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La Societa W.T. ed il denaro



La Società Torre di Guardia e il denaro


«Per compiere la loro opera di predicazione mondiale ci vogliono ingenti somme di denaro, ma esso proviene da contribuzioni volontarie non sollecitate. La letteratura viene stampata e distribuita a un costo minimo. Gli studi biblici settimanali sono tenuti nelle case gratuitamente. Alle adunanze di congregazione l’ingresso è libero, non si fanno collette, non si chiede denaro, nessuno è stipendiato» - Svegliatevi!, 22/3/1988, p. 8.


La Sede Centrale della Watchtower a Brooklyn, N.Y.

La Watchtower Society, nelle sue tipografie sparse in tutto il mondo, stampa mensilmente circa 85.000.000 di riviste (nell'anno 2001) e moltissima altra letteratura. Quanto denaro viene ricavato da tutta questa enorme produzione?

Supponendo che annualmente si "vendano" 1000.000.000 di riviste per una contribuzione di 25 c. di euro, si ottiene un ricavo di 250.000.000 (duecento cinquanta milioni); supponendo anche che il costo di produzione di ogni rivista sia di 5 c. – secondo i tipografi a queste tirature i costi si abbattono enormemente e 5 c. è una cifra esagerata –, rimangono comunque 200.000.000 di euro. Bisogna aggiungere inoltre che le riviste ed i libri che i TdG "distribuiscono" vengono pagati in anticipo dai "proclamatori": i Testimoni contribuiscono (in base al prezzo suggerito dall'Organizzazione) quando ritirano nella congregazione la letteratura che poi distribuiscono nell'opera di casa in casa, chiedendo una contribuzione volontaria "per l'opera". Alcuni Testimoni possono dare di meno, altri di più (anche 50 c. per ogni singola rivista), ma la stragrande maggioranza avverte il dovere morale di contribuire personalmente in anticipo per libri, riviste, opuscoli e volantini.

I TdG spesso non ricevono nessuna contribuzione dalle persone che contattano, ma capita di frequente che alcuni offrano dei soldi "per l'opera" e anche tutto questo denaro va a finire nelle casse della Società, senza che il TdG, che ha pagato in anticipo la "merce", recuperi una lira dei soldi che ha sborsato.

Anche se si dimezzassero tali cifre – considerando che la Watchtower sembra regali almeno una parte della propria letteratura ai TdG che vivono in Paesi economicamente depressi  e considerando che non tutta la letteratura viene "acquistata" dai Testimoni – si ha pur sempre un introito di molti milioni di euro, e questo solo grazie alle "contribuzioni volontarie" interne, escludendo quindi le eventuali "donazioni per l'opera" fatte dalle persone in generale.

Per quanto riguarda i libri, oggi in qualsiasi supermercato si trovano libri a 3, 4 euro, in tirature molto inferiori e dove la mano d'opera viene pagata ad alti costi, le tasse vengono pagate, i diritti d'autore vengono corrisposti e naturalmente ci deve guadagnare sia il supermercato, sia la casa editrice, ecc. Facendo i conti anche dei libri stampati dalla Società, che hanno anch'essi tirature altissime, si arriva a cifre esorbitanti, e tutto questo al netto dalle tasse.

Come vengono utilizzati tutti questi soldi? Soprattutto il denaro viene usato per incrementare l’opera di stampa e diffusione delle pubblicazioni della Società. I TdG non si impegnano socialmente nel promuovere opere di assistenza nei confronti delle persone bisognose, come fanno molte chiese e religioni. Solo una parte dei ricavi vengono utilizzati per inviare aiuti ai "fratelli" che possono trovarsi in difficoltà a causa di calamità naturali o sconvolgimenti politici, ed in genere in questi casi vengono richiesti contributi extra dai proclamatori. Si noti inoltre che tali aiuti vengono rivolti prevalentemente ai Testimoni e alle persone che si associano con loro. Se in certe zone della terra, colpite da calamità e disastri, non ci sono congregazioni di TdG la Congregazione, infatti, non invia alcun aiuto o soccorso.

Quasi tutti i TdG non sono al corrente che la Prima Sezione della Corte di Cassazione, con sentenza n. 1753 del 27 febbraio 1997, ha stabilito che le cessioni a terzi, operate da un'associazione religiosa, di pubblicazioni non destinate alla vendita prevalente agli associati identificano attività commerciale. Tale sentenza riguarda esplicitamente la «Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova», che si era rivolta alla Suprema Corte per vedersi riconosciuta, tra l'altro, la circostanza che la letteratura dei Testimoni non era prodotta per la vendita, al fine di escludere il carattere commerciale della Congregazione stessa. In estrema sintesi, la legge prevede che le pubblicazioni di un'associazione religiosa, se prodotte per la vendita, costituiscono attività commerciale con la sola eccezione: che la loro cessione avvenga prevalentemente nei confronti degli associati.

