Materiale stampato dal sito INFOTDGEOVA.IT a cura di Achille Lorenzi

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Saturday, 16 February 2019 19:12
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:: MODIFICHE E CAMBIAMENTI ::

Rutherford, l’uomo delle Pleiadi

Lo si è già detto e scritto: Il movimento fondato da Charles Taze Russell morì nel 1917, il 6 gennaio, giorno in cui fu eletto alla presidenza della Watch Tower Society Joseph Franklyn Rutherford. La morte di Russell fu l’inizio di una sorta di diaspora di gruppi più o meno grandi che si rifacevano al loro fondatore [1]; quello di Rutherford fu semplicemente quello che riuscì ad ereditare il titolo legale della Società, le sue strutture, i suoi edifici e, principalmente, il suo denaro. Rutherford diede un’impronta caratteristica, inconfondibile, al periodo della sua presidenza. Egli credeva di essere un uomo prescelto da Dio per l’incarico che ricopriva. Ed era sua convinzione che Dio si servisse degli angeli per trasmettergli le informazioni spirituali, dato che, secondo la sua idea, lo Spirito santo non operava più sin dal 1918. Questa idea, naturalmente, era in aperta contraddizione con le parole di Gesù, che aveva promesso ai suoi discepoli: “È meglio per voi che io parta; perché, se non parto, il Paraclito [lo Spirito santo] non verrà a voi. Se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando egli verrà, confuterà il mondo in fatto di peccato, di giustizia e di giudizio ... Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà in tutta la verità” (Giovanni 16:7, 13) — La Bibbia, Ed. Paoline. Rutherford, però, la pensava diversamente. Quanto segue è ciò che apparve sulle colonne della Torre di Guardia del 1° ottobre 1932, a pagina 294. Il sottotitolo era: “Rimosso il soccorritore”:

Geova è il marito della sua organizzazione. (Isa. 54:5) Cristo Gesù è il Capo della chiesa. L’uomo o marito è il capo di sua moglie, e perciò il suo soccorritore, guida e confortatore ... Quando Gesù era con i suoi discepoli era il loro soccorritore, la loro guida e il loro confortatore. quando stava per andar via egli disse loro: “e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro soccorritore che sia per sempre con voi, lo spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede né lo conosce. Voi lo conoscete, perché  esso rimane con voi ed è in voi. non vi lascerò orbati. Io vengo a voi”. — Giovanni 14:16-18.

Lo spirito santo fu dato alla chiesa alla Pentecoste affinché esercitasse la funzione di confortatore, avvocato e soccorritore a favore e sostegno di tutti quelli generati dallo spirito nel periodo dell’assenza di Gesù. “Comunque, quando quello sarà arrivato, lo spirito della verità vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di proprio impulso, ma dirà le cose che ode, e vi dichiarerà le cose avvenire. Quello mi glorificherà, perché riceverà da ciò che è mio e ve lo dichiarerà. Tutte le cose che il Padre ha son mie. Per questo ho detto che riceverà da ciò che è mio e ve lo dichiarerà”. — Giovanni 16:13-15 TNM.

Questi versetti mostrano che lo spirito santo avrebbe svolto la funzione di soccorritore, avvocato e confortatore di coloro che avrebbero risposto alla chiamata del regno, e fino alla venuta di Cristo Gesù e al radunamento dei suoi. Inoltre è scritto che quando Cristo appare nel tempio per il giudizio egli è accompagnato dai suoi santi angeli (Matt. 25:31) Quando Cristo Gesù raduna i suoi fedeli  lo fa mediante i suoi angeli, come egli stesso dichiara: “Ed egli manderà i suoi angeli con gran suono di tromba ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un’estremità all’altra dei cieli”. (Matt. 24:31) Cristo inoltre usa i suoi angeli per gettar fuori quelli che hanno risposto alla chiamata del regno ma che non sono stati fedeli (Matt. 13:41). Se lo spirito santo fosse ancora operante o svolgesse l’incarico di avvocato e soccorritore non vi sarebbe alcun bisogno che Cristo impiegasse i suoi santi angeli per l’opera indicata nei versetti succitati. E ancora, poiché Cristo Gesù è il Capo o Marito della sua chiesa quando egli fa la sua comparsa nel tempio di Geova per il giudizio, e raduna i suoi, non vi sarebbe alcuna necessità di un suo sostituto, come lo spirito santo; perciò la necessità dello spirito santo come avvocato, confortatore e soccorritore è cessata. Gli angeli di Cristo Gesù costituiscono il suo manipolo di servitori nel tempio, invisibili agli uomini, ed hanno l’incarico di assistere i membri della compagnia che sono sulla terra. “Poiché egli darà ai suoi propri angeli un comando riguardo a te, di guardarti in tutte le tue vie”. — Sal. 91:11.

Ecco quindi che la cessazione della funzione dello Spirito santo imponeva l’utilizzazione di un altro strumento per trasmettere al “giudice” le rivelazioni divine. Quale? Al secondo presidente niente sembrava ormai irraggiungibile, pertanto egli decise che lui, sì, il giudice del Missouri, era lo strumento. A lui in un modo straordinario, Geova trasmetteva le sue istruzioni, e guai a chi si fosse chiesto in che modo ciò avveniva: non era necessario saperlo. Questo è quanto viene chiaramente detto sulla Torre di Guardia del 1° dicembre 1933, pagina 364:

Se si apprezza l’organizzazione capitale di Geova, si deve allora sempre tener presente che Cristo Gesù ne è il Capo ed è sempre il capo che dirige il corpo. Egli dichiarò che quando sarebbe ritornato per il giudizio sarebbe stato accompagnato dai suoi angeli, ed essi hanno il compito di eseguire i suoi ordini. Senza dubbio questi angeli sono delegati dal Signore a trasmettere le sue istruzioni ai membri della sua organizzazione terrena. In che modo ciò avviene non è necessario che lo comprendiamo. Se crediamo che Cristo Gesù stia dirigendo l’opera sulla terra, ne dobbiamo concludere che i suoi rappresentanti visibili collocati in certe posizioni nell’organizzazione di Dio lo sono perché lui lo vuole e devono rendere conto a lui; altrimenti egli li rimuoverebbe. A capo dell’organizzazione è Geova; e poiché Geova e Cristo Gesù sono uno, così anche tutta l’organizzazione è uno. Geova ha risposto alla preghiera di Cristo Gesù e ha fatto tutt’uno di quelli che sono della sua organizzazione. Se queste cose sono vere, ciò vuol dire che quando uno organizzazione riceve direttive, e queste direttive pervengono mediante chi si trova nella posizione designata per distribuire le istruzioni, in tal caso si dovrebbe ubbidire alle istruzioni come allo stesso Signore.

Adesso l’equazione è chiara: Quando Rutherford emana le sue istruzioni è il Signore che parla, e nessuno può e deve porre in dubbio questa verità. In che modo gli angeli trasmettano le istruzioni a Rutherford non è dato saperlo, basta sapere che lo fanno perché lui garantisce che è così. In poche parole, ci troviamo di fronte a quella che i testimoni di Geova condannano come “comunicazione con il mondo degli spiriti”, siano essi spiriti “buoni” o “cattivi”. Si tratta di una comunicazione che proviene da creature che vivono nel reame spirituale e che, essendo invisibili, possono travisare se stesse. Invece, secondo quanto fu scritto nel libro Luce (Vol. I) scritto da Rutherford nel 1930, gli angeli furono addirittura presenti alla conferenza di Cedar Point del 1919 e: 

“Certamente gli angeli del Signore furono presenti a quella conferenza e, pur essendo invisibili agli occhi umani, ebbero il potere di dirigerne i lavori affinché essa potesse compiere i propositi di Geova ... Il Signore si servì della The Watch Tower per annunziare queste verità. Senz’alcun dubbio, i suoi invisibili messaggeri furono molto impegnati in quest’attività. Questo non ha nulla a che vedere con ciò che molti considerano come spiritismo; ma significa piuttosto che Iddio può dirigere il suo popolo nel modo da Lui determinato come migliore senza comunicare direttamente con esso”.

