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Feste



FESTE


ACCETTARE DONI O CIBO IN OCCASIONE DI FESTE:


Rispondiamo se è lecito o no che i bambini dei T.d.G. accettino un dono dal municipio in occasione dell'Epifania. Che un cristiano accetti in dono del cibo o altre cose è una cosa che deve decidere personalmente. Un cristiano potrebbe pensare che essendo il dono legato alla festa del 6 gennaio e cioè una festa religiosa pagana, accettarlo sarebbe contro i princìpi cristiani. Naturalmente, nessun cristiano vorrebbe in qualsiasi modo partecipare attivamente alla celebrazione di una festa religiosa. Perciò, mentre potrebbe pensare che non viola princìpi cristiani accettando il dono, non vorrebbe partecipare attivamente alla festa stessa.

I cristiani non prendono parte a ricevimenti nei giorni festivi e quindi sarebbe sbagliato per un cristiano partecipare alla festa. Ma anche se è lasciato alla coscienza decidere se accettare o no questi doni, dovrebbe prendere in considerazione l'effetto che può avere la sua azione sulla congregazione e sulla comunità che lo conoscono come T.d.G. Potrebbero ricevere l'impressione che i T.d.G. celebrano il 6 gennaio? Potrebbe essere questo un motivo per biasimarli quando stampano riviste con art. che mostrano come queste feste sono di origine pagana ed evitate dai cristiani? Certo nessun cristiano vorrebbe dare l'impressione che sostiene pratiche pagane o della falsa religione e dovrà riflettere anche su questa possibilità prima di accettare tali doni. Comunque è responsabilità di ogni cristiano stabilire se sarà appropriato accettare tale dono  Gal. 6:5 (SCB:SSA 24.3.86)

Rispondiamo alla domanda se è lecito mangiare cibo comunemente usato per celebrare festività pagane. Accettare dal datore di lavoro un dono in tempo di Natale, non sign. promuovere la festa natalizia. Ciò è dato al dipendente del datore di lavoro in riconoscimento del fatto che è stato alle sue dipendenze per un certo periodo di tempo. Naturalmente il cristiano la cui coscienza lo turba all’idea di accettare tale dono, si asterrebbe dall’accettarlo. Paolo in 1Co 10:25 dice: “ Continuate a mangiare ogni cosa che si vende al macello, senza informarvi a motivo della vs. coscienza”.

Che dire quando si tratta di un cibo come il panettone o l’uovo di pasqua, che sono comunemente associati o usati per celebrare feste pagane? Paolo risponde: “Ora circa il mangiare cibi offerti agli idoli, sappiamo che l’idolo non è nulla ...” (1Co 8:4; 10:30) Il cibo quindi non è contaminato solo perché è usato per celebrare feste pagane. Chi lo mangia non per festeggiare, ma per cibarsi, non diventa idolatra od apostata semplicemente mangiandolo. Mangiandolo infatti non promuove tale festa pagana. Naturalmente se abbiamo dubbi circa il mangiare o pensiamo che mangiandone potremo far inciampare qualcuno, non lo mangeremo anche se è lecito mangiarne. (Ro 14:22, 23; 1Co 10:23, 32) Così, in questi casi prima di mangiare qualsiasi cosa, chiediamoci: perché lo mangio? Come mi sento nella coscienza quando lo mangio? C’è pericolo di far inciampare qualcuno mangiando in quell’occasione? (SCC:SSB 12.2.81)

Per quanto riguarda il fratello che riceve visita da parenti del mondo i quali gli portano cibi che hanno relazione con una festa della falsa religione e desiderano mangiarli insieme, ti preghiamo di consultare la G 8.2.73 p 7. Vi troverai indicato il principio implicato. Se il fratello ricopre incarichi di responsabilità, ha una ragione in più per stare molto attento a quello che fa. Se perdesse il rispetto della congregazione potrebbe forse non avere più i requisiti per assolvere il suo speciale incarico di servizio  1Co 8;12; Tito 1:6 (FPA 14.10.81)

ESSERE PRESENTE A FUNZIONI O PARTECIPARE A BANCHETTI:


