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L'uomo e il suo destino



LA PROSPETTIVA ESCATOLOGICA
NELLA DOTTRINA DEI TESTIMONI DI GEOVA

di ERNESTO ZUCCHINI
          

L’uomo e il suo destino


Nell’autunno del 4026 a.C. Geova, avendo preparato adeguatamente la terra, dopo essersi consultato con il suo Figlio unigenito, l’angelo Michele, crea l’uomo. Lo crea a sua immagine e somiglianza. Per il Geovismo questi due termini significano che l’uomo ha certe qualità che sono anche di Dio: «L’uomo è “a immagine di Dio” in quanto è creato con qualità morali come quelle di Dio, cioè amore e giustizia, e ha poteri e sapienza superiori a quelli degli animali così che può comprendere le cose che Dio gode e apprezza, come la bellezza naturale e le eccellenti arti di musica, scrittura, lettura, parlare, ragionare»[185].

Ma questo non significa assolutamente che l’uomo abbia qualcosa di spirituale (anima). «Che cosa fa di un individuo la persona che egli è? È la sostanza chimica che costituisce il suo corpo? No, in quanto le molecole del corpo sono regolarmente sostituite. Ciò che in realtà lo distingue dagli altri, dunque, è il suo generale aspetto fisico, la sua voce, la sua personalità, la sua esperienza, la sua crescita mentale e la sua memoria»[186].

Accettando il condizionalismo, il Geovismo afferma che l’uomo è un corpo animato da una forza vitale attiva identica a quella degli animali; l’anima non è altro che il corpo più questa vita alimentata dal respiro. «Poiché l’anima umana è l’uomo stesso, non può essere una cosa vaga che risieda nel corpo o che possa abbandonarlo. In parole semplici, la Bibbia insegna che la vostra anima siete voi»[187]. Dire anima o persona oppure corpo che respira è la stessa identica cosa. Uccelli, pesci, animali, uomini sono tutte anime nello stesso senso. «Dio fece l’uomo come una persona completa. Quando Dio gli soffiò nelle narici l’“alito della vita”, i polmoni si empirono d’aria.

Ma, oltre a ciò, con quell’atto Dio diede la vita a quel corpo umano. Questa forza vitale è sostenuta dalla respirazione […] La “polvere del suolo”, da cui fu formato il corpo fisico, non è l’anima. Né la Bibbia dice che l’“alito della vita” sia l’anima. Piuttosto la Bibbia indica che, come risultato della combinazione di queste due cose, “l’uomo divenne un’anima vivente[188]. Lo spirito è diverso dall’anima. Lo spirito è la forza vitale[189].

Questa forza vitale si trova in ogni cellula del corpo, sia degli uomini che degli animali». L'uomo ha in più solamente delle qualità divine come: amore, giustizia, ha l’idea di passato, futuro ed eternità, ecc., che il Creatore gli ha donato. «La Bibbia pone la prospettiva della vita senza fine solo dinanzi all’uomo, non dinanzi a qualsiasi altra creatura della terra. Infatti, essa dice che anche il concetto del tempo indefinito o dell’eternità passata o futura è unicamente dell’uomo»[190].

Queste qualità non sono dunque, costitutive del suo essere: sono un’aggiunta. Niente di spirituale in senso proprio, niente di spirituale che sia costitutivo dell’uomo, ha in più solo qualità psicologiche. Quindi non si può parlare di immortalità. I morti non sono coscienti, esistono solo nel ricordo di Dio. «Prima che Dio lo creasse dalla polvere, Adamo non esisteva. Così quando morì, Adamo tornò in quello stesso stato di inesistenza […]

Ciò significa che i morti non possono né fare né sentire nulla. I loro pensieri cessano»[191].Se non ci fosse la resurrezione, la morte coinciderebbe con l’annientamento. La resurrezione però non va intesa in senso cattolico. Non è l’essere dell’uomo, anima e corpo, che viene ricomposto. Non essendoci anima spirituale il corpo non si ricongiunge con nulla. Bisogna parlare allora di “ri-creazione”. L’uomo viene ricreato così com’era prima della morte, con i suoi ricordi e le sue capacità. «Al tempo stabilito da Dio i morti da Lui riscattati saranno riportati in vita»[192].Come già accennato, secondo il Geovismo, non solo è possibile determinare con precisione la data di creazione dell’uomo, ma è indispensabile perché calcoli precisi si possono fare solo partendo da dati precisi.

