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Perché ho lasciato i TdG.L'esperienza di una donna che ha scelto di dissociarsi.

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Perché ho lasciato i TdG


Dopo 12 anni da che ero TdG, una bellissima mattina trovai nella mia cassetta della posta una busta contenente due audio cassette. Le ascoltai appena entrata in casa e  scoprii che contenevano delle esperienze raccontate da ex TdG. Vi si descriveva la realtà esistente all'interno della congregazione, realtà che io non avevo mai voluto ammettere, dato che il condizionamento mentale mi portava a sentirmi in colpa anche solo a scavare dentro me stessa in merito all'argomento, in quanto avrei aperto la mia mente ai dubbi.

Non mi dissociai molto in fretta in quanto non si smette di essere TdG solo perché si scopre che una scrittura è stata male interpretata dal corpo direttivo; del resto non ci si deve dissociare se prima non si escepsicologicamente dall'organizzazione, perché altrimenti è come non essersi dissociati. Mi resi conto tuttavia che questi disassociati e dissociati esistevano e che avevano qualcosa da dire e io volevo ascoltarli. Io non accettavo che non si potesse ascoltarli ma non ne avevo mai avuto l'opportunità. Come mai? Semplicemente perché i disassociati che conoscevo non mi volevano parlare perché erano ancora mentalmente dei TdG e, volendo rientrare nell'organizzazione, non intendevano violarne le regole, per fare una buona impressione agli anziani locali.

Tornando a noi, tutt'oggi, a distanza di 6 anni, non so ancora chi sia stato a spedirmi quelle cassette con le esperienze registrate da un programma radiofonico. Dopo averle ascoltate non mi sentii più sola perché compresi che anche altri soffrivano emotivamente come soffrivo io e che queste persone dentro l"organizzazione non potevano esprimere le proprie opinioni proprio come non potevo farlo io...

Insomma, tre mesi dopo circa trovai il coraggio di convocare gli anziani a casa mia e li informai che nonostante quel mese avessi fatto servizio (loro ne avevano le prove in quanto ero uscita con le loro rispettive mogli in predicazione) non avrei più consegnato loro il rapporto perché Gesù insegnò che la mano destra non deve sapere quello che fa la sinistra e che il fatto di segnarsi le ore dà adito a un sacco di lacci spirituali (e qui spaziamo dall'ipocrisia, al vantarsi, all'autocompiacimento, al giudicare gli altri, all'invidia, alla stupidità, e chi più ne ha ne metta...).

Gli anziani ci rimasero male e mi fecero notare che "Geova si serve del canale dell'organizzazione, ecc., ecc.". Li congedai molto educatamente con il sorriso sulle labbra e felice di aver esposto una mia opinione che mi assillava da anni, felice di aver agito finalmente secondo la mia coscienza... e di averne avuto il coraggio.

Da allora non smisi più di documentarmi e piano piano riacquistai fiducia nelle mie capacità di analisi. All'inizio non mi dissociai perché non ne vidi la necessità, perché mia sorella e tutta la sua famiglia sono TdG e io non volevo turbarli. Recentemente però mi sono dissociata perché l'esigenza di dare alle mie bimbe (di 5 anni e 21 mesi) una vita completamente normale secondo la nostra cultura e tradizioni locali (ad esempio fare l"albero di natale, portarle a visitare presepi, insegnarle ad amare il prossimo e Gesù...), ebbene la responsabilità e l'amore nei confronti delle mie bimbe sono stati decisivi.

Solo adesso comprendo che secondo me, è solo quando formalmente ti dissoci che veramente inizi un nuovo, significativo percorso.
Anna Corsi



Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
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09/03/2020
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