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:: MODIFICHE E CAMBIAMENTI ::

"Questa generazione non passerà"
Cronistoria di una "profezia"
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Un altro nuovo 'intendimento'!

Nella Torre di Guardia del 15 febbraio 2008 è stato pubblicato un ulteriore nuovo 'intendimento' sul significato dell'espressione "questa generazione" (Matt. 24:34). Come si nota nella pagine precedenti, in merito al significato di queste parole di Gesù il Corpo Direttivo ha espresso molte opinioni, adattando la "profezia" al tempo e alle circostanze, man mano che il precedente 'intendimento' risultava diventare insostenibile. Ecco quindi che la durata della "generazione" è stata gradualmente allungata nel corso degli anni, fino a quando, nel 1995, venne introdotto un nuovo 'intendimento' secondo il quale non si doveva più assegnare un significato temporale a queste parole di Gesù ma dovevano essere intese come un riferimento generico ai "contemporanei increduli":

«Perciò nell'odierno adempimento finale della profezia di Gesù, "questa generazione" deve riferirsi ai popoli della terra che vedono il segno della presenza di Cristo ma non cambiano condotta. Diversamente da loro, noi, quali discepoli di Gesù, non ci lasciamo modellare dallo stile di vita di "questa generazione"». (La Torre di Guardia del 1/11/95, p. 20. Cfr. http://www.infotdgeova.it/modifiche/generazione1.php ).

Nella Torre di Guardia del 15 febbraio 2008 questo 'intendimento' viene ancora una volta modificato. Ecco cosa si legge alle pagine 23 e 24 (il grassetto è mio):

La generazione che vede il segno

In passato questa rivista ha spiegato che nel I secolo l'espressione "questa generazione" che ricorre in Matteo 24:34 significava "la generazione contemporanea dei giudei increduli".* Quella spiegazione sembrava ragionevole perché in tutti gli altri brani biblici in cui Gesù usò il termine "generazione" esso ha una connotazione negativa, e perché nella maggior parte dei casi Gesù qualificò la generazione con un aggettivo negativo, come "malvagia". (Matt. 12:39; 17:17; Mar. 8:38) Si pensava pertanto che, nell'adempimento moderno, Gesù si riferisse alla malvagia "generazione" di increduli che avrebbe visto sia gli aspetti che dovevano caratterizzare il "termine [syntéleia] del sistema di cose" sia la fine (tèlos) del sistema stesso.

È vero che quando Gesù usò il termine "generazione" in senso negativo si stava rivolgendo alle persone malvage dei suoi giorni o stava parlando di loro. Ma è necessariamente così nel caso di Matteo 24:34? Ricordate che quattro suoi discepoli l'avevano avvicinato "privatamente". (Matt. 24:3) Visto che Gesù non usò aggettivi negativi quando parlò loro di "questa generazione", gli apostoli avranno senz'altro capito che essi e gli altri discepoli dovevano far parte della "generazione" che non sarebbe passata "finché tutte queste cose non [fossero] avvenute".

Come giungiamo a questa conclusione? Analizzando con attenzione il contesto. Come si legge in Matteo 24:32, 33, Gesù disse: "Ora imparate dall'illustrazione del fico questo punto: Appena il suo ramoscello si fa tenero e mette le foglie, sapete che l'estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte". (Confronta Marco 13:2830; Luca 21:30?32). Poi, in Matteo 24:34, si legge: "Veramente vi dico che questa generazione non passerà affatto finché tutte queste cose non siano avvenute".

Gesù disse che quelli che dovevano essere in grado di trarre certe conclusioni vedendo avvenire "tutte queste cose" erano i suoi discepoli, i quali di lì a poco sarebbero stati unti con lo spirito santo. Perciò Gesù doveva riferirsi ai suoi discepoli quando dichiarò: "Questa generazione non passerà affatto finché tutte queste cose non siano avvenute".

A differenza degli increduli, i discepoli di Gesù non solo avrebbero visto il segno ma ne avrebbero anche compreso il significato. Avrebbero 'imparato' dagli aspetti di quel segno e avrebbero 'saputo' qual è il loro vero significato. Avrebbero capito benissimo che "egli è vicino, alle porte". È vero che nel I secolo sia gli ebrei increduli che i fedeli cristiani unti videro adempiersi in maniera limitata le parole di Gesù, ma a quel tempo solo i suoi seguaci unti poterono imparare da tali avvenimenti, comprendendo il vero significato di quello che vedevano.

