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:: ESPERIENZE ::

LE SCOPERTE DI BARBARA ANDERSON

The Life and Discoveries of Barbara Anderson

Traduzione di Sergio Pollina

UN'EX TESTIMONE DI GEOVA INFORMATA DEI FATTI
E DIRETTA TESTIMONE DEGLI INGANNI

Barbara Anderson è stata membro dei Testimoni di Geova dal 1954 al 1997. Dal 1982 al 1992 ha lavorato alla Sede Centrale della Torre di Guardia, a Brooklyn, N.Y., dove negli ultimi suoi tre anni di attività alla Betel ha svolto ricerche per preparare la storia ufficiale del movimento (pubblicata nel 1993) oltre a farne molte altre in vari settori, e ha scritto numerosi articoli per la rivista Svegliatevi!. Ha indagato anche a fondo sul soggetto degli abusi sessuali nei confronti dei bambini all'interno della sua religione, e ciò ha avuto come risultato una serie di interviste presso le maggiori reti televisive e radiofoniche degli Stati Uniti, in qualità di voce critica della politica di abusi sessuali fra i Testimoni di Geova.

UNA SCELTA CHE CAMBIA LA VITA

Sono nata a Long Island, New York, nel 1940 da genitori polacchi di fede cattolica. Quand'ero ancora una quattordicenne senza esperienza e scontenta di tutto, feci una scelta che avrebbe condizionato i successivi quarantaquattro anni della mia vita e ridotto enormemente le mie opportunità di farne delle altre - cioè aderii a uno dei gruppi religiosi più aggressivi e controversi, quello dei Testimoni di Geova, che divennero il centro della mia vita. Misi da parte ciò che desideravo di più e cioè studiare archeologia, a motivo del divieto di quella religione sugli studi universitari, e di conseguenza le attività evangelistiche presero il primo posto a scapito dell'istruzione. Mi attenni scrupolosamente alle loro regole sulla scelta delle amicizie, solo Testimoni di Geova, e in quella della scelta del coniuge, solo uno di loro.

Ma perché un adolescente dovrebbe accettare un controllo così rigido della sua vita? Il fatto è che non solo ero giovane e idealista, ma anche annoiata. Ero troppo giovane per poter contribuire in qualche modo ai problemi del mondo, ma cercavo disperatamente di farlo, atteggiamento questo che mi indusse ad accettare uno studio biblico dei Testimoni di Geova. Dopo tutto, loro dicevano di poter spiegare il perché del bene e del male e anche gli altri misteri della vita. Ben presto, abbracciai con zelo la loro fede. Giovane, ingenua e credulona, come avrei potuto accorgermi di essere manipolata - con metodi di indottrinamento accuratamente perfezionati nel corso di decenni - che mi facevano sembrare tutto ciò che mi veniva insegnato così convincente? Solo il fatto di essere circondata da persone che mi parlavano con tanta convinzione di cose che nessun altro sembrava conoscere mi rese dipendente e affascinata da loro. E un potente senso di appartenenza mi diede la forza di oppormi alle critiche cattoliche dei miei parenti e amici. Dopo tre mesi di studio biblico, fui così felicissima di cominciare ad andare di porta in porta a predicare, e dopo nove mesi, di battezzarmi insieme con mia madre. Divenni così una Testimone di Geova.

Dopo due anni, ero riuscita con il mio zelo a convincere cinque adulti a convertirsi alla mia fede. Nel 1956, all'età di 16 anni, un missionario Testimone, che in quel periodo abitava a Long Island in attesa di ottenere i documenti per andare in India, mi chiese di trascorrere con lui i due mesi estivi per svolgere l'opera di "pioniere", cioè di missionario a tempo pieno, nei pressi di Atene, in Ohio. Fu in quella zona che, durante la Seconda Guerra Mondiale, circa quindici anni prima, alcune persone animate da spirito patriottico avevano cosparso di catrame e piume i Testimoni che si rifiutavano di salutare la bandiera e di sostenere lo sforzo bellico. Rimasi sconcertata quando un uomo con tono adirato ci disse di andarcene dalla sua proprietà altrimenti avrebbe preso la pistola e ci avrebbe cacciato dal paese come aveva fatto anni prima con gli altri Testimoni. Per niente intimoriti, continuammo il nostro ministero.

Il ritorno a scuola in autunno fu stressante perché io volevo continuare a predicare e non sprecare il mio tempo imparando cose su di un mondo che da un momento all'altro poteva finire. Per me fu un tempo piuttosto difficile, ma dopo pochi mesi la mia famiglia si trasferì nella Florida meridionale dove entrammo in contatto con i Testimoni e così potei nuovamente rifarmi una cerchia di amici.

IL MATRIMONIO

Nel 1957, a diciassette anni, insieme con altre due ragazze della Florida accettammo di recarci a predicare nell'area di Columbus, Mississippi. Non riuscendo a trovare un lavoro part-time, perché Columbus è una città universitaria e gli studenti avevano occupato tutti i posti disponibili, dopo tre mesi dovemmo andarcene scoraggiate e deluse. Ma per non ritornare in Florida, decidemmo di recarci a New York dove cercavano volontari alla sede centrale dei Testimoni di Geova di Brooklyn. Lì lo staff stava lavorando alla preparazione della grande assemblea internazionale del 1958 che si sarebbe tenuta negli Stadi Yankee e Polo Grounds. Abitammo presso dei nostri amici a Long Island finché non trovammo un appartamento e un lavoro part-time; quindi, per alcuni giorni la settimana percorrevamo i 48 chilometri necessari per andare a lavorare alla sede centrale di Brooklyn.

Incontrai Joe Anderson pochi mesi dopo l'assemblea di New York. Sua madre, Virginia, e io frequentavamo la stessa congregazione di Hampstead, a Long Island, e fu lei a farci conoscere. La nonna di Joe era stata una Testimone, sebbene non fosse precisamente un'entusiasta; di conseguenza, i suoi figli per la maggior parte erano per così dire Testimoni di Geova "in bilico". Quando lui aveva sedici anni i suoi genitori si erano trasferiti da Tampa, in Florida, a Dallas, in Texas, e lì sua madre cominciò a frequentare le adunanze presso la locale Sala del Regno. Suo padre un incallito alcolista non aveva il minimo interesse per i Testimoni. Il cameratesco fervore religioso fece forte presa su Joe, e sebbene due sue sorelle ben presto lasciassero il gruppo, egli si unì ad altri Testimoni impegnandosi per tre anni nell'opera del pioniere nella zona di Dallas. (A quel tempo era richiesto che i pionieri dedicassero 100 ore al mese nell'attività di testimonianza, mentre adesso sono state ridotte a 70.[1] I pionieri abitualmente ricorrevano al lavoro part-time per potersi sostenere economicamente).

Nel 1956, Joe scelse di andare a vivere e a lavorare nel complesso di Brooklyn Heights, che i Testimoni di Geova chiamano la "Betel". È il luogo dove si trova la Sede Centrale dei Testimoni di Geova, denominata Watchtower Bible and Tract Society, Inc., di New York ["Watchtower Society"], dove dal 1956 al 1959 lavorò ad una delle macchine da stampa. E questo è ciò che Joe ancora faceva quando ci incontrammo nel 1958. Dopo il matrimonio, nel novembre 1959, facemmo i pionieri a West Palm Beach, in Florida, fino a che non rimasi incinta di nostro figlio Lance, che nacque il 14 settembre 1961.

DEVOZIONE ASSOLUTA

Mio marito serviva come Sorvegliante che Presiede (presidente del corpo degli anziani) nelle congregazioni alle quali ci associavamo, ed era un esempio per il gregge, non solo con i discorsi che pronunciava, ma per la sua attività nel servizio dato che per 25 anni svolse l'opera di pioniere. Eravamo una coppia di credenti zelanti e nel corso degli anni riuscimmo a convertire più di ottanta persone alla nostra fede. Nel 1974 ci spostammo in Tennessee dove insieme ad un certo numero di altri Testimoni provenienti dalla Florida, fondammo una nuova congregazione di Testimoni di Geova.

Sin dall'inizio avevo riposto piena fede nella teologia e nel prestigio della Watchtower Society perché sembrava che essi possedessero la risposta della Bibbia alle tradizionali domande riguardanti la vita, la morte, la guerra e la pace in quel tempo di intensa instabilità e insicurezza che erano gli anni cinquanta, quelli "dei rifugi antiatomici e della guerra fredda". Con il trascorrere degli anni mi convincevo sempre di più di avere fatto la scelta giusta mentre vedevo che in tutta la terra le cose andavano sempre peggio e i Testimoni proclamavano che quelli erano i segni certi dell'imminente fine del mondo.

Nella metà degli anni sessanta era frequente sentire discorsi preparati dai responsabili dell'organizzazione secondo i quali il 1975 era l'anno in cui sarebbe arrivata la fine del sistema di cose. Preoccupato di non impegnarsi abbastanza per Dio, nel 1968 Joe lasciò il suo lavoro presso l'azienda elettrica della Florida, e tutti e due ci trovammo un lavoro part-time per ricominciare ancora una volta a fare i pionieri. Joe lo fece per tre anni, mentre io lo facevo saltuariamente nei mesi in cui mi era possibile. Sebbene la data del 1975 che i Testimoni di Geova avevano indicato per la venuta dell'apocalisse venisse e passasse, ciò non ci impedì di continuare perché avevamo investito veramente tanto nella religione per poi gettare la spugna.

UN INVITO ECCITANTE PER L'OPERA DI VOLONTARIO

Nel 1982, la Watchtower Society ci invitò far parte della Betel di Brooklyn dove ci fu provveduto vitto e alloggio oltre a una piccola spettanza mensile in cambio del nostro lavoro. L'anno prima, nostro figlio Lance che aveva diciannove anni, aveva fatto richiesta entrare a far parte della Betel ed era stato accettato. Gli fu assegnato un lavoro in uno dei numerosi stabilimenti che la Watchtower aveva a Brooklyn, quello di occuparsi di una delle rotative ad alta velocità che, insieme con altre, sfornavano ogni anno letteralmente centinaia di milioni di pezzi di letteratura religiosa della Wathctower. Fummo invitati a lavorare alla Betel di Brooklyn grazie a mio marito; infatti, mentre eravamo in visita a nostro figlio nel marzo 1982, Joe incontrò Richard Wheelock, supervisore e funzionario di rilievo del reparto stamperie, con il quale lui aveva lavorato negli anni cinquanta. Quando Richard seppe che Joe era un idraulico, si diede molto da fare perché potessimo entrare a far parte della Betel.

Su Richard Wheelock c'è da dire, purtroppo che otto anni dopo, il 25 luglio 1990, a 75 anni, si suicidò gettandosi dal terzo piano dell'edificio in cui viveva. Soffriva di una grave forma di depressione, insorta cinque anni prima, dopo la morte della moglie.

Pochi mesi dopo esserci trasferiti, capimmo perché Richard era così interessato al lavoro di Joe. All'insaputa della comunità locale di Brooklyn, e anche di molti dei membri della famiglia Betel, erano in corso trattative per l'acquisto di una vecchia fabbrica di Brooklyn ubicata sulla riva destra a est del fiume che dava su Furman Street. Era un enorme edificio in disuso - migliaia di metri quadrati di spazio - dove durante la Seconda Guerra Mondiale erano state realizzate delle cisterne blindate. Gli ascensori erano così grandi che potevano agevolmente trasportare un grosso camion per tutti e tredici i piani e senza. Poco tempo dopo l'acquisto, nostro figlio vi fu trasferito dalle stamperie di Adams Street perché imparasse a costruire e riparare ascensori. (Forse è utile sapere, dopo molti anni di restauri fatti dai volontari, nell'aprile 2004 l'edificio fu venduto con un enorme guadagno per la Società).

Anche il cadente Bossert Hotel di Montague Street, un albergo di 12 piani nel centro di Brooklyn e inaugurato nel 1909, in quello che è un distretto storico della città, era segretamente in predicato per l'acquisto da parte della Cohi Tower Associates, un'organizzazione costituita da un certo numero di ricchi Testimoni di Geova che acquistavano fabbricati per conto della Società. Usando la Cohi Tower Associates come prestanome per l'acquisto, la Watchtower evitava che si sapesse che dietro vi era la Società e si evitavano così problemi da parte dei locali gruppi di opposizione che non volevano che nel loro quartiere ancora un altro edificio fosse esentato dal pagamento delle tasse. Al fine di ridurre la quota di tasse di proprietà che la Cohi avrebbe dovuto versare per il Bossert, fui incaricata di provvedere le necessarie informazioni richieste perché l'albergo fosse iscritto nel Registro Nazionale degli Edifici di valore storico. Comunque, dopo pochi mesi il mio incarico ebbe termine perché, la Cohi cedette l'immobile alla Società. Ad oggi, la Watchtower Society possiede circa venti edifici a Brooklyn Heights, sebbene nel 2005 alcuni di loro siano stati messi in vendita per consentire all'organizzazione di ridurre i costi delle sue spese a New York.

Quando ci recammo alla Betel quel sabato mattina del marzo 1982, i volontari erano pienamente impegnati nell'attività di restauro di alcuni vecchi edifici ed erano pronti per cominciare a lavorare presso l'edificio storico dello Standish Hotel, un immobile di 12 piani del 1903 che la Watchtower aveva acquistato pochi anni prima. Con tutti questi acquisti e la necessità di idraulici con esperienza, capimmo perché Richard si era incontrato con i dirigenti della Società, e perché alla fine della mattinata fummo invitati a far parte della famiglia Betel, che allora contava più di 2.000 membri. Quando ritornammo nel Tennessee quasi undici anni dopo, il numero era salito a più di 3.300 a motivo della crescita prodigiosa dell'organizzazione dei Testimoni durante gli anni ottanta e i primi anni anni novanta.

