:: ESPERIENZE > DARIO La Storia di Dario
Caro Achille, Sono nato in una famiglia di Testimoni e quindi sono stato "indottrinato" in questa religione. La mia infanzia - come puoi immaginare - è stata molto diversa da quella dei miei coetanei, perché io non mi dovevo associare con loro, non dovevo assolutamente festeggiare il Natale, i compleanni o il Carnevale, momenti che tutti i bambini aspettano con grande entusiasmo. Il più delle volte mi trovavo in disparte e schernito. Credo che queste esperienze abbiano contribuito al mio carattere chiuso e taciturno. Giunto all'età adulta ho deciso di non frequentare più, vista la continua intromissione nella vita privata, in tutti gli aspetti, anche quelli più intimi..., e le varie contraddizioni e ipocrisie riscontrate. Un altro motivo che mi ha portato a questa scelta è il
fatto di non aver mai condiviso alcune regole su punti che non hanno alcun
riferimento scritturale, ma che vengono stabilite in base ai parametri
personali di alcuni anziani. Anche se dal podio venivano semplicemente
presentati come "consigli", chi non li rispettava veniva disciplinato
e definito "poco maturo", spiritualmente parlando.
La lista continuerebbe molto a lungo, ma ti risparmio il seguito... Del resto tu conosci bene come in tutte le congregazioni vi siano regole simili a queste. Cosa facevano i capi Farisei al tempo di Gesù? Mentre Cristo lottava per la libertà e li contestava duramente, loro opprimevano il popolo con un'infinità di regole e regolette. Si notano parecchie similitudini in questi atteggiamenti ipocriti dei TdG. Un altro motivo che ha determinato il mio allontanamento è stato il fatto di veder crollare alcune dottrine della Società Torre di Guardia. Per un eccesso fiducia ho sempre preso per buono tutto quello che veniva scritto nelle pubblicazioni Watch Tower, come fa la stragrande maggioranza dei Testimoni. Ma quando mi sono accertato di persona tramite altre fonti accreditate, ho riscontrato che diverse citazioni o date erano inesatte ed infondate. A quel punto ho perso la fiducia nei confronti dell'organizzazione. Non mi sono ancora formalmente dissociato, anche perché
i fuoriusciti vengono assolutamente ostracizzati: la persona viene evitata
da tutti i suoi "amici" Testimoni, ma, cosa ancor più drammatica,
è che lo stesso avviene anche anche con i suoi parenti più prossimi:
infatti, se qualcuno di loro decide di continuare ad avere normali relazioni
sociali con il parente disassociato, rischia di essere a sua volta espulso. Ora, se non voglio perdere il rapporto con i miei genitori e anche con diversi amici a cui tengo, non devo parlare di queste cose con nessuno, pena la disassociazione. Sono riusciti a togliere la libertà di espressione ad un individuo sotto la minaccia di fargli perdere i suoi affetti. Davvero un'eccellente dimostrazione di amore cristiano, non trovi? Credo che questo sia altamente incostituzionale in un paese come l'Italia, dove c'è libertà di espressione e di professare la religione che si vuole. Mi chiedo come possa lo Stato italiano riconoscere giuridicamente un gruppo che pretende la libertà e poi non accetta nessuna critica dai suoi associati, minacciandoli di espulsione e condannandoli ad una sorta di isolamento sociale... Comunque, alla luce dei fatti comprendo che se non fossi nato da genitori TdG, e quindi travolto dalle circostanze, non sarei mai divenuto un Testimone. Questa esperienza mi ha portato alla conclusione che
i TdG non sono né migliori né peggiori degli altri. Tutta questa intromissione
nella vita delle persone mi ha stancato, sono stanco dell'ipocrisia di
un gruppo che si considera migliore degli altri, quando non lo è. Persone
giuste, oneste e cristiane si trovano anche altrove. Dario
