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Lettere
che la Betel - sede romana dei Testimoni di Geova -
ha
inviato
ai vari "anziani" in risposta a domande su
argomenti di vario genere.
Queste
lettere sono state inviate da un TdG nel forum
Infotdgeova
INDICE
DEGLI ARGOMENTI
-
Abbigliamento-acconciatura
Adunanze
Asilo
Assemblee
-
Associazioni
non riconosciute
Barba-baffi
Battesimo
-
Cassa integrazione Collette
Comitato di servizio Comitati giudiziari
-
Commemorazione Confetti e bomboniere Dichiarazione di fedeltà
-
Disassociati-dissociati Divorzio-separazione Domande bibliche
-
Falsa
religione Famiglia,
genitori, figli Feste
Fidanzamento
-
Funerali Immagini,
fotografie, fumetti, tatuaggi Lavoro armato
-
Lavoro legato a religione Lavoro secolare Lutto, tradizioni
sui morti -
Matrimonio, nozze
Medicina Ministri di culto
Neutralità
Ospedali
-
Panettone, pandoro, uova pasquali Pionieri
Raccomandazioni
-
Rapporti di servizio Registrazioni
congregazione
Riassociazioni
-
Rimozioni,
dimissioni Sala
del Regno Trasfusioni, trapianti
-
Scuola
Segnati
Servizio
di campo, visite ulteriori Sesso
-
Sindacati, sciopero
Sorvegliante Spiritismo Studi
biblici Studio familiare
Svago, ricreazione, caccia, pesca, sport -
Tasse, leggi di Cesare Testamenti Trasgressioni
varie
ABBIGLIAMENTO-ACCONCIATURA
COSA POSSONO FARE GLI
ANZIANI QUANDO CI SONO PERPLESSITÀ:
Di per sé il campo dell'abbigliamento rientra nella
sfera delle questioni personali. È indiscutibile che
nel fare le proprie scelte l'individuo risente
dell'influenza di vari fattori. Entro certi limiti la
persona tende ad adeguarsi inconsciamente alle norme
generalmente accettate nell'ambiente in cui vive.
Queste norme oscillano sotto la spinta delle mode
lanciate da stilisti, mode che spesso rispecchiano lo
spirito del mondo. Ai fattori esterni si aggiungono
quelli personali, i propri gusti in materia di
vestiario. Nel caso del cristiano egli riconosce la
verità secondo cui nessuno vive più per se stesso. (Ro
14:7) Riconosce di avere delle responsabilità verso gli
altri anche per il vestire. Chi sono questi altri? Paolo
li identifica. (1Co 10:31-33) Tali persone si trovavano
sia all'esterno che all'interno della congregazione. Questo
richiedeva discernimento. Al tempo di Paolo i greci non
avevano la stessa mentalità dei giudei. Inoltre la
mentalità poteva variare anche da congregazione a congregazione
Paolo
era disposto a sacrificare, se necessario, i suoi gusti
personali per amore del progresso della Buona Notizia. In 1Tm 2:9
riassume i principi che devono guidare il cristiano
nella scelta dell'abbigliamento. Sebbene riferiti alle
donne, valgono anche per gli uomini. L'abito che si
indossa deve essere adatto all'occasione, non
sessualmente provocante e non tale da far sorgere
perplessità sulla sanità di mente di chi lo porta.
Poiché nell'applicazione di questi princìpi
interviene l'elemento soggettivo, le pubblicazioni hanno
più volte trattato l'argomento per sensibilizzare i
singoli proclamatori e i corpi degli Anziani. Per es. Sg 184 indica
di non andare agli eccessi evitando di seguire la moda
che richiama l'attenzione su di sé. Indica che le
persone hanno gusti diversi e non ci attendiamo che
tutti vestano allo stesso modo. La G 22.3.85 p 22 elenca
le cose che secondo gli esperti si devono evitare quando
una donna va a un colloquio di lavoro, e W 15.9.72 dopo
aver ribadito che, salvo il caso di eccessi,
l'abbigliamento resta una questione personale, aggiunge
che i mariti e padri possono stabilire regole per i
componenti della famiglia. Gli A. non possono stabilire
regole, ma possono servirsi della loro conoscenza per
determinare se qualcuno dà chiaramente un cattivo es.
Possono decidere di non dargli preminenza nelle parti
per rappresentare la congregazione Tale azione sarebbe
governata, non dalla preferenza o dai pregiudizi di una
o 2 persone, ma dal giudizio del corpo degli A. nel
valutare le obiezioni sollevate. Perciò per quanto
riguarda l'abbigliamento di chi sale sul podio, nel caso
faccia sorgere perplessità il corpo degli A., dopo aver
valutato la cosa alla luce dei princìpi biblici e delle
circostanze locali, ha la facoltà di stabilire norme
ragionevoli alle quali tutti quelli che salgono sul
podio vorranno adeguarsi (SCD 5.8.87)
PER IL SERVIZIO DI CAMPO:
Il cristiano che è impegnato nell’opera di
predicazione dovrebbe comprendere la necessità di
vestire in modo convenevole, dignitoso, affinché il suo
ministero non sia pregiudicato. In Italia e nelle grandi
città crediamo che il procl. farebbe bene a indossare
la giacca e portare la cravatta mentre è impegnato
nell’opera di predicazione. Riteniamo che presentarsi
in camicia non sia indice di educazione. Naturalmente la
situazione potrebbe cambiare se il procl. è impegnato
in una zona rurale. Spetta al procl. in vista delle
circostanze locali e all’ambiente in cui intende
predicare e di ciò che è localmente ritenuto
appropriato e dignitoso, determinare come vestirsi
quando compie il suo ministero. Crediamo che ogni
testimone di Geova
sia desideroso di non essere motivo di inciampo alle
persone mentre è impegnato nell’opera di casa in casa
solo perché non è vestito in modo convenevole (SCB:SSA
29.8.75)
Avete fatto un annuncio alla congregazione dove è stato detto
che per nessun motivo si deve andare nel servizio di
campo, di casa in casa, senza giacca e cravatta, e
alcuni fratelli hanno obiettato perché in altre congregazione
i
fratelli vanno in servizio senza giacca e cravatta.
Riteniamo che questo sia un argomento nel quale non si
possa stabilire una norma in senso assoluto. Le
abitudini possono cambiare da un paese all’altro, le
circostanze possono essere diverse e a volte la
temperatura eccessivamente fredda o eccessivamente calda
può richiedere che si apportino cambiamenti
nell’abbigliamento per non riportare danni fisici. Ciò
non vuol dire andare agli estremi. Un principio biblico
è espresso in 2Co 6:3, 4. In 1Tm 2:9, 10 è riportato
un altro principio che benché dichiarato per le donne
cristiane, si può applicare benissimo anche agli
uomini. Gli A. della congregazione hanno la responsabilità di
determinare ciò che può essere per i migliori
interessi dell’opera perché non sia impedita da un
certo tipo di abbigliamento. Ad es. predicando in un
territorio rurale, alcuni hanno ritenuto appropriato non
indossare giacca e cravatta perché tale abbigliamento,
oltre a non essere pratico nel territorio, poteva
risultare fuori posto considerando l’ambiente e il
tipo di persone alle quali si doveva dare testimonianza.
In questo caso camicia e pantaloni puliti e ben stirati
possono risultare un abbigliamento appropriato. In altri
luoghi tale abbigliamento potrebbe essere considerato
poco rispettoso dalle persone che vi abitano e tali
persone ascolterebbero con migliore attenzione se chi si
presenta alla porta indossa anche giacca e cravatta.
Quindi, il luogo, il tempo, le circostanze, e altre
condizioni possono determinare quale tipo di
abbigliamento è più appropriato per rendere
testimonianza alla verità senza essere d’inciampo ad
alcuno (SCD:FPB 17.8.78)
Per quanto riguarda l'abbigliamento nel servizio, è
necessario che il corpo degli A. dia indicazioni su ciò
che è per i migliori interessi dell'opera. Bisogna
usare buon senso ed equilibrio non lasciandosi guidare
da gusti personali. L'abbigliamento deve rappresentare
degnamente il messaggio e non ostacolare l'opera.
Alcune riflessioni sono contenute in W 1.2.76 p 84, 85.
Se gli A. sono guidati da sani principi e ricercano i
migliori interessi della pura adorazione, non
stabiliranno regole non necessarie. A motivo delle
abitudini diverse e delle differenti mentalità da una
località all'altra anche all'interno della stessa
nazione non è possibile stabilire nei minimi
particolari ciò che è più appropriato in un posto o
nell'altro. I locali corpi degli A. dovranno determinare
cos'è più appropriato tenendo conto l'ambiente e la
mentalità, dando precise indicazioni e lasciando a
ciascuno la responsabilità di agire per i migliori
interessi della teocrazia (SCB:SSB 20.7.81)
Ci domandi se sia obbligatorio indossare la giacca
quando si va in servizio di casa in casa. Non vi è
nessuna regola che obbliga un Testimone a indossare la
giacca. Ma non vogliamo intendere con questo che non
possa, in certe circostanze, essere appropriato portare
la giacca. Gli atteggiamenti delle persone variano da
nazione a nazione, possono anche variare da territorio a
territorio nella stessa nazione. Piuttosto che cercare
una regola che stabilisca definitivamente sì o no, è
necessario che la persona esamini i suoi motivi per non
portare la giacca. Vi sono motivi che giustificano di
non portarla? Quale effetto può avere sul territorio il
fatto che io non porto la giacca, mentre mi presento
come un ministro cristiano? Potrebbero diverse persone
del territorio essere ostacolate nell'accettare la B.N.
perché considerano poco ordinato per uno che professa
di essere un ministro cristiano, presentarsi alla loro
porta senza giacca? In altre parole dobbiamo analizzare
le circostanze, come ad es. il tempo molto caldo,
l'attitudine delle persone, ecc. Se pensiamo che
potrebbe essere un ostacolo per alcuni del territorio,
per amore della B.N. saremo pronti a sacrificarci.
L'illustrazione della W 15.6.83, non stabilisce una
regola che quando uno va in servizio non ha bisogno di
portare la giacca. Ma implica solo una possibile
circostanza. (1Co 9:19; 10:31; 2Co 6:3, 4) Quindi non
possiamo stabilire una regola che stabilisca di portare
la giacca, come non possiamo dire che non si deve mai
portare, anche se portarla potrebbe sign. qualche
scomodità (SCB:SSC 23.8.83)
PER UN USCIERE:
In quanto all'abbigliamento, un usciere dovrebbe essere
pulito e ordinato. Questo sign. che generalmente avrà
giacca e cravatta. Ma puoi comprendere che c'è
differenza tra l'essere usciere in una congregazione e l'esserlo
in un'assemblea di distretto. Non c'è una regola
precisa al proposito, ma gli A. stabiliranno quale
abbigliamento sarà più appropriato per un usciere
(20.10.83)
CALZE:
Non ci risulta che un tipo di calze, come quello da te
descritto, sia stato usato all'inizio da alcune
prostitute negli USA verso gli anni '30. Potrebbe anche
essere, ma non abbiamo elementi utili che ci permettono
di confermare ciò. Sarebbe bene, invece, che tu avendo
sentito delle voci tra i fratelli, ti accertassi
ulteriormente della cosa, per vedere se queste voci sono
fondate o scaturiscono da una diceria. In altre parole,
tali fratelli possono dimostrare quello che dicono? Se
no, incorrerebbero nel pericoloso laccio del
pettegolezzo, cosa chiaramente da evitare tra i
cristiani. (21.3.88)
JEANS:
Che dire dell'indossare abiti di jeans per il servizio
di campo, le ad. o quando si sale sul podio? Alla voce
"blue jeans" il dizionario Treccani dice:
"Calzoni di tela ruvida e resistente con impunture
evidenti, in uso in molti paesi come calzoni di lavoro,
e venuti poi di moda soprattutto come calzoni sportivi,
indossati da giovani d'ambo i sessi; in origine di
colore azzurro oggi anche bianchi o in altre
tinte". I jeans rientrano in quello che oggi viene
definito "abbigliamento casual". Lo stesso
vocabolario alla voce "casual" dice: "Nel
linguaggio della moda, riferito a un tipo di vestiario,
anche unisex, di taglio giovanile, caratterizzato
soprattutto da grande semplicità e praticità d'uso,
adatto a essere indossato in ogni occasione e attività
della giornata, in casa, al lavoro, all'aperto, in città,
in campagna, in viaggio". Trattandosi di un capo di
vestiario prettamente sportivo, nel ns. paese sarebbe
sicuramente non appropriato per le attività teocratiche
l'uso dei pantaloni di jeans, sia per fratelli che per
sorelle, o per le sorelle di gonne e completi di tessuto
blue jeans che siano spiccatamente simili alla foggia di
questo particolare tipo di pantaloni (tela ruvida dal
caratteristico colore blu, impunture evidenti, etichette
col nome della marca, ecc.) che abbiano cioè
quell'insieme di caratteristiche che farebbero associare
tale capo di vestiario con attività diverse da quelle
in cui si sta impegnando nel ministero. G 8.2.87 p 16
D'altro lato il buon senso far evitare di escludere a
priori quei capi di abbigliamento che, pur essendo
definiti jeans, non hanno tali marcate caratteristiche e
possono rientrare nell'ampia gamma di abiti decorosi e
appropriati nelle attività teocratiche (SCD 5.8.87)
BIKINI:
Ci viene chiesto cosa ne pensiamo dei bikini. Né il
Corpo Direttivo né gli A. locali hanno la responsabilità
di stabilire regole per determinare se una moda è
accettabile o no. Naturalmente darete consigli, se
necessario, secondo i princìpi biblici riguardanti ciò
che modesto e puro. (1Tm 2:9) Come A. prenderete in
considerazione se uno va agli estremi nella moda, e
deciderete se può avere speciali privilegi o servire
sul podio. Km 3.69 p 7 Comunque qualsiasi decisione non
si baserà su quello che potrebbero essere le vs.
preferenze personali, ma su ciò che è meglio per la congregazione
e promuovere il servizio del Regno (SSH:SSI
6.6.83).
ADUNANZE
MODIFICARE L’ORARIO DELLE AD.:
Riguardo all’orario delle ad., Om 62, dice: “In ogni
congregazione i giorni e gli orari delle ad. vengono stabiliti
secondo ciò che è convenevole per la maggioranza dei
procl. La cosa può essere valutata tramite gli A. con
uno spirito di reciproca considerazione e amore
fraterno”. La responsabilità ricade principalmente
sul corpo degli A. che deve valutare se proporre o no un
cambiamento di orario alla congregazione Si accerterà che
quanto proporrà sia nei migliori interessi della congregazione
e a favore delle attività teocratiche. Naturalmente,
per attuare un cambiamento, il corpo degli A. dovrà
ottenere l’approvazione della congregazione È bene che la
congregazione abbia la possibilità di riflettere sulla proposta
presentata e dare ai componenti di una famiglia
l’opportunità di consultarsi privatamente. Gli A.
potranno anche dare alla congregazione brevi indicazioni sui
motivi che li hanno spinti a proporre il cambiamento.