Emozionatissima per l'avventura che ci aspettava ritornammo a casa per sistemare i nostri affari, e ritornammo a New York nel giugno 1982. Joe fu assegnato al Reparto Costruzioni e Idraulica, incaricato di rinnovare le tubature del vecchio edificio Squibb, e io cominciai a lavorare nel Reparto di Duplicazione Nastri. Dopo poche settimane fui colpita da una grave allergia respiratoria ad alcune delle sostanze chimiche che usavo nel mio lavoro e fui trasferita al Reparto Spedizioni dove fui incaricata di lavorare alla registrazione dati.

ESPANSIONE MONDIALE

Circa un anno dopo entrai a far parte del Reparto Ingegneria e Costruzioni, con l'incarico di componente della segreteria. Del reparto facevano parte un centinaio di persone - progettisti, ingegneri, architetti, segretari e altri impiegati d'ufficio - tutti in qualche modo coinvolti nei lavori di progettazione, disegno e costruzione di edifici, nuovi o riattati, usati dai Testimoni di Geova in tutto il mondo in un tempo in cui essi erano considerati la religione in più rapida crescita a livello mondiale. In precedenza mentre mi trovavo al Reparto, la Watchtower aveva acquistato una vasta estensione di terreni a Patterson, New York. Non sapendo all'inizio a cosa destinarla si pensò per il momento di utilizzarla come centro di istruzione biblica. Seppi che l'operazione era venuta a costare qualcosa come cinquanta milioni di dollari. Quando io lasciai Costruzioni e Ingegneria nel 1989, erano già stati spesi più di cento milioni di dollari, e il complesso ha continuato a espandersi man mano che diminuiva il volume delle attività a Brooklyn. Sebbene formalmente gli uffici della Società siano ancora a Brooklyn, Patterson diverrà il centro direzionale dal quale saranno impartite le direttive a tutta l'organizzazione a livello mondiale.

COSTRUZIONE DI UN EDIFICIO DI 30 PIANI IN RIVA AL FIUME

Successivamente divenni segretaria di uno degli architetti, un ex missionario, che doveva progettare un edificio di 30 piani per ospitarvi il personale di Brooklyn. Verso la metà del pomeriggio mentre aspettavo l'ascensore nell'edificio adibito a uffici della Watchtower dove lavoravo, mi si avvicinò John ("Jack") Barr, uno dei membri del Corpo Direttivo; mi chiese del mio lavoro mentre anch'egli aspettava l'ascensore. Gli dissi quanto eravamo impegnati nel completamento dell'EIS (documento relativo all'impatto ambientale), che dovevamo consegnare prima possibile al comune di New York per consentirgli di esprimersi sulla nostra richiesta di cambio di destinazione urbanistica, perché volevamo costruire un edificio di 30 piani ad uso abitativo. Vi era una forte opposizione della comunità locale alla realizzazione di un edificio così grande ubicato proprio nella parte di Brooklyn che dà sul fiume e avrebbe coperto la parte bassa di Manhattan e di Wall Street, perché così si sarebbe perso uno dei panorami più famosi della città.

Non dimenticherò mai cosa mi disse Jack quel giorno: "Abbiamo già speso cinquanta milioni di dollari per questo progetto, ed è straordinario vedere come i soldi che abbiamo in banca non diminuiscono lo stesso". Quindi aggiunse: "Geova provvede sempre!" il tutto accompagnato da un gesto con la mano destra a tracciare una linea orizzontale immaginaria da sinistra a destra che indicava il livello costante del denaro. Purtroppo Geova non provvide la necessaria approvazione per il cambio di destinazione e l'edificio fu poi costruito pochi isolati più all'interno, vicino agli edifici della Watchtower Society, lontano da quella che era considerata un'ubicazione ideale.

OPPORTUNITÀ DI RICERCA

Poiché il distretto di Brooklyn Heights dove si trovano gli edifici del complesso Watchtower è stato dichiarato area di interesse storico, tutti i suoi edifici nuovi o ristrutturati devono rispondere a determinati requisiti architettonici stabiliti dalla locale Associazione Paesaggistica. Col tempo una parte importante del mio lavoro consisté nel fare ricerche sulla storia e l'architettura locali per poterci poi conformare ai requisiti richiesti. Le regole per le ristrutturazioni erano così rigide che fummo addirittura obbligati a riprodurre lo stesso stile del numero civico originale che una volta era applicato sul portone d'ingresso del Bossert Hotel. Molti dubitavano che potessimo trovare un'informazione del genere, ma dopo aver speso un mucchio di tempo in ricerche presso la Società Storica di Long Island, trovai una vecchia fotografia della facciata dell'albergo nell'annuncio pubblicitario di una rivista dove i numeri si vedevano abbastanza chiaramente da poter essere riprodotti. Dopo questo fatto nessuno più osò mettere in dubbio le mie capacità di ricercatrice.

Nel 1989 fui trasferita al Reparto Scrittori in qualità di assistente ricercatrice del decano del Reparto, Karl Adams. In quel periodo era impegnato a preparare la storia della nostra religione che alla fine si compendiò in un'opera di 750 pagine intitolata I Testimoni di Geova - Proclamatori del Regno di Dio, e pubblicata nel 1993.

Anche David Iannelli, anch'egli del Reparto Scrittori, fu assegnato a lavorare con Karl al libro. Nel mio primo giorno di lavoro, vedendo che ero sola Davide si avvicinò per parlarmi. Ricordo con chiarezza che lui mi disse che certamente ero molto emozionata di lavorare lì. Mi disse che i Beteliti avrebbero "ucciso" per potere avere il mio lavoro. Credendo di aver capito cosa in realtà volesse dire gli sorrisi.

Si sa che uno dei criteri per essere invitati a far parte della famiglia Betel è quello di essere una persona "spirituale" e zelante nell'opera di evangelizzazione. Sapevo bene che la maggior parte dei Beteliti, se gli fosse stato possibile avrebbero volentieri scelto di trascorrere tutto il loro tempo dedicandosi alle questioni "spirituali" invece di fare un lavoro di tipo secolare come quello che gli era assegnato alla Betel, e il Reparto Scrittori era il cuore della Betel, perché la letteratura era la spina dorsale della religione; perciò mi rendevo perfettamente conto che il Reparto Scrittori era un luogo molto ambito da tutti.

David notò il mio sorriso e quindi mi ripeté ciò che aveva detto, questa volta sottolineandolo. Egli disse: "Ciò che voglio dire è che i Beteliti sarebbero disposti a uccidere per avere il lavoro che fai tu, non dimenticarlo!" Perplessa e un po' disorientata da queste parole, risposi borbottando qualcosa e me ne andai per ritornare al mio posto di lavoro.

In seguito avrei ricordato più volte le parole di Davide, quando mi chiedevo, senza trovare la risposta, dove avevo sbagliato e perché Dio mi aveva punito trasferendomi in quel Reparto. Sì, lavoravo con delle persone straordinariamente in gamba, persone che consideravo miei amici. Ma dietro la facciata vi erano alcuni che desideravano che mi ammalassi, e che cercavano di sabotare il mio lavoro perché lo volevano loro; o desideravano che me ne andassi via perché avevo scoperto quanto erano scorretti. Essendo ingenua, cercavo di giustificarli, tuttavia alcune volte mi indussero a commettere degli errori per i quali fui rimproverata da Karl. Ricordo che dopo quasi due anni trascorsi nel Reparto, in seguito a una situazione particolarmente difficile che aveva portato all'allontanamento di una ragazza dal Reparto, Karl mi disse che essa non era l'amica che io credevo, e che non mi poteva sopportare perché le avevo rubato il lavoro. Sì, David aveva ragione quando mi aveva detto che alcune persone sarebbero state disposte a "uccidere" per avere il mio posto!

Nonostante alcune esperienze negative, il mio lavoro quotidiano al Reparto Scrittori era emozionante; svolgevo un lavoro pieno di cose interessanti che per me costituivano una sfida. Ogni settimana Karl mi forniva un elenco di ricerche da fare, molte delle quali riguardanti la storia della Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati, risalente al 1879. Così appresi una gran quantità di cose sulla mia religione. Spesso, mentre ero alla ricerca di qualcosa di specifico, mi capitava di scoprire altro importante materiale d'archivio che da un sacco di tempo si trovava in vecchi armadi in diversi luoghi e spesso dimenticato.

SCOPERTE SORPRENDENTI

Una scoperta straordinaria fu quando trovai che non era stato Charles Taze Russell il primo presidente dell'Associazione Watch Tower costituita nel 1881, ma William H. Conley, un banchiere di Allegheny in Pennsylvania. Fu una cosa emozionantissima per me perché nessuno alla sede centrale sapeva che Conley era stato il primo presidente, o che il padre di Charles, Joseph, era il vice presidente e Charles Taze il segretario-tesoriere. Gli incarichi erano stati conferiti in base alle azioni acquistate a 10 dollari l'una. Poiché dovetti consegnare quasi immediatamente quei documenti, non sono certa del numero esatto di azioni che Convey aveva acquistato, ma penso che si trattasse di 350 per un totale di 3.500 dollari. Ricordo comunque che Joseph Lytel Russell aveva comprato 100 azioni per 1.000 dollari, e Charles Taze 50 azioni per 500 dollari. Se si legge a pagina 576 della nuova storia dei Testimoni dove è data l'informazione su Conley, è singolare che Karl Adams non menzionasse il fatto che Joseph Russell era il vicepresidente. Omise inoltre di indicare il numero di azioni possedute da ciascuno di loro.

Questi fatti importanti erano annotati nella prima pagina di un taccuino tipo bloc-notes con una copertina in cartone rosso dove trovai anche l'originale statuto della Società scritto a mano. Il documento era piegato due volte, con un lato incollato alla copertina interna. Avendo fatto un accurato riscontro sulla calligrafia non ebbi alcun dubbio che il documento era di pugno della moglie di Charles Taze, Maria Russell. Il piccolo bloc-notes era nascosto in un vecchio faldone dentro un armadio d'archivio in fondo a uno scantinato del Reparto Tesoreria della Watchtower al 25 di Columbia Heights.

Durante una delle mie frequenti ricerche fra i vecchi documenti della Sede Centrale, trovai in fondo ad una fila di vecchi mobili d'archivio del Reparto Esecutivo della filiale, un vecchio contenitore di carta ingiallita chiuso con un laccio. Conteneva la trascrizione delle registrazioni della famosa causa intentata in Canada nel 1913 dal pastore Russell al Reverendo J.J. Ross. Quando il caso arrivò davanti al gran giurì, il 4 aprile 1913, la decisione fu di non luogo a procedere perché non vi erano prove sufficienti per il dibattimento in tribunale, e il caso fu archiviato (Brooklyn Daily Eagle, 8 luglio 1916, pag. 12). Di recente, mi è stato detto che molti anni fa gli archivi del Reparto Scrittori contenevano una copia di tale materiale che poi scomparve. So adesso per certo che negli archivi della Watchtower ce n'era una che Karl aveva usato per rispondere all'importante domanda posta da molti ricercatori su come il pastore Russell aveva risposto alla domanda rivoltagli dal tribunale canadese circa il fatto se egli conoscesse o meno il greco. Diedi il faldone con il suo importante contenuto a Karl senza leggerne nessuna sua parte. È certamente strano che Karl non facesse allora nessun commento, e anche che dopo, nel libro sulla storia dei Testimoni di questa causa così importante non si dicesse niente, sebbene essa avesse occupato le prime pagine dei giornali canadesi del tempo.

In quattro vecchie scrivanie dello stesso luogo, trovai un mucchio di fotografie e di cartoline alla rinfusa. Fra di esse c'erano foto di vecchie assemblee; foto professionali e amatoriali di Nathan H. Knor, terzo presidente della Watchtower; cartoline illustrate indirizzate a Knorr inclusa una di sua moglie Audrey prima del matrimonio e mai riprodotta, una foto di studio di Charles Taze Russell. Un ritrovamento importante fu la raccolta di sedici fotografie mai viste prima alla Sede Centrale che ritraevano interni ed esterni della prima Casa Biblica di Russell, e molte foto del Pastore Russell seduto alla sua scrivania o nella sua biblioteca.

Una delle scoperte per me più sgradevoli e disgustanti fu quella di trovare in una di queste cassettiere delle fotografie personali del secondo presidente della Watchtower Society, Joseph F. Rutherford. In esse egli era ritratto in un costume da bagno intero come quelli che si usavano nel periodo fra la fine degli anni venti e l'inizio dei trenta. Aveva l'aria allegra, esibiva un pancione prominente, ed era sdraiato in un grande patio con vista sull'oceano. Mi sembra di ricordare che vi erano anche altre persone accanto a lui sulle sdraio. Ma la foto che non dimenticherò mai è quella della sua faccia in primo piano; guardava diritto nella macchina fotografica mentre usciva più che gli era possibile la lingua. Per me era ubriaco.

Ci fu poi quella volta in cui dovetti fare ricerche in un grande armadio d'archivio nell'ufficio del quarto presidente della Watchtower Society, Fred Franz; a quel tempo lui era già in cattive condizioni di salute e cieco e non usava più il suo ufficio. Vi trovai delle lettere che gli aveva scritto il Presidente Rutherford negli anni trenta. In una c'era una domanda che Rutherford aveva posto a Franz, la cui risposta gli serviva per il numero in uscita della rivista. In ogni edizione vi era una colonna contenente le risposte di Rutherford a domande che riguardavano specifiche questioni bibliche; e la lettera mi confermò il fatto che era Franz, che nel 1926 divenne membro del comitato editoriale in qualità di ricercatore biblico e di scrittore della Società, il vero autore delle risposte alle domande delle quali Rutherford poi si prendeva il merito. La lettera era precisa. Non chiedeva a Franz di fare ricerche in merito, ma di rispondere alla domanda per la successiva pubblicazione nella colonna della rivista. Mi chiesi allora quanti dei ventitré libri e sessantotto opuscoli che Rutherford diceva di aver scritto fossero veramente usciti dalla sua penna, e quanti, invece, fossero in realtà stati scritti da Franz?

