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La Trinità
Una dottrina da difendere
di Francesco Pastore
Quarta parte
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Analisi
delle obiezioni anti-trinitarie riportate nell’opuscolo dei Testimoni di Geova
“Dovreste credere nella Trinità?”
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Legenda
TdG
= Testimoni di Geova
Torre di Guardia o società Torre di Guardia = essa è il
"cuore" dell’organizzazione dei TdG, rappresenta la "fonte divina" della loro dottrina
DCT = opuscolo dei TdG "Dovreste credere nella Trinità?"
R = analisi e risposta alle affermazioni fatte nell'opuscolo dei TdG
Le citazioni dell'opuscolo sono in azzurro.
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Esame delle
pagine da 12 a 20
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66) Cosa dice la Bibbia
riguardo a Dio e a Gesù?
LEGGENDO la Bibbia da cima a fondo senza preconcetti, si arriverebbe da
soli alla conclusione che esiste una Trinità? Assolutamente no. DCT p. 12.
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R. Questo è falso! Una semplice lettura di questi versi convincerebbe chiunque dell'esistenza della Trinità: Giov. 1:1 e Giov. 20:28, dove
Tommaso rivolgendosi a Gesù disse:
"Mio Signore e mio Dio",
e Mt 28:18-19 dove vi è il comando di battezzare nel nome di
tre persone diverse. Questi versi ci insegnano, oltre alla divinità di Cristo,
anche la
personalità dello Spirito Santo.
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67) Dio è uno, non tre
L’INSEGNAMENTO
biblico che Dio è uno è definito monoteismo. E Levi Leonard Paine, docente di
storia ecclesiastica, indicò che il monoteismo nella sua forma più pura non è
compatibile con la Trinità: “L’Antico Testamento è strettamente
monoteistico. Dio è un singolo essere, una sola persona. L’idea che esso
accenni a una trinità . . . è assolutamente priva di fondamento”. - A Critical History of
the Evolution of Trinitarianism, Boston e New York
1900, p. 4.
Il monoteismo
subì forse qualche modifica in seguito alla venuta di Gesù sulla terra? Paine
risponde: “Sotto questo aspetto non c’è nessuna frattura tra l’Antico e
il Nuovo Testamento. La tradizione monoteistica continua. Gesù era un ebreo,
allevato da genitori ebrei secondo le scritture dell’Antico Testamento. Il suo
insegnamento era intrinsecamente ebraico; un nuovo vangelo, è vero, ma non una
nuova teologia. . . . Ed egli accettava pienamente la grande professione di fede
del monoteismo ebraico: ‘Ascolta, Israele, il Signore è nostro Dio, il
Signore è unico’”. - Ibid.
DCT pp.12-13
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R.
Paine è un denigratore della Bibbia: «...il
presupposto di un origine e di un carattere divino miracoloso [che] differenziano
la Bibbia da tutta l’altra letteratura religiosa, non può più essere
ammesso. Considerata storicamente, la Bibbia è semplicemente un
prodotto letterario della nazione ebraica ed ebrea.» - A Critical
History of the Evolution of Trinitarianism,
Boston e New York 1900, p. 269.
Molto
di quello che lui dice comunque è irrilevante, infatti come i
trinitari è d'accordo che c'è una progressione della dottrina dal
Vecchio al Nuovo Testamento. Nello
stesso modo in cui la credenza nella risurrezione finale e
nel giudizio non era presente
nella prima parte del Vecchio Testamento mentre tali insegnamenti sono
invece chiaramente espressi nel Nuovo, così è anche con la
dottrina di Dio. Già in Gen. 1:26, "facciamo l'uomo a nostra
immagine e somiglianza", è presente il seme della Trinità.
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68) Non un Dio in più persone
GESÙ chiamò Dio “il solo vero Dio”. (Giovanni 17:3)
Non parlò mai di Dio come di una divinità in più persone. DCT p. 13 .
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R. Si veda il paragrafo 1.
| 69) Per questo nella Bibbia nessun altro
all’infuori di Geova è chiamato Onnipotente. Altrimenti la parola
“onnipotente” non avrebbe senso. Né Gesù né lo spirito santo sono mai
definiti onnipotenti, perché solo Geova è il Supremo. DCT p. 13.
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R. Ippolito (m. 235 d.C.)certamente applica molte volte Apocalisse 1:8 a Cristo e chiama Gesù
"l'Onnipotente". Ma anche se il Padre è chiamato l'Onnipotente
da solo, questo ancora non prova che Gesù sia un angelo creato.
| 70) Nelle Scritture Ebraiche la parola ´elòhah (dio) ha
due forme plurali, cioè ´elohìm (dèi) ed ´elohèh (dèi di).
Queste forme plurali si riferiscono generalmente a Geova, nel qual caso sono
tradotte “Dio”, al singolare. Queste forme plurali indicano forse una Trinità?