Per la prima volta nella storia documentata, a presiedere una conferenza americana in mezzo agli alberi, furono gli angeli. Solo ad un gruppo religioso completamente sprovvisto del senso dell’humour come è quello dei testimoni di Geova, può sfuggire l’aspetto estremamente comico dell’intera vicenda. Quali i risultati di queste comunicazioni con il mondo degli spiriti celesti? Prima di procedere ritengo necessario fare una digressione e citare una “Domanda dai lettori”, tratta dalla Torre di Guardia del 1° settembre 1954. In essa, un lettore degli Stati Uniti chiedeva: «Che cosa vuol dire ‘stringere i legami delle Pleiadi’ o ‘sciogliere le catene d’Orione’ o ‘far apparire le costellazioni a suo tempo’ o ‘guidare la grand’Orsa insieme ai suoi piccini’, com’è menzionato in Giobbe 38:31,32»?

Perché questa domanda e perché la risposta che segue? Dopo averla letta ne comprenderemo il perché.

Alcuni attribuiscono notevoli qualità a queste costellazioni o gruppi di stelle e in base a ciò attribuiscono a Giobbe 38:31, 32 interpretazioni personali che fanno meravigliare i loro ascoltatori. Le loro vedute non sono sempre sagge dal punto di vista dell’astronomia, e considerate scritturalmente sono del tutto infondate. Perché? Perché noi non sappiamo a quali stelle o gruppi di stelle si riferiscono questi versetti. I nomi Pleiadi, Orione, Orsa non sono nomi dati dalla Bibbia. Certi traduttori ritengono che le costellazioni si riferiscano ai segni dello zodiaco. I traduttori inglesi hanno semplicemente adottato questi nomi pagani dati a costellazioni o gruppi di stelle e li han messi nelle loro traduzioni in luogo dei nomi originali che appaiono nelle Scritture Ebraiche, e cioè Kimah, Kesil, Mazzaroth e Ayish. A quali stelle o gruppi di stelle questi nomi si riferiscono precisamente noi oggi non lo sappiamo. È pertanto inutile perdersi in vane supposizioni. A proposito, le Pleiadi non si possono più considerare come il centro dell’universo e sarebbe stolto cercar di determinare il trono di Dio in una particolare punto dell’universo. Se dovessimo ritenere le Pleiadi come il suo trono si potrebbe erratamente considerare quel gruppo di stelle con speciale venerazione.

Il linguaggio del Corpo Direttivo (ma faremmo meglio a dire il linguaggio di Fred Franz) è qui estremamente chiaro. È “stolto” considerare le Pleiadi il trono di Dio. L’ignaro lettore della rivista a questo punto potrebbe chiedersi: chi è lo “stolto” che ha pensato una cosa del genere? Ed anche se si trattasse di un lettore di fervida fantasia difficilmente potrebbe arrivare a supporre che gli stolti sono per lo meno due, e che due! Niente di meno che i primi due presidenti della Torre di Guardia, C.T. Russell e J.F. Rutherford. Cosa credevano quei due illustri personaggi? Il primo, Russell, a chi gli chiedeva cos’era il cielo, così ebbe a rispondere [2]:

Domanda: È il cielo un luogo o una condizione? Se è un luogo, dove si trova? Risposta: Mentre è vero che le creature celesti possono essere in una condizione spirituale, invisibile agli occhi umani e tuttavia essere vicini a noi che siamo nella carne; e mentre noi crediamo che quella celeste è la condizione nella quale il nostro Signore sia adesso presente in qualità di essere spirituale o celeste, non siamo d’accordo nel considerare il cielo solo come una condizione: esso dev’essere anche un luogo, proprio come la terra è un luogo. L’idea che riteniamo più ragionevole è quella che abbiamo già esposto nell’Aurora Millenniale, Vol. III, pagina 327; cioè, che il cielo è ubicato nella costellazione delle Pleiadi. A riprova che il cielo è un luogo situato ad una certa distanza dalla terra, e che ci vuole un certo tempo per andarvi e ritornare, è il fatto che nostro Signore disse proprio che egli sarebbe “andato” e “ritornato”. Questo non sarebbe vero se andare in cielo significasse semplicemente subire un mutamento di condizione da quella umana a quella spirituale, perché egli non è mai ritornato nella condizione umana.

Il trascorrere del tempo non modificò questa convinzione del fondatore degli Studenti Biblici, che, molti anni dopo così ancora scriveva sulle colonne della Torre di Guardia [3]:

L’accresciuta conoscenza dell’astronomia che oggi possediamo ci permette di accertare che mentre i pianeti del nostro sistema solare ruotano intorno al sole, vi è tuttavia un grande numero di altri soli ciascuno con il suo corteo di pianeti, che con i loro satelliti ruotano intorno a loro. La scienza inoltre dichiara che esiste un centro estremamente lontano, intorno al quale ruotano innumerevoli milioni di soli, insieme ai loro pianeti e satelliti. Questo grande centro sembra possa essere assimilato alle Pleiadi, particolarmente con Alcione, la stella centrale di questo gruppo. Per questo motivo si è creduto di poter ritenere che le Pleiadi possano costituire la residenza di Geova, il luogo dal quale egli governa l’universo. Questa convinzione conferisce ulteriore significato alla domanda che all’Onnipotente rivolse il patriarca Giobbe: “Puoi tu attaccare i legami della costellazione di Chima, o puoi sciogliere le medesime corde della costellazione di Chesil? Puoi far apparire la costellazione di Mazzarot al suo tempo fissato? E in quanto alla costellazione di As insieme ai suoi figli, li puoi condurre?” — Giobbe 38:31, 32.

Non vi è dubbio: le “interpretazioni personali ... non sempre sagge” sono proprio quelle del defunto Russell il quale, proprio perché defunto non può intervenire nella questione. Rimane da spiegare (anche con l’ausilio della rivelazione progressiva) come è possibile che un uomo le cui intuizioni teologiche ne fanno il più grande studioso delle Scritture che sia mai vissuto sulla terra, possa prendere cantonate del genere. Cantonate che, con altrettanta sicumera furono ereditate e ampliate dal suo illustre successore:

Gli Studenti Biblici sono particolarmente interessati al gruppo delle stelle chiamate Pleiadi, o “sette stelle”. Questo gruppo è menzionato tre volte nella Bibbia: due in Giobbe (9:9; 38:31), che è probabilmente il libro più antico della Bibbia, e una volta in Amos (5:8); e ogni volta in relazione con il gruppo di Orione, il più brillante gruppo di stelle dell’emisfero meridionale. Sembra che nell’antichità alle Pleiadi fosse prestata una particolare attenzione per diverse ragioni. Una di queste era costituita dal fatto che in autunno essa inizia a sorgere all’inizio della sera, dal che diverse antiche nazioni iniziavano il calcolo del loro anno civile; cioè da autunno ad autunno ... Aggiungiamo anche che la posizione delle Pleiadi al tempo in cui fu completata la Grande Piramide d’Egitto, “Il Testimone di Dio in pietra”, costituisce una caratteristica molto importante di quell’edificio nel mezzo del paese d’Egitto. Per queste e per altre ragioni gli Studenti Biblici hanno ottime ragioni per ritenere che il trono di Geova Dio, il centro dell’universo spirituale, si trovi nella regione delle Pleiadi.[4]

