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Il dolce profumo della libertà- Testimonianza di chi ha lasciato i TdG

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IL DOLCE PROFUMO DELLA LIBERTÀ


Era un momento molto felice ed elettrizzante della nostra vita, grazie ad un progetto a cui lavoravamo da tempo e prossimo alla realizzazione! Progetto che avrebbe cambiato radicalmente l’esistenza della nostra famiglia, partendo con un lungo viaggio per stabilirci in un territorio dal contesto socioculturale profondamente diverso dal precedente. Purtroppo le nostre aspettative e speranze vennero frustrate da vari problemi che incontrammo mentre cercavamo di portare avanti il nostro progetto. Mentre vivevamo sentimenti di delusione, sconforto e smarrimento…..ecco il campanello della porta di casa che annuncia la “soluzione” a tutti i nostri problemi! I testimoni di Geova e il loro messaggio.

- Un pò di noi -
Mia moglie è nata e cresciuta in una famiglia cattolica non praticante, in un paese dell’Europa centrale. Malgrado la sua famiglia lei era molto interessata alle cose spirituali e in modo particolare era molto devota a Gesù e a Maria. Era l’unica in famiglia che andava in chiesa la domenica e leggeva molti libri che raccontavano delle apparizioni della Madonna come per esempio la storia di Santa Bernadette o quella dei pastorelli di Fatima. Amava molto Gesù e crescendo si convinse che se tutti seguissero il suo esempio il mondo sarebbe stato davvero un posto migliore dove vivere. Durante l’adolescenza, studiando la storia a scuola, il suo attaccamento alla religione inizia ad incrinarsi.

I primi casi di pedofilia, sbattuti sulle prime pagine dei media ed in particolare il caso del prete del paesino di sua nonna la cui chiesa frequentavano insieme, scosse dalle fondamenta, la sua fiducia nella religione cattolica. La vergogna la spinse a decidere che mai più sarebbe appartenuta ad una religione rea di tali atrocità, pur considerandosi una cristiana.

La vita va avanti e il desiderio di saperne di più sulla Bibbia, su Gesù e su Dio, non si smorza in lei! Come mia moglie, anch’io sono nato e cresciuto in una famiglia cattolica…. praticante….. ma in un paese del mediterraneo. Non amavo frequentare la chiesa e la prima comunione mi venne “somministrata” per raggiunti limiti di età, a causa della mia riluttanza a frequentare le lezioni di catechismo! Mi ricordo che mia madre fece i “salti mortali” (con un’aggiunta di pecunia) per convincere il nostro prete! Ricordo che in quegli anni feci il mio primo incontro con i testimoni di “Giove” (cosi venivano chiamati dalle nostre parti) sull’uscio di casa in un giorno d’estate, madre e figlia credo, vestite con gonne lunghe e camicie a maniche lunghe, mi sembravano personaggi strani, di un’altra era, che parlavano di cose a me incomprensibili….delegai subito a mia madre!

Intorno ai 15 anni di età la mia fantasia galoppava negli azzurri cieli dell’universo alla ricerca di un dio comprensibile e a misura d’uomo. Qualche anno dopo a seguito di un fortuito incontro con le filosofie orientali, zen, buddismo, yoga e arti marziali (discipline che poi intrapresi a praticare), quel mio dio non meglio identificato, cominciò nella mia mente, a trasformarsi in una energia intelligente onnipresente nell’universo che pervadeva tutte le creature viventi! Mi convincevo sempre più di farne parte e di possederne una infinitesima particella!

Lo scontro inevitabile con il mondo del lavoro e la conseguente incapacità ad elevarmi, dal punto di vista spirituale e mentale, al di sopra della carnalità e del materialismo dilaganti, anche il concetto da me sposato di un: dio=energia universale impersonale, si sgretolò! Gli anni a seguire mi videro molto impegnato e concentrato nel mio lavoro, con la forte determinazione a perseguire la carriera professionale che raggiunsi in breve. Gli ultimi sprazzi di una fede religiosa delusa e mai veramente concepita né vissuta lasciò inevitabilmente spazio all’ateismo. Per circa 18 anni il mio dio fu: la Scienza con una delle sue figlie predilette:” la teoria dell’Evoluzione “ di Darwin, di cui lessi avidamente alcuni scritti in tedesco, la mia seconda lingua.

- La nostra vita insieme -


Si sa! Il posto di lavoro è un luogo di numerosi incontri a volte anche definitivi, e noi non ne siamo stati immuni! Lei: sensibile, sentimentale, dolce e con una spiritualità che sprizza dai pori! Lui: orgoglioso, poco incline alle effusioni, materialista, pragmatico…..insomma un “animale a due zampe”! Eppur ci siamo sposati! Arriva il nostro primo figlio e con lui l’ineluttabile domanda: battesimo o no battesimo? Avremmo preferito lasciare a loro personalmente la decisione di appartenere o meno ad una religione! Dietro la spinta dei parenti e la persuasione operata dal prete della parrocchia con argomenti del tipo: i bambini battezzati hanno meno problemi di inserimento a scuola, nei gruppi sportivi e nelle relazioni sociali in generale; la libertà da grandi, di decidere da se la conferma o meno del loro battesimo con la cresima, battezzammo tutti e tre i nostri figli, cattolici.

Mia moglie li educò secondo coscienza ed in base a quanto aveva appreso dalla Bibbia e dai Vangeli. Non li portò mai in chiesa. A causa del mio lavoro di tanto in tanto traslocavamo, pertanto non eravamo facilmente reperibili nello stesso territorio. Ma è risaputo, i Testimoni di Geova trovano anche l’ago nel pagliaio! Infatti mia moglie ebbe alcuni incontri con loro ed era molto interessata ai loro ragionamenti basati sulla Bibbia. Avevano la risposta a ogni domanda e sempre Bibbia alla mano. A seguito di un altro trasloco non ricevette più visite.


