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Questa
pagina è visibile nella nuova versione del sito al seguente indirizzo: Giuseppe Flavio
Nell'Appendice del libro "Venga il tuo regno", a p. 188, si legge quanto segue:
Sembra quindi che questo antico storico ebreo concordi con la Società Torre di Guardia in merito alla durata dell'esilio babilonese. Ma le cose stanno veramente in questo modo? Innanzitutto i TdG dimenticano di osservare che i calcoli di Giuseppe Flavio in Antichità X.xi. 1.2 implicano che Gerusalemme rimase nella desolazione per 100 anni e non per 70: è quindi evidente che ci devono essere degli errori nella cronologia di Giuseppe, come viene riconosciuto da molti studiosi. E
che
dire della menzione dei 70 anni in Contra Apionem I,
19, passo nel quale Giuseppe riferisce che quanto lui dice concorda con gli
scritti dello storico Berosso?
Da quello che si legge sembra quindi che secondo Giuseppe Flavio l'incendio del Tempio sia avvenuto durante il regno di Nabopolassar (che regnò dal 625 al 605 a.C.). Ma questo avvenimento in realtà si verificò 18 anni più tardi, nel 18° anno di Nabucodonosor, suo figlio e successore. Può darsi quindi che Giuseppe in questo caso veda i 70 anni come un periodo di desolazione iniziato nell'ultimo anno di Nabopolassar (cioè nel 605 a.C.); se si parte dal 605 a.C. si può quindi parlare di una desolazione durata settant'anni.
70 o 50 anni? Poche righe più avanti però, in Contra Apionem I, 21, Giuseppe scrive quanto segue (grassetto aggiunto):
Come mai la Società non ha mai citato queste parole di Giuseppe Flavio, mentre cita le sue precedenti dichiarazioni, benché l'evidenza indichi che sono sbagliate o interpretate in maniera sbagliata? Giuseppe, infatti, nella sua opera, presenta ripetutamente affermazioni confuse ed erronee riguardo ai regni Neobabilonesi, ed è soltanto nelle sue discussioni più tarde che le sue affermazioni possono essere presentate come approssimativamente concordanti con le più fidate fonti storiche. A questo proposito il traduttore inglese di Giuseppe Falvio, William Whiston, nella sua opera Josephus' Complete Works (Grand Rapid, Kregel Pubblications, 1978, pp. 687-709) osserva che spesso nelle ultime parti delle sue opere Giuseppe Flavio corresse le cifre fornite in precedenza. Dopo aver fatto alcuni esempi di tali correzioni, parlando dei settant'anni che in un primo tempo Giuseppe aveva calcolato trascorressero fra la distruzione del tempio ed il ritorno degli ebrei dall'esilio, Whiston osserva che «si tratta sicuramente di un calcolo di Giuseppe», e aggiunge, a proposito dei 50 anni che Flavio invece attribuisce a questo periodo in Contra Apionem, che «si tratta probabilmente di una correzione apportata da lui personalmente in età avanzata». Ci si può chiedere a questo punto se sia davvero onesto citare Giuseppe Flavio a sostegno dell'idea che l'esilio babilonese sarebbe durato settant'anni e tacere in merito al fatto che in uno scritto posteriore egli attribuisce allo stesso periodo la durata di cinquant'anni. Non si può che concludere che l'uso che la Società Torre di Guardia ha fatto delle parole di questo antico scrittore sia chiaramente settario: viene infatti citato solo ciò che apparentemente sembra sostenere le proprie interpretazioni mentre si tace su tutto ciò che invece le può contraddire.
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