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:: STORIA E DOTTRINA: LA QUESTIONE DEI TRAPIANTI

Il Resto del Carlino
Ancona, 23 giugno 2002

Il gesto generoso di Marco, ha donato gli organi

ANCONA — Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi. Tanto che dal reparto di neurochirurgia Marco Coltrinari, 27 anni di Chiaravalle, era stato trasferito nella divisione della rianimazione dell'ospedale di Torrette. Molto serie le ferite riportate mercoledì sera nello schianto in moto contro un'auto, in viale don Minzoni, a Jesi. Il cuore di Marco ha cessato di battere venerdì pomeriggio. E come ultimo gesto di una vita generosa, Marco ora consentirà ad altre persone di vivere: l'équipe della divisione della rianimazione del professor Testasecca è stata infatti impegnata tutta la notte per un prelievo totale d'organi. Il cuore è andato a Verona, il fegato a Udine, il pancreas al San Raffaele di Milano, i reni al Niguarda di Milano e a Udine, le cornee alla banca delle cornee di Pavia. Marco Coltrinari abitava in via Torquato Tasso, a Chiaravalle. Dopo gli studi all'istituto professionale di Jesi, aveva trovato un impiego nella lavanderia dell'ospedale «Salesi» di Ancona. Marco amava la moto. E proprio questa passione lo ha privato della vita, strappandolo all'affetto della moglie Romina Bedini, con la quale si era sposato 5 anni fa, della sorella più grande Marta e dei suoi genitori. «Un ragazzo estroverso, simpatico, molto attaccato alla vita e al lavoro» così lo ricordano in lacrime gli amici più intimi. «Era sempre pronto a divertirsi e a contagiare gli altri con la sua allegria e la voglia di fare. Ma Marco, testimone di Geova, era soprattutto un generoso». La sua generosità si è concretizzata con l'autorizzazione al prelievo degli organi. L'incidente che gli è costato la vita si è verificato mercoledì, attorno alle 19.30 in viale don Minzoni a Jesi. P.V., residente a Staffolo, a bordo di una Citroen Xsara stava eseguendo una manovra per svoltare in direzione del centro. Si apprestava a fermarsi per immettersi nella corsia opposta. In quell'istante è sopraggiunto Marco che a bordo della sua moto ha violentemente tamponato l'auto. Prima il ricovero a Jesi, poi il trasferimento a Torrette. Ma nell'ospedale regionale il ragazzo è spirato. Il funerale si svolgerà domani a Chiaravalle. 

Andrea Massaro
Fabrizio Ilacqua

Questo tristissimo fatto di cronaca induce ad alcune riflessioni sul modo in cui, attualmente, i testimoni di Geova considerano i trapianti. Si parlò per la prima volta di questo argomento nella rivista La Torre di Guardia del 15 marzo 1963, nella rubrica Domande dai lettori a pagina 192:

Vi è qualcosa nella Bibbia che sia contrario a dare i propri occhi (quando si è morti) perché siano trapiantati in una persona vivente? - L.C., Stati Uniti.

Il fatto di mettere il proprio corpo o parti del proprio corpo a disposizione degli scienziati o dei medici per fare esperimenti scientifici o per fare trapianti in altre persone è disapprovato da certi gruppi religiosi. Tuttavia, non  pare che vi sia implicato alcun principio o legge scritturale. È quindi una cosa che ognuno deve decidere da sé. Se una persona è convinta nella propria mente e nella propria coscienza che sia giusto farlo, può provvedere a tal fine, e nessun altro dovrebbe criticarla per tale gesto. D'altra parte nessuno dovrebbe essere criticato se rifiuta di prendere tale provvedimento.

Nel 1963 la questione veniva lasciata alla decisione individuale, dato che "pareva" non vi fossero 'implicati principi o leggi scritturali' che rendessero illecito il trapianto. Chi acconsentiva ad un trapianto o alla donazione di organi non veniva quindi giudicato od espulso. Tutto questo fino al 1967. In quell'anno, infatti, il Corpo Direttivo dei testimoni di Geova riuscì a trovare nella Bibbia dei 'principi e delle leggi scritturali' secondo i quali i trapianti dovevano essere ritenuti illeciti. Si affermò, senza lasciare spazio ad alcuna incertezza, che queste nuove vedute rappresentavano la volontà di Dio.

La Torre di Guardia (ed. italiana) del 15 marzo 1968, p. 190-192,
Domande dai lettori
.

Vi è qualche obiezione scritturale se uno dona il proprio corpo perché sia usato in ricerche mediche o se si accettano organi per il trapianto da tale origine? - W:L:, U.S.A.

In questo affare sono implicate diverse questioni, compresa la correttezza dei trapianti e delle autopsie di organi. Molto spesso l'emozione umana è il solo fattore considerato quando individui decidono queste cose. Sarebbe bene, però, che i cristiani considerassero i princìpi scritturali da applicare e che prendessero quindi le decisioni in armonia con questi princìpi in modo da piacere a Geova. - Atti 24:16.

Primariamente, sarebbe bene tener presente che le operazioni di trapianto di organi, come quelle che ora si fanno nel tentativo di riparare il corpo o di prolungare la durata della vita, non si usavano migliaia di anni fa, per cui non ci possiamo aspettare che nella Bibbia si trovi la legislazione sul trapianto di organi umani. Tuttavia, questo non significa che non abbiamo su tali questioni nessuna indicazione della veduta di Dio.

Quando Geova autorizzò per la prima volta gli uomini a mangiare carne animale, spiegò la cosa a Noè in questo modo: "Il timore di voi e il terrore di voi continuerà su ogni creatura vivente della terra e su ogni creatura volatile dei cieli, su ogni cosa che si va muovendo sulla terra e su tutti i pesci del mare. Essi sono dati ora in mano vostra. Ogni animale che si muove ed è in vita vi serva di cibo. Come nel caso della verde vegetazione, vi do in effetti tutto questo. Solo non dovete mangiare la carne con la sua anima, col suo sangue". (Gen. 9:2-4) Questa autorizzazione fu data a Noè, da cui discende ora ogni persona vivente. Per cui, si applica a tutti noi.