- Il progetto -


Fu in quel periodo che iniziammo a valutare l’idea di un radicale cambiamento della nostra vita e a farne i piani. Il primo step del progetto fu il trasloco più lungo della nostra vita! Centinaia e centinaia di chilometri! Poco dopo il nostro arrivo nel nuovo paese, eccoli di nuovo con le loro borse, i Testimoni di Geova! Mia moglie sempre attratta dalla Bibbia accettò per provare, uno studio biblico. Io non ero proprio d’accordo, ma dato la mia ignoranza sull’argomento ed il mio scetticismo, le lasciai libertà di scelta. Dopotutto era gratis! Studiò con loro il libro “Conoscenza” e le piaceva molto ciò che imparava dalla Bibbia.

Leggere la rivista “torre di guardia” però le restava difficile, qualcosa la frenava. Il desiderio di non appartenere ad alcuna religione, persisteva. La sorella che le teneva lo studio era una pioniera molto brava e ci sapeva fare, non le sfuggì i nostri disagi e i problemi che aumentavano compresi quelli economici. Parlava sempre della Verità della Bibbia e della menzogna degli insegnamenti cattolici, dell’imminente fine di questo sistema di cose malvagio e la speranza della vita eterna nel nuovo ordine mondiale! Nel frattempo il nostro progetto andava incontro ai primi intoppi. Infatti le nostre relazioni sociali con alcuni familiari si erano incrinate e le incomprensioni dovute a tradizioni, cultura e mentalità differenti e non ultimo il nostro interesse verso i testimoni di Geova, cominciano a pesare sul nostro morale.

Con l’assiduità dello studio e la persuasione dell’argomentazione, la sorella che teneva lo studio, riusciva ad inculcare in mia moglie sempre più l’idea che la fiducia nell’organizzazione e in Geova le avrebbero riservato tante benedizioni! Io purtroppo per motivi di lavoro,durante il primo anno di questo cambiamento nella nostra famiglia ero spesso all’estero e questo facilitò il compito della sorella nel persuadere mia moglie a partecipare alle adunanze e a condividere sempre più tempo con la congregazione locale.

- Inizia il condizionamento mentale -


L’interesse per la Bibbia e complice la solitudine e le altre difficoltà, spinsero mia moglie ad aumentare le ore di studio con la sorella, la quale la convinse a verificare di persona come nella congregazione, i fratelli mettono veramente in pratica gli insegnamenti biblici. L’accoglienza nella sala del Regno fu un’inondazione di amore da tutte le parti! I nostri bambini ricevevano molte attenzioni e le sorelle facevano a gara per prendersi cura di loro affinché la mamma potesse seguire bene l’adunanza. La dichiarazione: solo nell’organizzazione di Geova c’è vero amore per Dio e per il prossimo ed è l’unica guidata dallo Spirito Santo, cominciava a sortire i primi effetti su di lei.

Nel frattempo la mia permanenza all’estero per lavoro cessò e mi ricongiunsi alla mia famiglia. I problemi economici a causa della mancanza di un lavoro stabile erano sempre più pressanti. Seppur premunito, iniziai anch’io a studiare la Bibbia con un testimone di Geova che aveva avuto un passato intellettuale simile al mio.

Con non poco stupore, mi ritrovai ad esaminare aspetti ed argomenti scientifici alla luce dei versetti biblici che il fratello con molta destrezza riusciva a combinare. Io non conoscevo affatto la Bibbia e né ero mai stato interessato a conoscerla, pertanto malgrado le mie tante domande, le risposte arrivavano puntualmente e corroborate dai versetti biblici! Pian piano ci lasciammo convincere che gli amici e i familiari non erano buone compagnie e che l’unico modo per aiutarli era di insegnare loro ciò che noi stessi imparavamo dalla Bibbia.

Dovevamo predicare loro se desideravamo la loro salvezza poichè la fine era ormai vicina! Chiaramente questo percorso cominciò ad influenzare il nostro comportamento e atteggiamento e la nostra dedizione alla testimonianza informale ( fuori dal contesto della predicazione ufficiale/formale con le borse in mano e di porta in porta) fece terra bruciata intorno a noi. La predicazione ci piaceva ed era nostro sincero desiderio aiutare le persone facendo conoscere loro ciò che la Bibbia dice! Ormai il cerchio era chiuso: studio assiduo, adunanze, predicazione e frequentazione esclusivamente con i testimoni! Prima del battesimo mia moglie ebbe una forte crisi.

L’ossessione con cui ripetevano che le persone ed i giovani del mondo erano malvagi, le creava turbamenti interiori! Anche noi provenivamo dal mondo, ma non ci sentivamo persone malvagie, di conseguenza non ci piaceva il ragionamento che tutte le persone che non sono testimoni di Geova sono malvagie e destinate alla distruzione! Ci chiedevamo: che colpa avevano queste persone se non conoscevano la Bibbia? Studiavamo entrambi e insegnavamo ai nostri figli le Verità della torre di guardia. Mia moglie si battezzò e notammo un cambiamento quasi immediato negli atteggiamenti dei fratelli: dov’era andata a finire tutta quella manifestazione d’amore che ci aveva accolto durante il periodo dello studio biblico? Perché ora i fratelli non ci invitavano alle loro festicciole o a casa loro? Perché eravamo emarginati nella nostra vita al di fuori delle adunanze? Venimmo a sapere che la causa ero io: non ero ancora battezzato!

- La strategia del condizionamento va avanti -


Mi battezzai due anni dopo mia moglie ma l’espressione delle qualità cristiane da parte dei fratelli al nostro indirizzo stentavano a manifestarsi! Ci sentivamo soli! La causa ero ancora io poichè non avevo ancora privilegi, né ero una persona di spicco all’interno della congregazione! QUESTA È LA FRATELLANZA E L’UNITÀ FRA I TESTIMONI DI GEOVA !! Ne parlavamo con gli anziani e ci dicevano di avere pazienza e di concentrarci sullo studio, sulla predicazione e nel fare progresso.