Km 2.78 p 1; Km 8.79 p 1. Non sarà sempre possibile
accontentare tutti. Gli A. da parte loro vorranno
mostrarsi scrupolosi e attenti ai reali bisogni della congregazione
mentre tutti sono incoraggiati a manifestare il
corretto atteggiamento cristiano. Km 12.94 p 2 (SCD:SSD
2.2.96)
UNIRE DUE
CONGREGAZIONI
PER IL PERIODO ESTIVO:
Ci esprimiamo in relazione a se è corretto che 2 congregazione
che usano la stessa Sala, durante il periodo estivo
delle ferie, tengano un'unica ad. la domenica, a motivo
del poco afflusso di procl. e anche perché quasi tutti
gli A. sono fuori per le vacanze. Crediamo che ciò non
sia appropriato. È bene che ogni congregazione continui a
tenere le proprie ad. anche nel periodo estivo. Sarebbe
appropriato che gli A. prestabilissero in anticipo
quando essi e la loro famiglia prenderanno il tempo
delle loro vacanze in modo tale da org. affinché alcuni
di loro siano sempre presenti e la congregazione abbia la
dovuta cura e direttiva anche nel periodo estivo (SCC:SSC
4.11.85)
COMPORTAMENTO DURANTE IL CANTICO E LA PREGHIERA:
Ci dite che durante i cantici alcune coppie di giovani
sposi si tengono abbracciati appassionatamente. Ci
chiedete pure se è una posizione di rispetto cantare
con le mani in tasca. Crediamo che non sia il caso di
stabilire quale posizione assumere quando si cantano i
cantici o quando si ascolta una preghiera. Si deve però
tenere in considerazione che siamo in un luogo di
adorazione e che ci rivolgiamo al Creatore. Quando si
prega è d’uso invitare gentilmente l’uditorio ad
assumere una posizione di rispetto. Alcuni atteggiamenti
risultano essere involontari, come appoggiarsi allo
schienale della sedia davanti, o forse tenere le mani in
tasca. Eviteremo di essere critici riguardo alla
posizione assunta da qualcuno se non costituisce un vero
problema e se non distrae gli altri. Quando accennate ad
abbracci appassionati, ci è difficile immaginare come
ci si possa abbracciare appassionatamente durante
un’ad. Se il comportamento di qualcuno risultasse
indecente, o distraesse l’attenzione di molti, o
recasse disturbo, dopo gentili avvertimenti, la persona
potrebbe essere invitata ad uscire dalla Sala. Ma
crediamo che non sia la situazione che ci presentate. Se
ritenete che qualcuno abbia bisogno di suggerimenti,
potete sentirvi liberi di offrirli, rispettosamente e
senza imporre comportamenti o preferenze personali. Se
si tratta di un gesto affettuoso come tenere sotto
braccio il proprio coniuge, mettergli una mano sulla
spalla o tenere per braccio un figlio, non vi sarebbe
motivo di preoccupazione. Non sarebbe il caso di
sindacare sugli atteggiamenti assunti nella Sala.
Accertatevi, ogni volta che decidete di avvicinare
qualcuno per dare gentilmente qualche suggerimento, di
avere più che validi motivi. I fratelli comprenderanno
i seri motivi che vi hanno spinto ad avvicinarli e
saranno lieti di adeguarsi al corretto comportamento,
onde agire in maniera degna della B.N. (SCD:SSD 13.7.93).
ADUNANZA PUBBLICA:
PREPARARE DISCORSO PUBBLICO CON UNA SCENA BIBLICA:
Sarebbe tua intenzione preparare un discorso il cui
materiale sarebbe rappresentato da almeno 5 fratelli. In
altre parole faresti rivivere il processo fatto a Gesù
circa 2000 anni fa mediante una dimostrazione con
personaggi che fungerebbero da attori. Sarebbe una
rappresentazione di un dramma anche se in chiave
moderna. Ti informiamo che la società ha espresso il
suo parere scoraggiando iniziative del genere. Tale
rappresentazione creerebbe non poche difficoltà e
darebbe origine al altre iniziative private che
potrebbero facilmente degenerare. Inoltre predisporre
una rappresentazione del genere farebbe perdere di vista
il motivo per cui sono presentate delle informazioni,
l'uditorio sarebbe maggiormente colpito dalla
rappresentazione scenica piuttosto che dal contenuto.
Pensiamo sia bene evitare di preparare un discorso del
genere orientandosi piuttosto verso la normale
presentazione delle informazioni mediante un regolare
discorso che abbia l'approvazione del corpo degli A. (SCA:SSF
4.4.80)
SP NON DEVE SEGUIRE L’ORATORE CON LO SCHEMA DEL
DISCORSO:
Non crediamo che sia il caso che il SP segua tutti gli
oratori pubblici per controllare se il materiale è
aggiornato o corrisponde allo schema. Se durante
l’ascolto di un discorso dovesse udire qualcosa che
non gli è chiaro, potrebbe chiedere maggiori
informazioni all’oratore per comprendere la base di
una certa informazione citata. Tutti gli schemi che
vengono ora usati per i discorsi pubblici sono
sufficientemente aggiornati da non aver bisogno di
esserlo ulteriormente. Se l’oratore dovesse trovare un
aspetto dello schema che viene ora contraddetto da un
nuovo intendimento, perché ritrattato su pubblicazioni
dello Schiavo più recenti, dovrebbe aggiornare la sua
esposizione, citando la fonte dell'intendimento
corretto. Ciò che è scritto nella W 1.4.90, p 22, si
riferisce a contestazioni fatte da persone non nella
verità, per cui dovremmo accertarci di citare sempre
autorità fidate come base di quanto stiamo sostenendo.
(SCB:SSB 12.4.90)
FARE UNA PAUSA DOPO IL DISCORSO PUBBLICO?:
Prendendo in esame la vs. domanda, se fare una pausa
dopo il discorso pubblico e prima dello st. TG, pensiamo
sia una cosa da stabilire sul posto, in quanto che non
vi sono disposizioni in merito (SCA:SSB 6.7.87)
RIMBORSO SPESE DI VIAGGIO ALL’ORATORE:
Per quanto riguarda il rimborso delle spese di viaggio
per l'oratore pubblico proveniente da fuori vi
incoraggiamo ad attenervi alle informazioni indicate
nella C. del 16.8.85. Si chiederà all'oratore
l'ammontare delle spese di viaggio sostenute e si
effettuerà il rimborso. Naturalmente perché questo
possa essere effettuato è necessario che mediante
risoluzione la congregazione approvi di rimborsare le spese ai
vari oratori che vengono da fuori. (SCF:SSF 25.7.94)
TORRE DI GUARDIA:
DESIGNARE ALTRI A. COME CONDUTTORI:
La disposizione che venne inserita nel settembre nel
Ks77 e riportata nel Km 10.77 p 3 e Km 10.81 p 3, è
stata annullata e sostituita dal Ks91. Pertanto, come
detto a p76, solo in assenza del conduttore dello st.
TG, un A. qualificato potrà essere incaricato a
condurre l'ad. (SCD:SSD 28.2.94)
IL PRESIDENTE DEVE MENZIONARE IL TEMA DELLA TG?:
Non è necessario che il presidente dell'ad. pubblica
dica specificamente il tema o l'edizione della W che
verrà trattata immediatamente dopo, benché lo potrebbe
anche fare. Potrebbe essere anche lo stesso CSTG a
citarlo all'inizio della sua considerazione. (SCB:SSB
12.4.90)
STUDIO DI LIBRO:
CONDUTTORE E LETTORE IN GIACCA E CRAVATTA:
Essendo lo SL un'ad. di congregazione è appropriato che il
conduttore indossi giacca e cravatta sia che lo st. sia
tenuto nella Sala del Regno che in una casa privata. Non sarebbe
appropriato condurre lo st. in camicia. È un'ad.
cristiana e non è inferiore allo st. TG. Per quanto
riguarda il lettore, pensiamo che se egli si pone di
fronte all'uditorio per leggere, sarebbe bene che avesse
giacca e cravatta. Qualora però il lettore leggesse dal
suo posto, allora si potrebbe decidere che non indossi
la giacca se non lo desidera (SCB:SSC 25.8.76)
Lo SL tenuto in una casa privata è pur sempre un'ad. di
congregazione Il conduttore e il lettore saranno pertanto
vestiti come per qualsiasi altra ad. tenuta nella Sala del Regno
(SCA:SSC 31.8.83)
In quanto allo stabilire se il lettore dello SL debba o
no portare la cravatta nello svolgere tale incarico, non
possiamo limitarci a dire sì o no. Sono da prendere in
considerazione i princìpi biblici indicati. Uno è
menzionato in 1Tm 2:9, dove Paolo dice che le donne (e
ovviamente si applica anche agli uomini) dovrebbero
adornarsi con veste convenevole e con modestia e sanità
di mente. Applicando questo principio all'abbigliamento
del lettore dello SL, invece di stabilire regole ci
lasceremo guidare dalle circostanze e dall'ambiente e di
conseguenza, dall'effetto che tale fratello darebbe a un
determinato uditorio usando quel particolare
abbigliamento. I fratelli sono turbati o riconoscono le
particolari circostanze e non ne fanno caso? Inoltre, il
fratello è di fronte all'uditorio e gli occhi sono
puntati su di lui o lo st., essendo tenuto in una casa
privata, è tenuto in modo non formale o attorno a un
tavolo? Anche questo potrebbe influire sulla decisione
da prendere. Naturalmente quando si tratta della Sala del Regno,
sarà opportuno mantenere un aspetto come è comune in
tutte le S.d.R, usando giacca e cravatta. Questo perché
il lettore che appare di fronte all'uditorio agisce come
rappresentante dell'org. di Geova. Ricopre un incarico
privilegiato ed espone delle verità che sono contenute
nelle pubblicazioni per mezzo della lettura (SCB:SSE
22.8.84)
Dici che andare all SL ti crea problemi per la tua
salute. Comprendiamo come ciò possa essere possibile
specialmente se l’ambiente non è riscaldato e si è
nel pieno dell’inverno. Ma, desiderosi di preservare
la pace e l’unità della congregazione non sarebbe saggio
cercare di risolvere il problema indossando vestiario
pesante come una maglia di lana sotto la giacca? Molti
fratelli col tuo stesso problema hanno risolto la cosa
in questo modo, proteggendo la loro salute e continuando
ad avere privilegi di servizio in armonia alle
disposizioni prese dal corpo degli A. Ti lamenti perché
dici che gli A. hanno stabilito una regola in merito a
come devono vestirsi coloro che hanno il privilegio
della lettura e della preghiera. Secondo te non vi sono
direttive dell’Org. in merito. Non siamo d’accordo
su ciò. Nelle pubblicazioni vi sono stabiliti dei
principi in ordine e dignità in quanto a come i
cristiani dovrebbero vestirsi alle ad. e anche se tali
principi non indicano modi specifici di vestirsi,
dovrebbero guidarci, specialmente quando abbiamo parti
da svolgere. Om 62; Sg 185; Km 10.82 p 2 E dato che vi
sono dei principi e non cose specifiche, spetta proprio
agli A. e non a ciascun membro della congregazione la
responsabilità di valutare cosa è ordinato e dignitoso
da portare secondo l’ambiente e la congregazione locale. Tutti
i fratelli per amore della pace e per rispetto
dell’operato dello spirito santo per mezzo degli A.
dovrebbero essere pronti ad aderire a tali valutazioni e
disposizioni. (SCB:SSA 24.6.86)
IL LETTORE DEVE ALZARSI IN PIEDI?:
Per quanto riguarda la lettura dei § alla TG sarebbe
bene che il lettore al momento di leggere i § si
alzasse in piedi, mentre per la lettura dei § allo SL
non vi è alcun suggerimento. Il lettore può rimanere
seduto come alzarsi in piedi, sarà stabilito localmente
(SCA:SSB 6.7.87)
SE NON CI SONO LETTORI QUALIFICATI:
Per quanto riguarda la lettura dei § allo SL, vale
quanto è detto in Om 101. In assenza di un fratello
battezzato qualificato, sarà usata una sorella
battezzata qualificata. Se non ci sono né l'uno né
l'altra, si potrà usare un procl. non battezzato
qualificato, o al massimo una procl. non battezzata
qualificata. Andando ancora oltre, se dovessero mancare
anche questi, si userà una persona presente che ha una
buona condotta e che è capace (SCB:SSD 26.2.80)
PREGHIERA:
Per quanto riguarda la preghiera a un'ad., se colui che
pronuncia la preghiera è invitato a salire sul podio e
a mettersi di fronte all'uditorio, non sarebbe
appropriato che fosse senza giacca e cravatta. Ma se sarà
invitato a pronunciare la preghiera rimanendo al suo
posto fra l'uditorio, non è estremamente necessario che
indossi la giacca se in quel momento è vestito
diversamente (SCB:SSC 26.8.77)
Riguardo al fatto di invitare un cristiano maturo a
rappresentare in preghiera la congregazione non si tratta di
vedere se è battezzato da poco o da molto, ma se è
maturo dal punto di vista degli A. (DC 21.8.87)
NUM. DEI PRESENTI:
Notiamo che nella congregazione vi sono 4 SL con una media di 96
presenti. Questo sign. una media di 24 presenti per st.