Oggi le persone prive di intendimento spirituale ritengono che il segno della presenza di Gesù non si sia visto "in maniera appariscente". Sostengono che tutto continua come in passato. (2 Piet. 3:4) Invece i fedeli fratelli unti di Cristo, che costituiscono la moderna classe di Giovanni, hanno riconosciuto questo segno come se avesse il fulgore di un lampo e ne hanno compreso il vero significato. Come classe, questi unti formano la moderna "generazione" di contemporanei che non passerà "finché tutte queste cose non siano avvenute". Ciò fa pensare che alcuni degli unti fratelli di Cristo saranno ancora in vita quando avrà inizio la predetta grande tribolazione.

* Vedi La Torre di Guardia, 1 ° novembre 1995, pp. 11-15, 19, 30, 31.

Le pagine originali


Cliccare per ingrandire

Si è quindi passati da un'interpretazione in cui si diceva che la "generazione" era composta dalle persone incredule, ad un 'intendimento' in cui si dice invece che la "generazione" sono i cristiani fedeli (i "144.000"). Un cambiamento di rotta a 180 gradi.

Ci si chiede come mai ci sono voluti tutti questi anni per comprendere il reale significato (secondo il punto di vista dei TdG, ovviamente) di queste parole del vangelo. I TdG potranno dire che si tratta di "luce crescente" e che Dio guida gradualmente lo "schiavo" affinché comprenda sempre meglio la verità. In realtà questa "nuova veduta" non è affatto nuova. Venne proposta per la prima volta dal secondo presidente della Società, Joseph Rutherford (si veda la prima parte ). Il "giudice" Rutherford, alla domanda su cosa Gesù intendesse dire in Matteo 24:34, rispose in questo modo, nella "Torre di Guardia" del 15/2/1927, p. 62:

Risposta: E’ difficile sostenere che egli si riferisse ad ogni essere umano vivente sulla terra in quel momento. Egli stava dando testimonianza riguardante le cose che dovevano accadere alla fine del mondo. Ma questo doveva avvenire molto tempo dopo. Nessuna generazione del genere umano è mai esistita per mille anni. Ne consegue quindi che Gesù deve aver inteso qualcos’altro. Cosa poteva voler dire? Al Giordano Geova aveva dato inizio ad una nuova generazione, una nuova creazione, di cui Gesù Cristo è il Capo. Gesù scelse dodici discepoli, che furono con lui per tre anni e mezzo. Undici di questi abbiamo ogni ragione di credere costituiscono una parte di questa nuova creazione. In 1 Pietro 2:9 l'apostolo, parlava sicuramente della chiesa, riferendosi a coloro che sono fedeli. L’irresistibile conclusione quindi è che Gesù si riferiva alla nuova creazione quando disse: "Questa generazione non deve passare fino a quando tutte queste cose siano avvenute." Questa sarebbe quindi una forte indicazione del fatto che alcuni membri della nuova creazione saranno sulla terra al tempo di Armagheddon. — La pagina originale: pagina 62, dettaglio).

Quindi più di 80 anni fa venne espresso lo stesso intendimento riportato nella Torre di Guardia del 15 febbraio 2008!

Non solo, ma la stessa veduta venne poi riproposta nel 1978, dal defunto membro del CD Albert Schroeder, come ci riferisce Raymond Franz nel libro "Crisi di coscienza", alle pp. 295 e 296 (il grassetto è mio):

