Tasse,
leggi di Cesare Testamenti
Trasgressioni
varie
ABBIGLIAMENTO-ACCONCIATURA
COSA POSSONO FARE GLI ANZIANI QUANDO
CI SONO PERPLESSITÀ:
Di per sé il campo dell'abbigliamento rientra nella sfera delle questioni
personali. È indiscutibile che nel fare le proprie scelte l'individuo
risente dell'influenza di vari fattori. Entro certi limiti la persona
tende ad adeguarsi inconsciamente alle norme generalmente accettate
nell'ambiente in cui vive. Queste norme oscillano sotto la spinta delle
mode lanciate da stilisti, mode che spesso rispecchiano lo spirito del
mondo. Ai fattori esterni si aggiungono quelli personali, i propri gusti
in materia di vestiario. Nel caso del cristiano egli riconosce la verità
secondo cui nessuno vive più per se stesso. (Ro 14:7) Riconosce di avere
delle responsabilità verso gli altri anche per il vestire. Chi sono
questi altri? Paolo li identifica. (1Co 10:31-33) Tali persone si trovavano
sia all'esterno che all'interno della congregazione. Questo richiedeva
discernimento. Al tempo di Paolo i greci non avevano la stessa mentalità
dei giudei. Inoltre la mentalità poteva variare anche da congregazione
a congregazione Paolo era disposto a sacrificare, se necessario, i suoi
gusti personali per amore del progresso della Buona Notizia. In 1Tm
2:9 riassume i principi che devono guidare il cristiano nella scelta
dell'abbigliamento. Sebbene riferiti alle donne, valgono anche per gli
uomini. L'abito che si indossa deve essere adatto all'occasione, non
sessualmente provocante e non tale da far sorgere perplessità sulla
sanità di mente di chi lo porta. Poiché nell'applicazione di questi
princìpi interviene l'elemento soggettivo, le pubblicazioni hanno più
volte trattato l'argomento per sensibilizzare i singoli proclamatori
e i corpi degli Anziani. Per es. Sg 184 indica di non andare
agli eccessi evitando di seguire la moda che richiama l'attenzione su
di sé. Indica che le persone hanno gusti diversi e non ci attendiamo
che tutti vestano allo stesso modo. La G 22.3.85 p 22 elenca le cose
che secondo gli esperti si devono evitare quando una donna va a un colloquio
di lavoro, e W 15.9.72 dopo aver ribadito che, salvo il caso di eccessi,
l'abbigliamento resta una questione personale, aggiunge che i mariti
e padri possono stabilire regole per i componenti della famiglia. Gli
A. non possono stabilire regole, ma possono servirsi della loro conoscenza
per determinare se qualcuno dà chiaramente un cattivo es. Possono decidere
di non dargli preminenza nelle parti per rappresentare la congregazione
Tale azione sarebbe governata, non dalla preferenza o dai pregiudizi
di una o 2 persone, ma dal giudizio del corpo degli A. nel valutare
le obiezioni sollevate. Perciò per quanto riguarda l'abbigliamento di
chi sale sul podio, nel caso faccia sorgere perplessità il corpo degli
A., dopo aver valutato la cosa alla luce dei princìpi biblici e delle
circostanze locali, ha la facoltà di stabilire norme ragionevoli alle
quali tutti quelli che salgono sul podio vorranno adeguarsi (SCD 5.8.87)
PER IL SERVIZIO DI CAMPO:
Il cristiano che è impegnato nell’opera di predicazione dovrebbe comprendere
la necessità di vestire in modo convenevole, dignitoso, affinché il
suo ministero non sia pregiudicato. In Italia e nelle grandi città crediamo
che il procl. farebbe bene a indossare la giacca e portare la cravatta
mentre è impegnato nell’opera di predicazione. Riteniamo che presentarsi
in camicia non sia indice di educazione. Naturalmente la situazione
potrebbe cambiare se il procl. è impegnato in una zona rurale. Spetta
al procl. in vista delle circostanze locali e all’ambiente in cui intende
predicare e di ciò che è localmente ritenuto appropriato e dignitoso,
determinare come vestirsi quando compie il suo ministero. Crediamo che
ogni testimone di Geova sia desideroso di non essere motivo di inciampo
alle persone mentre è impegnato nell’opera di casa in casa solo perché
non è vestito in modo convenevole (SCB:SSA 29.8.75)
Avete fatto un annuncio alla congregazione dove è stato detto che per
nessun motivo si deve andare nel servizio di campo, di casa in casa,
senza giacca e cravatta, e alcuni fratelli hanno obiettato perché in
altre congregazione i fratelli vanno in servizio senza giacca e cravatta.