Ci ripetevano di fare noi i primi passi, di invitare i fratelli a casa nostra. Così facemmo, ma le cose non cambiavano. In quel periodo ricevetti delle ottime offerte di lavoro, ma erano lontane da dove vivevamo e avrei dovuto risiedere fuori casa più giorni alla settimana. Gli anziani mi dissero chiaramente che non era il caso che accettassi tali offerte: le tentazioni (l’adulterio) era dietro l’angolo e non dovevo lasciare la famiglia. Geova avrebbe provveduto. In quello stesso periodo il fratello che mi aveva fatto lo studio biblico, un “servitore di ministero” mi propose, per uscire dall’impasse delle difficoltà economiche, di aprire un’attività indipendente insieme a lui.

Valutammo il progetto anche in famiglia e mi sembrò buono. L’unico aspetto di tutto il progetto che mi lasciava perplesso, era che quasi tutto l’investimento iniziale sarebbe gravato sulle mie spalle e sulle mie sole forze. Lui aveva bisogno di qualche mese per licenziarsi dal suo vecchio posto di lavoro prima di entrare a far parte pienamente della ditta. Mi diede la sua parola, “parola di testimone di Geova”, garantita dalle qualità possedute solo da loro, i “VERI CRISTIANI” e cioè : onestà, lealtà,fiducia e amore fraterno!!!! Inutile raccontare l’evolversi dell’esperienza! L’epilogo invece fu: mi ritrovai solo; da lui ricevevo solo qualche sporadica consulenza e piccoli lavori al computer, come sua partecipazione; non lasciò il suo vecchio lavoro né mi aiutò fattivamente in alcun modo. Dopo circa un anno fui costretto a chiudere la ditta con il risultato di un aggravio di debiti solo sulle mie spalle!!! GRAZIE FRATELLO TESTIMONE DI GEOVA!!!

- I testimoni di Geova dicono di se stessi: non siamo superstiziosi! BUGIA! -


I nostri problemi economici si acuirono e gli anziani ci convinsero che nella nostra famiglia si era introdotto un terribile male che noi non conoscevamo e mai avremmo creduto possibile non essendo superstiziosi: la persecuzione ovvero Satana. Secondo loro eravamo bersagliati attraverso oggetti “infestati dagli spiriti malvagi”! E così Bibbia alla mano e relative fotocopie di vecchie edizioni della “torre di guardia” gli anziani ci fecero uno studio mirato. Ci dissero di non accettare più regali da persone del mondo poichè quasi tutti praticano l’esoterismo e l’occultismo!! Lo dice la Bibbia … “purificammo” la nostra casa sbarazzandoci di: libri; bomboniere; quadri; gioielli; utensili di casa; dischi, videocassette e musicassette! Gran parte di essi erano regali di parenti e amici! Dopo questa “opera di purificazione” sembrava che qualcosa cambiasse. Il lavoro arrivò ma precario e le difficoltà non finirono comunque!


- I testimoni di Geova vivono la solitudine più di altri fedeli di altre religioni -


La solitudine persisteva malgrado i nostri sforzi per adattarci alla congregazione. Mia moglie cominciò a soffrire di depressione. Ci sforzavamo di fare del nostro meglio per Geova ma sembrava non bastasse mai! I “clan” degli anziani, dei servitori di ministero e dei pionieri con relative mogli e famigliari erano a numero chiuso! Constatammo con rammarico e disappunto, che all’interno della congregazione c’era una élite di fratelli che dettavano “legge”! Pensavamo che fosse l’imperfezione umana a causare tutto questo … ma eravamo soli e mia moglie era addirittura guardata storto a causa del suo malessere.

I pettegolezzi abbondavano sul nostro conto poiché venivamo da un altro ambiente e con una diversa mentalità! Ne seguì una certa emarginazione da buona parte della congregazione! Lei sapeva di queste malelingue, ma dava la colpa alla loro ignoranza e si sforzava di passarci sopra ma non senza criticare questo ed altri atteggiamenti poco cristiani all’interno della congregazione. A riguardo, gli anziani in più di una occasione mi invitarono a tenere mia moglie di più sotto controllo e ad esercitare con maggiore autorità la mia posizione di capo famiglia! Non condividevo pienamente questa direttiva! Tra mia moglie e me c’era sempre stato un rapporto franco, sincero, senza alcun tipo di prevaricazione! Abbiamo sempre vissuto il nostro rapporto con pari dignità, collaborando e cooperando a 360°!


- Il calvario della solitudine diventa amara -


L’indottrinamento e il nostro zelo ci portarono a fare terra bruciata intorno a noi! Allontanammo tutti i famigliari, gli amici e i conoscenti per amore della “Verità”! La cosa peggiore è che stavamo portando i nostri figli sulla strada di una triste solitudine. Non partecipando a compleanni e festicciole varie non avevano un granché di vita sociale. Quasi di nascosto, permettevamo loro di stare di tanto in tanto con alcuni compagni di scuola, ma con grandi sensi di colpa perché i compagni li avrebbero potuto sviare.

Quando i nostri figli raggiunsero l’età di 10-11 anni, diminuirono anche le frequentazioni con quelle due-tre famiglie di testimoni, anch’esse con figli della stessa età dei nostri che frequentavamo, poiché gli anziani disapprovavano queste frequentazioni nei casi in cui ci fossero differenze di sesso e questo malgrado fossero ancora dei bambini! Pertanto essendo i nostri figli sia maschi che femmine la solitudine diventò sempre più pesante. L’amarezza era tanta e la tristezza impediva alla gioia di manifestarsi nella nostra famiglia! Malgrado tutto comunque ci davamo molto da fare, facendo più volte nel corso dell’anno i pionieri ausiliari (60 ore di predicazione di porta in porta al mese).