Stando così le cose pensiamo che dobbiate valutare la
possibilità di aprire un nuovo centro di raduno affinché
in media vi siano non più di 20 persone per ogni centro
(SSA 6.3.84)
TENERE UNO SL A CASA DI UNA GUARDIA GIURATA:
Ci chiedete in merito al fatto se sia appropriato tenere
un centro di SL a casa di un fratello che è una guardia
giurata e che porta la pistola. Ci chiedete se usare la
casa del fratello come luogo di raduno sia da
considerarsi uno degli speciali privilegi che menziona W
1.1.84 p 26. La risposta è no. Quindi se i fratelli non
sono turbati del fatto che sarà usata la casa di questo
fratello che come dite è esemplare sotto tutti gli
aspetti e si sta sforzando di mettere la sua vita in
armonia con i princìpi biblici anche in quanto al suo
lavoro, non vediamo perché la sua casa non possa essere
usata come luogo di raduno. Servendovi della sua casa
non è lui che riceve qualche incarico nella congregazione
Gli
speciali privilegi riguardano privilegi che concernono
lo stare davanti come es. nella congregazione Quindi l'uso della
sua casa come luogo di raduno non rientra nei speciali
privilegi (SCB:SSA 19.7.85)
VISITE DEL SS.:
In relazione alle visite del SS localmente gli A.
prenderanno le disposizioni che riterranno più
opportune per la congregazione e per i vari SL. O il SS condurrà
lo SL oltre che pronunciare il discorso finale di 15
min. o per quell’occasione farà tenere lo SL al
proprio assistente anche se è un SM. Nel caso non abbia
alcun assistente, un altro CSL potrebbe per
l’occasione condurre lo SL mentre il SS effettuerà la
visita (SCE 10.12.85)
SCUOLA DI MINISTERO TEOCRATICO:
ABBIGLIAMENTO E ACCONCIATURA:
È valido quanto dice Sg 185, sia che si tratti di un
adulto o di un ragazzo l'esigenza è la stessa. È
chiaro che bisogna usare ragionevolezza. A volte ci
possono essere circostanze eccezionali come il caso del
ragazzo col braccio ingessato che non può indossare la
giacca. A meno che non sussistono tali circostanze
eccezionali, il SSMT è autorizzato a vietare di
pronunciare il discorso a chi non è disposto ad
attenersi alla norma (SCB:SSB 20.7.81)
Pensiamo che uno studente a cui è assegnato un discorso
nella SMT dovrebbe indossare giacca e cravatta se si
tratta di un uomo. Dato che alla Scuola vengono dati
suggerimenti perché, tra le altre cose, lo studente
divenga qualificato come oratore pubblico, si dovrebbe
pretendere anche che il suo abbigliamento sia conforme
a quanto è richiesto per colui che serve già come
oratore pubblico Sg 130 (SCA:SSC 31.8.83)
Il SSMT determinerà il da farsi se uno studente ha i
capelli lunghi, offrendo consigli e suggerimenti.
Dipende molto da quanto sono lunghi i capelli, comunque
l'acconciatura dello studente non dovrebbe essere motivo
di critica nella congregazione (SCA:SSC 31.8.83)
ISCRIZIONE DI BAMBINI:
Ci chiedete se si possono iscrivere alla SMT bambini di
7 o 8 anni. Om non stabilisce un’età minima per
potersi iscrivere, ma precisa: "Possono iscriversi
tutti quelli che frequentano attivamente la congregazione
sempre
che non conducano una vita in contrasto con i princìpi
biblici". Ne consegue quindi che gli A. locali
applicando quanto è detto nel summenzionato libro,
dovranno determinare chi può iscriversi alla SMT (SCA:SSC
24.1.84)
CONSIGLIARE SU PUNTI CHE NON ERANO STATI INDICATI:
Ci domandi se il SSMT può consigliare uno studente su
punti che non gli sono stati indicati in anticipo. La
risposta è no. Si dovrà sempre consigliare sul punto
su cui lo studente si è preparato, altrimenti potrebbe
scoraggiarsi essendo consigliato su aspetti su cui non
si è potuto preparare. Naturalmente se il SSMT nota che
lo studente ha una carenza nella presentazione del
discorso assegnato, e su tale aspetto non doveva
prepararsi, metterà un cerchio intorno a qual punto e
inviterà lo studente a prepararsi su quel punto per la
successiva assegnazione, non seguendo quindi
necessariamente l'ordine progressivo indicato sul foglio
Consigli sui Discorsi (SCB:SSA 8.1.87)
METTERE IN PROGRAMMA UN'INTERA FAMIGLIA:
Se la famiglia è d'accordo e non trova difficoltà,
potrebbe anche essere completamente inserita nel
programma della Scuola di un'unica serata (SCA:SSC
31.8.83)
ASSENZE:
Non è più richiesto che le assenze siano registrate
sul foglio dei consigli (SCA:SSC 31.8.83)
ANDARE FUORI TEMPO:
Il SM a cui è assegnato il discorso N. 1 della SMT e
che supera costantemente il tempo, nonostante sia stato
debitamente consigliato e aiutato, potrebbe perdere
questo privilegio. Comunque spetta al locale corpo degli
A. determinare il da farsi (SCA:SSC 31.8.83)
PRESENTARE CHI SVOLGE I PUNTI NOTEVOLI:
È responsabilità del SSMT stabilire se sarà colui che
pronuncia il discorso di istruzione a presentare l'A.
che svolgerà la parte successiva o se dovrà farlo il
SSMT (SCA:SSC 31.8.83)
SORELLA PUÒ AVERE COME PADRONE DI CASA UN FRATELLO:
Ci chiedi se quando una sorella "fa un
sermone" può avere come padrone di casa un
fratello. Di solito si preferisce che le sorelle abbiano come padrone di casa altre sorelle. Comunque,
se a motivo di una particolare ambientazione del
discorso fosse necessario far partecipare un fratello,
non ci sarebbero obiezioni in merito (DB 6.3.87)
Per i discorsi alla SMT è molto meglio che colui che
funge da padrone di casa sia una donna per evitare che
si pensi che la studente insegni ad un uomo (SCA:SSD
28.2.80)
DISCORSI DI ESERCITAZIONE FATTI DA A.:
Tutti gli iscritti alla SMT sono da inserire nel
programma dei discorsi di esercitazione in circostanze
normali. Questo vale anche per gli A. Ma vi sono
circostanze in cui non sarebbe consigliabile agli A.
preparare anche discorsi di esercitazione. Perché? A
motivo dei pochi A. nominati in una congregazione che saranno
già molto impegnati a preparare discorsi di istruzione,
punti notevoli e parti nelle ad. di servizio. Vengono già
adoperati per pronunciare molti discorsi in cui è
preferibile che vengano impiegati oratori qualificati.
Quindi sarebbe troppo impegnativo per questi A. dover
preparare anche discorsi di esercitazione, forse a
discapito del tempo da dedicare a visite pastorali e
altri impegni teocratici. Certo sarebbe utile poter
mettere in programma A. per pronunciare discorsi di
esercitazione se vi sono diversi A. nella congregazione Sarebbero un es. di umiltà e di efficace preparazione
per gli altri fratelli. Suggeriamo che sia il corpo
degli A. locale a valutare cosa sia meglio che essi
svolgano a livello di discorsi da pronunciare alle
varie ad., compreso la SMT (SCB:SSA 2.1.87)
DOVREBBE UN PRESIDENTE DARE INIZIO ALLA SMT?
Nelle istruzioni per il 96 che potete trovare in
relazione alla SMT viene detto che la scuola deve
iniziare in orario con cantico preghiera e benvenuto,
poi seguendo il programma prestabilito. Pertanto non
viene indicato chi deve dare inizio all’ad.
Normalmente è il SSMT che come tale dà inizio
all’ad. seguendo le istruzioni succitate (SCC:SSC
27.11.95)
Non crediamo sia necessario un presidente perché
"coordini" la SMT con l'ad. di servizio.
Potrebbe essere direttamente il SSMT a introdurre
l’ad. di servizio con qualche parola di collegamento.
(SCB:SSB 12.4.90)
RIPETIZIONE SCRITTA:
L'espressione "tutti dovrebbero avere le domande
per la ripetizione", utilizzata nel "Foglio
delle risposte per la ripetizione", va letta
tenendo presente chi sono coloro ai quali viene data
una copia del Km. Puoi vedere quanto viene detto nel Km
2.87 dove viene precisato a chi può essere data una
copia di questa pubblicazione. Naturalmente chi è
iscritto alla SMT rientra in questa categoria. Quindi
l'idea espressa è quella che il SSMT incoraggerà
tutti coloro che ricevono il Km a portare la copia
personale dell'inserto che contiene le domande. Per
quanto riguarda la possibilità di fare delle fotocopie
del Modulo S98 per coloro che servono come consiglieri
per le altre classi, non crediamo sia opportuno far
questo. È piuttosto appropriato che il SSMT informi in
anticipo gli altri consiglieri delle domande in
questione affinché essi possano prendere i necessari
appunti ed evidenziare tale aspetti notevoli mentre
offrono i loro consigli (SCD 4.4.91)
ADUNANZA DI SERVIZIO:
RESOCONTO MENSILE
La dichiarazione della W 1.12.90 p 24, dove è detto che
una volta al mese ''il ministro che tiene la contabilità
legge un breve resoconto'', è di carattere generale e
non esclude la possibilità che il resoconto mensile
possa essere talvolta presentato alla congregazione da un
fratello diverso da colui che si occupa della contabilità
(SCD 4.4.91)
DIMOSTRAZIONI: SORELLA PUÒ AVERE COME PADRONE DI CASA
UN FRATELLO:
Ci chiedete se una sorella, in un'ad. di servizio, può
presentare un soggetto ad un fratello che funge da
padrone di casa, oppure se viola 1Tm 2:12. Dobbiamo
ricordare che se una dimostrazione costituisce un
diretto insegnamento da parte di una sorella, allora
nessuna sorella potrebbe partecipare ad una
dimostrazione. Ma il fatto è che chi presiede una parte
dove viene presentata una dimostrazione è colui che dà
l'insegnamento e non quelli che fanno la dimostrazione.
Infatti è lui che org. le dimostrazioni, fa le prove,
la dirige, stabilisce cosa verrà detto o fatto, quindi
è lui l'insegnate non la sorella. Per questo motivo
quando le sorelle parlano dal podio devono farlo
attraverso un presidente e mai direttamente
all'uditorio. Comunque per evitare che sorgano dubbi o
turbamento nella mente di alcuni della congregazione sarebbe
sempre meglio usare una sorella con una sorella per ogni
dimostrazione, e un fratello con un fratello. Così si
eviterà di perdere tempo in discussioni che hanno poca
importanza (SCB:SSA 25.11.85)
L’AD. DI SERVIZIO DOVREBBE ESSERE INIZIATA DA UN
PRESIDENTE? COME SI DOVREBBE CONCLUDERE?
Il SP prepara il programma assegnando le varie parti. Di
solito il fratello a cui sono assegnati gli annunci
locali dà inizio con il cantico e introduce l’ad. di
servizio, a meno che nelle istruzioni non sia indicato
specificamente che un A. svolgerà quella determinata
parte. Per quanto riguarda la conclusione dell’ad. col
cantico e la preghiera, nelle congregazione dove vi sono diversi
fratelli qualificati, può essere buono che uno diriga
il cantico e un altro sia invitato a pronunciare la
preghiera conclusiva (SCC:SSC 27.11.95)
A CHI CONSEGNARE IL KM:
Puoi vedere quanto viene detto nel Km 2.87 dove viene
precisato a chi può essere data una copia di questa
pubblicazione. Naturalmente chi è iscritto alla SMT
rientra in questa categoria (SCD 4.4.91)
Come è precisato nel Km 12.70 p 4, il Km dovrebbe
essere dato ai procl. regolari e irregolari, a tutti i
P. e a tutti gli altri che assistono con una certa
regolarità alle ad. di servizio e forniscono
l’indicazione di voler partecipare al ministero di
campo, facendo un certo progresso in tal senso. Non se
ne dovrebbe fare quindi una distribuzione generale.
(SCA:SSF 22.12.81)
ADUNANZE PER IL SERVIZIO DI CAMPO
FIGLI CHE VANNO ALLE COMITIVE SENZA I GENITORI
Ci chiedete come risolvere il problema presentato dai
giovani che si presentano alle comitive, frequentate da
pochi adulti per poterli accompagnare e aiutare. Ci
chiedete se dovreste stabilire che i figli possono
uscire solo con i genitori. In questi casi pensiamo sia
necessario tenere in mente il comando di Cristo in Mt
19:14 che dice: "Lasciate stare i fanciullini ...
poiché a tali appartiene il Regno dei cieli". Da
questo si comprende che sarebbe sbagliato dire che i
figli devono uscire solo con i genitori. Infatti, se i
genitori non possono, per varie circostanze familiari,
portare i figli in servizio con loro, i figli si
scoraggerebbero e forse ciò accadrebbe anche ai
genitori. Comunque questo non sign. che non dovremmo
incoraggiare i genitori che possono farlo, ad uscire in
servizio con i figli. Si può ragionare su Efe 6:4,
mostrando come la cura diretta da parte dei genitori
verso i figli è un incoraggiamento per questi ultimi
che impareranno a confidare nei loro genitori per essere
aiutati nei loro bisogni spir. Dobbiamo anche essere
ragionevoli e capire genitori che hanno molti figli e
non possono portarli tutti insieme nel servizio. Oppure
le circostanze possono in altri modi non permettergli di
essere presenti alle comitive, mentre i figli potrebbero
parteciparvi. In questi casi non vorremmo scoraggiare né
gli uni né gli altri, mandando a casa i figli non
accompagnati dai genitori. Questo potrebbe causare un
raffreddamento nella verità, sia ai figli che ai
genitori. Come si può risolvere il problema allora?
Dopo aver fatto il possibile per incoraggiare i genitori
ad essere presenti alle comitive per accompagnare i
figli, potrà accadere che vi siano ancora molti giovani
e pochi adulti per accompagnarli in servizio. A questo
punto si rende necessario che un adulto porti più di un
fanciullo con lui. Forse un A. potrà accoppiarsi con
uno di questi, formare un'altra coppia di fanciulli e
uscire con tutti questi sullo stesso territorio.
Entrambe le coppie lavoreranno vicine così che l'A.
possa sorvegliare i 2 giovani che lavorano insieme,
mentre egli svolge il servizio e addestra il giovane che
è con lui. Nel caso che questi giovani non si possano
accoppiare perché non sono in grado di fare servizio
andando in 2 alle porte, l'A. dovrà portarne con sé più
di uno, 2 o tre. Anche in questa circostanza l'A. dovrà
essere gioioso nel suo servizio. Alle porte si potrà
spiegare il motivo per cui si è andati in 4, dicendo
che quei giovani stanno imparando a predicare la B.N. Ciò
potrà servire come eccellente testimonianza alle
persone che vedono questi fanciulli dedicarsi ad
un'opera cristiana. Quindi si potrebbe fare tutto il
possibile per aiutare i più giovani ad uscire in
servizio e non mandarli a casa. Se poi nella congregazione
ci
sono adulti che potrebbero sostenere di più le
comitive, si potrebbero incoraggiare facendo notare il
problema che la congregazione ha per aiutare i fanciulli
(SCC:SSB 22.1.81)
Quando i giovanissimi si impegnano con noi
nell’attività di campo è una cosa buona, ci fa molto
piacere portarli con noi per addestrarli ulteriormente e
per salvaguardarli da cattive vie mondane. Chiaramente
quando questo si protrae nel tempo potrebbe essere fonte
di scoraggiamento, dovendo uscire sempre con dei
bambini in servizio di campo. Quindi sarebbe bene
parlare ai genitori di questi ultimi, facendogli
comprendere che la primaria responsabilità per
l’addestramento dei figli spetta loro e non ai
fratelli della congregazione Sarebbe bene che fossero i genitori
a condurre i figli nel servizio di campo. Comunque come
dice Om 99, 100 anche altri nella congregazione possono voler
aiutare i giovani, ma chiaramente non deve essere un
peso ma una gioia. Pertanto, se alcuni procl. non si
sentono di condurre con loro dei bambini possono farlo
presente in modo da prendere disposizioni di conseguenza
(SCA:SSB 30.7.87)
UN SM PUÒ CONDURRE L’AD. IN PRESENZA DI UN A.?