IL PROCESSO OLIN MOYLE

Nella biblioteca del Reparto Legale trovai due volumi contenenti la trascrizione degli atti di un processo del 1940 intentato da Olin Moyle contro dodici dirigenti della Watchtower, contro la Watch Tower Bible and Tract Society, Inc. della Pennsylvania e contro la Watchtower Bible and Tract Society of New York, Inc.; da un'attenta lettura dei libri, si capiva che Moyle aveva vinto la causa e gli erano stati riconosciuti 30,000 dollari di risarcimento. Non essendo esperta in materia, portai i libri a Karl Adams che si mostrò sorpreso di ciò che avevo trovato e mi disse che nemmeno lui sapeva niente del processo Moyle, celebrato nel 1943. Trovo ancora difficile credere che Karl ne fosse veramente all'oscuro, perché lui aveva quattordici anni quando era stato celebrato il processo ed era diventato membro della Betel solo pochi anni dopo quando il verdetto su Moyle era ancora argomento di discussione fra i Testimoni.

Quanto importante fosse il processo Olin Moyle nella storia dei Testimoni di Geova, e il motivo per cui non se ne fa nessuna menzione nel libro sulla storia dei Testimoni, non saprei dirlo. Dopo aver lasciato la Betel e durante una visita a Burbank, California, nel 1994, la stessa domanda mi fu posta da due anziani molto noti e dalle loro mogli. Erano affascinati dal ruolo importante di ricercatrice che avevo avuto nella composizione del libro, e fu questo il motivo per cui accettarono un invito a pranzo dalle persone che mi ospitavano.

George Kelly, un testimone di Geova di vecchia data con il quale mi incontrai quella sera, alla Betel era stato il segretario personale del noto avvocato dei Testimoni Hayden C. Covington. (Su 138 casi presentati davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti egli ne trattò 111). Olin Moyle era stato l'avvocato della Watchtower Society dal 1935 fino a che Rutherford non lo cacciò nel 1939. Fu sostituito da Covington che esordì come legale della Società nel 1940 con il processo riguardante l'obbligo del saluto alla bandiera nelle scuole pubbliche, intentato dalla scuola del distretto di Minerville contro Gobitis.

L'uomo che era insieme a Kelly e con il quale ci incontrammo nella casa dell'anziano presso cui ero ospitata a Burbank in California era Lyle Reusch, che era stato per molto tempo un rappresentante speciale della Watchtower Society negli Stati Uniti e che aveva iniziato il ministero a tempo pieno nel 1935 quando era entrato a far parte della Betel. Entrambi mi manifestarono la loro meraviglia e anche il loro rammarico per il fatto che il processo Moyle non fosse menzionato nel libro storico del 1993. Prima e durante il tempo del processo Moyle, Kelly e Reusch erano strettamente associati alla Watchtower Society e mi dissero che sarebbero stati proprio curiosi di sapere in che modo l'autore del libro avrebbe presentato questo importante episodio nel quale i dirigenti della Watchtower, e in particolare Rutherford, avevano diffamato il loro stesso avvocato sulle colonne della rivista.

Secondo gli atti del processo, il problema Moyle ebbe inizio dopo che egli scrisse una lettera personale a Rutherford nella quale condannava i suoi eccessi nel bere e la sua condotta dispotica nei confronti degli altri, della quale egli personalmente era stato testimone e raccolto le lamentele. Arthur Worsley un altro membro lungamente associato della Betel e ben noto a Kelly e Reusch, era una delle persone che si erano lamentate con Moyle per il trattamento indegno che subiva da Rutherford. Quest'ultimo si arrabbiò talmente per le critiche di Moyle che lo licenziò dalla Betel insieme con la moglie e fece gettare tutti i loro effetti personali per strada. Moyle rimase sconvolto da quel trattamento ma i fatti dimostrano che non cercò mai di vendicarsi in nessun modo. Non contento di aver buttato fuori Moyle dalla Betel, Rutherford e i suoi associati cominciarono a calunniare Moyle sulla rivista Torre di Guardia, costringendo infine Moyle a intentare loro una causa.

Poi parlai di Arthur Worsely a Kelly e Reusch, discutemmo sul suo ruolo nel processo Moyle ed entrambi si dissero convinti che Arthur aveva testimoniato il falso al processo. Io dissi loro però che dopo aver letto gli atti del procedimento avevo parlato con Arthur che era un mio buon amico, della sua testimonianza in difesa della Watchtower. Olin Moyle riferisce che una mattina nella sala da pranzo della Betel, Arthur era stato ingiustificatamente e senza alcun motivo rimproverato in pubblico da Rutherford e quindi, se ne era lamentato con Moyle confidandogli quanto ne fosse rimasto umiliato. Però in tribunale Arthur disse che pensava che Rutherford avesse avuto ragione nell'averlo rimproverato pubblicamente. Disse pure che il rimprovero era giustificato e, con grande stupore di Moyle, che non se ne era lamentato con nessuno.

Tuttavia, Arthur ci raccontò ciò che era realmente avvenuto nella sala da pranzo ed espresse biasimo su Rutherford per averlo umiliato. Allora parlammo della sua testimonianza sotto giuramento, dove aveva detto di non aver mai sentito espressioni volgari e linguaggio osceno alla tavola da pranzo della Betel, e perché aveva negato che a quella stessa tavola si esaltava il vizio del bere, quando, in effetti, egli aveva detto tutto il contrario. Chiaramente sorpreso, Arthur replicò afflitto che Rutherford lo avrebbe cacciato dalla Betel se egli avesse testimoniato confermando le dichiarazioni di Moyle, e poiché non aveva nessun posto dove andare, mentì alla corte.

È quindi chiaro che il tribunale, dopo aver ascoltato tutte le testimonianze non poteva che decidere che Rutherford e gli altri erano colpevoli di calunnia. Arthur ci disse che i dirigenti della Watchtower erano così arrabbiati di dover pagare a Moyle 30.000 dollari di danni che glieli diedero tutti in monete d'argento, definendolo un "Giuda".

Non menzionando la vicenda di Moyle, la Watchtower evita di far conoscere una storia particolarmente offensiva e spiacevole che non può essere in alcun modo giustificata, e che avrebbe sporcato l'immagine immacolata dell'organizzazione che si cerca di presentare nel libro che narra la sua storia. I due Testimoni che erano con me manifestarono senza alcuna esitazione il loro dispiacere per le omissioni sul caso Moyle, e anche per l'evidente revisionismo storico operato dai dirigenti della Watchtower allo scopo di presentare, per la maggior parte, una storia impeccabile, priva di errori e non, come invece recita la Prefazione: "obiettiva e … franca".

ALLA RICERCA DI RISPOSTE

Ad un certo punto del mio lavoro, Karl mi diede parte della trascrizione delle registrazioni del divorzio di Russell, in particolare quella dell'interrogatorio di Charles Taze Russell. Non mi diede invece quella dell'interrogatorio di Maria Russell, e io non gli chiesi il perché, ma anni dopo, per curiosità la lessi, e capii perché Karl non aveva voluto che io leggessi la storia vista dalla parte della moglie; si rendeva conto che sarei rimasta sconvolta se avessi letto che la signora Russell aveva vinto la causa perché il tribunale stabilì che il Pastore Russell era veramente responsabile delle molte indegnità di cui lei lo accusava. Essa dimostrò che tutte le malignità messe in giro dal marito su di lei erano infondate, per esempio: che lei era sostenitrice del movimento per l'emancipazione femminile (parolaccia in quel tempo); che voleva assumere il controllo della rivista Torre di Guardia, e che si era allontanata da lui per desiderio di preminenza personale. Tuttavia, fino ad oggi, i revisionisti della Watchtower continuano a diffondere tali falsità.

Scoprii inoltre, leggendo sulla Torre di Guardia il racconto della morte di Charles Taze Russell avvenuto il 1° dicembre 1916, che lui e sua e sua moglie avevano contratto un matrimonio celibatario e ciò veramente mi sorprese. Quando chiesi se questo fatto un po' oscuro sarebbe stato pubblicato nel nuovo libro sulla nostra storia, mi fu risposto: "No, il Corpo Direttivo ha stabilito che informazioni del genere possono turbare il gregge".

Secondo l'insegnamento dei Testimoni di Geova, dopo la morte degli apostoli alla fine del primo secolo, si sviluppò una grande apostasia che produsse falsi cristianesimi dai quali poi nacque la chiesa cattolica romana. Ciononostante, secondo i Testimoni, vi sono sempre stati "veri" cristiani sulla terra dalla morte dell'ultimo apostolo cristiano fino ai giorni di Charles Taze Russell e dei suoi associati, i quali aderirono agli insegnamenti originali di Gesù e dei suoi apostoli. Uno dei lavori più estenuanti e impegnativi di Karl fu quello di identificare chi erano tali veri cristiani.

Il mio esame si basava su quattro criteri di base che i "figli del regno" dovevano avere in comune e che li collegassero fra di loro; tre di questi criteri erano il rifiuto della Trinità, dell'inferno di fuoco e dell'immortalità dell'anima umana. Il quarto criterio era più difficile, riguardava l'accettazione del sacrificio di riscatto di Cristo secondo la dottrina dei Testimoni. Per mesi il Reparto Scrittori rastrellò libri da grandi librerie specializzate d'Europa, del Regno Unito e anche dagli Stati Uniti. Io lessi le traduzioni di opere specialistiche sui gruppi scismatici e non conformisti antecedenti e posteriori la Riforma Ortodossa, inclusi i gruppi del periodo noto come Riforma Radicale. Devo dire che rimasi letteralmente affascinata studiando con occhio critico i primi movimenti Ariani, oltre ai Lollardi, i Valdesi, i Sociniani e gli Anabattisti.

La mia accurata analisi dei fatti convinse quindi Karl che non esisteva nessuna generazione di veri cristiani che si collegasse alla successiva in base ai quattro criteri sopra menzionati, e quindi chiuse il progetto di ricerca promettendo però che questo non lo avrebbe mai detto, sebbene a tutt'oggi quest'insegnamento sia ancora in vigore. A pagina 44 del libro I Testimoni di Geova - Proclamatori del regno di Dio, ciò che di meglio Karl riuscì a fare per rispondere alla domanda, "Cosa accadde al vero Cristianesimo dopo il I secolo?" fu "Il vero cristianesimo quindi non fu mai veramente soffocato". E poi aggiunse "Nel corso dei secoli ci sono sempre stati amanti della verità", e inserì un elenco di alcuni ben noti sostenitori della Bibbia.

Un altro incarico affidatomi da Karl, richiedeva che esaminassi l'intero periodo 1917-1918 per vedere qual era stata la causa che aveva indotto il Governo Federale a incriminare il presidente Rutherford e i suoi associati - insieme ad altri capi di imputazione - anche di cospirazione in violazione della legge contro lo spionaggio del 15 giugno 1917 e di essersene reso effettivamente colpevole; ed anche di cospirare per causare insubordinazione e rifiuto del servizio militare nell'esercito degli Stati Uniti e per ostacolare il reclutamento e l'arruolamento di uomini per tale servizio, e anche che gli accusati avevano tentato di fare o avevano effettivamente fatto entrambe le cose. Quando Rutherford seppe che il Governo considerava inopportune le pagine 247-253 del Mistero Compiuto, settimo volume della serie degli Studi sulle Scritture, diede immediate disposizioni perché le pagine fossero eliminate da tutte le copie del libro prima che fosse offerto al pubblico. Poi, quando seppe che la distribuzione del volume sarebbe stata considerata una violazione della legge sullo spionaggio, dispose di sospenderne la distribuzione. Ma nonostante tali sforzi, Rutherford e sette dei suoi più stretti collaboratori furono condannati a un lungo periodo di detenzione in un penitenziario federale, per essere però rilasciati alla fine della guerra.

Quando Karl e io leggemmo le parole di Rutherford nella trascrizione delle registrazioni di Rutherford et al. Contro Stati Uniti, rimanemmo letteralmente allibiti nel vedere con quali parole servili e conciliatorie egli tentò di ingraziarsi il tribunale e il governo, un governo che egli molto spesso aveva etichettato come "satanico". Non vi è dubbio che Rutherford cercò di rabbonire le autorità in tutti i modi possibili. Lo stesso Karl ammise che il secondo presidente della Società aveva compromesso la sua integrità. Ne traemmo la conclusione che fu perché si sentiva veramente colpevole, che fu indotto, una volta fuori dal carcere, a dedicarsi con tutte le sue energie alla predicazione del messaggio del Regno senza tener conto di quanto grave fosse la persecuzione. Una cosa emerge con chiarezza dalle mie ricerche sugli anni di Rutherford: egli si attirò consapevolmente la persecuzione attaccando religioni e governi e fustigando il clero, incitando in tal modo atti di ritorsione contro i singoli Studenti Biblici. E questa era quella che lui andava sbandierando come "Persecuzione!"