Sappiamo che i riti religiosi sono pagani con cui un cristiano non vorrebbe mai immischiarsi partecipando attivamente o in qualche modo. Il fatto di assistere come semplice osservatore, mentre in un luogo della falsa religione si svolge un rito pagano, non è in se stesso peccato. Ad es. Naaman doveva entrare in un tempio pagano per accompagnare il re ed assisterlo personalmente mentre adorava. Però Naaman stesso non avrebbe partecipato al rito al quale partecipava il suo re. (2 Re 5:1719) Il semplice fatto di essere nel tempio non lo rendeva reo di aver compiuto un atto di falsa adorazione. La stessa cosa si può dire di mangiare ad un banchetto fatto in associazione a questi riti falsi. Il semplice mangiare ciò che si potrebbe dire carne sacrificata agli idoli perché associata a questi riti pagani, non renderebbe una persona partecipe.

A questo riguardo ricorderai che Paolo mangiava carne che era stata sacrificata agli idoli, e in 1Co egli ne spiega perché si sentiva incoscienza di fare ciò. Però anche se tutto ciò non costituisce un atto di apostasia, ogni cristiano ed in particolar modo quelli che occupano una posizione di responsabilità, deve considerare fattori come la propria coscienza e quella altrui. Ad es. il fatto che si è presenti a certi riti, potrebbe turbare la coscienza del cristiano stesso e in questo peccherebbe. (Ro 14:23) Inoltre c'è il pericolo di essere coinvolti nel rito stesso o per debolezza o per timore, essendo circondati da falsi adoratori. In tal caso la persona diverrebbe un apostata.

Specialmente se è un A. o SM che deve essere un es., è importante considerare i fattori ora detti ed anche la coscienza altrui. (1Co 10:32) Paolo sentì molto la responsabilità di non far inciampare i suoi fratelli. quindi benché non considerasse peccato mangiare carne sacrificata agli idoli, dichiarò che si sarebbe astenuto se avrebbe fatto inciampare un fratello. (1Co 8:13) Potrebbero esserci dei fratelli che nella congregazione vedendo un A. o un SM o qualcun altro che ha responsabilità entrare in un tempio di idoli, potrebbero perdere la fiducia e la stima, considerando inappropriato il suo comportamento. In tal caso il fratello verrebbe a perdere i suoi requisiti e quindi potrebbe essere rimosso dall'incarico  1Tm 3:2, 10 (SCC:SSB 11.9.81)

La scrittura di 2Co 6:14 indica che il cristiano non può partecipare ad atti apostati. Essendo presente però ad una funzione della falsa religione non vuol dire automaticamente partecipare. Può essere un silenzioso osservatore, mentre chi partecipa è uno che si unisce agli altri compiendo atti che lo identificano parte della falsa religione. Comunque, un A. o un SM, un P. o chiunque abbia una responsabilità nella congregazione che è presente ad una cerimonia della falsa religione deve tener conto dell'influenza che la sua decisione ha sugli altri, nella congregazione e al di fuori. Se qualcuno dovesse inciampare o dovesse criticarlo per la sua azione, perdendo la libertà di parola, l'irreprensibilità, sarebbe rimosso dall’incarico. (1Co 8:8-13) Tali circostanze devono essere considerate attentamente per non mettersi in difficoltà, essendo indotti a commettere un'azione errata, e per non creare motivo di scandalo o inciampo. Il cristiano maturo saprà agire di conseguenza (SCB:SSD 10.10.80)

SORELLA CHE È OBBLIGATA DAL MARITO A PARTECIPARE AL BANCHETTO FESTIVO:


Ci chiedi come dovrebbe comportarsi la sorella il cui marito la obbliga a consumare un pasto in occasione del festeggiamento in casa sua di un compleanno o un battesimo. Naturalmente il marito è capo della casa. È nei suoi diritti stabilire di celebrare compleanni, battesimi se questo è il suo desiderio. Mentre è vero che il pasto è dedicato agli idoli essendo disposto per questa speciale occasione, l'ap. Paolo mangiava carne sacrificata agli idoli ma non per questo diventava apostata. Comunque questa è una decisione personale che la sorella affronterà. Essa dovrà decidere in coscienza se si sentirà di mangiare questo pasto sapendo che è stato preparato proprio in onore a riti pagani. Se lei decidesse di farlo, perché la sua coscienza glielo permette, nessuno dovrebbe obiettare  W 1.11.80 (SCC:SSB 11.9.81)