Sebbene differenti sistemi di misurazione possano far guadagnare qua e là un anno o più, resta il fatto che la generazione del 1914 si sta assottigliando con grande rapidità, dal momento che il tributo alla morte è sempre più elevato tra i più anziani. Il Corpo Direttivo sa bene tutto ciò, pertanto l'argomento divenne oggetto di discussione in diverse occasioni. Il problema fu suscitato nel corso della sessione del Corpo tenuta il 7 giugno 1978; alcuni fatti precedenti contribuirono a sollevare la questione. Un membro del Corpo Direttivo, Albert Schroeder, aveva distribuito ai suoi colleghi copie di un rapporto demografico relativo agli Stati Uniti; i dati in esso contenuti indicavano che nel 1978 era ancora in vita meno dell'uno per cento della popolazione che nel 1914 era ventenne. E alcune affermazioni che Schroeder aveva fatto mentre visitava alcuni paesi europei richiesero attenzione anche maggiore. I rapporti inviati a Brooklyn riferivano che egli aveva suggerito che l'espressione "questa generazione", adoperata da Gesù in Matteo 24:34, andava applicata alla generazione di "unti", e che finché uno di questi fosse rimasto in vita quella "generazione" non sarebbe passata. Ovviamente, queste osservazioni erano contrarie all'insegnamento dell'organizzazione e non erano state autorizzate dal Corpo Direttivo.

Quando fu sollevata la questione, dopo il ritorno di Schroeder, l'interpretazione suggerita da quest'ultimo fu respinta e fu deciso di pubblicare una "Domanda dai lettori", in un successivo numero di La Torre di Guardia, che riaffermasse il vecchio insegnamento relativo a "questa generazione", E' interessante notare che nessun rimprovero o biasimo fu in alcun modo rivolto a Schroeder, membro del Corpo Direttivo, per aver espresso la sua opinione non autorizzata e contraddicente quella dell'organizzazione, mentre era in Europa.

E dopo aver esaminato alcune proposte di modifica dell'"intendimento" che vennero discusse dal CD, Franz osserva a p. 306:

Forse l'idea di Albert Schroeder di applicare la frase alla classe "unta" (un'idea che è fluttuata nell'organizzazione per moltissimi anni) potrà risultare più attraente. Ci sono sempre più persone (alcune abbastanza giovani) che ogni anno decidono, per la prima volta, di appartenere alla classe "unta"; ciò potrebbe offrire un'estensione di tempo quasi illimitata per l'insegnamento relativo a "questa generazione".

Parole scritte nel 1980 e che si sono dimostrate "profetiche" in quanto nel 2008 il CD ha adottato questa interpretazione di Schroeder, che venne invece respinta a quel tempo (1978) come non corretta.

Ma come è possibile che una "verità" non venga riconosciuta come tale dal Corpo Direttivo che dice di operare sotto la guida divina? E come è possibile che ci vogliano quasi 30 anni (nel caso menzionato da Franz) prima che il CD 'rilegga con più attenzione il contesto' - questo vuol dire che prima avevano letto distrattamente? - per capire quello che sarebbe il corretto intendimento (sempre dal punto di vista del CD) delle parole di Gesù? E come è possibile che nel 1927 fosse stata espressa una veduta che attualmente (dal 2008) viene di nuovo ritenuta corretta, mentre per decenni questa "verità" fu respinta come "contraria all'insegnamento dell'organizzazione"? Come si può parlare di "intendimento progressivo", quando in realtà il CD è tornato indietro, alle stesse opinioni già espresse da Rutherford (nel 1927) e da Schroeder (nel 1978)? Dove sarebbe la guida divina in tutto questo?

Come si prepara un cambiamento

Qualche mese prima di questo "nuovo intendimento", nella Torre di Guardia del 1° maggio 2007, pp. 30-31, venne introdotto un altro "nuovo intendimento". Prima di quella data il CD insegnava che la "chiamata" della "classe unta" era terminata nel 1935 e che eventuali nuovi "unti" dovevano essere molto rari e dovevano sostituire quei pochi "unti" che fossero divenuti infedeli. Questa veduta non permetteva di estendere temporalmente il significato del termine "generazione", in quanto, se la "porta della chiamata" si era chiusa nel 1935, la quasi totalità degli "unti" avrebbe avuto (nel 2008) almeno 80 anni. Quindi la "generazione degli unti" non avrebbe potuto durare molto a lungo se il precedente 'indendimento' fosse rimasto in vigore, e di conseguenza non poteva nemmeno essere introdotto il cambiamento sul significato del termine "generazione" riportato nella Torre di Guardia del 15/2/2008.

