
|
Avvertenze
* Poiché il problema è di tragica urgenza (si tratta di
salvare delle vite) iniziamo questo articolo di getto e senza
preoccuparci della completezza della documentazione (che seguirà).
Abbiamo infatti già verificato che, intanto, anche una semplice scheda
che elenchi dei punti su cui il Testimone di Geova potrebbe riflettere,
e che amici, parenti e medici potrebbero invitarlo a considerare per
evitare una scelta autolesionista, ha già una sua notevole efficacia di
aiuto. **** Che
alle persone normali suoni strana e perfino assurda l’avversione alle
trasfusioni di sangue che i Testimoni di Geova (TG in seguito) palesano
è cosa risaputa. Tuttavia
noi sappiamo che in questa, come in tante altre convinzioni del loro
“Credo” i TG non hanno visuali proprie. Essi si attengono
strettamente a ciò che viene insegnato dal loro Corpo Direttivo (CD in
seguito) che ha sede a Brooklyn. Questi, per sostenere tale dottrina,
ritiene di trovarne la motivazione nella proibizione biblica di
“mangiare il sangue”, e, secondo lui, trasfondere il sangue
equivarrebbe a “mangiarlo” poiché viene comunque immesso
nell’organismo e diventa parte di esso, come il nutrimento. Nella
pratica pastorale, agli operatori del GRIS1
di cui facciamo
parte, sarà però capitato spesso di incontrare qualche TG aperto al
confronto e alla critica costruttiva su tale argomento. Pertanto
pensiamo di far cosa utile, sia a loro sia a eventuali amici che
volessero aiutarli a riflettere un po’ più a fondo, elencando una
serie di considerazioni critiche, sia bibliche che logiche, nei
confronti delle “ragioni” sostenute dal loro CD. Il nostro intento è fraterno. Vogliamo liberarli da una “verità” di fede che a conti fatti, secondo il nostro modo di vedere, è solo un’opinione; qualcosa cioè che non può costituire precetto divino e perciò non merita il sacrificio della vita. La
seguente scheda-promemoria di controragioni sarà utile
soprattutto ai medici che abbiano in cura un TG non ancora condizionato
da inculcate paure irrazionali ed emotive. Ci risulta infatti che il CD
faccia di tutto per “imbrigliare” i suoi fedeli tra gli
“steccati” interiori dell’apostasia, del pensiero
indipendente, di Satana. Funzionano così: a) Attento a ciò
che dicono gli altri, potrebbe trattarsi di pensieri di apostati che
vogliono “sviarti”; b) Attento a non essere “troppo scosso dalla
tua ragione”, il “pensiero indipendente” ti porterebbe fuori della
verità; c) Attento a non lasciarti affascinare dalle ragioni che
contrastano il tuo credo, anche se ti paiono fondate, si tratta di
“Satana che si traveste da angelo di luce”. Tuttavia
un soggetto che voglia decidere personalmente, forse anche contro il
parere dei genitori, obbedendo tuttavia alla Bibbia ma solo in ciò che
davvero comanda e cioè “non andando oltre ciò che è scritto”,
potrebbe riflettere utilmente sull’argomento analizzando (e dovrebbe
farlo se non altro per contrastarle se può) le controragioni da
noi appresso elencate. Ad
onore dell’intelligenza dei TG diremo anche che ci sembra difficile
che un soggetto siffatto veda come “aggressione” alla sua fede
l’onesto tentativo del medico di salvargli la vita, soprattutto se
questi, pur nel tentativo di dissuaderlo, premettesse e promettesse di
rispettare comunque i suoi motivi di coscienza, la sua libertà scelta e
la sua ultima decisione. Ecco dunque le nostre ragioni che secondo noi rendono discutibile l’avversione alla trasfusione di sangue insegnata dal CD dei TG: 1) - in campo medico il sangue non è considerato
alimento. La trasfusione non è usata mai come alternativa alla
nutrizione. E’ questo un argomento che i medici sapranno
trattare da par loro. Per quanto ne sappiamo noi la trasfusione è una
sorta di restauro di parti mancanti (i globuli rossi), come in un muro
da cui siano venuti meno dei mattoni. Difatti vanno rimessi sia nel
numero mancante sia dello stesso tipo e già belli e fatti. La
nutrizione invece consiste in un apporto energetico ottenuto tramite
assimilazione di sostanze ricavate dalla disintegrazione di un
