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Lettere tra C. O. Jonsson e la Watch Tower Society negli anni 1977-1980.




Carl Olof Jonsson, la Betel e la cronologia


Corrispondenza intercorsa tra C. O. Jonsson e la Watch Tower Society negli anni 1977-1980.
Le lettere sono tratte da http://kristenfrihet.se/english/corr.htm
Risposta di Jonsson alla Watch Tower
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Carl Olof Jonsson
Svezia
Watch Tower Bible and Tract Society
of New York, Inc.
Al Comitato degli Scrittori (EJ:ESC)
Brooklyn, New York 11201
31 marzo 1980
Cari fratelli,
La vostra lettera del 28 febbraio 1980 è ben pervenuta circa due settimane fa. Vorrei dirvi che l'ho apprezzata, specialmente il modo in cui è stata scritta: discutere - con spirito di fratellanza e di rispetto - la questione della cronologia come tale, e non chi pone la domanda, le sue motivazioni (se egli è sleale, apostata, presuntuoso, ecc.), il suo diritto ad esaminare il soggetto e a mettere in dubbio le conclusioni precedenti, il suo diritto di condividere le sue scoperte con amici e a chiedere il loro parere e così via - come se questo fosse il problema. Comunque, quando un allarme antincendio inizia a squillare, non sarebbe il caso di concludere che sia l'allarme antincendio ad avere un problema, e che esaminandolo attentamente per fermarlo, si risolverebbe il problema.

Ho trovato incoraggiante che, nella vostra lettera più recente, abbiate rivolto tutta la vostra attenzione "all'incendio", per così dire.

Ho anche molto apprezzato l'iniziativa del fratello Benght Hanson di venirmi a trovare lo scorso dicembre per un colloquio privato, a seguito del quale vi ha scritto riguardo alla mia situazione.

Certamente, ho capito abbastanza bene che è impossibile per voi entrare in una lunga corrispondenza con me sulla questione della cronologia, e dibattere ogni dettaglio del mio trattato (I Tempi dei Gentili Riconsiderati). D'altra parte non esito a rispondere alla vostra lettera, in parte perché i punti che sollevate contro le mie conclusioni sono chiaramente non sostenibili, e questo è facile da dimostrare, e in parte perché vi presenterò due ulteriori evidenze argomentative oltre quelle già presentate nel trattato contro la data del 607 a.E.V..

Non lo sto facendo perché provo piacere nel "mettere in discussione" e "dibattere", o perché voglio provare che io ho ragione mentre voi avete torto. Chi abbia ragione non è importante. Cosasia giusto è importante. Verità e fatti appartengono a tutti coloro che li amano. Ecco perché sento di dover rispondere alla vostra lettera.
Un vero scienziato (e ogni amante della verità, per quanto riguarda questo argomento) stimola reazioni e critica amichevole, in quanto ciò gli darà l'opportunità di correggere gli errori e portare i propri pensieri più vicini alla verità.

Prendo per scontato che questa sia anche la vostra attitudine, e così come scrivete nella vostra lettera che "qualunque cosa dici sarà letta e accuratamente considerata", sono convinto che la critica e l'ulteriore informazione offerta nelle seguenti pagine, sarà attentamente esaminata da voi senza alcuna opinione preconcetta.

Apertura alla verità, coraggio di guardare dentro e affrontare la verità, e prontezza nell'accettare la verità quando è chiaramente evidente, qualunque essa finisca per essere - queste sono le caratteristiche di un vero amante della verità, di un vero Cristiano. Sarebbe sciocco, spendere molto tempo ed energie cercando di difendere, fino all'estremo, una certa idea o interpretazione, solo perché non c'è nulla con cui sostituirla, se tutte le prove che abbiamo indicano che essa non ha nulla a che fare con la realtà. Se ciò nonostante, tale idea o interpretazione viene pubblicata, proclamata e diffusa a milioni di persone, ed è presentata, non solo come una teoria, ma come una verità cristiana basilare, il cui rifiuto è detto faccia scoppiare la collera di Dio, allora questo sarebbe più che sciocco. Sarebbe un grave peccato per il quale Geova ci riterrebbe responsabili.

I punti che avete sollevato saranno discussi uno per uno sotto i differenti sottotitoli. Se deciderete di scrivere alcune righe, e dirmi cosa ne pensate e quali siano le vostre opinioni rispetto alle informazioni presentate qui di seguito, ciò sarebbe molto apprezzato. Se credete che possa essere di un qualsiasi aiuto nella ulteriore analisi del soggetto, forse dando ulteriori informazioni su alcuni dettagli, o inviandovi del materiale di cui avete bisogno, sentitevi liberi di chiedermelo.

Mi dispiace se questa lettera, con la discussione nelle seguenti pagine sia diventata così lunga. Eppure, ho cercato di spiegare le cose nel più breve modo possibile. Ero anche intenzionato ad aggiungere ulteriori informazioni sulla questione, ma forse questo può essere fatto in un'altra lettera in futuro, se necessario.

Fratelli grazie di nuovo per la vostra gentile lettera! Con affetto Cristiano.
Vostro fratello
Carl Olof Jonsson


ALLEGATI: 1. Corrispondenza tra Johnson-Sachs
2 Alcune pagine dell'articolo di J. Oates in Irak XXVII,1965
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IL CANONE DI TOLOMEO


Le vostre prime osservazioni si riferiscono al Canone di Tolomeo, e la vostra affermazione secondo la quale il suo canone non può essere considerato come una "guida infallibile" per la cronologia dell'era Babilonese, è, di certo, corretta. Questo è quanto ho fondamentalmente scritto anche nel mio trattato.

I dati di Tolomeo sono stati accettati dagli storici moderni, non perché il suo Canone di per se sia considerato come una "guida infallibile" per la cronologia del periodo Babilonese e quelli successivi, ma perché 1°) i suoi dati sono stati confermati da un numero di fonti molto più antiche per la cronologia di quel tempo, alcune delle quali contemporanee all'era Neo-Babilonese, e perché 2°) nella sua grandiosa operaAlmagesto egli stabilisce la cronologia presentata nel suo Canone come una cronologia assoluta, con l'aiuto di una vasta quantità di materiale astronomico, raccolta da antiche fonti.

I suoi dati sono stati controllati e verificati da astronomi moderni, e in più: le moderne scoperte di antiche tavolette astronomiche, specialmente i cosiddetti "diari astronomici", hanno permesso agli astronomi e agli storici moderni di stabilire l'assoluta cronologia di quasi tutto l'intero periodo coperto dal Canone di Tolomeo, indipendentemente da Tolomeo e dalle sue eclissi, dando così una conferma indipendente dalla sua cronologia.