Riteniamo che questo sia un argomento nel quale non si possa stabilire
una norma in senso assoluto. Le abitudini possono cambiare da un paese
all’altro, le circostanze possono essere diverse e a volte la temperatura
eccessivamente fredda o eccessivamente calda può richiedere che si apportino
cambiamenti nell’abbigliamento per non riportare danni fisici. Ciò non
vuol dire andare agli estremi. Un principio biblico è espresso in 2Co
6:3, 4. In 1Tm 2:9, 10 è riportato un altro principio che benché dichiarato
per le donne cristiane, si può applicare benissimo anche agli uomini.
Gli A. della congregazione hanno la responsabilità di determinare ciò
che può essere per i migliori interessi dell’opera perché non sia impedita
da un certo tipo di abbigliamento. Ad es. predicando in un territorio
rurale, alcuni hanno ritenuto appropriato non indossare giacca e cravatta
perché tale abbigliamento, oltre a non essere pratico nel territorio,
poteva risultare fuori posto considerando l’ambiente e il tipo di persone
alle quali si doveva dare testimonianza. In questo caso camicia e pantaloni
puliti e ben stirati possono risultare un abbigliamento appropriato.
In altri luoghi tale abbigliamento potrebbe essere considerato poco
rispettoso dalle persone che vi abitano e tali persone ascolterebbero
con migliore attenzione se chi si presenta alla porta indossa anche
giacca e cravatta. Quindi, il luogo, il tempo, le circostanze, e altre
condizioni possono determinare quale tipo di abbigliamento è più appropriato
per rendere testimonianza alla verità senza essere d’inciampo ad alcuno
(SCD:FPB 17.8.78)
Per quanto riguarda l'abbigliamento nel servizio, è necessario che il
corpo degli A. dia indicazioni su ciò che è per i migliori interessi
dell'opera. Bisogna usare buon senso ed equilibrio non lasciandosi guidare
da gusti personali. L'abbigliamento deve rappresentare degnamente il
messaggio e non ostacolare l'opera. Alcune riflessioni sono contenute
in W 1.2.76 p 84, 85. Se gli A. sono guidati da sani principi e ricercano
i migliori interessi della pura adorazione, non stabiliranno regole
non necessarie. A motivo delle abitudini diverse e delle differenti
mentalità da una località all'altra anche all'interno della stessa nazione
non è possibile stabilire nei minimi particolari ciò che è più appropriato
in un posto o nell'altro. I locali corpi degli A. dovranno determinare
cos'è più appropriato tenendo conto l'ambiente e la mentalità, dando
precise indicazioni e lasciando a ciascuno la responsabilità di agire
per i migliori interessi della teocrazia (SCB:SSB 20.7.81)
Ci domandi se sia obbligatorio indossare la giacca quando si va in servizio
di casa in casa. Non vi è nessuna regola che obbliga un Testimone a
indossare la giacca. Ma non vogliamo intendere con questo che non possa,
in certe circostanze, essere appropriato portare la giacca. Gli atteggiamenti
delle persone variano da nazione a nazione, possono anche variare da
territorio a territorio nella stessa nazione. Piuttosto che cercare
una regola che stabilisca definitivamente sì o no, è necessario che
la persona esamini i suoi motivi per non portare la giacca. Vi sono
motivi che giustificano di non portarla? Quale effetto può avere sul
territorio il fatto che io non porto la giacca, mentre mi presento come
un ministro cristiano? Potrebbero diverse persone del territorio essere
ostacolate nell'accettare la B.N. perché considerano poco ordinato per
uno che professa di essere un ministro cristiano, presentarsi alla loro
porta senza giacca? In altre parole dobbiamo analizzare le circostanze,
come ad es. il tempo molto caldo, l'attitudine delle persone, ecc. Se
pensiamo che potrebbe essere un ostacolo per alcuni del territorio,
per amore della B.N. saremo pronti a sacrificarci. L'illustrazione della
W 15.6.83, non stabilisce una regola che quando uno va in servizio non
ha bisogno di portare la giacca. Ma implica solo una possibile circostanza.