Per quanto riguarda l’ad. per il servizio di campo,
esaminando Om 44, 7677, troverete che viene indicato
che CSL deve preoccuparsi sia di provvedere sufficiente
territorio e anche di disporre, se egli non è presente,
che un altro A. o SM diriga la comitiva. Pertanto se
viene stabilito in anticipo che sia un SM a presiedere
a questa ad. perché non è prevista la presenza di
nessun A., se poi un A. arriva all’ultimo momento,
perché dovrebbe sostituirlo? C’è qualche ragione per
farlo? La cosa importante è che l’ad. sia ben
preparata e sia veramente di utilità ed edificante per
i presenti (SCC:SSC 27.11.95)
SORELLE CHE CONDUCONO LE AD. PER IL SERVIZIO DI CAMPO:
C’è stato qualche malinteso circa le sorelle che
conducono le ad. per il servizio di campo quando non
sono presenti fratelli dedicati e idonei per prendere la
direttiva. In questi casi una sorella dedicata e idonea
dovrebbe fungere da sostituto per tenere le ad. Si
raccomanda che gli A. designino delle sorelle in grado
di farlo quando ne sorge il bisogno. Dato che la sorella
prenderebbe il posto di un fratello, dovrebbe portare un
copricapo. Può seguire il modello delle sorelle che
pronunciano discorsi di esercitazione nella SMT.
Rimanendo seduta insieme al resto del gruppo, la sorella
può avviare una conversazione di gruppo sulla scrittura
del giorno, sul materiale indicato nel Km o su altri
punti che hanno relazione con l’attività di campo di
quel giorno. Se una sorella dedicata viene invitata a
dire la preghiera, dovrebbe portare un copricapo (CO-DO
30.5.87)
COLAZIONE AL BAR IN GRUPPO DOPO LA COMITIVA?
Ci dite che si era presa l’abitudine, dopo aver tenuto
l’ad. del servizio di campo, che i fratelli si
recavano a fare colazione al bar, compresa la
maggioranza degli A., creando a diversi procl. un
problema, perché erano costretti a sottrarre tempo al
servizio di campo, mentre aspettavano i loro compagni
che finivano di far colazione. Cercando negli INDICI
delle pubblicazioni disponibili all'esponente
"Ministero di campo" alla voce "ad. per
il servizio di campo', alla voce secondaria
“durata", troverete indicate varie pubblicazioni,
fra cui il Km 7.88 e 12. 88 e 5.86. Facendo un accurato
studio di tale materiale troverete un filo conduttore
che mette in evidenza che le ad. per il servizio di
campo dovrebbero essere ben preparate e brevi non
superando i 15 min., infatti l’obiettivo data
l'urgenza dei tempi è quello di raggiungere quante più
persone è possibile per trasmettergli la B.N. Quindi
una volta terminata l'ad. e detta la preghiera, ci si
dovrebbe recare immediatamente nel servizio di campo
sfruttando al massimo il tempo programmato tenendo conto
anche della necessità che i P. hanno di raggiungere
certe mete e anche quelle di altri fratelli che
desiderano impiegare appieno il tempo a ns. disposizione
nel ministero di campo (20.3.95).
ASILO
MANDARE I FIGLI ALL'ASILO:
In relazione al mandare i propri figli all'asilo, ti
segnaliamo alcuni art. che affrontano direttamente o
indirettamente il problema. G 8.2.79 p 68; W 1.5.79 p
24; W 1.2.83 p 30, 31; G 22.2.78 p 8; Famiglia 97102
Riguardo al concedere ad un genitore che manda i propri
figli all'asilo dei privilegi di servizio, lasceremo la
cosa al locale corpo degli A. che prenderà in
considerazione non solo la mentalità locale o il
comportamento responsabile dei genitori, ma pure il
risultato di un certo tipo di addestramento impartito ai
figli. (SCE 31.12.85)
Ci chiedete un parere se mandare o meno vs. figlia
all’asilo. Desideriamo innanzitutto dirvi che spetta
ai genitori decidere cosa è meglio per il loro figli.
(Efe 6:4) Non si può scritturalmente parlando delegare
questo compito ad altri. Quindi la scrittura menzionata
sopra mostra che sono i genitori ad occuparsi dei propri
figli e nei momenti di assenza, decidere chi può
assisterli e quali istruzioni impartire. Prima di
prendere una decisione chiedetevi: Che tipo di
istruzione riceverà ns. figlia frequentando l’asilo?
Sarebbe addestrata nella falsa religione o a fare
qualcosa che viola apertamente i principi biblici? I
compagni dell’asilo potranno costituire una cattiva
compagnia per lei? Per quanto riguarda mandare vs.
figlia all’asilo per avere più tempo a disposizione
per l’opera di predicazione, secondo 1Tm 3:5, prima
bisogna provvedere ai componenti della propria casa.
Quindi, se questo dovesse comportare una scelta, sarebbe
meglio non fare i P. e interessarsi dei propri figli,
anziché aiutare altri nella predicazione a discapito
della propria famiglia. In conclusione la cosa da un
punto di vista scritturale è molto seria. Qualora
qualche aspetto della questione non vi fosse chiaro, vi
invitiamo a rivolgervi agli A. della vs. congregazione Essendo
sul posto sapranno meglio indicarvi quali possono
essere i pericoli che una tale decisione comporterebbe.
(SCA:SSI 25.11.86)
Per quanto riguarda il mandare i propri figli all'asilo,
è una questione personale. Naturalmente i genitori
dovrebbero interessarsi che non vengano insegnati al
bambino falsi insegnamenti, poiché in tal caso
potrebbero anche loro essere soggetti alla disciplina
della congregazione Quindi a meno che l'asilo non sia sotto la
direttiva della Chiesa Cattolica, ma sia un asilo
comunale o pubblico, lasciamo ai genitori la
responsabilità della decisione.
CONCEDERE PRIVILEGI A CHI MANDA I FIGLI ALL'ASILO:
Ci chiedi se si può concedere il privilegio del
servizio di P.A. a una sorella che porta i figli
all'asilo. Crediamo che vorrai avere una risposta dalla
fidata Parola di Dio. Innanzi tutto i figli sono
un'eredità che Geova dà ai genitori affinché li
curino e li coltivino onde divengano suoi adoratori e
futuri strumenti per adempiere il suo proposito. I
genitori hanno ricevuto da Dio il comando e il
privilegio di allevare i figli in senso materiale, spir.
e morale. (Deu 6:6, 7; Efe 6:4; 1Tm 5:8) Questo
"ventennale lavoro di edificazione", per avere
risultati desiderati, dev'essere fatto con perseveranza,
giorno dopo giorno, da genitori timorati di Dio. Molte
sorelle P. hanno la gioia e il sostegno di Geova
portando con sé nel ministero di campo tutto il giorno
i figli che non hanno ancora l'obbligo di andare a
scuola. Geova li sta facendo crescere in modo
eccellente. (1Co 3:3) Pur arruolandosi nelle file dei
P. una sorella dev'essere un eccellente es. sotto tutti
gli aspetti. Nessuno deve trovare motivo di critica
perché un P. non sta camminando secondo i princìpi e
le norme bibliche. Om 114 § 1 Bisogna prendere in
considerazione pure i seguenti aspetti: da chi è
gestito l'asilo? Cosa imparano lì i bambini? Che specie
di compagnia frequentano? Quali risultati si ottengono
dall'istruzione che i figli ricevono? (2Co 6:1418; Fil
4:8, 9; Pro 20:11) Dopo aver visto il problema alla luce
delle summenzionate scritture, i genitori saranno
aiutati a prendere la decisione consona al loro ruolo di
genitori e P. (SPA:SSB 25.12.84).
ASSEMBLEE
REPARTO STAMPA E PUBBLICITÀ SUL GIORNALE:
Non abbiamo nulla in contrario alla procedura al fine di
ottenere pagine autogestite. Le istruzioni generali
circa l’org. del congresso specificano, (p 23) che
non è consentita la pubblicità a pagamento o
l’ottenere pagine di un giornale in cambio
dell’acquisto di un certo N. di copie del medesimo.
Non riteniamo scorretto prevedere con i responsabili del
giornale che, a motivo degli articoli, vi sarà un certo
interesse da parte dei congressisti. Comunque il com.
del congresso deve rimanere estraneo a qualsiasi forma
di pubblicità o di coercizione nei confronti dei
fratelli affinché comprino il tal giornale. Anche i
rapporti con la redazione devono essere chiari onde non
si creino spiacevoli malintesi. (EA 1.7.87).
ASSOCIAZIONI
NON RICONOSCIUTE
NON SOSTITUISCE GLI A.:
Precisiamo che l'associazione non sostituisce in alcun
modo gli A. ai quali spettano le decisioni e le
responsabilità connesse alle attività delle congregazione
affidate alla loro cura. Le associazioni sono
esclusivamente delle figure giuridiche usate per comodità
nella gestione legale della Sala. Questo è il motivo
per cui abbiamo suggerito nelle nuove istruzioni di
limitare il num. dei soci (57 membri) e di evitare di
coinvolgere tutti gli A. e i SM. Nessun componente
dell'associazione, neppure il presidente, dovrebbe
prendere autonomamente iniziative e decisioni, qualsiasi
sia l'oggetto in discussione. Non desideriamo attribuire
alle associazioni prerogative che spettano solo ai corpi
degli A. che su ogni questione, di comune accordo,
prendono decisioni ritenute più favorevoli. Se
nell'attuare le decisioni gli A. devono stipulare
contratti o firmare ricevute o fatture per acquisti,
allora viene usata l'associazione e il codice fiscale.
L'associazione è solo un mezzo di fronte a terzi per
lavori, acquisti, contratti, fatture, ecc. ed i suoi
membri non possono prendere decisioni senza che si siano
espressi dovutamente e compiutamente tutti i corpi degli
A. delle congregazione interessate. (ESC 8.6.91)
Per quanto riguarda le associazioni, desideriamo
precisare che non hanno alcuna autorità nella congregazione
Se
una congregazione desidera acquistare un immobile è libera di
farlo e non ha bisogno per questo di consultare
l'associazione per ottenere il suo benestare. Una volta
effettuato l'acquisto, la congregazione informerà
l'associazione, e gli farà pervenire la relativa
fattura. L'associazione non dovrà fare nient'altro che
prendere atto dell'avvenuto acquisto e non potrà in
alcun modo opporsi, in quanto chi ha autorità in una
questione del genere è la congregazione e non
l'associazione.
(SCA:SSH 15.3.85)
QUANDO UN A. MEMBRO VIENE RIMOSSO:
Quando un A. viene rimosso, sebbene possa essere membro
o lo stesso presidente dell'associazione, i corpi degli
A. devono interessarsi, subito dopo la rimozione, di
rinnovare la compagine sociale dell'associazione, in
armonia con lo statuto e le direttive teocratiche, senza
aspettare l'iniziativa di altre persone. Prima della
riunione dovreste far firmare agli A. rimossi delle
lettere di dimissioni da conservare in archivio. (ESC
8.6.91)
È SBAGLIATO DENOMINARLA “ASSOCIAZIONE STUDENTI
BIBLICI”?:
In riferimento alla domanda sulla vs. associazione non
riconosciuta, vi informiamo che consigliamo solo alle
nuove associazioni di denominarsi “Associazione dei Testimoni di Geova
di
...”. Invece a quelle già esistenti con il nome
“Ass. Studenti Biblici di ...” non consigliamo di
modificare la denominazione, essendo ciò non
necessario. (LS:LE 22.2.00).
BARBA-BAFFI
AFFIDARE INCARICHI A CHI PORTA LA BARBA:
Le Scritture mettono in risalto che chi rappresenta
Geova di casa in casa o dal podio dev'essere esemplare.
(1Tm 2:9; 3:2; 1 Pie 3:3,4; 1Co 2:12; 10:31) Nella vs.
comunità come è visto o considerato chi porta la
barba? Anche se la maggioranza dei componenti della congregazione
non si scandalizzerebbero, come è visto dalla
comunità? Il portare la barba lo assocerebbe a qualche
gruppo? È modesto? Perché vuole andare fuori del
normale? Se nella comunità la maggioranza lo accettano
o non sono disturbati da questa moda, ma se lo vedessero
come insegnante dei testimoni di Geova, si scandalizzerebbero sapendo
che essi si distinguono e sono separati dal mondo? Perché
voler somigliare a questo mondo, che nella predicazione
diciamo che sta per finire? Non dovremmo piuttosto
apparire separati come popolo di Dio e distinguerci
quando siamo fra quelli del mondo? A chi cerchiamo di
piacere? Il favore di chi desideriamo. Per quanto
riguarda l'abbigliamento e il ns. aspetto personale,
perché non seguire l'es. di maturi fratelli e sorelle
che sono nelle congregazione? (Fil 4:9; 2:15) Nella W 1.2.76 p
85 vi è l'esperienza di un giovane che si era fatto
crescere la barba dalla giovinezza, siccome molti nella
comunità la portavano, pensò che anch'egli poteva
portarla come procl. e che in genere sarebbe stato
accettato. Ma una donna inciampò scambiandolo per uno
studente ribelle. Quindi, voi come A. dovrete valutare
tutti gli aspetti e stabilire se questo procl. può
essere accettato come P.A. o meno, e vi assumerete la
vs. responsabilità davanti alla congregazione, alla comunità e
a Dio. (SSH:SSI 12.7.82)
Ci chiedi fino a che punto una persona che porta la
barba può avere privilegi e incarichi nella congregazione
Inoltre se può essere P.A. o P.R. Non è mai stata
stabilita alcuna regola riguardo al portare o no la
barba. Però dal momento che in certe località potrebbe
dare l'impressione che chi la porta protesti o dimostri
contro le norme accettate dalla società, può essere
necessario che gli A. valutino se la persona potrebbe
dare questa impressione e quindi creare turbamento
dentro e fuori la congregazione Questa valutazione è una
responsabilità degli A. locali. Non è il caso di
stabilire una regola che valga per le congregazione di tutto il
mondo, ma di valutare la cosa secondo le circostanze
locali. Ad es. in certe località chi beve anche solo un
po' di vino può essere considerato una persona non
sobria. In quelle località gli A. potrebbero dare
privilegi solo a fratelli che non bevono alcolici, e
questo non perché si violi qualche principio biblico ma
per la cattiva impressione che potrebbe dare sugli
estranei e per non ostacolare l'opera. L'ap. Paolo
divenne giudeo ai giudei e senza legge a quelli senza
legge per guadagnarli. Era disposto per amore della B.N.
ad adattarsi alla mentalità della popolazione locale
anche se questo poteva sign. perdere certi diritti.