Orbene, la Corte di Cassazione ha confermato che la cessione delle pubblicazioni della Congregazione dei Testimoni di Geova costituisce attività commerciale, dal momento che gli organi competenti hanno accertato che queste pubblicazioni sono state prodotte per la vendita e cedute prevalentemente a soggetti diversi dagli associati (cliccare qui per visualizzare il testo completo della sentenza). I TdG avevano da tempo adottato contromisure, in previsione di quello che sarebbe successo.

Il libro Proclamatori, a p. 349, parla del cambiamento che avvenne nel 1990: «Nel 1990, a motivo degli scandali finanziari in cui erano coinvolte alcune organizzazioni religiose della cristianità e della tendenza ad equiparare ogni attività religiosa ad un'impresa commerciale, i testimoni di Geova hanno apportato alcune modifiche alla loro attività per evitare qualsiasi equivoco». Da quell'anno i proclamatori pagano ("contribuiscono")  in anticipo, di tasca propria, le pubblicazioni e poi si limitano a dire al padrone di casa che "l'opera è volontaria, sostenuta da contribuzioni volontarie, se anche lei desidera contribuire saremo ben lieti", ecc., ecc.

Il motivo di questo cambiamento è che il governo degli Stati Uniti aveva deciso di far pagare le tasse anche alla Società. Quest'ultima, per evitare di farlo, ha cambiato le carte in tavola non dando così "a Cesare quel che è di Cesare". L'"equivoco" a cui allude il libro Proclamatori era evidentemente la tassa da pagare!
Prima di tale cambiamento la Società non approvava il fatto che i TdG regalassero le pubblicazioni alle persone contattate nell'opera di proselitismo. Nel Ministero del Regno (Km) del maggio 1982, pagine 1 e 3, si leggeva a questo proposito
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Dovremmo dare la letteratura gratis?


La Società riceve numerosi rapporti da cui risulta che molta della letteratura distribuita nel campo è data via gratis. Sembra che alcuni proclamatori abbiano l'abitudine di non chiedere la contribuzione per la letteratura distribuita. Anche se è certamente lodevole il desiderio dei proclamatori di dare alle persone le nostre ottime pubblicazioni, dandole sempre gratuitamente possono sorgere problemi. Per esempio, alcuni proclamatori meno abbienti sono rimasti turbati vedendo altri dar via la letteratura gratis, mentre essi non possono permetterselo. Alcuni proclamatori hanno addirittura l'abitudine di dare regolarmente i libri gratis nel servizio di campo. A volte i padroni di casa si meravigliano sentendo chiedere la contribuzione e dicono che il Testimone precedente aveva dato loro la pubblicazione gratis.

È vero che può esserci qualcuno che effettivamente non ha la possibilità di contribuire per la letteratura. Ma nel nostro paese sono pochi. Avete notato che molti che dicono di non poter contribuire spendono poi i soldi per cose inutili? Perciò, è realmente saggio distribuire la letteratura gratis nell'opera di casa in casa? Aiuterà i padroni di casa ad apprezzare le nostre pubblicazioni? Se effettivamente incontriamo qualcuno che dice di non poter contribuire per la letteratura, potremmo offrirgli un opuscolo, una rivista arretrata o un volantino, purché prometta di leggerlo. Oppure potremmo dire che ripasseremo in un altro momento, in cui forse sarà in condizione di contribuire per la letteratura che offriamo.

Ai padroni di casa che dicono di non avere soldi per contribuire per le pubblicazioni si potrebbe dare una copia del volantino. ...
Di tanto in tanto alcuni proclamatori lasciano numeri arretrati delle riviste agli assenti, dopo essersi accertati che le riviste non siano visibili ai passanti. Non c'è nulla di male in questo. Comunque, nel caso di congregazioni il cui territorio è lavorato spesso, se si lasciano indiscriminatamente le riviste agli assenti o tutte le volte che si lavora il territorio, le persone potrebbero credere che le riviste vengano distribuite gratis. ...

È comprensibile che quando si dà testimonianza informale a parenti o a conoscenti si preferisca forse dare loro una pubblicazione in omaggio, senza chiedere la contribuzione. Ma se si parla a estranei, come avviene nell'opera di casa in casa, è meglio offrire la letteratura in corso per la normale contribuzione. In questo modo aiuteremo le persone ad apprezzare il valore delle pubblicazioni, e questo potrebbe costituire un motivo in più per leggerle. ...

Non dobbiamo affatto pensare, però, di essere in dovere di accollarci noi tutte le spese della letteratura che distribuiamo alle persone nel campo. In paragone con le costose riviste e con i libri del mondo, la nostra letteratura è ancora disponibile per una ragionevole contribuzione. Di solito essa è alla portata di quasi tutti quelli che abitano in questo paese. La minima contribuzione che viene chiesta dà risalto al valore della letteratura agli occhi del padrone di casa. Non c'è alcun motivo di pensare che si stia vendendo la letteratura solo perché si chiede una piccola contribuzione a copertura delle spese di stampa e di distribuzione.
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È chiarissimo, ed era compreso da tutti i TdG, che le "contribuzioni" servivano per pagare le pubblicazioni. I proclamatori in questo modo recuperavano, almeno in parte, il denaro sborsato in anticipo quando prelevavano la letteratura nella locale Sala del Regno. Si chiedeva una "contribuzione per la letteratura distribuita" e non "per l'opera" in generale. Le riviste avevano il loro prezzo e anche per l'altra letteratura vi erano costi e tariffe ben precise. Per esempio, nel Km 4/90, pag. 8, si leggeva: «Alcuni tendono ad essere negativi in quanto all'offrire l'abbonamento. Forse iniziano a parlare con una persona, magari considerano anche l'argomento di conversazione, e poi offrono due riviste per una contribuzione di L. 700 anziché offrire l'abbonamento. Perché? È forse per il prezzo?