Se un certo margine di insicurezza è concesso questo non deve però essere eccessivo. Quindi, nel 4026[193] a. C., nell’autunno di quell’anno, verso il 3 o 4 ottobre[194], fu creato Adamo. Adamo solo, senza Eva. Ma il sesto giorno creativo non terminò lì perché esso si concluse soltanto al momento della creazione di Eva[195]. Particolare che può apparire secondario o insignificante, ma che non lo è stato affatto per il Geovismo perché è da lì che si incomincia a conteggiare gli anni per definire il momento conclusivo di questo sistema di cose. Così, per diversi anni la dottrina della Società Torre di Guardia ha motivato[196] l’errore del 1975[197] con la disattenzione su questo punto.

Nel giardino posto in Eden Geova-Dio manifestò il primitivo e mai mutato proposito nel confronto del genere umano. «Adamo ed Eva avrebbero dovuto generare figli perfetti alla vita terrestre, non sottoposti a nessuna condanna o incapacità. Avrebbero allevato questi figli perfetti nella perfetta via di Dio […] la riproduzione dei figli perfetti nella giustizia e nella santità sarebbe continuata finché tutta la terra se ne sarebbe riempita, nella stessa misura in cui i pesci riempiono le acque del mare con completo agio e spazio per tutti»[198].La fecondità umana sarebbe poi cessata non appena gli uomini fossero stati in un numero adeguato. In questo modo la felicità non sarebbe mai mancata negli indefiniti secoli futuri. «Il genere umano fu costruito con la capacità di vivere per sempre sulla terra […]

Non ci sarebbe stata nessuna disposizione d’emergenza che richiedesse un sacrificio umano»[199].Eva però, accolse l’inganno del serpente, cominciò a voler divenire “simile a Dio”, indusse suo marito Adamo a fare altrettanto e così peccarono insieme di disubbidienza. Intanto però la menzogna del Demonio fece credere loro di possedere un’anima immortale. Hanno creduto alle parole «non morirete affatto»[200] pensando così d’avere un’anima immortale. Questa idea l’umanità se la porterà appresso fino all’avvento del millennio di Cristo con danni terribili, secondo il Geovismo. Quando Dio si accorge della disobbedienza li interroga e poi li punisce. Così Dio condannò Adamo a morte. «Per Adamo questo significò tornare alla terra […] Quando Adamo morì, nell’anno 3096 a.E.V., egli morì realmente; cioè cessò di essere, scomparve da ogni esistenza in qualsiasi luogo»[201].

Il racconto, sempre rispettato in maniera letterale e giuridica, rompe il “proposito” di Dio. Il destino per l’uomo sembra segnato. Dopo una breve vita, progressivamente più corta, morirà e resterà definitivamente annientato.Il primo peccato provoca anche la contesa sulla sovranità di Dio in cielo e in terra. Che cosa intende il Geovismo con la dottrina della “contesa”? «Nella grande controversia o disaccordo di pensiero il punto da risolvere non era la questione del potere né chi è il più potente. Era la sovranità in cielo e sulla terra.