Gli uomini furono autorizzati da Dio a mangiare carne animale e a sostentare la propria vita umana sopprimendo la vita degli animali, sebbene non fosse permesso loro di mangiar sangue. Includeva questo il mangiare carne umana, sostentando la propria vita per mezzo del corpo o di parte del corpo di un altro uomo, vivo o morto? No! Questo sarebbe stato cannibalismo, una pratica aborrita da ogni persona civile. Geova fece una chiara distinzione fra la vita degli animali e la vita degli uomini, essendo stato il genere umano creato a immagine di Dio, con le sue qualità (Gen. 1:27) Questa distinzione è resa evidente dalle Sue successive parole. Dio proseguì mostrando che la vita dell'uomo è sacra e non dev'essere soppressa a volontà, come può farsi con gli animali da usare per nutrirsi. Mostrando mancanza di rispetto per la santità della vita umana l'individuo si rendeva soggetto alla soppressione della sua propria vita. - Gen. 9:5,6.

Quando un organo è malato o infetto, di solito la salute si ristabilisce prendendo sostanze nutrienti. Il corpo usa il cibo ingerito per riparare o sanare l'organo, sostituendone gradualmente le cellule. Quando gli uomini di scienza concludono che questo processo normale non funzioni più e suggeriscono di rimuovere l'organo e di sostituirlo direttamente con l'organo di un altro uomo, questa è semplicemente una scorciatoia. Quelli che si sottopongono a tale operazione si sosterranno quindi della carne di un altro uomo. Questo è cannibalesco. Comunque, autorizzando l'uomo a mangiare carne animale Geova Dio non diede agli uomini il permesso di cercar di perpetuare la propria vita mettendo cannibalisticamente nei loro corpi carne umana, sia masticandola che nella forma di interi organi o parti del corpo tolte da altri.

È interessante notare che nella sua considerazione del cannibalismo l'Encycloædia of Religion and Ethics, edita da James Hastings, Volume III, pagina 199, ha una sezione designata "Cannibalismo medico". Essa indica che questo si associa all'idea di ottenere forza o virtù medica dalla carne di un altro uomo, aggiungendo: "Il più rimarchevole esempio di questa pratica si verifica in Cina. Fra i poveri non è insolito che un membro della famiglia tagli un pezzo di carne dal braccio o dalla gamba, il quale è cotto e quindi dato a un parente malato.... L'intera superstizione in Cina è certo connessa all'idea che mangiando del copro umano il mangiatore si rafforzi.... Fra i selvaggi si riscontra la pratica di dar da bere all'uomo malato del sangue preso dalle vene di un parente". Alcuni potrebbero argomentare che le pratiche terapeutiche seguite nelle moderne operazioni di trapianto di organi siano più scientifiche di tale trattamento primitivo. Ciò nonostante, è evidente che gli uomini i quali praticano la medicina non hanno superato i trattamenti che ammontano al cannibalismo dal momento che questi son ritenuti giustificati.

La scienza moderna ha sviluppato molti diversi tipi di operazioni che si compiono su parti del corpo umano, alcune che sono comuni e di solito hanno successo e altre che sono sperimentali e spesso non hanno successo. Non spetta a noi decidere se tali operazioni siano consigliabili o garantite dal punto di vista scientifico o medico. Sarebbe bene, però, che i cristiani i quali debbano prendere una decisione del genere considerassero l'indicazione del punto di vista di Dio presentato dalle Scritture. - Efes. 5:10.

Attualmente i ricercatori scientifici cominciano a usare parti artificiali o animali dove in precedenza si ritenevano necessarie parti umane, come nel caso dei trapianti di cornea. (Si veda, per esempio, Science News del 21 maggio 1966.pagina 396, e il Time del 28 aprile 1967, pagine 68 e 70). Se di queste operazioni faranno più ampio uso, non lo sappiamo. Nè possiamo decidere se il cristiano debba accettare qualche parte di animale per trapianto; questo spetta alla decisione personale. (Gal. 6:5) Comunque, possiamo essere sicuri che nel futuro verrà il tempo in cui tutte le operazioni mediche umane non saranno necessarie. (Riv. 21:4) I cristiani hanno la chiara prova che è vicino il nuovo ordine in cui Geova il Grande Medico, per mezzo di Gesù, farà guarigioni oltre i limiti della scienza medica odierna. - Mar. 8:22-25; Giov. 11:43,44; Atti 3:6,7; Matt. 12:15.

Che cosa si dovrebbe fare, però, quando si chiede a un cristiano di provvedere un organo da usare in un'altra persona o di permettere che venga usata in tal modo la parte del corpo di un caro deceduto? Potremmo chiedere: Se il cristiano ha personalmente deciso di non voler sostentare la propria vita con la carne d'un altro uomo imperfetto, potrebbe egli secondo coscienza permettere che parte della sua carne venisse usata in quel modo per sostentare qualcun altro?

Perfino dal punto di vista medico c'è qualche dubbio circa la saggezza e l'etica di alcuni trapianti. Un medico ha trattato questo pubblicamente negli Annals of Internal Medicine, citando i risultatati di 224 operazioni di trapianto del rene. Nella maggioranza dei casi quelli che han ricevuto il trapianto non hanno sopravvissuto all'operazione più di un anno. Quindi, commentando i pericoli del volontario che dona uno dei suoi reni, il medico chiese: "È giusto sottoporre una persona sana ... alla possibilità ... di abbreviare la sua vita di 25 o 30 anni per prolungare la vita di un altro di 25 o 30 mesi o meno?". Riferendo su ciò, Newsweek del 2 marzo 1964, a pagina 74, aggiunse che il medico "non offre nessuna conclusiva risposta, ma suggerisce la domanda che dev'essere fatta più spesso".

Allorchè bisogna decidere sul da fare del proprio corpo o del corpo di un caro deceduto, di cui un cristiano sia responsabile, non si dovrebbero trascurare le parole dell'apostolo Paolo in Romani 12:1: "Vi supplico per le compassioni di Dio, fratelli, di presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio, sacro servizio con la vostra facoltà di ragionare". I battezzati cristiani han dedicato la loro vita, compreso il loro corpo, a fare la volontà del loro Creatore. In vista di ciò, può tale persona donare il proprio corpo o una parte di esso onde medici o altri ne facciano un uso non limitato? Ha l'uomo il diritto, per concessione di Dio, di dedicare gli organi del proprio corpo all'esperimento scientifico? È giusto che permetta di far questo del corpo di una persona cara? Queste sono domande che meritano una seria considerazione.