composto/insieme. Perciò qualificare la trasfusione un
“mangiare-nutrirsi” è un arbitrio da parte del CD. Geova non gli ha
dato il potere di far passare per realtà nutrizionale ciò che
scientificamente non è considerata tale; 2) - istologicamente il sangue è considerato
un tessuto. Perciò
fare una trasfusione equivale ad eseguire un trapianto. Cosa che il CD
ritiene lecita dal 1/9/1980;2 3) - l’On. Manconi, che si interessa dei
contatti con la Congregazione geovista in vista della concessione
dell’Intesa ha testificato pubblicamente che, nelle trattative
in corso, il CD si è detto disposto a un compromesso per i minori. Per
la precisione: 1) se la situazione fosse di grave emergenza,
i TG si rimettono al libero parere del medico (cioè praticamente
la consentono anche se lasciano decidere il sanitario); 2) se è di
grande utilità, ma non ha carattere di urgenza, vogliono che la
decisione sia presa da un’equipe medica di orientamenti diversi (così
da evitare una decisione di parte); Perciò
non si può far passare per comando divino (che sarebbe assoluto e
irreformabile) la illiceità di una pratica che il CD dei TG, a quanto
pare, ritiene di poter gestire a sua discrezione; 4) - il punto precedente richiama il ripensamento che
il CD ha avuto sulla pratica del trapianto (cf nota precedente), prima
ritenuto lecito, poi vietato quale forma di “cannibalismo”, infine
riammesso. Cioè sarebbe una norma ritenuta divina e ciononostante
soggetta a ripensamento; Perciò
nessun TG può escludere che anche sul sangue un domani ci sarà analogo
ripensamento. Ma se questo è vero, è anche vero automaticamente che la
cosa non è certa sin da ora. E “lex dubia non obligat”. Possibile
che sia volontà di Dio che si sacrifichi la vita per una convinzione
che ha una tale base ipotetica?; 5) - la Società Torre di Guardia non ha più
stampato la dichiarazione che fu edita nel 1969 su “Sangue,
medicina e la legge di Dio”. Il sangue, identificato con
l’anima, l’aveva portata a scrivere che il TG non poteva fare una
trasfusione di sangue e ancora amare Dio con tutta l’anima,
perché aveva tolto parte di tale anima e l’aveva data ad un altro;3 Perciò
non era vero che trasfondere sangue significa diminuire l’anima. Del
resto non sarebbe paradossale pensare che Gesù, dissanguandosi in
croce, nell’atto del supremo sacrificio non abbia amato Dio con tutta
l’anima? Che intelligenza di verità c’è stata nel CD nell’aver
proposto un tale insegnamento?; 6) - il dott. Giuseppe Ferrari, segretario
nazionale del GRIS,4 ha ripercorso la storia della
trasfusione presso i TG e precisa che, stando ai documenti, solo nel
1961 Geova ha reso obbligatoria l’astensione dal sangue (dopo ben 80
anni di geovismo); Ora
se, come insegna il CD,5
agli occhi di Dio “mangiare” il sangue è un affronto paragonabile
all’idolatria, come spiegare il silenzio di Geova nel non aver
insegnato per tanti anni al suo popolo questa dottrina essenziale,
tollerando dai suoi devoti una pratica per Lui ripugnante? E
se è vero che tutto ciò che il TG crede viene dalla Bibbia, tramite il
“Canale provveduto da Geova” (il rimanente dei 144.000 Unti la cui
espressione terrena è rappresentata dal CD), se il CD non ha insegnato
per quegli 80 anni tale dottrina, poiché dice di non averla ricevuta,
non sarà vero che il colpevole di tale omissione sarebbe Geova in
persona che avrebbe dovuto dare la sua “luce” di verità al Canale?; 7) - la carne che i TG mangiano non è certo
liofilizzata. Contiene comunque del sangue. Come
si concilia questo con la proibizione di “mangiare” anche una sola
goccia di sangue?; 8) - la proibizione biblica veterotestamentaria
dice di astenersi anche dagli animali soffocati (perché il sangue vi
restava dentro). Ma i TG mangiano tranquillamente il pesce che è sempre
soffocato. E lo stesso vale per i polli che sono “strangolati”. Se
il CD concede che si facciano tali cose pur insistendo che Geova non
vuole assolutamente che si mangi sangue, non è un adoperare “due pesi