Ecco che nella "Domanda dai lettori" del 1° maggio 2007 si dice che la chiamata degli unti, contrariamente a quanto sostenuto per decenni, non era stata completata nel 1935 e quindi possono esserci anche altri nuovi (e più giovani) "unti" che si aggiungono a quelli precedenti. La "porta chiusa" nel 1935 è stata quindi riaperta ed ecco che la "generazione" degli unti può adesso durare ancora parecchi anni, visto che ci sono ancora più di 8000 TdG che dicono di far parte di questa classe eletta. (Per i dettagli si veda questa pagina).

“Questa generazione” in Matteo 24:34 e I Pietro 2:9

Dopo questa rivisitazione dottrinale la WTS sarà costretta a ristampare un po’ delle sue pubblicazioni ormai superate e che ancora recano la “vecchia luce” sulla generazione. Il punto è che anche la Traduzione del Nuovo Mondo (la versione con riferimenti) potrebbe essere “superata” dal nuovo intendimento. Il recente sviluppo dottrinale sembra infatti essere in contrasto con un paio di note in calce di questa traduzione.

Ecco cosa si legge nelle note sui passi di Matteo 24:34 e I Pietro 2:9 (cliccando sui versetti si aprono le pagine originali della TNM):

(Matteo 24:34) Veramente vi dico che questa generazione* non passerà affatto finché tutte queste cose non siano avvenute...

(Nota in calce) 34* “Generazione”: gr. geneà; diverso da gènos, “razza”, come in 1Pt 2:9.

(I Pietro 2:9) 9 Ma voi siete “una razza* eletta, un regal sacerdozio, una nazione santa, un popolo di speciale possesso, affinché dichiariate le eccellenze” di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce.

(Nota in calce) 9* “Razza”: gr. gènos; diverso da geneà, “generazione”, come in Mt 24:34.

Sembra piuttosto chiaro che le note prescindano da considerazioni linguistiche e siano (o meglio fossero) una necessità legata all’intendimento dottrinale degli anni passati. Infatti nella “Domanda dei lettori” del novembre 1995 (lo stesso numero in cui si proponeva la revisione dell’intendimento su “questa generazione” ) ecco come vengono spiegate le ragioni delle differenze nel tradurre Matteo e Pietro:

*** w95 1/11 p. 30 Domande dai lettori ***

In 1 Pietro 2:9 la “Versione Riveduta” di Giovanni Luzzi chiama i cristiani unti “una generazione eletta”. Dovrebbe influire questo sul nostro intendimento della parola “generazione” usata da Gesù in Matteo 24:34?

[Risposta]... In 1 Pietro 2:9 Pietro applicò la profezia di Isaia 61:6 ai cristiani unti che hanno la speranza celeste. Essi sono tratti da molte nazioni e tribù, ma le loro origini naturali non contano più quando diventano membri della nazione dell’Israele spirituale. .. Ma nel testo greco delle parole di Gesù riportate in Matteo 24:34 troviamo il termine geneà. È opinione comune che Gesù non si stesse riferendo a una “razza”, ma alle persone che vivevano in un dato periodo di tempo. .. Nel descrivere quella generazione, spesso usò aggettivi come “malvagia e adultera”, “infedele e storta”, “adultera e peccatrice”. (Matteo 12:39; 17:17; Marco 8:38) L’ultima volta che usò la parola “generazione”, Gesù si trovava con quattro apostoli sul Monte degli Ulivi. (Marco 13:3) Quegli uomini, che non erano ancora stati unti con lo spirito né erano entrati a far parte della congregazione cristiana, non costituivano di certo né una “generazione” né una razza.

Ma ora l’intendimento nuovo, la “nuova luce”, consiste proprio nel considerare la "generazione" di Matteo riferita ad un gruppo, ad una “razza eletta”, cioè gli unti. Pare proprio quindi, alla luce del nuovo intendimento, che le due note in questione della TNM e sopratutto quella di Matteo 24:34 siano fuori luogo. E, come è avvenuto in diverse altre occasioni, siamo in presenza di due dichiarazioni "certe", provenienti dallo stesso "canale divino", che però si smentiscono a vicenda:

- nel 1995: «Quegli uomini ... non costituivano di certo né una “generazione” né una razza».
- nel 2008: «.. come classe questi unti formano la moderna generazione che non passerà...».

Si veda anche questa discussione nel forum: link

E' questa l'ultima modifica?

No, non è ancora finita...

La Torre di Guardia del 15 aprile 2010 parla di "sovrapposizione" di generazioni.

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