Perciò gli A. che valutano se il portare la barba
potrebbe gettare discredito sulla congregazione e la diffusione
della B.N., sarebbero in diritto di non concedere
privilegi a tali persone. Naturalmente la persona è
libera di portare la barba, ma potrebbe così rinunciare
a ricevere speciali privilegi nella congregazione Non esiste
quindi una regola generale per tutte le congregazione La stessa
cosa si applicherebbe ad un P.A. o P.R. che portasse la
barba. Sono i locali A. a determinare se in coscienza e
negli interessi del Regno in quella zona la persona è
idonea o no per essere raccomandata come tale. (SCB:SSA
18.12.86)
È vero che non possiamo stabilire delle regole in
quanto a portare o non la barba, perché la Bibbia a
tale proposito non ne parla. Però un cristiano dovrebbe
lasciarsi guidare da una buona coscienza educata secondo
i princìpi biblici. (Fil 4:5) W 1.1.83 p 24 § 12; W 73
p 492; W 1.5.82 p 18; G 8.10.79 p 27. Dovreste come A.
parlare attentamente a chi porta la barba e scoprire
quali sono i motivi o le ragioni che lo inducono a
insistere in questo modo e nel dire che il suo progresso
è legato o meno al taglio della barba. Chiedetegli: la
porti solo perché non vuoi essere diverso dalle persone
del mondo? Oppure la porti perché vuoi nascondere
qualche deturpazione nel tuo viso? Non la tagli per
orgoglio a non cedere e conformarti alle disposizioni
della congregazione? Potete rivolgergli alcune domande simili
affinché vi possano permettere di scoprire i motivi per
cui è spinto a portare la barba. Certo la barba in sé
non è un motivo per evitare che questa persona esca in
servizio o sia battezzato. Ma voi come A. dovreste
valutare a fondo il grado della sua spir. e vedere se ha
capito la necessita di evitare che altri inciampino,
manifestando amorevole cura per i fratelli. Se notate
che mostra ancora tratti carnali, allora sarà il caso
di attendere prima di farlo uscire in servizio e di
dargli altri privilegi. Potete come A. offrirvi per
accompagnare il fratello che conduce lo st. per dare
assistenza spir. Vogliate evitare di creare turbamento
nella congregazione e inoltre non permettete che nella congregazione
entri uno spirito di indipendenza. È vero che come dice
questa persona è un suo diritto portare la barba e
difatti nessuno gli toglie questo diritto. Comunque non
può nemmeno ostacolare voi come A. nell'assolvere i
vs. doveri in qualità di pastori della congregazione (SCD:SSF
29.5.84)
Non ci risulta che vi sia una legge specifica nelle
Scritture Greche che vieti o comandi di portare la barba.
Sotto la Legge mosaica era proibito tagliarsi
l'estremità della barba. Ad 149 e l50 Questo argomento
va dunque considerato nel campo dei principi, dei
diritti e dei doveri che devono regolare la condotta del
cristiano. Tanto per cominciare, Ro 14:7, 8 dice ai
cristiani: "Nessuno di noi vive infatti solo per se
stesso, e nessuno muore solo per se stesso; poiché se
viviamo, viviamo per Geova, e se moriamo, moriamo per
Geova". È dunque ovvio che un dedicato e
battezzato appartiene a Geova. Ora, la principale opera
che Geova fa compiere ai suoi servitori è quella
indicata in Mt 28:19, 20, cioè dl fare "discepoli
delle persone di tutte le nazioni". Un discepolo di
Cristo che comprese bene la sua responsabilità di
predicatore e insegnante fu l'apostolo Paolo, ottimo esempio da
imitare. In 1Co 9:19-23 egli spiega come si rese schiavo
di tutti per guadagnare la maggioranza delle persone
alla verità. Evidentemente Paolo si conformava alle
abitudini, alle usanze delle persone a cui predicava. In
tal modo seguiva il principio enunciato da lui stesso in
Fil 4:5: "La vs. ragionevolezza divenga nota a
tutti gli uomini". La ragionevolezza è una qualità
che include equilibrio morale e fisico. Il cristiano
deve manifestare tale qualità per mostrare anzitutto la
sua devozione a Geova e poi per "non mettere
davanti al fratello pietra d'inciampo o causa per
incespicare". (Ro 14:13) E l'apostolo Paolo giunge al
punto di dire che "se il cibo fa inciampare il mio
fratello, non mangerò più carne per non far inciampare
il mio fratello". - 1Co 8:13. Da quanto detto sopra
si possono delineare già i limiti della condotta
cristiana da tenere tra i fratelli e le persone fra le
quali viviamo. Escludendo naturalmente le tradizioni
religiose e altre pratiche mondane apertamente
condannate dalla Bibbia, quali sono le comuni usanze
della gente? In Italia è usanza comune portare la
barba, oppure è solo una minoranza che la porta?
Risulta forse che vi sia stato qualcuno che abbia
inciampato perché un cristiano è andato alla sua porta
a predicargli il Regno e non aveva la barba? Oppure si
è verificato il contrario, come è riportato su W
1.2.76, p 85, § 9? È del tutto ragionevole che la nostra
organizzazione, pur non stabilendo nessuna regola sulla moda,
cerchi di evitare qualsiasi cosa che possa fare
inciampare le persone deviando la loro attenzione
dall'importanza del messaggio del Regno. La suddetta
rivista, al § 10 ragiona: "Talora, per non essere
d'inciampo a qualcuno, dobbiamo sacrificare la nostra
convenienza in maggiore o minor misura, secondo il
bisogno". Quindi, per evitare che si trovi da
ridire sul nostro ministero (2Co. 6:3, 4), gli Anziani e i
Servitori di Ministero
non portano la barba. I proclamatori osservano il loro buon
esempio e li imitano. Ma se qualcuno, nonostante questo
ragionamento, vuole portare la barba, faccia pure come
crede. Si terrà conto del suo spirito indipendente, e
se avesse dei privilegi di servizio metterà in dubbio
i suoi requisiti di servitore esemplare. In quanto a una
persona che porta la barba e vuole battezzarsi, non sarà
la barba stessa a impedirle di essere battezzata, ma gli
Anziani dovranno valutare la sua spiritualità e vedere se ha capito
l'importanza di fare discepoli e di evitare di essere
causa di inciampo. (7.11.83)
NOMINATO CHE PORTA I BAFFI:
Come cristiani riconosciamo che non viviamo sotto un
codice talmudico e che in molti campi come quello
dell'acconciatura o dell'abbigliamento possiamo spesso
sentirci liberi di esprimere le nostre preferenze
personali. Certo, chi serve in un incarico di
responsabilità nella congregazione vorrà prestare particolare
attenzione all'effetto che le sue scelte producono sugli
altri essendo visto generalmente come un esempio da imitare.
(Ro 14:7,8) G 8.10.79 p 27, 28. Riteniamo che in linea di
massima sia una tua scelta se continuare a portare o
meno i baffi, e che in generale non dovrebbe essere il
caso di farne una questione. Tuttavia se ti rendessi
conto che nella tua congregazione o nella tua circoscrizione la
cosa potrebbe essere vista con una certa riserva da
parte di molti, dovresti con flessibilità e
ragionevolezza prenderne atto e fare le tue personali
valutazioni sulla cosa. (SCB:SSB 28.12.89). BATTESIMOIN ETÀ AVANZATA:
Riguardo al battesimo di una donna interessata di 92
anni, potrete trovare in Om 83 e 174, i requisiti che
devono essere soddisfatti da coloro che intendono
simboleggiare la loro dedicazione a Geova. Potrete
notare che è richiesto che i candidati al battesimo
siano procl. di congregazione e siano quindi già impegnati
nell'opera di predicazione e assistano regolarmente alle
ad. Una volta soddisfatte queste 2 esigenze, e
naturalmente, tutte le altre, si può permettere alla
persona interessata di simboleggiare la sua dedicazione
col battesimo. Vi possono però essere delle eccezioni.
Non tanto per quanto riguarda l'applicazione delle norme
teocratiche nella propria vita, ma per quanto riguarda
la partecipazione al servizio di campo e alle ad. A
volte vi possono essere delle persone interessate di età
molto avanzata o malate che sono praticamente
impossibilitate a partecipare alle ad. o al servizio di
campo o vi partecipano molto sporadicamente.
Naturalmente queste persone hanno bisogno di essere
aiutate e il locale corpo degli A. ha la responsabilità
di predisporre quanto è necessario affinché nei limiti
del possibile queste persone possano essere
accompagnate alle ad. e possibilmente anche nel servizio
di campo. Se la persona incontra difficoltà ad andare
di casa in casa potrebbe essere incoraggiata a farlo per
corrispondenza, se è possibile. Quindi nel caso della
persona interessata di 92 anni di cui parlate, dovreste
vedere se questa persona soddisfa le esigenze riportate
in Om. Se le soddisfa non vediamo che esista alcun
impedimento a che sia battezzata. Ci dite comunque che a
causa dell’età avanzata non riesce a partecipare alle
ad. se non alcune volte e non può assolutamente
partecipare al servizio di campo. Si dovrà ora
stabilire se la mancata partecipazione alle ad. e al
servizio di campo è giustificabile ai fini del
battesimo. In altre parole, le sue condizioni di salute
sono così precarie che non le è proprio possibile
parteciparvi? Potrebbe essere presente alle ad. se si
dispone che qualcuno la vada a prendere ogni volta? E
per quanto riguarda il servizio di campo potrebbe
parteciparvi forse andando a fare di tanto in tanto
qualche visita con qualche sorella o assistendo a
qualche st. e forse dando testimonianza per
corrispondenza? Sta a voi ora determinare se la persona
interessata è qualificata per il battesimo.
Naturalmente, è necessario assicurarsi che tutte le
altre esigenze siano soddisfatte, e per quanto riguarda
le ad. e il servizio di campo, se fosse possibile si
potrebbe aiutare un po' di più affinché vi partecipi
abbastanza regolarmente e così possa soddisfare queste
altre 2 esigenze. Ma se le sue condizioni di salute sono
veramente precarie e risultasse che non è in grado di
assistere alle ad. e partecipare al servizio di campo,
le si potrebbe anche concedere la possibilità di
battezzarsi, sotto la sua responsabilità, visto che
soddisfa tutte le altre esigenze. (SCA:SSC 13.7.83)
Ci chiedete cosa potete richiedere da una persona che
sta per battezzarsi ed ha 87 anni e vive distante dalla
Sala. Sappiamo che Geova non richiede l'impossibile. Per
quanto riguarda la frequenza alle ad. come requisito per
essere battezzata, Om 98 tratta questo aspetto.
Chiedetevi: Le circostanze e le limitazioni fisiche di
questa persona gli rendono assolutamente impossibile
assistere anche a qualche ad.? Vi è proprio
impossibilitata? Cercate di prestarle l'aiuto che potete
per assistere alle ad. e poi prendete la vs. decisione
se ha o no i requisiti citati nel libro Om. La persona
è in grado di parlare o esprimersi anche se
limitatamente? Se la risposta è sì, pensiamo che
durante il corso di un mese avrà opportunità di avere
contatti con quelli che la visitano, parenti, o per
telefono, ecc. e potrebbe essere incoraggiata a servirsi
di queste opportunità per dare testimonianza. Inoltre
si potrebbe incoraggiare a tenere a sua disposizione
alcune riviste e pubblicazioni ben in vista in casa sua
in modo che chi vi entra possa vederle e dare così
testimonianza entro i limiti delle sue possibilità.
Crediamo che in questo modo un poco di servizio possa
farlo. È in grado di scrivere? Se sì, allora potreste
fornirle i nomi e gli indirizzi ai quali scrivere per
dare testimonianza. Crediamo che in un mese anche se
limitatamente possa dare testimonianza dimostrando che
desidera essere testimone di Geova (SCB:SSA 16.5.84)
BATTEZZARE PERSONA CON PROBLEMI PSICHIATRICI:
L'interessata di cui ci parli è iscritta alla SMT,
predica già occasionalmente e desidera divenire procl.
e battezzarsi. Dici che soddisfa i requisiti, ma il solo
problema è che da ragazzina fu ricoverata in reparti
psichiatrici. Ora è guarita anche se non è eccellente
nell'afferrare le cose. Se mentalmente riesce a
distinguere il bene e il male discretamente, il fatto
che sia un po' limitata non sign. che non possa essere
battezzata. Naturalmente voi siete sul posto e dovrete
valutare interamente la situazione, ma da come ce l'hai
presentata non vediamo che ci siano ragioni per non
accettarla. Km 5.81 p 4 (SSH:SSI 14.9.82)
La persona di cui ci parli soffre di una malattia
mentale, ha dei vuoti mentali ed ha difficoltà nel
comprendere le domande che si fanno a battezzandi. Il
battesimo è un'esigenza cristiana, quindi anche le
persone che hanno le difficoltà menzionate dovrebbero
battezzarsi. Le domande aiutano a capire se la persona
si è dedicata a Dio ed è idonea per il battesimo. Noi
consigliamo di fare tutte le domande impiegando tutto il
tempo necessario, non importa quanto ne servirà. Essa
deve avere la conoscenza fondamentale per dedicarsi a
Geova e le domande lo potranno dimostrare. Essendo la
cosa molto seria non è necessario affrettarsi in un
breve periodo di tempo, anche se non potrà battezzarsi
alla prossima assemblea. L'importante è che risponda
alle domande e che abbia una fondamentale conoscenza che
gli permetta di fare una dedicazione a Geova. È
necessario mostrare molto amore e pazienza e usare tutta
la ns. arte d'insegnare per essere certi che non
rimangano nella persona credenze della falsa religione e
per accertarsi che la sua condotta sia accettevole a
Dio. (SCC:SSF 15.8.80)
Comprendiamo che la persone che vorrebbe battezzarsi è
un minorato psichico e quindi non in condizioni di
intendere e volere completamente, anzi sembra che non
riesca ad afferrare effettivamente il ragionamento
logico che gli permetterebbe di prendere decisioni
individuali. Se effettivamente le cose stanno così
pensiamo che non sia in condizioni di potersi
battezzare. La persona, non riuscendo a comprendere che
cosa fa, non vediamo come si possa dire che si dedica a
Geova. Tuttavia è una decisione che dovete prendere voi
come A. valutando se egli è in condizione di intendere
ciò che significa dedicarsi a Geova. Con questo noi non
vogliamo fare nessun giudizio su come Geova giudicherà
le persone che sono minorate psichiche. Tuttavia, per
battezzarsi una persona deve essere consapevole di ciò
che fa e aver apportato i dovuti cambiamenti alla sua
vita per essere in condizioni di potersi battezzare (SCA:SSC
1.7.77)
Sì, si potrebbe accettare per il battesimo un
calciatore professionista sempre che egli soddisfi tutti
i requisiti richiesti da coloro che si presentano per il
battesimo. Naturalmente sarebbe utile trattare con lui
articoli appropriati per aiutarlo a comprendere bene i
principi che riguardano la competizione e la violenza.