Chi governerà tutto il cielo e la terra con la volontaria sottomissione di tutte le persone viventi in cielo e sulla terra?»[202] Questa “contesa”, che sembra così importante per la dottrina geovista, può essere sintetizzata in cinque punti o domande:

  1. Dio è verace?[203]
  2. L’uomo dipende dal suo creatore per continuare a vivere ed essere felice?[204]
  3. Dio governa bene oppure no? E di conseguenza: Dio ha il diritto di governare?[205]
  4. Le creature sono fedeli e leali al loro creatore?[206]
  5. Possono gli uomini, sotto l’invisibile guida di Satana, governarsi con successo senza la guida di Geova?[207]

A questo punto il pensiero Geovista si fa radicalmente antropomorfo. Secondo il Geovismo, Dio poteva risolvere drasticamente la questione distruggendo tutti quanti, ma così non avrebbe risolto in radice la “contesa”. Avrebbe vinto, ma non convinto. Di fatto non avrebbe risposto alle domande che il Calunniatore aveva posto nel paradiso.

Un tale comportamento avrebbe potuto dare esca, nel futuro, a qualche altra creatura di riproporre le stesse identiche domande. In altre parole: il dubbio che il Calunniatore avesse ragione si sarebbe potuto infiltrare tra le creature spirituali causando nuove cadute. Geova per evitare questo inconveniente, decide di mostrare coi fatti da che parte sta la ragione e, dunque, che il Calunniatore, cioè il Diavolo, è veramente un calunniatore. Questo fatto esige però del tempo. Molto tempo. Secondo il credo Geovista ci vuole tutto il settimo giorno di Dio[208]. Settemila anni.

Cioè dalla creazione di Adamo fino all’inizio del millennio, più i mille anni del millennio stesso.Questi settemila anni proveranno che l’uomo con la guida del Diavolo non realizza nulla di buono, ma in più Geova vuole provare che non è impossibile essere fedeli a Lui. Geova vuole poi riscattare il genere umano. L’opera di redenzione risolve tutti e due i problemi.Con una frase che entra in conflitto con la sua stessa dottrina, il Geovismo continua affermando che «Geova trasferì la vita del suo potente Figlio spirituale dal cielo nel seno della Vergine Maria»[209] e, nato uomo perfetto, ebbe il nome di Gesù.Trent’anni dopo, dedicandosi a Geova per mezzo del battesimo, divenne Messia e Figlio spirituale di Dio.

Dopo circa tre anni e mezzo di predicazione del regno durante la quale donò le leggi del nuovo patto, tradito da uno dei suoi, venne catturato e ucciso non sulla croce, ma su un palo di tortura. Tre giorni dopo Geova lo resuscitò. Una volta risorto si mostrò diverse volte ai discepoli materializzando corpi diversi perché il suo fu fatto sparire da Dio[210]. Ma perché il corpo di Gesù fu fatto “sparire”? Perché Gesù aveva ceduto il suo corpo in riscatto per gli uomini perciò non poteva più riprenderselo. C’è anche un altro motivo: in cielo non possono esserci corpi materiali, ma solo persone spirituali con corpi spirituali.

Non essendo in cielo e neppure in terra necessariamente bisogna concludere che Geova lo ha fatto sparire. Resta comunque che Cristo dopo quaranta giorni dalla resurrezione sale spiritualmente (cioè con un corpo spirituale) al cielo[211] e paga il riscatto a Geova per tutti coloro che “esercitano fede” in ciò che lui ha detto e fatto[212].Il peccato dei primi due uomini, Adamo ed Eva, viene compensato applicando la legge del taglione: «Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita»[213]. Adamo, uomo perfetto, pecca per sè e per tutta la sua progenie. Gesù, anche lui uomo perfetto, resta fedele alla volontà del Padre fino alla morte sul palo di tortura e in questo modo dà la vita per tutta la sua progenie, cioè per coloro che “esercitano fede” nel suo sacrificio di riscatto.

Gesù dunque, fu il perfetto equivalente di Adamo. Una bilancia in equilibrio che porta sui due piatti un uomo è un’immagine solitamente usata a titolo di esempio nei libri e nelle riviste dei Testimoni di Geova[214]. Gesù ha così dimostrato che gli uomini possono obbedire a Geova rifiutando le tentazioni del Diavolo. Inoltre, contemporaneamente, ha provato che la creazione è fatta bene e che Geova è verace perché tutto quello che aveva detto e fatto scrivere era vero.Ora Geova può riprendere e modificare il proposito iniziale.