Se è così, questo modo di ragionare non è pratico. L'abbonamento ha un costo irrisorio in paragone alle pubblicazioni del mondo, ma allo stesso tempo ha per il lettore un valore inestimabile. Perciò siate positivi e offrite l'abbonamento alla Torre di Guardia per sole L. 7.000, oppure presentate anche la rivista abbinata, Svegliatevi!, per sole L. 14.000». Dopo la modifica introdotta nel 1991, per evitare di pagare le tasse la Società ha emanato direttive completamente opposte. Ecco, infatti, cosa si leggeva in un articolo del Km 3/91, pag. 3 (il grassetto è mio):
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La distribuzione semplificata della nostra letteratura


Già da alcuni mesi è in vigore la disposizione semplificata per la distribuzione della letteratura. ...
Il fatto che la Congregazione Centrale metta a disposizione la letteratura ai proclamatori senza nessun addebito non significa certo che alla Congregazione Centrale non costi nulla produrla e distribuirla. ...
Come può la Congregazione Centrale provvedere la letteratura a tutti? Gli inevitabili costi di produzione e distribuzione vengono ripianati mediante le contribuzioni. I dedicati servitori di Geova sono la principale fonte di questo sostegno.

I testimoni di Geova non si aspettano che sia il pubblico a sostenere l'urgentissima opera di proclamare il Regno. Né prima né ora ci siamo impegnati in raccolte pubbliche di fondi. Nondimeno, piccole contribuzioni da parte di persone sinceramente interessate e riconoscenti che incontriamo nel campo sono apprezzate. ...
La distribuzione semplificata di letteratura aiuta tutti a capire che la nostra opera di istruzione biblica non ha nessuno scopo commerciale. ...

i testimoni di Geova sono lieti di poter mettere la loro letteratura a disposizione di tutti senza farla pagare. Tutte le contribuzioni, offerte principalmente dai dedicati servitori di Geova, sono interamente usate per sostenere quest'opera di istruzione biblica, dato che nell'organizzazione tutti i lavoratori sono volontari e nessuno percepisce salari o percentuali. L'argomento delle contribuzioni per coprire le spese di stampa viene trattato solo con quelli che fanno domande in merito o che mostrano altrimenti interesse per la nostra opera. ...
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Prima del 1990 le contribuzioni ricevute nel "servizio di campo" servivano "a copertura delle spese di stampa e di distribuzione"; dal 1990 tali contribuzioni non servono più solo a questo scopo. Ecco cosa avviene ora: le locali congregazioni ordinano il materiale alla sede centrale (in Italia alla sede di Roma). La sede spedisce tutto quello che viene ordinato senza rilasciare alcuna fatturazione. I singoli Testimoni prelevano un certo quantitativo di libri e riviste alla locale Sala del Regno, ma non fanno più un versamento in base al prezzo, come avveniva prima del 1990. Ora versano una "contribuzione per l'opera" in una cassetta apposita (con la scritta "Contribuzioni per l'opera di predicazione - Matteo 24:14"). Ufficialmente quindi non pagano la "merce", ma sostengono "l'opera".
La questione viene spiegata con molta chiarezza anche nel libro Movimenti Religiosi Alternativi. Effetti dell'adesione e motivi dell'abbandono (S. Pollina - A. Aveta, Libreria Editrice Vaticana, 1998, pagine 162-165):
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Da uno dei paesi dove i Testimoni si sono battuti più aspramente che mai per consolidare la loro presenza e la loro caratteristica di ... società non lucrativa, il Canada, ci arriva la seguente notizia, contenuta in un numero del periodico News & Views in the World of the Cults [1], che riferisce:

Informiamo i nostri lettori che vivono fuori del Canada, che nel nostro paese di recente è stata istituita una nuova tassa un'imposta dei 7% per Beni e Servizi su quasi ogni cosa. Tutto ciò che si vende è soggetto a questa tassa. Ogni articolo che distribuiamo per via dei nostro ministero, sebbene noi siamo iscritti come società caritativa in Canada, è soggetto a questa tassa che, in ossequio alla legge, noi paghiamo.

La Società Torre di Guardia dei Testimoni di Geova, invece, non appena questa tassa è divenuta legge, ha ricevuto una «nuova luce» e, pur continuando a vendere la sua letteratura nelle Sale dei Regno e col sistema di porta a porta, adesso invece di chiedere una precisa comma in denaro come in precedenza, lo fa chiedendo in cambio una «contribuzione» proprio come già avviene negli Stati Uniti (e in Italia). Questa «nuova luce» le consente così di evitare di pagare la nuova tassa sulla vendita di letteratura. In sostanza ecco quel che accade: siamo venuti in possesso di una copia della dichiarazione dei redditi della Società per l'anno 1990 (anno precedente l'entrata in vigore della nuova tassa, chiamata GST [Goods and Services Tax]) e per l'anno 1991 (anno successivo alla sua entrata in vigore).

