Osservatorio contro gli abusi, in soccorso di vittime e familiari
FIRENZE — «Dare voce a chi non l'ha mai avuta e trascina inascoltato
la sua angoscia. Aiutarlo a sperare, anche nella legge. E sopratutto,
metterlo a contatto con chi vive il suo stesso dramma».
Nasce a Firenze l'Osservatorio Nazionale Abusi psicologici. A volerlo,
un gruppo di persone che in varie forme hanno conosciuto e studiato il
fenomeno dilagante delle sette. Presidente è Patrizia Santovecchi, che
da sei anni si impegna in questo campo.
«Abbiamo un buon numero di esperti — ci dice — che possono aiutare
chi vive questo dramma. Sono avvocati e psicologi, psichiatri e gruppi
di ascolto. Il fenomeno, anche se ultimamente se ne parla di meno, è in
continua espansione. Solo in Toscana, sono dati del ministero
dell'Interno, abbiamo 63 sette religiose che in qualche modo hanno avuto
a che fare con la giustizia. Poi ci sono le altre».
Che significa "abuso psicologico"? Dove comincia il diritto di
ognuno di scegliere la sua fede, la sua vita, e quello della società di
aiutarlo a fuggire da forme di plagio, autentiche schiavitù morali e
fisiche, forme di violenza inimmaginabili?
«E' il problema centrale — continua Santovecchi — non abbiamo leggi
che ci possano aiutare in modo definitivo. Né possiamo fare una caccia
alle streghe. Ma qualcosa si va precisando. Per esempio, se un gruppo
non indica con chiarezza i suoi obiettivi. Se ciò che dice all'esterno
è diverso da ciò che realmente vivono o subiscono gli adepti. Se
esistono casi di violenza, o autentiche spoliazioni di ogni avere. Se
tutto questo accade, allora un'indagine conoscitiva è necessaria».
Patrizia Santovecchi, assieme alla giornalista Chiara Bini, è autrice
di un volume «Figli di un dio tiranno», che racconta le vicende di chi
ha avuto la forza di uscire da un gruppo religioso. C'è la storia della
ragazza che veniva violentata sessualmente dal suo guru, e quando si
ribellava veniva legata nell'ovile, per giorni, senza cibo, nei suoi
stessi escrementi. C'è quella della donna che un giorno fuggì con i
bambini dalla santona che la prevaricava, ma ha dovuto rinunciare a suo
marito che è rimasto nel gruppo. Chi aiuta questa gente, chi li
consola? Perché non sono alieni, sono uomini e donne di Arezzo, di
Siena, di Firenze. E i loro familiari non sanno come aiutarli, e
addirittura subiscono querele, minacce, ritorsioni.
«Ho incontrato centinaia di persone in questi anni — ci racconta
Patrizia — per lo più familiari, genitori, mogli e mariti di persone
scomparse nel nulla. Ma sopratutto ho incontrato persone di tutta
l'Italia che, come me, si stanno impegnando per aiutare i fuoriusciti
dalle sette. Da questo è nata l'idea dell'Onap. Stiamo allestendo due
siti web, stiamo preparando dei convegni, aggiorniamo continuamente
l'elenco dei consulenti esterni. Ormai esiste una diffusa letteratura su
questo argomento e posso dire che nessuno è esente da rischi. Non è
vero che solo le persone più semplici, incolte, modeste, possono finire
in un gruppo del genere. Io sostengo che le sette si sono suddivise il
mare. E ognuna sa dove pescare e chi pescare. Così, alcune si rivolgono
ai semplici, ma altre ai giovani rampanti, altre agli adulti ricchi,
quelle sataniche giocano sugli istinti sessuali e così via».
Uscire da una setta, dunque, ma per andare dove? Chi ci riesce è
considerato "trasparente" dai suoi ex, perfino dai familiari.
E' solo, è pieno di dubbi. Ha bisogno di ricostruire la propria
relazione con il mondo esterno.
Onap è un'associazione senza fini di lucro. Ci lavorano solo dei
volontari che a loro volta hanno bisogno di un sostegno, anche solo per
affrontare le spese di gestione.
Due i siti web in allestimento: [www.onap-italia.org;
www.mentinostaggio.org.
Indirizzo E-mail: info@onap-italia.org].