No. Un dizionario biblico spiega: “Oggi l’idea fantasiosa che [´elohìm]
si riferisca a una trinità di persone in seno alla Divinità non ha molto
credito fra gli studiosi. Si tratta di quello che i grammatici chiamano plurale
di maestà oppure denota la pienezza della forza divina, la
somma dei poteri manifestati da Dio”. - William Smith, A
Dictionary of the Bible,
riveduto da F. N. ed M. A. Peloubet, 1948, p. 220. DCT p. 13.
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R. Si
legga cosa dice Smith nello stesso articolo:
«Il nome (Geova)
non è applicato mai ad un falso dio, né a qualunque altro essere tranne uno,
l'Angelo-Geova che quindi è contrassegnato come uno con Dio e che compare
ancora nel nuovo patto come 'dio manifestato nella carne.'»
- William Smith, A Dictionary of the Bible,
riveduto da F. N. ed M. A. Peloubet, 1948, p. 220. Smith afferma
che "l'angelo nel deserto" era una manifestazione di Gesù Cristo.
Smith non crede ovviamente che Gesù sia una creatura, perché egli dichiara
apertamente che Gesù è chiamato "Geova". Mentre non siamo d'accordo
con le osservazioni di Smith che "elohim" non indichi una pluralità di
persone, perché trova solo poco sostegno
fra gli studiosi, Smith è comunque un trinitario che crede che altri passaggi insegnino
la trinità.
71) Riguardo a ´elohìm si legge: “Si costruisce quasi
invariabilmente con un predicato verbale singolare e prende un attributo
aggettivale singolare”. (The American Journal of Semitic
Languages and Literatures, vol. XXI, 1905, p. 208) Per
esempio, il titolo ´elohìm ricorre da solo 35 volte nel racconto della
creazione, e ogni volta il verbo che descrive ciò che Dio disse o fece è al
singolare. (Genesi 1:1-2:4) La summenzionata pubblicazione quindi conclude: “[´Elohìm]
dev’essere piuttosto spiegato come un plurale intensivo, che
denota grandezza e maestà”. DCT p. 13. |
R. Mentre siamo d'accordo che alcuni trinitari interpretano
elohim come un "plurale di maestà", non è certamente
questa però la veduta della maggioranza. Si ricordi inoltre che non soltanto elohim è usato al plurale
ma in alcuni casi anche i verbi corrispondenti, come in Genesi 1:26: "Facciamo l'uomo
a nostra immagine". Cliccare qui
link,
per visualizzare la riproduzione delle pagine 192 e 193 del libro "I
TdG al vaglio della parola di Dio" (Christian Piette, ed. MLC, 1994
Cham, CH), dove vengono riportati altri esempi simili.
72) La Bibbia usa i termini ´elohìm ed ´elohèh
anche in riferimento a una pluralità di falsi dèi idolatrici. (Esodo 12:12;
20:23) Altre volte questi termini possono riferirsi a un singolo falso dio, come
quando i filistei menzionano “Dagon loro dio [´elohèh]”. (Giudici
16:23, 24) Baal è chiamato “un dio [´elohìm]”. (1 Re 18:27) Il
termine è usato anche con riferimento a uomini. (Salmo 82:1, 6) A Mosè fu
detto che doveva servire quale “Dio” [´elohìm] per Aaronne e
Faraone. - Esodo 4:16; 7:1. DCT p.13.
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R. Riguardo all'utilizzo del plurale per indicare Dio si veda anche questa pagina:
www.infotdgeova.it/singolare.htm.
73) Gesù, una creatura distinta
Gesù ebbe quindi un’esistenza celeste prima di venire
sulla terra. Ma la ebbe come una delle persone di un’onnipotente ed eterna
Divinità trina? No, perché la Bibbia afferma chiaramente che il Gesù preumano
era un essere spirituale creato, così come gli angeli erano esseri spirituali
creati da Dio. Né gli angeli né Gesù esistevano prima di essere creati. DCT
p. 14.
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R. La Torre di Guardia insegna che Gesù è un angelo creato. Tuttavia in
nessun luogo della Bibbia troviamo che Gesù è un angelo, o che fu creato. Anzi
la Bibbia esclude che Gesù sia un angelo in Ebrei 1:5:
«Infatti a quale
degli angeli Dio ha mai detto "Tu sei mio figlio; oggi ti ho
generato?"». La risposta, chiaramente
è: "Dio non chiamò mai alcun
angelo suo Figlio." Ebrei 1:5 prova categoricamente Gesù non è
l'arcangelo Michele, come erroneamente insegna la Torre di Guardia (si veda questa pagina: link).
74)
Gesù, nella sua esistenza preumana, fu “il primogenito di
tutta la creazione”. (Colossesi 1:15, versione cattolica di Fulvio Nardoni).
DCT p. 14.
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R. Anche il più semplice studio del termine "primogenito" mostrerà che non si riferisce mai
alla creazione di Gesù; piuttosto, esso significa che Gesù è preminente sulla
creazione, essendo il creatore. La Bibbia dei TdG così riporta Colossesi
1:15-17:
«Egli è l’immagine
dell’invisibile Iddio, il primogenito di tutta la creazione; perché per mezzo
di lui tutte le [altre] cose furono create nei cieli e sulla terra, le cose
visibili e le cose invisibili, siano essi troni o signorie o governi o autorità.