All’attento lettore non sarà sfuggito il riferimento che viene fatto da Rutherford fra la posizione astronomica delle Pleiadi e la Grande Piramide d’Egitto. È un particolare di estrema importanza, perché da esso deriva quasi tutta la “teologia” di Rutherford che, evidentemente, è una teologia collegata all’astrologia, quindi al demonismo. Su questo non vi è dubbio. A nulla vale il tentativo della Torre di Guardia di oscurare il vero significato di tutto ciò come ha tentato nel suo recente libro Proclamatori [5], dove dice: “Per circa 35 anni il pastore Russell aveva pensato che la Grande Piramide di Giza rendesse testimonianza a Dio confermando i periodi di tempo biblici. Ma i testimoni di Geova hanno abbandonato l’idea che una piramide egizia avesse a che fare con la vera adorazione. (Vedi “La Torre di Guardia” inglese del 15 novembre e 1° dicembre 1928)”. Posto così, il fatto, sembra di trascurabile importanza, ma non è così. Intanto non fu solo il pastore Russell che credeva nella testimonianza della Piramide, ma anche il suo successore, e poi, solo esaminando accuratamente qual era in realtà la dottrina edificata intorno a quell’insegnamento ci si può rendere conto di quanto profondamente l’astrologia e lo spiritismo permeassero il gruppo fondato da C.T. Russell e ampliato da J.F. Rutherford. Ecco perché è indispensabile citare in questa sede il materiale che nel 1924, in due distinte edizioni della rivista The Golden Age, gettò le fondamenta di un sistema religioso, frutto della mente malata di due uomini che, attratti dallo spiritismo, dalla Massoneria (come vedremo più avanti) e da una megalomania senza limiti, si presentarono al mondo come i “restauratori della pura adorazione”, gli strumenti di Dio per la diffusione della Buona Notizia sulla terra [6].

The Golden Age 21 maggio 1924:

Nel 1893 il Sig. C.T. Russell pubblicò la sua opera intitolata “Venga il tuo Regno”. Tanto fu colpito dalla lettura del libro del professor Smith, dal titolo “La nostra eredità nella Grande Piramide”, che dedico un intero capitolo del suo libro agli insegnamenti teologici della Grande Piramide. Un amico che aveva saputo di questo suo progetto gli chiese il privilegio di sottoporre il manoscritto contenete il capitolo sulla Grande Piramide al professor Smith perché lo esaminasse. Nel restituirgli il manoscritto il professor Smith mostrò molto interesse in esso. Citiamo parte della sua lettera:

“Man mano che procedevo nella lettura, la forza, l’intensità e l’originalità dell’autore emergevano in tutta la loro magnificenza; e non sono pochi i passaggi dai quali mi piacerebbe poter trarre delle citazioni, citando la fonte, nella prossima edizione del mio libro sulla Piramide ... Semplicemente desidero sottolineare che vi è del buono e del nuovo in molto di ciò che egli dice in merito alla cronologia delle varie parti della Piramide, in particolare sul Primo Passaggio Ascendente e la sua porta di granito; sulla Grande Galleria che illustra la vita del Signore; sul parallelismo fra la Camera del Re ed il suo granito ed il Tabernacolo con il suo oro; e generalmente sulla conferma o stretta armonia fra le Scritture e la Grande Piramide” ... Possiamo cordialmente richiamare l’attenzione dei Fondamentalisti e dei Modernisti, che non sono d’accordo con l’interpretazione e l’ispirazione della Bibbia, su alcune delle rimarchevoli caratteristiche della Grande Piramide e dei suoi insegnamenti teologici? Sarà anche interessante per gli scettici, che dubitano dell’interesse personale di Dio per i fatti della terra. Incoraggerà molto i cristiani umili, che camminano per fede e pregano per ricevere maggiore luce sul loro cammino. Può anche rincuorare alcuni, che sono disperati, sapere che Colui il quale comandò ai venti tempestosi e alle onde del mar di Galilea di “placarsi” - e le forze della natura tremarono al suo comando - il sapere che fra breve con uguale autorità dirà all’uragano di orrori che in questo momento dilagano sulla terra “Pace, Vieni!” Quindi le passioni tempestose si placheranno, timorose al suo comando, e obbediranno. - Salmo 46:10 ... Simbolicamente i passaggi interni della Piramide rappresentano le esperienze e le opportunità dell’uomo a cominciare da Adamo. Uno sguardo al diagramma [che appare sulla rivista] mostra che l’unica entrata si trova sul lato nord, a circa settanta piedi dalla base. Il passaggio d’ingresso è largo circa quarantadue pollici, e conduce immediatamente in basso con un’inclinazione di 26°18’10”. È difficile e pericoloso scendere per questo stretto passaggio. Così come dovette essere l’esperienza dell’uomo quando fu cacciato dall’Eden. Detentore di una vita perfetta, nel pieno favore di Dio, egli quasi immediatamente perse quel favore a causa della sua trasgressione. La condanna di Dio “col sudore della tua faccia mangerai il pane finché tornerai alla terra”, quì è simboleggiato dal passaggio stretto, ripido che conduce all’esterno, al suolo. Qui è chiaramente mostrata la caduta dell’uomo.

All’incirca verso il punto dove questo Passaggio Discendente entra nella fondazione rocciosa, la base, comincia il Primo Passaggio Ascendente, che parte dal Passaggio Discendente ed è immediatamente al di sopra di esso, con lo stesso grado di inclinazione verso l’alto che aveva l’altro verso il basso. Ciò simboleggia l’apparente opportunità di abbandonare il sentiero della morte e di volgersi verso la vita e il favore di Dio. Ricordiamo che Dio scelse i figli d’Israele di fra le altre nazioni, e diede loro l’opportunità di ottenere la vita se avessero obbedito alla sua legge, che egli aveva dato loro insieme al suo patto al Sinai. Secondo quell’accordo se essi avessero osservato quella legge avrebbero ottenuto la vita eterna. (Luca 10:28) Solo pochi piedi più in alto, il passaggio è completamente bloccato da massi di granito, così strettamente collegati fra loro che non possono essere smossi. Questo blocco è noto come la “lastra di granito”.

Nel Tabernacolo del deserto e nel Tempio di Gerusalemme, l’oro rappresenta le cose divine. Nella Grande Piramide è il granito che è usato per rappresentare cose divine. Era impossibile per i Giudei imperfetti osservare la legge divina; perciò non era loro possibile avvalersi dell’opportunità offerta loro dalla legge di ottenere la salvezza. Il “patto era debole a causa della carne” (Romani 8:3). Questo è simboleggiato dall’impedimento del Primo Passaggio Ascendente rappresentato dalla “Lastra di granito”. questo passaggio è ubicato in modo da rappresentare l’anno esatto nel quale Mosè condusse i figli d’Israele fuori d’Egitto, e li organizzò in una nazione, separati dalle altre nazioni, come vedremo più avanti.

