Materiale stampato dal sito INFOTDGEOVA.IT a cura di Achille Lorenzi

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Tuesday, 25 April 2017 18:27
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:: ESPERIENZE > DIEGO

La mia storia con i TdG

La mia esperienza nei TdG ebbe inizio venticinque anni fa, quando in un pomeriggio di ottobre del 1984 una coppia di TdG bussò alla porta di casa dei miei genitori. Quel pomeriggio parlarono solo con mia madre, mio padre non c'era perché lavorava. Da quel giorno fecero ulteriori visite, parlarono anche con mio padre e ne seguì quasi subito uno studio biblico con entrambi.

All'epoca avevo solo cinque anni e mi ritrovai da un giorno all' altro scaraventato in una nuova realtà completamente diversa da quella in cui ero nato, con le inevitabili ripercussioni che questo comportava: niente più natale, compleanno ecc. Niente più regali, nemmeno da parte dei miei parenti non testimoni che puntualmente venivano "rispediti al mittente", oltre all'isolamento totale dagli altri bambini al di fuori delle ore di scuola in quanto ero perennemente recluso tra le mura domestiche. Immaginate quale trauma fu per me che ero solo un bambino.

Dopo poco tempo i miei genitori decisero di diventare Testimoni di Geova e quindi di battezzarsi, ma sorse un problema riguardo la posizione di mio padre, in quanto faceva parte dell' Arma dei Carabinieri, come tale perciò era un militare. Tale posizione non è in armonia con il credo dei TdG in quanto secondo loro, entra in contrasto con i principi biblici. Per questo motivo anche se per lui questa fu una decisione molto sofferta decise di congedarsi il prima possibile dall'Arma, pur di fare parte a pieno titolo dei TdG. E fu proprio ciò che fece, incoraggiato sia dai fratelli che dagli anziani, senza che nel frattempo fosse riuscito a trovare un altro impiego. Così subito dopo si battezzò insieme a mia madre.

A mio giudizio, ma credo anche a giudizio di chiunque abbia un briciolo di sale in zucca, fu una decisione del tutto da irresponsabile e questo grazie ai consigli di fratelli fanatici. Come si può incoraggiare una persona a compiere un gesto così affrettato e stupido, dal momento che noi vivevamo solamente del suo stipendio? “Non ti preoccupare” - gli dicevano - “Vedrai che Geova non vi abbandonerà!”. Intanto però eravamo noi che rischiavamo di finire in mezzo alla strada. Rimanemmo due anni senza uno stipendio in casa e, se nel frattempo non eravamo andati a vivere sotto un ponte fu solo grazie all'aiuto dei miei nonni materni che, tra parentesi, nel frattempo pure loro si erano convertiti TdG. Era così un grosso problema aspettare che mio padre trovasse nel frattempo un altro impiego? Già ma la fine del mondo era imminente perciò era pericoloso aspettare (anno 1986)…

Nel frattempo io crescevo, emarginato a scuola dai compagni, segregato in casa come raccomandavano gli anziani, bambino modello in sala, che faceva i sermoni della lettura biblica settimanale della scuola di ministero teocratico, che commentava quando si studiava la Torre di Guardia ecc.. E naturalmente il sabato e domenica in predicazione con il babbo. Sempre con il timore di Harmaghedon. "Comportati bene" - dicevano - "se no quando viene la fine Geova ti distruggerà".

Che dire della disciplina? Nel libro di Proverbi da qualche parte c'è scritto di non trattenere la verga della disciplina verso i propri figli. Passo biblico che gli anziani usavano per incoraggiare i genitori TdG non proprio di prendere letteralmente a bastonate i figli ma poco ci mancava. Ricordo che sembrava quasi facessero a gara i genitori per chi fosse più duro verso i propri figli: castighi, botte, schiaffoni, anche in sala. Guai se noi bambini in sala non stavamo attenti e in silenzio, se no a casa "facevamo i conti". E lo stesso se prendevamo una "nota" dalla maestra a scuola.