Quindi ciò che è importante oggi non è il Canone di Tolomeo, bensì i documenti e le fonti più antiche che lo hanno confermato: i diari astronomici, le tavolette dei contratti, le cronache, le liste dei Re, le stele contemporanee dei Babilonesi e degli Egizi, etc. e la Bibbia.

Ho notato con interesse la vostra dichiarazione circa Tolomeo, che "quando esso dà informazione circa le eclissi, l'informazione è corretta" (p.1). Una delle più antiche eclissi da lui riportata è datata del 5° anno di Nabopolassar (Almagesto, V.14, p. 340) identificata dai moderni astronomi con l'eclissi lunare del 21 aprile, 621 a.E.V. Questo di certo fissa il primo anno di Nabucodonosor al 604 a.E.V. (visto che suo padre Nabopolassar ha governato per 21 anni), e il suo 18° anno (quando egli ha devastato Gerusalemme) al 587 a.E.V.

Ho notato qualche anno fa che l'Ausiliariofa un tentativo di identificare questa eclisse con una che avvenne 20 anni prima, il 1° giugno del 641 a.E.V., per farla corrispondere con la cronologia dell'Ausiliario. A sostegno di questa identificazione è stato aggiunto che "questa precedente eclisse fu totale (ossia di 12 quarti o più), se paragonata alla più piccola di soli 1.6 quarti nel 621 a.E.V." (p. 331:3). Questa affermazione mi fa pensare che l'autore dell'articolo dell'Ausiliario non avesse mai letto la descrizione fatta da Tolomeo e controllato come questa descrizione coincide con l'identificazione alternativa che egli presenta.

La fonte a cui si riferisce Tolomeo diede una descrizione abbastanza dettagliata di questa eclisse, includendo la sua magnitudo. E' chiaramente dichiarato che fu un'eclisse minore, e che solo un quarto del diametro della luna venne eclissato. Quindi il fatto che l'eclisse del 1 giugno del 641 a.E.V. fosse totale non ne sostiene l'identificazione, anzi la rende in realtà impossibile!

Trovo questo errore più che notevole, dal fatto che precedentemente l'autore nel suo articolo sottolineava l'importanza di sapere se un eclissi fosse totale o meno. Anche altri dettagli (il mese, il giorno, l'ora della notte, ecc.) rendono l'eclissi del 1 giugno 641 a.E.V. impossibile è stabiliscono l'eclissi del 22 aprile 621 a.E.V. come l'unica eclissi possibile che corrisponda alla descrizione. (Un recente tentativo di RR Newton di "provare" che Tolomeo si sia inventato alcune delle eclissi da lui documentate sembra essere stato un errore: che io sappia, le sue "prove" sono state rigettate da tutti gli studiosi competenti).

Questo è solo un altro dei numerosi errori che ho riscontrato esaminando la voce riguardante la "cronologia" dell'Ausiliario. Vi prego di scusarmi se do risalto a tutto ciò, ma spero che tali errori vengano corretti nelle future edizioni di questo dizionario biblico, che rimane comunque eccellente ed estremamente prezioso.

"DIARI" ASTRONOMICI: VAT 4956 - E BM 32312!


Commentando il VAT 4956, ripetete il vostro precedente argomento (Ausiliario, p. 331:8, discusso nel mio trattato, p. 39), che "mentre l'informazione astronomica su questa tavoletta indica l'anno -567/88 (568-567 a.E.V.), attribuendo la tavoletta al 37° anno di Nabucodonosor potrebbe essere semplicemente l'opinione di uno scriba che ha assemblato e datato 'una collezione di testi di osservazione astronomica', lavorando ad un periodo 'molto più tardivo'" etc.

Ciò che suggerite è che i diari astronomici non fossero datati in origine, ma che le date (quali il "37° anno di Nabucodonosor") siano state inserite nel testo da copisti tardivi. È questa una spiegazione plausibile, oppure un disperato tentativo per mettere da parte un testo, che altrimenti potrebbe una volta per tutte bocciare il 607 a.E.V. e stabilire il 587 a.E.V. quale data assoluta del 18° anno di regno di Nabucodonosor?

I diari astronomici contengono normalmente informazioni molto dettagliate circa la posizione della luna e i cinque pianeti (allora conosciuti), come pure altre informazioni (eventi meteorologici, terremoti, prezzi di mercato, e a volte anche eventi storici. Come mettete in risalto, il VAT 4956 è datato dall'inizio del 37° anno all'inizio del 38° anno di Nabucodonosor, ma questo non è sufficiente: ovunque, quasi tutti gli eventi menzionati nel testo sono datati, citando il mese, il giorno, l'ora del giorno (o della notte), etc.

Circa quaranta date di questo genere sono indicate per il 37° anno di Nabucodonosor, e ovviamente non era necessario ripetere l'anno di regno in tutti questi casi, poiché esso è stato indicato all'inizio di ciascun anno (come vien fatto anche per altri documenti, come gli annali e le cronache). credete realmente che sia plausibile che i testi originali contenessero tutte queste date durante un anno, ma non per gli anni di regno all'inizio di ciascun anno? Certamente, sarebbe da considerare estremamente inverosimile che gli astronomi Babilonesi lasciassero da parte un dettaglio così importante!

Tutti i testi di questo tipo che sono stati scoperti (circa 1200 frammenti di diari astronomici sono stati scoperti, un terzo dei quali sono così ben preservati che possono essere datati) sono datati con l'anno del re in carica. Sono tutte queste date state inserite da copisti tardivi? La maggior parte di questi diari coprono il periodo dal 385 al 60 a.E.V., ma un certo numero d'essi sono copie di periodi precedenti. Ed ora presenterò un altro diario, più vecchio del VAT 4956, che ancora una volta conferma la cronologia data dal Canone di Tolomeo e confuta la data del 607 a.E.V.

In un articolo, intitolato "Osservazioni astronomiche Babilonesi" [Babylonian observational astronomy] e pubblicato nel Philos, Trans, Royal Soc. Londra, ser. A. 276 (1974), pp. 43-50, il professore Abraham J. Sachs (lo studioso che ha coniato il termine "diari" per questi testi e, senza dubbio, l'autorità oggi vivente più importante sul tema di diari astronomici) da una breve presentazione dei diari.

