro. 4.3. Chiarezza e competenza. Chiarezza vuol dire preoccuparsi di capire e farsi capire bene poiché, molte volte, si usano le stesse parole, ma con un significato diverso. È necessario prendere atto dei vari punti di dissenso poiché è illusorio un dialogo in cui, non si mettono in chiaro le rispettive divergenze, distinguendo anche ciò che è essenziale, cioè: a) la Bibbia; b) Dio; c) Gesù Cristo; d) la Chiesa; e) il destino dell’uomo e altro. La competenza deve essere teorica, e deve consistere in una buona conoscenza sia della propria dottrina sia di quella dei tdG, ma anche pratica e deve tener conto della sensibilità e dei metodi dei tdG. Inoltre è necessario che la competenza si basi sulla conoscenza della singola persona che abbiamo di fronte e anche di noi stessi[150]. 4.4. Non sempre il dialogo è possibile. Bisogna riconoscere che raramente si realizzano le suddette condizioni per rendere possibile un dialogo. Per quanto riguarda la competenza, infatti, bisogna ammettere che a molti cattolici manca una vera conoscenza della Bibbia, della nostra dottrina, della nostra storia, senza parlare della completa ignoranza riguardo alla dottrina geovista. Quanto poi ai tdG, essi additano come diabolico qualsiasi dialogo ecumenico e interreligioso,[151] pertanto non è pensabile da parte loro un dialogo ufficiale con la Chiesa cattolica. È possibile, invece, il dialogo con un singolo cattolico, il quale dovrà essere consapevole che “il vero testimone di Geova” non va a lui per dialogare, ma per indottrinare; non per ascoltare ma solo per convincere. Ciò che esula dal proselitismo - anche se potrebbe sembrare diversamente - in realtà non lo interessa”.[152] In base a quanto detto si comprende l’indicazione di massima che ci viene dai documenti ecclesiali, di non discutere con i tdG. Una nota pastorale della CEI dichiara: “[i testimoni di Geova] assommano tali e tanti errori che appare sprecato anche a provare a ribattere le loro argomentazioni. Con carità e rispetto, ordinariamente non c’è altra via che rifiutare il confronto che non ha modo di poggiarsi su elementi oggettivi”.[153] C’è, però, un motivo per non rifiutare il confronto con i tdG. Di solito essi hanno un enorme complesso di superiorità in quanto, si ritengono professori della Bibbia e favoleggiano che i preti non rispondono alle loro domande perché non conoscono la Bibbia e sono in cattiva fede e, pertanto, temono di essere smascherati. Per sfatare queste favole e indurli a ridimensionare la loro autoimmagine, non c’è altra strada che rispondere in maniera benevola e paziente, informata e competente. Quando il dialogo è possibile esso è doveroso, specialmente da parte dei pastori d’anime, i catechisti, gli insegnati di religione e altri operatori pastorali che hanno acquisito competenza in materia. 4.5. Alcune risposte Pastorali. La presenza e la propaganda capillare dei tdG costituiscono una realtà che non si può né ignorare, né minimizzare o, al contrario, creare allarmismi ingiustificati o atteggiamenti di superficialità. Essi sono anche una sfida per noi cristiani, i quali partendo dall’amore per Cristo e per i fratelli, sono chiamati a svolgere un’azione pastorale che abbia necessariamente una duplice funzione: preventiva, mediante l’istruzione religiosa e l’approfondimento della nostra fede, centrata sul Signore Gesù, mediante diverse forme di catechesi degli adulti, percorsi di preghiera e spiritualità; specifica, quando insorge il problema concreto. La forza dei tdG si trova, molte volte, nell’ignoranza biblica di tanti cattolici. Dal Concilio ad oggi l’uso della Bibbia si è diffuso nelle nostre comunità; ma molto resta da fare, sia come diffusione che come apprendimento.[154] Un impegno particolare s'impone da un punto di vista culturale e divulgativo, per la purificazione della memoria storica, nei riguardi di duemila anni di vita della Chiesa, con le sue ombre, ma anche con le sue luci. Il papa, Giovanni Paolo II, sta compiendo passi enormi riguardo a certi punti non certo edificanti del passato, promuovendo la pubblicazione di atti e studi e con l’invito a chiedere e dare perdono per errori e incoerenze commessi da uomini di Chiesa lungo i secoli.