I nostri figli erano per noi la nostra gioia! Accudirli ed occuparci di loro fu in quel periodo, l’unica ragione di vita per mia moglie! Purtroppo il condizionamento mentale cambia anche il nostro modo di porci dinanzi alle sfide che la nostra esistenza ci riserva! Si cambia a tal punto quando ci si converte in testimoni di Geova, che si diventa fatalisti! Si spera sempre in Lui! Che sia Lui ad intervenire, a fare qualcosa e a farlo al momento giusto! Si prega! Si studia! Si va in servizio! Non si perde un’adunanza e ci si isola sempre di più dal mondo e dalle persone che ci circondano! Tutto questo denota chiaramente che l’intento della WTS e quello di emarginare socialmente i propri adepti per poterli controllare e manipolarli con più facilità. Così quando ormai sembrava che dovessimo rassegnarci a quel tipo di vita amorfa, fossilizzata, monotona e contrassegnata solo da sensi di colpa e di inadeguatezza, qualcosa cambia.

- Un cambiamento che contrasta la “Regina Solitudine”! -


Iniziò un periodo che sembrava la risposta alle nostre preghiere. Riuscimmo finalmente a legare con una famiglia di testimoni, madre e due figli, rimasti da poco orfani di padre. Il più giovane era un un ragazzo molto bravo, simpatico e molto disponibile, “sembrava” che le nostre famiglie andassero d’accordo. Sarebbe potuto diventare un amico per i nostri due figli maschi. Un buon esempio! Faceva spesso il pioniere ausiliario, commentava sempre alle adunanze, usciva in servizio con chiunque, era d’aiuto alle persone anziane, era vivace e simpatico. Sembrava! Sembrava! In realtà a distanza di alcune settimane ci accorgemmo che invece era interessato a nostra figlia appena adolescente, altro che amicizia con i suoi fratelli!

Nostra figlia purtroppo era infatuata di lui e noi genitori eravamo preoccupati per questo. La differenza di età tra di loro era di circa dieci anni. Non riuscendo a separarli, decidemmo di comune accordo di frequentarci unicamente in famiglia e di non lasciarli mai soli. Stabilimmo regole e comportamenti chiari e rispettosi per il bene di entrambi. Man mano che il tempo scorreva diventava sempre più arduo frenare l’impeto e l’entusiasmo del giovane per quella relazione!

Per noi era sfibrante poiché le visite del ragazzo si facevano sempre più frequenti fino a diventare anche più di una volta la settimana! Cercammo di affrontare la situazione coinvolgendo la sua famiglia per una soluzione adeguata al fine di evitare troppe tensioni oppure problemi con gli anziani della congregazione, i quali secondo le direttive dei vertici dell’organizzazione avevano la responsabilità di gestire anche le questioni intime e di cuore riguardanti tutti i fedeli della congregazione!


- La doppia vita. -


Non è facile, per chi non conosce le dinamiche che vengono a crearsi all’interno di questo gruppo a causa degli infiniti codici,codicilli e direttive dettate dai gerarchi dell’organizzazione, capire le frustrazioni, i sensi di colpa, il timore morboso di sbagliare, la paura di un richiamo da parte degli anziani, la disapprovazione di Dio e dei fratelli di fede e soprattutto il terrore della DELAZIONE e dei COMITATI GIUDIZIARI! Lui era ormai troppo spesso dinanzi la nostra porta di casa. I suoi famigliari lo accompagnavano e senza nemmeno scendere dall’auto per non farsi vedere dal vicinato, se ne andavano senza salutare nemmeno!

Cercammo di dissentire ma non c’era verso. I nostri figli maschi erano molto delusi e scocciati dal comportamento del giovane poiché ormai non li degnava neanche di uno sguardo, il suo interesse era tutto per nostra figlia. Ci eravamo ormai inoltrati nel tunnel della “DOPPIA VITA”, tipica di moltissimi Testimoni di Geova che desiderano godere dei piaceri e della libertà del mondo che loro definiscono di “satana”! Questo ci faceva sentire molto in colpa verso Geova, non avremmo mai voluto! Dopo alcuni mesi di frequentazione iniziarono le prime litigate tra di loro, soprattutto al cellulare.

Sembravano litigi basati sulla gelosia, pensavamo! Nostra figlia ci raccontava che lui corteggiava altre ragazze in congregazione e non solo, a volte anche in sua presenza. Lui era geloso anche per i messaggi che nostra figlia riceveva dai suoi compagni di scuola, non accettava che lei potesse avere amicizie al di fuori dell’organizzazione! A volte durante i loro litigi, al cellulare o in casa, lui cominciò a mostrare il vero volto della sua personalità! Era aggressivo e autoritario! Tentava di imporre a nostra figlia un comportamento di sottomissione, così come veniva insegnato nell’organizzazione!

Le diceva che doveva già iniziare a calarsi nella parte di moglie sottomessa come la Bibbia insegnava. In più di un’occasione lo richiamammo ad un comportamento più rispettoso. Per qualche giorno le acque si calmavano. La loro relazione andava avanti tra alti e bassi mentre noi si insisteva nel cercare di convincere nostra figlia a lasciarlo. Purtroppo in un’altra occasione, durante un loro litigio, lui la strattonò facendole male e se ne andò via senza preoccuparsi di lei! Facemmo tutto il possibile per diradare le sue visite, per avere la possibilità di aiutare nostra figlia a rendersi conto che la loro era una relazione anomala e che le avrebbe causato molto dolore!

Doveva troncare la relazione! Noi non riuscivamo a capire il perchè di quell’attaccamento cosi forte da parte di nostra figlia verso la loro relazione! Non desisteva, voleva vivere la sua vita con lui! A causa dei loro litigi, lei piangeva spesso prima di addormentarsi, a scuola non rendeva più ed aveva perso la serenità! Noi pensavamo fosse soltanto a causa della gelosia dell’uno per l’altro e viceversa. Per farsi perdonare lui si presentava spesso con il suo sorriso più bello con tanti regali firmati per lei e inviti al ristorante per tutta la nostra famiglia.