Nel 1990 la Società indicò sotto la voce «altri redditi», che includeva il ricavo della vendita di letteratura, un ammontare di 7.705.066,40 dollari, e non abbiamo motivo di dubitare dell'accuratezza di queste cifre, in quanto non sottoposte ad alcuna tassazione. Nella stessa dichiarazione alla voce «doni», anch'essi non sottoposti ad alcuna tassazione, la cifra indicata era di 3,312.424,21 dollari.

Veniamo adesso al 1991, primo anno di applicazione della GST. Improvvisamente, la voce «altri redditi» scende drasticamente a 2.105.585,56 dollari e manca del tutto la voce «letteratura»! Al suo posto si trovano termini molto vaghi, come «assemblee», «varie», ecc. Abbiamo buone ragioni per credere che queste cifre derivino della vendita di pasti alle assemblee (chiediamo scusa per il lapsus, dalle «contribuzioni» ricevute per i pasti).[2]Chiaramente, hanno evitato di pagare 147.390,98 dollari di tasse sul cibo distribuito (o qualsiasi altra cosa sia stata) che per loro ha rappresentato una fonte di reddito.

Di maggiore interesse e la voce «Totale doni ricevuti per i quali non è stata rilasciata ricevuta». La cifra indicata mostra un notevolissimo salto in avanti rispetto all'anno precedente: ben 5.782.007,54 dollari! Si potrebbe attribuire questo aumento principalmente al mancato introito per la vendita di letteratura? In tal caso il risparmio della Società per tasse evase e stato di 404.740,52 dollari in GST solo per il 1991. Poiché il loro rapporto di distribuzione di letteratura non mostra alcuna significativa flessione, ci chiediamo: da dove provengono queste entrate se non principalmente dalla vendita di letteratura (gabellata per distribuzione in cambio di contribuzioni volontarie)?

Una cosa è certa: nonostante la circolare del 1° ottobre 1990, indirizzata «A tutti i corpi degli anziani» e relativa al cambiamento in merito alla distribuzione di letteratura, dicesse, al paragrafo n. 3, che questa nuova disposizione non è attuata per motivi fiscali», la realtà che emerge chiaramente da tutti i fatti e gli elementi disponibili dimostra proprio il contrario.
Per comprendere bene il meccanismo che è stato instaurato, bisogna fare necessariamente riferimento al sistema fiscale americano, poiché è dagli Stati Uniti che la Società Torre di Guardia trae i suoi massimi profitti, ed è quindi a quella nazione, nella quale risiede stabilmente il Corpo Direttivo, che bisogna guardare come modello per il resto del mondo.

Ebbene, in quel paese, fino ad oggi, il Ministero delle Finanze (IRS, cioè United States Internal Revenue Services) richiede che i ministri religiosi dividano in due precise categorie le donazioni (o contribuzioni) sulle ricevute che essi rilasciano per quietanza ai donatori: 1) le contribuzioni ricevute per ciò che essi offrono e 2 ) le donazioni che eccedono notevolmente il valore del materiale offerto al donatore. Si considera deducibile delle tasse solo la seconda parte, cioè quella parte dell'offerta che eccede il valore della merce distribuita. Un esempio pratico è il seguente: se i Testimoni di Geova vendono un libro del valore di mille lire e ricevono una «contribuzione» di duemila lire, dovrebbero pagare le tasse solo sulle prime mille lire, poiché soltanto la somma eccedente il costo del libro è esente da tassazione.

Un altro problema esistente negli Stati Uniti, che stava per tramutarsi in una fonte di problemi non indifferenti per i Testimoni di Geova, riguarda il denaro che essi raccolgono mediante l'offerta di letteratura di casa in casa. E’ opinione di alcuni che essi dovrebbero farne regolare denuncia alle autorità in quanto il Testimone in servizio agisce come un rappresentante della Società Torre di Guardia e perciò obbligato a farne regolare comunicazione al fisco. Per evitare un problema del genere, di recente la Società ha cambiato le carte in tavola a gioco iniziato.

Infatti, nell'edizione americana del febbraio 1989 del Ministero del Regno, a pag. 3, essa ha dichiarato che i singoli Testimoni che vanno di porta in porta non sono «agenti o rappresentanti della Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati». In tal modo essa pone i propri adepti in una posizione veramente ambigua, in quarto costoro sollecitano contribuzioni a favore di un'Organizzazione che non rappresentano.[3] È ovvio che l’unica cosa che è cambiata in quanto alla gestione del denaro è soltanto l'aspetto esteriore che adesso viene presentato al solo scopo di evitare problemi di tassazione che, come abbiamo visto, sono scattati a tappeto sin dal 1991 con l'introduzione della nuova tassa GST sull'intero territorio degli Stati Uniti.

