Pensieri e parole...
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Quando Gesù
parlava, intorno a Lui si faceva silenzio perché il
mondo intero si fermava ad ascoltare.
Semplice e gioiosa era la Sua parola, il suono della
Sua voce era come una fonte di acqua fresca in mezzo
al deserto.
E in quelle Sue parole udii la voce del mare, e la
voce del vento e degli alberi, udii.
Quando le pronunciò, dentro di me la vita parlò
alla morte.
Perché io ero morto.
Un uomo che aveva divorziato dalla propria anima, io
ero.
Nessun altro uomo non camminò mai come Lui camminava.
Era un alito nato nel mio giardino che soffiava verso
l'oriente?
Oppure era una tempesta che avrebbe agitato fin nel
loro intimo tutte le cose?
Non lo sapevo, ma in quel giorno il tramonto che era
nei Suoi occhi uccise in me il serpente, ed io
divenni uomo.
Era come un
sorriso di bimbo, e ci amava di un amore nel quale la
dolcezza e la tenerezza non conoscevano confini.
Ci ha amati con la follia propria dell'amore,
mettendo alla prova il nostro amore fino alla follia.
Egli era una
montagna che brucia nella notte, ed un tenue bagliore
oltre le colline.
Era un tuono del cielo, e insieme era sussurro nella
dolce foschia dello spuntar del giorno.
Ed era una cascata, Egli era, una cascata che si
riversa con fragore dalla vetta al piano travolgendo
tutto ciò che incontra lungo il Suo cammino.
K. Gibran
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IL BISBIGLIO DI DIO
Il Signore ha bisbigliato qualcosa all'orecchio della rosa ed eccola aprirsi al sorriso. Il Signore ha mormorato qualcosa al sasso ed eccolo gemma preziosa scintillante nella miniera. Il Signore da detto qualcosa all'orecchio del sole ed ecco la guancia del sole coprirsi di mille eclissi. Ma che cosa avrà bisbigliato il Signore all'orecchio dell'uomo perchè egli solo sia capace di amare e di amarlo? Ha bisbigliato AMORE!
Gialal ed-din Rumi
Dio non è giusto
Dio non giusto!
Fa splendere il sole su chi ha fede come su chi non ha fede (Mt 5,45).
Dio non è giusto!
Fa un banchetto per il figlio prodigo e non fa niente di speciale per il figlio "fedele" (Lc 15,29).
Dio non è giusto!
L'operaio dell'undicesima ora riceve la stessa paga di quello che è stato ingaggiato alle nove (Mt 20,10).
Dio non è giusto!
Rimprovera colui che gli restituisce il "talento" che aveva ricevuto senza farlo fruttare (Mt 25,28).
Dio non é giusto!
Lascia novantanove fedeli per correre dietro a uno sbandato (Mt 18,12).
Dio non è giusto!
Lascia perdere chi osserva la legge per accogliere chi non la osserva (Lc 18,14).
Dio non è giusto!
Dimentica le mie infedeltà e si ricorda solo del mio amore
Dio non è giusto!
alla nostra maniera
Vivere senza amare: menzogna!
Di alluccello che non canti,
dì che spicchi il volo
senza laria che respira.
Di al torrente di fermarsi
sul bordo della cascata;
di alla fonte
che ristagni sulla roccia.
Senza amare, come vivere?
José Zorrilla
VIVERE
Vivere
non è il vuoto tran tran
della vita di ogni giorno.
Vivere
è creare qualcosa;
è sognare qualcosa
di bello, di grande;
è credere e sperare
in un mondo migliore.
Vivere
è rinascere ogni giorno;
credere ogni giorno;
essere più buoni
ogni giorno;
sorridere ad ogni istante.
Vivere è spendere la vita
per una causa nobile,
aperti alla realtà,
messaggeri del bene
e della pace.
Vivere
è non riposare mai
finché nel mondo
cè guerra, odio, fame.
Vivere è lottare
per un ideale
e mai dichiararsi sconfitti.
Vivere
è essere cittadini
del mondo.
Georgette Limbbobo - Mozambico
IL SEGRETO
I fedeli erano incuriositi dal fatto che il loro rabbino sparisse per alcune ore prima dell'inizio del sabato. Pensavano che s'incontrasse in segreto con l'Onnipotente. Vollero, così, scoprire quel segreto attraverso una specie di spia. Costui vide il rabbino travestirsi da contadino e uscire furtivamente di casa. Lo seguì e vide che si recava da una donna paralizzata: le spazzava la casa e le cucinava il pranzo per il sabato. I fedeli chiesero alla spia: "Dov'è andato il rabbino? E salito al cielo per incontrare Dio?". "No - rispose quell'uomo -; è andato molto più su".
Sapienza ebraica
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SOLO DI PASSAGGIO
Un giorno un turista fece visita ad un famoso rabbino. Rimase stupito nel vedere che la casa del rabbino consisteva soltanto in una stanza piena di libri.
Gli unici mobili erano un tavolo e una panca.
"Rabbi, dove sono i tuoi mobili?", chiese il turista.
"E i suoi dove sono?", replicò il rabbino.
"I miei? Ma io sono qui solo di passaggio", replicò il turista.
"Anchio", disse il rabbino.
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DIO PARLA TUTTE LE LINGUE
Un missionario spagnolo stava visitando unisola, quando incontrò tre sacerdoti atzechi.
"Come pregate?" domandò loro.