Riflessioni Dopo tutta una vita passata tra i Testimoni di Geova non avrei mai pensato ad un mio possibile allontanamento; credevo nella dottrina e negli insegnamenti della Società Torre di Guardia e la ritenevo l'unica organizzazione approvata da Dio, o almeno questo era quello che mi era stato insegnato fin dalla nascita. L'unico modo per sopravvivere all'imminente fine del "sistema di cose" era quello di rimanere un attivo componente dei TdG. Tutta la mia vita era stata programmata fin nei minimi particolari: adunanze, predicazione, lavoro secolare, svago, amicizie, tutto nella misura che il Corpo Direttivo riteneva opportuno per un cristiano. Guai a dedicare più tempo ai divertimenti che alla distribuzione di letteratura! Nel Testimone viene indotto un forte senso di colpa per non aver messo al primo posto le attività teocratiche. È questa la sensazione che provai più di una volta, quando, la domenica mattina, unico giorno in cui non lavoravo, preferivo restare qualche ora in più a dormire nel mio letto, piuttosto che andare a predicare di casa in casa. Lo stesso senso di colpa lo provavo tutte le volte che, per cause di forza maggiore, ero a lavorare, invece di essere presente all'adunanza. Ma più passava il tempo e più non sopportavo le contraddizioni che vedevo: invece della felicità e dell'amore dipinto nelle pubblicazioni Watch Tower, la realtà era ben diversa. Malgrado l'apparente paradiso che sembrava regnare tra il "popolo di Geova", molte esperienze dirette mi portarono a comprendere che il gruppo a cui appartenevo non era poi tanto diverso dalle tanto disprezzate 'persone del mondo'. L'insofferenza che vivevo divenne insopportabile, malgrado venisse ignorata da tutti quelli che mi stavano intorno, compresi i miei familiari. Cosa potevo fare? Abbandonare l'organizzazione equivaleva ad auto condannarsi alla distruzione eterna! E devo dire che questo pensiero mi terrorizzava: l'idea di un Dio che a breve avrebbe ucciso con metodi violenti e catastrofici circa il 99% degli esseri umani. Decisi quindi a prendermi un periodo di tempo per riflettere sulla mia posizione. Iniziai a fare ricerche su libri e altre fonti che non fossero unicamente quelle della Società Torre di Guardia, e tra queste anche scritti di ex Testimoni. Mentre procedevo nelle mie ricerche compresi quale fossero i reali motivi del divieto assoluto imposto a tutti i fratelli di leggere scritti "apostati": in questo modo la Società tiene all'oscuro gli ignari Testimoni di fatti scomodi e compromettenti per la propria immagine! Rimasi sconvolto nel conoscere la storia dei TdG dai tempi di Russell, le varie lotte per il controllo del potere, e quello che questa organizzazione ha fatto negli anni passati, tutte le mistificazioni operate, cose che non avrei mai immaginato. Fu un effetto a catena, devastante! Quando parlai
ai miei genitori delle argomentazioni di cui ero venuto a conoscenza,
le reazioni che ne seguirono furono per me del tutto inaspettate e sbalorditive:
pensavo di conoscerli a fondo, ma forse mi sbagliavo. Dalla disapprovazione
mostrata inizialmente verso le mie critiche, passammo poi a divergenze
d'opinione molto animate, che culminarono con l'invito di mio padre di
andare fuori da casa sua. Per un mese sono stato ospitato gentilmente
da un mio cugino cattolico, e sono grato anche ad altri parenti (non Testimoni)
per la solidarietà mostratami. Dopo qualche settimana, credo dietro a
rimorsi di coscienza, ho ricevuto la telefonata di mia madre che mi invitava
a ritornare. Da quel momento
in poi ho compreso che alla mia famiglia è stata veramente rubata l'autonomia
decisionale che appartiene a qualsiasi individuo libero: non possono vivere
in nessuna maniera diversa da quella stabilita per loro, sono pronti anche
alla morte per esaudire la volontà del Corpo Direttivo. La cosa che ritengo
drammatica è che sono convinti di fare la volontà di Dio e non hanno capito
di aver affidato le loro esistenze alla presunzione di alcuni uomini che
si ritengono mediatori tra Cristo e gli uomini. Trovo tutto questo sconcertante
e spero solo di averli fatti riflettere almeno un po' su come stanno impiegando
