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Funerali



FUNERALI

(VEDI ANCHE "TESTAMENTI" RELATIVO AI FUNERALI)

SEGUIRE UN CORTEO FUNEBRE:


Non bisogna trascurare che i servizi funebri fatti nella cristianità possono includere molte pratiche che non hanno un fondamento scritturale, come la benedizione per i defunti, funzioni religiose, messe, ecc. Assisterà il cristiano a un funerale in un luogo di culto o in una chiesa di altre org. religiose? La W 1.12. 70 fa luce al riguardo. Che dire però dell'accompagnare il corteo funebre al cimitero? Se il cristiano decidesse di accompagnare un corteo funebre non org. dalla cong., dovrà stare attento a non unirsi in qualche modo a pratiche che sono condannate dalla Parola di Dio. Vi proponiamo alcune domande a cui dare una risposta: Il cristiano si unirà ad un semplice corteo funebre o ad un corteo religioso, con la presenza di un sacerdote, di croci e preghiere?

Verrà richiesta in qualche misura la sua partecipazione attiva a qualche forma di cerimonia o di rituale? Si unirà al corteo insieme ai familiari increduli, al seguito del feretro e del ministero religioso officiante, o attenderà che passi, unendosi solamente alla folla che si reca al luogo di sepoltura? Unendosi ai familiari del morto in un corteo religioso il cristiano si verrebbe a identificare con la funzione stessa? Il corteo potrebbe essere ritenuto un'estensione della funzione religiosa, iniziata in chiesa e che si conclude sul luogo di sepoltura con l'ultima preghiera o benedizione? Il cristiano dovrà considerare attentamente i propri passi affinché, per un debito di gratitudine verso la famiglia del defunto, non sia indotto a violare il comando di Ri 18:4.

Di certo non è necessario assistere a funzioni religiose in un luogo di culto per esprimere le condoglianze alla famiglia del defunto, e neppure unirsi a loro al seguito di un corteo religioso, per ricordare in modo onorevole la memoria di una persona cara. Il cristiano baderà bene ad evitare qualsiasi pratica che possa in qualche modo renderlo complice della falsa religione. Nel caso specifico si aggiunge il fatto che coloro che erano al seguito del corteo funebre, dalla chiesa al cimitero, nelle prime file, subito dopo il prete, erano nominati. Come ci si dovrebbe comportare al riguardo? I requisiti di un nominato non verranno esaminati automaticamente solo perché ha presenziato al funerale di un familiare o di un amico. A meno che non abbia avuto qualche partecipazione attiva alla falsa religione, i suoi requisiti verranno messi in discussione quando il comportamento tenuto ha recato vero turbamento o pubblico discredito sul nome di Geova, tanto che la persona perde la fiducia e la stima della cong.

Naturalmente il turbamento dovrebbe essere reale e consistente. Non si tratta semplicemente di constatare che la cosa non è passata inosservata, che è stata notata. Dev'essere evidente che i requisiti sono messi seriamente in discussione. Devono essere sorte serie perplessità sulla condotta di "custodire il sacro segreto della fede con coscienza pura", di attenersi "fermamente alla fedele parola" e di dimostrare sincera devozione, esemplarità e lealtà a Geova e ai suoi princìpi. Di fronte ad una tale evidenza, gli A. non possono ignorare l'accaduto ma sono chiamati a valutare il problema in base alla loro coscienza collettiva e all'effetto che riscontrano essere stato prodotto dalla decisione presa. Se il comportamento di un nominato avesse causato turbamento a molti nella cong. egli potrebbe perdere i propri privilegi di servizio, avendo perso la fiducia nella cong. Di fondamentale importanza è anche l'atteggiamento mostrato dal fratello coinvolto nel problema.

Si rendeva conto di ciò che faceva? Semplicemente, non si aspettava che la sua decisione avrebbe prodotto tale effetto nella cong.? Ha mostrato di capire il problema e l'importanza di non "porre pietre d'inciampo" ad altri? Ha capito il pericolo? Ogni caso è a sé. Si mostrano comunque veraci le parole di Lu 12:48: "A colui al quale è stato affidato molto, sarà richiesto più del solito". Spetta a voi fare le opportune valutazioni, affrontando la cosa con equilibrio, considerazione e ragionevolezza, tenendo conto delle circostanze e delle intenzioni dell'individuo (SCD:SSD 8.12.93)

Ci chiedi se è lecito per un cristiano seguire un corteo funebre qualora sia guidato da un sacerdote, e se ciò si deve considerare un semplice corteo funebre o come una funzione religiosa. Il cristiano deve evitare di prendere parte all'adorazione con coloro che servono altri dèi. Non vorrà avere nessuna parte in qualche rito pagano. (Deu 7:16, 16, 25, 26) Limitarsi a seguire una processione o corteo formato per accompagnare un morto al cimitero, in se stesso non costituisce peccato. Questo anche se davanti vi è un sacerdote. Alcuni cristiani possono sentirsi obbligati ad accompagnare un morto al cimitero perché si tratta di un parente stretto, per un debito di gratitudine o per le insistenze del coniuge incredulo.