Tutto questo stava portando la nostra vita familiare ad un livello di tensione troppo elevato da sopportare! Pertanto decidemmo di parlare con un anziano di nostra fiducia in privato, ma non servì a nulla! L’importante era, se non ci riusciva di troncare la relazione,che non commettessero immoralità di qualsiasi genere e che alla maggiore età di nostra figlia si sposassero! Malgrado i litigi, nostra figlia faceva crisi isteriche se soltanto le dicevamo che avremmo deciso noi per l’interruzione della loro relazione! Pregavamo che Geova ci aiutasse! Il ragazzo ormai le aveva chiesto di sposarlo e lei aveva accettato.

Si aspettava solo la maggiore età per rendere il tutto ufficiale. Eravamo molto preoccupati, poiché ci rendevamo conto che il futuro di nostra figlia insieme a quel ragazzo sarebbe stato un futuro infelice! Le mie riflessioni mi portarono a concludere che anche il nostro futuro economico e lavorativo si prospettava alquanto di difficile soluzione! Sapevo che rimanendo in quella realtà regionale, i nostri figli non avrebbero avuto futuro! La loro sarebbe stata una vita grama! Io ormai ero già avanti negli anni e la pensione non era molto lontana, pertanto il nostro unico scopo era quello di dare delle maggiori opportunità ai nostri figli. Pensavamo anche che trasferendoci più a nord, avremmo incontrato una mentalità più consona alle nostre aspettative, anche in congregazione. Contro il parere degli anziani, i quali tentarono di dissuaderci con il ragionamento che al nord la vita è più libertina, quindi un pericolo per la spiritualità, prendemmo la nostra decisione.


- Un grande cambiamento -


Nel giro di un anno accaddero diversi avvenimenti, tra cui la morte di mio padre che avevamo accudito per molti anni, che ci permisero di trasferirci lontano a molti chilometri, come avevamo desiderato. Ci sembrò che Geova esaudisse le nostre preghiere! Trovammo nuovi amici nella nuova congregazione. Iniziammo ad avere uno stile di vita diverso. Ormai tutta la famiglia era impegnata con un lavoro e gli impegni teocratici. Mia figlia cominciò ad avere una vita interessante, nuove amiche, nuovo ambiente, una certa indipendenza e maggior libertà per tutti noi che ci fece ben sperare! Circa un anno dopo, nostra figlia decise di rompere la relazione con quel ragazzo.

- Il macigno della cruda verità -


Alla fine dello stesso anno al termine di una sua crisi interiore, nostra figlia ci rivelò la cruda verità sulla loro relazione. Lui aveva abusato di lei. L’aveva costretta a fare cose che lei non voleva, anche delle foto e dei filmini col cellulare. La ricattava. Le diceva che l’avrebbe sposata e che col matrimonio tutto si sarebbe aggiustato. Da un lato le faceva dei regali costosi dall’altro la minacciava di dire tutto agli anziani. Lei non avrebbe voluto sottostare ai suoi desideri. L’aveva convinta a marinare spesso la scuola. Non mi sento di scendere nei dettagli ma il suo comportamento rasentava la pedofilia.

Per la legge lui non era un pedofilo poiché lei aveva già compiuto i 14 anni. Fummo sconvolti dal racconto di nostra figlia. Era riuscita a tenere tutto nascosto e nessuno di noi si era accorto di niente e questo era terribile! Non avevamo avuto nemmeno un sospetto! Lei era sempre la stessa con noi! Ci raccontava della sua gelosia, delle loro litigate, dei loro progetti ma mai di ciò che realmente accadeva fra loro due. Da timorati testimoni di Geova ci precipitammo dagli anziani della nuova congregazione ed informammo anche gli anziani della nostra precedente congregazione. Da ambedue i gruppi di anziani ci venne chiesto di non fare passi di nostra iniziativa, poiché la Betel centrale si sarebbe occupata del caso e saremmo stati aiutati attraverso loro stessi. Sia in mia moglie che nel sottoscritto, le nostre vecchie personalità, probabilmente, non erano state completamente annullate dal lavoro di costante condizionamento che viene attuato all’interno di questa organizzazione!

- Il comitato giudiziario -


Pertanto decisi di far partire la “macchina” giudiziaria dando mandato al mio avvocato per una valutazione del caso ai fini di una denuncia penale ed eventualmente di una richiesta di risarcimento danni morali. Preparai anche una lettera dettagliata del caso che gli anziani mi assicurarono l’avrebbero inoltrata alla Betel come era prassi. Venne indetto un comitato giudiziario alla nostra presenza, dato che nostra figlia era ancora minorenne. Non fu affatto facile, nè di alcun conforto quella circostanza! Mia moglie ed io avevamo la sensazione di parlare a dei giornalisti avidi di dettagli per uno scoop scandalistico!

Ci rendevamo conto che erano persone, anche se con buoni intendi, senza alcuna preparazione, né capacità, né conoscenza per affrontare simili situazioni! Per nostra figlia fu una tortura rivangare e portare alla luce quell’esperienza umiliante che avrebbe voluto, più di ogni altra cosa, dimenticare! Lui venne disassociato ma anche nostra figlia subì una sanzione: fu fatta oggetto di una riprensione pubblica dinanzi alla congregazione e le vennero tolti i privilegi di cui tutti i testimoni di Geova zelanti beneficiano! Questo solo per essersi confidata della sua esperienza con la sua migliore amica, una ragazza del “mondo”! Ciò ad evidenziare, come dichiarato dagli stessi anziani, che certe informazioni non devono essere rese note al di fuori dell’organizzazione.