"Abbiamo una sola preghiera", gli rispose uno. "Diciamo:
Dio, tu sei tre, noi siamo tre. Abbi pietà di noi".
"Una bella preghiera," disse il missionario, "ma non è
esattamente il tipo di preghiera che Dio possa ascoltare.
Ve ne insegnerò una migliore".
E il prete insegnò loro una preghiera cattolica. Poi proseguì nel suo cammino di evangelizzazione. Anni dopo, ormai sulla nave che lo riconduceva in Spagna, si trovò a passare di nuovo per quellisola.
Dalla tolda vide i tre sacerdoti sulla spiaggia e li salutò.
In quel momento, i tre cominciarono a camminare sulle acque, verso di lui. "Padre! Padre!" chiamò uno, avvicinandosi alla nave. "Insegnaci di nuovo la preghiera ascoltata da Dio, perché non abbiamo saputo ricordarla!".
"Non importa," disse il missionario assistendo al miracolo.
E chiese perdono a Dio per non aver capito prima che il Signore parlava tutte le lingue.Paulo Coelho
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DOVE ABITA DIO?
Una comitiva di zingari si fermò al pozzo di un cascinale. Un bambino di 5 anni uscì nel cortile, osservandoli incuriosito. Uno zingaro in particolare lo affascinava. Era gigantesco: aveva attinto un secchio dacqua dal pozzo e beveva direttamente dal secchio reggendolo come se fosse una tazza. Un filo dacqua gli scorreva giù per la barba di fuoco. Finito che ebbe, si tolse il fazzolettone multicolore e con quello si asciugò la faccia. Poi si chinò e scrutò il fondo del pozzo. Incuriosito il bambino si alzò in punta di piedi per guardare anche lui oltre lorlo del pozzo. Il gigante si accorse del bambino e sorridendo lo prese in braccio. "Sai che cè laggiù?" disse. Il bambino scosse il capo. "Cè Dio" disse lo zingaro, "Guarda!", aggiunse, e tenne il bambino sullorlo del pozzo. Là, sul fondo, nellacqua ferma come uno specchio, il bambino vide riflessa la propria immagine. "Ma quello sono io!". "Ah!" esclamò lo zingaro, rimettendolo con dolcezza a terra. "Ora sai dove sta Dio".
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E DIO DISSE
Se nessuno ti ama,
sarà mia gioia amarti.
Se piangi, desidero consolarti.
Se sei debole, ti darò la mia forza e la mia energia.
Se nessuno ha bisogno di te, io ti cerco.
Se sei inutile, io non posso fare a meno di te.
Se ti senti vuoto, la mia tenerezza ti colmerà.
Se hai paura, ti porto sulle mie braccia.
Se vuoi camminare, verrò con te.
Se mi chiami, vengo sempre.
Se ti perderai, non dormirò finché non ti avrò trovato.
Se sei stanco, sarò il tuo riposo.
Se pecchi, sarò il tuo perdono.
Se mi parli, dammi del tu.
Se mi chiedi, io sono un dono per te.
Se hai bisogno di me, ti dico: sono qui, dentro di te.
Se mi resisti, non voglio farti far nulla per forza.
Se sei nelloscurità, sono lampada per i tuoi passi.
Se hai fame, sono pane di vita per te.
Se sei infedele, io ti sono fedele.
Se vuoi parlare, io ti ascolto sempre.
Se mi guarderai, vedrai la verità nel tuo cuore.
Se vuoi vedere il mio volto, guarda un fiore, una fonte, un
bambino.
Se tutti ti dimenticano, mi commuovo fin nelle viscere
ricordandoti.
Se non hai nulla, hai me.
Se sei silenzio, la mia parola abiterà nel tuo cuore.
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HO CHIESTO A DIO
(Ragazza messicana)
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Lui che ha fatto le montagne
Lui che ha fatto le montagne
e ha riempito tutti i mari,
lui che guida le stagioni
e fa splendere le stelle.
Lui che ha dato ad ogni fiore
il profumo ed il colore
e alla terra l'erba e il grano
e a ogni pianta frutti e foglie.
Lui che ha messo sul mio viso
occhi belli per vedere
e mi ha dato la parola
per pregare e per parlare.
Lui che cura il filo d'erba
e dà il cibo ad ogni uccello
e che ha fatto ogni cosa
per la gioia di un bambino.
Lui si è fatto come me
per donarmi la sua gioia
per prendermi per mano
e non lasciarmi più
è venuto sulla terra
per restar vicino a me
lui così grande,
lui così buono
si è fatto come me
per guidarmi fino al cielo.
Dissi al mandorlo...
Dissi al mandorlo: parlami di Dio.
Ed il mandorlo fiorì.
Dissi al povero: parlami di Dio.
Ed il povero mi offrì la sua casa.
Dissi al sogno: parlami di Dio.
Ed il sogno si fece realtà.
Dissi allusignolo: parlami di Dio.
E lusignolo si mise a cantare.
Dissi ad un soldato: parlami di Dio.
Ed il soldato lasciò le sue armi.
Dissi alla natura: parlami di Dio.
E la natura si coprì di bellezza.
Dissi al bambino: parlami di Dio.
Ed il bambino lo chiese a me.
Dissi allamico: parlami di Dio.
E lamico minsegnò ad amare.
Dissi ad un piccino: parlami di Dio.
Ed il piccino sorrise.
Dissi al dolore: parlami di Dio.