Quindi se il cristiano non si unisce a riti pagani o atti di adorazione della falsa religione fatti dal sacerdote che conduce il corteo, non può essere accusato di apostasia. C'è comunque un aspetto che deve considerare chi pensa di seguire un corteo con davanti un sacerdote. È implicata la sua coscienza. Dovrebbe chiedersi: Seguire la processione accompagnando la salma fino al cimitero, può fare inciampare qualcuno della cong.? La persona deve prendere in considerazione anche questa possibilità prima di decidere. Comunque sarebbe un peccato di apostasia, solo se la persona prende parte attiva a riti pagani (SCC:SSB 23.1.81)

Se un cristiano si limita a seguire un corteo funebre senza partecipare in alcun modo a qualsiasi azione pagana durante il cammino dalla chiesa fino al cimitero, allora la cosa rimarrebbe una questione di coscienza. Il cristiano terrà conto della coscienza altrui e del pericolo di essere coinvolto in qualche rito pagano. Spesso i sacerdoti che guidano un corteo funebre pronunciano delle preghiere alle quali il pubblico che segue deve rispondere. Rispondere naturalmente costituirebbe una violazione. Un cristiano terrà conto della reazione degli altri membri della cong. Se dovessero perdere la stima di lui, egli potrebbe venire meno in alcuni requisiti e potrebbe non ricevere certi privilegi, o se è un nominato e ha perso la stima della cong., potrebbe anche essere rimosso. Il ns. suggerimento in questi casi, è quello di andare direttamente al cimitero quando portano li la salma per la sepoltura ed essere presenti per confortare i parenti. Per i principi implicati nella questione che ci porti alla ns. attenzione, vale quanto viene detto nella W 1.12.70, p 735.736. (29.5.87)

Nel decidere cosa fare, il cristiano deve avere a cuore i migliori interessi dell'opera e deve provvedere un eccellente es. di vita cristiana. Ad es. qualche tempo fa, in occasione di un funerale, i fratelli responsabili della cong. sono andati dietro e questo ha suscitato non poche critiche (cosa interessante) non nella cong. ma proprio tra le persone del mondo che dicevano ai fratelli che andavano a predicare: 'Anche voi siete come noi'. Quindi un cristiano dovrà chiedersi in che modo la sua presenza dietro un funerale influirà sulla cong. o sulle persone del territorio. Un fratello che ricopre una responsabilità, se dovesse perdere la sua libertà di parola in quanto potrebbe far inciampare alcuni, sarebbe rimosso dalla sua responsabilità. Possiamo dire che bisogna tener presente almeno 2 aspetti: 1) Non vogliamo dar l'impressione di partecipare a qualcosa che ci identifica come parte della falsa religione, 2) Stare attenti che l'impressione che diamo non crei un ostacolo alla predicazione o un motivo d'inciampo ai ns. fratelli o ad altri (SCB:SSD 12.3.80)

ENTRARE IN CHIESA PER UN FUNERALE:


I princìpi che si applicano a seguire un corteo funebre guidato da un sacerdote, si applicano anche nel caso che un credente decida di accompagnare uno stretto parente, ad es. il padre o la madre morti, in chiesa. Stare in piedi e osservare il prete che svolge un rito religioso, non renderebbe complice di quell'atto, a meno che non si prenda parte attiva, come ad es. inginocchiandosi, pregando, facendo il segno della croce o altri atti di adorazione.  W 1.12.70 p 735 (SCC:SSB 23.1.81)

Noi non incoraggiamo i T.d.G. a partecipare a riti funebri cattolici, ma se un T.d.G. dovesse farlo, e si limita ad osservare lo svolgimento del rito non facendo apostasia, come ad es. il segno della croce, dobbiamo lasciare la cosa alla responsabilità dell'individuo. Si deve prendere però in considerazione la coscienza dei fratelli. Se i fratelli deboli lo vedessero assistere a tale funzione potrebbero essere tentati a ritornare alla Chiesa Cattolica? Il cristiano eviterà di fare inciampare i suoi fratelli. (SCB:SSC 5.8.83)