Alla pagina 48 menziona il diario databile più antico che è quello dell'anno 652 a.E.V. e dice: "Ho trovato che il contenuto astronomico possa essere appena adeguato da rendere questa data virtualmente certa. Fu un vero sollievo quando ho potuto confermare la data collegando una nota storica in un diario con un'affermazione corrispondente al -651 in una ben datata cronaca storica."

(Mia sottolineatura). questo sembrava essere un testo di grande importanza per la questione della Cronologia babilonese, e siccome il testo e una sua traduzione non erano ancora state pubblicate, ho scritto al professore Sachs ponendogli un paio di domande:

1. Quale informazione nel diario fa della data del -651 una data "virtualmente certa"?
2. Quale specie di commento storico nel diario corrisponde con quale affermazione in quale cronaca ben datata?

Nella sua risposta il professore Sachs mi ha dato tutte le informazioni che avevo richieste, e mi ha perfino inviato uno stampato IBM (tanto buono quanto la sua fotografia) del diario in questione, BM 32312. Di particolare interesse è che il vostro argomento secondo il quale i diari possano essere stati datati da copisti di un periodo più tardivo non può essere applicato a questo diario, in quanto "l'anno e il nome del mese sono mancanti", tuttavia, grazie ai commenti storici nel diario, questa informazione può essere provveduta da un'altra fonte.

In primo luogo, l'anno 652 a.E.V. è stato fissato da informazioni astronomiche. Sachs scrive: "La sola menzione di questi eventi astronomici (l'ultima volta che Mercurio è visibile all'Est dietro i Pesci, l'ultima volta che Saturno è visibile dietro i Pesci, entrambi intorno al 14° giorno del mese I; la posizione stazionaria di Marte nello Scorpione nel 17° giorno del mese I; la prima apparizione di Mercurio nei Pesci il 6° giorno del mese XII) è sufficiente a determinare la data". Secondo il Canone di Tolomeo, l'anno 652 a.E.V. corrisponde al 16° anno di Shamashshumukin (il re di Babilonia predecessore di Kandalanu, successore di Nabopalassar, padre di Nabucodonosor).

In secondo luogo, il diario afferma che il re di Babilonia è stato coinvolto in una battaglia in un luogo chiamato Hirit il 27° giorno del 12° mese. Se le cronache di Tolomeo sono corrette, questa battaglia fu combattuta nel 16° anno di Shamashshumukin. Può ciò essere confermato? Si, può esserlo. Come sottolineato da Sachs, troviamo la medesima informazione in una cronaca ben conosciuta.
La cronaca in questione, è la cosiddetta "Cronaca di Akitu", BM 86379, tradotta ultimamente da A. K. Grayson nell'opera Cronache Assire e Babilonesi (1975), pp. 131, 132.
Le cronache coprono una parte del regno di Shamashshumukin, incluso il suo 16° anno. Non solo la battaglia di Hirit è in esso menzionata, ma anche il giorno e il mese nel quale fu combattuta, precisamente la stessa menzionata nel diario. Si legge nell'Obv. 13-16 della cronaca:

"Nel ventisettesimo giorno di Adar (ossia il 12° mese) l'esercito dell'Assiria e di Akkad combatterono a Hirit. L'esercito di Akkad batté in ritirata dal campo di battaglia subendo una disfatta significativa. (Comunque), ci furono ancora delle ostilità (e) lo stato di guerra continuò".

Sono certo che comprenderete cosa significa questa nuova evidenza. Gli eventi astronomici descritti nel diario fissano la battaglia di Hirit del 27 di Adar nell'anno 652 a.E.V. La "Cronaca di Akitu" mostra chiaramente che questa battaglia in questo luogo in quel giorno fu combattuta nel 16° anno di Shamashshumukin. Pertanto, il 16° anno di Shamashshumukin era l'anno 652 a.E.V.

Ma questo è anche l'anno dato dal Canone di Tolomeo per il 16° anno di Shamashshumukin! Ancora una volta, come spesso in precedenza, il Canone di Tolomeo è confermato, e questo, una volta ancora, confuta la nostra data del 607 a.E.V. Datare la distruzione di Gerusalemme al 18° anno di Nabucodonosor nel 607 a.E.V. sposta di 20 anni tutte le date precedenti Nabucodonosor.

Ciò collocherebbe il 16° anno di Shamashshumukin nel 672 a.E.V., e non nel 652 a.E.V. Ma ciò viene confutato da questo nuovo diario, che è un'ulteriore testimonianza indipendente a sostegno del 587 a.E. quale data della distruzione di Gerusalemme. Il professore Sachs aggiunge nella sua lettera:
"Dovrei forse aggiungere che la cronologia assoluta degli anni di regno di Shamashshumukin non fu mai messa in dubbio, ed è ancora una volta confermata dal diario astronomico".
Per vostra convenienza, ho allegato la corrispondenza scambiata con il professore Sachs e il materiale da esso inoltratomi.

LA STELE DI HARAN DI NABONEDO -

E LA STELE DI BABILONIA DI NABONEDO:


I vostri commenti sulle cronache Neo-Babilonesi concordano con le informazioni più dettagliate presentate nel mio trattato, pagine 28, 29 e seguenti, perciò passerò immediatamente alle vostre obiezioni sull'iscrizione di Harran.
Sostenete che l'iscrizione di Harran sia oggetto di dubbio, perché sembra presentare un regno di 3 anni per il re Assiro Assur-etillu-ili prima di Nabopalassar, mentre le tavolette contrattuali menzionano anche il suo 4° anno di regno.

Ma da quando Gadd ha pubblicato la traduzione del testo nel 1948, altri hanno esaminato le difficoltà da lui evidenziate offrendone delle soluzioni. Gli studi più importanti sono quelli di Wolfgang von Soden (ZA, Vol. 58, 1967, pagine 241-255), Joan Oates, (Irak, vol. 28, 1965, pagine 135-159), e Julian Reade (JCS, vol. 23, 1970, pagine 1-9).

Dopo la morte di Assurbanipal dell'Assiria e di Kandalanu di Babilonia (questi due nomi di re possono riferirsi alla stessa persona, essendo Kandalanu il nome reale Babilonese di Assurbanipal) nel 627 a.E.V., il diritto legittimo al trono di Assur-etillu-ili era stato contrastato da un generale, Sin-Shum-lish, ed in seguito da un fratello di Assur-etillu-ili, Sin-shar-ishkun. Ciò causò una guerra civile e Nabopalassar, un comandante militare del Sud, approfittò della situazione prendendo il trono di Babilonia.

