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Rutherford ed il
Nazismo
In questa pagina si può
leggere la "Dichiarazione dei fatti", pubblicata nell'Annuario del
1934 dei testimoni di Geova, con la quale Rutherford cercò inutilmente di
ingraziarsi il regime.Tale Dichiarazione, presentata ad un
congresso tenuto a Berlino nel 1933, è stata definita da autorevoli
studiosi un "tentativo di compromesso" con il nazismo.
Con il termine "compromesso" non si intende qui la
volontà dei TdG di venire meno ai loro principi per aderire a
quelli dei nazisti; anche in quel caso, infatti, la Watch Tower fece
ricorso alla sua dottrina della "strategia teocratica" (link)
nel tentativo di ingannare Hitler, cercando di convincerlo che
non vi fossero conflitti sostanziali fra le due opposte ideologie. Per
riuscire nel loro intento i TdG tennero il congresso in un locale addobbato
con le bandiere naziste, cantarono un cantico avente la stessa melodia
dell'inno nazionale, definirono gli Ebrei "affaristi", oppressori e
sfruttatori dei popoli, condannarono le nazioni democratiche e lodarono il
Nazismo che si proponeva di liberare i popoli da tali "oppressori":«Un
attento esame dei nostri libri e della nostra letteratura mostrerà
chiaramente che gli stessi alti ideali condivisi e promulgati dall’attuale
governo nazionale vengono ribaditi e messi in grande risalto nelle nostre
pubblicazioni, e mostrerà che Geova Dio farà in modo che al tempo opportuno
tali alti ideali si realizzino a beneficio di tutte le persone che amano la
giustizia e che obbediscono all’Altissimo. Non è vero, quindi, che la
nostra letteratura e la nostra opera costituiscano una minaccia per i princìpi
dell’attuale governo; viceversa noi siamo i più accesi sostenitori dei suoi
nobili ideali...». "Compromesso" significò quindi questo: adulare il regime, cercando
di conquistarne ipocritamente la fiducia; tentare di stipulare un accordo,
smussando i punti di attrito e presentando le
divergenze (peraltro inconciliabili) da un altro punto di vista; cercare
di far credere che i princìpi geovisti non fossero del tutto
incompatibili con i "princìpi" nazisti; tentare di
persuadere il regime che le mete dei TdG erano simili o comuni a quelle di
Hitler. I TdG non avrebbero fatto nessuna reale
concessione al Nazismo, per quanto riguardava le loro idee e le loro
convinzioni. Speravano di riuscire a convincere il regime che essi
non costituivano una minaccia per lo Stato e di trovare così un accordo che
permettesse la coesistenza tra le due ideologie. Questo tentativo di "compromesso" comunque non poteva che
fallire, proprio per la struttura intrinseca del movimento, che lo ha
posto spesso in conflitto con gli stessi governi democratici. In questa pagina viene citato parte dello studio della dottoressa
Christine E. King (The Nazi State and the New Religions: Five Case
Studies in non-Conformity). Per leggere lo studio completo (in lingua
inglese) cliccare
qui (sito curato da TdG americani).
La
Dichiarazione dei Fatti
Il testo non
commentato della Dichiarazione del 25 giugno 1933. In questa pagina
si possono visualizzare anche le fotocopie del testo originale in lingua
tedesca. A proposito della Dichiarazione, è interessante
l'osservazione dell'Annuario 1975, p. 111, dove - parlando della reazione
dei TdG contemporanei - si dice: «Molti presenti furono delusi alla dichiarazione, poiché in molti punti non era
così vigorosa, come i fratelli avevano sperato. ... Un gran numero
di fratelli si rifiutò di adottarla» (sottolineatura mia). Inizialmente la Watch Tower sostenne che il
traduttore tedesco (Balzereit) avesse "annacquato" la
Dichiarazione, alterandone il testo. In seguito la stessa Società ha
riabilitato Balzereit, nella Svegliatevi! dell'8/7/98:«Il
responsabile della filiale, Paul Balzereit, aveva mitigato il documento?
No, perché confrontando il testo inglese e quello tedesco risulta che
ciò non avvenne» (p.12).
È evidente quindi che molti TdG dell'epoca rifiutarono di adottare la
Dichiarazione proprio a motivo dei suoi contenuti ritenuti poco "vigorosi" - forse una parafrasi geovista per "tentativo di compromesso"? - nei confronti del regime.
Lettera
ad Adolf Hitler Lettera inviata dalla Watch
Tower ad Hitler nel 1933.
Anche questa lettera dimostra come i TdG cercarono astutamente di far credere ad
Hitler di non costituire in alcun modo una minaccia per il regime. Significativo il fatto
che si riferirono al loro modo di credere usando la stessa espressione -
"Cristianesimo Positivo" - con la quale i nazisti definivano la loro
aberrante ideologia. Scritta
in un tono estremamente ossequioso, la lettera contiene alcune evidenti
falsità. In particolare non esiste alcuna prova a sostegno
dell’asserzione secondo cui gli Studenti Biblici americani furono
particolarmente amichevoli nei confronti della Germania durante la prima
guerra mondiale e non è vero che i funzionari della Torre di Guardia
furono imprigionati perché il presidente della Società, il giudice J.F.