Ecco come, infatti, si esprime un «servitore di ministero» che deve conservare l'anonimato perché ha tutti i suoi familiari all'interno dell'Organizzazione: «Le locali congregazioni ordinano il materiale alla sede centrale (in Italia alla sede di Roma). Quest'ultima spedisce ciò che le viene ordinato, senza rilasciare alcuna fatturazione. I singoli Testimoni prelevano un certo quantitativo di merce alla locale Sala del Regno, ma non fanno nessun preciso versamento in denaro come avveniva fino al 1990; al suo posto versano una "contribuzione" in una cassette appositamente predisposta. E così il gioco è fatto».

Note:

[1] Vol. 4/1993, edito da MacGregors Ministries, pag. 11 (parentesi nostre)

[2] "La vendita di cibo alle assemblee ha sempre rappresentato una delle maggiori fonti di introiti per l'Organizzazione. Infatti come stabiliva la pubblicazione della Società intitolata «l’Organizzazione per il congresso» (sigla in codice COl-I 4/71), a pag. 61. «Come abbiamo già detto, la contribuzione per il cibo e le bevande messe a disposizione dei congressisti dovrebbe essere maggiorata del 20-25 per cento rispetto ai costi di acquisto, trasporto, conservazione ecc.

Ma che non sempre, o meglio quasi mai i vari comitati organizzatori si attenessero a questa percentuale ma la maggiorassero notevolmente per poter così disporre di una più cospicua quantità di denaro da mandare alla Società, lo mostra lo scambio di corrispondenza fra un «anziano» e la sede filiale di Roma. Nella sua lettera del 19 agosto 1976 egli scriveva: «L'organizzazione dell'intera assemblea è stata senz'altro lodevole, però molti si lamentavano che i prezzi praticati ai bar erano troppo alti... Mi sono turbato leggendo su un giornale una frase che offende il buon none the in tanti anni ci siamo fatti. Sul quotidiano Roma era scritto: "All'assemblea un'organizzazione perfetta...

Un'organizzazione che contribuisce a far entrare molti quattrini nelle casse dell'Organizzazione."... L'Organizzazione ci ha mostrato attraverso la Bibbia che sia l'opera di predicazione che le assemblee devono essere sostenute da contribuzioni volontarie, allora perché dobbiamo ricorrere a certi mezzi per raccogliere denaro? .. Dopo qualche tempo giunse la risposta dell'Organizzazione che, nella lettera SCC del 3 settembre 1976, ammetteva: «Riconosciamo che le contribuzioni richieste per le consumazioni al bar e alla mensa dell'assemblea di distretto di Napoli, erano un poco alte».

[3] Per essere precisi l'edizione di febbraio 1989 del Ministero del Regno diceva testualmente a pag. 3: «È bene evitare di presentarsi come agenti o rappresentanti della Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati di New York, Inc., o di qualsiasi altra corporazione utilizzata dallo "schiavo fedele e discreto", per meglio promuovere gli interessi del regno». Evidentemente, secondo il Ministero del Regno, la Società desidera evitare ogni responsabilità d'ordine fiscale «nel caso di un incidente o di un' emergenza o se si incontrano problemi mentre si lavora nei campi di roulotte, negli appartamenti, o in certi altri territori...».
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«Con questo nuovo sistema anche i Testimoni di Geova più sempliciotti si resero facilmente conto che la "nuova disposizione" consisteva nel fatto che non solo, come prima, non guadagnavano una lira dalla vendita delle riviste, ma adesso ci rimettevano addirittura mentre la Società guadagnava il doppio» (Movimenti Religiosi Alternativi..., pag.166). La Società ha cercato di mettere a tacere eventuali mugugni e lamentele nella sua "Risposta a domande" nel Km 11/91, pag. 3 (il grassetto e i commenti tra parentesi quadre sono miei):
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Risposta a domande


Se nelle cassette di contribuzioni contrassegnate "Contribuzioni per l'opera di predicazione - Matteo 24:14" mettiamo una contribuzione quando prendiamo la letteratura e poi le contribuzioni ricevute nel campo, non stiamo contribuendo due volte per la stessa letteratura?
[Chiunque conosca bene il dispositivo messo in atto dalla Torre di Guardia non può che rispondere affermativamente a tale domanda. Ecco invece come rispose la Società (il grassetto è mio):]

No. Le contribuzioni messe nelle cassette di contribuzioni con la scritta "Contribuzioni per l'opera di predicazione - Matteo 24:14" non sono solo per la letteratura. Sia i proclamatori che le persone sinceramente interessate nel campo ricevono la letteratura senza dover pagare nulla. Quando i proclamatori fanno le loro contribuzioni, è per aiutare a mantenere la casa Betel e le scuole missionarie e di ministero, per aiutare missionari e sorveglianti viaggianti, nonché per sostenere i centri per la distribuzione di letteratura e numerosi altri servizi ausiliari necessari per compiere l'incarico globale che Gesù diede ai suoi discepoli. La pubblicazione di letteratura è solo una piccola parte di quest'opera.