FAMILIARI INCREDULI VOGLIONO FARE L'ALBERO DI NATALE IN CASA:


Secondo le Scritture il marito e capofamiglia ha la responsabilità di fare in modo che la sua famiglia riceva la dovuta assistenza e guida sia spir. che materiale. (1Tm 5:8) Anche se la moglie è incredula deve fare in modo che i figli piccoli ricevano la dovuta educazione e ammaestramento spir., sia in casa che nella S.d.R. D'altra parte però dovrà concedere alla moglie la libertà di adorare Dio a modo suo. Ciò può significare lasciarle tenere le immagini, e anche fare l'albero di Natale. Comunque non le permetterà di tenere gli idoli per tutta la casa o all'esterno d'essa. Cosa può fare se non l'ascolta nonostante il fatto che egli le abbia fatto capire, in maniera decisa, che non è d'accordo e che è dispiaciuto che lei tenga le immagini o faccia l'albero di Natale?

Può concederle di tenere tali immagini dal suo lato del letto, cioè deve essere evidente che il fratello non vi ha niente a che fare. Lo stesso dicasi per l'albero di Natale. Non le permetterà di addobbarlo in un luogo dove sembra che tutta la famiglia sia d'accordo, ma in un luogo riservato solo a lei. Per esaminare la posizione del fratello, chiedetevi: le ha permesso più di una volta di addobbare tale albero in un luogo che coinvolgeva tutta la famiglia? Chi ha comprato e portato a casa l'albero e le cose necessarie per l'addobbo? Ha collaborato in qualche modo o ha permesso ai figli di parteciparvi? Se ha fatto compromesso, dovrete chiamarlo a rendere conto dinanzi ad un comitato giudiziario (SCC:SSF 2.4.84)

Ci informate che una sorella ha permesso alla figlia maggiorenne di allestire un albero di natale in casa sua. Dicendo in casa sua pensiamo che questa sorella è affittuaria o proprietaria della casa e che la figlia abiti con lei e non viceversa. Se le cose stessero così, la sorella si è resa complice nel promuovere una festa pagana. In tal caso la questione dovrebbe essere trattata da un comitato giudiziario L'albero di natale ha origine pagane e chi ne allestisce uno in casa sua o permette ciò, essendo in autorità in quella casa, diventa partecipe con un idolo. (2Co 6:14-18; 1Co 10:18-22) Nel libro "Le due Babilonie", è scritto: "L'albero di natale è Nimrod redivivo, il dio ucciso ma tornato a vivere". La cosa però assumerebbe un aspetto diverso se la madre ha permesso alla figlia di allestire l'albero nella camera dove dorme la figlia.

Questo perché essendo una camera privata, usata dalla figlia, lei potrebbe solo aver concesso la libertà di seguire la propria adorazione alla figlia, rispettando la sua libertà come anche noi desideriamo di essere liberi di praticare la ns. adorazione. Ciò è simile al caso in cui un marito cristiano permette alla moglie incredula di avere nella camera da letto, dalla parte del letto o della camera, le sue immagini religiose, rispettandone così la libertà religiosa. Non sarebbe una questione giudiziaria - Gsè 23:15 (SCC:SSB 9.2.82)

ANDARE ALLA FESTA DELL’UNITÀ:


Se uno si limita semplicemente a pagare un biglietto per entrare ad una festa dell'Unità per vedere gli spettacoli che sono presentati, senza partecipare attivamente ad alcuna forma di politica, come contribuendo per la festa facendo qualche lavoro o facendone pubblicità, la cosa rimane una questione personale. Però anche in questo caso se la sua condotta fa inciampare diversi nella congregazione tale persona non dovrebbe ricevere privilegi. Se non fa nulla che violi la sua neutralità ma paga semplicemente un biglietto come pagherebbe per andare al cinema, non è una questione giudiziaria (SCB:SSA 20.9.83)