Purtroppo dal punto di vista penale, il nostro avvocato ci informò che per la legge vigente, non si prefigurava né il reato di abuso sessuale né di circuizione e abuso su minori, quindi pedofilia. Visto le circostanze, si sarebbe potuto provare un’azione legale più “soft”, ma per nostra figlia sarebbe stato un calvario, affrontare udienze, interrogatori, confronti diretti, visite psicologiche e viaggi estenuanti a non finire, poiché ormai risiedevamo a diverse centinaia di chilometri di distanza dal tribunale competente. Convinsi allora il nostro avvocato ad avanzare una richiesta di risarcimento, la quale venne accolta dopo diversi mesi e trattative. Non ebbi timore nel riferire ai nostri anziani dei nostri tentativi di richiedere giustizia mediante la legge di “Cesare”! Eravamo convinti che in un paese del nord fossero più aperti e liberali malgrado le direttive della WTS di Brooklyn! Ci sbagliavamo. Accertate le nostre decisioni, gli anziani si trincerarono dietro un silenzio e un dietro front incomprensibili! Da quel momento non fecero più nulla.


- Il calvario continua -


Le conseguenze su nostra figlia di questa relazione malata le resteranno per tutta la vita purtroppo. Chi non ha vissuto una simile tragedia non potrà mai capire la vastità del danno, la profondità della sofferenza, il dolore inconsolabile della vittima e dei suoi familiari. Il trauma permanente ed indelebile e, le ferite che ne conseguono, nemmeno il tempo le potrà mai guarire! Se caso il tempo potrà solo lenire il dolore! Lei pensava che fosse solo un problema religioso e che il matrimonio avrebbe aggiustato tutto. Anche mentre ci raccontava ogni tanto, goccia a goccia, quello che aveva vissuto, credeva che il loro rapporto fosse normale. Ci sentivamo tristemente responsabili per non esserci accorti di ciò che stava accadendo alla nostra bambina.

Mia moglie si sentiva profondamente in colpa. Solo dopo essersi di nuovo innamorata, nostra figlia si rese conto di molte cose e cominciò a capire ciò che aveva veramente vissuto! Eravamo furiosi! Era mai possibile che con un simile personaggio all’interno della congregazione era sufficiente la disassociazione? Venimmo a sapere che era recidivo e che uno degli anziani della congregazione aveva vissuto la nostra stessa esperienza! Ma nulla era trapelato tra i fratelli! Gli anziani erano al corrente! Perchè non informarono, anche solo in privato, noi genitori di ragazzine adolescenti e non?

E pensare che tutto questo poteva essere evitato applicando gli insegnamenti di Cristo e mettendo in pratica l’amore per il prossimo, oltre che applicare le indicazioni dell’apostolo Paolo di avvalerci delle autorità di Cesare. Eravamo preoccupati anche per le altre ragazzine. Infatti lui aveva confidato a nostra figlia, che dopo di lei ne aveva avvicinate delle altre, sempre della stessa età fra i tredici e i quindici anni, ma gli anziani, ai quali esternammo la nostra seria preoccupazione per il male che tale individuo avrebbe causato ad altre innocenti ragazze, ci risposero che questo non era più un nostro problema, in quanto sia per noi che per l‘organizzazione tutta, era da considerare come se fosse morto. In fondo era lì fuori, nel mondo di Satana! Non ne potevamo più!

- I primi sforzi di spezzare le “catene” della prigionia -


Fu allora che mia moglie cominciò a fare ricerche e si imbatté nel sito di Achille Lorenzi (infoTdGeova-analisi critica di un culto). Siamo consapevoli che quel ragazzo non può essere considerato un pedofilo, ma il suo schema comportamentale era ricollegabile pari pari alle tattiche di un pedofilo. Ne volevamo sapere di più su come agiva l’organizzazione in questi casi.

Leggemmo l’esperienza di Barbara Anderson e rimanemmo scioccati dalla sua testimonianza! Guardammo anche alcuni suoi video su youtube e ci sembrava una persona sincera, la quale non riusciva a nascondere la sua sofferenza. Purtroppo, come in tanti altri aspetti della vita da testimoni di Geova, il senso di colpa si presenta inesorabilmente, col dito puntato contro: siti apostati! Menzogne di apostati! Amici di satana! Mia moglie ne parlò con un anziano che la redarguì con severità! In questa congregazione ci eravamo trovati bene. Mia moglie si era fatta delle “care amiche” e così pensò che ciò che aveva letto, erano forse bugie. Allontanò il pensiero.

- Nostra figlia si dissocia -


Pochi mesi dopo aver riacquistato i suoi privilegi nostra figlia decise di dissociarsi. Disse che lei non era un’ipocrita! Ne aveva viste troppe di doppie facce ed era a conoscenza della doppia vita della stragrande maggioranza dei giovani della congregazione! Non si fidava più degli insegnamenti ricevuti, desiderava vivere la sua vita come voleva lei. Nel frattempo aveva raggiunto la maggiore età e si era innamorata di un ragazzo del “mondo”, quindi non accettava l’intromissione altrui nelle sue decisioni e scelte. Ci presentammo insieme a lei dagli anziani con l’intenzione di dissuaderla da quella decisione. Non ci fu verso! Scrisse e consegnò la lettera di dissociazione agli anziani. Sensi di colpa, paura e tanto dolore!

Questi erano i nostri sentimenti verso nostra figlia! Angosciante era che la sofferenza susseguente la sua decisione, era addirittura maggiore del dolore che ancora provavamo, riguardo al male che lei aveva subito. La vedevamo come una morta vivente che si aggirava per casa. Il conflitto tra l’amore genitoriale e il timore di Geova, era come “rigirare il coltello nella piaga”! Non sapevamo più come trattarla. Ormai non era più una sorella. Cosa dovevamo fare? Come le dovevamo parlare? Come dovevamo relazionarci con lei? Conoscevamo bene le direttive e i “saggi consigli” degli anziani, ma questi stridevano fortemente con il nostro amore di genitori e gli insegnamenti di Cristo!