Ed il dolore incominciò a ringraziare.
Dissi alla mano: parlami di Dio.
E la mano si trasformò in servizio.
Dissi alla fonte: parlami di Dio.
E sgorgò lacqua.
Dissi alla voce: parlami di Dio.
E la voce non trovò parole.
Dissi a mia madre: parlami di Dio.
E mia madre mi baciò.
Dissi al predicatore: parlami di Dio.
Ed il predicatore mi consegnò la Bibbia.
Dissi alla Bibbia: parlami di Dio.
E la Bibbia perse la voce per tanto parlare.
Dissi a Gesù: parlami di Dio.
E Gesù recitò il Padre Nostro.
Dissi al sole calante: parlami di Dio.
Ed il sole si nascose senza dirmi nulla.
Ma il giorno dopo, allalba,
quando aprii la finestra, tornò a sorridermi.
MIO CARO BAMBÙ
Racconta una leggenda cinese:
"Cera una volta un bellissimo, un meraviglioso giardino. Era situato ad ovest del paese, in mezzo al grande regno. Il signore di questo giardino aveva labitudine di farvi una passeggiata ogni giorno, quando il caldo della giornata era più forte. Cera in questo giardino un bambù di aspetto nobile. Era il più bello di tutti gli alberi del giardino e il signore amava questo bambù più di tutte le altre piante. Anno dopo anno, questo bambù cresceva e diventava sempre più bello e più grazioso. Il bambù sapeva bene che il signore lo amava e ne godeva.
Un bel giorno il signore, molto in pensiero, si avvicinò al suo albero amato e lalbero, in grande venerazione, chinò la sua testa. Il signore gli disse: - Caro bambù, ho bisogno di te -. Sembrò al bambù che fosse venuto il giorno di tutti i giorni, il giorno per cui era nato. Con grande gioia, ma a bassa voce, il bambù rispose: - O signore, sono pronto. Fa di me luso che vuoi -.
- Bambù, la voce del signore era seria, per usarti devo abbatterti -. Il bambù fu spaventato, molto spaventato: - Abbattermi, signore, me che hai fatto diventare il più bello del tuo giardino? No, per favore, no! Fa uso di me per la tua gioia, signore, ma per favore, non abbattermi -.
- Mio caro bambù, disse il signore, e la sua voce era più seria, se non posso abbatterti, non posso usarti. Nel giardino ci fu allora un gran silenzio. Il vento non tirava più, gli uccelli non cantavano più. Lentamente, molto lentamente, il bambù chinò ancora di più la sua testa meravigliosa. Poi sussurrò: - Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, fa di me quello che vuoi e abbattimi -.
- Mio caro bambù, disse di nuovo il signore, non devo solo abbatterti, ma anche tagliarti le foglie e i rami -.
- O signore, disse il bambù, non farmi questo. Lasciami almeno le foglie e i miei rami -.
- Se non posso tagliarti, non posso usarti -. Allora il sole si nascose e gli uccelli volarono via. Il bambù tremò e disse con una voce appena udibile: - Signore, tagliali! -.
- Mio caro bambù, devo farti ancora di più. Devo spaccarti in due e strapparti il cuore. Se non posso fare questo, non posso usarti -. Il bambù non poté più parlare. Si chinò fino a terra.
Così il signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami, levò le foglie, lo spaccò in due e ne estirpò il cuore. Poi portò il bambù alla fonte di acqua fresca vicino ai suoi campi inariditi. Là, delicatamente, il signore dispose lamato bambù a terra; unestremità del tronco la collegò alla fonte, laltra la diresse verso il suo campo arido. La fonte dava acqua, lacqua si riversava sul campo che aveva tanto aspettato. Poi fu piantato il riso, i giorni passarono, la semenza crebbe e il tempo della raccolta venne. Così il meraviglioso bambù divenne realmente una grande benedizione in tutta la sua povertà e umiltà.
Quando era ancora grande e bello e grazioso, viveva e cresceva solo per se stesso e amava la propria bellezza. Al contrario, nel suo stato povero e distrutto, era diventato un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno -.
PERCHE’ ALLINTERNO LE MANI SONO BIANCHE
E bianco linterno delle mani di ogni uomo, anche se è nero, mulatto, rosso, scuro o bianco. Alla domanda perché è così, ci sono moltissime risposte. Però la più bella è questa: Dio ha bisogno in ogni uomo di una piccola superficie bianca, dove egli personalmente possa scrivere: "Io ti voglio bene"! E ci scrive anche il nome. Chi con amore e con buona volontà legge una mano riuscirà a decifrare la scrittura di Dio. Ma perché è scritto su tutte e due le mani? Dio ha bisogno di un secondo originale per leternità.
Hans Wallhof
SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE
Pregare è: rimanere nellabbraccio del Padre commosso di compassione alla vista della nostra umanità. Più ancora, scopri nel profondo della tua povertà che Dio non ha mai smesso di amarti. La vera preghiera contemplativa nasce dal sapersi meravigliare davanti allamore trinitario.
Pregare è: perdere gratuitamente il tuo tempo davanti a lui. E la grazia di essere allegro con lui e percepire la sua presenza.
Pregare è: accettare e desiderare essere conosciuto da Dio.
Pregare è: entrare sotto lo sguardo di Dio e desiderare che lui scopra le intimità più segrete del tuo essere. La vera preghiera incomincia nel giorno in cui tu scopri questo sguardo damore, però per questo tu hai bisogno che Dio illumini gli occhi del tuo cuore.