In seguito, per alcuni anni, almeno tre eserciti operarono contemporaneamente a Babilonia, ed è comprensibile che un certo numero di città cambiasse patria più di una volta, visto che non era più chiaro quale autorità fosse da considerarsi quella legittima. La situazione confusa si rifletté in tutti i documenti datati di quel periodo, essendo Assur-etillu-ili considerato re in una città mentre suo fratello Sin-shar-ishkun lo era in un altra.

In questo articolo, Oates dimostra che Adda-Guppi, la madre di Nabonedo e una sacerdotessa del tempio di Sin di Harran, abbandonarono Harran nel 3° anno del regno di Assur-etillu-ili e si trasferirono a Babilonia, ma in realtà, l'iscrizione di Harran non afferma che quello fu il suo ultimo anno, come conclude Gadd. Da quel momento in poi, Adda-Guppi servì sotto re Babilonesi.

Reade, che accetta questa conclusione fondamentale, dimostra nel suo articolo come tutti i documenti soggetti a confusione di quel periodo possono essere armonizzati. Le soluzioni offerte sono in armonia con le iscrizioni di Harran, che d'altronde è stata dimostrata molto utile nel tentativo di ricostruzione degli eventi durante quel periodo caotico.

Non sembra esserci, dunque, alcuna ragione di mantenere una posizione ultra critica verso l'iscrizione di Harran.

Se pensate che ce ne sia ancora una, allora considerate il fatto che esiste un'altra stele del regno di Nabonedo, LA STELE DI NABONEDO DI BABILONIA (scoperta nel 1896), la quale conferma la lunghezza dei regni dati dalla stele di Haran per i re Babilonesi! Questa stele (cf. Gadd, pagina 73; non mi sono occupato di questa ulteriore evidenza nel mio trattato), è stata evidentemente eretta nel secondo anno di Nabonedo (vedere la discussione di P.R. Berger nel Die Neubabylonishen Königsinschriften, vol. I, 1973, p. 11 Off.).

Secondo la traduzione pubblicata nell'ANET di Pritchard, pagine 308-311, questa stele afferma che "il tempio e.`hul.hul in Harran era in rovina per 54 anni", fino a quando Nabonedo all'inizio del suo regno prese delle misure per restaurarlo. Ora, sia l'iscrizione di Harran che la cronaca BM 21901 pongono la distruzione del tempio di Harran nel 16° anno di Nabopalassar (ossia il 610/609 a.E.V.).

Addizionando i rimanenti anni di regno sino all'inizio del regno di Nabonedo indicati sull'iscrizione di Harran (5+43+4) troviamo esattamente 54 anni! Dunque, se credete che l'informazione della stele di Harran dovrebbe essere rigettata, cosa dovremmo fare della stessa confermadell'informazione data dalla stele di Nabonedo di Babilonia? Rigettare anche quella? Per quale motivo? Dovremmo rigettare tutte le nuove prove che contraddicono le nostre teorie? È questo un buon metodo? Ci avvicinerà sempre più alla verità?

LE TAVOLETTE DELLA CASA DI EGIBI -

E MIGLIAIA DI ALTRE TAVOLETTE CONTRATTUALI!


Nuovamente, ripetete semplicemente l'argomento dell'Ausiliario (discusso nel mio trattato pagine 32, 33) secondo il quale, benché siamo in possesso di molte tavolette contrattuali di tutti gli anni dei re Neo-Babilonesi rappresentati nel Canone di Tolomeo, potrebbe ancora esserci un periodo di 20 anni per cui mancano le tavolette.

Vi riferite al fatto che non possediamo nessuna tavoletta nella collezione della Casa di Egibi che copre gli anni 7, 32, 33, 34 e 36, del re Persiano Dario. Ebbene, come Boscawen ed altri studiosi dopo di lui mettono in evidenza, la ditta Egibi e Figli prosperò dal tempo di Nabucodonosor fino al tempo di Dario. La collezione di tavolette di questa ditta scoperte nel 1875-76 termina con Dario. Nessuna tavoletta dei regni di re più tardivi è stata scoperta nella collezione. Le tavolette della collezione dalla fine del regno di Dario sono rare.

Ma il regno di Dario inizia quasi due decadi dopo la fine dell'era Neo-Babilonese. La cosa importante da considerare è che le tavolette coprono i regni di tutti i re Neo-Babilonesi che sappiamo siano esistiti, non solo dal Canone di Tolomeo, ma anche da un certo numero di documenti più antichi, alcuni dei quali furono scritti nello stesso periodo Neo-Babilonese.

Un altra cosa da ricordare è, che le tavolette di Egibi sono solo una parte delle molte migliaia di tavolette contrattuali di quel periodo. Anche queste altre tavolette contrattuali danno la stessa lunghezza dei regni per i re Neo-Babilonesi! Anche questo ho messo in risalto nel mio trattato, a pagina 31. Certamente, ciascun anno del regno di Dario è coperto da tavolette di questo tipo.

La mia argomentazione circa questa prova rimane ancora senza risposta: Se ci fosse un ulteriore periodo di 20 anni durante l'era Neo-Babilonese, come mai abbiamo tante tavolette per ciascun anno dei regni Neo-Babilonesi di cui conosciamo l'esistenza, non solo dal Canone del Tolomeo, ma da tutti i documenti precedenti (e a volte contemporanei), l'iscrizione di Harran, le iscrizioni sulle costruzioni, le cronache, le liste dei re, Berossus, etc., che coprono la lunghezza dei regni conosciuti di questi re, ma nemmeno una sola tavoletta per il periodo di 20 anni che volete aggiungere all'era Neo-Babilonese?

Inoltre, per quale motivo le migliaia di tavolette che devono essere state scritte durante il supposto periodo di 20 anni sono mancanti dallo stesso periodo di 20 anni che manca anche in tutti gli altri documenti - e non di alcun altro periodo di 20 anni? D'altronde, perché le tavolette mancano proprio per un periodo esatto di 20 anni? Perché non di 17, 13 o 7, o di un numero differente di anni distribuito attraverso tutto il periodo Neo-Babilonese? Chi è andato in giro nel periodo dei re Neo-Babilonesi a prelevare tutte le migliaia di lettere commerciali datate di quel periodo di 20 anni, nascondendole o distruggendole, prima che gli archeologi moderni iniziassero a dissotterrare gli archivi dei templi, gli archivi pubblici, etc. nelle rovine delle città Babilonesi?