Tutte le [altre] cose sono state create per mezzo di lui e per lui. Ed egli è
prima di tutte le [altre] cose e per mezzo di lui tutte le [altre] cose furono
fatte esistere. La parola [altre] non è presente nel testo originale,
infatti è stata aggiunta dalla Torre di Guardia. Come potrete costatare, senza
di essa viene chiaramente confutata la loro dottrina.
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75)
Fu “il principio della creazione di Dio”.
(Apocalisse [Rivelazione] 3:14, La Bibbia Concordata [Con])
“Principio” [greco archè] non può correttamente interpretarsi nel
senso di ‘principiatore’ o originatore della creazione di Dio. Nei suoi
scritti biblici Giovanni usa più di 20 volte la parola archè, e sempre
nel comune significato di “principio”. Sì, Gesù fu creato da Dio come
principio della creazione invisibile di Dio. DCT p. 14.
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R. Sia
Apocalisse 21:6 che 22:13 dicono: "Io sono l'Alfa e l'Omega, il primo e
l'ultimo, l'inizio [greco archè] e la fine." Quindi “Principio” è applicato a Dio in
Ap. 21:6 ed a Gesù in Ap. 22:13, esso denota
evidentemente "il creatore", "quello che comincia e finisce il tempo", "l'originatore." Questo risolve la questione su Ap.3: 14,
esso vuole intendere che Gesù è l' "originatore della creazione: il
creatore" non la prima creazione di Dio. Se da Ap.3:14
si vuol provare che Gesù è una creatura, allora anche Ap. 21:6 prova che Dio è una creatura!
76) Notate la stretta affinità che c’è fra i
summenzionati riferimenti all’origine di Gesù e le espressioni della
“Sapienza” personificata contenute nel libro biblico di Proverbi: “Jahvè
mi creò fin dall’inizio del suo potere, prima delle sue opere, fin
d’allora. . . . Prima che i monti avessero fondamenta, prima delle colline io
ero nata; quando non aveva ancora fatto né terra né campagne né i primi
elementi della polvere del mondo”. (Proverbi 8:12, 22, 25, 26, versione
cattolica a cura di Salvatore Garofalo [Ga]). DCT p. 14. |
R. Nel
testo ebraico di Proverbi 8,22 è usato quanah che vuol dire comprare, possedere, stabilire, fondare,
formare, costruire o generare, mentre in Genesi 1,1 per creare è usato
barà. La
differenza tra generare e creare è semplice e comprensibile: la generazione
avviene da un essere precedente, mentre la creazione avviene dal nulla. La
traduzione esatta del testo ebraico è pertanto: mi possedette, mi ebbe con sé,
mi generò. Tale traduzione, fu seguita scrupolosamente dalle versioni
greche di Aquila, Teodozione e Simmaco. Chiaramente l'interpretazione della Torre di
Guardia di Prov. 8 proverebbe che Dio era privo della sua sapienza prima di
creare Cristo, una vera assurdità!
77) Fu senz’altro a questo artefice che Dio disse: “Facciamo
l’uomo a nostra immagine”. (Genesi 1:26) Secondo alcuni l’uso del plurale
(“facciamo” e “nostra”) rivelerebbe una Trinità...Così anche Dio,
quando disse “facciamo” e “nostra”, si stava semplicemente rivolgendo a
un’altra persona, alla sua prima creatura spirituale, il suo architetto o
artefice, il Gesù preumano. DCT p.14. |
R. Noi troviamo incredibile
che i TdG credano che furono creati
da una creatura! Certo, loro diranno: "Dio creò per mezzo di Gesù." Ma
la Bibbia dice chiaramente che Gesù fu l'artefice primario nel creare tutte
le
cose. (Giov 1:3; Col. 1:16). A proposito di Gesù In Eb.1:10 si legge: "Tu, Signore, da principio hai fondato la terra e opera delle tue mani sono
i cieli". Soltanto Dio crea! Non si parla mai di angeli che creano una
qualsiasi cosa. Si ricorda che i TdG credono che l'arcangelo Michele è il
nostro creatore.
78) IN MATTEO 4:1 si legge che Gesù fu “tentato
dal Diavolo”. Dopo aver mostrato a Gesù “tutti i regni del mondo e la loro
gloria”, Satana disse: “Ti darò tutte queste cose se ti prostri e mi fai un
atto di adorazione”. (Matteo 4:8, 9) Satana stava cercando di indurre Gesù a
essere sleale nei confronti di Dio...Del resto è impensabile che Dio potesse
peccare ed essere sleale a se stesso. “La sua attività è perfetta . . . Un
Dio di fedeltà, . . . egli è giusto e retto”. (Deuteronomio 32:4) Perciò,
se Gesù fosse stato Dio, non avrebbe potuto essere tentato. - Giacomo 1:13. DCT
p.15.