Pregare è: in primo luogo questo: sapere, credere che Dio ha riservato un nome per te, ciò significa che lui ti chiama a unamicizia unica.
Pregare è: lasciare che Dio ti cerchi e ti trovi.
Pregare è: imparare a lasciarti amare e realizzare da Dio.
Pregare è: tenere le tue mani aperte perché il Padre ti doni suo figlio.
Pregare è: scoprire chi è Gesù per te.
Pregare è: comprendere che Gesù è il Salvatore.
Pregare è: rispondere a Gesù dallintimo del tuo cuore, come ha fatto Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna".
LA PERLA DI GRAN VALORE
Mi chiese che cosa stessi cercando. "A dire la verità", dissi, "sto cercando la perla di gran valore". Lui la estrasse da una tasca e me la diede. Proprio così. Io rimasi senza parole, poi mi ripresi: "Davvero è per me? Sei sicuro di non volerla tenere?".
Alla fine mi disse: "Secondo te, cosa è preferibile: possedere la perla di gran valore, o poterla donare?".
Ad ogni modo, ora lho io. E non lo dico a nessuno, per paura di non essere preso sul serio ("Tu, proprio tu possiedi la perla di gran valore? Ma va!"), o di destare invidia, o di venirne derubato. Sì, lho io. Ma rimane quella domanda: "E preferibile possederla o poterla donare?". Per quanto tempo ancora mi impedirà la gioia?
Teofane il Monaco
PRENDITI TEMPO
Prenditi tempo per amare ed essere amato,
perché questo è il privilegio dato da Dio.
Prenditi tempo per essere amabile:
questo è il cammino della felicità.
Prenditi tempo per ridere,
perché il riso è la musica dellanima.
(R. Battaglia)
QUESTO GESU' E' UN PROVOCATORE
Io mi
arrabbio, e Lui mi dice: Perdona!
Io ho paura, e Lui mi dice: Coraggio!
Io ho dubbi, e Lui mi dice: Fidati!
Io sono tremendamente inquieto, e Lui mi dice: Sii
tranquillo!
Io voglio rimanere solo, e Lui mi dice: Seguimi!
Io faccio progetti, e Lui mi dice: Mettili da parte!
Io accumulo, e Lui mi dice: Lascia tutto!
Io voglio sicurezza, e lui mi dice: Non te la
prometto!
Io voglio vivere, e Lui mi dice: Dona la tua vita!
Io penso di essere buono, e lui mi dice: Non basta!
Io voglio essere il primo, e Lui mi dice: Cerca di
servire!
Io voglio comandare, e Lui mi dice: Ascolta!
Io voglio comprendere, e Lui mi dice: Abbi fede!
Io voglio chiarezza, e Lui mi parla in Parabole.
Io voglio poesie, e Lui mi parla chiaramente!
Io voglio la mia tranquillità, e Lui vuole che io
sia inquieto.
Io voglio violenza, e Lui mi parla di Pace.
Io metto mano alla spada, e Lui mi dice: Rimettila
via!
Io penso alla vendetta, e Lui mi dice: Porgi anche l'altra
guancia!
Io parlo di pace, e Lui mi dice che è venuto a
portare la spada.
Io cerco di appianare le cose, e Lui mi dice che è
venuto a portare
il fuoco sulla terra!
Io voglio essere grande, e Lui mi dice: Diventa come
un bambino!
Io voglio nascondermi, e Lui mi dice: Mostrami la tua
luce!
Io voglio il primo posto, e Lui mi dice: Siediti all'ultimo!
Io voglio essere visto, e Lui mi dice: Prega nella
tua stanza!
No! Io proprio non capisco questo Gesù!
Mi provoca.
Come molti dei suoi discepoli anch'io avrei voglia di
cercarmi
un maestro più chiaro e meno esigente.
Però, anche a me succede come a Pietro, io non
conosco nessuno
che abbia Parole di Vita Eterna come
Lui.
Zeziuho
SCJ
SOLO L'AMORE
Ti lodo, Signore,
per l'abbondanza dei tuoi doni:
questo mio corpo che palpita di vita,
questo cuore che esplode di gioia,
questa memoria lieta di ricordi,
quest'intelligenza affascinata dal mistero,
quest'anima che anela a te fin dal mattino.
Grazie, Signore;
e se nel cammino dei giorni
dovessi rallentare il mio passo
e scordarmi dei tuoi doni,
fa' che non venga mai meno
il mio amore per te.A. Repetto
LESSENZIALE
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E molto semplice: non si vede bene che col cuore. Lessenziale è invisibile agli occhi."
"Lessenziale è invisibile agli occhi," ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
"E il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante."
"E il tempo che ho perduto per la mia rosa " sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa "
"Io sono responsabile della mia rosa " ripeté il piccolo principe per ricordarselo.Antoine de Saint-Exupéry
CREDO IN UN DIO...
Credo in un Dio che mi ama pazzamente
e che nellamore ha disegnato la mia anima.
Credo in un Dio capace di aver pensato luniverso
perché i miei piedi e le mie mani lo possano abbracciare.
Credo in un Dio che non tollera nessun tipo di morte, né dolore, né distacco.
Credo in un Dio papà che in ogni mio compleanno ritorna a regalarmi né tanto meno, né tanto di più che la vita.
Credo in un Dio sempre presente, che non è un castigatore,
che mi è sempre vicino per sanare le mie ferite.