I giudei erano costretti a continuare a percorrere la stessa strada del genere umano (Romani 3:20) Giù, giù, giù, per 228 piedi, fino al passaggio angusto, ripido, scavato nella solida roccia, diritto come una freccia, di dimensioni omogenee, quadrato alla base, ai lati e al soffitto. A quel punto vi è una piccola apertura nota come “il pozzo”, diretta leggermente a occidente, che fa quindi quasi un angolo retto per 200 piedi, che collega vari passaggi fra di loro. Quest’apertura è molto irregolare, ed a volte quasi verticale, ed è quasi impossibile arrampicarvisi senza un aiuto. Costruita in tal modo proprio dai suoi edificatori, essa era l’unico accesso alla parte alta della Piramide. Essa simboleggia l’opportunità di fuggire dalla strada che porta alla morte. E così in essa è raffigurata la salvezza che ci è offerta mediante Cristo.

Il Passaggio Discendente continua, oltre il pozzo, ancora in linea retta per circa trenta piedi, per poi volgersi bruscamente in direzione orizzontale. Questo indica alcuni cambiamenti negli affari del mondo. Questo cambiamento è ubicato in modo da indicare la grande riforma del tempo di Lutero, di cui è fornita la data. Il Passaggio Orizzontale si estende per venti piedi e si apre in un piccolo “recesso” interrotto dal lato occidentale, di circa sei piedi quadri e alto cinquanta o più pollici. Qui troviamo il simbolo della Rivoluzione Francese, che è datata nel 1789 A.D.

Da questo “recesso” il passaggio si estende per circa quattro piedi e si apre in ciò che a volte è chiamato “Il Pozzo senza fondo”. Quest’ultimo è una grande camera collegata con la Piramide. Si trova a circa settantasette piedi a nord e a sud, quarantasei piedi a est e a ovest, e d uno a settanta piedi dal soffitto al pavimento, se la parte bassa può essere definita un pavimento. Esso è molto scabro e irregolare, e rassomiglia al caos. Verso occidente si trova a un piede dal soffitto; e verso il lato orientale vi è un profondo condotto, di profondità sconosciuta. È quasi tutto pieno di detriti. I fratelli Edgar lo hanno indagato fino ad una profondità di quaranta piedi ma non hanno trovato nulla, e non hanno ottenuto niente in cambio delle grandi spese sostenute. Il nome “pozzo senza fondo” sembra molto appropriato. È ubicato in modo che il suo lato nord indica l’anno 1914, l’anno in cui il mondo piombò nella fossa in cui si dibatte sin da allora ... Da sud, dalla parte superiore della Grande Galleria un piccolo passaggio largo quarantadue piedi e alto quarantotto piedi conduce attraverso il muro ad una piccola camera, nota come l’Anticamera, che è un po’ più grande del passaggio. È lunga circa dieci piedi, alta dodici piedi e mezzo e divisa in due appartamenti. Chi vuole entrarci deve abbassarsi. Ma non appena si entra troviamo un copertura di granito; poiché il soffitto è di granito simboleggia il fatto che quando si entra al servizio di Dio si ottiene la protezione divina. Ma in apparenza egli non può più andare oltre; poiché un grande blocco di granito gli si para immediatamente dinanzi. L’unico modo che egli ha per andare avanti è di fermarsi nuovamente, riabbassarsi come prima, sotto il blocco di granito. Ciò significa entrare in pieno al servizio di Cristo: “Chiunque non porta la sua croce e non mi segue, non può essere mio discepolo”. (Luca 14:27) Quando egli si ferma per prendere la sua croce, e cammina sotto la lastra di granito, si trova immediatamente su un ripiano di granito. Egli quindi ha non solo la base ma anche la copertura di granito. Qui è simboleggiata l’espressione “Quindi se alcuno è unito a Cristo è una nuova creazione”. Questa anticamera alcune volte è stata definita un’aula dove i cristiani si devono preparare per il loro futuro regno con Cristo. (Rivelazione 3:21) In questa scuola egli sta mentre ricorda le sue esperienze terrene.

Un passaggio molto più basso simboleggia la morte della natura umana, in quanto “carne e sangue non possono ereditare il regno dei cieli”; e si entra nella camera del Re. questa bellissima stanza rappresenta appropriatamente la sala del trono, la natura divina, l’immortalità. Essa è la camera più grande della Piramide; ed è approssimativamente diciassette piedi a nord e a sud, trentaquattro piedi a est e a ovest, ed è alta diciannove piedi. Il pavimento, le pareti ed il soffitto sono di granito levigato. A nord e a sud dalle pareti vi sono due piccolo canali per l’aerazione, che si estendono verso l’alto e all’esterno in direzione della superficie esterna. essi provvedono abbondante aria fresca. Ciò vuol dire un luogo di residenza, un luogo di dimora, uno splendido simbolo del luogo che Cristo sta preparando per la Sua Chiesa, secondo la Sua promessa: “Io vado a prepararvi un luogo”. Così in simbolo la Grande Piramide esprime le parole dell’apostolo Paolo: “Il premio della superna chiamata di Dio mediante Cristo Gesù”. - Filippesi 3:14 ... La via d’accesso per la Camera della Regina, divisa in settimi, è il modo in cui la piramide indica l’esperienza umana durante la sua “settimana del peccato”: sei giorni di lavoro e uno di riposo, secondo la legge di Mosè I giorni dei giudei erano di ventiquattr’ore. I giorni della famiglia umana, nel suo insieme, sono di 1.000 anni ciascuno. Sei giorni corrispondono a 6.000 anni, di peccato e di morte; secondo l’insegnamento sia della Bibbia che della grande piramide un giorno, di 1.000 anni, è concesso per restaurare l’uomo dalla morte e dall’imperfezione. Entrambi insegnano che vi era un tempo in cui non si conosceva il peccato; entrambi insegnano che vi sarà nuovamente un tempo in cui non si conoscerà più il peccato, e che sarà ricordato solo come un orribile incubo del passato. Entrambi insegnano che l’esperienza umana del peccato e della morte è stata terribile, ma che sarà cancellata dal bene futuro; e che tutti quelli che lo vorranno ritorneranno nel favore di Dio più saggi e più ricchi di esperienza. Entrambi sono in una così completa armonia che nessuna persona ragionevole può minimamente dubitare che la Mente che ha tracciato i lineamenti dell’una non abbia anche provveduto a disegnare quelli dell’altra. Entrambi sono uno. (la sottolineatura è mia) ... Se il muro settentrionale della grande galleria rappresenta la nascita di Cristo, e l’apertura del “pozzo” la sua morte, in tal caso le distanze a nord della perpendicolare settentrionale dovrebbero indicare le date avanti Cristo, e tutte le distanze a sud di tale linea le date dopo Cristo ... Al fine di poter rendersi conto facilmente della corrispondenza che vi è fra le date bibliche e le misure della piramide, elenchiamo brevemente la cronologia biblica, con delle citazioni per potere effettuare delle verifiche. La Bibbia contiene una registrazione di date collegate a cominciare da Adamo e sino al “primo anno di Ciro, re di Persia”. Dopo di che, gli eventi non possono più essere collegati cronologicamente con la narrazione biblica. Secondo la fidata storia secolare il “primo anno di Ciro” fu il 536 a.C. solo questa data è riscontrabile in entrambe le narrazioni, e perciò costituisce un legame diretto. Il fatto che le registrazioni bibliche siano state trasmesse così fedelmente fino a che non è possibile collegarle con la storia secolare è la dimostrazione dell’intervento della Provvidenza.