Finché un cristiano si limita ad essere presente ad un funerale cattolico come semplice osservatore della funzione e non vi partecipa, è una questione della sua coscienza. Naturalmente se ciò che fa crea delle critiche da parte di diversi nella cong. non sarebbe idoneo per ricevere privilegi e se ne ha gli sarebbero tolti.  W 15.11.77 p 699 (SCB:SSA 20.9.83)

PERMETTERE IL FUNERALE CATTOLICO PER FAMILIARI INCREDULI:


Nella vs. lettera ci parlate di una sorella che ha permesso il funerale cattolico per il marito incredulo. Che il marito non abbia lasciato nulla di scritto non dovrebbe essere un problema. Quanti cattolici lasciano per iscritto le loro volontà in fatto di cerimonia funebre? Era cattolico e come tale era conosciuto. Che la sorella abbia rispettato le credenze del marito è più che ragionevole e giusto.

Cosa ha fatto effettivamente la sorella che violerebbe qualche principio cristiano? Ha preso lei l'iniziativa di chiamare il prete? Ha trattato personalmente la cosa col prete? Ha pagato col proprio denaro la cerimonia? Ha fatto compromesso lasciandosi coinvolgere nella cerimonia? Se non avesse fatto nessun compromesso con la falsa religione, il fatto di permettere il funerale e la funzione cattolica rimane una questione personale. È ciò che ci aspettiamo che i parenti non testimoni facciano verso di noi, cioè che rispettino le ns. convinzioni. (Mt 7:12) Geova rispetta l'opinione altrui. (Ri 3:20) La considerazione cristiana porta a dare onore all'individuo e lasciare a lui le proprie credenze. Per questo non vorremmo essere critici verso la sorella se semplicemente si è limitata ad acconsentire che fossero rispettate le credenze del marito (SCC:SSI 3.4.85)

La domanda è se il fratello dovrà rispettare le volontà della nonna alla morte e fare un funerale cattolico anche se egli non ne prenderà parte. È giusto che egli rispetti le volontà della nonna dal momento che egli è l'unico parente oltre al padre che è anche un fratello. Comunque egli dovrebbe chiarire la sua posizione con la cong., per mezzo degli A. La sua posizione dovrebbe essere ben chiara anche con le persone del mondo. Logicamente non permetterebbe alcuna funzione religiosa nella propria casa, ma dovendo chiamare il prete, gli spiegherà che dovrebbe limitare le sue attenzioni alla defunta. Ciò vuol dire che non impedirà al prete di mettere simboli religiosi sul corpo della defunta, né di pronunciare preghiere vicino al suo corpo.

Anche per quanto riguarda i funerali veri e propri dovrà essere evidente la sua non partecipazione a tutto ciò che può far parte di un rito religioso. Se il fratello avrà chiarito la sua parte nella faccenda con la cong. non c'è motivo che alcun membro lo critichi per il fatto che egli fa rispettare semplicemente le volontà della parente defunta. Anche noi chiediamo che sia rispettata la volontà dei ns. fratelli morti da parte dei parenti increduli. Se la cong. trovasse da ridire sarebbe appropriato che gli A. facessero presente la posizione del fratello nella circostanza (SCB:SSD 13.3.80)

FARE LA FILA PER DARE LE CONDOGLIANZE:


In quanto all'usanza di fare la fila per poi dare le condoglianze al parente del defunto, non c'è niente che indichi che in qualche modo l'individuo si identifichi con la falsa religione. È solo una manifestazione di cordoglio verso i parenti del morto (SCB:SSD 13.3.80)

PORTARE LA BARA IN SALA LA SERA PRIMA DEL FUNERALE:


Ci chiedi se sia appropriato seguire l'usanza di portare una bara nella Sala la sera prima del discorso funebre e tenervela tutta la notte. Le opere di consultazione di cui disponiamo non trattano questa usanza, che stando a quando ci dici, sarebbe comune in Sicilia presso i cattolici. Si tratta quindi di accertarsi localmente sul sign. attribuito a quest'usanza. Ha a che fare con qualche superstizione? Si pensa forse che la permanenza in un luogo di culto conferisca "santità" al defunto? C'è qualche nesso con la dottrina dell'immortalità dell'anima? O è solo una questione pratica per avere già la bara sul posto della cerimonia funebre la mattina dopo? Ci sono norme sanitarie che regolano il trasporto dei cadaveri?