[155] 4.6. Pastorale specifica. Visto che i singoli sacerdoti non possono sempre avere la necessaria competenza e che, comunque, il tempo a loro disposizione è limitato, è importante che vi siano organismi specializzati e persone esperte a cui indirizzarsi per tentare di risolvere il problema. A livello nazionale, in Italia, alcuni pastori, hanno iniziato ad affrontare la questione, prima in maniera empirica poi tentando di coordinarsi e di attrezzarsi, dando vita, agli inizi degli anni ottanta, al “Gruppo di Ricerche e Informazione sulle Sette” (GRIS). Pur avendo allargato il suo interesse a tutto quell’insieme di realtà che vanno sotto il nome di sette religiose, la sua attenzione ai tdG è sempre intensa e un suo rappresentante è membro della Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo della Conferenza stessa. Il GRIS ha il compito di informarsi, raccogliere studi e documenti; analizzare e preparare le risposte pastorali più idonee e informare, sensibilizzando le altre componenti ecclesiali, circa la problematica pastorale legata al proselitismo dei movimenti religiosi alternativi. A livello diocesano, da qualche tempo si avverte l’esigenza che ci siano persone e organismi in grado di sensibilizzare e aiutare ad affrontare questa problematica pastorale. È quanto indicato anche nella nota pastorale del Segretariato per l’Ecumenismo della CEI che pone l'accento sull’esigenza di: “Creare in ogni comunità diocesana gruppi specializzati che studino i diversi fenomeni delle sette e dei nuovi movimenti religiosi presenti nel territorio, per poter offrire a tutti conoscenze e indicazioni circa gli atteggiamenti da assumere nei loro riguardi… Preparare adeguata accoglienza e sostegno a quanti, dopo essere stati membri di sette e movimenti religiosi, decidono la strada del ritorno alla comunità di fede cattolica”.[156] Le diocesi italiane si sono comportate in maniera diversa: alcune si sono dotate di organismi, o quanto meno di un incaricato. Tali organismi, a volte, si articolano come sezioni diocesane del GRIS, altre volte sono indipendenti da esso ma sempre comunque alle dipendenze del vescovo locale. C’è da costatare che in qualche diocesi non c’è ancora nulla di organizzato a livello centrale. A livello parrocchiale sarebbe auspicabile avere un punto di riferimento: uno o due persone preparate che si fanno carico dei problemi legati alla propaganda geovista sul territorio, che possano dare risposte adeguate o di indirizzare verso chi queste risposte può darle. 4.7. Operatori pastorali. Nella necessità di preparare persone competenti è quanto mai importante la collaborazione di religiosi e religiose, come pure di laici. Anzi, vista la demonizzazione del clero da parte dei tdG, i laici possono essere un valido strumento per avviare un dialogo fruttuoso. Con attenzione e discernimento si possono coinvolgere catechisti, insegnanti di religione, pensionati, familiari di tdG ed ex tdG, psicologi, oltre che tra i membri di aggregazioni ecclesiali. Particolarmente utile può essere il contributo di persone con alle spalle studi classici in grado di fare riferimento all’originale greco del Nuovo Testamento. È ovvio che non tutti possono svolgere tutti i compiti, ma ognuno in base alle sue capacità ed esperienze e previa preparazione. 4.8. Centri di ascolto. Alcune volte uno vorrebbe o accetterebbe di confrontarsi con il punto di vista cattolico, ma non trova chi abbia la disponibilità e la competenza di farlo. Altre volte si tratta di cattolici che vogliono sapere come rispondere e come comportarsi nei riguardi dei tdG. Per ovviare a questi problemi, diverse diocesi hanno aperto dei “Centri di Ascolto e Dialogo” per incontrare persone in dubbio o in ricerca, o che vivono esperienze difficili in relazione all’adesione propria o di qualcun altro ai tdG (ed eventualmente ad altri movimenti religiosi). Tante volte i pastori d’anime vorrebbero fare l’annuncio cristiano, ma hanno l’impressione c |