le loro vite. Ricevo, qualche giorno dopo il nostro incontro, una telefonata di Giulio, il quale mi vuole incontrare "tanto per bere una cosa insieme" e, visto che ci conosciamo da vent'anni, ad un vecchio amico come si può negare un incontro?... Visto che il tutto aveva un tono molto informale acconsento e gli do appuntamento a casa mia. Una volta entrato cominciamo a parlare del più e del meno, ma, dopo qualche minuto, suona di nuovo il campanello. Mio padre va ad aprire e chi mi ritrovo in camera? Bruno F., il Sorvegliante che presiede!, il quale esordisce con "scusate il ritardo, ma c'era traffico". Dentro di me mi domando: "Ma chi l'ha invitato questo? Io a casa mia non ce lo voglio (e lui era stato avvisato)". Dopo di che
comincia l'interrogatorio... Io restavo sempre sul generico, mentre loro insistevano nel conoscere i particolari. Credevo di trovarmi di fronte a degli amici fidati, persone con cui si potesse dialogare, ed ero pronto a dar loro ragione se mi avessero dimostrato dove stavo sbagliando. Menzionai loro alcuni fatti che la Società non rendeva noti ai fratelli, ma, mentre parlavo, vedevo le loro espressioni cambiare, dagli amici sorridenti si trasformavano, tipo "COME OSA!!!". "Dove hai preso queste informazioni?!". Ed io "In giro,nei libri, nelle enciclopedie, su Internet a questo mondo non ci sono solo i libri dei Testimoni... se volete vado di là e vi prendo alcune fotocopie così ne discutiamo e possiamo chiarire". Giulio G.: "Eh no! io quella roba apostata non la tocco. Per me è veleno". Io dico: "Come fai a dire questo se non sai neanche di che parla e chi l'ha scritta?". Allora prende come esempio il bicchiere che avevamo davanti e dice: "Se qualcuno mi dicesse che questo bicchiere è avvelenato io non berrei...". Io gli rispondo: "Beh, io, prima di credere a quello che ti hanno detto, lo analizzerei per poter stabilire se è avvelenato, non trovi?". E lui: "Non ne ho bisogno. Io ho l'acqua pura" (credo si riferisse al cibo spirituale). L'altro anziano,
Bruno F., mi dice: "Ti sei fatto imbambolare da questi apostati che
stanno su internet, che vanno proprio a caccia di deboli come te... chi
è? Uno di questi grandi scommetto". Bruno F.: "Ora ci devi dire se quelli che hai sono solo dubbi o per te sono certezze, e se ne hai parlato con qualcuno!". Io: "Scusa, ma se qualcuno viene a casa mia e chiede la mia opinione, vuoi dire che io non gliela posso esprimere? Guarda che ho criticato solo alcune regole umane, non la Bibbia". Bruno F.: "Tu hai messo in dubbio lo schiavo fedele e discreto, che è contenuto nella Bibbia, quindi vai contro la Bibbia stessa. Se ne parli con qualcuno noi ti disassociamo. Se parli con qualcuno significa che tu vuoi creare una setta! [io una setta? ma questi mi sa che fanno uso di stupefacenti] Se leggi ancora materiale apostata noi ti disassociamo! Lo facciamo per la purezza della congregazione" (tenendo nascosti i fatti la manterrebbero pura). "La purezza?" dico io, "ma quale purezza? Io le peggiori esperienze le ho vissute proprio tra i fratelli: truffe, bugie, cattiverie, antipatie, tradimenti, ingiustizie, per menzionarne solo qualcuna...". "Se non ti va più bene questa organizzazione fa una bella lettera e te ne esci, e poi quando ti sei battezzato l'hai accettata!". Certo, sarebbe
facile fare una lettera e dissociarsi se non ci fosse la condanna a perdere
tutti gli amici e parenti TdG in un colpo solo. Sicuramente
se io non condividessi alcune scelte dell'azienda per cui lavoro, non
sarei certo licenziato, oppure i colleghi non mi rivolgerebbero
più il saluto! Rispondo che "mi voglio accertare della verità, se quello che ci hanno insegnato è vero. Voi vi siete mai accertati?". "Non ne ho bisogno. Io ho la fede!" dice Giulio G. (contento lui...) Comunque più si andava avanti e più avevo la certezza di trovarmi davanti a dei rappresentati di un'organizzazione dittatoriale, totalitaria. O la pensi come noi su tutto o verrai punito, non c'era alternativa. Lo schiavo non si può criticare, anche se sbaglia non importa, anche Pietro si è sbagliato quando ha rinnegato Cristo, hanno detto. "Se non si possono neanche esprimere opinioni questa è dittatura" ho detto io. Bruno F: "Questa è TEOCRAZIA". Io: "Teocrazia? Roba che manco c'è 'sta parola sulla Bibbia, se l'è inventata Rutherford". Apriti cielo,
non ti dico le facce! Quando cominci a non essere d'accordo con
tutto quello che è "ufficiale" vieni subito definito ribelle.