Credo in un Dio dalle braccia forti,
capace di portarmi in braccio anche dopo le mie varie cadute.
Credo in un Dio meraviglioso che mi ha creato
con lunico sogno che possa godere della vita.
Credo in un Dio che non si lascia racchiudere in nomi, principi e leggi umane che solamente lo soffocano.
Credo in un Dio che si torce dal dolore davanti a un mondo che ritorna a crocifiggere lamore ogni giorno.
Credo in un Dio che non accetta la guerra, la menzogna, la fame, lindifferenza e nessuna vigliaccheria.
Credo in un Dio che si è fatto uomo per insegnarmi
da vicino che vivere amando non è unutopia.
A CHE SERVONO LE ALI?
Dopo che Dio ebbe creato tutti gli uccelli (che ancora non volavano perché non avevano le ali) li radunò tutti davanti a sé e, mostrando loro qualcosa di ancora sconosciuto (che erano poi le ali), disse loro:
"Ognuno di voi prenda due di questi oggetti e se li metta sulle spalle. Li dovrete portare per sempre".
Lo struzzo che pensava di essere il più intelligente e il più furbo di tutti disse: "Io mi prendo i più piccoli che ci sono, così faccio poca fatica".
E si prese le due alucce piccole piccole.
La gallina pensò: "Mah! Non si sa mai! Meglio scegliere una via di mezzo". E prese un paio di ali né piccole né grandi.
E uno dopo laltro gli uccelli presero le ali che ritenevano più opportune.
Laquila pensò: "Se Dio mi da questi oggetti è perché mi sono utili; infatti se mi ha creato è segno che mi vuol bene". E prese il paio di ali più grande che cera. Quando tutti ebbero preso le loro ali il Signore Dio disse: "Ora aprite le ali, agitatele e volate".
Laquila con pochi colpi dala si trovò subito in alto, nel cielo. La gallina sbatté le ali. Si alzò qualche metro e ricadde per terra. Lo struzzo per quanto sbattesse, non si alzò per nulla e per lui, il furbo e lintelligente, le ali divennero soltanto un peso.G. Oltolina
UN DIO SORPRENDENTE
Ti aspettavamo grande...
e vieni come un bambino povero.
Ti aspettavamo in un altro momento...
e vieni nella tua ora, nel silenzio del tempo.
Ti aspettavamo in un luogo speciale...
invece hai scelto il più umile.
Ti aspettavamo come Dio...
e vieni, Dio, fatto uomo debole.
Ti aspettavamo,
ma forse in verità non ti abbiamo mai aspettato...
perché ci costa fatica riconoscerti...
Perché non sei quello che credevamo...
Perché sei "colui che è".
Dio che viene.
Dio che è già qui.
Dio-con-noi.
Dio annunciato dai profeti.
Dio umile.
Dio differente.
Dio, sempre Dio, sorprendente.
UN GIORNO
Un giorno venne uno con lallegria negli occhi,
libertà nelle mani, e un futuro nei suoi gesti.
Un giorno venne uno con segni pieni di speranza,
con forza nellanima, con pietà nel cuore.
Un giorno venne uno con un fascino sul suo volto,
ardore nelle sue parole, calore nella sua voce.
Un giorno venne uno che aveva amore nel suo sguardo,
bontà del cielo nei suoi baci,
fratellanza nella sua vicinanza.
Un giorno venne uno che chiamava Dio "papà",
che trasudava fiducia nella sua preghiera.
Un giorno venne uno con un messaggio pieno dutopia
e con il compito della sola felicità.
LULTIMO FIOCCO DI NEVE
"Dimmi, quanto pesa un fiocco di neve?", chiese la cinciallegra alla colomba.
"Meno di niente", rispose la colomba.
La cinciallegra allora raccontò alla colomba una storia:
"Riposavo sul ramo di un pino quando incominciò a nevicare.
Non una bufera, no, una di quelle nevicate lievi lievi, come un sogno.
Siccome non avevo niente di meglio da fare, cominciai a contare i fiocchi di neve che cadevano sul mio ramo. Ne caddero 3.751.952. Quando, piano piano, lentamente sfarfalleggiò giù il 3.751.953esimo - meno di niente, come hai detto tu - il ramo si ruppe...".
Detto questo la cinciallegra volò via.
La colomba, unautorità in materia di pace dallepoca di Noè, rifletté un momento e poi disse:
"Manca forse una sola persona perché tutto il mondo piombi nella pace del cuore e nella SPERANZA".
Forse manchi solo tu.
COME UNA FONTE NEL DESERTO
Cera una volta una grande siccità in un paese al sud del Sahara. La steppa era quasi totalmente secca, gli animali non trovavano più acqua, il deserto stava avanzando. Anche i grandi alberi e i cespugli abituati alla siccità stavano per arrendersi. I fiumi e i torrenti erano da tempo secchi. Solo un fiore resisteva alla siccità; si trovava vicino a una piccolissima fonte. Ma anche la piccola fonte pensava ormai di non farcela più, e colma di tristezza si domandò: "Che senso ha fare tanta fatica per un solo fiore, quando tutto intorno è già secco?". Allora un vecchio albero si piegò verso la fonte e disse prima di morire: "Cara piccola fonte, nessuno si aspetta da te che tu faccia rinverdire tutto il deserto. Il tuo compito è quello di dare vita ad un unico fiore, di più non ti si chiede!".