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R. La logica
della Torre di Guardia è questa: 1. Gesù fu tentato. 2. Dio non può essere
tentato. 3. Gesù non può essere Dio. Diciamo che questi sono dei falsi
dilemmi, sono stati messi insieme tre versetti della Bibbia non correlati tra
loro per provare qualche cosa. Paolo in Filippesi 2:5-8 ci dice che in Gesù
sono presenti due nature, una umana
ed una divina; siccome Dio non si può tentare perché Lui non può
peccare, Satana ha
tentato l'umano Gesù, il secondo Adamo, dicendogli che doveva agire come Dio,
perché lo era.
Ma Gesù, il Figlio dell'uomo, non l'ha fatto, altrimenti sarebbe stato
un uomo fasullo. Un
essere che faceva finta di essere umano, ma al momento in cui sorgeva un
problema o una difficoltà tirava fuori la sua parte divina per risolvere tutto.
Ma Gesù invece ci ha mostrato, rifiutando di fare miracoli per i propri
benefici, di essere sia il vero Figlio di Dio che il vero Figlio dell'uomo. Il Vangelo racconta che "Gesù
fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo",
ma perché doveva essere tentato? La risposta è semplice: Gesù è venuto sulla
terra oltre per redimerci dai peccati, anche per darci un modello di vita da
seguire. Egli non è venuto ad insegnarci come un teologo, ma ad educarci come
un padre, non è venuto a dirci che cos’è l'amore ma a dirci di amare, di essere suoi
imitatori.
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79) Il valore del riscatto
Se però Gesù avesse fatto parte della Divinità, il
prezzo di riscatto sarebbe stato infinitamente più alto di ciò che richiedeva
la stessa Legge di Dio. (Esodo 21:23-25; Levitico 24:19-21) Non era stato Dio a
peccare in Eden, ma soltanto un uomo perfetto, Adamo. Perciò il riscatto, per
essere davvero conforme alla giustizia di Dio, doveva essere un esatto
equivalente: un uomo perfetto, “l’ultimo Adamo”. DCT p. 15.
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R. Qui la Torre di Guardia giudica il Giudice dicendo:
"Dio non potete salvare l'uomo direttamente voi, dovete programmare un
robot generato con spontanea volontà che non peccherà mai come Adamo che
salverà il mondo".
No, nessun essere creato poteva salvare l'uomo. Apocalisse
5:2-5 insegna proprio questo: «Vidi un angelo forte che proclamava a gran
voce: "Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?". Ma
nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il
libro e di leggerlo.» Ma Gesù è stato trovato degno e tutta la creazione lo ha adorato per questo (Apocalisse 5:11-14).
| 80)
Così, quando Dio mandò Gesù sulla terra come riscatto, fece
in modo che Gesù divenisse quanto richiesto dalla giustizia: non
un’incarnazione, non un uomo-dio, ma un uomo perfetto, “inferiore agli
angeli”. (Ebrei 2:9; confronta Salmo 8:5, 6). Come avrebbe potuto una parte di
una Divinità onnipotente - Padre, Figlio o spirito santo - essere mai inferiore
agli angeli? DCT p. 15. |
R. La Torre di
Guardia dice che Gesù fu creato come angelo. Noi chiediamo: "Come poteva essere
fatto più inferiore ad un angelo un angelo?" Evidentemente, Gesù, che era
l'increato Dio, poteva divenire uomo tramite l'incarnazione. Il fatto che la
Torre di Guardia non può capire questo, conferma quello che dice 1 Tim 3:16:
"Dobbiamo confessare che grande è il mistero della pietà: Egli si
manifestò nella carne." Ci sono molte cose nelle sacre Scritture che noi
non possiamo capire!
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8 1) ‘Figlio unigenito’: in che
senso?
LA BIBBIA chiama Gesù l’“unigenito Figlio” di Dio.
(Giovanni 1:14; 3:16, 18; 1 Giovanni 4:9) I trinitari dicono che essendo Dio
eterno, anche il Figlio di Dio è eterno. Ma come può uno essere figlio e nello
stesso tempo coetaneo del padre?...Può un uomo divenire padre di un figlio
senza procrearlo, senza dargli la vita? DCT p. 15 .
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R. Gesù
ha adempiuto la profezia dove Dio proclamò: "Tu sei
mio figlio, oggi io ti ho generato." Salmi 2:7. Tuttavia,
nelle tre volte (Atti 13:33; Ebrei 1:5; 5:5) che questo passaggio è
stato citato e applicato a Gesù nel Nuovo
Testamento, non si fa mai
riferimento ad un "inizio di
creazione" come la Torre di Guardia vuole farci credere. Infatti, Atti
13:33 indica chiaramente che Gesù
è stato generato alla sua risurrezione! dice: «Dio l'ha attuata per noi, loro
figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel Salmo secondo: ‘Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato.'»