Basta informarsi presso qualche agenzia di pompe funebri. In sostanza qual è il motivo di tale usanza? La Sala è un luogo di adorazione, non un deposito di bare o altro. Se la questione ha solo carattere di praticità, il com. di servizio ha la responsabilità di concedere o no il permesso (in questo non ci sarebbe differenza nel portarla un giorno prima o un giorno dopo). Lo stesso vale per la presenza in Sala della bara durante il discorso funebre. È una questione da decidere localmente, chiarendo sempre che il discorso non è rivolto al morto ma ai vivi. Inoltre nella Sala il comportamento dei presenti, compresi i parenti del deceduto, deve essere sempre dignitoso, come si conviene a un luogo in cui si adora Geova. (Mt 22:32; 1Ts 4:13) Il com. di servizio dovrebbe tenere presente anche l'effetto che avrà la presenza della bara nella Sala, dato che alla cerimonia funebre potranno essere presenti anche parenti del mondo. Non c'è quindi una regola ma diversi fattori da valutare (FPA 29.9.81)

Che vi sia stato il rifiuto perché la salma pernottasse nella Sala in attesa della cerimonia funebre del giorno dopo, lo riteniamo più che giusto. Non è secondo le disposizioni teocratiche che la Sala venga utilizzata come camera mortuaria. Essa viene concessa per la cerimonia funebre che include un discorso scritturale a conforto dei familiari e in testimonianza degli intervenuti. (Om 62) L'usanza locale di far permanere la salma in un luogo di culto fino al giorno successivo, con la relativa veglia del morto, non è naturalmente cristiana. Voi ci parlate della circostanza come del tutto particolare, che obbligava a fare uso della Sala non essendoci altra possibilità. Mettiamo seriamente in dubbio che fosse un caso così particolare da non consentire altre soluzioni.

L'appartamento di un familiare o di qualche conoscente poteva essere utilizzato a tale scopo previa autorizzazione. Che potesse sorgere l'accusa di sottrazione di cadavere, valeva anche per l'uso della Sala che molto probabilmente non è autorizzata dal Comune come luogo di culto. In ogni caso il Comune mette a disposizione, anche nel cimitero stesso, camere adibite a tale scopo. Che Om non dica che sia sbagliato fare ciò non sign. nulla. Non dice per es. che non si dovrebbe usare la Sala per rinfreschi nuziali o serate danzanti. Dice però come deve essere utilizzata la Sala. Una maggiore maturità e più collaborazione cristiana avrebbe forse fatto evitare molte delle cose che sono risultate spiacevoli e a sfavore del nome di Geova (SCE 6.5.85)

Ci informate che a Caltanissetta quando un fratello muore i fratelli desiderano che la sua bara sia posta nella Sala e rimanga lì tutta la notte. Om 105 indica che la Sala può essere usata per servizi funebri. Non vi è nessun provvedimento che indichi di usare la Sala come camera ardente dove porvi la bara con la salma per tutta la notte. Il ns. suggerimento è che questi fratelli siano consigliati che la bara sia tenuta in casa del morto o della sua famiglia, poi quando è giunto il momento del funerale, se desiderano portare la bara in Sala e hanno il permesso per farlo, allora questo può essere fatto. Si può pronunciare un discorso mentre la bara posta lì davanti. In tutta Italia nella maggioranza dei casi la bara non viene neppure portata alla Sala, ma al cimitero e il discorso pronunciato lì. A noi sembra che sia la migliore soluzione (SCC:SSB 30.9.82)

DISCORSO FUNEBRE, PUÒ ESSERE FATTO ANCHE DA CHI NON È NOMINATO:


Quanto è detto nel Km 6.67 è tuttora valido: "Se la famiglia desidera che un certo fratello tenga il servizio ed egli è in grado di soddisfare la loro richiesta, dipende tutto da loro". Naturalmente quando ci si rivolge alla cong. perché sia tenuto un discorso funebre, sarebbe opportuno lasciare che siano gli A. a disporre che un fratello qualificato pronunci il discorso. Sarà così assicurato che, sebbene non sia un'ad. di cong. chi pronuncia il discorso sia un oratore qualificato e approvato. Nel caso gli interessati preferiscano scegliere come oratore un fratello battezzato, ma non nominato A., rimane una prerogativa degli A. valutare la cosa e determinare se concedere l'uso della Sala. Km 12.73 e C 15.5.88 dove quanto detto per i discorsi matrimoniali può valere per i discorsi funebri (SCD:SSD 20.5.92).



Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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01/08/2020
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