[Si noti che le contribuzioni per la "Betel" (la sede nazionale), i missionari, ecc., venivano fatte anche prima di questa "semplificazione". Vi sono sempre state, infatti, cassette apposite per tale scopo]

Pertanto, quando riceviamo contribuzioni dagli interessati nel campo non dovremmo dire che la contribuzione è "per la letteratura".
[si confronti questa affermazione con il Km del 1982 riportato sopra]

Come spieghiamo loro, quelli che desiderano sinceramente leggere la nostra letteratura la ricevono senza pagare nulla. Qualsiasi contribuzione essi desiderino fare sarà usata per coprire le spese inerenti all'opera di predicazione. Lo stesso vale per le contribuzioni fatte dai proclamatori.
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È chiaro quindi l'escamotage adottato dalla Watchtower: le pubblicazioni non vengono più vendute, come prima del 1990, ma si "contribuisce volontariamente per l'opera". Le persone contattate durante il proselitismo possono ricevere gratis le pubblicazioni, anche se si sollecita un'offerta da parte loro, sempre e solo "per l'opera". In questo modo, come si diceva sopra, la Società incassa due volte il denaro, riesce a non pagare le tasse sulla letteratura che fino a ieri veniva venduta apertamente, e non consente più ai singoli Testimoni di recuperare almeno le spese!



Riquadro a p. 4 dell'Inserto del km 1/06,
dove si suggerisce come chiedere le contribuzioni

Gli introiti comunque non si limitano solo a quelli delle pubblicazioni; si devono aggiungere anche le "contribuzioni" a parte raccolte nelle singole Sale del Regno ed alle assemblee. Vi sono anche occasioni particolari in cui i TdG contribuiscono per i loro missionari, quando questi devono ritornare nei paesi di origine per recarsi ai congressi. Si preparano con molto anticipo cassette apposite per questo tipo di contribuzioni: da notare che se ogni TdG offrisse solo 50 c. al mese per questo scopo, in un anno si raccoglierebbero oltre 35 milioni di euro, cifra enormemente superiore alle spese dei "missionari" che sono in tutto solo alcune centinaia.

È interessate notare che, secondo i dati pubblicati in un sito americano, nel 2001 la Watchtower Society figurava al 23° posto in una top list delle maggiori società che operano a New York con oltre 951 milioni di dollari annui di entrate! . La Società non pubblica un dettagliato bilancio delle sue entrate ed uscite, come faceva un tempo [nota].

Se avesse continuato a farlo, le legittime domande sulla destinazione di queste enormi somme di denaro potrebbero avere un'adeguata risposta ed eliminerebbero ogni eventuale indebito sospetto o perplessità. Nel frattempo, se qualche TdG nutre dei dubbi in merito all'utilizzo di tutto questo denaro, è molto difficile che ponga delle domande (magari scrivendo alla Watchtower) per avere delle spiegazioni: verrebbe, infatti,  sicuramente sospettato di non avere fiducia nella Società o di "fare i  conti in tasca" al Corpo Direttivo.

Si può anche osservare che quando un Testimone commette qualche errore perde tutti i "privilegi", perché non ha più libertà di parola, ma non perde mai il "privilegio" di andare di porta in porta: solo così, infatti, può continuare a "distribuire" letteratura... Questo è più importante che fare l'usciere, dei discorsi alla Scuola, di leggere dal podio, ecc. Che ne sarebbe infatti della Società Torre di Guardia se i TdG si limitassero a predicare solo con la Bibbia, senza dare letteratura e chiedere contribuzioni? Oppure se la Watchtower regalasse (anche ai proclamatori) le pubblicazioni?

È vero che nelle Sale del Regno non si fanno collette, però vi si trovano fino a cinque cassette per le contribuzioni:

      • Contribuzioni per la Sala del Regno;
      • Contribuzioni per il Fondo di costruzioni delle Sale del Regno;
      • Contribuzioni per la Sala dei Congressi;
      • Contribuzioni per i missionari;
      • Contribuzioni per l'opera del Regno.

Il «Fondo per la costruzione delle Sale del Regno» è costituito da contributi che ogni Testimone versa secondo le sue possibilità, per costruire Sale (luoghi di adunanza) sia in Italia che nel resto del mondo. Per potervi attingere, ogni congregazione locale fa richiesta alla sede di Roma della somma necessaria al suo progetto di costruzione, accompagnata da un preciso piano di restituzione del prestito.

Poi i Testimoni la costruiscono con le loro mani nel loro tempo libero; nel frattempo cominciano a restituire il prestito e alla fine l'edificio viene intestato alla Congregazione Centrale e quindi la congregazione locale non ha nessun titolo di proprietà su ciò che ha realizzato!! Le Sale del Regno finiscono così per essere pagate dal Testimone di Geova tre volte: prima con il contributo per il "fondo per la costruzione", poi questo contributo viene "prestato" alle congregazioni che ne fanno richiesta per costruire o acquistare una Sala; i soldi prestati, frutto del precedente contributo, dovranno infine essere "restituiti". Cosa direbbero i Testimoni se ad agire in questo modo fosse la tanto disprezzata chiesa cattolica o le altre chiese della "cristianità"? (Cfr. Matteo 7:2 e "Le religioni pascono o tosano il gregge?", nellaSvegliatevi! del 22/3/1988).
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Come si finanziano


Un altro esempio di finanziamento è l'istituzione del cosiddetto «Fondo della Società per le Sale del Regno». Questo fondo è costituito dalle offerte che provengono mensilmente alla filiale dalle varie congregazioni che all'uopo tengono, nei locali in cui si riuniscono, una cassetta per la loro raccolta.
Quando un gruppo di Testimoni di Geova decide di costruire una nuova «Sala del Regno» può ricorrere a questo fondo però deve anche sottostare ad un preciso piano di rientro del prestito erogato (in un primo momento doveva addirittura pagare gli interessi, norma che successivamente è stata abolita).