Iniziando, perciò, con il “primo anno di Ciro”, cioè il 536 a.C., seguiamo a ritroso la narrazione biblica fino al tempo di Adamo ... Da Adamo al primo anno di Ciro compreso vi sono 3.592 anni. Detto altrimenti possiamo indicare il primo anno di Ciro con il 3592 anno mundi. Se Adamo non avesse peccato egli sarebbe ancora vivo ed avrebbe 6.052 anni, con la prospettiva di vivere nei secoli avvenire, rimando perennemente con l’aspetto di un trentenne.

Il calendario gregoriano, come è noto, contiene un errore di quindici mesi. Gesù nacque verso il 1 ottobre del 2 a.C., cioè un anno e un quarto prima di quanto indichi la data del nostro calendario. Il gennaio del 1924 dovrebbe perciò essere il quarto mese del 1925, se vogliamo essere tecnicamente corretti. Nell’antichità l’anno aveva inizio in autunno, e i giudei celebravano l’Anno Nuovo verso il 1° ottobre.

Il signor Menzies si avvicinò moltissimo alla verità nel ritenere che l’ingresso del “pozzo” indica la morte di Gesù. In realtà, esso rappresenta la resurrezione di Gesù. Sebbene sia la morte che la resurrezione di Gesù avessero luogo nello stesso anno, noi troviamo che la grande piramide a volte si avvale del “pozzo” e a volte del muro settentrionale per indicare il 33 A.D. Poiché Cristo morì nella primavera di quell’anno, il tempo effettivo fu il 32¼ A.D. L’aggiunta di quindici mesi ci porta a concludere che Gesù al tempo della morte avesse 33½ anni.

Come abbiamo detto in precedenza, è stato calcolato per mezzo dell’astronomia che l’ubicazione della piramide e l’inclinazione del passaggio discendente indicano il 2140 a.C. quale anno d’erezione della piramide. La piramide stessa conferma tale data.

Prendiamo come riferimento la linea verticale del muro settentrionale della grande galleria che rappresenta la morte di Cristo nel 32.25 A.D., e misuriamo a ritroso fino al primo passaggio ascendente, fino al punto dove il suo pavimento interseca quello del passaggio discendente. La distanza è di 1.545 pollici inglesi o 1.543,50 pollici piramidali. Da ciò sottraiamo i 32,25 anni  e otteniamo la data dell’anno a.C. 1.511,25. Il punto di intersezione fra i due pavimenti rappresenta l’anno 1511,25 a.C. Misurando dal passaggio discendente notiamo due sottili linee, una per ciascun lato del muro, ad angolo retto con il pavimento. La loro distanza è di 628,75 pollici inglesi, o 628,25 pollici piramidali. Sommando i 1.511,25 ai 628,25, otteniamo 2.139,50 pollici piramidali che costituiscono la distanza dal punto che contrassegna la nascita di Cristo da queste due linee. Espresso in anni ci da la data del 2140 a.C. È interessante notare che alla mezzanotte dell’equinozio autunnale del 2140 a.C. queste due linee indicano direttamente le Pleiadi, che secondo alcuni sono il centro dell’universo e il trono di Dio, mentre, contemporaneamente la stella del Dragone, simbolo di Satana, indicherebbe direttamente il passaggio discendente. In tal modo il suo costruttore ci ha dato in maniera definitiva la data dell’erezione della piramide.

I Giudei lasciano l’Egitto nel 1615 a.C.

Il primo passaggio ascendente si riferisce quasi esclusivamente ai giudei, con i quali Dio trattava collettivamente come nazione e non singolarmente come individui. Possiamo perciò definirlo “L’Era Giudaica”. La grande galleria riguarda quasi esclusivamente la Chiesa, e può quindi appropriatamente essere chiamata “L’Era Evangelica”. Entrambe hanno un inizio e una fine ben definiti.

La lastra di granito del passaggio basso dell’”Era Giudaica” rappresenta l’impossibilità dei giudei di osservare la Legge, ma è di una lunghezza tale da indicare, in relazione al corridoio, il numero esatto di anni in cui Dio trattò con quella nazione ... La distanza dal muro settentrionale della grande galleria al blocco di granito è di 1.479,25 pollici inglesi. Il blocco è lungo 178 pollici. Se consideriamo il blocco come la lente allungabile di un telescopio e potessimo allungarlo fino alla sua massima lunghezza, così che le sue due estremità coincidano, avremmo una lunghezza totale di 1.648,75 pollici inglesi, o 1.647,25 pollici piramidali. Sottraiamo questi al 32,25 A.D.; otterremo il 1615 a.C., la data in cui Dio cominciò a trattare con i giudei. Questa data corrisponde esattamente a ciò che dice la Bibbia come abbiamo mostrato in precedenza trattando della cronologia biblica. Il 1615 è l’anno in cui Mosè condusse i figli d’Israele fuori d’Egitto e li organizzò in una nazione. Al Monte Sinai Dio fece un patto con loro “per mezzo di Mosè”. (Levitico 26:45, 46) Dio disse inoltre loro mediante Mosè: “Poiché tu sei un popolo santo al signore, Iddio tuo, e il Signore ti ha scelto fra tutti i popoli della terra per essergli un popolo peculiare”. - Deuteronomio 14:2.

La nazione giudaica perse il favore di Dio proprio prima della crocifissione di Cristo. (Matteo 23:38, 39) Avendo perso il favore di Dio, ben presto fu ridotta in frantumi ... 

Cristo è ritornato nel 1874 A.D.

Le Scritture indicano che Cristo doveva ritornare nel 1874 A.D., “come un ladro”. Da quel tempo il mondo sotto vari aspetti ha continuato ad esistere come nei secoli precedenti; tuttavia si sono verificati dei cambiamenti significativi. Lo spirito della libertà è forte più che mai negli uomini. L’uomo non è mai caduto più in basso di così. Egli mangia, costruisce, si sposa e pianta come prima, essendo troppo occupato con i suoi affari personali per indagare quali siano le cause dei grandi cambiamenti. I discepoli di Cristo gli chiesero: “Quale sarà il segno della tua presenza [tradotto erroneamente con ‘venuta’ nella Versione Comune]”. Egli disse loro: Guerre mondiali, pestilenze, carestie, terremoti, tribolazioni e perplessità delle nazioni per ciò che sta per accadere al mondo. I grandi governi del mondo, la statua di Daniele 2:44,45 sarebbero stati ridotti in pezzi.

Si noti la stessa profezia nella grande piramide, anche in relazione alla data. Dalla parte superiore del passaggio discendente vi sono 3.037,50 pollici. La distanza fra il passaggio orizzontale e la Fossa è di 350,75 pollici, in totale 3.388,25 pollici inglesi, o 3.384,75 pollici piramidali. Se a questi sottraiamo i 1511,25 anni a.C. otteniamo 1.873,50 o metà dell’Anno Domini 1874. Come sarebbe più semplice camminare in un luogo ampio come la fossa, in paragone al precedente passaggio angusto! Ciò avvenne all’incirca all’inizio dell’”Era dei Miracoli”, che ha portato così tanti cambiamenti significativi negli affari del mondo intero. Se un cinquantenne fa oggi un confronto con il tempo della sua infanzia si renderà facilmente conto che i cambiamenti epocali cui assistiamo costituiscono l’evidenza del “tocco” del signore negli affari del mondo, che costituisce la risposta alla domanda: Quale sarà il segno della tua presenza?