(SCB:SSB 12.4.90)
FARE DOMANDE DEL BATTESIMO TROVANDOSI SOLI CON GIOVANE
PROCLAMATRICE:
Om 174 dice che alcuni A. considerano con la persona le
domande e le risposte. Sono pertanto gli A. che
dispongono che, in tempi diversi, venga trattato il
materiale stabilito con ciascun candidato singolarmente.
Nella maggioranza dei casi far questo non dovrebbe
costituire nessun problema. Gli A. comunque terranno
sempre in considerazione le circostanze particolari,
usando buon senso, discrezione ed equilibrio. Terranno
conto dei precedenti, delle capacità e di altre
circostanze di ciascun candidato al battesimo. Saranno
desti a non trascurare nessun fattore onde evitare
situazioni imbarazzanti che possono dare adito a inutili
malintesi. È compito del corpo degli A. accertarsi che
tale occasione non costituisca in alcun modo causa di
problemi. (SCD:SSD 11.10.91)
DOMANDE FATTE ANCHE DA SM :
Come dice Om, dovrebbero essere gli A. a considerare le
domande e le risposte con i battezzandi. Che dire quando
vi è un unico A.? In questo caso sarà il com. di
servizio, anche se composto da alcuni SM , a ripartirsi
le 3 sessioni. È bene che poi si consultino per vedere
le decisioni più appropriate (SCA;SSB 7.10.87)
Quando il num. degli A. è insufficiente per formare un
com. di servizio, possono essere utilizzati SM perché
fungano da sostituti. I SM che fungono da sostituti A.
hanno a cuore gli interessi della congregazione e fungeranno in
tutto e per tutto come se fossero A. nominati.
Discuteranno insieme qualsiasi cosa riguardi il
benessere della congregazione e la sua direttiva. Provvederanno
a considerare le domande preliminari con coloro che
hanno fatto richiesta di battezzarsi. (SCD:SSD 28.5.92)
BATTESIMO INVALIDATO:
Crediamo che non sia opportuno che la congregazione si preoccupi
di invalidare il battesimo di una persona disassociata.
Se tale persona, una volta riassociata, riterrà di non
avere una buona coscienza dinanzi a Geova, e riterrà
che il proprio battesimo compito 7 anni fa non fosse mai
stato preceduto da una sincera dedicazione, potrà
sempre decidere di presentarsi per un nuovo battesimo.
Ma rimarrà una questione personale. Notiamo che il
problema non l'ha presentato la persona disassociata, ma
il padre, inducendo voi A. a chiedervi se la dedicazione
della figlia fosse valida o no. Crediamo sia saggio
lasciare alla persona che ne è direttamente interessata
il carico del problema e la valutazione. Per la congregazione
ella si è battezzata 7 anni fa e da allora ha
continuato a presentarsi come testimone di Geova. In questi 7 anni si
è trovata di fronte ad almeno 3 comitato giudiziario in tempi diversi.
Perché solo ora porci il problema della sua
dedicazione? Perché non ha esposto le proprie
perplessità al tempo del primo com.? Sarebbe stato
allora più facile e più opportuno prendere in esame la
sua posizione quando si presentò per il battesimo. Per
la congregazione ella rimane pertanto nella condizione di una
persona disassociata. Deve essere disposta ad assumersi
le sue responsabilità dinanzi a Geova. Dovrà
preoccuparsi di riacquistare una posizione favorevole
"di fronte a molti testimoni". (1Tm 6:2) Così
dimostrerà di rendersi conto degli errori commessi e di
possedere la "tristezza secondo Dio" e
"correzione del torto". (2Co 7:10, 11)
L'esortazione accorata che le deve essere rivolta è
quella di Gesù in Gv 5:14: "Non peccare più,
affinché non ti accada qualcosa di peggio". (SCD:SSD
16.10.91)
Risulta che prima, durante e dopo il loro battesimo,
tali persone vivevano insieme come marito e moglie pur
non essendo legalmente sposati. Per oltre 3 anni dopo il
battesimo hanno vissuto in questa situazione. Stando così
le cose pensiamo che il loro battesimo non sia da
considerare valido perché fatto mentre si trovavano in
uno stato di impurità. (1 Pie 3:21) Dovreste perciò
radunarvi con loro ed esaminare la loro posizione. Se
risulta che la situazione è tale, allora farete bene a
comunicare loro che il battesimo fatto viene invalidato
e che pertanto non sono da considerarsi più testimone di Geova.
- W
1.2.59 p 90. Naturalmente come conseguenza di questo
fatto non sarebbe appropriato accettare il loro rapporto
di servizio né che siano iscritti alla SMT. Visto che
non si sono comportati correttamente nei riguardi della congregazione
pensiamo che sia il caso di attendere un po' prima
di accettare il loro rapporto e la loro iscrizione alla
SMT. Spetterà a voi determinare quanto tempo è buono
che passi. Quando sarete convinti del loro pentimento,
allora potrete decidere di accettarli nuovamente in seno
alla congregazione sia accettando il rapporto di servizio che
il battesimo. (SCA:SSE 23.6.84)
Se queste persone che hanno tenuto questi idoli in casa
per tutti questi anni li avevano anche quando si sono
battezzati, senza aver fatto pulizia religiosamente
parlando, allora è da considerare se il loro battesimo,
al tempo in cui si battezzarono, è valido o meno.
Infatti se vivevano in uno stato di idolatria quando si
presentarono per il battesimo, vuol dire che non avevano
fatto la dedicazione a Geova. Il loro battesimo non
avrebbe alcun sign. Si dovrebbe perciò esaminare questo
punto di vista per vedere se il battesimo è da
annullare o no. Se il battesimo non è da annullare,
allora c’è da far capire in modo energico la
necessita di fare pulizia assoluta di queste cose per
evitare di dover apparire davanti ad un comitato giudiziario
con il
rischio di essere disassociati. (SCC:SSB 9.8.82)
Ci parlate di una sorella battezzata che è donna di
pulizie nella Caserma della Polizia Stradale. Anche se
si parla di smilitarizzazione della Polizia, al momento
(1980) la Polizia è un corpo militarizzato. Pertanto,
col lavoro che sta svolgendo, la sorella sta violando la
propria neutralità cristiana. Se la sorella, che è
battezzata da 8 anni, è stata battezzata mentre
svolgeva già tale attività, il suo battesimo è da
considerarsi nullo in quanto ella non ha potuto fare
una dedicazione accettevole non vivendo al momento del
battesimo in armonia con i principi biblici. Comunque,
sia che la sorella abbia lavorato lì al momento del
battesimo o che abbia iniziato a lavorare lì di
recente, la sua posizione deve essere esaminata da un
com. (SCB:SSD 3.9.80)
BATTEZZATI CHE NON HANNO CAPITO BENE IL SIGNIFICATO
DELLA LORO DEDICAZIONE:
Ci chiedi come considerare fratelli battezzati che al
momento del battesimo non avevano compreso bene il sign.
della dedicazione e forse non si erano rivolti a Geova
in preghiera, dedicando se stessi al Creatore. Dato che
al momento del battesimo essi si sono presentati alla congregazione
e alla comunità come procl. dedicati e
battezzati, noi li consideriamo come tali. Se
naturalmente essi ritengono di non essersi veramente
dedicati a Geova prima del battesimo, possono farlo ora
rivolgendosi a Geova in preghiera. In tal caso non è
necessario che si battezzino nuovamente a meno che
siano disturbati in coscienza. Se si sentono turbati
potrebbero chiedere di essere nuovamente battezzati.
Comunque tutto questo è da considerarsi un problema di
natura strettamente personale. Noi non andiamo ad
indagare nella vita dei ns. conservi. Se essi si sono
battezzati riteniamo si siano anche dedicati. Se essi
ritengono di non aver dedicato la loro vita a Geova e
sono disturbati, si dedichino e si battezzino
nuovamente, sebbene ciò non sia richiesto dalla congregazione
È una questione strettamente personale. (SCA:SSC
19.1.84).
BATTEZZARE CHI SI MASTURBA:
La dedicazione a Dio è una decisione fra l'individuo e
Geova. Quando una persona desidera dimostrare
pubblicamente la propria dedicazione a Dio per mezzo
del battesimo, allora gli A. potranno accertarsi che la
persona abbia un ragionevole intendimento dei basilari
insegnamenti biblici e che sia idonea sotto altri
aspetti per essere accettata nella congregazione come persona
pienamente dedicata a Geova. (Om 174 § 2) Se la
condizione di chi desidera battezzarsi non è in
violazione a nessuna legge di Dio, ma vari fattori
potrebbero consigliare di attendere ulteriore tempo
prima di far fare l'importante passo, allora gli A.
vorranno ragionare con la persona offrendo l'assistenza
necessaria. Questo può dirsi nel caso dei giovani da
voi menzionati. Dopo averli assistiti lascerete a loro
la responsabilità di stabilire se battezzarsi o no.
Indipendentemente dalla loro decisione voi continuerete
ad assisterli per aiutarli a vincere la loro personale
battaglia contro la masturbazione. Ovviamente, nel caso
dovessero decidere di battezzarsi, quali A. dovreste
valutare attentamente la loro posizione di fronte alla congregazione
prima di prendere in considerazione se assegnare
loro speciali privilegi di servizio. Oltre a ciò
vorrete tenere presente la vs. personale coscienza quale
corpo di A. (SCD:SSE 12.2.87).
CASSA
INTEGRAZIONEÈ APPROPRIATO USUFRUIRNE:
La cassa integrazione è un provvedimento di Cesare ed
una parte d'essa deriva dal denaro già pagato dal
dipendente mentre lavorava. Quindi è una decisione
personale accettarla o no. Il cristiano desidera
provvedere con il proprio lavoro alle necessità della
sua famiglia, quindi vorrà, se possibile, trovare
un'occupazione. Quando naturalmente l’avrà trovata,
non sarebbe più idoneo per ricevere la cassa
integrazione. Al cristiano preme anche l'avere una buona
reputazione e di non fare inciampare nessuno, e quindi
non vorrà dare l'impressione di approfittare della
situazione per non lavorare. Ma accettando di essere
pagato dalla cassa integrazione, non perde i suoi
requisiti di SM a meno che non vi siano altre cose che
gli facessero perdere tali requisiti (SCB:SSA 20.9.83)
La W 15.9.83 p 8 non parla di ciò che ha stabilito
l’autorità italiana per quei lavoratori che sono
posti in cassa integrazione. Il pensiero è: "Per
es. in certi pesi (non indica l'Italia) quando uno perde
il lavoro può ricevere un’indennità di
disoccupazione ..." Quanto detto dalla rivista si
applica a persone disoccupate, che hanno perso il
lavoro. In certi paesi come l'America, questi
disoccupati ricevono tale assistenza. Così il cristiano
non potrebbe abusare di tale assistenza ma potrebbe
senz'altro usufruirne. Lasciamo che sia una personale
decisione del cristiano. Certo il fratello vorrà
prodigarsi per trovare un lavoro onde soddisfare le
necessità della famiglia. Efe 4:28 (SCD:SSF 20.2.84)
LAVORARE FINCHÉ ARRIVANO I SUSSIDI:
In quanto a lavorare, mentre si è in cassa
integrazione, fino a quando i sussidi non comincino ad
arrivare è una questione personale. Certo se non ha di
che nutrire la sua famiglia, come le Scritture esigono
che faccia (1Tm 5:8), e questo perché non gli vengono
dati i sussidi che gli spettano per legge, non potrà
semplicemente ignorare il problema facendo soffrire la
sua famiglia, ma sta a lui decidere il modo in cui
affronterà il problema (SCB:SSA 20.9.83)
FARE ALTRI LAVORI:
Rispondiamo alla domanda in merito ai fratelli che si
trovano in cassa integrazione ma dicono di non riuscire
ad andare avanti nel provvedere il necessario alla
famiglia con quello che gli danno. È male fare qualche
lavoretto per soddisfare tale necessità? Il cristiano
vorrà fare tutto il possibile per evitare di violare la
legge di Cesare in merito ai lavoratori in cassa
integrazione. Vorrà prendere ogni precauzione affinché
ciò che gli danno possa bastare per sé e la sua
famiglia fino alla fine del mese. Ad es. se pensa di
fare degli acquisti a rate o cambiali vorrà fare molta
attenzione a ciò che acquista. Dovrebbe esaminare se
l'acquisto deciso è realmente indispensabile. Dovrà
anche rendersi conto che ogni mese deve poi togliere
quel denaro dalla sua paga, aggiungendo gli interessi
che mettono in questo tipo di vendita. Ancora potrebbe
esaminare come eliminare cibi costosi e anche superflui,
consumando cibi a basso costo e altre cose che gli
permettano di arrivare alla fine del mese. Certo con
questa lettera non si vuole sindacare l'operato dei
fratelli. È una questione personale e il fratello vorrà
fare molta attenzione al riguardo. Sono considerazioni
che si possono usare come riferimento e basta. Lasciamo
ad ogni fratello che si assuma la sua responsabilità
davanti a Cesare e a Geova. Dal canto ns. faremo ogni
sforzo per incoraggiare i fratelli ad ubbidire alle
leggi affinché si sia in armonia con Cesare e Geova.
Naturalmente se la decisione del fratello dovesse
turbare la congregazione, allora gli A. vorranno considerare la
cosa con il fratello alla luce dei requisiti per coloro
che hanno privilegi di servizio in seno alla congregazione
(SCC:SSB
31.12.82)
Se un cristiano si trova in cassa integrazione è
evidente che non sarebbe appropriato lavorare per
un’altra persona per percepire un secondo stipendio.
Infatti questo è ritenuto illegale. Però se la persona
che si trova in cassa integrazione è in dubbio è bene
che si rivolga agli uffici competenti ed esponga loro il
suo problema. Se essi ritengono che egli sia libero di
lavorare anche per altri nonostante si trovi in cassa
integrazione allora può farlo. Quando si è in dubbio,
la cosa migliore è quella di rivolgersi sempre agli
uffici competenti esponendo il caso per rendersi conto
della condotta giusta dal punto di vista legale. Si
dovrebbe far questo per mantenere una buona coscienza
verso Geova e Cesare (SCA:SSA 10.3.76)
ESSERE RACCOMANDATI QUANDO SI È DA ALCUNI ANNI IN CASSA
INTEGRAZIONE:
Ci chiedi se un fratello posto in cassa integrazione da
alcuni anni potrà mai essere raccomandato SM. Non
vediamo la ragione per cui non possa esserlo. Quando uno
è posto in cassa integrazione non è una sua libera
scelta ma è stato posto dalle autorità e dalla ditta
dove lavora. Il fratello non è perciò un disoccupato
ma è sempre un dipendente di quella ditta assunto a
tutti gli effetti solo posto sotto cassa integrazione.