Stando così le cose è ovvio chiedersi a che cosa sia veramente destinato tale fondo. Infatti la Società chiede la restituzione di quei contributi da essa erogati ma che in realtà sono stati offerti dai Testimoni di Geova perché alcuni di loro potessero costruire uno o più locali in cui riunirsi. È evidente che questo fondo nel bilancio della Società è destinato solo ad aumentare; infatti alla parte di esso che viene prelevata deve corrispondere il rispettivo rientro rateizzato, pertanto questo aumento progressivo può far capire che la destinazione finale non è per la costruzione delle «Sale del Regno» perché la parte effettivamente utilizzata per questo deve in ogni caso rientrare nelle casse della Società (1), alla quale vengono inoltre intestate in proprietà tutte le locali «Sale del Regno» (2).

Note:
1) Ministero del Regno 12/1986, pp.3-6.
2) Circolare del 15/12/1987 al corpo degli anziani
Tratto da Bernard Blandre, "La storia dei Testimoni di Geova", pp. 133-134.
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Le contribuzioni vengono sollecitate in vari modi: «...onorando a tutti i costi fin d'ora Geova con le nostre cose di valore»; «...benché tutti noi abbiamo il privilegio di sostenere la vera adorazione con i nostri possedimenti materiali, ciò che Dio considera veramente prezioso non è il dare qualcosa di cui possiamo comunque fare a meno, ma il dare quello che per noi è di valore. In altre parole, stiamo dando qualcosa che in fondo non ci mancherà, oppure il nostro dare è un vero e proprio sacrificio?»; «...il sacrificio a Geova siete voi stessi!

Vale a dire le vostre energie, i vostri beni e le vostre capacità»;«è incoraggiante leggere della fedele determinazione di persone anziane che, pur sperando di sopravvivere alla fine di questo sistema, si assicurano, tramite un appropriato testamento, che in caso di morte i loro beni siano usati a beneficio dell’opera del Regno»; «Abbondate nel benigno dare» (La Torre di Guardia del 1/12/85, pp. 20-22; 1/12/87, p.18, 30; 1/12/88, p. 31; 1/12/89, p.24; sottolineatura mia). Anche nelle annate successive la Società Torre di Guardia ha continuato a sollecitare contribuzioni, specialmente nelle edizioni di dicembre quando, anche per la maggioranza dei TdG, è tempo di tredicesima...

Sempre a proposito di interesse per il denaro e le cose materiali, per molti anni, quando ero Testimone, ero convinto che in Messico esistessero forti restrizioni alla libertà religiosa e che i TdG fossero costretti, per poter operare, a mascherarsi dietro la facciata di un'associazione culturale. In realtà, le motivazioni erano diverse, come si comprende dalla lettura dell'Annuario dei Testimoni di Geova del 1995. Nel1932 il governo aveva autorizzato la costituzione della Torre del Vigía de México.

Tuttavia c'erano ostacoli a causa delle restrizioni che la legge imponeva a tutte le religioni. A p.178 dell'Annuario si afferma che già nel 1932 "la predicazione della buona notizia è stata compiuta in tutto il" Messico. Non vi erano quindi ostacoli governativi a quest'opera. Il "problema" era che la legge stabiliva che 'ogni atto religioso compiuto come espressione di culto doveva avvenire all'interno dei templi'. Anche l'acquisto di immobili da parte della Watchtower presentava delle difficoltà, dato che per legge qualsiasi edificio usato per scopi religiosi doveva diventare proprietà dello stato. Per queste ragioni la Watchtower il 10 giugno 1943 presentò una domanda al Ministero degli Affari Esteri per registrare La Torre del Vigía come associazione non religiosa, ed essa fu approvata il 15 giugno 1943.

In seguito a questo cambiamento, i Testimoni di Geova:

1) smisero di cantare i cantici alle adunanze e i luoghi di adunanza vennero chiamati Sale di Studi Culturali.

2) alle adunanze non venivano pronunciate preghiere udibili. I TdG evitavano qualsiasi cosa facesse pensare a una funzione religiosa, e in effetti le adunanze dei TdG si prefiggono di istruire...

3) quando in altri paesi i Testimoni cominciarono a chiamare "congregazioni" i loro gruppi locali, i Testimoni del Messico continuarono a usare il termine "compagnie".