Di tanto in tanto, nuove quantità di tavolette contrattuali sono scoperte, tradotte e, a volte pubblicate, ma nessuna del periodo di 20 anni viene mai fuori. Come ho formulato la mia argomentazione nel mio trattato: "Se gettaste un dado migliaia di volte senza mai ottenere un sei, alla fine sarete costretti a concludere: 'Il dado non possiede nessun numero 6'. Lo stesso é anche vero per i mancanti 20 anni che stiamo cercando: Non vengono mai fuori, perché semplicemente non sono mai esistiti".

Così, come voi avete ripetuto il vostro argomento al quale avevo già risposto, ho ripetuto il mio argomento che è rimasto senza risposta.

LA 26° DINASTIA D'EGITTO:

AMASIS E PSAMMETICHUS III


Ne "I Tempi dei Gentili riconsiderati", pagine 39-44, ho menzionato un certo numero di sincronismi tra i governanti Egizi, Babilonesi e Giudei, tre dei quali sono menzionati dalla Bibbia (2 Re 23:29; Ger.46:2 e 44:30). Ho dimostrato che la cronologia Egizia per quel periodo è stata stabilita in maniera indipendente dalle fonti contemporanee Egizie. Eppure, tutti i sincronismi concordano completamente con la datazione della distruzione di Gerusalemme nel 587 a.E.V., mentre la deviazione dalla data del 607 a.E.V. per questo evento consiste in circa 20 anni. La cronologia contemporanea Egizia, pertanto, rappresenta un'ulteriore testimonianza indipendente contro la data del 607 a.E.V.

Nella vostra lettera cercate di sottovalutare questa chiara evidenza riferendovi alle date contrastanti provvedute da storici più tardivi, come Diodoro e Sincellus. Ma nello stabilire una cronologia i documenti contemporanei non possono, ovviamente, essere confutati o perfino messi in discussione da date provvedute da storici di un'epoca più tarda. Le loro date si sono spesso dimostrate distorte e questa distorsione, di regola, aumenta quando ci si allontana dal periodo durante il quale tali storici sono vissuti.

In quanto a Manetone, le sue date sono meglio preservate da Giulio Africano (221/222 E.V. Cf Waddell in Manetone, Londra 1948, pagine xvi, xvii), e le date per Amasis e Psammetichus III concordano con le fonti contemporanee, come pure lo fanno le date indicate da Erodoto, lo storico che visse nel periodo più vicino al tempo di Amasis e Psammetichus III (Erodoto nacque intorno al 484 a.E.V., ossia, circa 40 anni dopo il regno di Psammetichus III; pertanto, durante la sua visita in Egitto, può perfino aver incontrato persone che erano nate prima del regno di Psammetichus III).

Diodoro Siculo, d'altra parte, visse durante il regno di Giulio Cesare e Augusto, più di 500 anni dopo Psammetichus, e Sincellus scrisse la sua opera verso la fine dell'ottavo secolo E.V., ossia più di 13 secoli dopo Psammetichus! Credete realmente che le date presentate da questi due storici più recenti possono essere usate per mettere in discussione le date provvedute dalle fonti contemporanee?
Degli storici del periodo classico (Greco e Romano), l'Ausiliario afferma: "Tutti questi vissero dopo il periodo Assiro e Neo-Babilonese ... . per i periodi Assiro e Neo-Babilonese, dunque, nessuno di questi scrittori presenta informazioni basate su conoscenza personale ma trascrivono, invece, i punti di vista tradizionali che udirono, oppure, in certi casi, avevano letto e copiato. ...

Non solo questo, ma ciò che sappiamo dei loro scritti oggi dipende da copie di copie, le più vecchie delle quali datano di un'epoca non molto anteriore al periodo medievale della nostra Era Volgare". (Ausiliario 332: 4,5). Le date che citate dunque, di Diodoro e Sincellus non significano molto e non pesano nulla contro le evidenze contemporanee. Ho citato Erodoto e Manetone/Africano solo perché le loro date sono state confermate dalle moderne scoperte di documenti contemporanei ai regni di Amasis e Psammetichus III.

Benché Psammetichus III governasse per soli sei mesi, menzionate che "il periodo più lungo disponibile per questo re risulta dai monumenti essere di due anni". Infatti, questa informazione non contraddice un regno di sei mesi per questo re, che chiunque è a conoscenza dei metodi Egizi per il calcolo degli anni di reggenza comprenderebbe facilmente. Gli Egizi applicavano il sistema di anni di-non-accessione (vedere il mio trattato, pagina 42, e l'appendice A, pagine 88,89), ossia che l'anno nel quale un re prendeva il suo potere era contato come il suo primo anno di regno. Psammetichus III prese il suo potere alla fine dell'anno 526 a.E.V., probabilmente solo qualche settimana prima della fine dell'anno.

A quel tempo, l'anno del calendario Egizio coincideva quasi con l'anno del calendario Giuliano, perciò anche Psammetichus ascese al trono alla fine dell'anno del calendario Egizio. Benché governasse solo per una frazione di quell'anno, era (secondo il sistema di anni di-non-accessione Egizio) contato come il suo primo anno di regno. Il suo secondo anno di regno, dunque, iniziò solo qualche settimana dopo la sua ascensione al trono!

Se regnò per soli sei mesi, i documenti datati fino al quinto mese del suo secondo anno di regno sono semplicemente ciò che dovremmo aspettarci di trovare. Infatti, abbiamo tre documenti (papiri) del suo secondo anno, datati del 3°, 4° e 5° mese del suo 2° anno, che corrisponde alla prima metà dell'anno 525 a.E.V. In seguito, in maggio o giugno, 525 a.E.V. Psammetichus fu detronizzato da Cambise. - Vedi F.K. Kienity, Die politische Geschichte Ägzptens vom 7. bis zum 4. Jahrjundert vor der Zeitwende, Berlino 1953, pagina 156, nota in calce 7.

Inoltre, vi riferite a "un documento menzionato nella pubblicazione Notice des papyrus démotiques archaïques (autore Revillout)" che "da quattro anni di regno al Re Psammetichus che l'autore pretende che sia Psammetichus III" (evidenziatura mia). E. Revillout è stato uno dei fondatori della pubblicazione Revue Egyptologique negli anni 1870, e l'articolo al quale vi riferite era evidentemente uno degli articoli pubblicati nel vol. III, No. II, 1892, pagine 41-44, benché non ho potuto trovare l'affermazione da voi riportata nel detto articolo.