...E molto importante sentirsi chiamati...
Essere chiamato significa:
essere amato,
essere aspettato,
essere apprezzato.
Anche quando ti senti un rottame umano, sei invece prezioso ai suoi occhi.
Cristo continua a scommettere su di te.
Tenacemente.
Pur sapendo cosa cè nel cuore delluomo, egli sa che abbiamo un potenziale di amore inespresso.Sabino Palumbieri
LIBERO PER AMARE
Luomo non è libero di amare o di non amare.
E libero per amare.
E non appena decide di usare questa sua libertà per non amare, o per porre dei limiti al suo amore, sopprime la sua libertà, diventa schiavo del tiranno più sterilizzante, più accecante, più soffocante e senza speranza:
diventa schiavo di se stesso.
Abbé Pierre
Dio,
io ti invoco allalba del giorno.
Aiutami a pregare
e a raccogliere i miei pensieri in te:
io da solo non ci riesco.
In me è tutto buio
ma presso di te è la luce;
io sono solo ma tu non mi lasci;
io sono di poco spirito
ma presso di te è laiuto;
io sono inquieto
ma presso di te è la pace;
io sono amareggiato
ma presso di te è la pazienza;
io non comprendo le tue strade
ma tu sei la strada per me.Dietrich Bonhöffer
SBAGLIO DI QUANTITA
Ricchi come oggi non lo siamo mai stati
però avidi come oggi non lo siamo mai stati
tanti vestiti come oggi non li abbiamo mai avuti
però così spogliati e nudi come oggi non lo siamo mai stati
così sazi come oggi non lo siamo mai stati
però così affamati come oggi non lo siamo mai stati
così belle case come oggi non le abbiamo mai avute
però così sradicati e senza patria come oggi non lo siamo mai stati
così assicurati come oggi non lo siamo mai stati
però così insicuri come oggi non lo siamo mai stati
così tanto tempo come oggi non lo abbiamo mai avuto
però così annoiati come oggi non lo siamo mai stati
così pieni di sapere come oggi non lo siamo mai stati
però senza meta come oggi non lo siamo mai stati
così vicini uno allaltro come oggi gli uomini non hanno mai vissuto
però così lontani tra di loro come oggi non lo sono mai stati
così sviluppati come oggi non lo siamo mai stati
però così vicini alla fine come oggi non lo siamo mai stati.
W. Willms
RIMETTERE A POSTO IL MONDO
Cera una volta un padre che era continuamente disturbato nel lavoro dal proprio bambino. Per salvarsi, prese da un vecchio atlante un foglio dove cera tutto il mondo con gli Stati e le città, lo fece in piccoli pezzi che consegnò al figlioletto perché li rimettesse a posto. "Ci metterà molto tempo", pensò. Ma dopo poco tempo il piccolo tornò con il mondo messo insieme perfettamente! "Come hai fatto così in fretta?". "Semplice, papà; sul rovescio era disegnato un uomo, ho messo in ordine prima quello e il mondo è andato a posto da sé".
Quando i nazisti sono venuti a prelevare i comunisti, non ho detto niente, non ero comunista. Quando sono venuti a prelevare i sindacalisti, non ho detto niente, non ero sindacalista. Quando sono venuti a prelevare gli ebrei, non ho detto niente, non ero ebreo. Quando sono venuti a prelevare i cattolici, non ho detto niente, non ero cattolico. Poi sono venuti a prelevare me, ma non rimaneva più nessuno per dire qualche cosa. Martin Niemoller, pastore protestante, Dachau 1942.
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Frasi
Non sono stati i chiodi a tenere Gesù sulla croce, ma il suo amore per te e per me.
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Gesù non buttò in faccia ai suoi discepoli la loro infedeltà, ma la loro incredulità. Non li abbandonò alla loro sorte e neanche scelse altri discepoli. Apparve loro e li chiamò nuovamente. Semplicemente mostro loro le ferite dei chiodi e comandò loro di andare in tutto il mondo
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Ci sono cristiani battezzati
e ci sono cristiani passati attraverso lacqua.
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Fai come Dio,
diventa uomo!
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Il problema del nostro tempo
non è la bomba atomica,
ma il cuore delluomo.
(Einstein)
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Se uno ha un cuore buono,
difficilmente penserà
che gli altri siano cattivi.
(Cicerone)
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Dove si ama non scende mai la notte.
(Proverbio del Burundi)
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Amare voce del verbo morire significa decentrarsi.
Uscire da sé. Dare senza chiedere .
(Tonino Bello)
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La strada del POI conduce alla città del MAI.
(Proverbio Spagnolo)
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Al termine del cammino mi domanderanno:
hai vissuto? hai amato?
Allora io senza dir niente aprirò il mio cuore pieno di nomi.
(Pedro Casaldaliga)
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NON ASPETTARE...
Non aspettare la partenza per dire:
"Ti amo".
Non aspettare la lontananza per dire:
"Ti amo".
Non aspettare la morte per esprimere con le lacrime:
"Ti amo".
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Amarsi non significa guardarsi stupidamente l'un l'altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.
(A. de St. Exupery)
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La maggior parte degli uomini muoiono come se fossero copie anche se ognuno è nato come originale.
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Se tu orienti il tuo cuore ad ascoltare la parola di Dio potrai un giorno ascoltare il battito del suo cuore.
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Chi non vive per servire, non serve per vivere!