Da non trascurare è l'uso che potrebbe farsi di un corpo morto. Il cristiano che, mentre è in vita, ha rifiutato di dare il proprio sangue perché fosse usato come trasfusione per qualche altra persona, consentirebbe che il suo corpo sia dato a un gruppo o a una persona e forse in quel tempo ne sia tolto il sangue per trasfonderlo, come è stato fatto di alcuni cadaveri? (Si veda, per esempio, Svegliatevi! [solo in inglese] del 22 ottobre 1962, pagina 30). Una persona potrebbe ritenere di poter stipulare che il suo corpo non sia usato in quel modo; ma se molti che hanno autorità si rifiutano di attenersi ai desideri del cristiano circa il sangue quando egli è vivo, quale ragione c'è per credere che mostreranno più rispetto per i suoi desideri dopo la sua morte? Userebbero i suoi organi in cannibaleschi esperimenti medici?

Il nostro corpo è una creazione di Geova Dio. (Sal. 100:3; 95:6; Giob. 10:8) I cristiani possono consentire che si compia un'operazione chirurgica necessaria, come la rimozione di un arto malato, ma non mutilano inutilmente il loro corpo creato da Geova. Permettendo che un corpo sia mutilato dopo la morte si mostrerebbe forse rispetto per la creazione di Dio? È vero che in alcuni casi ci possono essere esigenze legali che i cristiani devono osservare, come quando la legge richiede l'esame dopo la morte per determinare la cause del decesso (Rom. 13:1,7; Mar. 12:17) In tali casi il parente più stretto può richiedere che gli organi non siano rimossi per il trapianto o ulteriore uso. In questo modo, sebbene si possa richiedere l'autopsia, il cristiano può prevenire l'indebito uso del corpo della persona cara. Ma quando tali leggi non si applicano, il cristiano può decidere in tal modo che si evitino non necessarie mutilazioni e ogni possibile uso indebito del corpo. Così sarà in grado di avere una coscienza serena dinanzi a Dio. - 1 Piet. 3:16.

Da questa considerazione dovrebbe risultare evidente che i cristiani i quali sono stati illuminati dalla Parola di Dio non devono prendere queste decisioni semplicemente in base al capriccio o all'emozione. Possono considerare i princìpi divini riportati nelle Scritture e servirsene per prendere decisioni personali mentre si rivolgono a Dio per essere guidati, confidando in lui e riponendo la loro fiducia nel futuro che egli riserva a coloro che lo amano. - Prov. 3:5,6; Sal. 119:105.

Dopo la pubblicazione di questo articolo i trapianti vennero tassativamente vietati e i testimoni di Geova che avessero acconsentito ad un trapianto per salvare la propria vita o quella dei propri cari sarebbero stati disassociati. La rivista non lasciava alcun dubbio in merito al fatto che accettare un trapianto significasse disubbidire alla "volontà di Geova". Il fatto che si parli di "decisioni personali" non dovrebbe far pensare che ai Testimoni fossero consentite scelte diverse. Non si trattava, infatti, di una questione "di coscienza" (bisognerà aspettare qualche anno per questo, come viene mostrato più avanti) ma di una "decisione personale" che, nel linguaggio "teocratico", vuol dire che i singoli TdG si assumevano ogni responsabilità per le conseguenze del loro rifiuto. È il classico linguaggio che viene usato quando si parla di argomenti che possono esporre la Società a problemi di carattere legale per via delle sue direttive sulla salute e la vita degli adepti [1]. Nessun Testimone si sottopose a trapianti in tutti quegli anni e chi lo fece venne sanzionato dall'Organizzazione. Alle persone che li interpellavano sulla loro posizione, i TdG dicevano, senza esitare e senza lasciare alcuno spazio a scelte o idee diverse, che "i trapianti sono una forma di cannibalismo", che "sono inaccettabili per i veri cristiani", che "i cristiani preferiscono morire piuttosto che acconsentire ad essi" (si veda l'articolo in fondo a questa pagina). Molte riviste in seguito contribuirono a demonizzare ulteriormente questa pratica medica, arrivando al punto di associare i trapianti allo spiritismo (Svegliatevi! 8/12/1968, p.16). I Testimoni si adeguarono unanimemente alla nuova veduta, con conseguenze drammatiche. Ecco, per esempio, quello che si leggeva  nella Torre di Guardia del 1/6/1970, p. 349, a proposito di un giovane Testimone a cui dovette essere asportato un rene:

«Il giorno prima dell'operazione il capo dell'equipe per i trapianti di reni venne a chiedermi se accettavo di mettere il rene cui rinunciavo a disposizione di un giovane paziente i cui reni avevano smesso di funzionare. Pare che, sebbene l'arteria che alimentava il rene non funzionasse, il rene stesso fosse in ottime condizioni. Il medico desiderava avere il mio rene, ma gli spiegai che come testimone di Geova dovevo conformarmi a quello che indica la legge di Dio al riguardo. Gli dissi che avrebbe ricevuto una franca ed esauriente risposta alla sua domanda dopo che avessimo considerato in famiglia ciò che dice la Parola di Dio al riguardo. Più tardi, quel giorno, lo informammo del nostro atteggiamento biblico rispetto alla carne umana e al suo uso, citando dalla Parola di Dio passi attinenti. Chiese se potevo avere una buona coscienza dopo aver negato al suo giovane paziente il mio rene. Rispondendo gli dissi che non potevo dare il mio rene perché non mi apparteneva, e che lo si doveva usare in armonia con la volontà di Colui che l'aveva creato. Ed egli fu costretto ad ammettere che anche col rene non poteva garantire al suo paziente che sarebbe sopravvissuto. Indicai che la vita futura per mezzo della promessa della risurrezione per me e per il suo giovane paziente dipendeva dalla nostra ubbidienza ai principi di Dio esposti nelle Sacre Scritture». (Il grassetto è aggiunto [2]).

Questo episodio si svolse in un grande ospedale della California e i suoi protagonisti erano persone reali, apparentemente normali, che però in ossequio alla loro religione decisero freddamente di non consentire a un altro essere umano, loro prossimo, di continuare a vivere. Questo per ubbidire alle direttive emanate dalla Società Torre di Guardia. 