Atti
13:33. L'espressione "unigenito", non si riferisce mai a Gesù supponendo un
suo principio, origine o creazione!
| 82) Il Grande Lessico del Nuovo
Testamento di Kittel dice: “[Monogenès], dunque, significa unico
discendente, cioè senza fratelli né sorelle”. E aggiunge che in
Giovanni 1:18; 3:16, 18 e 1 Giovanni 4:9 “la relazione di Gesù con Dio non è
soltanto paragonata a quella di un figlio unigenito con suo padre: è quella del
Figlio unigenito con il Padre”. - Brescia 1971, vol. VII, coll. 468, 474. DCT
p.15.
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R. Si guardi
cosa hanno omesso di importante: “[Monogenès], dunque,
significa unico discendente, cioè senza fratelli né sorelle o
come noi diremmo, figlio unico. Esso indica l’unico figlio soprattutto
in rapporto con i genitori. Perciò “[Monogenès]
è più forte di [Monos], perché sottolinea che i genitori non hanno
avuto più nessun figlio dopo di lui. Ma è usato
anche più liberamente, senza riferimento alla discendenza, per cui vuol dire
unico nel suo genere, senza pari. Ma va rilevato che "unico nel suo
genere" non significa unico nella sua specie, o classe, ma unico nel modo
di essere, di operare, nella maniera in cui si dona, ecc.” Il Grande
Lessico del Nuovo Testamento di Kittel - Brescia
1971, vol. VII, coll. 468-469.
Ed ancora, in riferimento a Giovanni 1:18; 3:16, 18 e 1 Giovanni 4:9 dice:
«la relazione di Gesù con Dio non è soltanto paragonata a quella di UN
FIGLIO UNIGENITO con suo padre: è quella DEL FIGLIO UNIGENITO con il Padre. Così
pure i Giov.1,14 ("abbiamo veduto la tua gloria, [doxan òs monoghenous
para patros], la sua gloria non è soltanto paragonata a quella di UN FIGLIO
UNIGENITO, ma è designata come gloria DEL FIGLIO UNIGENITO. Grammaticalmente
ambedue le interpretazioni sono giustificabili, ma l'uso linguistico generale di
[Monogenès] non consente assolutamente di prendere [òs monoghenous]
come semplice paragone» - Il Grande Lessico del Nuovo
Testamento di Kittel - Brescia 1971, vol. VII, coll. 474-475.
Per chiarire quanto detto sopra riportiamo la traduzione di Giovanni 1,14
della CEI e della Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, cioè la
Bibbia dei TdG:
"E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi
vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre pieno di grazia e di
verità" Giov. 1,14 (CEI).
"E la Parola è divenuta carne e ha riseduto fra noi abbiamo visto la
sua gloria, una gloria tale che appartiene a un figlio unigenito da parte
del padre; ed egli era pieno d'immeritata benignità e di verità" Giov.
1,14 (TNM, corsivo aggiunto).
Come si può vedere la differenza è tra "unigenito" e "un
unigenito", Kittel ci dice semplicemente che la seconda traduzione non è
corretta, nella sua opera Il Grande Lessico del Nuovo
Testamento di Kittel - Brescia 1971, vol. VII, coll. 475 alla nota 15 ci
spiega: "[òs] (che la Torre di Guardia traduce in "un") può
introdurre un paragone, ma anche un dato di fatto: cfr. in Mt. 14,5 [òs
proféten],
che non significa "come un profeta" (quasi che non lo fosse stato), ma
"in quanto profeta" (perché lo era); Rom. 1,21 [ouch òs theon
edoxasan], che non significa "non l'hanno onorato come un dio", ma
"non l'hanno onorato come Dio quale egli è"; Rom. 3,7 [òs hamartolos
krinomai], "quale peccatore; 1Cor. 3,1; 4,1; 7,25; 8,7; Ebrei 3,5.6.
L'assenza dell'articolo in Giov. 1,14 ([òs monoghenous]) non ha
importanza. in tutti i passi citati, in cui [òs] introduce un dato di fatto, il
sostantivo è senza articolo; si noti in particolare Ebrei 3,6: [òs huios],
"come Figlio, quale egli è".
83)
Se si tiene conto che Gesù non fu l’unico figlio spirituale di Dio a essere
creato in cielo, si comprende perché sia chiamato ‘Figlio unigenito’.
Innumerevoli altre creature spirituali, gli angeli, sono pure chiamate “figli
di Dio”, nello stesso senso in cui lo era Adamo, perché la loro forza vitale
ebbe origine da Geova Dio, la Fonte della vita. (Giobbe 38:7; Salmo 36:9; Luca
3:38) Ma questi furono tutti creati per mezzo dell’“unigenito
Figlio”, l’unico generato direttamente da Dio. — Colossesi 1:15-17. DCT p.
16.
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R. La Torre di Guardia afferma che Gesù è “l’unico generato
direttamente da Dio”, a conferma di ciò citano la lettera di Paolo ai
Colossesi: “Egli è l’immagine dell’invisibile Iddio, il primogenito di
tutta la creazione.” 1.15 - Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre
Scritture.