Durante gli anni del mio lavoro con Karl Adams le mie ricerche diedero a volte luogo a delle sorprese, buone e cattive, riguardanti l'organizzazione, sebbene quelle negative non mi influenzassero nel dubitare di ciò in cui credevo. Naturalmente subivo una delusione quando mi rendevo conto che certe accuse erano fondate. Ad ogni modo, non è nella mia natura di farmi turbare più di tanto dai sospetti sulle cose in cui credo. Ero una credente convinta e mi fu facile credere che anche quando erano state mosse accuse di cattiva condotta ai dirigenti della Watchtower Society, esse lo erano da gente "sporca" e non si riflettevano in alcun modo sulla veracità della religione nel suo complesso.

PERSONE INDIMENTICABILI

Quando seppi che avrei fatto parte del Reparto Scrittori, pensai che fosse un privilegio essere quotidianamente a contatto con gli uomini più spirituali della Betel, uomini che provvedevano al gregge informazioni spirituali al tempo giusto. I dirigenti del Reparto erano tre membri del Corpo Direttivo, Loyd Barry, Jack Barr e Karl Klein. Lloyd Barry era laureato ed era il cervello che dirigeva tutte le attività del Reparto. (A partire dal 1992 fu Barry che a guidò la Società verso un atteggiamento più tollerante nei confronti dei giovani Testimoni che desideravano proseguire negli studi universitari; ma purtroppo il suo atteggiamento cambiò nel 2005). Lloyd mi piaceva veramente tanto. Un giorno gli dissi quanto mi piaceva leggere la vecchia corrispondenza della filiale della Nuova Zelanda. Subito mi chiese chi mi avesse messo a disposizione dati così confidenziali che io non ero autorizzata a leggere, dimenticando per un momento che insieme a Karl Adams che faceva ricerche per il nuovo libro, anche io ero stata incaricata di leggere quel materiale. Quando glielo feci notare, rispose con una risata.

Lloyd veniva dalla Nuova Zelanda e ciò che stavo leggendo riguardava il missionario Frank Dewar, un neozelandese, le cui avventure in Indonesia negli anni trenta mi facevano venire in mente il protagonista del film Crocodile Dundee. Non vi erano montagne troppo alte o fiumi troppo larghi da impedire a Frank di recarsi presso popolazioni remote con il suo messaggio di testimonianza. Lloyd mi disse che Dewar era il suo missionario preferito e anche la serie di film di Crocodile Dundee, ma solo fino a quando l'attore protagonista del film lasciò la moglie per sposare la sua partner del film.

Nel nuovo libro, a pagina 446, Karl Adams narrò che Frank Dewar aveva intrapreso un viaggio per il Siam, "[Egli] fece una sosta a Kuala Lumpur per poter mettere insieme abbastanza denaro per il resto del viaggio ma, mentre era lì ebbe un incidente: un camion lo sbalzò dalla bicicletta. Dopo essersi rimesso", scrive Karl, "con soli cinque dollari in tasca prese il treno che da Singapore andava a Bangkok. Avendo fede nella capacità di Geova di provvedere, si mise all'opera".

Ciò che fu omesso nel racconto e quindi nella storia narrata nel libro fu un aspetto squisitamente umano. A causa dell'urto Frank rimase incosciente e si svegliò più tardi in un letto che sembrava essere quello di un albergo da quattro soldi ma che in realtà era, come lui stesso disse, una casa di dubbia reputazione dove fu curato e nutrito da amorevoli prostitute. Se l'autore avesse incluso questa parte dell'esperienza di Frank, la storia sarebbe stata veramente "franca" come era scritto in premessa dall'editore. Ma poiché l'incidente non era in linea con l'idea che il suo autore aveva della storia dei Testimoni, esso fu omesso.

Nel 1989 mi resi conto che gli anni migliori di Karl Klein erano ormai solo un ricordo. Era malridotto, irritabile come un bambino, e la gente lo evitava perché aveva un modo di parlare strambo a causa dell'età. Mi capitava spesso di vederlo imbambolato dopo aver finito di leggere la redazione finale di un libro della Società o di una rivista in attesa della sua approvazione.

Un giorno, nel 1992, mentre cercava qualcuno che lo ascoltasse, si rivolse a me e agli altri membri del gruppo con fare esagitato per parlarci di un suggerimento che aveva dato al resto del Corpo Direttivo e che quella stessa mattina sarebbe divenuto "nuova luce", sebbene egli sapesse che le procedure della Betel non consentivano tali anticipazioni. A colazione, 6.000 componenti della famiglia Betel nelle sale da pranzo ubicate in tre differenti luoghi di New York furono informati durante i commenti alla scrittura del giorno che Geova non aveva bisogno di rivendicare il suo nome, ma che il suo principale proposito era la rivendicazione della sua sovranità. Sin dal 1935 ai Testimoni era stato insegnato che il proposito principale di Geova non era la salvezza dell'uomo ma la rivendicazione del suo nome. Invece adesso Karl Klein era certo, cinquantasette anni dopo, che Dio aveva rivelato a lui come stavano le cose ed era eccitatissimo al pensiero che chi lo ascoltava sapesse che questo cambiamento era merito suo.

Jack Barr, che io consideravo un amico personale, era un uomo mite, ma viveva all'ombra di Barry e faceva quello che lui gli diceva. Sfortunatamente era un debole - non si adattava per niente a lui il proverbiale "pugno di ferro in un guanto di velluto", era in effetti un "pugno molle …". L'atteggiamento subordinato di Barr emerse chiaramente una volta in cui Lloyd Barry si trovava fuori città e ci vollero il sostegno e l'insistenza di ben tre scrittori anziani per costringere Barr, che era il secondo nella scala gerarchica dopo Barry, perché riuscisse ad annullare l'ordine con cui Ted Jaracz aveva imposto al reparto stamperia di non pubblicare la Svegliatevi! dell'8 aprile 1992, che conteneva materiale sul quale egli non era d'accordo, sebbene Jaracz non avesse nessuna veste per poter disporre una cosa del genere. Gli incarichi assegnati a ciascun membro del Corpo Direttivo erano chiaramente definiti, e le decisioni editoriali del Reparto Scrittori non erano affare di Jaracz, così come ciò che avveniva nel Reparto Servizio, sotto la guida di Jaracz, non era un affare di Barry, Barr o Klein.

In un'occasione non potei fare a meno di lamentarmi con Jack nei confronti di uno degli anziani del Reparto Scrittori, notoriamente persona insopportabile, che era stato appena nominato assistente del Corpo Direttivo. Quest'uomo mi aveva minacciato perché pensava che io avessi osato pettegolare su di lui ritenendolo responsabile della scomparsa di alcuni preziosi reperti d'archivio appartenenti alla Società. Io ero dell'opinione che ciò che era accaduto meritasse d'essere accertato, e che se fosse emersa qualche condotta disdicevole da parte di qualcuno, che questo qualcuno avrebbe dovuto essere rimosso dal suo incarico. Dopo avermi ascoltato Jack mi informò che la nomina di quell'uomo era irrevocabile perché "era stato nominato dalla spirito santo", e con questo Jack si rifiutò di entrare nel merito della vicenda.

Una delle mie amicizie più intense nel Reparto Scrittori era quella con Harry Peloyan, membro anziano del Reparto e coordinatore (editore) della rivista Svegliatevi! Harry si era laureato ad Harward e faceva parte della Betel sin dal 1957. Sotto la sua chioma grigia vi era una mente brillante, e la sua intelligenza non sembrava affatto diminuire con l'avanzare dell'età. Era una persona di talento e piena di carisma, che si era convertita alla religione dei Testimoni da giovane, sebbene, così egli diceva, ciò gli fosse costato caro perché aveva rinunciato a una carriera ben remunerata per poter venire alla Betel, e perché suo padre, un uomo influente, lo avrebbe diseredato se egli non avesse rinunciato a quella religione. Fino ad oggi è ancora fermamente convinto che solo i Testimoni abbiano la "verità". Ma dalle nostre conversazioni compresi che le sue opinioni e le sue credenze non erano scolpite sulla pietra, poiché era disponibile a cambiare punto di vista se si rendeva conto che un determinato insegnamento teologico non fosse scritturale o che qualche norma organizzativa fosse opinabile.

Era sempre un piacere conversare con Harry su soggetti che appassionavano entrambi, sia religiosi che secolari, e sebbene non sempre fossimo d'accordo rispettavamo le opinioni uno dell'altra. Le nocche gli diventavano violacee quando stringeva con forza le mani poggiate sulla sua scrivania mentre discuteva di un argomento nel corso di discussioni stimolanti. E si arrabbiava moltissimo con chi si opponeva al tentativo di dare una veste più compassionevole all'organizzazione, e anche se apparentemente restava calmo poi non si tratteneva più ed esplodeva.

Parlavamo dell'educazione dei figli con le sue gioie e le sue preoccupazioni, sebbene Harry e la sua cara moglie, Rose, che era morta nel 2005 non ne avessero avuti. Nel 1990 parte della Svegliatevi! contenne articoli che parlavano dell'importanza dell'istruzione biblica nell'educazione ad una vita migliore. Pertanto, quando nostro figlio ci scrisse una splendida lettera piena di apprezzamento per l'educazione che gli avevamo impartito da Testimone, Harry volle pubblicarla nell'ultima pagina dell'edizione dell'8 agosto 1993 come esempio di successo nell'educazione dei figli da parte dei genitori che applicavano i consigli della Bibbia.

Vi era bisogno di idee nuove per mantenere i lettori interessati alla letteratura Torre di Guardia. Perciò notai che Harry discuteva con un'estesa cerchia di amici alla Sede Centrale sui numeri correnti e su argomenti di interesse. Egli era uno dei tanti membri del Reparto Scrittori che pacatamente esprimeva il suo rammarico per il fatto che parecchi di quelli che dirigevano la Watchtower, inclusa la maggior parte dei membri del Corpo Direttivo, fossero rimasti fossilizzati agli anni cinquanta. Mi rendevo conto che decenni di vita all'interno del guscio protettivo della Betel impediva ai dirigenti della Società di avere dimestichezza con i problemi sociali sempre più complicati e pressanti della società moderna che il gregge doveva quotidianamente affrontare; ciononostante, queste stesse persone così sprovvedute credevano di essere in grado di poter illuminare tutti gli altri.

Aggiungo che durante il periodo delle mie ricerche per conto di Karl Adams, Harry lesse parte del materiale che avevo preparato e seppi che aveva manifestato il suo apprezzamento per le mie capacità. Guidata da lui e da Colin Quakhenbush, scrissi circa sette articoli per la Svegliatevi!, alcuni per intero, altri in parte. Avevo lavorato a tali articoli dopo il mio orario di lavoro, al termine della giornata. Con il trascorrere del tempo mi resi conto che molti degli articoli della rivista erano opera di uomini e donne che non facevano parte del Reparto Scrittori, che venivano poi fatti propri dal nostro gruppo. Harry, la cui scrivania sembrava sempre sgombra, spesso ricorreva ad autori esterni al Reparto Scrittori per gli articoli che gli avevano assegnato di scrivere e che poi inseriva nel sistema sotto il suo nome. Ancor oggi mi chiedo se fosse proprio lui l'autore di molti dei libri e degli opuscoli che mi disse di aver scritto. Ma, anche se Harry non scriveva personalmente il materiale, cercò mai di verificare le fonti citate, per vedere se esse corrispondevano realmente con le dichiarazioni basate su di esse? O era anche lui responsabile della scorrettezza degli scritti basati su citazioni distorte? Alan Feuerbacher, un teologo che ha esaminato molte delle pubblicazioni Watchtower, ha documentato molte citazioni menzionate fuori contesto in pubblicazioni scritte da Harry. Vorrei credere che quando esaminava gli scritti che gli venivano sottoposti, Harry non ne fosse responsabile e che non sapesse che le fonti citate lo erano fuori dal contesto.

RISPETTO PER LE DONNE

Harry era uno strenuo difensore delle donne e dei bambini tiranneggiati e abusati da tetragoni e patriarcali uomini di fede, che usavano la Bibbia come una frusta. Entrambi eravamo all'oscuro di ciò che accadeva a tante, troppe infelici mogli di Testimoni che soffrivano per il distorto uso dell'autorità da parte dei loro mariti, capi della famiglia.

Ricordo una volta, era il gennaio 1992, in cui mi trovavo nell'ufficio di Harry e riferii sia a lui che ad un altro degli anziani redattore del Reparto, Eric Beveridge, ciò che avevo sentito da alcune Testimoni durante le mie vacanze. Secondo loro erano troppi gli uomini all'interno dell'organizzazione che trattavano le donne senza rispetto come se fossero esseri inferiori. Una donna molto amareggiata mi parlò di una Testimone che affermava di essere stata violentata da un uomo, anch'egli Testimone, mentre sbrigava le faccende domestiche in casa sua. Quando fu interrogato, l'uomo ammise davanti agli anziani di aver avuto rapporti sessuali con lei, ma precisò che si era trattato di un rapporto consensuale e che se ne era pentito. Lei negò la consensualità e insistette nel dire di essere stata violentata. Fu disassociata per menzogna; egli invece non lo fu perché aveva ammesso il fatto e asseriva d'essersene pentito. Le Testimoni che conoscevano l'accusato ne furono profondamente indignate perché conoscevano la pessima reputazione di quell'uomo, ed erano convinte che fosse stato lui a mentire. (A titolo di cronaca: nessuno denunciò la violenza alle autorità).

Harry ed Eric non furono contenti di ciò che avevano udito. La discussione che ne seguì indusse Harry ad autorizzare Eric a redigere una serie di articoli su Svegliatevi! riguardanti i "problemi delle donne" e mi incaricò di fare delle ricerche. Il risultato fu l'edizione dell'8 luglio 1992 di Svegliatevi!, una serie di 15 pagine di articoli, il cui titolo di copertina era: "Le donne vanno rispettate". Dopo la pubblicazione di questa rivista, giunsero molte lettere di apprezzamento. Ciò che ci turbò particolarmente fu che il 75% delle lettere non erano firmate perché le loro autrici avevano paura di ritorsioni in casa e nelle congregazioni se la Watchtower le avesse trasmesse ai loro corpi degli anziani.