e due misure” da parte sua? Geova non qualifica tale comportamento
“qualcosa di detestabile”? (Prov. 20,10); 9) - è certo che la proibizione biblica di
mangiare sangue, per gli Ebrei, riguardava esclusivamente il sangue
animale, poiché quello umano era tutelato dal divieto assoluto
dell’omicidio. Quindi
anche l’espressione “qualunque sorta di sangue” di Levitico 17,10
(sottolineata dal CD in “Ragioniamo” p. 337, per estendere la
proibizione ad ogni tipo di sangue), non dovrebbe invece essere sempre
riferita esclusivamente al sangue delle varie specie di animali? La
Bibbia non insegna che non si può “andare oltre ciò che è
scritto”? (1 Cor 4,6); 10) - tutti gli esegeti, da sempre, compresi
quelli protestanti dal cui ceppo derivano i TG (Russell fu
congregazionalista, presbiteriano, avventista) hanno sempre interpretato
questa proibizione biblica come educazione al rispetto della vita, di
cui il sangue è simbolo (tuttora). E’
vero che una certezza, dimostrata, pesa più di mille opinioni. Ma, alla
luce del punto 4, si è proprio sicuri che il CD abbia la certezza su
tale questione? E che tutti gli altri cultori della Bibbia, a cui spesso
egli fa riferimento per appoggiare varie dottrine, sbaglino su questo
punto? 11) - Gesù ha presentato l’unione più
intima possibile tra sé e i discepoli come un “mangiare la sua
carne e bere il suo sangue” (cf
Gv 6, 53-56). E, a coloro che hanno obiettato che quel discorso
era assurdo e perciò si sono allontanati, non ha spiegato che avevano
equivocato. Anzi ha detto ai discepoli che, se anche loro non ci
credevano erano liberi di andarsene. Gesù,
ricorrendo a quel paragone così strano, aveva voglia di fare dello
spirito? Come mai non ha corretto l’equivoco se di equivoco si
trattava? E non è illuminante il fatto che i Giudei non hanno
protestato che tale invito a “bere il suo sangue” era contro la
legge di Mosé? Non avrebbero dovuto reagire inorriditi? Invece, a
quanto si legge, hanno obiettato solo che non c’era il modo di farlo
realisticamente; 12) - se non andiamo errati gli Ebrei odierni,
che sono ancora ligi alla Legge dettata da Mosé, mantengono tuttora sia
la proibizione biblica sulle immagini6 sia quella di
mangiare sangue. Tuttavia partecipano con libertà all’associazione
dei donatori di sangue, non ravvisando cioè nel comando biblico la
proibizione delle trasfusioni. Come
mai? 13) - infine, ma non come motivo di poco conto,
abbiamo che la riconferma della proibizione di “mangiare sangue” da
parte del Concilio di Gerusalemme (At 15, 1-29), per i cristiani, se si
legge bene il contesto, si evince che è stata mantenuta per motivi di
opportunità pastorale, cioè di regola comportamentale contingente,
finalizzata alla concordia tra i neocristiani di una stessa comunità
provenienti da giudaismo e paganesimo. Non si trattava cioè di un problema di fede
(assoluto perché dogmatico, necessario per la salvezza) come lo era
quello, pure trattato in quel Concilio, relativo al
Battesimo-Circoncisione. Si
ricorderà infatti che il Concilio di Gerusalemme sentenziò circa due
questioni: 1) la prima relativa alla salvezza, dicendo che, poiché
bastava il Battesimo in Cristo, non era necessario che i neofiti
cristiani provenienti dal paganesimo si sottoponessero previamente al
rito mosaico della Circoncisione; 2) la seconda relativa alla
pacificazione di due etnie cristiane: quella dei cristiani ex pagani e
quella dei cristiani ex giudei. Per evitare di urtare i cristiani
provenienti dal Giudaismo, che osservavano ancora certe usanze mosaiche,
mentre i neofiti provenienti dal paganesimo se ne sentivano esenti, il
Concilio disse che avrebbero “prosperato” se questi ultimi si
fossero astenuti non solo da ciò che la morale sia mosaica che
cristiana proibivano (la fornicazione) ma anche da ciò che il rispetto
della sensibilità di coscienza dei fratelli che erano ancora legati
alle usanze obsolete di Mosé consigliava di evitare: e cioè il
mangiare carne sacrificata agli idoli e il mangiare sanguinaccio. Note Copyright © 19-02-2002 - Leoni Sandro
|