Ma in un articolo pubblicato nel vol. III, No. IV, 1885, pagine 187-191 (e nel vol. VII, No. III, 1896, pagina 139) Revillout menziona e cita un documento datato del 4° anno di un Re Psammetichus, che lui riteneva essere Psammetichus III. Questa veduta poteva essere sostenuta a quel tempo, ma da allora molti altri documenti importanti sono stati scoperti, tradotti e pubblicati che hanno reso l'ipotesi di Revillout antiquata e obsoleta.

Per esempio, alcune delle stele di Apis sono state tradotte e pubblicate da Breasted nel 1906 (Ancient Records of Egypt [Antiche Registrazioni Egizie]) il "Petition of Petiese" è stato pubblicato nel 1909 (F. Griffith, Cat. Of Demotio papyri, III), il "Demotic Chronicle" nel 1914 (W. Spiegelberg, Demotische Studien 7 : die sogenannte Domotische Chronik), e l'iscrizione su Wadi Hammamat è stata pubblicata, pure, durante tale periodo (H. Gauthier, Le Livre des rois d'Egypt, [Il Libro dei Re d'Egitto] vol. 4). Gli ultimi tre documenti menzionati attribuiscono tutti ad Amasis 44 anni di regno.

Per queste ed altre evidenze, l'ipotesi di Revillout non può più essere sostenuta, e non è condivisa da nessun studioso recente. Il documento al quale si riferisce Revillout, dunque, si riferiva ad uno dei precedenti re conosciuti con il nome di Psammetichus.

Anche gli studiosi Krall e Spiegelberg indicano la data del 528/527 invece che del 526/525 a.E.V per Psammetichus III, ma sono arrivati alla loro conclusione prima che venisse stabilita la cronologia della 26° dinastia (questi vissero nell'ultima parte dello scorso secolo e la prima parte del ventesimo secolo). L'unica discordanza tra gli studiosi è stata per molto tempo la lunghezza del regno di Amasis se 43 o 44 anni.

Questo problema è stato definitivamente risolto nel 1957, quando Richard A. Parker, pubblicò il suo importante articolo "La lunghezza del Regno di Amasis e l'Inizio della ventiseiesima Dinastia" nel Mitteilungen des Deutchen Archäologischen Instituts, Kairo Abteilung, XV, 1957, pagine 208-212. L'evidenza da esso presentata a sostegno dell'anno 570 a.E.V. Quale primo anno di Amasis era così forte che la sua conclusione in pochissimo tempo ottenne il riconoscimento generale. Cercherò di riassumerla brevemente qui di seguito:

Un papiro nella collezione di papiri di Louvre, No. 7848, datato all'anno 12, I šmw 21 di Amasis (= il 21° giorno del 9° mese dell'anno civile Egiziano, Pachons) si riferisce ad un voto fatto "dinanzi Khonsu ... nell'anno 12, II šmw 13, che era il 15° giorno lunare di (lunare) I šmw."

Come abbiamo visto, questo papiro è doppiamente datato, riferendosi alla data del 12° anno di Amasis secondo sia il calendario civile Egizio che il calendario lunare. Mentre l'anno civile di 365 giorni "viaggiava" attraverso l'anno solare (con approssimativamente un giorno ogni quattro anni), l'anno lunare, certamente, era fissato al ciclo lunare, con il primo giorno nascente di ciascun mese sempre al mattino del giorno di luna crescente invisibile.

Il papiro riferito sopra provvede l'informazione che nel 12° anno di Amasis, il 13° giorno di II šmw (payni, il 10° mese) cadeva nel 15° giorno del mese lunare, il che significa che il primo giorno del mese lunare (il mattino del giorno di luna crescente invisibile!) cadeva nel I šmw 29 (il 29° giorno del 9° mese) dell'anno civile. Tale situazione non accadeva ogni anno, ovviamente.

Con l'aiuto di una tavola astronomica, come quella di Herman H. Goldstine New and Full Moons 1001 BC e 1651 AD [Lune Nuove e Lune Piene 1001 AC al 1651 DC] (Filadelfia 1973) è facile controllare in quali anni durante il 6° secolo a.E.V. Si presentava tale situazione.

Benché le tavole astronomiche provvedono di regola le date secondo il calendario Giuliano, ciò non è un problema, in quanto le date del calendario Egizio sono facilmente tradotte in date Giuliane. Quale anno combacia con la situazione descritta nel papiro del 12° anno di Amasis?

Parker fu capace di dimostrare che l'anno nel quale il mattino del giorno di luna crescente invisibile cadeva nel I šmw 29 del calendario civile Egizio, deve essere stato l'anno 559 a.E.V. (5 Ottobre del calendario Giuliano). Il primo anno di Amasis, dunque, deve essere stato il 570 a.E.V. Questo lascia 45 anni soltanto per il regno complessivo di Amasis e Psammetichus III, prima della conquista dell'Egitto per mano di Cambise in Maggio o Giugno, 525 a.E.V. (570-525=45).

Dato che Amasis regnò 44 anni (cronologicamente), Psammetichus III deve aver regnato per 1 anno (cronologicamente). non importa come vogliamo calcolare ciascun regno di Amasis e Psammetichus II, dovete concedere loro un regno complessivo di 45 anni, e la lunghezza totale della 26° dinastia è in ogni caso chiaramente e fermamente stabilita.

Questa è una conferma rimarchevole dei regni di Amasis e Psammetichus III come provveduta da altri documenti, non è vero? Certo, troveremo uno o due altri anni precedenti nel 6° secolo, quando il mese lunare iniziò il I šmw 29, o perlomeno vicino a tale data, questi anni precedenti non combaciano con nessun altro documento, o con nemmeno nessun altro calcolo dato dagli storici tardivi.

Pertanto, la cronologia della 26° dinastia è fermamente e indipendentemente stabilita, e il sincronismo dato dalla Bibbia indica chiaramente il 587 a.E.V. Come la data della distruzione di Gerusalemme. Una volta ancora, troviamo una testimonianza indipendente contro la nostra data del 607 a.E.V. per tale avvenimento.

70 ANNI - CATTIVITÀ O SERVITÙ?


Alla pagina 4 della vostra lettera affermate che io considero i 70 anni quali "settant'anni di cattività a Babilonia", iniziati "con l'anno di ascensione di Nabucodonosor", dopodiché presentate alcuni argomenti contro tale veduta.
Purtroppo, sembra che abbiate frainteso la veduta che ho presentata e difesa nel mio trattato. Io non ho mai fatto tale applicazione, come un'attenta lettura del trattato lo confermerà.