Noi siamo certi che un fratello se venisse chiamato di
nuovo a riprendere la sua attività, sarebbe ben lieto
di andare a lavorare. Certo per essere un SM più che
esaminare solo questo aspetto, devono essere esaminati i
vari requisiti esposti nella Bibbia. Comunque solo perché
posti in cassa integrazione non è un motivo per non
assolvere le responsabilità della congregazione come nominato
con coscienza pura (SCD:SSF 20.2.84)
STARE IN CASSA INTEGRAZIONE PRESSO UNA DITTA CONTRARIA A
ISAIA 2:4
Per quanto riguarda l’usufruire o meno della cassa
integrazione, la cosa ha stretta relazione con il lavoro
stesso. Se si stabilisce infatti che esso è in
contrasto con il principio biblico di Isa 2:4, ciò
influisce anche sul percepire o meno della cassa
integrazione. La cassa integrazione mantiene infatti
aperto il rapporto di lavoro a differenza della pensione
che è considerata una cessazione del lavoro svolto (SCD
5.8.91)
COLLETTEFARE UN DONO INSIEME E DIVIDERE LE SPESE:
Riguardo alle collette, vi invitiamo a consultare il Km
8.80 p 4. Naturalmente quanto viene esposto riguarda le
attività entro l'ambito della congregazione Personalmente i
singoli fratelli decideranno come offrire un dono in
comune o contribuire insieme per un unico scopo. Non è
bene stabilire delle regole al riguardo. Se alcuni
fratelli decidono di comune accordo di fare un acquisto
o dividerne le spese, è una loro questione personale.
Per conoscere i princìpi scritturali da tener conto
quando si desidera fare un dono, o si riceve un dono,
potete consultare gli Indici sotto gli esponenti
"DONO e CONTRIBUZIONI". Troverete molte
informazioni utili per capire quale deve essere il
giusto atteggiamento cristiano. Se comunque una
questione dovesse assumere notevoli dimensioni,
implicando molte persone e non riguardano più solo
alcuni fratelli, gli A. possono sentirsi liberi di dare
consigli e suggerimenti Gal 6:1 (SCD:SSD 3.5.93)
Siamo lieti di rispondere alla tua lettera nella quale
ci chiedi se è corretto che un fratello si metta
d'accordo con altri fratelli per fare congiuntamente un
regalo a una coppia che si sposa. Tale modo di procedere
non è corretto perché in effetti sta promuovendo una
colletta. Ciò non è in armonia alla direttiva
teocratica. Km 8.80 p 4 Una colletta è sempre una
colletta, sia che venga promossa per dare aiuto a chi è
nel bisogno o per fare un regalo (SCC:SSC 27.5.87)
Riguardo al suddividere in parti uguali la quota da
versare per fare un regalo a un componente della congregazione,
crediamo sia un attitudine scorretta, in quanto tali
componenti della componenti della congregazione si rendono in
effetti promotori o partecipi di una vera e propria
colletta. Il Km 8.80 p 4 indica con chiarezza la
differenza esistente tra la situazione menzionata in 1Co
16:1, 2 e una circostanza come quella sopra indicata.
L'op. "Scuola", p 25 prende in esame una
situazione interamente diversa, in cui non è un gruppo
di cristiani ad essere implicato, ma delle persone
incredule. In questo caso il singolo Testimone decide se
desidera a livello personale versare o meno un
contributo per il collega di lavoro o compagno di
scuola. In altre parole egli non ha voce in capitolo per
entrare nel merito del metodo che viene seguito per
raccogliere il denaro ma a livello personale decide come
comportarsi se desidera fare qualcosa per la persona per
cui si raccoglie il denaro. La situazione è quindi
diversa nell'ambito della congregazione in cui si comprende bene
come agire nello spirito del consiglio di Mt 6:3, 4
(6.7.90)
Ci informate che diversi fratelli hanno partecipato ad
un unico regale per l’anniversario di un matrimonio.
Il Km 8.80 p 4 risponde alla domanda: “Si possono fare
collette?” Naturalmente quanto è esposto riguarda le
attività compiute nell’ambito della congregazione Personalmente i singoli fratelli decideranno come org. i
loro intrattenimenti o fare i loro doni, anche se
farebbero bene a non trascurare gli stessi principi
scritturali che vengono seguiti nella congregazione Non
desideriamo comunque stabilire regole al riguardo. Per
allargare il punto e avere maggiori informazioni da
offrire ai fratelli sui principi da tenere in
considerazione quando si fanno regali, potreste
consultare gli INDICI agli esponenti “doni, dare,
generosità”. Il grande num. di fratelli coinvolti
nella questione ha senz’altro giustificato il vs.
intervento. Una volta che questi sono stati aiutati a
capire i principi scritturali implicati, lasciate che si
assumano le responsabilità delle loro decisioni. Non è
il caso di insistere. Probabilmente, con i fratelli che
ricoprono privilegi di servizio o compiti di
responsabilità nella congregazione si potrebbe rammentare la
necessità di dare sempre un buon es., che si manifesti
sempre l’intenzione di tener conto prima di tutto
delle norme di Dio, più degli usi o delle abitudini
locali, o di ciò che potrebbe risultare economicamente
o materialmente più vantaggioso. Ciò che non si
dovrebbe tollerare è che iniziative del genere siano
promosse nella Sala del Regno o coinvolgano direttamente la congregazione
(SSD 23.12.94)
PER ASSISTERE FRATELLI BISOGNOSI:
Il principio scritturale da applicare è quello di 2Co
9:7. Questo ci insegna che se un cristiano desidera
contribuire per assistere un suo conservo, è libero di
farlo. Non sarebbe però appropriato se vi fosse
costretto da una colletta fatta da qualcun altro. Il
sistema delle collette non pare sia una pratica
cristiana e per questo motivo essa non viene praticata
nell'org. Ognuno è bene che prenda la sua propria
decisione senza costringere altri a contribuire se non
desiderano o non hanno la possibilità di farlo.
Generalmente quando un fratello si trova nel bisogno,
è risaputo nella congregazione e quindi ognuno ha la
responsabilità di assisterlo se lo desidera. Lo può
fare spontaneamente e nella misura che ritiene più
opportuno senza alcuna sollecitazione da parte di altri.
Naturalmente gli A. della congregazione potrebbero pensare di
contribuire come congregazione Forse nella cassa della congregazione
vi
è del denaro che potrebbero pensare di offrire almeno
in parte per assistere un fratello veramente bisognoso.
In tal caso presenteranno una risoluzione alla congregazione
Crediamo sia pertanto bene parlare alle sorelle che di
tanto in tanto promuovono collette di denaro per
aiutarle a capire la necessità di conformarsi all'es.
lasciatoci dalla prima congregazione cristiana. Crediamo che
parlando loro con tatto si aiuteranno a conformarsi alle
norme teocratiche dell'org. di Geova (SCB:SSB 26.9.74)
¬
I fratelli dell’ex Iugoslavia vengono assistiti
dall’org., a seconda del bisogno e in modo teocratico.
Non è il caso di promuovere privatamente collette o
raccolte di denaro o altro materiale; non si dovrebbero
sostenere iniziative del genere. Km 8.80 p 4 Se
l’amore e la considerazione fraterna inducono alla
generosità, il rispetto per l’ordine teocratico e la
fiducia nell’org. dovrebbero indurre i fratelli a
seguire ubbidientemente la direttiva impartita. Se
desiderano partecipare in misura maggiore ai soccorsi a
favore dei fratelli nel bisogno, possono avvalersi dei
fondi appositamente costituiti per questo scopo (SCD:SSD
29.8.95). COMITATO
DI SERVIZIOCHI IMPIEGARE COME SM E POSSIBILITÀ DI CAMBIARLI:
È sempre bene includere nel com. di servizio, quando
non vi sono 3 A., i migliori e capaci SM. È logico che
si dovranno scegliere coloro che avranno maggiore
probabilità di essere raccomandati A. entro breve
tempo. Inoltre questi SM dovrebbero essere uomini fidati
che sappiano mantenere le cose di carattere
confidenziale. Comunque se sorgono circostanze tali da
rendere consigliabile sostituire i SM che compongono
parte del com., l'A. o gli A. possono valutare la cosa
nel corso della visita del CO e prendere le dovute
risoluzioni. Non vi è nulla di sbagliato in questa
procedura anche se il motivo è di aiutare altri SM per
una eventuale divisione della congregazione (SCD:SSF 5.7.84)
COME VENGONO UTILIZZATI I SM :
I SM che fanno parte del com. di servizio dovranno
essere presenti all'ad. col CO. Se nella congregazione vi è un
solo A. è appropriato che faccia essere presenti gli
altri 2 componenti del com. di servizio, sebbene SM,
all'ad. degli A. Quando la Società invia lettere che
non trattano questioni giudiziarie, sarebbe bene che i
SM del com. di servizio le leggano anche loro. Ma anche
quando queste lettere trattano questioni giudiziarie,
è l'A. a determinare se è bene che gli altri
componenti del com. di servizio conoscono queste
informazioni o no. (SCA:SSC 25.1.84)
Ci domandi quali siano i tuoi compiti in qualità di
membro del com. di servizio. Essendo un SM non potrai
firmare i moduli S2 per la raccomandazione o rimozione
di SM o A. in occasione della visita del CO. Però è di
competenza di tutti i membri del com. di servizio, sia
A. o SM occuparsi di qualsiasi aspetto del servizio,
compreso firmare le domande per P.R. o P.A. (SCB:SSA
8.1.87)
Quando il num. degli A. è insufficiente per formare un
com. di servizio, possono essere utilizzati SM perché
fungano da sostituti. Naturalmente non potranno
raccomandare nomine o rimozioni di A. o SM e non
potranno trattare questioni di natura giudiziaria.
Comunque, i SM che fungono da sostituti A. hanno a cuore
gli interessi della congregazione e, a esclusione delle
questioni citate, fungeranno in tutto e per tutto come
se fossero A. nominati. Discuteranno insieme qualsiasi
cosa riguardi il benessere della congregazione e la sua
direttiva. Provvederanno a considerare le domande
preliminari con coloro che hanno fatto richiesta di
battezzarsi. (SCD:SSD 28.5.92)
Quando il num. degli A. è insufficiente per formare un
com. di servizio, possono essere utilizzati alcuni SM
perché fungano da sostituti A. In tal modo la congregazione
potrà beneficiare dell’attività svolta da un com. di
servizio. Per conoscere quali mansioni potrà svolgere
tale com., potete consultare Om 42, 43 e Ks 75.
Naturalmente quando vi sono dei sostituti A. in un com.
di servizio, non potranno raccomandare nomine o
rimozioni di A. o SM e non potranno trattare questioni
giudiziarie. Queste responsabilità potranno essere
svolte soltanto da A. nominati. I SM che fungono da
sostituti A. hanno senz'altro a cuore gli interessi
della congregazione e, a esclusione delle questione citate,
fungeranno in tutto e per tutto come se fossero A.
nominati. Come com. di servizio discuteranno insieme
qualsiasi cosa riguardi il benessere della congregazione
e la
sua direttiva. È opportuno che i SM che fungono da
sostituti A. leggano le C. e le lettere inviate dalla Congregazione Centrale
al corpo degli A. perché siano al corrente di
tutte le disposizioni e le direttive prese a favore
della congregazione Le uniche C. che non dovrebbero essere
portate alla loro attenzione sono quelle che hanno a che
fare con le direttive di natura giudiziaria e le
raccomandazioni di A. o SM (SCD:SSC 31.1.94)
QUANDO SI DEVONO TRATTARE ASPETTI DI NATURA GIUDIZIARIA:
Se dovesse sorgere un problema di carattere giudiziario
sarà il com. di servizio a nominare ufficialmente un comitato giudiziario
invitando A. esterni. In questo caso i SM
lasceranno che sia il comitato giudiziario di A. a trattare in maniera
definitiva il problema. Essi potranno essere messi a
conoscenza solo dei fatti necessari perché siano in
grado di continuare a prestare la loro dovuta cura a
coloro che sono spiritualmente bisognosi o che, avendo
commesso un errore, hanno maggiore bisogno di
assistenza. È opportuno che i SM che fungono da
sostituti A. leggano le C. e le lettere inviate dalla Congregazione Centrale
al corpo degli A. perché siano al corrente di
tutte le disposizioni e le direttive prese. Le uniche C.
che non dovrebbero essere portate alla loro attenzione
sono quelle che hanno a che fare con procedure
giudiziarie o raccomandazioni di A. o SM (SCD:SSD
28.5.92)
Se nella congregazione vi sono solo 2 A. nominati e sorge un
problema, saranno i 2 A. a riunirsi in ad. e a
determinare se il problema sorto richiede
l’intervento di un comitato giudiziario In caso di indecisione o di
contrasto tra i 2 A., essi potrebbero chiedere
l’intervento di un A. di una congregazione vicina o del CO se
è in visita alla congregazione (SCA:SSF 7.1.83)
VISITA DEL CO, MODULI S2 E INCARICHI AI SM :
Nelle congregazione in cui il com. di servizio è composto da un
solo A. e 2 SM che fungono da sostituti A., alle ad. con
gli A. che terrai durante la visita inviterai questi
tre. Naturalmente tratterai solamente informazioni
riguardanti la spir. e il servizio della congregazione; non
tratterai questioni di comitato giudiziario o altre informazioni del Ks
che riguardano solo gli A. Se vi sono problemi di questo
genere, li tratterai solamente con l'A. Se nella congregazione
vi sono solo SM, a questa ad. inviterai i 3 sostituti
che formano il com. di servizio. Non inviterai tutti i
SM. Infatti non tutti hanno la stessa capacità e grado
di esperienza. Per fare un es., alcuni possono essere
oratori pubblici, altri no. Quindi, quelli che sono
sostituti sono più esperti, più idonei. (13.9.82)
Per quanto riguarda la corretta compilazione del Modulo
S2, si dovrebbe indicare l'incarico di ciascuno sul
retro, sia nel caso si tratti di A. che di SM, ciascuno
nello spazio riservato loro. Chiaramente possono essere
impiegati anche SM capaci per ricoprire eventuali
incarichi principali, sia che si tratti del SEG, del SS
o di altro incarico. Quindi avendo ricevuto
ufficialmente la nomina a un tale incarico, faranno
pienamente parte del com. di servizio. Naturalmente sul
retro dell'S2 i SM, qualunque sia l'incarico ricevuto,
vanno riportati in basso nello spazio riservato ai SM.