Mia moglie la vedeva come uno “zombie” e passava le giornate tra crisi di pianto e attacchi d’ira. Cadde nuovamente in depressione e perse il suo buon lavoro. Iniziò così per lei il via vai presso i medici, psicologi e psichiatri. Io mi sentivo confuso al punto che durante un’adunanza nel rappresentare la congregazione in preghiera, piansi a dirotto!! Cercai incoraggiamento, comprensione e qualche sano consiglio tra i fratelli con i quali avevo maggior confidenza ma senza risultati! Le risposte e i consigli erano “terribilmente” tutti uguali! Sembravano sfornati come degli stampi in serie! Fu una grande delusione, non trovavo né conforto né serenità! Mi sentivo solo e la preghiera e le adunanze non mi rincuoravano.

- Una nuova svolta -


Lei iniziò la sua nuova vita che naturalmente non era “in armonia” con gli insegnamenti biblici, ma soprattutto con le direttive della WTS. Coltivò molte amicizie. E’ una stupenda ragazza solare. Andò a feste di compleanno, in discoteca, ecc. Noi per contro eravamo sconvolti. Continuava a scavare la sua fossa, pensava mia moglie! Non la riconoscevamo più! Per diversi mesi la trattammo con molto distacco e severità fino al punto da renderci odiosi con lei. Lei ci ribadiva che i giovani della congregazione facevano le stesse cose, ma di nascosto e la passavano liscia! Lei voleva vivere la sua vita liberamente e alla luce del giorno.

Tutta la nostra famiglia soffriva intensamente. Il nostro secondo figlio che non era ancora battezzato, dopo alcuni mesi dalla dissociazione della sorella smise anche lui di frequentare le adunanze e di studiare. Ci confidò che non credeva più a tutte quelle storie! Mia moglie iniziò a rendersi conto che non era sensato né accettabile una sì tale sofferenza! Qualcosa non quadrava nelle credenze che ci erano state inculcate. Non aveva nostra figlia, forse il diritto di decidere per la sua vita e di fare le sue scelte? Perché mai dovevamo smettere di amare nostra figlia come prima? Perché ritenere giusta una simile sofferenza per tutta la nostra famiglia? In armonia con le Sacre Scritture ci convincemmo che il giudizio non spettava ad alcun uomo imperfetto! Soltanto Dio aveva questo diritto! Dopo neanche due anni quel ragazzo venne felicemente riassociato. Le Scritture parlano chiaro: il colpevole deve, nel suo pentimento, chiedere il perdono alla vittima! Così invece non fu! Venne riassociato senza che avesse compiuto alcun atto di pentimento!

Lo stesso dicasi anche della sua famiglia , la quale non ci ha mai contattato. Ne avevamo abbastanza! Una decina di anziani di ambedue le congregazioni, erano a conoscenza di tutta questa storia. Ma allora dov’era lo Spirito Santo che guida le congregazioni? Chiedemmo ragione di questi nostri dubbi ad alcuni anziani, la risposta fu: non ci è dato sapere come lo Spirito Santo opera nelle congregazioni. Un nostro anziano avanti con gli anni, azzardò, che non sempre lo Spirito Santo agisce attraverso i corpi degli anziani! Inoltre ci venne ricordato, Bibbia alla mano, che dal momento che nostra figlia avrebbe lasciato la nostra casa per andare a vivere per conto suo, dovevamo chiudere ogni contatto con lei! A quel punto divenne necessario fare ricerche più approfondite.

Così cominciammo a dubitare anche della regola dell’ostracismo! Iniziammo ad analizzare i versetti biblici inerenti confrontandoli con gli stessi in altre Bibbie. Andammo alla ricerca di altre esperienze nei siti cosiddetti “apostati”. La luce in fondo al “tunnel” diventava sempre più fulgida!! Dopo circa un anno ricominciammo ad avere un rapporto sereno, sano e gioioso con nostra figlia.


- Nel segno dell’apostasia -


Non ci eravamo mai interessati particolarmente alla storia dei testimoni di Geova perché avevamo fiducia negli insegnamenti biblici. Adesso era arrivato il momento di saperne di più.! Dopo attenta riflessione e analisi approfondite, ci fu chiaro che lo spirito santo non c’entra niente con quest’organizzazione! Dio non ha nulla a che fare con la WTS! Ci sentivamo ingannati, manipolati e frodati della nostra fiducia. Volevamo bene ai fratelli ma come nostra figlia, odiamo l’ipocrisia e la falsità, amiamo l’onestà e la Verità. Ben presto ci rendemmo conto che le informazioni e le prove documentate non mancavano! Era diventato tutto molto chiaro. I discorsi e gli studi non ci interessavano più, avevamo compreso il vero scopo di questa organizzazione e decidemmo di lasciare.


- Un’altra amara beffa -


In quello stesso periodo io ebbi la gioia di riallacciare, dopo molti anni, i rapporti con mio figlio maggiore avuto in una precedente relazione e che viveva in un altro stato! Fu una gioia indescrivibile, anche per il resto della mia famiglia! Tale gioia purtroppo è stata effimera, poiché al nostro primo incontro lui e sua moglie ci dissero che studiavano la Bibbia con i testimoni di Geova da circa dieci anni! Fu un colpo al cuore per me! Cercammo di parlare il meno possibile della “fede” che apparentemente ci univa per evitare il peggio! Ma man mano che i mesi passavano ed i nostri contatti si facevano più frequenti e noi attendevamo il momento opportuno per dissociarci, loro diventavano sempre più entusiasti della “verità biblica” in attesa del loro prossimo battesimo.