Benché abbia argomentato che alcuni prigionieri - incluso Daniele e i suoi compagni, secondo Dan.1:1 - furono deportati a Babilonia poco dopo la battaglia di Carchemis, ho applicato rigorosamente i 70 anni ad un periodo di servitù, non solo per la Giudea, ma anche per le nazioni circonvicine, in stretta armonia con le parole della profezia di Geremia ("queste nazioni dovranno servire il re di Babilonia per settant'anni", Ger.25:11).

Sin dal mio sottotitolo a pagina 49 avreste dovuto notare che avevo affermato che la controversia era "I SETTANT'ANNI: DESOLAZIONE O SERVITÙ - QUALE DEI DUE?" non "Desolazione o cattività". Ho anche notato che voi stessi, nell'edizione a caratteri grandi della TNM, alla soprascritta della pagina 826 descrivete i settant'anni come "70 anni di servitù", proprio come avevo fatto io.

"Servitù", in verità, non è esattamente la stessa cosa che "cattività", e non significò cattività (o desolazione!) per le nazioni che circondavano la Giudea, non è vero? In quanto per la maggior parte delle nazioni "servitù" significò soltanto vassallaggio, benché per Gerusalemme una parte della servitù venne ad includere un periodo sia di cattività che di desolazione. Ho citato un gran numero di scritture a sostegno del fatto che la servitù iniziò molto prima della distruzione di Gerusalemme (trattato, pagine 49-55), come Dan.1:1, Ger.27,28 e 35.

Altre potrebbero essere aggiunte, per esempio 2 Re 24:1, dove è affermato di Ioiachim: "Ai suoi giorni Nabucodonosor re di Babilonia salì, e Ioiachim divenne dunque suo servitoreper tre anni. Comunque, si rivoltò e si ribellò contro di lui" etc. Quando si ribellò, ciò causò subito atti di rappresaglia per tenerlo soggetto. Dunque, anche per la Giudea, la servitù iniziò molti anni prima della distruzione di Gerusalemme, e, come questa scrittura dimostra, molti anni prima della fine del regno di Ioiachim.

Inoltre, mettete in risalto il mio riferimento alla pagina 51 dalla traduzione di Wiseman della cronaca BM 21946, che Nabucodonosor, dopo la battaglia di Carchemis, "conquistò tutta l'area del paese di Hatti", più correttamente secondo la traduzione più recente di Grayson, si dovrebbe leggere "Ha[ma]th" un distretto di Hatti (= Siro-Palestina).

Vi sono grato della correzione di questo dettaglio (il lavoro recente di Grayson non mi era disponibile nel 1977). Ma cambia questo realmente qualcosa? Nella pagina seguente del mio trattato (pagina 52) ho inoltre citato dalla stessa cronaca: "Nell'anno di ascensione Nabucodonosor ritornò nel paese di Hatti e fino al mese di Sebat marciò senza resistenza attraverso il paese di Hatti; nel mese di Sebat prelevò un pesante tributo dal territorio di Hatti a Babilonia …". E per il primo anno di regno di Nabucodonosor la cronaca afferma: "Tutti i re del paese di Hatti vennero dinnanzi a lui ed egli ricevette il loro pesante tributo".

In tutte questi ricorrenze la parola "Hatti" è ben preservata nell'originale, e Grayson, anche, l'ha ovviamente tradotta come "Hatti" ("Hattu"). Non è chiaramente evidente dalla cronaca di Nabucodonosor che tutto il territorio di Hattti (Siro-Palestina) fosse già stato soggiogato nel suo anno di ascensione, e nel suo primo anno di regno, al più tardi, tutti i re del paese di Hatti (che ragionevolmente doveva avere incluso Ioiachim, come sostenuto anche da 2 Re 24:1) erano vassalli e pagarono il tributo a Nabucodonosor?

È anche interessante notare la fraseologia impiegata nella suddetta citazione: "Nel suo anno di ascensione Nabucodonosor tornò (Grayson: "ritornò") al paese di Hatti". Evidentemente, vi era stato precedentemente. Non sembra molto probabile che Nabucodonosor, dopo la battaglia a Carchemis e la conquista di "Hamath", continuasse verso Sud e iniziasse a sottoporre il resto del territorio di Hatti, prendendo perfino alcuni prigionieri tra i giudei, fenici, assiri, come Beroso afferma? Ciò sarebbe in completa armonia con ciò che è chiaramente affermato in Dan.1:1.

Ma durante la sua offensiva verso sud, Nabucodonosor ricevette la notizia della morte di suo padre, che lo fece tornare precipitosamente a Babilonia per assicurarsi il trono. Dopodiché, sempre nel suo anno di ascensione, secondo la cronaca, ritornò al territorio di Hatti e ivi vi continuò le operazioni.

Ciò che impariamo, sia dalla Bibbia che dalla cronaca, è che la servitù predetta da Geremia iniziò subito dopo la battaglia di Carchemis. Se alcuni prigionieri giudei furono portati a Babilonia a quel tempo o meno, è tutta un'altra questione. Beroso lo dice, e la sua affermazione è confermata da una lettura naturale e letterale di Daniele 1:1 e 2:1.

Non vedo come l'affermazione di Giuseppe molti secoli dopo secondo la quale Nabucodonosor non occupò a quel tempo Giuda possa negare questo fatto. La sua affermazione non è in armonia con le Scritture. Le sue affermazioni si sono sovente dimostrate false, e molto spesso contraddice se stesso.

Non dà la fonte delle sue affermazioni, e può essere assolutamente possibile che egli dia una sua personale interpretazione o congettura. Se abbia ragione o no non cambia il fatto che la servitù iniziò con il regno di Ioiachim, secondo la Bibbia, e durante l'anno-di-ascensione di Nabucodonosor, secondo il BM 21946.
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Come ho dimostrato nel mio trattato, tutti gli antichi e più fidati documenti che possediamo disapprovano il nostro 607 a.E.V. Qui sopra ho provveduto due ulteriorievidenze argomentative in aggiunta a quelle già presentate nel mio trattato a sostegno del 587 a.E.V. quale 18° anno di Nabucodonosor: (1) il diario BM 32312 e (2) la Stele di Nabonedo da Babilonia.