Qui entrano in una palese contraddizione. In riferimento a Gesù loro
danno alla parola primogenito il
significato di nato, generato o creato per primo da Dio, ed a Unigenito
quello di unico nato, generato o creato da Dio. Tralasciamo il fatto che tra
generare e creare c’è una chiara differenza, loro affermano che Gesù è Unigenito
in quanto Primogenito! E’ come se io
dicessi che ho un unigenito figlio in
quanto primogenito di cinque! Per
confermare questo insano concetto hanno aggiunto delle parole
al testo di Colossesi per
far meglio spiegare a Paolo quello che, secondo loro, intendeva dire:
“Perché per mezzo di lui tutte le [altre] cose furono create nei cieli e
sulla terra, le cose visibili e le cose invisibili, siano essi troni o signorie
o governi o autorità. Tutte le [altre] cose sono state create per mezzo di lui
e per lui. Ed egli è prima di tutte le [altre] cose e per mezzo di lui tutte le
[altre] cose furono fatte esistere” Colossesi 1:16-17
Qual è allora il significato di Primogenito
(per Unigenito v. par. 82-83) in
Col. 1,15? Il contesto ci fa capire che è quello di preminenza, superiorità, di dignità
impareggiabile sulla creazione. A
conferma di questo ci sono alcuni chiari esempi nella Bibbia: Israele è
chiamato da Jahve “figlio primogenito” non perché fu creato prima degli
altri popoli, ma perché eletto da Dio a essere superiore agli altri popoli (cfr.
Deuteronomio 7, 6-8; Romani 9, 1-5). Allo stesso modo Davide, benché fosse il più
giovane tra i figli di Jesse (cfr. 1 Samuele 16, 10-13), fu costituito primogenito,
ossia il più grande tra i re della terra (cfr. Salmo 89, 28).
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84) Gesù
era considerato
Dio?
MENTRE nella Bibbia Gesù è spesso chiamato il Figlio di
Dio, nessuno nel I secolo pensò mai che egli fosse Dio il Figlio. DCT p. 16 .
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R. In Giov. 1:1
Gesù è chiamato Dio, in Giov. 20:28 Tommaso chiama Gesù "mio Signore e
mio Dio", in Giov. 5:18 Gesù ha insegnato che lui era uguale a Dio e per
questo fu preso a sassate, ecc. Avremo modo in seguito di esaminare meglio la
faccenda.
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8 5) Gesù distinto da Dio
Gesù si rivolse in preghiera a Dio, cioè al Padre,
chiamandolo “l’unico vero Dio”. (Giovanni 17:3, CEI) In Giovanni 20:17
egli dice a Maria Maddalena: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio
vostro”. (CEI) In 2 Corinti 1:3 l’apostolo Paolo conferma questa relazione,
dicendo: “Sia Benedetto il Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo”.
(Pontificio Istituto Biblico [PIB]) Poiché Gesù aveva un Dio, il Padre suo,
non poteva nello stesso tempo essere quel Dio. DCT p.17 .
|
R. La peggiore falsità dalla Torre di Guardia. Tutti i trinitari
insegnano che Gesù è distinto da Dio Padre.
86) L’apostolo Paolo parla senza problemi di Gesù
e di Dio come di due realtà nettamente distinte: “Per noi c’è un solo Dio,
il Padre, . . . e un solo Signore Gesù Cristo”. (1 Corinti 8:6, CEI)
L’apostolo ribadisce questa distinzione quando dice: “Ti scongiuro davanti a
Dio, a Cristo Gesù e agli angeli eletti”. (1 Timoteo 5:21, CEI) In
cielo, come fa notare Paolo, Gesù e gli angeli sono distinti fra loro, e lo
stesso vale per Gesù e Dio. DCT p. 17.
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R. Tutti i trinitari sono d'accordo, Gesù ed il Padre sono persone
separate!
87) Significative sono anche le parole di Gesù
riportate in Giovanni 8:17, 18: “Nella vostra stessa Legge è scritto: ‘La
testimonianza di due uomini è vera’. Io sono uno che rende testimonianza di
se stesso, e il Padre che mi ha mandato rende testimonianza di me”. Qui Gesù
mostra che lui e il Padre, cioè l’Iddio Onnipotente, devono essere due entità
distinte, perché altrimenti come potrebbero esserci davvero due testimoni? DCT
p. 17.
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R. Anche qui vale la risposta data al paragrafo 86.
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88)
Gesù mostrò pure di non essere Dio quando disse:
“Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo”. (Marco 10:18, CEI)
Qui Gesù stava dicendo che nessuno è buono quanto Dio, nemmeno Gesù stesso. Il grado di bontà di Dio è tale da
distinguerlo anche da Gesù. DCT p.17. |
R. In questi ultimi quattro paragrafi la Torre di Guardia vuole confutare
la Trinità dimostrando che il Padre e Gesù non sono la stessa persona; come può
con questo confutare la Trinità quando tutti i trinitari sono d'accordo che Gesù
ed il Padre sono persone separate?