La Guerra Mondiale del 1914

La fossa rappresenta un grande cambiamento negli affari del mondo in vari aspetti. A prescindere da ciò che si può pensare della testimonianza della grande piramide, non si possono negare i fatti fisici degli ultimi cinquant’anni. Supponiamo che il passaggio discendente non faccia alcun angolo ma che continui diritto fino a raggiungere la linea verticale dell’estremità settentrionale della fossa. Troviamo ancora una volta la già misurata distanza di 3.037,50 pollici. Se la linea fosse proiettata, la distanza sarebbe di altri 391,25 pollici, in totale 3.428,75 pollici inglesi o 3.425,25 pollici piramidali. Se a questi sottraiamo 1.511,25 anni a.C. arriviamo al 1914 A.D., l’anno della Grande Guerra. Le nazioni furono scagliate nel “pozzo senza fondo” con pochissime probabilità di uscirne.

La linea verticale dal lato nord della Fossa, che è anche la linea verticale della parte terminale meridionale della grande galleria, può rappresentare appropriatamente il 1914 A.D. Prendendo perciò l’intera linea verticale di più di 200 piedi per indicare il 1914, se misuriamo a partire dal muro settentrionale della Fossa, insieme al passaggio orizzontale fino al lato nord del “recesso”, abbiamo 126,75 pollici. Questo indicherebbe i126 anni precedenti il 1914, cioè il 1788; e vogliamo ricordare che la rivoluzione francese ebbe luogo nel 1789, sebbene i suoi prodromi si avvertissero distintamente anche prima.

Ritorniamo adesso alla parte superiore della piramide ... Cominciamo con la linea verticale della parte finale settentrionale della grande galleria; l’Era Evangelica non ebbe inizio fino alla morte e risurrezione del nostro Signore che avvenne alla Pentecoste del 32,25 A.D. La lunghezza della grande galleria fino alla linea verticale del muro meridionale, fino al “gradino” è di 1.883,25 pollici inglesi, o 1.881,25 pollici piramidali. Aggiungiamo questi all’anno 32,25 e otterremo 1913,50 o il 1914 A.D. Ricordiamo che la guerra mondiale scoppiò nell’agosto del 1914. Questo è raffigurato dalla sommità della linea verticale tracciata dal muro settentrionale della Fossa in basso. La fine improvvisa della grande galleria indica alcuni cambiamenti improvvisi sia nell’esperienza della Chiesa, che in quella del mondo. A questo riguardo può essere interessante fare un raffronto con Rivelazione 3:14-18.

L’ultimo giubileo giudaico è del 1925 A.D.

Per afferrare il significato che la Bibbia attribuisce al 1925 A.D., dobbiamo per un momento considerare l’evidenza provveduta nella legge data ai Giudei in relazione all’anno giubilare. Nel 25° capitolo del Levitico troveremo l’intera legislazione che i giudei dovevano osservare per intero. Tali leggi erano un tipo delle cose migliori avvenire. (1 Corinti 10:11) L’antitipo, perciò, doveva aver luogo su una scala molto più vasta del tipo e avrebbe avuto inizio quando il tipo fosse cessato. Per dirla in breve, ecco ciò che diceva la legge: Non appena i Giudei fossero entrati in Canaan dovevano cominciare la conta degli anni; e ogni settimo anno doveva essere un anno di riposo, ma ogni cinquantesimo anno doveva essere un anno giubilare. Durante tale anno ogni schiavo giudeo doveva essere liberato, ed ogni porzione di terra doveva ritornare al proprietario originale o ai suoi eredi. Ogni cinquantunesimo anno la nazione doveva avere un nuovo inizio di libertà e uguaglianza, essendo così un tipo della “restituzione di tutte le cose”, menzionate da San Pietro. - Atti 3:21.

Il motivo per cui i Giudei furono mandati a Babilonia ed il loro paese rimase desolato fu perché “essi non riposarono nei loro Sabati, quando vi dimoravano” (Levitico 26:35); in altre parole, a motivo del fatto che essi non avevano osservato dovutamente la legge dei Giubilei. Dio aveva predisposto un certo numero di tipi che dovevano durare fino all’arrivo dell’antitipo, ed il loro numero era di settanta. (2 Cronache 36:21; Geremia 25:11, 12; 29:10; Daniele 9:2) Ciascun ciclo giubilare era di cinquant’anni. Sette volte cinquanta fa 3.500; 3.500 anni dopo l’ingresso dei Giudei in Canaan avrebbero portato all’antitipo. I figli d’Israele attraversarono il Giordano nella primavera del 1575 a.C., e dovevano cominciare a contare gli anni da quella data. Sottraendo 1575 anni da 3.500 porta al 1925 A.D. L’anno 1925, perciò, sarebbe il cinquantesimo anno o l’anno giubilare della settantesimo ciclo.

Ci si attende logicamente che l’anno 1926 sia, dal punto di vista cronologico, l’inizio dell’antitipo, l’inizio del grande Giubileo per tutto il mondo, durante il quale ogni figlio di Adamo che lo vorrà diverrà un uomo libero e ritornerà alla condizione paterna, all’eredità della terra, ed alla perfezione di mente e di corpo. Invece di essere un periodo della durata di un anno, l’antitipo durerà 1000 anni, durante i quali Cristo compirà tutta la sua opera. Se questo è indicato nella piramide, dovremmo attenderci di trovarlo in relazione alla sua resurrezione, ascensione ed il ritorno per stabilire il Suo regno. Tutto ciò dovrebbe inoltre aver luogo dopo il completamento della Sua speciale opera con la Chiesa tipificata dall’improvvisa chiusura della grande galleria alla sua estremità meridionale.

L’estremità settentrionale della grande galleria rappresenta la morte di Cristo e la fine del patto della legge. (Colossesi 2:14, 15) Ciò ebbe luogo nell’anno del Signore 32,25. Il “pozzo” rappresenta la resurrezione di Cristo, che ebbe luogo tre giorni dopo la Sua crocifissione, lo stesso anno del Signore 32,25. Le benedizioni della restituzione sono strettamente collegate con la resurrezione di Cristo; perciò la data dell’anno del Signore 32,25 indicata dall’ubicazione del “pozzo”, è un punto logico per la misurazione del tempo ... Poiché la lunghezza completa della grande galleria è di 1.815,25 pollici questo lascerebbe 1.776,25 pollici disponibili. Perciò cominciamo con il centro del “pozzo” che si apre nell’anno del Signore  32,25. A questo aggiungiamo i 21 pollici al centro del pavimento; quindi i 1.776,25 al “gradino” o montante della parte superiore del pavimento inclinato; aggiungiamo poi 36 pollici, la distanza fino al “gradino”; quindi orizzontalmente dal lato del “gradino” fino al muro meridionale, alla sua estrema lunghezza, è di 61 pollici, il totale  (32,25 più 21 più 1.776,25 più 36 più 21) è di 1.925,50 pollici inglesi, o 1.924,50 pollici piramidali. Detto in altri termini, i 1.924,50 anni ci portano alla metà dell’anno del Signore 1925.