Come per il proposito iniziale la terra dovrà essere popolata da uomini immortali e felici, tuttavia in aggiunta, vi saranno 144.000 privilegiati che andranno in cielo a regnare con Michele-Gesù[215]. Questi 144.000 sono la nazione spirituale di Geova[216]. Questi e solo questi formano quella che in linguaggio cattolico si dice Chiesa e in linguaggio Geovista “Congregazione di Dio”. I membri di questa congregazione sono gli “unti”[217].

Il Geovismo è convinto che oggi sulla terra rimanga ancora un certo numero – meno di diecimila – di uomini appartenenti a questa categoria; ecco allora spiegata la locuzione «rimanente o resto degli unti»[218] che spesso si trova nei loro testi.Accanto agli unti c’è un altra categoria di persone, il cui numero è indefinitamente grande, detti “grande folla” o anche “altre pecore”.
Costoro non sperano d’andare in cielo, come la prima categoria, si attendono invece una vita eterna, cioè di durata indefinita, in una terra trasformata in paradiso[219].Individualmente per l’uomo ci sono allora tre possibilità. Essere uno dei 144.000 e andare in cielo, con un corpo spirituale, a regnare con Gesù-Michele-Parola di Dio.

Oppure far parte della “grande folla” e restare eternamente, per sempre, sulla terra trasformata in un nuovo paradiso. La terza possibilità è di quelli che rifiutano di obbedire a Geova prima, durante o dopo Armaghedon. Costoro verranno annientati.Se è relativamente semplice capire chi è parte della grande folla e chi verrà distrutto, diventa problematico capire chi fa parte dei 144.000. Anzitutto va detto che il termine “redenzione” non è equivalente a quello cattolico. Il Geovismo nell’opera di Cristo in favore degli uomini distingue tra il Cristo redentore e il Cristo mediatore. È redentore di tutti, ma mediatore solo verso i 144.000 perché solo questi formano l’“Israele di Dio”.[220]

Per questo non tutti gli uomini ottengono le stesse cose. Il gruppo dei 144.000 essendo “la chiesa”, “la Congregazione di Dio”, “la sposa”, “La moglie dell’Agnello”, il “corpo del Cristo”, “il tempio di Dio”, “la Nuova Gerusalemme” sono destinati alla vita in cielo dove governeranno con Cristo per almeno mille anni. Il secondo gruppo è detto “altre pecore”, “piccolo gregge”, “grande folla”, e hanno speranza di vivere indefinitamente sulla terra. Cristo è morto per tutti, ma solo pochi, 144.000 ottengono una “redenzione celeste”[221].L’itinerario[222] che porta una persona a far parte dei 144.000, cioè ad essere dichiarato giusto agli occhi di Geova, può essere riassunto in questo modo.

Anzitutto la singola persona è attirata a Gesù da Geova, si comporta mostrando d’aver fede, crede che solo la Bibbia è la Parola di Dio rivelata agli uomini, si è pentito dei propri peccati e ha accettato Gesù come redentore. Tutto questo viene manifestato sensibilmente con il battesimo in acqua. Se Geova accetta questa dedicazione[223] dichiara la persona giusta a motivo della fede nel sangue di Gesù. Gli dona allora lo spirito santo e lo adotta come figlio spirituale. In questo modo nasce di nuovo.

Ma questo non è ancora sufficiente, perché ora la persona deve produrre tutti quegli atti che dimostrano la sua elezione. Deve studiare assiduamente la Bibbia, riunirsi con gli altri che hanno la fede Geovista, testimoniare il nome di Geova, meditare i pensieri di Dio contenuti nelle Sacre Scritture, deve mantenersi estraneo alla politica, alla falsa religione e a progetti di arricchimento affaristico. Inoltre deve produrre nella vita i frutti dello spirito santo: amore, gioia, ecc., servendosi dell’aiuto di Geova ottenuto tramite la preghiera.