(1Co 9:19; 10:31; 2Co 6:3, 4) Quindi non possiamo stabilire una regola
che stabilisca di portare la giacca, come non possiamo dire che non
si deve mai portare, anche se portarla potrebbe sign. qualche scomodità
(SCB:SSC 23.8.83)
PER UN USCIERE:
In quanto all'abbigliamento, un usciere dovrebbe essere pulito e ordinato.
Questo sign. che generalmente avrà giacca e cravatta. Ma puoi comprendere
che c'è differenza tra l'essere usciere in una congregazione e l'esserlo
in un'assemblea di distretto. Non c'è una regola precisa al proposito,
ma gli A. stabiliranno quale abbigliamento sarà più appropriato per
un usciere (20.10.83)
CALZE:
Non ci risulta che un tipo di calze, come quello da te descritto, sia
stato usato all'inizio da alcune prostitute negli USA verso gli anni
'30. Potrebbe anche essere, ma non abbiamo elementi utili che ci permettono
di confermare ciò. Sarebbe bene, invece, che tu avendo sentito delle
voci tra i fratelli, ti accertassi ulteriormente della cosa, per vedere
se queste voci sono fondate o scaturiscono da una diceria. In altre
parole, tali fratelli possono dimostrare quello che dicono? Se no, incorrerebbero
nel pericoloso laccio del pettegolezzo, cosa chiaramente da evitare
tra i cristiani. (21.3.88)
JEANS:
Che dire dell'indossare abiti di jeans per il servizio di campo, le
ad. o quando si sale sul podio? Alla voce "blue jeans" il
dizionario Treccani dice: "Calzoni di tela ruvida e resistente
con impunture evidenti, in uso in molti paesi come calzoni di lavoro,
e venuti poi di moda soprattutto come calzoni sportivi, indossati da
giovani d'ambo i sessi; in origine di colore azzurro oggi anche bianchi
o in altre tinte". I jeans rientrano in quello che oggi viene definito
"abbigliamento casual". Lo stesso vocabolario alla voce "casual"
dice: "Nel linguaggio della moda, riferito a un tipo di vestiario,
anche unisex, di taglio giovanile, caratterizzato soprattutto da grande
semplicità e praticità d'uso, adatto a essere indossato in ogni occasione
e attività della giornata, in casa, al lavoro, all'aperto, in città,
in campagna, in viaggio". Trattandosi di un capo di vestiario prettamente
sportivo, nel ns. paese sarebbe sicuramente non appropriato per le attività
teocratiche l'uso dei pantaloni di jeans, sia per fratelli che per sorelle,
o per le sorelle di gonne e completi di tessuto blue jeans che siano
spiccatamente simili alla foggia di questo particolare tipo di pantaloni
(tela ruvida dal caratteristico colore blu, impunture evidenti, etichette
col nome della marca, ecc.) che abbiano cioè quell'insieme di caratteristiche
che farebbero associare tale capo di vestiario con attività diverse
da quelle in cui si sta impegnando nel ministero. G 8.2.87 p 16 D'altro
lato il buon senso far evitare di escludere a priori quei capi di abbigliamento
che, pur essendo definiti jeans, non hanno tali marcate caratteristiche
e possono rientrare nell'ampia gamma di abiti decorosi e appropriati
nelle attività teocratiche (SCD 5.8.87)
BIKINI:
Ci viene chiesto cosa ne pensiamo dei bikini. Né il Corpo Direttivo
né gli A. locali hanno la responsabilità di stabilire regole per determinare
se una moda è accettabile o no. Naturalmente darete consigli, se necessario,
secondo i princìpi biblici riguardanti ciò che modesto e puro. (1Tm
2:9) Come A. prenderete in considerazione se uno va agli estremi nella
moda, e deciderete se può avere speciali privilegi o servire sul podio.
Km 3.69 p 7 Comunque qualsiasi decisione non si baserà su quello che
potrebbero essere le vs. preferenze personali, ma su ciò che è meglio
per la congregazione e promuovere il servizio del Regno (SSH:SSI 6.6.83).