ARTICOLI DI SVEGLIATEVI! SULLE MOLESTIE

La politica di riservatezza dell'organizzazione prevede che i Testimoni coinvolti in qualsiasi controversia giudiziaria ne parlino solo con il comitato giudiziario, oppure stiano zitti. Di conseguenza, la prima volta che io udii parlare di abusi sessuali nella congregazione fu verso il 1984.

Una giovane donna con la quale lavoravo nel Reparto Costruzioni e Ingegneria, raccontò molto turbata al nostro gruppo che un anziano preminente della congregazione alla quale lei si associava, nello stato di New York, prima di trasferirsi alla Betel, era stato arrestato per pedofilia. Appresi successivamente che il molestatore era stato arrestato e trasferito in carcere dove aveva scontato tre anni. Quest'uomo, notissimo e carismatico aveva molestato sua figlia e molte altre ragazzine della sua congregazione per molti anni costringendole a non dire nulla, impresa facile se esercitata su dei bambini da una figura così autorevole.

All'inizio pensai che una cosa del genere fosse un'aberrazione, ma dopo mi resi conto di come mi fossi profondamente sbagliata. La dimostrazione che quello appena narrato non era un caso isolato di molestie nei confronti di figli di testimoni di Geova, fu data dall'autorizzazione di una serie di articoli che apparvero nell'edizione del 22 giugno 1985 di Svegliatevi!, il cui titolo di copertina diceva: "Molestie sessuali ai bambini: l'incubo di tutte le madri". A motivo della mia precedente esperienza con il Reparto Scrittori sapevo con certezza che la Società non avrebbe mai dedicato una serie di articoli dedicati ad un problema del genere se non vi fosse stato un incremento delle molestie sessuali verso i bambini nell'ambito dell'organizzazione e se non si fosse resa conto che i suoi dirigenti avevano bisogno di provvedere istruzioni ai genitori su come proteggere i loro figli dalle molestie e anche su come individuare i segni che tali molestie avevano luogo. Ma, triste a dirsi, tali articoli erano sporadici e in essi venivano fornite scarne informazioni su come aiutare sia chi doveva fornire assistenza che le vittime a fronteggiare situazioni del genere; né fu emanata una direttiva che prevedesse l'immediata denuncia alle autorità. In effetti, nel caso dello stato di New York, fu un dirigente scolastico che informò le autorità degli abusi sessuali subiti da uno dei bambini.

Poco dopo aver finito il mio lavoro sul libro della storia dei Testimoni, apparve un'altra serie di articoli nell'edizione dell'8 ottobre 1991 di Svegliatevi! riguardanti le molestie sessuali sui bambini. Il titolo di copertina era: "Abusi subiti nell'infanzia, si può guarire!" La rivista conteneva informazioni scritte specificamente per aiutare le vittime degli abusi sessuali a riprendersi dagli effetti devastanti delle violenze subite. Venivano anche fornite informazioni per cercare di aiutare le famiglie e gli amici a comprendere il comportamento autodistruttivo di tali vittime.

La mia reazione a tali articoli fu probabilmente la stessa di quella di molti testimoni di Geova: cioè credevamo che informazioni del genere sarebbero state d'aiuto nell'attenuare gli effetti duraturi di un crimine così odioso. E pensavamo che essi erano stati scritti a causa della crescente attenzione che negli anni ottanta i media dedicavano alle crescenti rivelazioni di tali abusi nelle chiese e in molte altre organizzazioni. Dopo tutto, si poteva pensare, molti adulti che si convertono alla religione dei Testimoni, forse erano stati molestati sessualmente da bambini, ed erano queste persone che avevano bisogno delle utili informazioni di Svegliatevi!.

Dopo la pubblicazione di questo numero della rivista, la Sede Centrale ricevette migliaia di lettere e telefonate che esprimevano apprezzamento al Corpo Direttivo per l'utilissima serie di articoli che esso conteneva. È anche interessante notare che insieme all'interesse suscitato dall'articolo di Svegliatevi! dell'8 luglio 1990 intitolato: "Ricerche sugli animali: giuste o sbagliate", fu per quello del'8 ottobre 1991, che la Watchtower ricevette il più grande numero di lettere della sua storia.

LA WATCHTOWER E IL PROBLEMA DEGLI ABUSI SESSUALI SUI BAMBINI

Verso la fine del 1991, Harry mi spiegò in dettaglio perché era stato scritto quell'articolo su Svegliatevi! e chi era stato incaricato di redigerlo. Appresi che era stato lo stesso Harry, con l'approvazione di Lloyd Barry, che aveva autorizzato Lee Waters Jr. del gruppo degli scrittori. Larry era conosciuto come uomo compassionevole e particolarmente sensibile ai bisogni e ai diritti e delle minoranze. Harry e Lee avevano letto un saggio intitolato, "ANDIAMO AVANTI, un aiuto per i Testimoni vittime di abusi sessuali a gestirne le conseguenze nella loro vita", che circolava fra i Testimoni degli Stati Uniti negli anni 1989-1990. Non ricordo come questo saggio arrivò nel Reparto Scrittori, ma fece una grande impressione. Era stato scritto da una Testimone, Mary Woodard, che parlava degli effetti che l'abuso sessuale sui bambini aveva avuto su se stessa e su altre Testimoni. Mary fu contattata tramite un anziano della Florida e invitata presso il Reparto Scrittori per discutere del soggetto con Harry e Lee, e ciò che essa disse costituì la base per gli articoli sugli abusi della Svegliatevi! dell'8 ottobre 1991.

Come seppi da Harry, Mary tentò il suicidio nel 1992, dopo aver accettato l'invito di recarsi al Reparto Scrittori, e nel 2003 ebbi una lunga conversazione con lei sui motivi della sua venuta da noi. Lei mi mostrò una corrispondenza privata che le aveva spedito Lee mentre preparava gli articoli.

Non discutemmo dell'articolo su Svegliatevi!, ma di cose di più ampio interesse, quali le accuse di abusi sessuali sui bambini commessi da testimoni di Geova, accuse troppo numerose per poterle ignorare. Appresi successivamente che era stata un'eccezione alla regola dei testimoni di Geova delle nostre congregazioni quella di informare le autorità delle accuse. Comunque, per quanto io ne sappia, nessuno del Reparto Scrittori era dispiaciuto del fatto che le accuse non fossero comunicate alle autorità perché eravamo, me compresa, dell'opinione che "l'Organizzazione di Dio" possiede strumenti migliori per risolvere problemi del genere rispetto alle autorità secolari. Inoltre, sapevamo che andare dalle autorità voleva dire lavare i nostri panni sporchi in pubblico e ciò avrebbe recato biasimo sulla reputazione dei testimoni di Geova. All'inizio tali accuse erano trattate segretamente dai comitati giudiziari della congregazione. (Quando gli anziani vengono a conoscenza di una trasgressione da parte di uno dei loro membri, si riuniscono e nominano tre o più di loro come comitato giudiziario per trattare la questione). Però, se le accuse delle vittime sono messe in dubbio, e ai pedofili non viene impartita nessuna disciplina, triste a dirsi alle vittime non rimane che starsene zitte, pena gravi conseguenze disciplinari. Di conseguenza, alcuni ne uscivano profondamente amareggiati, ma rimanevano in silenzio convinti che ciò che era accaduto loro era un caso eccezionale nell'organizzazione Watchtower. Ai Testimoni delusi veniva detto di "Aspettare Geova", poiché Lui avrebbe asciugato tutte le loro lacrime nella futura terra paradisiaca.

Mentre ancora completavo il mio lavoro sul libro della storia della Watchtower, verso la fine del 1991 fui riassegnata al Reparto Artistico, ma solo dopo pochi mesi, Jack Barr venne nel mio ufficio per informarmi che Harry e altri anziani del Reparti Scrittori di Svegliatevi! avevano bisogno del mio aiuto con le ricerche. Mentre il 1992 trascorreva, continuai a saperne sempre di più da loro sui seri problemi riguardanti le molestie sessuali sui bambini nelle congregazioni dei testimoni di Geova di tutto il mondo.

Ben presto, Lloyd Barry autorizzò la preparazione di un altro articolo sul soggetto da pubblicarsi nell'edizione dell'8 aprile 1992; esso si intitolava "Ho pianto dalla gioia". In esso erano riportate citazioni tratte da lettere che la Società aveva ricevuto, nelle quali le vittime e i loro amici e familiari esprimevano profondo apprezzamento al Corpo Direttivo per la Svegliatevi! dell'8 ottobre 1991.

CHE DIRE DEI TERAPISTI PROFESSIONALI?

Gli articoli di Svegliatevi! si proponevano di aiutare a riprendersi dagli effetti devastanti degli abusi sessuali subiti le loro vittime offrendo utili suggerimenti, uno dei quali era quello di partecipare a sedute presso esperti di salute mentale, se necessario, o di cercare nell'ambito della congregazione un conservo disposto ad ascoltarli. La maggioranza del Corpo Direttivo però, e specialmente Ted Jaracz, opposero una strenua resistenza verso le cure prestate da terapeuti professionisti o da esperti di salute mentale, perché erano fermamente convinti che i loro consigli provenissero dal mondo di Satana. Il Corpo Direttivo, insieme a molti funzionari di rilievo della Watchtower, credeva che l'applicazione dei consigli della Bibbia così come erano esposti nella letteratura ufficiale Watchtower avrebbero dato stabilità psicologica, anche a chi aveva sofferto delle conseguenze di abusi sessuali subiti da bambino. In genere i consigli forniti dai testimoni di Geova "maturi" erano sempre gli stessi per qualsiasi problema: leggi la Bibbia, frequenta le adunanze e partecipa al ministero di porta in porta. Poiché le vittime di abusi sessuali su minori erano scoraggiate dal cercare aiuto all'esterno, si rivolgevano agli anziani per essere aiutate, e questo spesso diventava un incubo sia per le vittime che per gli stessi anziani.

Se le vittime degli abusi speravano che l'atteggiamento di insensibilità verso di loro adottato dall'organizzazione sarebbe cambiato dopo la pubblicazione della Svegliatevi! dell'8 ottobre 1991, si sbagliavano, e di molto, perché in realtà poche cose cambiarono da parte della maggioranza degli anziani. Le vecchie e radicate abitudini rimasero in sostanza le stesse a motivo dell'idea che solo l'applicazione delle Scritture può recare la guarigione, e non i consigli dei libri del "mondo" che la Svegliatevi! dell'8 ottobre aveva citato con tanta abbondanza. (Questo è il motivo principale per cui molti dei dirigenti dei Testimoni sono ancora in disaccordo con le informazioni provvedute in quella rivista).

CHE DIRE DEI "RICORDI REPRESSI E DEL DMP?

Un altro argomento trattato nella Svegliatevi! era il fenomeno ricorrente noto come "ricordi repressi" ma quel soggetto non ebbe molta presa su molti Testimoni influenti. Da ciò che disse Lee, sostenuto da lettere personali di sopravvissuti agli abusi e dei loro terapeuti, emerge che molte vittime narravano di ricordare abusi che erano accaduti anni prima, quando erano bambini. L'attendibilità di questi "ricordi" era oggetto di dibattiti e di controversie fra i professionisti di salute mentale e anche all'interno della Watchtower. Alla sede centrale le congregazioni sono controllate dal Reparto Servizio. In tale reparto, diretto da Ted Jaracz, membro del Corpo Direttivo, c'erano persone che in genere si esprimevano in termini negativi con gli anziani che ponevano domande sull'anomalia dei ricordi repressi. Mi fu infatti detto che Jaracz era uno di quelli che si opponeva all'Organizzazione Contro i Ricordi Repressi. E quando infine Harry dimostrò che l'Organizzazione contro i Ricordi Repressi era stata screditata dai ricercatori, nessuno si occupò più dell'argomento.

Anche il Disturbo Multiplo di Personalità (DMP), che adesso si chiama Disturbo Dissociativo dell'Identità (DDI), divenne oggetto di acceso dibattito. Sebbene la sindrome da DMP non sia mai menzionata nelle pubblicazioni Wathctower, né in alcune delle lettere della Società sulle regole dell'organizzazione che essa scrive agli anziani, gli anziani di tutto il paese conoscevano il fenomeno dalle vittime sofferenti del trauma degli abusi sessuali subiti nell'infanzia, che vivevano situazioni difficili all'interno delle congregazioni, anche perché a volte venivano definiti "indemoniati". Come sarebbe stato possibile essere loro d'aiuto se perfino alcuni del Reparto Servizio consideravano il DMP/DDI e i ricordi repressi come una "fissazione" e definivano "fissati" chi ne soffriva! Non era questa la soluzione per un problema così complesso. C'era così tata confusione e disinformazione sul DMP che Harry mi chiese di scrivere un articolo al riguardo. Triste a dirsi, a motivo dei continui tira e molla sulla Svegliatevi! dell'8 ottobre 1991, Lloyd Barry decise che l'argomento non doveva essere più trattato per timore di causare ancor più controversie, così la pubblicazione dell'articolo fu accantonata.