Crediamo che sia poco saggio che i fratelli assistano a feste dell'Unità, comprino giornali di partito o frequentino Bar gestiti da partiti, anche se si limitano a prendere un caffè o partecipare ai divertimenti provveduti in tali feste locali. Questa associazione potrebbe portarli a violare il principio di 1Co 15:33. Inoltre, quale impressione potremmo dare sia ai fratelli che a quelli del mondo che ci vedono a tali feste o che frequentiamo tali locali? Potrebbero concludere che siamo noi membri di tali partiti? E se vi è questa possibilità, vorrebbe un cristiano interessato di mantenersi senza macchia dal mondo, correre un tale rischio? (Gia 1:27)

Non potrebbero quelli del mondo essere indotti a credere che anche i T.d.G. appartengono a partiti politici? Non potrebbero i fratelli inciampare? (1Co 10:32, 33) Perciò pensiamo che voi A. fate bene a scoraggiare tali abitudini, appellandovi al desiderio dei fratelli di non fare inciampare nessuno, né quelli del mondo, né tantomeno i loro fratelli di fede. Comunque una volta che li consigliate, lasciate a ciascuno il proprio carico di responsabilità se decidesse di non aderire ad esso. (Gal 6:5) Però, nel caso tali fratelli persistessero in queste abitudini causassero turbamento di diversi nella congregazione o nel caso cercassero di persuadere altri a fare altrettanto, allora gli A. dovranno prendere in considerazione se non sia il caso di segnarli (SCB:SSA 14.11.84)

ANDARE A LUNA PARK O FIERE DURANTE FESTE DELLA FALSA RELIGIONE:


Desideriamo innanzitutto dirti che andare o meno al Luna Park o Fiere organizzate in occasione di certe festività religiose pagane, si tratta di una questione personale e di coscienza. Naturalmente quando questo non violi direttamente la legge di Dio sull'idolatria, partecipando per es. a sfilate e cortei religiosi o essendo implicati in qualche altra cosa che ha a che fare direttamente con la falsa religione. Viceversa, sarà ogni singolo cristiano a decidere come comportarsi, agendo in armonia non solo alla sua coscienza, ma vorrà evitare di fare inciampare la coscienza altrui sia nella congregazione che fuori d'essa.

A questo riguardo ricorderai un caso analogo accaduto presso la congregazione di Corinto nel 1° sec. Ti invitiamo a leggere W 1.1.83 p 24 al sottotitolo: "Che effetto avrà su gli altri" che oltre a presentare il problema dà utili suggerimenti su come comportarsi in situazioni simili. Inoltre leggendo tutti e 2 gli art. di st. avrai un'idea più chiara sul come agisce la ns. e l'altrui coscienza. Infine per quanto riguarda i nominati a maggior ragione vorranno sempre assicurarsi che quello che dicono o fanno non rechi qualche disturbo all'interno della congregazione Si potrebbe arrivare anche alla disamina dei requisiti qualora la condotta di un nominato ha recato un certo scandalo. (15.1.87)

NOME DI UN A. È APPARSO SUL PROGRAMMA DI UNA FESTA:


Rispondiamo alla lettera in relazione al fatto che il tuo nome è apparso sui programmi della "fiera di S. Lucia". Ci chiedi qual è la tua posizione presso la congregazione e rispetto alla verità. Dici che comprendi come la cosa potrebbe aver influito negativamente sugli altri. Avendo compreso ciò devi agire in armonia con Ro 14:23. Non devi permettere in alcun modo che il tuo nome sia stampato su alcun programma o manifesto che ha relazione con avvenimenti legati alla falsa religione o alla politica. Da quanto ci hai raccontato non possiamo dire che ti sei reso colpevole di apostasia. Comunque non hai agito con saggezza.