ADUNANZE
MODIFICARE L’ORARIO DELLE AD.:
Riguardo all’orario delle ad., Om 62, dice: “In ogni congregazione i
giorni e gli orari delle ad. vengono stabiliti secondo ciò che è convenevole
per la maggioranza dei procl. La cosa può essere valutata tramite gli
A. con uno spirito di reciproca considerazione e amore fraterno”. La
responsabilità ricade principalmente sul corpo degli A. che deve valutare
se proporre o no un cambiamento di orario alla congregazione Si accerterà
che quanto proporrà sia nei migliori interessi della congregazione e
a favore delle attività teocratiche. Naturalmente, per attuare un cambiamento,
il corpo degli A. dovrà ottenere l’approvazione della congregazione
È bene che la congregazione abbia la possibilità di riflettere sulla
proposta presentata e dare ai componenti di una famiglia l’opportunità
di consultarsi privatamente. Gli A. potranno anche dare alla congregazione
brevi indicazioni sui motivi che li hanno spinti a proporre il cambiamento.
Km 2.78 p 1; Km 8.79 p 1. Non sarà sempre possibile accontentare tutti.
Gli A. da parte loro vorranno mostrarsi scrupolosi e attenti ai reali
bisogni della congregazione mentre tutti sono incoraggiati a manifestare
il corretto atteggiamento cristiano. Km 12.94 p 2 (SCD:SSD 2.2.96)
UNIRE DUE CONGREGAZIONI PER IL PERIODO ESTIVO:
Ci esprimiamo in relazione a se è corretto che 2 congregazione che usano
la stessa Sala, durante il periodo estivo delle ferie, tengano un'unica
ad. la domenica, a motivo del poco afflusso di procl. e anche perché
quasi tutti gli A. sono fuori per le vacanze. Crediamo che ciò non sia
appropriato. È bene che ogni congregazione continui a tenere le proprie
ad. anche nel periodo estivo. Sarebbe appropriato che gli A. prestabilissero
in anticipo quando essi e la loro famiglia prenderanno il tempo delle
loro vacanze in modo tale da org. affinché alcuni di loro siano sempre
presenti e la congregazione abbia la dovuta cura e direttiva anche nel
periodo estivo (SCC:SSC 4.11.85)
COMPORTAMENTO DURANTE IL CANTICO E LA PREGHIERA:
Ci dite che durante i cantici alcune coppie di giovani sposi si tengono
abbracciati appassionatamente. Ci chiedete pure se è una posizione di
rispetto cantare con le mani in tasca. Crediamo che non sia il caso
di stabilire quale posizione assumere quando si cantano i cantici o
quando si ascolta una preghiera. Si deve però tenere in considerazione
che siamo in un luogo di adorazione e che ci rivolgiamo al Creatore.
Quando si prega è d’uso invitare gentilmente l’uditorio ad assumere
una posizione di rispetto. Alcuni atteggiamenti risultano essere involontari,
come appoggiarsi allo schienale della sedia davanti, o forse tenere
le mani in tasca. Eviteremo di essere critici riguardo alla posizione
assunta da qualcuno se non costituisce un vero problema e se non distrae
gli altri. Quando accennate ad abbracci appassionati, ci è difficile
immaginare come ci si possa abbracciare appassionatamente durante un’ad.
Se il comportamento di qualcuno risultasse indecente, o distraesse l’attenzione
di molti, o recasse disturbo, dopo gentili avvertimenti, la persona
potrebbe essere invitata ad uscire dalla Sala. Ma crediamo che non sia
la situazione che ci presentate. Se ritenete che qualcuno abbia bisogno
di suggerimenti, potete sentirvi liberi di offrirli, rispettosamente
e senza imporre comportamenti o preferenze personali. Se si tratta di
un gesto affettuoso come tenere sotto braccio il proprio coniuge, mettergli
una mano sulla spalla o tenere per braccio un figlio, non vi sarebbe
motivo di preoccupazione. Non sarebbe il caso di sindacare sugli atteggiamenti
assunti nella Sala. Accertatevi, ogni volta che decidete di avvicinare
qualcuno per dare gentilmente qualche suggerimento, di avere più che
validi motivi. I fratelli comprenderanno i seri motivi che vi hanno
spinto ad avvicinarli e saranno lieti di adeguarsi al corretto comportamento,
onde agire in maniera degna della B.N. (SCD:SSD 13.7.93).