Quale Testimone avrebbe osato disubbidire a quella che veniva dogmaticamente presentata come "legge di Dio", acconsentendo ad una forma di "cannibalismo, una pratica aborrita da ogni persona civile" e condannata da Geova? Nessun Testimone avrebbe potuto, senza subire per questo delle conseguenze disciplinari, accettare un trapianto per sé o per i propri cari e nemmeno acconsentire alla donazione di organi ad altri. In questa pagina (inglese) si può leggere la testimonianza di un uomo la cui moglie morì, a soli 26 anni, dopo aver rifiutato un trapianto che le avrebbe offerto buone probabilità di sopravvivenza. E cliccando qui si può leggere la storia di un uomo che rifiutò un trapianto di reni. Ovviamente la proibizione riguardava anche quei trapianti non direttamente necessari alla sopravvivenza ma che potevano essere indispensabili per migliorare la qualità della vita. Quindi un trapianto di cornea non era ammesso, anche se questo poteva comportare la perdita della vista. Qualcuno pensò di aver trovato nella Bibbia un passo che potesse legittimare questa terapia medica e scrisse alla Società. Ecco come rispose la Watchtower nella Torre di Guardia del 15/8/1973, pag. 512:

Domande dai lettori

Mostra Galati 4:15 la veduta che i cristiani dovrebbero avere del trapianto di organi del corpo? - U.S.A.

Galati 4:15 dice: "Se fosse stato possibile, vi sareste cavati gli occhi per darmeli". Qui l'apostolo Paolo usava semplicemente una figura di linguaggio. La considerazione e l'affetto che i Galati avevano per Paolo erano così grandi che sarebbero stati disposti a sacrificare qualsiasi cosa fosse loro utile, sì, perfino qualcosa di prezioso e indispensabile come i loro occhi per vedere, pur di aiutarlo a vedere. Similmente Gesù Cristo, riferendosi all'occhio, indicò che rappresentava qualche cosa di dotato della vista quando disse: "Se ora il tuo occhio destro ti fa inciampare, cavatelo e gettalo via". (Matt. 5:29) L'uso della vista per guardare qualcosa che faceva inciampare provocando una caduta spirituale si doveva evitare. Né Gesù né Paolo consideravano il soggetto del trapianto di organi del corpo.

La Società era categorica: 'Non esistono passi o scritture che possano rendere ammissibile per i veri cristiani una pratica abominevole come quella dei trapianti, una forma di cannibalismo che Geova non ha mai autorizzato' (in seguito, come vedremo, un'altra "figura di linguaggio" - un passo poetico del libro di Isaia - venne usato dalla Società per legittimare il trapianto di midollo).

«Ci sono quelli, come i cristiani testimoni di Geova, che considerano tutti i trapianti fra uomini come cannibalismo» - Svegliatevi! 8/11/1968, pag. 22.

«Nessuno che sia in possesso delle proprie facoltà mentali vuole morire. La vita è preziosa, quindi l’uomo vuole vivere. Ma il cannibalistico uso di organi umani non è il modo di conseguire longevità» - Svegliatevi! del 22/3/70, pag.4.

I «trapianti sono in effetti una forma di cannibalismo» - Svegliatevi! del 22/12/72, pag. 27.

«...oggi gli uomini progettano una ‘cannibalizzazione’ in massa dei corpi» - La Torre di Guardia del 15/6/75, pag.366.

Dopo 13 anni, nel 1980, i dirigenti della Watchtower Society cambiarono idea. Ecco cosa si leggeva nella Torre di Guardia del 1° settembre 1980, pagina 31:

Domande dai lettori

La congregazione dovrebbe intraprendere qualche azione disciplinare nei confronti di un cristiano battezzato che accetta il trapianto di un organo umano, come una cornea o un rene?

Il trapianto di un tessuto o di un osso umano da un uomo all’altro è una questione che ciascun testimone di Geova deve decidere in base alla propria coscienza. Alcuni cristiani potrebbero pensare che introdurre nel proprio corpo qualsiasi tessuto o parte del corpo di un altro uomo sia cannibalismo. Potrebbero sostenere che il materiale umano trapiantato ha lo scopo di divenire parte del corpo del ricevente per conservarlo in vita e perpetuarne le funzioni. Potrebbero non considerarlo basilarmente diverso dal mangiare carne per via orale. Questo modo di pensare potrebbe derivare dalla constatazione che, quando Dio consentì all’uomo di mangiare la carne di animali debitamente dissanguati, non prese alcun provvedimento secondo cui l’uomo potesse cibarsi della carne del suo simile. Potrebbero anche tener conto del modo in cui nei tempi biblici era considerato il nutrirsi di carne umana. Si vedano per esempio i racconti di II Re 6:24-30; Deuteronomio 28:53-57; Lamentazioni 2:20 e 4:10. In Giovanni 6:48-66 Gesù parlò figuratamente del mangiare la sua carne e del bere il suo sangue. Sentendolo e non discernendo il senso spirituale delle sue parole, alcuni dei suoi discepoli giudei rimasero turbati e smisero di seguirlo. Questi brani biblici illustrano il modo in cui alcuni consideravano il mangiare carne umana.

Oggi altri sinceri cristiani possono ritenere che la Bibbia non vieti categoricamente i trapianti di organi umani. Possono ragionare che in certi casi non ci si aspetta che il tessuto umano divenga parte permanente del corpo del ricevente. Si dice che le cellule del corpo vengono sostituite ogni sette anni circa, e questo vale anche per qualsiasi parte del corpo umano venga trapiantata. Si può anche sostenere che i trapianti d’organo sono diversi dal cannibalismo, dal momento che il "donatore" non viene ucciso per essere mangiato. In certi casi persone prossime alla morte chiedono esplicitamente che parti del loro corpo vengano usate per i trapianti. Ovviamente, se il trapianto richiedesse che si prenda sangue di un’altra persona, questo sarebbe senz’altro contrario al comando di Dio. - Atti 15:19, 20.

Chiaramente sulla questione del trapianto le vedute personali e di coscienza variano. È ben noto che l’impiego di materiale umano su un’altra persona varia da cose minori come gli ormoni o la cornea a organi veri e propri come i reni e il cuore. Mentre la Bibbia vieta esplicitamente il consumo di sangue, non c’è alcun comando biblico che vieti specificamente di introdurre nel proprio corpo tessuti di un’altra persona. Per questa ragione ciascun individuo che debba affrontare una decisione di questo tipo deve soppesare i vari fattori con attenzione e preghiera, dopo di che deciderà in base alla propria coscienza ciò che può o non può fare davanti a Dio. (Gal. 6:5) Se qualcuno accettasse un trapianto, il comitato giudiziario della congregazione non prenderebbe misure disciplinari nei suoi confronti.