Purtroppo non fu possibile evitare le loro domande sul nostro stato d’animo alquanto freddo e critico riguardo all’organizzazione. Un pó alla volta raccontammo loro le nostre vicissitudini all’interno dell’organizzazione e le nostre scoperte riguardo alla società WTS. Non capivano e non accettavano le critiche all’organizzazione, quantunque supportate da dati di fatto e prove a dimostrazione delle nostre riflessioni. Gli ultimi mesi di frequentazione con loro sono stati molto amari e tristi, poiché anche i nostri figli si erano molto affezionati a loro. Quando abbiamo comunicato loro la nostra dissociazione, hanno troncato i rapporti con noi, con la famiglia che loro non avevano mai avuto! La perfida WTS ha negato a tutti noi la gioia del godimento reciproco degli affetti familiari ritrovati!

- Riflessioni -


Le amicizie nell’organizzazione non sono vere amicizie, non puoi aprire il tuo cuore ed esprimere ciò che pensi e provi. Non puoi dire qualcosa che vada contro l’organizzazione e le sue direttive. Contro Dio puoi parlare, dubitare di Gesù pure, ma l’organizzazione non si tocca! Abbiamo fatto un piccolo esperimento. Prima della nostra dissociazione, mentre tutti nella congregazione erano all’oscuro delle nostre riflessioni, per mesi abbiamo disertato le adunanze e il “servizio di campo” , ebbene malgrado la nostra ottima integrazione all’interno del gruppo, non arrivarono alle dita di una mano le persone che si interessarono della nostra ASSENZA, ad eccezione di qualche anziano intento a spiare i nostri post (e quelli di altri fratelli) su FB che ci mostravano in felice compagnia di nostra figlia e che di tanto in tanto riportavano delle critiche “soft” non ben definite, all’indirizzo del “corpo direttivo”.

Prima di inviare la lettera raccomandata di dissociazione al “corpo degli anziani”, decidemmo di scrivere una lettera aperta a gran parte dei nostri fratelli, con il solo e semplice scopo, legittimo per altro, di rendere loro noto le reali motivazioni alla base della nostra dissociazione dall’organizzazione WTS, per non dare adito a false ed arbitrarie interpretazioni insieme a scontati pettegolezzi che scaturiscono sempre e puntualmente, a seguito dello stringato e freddo annuncio dal podio. LA DELAZIONE FU PLATEALE! EVIDENTE!

Su una congregazione di circa 90 fedeli, tranne due fratelli i quali mi scrissero per accertarsi se la mail veniva da me, quasi tutti si precipitarono immediatamente a riferire l’accaduto agli anziani! Nell’arco di un solo giorno dall’invio della nostra lettera ai fratelli, l’anziano “coordinatore del corpo degli anziani” mi chiamò al telefono richiedendo un incontro urgente per chiarire la nostra posizione! Dietro nostra espressa richiesta l’incontro si svolse a casa nostra. Negammo fermamente la legittimità di un qualsivoglia “comitato giudiziario”! Così come eravamo liberamente entrati nell’organizzazione, altrettanto liberamente ne volevamo uscire!

E’ stato invece meraviglioso ritrovare i nostri famigliari e i nostri amici che ci hanno riaccolti tutti quanti a braccia aperte dimostrandoci così il loro affetto incondizionato malgrado il muro da noi eretto. Rimpiangono soltanto quasi 20 anni di frequentazioni persi a motivo della religione. “ Eri invecchiata!. Sembravi una suora! Ti vestivi male! Facevi paura! Parlavi solo della Bibbia e non vedevamo più l’affetto nei tuoi occhi! ” Questi furono alcuni commenti espressi da una mia cognata a mia moglie prima di abbracciarla con tanto affetto e con le lacrime agli occhi! Poi le disse: “Ringrazio Dio che sei tornata te stessa! Erano grandi amiche e si volevano bene! Si vogliono un mondo di bene!!” Abbiamo ritrovato tante care persone che hanno saputo dimenticare il passato! No! Anzi! Non hanno mai tenuto conto del passato! I loro sorrisi, il loro affetto non è cambiato. Ci vogliono ancora bene come prima, forse più di prima! Certo trascorrere 20 anni in quell’organizzazione non sono pochi, ma qualcosa ci hanno insegnato. Fanno parte della nostra vita e non sono da buttare!

Ci hanno fatto diventare quelle persone che …..oggi siamo. Forse la nostra esperienza potrà aiutare qualcuno a trovare la forza ed il coraggio di riscattare la propria libertà di espressione, il suo libero arbitrio, la sua personale coscienza e riappropriarsi della propria VITA! Ecco anche questo è un frutto della nostra esperienza che ci permette di riscattare i 20 anni di gioie e voglia di vivere di cui siamo stati privati! Purtroppo il condizionamento ricevuto è molto forte. E’ difficile uscirne!

Ci vorrà del tempo ma ce la faremo! Se un Dio veramente esiste, allora ben venga presto il Suo giudizio come voi stessi testimoni di Geova predicate: sui falsi profeti; sull'anticristo; sui bugiardi; sugli ipocriti; sui disonesti; sugli ingannatori; sui traditori e sui falsi cristiani!! Gli amici veri e i sinceri affetti non si perdono mai! Un’altra cosa abbiamo imparato: è importante amare sé stessi e ricostruire la fiducia in noi stessi! Essere sempre leali e onesti con sé stessi!

Bisogna guardarsi dentro! Prendersi il tempo di riflettere con la propria testa con la consapevolezza che abbiamo una dignità da difendere e valorizzare. Siamo noi i soli artefici della nostra vita, con le nostre decisioni, scelte e azioni! Dio è molto di più di ciò che insegnano i testimoni di Geova! La vita è molto di più! E’ meravigliosa come meraviglioso è l’AMORE che ci permea! È meravigliosa come il dono del libero arbitrio e del pensiero libero che abbiamo ricevuto! Allora viviamola questa bella VITA con infinito AMORE!
Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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09/03/2020
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