Per quanto riguarda la dicitura "sostituto A."
quando si tratta di SM, non c’è alcun bisogno di
riportarla, in quanto che facendo parte del com. di
servizio ed essendo SM si capisce che si tratta di un
sostituto A. Inoltre un SM qualificato può ricoprire
incarichi di insegnamento, come per es. SSMT, quando le
circostanze lo richiedono. Infine il modulo S2 va
sempre fatto firmare all'intero com. di servizio della congregazione
(SCA:SSI 30.9.86). COMITATI GIUDIZIARIINVITO SCRITTO AL TRASGRESSORE:
Formulare per iscritto un invito ad un individuo per
presentarsi davanti ad un com., potrebbe causare
problemi legali ai fratelli se l'accusato sporgesse
denuncia. Qualora si profili qualche problema, può
essere saggio non inviare un invito scritto. (SCB:SSB
28.12.89)
ANNUNCIO DELLA DISASSOCIAZIONE:
Ci chiedete informazioni relative agli annunci di
disassociazione o dissociazione. Vi invitiamo ad
attenervi alla direttiva esposta nel Ks 122 e 128. In
esso è chiaramente indicato che l'annuncio va fatto
alla congregazione intendendo dire soltanto alla congregazione
alla
quale l'individuo era associato Om 1478 (SCD:SSD
15.2.93)
È il comitato giudiziario a decidere cosa fare al fratello accusato e
non la Società. L'ufficio prende solo nota della
disassociazione o dissociazione. Perciò l'annuncio di
un'avvenuta disassociazione o dissociazione viene fatto
subito dopo aver dato i 7 giorni di tempo per potersi
appellare. Non è giusto che si attenda una risposta
dall'ufficio, perché come abbiamo detto non è
l'ufficio a prendere la decisione ma il comitato giudiziario
della congregazione
Questo indica che gli A. devono agire con molta saggezza
e discernimento. Se seguono le direttiva che hanno
ricevuto difficilmente si correrà il pericolo di
annunciare la non avvenuta disassociazione o
rettificarla così mettendo in pericolo la responsabilità
degli A. buttando discredito sulla loro azione (SCD:SSC
22.11.83)
Alcuni individui che sono stati disciplinati o espulsi
dall’org. cercano di vendicarsi minacciando di
intraprendere qualche azione legale. Questo è un motivo
in più perché gli A. si attengano rigorosamente alle
norme org. provvedute dall’Ufficio su come trattare i
casi giudiziari. Quando qualcuno minaccia un’azione
legale, gli A. dovrebbero mettersi immediatamente in
contatto con l’Ufficio per chiedere istruzione sul
modo di procedere. Quando c’è la minaccia di
un’azione legale, non si dovrebbe fare nessun tipo di
annuncio prima di aver ricevuto istruzioni
dall’Ufficio (CO-DO 30.5.87)
QUANDO INVITARE IL CONIUGE INNOCENTE ALL'UDIENZA:
Il Ks 98 dice: "Se è la moglie" ad aver
trasgredito è suggeribile tenere un'ad. con lei e il
marito credente. Non sarebbe la stessa cosa se il
trasgressore fosse il marito. Questo perché "egli
è il suo capo e i suoi sforzi per ristabilirla e
guidarla possono essere molto utili". Ciò non
toglie che in alcuni casi può essere opportuno e
suggeribile che la moglie sia chiamata in causa, almeno
in parte, nell'esame del caso riguardante il marito.
Sta alla discrezione degli A. stabilirlo, non dipende
dal trasgressore. Se decideranno di coinvolgere in parte
la moglie credente, sarà senz'altro per un fine utile.
Inoltre, la considerazione cristiana impedirà inutili
imposizioni (SCD:SSD 24.11.92)
RIAPRIRE UN CASO PER LA STESSA VIOLAZIONE:
Quando un comitato giudiziario chiude un caso, questo non può essere
riaperto in base alla stessa accusa di violazione, anche
se vi è stato inganno da parte della persona. Ciò
sarebbe possibile se si venisse a conoscenza di altre
violazioni anche della stessa natura, delle quali il comitato giudiziario
non era a conoscenza. Ovviamente tali violazioni
saranno delle azioni e non solo delle intenzioni. Il com.,
però, potrebbe prendere atto del fatto che il fratello
ha mentito e riaprire così una nuova causa contro di
lui con l'accusa di menzogna. Anche se l'eventuale nuovo
caso sarà esaminato a sé, gli A. saranno più esigenti
nel richiedere dall'accusato opere degne di pentimento.
(Atti 26:20) W 15.12.81 p 26 L'esperienza precedente
dovrebbe aver mostrato quanto sia seria la responsabilità
di decidere quando una persona è pentita. W 15.12.81 p
26 § 23 Sarà vs. responsabilità determinare ciò che
sarà più opportuno fare secondo quanto giustizia e
misericordia renderanno necessario (SSE 23.5.84)
CON BATTEZZATI CHE NON SI ASSOCIANO DA ANNI:
Ci chiedi come agire verso quelle persone battezzate che
da tempo non si associano alla congregazione ma che fumano. Se
ci sono le prove della trasgressione e non è difficile
localizzare le persone, devono essere chiamate dinanzi
ad un comitato giudiziario anche se non sono conosciute nella zona come
testimoni di Geova. Non agiamo contro le persone battezzate che da
tempo non si associano alla congregazione quando è difficile
localizzare e raccogliere tutte le prove. Ma quando non
esistono tali difficoltà la congregazione ha l'obbligo di agire
per mantenere la purezza (SCB:SSB 13.3.81)
Ci dici che una persona battezzata che si è allontanata
dalla congregazione da circa 10 anni ha permesso alla figlia
minorenne di battezzarsi e sposarsi col rito cattolico.
Essendosi questo fratello allontanato da circa 10 anni
senz'altro dimostra di essere immaturo spir. Se nella
comunità in cui vive è conosciuto come testimone di Geova
e i
fratelli della congregazione lo considerano tale, allora si deve
chiamare davanti ad un comitato giudiziario Se egli si rende conto di
aver agito in maniera immatura il comitato giudiziario potrà tenere in
considerazione questo fatto e vorrà cercare di fare
qualcosa per aiutarlo. Comunque tale peccato comporta
la disassociazione se non c'è pentimento. Se invece
nella zona nessuno lo conosce quale testimone di Geova e nemmeno i
fratelli della congregazione lo ricordano come tale, in
considerazione del lungo tempo trascorso non crediamo
sia il caso che un comitato giudiziario debba interessarsi di lui.
Potrebbero interessarsi di lui qualora egli tornasse
nella congregazione e volesse di nuovo farne parte (AB:FPB
16.3.70)
PER VIOLAZIONE DI LEV. 5:1:
Nella relazione da voi sottoscritta viene detto che è
risultato evidente che la sorella era a conoscenza, ma
ha taciuto la pratica di spiritismo del marito per
molto tempo. Notiamo anche che nello spazio dove si
mettono le ragioni della disassociazione, viene
riportata la scrittura di Le 5:1. Per vs. conoscenza
vorremo dirvi che sulla base di Le 5:1 non è possibile
disassociare o intentare un'azione giudiziaria. Per tale
violazione è possibile agire, se necessario, privando
dei privilegi di servizio a causa della condotta non
esemplare (SSH 8.11.85)
SCANDALO PUBBLICO, COME PRODURRE LE PROVE:
Le prove di uno scandalo dovrebbero essere prodotte dai
fratelli, forse scrivendole, ma senza che gli A. vadano
a cercarle dai fratelli. Se un fratello dice che è
scandalizzato, fatelo mettere per iscritto quanto dice,
e quando si ha in mano un certo num. di queste
dichiarazioni, allora si può dire che c'è la base per
uno scandalo (SCA:SSL 22.2.82)
TRASFERIMENTO O IRREPERIBILITÀ DI UN TRASGRESSORE:
Vi sono gli estremi per portare il fratello davanti ad
un comitato giudiziario essendo accusato di praticare il vizio del fumo.
Comunque non essendo stato possibile contattalo,
essendosi trasferito senza lasciare il suo nuovo
recapito, non si può disassociare. È necessario che
sia rintracciato e invitato regolarmente (almeno 2
volte) di fronte al comitato giudiziario Se potete rintracciare il suo
recapito potreste mettervi in contatto con la congregazione
nel
cui territorio egli abita affinché sia il comitato giudiziario
di
quella congregazione a tenere l'udienza sulla base delle prove
che provvederete agli A. di quel com. Sarà quel comitato giudiziario
che eventualmente disassocierà il fratello (SCA:SSF
16.11.82)
Riguardo a formare un comitato giudiziario che prenda in esame la
posizione del fratello, dovrete solo aspettare che
quest'ultimo esca dal carcere. A quel punto prenderete
in considerazione la cosa come qualsiasi altro caso
giudiziario e questo anche se dovessero passare vari
anni (SCE 14.1.86)
FRATELLO CON DISTURBI MENTALI CREA SCANDALO:
Se il fratello compie atti pubblici che creano scandalo
ai danni della reputazione della congregazione è necessario che
della cosa si interessi un comitato giudiziario Naturalmente detto com.
vorrà tenere in considerazione le condizioni mentali
del fratello, ma se lo scandalo è di grosse proporzioni
allora è necessario che la congregazione si difenda
disassociando se necessario il fratello. È ovvio che se
il fratello crea disturbi nella Sala e i presenti sono
intimoriti dal suo comportamento, il corpo degli A. può
prendere la decisione di vietare l'entrata nella Sala al
fratello per non pregiudicare l'opera e per
salvaguardare l'incolumità dei presenti (SCA:SSF
6.1.83)
SE C'È DUBBIO SUL PENTIMENTO:
Non è opportuno che un comitato giudiziario non pervenga a una
decisione unanime. Quando di forma un comitato giudiziario
vuol dire che
vi sono le prove inconfutabili circa la violazione di un
componente della congregazione Tale individuo pertanto merita la
disassociazione. È poi responsabilità del comitato giudiziario
valutare l'esistenza o l'entità del pentimento per
vedere se esiste la base per mostrare misericordia. Le
evidenze dovrebbero convincere il comitato giudiziario al di là di ogni
dubbio dell'esistenza del giusto pentimento. Se tale
convinzione non è completa ma rimane anche solo un
dubbio, allora la decisione dovrà essere quella di
disassociare (SCD:SSE 30.7.87)
NON AGGIUNGERE A. NEL COM. QUANDO LE UDIENZE SONO GIÀ
INIZIATE:
Ci sembra di capire che un quarto A. sia stato inserito
nel comitato giudiziario quando erano già state fatte 2 udienze in
precedenza. Se ciò fosse vero non sarebbe corretto.
L'altro A. per esservi incluso doveva essere presente
sin dalla prima udienza (SCD:SSE 30.7.87)
COM. CHE PRENDE IN ESAME UNA DISSOCIAZIONE:
Quando si tratta una dissociazione, è preferibile che
la persona presenti una formale richiesta scritta: Nel
caso non fosse disposta a scrivere alcuna dichiarazione
ma lo affermasse solo verbalmente davanti a testimoni,
saranno questi a consegnare una dichiarazione scritta a
conferma della volontà della persona di dissociarsi
dalla congregazione Chi funge da testimone non potrà fare parte
del com. che prenderà atto della dissociazione. Altri
A. dovranno costituire il com. Ks 101, 102 dice: “Non
è necessario che un com. continui a investigare una
presunta trasgressione se l’accusato dichiara di aver
deciso di dissociarsi”. È da notare che il com. si
trova ancora nella fase investigativa. Non è necessario che continui a investigare la presunta
trasgressione, ma potrebbe limitarsi a prendere atto
della volontà della persona di dissociarsi. Se il comitato giudiziario
è già stato formato ed è già in sede di udienza,
anche se la persona dovesse decidere di dissociarsi,
chiaramente le evidenze della sua trasgressione sono già
comprovate. A questo punto il comitato giudiziario preferirà concludere
il procedimento anziché annullarlo, ignorando la
trasgressione provata, e limitarsi a prendere atto della
dissociazione volontaria. Ci potrebbero essere casi in
cui il comitato giudiziario viene formato, la persona viene invitata,
ma questa rifiuta di presenziare facendo pervenire una
propria dichiarazione di dissociazione volontaria. Il comitato giudiziario
potrebbe quindi desistere dal portare avanti un
procedimento giudiziario, dato il rifiuto della persona
di presenziare, e limitarsi a prendere atto della sua
dissociazione volontaria. In questo caso cesserebbe di
agire in veste giudiziaria e si limiterebbe a preparare
una breve relazione da allegare alla documentazione di
dissociazione. Non sarà necessario formare un com.
diverso (SCD:SSD 31.1.94)
Nei casi di dissociazione si incaricano 2 A. per poter
parlare con la persona ed accertarsi che desidera
effettivamente dissociarsi dalla congregazione Una volta
stabilito ciò, si possono compilare i relativi moduli
di dissociazione. Non è richiesto, come nei casi di
disassociazione, invitare a un'udienza la persona.
Comunque, se qualche comitato giudiziario desidera farlo, per delle
ragioni a loro valide, può benissimo invitare la
persona a un'udienza, ma in linea generale ciò non è
necessario. (30.11.87)
Secondo la C. dell’8.5.87, il com. nominato perché
faccia un’indagine è lo stesso che, come dice il 4°
§, avverte la Congregazione Centrale firmando gli appositi moduli di
disassociazione o dissociazione. È chiaro quindi che si
sta parlando del com. non del corpo degli A. (SCA:SSB
24.11.87).
COMMEMORAZIONEAPPLAUSO:
Non vi sono obiezioni che al termine del discorso della
Commemorazione si applauda. Naturalmente non sarebbe
opportuno applaudire al passaggio degli emblemi o se
qualcuno dovesse partecipare ad essi (SCD:SSD 17.12.91)
Non è mai stata data alcuna disposizione perché non si
applauda dopo il discorso della Commemorazione. Se si
applaude, ciò verrà fatto al termine del discorso. Non
si applaudirà perché qualcuno partecipa agli emblemi (SCD:SSD
11.10.91)
CONTEGGIO DEI PRESENTI E DEI PARTECIPANTI:
Un disassociato o dissociato può essere contato nel
numero dei presenti, ma naturalmente non fra i
partecipanti. - W 1.2.76 p 76 (SCD:SSD 17.12.91)
PASSARE GLI EMBLEMI AI DISASSOCIATI:
Se durante la celebrazione della Commemorazione è
presente un disassociato, gli si possono passare gli
emblemi. Comunque se li prende, non sarà contato come
partecipante (SCE:SSH 7.5.87).
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