Da quell'anno i testimoni di Geova possono accettare i trapianti senza essere sanzionati. Ricordo che molti furono turbati per questa modifica e si crearono anche delle situazioni imbarazzanti quando nel "servizio di campo" si parlava di questo cambiamento di vedute. Alcuni a cui era stato detto per anni che i Testimoni non avrebbero mai acconsentito ad un trapianto ora rimanevano - giustamente - ancora più perplessi. Il primo trapianto effettuato su una bambina figlia di Testimoni risale al 1986. La notizia colpì molti Testimoni di mia conoscenza, dato che era la prima volta che dei "fratelli" acconsentivano ad un trapianto. Prima del cambiamento nell''intendimento' della Società questi genitori sarebbero stati disassociati. Solo dopo il 1980 vennero rilasciate dichiarazioni nelle quali la Società Torre di Guardia riconosceva ai singoli il diritto di decidere in merito ai trapianti: «La coscienza di alcuni Testimoni permette loro di accettare trapianti d'organo se l'intervento è eseguito senza sangue ... I Testimoni non pensano che la Bibbia contenga commenti diretti sui trapianti di organi; per cui spetta al singolo Testimone decidere in merito a trapianti di cornea, di rene o di altri tessuti» (Svegliatevi! 22/11/1982, pag.26; Opuscolo Sangue, formato rivista, 1990, pagine 16, 28). 

Nel 1980 vi fu quindi un ritorno alle posizioni del 1963:

  • 1963: "...non  pare che vi sia implicato alcun principio o legge scritturale. È quindi una cosa che ognuno deve decidere da sé. Se una persona è convinta nella propria mente e nella propria coscienza che sia giusto farlo, può provvedere a tal fine, e nessun altro dovrebbe criticarla per tale gesto".

  • 1968: "...Geova Dio non diede agli uomini il permesso di cercar di perpetuare la propria vita mettendo cannibalisticamente nei loro copri carne umana, sia masticandola che nella forma di interi organi o parti del corpo tolte da altri".

  • 1980: "...ciascun individuo ... deciderà in base alla propria coscienza ciò che può o non può fare davanti a Dio. ... Se qualcuno accettasse un trapianto, il comitato giudiziario della congregazione non prenderebbe misure disciplinari nei suoi confronti".

Il circolo si è chiuso. Oggi donare gli organi può essere considerato un atto generoso e altruistico. Ieri era una violazione della legge di Dio. È accaduta la stessa cosa con le vaccinazioni (link) - prima proibite e poi permesse - e con altri "nuovi intendimenti" che hanno coinvolto la vita e la salute dei TdG. Per esempio, la Svegliatevi! dell'8 agosto 1975, pag. 28, a proposito dei fattori coagulanti - ricavati dal sangue - impiegati nella cura dell'emofilia, categoricamente sanciva: «I veri cristiani non impiegano questo pericoloso trattamento, dando ascolto al comando biblico di 'astenersi dal sangue'». Questa "condanna a morte" degli emofiliaci è stata abiurata con La Torre di Guardia del 1° novembre 1978, pag. 31.

La stessa cosa è avvenuta con la sterilizzazione. Si sa che nel caso di una donna, che ha avuto vari figli con il taglio cesareo, i medici ritengono opportuna la sterilizzazione per evitare una gravidanza che potrebbe far rischiare la vita alla donna. Ebbene, fino al 1975 ai testimoni di Geova era vietato sottoporsi alla sterilizzazione in casi del genere: «Se un medico afferma che una moglie, avendo un altro bambino, morirebbe, che si può fare? Vi è un altro modo per impedire che concepisca, ciò che metterebbe in pericolo la sua vita, piuttosto che violare la legge di Dio, dalla quale tutta la sostanza è contraria alla deliberata sterilizzazione dell'uomo e della donna. ... È necessario esercitare lo spirito del Signore Dio, di cui la padronanza di sé è un frutto» (La Torre di Guardia del 15/15/1962, pp.763,764, il grassetto è mio). Successivamente, con La Torre di Guardia del 1° ottobre 1975, pag. 605, il Corpo Direttivo della Watchtower cambiò parere e concesse ai  Testimoni la facoltà di sottoporsi a questa forma di terapia medica: «Che dire però della situazione in cui la moglie ha partorito figli ma sono stati necessari interventi chirurgici, come il taglio cesareo? Forse ha subìto tre operazioni del genere e il medico l'avverte che un'altra gravidanza potrebbe farle correre il grave pericolo di rottura dell'utero, generalmente fatale e per la madre e per il feto. In tal caso la sterilizzazione sarebbe necessariamente una dimostrazione di mancanza di rispetto per il divino dono della procreazione? [la risposta che veniva data nel 1962 era un inesorabile , la sterilizzazione, anche in casi del genere, era un'indiscutibile violazione della legge di Dio. Ecco invece cosa scrisse la Società nel 1975:] Pare evidente che la coppia non ha manifestato un atteggiamento di leggerezza verso le proprie facoltà procreative, avendo già avuto figli. Forse considerano la sterilizzazione un intervento consigliabile per proteggere la vita della madre dei figli già nati. Forse la considerano l''ultima risorsa'. Pertanto, prendendo la loro decisione possono pensare che si tratta di mettere in equilibrio il rispetto verso il provvedimento divino delle facoltà procreative con il rispetto verso il dono stesso della vita, in questo caso la vita della madre in pericolo. Per questa, e per altre ragioni, pare che tale decisione dipenda dalla coscienza individuale degli interessati» (la parentesi quadra e il grassetto sono miei). Quella che era l'inviolabile "legge di Dio" è diventata in seguito una questione di coscienza. Si noti che, anche in questi casi, chi avesse voluto seguire la sua coscienza, prima che il Corpo Direttivo ne concedesse la facoltà, sarebbe stato sanzionato per aver "disubbidito alla legge di Dio". E se nel frattempo qualche donna fosse morta per ubbidire a tale "legge" - le mutevoli opinioni del Corpo Direttivo -, con cui si vietava la sterilizzazione? A chi si dovrebbe attribuire la pesantissima responsabilità di questi decessi? Una cosa è assolutamente certa: non a Dio. (A proposito di altri cambiamenti, si veda anche questa pagina).