4) I TdG evitavano di usare direttamente la Bibbia alle porte. I proclamatori, invece, imparavano i versetti a memoria per poterli citare. Solo alle visite ulteriori e agli studi (che erano definiti "culturali" anziché "biblici") si faceva effettivo uso della Bibbia.
Per molti anni quindi, i TdG hanno operato in Messico come ente non religioso ed educativo, evitando volontariamente tutte quelle pratiche comunitarie tipiche di un gruppo religioso, specialmente per ragioni di interesse materiale!!!

Durante gli anni '80 le cose cominciarono a cambiare. Cito dall'Annuario (il grassetto è aggiunto) :
«Rappresentanti del governo visitarono ripetutamente alcuni dei nostri luoghi di adunanza, insistendo che li registrassimo presso il governo come luoghi per adunanze religiose e che divenissero patrimonio dello stato. D'altra parte, era sempre più difficile affittare locali pubblici per le assemblee perché le autorità insistevano che la legge vietava adunanze religiose in luoghi pubblici. Questo stato di cose portò nel 1988 a degli incontri con rappresentanti del governo. [...]

In seguito a questi colloqui giungemmo alla conclusione che la nostra organizzazione doveva operare apertamente come religione dei testimoni di Geova, anche se per questo tutti i nostri luoghi di adunanza sarebbero diventati proprietà dello stato. Ciò avrebbe permesso alle autorità di conoscere meglio la nostra opera, e questo, pensavamo, avrebbe avuto esito positivo. ... Nel 1989, con l'approvazione del Corpo Direttivo, fu scritta una lettera a tutte le "compagnie" in cui si diceva che a partire dal 1° aprile avremmo operato in Messico come organizzazione religiosa. Successivamente, nel numero di giugno del Nuestro Ministerio del Reino (Il Ministero del Regno) [...] de la Torre del Vigía, furono forniti ulteriori particolari.

Da allora in poi sarebbe stata usata la Bibbia di porta in porta e sarebbero state dette preghiere alle adunanze. In seguito cominciammo a cantare i cantici alle adunanze. Potete immaginare come si rallegrarono le congregazioni! Allorché si cominciarono a pronunciare le preghiere e a cantare i cantici insieme, lacrime di gioia rigarono i visi dei fratelli nelle Sale di Studi Culturali o Sale di Studio (divenute ora Sale del Regno) e alle assemblee. Inoltre l'uso diretto della Bibbia nell'opera di testimonianza di porta in porta accrebbe nei fratelli lo zelo, rese più efficace la loro opera e diede loro grande soddisfazione» (pp. 232-234).

Infine, nel gennaio 1992, il Congresso apportò delle modifiche a ciò che la Costituzione diceva sulla religione e poi, nel mese di luglio, vennero formulate delle leggi per mandare in vigore i cambiamenti. Vennero chiamate Legge sulle Associazioni Religiose e il Culto Pubblico. In virtù di questa legge, le organizzazioni religiose potevano divenire proprietarie di immobili e quindi, da quel momento in poi, i TdG iniziarono a definirsi, senza alcun "problema", un gruppo "religioso".

In questa pagina (I TdG in Messico) potete leggere un brano tratto dal libro di R. Franz "Crisi di coscienza" in cui si descrive cosa accadeva in Messico fino al 1989.
Nota: A proposito di bilancio, consultando alcune vecchie riviste, ho scoperto che un tempo la Società pubblicava a fine anno un bilancio delle proprie entrate ed uscite: link (dati del 1909, file jpg, 146 kb). Come mai la WTS ha interrotto questa corretta abitudine di pubblicare il proprio bilancio, come fanno tutte le società, riviste e case editrici di questo mondo?
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«La Società Torre di Guardia non è altro che un'associazione commerciale. Essa rappresenta semplicemente il capitale affidato ai suoi funzionari affinché lo usino a loro discrezione... La Società Torre di Guardia di Trattati di Sion non è un'associazione religiosa ma commerciale. Non ha alcun credo; essa semplicemente rendiconta il denaro che riceve e che spende; proprio come una ditta commerciale riceve depositi e rilascia ricevute o fatture allo scopo di giustificare come spende il denaro» – Charles T. Russell, in La Torre di Guarda (ed. inglese) del 15/8/1895, pp. 180-181.

Le pagine originali
Pagina 180

Pagina 181

[Nota: la traduzione di queste parole di Russell è stata
aspramente ed ingiustamente criticata da alcuni TdG anonimi: link]


Per approfondire l'argomento si vedano le pagine 158-180 del libro  
Movimenti Religiosi Alternativi, Effetti dell'adesione e motivi dell'abbandono
,
di Sergio Pollina e Achille Aveta, Libreria Editrice Vaticana, 1998.
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Il caso Rand Energy Group
La WTS possiede azioni in un'industria militare?

La Watchtower e la Philip Morris
Da alcuni documenti ufficiali si rileva che la Watchtower Society
è l’unica beneficiaria di una società chiamata HM Riley Trust

Investimenti e macchine da stampa
Notizie sulla Watchtower Society negli U.S.A.


Watchtower Educational Center
Alcune foto del nuovo centro di istruzione biblica di Patterson

Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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06/11/2019
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