Chi è consapevole di essere rinato – la questione è interamente soggettiva – ha la speranza, se persevera e non viene meno agli impegni presi, d’andare in cielo. Ma la conseguenza che si ricava dalla parte finale di questo itinerario è che un privilegiato “unto” può decadere dalla sua posizione per cattiva condotta e venire sostituito da un’altra persona che prima non faceva parte dei 144.000. In più, un unto, potrebbe essersi sbagliato e aver pensato di far parte di questo gruppo privilegiato a causa delle idee provenienti dalla religione a cui apparteneva prima.[224].

Il numero dei 144.000 per queste due ragioni, soggettivismo e possibile decadenza, è sempre aperto e questo spiega la permanenza fra gli attuali Testimoni di Geova fin da quando Rutherford negli anni Trenta scoprì questo gruppo, di un piccolo numero di «rimanente o resto degli unti».Che succederà ai singoli uomini durante il millennio di Cristo? «Immaginate di essere sopravvissuti a quel cataclisma. Come sarebbe la vita sulla terra nel nuovo mondo promesso da Dio? (2 Pt 3,13) Non occorre fare congetture, perché la Bibbia ce lo dice […] Satana e i demoni saranno messi fuori combattimento […]

Col tempo ogni forma di malattia sparirà. (Is 33,24) Gli zoppi si drizzeranno, cammineranno, correranno, danzeranno con gambe forti e sane. I sordi, vissuti per anni nel mondo del silenzio, udranno i gioiosi suoni intorno a loro. I ciechi rimarranno strabiliati mentre uno splendido mondo di forme e colori si concreterà dinanzi ai loro occhi. (Is 35,5.6) Finalmente vedranno il volto dei loro cari! Forse la loro vista sarà momentaneamente velata da lacrime di gioia. […] Niente più occhiali, niente più stampelle e bastoni, niente più medicine, niente più dentisti né ospedali! Mai più problemi emotivi e depressione priveranno della felicità.

Non ci saranno più bambini malati. I danni della vecchiaia saranno annullati. (Gb 33,25) […] Coloro che sopravvivranno ad Armaghedon avranno molto lavoro piacevole da fare. Trasformeranno la terra in un paradiso. Ogni traccia del vecchio sistema inquinato sarà eliminata. Parchi, frutteti e orti prenderanno il posto di bassifondi e di terreni rovinati. Tutti avranno una casa bella e confortevole. (Is 65,21) […] Tutto questo verrà fatto sotto la guida divina in modo da non danneggiare l’ambiente. Gli esseri umani saranno in pace con gli animali. Invece di ucciderli in modo arbitrario, l’uomo tornerà ad assolvere la responsabilità di custodire la terra, prendendosi cura di loro […] Allora si cominceranno a usare nuovi “rotoli”.

Evidentemente saranno istruzioni scritte di Dio che serviranno come base per istruire gli abitanti della terra. (Ap 20,12)»[225].In questa descrizione idilliaca tuttavia non mancherà qualche crepa.«[Dopo Armaghedon] a motivo della grande distruzione, la terra sarà disseminata dei cadaveri di quelli uccisi da Geova. Ma nessuno meglio di Dio sa cosa è necessario fare per salvaguardare la salute dei superstiti. Egli dice che inviterà gli uccelli del cielo e le bestie del campo al suo “grande pasto serale” e che essi si sazieranno delle carni degli uccisi. (Rivelazione 19,17-18; Ezechiele 39,17-20)