Ciò sembrerebbe indicare che per quella data tutta l’opera speciale per la Chiesa dell’Era evangelica può ritenersi conclusa. Dovrà quindi iniziare una speciale opera per il mondo ... Per mostrare la precisione dei dettagli vogliamo menzionare un fatto apparenterete insignificante: Il profeta Michea (5:2) dice che Betlemme è il luogo di nascita del Messia; e questa profezia fu portata all’attenzione di Erode quando egli chiese dove avrebbe dovuto nascere il Messia. (Matteo 2:4-6) La grande piramide aveva molto tempo prima indicato il luogo esatto, anche prima che vi fosse costruito il villaggio. Concludiamo dicendo che: Iniziamo con l’esatta collocazione di latitudine e longitudine della grande piramide. Consideriamo la linea di latitudine come sua base, e tracciamo una diagonale verso nordest, allo stesso grado di inclinazione dei passaggi interni, cioè 26°18’10”. Questa diagonale attraverserà direttamente la città di Betlemme.

Non è stata certamente di agevole lettura la prosa di J.F. Rutherford. Le involuzioni e le astruserie di cui i suoi scritti sono infarciti rende veramente arduo il districarsi al loro interno. Una cosa però è certa: Non vi è nulla delle dottrine passate e attuali della Torre di Guardia che non abbia una certa qual relazione con la teologia della grande piramide. Ogni aspetto saliente della vita di Gesù Cristo, tutte le date che ancor oggi costituiscono i fondamenti dell’insegnamento del geovismo, furono fatti risalire dal secondo presidente della Società all’autore e ispiratore della piramide di Giza. Autore che come è stato chiaramente affermato non è altri che l’Iddio Onnipotente. Orbene, tutto questo aveva luogo nel 1924, e le edizioni della rivista The Golden Age che abbiamo citato sono quelle del 24 maggio e del 21 dicembre di quell’anno. Cosa può essere accaduto che, nel solo arco di meno di quattro anni ha fatto sì che tutto, letteralmente tutto quello che quei numeri delle riviste con una dovizia di particolari elaborati con certosina pazienza asserivano essere parte del piano divino, ha trasformato ogni cosa in trama diabolica? 

Non può essere che il lettore a giudicare. Ecco perché accosteremo a quanto abbiamo citato prima ciò che le edizioni della Torre di Guardia del 15 novembre e del 1° dicembre 1928 dissero sullo stesso argomento. Il risultato di tale confronto ci induce a dubitare seriamente della sanità di mente del fondatore dei testimoni di Geova. Infatti non può, assolutamente non può trovare giustificazione alcuna chi, senza altra scorta che la sua personale e inappellabile decisione, decide che una cosa è oggi di origine divina e che domani è di derivazione diabolica. Stiamo a vedere:

15 Novembre 1928

«Molti hanno fatto riferimento a quella struttura in pietra per convalidare la testimonianza riguardante il piano divino esposto nella Parola di Dio. Infatti, alcuni hanno definito la piramide “la Bibbia in pietra”, e “il testimone in pietra di Dio” ... In base ad alcune misure e ad alcuni calcoli matematici essi hanno tentato di determinare in quale tempo Dio avrebbe tolto i suoi figli dalla terra per portarli in cielo. (Sembra, da queste parole, che il loro autore non solo non sia uno dei “molti”, ma che abbia sempre perseguito un’idea contraria, che adesso si dimostra corretta. Potrebbe una persona normale, dopo soli quattro anni dall’aver fatto dichiarazioni di segno nettamente contrario, rinnegare con tanta sovrana indifferenza la paternità delle sue proprie idee?)

Ci sono alcuni fatti che non possono assolutamente essere messi in discussione e che sono meritevoli d’essere valutati con estrema attenzione. Eccoli: Quelli che sono devoti alla grande piramide non hanno visto e non hanno compreso la distinzione fra l’opera di Elia e quella di Eliseo che è stata compiuta nella chiesa; Essi non discernono la distinzione fra l’organizzazione del diavolo e l’organizzazione di Dio, e non riescono o non vogliono prendere parte alla proclamazione del giorno di vendetta del nostro Dio contro l’organizzazione di Satana; essi non hanno capito niente della nascita della nazione e della venuta del Signore nel suo tempio. Infatti, essi non sono in armonia con la verità presente, che ha costretto quelli che sono devoti verso Dio a prendere parte zelantemente alla proclamazione e all’esaltazione del nome di Geova. (Dal 1917 al 1928 il “giudice” Rutherford aveva propugnato con entusiasmo l’idea che la grande piramide servisse allo scopo di corroborare la testimonianza al regno di Dio. Per undici anni della sua presidenza egli aveva coniugato la sua professione di fede cristiana ed il suo incarico di proclamare il Regno con la teologia della piramide. Quando, nel 1922 a Cedar Point egli aveva incoraggiato i suoi seguaci ad “Annunciare, annunciare, annunciare il Re e il suo regno!” non aveva fatto quello che adesso vorrebbe farci credere di non aver fatto?)

Come si può conoscere la verità prestando attenzione alle misure di un mucchio di pietre? ... Se la piramide non è menzionata nella Bibbia, seguire i suoi insegnamenti vuol dire farsi sviare dalla vuota filosofia e dalla falsa scienza e non seguire Cristo ... È certo che la piramide di Giza non fu costruita da Geova; né fu costruita per suo comando. (Da dove gli viene questa certezza, quando abbiamo visto che la precisione nel determinare la latitudine e la longitudine del luogo di nascita di Gesù mostrano proprio, sempre secondo il Rutherford del 1924, l’accuratezza, la precisione e la volontà di Dio di volerci far conoscere tramite il testimone di pietra, la sua volontà) ... È molto più ragionevole concludere che la grande piramide di Giza, così come le altre piramidi e pure la sfinge, furono costruite dai governanti d’Egitto sotto la direzione di Satana il Diavolo ... Si vuole far credere che usando il grande passaggio come se fosse un telescopio, si sarebbe scoperto che le Pleiadi sono esattamente in linea con il passaggio ascendente e che perciò tale passaggio indica direttamente Geova. Ammettendo, anche solo per amore della discussione, che le Pleiadi rappresentino il luogo dove si trova il trono di Geova, a cosa si porterebbe un calcolo del genere? ... Se i calcoli summenzionati sono esatti, essi allora costituiscono la prova certa che è stato il Diavolo in persona a sovrintendere la costruzione della piramide di Giza.

1° Dicembre 1928

Vi sono due potenti motivi per cui queste conclusioni non possono essere corrette e di valore per i cristiani: (1) A quel tempo il Signore non era ancora venuto nel suo tempio e la profezia non si era ancora adempiuta né era in corso di adempimento. (2) Non si può dire che alcuno di questi uomini fossero unti o devoti del Signore ... È impossibile adattare la piramide di Giza alle descrizioni del profeta (Isaia) ... Può alcuno che ha conoscenza del piano di Dio e delle sue profezie dire anche per un momento che il mucchio di pietre in Egitto, noto come piramide di Giza, sia un segno del Signore degli eserciti o che esso rechi testimonianza al suo nome? Certamente no ... Uno degli schemi più subdoli cui Satana ha fatto ricorso è stato ed è l’uso della piramide di Giza. Vi sono di quelli che confidano nella piramide che pretendono anche di appartenere a Cristo e di essere suoi seguaci. (Ancora una volta, a costo di sembrare ripetitivi, dobbiamo sottolineare il fatto che queste parole furono scritte dall’uomo che aveva dedicato anni e anni alla minuziosa indagine del significato di ognuna delle misure della piramide e, per ciascuna d’esse, aveva trovato un significato profetico. Non è mai esistito al mondo, io credo, un uomo che abbia potuto senza il minimo timore di perdere la sua credibilità, fare asserzioni del genere e pensare di cavarsela con la dichiarazione che pose fino ai due articoli e che è riportata in basso):