Quali sarebbero
state alcune conseguenze della mia espulsione? Un fattore non trascurabile
è il fatto che non mi era stato permesso di avere amicizie al di fuori
dei TdG, quindi la mia vita sociale era stata unicamente vissuta nel contesto
della congregazione. Mi sarei trovato all'improvviso senza un solo amico,
avrei dovuto mangiare da solo in camera mia mentre i miei cenavano in
soggiorno con i loro amici; una volta andato via da casa non avrei più
goduto della normale associazione con la mia famiglia; avrei dovuto lavorare
insieme a dei fratelli che mi avrebbero trattato da 'appestato'. Tutte
queste umiliazioni e mortificazioni devono accadere a chi non condivide
più una sola interpretazione della Società Torre di Guardia. No, non mi
andava di farmi rovinare la mia esistenza e dargliela vinta in questo
modo. "Queste
sono tutte scuse, parlaci dello schiavo fedele e discreto". E io:
"Ma parlaci di che? Che cosa vorresti che io ti dica?".
Rispondevo alle loro domande con altre contro-domande, era l'unico modo
per non cadere nei loro tranelli. Alla fine li ho mandati via perché mi
dovevo incontrare con una persona. Erano piuttosto perplessi. Dopo questa esperienza come posso definire "cristiani" i metodi e le procedure adottate dai Testimoni di Geova? Cosa hanno loro dell'amore e della misericordia di Cristo Gesù, quando nelle loro pubblicazioni e con alcuni versetti estrapolati dal contesto si 'legittima', per esempio, il lasciar morire qualcuno piuttosto che acconsentire ad una trasfusione, si suscita il terrore nella sempre imminente fine del mondo e si creano divisioni familiari? La libertà di cui parlava Gesù stesso non sta per nulla in questo. Gesù ha sempre aborrito la schiavitù dagli uomini. Ora non voglio avere più niente a che fare con questa organizzazione religiosa integralista e dittatoriale, visto che nessuno può permettersi di criticarla senza perdere tutte le amicizie e i gli affetti. Nelle loro pubblicazioni si parla di onestà, si spara a zero sulle altre religioni, ma non si ha l'umiltà di ammettere che gli errori commessi da preti, vescovi e papi sono gli stessi commessi da anziani, sorveglianti e Corpo Direttivo. Se il prete è ipocrita o pedofilo è una prova che la chiesa è Babilonia la Grande, se l'anziano agisce in maniera gravemente antiscritturale bisogna passarci sopra, tanto Geova metterà le cose a posto. Ogni copia della Torre di Guardia è una continua autocelebrazione del popolo più felice, onesto, puro, etc., etc. Sono rammaricato per tutto questo e sono deluso da anziani che consideravo amici, persone con cui credevo di potermi confidare, e che si sono dimostrati di fatto i miei inquisitori; ogni mia parola è stata pesata e usata come prova d'accusa. Non può esistere il dialogo dove non c'è comprensione. Dopo questa esperienza ho imparato che non si può 'organizzare' il cristianesimo sulla struttura di una grande azienda; il messaggio di Cristo è chiaro e chiunque lo accetta può metterlo in pratica e riceverne grandi benefici, ed è quello che cercherò di fare giorno per giorno. Dario |