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89) Umile
servitore di Dio
PIÙ volte Gesù fece affermazioni di questo genere: “Il
Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre”.
(Giovanni 5:19, CEI) “Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma
la volontà di colui che mi ha mandato”. (Giovanni 6:38, CEI) “Ciò che io
insegno non è mio, ma appartiene a colui che mi ha mandato”. (Giovanni 7:16)
Chi manda non è forse superiore a chi è mandato? DCT p. 17.
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R. I trinitari sono d'accordo che Gesù dopo essersi incarnato è
sottomesso al Padre. Paolo in Filippesi 2:6-8 insegna chiaramente quel Gesù
rinunciò all'uguaglianza con Dio all'incarnazione e divenne un servitore per
salvarci.
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90) La conoscenza di Gesù non
era illimitata
QUANDO pronunciò la sua profezia sul termine di questo
sistema di cose, Gesù disse: “Quanto poi a quel giorno o a quell’ora,
nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo
il Padre”. (Marco 13:32, CEI) Se Gesù, il Figlio, fosse stato la seconda
persona della Trinità, avrebbe saputo ciò che sa il Padre. Ma Gesù non lo
sapeva, perché non era uguale a Dio. DCT p.19.
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R. Filippesi 2:6 dice chiaramente che Gesù ha rinunciato all'uguaglianza
con Dio all'incarnazione ed è diventato servitore per salvarci. Nel divenire
completamente umano, Gesù vuotò se stesso. Luc 2:52 dice che
il bambino Gesù "cresceva in sapienza". I TdG affermano che
Gesù era un potente arcangelo che
co-creò il cielo e terra; inoltre egli rinunciò a quel potere e a quella conoscenza quando
egli divenne uomo. Se Gesù limitato in conoscenza non prova che egli era Dio,
di conseguenza non prova nemmeno che egli fosse un arcangelo! Questo è un
esempio di quanto siano
inconcludenti i ragionamenti della Torre di Guardia.
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91) [Testo in evidenza a pagina
19]
‘La ricerca neotestamentaria ha portato un crescente
numero di autorevoli studiosi del Nuovo Testamento alla conclusione che Gesù
non credette mai di essere Dio’. - Bulletin of the John
Rylands Library. DCT p. 19.
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R. La Torre di Guardia inganna totalmente il lettore
non soltanto
omettendo informazioni
incredibilmente importanti, ma neppure usando i puntini sospensivi (cioè "...") per avvertire il
lettore che qualcosa è stato tolto alla citazione!
Leggiamo cosa è stato rimosso:
«La ricerca neotestamentaria degli
ultimi trenta o quaranta anni ha portato un crescente numero di autorevoli
studiosi del Nuovo Testamento alla conclusione che Gesù stesso non può aver
preteso alcun titolo Cristologico che i Vangeli attribuiscono a lui, allo stesso
modo neanche la designazione funzionale di "Cristo", certamente
non credette mai di essere Dio.» (Bulletin of The John Rylands Library, Vol
50, (1967-68) p 247-261, "Jesus As 'Theos' In The New Testament", by
G. H. Boobyer). Questi stessi ricercatori hanno concluso che Gesù non solo non
è Dio,
ma nemmeno il Cristo! Di fronte a
questo modo di usare le fonti da
parte della Torre di Guardia si rimane senza parole!
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92) Gesù resta subordinato
Paolo dice anche che Cristo entrò “nel cielo stesso, allo scopo di
presentarsi, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore”. (Ebrei
9:24, CEI) Se si compare al cospetto di qualcuno, come si può essere
quel qualcuno? Deve necessariamente trattarsi di due individui diversi. DCT p.
19. |
R. La Torre di Guardia fa confusione (volutamente?!) non conoscendo la
differenza tra Trinità e modalismo: «Questa eresia accentuava talmente
l'unità divina da negare la distinzione personale del Padre, del Figlio e dello
Spirito Santo. Essi non sarebbero altro che tre manifestazioni o modi con cui
l'unico Dio si rivela e agisce nella creazione e nella redenzione. Cominciato in
Asia Minore con Noeto (circa 200), il modalismo si propagò in Occidente con
Prassea (circa 200), Sabellio (all'inizio del III secolo), Fotino (IV secolo) e,
fino ad un certo punto, con Marcello di Ancira (= Ankara) (morto nel 374
circa).» - Dizionario sintetico di teologia (Gerald O'Collins -
Edward G. Farrugia).