Comunque gli anni passarono, diventai proclamatore non battezzato, anche se contro voglia, ma non me la sentii di arrivare al battesimo, anche se subivo spesso forti pressioni dagli anziani. Tra l’ altro proprio uno di questi anziani, il più bacchettone di tutti (era un pioniere speciale inviatoci perché la nostra congregazione era piena di fratelli inattivi e irregolari), venne disassociato perché lasciò sua moglie e scappò non si sa dove con un’altra sorella sua amante (come è strana la vita a volte).

Che dire invece delle mie scelte scolastiche? Naturalmente l'intendimento della "Società" dell'epoca (perché naturalmente visto che la fine non e ancora arrivata, guarda caso ora hanno cambiato intendimento), anche se non direttamente, diceva che era meglio dedicarsi alla predicazione anziché continuare gli studi, visto che la fine del mondo era ormai imminente… Lasciai gli studi all'età di sedici anni anche se non proprio per dedicarmi alla predicazione, piuttosto per andare a lavorare, ma ciò non toglie che se non fossi stato pienamente convinto che la fine del mondo era vicina non avrei preso una simile decisione. Si può dire che in me più che altro aveva fatto breccia un senso di malessere che si stava trasformando piano piano in depressione, che mi faceva pensare che fosse inutile fare sacrifici visto che… la "fine era vicina".

Poco prima di compiere diciotto anni andai in crisi, vedevo che tutti i giovani come me abbandonavano la congregazione - e non solo nella mia, negli anni novanta c'è stato un vero proprio esodo di figli di testimoni che abbandonavano "la verità" -, inoltre ero stufo di essere emarginato, di vivere una vita di negazione e di sottomissione. Decisi quindi di abbandonare "la verità" anche se credevo che fosse la vera religione, e di cercare di vivere un po' in pace la mia giovinezza. Iniziai a fumare, ad andare in discoteca e nei pub, di cercare di farmi degli amici e trovarmi una ragazza. Cose normali, senza mai spingermi oltre, tipo fare uso di droga o cose simili. Feci anche il servizio militare, più che altro solo per togliermi alla svelta questa seccatura, senza tirarla tanto per le lunghe come gli altri figli di fratelli con processi, rinvii, ecc..

Poi, di nuovo, la crisi. All’età di ventitre anni mi lasciai malamente con una ragazza e questo scossone portò dentro di me il rimpianto della vita da TdG. Dopo cinque anni circa di assenza dalle loro file mi ero reso conto che comunque nel mondo non riuscivo ad integrarmi più di tanto, mi sentivo come un pesce fuor d’acqua. Ricominciai quindi ad andare in sala e feci subito un rapido progresso. Tuttavia non ero felice. Non mi sentivo riaccolto veramente come nella parabola di Gesù del figlio il prodigo, mi sentivo trattato come un disassociato anche se non lo ero. Di differenza cera solo che venivo salutato e ogni tanto qualcuno mi chiedeva come stavo. Posso contarli sulle dita di una mano i fratelli che ogni tanto mi invitavano ad andare a casa loro o a mangiare una pizza. O forse ero io che mi aspettavo troppo, chi lo sa… Comunque dopo nemmeno un anno mi battezzai.

Dopo qualche mese mi presentarono casualmente una ragazza, una sorella con cui entrai subito in sintonia visto che anche lei era “marchiata” dagli altri come cattiva compagnia in quanto riassociata da pochi mesi. Passò non molto tempo che ci fidanzammo ufficialmente, ma la felicità durò poco. Persi il mio precario lavoro (visto che non avevo completato gli studi non potevo di certo essere un “direttore di banca”), e dovemmo rinunciare a sposarci fino a quando non trovavo un lavoro stabile, visto che anche lei come me era una precaria, senza lavoro, che non aveva completato gli studi per fare la pioniera regolare quando era adolescente grazie alla ottusità di “qualcuno”.