Nel 1984 la Torre di Guardia afferma che anche i trapianti di midollo osseo possono essere accettati dai TdG (nonostante sia inevitabile il ricorso alle trasfusioni post operatorie!).

La Torre di Guardia del 15/18/1984, pag.31.

Domande dai lettori

Può un cristiano accettare un trapianto di midollo osseo, dal momento che il sangue è prodotto dal midollo?

I medici eseguono la maggior parte dei trapianti di midollo osseo estraendo un po' di midollo da un donatore (spesso un parente stretto) e quindi iniettandolo o trasfondendolo nel paziente malato. Sperano che il midollo così innestato raggiunga le cavità in cui si trova il midollo del malato, e in seguito funzioni normalmente. Di solito si prende in considerazione questo intervento solo in casi critici (come l'anemia aplastica o la leucemia acuta), poiché ci sono rischi ben noti nella preparazione di una persona per il trapianto del midollo e nella terapia successiva.

Come dice la stessa domanda, i globuli rossi del sangue vengono prodotti dal midollo di certe ossa, come le costole, lo sterno e le ossa del bacino. Si può pertanto ben capire perché, alla luce della proibizione biblica relativa al sangue, ci si chieda se un cristiano può accettare l'innesto di midollo osseo umano.

La Bibbia afferma chiaramente che i servitori di Dio devono 'astenersi dal sangue'. (Atti 15:29, 29; Deuteronomio 12:15, 16) Ma, dal momento che i globuli rossi vengono prodotti dal midollo osseo rosso, le Scritture classificano il midollo con il sangue? No. Infatti si parla del midollo animale come di qualsiasi altra carne che poteva essere mangiata. Isaia 25:6 dice che Dio preparerà al suo popolo un banchetto con "piatti ben oliati pieni di midollo". I metodi di solito usati per scannare e far defluire il sangue non possono eliminare tutte le cellule sanguigne dal midollo. Ma una volta che da un animale ucciso si è fatto scolare il sangue, se ne può mangiare qualsiasi tessuto, midollo compreso.

Naturalmente il midollo che si usa nei trapianti di midollo umano viene tratto da donatori viventi, e il midollo usato può contenere un po' di sangue. Pertanto il cristiano dovrà decidere personalmente se per lui il midollo osseo innestato è paragonabile a semplice carne o a un tessuto non dissanguato. Inoltre, dato che l'innesto di midollo è un tipo di trapianto, si dovranno prendere in considerazione gli aspetti scritturali relativi ai trapianti di organi umani. Si veda "Domande dai lettori" nel nostro numero del 1° settembre 1980. Inoltre, scrivendo nel Harrison's Principles of Internal Medicine (Primo aggiornamento, 1981, pagina 138), il dott. D. E. Thomas fa notare che "praticamente tutti coloro che si sottopongono a un trapianto di midollo avranno bisogno di trasfusioni di piastrine" e che a molti vengono somministrati "eritrociti [globuli rossi] ammassati". Per cui il cristiano dovrebbe prendere in considerazione quali altre questioni dovrebbe affrontare se accettasse un trapianto di midollo. - Proverbi 22:3.

Sebbene a questo riguardo si debba prendere una decisione personale, le osservazioni della Bibbia circa il sangue e il midollo dovrebbero aiutare la persona a decidere.

Si noti quali "ragioni scritturali" vennero addotte per sostenere che un simile trattamento medico poteva essere accettato dai TdG: la Bibbia parla «del midollo animale come di qualsiasi altra carne che poteva essere mangiata. Isaia 25:6 dice che Dio preparerà al suo popolo un banchetto con "piatti ben oliati pieni di midollo». La distorta interpretazione di un passo poetico di Isaia - l'unica scrittura citata, che non ha assolutamente nessuna relazione con l'argomento! - può quindi aver significato la differenza tra la vita è la morte per un TdG affetto da leucemia!

Un'altra incoerenza viene messa in evidenza dalle parole del medico citato dalla Watchtower, secondo il quale «praticamente tutti coloro che si sottopongono a un trapianto di midollo avranno bisogno di trasfusioni di piastrine" e che a molti vengono somministrati "eritrociti [globuli rossi] ammassati». Come si può quindi rimettere alla coscienza personale una terapia che richiede inevitabilmente il successivo impiego di trasfusioni? Dopo aver appena scritto che "la Bibbia afferma chiaramente che i servitori di Dio devono 'astenersi dal sangue'", la Società sostiene che il trapianto e le inevitabili trasfusioni sanguigne post operatorie sono una questione di coscienza!!! Una 'logica' davvero incomprensibile.

Si noti che i TdG - anche qui in maniera estremamente contraddittoria - potevano accettare alcune frazioni del sangue, ma non le piastrine e gli eritrociti: «Pur non essendo questi versetti espressi in termini medici, per i Testimoni essi escludono la trasfusione di sangue intero, di eritrociti concentrati e di plasma, nonché la somministrazione di globuli bianchi e di piastrine». (Svegliatevi!, 22/11/1982, pag.25, il grassetto è aggiunto). Nel 1984, quando la Società Torre di Guardia lasciò alla coscienza individuale la scelta se accettare o meno il trapianto di midollo, il divieto delle trasfusioni di piastrine e di eritrociti era ancora in vigore! Chi assumeva trasfusioni di queste componenti del sangue doveva essere disassociato, secondo gli insegnamenti della stessa Società!: «Questa è una violazione dei comandi di Dio, la cui serietà non dovrebbe essere sminuita da nessun atto di leggerezza, pensando che sia una questione facoltativa su cui l'individuo possa prendere la decisione secondo coscienza …chi riceve la trasfusione del sangue dev’essere stroncato dal popolo di Dio mediante la scomunica o disassociazione…Quale ribelle oppositore ed infedele esempio per i conservi della congregazione cristiana, egli dev’essere stroncato da essa mediante la disassociazione» (La Torre di Guardia del 15 luglio 1961, pp. 446-448, corsivo mio).

Dal giugno 2000, invece,  i TdG che accettano anche questi componenti del sangue non vengono più sanzionati; anche questo comportamento è ora diventato un fattore di coscienza... (si veda questa pagina).

Trapianto di personalità?
Assieme agli organi viene trapiantata anche la personalità del donatore? Questa bizzarra idea veniva sostenuta in alcune riviste della Watchtower.

Problemi dei trapianti
(La Torre di Guardia del 15/2/1972.pag.102).