Rutherford, si fosse rifiutato di pubblicare propaganda
antinazista. La realtà è che gli Studenti Biblici erano piuttosto ostili
a tutte le nazioni e nel 1918 essi pubblicarono propaganda antitedesca.
Come ebbe inizio la proscrizione Due
lettere scritte nel 1935 dal rappresentante ufficiale della Società Torre
di Guarda in Germania, Hans Dollinger, una all'ufficio centrale del
partito nazista ed un'altra al Ministero degli Interni di Prussia,
rivelano quali furono i motivi che portarono inizialmente alla proscrizione della
Società.
Risposta
a Svegliatevi!
Un
esame dell'articolo di Svegliatevi! dell'8 luglio 1998 dove la
Società presenta la propria versione dei fatti sul congresso tenuto
a Berlino nel 1933. Viene implicitamente ammesso che tale congresso si tenne in un locale
addobbato con le bandiere naziste e che si cantò un cantico avente la
stessa musica dell'inno nazionale nazista. La Società "si
scusa" inoltre per le durissime parole antisemite presenti nelle
"Dichiarazione dei Fatti": «Queste parole chiaramente non si riferivano agli ebrei in
generale, e ci dispiace che siano state fraintese e considerate offensive».
Scuse presentate dopo più di sessant'anni e solo dopo che gli
"oppositori" avevano portato alla luce il contenuto
..."dimenticato" di quella Dichiarazione!
L'articolo di Svegliatevi!, commentato in questa pagina, è
visualizzabile qui (sito ufficiale della Watch
Tower).
I
martiri di Geova braccati dai nazisti
Articolo pubblicato sul quotidiano L'Adige
del 1° marzo 2002. Un docente universitario commenta la persecuzione
subita dai Testimoni. Nell'articolo si parla anche della Dichiarazione dei fatti e si
sottolinea la necessità di studi e di ricerche storiche più approfondite.
"Comandante ad Auschwitz"
Rudolf
Höss (1900-1947), ufficiale delle SS, fu per due anni il comandante di
Auschwitz, il più grande campo di sterminio nazista. Processato da un tribunale
polacco, alla fine della guerra venne condannato a morte. Mentre era in carcere,
in attesa dell'esecuzione scrisse un'autobiografia nella quale parla anche dei
Testimoni di Geova. In questa pagina si possono leggere per intero quelle parti
della biografia che vengono citate anche nelle pubblicazioni
dei TdG.
Svizzera
e Neutralità
Una dichiarazione, pubblicata
dalla Watch Tower nel 1943, in cui si diceva che i TdG non erano contrari
a servire nell'esercito e che la Società non vietava in alcun modo ai
propri associati di fare il soldato.
Cristiani
fedeli o 'collaboratori'?
L'apertura di archivi segreti ha
rivelato che alcuni "fedeli" TdG dopo essere stati torturati,
tradirono e denunciano i loro confratelli. La Società Torre di Guardia non ha
mai rivelato questi particolari sulla condotta di alcuni suoi preminenti
funzionari.
Un
rischio per la memoria storica: il revisionismo
Durante un convegno tenuto il 7aprile 2001 in una scuola statale si è discusso uno
dei compiti più delicati degli storici: chiedersi come e perché si sono
verificati certi avvenimenti; al dibattito era presente il dott. Achille
Aveta, autore di alcuni
libri incentrati proprio sulle cause della persecuzione nazista subita dai
Testimoni.
Una conferenza
dai risvolti imprevisti
Si è tenuta a Modena, il 25 gennaio 2002, in occasione del "Giorno della
Memoria", una conferenza organizzata dai testimoni di Geova locali con l'intento
di far conoscere la persecuzione subita durante il periodo nazista. In occasione di tale conferenza è accaduto qualcosa di insolito, come rivelano
alcune lettere pubblicate nel quotidiano locale.
"Shalom"
e la Dichiarazione dei fatti
Nel mese di ottobre 2001
il mensile d'informazione e cultura ebraica Shalom, ha pubblicato l'intervento di un lettore che ha parlato
della Dichiarazione dei fatti. Ciò ha provocato la
reazione di alcuni anonimi TdG. Interessante e molto equilibrata la riposta
della Redazione.
Chi
sono i "revisionisti"?
Commenti ad alcuni estratti del libro di Massimo Introvigne
I Testimoni di Geova: già e non ancora
Ed. Elledici, Leumann, Torino, 2002.
Totalitarismo
politico e religioso
Riflessioni di un TdG dissidente che prendono spunto
dal libro Comandante di
Auschwitz, di Rudolf Höss.
Lettere
al giornale
Alcune lettere inviate ad un quotidiano piacentino sulla
questione TdG/nazismo.
Tra
Geova e il Reich
Un articolo di Vittorio Messori pubblicato dal mensile Jesus nel
maggio del 2003
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