La Bibbia è d'accordo con tutte queste evidenze: una naturale e semplice lettura di Geremia 25:10,11; Daniele 1:1; 2:1 Zaccaria 1:7-12; e 7:1-5 ci porta chiaramente alla stessa conclusione. Solo usando un'interpretazione speciale di 2 Cron.36:20,21 e Dan.9:2 è possibile arrivare alla conclusione che Gerusalemme fu distrutta nel 607 a.E.V.

Ma per sostenere questa conclusione dobbiamo rigettare tutti i documenti secolari discussi qui sopra e nel mio trattato, e inoltre: dovremmo reinterpretare un certo numero di testi della stessa Bibbia e darne applicazioni non naturali, molto lontanamente plausibili, mentre le evidenze contro la data del 607 a.E.V. sono schiaccianti.

Non è curioso che non possiamo accettare quest'unanime e schiacciante numero di evidenze a sostegno della data del 587 a.E.V. (non possiamo trovare nemmeno un solo documento o una sola riga in un documento, a sostegno della data del 607 a.E.V.), mentre allo stesso tempo abbiamo accettato un'altra data secolare, il 539 a.E.V., su basi molto più deboli, e perfino definita "data assoluta", o "data cardine"?

Per circa venti anni la "Cronaca di Nabonedo" è stata citata a sostegno della data del 539 a.E.V., ma visto che abbiamo rigettato tale evidenza (vedi The Watchtower del 15 maggio 1971, pagina 316 - italiano: Torre di Guardia 1° giugno 1972 pagina 347), la nostra unica "evidenza" della data è il Canone di Tolomeo (!) e una data Olimpica citata dallo storico tardivo Diodoro, Africano ed Eusebio! - Ausiliario p.328:7 e 408:9.
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Ultima risposta della Watch Tower:

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WATCH TOWER
BIBLE AND TRACT SOCIETY
OF NEW YORK, INC.
117 ADAM STREET, BROOKLYN, NEW YORK, USA
EF:ESA 15 maggio 1980
Sig. Carl Olof Jonsson
Svezia
Caro fratello Jonnson,
La tua lettera del 31 Marzo con i suoi allegati, è stata ricevuta dal reparto degli scrittori della Società. Le ulteriori informazioni ed osservazioni sono apprezzate.

Come abbiamo osservato nella nostra lettera del 28 Febbraio 1980, qualunque risposta desidererai dare alla nostra lettera sarà letta e le sarà data attenta considerazione. Il tempo, fino ad ora, non ci ha permesso di dare alla tua ultima lettera l'attenzione che avevamo promesso.

Ma non sarà ignorata. Stiamo aggiungendo le tue ricerche a ciò che abbiamo già accumulato sulla cronologia Biblica. Le tue ricerche ti hanno portato alla conclusione che dovrebbero essere fatti alcuni cambiamenti in relazione alla cronologia presentata nelle pubblicazioni della Società. Ci tieni molto a questo, ma vorremmo metterti in guardia, perché questo potrebbe dimostrarsi essere un laccio se non eserciti la dovuta cautela. Siamo certi che comprenderai che non sarebbe appropriato cominciare ad esprimere il tuo punto di vista e le tue conclusioni sulla cronologia, che sono differenti da quelle pubblicate dalla Società, al punto di fare sorgere serie domande e problemi tra i fratelli. Non puoi aspettare Geova?

Ti invitiamo a farlo. Egli non lascerà che questioni di questa natura siano lasciate in serio dubbio.

Alcuni cambiamenti potrebbero essere necessari riguardo la cronologia, ma non sarebbe appropriato fare alcun cambiamento senza prendere in considerazione ogni minima informazione pertinente, soppesandola attentamente e pregando, alla luce delle Scritture. Fino ad ora non abbiamo visto che l'evidenza sia così seria da richiedere un grande cambiamento, come suggerisci. Sono state sollevate precise domande. Ci sono le basi per ulteriori e dettagliati studi sull'argomento.

Questo si sta facendo. Nel frattempo ti raccomandiamo di avere fiducia in Geova e nell'organizzazione che sta ovviamente usando. Non cercare di minarla, o di suscitare dubbi nella mente dei fratelli e le sorelle facendo della cronologia la cosa più importante della loro vita.

Aiutali ad apprezzare l'amore di Geova e quello che ha fatto mandando il Suo Figlio come sacrificio di riscatto. Edifica la tua fede, e fai in modo che il tuo buon lavoro nel predicare la "buona notizia" e nell'aiutare altri, ti raccomandi. Non lasciare che la questione delle domande sulla cronologia indebolisca la tua fede e ti faccia perdere l'opportunità di essere di vero valore ai tuoi fratelli e nella congregazione.

Abbiamo preso nota della tua offerta ad essere di ulteriore aiuto per la Società nel caso che ulteriori chiarimenti o assistenza fosse necessaria nello studio della cronologia biblica. Se mantieni l'equilibrio sotto questo aspetto, esiste la possibilità che tu possa essere adoperato dalla Società in questo studio in qualche tempo futuro. Ma se dimostri di essere soltanto critico, anche il bene che stai cercando di compiere non si dimostrerà costruttivo né di alcun aiuto. Ti interessa che nelle pubblicazioni sia presentata la verità, ma possiamo assicurarti che il nostro desiderio sotto questo aspetto non è da meno del tuo.

Se alcuni cambiamenti dovranno essere fatti, come abbiamo detto sopra, è nostra convinzione che dovranno essere fatti solo dopo che ogni fattore sia stato attentamente considerato, anche in preghiera, e spesso un tale tipo di analisi richiede una gran quantità di tempo.
Vogliamo quindi ribadire il bisogno da parte tua, fratello Jonnson, di aspettare Geova, come tutti noi facendo ogni sforzo per dimostrare la nostra fede in Lui. Ricevere l'eredità nel nuovo sistema di cose è la cosa importante.

E mentre camminiamo con il suo popolo sulla via che conduce alla vita, desideriamo aiutare altri ancora ad avvalersi delle provvigioni di Geova in questo giorno di salvezza di Geova. Possa Geova benedire il tuo sincero desiderio di servirlo e dimostrare di essere un vaso utile ed onorevole alla sua lode. -2 Tim. 2:20,21.

Cogliamo questa occasione per esprimerti il nostro amore cristiano e farti i migliori auguri.
Tuoi fratelli nel servizio a Geova,
WATCH TOWER BIBLE AND TRACT SOCIETY
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Riepilogo lettere originali
(Carl Olof Jonsson = COJ;  Watchtower Society = WTS - Tutti i file sono in formato pdf)


Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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06/11/2019
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