«Da molto tempo si sa che coloro che hanno subìto trapianti cardiaci hanno problemi psichiatrici postoperatori in numero superiore alla media. Ma pare si possa dire la stessa cosa riguardo ad alcuni altri trapianti di organi vitali, come i trapianti di reni. Il dott. Pietro Castelnuovo-Tedesco, professore di psichiatria dell'U.C.L.A., avrebbe detto quanto segue: "Una straordinaria scoperta fatta in seguito ai trapianti è la non infrequente ricorrenza di gravi turbamenti emotivi". Uno studio condotto su 292 pazienti ai quali erano stati trapiantati reni ha mostrato che dopo l'operazione quasi il 20 per cento aveva avuto forte depressione, e alcuni avevano perfino tentato il suicidio. Al contrario, ogni 1.500 persone che subiscono interventi di chirurgia generale solo una circa soffre di gravi turbe emotive.

Talora si registra un fatto singolare, il cosiddetto 'trapianto di personalità'. Cioè in alcuni casi la persona che ha ricevuto l'organo ha apparentemente adottato certe caratteristiche della personalità di colui da cui proveniva l'organo. Una giovane donna che aveva relazioni sessuali promiscue ricevette un rene dalla sorella maggiore, conservatrice e dal comportamento corretto, e dapprima ne fu molto turbata. Poi imitava la sorella in gran parte della sua condotta. Un altro paziente asserì d'avere mutato il suo modo di vedere la vita dopo il trapianto di reni. Dopo un trapianto, un uomo d'indole mite divenne aggressivo come il donatore. Il problema può essere essenzialmente o interamente mentale. Ma come minimo è interessante il fatto che la Bibbia mette i reni in stretta relazione con le emozioni umane. - Si paragonino Geremia 17:10 e Rivelazione 2:23».

Cambiamento di personalità
(Svegliatevi! 22/3/1971, pag. 30).

Secondo una notizia che comparve in United Press International del 18 agosto 1970, la figlia di Philip Blaiberg disse che egli aveva subìto un completo cambiamento di personalità dopo l'operazione di trapianto cardiaco. Blaiberg fu uno dei primi a ricevere un cuore trapiantato. Sua figlia osservò: "Non so se furono le medicine o semplicemente il trapianto, ma egli era un uomo diverso".

A sostegno di questa strana teoria "scientifica" sul trapianto di personalità abbiamo anche un altro articolo de La Torre di Guardia del 15/8/1971, p. 486, che tra le altre cose affermava (il grassetto è aggiunto):

«È significativo che quelli che sono stati sottoposti a trapianto di cuore, quando i nervi che collegano il cuore al cervello sono tagliati, hanno gravi problemi emotivi dopo l'operazione. Il nuovo cuore è ancora in grado di funzionare da pompa, avendo la propria provvista d'energia e il proprio meccanismo sincronizzatore indipendente dal sistema nervoso generale per dare impulsi al muscolo cardiaco, ma proprio come ora esso risponde solo lentamente alle influenze esterne, a sua volta il cuore nuovo registra pochi, chiari fattori di motivazione sul cervello, se ne registra. Fino a che punto le estremità nervose del corpo e il nuovo cuore saranno in grado col tempo di stabilire qualche legame non è chiaro, ma non si può escludere che questo sia uno dei vari fattori che causano le gravi aberrazioni mentali e il disorientamento osservato dai medici in quelli che hanno subìto un trapianto di cuore. Questi pazienti hanno pompe per il loro sangue fornite da donatori, ma hanno ora tutti i fattori necessari per dire che hanno un "cuore"? Una cosa è certa, perdendo il loro proprio cuore, sono stati privati delle facoltà del "cuore" edificate in loro col passar degli anni e che contribuivano a renderli quello che erano in quanto alla personalità».

Quale Testimone di Geova avrebbe mai corso il rischio di vedersi privare della sua "personalità cristiana", accettando il trapianto del cuore di una persona "malvagia" e diventando quindi a sua volta - a causa del "trapianto di personalità" di cui parlava la Torre di Guardia - una persona "meritevole del giudizio avverso di Geova"? Dopo il 1980, anno in cui i trapianti sono stati permessi, ogni accenno a tali, a dir poco, stravaganti teorie, prive di qualsiasi sostegno scientifico, è sparito dalle pubblicazioni della Società. Anzi, una rivista provvide a sottolineare come fosse assurdo avere simili idee in merito al cuore letterale (grassetto aggiunto):

La Torre di Guardia del 1/6/1986, pag. 20.

«Gli antichi egizi credevano che il cuore fisico fosse la sede delle facoltà intellettuali e dei sentimenti. Pensavano anche che il cuore possedesse una volontà propria. I babilonesi dicevano che il cuore ospitasse sia l'intelligenza che l'amore. Secondo il filosofo greco Aristotele, il cuore era la sede dei sensi e la sfera d'attività dell'anima. Ma col passare del tempo e col crescere della conoscenza, queste concezioni vennero messe da parte. Infine si comprese cos'è effettivamente il cuore: una pompa che fa circolare il sangue in tutto il corpo».

Davvero paradossali queste osservazioni da parte della Torre di Guardia, dopo quello che aveva scritto solo pochi anni prima. I TdG, a causa della loro lettura fondamentalista di alcune scritture, condivisero queste assurde e concezioni  - abbandonate da secoli dalla scienza - fino agli anni 70 del secolo scorso! E anche queste loro stravaganti teorie contribuirono ad indurre i fiduciosi TdG a rifiutare i trapianti, con le drammatiche conseguenze suesposte.

Si veda su questo punto la pagina "Cuore e personalità cristiana".

Paradossi della "verità progressiva"
Citazione dalle pagine 30 e 31 del libro
Movimenti Religiosi Alternativi

Effetti dell'adesione e motivi dell'abbandono
Sergio Pollina - Achille Aveta, Libreria Editrice Vaticana, 1998.