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Non è sufficiente dire: "quello che Dio vuole", ma bisogna anche farlo come Dio vuole.
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Cristo si è fatto contemporaneo di alcuni uomini e ha parlato il loro linguaggio. La fedeltà a Cristo vuole che questa contemporaneità continui.
(Paolo VI)
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La guerra è il massacro di milioni di persone che non si conoscono nell'interesse di poche persone che si conoscono ma non si massacrano.
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I giorni della nostra vita
sono come un pacchetto di assegni in bianco.
Li puoi spendere come vuoi.
Ma l'ultimo lo devi riservare a lui!
(Simone Weil)
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Non dare più anni alla vita,
ma più vita agli anni.
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Se vuoi "essere"
prima di tutto devi sbarazzarti
della grande voglia di possedere
che talmente ti riempie
dalla testa ai piedi
da non lasciare più posto
per te e tanto meno per Dio.
(Helder Camara)
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Un uomo che non vive
la sua spiritualità,
è come un volatile
che ha un'ala tarpata.
(Pierino Gelmini)
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Le gravi malattie
sono delle autentiche rivoluzioni
nella storia di ogni uomo.
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La fede è bella
senza li "chissà",
senza li "come"
e senza li "perché".
(Trilussa)
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Un uomo pieno di se è sempre vuoto.
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Santa non è una persona
che ha dimenticato la terra
per pensare al cielo,
ma quella che si è battuta
per trasformare la terra in cielo!
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Una cosa sappiamo del domani:
che Dio si alzerà prima del sole.
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Più un cuore è vuoto, più pesa.
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Come sono contenta che Dio non sia un Santo.
se un santo avesse creato il mondo,
avrebbe creato la colomba,
non il serpente.
Ma come avrebbe creato la colomba?
Non l'avrebbe creata "maschio e femmina",
non avrebbe osato creare la primavera
che turba ogni carne del mondo.
E tutti i fiori sarebbero bianchi!
Dio sia lodato!
Dio ne ha fatto di tutti i colori!
(Marie Noel)
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Solo chi accetta se stesso, sarà capace di accogliere gli altri.
(Pedro Casaldaliga)
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Ogni vero vivere è incontrare.
(Martin Buber)
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Date ben poco quando date le vostre ricchezze. E' quando date voi stessi che voi date veramente.
(K. Gibran)
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Mio Dio, fa che il pane che noi dividiamo, non abbia solo il marchio del sudore, ma anche il sapore caldo della tenerezza.
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Il peccato più grande di un essere umano è dimenticare di essere un principe.
(Abraham Heschel - Filosofo Ebreo)
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Non puoi cogliere il frutto della felicità dall'albero dell'ingiustizia.
(Proverbio Persiano)
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La salute da anni alla vita. L'amore da vita agli anni.
(Sabino Palumbieri)
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Lasciare" è anche il primo verbo dell'amore: - l'uomo lascerà suo padre e sua madre.....- , e di ogni vocazione: - lasciate le reti, lo seguirono -.
(Alberto Ablondi)
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Una nave in porto è al sicuro,
ma le navi non sono fatte per questo scopo.
(J.A.S.)
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L'uomo è l'unico animale
che non si accontenta di essere quello che è.
(Camus)
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Dopo aver dato per tanti anni
coscienza al potere bisogna
dare potere alla coscienza.
(don Milani)
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"... per paura andai a nascondere il tuo talento...
ecco qui il tuo talento".
Quando si prende la decisione di restituire
i doni, è segno che si è arrivati
alla fine dell'amore.
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... ma al termine del nostro cammino
siamo attesi da qualcuno.
Perché non portargli qualcosa
per festeggiare tale incontro?
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Il sorriso costa meno della corrente elettrica,
però da più luce.
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Chi usa Dio per minacciare o incutere timore, bestemmia,
perché Dio libera da ogni paura.
(Elmar Gruber)
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Il rumore di un bacio
non è così assordante
come quello di una cannonata,
però il suo eco dura molto di più.
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Lo straordinario non consiste
nell'amare Dio,
questo succedo ogni tanto.
Lo straordinario consiste che Dio
è innamorato di tutti noi,
questo succede sempre.
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L'altro è come me, Dio però non è come me,
ma come l'altro.
(Klaus Hemmerle)
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I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tremano nell'oscurità
e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che se anche voi volete vedere "una grande luce" dovere partire dagli ultimi.
(Tonino Bello)
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Non è mai lungo il sentiero
che conduce dalla persona amata.
(Proverbio del Congo)
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Signore, non ti domando nulla; mi basta la certezza che tu mi ami.
(Primo Mazzolari)
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Il "deserto" è il luogo del silenzio, della prova e della tentazione. Soprattutto è lo spazio dove è successo un inaudito evento. Dio si è innamorato del suo popolo (di te, di me).
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L'amore di Dio è a fondo perduto.
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Non è che il mondo sia stato fatto male, abbiamo perso le istruzioni per l'uso.
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... Allora Gesù disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". Dio che chiede: è un Dio inedito... Chiede di rilanciare la speranza e l'amore, dopo i nostri fallimenti...
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Dio non ci porta via le croci, ma da forza alle spalle.
(Franz Grillparzer)
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L'uomo viene spesso chiamato un "piccolo mondo". Questo appellativo si spiega così: se un uomo è "piccolo" ai propri occhi, egli è veramente un "mondo". Ma se un uomo è un "mondo" ai propri occhi, allora è veramente "piccolo".