Ciò che non consumeranno potrà essere eliminato da Dio con altri mezzi»[226]. Dopo questo spettacolo iniziale «durante il Millennio avverrà la risurrezione. Quelli che hanno peccato volontariamente contro lo spirito santo, o forza attiva, di Dio, agendo in maniera impenitente contro la sua manifestazione o le sue direttive, non saranno risuscitati. (Mt 23,15.33; Ebrei 6,4-6) Naturalmente sarà Dio a decidere chi ha peccato in questo modo»[227]. Se hanno appena scritto che “vedranno il volto dei loro cari”[228] resterà qualcuno che piangerà i non risorti, ma non descrivono come verranno consolati. Inoltre «saranno accolti da persone ben organizzate per insegnare loro a conoscere Geova e il suo Figlio regnante, Gesù Cristo»[229].

Verso la fine del millennio «Gli esseri umani perfetti dovranno affrontare un’ultima prova. Alla fine del Millennio Satana e i demoni saranno liberati dall’abisso per poco tempo e sarà loro permesso di fare un ultimo tentativo per allontanare le persone da Geova. Alcuni anteporranno dei desideri errati all’amore per Dio, ma quella ribellione avrà breve durata. Geova metterà a morte quegli egoisti insieme a Satana e a tutti i demoni. Tutti i trasgressori saranno quindi spariti per sempre»[230].Resta la domanda su cosa faranno gli uomini risorti e destinati a vivere per sempre sulla terra. Il paradiso atteso non è altro che quello primitivo restaurato.

Cioè il pianeta Terra purificato dalle attuali brutture morali e sociali. La felicità consisterà nel godere dei piaceri terreni nella piena e libera sottomissione a Geova[231]. L’obiezione forte che si potrebbe alzare è che una felicità del genere, essendo un riassunto di piaceri sensibili, finisca per stancare e annoiare. Ecco allora come il Geovismo risolve la difficoltà: «Forse vorreste acquistare talento in musica, pittura, scultura o intaglio, o imparare qualche cosa circa falegnameria, meccanica, progettistica o architettura o studiare storia, biologia, astronomia o matematica, o intraprendere la coltivazione di certe piante o l’allevamento di animali, uccelli o pesci […] Può darsi che vi piacerebbe viaggiare, vedere nuovi paesi […]

Molti vorrebbero fare non solo una, ma parecchie di queste cose […] Esiste poco pericolo di rimanere senza nulla fare. La nostra dimora, questa terra, è piena di una tale grande varietà di piante e creature viventi da offrire un potenziale illimitato per imparare cose nuove a far uso della conoscenza acquistata […]

Ma anche se ci fosse una remota possibilità di giungere al punto di conseguire la completa conoscenza della terra e di tutta la vita che è su essa, questo di per sé renderebbe forse la vita noiosa? Considerate […] col passare di ciascun anno diventa più noioso mangiare?»[232]Tutto questo è poi manifestato con dei disegni pieni di colori vivaci, prati verdi con ogni genere di pianta carica di frutti, tanta acqua e, naturalmente, gente di ogni razza molto sorridente che convive con animali feroci[233].

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[185] Cose nelle quali è impossibile che Dio menta, cit., p. 139.

[186] È questa vita tutto quello che c'è?, Watchtower Bible and Tract Society, Brooklyn, New York, 1975, p. 170.

[187] Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, cit., p. 73.

[188] Ibid. pp. 72-73.

[189] Ibid. p. 79.

[190] È questa vita tutto quello che c’è?, cit., p. 18.

[191] Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, cit., p. 76-77.

[192] Ibid. p. 80.

[193] Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile, cit., pp. 184-287.

[194] Se questa precisione è certa per Russell, Annuario del 1976 dei Testimoni di Geova, cit., p. 71, oggi la precisione risulta più sfumata; si parla dell’inizio dell’autunno: Cfr Ausiliario per capire la Bibbia, cit., alla voce Adamo, p. 33.

[195] «Abbiate una veduta equilibrata del tempo», in La Torre di Guardia, 1 gennaio 1977, p. 21.