CONSIGLI CONFUSI DALLA SEDE CENTRALE

Da ciò che precede si comprende come la linea dura del Reparto Servizio non era l'ideale per confortare le vittime di abusi. In genere i componenti del Reparto Servizio esortavano a "leggere di più la Bibbia e a guardare avanti al Nuovo Mondo dove non vi sarebbero stati più problemi". Ma questa non è certamente la soluzione per dei problemi così complessi. Inoltre il suggerimento ottuso dato ad alcuni, di "gettarsi alle spalle il problema" non era apprezzato dalle vittime, e nemmeno dai componenti di mente più liberale del Reparto Scrittori. Infatti, quando le vittime li contattavano e parlavano con il personale del Reparto Corrispondenza, erano trattate con misericordia e consigliate con informazioni aggiornate sui loro problemi. Tutto ciò diede luogo a una serie di contraddizioni con le vittime che alla fine si sentivano nuovamente vittimizzate, e gli anziani che chiamavano per consigli, sempre più confusi.

Alla fine di dicembre 1991, tutti gli anziani di congregazione parteciparono alla locale Scuola di Ministero del Regno per ricevere addestramento e aggiornamenti sulle regole della Società. Poco dopo, il 23 marzo 1992, giunse una lettera a tutti i corpi degli anziani delle congregazioni degli Stati Uniti. In essa si modificava ciò che era stato insegnato alle scuole precedenti in merito al serio problema vissuto dalle vittime degli abusi sessuali nell'infanzia e, nella lettera, le terapie professionali non erano condannate come in passato ma il programma della scuola coincideva quasi in tutto con le informazioni della rivista. La lettera, molto compassionevole, confermava che la decisione di ciascun Testimone di farsi curare da uno psichiatra, da uno psicologo o da un terapeuta, era una scelta personale, sebbene venissero chieste alcune cautele. Una cosa molto chiara della lettera era che gli anziani non dovevano diventare esperti in materia o sostituirsi ai terapeuti, cosa che alcuni di loro effettivamente stavano facendo. Essa inoltre includeva una serie di suggerimenti su cosa dire per aiutare le vittime di abusi. Le cose sembravano essersi sistemate, ma non per molto.

All'interno del profondo santuario delle congregazioni e delle circoscrizioni, i piccoli e sporchi segreti continuavano e, per alcune ragioni sconosciute, la protezione dei violentatori continuava come se niente fosse. Un segreto particolarmente disgustoso riguardava le istruzioni personali inviate nel 1992 da un membro del Corpo Direttivo, che secondo Harry altri non era che Ted Jaracz, ad alcuni selezionati e ben noti sorveglianti di distretto e di circoscrizione, perché si riunissero e costringessero le vittime degli abusi a non dir nulla di ciò che avevano subito, altrimenti sarebbero stati disassociati. Nel 1994, nell'ufficio di Peloyan, io insieme a mio marito Joe, avemmo l'opportunità di sfogliare un faldone d'archivio pieno di lettere di accuse sull'argomento in questione, giunte alla Sede Centrale da tutto il paese. Un particolare interessante che ne emerge è che in esse veniva frequentemente fatto il nome di uno dei sorveglianti del gruppo intimidatorio che adesso è divenuto membro del Corpo Direttivo.

"Non gettare il bambino con l'acqua sporca", era una delle affermazioni che Harry pronunciava spesso quando parlavamo delle ultime e sempre peggiori notizie sulla crescente e ottusa chiusura di mente del Reparto Servizio, deciso a mantenere la sua linea dura nei confronti del problema. Egli seguiva da vicino le nostre reazioni di fronte alla saga ormai quotidiana di notizie riguardanti gli abusi sessuali, sperando che ciò non ci avrebbe indotto a lasciare l'organizzazione. Non sapeva quanto fosse vicino a indovinare!

RITORNO A CASA IN TENNESSEE

A causa dei problemi di salute dei miei anziani genitori, nell'agosto 1992 decidemmo di terminare il nostro soggiorno alla Betel e ce ne andammo alla fine dell'anno.

Prima di andarmene però dedicai del tempo a un altro progetto di ricerca. Harry mi autorizzò a raccogliere un dossier di informazioni che servissero ad allertare il Corpo Direttivo dimostrandogli che nell'organizzazione esisteva un serio problema con gli abusi sessuali sui minori. All'inizio di gennaio 1993, poche settimane dopo aver lasciato la Betel, un corposo incartamento di documenti e informazioni da me raccolte fu spedito da Harry Peloyan a ciascun membro del Corpo Direttivo.

Dieci anni e mezzo di vita insieme a poche altre migliaia di persone della "Famiglia Betel" furono veramente un'esperienza da raccontare. Quando tornammo a casa nostra in Tennessee ci lasciammo dietro letteralmente centinaia di amici, ed anche nostro figlio e nostra nuora. Nei giorni precedenti la partenza, Joe ed io ricevemmo centinaia di bigliettini con saluti di arrivederci. Considero ancora veramente prezioso un libretto scritto a mano dei miei colleghi del Reparto Scrittori, pieno di affettuose espressioni di rammarico per il fatto che non avremmo più potuto lavorare insieme, e di auguri per il nostro futuro. Se solo avessero saputo ciò che ci riservava il futuro! Nel libretto, Harry ci diceva quanto era stato piacevole lavorare con noi, e come gli sarebbero mancati la mia disponibilità, la mia determinazione e la mia compassione. Lee disse che non riusciva a dire quanto gli sarei mancata, e aggiunse che il mio apporto, le mie iniziative e le mie ricerche erano state di valore incalcolabile. Un altro degli anziani del Reparto Scrittori, Jim Pellecchia, mi ringraziò per averlo aiutato a "dare una scossa". Tutte queste osservazioni riguardavano in primo luogo il mio lavoro dietro le quinte, nel tentativo di convincere il Corpo Direttivo a dare l'avvio a un cambiamento nelle procedure dell'organizzazione in materia di abusi sessuali sui minori. E ricorderò sempre l'ultimo giorno di lavoro nel Reparto Scrittori quando David Iannelli mi salutò e mi ringraziò calorosamente per aver scoperto ciò che nell'organizzazione nessuno sapeva, e cioè che William Conley, e non Charles Taze Russell, era stato il primo presidente dell'organizzazione Watchtower.

Me ne andai senza rimpianti. Quando mi trovavo al centro, al vertice, nel mondo dei Testimoni, avevo dato tutta me stessa. Sebbene amassi quelle persone mi trovai in un dilemma. Dopo aver lasciato New York, sarei stata capace di continuare a star zitta e quieta dopo quello che avevo appreso sugli scandali tenuti nascosti degli abusi sessuali sui bambini all'interno dell'Organizzazione? Sapevo che se avessi permesso alla mia "compassione" di far sapere all'esterno ciò che accadeva, sarei stata disassociata. Quando lasciai New York sapevo che non avrei potuto girare la testa dall'altra parte, soffocando la mia pena per le vittime dei "lupi" ingannevoli mascherati da "pecore" all'interno dell'organizzazione; e allora, cosa avrei dovuto fare? I primi anni dopo aver lasciato furono a dir poco stressanti.

Eravamo rientrati in Tennessee da pochi mesi quando a tutti i corpi degli anziani degli Stati Uniti fu spedita una lettera in data 3 febbraio 1993, che ancora una volta parlava degli abusi sessuali sui minori. Apparentemente il lavoro che io avevo fatto sembrava produrre risultati poiché la lettera in effetti forniva informazioni utili per assistere le persone che molti anni prima avevano subito abusi. Sembrava quindi che vi fosse un ammorbidimento nell'atteggiamento del Corpo Direttivo sull'argomento dei Ricordi Repressi. La lettera inoltre ripeteva che se un Testimone avesse cercato l'assistenza di professionisti, e avesse riferito gli abusi alle autorità, non avrebbe dovuto essere criticato dagli anziani. E questo era tutto. Nell'edizione dell'8 ottobre 1993 di Svegliatevi! fu pubblicato un altro articolo veramente ben fatto sugli abusi sessuali a danno dei bambini, che sosteneva che si può "… rivolgersi a uno specialista per aiutare i figli molestati".

Anche da casa continuai a fare ricerche per il Reparto Scrittori. Fra le altre cose studiai l'argomento relativo alla diffusione degli abusi sessuali sui bambini sia nelle altre religioni che nella società in generale. Così, pensai di essere stata di qualche utilità a coloro che alla Sede Centrale cercavano di far sì che il Corpo Direttivo cambiasse la sua politica nei confronti dello spinoso problema.

Comunque, per quanto fosse gratificante vedere qualche risultato del mio lavoro, con mio grande sgomento, dopo pochi mesi dal mio ritorno a casa, seppi che nella locale congregazione del nostro territorio nel passato recente vi era stato un insolito aumento dei casi di accuse di molestie sessuali e anche di confessioni, ma che nessuna di loro era stata portata all'attenzione delle autorità E se era tremendo sapere che accadevano cose del genere, era veramente agghiacciante sapere che i casi di abusi sessuali sui bambini erano affidati nelle mani di uomini che sapevano poco o niente sul come comportarsi in simili circostanze.

LENTEZZA NELL'AGIRE

Nella mia congregazione c'era un anziano che aveva confessato di aver molestato la figlia di un Testimone. Fu rimosso dall'incarico, ma solo per il clamore sollevato dal padre della bambina che non essendo Testimone aveva denunciato il fatto alle autorità; ma dopo pochi anni il molestatore si diede da fare per riottenere di nuovo i suoi privilegi nella congregazione. Aveva convinto gli anziani di essersi pentito sebbene vi fosse la prova che egli approfittava del servizio di casa in casa per incontrarsi e studiare la Bibbia con donne sole con bambini, per poi molestarli. Scrissi una lettera piuttosto generica su questa situazione alla Società Torre di Guardia, e una accorata del 21 luglio 1993 al membro del Corpo Direttivo Lloyd Barry, che adesso è deceduto. Nella mia lettera riferivo della mia preoccupazione per il fatto che ai molestatori era permesso di andare di casa in casa, sulla scorra del fatto che proprio nella mia congregazione un pedofilo usava quest'attività per trovare bambini, e suggerivo che in circostanze del genere l'attività di ministero del molestatore avrebbe dovuto essere sottoposta a restrizioni.

Vi era anche un'altra situazione di grande interesse. Nella congregazione i nomi dei pedofili non erano mai resi noti, compresi quelli che si erano pentiti, e molti dopo alcuni anni riottenevano i loro precedenti incarichi. Perciò erano di nuovo in grado di molestare altri bambini, cosa che molti di essi in effetti fecero. Lloyd Barry non mi parlò mai della lettera che gli avevo scritto, sebbene avessi avuto un breve incontro con lui in occasione di una mia visita alla Sede Centrale della Società nel 1994.

Invece del così tanto sperato cambiamento della politica nei riguardi dei molestatori che partecipavano al ministero e del loro reinserimento in incarichi di responsabilità dopo il loro pentimento, non avvenne niente. Mi rendevo conto che una decisione del genere avrebbe avuto ripercussioni e avrebbe recato difficoltà. La vastità e la complessità dell'intera situazione riguardante gli abusi sessuali sui bambini all'interno della congregazione erano giganteschi. Ma alla fine dei conti tutto ciò che mi interessava era che purtroppo i bambini continuavano ad essere molestati dai Testimoni e che io desideravo che la situazione cambiasse.

Fui felice di vedere che il sostegno professionale per alleviare i disagi di chi aveva subito abusi sessuali da bambino non era più considerato disdicevole già nel 1992 e nel 1993, ma dal dicembre 1994, vi fu una retromarcia verso un atteggiamento più rigido che nel 1994 fu l'oggetto di una serie di Scuole di Ministero del Regno. Agli anziani fu anche detto che le accuse rivolte a un Testimone nel caso di ricordi repressi non erano sufficienti per un'azione giudiziaria. Fu anche loro ricordato che se non vi fossero stati due testimoni delle molestie, e l'accusato avesse negato, non si sarebbe potuta avviare nessuna azione giudiziaria per sanzioni o per la disassociazione.

Ricordo quanto fossi preoccupata nel periodo dal 1993 al 1997 in merito alla norma sulla riservatezza. Raccontai ai miei amici del Reparto Scrittori la vicenda del molestatore apparentemente pentito della mia congregazione che faceva saltare i bambini sulle sue ginocchia o li teneva fra le braccia; tuttavia gli anziani non avevano fatto niente, neanche avvertire i genitori. Il mio appassionato interesse nella vicenda si tradusse in una lettera del 1° agosto 1995 a tutti i corpi degli anziani, che conteneva l'invito a prestare attenzione a chi era stato molestatore di bambini riguardo al "…pericolo che egli abbracciasse o tenesse i bambini sulle ginocchia, e che ciò non avrebbe mai dovuto avvenire se non alla presenza di un adulto".

Sapevo che Harry e altri si trovavano in un equilibrio difficile da mantenere. Infine, nel 1997, la Watchtower dichiarò in un articolo dell'edizione del 1° gennaio 1997 dal titolo "Aborriamo ciò che è malvagio", "che … un uomo conosciuto come uno che un tempo molestava i bambini non è idoneo per occupare un incarico di responsabilità nella congregazione". L'annuncio inoltre diceva che l'organizzazione non avrebbe protetto un molestatore di bambini dalle giuste sanzioni che gli sarebbero state inflitte dallo Stato. Poco dopo, Harry ed io avemmo una conversazione telefonica nella quale egli mi disse di essere molto soddisfatto che cinque anni di duro lavoro avessero portato ad un cambiamento di politica che adesso impediva che un molestatore pentito potesse ricevere incarichi di responsabilità nella congregazione. Per quanto io fossi inizialmente felice per ciò che era accaduto, fui turbata quando lessi le seguenti parole: "Se [il molestatore] sembra pentito, sarà incoraggiato a fare progresso spirituale, a partecipare al servizio di campo [il porta a porta dei Testimoni di Geova] …", che era esattamente l'opposto di ciò che avevo chiesto.