Ci meravigliamo di come sia stato possibile che abbiamo creduto o che abbiamo dedicato del tempo allo studio della piramide di Giza. Non solo abbandoneremo tale studio sin da adesso, ma chiederemo a Dio di perdonarci per avere sprecato il tempo che avremmo più utilmente potuto impiegare obbedendo ai suoi comandamenti»

Con queste parole si pose fine a quello che era stato un insegnamento lungamente accettato dagli Studenti Biblici di Russell e da quelli di Rutherford fino al 1928. Un risultato quest’ultimo lo aveva raggiunto: aveva definitivamente sancito la inutilità, anzi, la perniciosità, di attenersi agli insegnamenti di Russell. Egli, Rutherford, si era pentito di avervi riposto fede per così tanto tempo e adesso chiedeva perdono al Signore. Russell, essendo morto, non poteva più farlo, e questo consegnava definitivamente la sua dottrina al Diavolo.[7]

Note:

[1] Un elenco, anche se non esaustivo, degli “eredi di Russell”, lo si può trovare nel libro di Timothy White, A People for His Name, nel quale, in Appendice, egli fa il seguente elenco: Scismi del tempo di Russell: New Covenant Fellowship (guidato da E.C. e R.B. Hennings). Pubblicava una rivista intitolata: New Covenant Advocate. Christian Believers. Pubblicava una rivista intitolata The Kingdom Scribe. Gruppi che si separarono nel 1917, con l’avvento di Rutherford: Associated Bible Students. Pubblicava il giornale The Herald of Christ’s Kingdom. Laymen’s Home Missionary Movement. Pubblicava due riviste, The Bible Standard and Herald of Christ’s Kingdom e The Present Truth and Herald of Christ’s Epiphany. Guy Bolger, con il suo Berean Bible Student. Isaac Hoskins, che pubblicava The Watchers of the Morning. Gruppi che si separarono da Rutherford: The Standfasters. The Elijah Voice Society (che a loro volta erano separati dagli Standfasters). '>The Dawn Bible Students Association, che pubblicava The Dawn. Olyn Moyle and Henry Wallis. Pubblicava la rivista Bible Student Examiner. Roy D. Goodrich and Maud Goodrich. Pubblicavano Back to the Bible Way. Goshen Fellowship, fondato da Jesse Hemery. A questi possiamo aggiungere i Servitori di Yah, '>L’Associazione degli Studenti Biblici della Nuova Creazione, Le Comunità Bibliche Libere, L’Aurora Millenniale (italiana), La Chiesa del Regno di Dio, L’Istituto Biblico Pastorale.

[2] La Torre di Guardia di Sion del 1° dicembre 1896, pagina 2075 delle Ristampe.

[3] La Torre di Guardia di Sion del 15 giugno 1915, pagina 5710 delle Ristampe.

[4] The Golden Age, 10 settembre 1924, pagine793, 794.

[5] Pagina 201.

[6] Ci sembra importante, a questo punto, sottolineare un particolare significativo: la convinzione che la piramidologia fosse un insegnamento di origine divina, non era farina del sacco di Russell, né di quella di Rutherford. La massoneria, per esempio, aveva una lunga tradizione in materia. Ma, e questo ci pare degno di menzione, vi era un’altra setta americana che agli insegnamenti della piramide attribuiva grande importanza: quella dei Mormoni. Ecco cosa insegnava la Chiesa dei Santi di Gesù Cristo degli Ultimi Giorni nel 1880 (tratto da '>Comments from the Friends, Summer 1989, pagine 6, 7): «Alcune volte ho riflettuto sulla nuova testimonianza che il Signore sembra aver portato alla luce con l’apertura della Grande Piramide d’Egitto. Sono molte le cose che sono state rivelate dall’apertura di quelle Piramide, quasi 3000 anni dopo la sua costruzione, che sono grandi e meravigliose, anche se io sono lontano dal comprenderle tutte. Sembra che vi sia uno spirito profetico che abbia permeato la realizzazione di quella gigantesca struttura. Fra i grandi eventi prefigurato da quella Piramide, vi era anche quello dell’organizzazione di questa Chiesa il 6 aprile 1830. Questo fatto si concretizza nella costruzione del “GRANDE SCALINO”, nella Grande Galleria della Piramide. Nella galleria ascendente il tempo era misurato con i pollici del cubito sacro. La misura dalla nascita di Cristo alla parte superiore del “Gradino” con il quale termina il passaggio ascendente, era esattamente di 1829 pollici, e frazione di un altro pollice; cioè un poco di più della duecenstosessantesima parte di un pollice cubitale. Se un pollice cubitale rappresenta un anno, si arriva al 6 aprile 1830, il tempo esatto che corrisponde alla parte superiore del “Grande Scalino”. A questo punto la Galleria cessa di salire, ed il passaggio diviene orizzontale. Ciò indica il periodo di tempo in cui fu organizzata la Chiesa,  lo stesso mese e lo stesso anno. Da quel punto, in direzione orizzontale vi sono sessantuno pollici cubitali, fino a che non si giunge al grande muro sovrastante, la fine della Galleria. Cosa esattamente significhi non pretendo di saperlo. Può significare la fine dei tempi dei Gentili. Secondo la testimonianza della piramide sessantuno anni a partire dall’organizzazione della Chiesa ci portano alla fine di qualcosa. Non so se questi simboli della piramide siano divini o no, ma di una cosa io sono certo, e cioè che la generazione in cui fu portata alla luce la pienezza del Vangelo, cioè il libro di Mormon, è la generazione con la quale si chiudono i tempi dei Gentili». [da un discorso del capo Mormone Orson Pratt, riprodotto in Fiftieth Annual conference Report of the Church of Jesus Christ of Latter Day Saints, 1880, pagine 86, 87]. Chi desiderasse approfondire ulteriormente la simbologia della Grande Piramide e rendersi conto del fatto che sia Russell che Rutherford non fossero altri che dei plagiari, può farlo leggendo Le Secret de la Grande Pyramide, ou la Fin du Monde Adamique, di George Barbarin,  by Atanòr s.r.l., pubblicato da Giuseppe Brancato Editore, Catania 1991.

[7] Questo voltafaccia, lo si tenga sempre bene in mente, da parte di uomo che, nell’edizione della Golden Age Holiday Number, 1920-1921, pagina 198, aveva scritto: «Domanda n. 125. Spiegato come le cifre della piramide illustrano meravigliosamente l’unione del Signore con la Sua chiesa, la sua unta compagnia. La nostra unione con il Signore Gesù, quali membri del Cristo, l’unta compagnia, è illustrata molto bene dai numeri della piramide. La pietra sommitale è di per se una piramide perfetta. Altre pietre possono essere collocate su di essa, e se in armonia con le caratteristiche geometriche della sommità, l’intera massa sarà una piramide perfetta. Questo illustra meravigliosamente la nostra posizione di membri del “seme” - “Il Cristo”. Uniti ed in perfetta armonia con il nostro Capo, noi, quali pietre viventi, siamo perfetti; separati da lui non siamo niente.

Questo è il quinto capitolo di uno studio molto più ampio che si può scaricare qui: file zip . Questo materiale può essere usato liberamente per lo studio e l'approfondimento, con l'unica limitazione di citarne ogni volta la fonte.

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