[196] Oggi gli organi ufficiali della Società Torre di Guardia non riportano più queste
argomentazioni. Come nel passato, dopo che le profezie sono fallite, tutti gli argomenti pro e contro vengono sistematicamente tralasciati e ignorati.

[197] Cfr. Raymond Franz, Crisi di coscienza, cit., tutto il cap. IX.

[198] Cose nelle quali è impossibile che Dio menta, cit., p. 173.

[199] Ibid. p. 174; Cfr. Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato, cit., pp. 25-26.  

[200] Gn 3,4.

[201] Cose nelle quali è impossibile che Dio menta, cit., pp. 178-179.

[202] Cfr. Cose nelle quali è impossibile che Dio menta, cit., p. 163.

[203] Cfr. La verità che conduce alla vita eterna, Watchtower Bible and Tract Society of New York, Inc., 1968, p. 66.  

[204] Cfr. Ibid.

[205] Ibid.

[206] Ibid.  

[207] Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, cit., p. 102.

[208] Cfr. La verità che conduce alla vita eterna, cit., pp. 67-68.

[209] Ma se l’uomo non ha anima spirituale che cosa viene trasferito dal cielo nel seno della vergine Maria? La vita, risponde il Geovismo. Ma la vita non è una persona. E allora? Fu un miracolo, aggiunge. E così il Geovismo dimostra ancora una volta che volendo spiegare tutto conclude nel suo opposto. Cfr. Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, cit., p. 57.

[210] Cfr. ibid. p. 144.

[211] Qui si ripete la stessa contraddizione, anche se di segno opposto, della venuta nel seno della vergine Maria.

[212] Ibid. pp. 144-146. Tutta la disquisizione geovista sulla sparizione del corpo di Gesù è importante perché serve a giustificare la presenza invisibile di Cristo dal 1914.

[213] Cfr. Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, cit., p. 62.

[214] Ibid. pp. 62-63; Cfr. Buenas Nuevas que le harán feliz, Watchtower Bible and Tract Society of New York, Inc., pp. 118-119.

[215] Cfr. Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, cit., p. 126.

[216] Cfr. Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato, cit., p. 186.

[217] Cfr. Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, cit., pp. 125-126.

[218] Cfr. ibid p. 190.

[219] Cfr. Quindi è finito il mistero di Dio, cit., pp. 198-201.

[220] «Cristo [...] è il “mediatore di un nuovo patto” fra Geova e l’Israele spirituale, l’“Israele di Dio”, i cui componenti presteranno servizio con Gesù come re e sacerdoti in cielo. [...]  In un tempo in cui Dio stava scegliendo le persone da includere in quel nuovo patto, l’apostolo Paolo scrisse che Cristo era il “solo mediatore fra Dio e gli uomini”. (1 Tim. 2:5)  [...]  Perciò, in senso strettamente biblico Gesù è il “mediatore” solo per i cristiani unti» («Domande ai lettori», La Torre di Guardia, 1 ottobre 1979, p. 31).

[221] Cfr. Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, cit., pp. 124-126.

[222] Cfr. Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato, cit., pp. 152-153.

[223] Il battesimo geovista non ha niente di sacramentale. È solo una forma di giuramento
personale di fedeltà o dedicazione della propria vita a Geova.

[224] Cfr. La verità che conduce alla vita eterna, cit., pp. 78-80.

[225] La conoscenza che conduce alla vita eterna, Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, New York, 1995, pp. 183.

[226] Come sopravvivere per entrare in una nuova terra, Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, New York, 1984, p. 31.

[227] La conoscenza che conduce alla vita eterna, cit., pp. 185-186.

[228] Ibid. p. 183.

[229] Ibid. p. 186.

[230] La conoscenza che conduce alla vita eterna, cit., p. 190.

[231] Cfr. Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato, cit., pp. 220 e ss.

[232] È questa vita tutto quello che c’è?, cit., pp. 144-149.

[233] Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, cit., pp. 3, 11-13, 156-158, 161-162.



Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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22/11/2019
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