Entrammo in uno stato di forte depressione tutti e due, iniziammo a litigare in continuazione, eravamo disperati. Finchè la disperazione ci portò a “cadere”: non aspettammo il matrimonio, per approfondire la nostra “conoscenza” a livello più “intimo”. Disperata, lei non potendo più sopportare il peso di un nuovo comitato giudiziario, decise di dissociarsi indipendentemente da me. Cosi mi ritrovai tra l'incudine e il martello, come si dice. Mi ritrovavo fidanzato ufficialmente con una dissociata e a dover sostenere un comitato giudiziario. Mi illusi che, visto che ero comunque fidanzato ufficialmente, pentendomi e impegnandomi a restare casto fino al matrimonio sarei potuto rimanere un fratello anche se lei si era dissociata. Per l'appunto, mi illusi. Mi trovai costretto a scegliere: o lei o Geova. Scelsi lei.

Dopo poco vinsi un concorso in un azienda di trasporto pubblico locale come autoferrotranviere trovando così un impiego stabile. E di li a poco mi sposai e mi illusi così di venire presto riassociato. Ma avevo fatto i conti senza l' oste… Mia moglie non ne voleva più sapere di venire in sala, si stava costruendo la sua vita al di fuori dell'Organizzazione e così di nuovo litigi e intromissioni da parte dei nostri genitori e degli anziani. Dopo poco più di un anno di matrimonio ci separammo a causa dei continui litigi e incomprensioni. E per che cosa? Per assurdi motivi di religione! Posso affermare in tutta franchezza che i TdG sono riusciti anche a rovinare il mio matrimonio!

Eppure per alcuni mesi continuai lo stesso a frequentare le adunanze ma incominciai a vedere il tutto con un’ ottica critica, diversa. Vedevo l’ipocrisi di certuni chiamati “fratelli” che facevano tranquillamente i comodi loro da anni e non venivano disassociati per mancanza di prove, quando bastava semplicemente andargli a chiedere dei “chiarimenti”. Inoltre non sopportavo più di vedere spremute di continuo le tasche dei fratelli con continue pressanti richieste di denaro tramite risoluzioni per ammodernare in continuazione la Sala del Regno, delle Assemblee, contribuzioni volontarie per la letteratura ecc.. Penetranti ed esasperanti, le continue richieste di denaro, facendo leva sui sentimenti dei fratelli, con le solite scritture ad hoc "della vedova che metteva le due monetine in offerta per il tempio, senza curarsi del fatto che erano tutti i suoi averi". Ero nauseato da tutto questo.

Nonostante tutto, ero sul procinto di farmi riassociare, frequentavo le adunanze, ma poi un bel giorno, nel 2007, per pura curiosità cliccai sul motore di ricerca di internet "testimoni di geova".. Apriti cielo! Altro che farmi riassociare, rimasi talmente sconvolto da ciò che lessi, in particolare sul caso Onu Wts, della presenza delle immagini subliminali nelle pubblicazioni della Società Torre di Guardia e dalle provate manipolazioni delle Sacre Scritture. Decisi di interrompere ogni contatto con il movimento geovista, perchè questo è il termine giusto per definirlo..

Oggi, ormai da oltre due anni da quando ho interrotto definitivamente ogni contatto col movimento geovista, le cose pian pianino sono migliorate. Ma certe cicatrici nella mia mente, non credo si potranno mai rimarginare.

Il mio consiglio per tutti i tdg: trovate il coraggio di troncare con la Wts, non importa come, anche rimanendo inattivi. E soprattutto approfondite, leggete e informatevi, liberatevi da assurde fobie come la fine del mondo…se un giorno il mondo finirà, non sarà di certo per opera di "Geova", credetemi!

Il mio consiglio per chi si avvicina hai Testimoni di Geova: lasciate perdere, siete ancora in tempo!

Diego

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