93) In armonia con quanto precede, il Bollettino della Biblioteca
John Rylands di Manchester, in Inghilterra, afferma: “Nella sua vita celeste
successiva alla risurrezione, Gesù è descritto come in tutto e per tutto
diverso e distinto dalla persona di Dio, tanto quanto lo era nella sua vita
terrena quale Gesù terrestre. Accanto a Dio e paragonato a Dio, egli appare, in
effetti, come un altro essere celeste della corte celeste di Dio, come lo sono
gli angeli, benché in qualità di Figlio di Dio appartenga a una categoria
diversa, di rango molto superiore al loro”. (Bulletin of the John Rylands Library,
1967-68, vol. 50, p. 258) - Confronta Filippesi 2:11. La stessa
pubblicazione aggiunge: “Ciò che comunque viene detto della sua vita e del
suo ruolo di Cristo celeste non significa né sottintende che nella condizione
divina egli sia sullo stesso piano di Dio e sia Dio in tutti i sensi. Al
contrario, il quadro che il Nuovo Testamento traccia della sua persona e del suo
ministero celesti ce lo presenta come una figura distinta da Dio e a Lui
subordinata”. - Ibid., pp. 258, 259. DCT p. 19. |
R. Anche se l'autore nega che Gesù sia Dio, nello stesso articolo nega anche che Gesù è il Cristo; vedi
paragrafo 91.
94) In cielo, per tutta l’eternità, Gesù
continuerà ad essere un servitore di Dio, distinto da lui e a lui subordinato.
La Bibbia lo spiega con queste parole: “Poi sarà la fine, quando egli [il
celeste Gesù] consegnerà il regno a Dio Padre, . . . anche lui, il Figlio, sarà
sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in
tutti”. - 1 Corinti 15:24, 28, CEI. DCT p. 20. |
R. Commenta la Bibbia di Salvatore Garofalo (vol. 3 p.
451): «Come il figlio di un re, dopo aver condotto a termine una campagna
contro popoli ribelli, rimette nelle mani del padre suo il potere e le conquiste
fatte, così Cristo, Figlio di Dio, alla fine del mondo, dopo aver vinto
definitivamente il peccato, la morte e le potenze infernali, e aver condotto al
cospetto del Padre tutti gli eletti, allora si sottometterà al Padre, cioè
cesserà di essere re militante a favore della Chiesa per continuare a
condividere col Padre il regno glorioso (cfr. v.; Efesini 5,5)».
Citando Nicola Tornese diciamo che:
«Queste parole non
indicano affatto un inferiorità del Figlio rispetto al Padre o una sua
esclusione dal Regno, ma solo che il Figlio non farà più opera mediatrice a
favore dell'umanità già redenta, per continuare a condividere col Padre la
gloria del Regno. A conferma basta ricordare che, secondo le parole dette
dall'Angelo a Maria, il Regno del Figlio "non avrà fine" (Luca 1,33).
In Apocalisse il Risorto dice: "Io ho vinto e mi sono assiso presso il
Padre mio sul mio trono". Il trono di Dio si identifica col trono
dell'Agnello ed unica l'adorazione rivolta a chi vi siede sopra (cfr. Apocalisse
22,3). Per san Paolo il Regno di Cristo è lo stesso del Regno di Dio (cfr.
Efesini 5,5)» - Regno di Dio e regno di Geova, p 29,30. Paolo ci
dice che c'è bisogno che Gesù sì "sottometta" affinché "Dio
sia tutto in tutti", cosa significa questo se non che Gesù, portato a
termine la sua opera di mediazione fra Dio, il mondo e l'universo, ritornerà
alla sua posizione originaria ed occuperà lo stesso trono del Padre (cfr.
Apocalisse 22,3), cosicché l'Iddio trino regnerà direttamente sull'universo,
nell'eternità affinché "Dio sia tutto in tutti"?
95) Gesù non pretese mai di essere
Dio
Pertanto Gesù non è Dio e non pretese mai di esserlo.
Questo fatto viene riconosciuto da un crescente numero di studiosi. La succitata
pubblicazione della Biblioteca John Rylands afferma: “Bisogna riconoscere che
la ricerca neotestamentaria degli ultimi trenta o quarant’anni ha portato un
crescente numero di autorevoli studiosi del Nuovo Testamento alla conclusione
che Gesù . . . certamente non credette mai di essere Dio”. - Ibid., p. 251.
Riguardo ai cristiani del I secolo la stessa pubblicazione
dice: “Quando perciò attribuivano a [Gesù] titoli onorifici come Cristo,
Figlio dell’uomo, Figlio di Dio e Signore, non era per dire che egli fosse
Dio, ma che compiva l’opera di Dio”. -Ibid., p. 250. DCT p. 20.
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R. Questa è la seconda volta che la Torre di Guardia
riporta questa citazione, stavolta con i punti sospensivi (vedi paragrafo 91),
il risultato comunque non cambia: preferiscono estrapolare solo ciò che fa loro
comodo, anche se l'autore non crede affatto che Gesù sia il Cristo.
| 96)
Perciò, anche alcuni teologi riconoscono che
l’idea che Gesù sia Dio è contraria alla testimonianza dell’intera Bibbia,
la quale mostra che Dio è sempre superiore e che Gesù lo serve e gli è
subordinato. DCT p. 20.
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R. Avete avuto
modo di conoscere su quale genere di studiosi la Torre di Guardia conti per promuovere la propria dottrina.
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pagine da 20 a 29
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