LA SCAPPATOIA DELLA "REGOLA DEI DUE TESTIMONI"

A prima vista sembrava che il Corpo Direttivo avesse finalmente deciso che chiunque avesse avuto un passato da molestatore non avrebbe mai più potuto ricoprire incarichi di responsabilità nell'organizzazione. Vi era stato anche il riconoscimento del fatto che se un uomo in passato era stato un molestatore, vi erano buone probabilità che lo avrebbe fatto di nuovo. Sembrava perciò che se un uomo del genere avesse avuto un incarico di responsabilità nella congregazione avrebbe dovuto essere rimosso. I Testimoni accolsero con entusiasmo questo nuovo modo di procedere, credendo che non consentendo ad un noto molestatore di ottenere una posizione di responsabilità nella congregazione, il loro Corpo Direttivo avrebbe evitato gli scandali che stavano piagando tutte le chiede del paese.

Ecco che però spuntò fuori la scappatoia del nuovo corso. Si trattava di una frase semplice ma molto chiara secondo cui "un uomo conosciuto come uno che un tempo molestava i bambini non è idoneo per occupare un incarico di responsabilità nella congregazione", nascondeva l'inganno e il pericolo. Perché? La parola chiave "conosciuto" voleva dire che il molestatore doveva trovarsi in una posizione di autorità. Ciò fu chiarito nella seguente lettera inviata il 4 marzo 1997 a tutti i corpi degli anziani in risposta alla domanda, "Chi è un 'molestatore di bambini conosciuto'?". Si noti quest'affermazione: "Un individuo 'conosciuto' per essere stato uno che molestava i bambini si riferisce alla percezione di tale persona nella comunità e nella congregazione cristiana". Secondo tale dichiarazione, se la congregazione o la comunità sanno che l'uomo in precedenza era stato un molestatore, egli non sarebbe stato qualificato per una posizione di responsabilità, o di rimanere in tale posizione dopo l'adozione della nuova politica. Ma è ovvio che il solo modo in cui un uomo può divenire noto all'opinione pubblica come molestatore è solo dopo che il fatto è stato reso noto alla polizia, cosa che accade molto raramente fra i Testimoni. E la regola di riservatezza della Società rende impossibile alla congregazione sapere chi è un molestatore, quando alla vittima è imposto di tacere dal Comitato Giudiziario. Di conseguenza, l'accusato rimane nella sua posizione di responsabilità perché secondo gli anziani egli non è conosciuto per essere stato un molestatore.

Com'è ovvio solo pochi fra i comuni Testimoni sono consapevoli del significato di "conosciuto" nel senso in cui è stato appena spiegato, e molti anziani di congregazione non si resero pienamente conto delle implicazioni della Torre di Guardia del 1° gennaio 1997 e della lettera della Società del 4 marzo successivo; ma come avrebbero reagito le congregazioni se avessero saputo che un molestatore di bambini era stato nominato dalla Società, pienamente consapevole di ciò che era accaduto in passato? La lettera del 14 marzo 1997 diretta a tutti i corpi degli anziani conteneva istruzioni che inavvertitamente ammettevano proprio questo: "Il corpo degli anziani dovrebbe fornire alla Società un rapporto su chiunque serva o abbia servito in una posizione di nominato nella vostra congregazione e che sia conosciuto per essersi reso in passato reo di molestie sessuali ai bambini" ciò conferma il fatto che la Società ha con piena consapevolezza nominato dei molestatori in posizioni di responsabilità.

Inoltre, questa lettera così illuminante continuava dicendo: "altri possono essersi resi colpevoli di molestie sessuali a bambini prima di battezzarsi. I corpi degli anziani non dovrebbero fare indagini al riguardi". In un tempo in cui le organizzazioni sia religiose che secolari fanno un accurato screening dei loro impiegati e dei volontari che vengono frequentemente in contatto con i bambini, il Corpo Direttivo non dovrebbe volere che gli anziani abbiano un quadro chiaro della situazione prima di investire qualcuno di incarichi di responsabilità? Lo si può, come minimo, accusare di irresponsabilità, se non di criminale negligenza, e se le autorità indagassero più a fondo, anche di qualcosa di più grave.

Come esempio della posizione ufficiale della Società, si prenda ciò che disse il loro noto portavoce, J.R. Brown, ai media tedeschi nel giugno 2002, "Se qualcuno viene trovato colpevole di molestie ai bambini, egli non può in nessun caso servire come anziano". Tuttavia, si dia un'occhiata a ciò che aveva detto la Watchtower in una lettera a tutti i corpi degli anziani del Regno Unito del 1° giugno 2001, dove vi è un'eccezione a questa regola:

"Se la filiale decide che egli [l'ex molestatore di bambini] può essere nominato o può continuare a servire in una posizione di fiducia perché il peccato risale a parecchi anni prima e da allora egli ha vissuto una vita esemplare, il suo nome non dovrebbe apparire nell'elenco, né è necessario trasmettere tali informazioni riguardanti il passato del fratello se egli si trasferisce in un'altra congregazione, a meno di istruzioni contrarie fornite dalla filiale". (L'elenco esistente nelle congregazioni si intitola: "Protezione dei bambini - Salmo 127:3" e contiene informazioni sui molestatori confessi; cioè di quelli trovati colpevoli dalla congregazione in base alla testimonianza di due o più testimoni attendibili, e di quelli condannati da un tribunale).

La lettera poi continuava così: "Vi sono, comunque, molte altre situazioni relative all'abuso dei bambini. Per esempio, può esservi solo un testimone oculare, e il fratello nega l'accusa. (Deuteronomio 19:15; Giovanni 8:17) Oppure, egli può essere indagato delle autorità secolari per l'accusa di abusi ma la vicenda non si è ancora conclusa. Questi e in altri casi simili, non vanno inclusi nell'elenco della Protezione dei bambini".

Quando mi resi conto per la prima volta degli abusi che avevano luogo nell'ambito dell'organizzazione Watchtower, non credevo che l'insegnamento biblico relativo ai due testimoni [2] per dimostrare un peccato si potesse applicare alle molestie. Fu solo dopo il 1997, quando scoprii che in effetti il requisito dei due testimoni serviva a proteggere il pedofilo, che compresi quanto questa scelta fosse pericolosa per i bambini. Come si può vedere dalla lettera del 1° giugno 2001 di cui sopra, se le vittime di abusi non possono dimostrare la fondatezza delle loro accuse con almeno un altro testimone del fatto, e l'accusato nega di averlo commesso, l'accusa cade nel nulla, non viene nemmeno menzionata nell'elenco della Protezione del Bambino. Scatta quindi la regola della riservatezza. Alle vittime viene imposto di non parlare dell'accusa pena la disassociazione. In questo modo i molestatori venivano e vengono nascosti, mentre i bambini sono dati loro in pasto. È l'applicazione della politica dei "due testimoni" e della riservatezza che necessita urgentemente di una profonda revisione.

LA DELUSIONE FINALE

Facevo parte di un'organizzazione i cui membri sembrano non essere per niente diversi dal resto della società. Tuttavia, sotto la superficie essi sono veramente diversi nel loro approccio alla vita, perché i testimoni di Geova si definiscono una teocrazia, che vuol dire che essi credono che sia Dio a guidare la loro organizzazione. E sono i capi della Teocrazia dei Testimoni che dettano le regole per il gregge disciplinandone ogni aspetto della vita incluse quelle per proteggerli da influenze negative. A prescindere dalla loro buona fede o meno, i dirigenti dei Testimoni sono del tutto simili ai Farisei in quanto emanano direttive riguardanti ogni aspetto della vita sociale. Tutto si complica quando si devono affrontare situazioni complesse; vedi per esempio la faccenda relativa all'abuso sessuale dei minori, dove esiste la regola dei due testimoni; poi c'è l'edizione della Torre di Guardia del 1° gennaio 1997; e poi la nuova politica da seguire con le sue scappatoie nel libro di testo per gli anziani Prestate attenzione a voi stessi e a tutto il gregge; infine, la lettera del 14 marzo 1977 ai corpi degli anziani; e tutte le altre lettere pertinenti e le relative istruzioni della Scuola di Ministero del Regno. Si suppone che tutte queste direttive contrastanti fra loro siano state scritte con l'intenzione di proteggere la congregazione, ma il solo risultato è che proteggono i pedofili, e spero solo che tutto ciò non sia stato fatto intenzionalmente.

Il periodo dal 1992 in poi fu per me molto difficile a causa delle confuse procedure della Watchtower riguardanti gli abusi sessuali nei confronti dei bambini, e questo perché mi sfuggiva ciò che era invece ovvio, e cioè che i dirigenti dell'organizzazione trattavano i casi di abusi sui minori esattamente come quelli di ubriachezza o fornicazione. Mi resi conto che gli anziani non avrebbero proceduto a nessun accertamento sulle accuse di molestie sessuali sui bambini, sebbene tutti i casi del genere dovrebbero essere riferiti alle autorità perché la violenza sessuale sui minori è un crimine, una forma di stupro, un punto, questo, che la Società non sembra abbia compreso pienamente. La polizia si occupa dei crimini, gli anziani dei peccati! Se gli anziani hanno bisogno di precise istruzioni sulle procedure di disassociazione verso chi compie tali abusi, allora dovrebbe essere chiaro che le istruzioni devono riguardare solo tale fattispecie. Gli anziani non sono magistrati. Se sono necessari due testimoni necessari per accertare che è stato commesso un abuso che determini la disassociazione del responsabile, potrebbe anche andar bene, ma soltanto dopo che sono state informate le autorità di ciò che è successo.

Nel 1998, lasciai ufficialmente l'organizzazione, sebbene l'allontanamento fosse cominciato da circa un anno. Cercai di nascondere il mio stato d'animo mentre frequentavo nuovamente il liceo locale dove sostenni degli esami e ricevetti una borsa di studio; ciò mi diede la forza di andare avanti senza aver più l'amicizia dei miei amici Testimoni di ogni parte del mondo. (Sapevo con certezza che sarei stata oggetto del loro ostracismo non appena avessero saputo che non ero più una di loro). Andare a scuola fu come se scoprissi che c'è vita fuori dalla Watchtower. A quel tempo io e Joe eravamo sposati da 39 anni e non avevamo mai avuto nessun segreto l'uno per l'altra. Fiducia e rispetto erano la solida base del nostro felice matrimonio. Perciò mio marito accettò la mia fuoriuscita dalla nostra religione perché sapeva in tutta coscienza che mi trovavo veramente in difficoltà ad associarmi con l'organizzazione sapendo ciò che sapevo sul tipo di trattamento che ricevevano i bambini abusati proprio a causa delle direttive della Società che io consideravo sbagliate. In quanto donna avrei dovuto rimanere in silenzio di fronte a tutto questo oppure accettare di essere disassociata. Non riuscivo più a sopportare la rabbia e la frustrazione derivanti dal fatto che sapevo di non poter fare nulla.

La mia famiglia d'origine e i più cari amici non mi abbandonarono. Dapprincipio furono disorientati dal fatto che io avessi lasciato l'organizzazione, ma rispettarono il mio diritto di farlo, e anche due di loro lasciarono successivamente l'organizzazione. Nel 1997 mio figlio che era alla Betel da 16 anni, e sua moglie lasciarono la sede centrale perché desideravamo avere dei figli. Nostro nipote Luca nacque nel 1999, ed essi insieme al bambino continuarono a venire a trovarci o noi andavamo da loro perché io non ero una disassociata. Mio marito era ancora un anziano e gli altri anziani non sapevano il perché del mio abbandono, e sembra che fossero piuttosto riluttanti a chiederne a uno di noi due i motivi. Ad ogni modo non espressi mai commenti negativi nei confronti di nessuno dell'organizzazione, così non ero percepita come una minaccia.

BILL BOWEN E 'SILENTLAMBS'

Verso la fine del 2000 un mio amico, ex sorvegliante di circoscrizione, vide su un forum di discussione di testimoni di Geova sul Web, la comunicazione di un anziano nella quale egli chiedeva se anche altri anziani si fossero imbattuti in situazioni simili a quella in cui egli si era venuto a trovare quando aveva scoperto che il sorvegliante che presiede della sua congregazione aveva ammesso di essere stato un molestatore negli anni precedenti. Poiché la congregazione e la comunità non erano a conoscenza del crimine, anche se due dei tre anziani lo sapevano, quell'uomo rimase nella sua posizione. Il forista espresse la sua preoccupazione sia per i suoi figli che per gli altri bambini della congregazione.

Dapprincipio, il mio amico si mise in contatto con quell'anziano, e così feci anch'io. Ciò che questi apprese sugli abusi sessuali sui bambini nell'organizzazione lo lasciò allibito. Ben presto entrambi ci convincemmo che dovevamo fare qualcosa per far sì che il mondo sapesse che l'organizzazione Watchtower, con le sue scelte criminali e irresponsabili era colpevole a livello internazionale di coprire il CRIMINE dell'abuso sessuale sui bambini, e che dovevamo convincere il Corpo Direttivo a cambiare politica. Ma come avremmo potuto fare? Ben presto l'anziano, Bill Bowen, decise di dimettersi e di rendere pubblica la faccenda degli abusi. Ciò avvenne il 1° gennaio 2001. L'impatto che nella sua città del Kentuky ebbe sui media la notizia delle sue dimissioni da anziano a motivo dello scandalo degli abusi sessuali sui minori fu enorme. Inoltre entrambi maturammo l'idea di un sito su Internet che Bill creò e a cui diede il nome di Silentlambs.org. In esso i testimoni di Geova vittime di abusi sessuali nell'infanzia ad opera di Testimoni potevano narrare le loro storie. In poche settimane ne ricevemmo 1.000, dopo 5 anni più di 6.000.