Sarebbe stato opportuno che tu non fossi stato per nulla presente. La cosa che il corpo degli A. deve determinare è se a motivo di tale atteggiamento hai ancora i requisiti per servire come A. o no. Pur comprendendo la tua buona fede è necessario determinare fino a che punto la cosa ha creato scandalo. Con ciò non vogliamo dire che gli A. debbano andare in giro a chiedere ai procl. cosa ne pensano sulla faccenda. Devono tener conto di ciò che già sanno e della propria coscienza (SCB:SSB 10.3.81)

BALLARE E MASCHERARSI A CARNEVALE:


Perché vi sia apostasia devono esserci le prove delle azioni descritte nel Ks voce "Apostasia" dove si legge: "Insegnare false dottrine, sostenere o promuovere una falsa religione o le sue feste". Il carnevale, benché sia un festeggiamento mondano, non è religioso, è piuttosto una tradizione. Per questo anche se vi si mischiano la religione e coloro che la praticano, rimane una festa mondana. Il fatto di aver ballato durante il carnevale non costituisce apostasia. Con questo non intendiamo approvare ciò che questi fratelli hanno fatto. La loro condotta non è esemplare. Per un cristiano ciò che hanno fatto è pericoloso e non saggio.

Il cristiano non deve far parte del mondo. (1Gv 2:15-17; Gv 17:4) Dato che queste persone non sono esemplari non dovrebbero ricevere privilegi nella congregazione Se sono iscritti alla SMT e sono stati usati alle ad. di servizio per dimostrazioni e interviste, gli A. dovranno determinare se togliergli questi privilegi. Comunque ripetiamo che il semplice fatto di ballare anche in occasione di una festa tradizionale non è apostasia, come non lo è il mascherarsi. Per cui se non ci sono prove di effettive gravi violazioni che richiedono l'intervento di un comitato giudiziario la disassociazione dei coniugi ... dovrebbe quindi essere annullata (SCC:SSF 28.4.81)

Articoli come G 22.1.79 p 29; 22.1.86 p 24; 8.4.74 p 17, e l'op. Scuola p 20 aiutano a capire qual è l'origine del Carnevale. Se un fratello dovesse immischiarsi in tale festa, sostenendo alcune sue pratiche, potrebbe essere aiutato a riflettere su quanto c'è da dire sul Carnevale e a non sostenere alcuna pratica che dispiaccia a Dio. Tale persona dinanzi a schietti suggerimenti e ammonimenti potrebbe capire la necessità di astenersi dal partecipare anche solo allo spirito di tale festa. Nel caso desideri continuare a sostenere la festa del Carnevale e le sue pratiche, continuando a promuovere e sostenere le attività legate a tale festa, allora dovrà rispondere davanti ad un comitato giudiziario (SCE:SSH 23.1.87)

COMPLEANNI:


Da quando scrivemmo la ns. lettera del 18.6.81 abbiamo ricevuto ulteriori chiarimenti sull’argomento dal corpo direttivo. Benché il fatto di celebrare un compleanno non diventa automaticamente o immediatamente una questione da comitato giudiziario, potrebbe diventarlo qualora una persona persista nel raccomandarne ad altri il festeggiamento, oppure se cerca attivamente di trarre un guadagno incoraggiandoli apertamente. Quindi il corpo direttivo ci fa comprendere che se qualcuno celebra il suo compleanno o quello di un altro, si deve cercare benignamente e con mitezza di recuperarlo, mostrandogli che i compleanni hanno la loro origine nella falsa religione e che frequentemente sono associati con l’astrologia. Ad 237 Questi casi, però, possono diventare questioni che richiedono la formazione di un comitato giudiziario qualora il fratello non riconosce l’errore dopo che sono stati fatti diversi tentavi per recuperarlo. (15.1.82)

I T.d.G. non celebrano il proprio compleanno né quello di qualche altra persona perché sanno che queste celebrazioni sono di origine pagana. Quindi, quando tali festeggiamenti avvengono e scuola un T.d.G. farà tutto il possibile per farsi esonerare e se ciò non fosse possibile rimarrebbe quietamente seduto non partecipando in alcun modo a queste attività religiose. Un cristiano infatti vuol mantenersi separato da questo mondo e non si associa in queste festività pagane per non essere colpevole di toccare la cosa impura. ( 2 Co 6:14-18) Per una considerazione più dettagliata di questo argomento vi preghiamo di leggere la W 15.9.65 p 564, l'articolo "Giovani proteggete la vs. spiritualità". (26.1.82)




Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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01/08/2020
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