«In un'altra circostanza, quando l'Organizzazione geovista mutò la sua direttiva circa la liceità dei trapianti d'organo, la novità apparve dapprima nell'edizione inglese della rivista del 15 marzo del 1980, mentre in italiano si dovette attendere sino al 1° settembre di quello stesso anno. Dopo aver letto la nuova disposizione nell'edizione inglese della rivista [un "anziano" che conosceva l'inglese e che riceveva l'edizione in quella lingua della rivista] ne parlò al termine di un'adunanza di congregazione, ma la notizia suscitò una certa perplessità e, ancora una volta, diffidenza perché riusciva difficile credere che da un momento all'altro, dopo dodici anni di assoluto divieto, si potesse d'un tratto cambiare ogni cosa. Alcuni, addirittura, ipotizzarono che l'informatore non avesse tradotto bene dall'inglese e, ancora una volta, l'atteggiamento della maggioranza fu: "Anche se adesso le cose sono cambiate, è meglio che aspettiamo che sia l'Organizzazione a dircelo tramite la filiale e non tu".

[...]

Nell'ipotesi che due testimoni di Geova, uno di lingua italiana  e uno di lingua inglese, avessero avuto contemporaneamente bisogno di un trapianto di cuore a giugno del 1980, il primo non avrebbe potuto accettarlo e sarebbe morto, perché la norma a quel tempo vigente in Italia era contraria ai trapianti, il secondo l'avrebbe accettato perché guidato dalla nuova norma già vigente nelle nazioni di lingua inglese e avrebbe avuto salva la vita».

Si veda anche la pagina
Cannibalismo e trapianti

[1] Quando la Società esprime il suo punto di vista, la sua interpretazione o le sue direttive, i TdG possono dire che "decidono personalmente" di aderire alle spiegazioni del Corpo Direttivo, ma questo non significa che sia possibile avere - senza subire per questo delle sanzioni - un comportamento difforme da tali decisioni. La Torre di Guardia del 15 marzo 1998 diceva a questo proposito: «Invece di dire: 'La Società insegna', molti Testimoni preferiscono usare espressioni come 'La Bibbia dice' o 'Ho compreso che la Bibbia insegna.' In questo modo mettono in chiaro che quella di accettare gli insegnamenti biblici è stata una loro decisione personale e inoltre evitano di dare l'impressione errata che i Testimoni subiscano in qualche modo i dettami di qualche setta religiosa» (il grassetto è aggiunto). Quindi gli insegnamenti della Società vengono generalmente considerati insegnamenti biblici. Questo senz'altro si può dire anche della proibizione dei trapianti: per tutti i TdG dell'epoca si trattava di una "legge di Dio" che non si poteva violare impunemente. Si potrebbe anche aggiungere, per illustrare ulteriormente il punto, che quando i TdG rifiutano il servizio militare/civile o decidono di non votare, generalmente dicono a chi li interpella in merito: "Si tratta di una mia decisione personale, presa secondo coscienza dopo aver esaminato attentamente le Scritture". Nel libro Proclamatori, pagine 673, 674, si legge a proposito del voto: «Chi non vota viene punito con multe, imprigionamento o peggio. Ma i testimoni di Geova sostengono il messianico Regno di Dio, che, come disse Gesù, "non fa parte di questo mondo". Perciò non partecipano agli affari politici delle nazioni di questo mondo. (Giov. 18:36) È una decisione personale; essi non impongono le loro idee ad altri» (grassetto aggiunto). Similmente, nella Torre di Guardia del 15/7/96, a proposito della "neutralità cristiana"(concetto che include per i TdG l'astensione dalla partecipazione alla vita politica e militare) si parla più volte di "decisioni personali": «Dio ci ha dotati del libero arbitrio, dandoci il privilegio e la responsabilità di prendere decisioni personali. ... Nondimeno, possiamo mantenere l’unità fra noi perché ci atteniamo alle leggi e ai princìpi biblici. Teniamo conto di essi quando dobbiamo prendere decisioni personali. ... Supponiamo che sorga una questione relativa alla neutralità. Possiamo prendere una decisione personale ragionata ricordando che ‘non facciamo parte del mondo’ e che ‘abbiamo fatto delle nostre spade vomeri’. ... Similmente, quando dobbiamo prendere una decisione personale riguardante i nostri rapporti con lo Stato, consideriamo ciò che dice la Bibbia circa il rendere "a Dio le cose di Dio", pur essendo sottoposti alle "autorità superiori" nelle questioni secolari. ... Sì, tenendo conto delle leggi e dei princìpi biblici quando dobbiamo prendere decisioni personali contribuiamo a mantenere l’unità cristiana» (p. 19, il grassetto è aggiunto). Tutte "decisioni personali", certo, ma questo non significa che chi vota o compie il servizio militare non venga sanzionato! (link) Torna al testo.

[2] Si noti che di fronte alla proposta inaspettata di donare il suo rene, il giovane menzionò immediatamente la legge di Dio, precisando che come testimone di Geova doveva conformarsi «a quello che dice la legge di Dio al riguardo». Dato che si parla del dovere di conformarsi alla legge di Dio, non si può certo dire che questa fosse una decisione liberamente lasciata alla coscienza del singolo: nessun TdG, infatti, può scegliere di non conformarsi a quella che viene ritenuta "legge di Dio" e rimanere, ciò nonostante, approvato dall'Organizzazione. Questa proposta lasciò il giovane evidentemente disorientato, da quello che si legge nel suo racconto: «Gli dissi che avrebbe ricevuto una franca ed esauriente risposta alla sua domanda dopo che avessimo considerato in famiglia ciò che dice la Parola di Dio al riguardo». Da queste parole si comprende che aveva cercato di dare una risposta - "dovevo conformarmi a quello che dice la legge di Dio al riguardo" - ma evidentemente non era stato così franco ed esauriente da convincere il chirurgo. Nel caso del rifiuto delle trasfusioni, infatti, i TdG sono subito pronti a citare vari versetti biblici che sosterrebbero la loro obiezione. Molto più difficile era riuscire a dimostrare con la Bibbia che i trapianti venivano proibiti dalla "legge di Dio". Ecco quindi che il ragazzo chiese di parlare con i genitori, così da avere anche il loro aiuto per dare una risposta più completa. E nella successiva risposta, questa famiglia di TdG fece riferimento al cannibalismo e alla Bibbia, citando "passi attinenti": «Più tardi, quel giorno, lo informammo del nostro atteggiamento biblico rispetto alla carne umana e al suo uso, citando dalla Parola di Dio passi attinenti ... la vita futura ... dipendeva dalla nostra ubbidienza ai principi di Dio esposti nelle Sacre Scritture». La risposta "franca ed esauriente", ottenuta con l'aiuto dei genitori, non poteva che essere una: accettare di donare il rene significava violare la legge di Dio ed usare tale organo in maniera contraria alla volontà del Creatore.

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