Io non mi rivelai al pubblico come aveva fatto Bill, ma dopo poche settimane Bill e io eravamo su un aereo diretto a New York per esservi intervistati dalla NBC estremamente interessata al problema degli abusi sessuali sui bambini, e desiderava produrre un documentario per la loro rete nazionale, la Dateline. Dopo aver compiuto ricerche approfondite per appurare la fondatezza di ciò che noi dicevamo, fu fissata una data per un programma di interviste per la televisione. Verso lo stesso periodo, uno dei produttori aveva discusso dell'argomento con i funzionari della Watchtower che negarono tutto con forza. Il programma fu messo in calendario per novembre 2001, ma a motivo dell'attacco terroristico alla torri gemelle dell'11 settembre, fu spostato ad altra data.

DISASSOCIATA

Alla fine di aprile 2002, dopo aver chiamato più volte la NBC e aver infine saputo che il programma sarebbe andato in onda il 28 maggio 2002, la Watchtower intimò immediatamente agli anziani locali di riunire un comitato giudiziario per noi due. All'inizio di maggio dimostrai agli anziani di non essere colpevole delle accuse che mi venivano mosse. Entro pochi giorni gli anziani fissarono un'altra riunione del comitato giudiziario per il quale avevano escogitato altre accuse. Mi rifiutai di parteciparvi perché mi sembrava inutile, perché se anche avessi smontato le loro accuse, era ovvio che loro ne avrebbero trovato delle altre. Ad ogni modo, il 19 maggio 2002 fui disassociata per aver causato divisioni.

Alcuni degli altri testimoni che avevano preso parte al programma furono disassociati poco dopo. I disassociati sono descritti come peccatori impenitenti e quindi non degni di fede, perciò quella fu una mossa astuta da parte della Società. Era naturale che io fossi disassociata poco prima che il programma della Dateline fosse mandato in onda, così i Testimoni che lo avrebbero visto non avrebbero dovuto credere a ciò che io avevo detto.

Poi, poco dopo avvenne qualcosa che veramente mi sorprese. Il 24 maggio 2002 la Watchtower inviò una lettera a tutte le congregazioni d'America da leggersi la settimana precedente la messa in onda della trasmissione. Dopo aver ascoltato la lettura della lettera, che era piena di mezze verità sull'intera vicenda, mio marito restituì le sue chiavi della Sala del Regno e si dimise da anziano. Gli fu chiesto di formalizzare la sua decisione con una lettera di dimissioni, cosa che egli fece dopo pochi giorni. Joe ne diede una copia a ciascun anziano e una la inviò a Dan Sydlik e Jack Barr, membri del Corpo Direttivo. Ne mandò pure una copia a un amico, Robert Johnson, del Reparto Servizio. In una conversazione telefonica avuta con lui la settimana successiva, a Joe fu detto che era importante che tenesse sua moglie sotto controllo, e che lei aveva capito male le direttive della Società. Ma quando Joe chiese chiarimenti su tali direttive Bob gli rispose che si trattava di argomenti confidenziali. Fu estremamente cauto nell'esprimersi quando Joe lo chiamò, e la conversazione finì in modo poco gradevole.

Di conseguenza Joe fu disassociato a luglio 2002 per aver causato divisioni. Per il fatto di avermi difeso e di aver espresso le sue personali vedute sulla questione degli abusi sessuali sui bambini, che certamente non erano le stesse della Watchtower, Joe non era più un uomo dell'associazione. Come Bill Bowen e me stessa, Joe non condivideva per niente la procedura che veniva seguita dagli anziani quando venivano posti a conoscenza di un abuso su un bambino. Era convinto che non spettasse agli anziani fare investigazioni al riguardo perché si tratta di un crimine e come tale bisognava immediatamente riferirlo alle autorità a prescindere dallo Stato in cui il fatto era accaduto e anche se in quello Stato la legge non obbligava il clero farlo. Prima della trasmissione della Dateline, dei giornalisti chiesero alla Wathctower se era vero che noi fossimo stati convocati da un comitato giudiziario prima della messa in onda del programma. Il portavoce della Società, J.R. Brown lo negò e i giornalisti riferirono che egli aveva dichiarato che i comitati giudiziari erano faccende locali e che noi eravamo stati convocati perché eravamo peccatori e non perché saremmo apparsi in trasmissione. Brown aggiunse anche che i dirigenti della Watchtower non sapevano di che cosa avrebbe parlato il programma, cosa che io sapevo non essere vera. Quando i giornalisti gli chiesero qual è la scrittura che la religione usa per disassociare i suoi membri, il portavoce della Società citò 1 Corinti 5:11, 12 che comanda alla chiesa di rimuovere l'uomo malvagio fra di loro che è un fornicatore, un avido, un oltraggiatore,un idolatra, un ubriacone, o un estortore. Poiché io non facevo più parte della congregazione sin da metà del 1998, né avevo commesso un peccato del genere, nel novembre 2002 li querelai per diffamazione e la causa è tuttora in corso, data la lentezza del sistema giudiziario. Da allora Bill Bowen e io siamo stati intervistati molte volte dalla stampa perché siamo sempre impegnati nel rendere pubbliche le procedure della Società a protezione dei pedofili.

Nel lontano 8 agosto 1993 la splendida lettera di nostro figlio su Svegliatevi! esaltava le nostre virtù di genitori; tuttavia, nemmeno dieci anni dopo, egli cambiò completamente opinione e dopo la nostra disassociazione decise di non aver più niente a che fare con noi perché avevamo rivelato le vergogne dell'organizzazione sui bambini molestati. Egli disse alla stampa che avevo fatto una cosa "nobile" cercando di proteggere i bambini dei Testimoni, ma che non credeva che quella cosa andasse fatta spifferando tutto in pubblico. (Sembra che io abbia infranto l'undicesimo comandamento, quello più importante per i testimoni di Geova: "Non devi mai fare cattiva pubblicità all'organizzazione").

Poco dopo il programma di Dateline del 28 maggio 2002, mio figlio e sua moglie si recarono di proposito a New York per chiedere ai dirigenti della Società qual era la loro versione dei fatti. Gli fu detto che avevo completamente frainteso le disposizioni della Società e che con le mie azioni avevo causato l'allontanamento di migliaia di persone che avevano lasciato la Bibbia e Dio. Perciò, quei testimoni di Geova che si erano "allontanati" sarebbero morti ad Armaghedon e io sarei stata responsabile della loro morte. Scelse di crederci e non mi parlò mai più. Sono adesso tre anni che non abbiamo più visto lui, sua moglie e nostro nipote, e se gli scriviamo, mandandogli qualche dono per il bambino, ci ritorna indietro senza nemmeno essere stato aperto.

UN IMPEGNO DIVERSO

Quando guardo la mia vita sin dal tempo in cui mi battezzai da testimone di Geova a 14 anni, mi stupisco nel vedere dove mi ha condotto quel primo passo. Il mio solo desiderio era di aiutare le persone a comprendere i misteri della vita secondo la dottrina dei testimoni di Geova. Adesso sono veramente contenta di non avere più l'illusione che i misteri della vita possano essere spiegati, o che i testimoni di Geova siano una religione caritatevole. Sebbene quello che una volta era un mio caro amico, Harry Peloyan mi abbia definito "Giuda" per aver reso pubblico lo spaventoso problema degli abusi sessuali verso i bambini che avvengono dentro quell'organizzazione, il mio impegno è adesso quello di dedicare il resto della mia vita a condividere con altri le esperienze di chi, come me, ha vissuto "all'interno" ed ha avuto esperienze in prima persona in quell'organizzazione. Spero tanto che le mie parole possano aiutare le persone a comprendere i segreti reconditi di questa organizzazione religiosa, una religione diretta con molta abilità dal suo Corpo Direttivo sin dal 1881. In tal modo faccio conoscere la verità, e ciò che io ho passato può evitare che altre persone sincere facciano la stessa scelta sfortunata che mi condusse ad essere testimone oculare di un inganno.

1° maggio 2006.

Note:

[1] Adesso (2012) sono solo 50. N.d.T.

[2] La regola dei "due testimoni" è ancora vigente nelle congregazioni dei testimoni di Geova. Negli Stati Uniti, se il Corpo degli Anziani viene informato di un'accusa di molestie, la procedura prevede che uno di loro venga incaricato dagli altri di contattare il Reparto Legale della Watch Tower Bible and Tract Society di New York. Questa direttiva risale al 1989. Quindi, un rappresentante del Reparto Legale chiede all'anziano il suo nome e lo Stato in cui vive. Se l'anziano abita in uno Stato in cui è obbligatorio che gli anziani (o il clero) informino le autorità di ogni accusa di molestie, agli anziani viene suggerito che come prima istanza dovrebbero incoraggiare i genitori del bambino vittima degli abusi sessuali di riferire il fatto alle autorità, ma se non sporgessero denuncia, allora sarebbero gli anziani a farlo. Prima che il suo programma del 28 maggio 2002 la Dateline rendesse noto il problema degli abusi sessuali sui bambini nell'organizzazione dei Testimoni, gli anziani che vivevano negli Stati dove la denuncia è obbligatoria normalmente non facevano nessun rapporto sugli abusi sessuali sui bambini se i genitori o la vittima non sporgevano denuncia.

Se invece le molestie avevano luogo in uno Stato in cui non era fatto obbligo al clero di denunciarle, non veniva fatto nessun rapporto. Per cui agli anziani fu detto di spiegare agli assistenti sociali o ai bambini vittime di abusi sessuali che vivevano in uno Stato in cui non era richiesto di segnalare il caso. Agli anziani fu anche detto di mantenersi neutrali e di lasciare che fossero gli assistenti sociali o le stesse vittime a farsi carico di informare le autorità. Le istruzioni della Società spiegavano chiaramente che gli anziani non dovevano né incoraggiare né scoraggiare i Testimoni dall'intraprendere iniziative al riguardo. Se gli assistenti sociali o le vittime decidevano di andare alla polizia per denunciare il fatto, non si doveva comunque fare nulla a meno che un anziano non facesse una denuncia segreta. Naturalmente, poiché spesso il violentatore è lo stesso padre della vittima, lasciare che a decidere se denunciare o meno il fatto debbano essere i genitori, è semplicemente un'ignobile farsa.

Prima della trasmissione della Dateline, i genitori Testimoni non riferivano gli abusi perché non "desideravano gettare biasimo sull'organizzazione". Questa era la norma e non l'eccezione. Per esempio, Bill Bowen in un nastro registrato conserva le parole di un avvocato della Società che gli spiegava che nello Stato in cui Bill viveva non era richiesto al clero di denunciare gli abusi alle autorità; e disse quindi a Bill di rimanere neutrale e di non incoraggiare o scoraggiare l'accusatore se andare o meno dalle autorità. Inoltre, i rappresentanti della Società raccomandarono a Bill di lasciare la situazione nelle mani di Geova perché Egli ne avrebbe avuto cura.

Vivere in uno stato dove non vi è l'obbligo di denuncia è una protezione per i Testimoni pedofili confessi e visibilmente pentiti, che evitano così di essere svergognati in pubblico se l'assistente sociale o la vittima scelgono di non fare denuncia. E la regola della riservatezza garantisce che l'accusa di molestie non sarà mai conosciuta dalla congregazione. Troppe volte, pedofili "pentiti" hanno reiterato il loro crimine nella stessa congregazione nella quale era protetti dalla regola della riservatezza.

A prescindere dalla scelta dei genitori di denunciare il crimine alle autorità, gli anziani devono continuare lo stesso ad applicare la regola dei "due testimoni" per decidere se disassociare o meno la persona accusata. Se l'accusato nega gli addebiti e non vi sono due testimoni della molestia (due testimoni vuol dire la vittima più un'altra persona), in tal caso la persona accusata non viene disassociata; la disassociazione ha luogo soltanto se il requisito dei "due testimoni" è pienamente soddisfatto. Comunque, se mostra "vero pentimento", il molestatore non sarà disassociato. In ogni caso, alle vittime e ai loro genitori non è consentito di informare gli altri familiari della molestia.

Ma, dopo la trasmissione della Dateline, i genitori Testimoni si sentono più liberi di riferire le molestie alle autorità. Se i genitori lo fanno e l'accusato viene arrestato e trovato colpevole, lui o lei però ancora non può essere disassociato se prima la vittima non porta davanti agli anziani un testimone oculare del fatto. Di recente un mole-statore è stato rimesso in libertà dopo avere scontato cinque anni di prigione, ma non è mai stato disassociato perché la vittima non aveva nessun testimone oculare da esibire. Durante la detenzione e anche dopo, la congregazione trattò quest'uomo da innocente. Né gli anziani possono assistere la polizia nella sue indagini perché ciò sarebbe in conflitto con le loro norme sull'innocenza dell'accusato.

Negli Stati Uniti, le molestie sessuali sono considerate un crimine. I genitori dovrebbero completamente bypassare gli anziani e andare invece direttamente dalle autorità perché la legge federale obbliga chiunque a riferire casi del genere, sia che lo Stato dove il fatto è avvenuto lo richieda oppure no. Ma sembra che la Watchtower non sia del tutto d'accordo con le leggi del Paese. Si noti ciò che fu detto nella Torre di Guardia del 1° agosto 2995, a pagina 14: "Anche oggi lo stupro è un reato grave che viene punito severamente. La vittima ha tutto il diritto di denunciare il fatto alla polizia, di modo che le autorità competenti possano punire il colpevole. Ovviamente, se la vittima è un minore saranno i genitori a fare questi passi". Da questa direttiva Watchtower emerge chiaramente che riferire il fatto è un'opzione, anche quando è stato commesso un crimine.

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