(Rabbi Noah di Lekhivitz)
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La vita di un uomo si può paragonare a una matita:1) l'importante è ciò che ha dentro.
2) da sola non serve a niente, ha bisogno di una mano che la guidi.
3) importante è lasciare dietro a sé un'impronta.------------
Dedicati a DIO
Vedere il mondo in un grano di sabbia, e il cielo in un fiore selvatico, tenere l'infinito nel palmo della tua mano e l'eternità in un'ora.
William BlakeIo sono colui che io amo, e colui che io amo sono io. Siamo due spiriti che abitano un solo corpo: se tu vedi me , vedi lui, e se tu vedi lui, ci vedi entrambi.
Al-Hallaj
IL VANGELO
Quale vangelo potrebbe mai il lupo annunciare alle pecore? Quale vangelo potrebbe mai il padrone annunciare agli schiavi? Certamente non un vangelo che parli di "liberazione", perché significherebbe negare se stessi E se anche ci fosse liberazione, sarebbe per forza di cose una liberazione spiritualistica, estranea alla storia reale. Potrà mai un vangelo senza liberazione essere eco del vangelo di Gesù?
Leonardo Boff
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La "Medaglietta"
L'uomo si trova solo e sperduto nell'immenso universo. A volte ha
paura.
La "buona" religione lo rende impavido. La cattiva
religione accresce le sue paure.
Una madre non riusciva a far tornare a casa il figlio prima che
venisse
buio. Così volle mettergli paura: gli raccontò che il sentiero
che
portava alla loro casa era infestato dagli spiriti che apparivano
non
appena il sole tramontava. Non ebbe così più problemi a farlo
tornare a
casa puntuale ogni sera. Ma quando il ragazzo crebbe aveva tanta
paura
del buio e degli spiriti che si rifiutava di uscire di casa alla
sera.
Così la madre gli mise al collo una medaglietta e lo
convinse che
finchè avesse avuto la sua medaglietta gli spiriti non avrebbero
potuto fargli alcun male.
Così il ragazzo ora si avventura nel buio stringendo forte la
sua medaglietta.
La "cattiva" religione rafforza la fede nella
medaglietta.
La "buona" religione gli insegna che gli "spiriti"
non esistono.
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Il Comandamento della Frutta
In una regione desertica gli alberi erano scarsi e la frutta
difficile
da trovare. Si diceva che Dio volesse fare in modo che ce ne
fosse
abbastanza per tutti e perciò apparve ad un profeta e gli disse:
"Questo
è il mio comandamento a tutta la generazione attuale ed a quelle
future:
nessuno mangerà più di un frutto a giorno. Così sia scritto
nel Libro
Sacro. Chiunque trasgredirà questa Legge, sarà considerato
peccatore nei
confronti di Dio e degli uomini".
La Legge fu osservata fedelmente per secoli, finché gli uomini,
con il
progresso scientifico, non scoprirono il sistema per trasformare
il
deserto in terra fertile. La regione divenne ricca di vegetazione
e di
bestiame, gli alberi si curvavano sotto il peso della frutta non
raccolta, ma la Legge sulla frutta continuava ad essere imposta
da parte
delle autorità religiose del paese. Chiunque facesse notare che
lasciare
marcire la frutta per terra era un delitto contro l'umanità,
veniva
tacciato di essere blasfemo e nemico della morale. Si diceva che
questa
gente che metteva in dubbio la saggezza della Sacra Parola di Dio,
fosse
guidata dallo spirito orgoglioso umano piuttosto che dallo
spirito della
fede e dalla sottomissione che solo può condurre alla Verità.
Nelle chiese si tenevano spesso prediche in cui si dimostrava
come tutti
coloro che infrangevano la Legge avessero fatto una brutta fine.
Non si
accennava neppure al numero altrettanto alto di quanti avevano
subito la
stessa sorte pur rispettando fedelmente la Legge o alla grande
massa di
quelli che prosperavano nonostante la loro disobbedienza.
Non si poteva far nulla per cambiare la Legge perché il profeta,
che
asseriva di averla ricevuta da Dio, era morto da molto tempo.
Probabilmente avrebbe avuto il buon senso di mutare la Legge in
base
alle circostanze, poiché aveva accolto la Parola di Dio non come
un
qualcosa da venerare, ma come uno strumento da usare per il bene
del
popolo.
Di conseguenza, alcuni disprezzavano apertamente la Legge, Dio e
la
religione. Altri la violavano in segreto e sempre con un certo
senso di
colpa, e la maggioranza si adeguava in modo rigoroso e si
considerava
"popolo eletto" per il semplice motivo che restava
fedele ad un usanza
ormai priva di senso di cui nessuno aveva il coraggio di
sbarazzarsi.
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Dio
"Scusa" disse un pesce dell'oceano ad un altro, "tu
sei più vecchio di
me e forse puoi aiutarmi". Dimmi: dove posso trovare quella
cosa
chiamata Oceano? L'ho cercata dappertutto inutilmente".
"L'Oceano" disse il pesce più vecchio, "è quello
in cui stai nuotando
adesso". "Oh, questo? Ma questa è solo acqua. Quello
che io sto cercando
è l'Oceano", disse il giovane pesce e deluso andò a
cercare altrove.
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Etichette
La vita è come una bottiglia di buon vino. Alcuni si
accontentano di
leggere l'etichetta sulla bottiglia, altri invece ne assaggiano
il
contenuto.
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