ADUNANZA PUBBLICA:
PREPARARE DISCORSO PUBBLICO CON UNA SCENA BIBLICA:
Sarebbe tua intenzione preparare un discorso il cui materiale sarebbe
rappresentato da almeno 5 fratelli. In altre parole faresti rivivere
il processo fatto a Gesù circa 2000 anni fa mediante una dimostrazione
con personaggi che fungerebbero da attori. Sarebbe una rappresentazione
di un dramma anche se in chiave moderna. Ti informiamo che la società
ha espresso il suo parere scoraggiando iniziative del genere. Tale rappresentazione
creerebbe non poche difficoltà e darebbe origine al altre iniziative
private che potrebbero facilmente degenerare. Inoltre predisporre una
rappresentazione del genere farebbe perdere di vista il motivo per cui
sono presentate delle informazioni, l'uditorio sarebbe maggiormente
colpito dalla rappresentazione scenica piuttosto che dal contenuto.
Pensiamo sia bene evitare di preparare un discorso del genere orientandosi
piuttosto verso la normale presentazione delle informazioni mediante
un regolare discorso che abbia l'approvazione del corpo degli A. (SCA:SSF
4.4.80)
SP NON DEVE SEGUIRE L’ORATORE CON LO SCHEMA DEL DISCORSO:
Non crediamo che sia il caso che il SP segua tutti gli oratori pubblici
per controllare se il materiale è aggiornato o corrisponde allo schema.
Se durante l’ascolto di un discorso dovesse udire qualcosa che non gli
è chiaro, potrebbe chiedere maggiori informazioni all’oratore per comprendere
la base di una certa informazione citata. Tutti gli schemi che vengono
ora usati per i discorsi pubblici sono sufficientemente aggiornati da
non aver bisogno di esserlo ulteriormente. Se l’oratore dovesse trovare
un aspetto dello schema che viene ora contraddetto da un nuovo intendimento,
perché ritrattato su pubblicazioni dello Schiavo più recenti, dovrebbe
aggiornare la sua esposizione, citando la fonte dell'intendimento corretto.
Ciò che è scritto nella W 1.4.90, p 22, si riferisce a contestazioni
fatte da persone non nella verità, per cui dovremmo accertarci di citare
sempre autorità fidate come base di quanto stiamo sostenendo. (SCB:SSB
12.4.90)
FARE UNA PAUSA DOPO IL DISCORSO PUBBLICO?:
Prendendo in esame la vs. domanda, se fare una pausa dopo il discorso
pubblico e prima dello st. TG, pensiamo sia una cosa da stabilire sul
posto, in quanto che non vi sono disposizioni in merito (SCA:SSB 6.7.87)
RIMBORSO SPESE DI VIAGGIO ALL’ORATORE:
Per quanto riguarda il rimborso delle spese di viaggio per l'oratore
pubblico proveniente da fuori vi incoraggiamo ad attenervi alle informazioni
indicate nella C. del 16.8.85. Si chiederà all'oratore l'ammontare delle
spese di viaggio sostenute e si effettuerà il rimborso. Naturalmente
perché questo possa essere effettuato è necessario che mediante risoluzione
la congregazione approvi di rimborsare le spese ai vari oratori che
vengono da fuori. (SCF:SSF 25.7.94)
TORRE DI GUARDIA:
DESIGNARE ALTRI A. COME CONDUTTORI:
La disposizione che venne inserita nel settembre nel Ks77 e riportata
nel Km 10.77 p 3 e Km 10.81 p 3, è stata annullata e sostituita dal
Ks91. Pertanto, come detto a p76, solo in assenza del conduttore dello
st. TG, un A. qualificato potrà essere incaricato a condurre l'ad. (SCD:SSD
28.2.94)
IL PRESIDENTE DEVE MENZIONARE IL TEMA DELLA TG?:
Non è necessario che il presidente dell'ad. pubblica dica specificamente
il tema o l'edizione della W che verrà trattata immediatamente dopo,
benché lo potrebbe anche fare. Potrebbe essere anche lo stesso CSTG
a citarlo all'inizio della sua considerazione. (SCB:SSB 12.4.90)
STUDIO DI LIBRO:
CONDUTTORE E LETTORE IN GIACCA E CRAVATTA:
Essendo lo SL un'ad. di congregazione è appropriato che il conduttore
indossi giacca e cravatta sia che lo st. sia tenuto nella Sala del Regno
che in una casa privata. Non sarebbe appropriato condurre lo st. in
camicia. È un'ad. cristiana e non è inferiore allo st. TG. Per quanto
riguarda il lettore, pensiamo che se egli si pone di fronte all'uditorio
per leggere, sarebbe bene che avesse giacca e cravatta. Qualora però
il lettore leggesse dal suo posto, allora si potrebbe decidere che non
indossi la giacca se non lo desidera (SCB:SSC 25.8.76)
Lo SL tenuto in una casa privata è pur sempre un'ad. di congregazione
Il conduttore e il lettore saranno pertanto vestiti come per qualsiasi
altra ad. tenuta nella Sala del Regno (SCA:SSC 31.8.83)
In quanto allo stabilire se il lettore dello SL debba o no portare la
cravatta nello svolgere tale incarico, non possiamo limitarci a dire
sì o no. Sono da prendere in considerazione i princìpi biblici indicati.
Uno è menzionato in 1Tm 2:9, dove Paolo dice che le donne (e ovviamente
si applica anche agli uomini) dovrebbero adornarsi con veste convenevole
e con modestia e sanità di mente. Applicando questo principio all'abbigliamento
del lettore dello SL, invece di stabilire regole ci lasceremo guidare
dalle circostanze e dall'ambiente e di conseguenza, dall'effetto che
tale fratello darebbe a un determinato uditorio usando quel particolare
abbigliamento. I fratelli sono turbati o riconoscono le particolari
circostanze e non ne fanno caso? Inoltre, il fratello è di fronte all'uditorio
e gli occhi sono puntati su di lui o lo st., essendo tenuto in una casa
privata, è tenuto in modo non formale o attorno a un tavolo? Anche questo
potrebbe influire sulla decisione da prendere. Naturalmente quando si
tratta della Sala del Regno, sarà opportuno mantenere un aspetto come
è comune in tutte le S.d.R, usando giacca e cravatta. Questo perché
il lettore che appare di fronte all'uditorio agisce come rappresentante
dell'org. di Geova. Ricopre un incarico privilegiato ed espone delle
verità che sono contenute nelle pubblicazioni per mezzo della lettura
(SCB:SSE 22.8.84)
Dici che andare all SL ti crea problemi per la tua salute. Comprendiamo
come ciò possa essere possibile specialmente se l’ambiente non è riscaldato
e si è nel pieno dell’inverno. Ma, desiderosi di preservare la pace
e l’unità della congregazione non sarebbe saggio cercare di risolvere
il problema indossando vestiario pesante come una maglia di lana sotto
la giacca? Molti fratelli col tuo stesso problema hanno risolto la cosa
in questo modo, proteggendo la loro salute e continuando ad avere privilegi
di servizio in armonia alle disposizioni prese dal corpo degli A. Ti
lamenti perché dici che gli A. hanno stabilito una regola in merito
a come devono vestirsi coloro che hanno il privilegio della lettura
e della preghiera. Secondo te non vi sono direttive dell’Org. in merito.
Non siamo d’accordo su ciò. Nelle pubblicazioni vi sono stabiliti dei
principi in ordine e dignità in quanto a come i cristiani dovrebbero
vestirsi alle ad. e anche se tali principi non indicano modi specifici
di vestirsi, dovrebbero guidarci, specialmente quando abbiamo parti
da svolgere. Om 62; Sg 185; Km 10.82 p 2 E dato che vi sono dei principi
e non cose specifiche, spetta proprio agli A. e non a ciascun membro
della congregazione la responsabilità di valutare cosa è ordinato e
dignitoso da portare secondo l’ambiente e la congregazione locale. Tutti
i fratelli per amore della pace e per rispetto dell’operato dello spirito
santo per mezzo degli A. dovrebbero essere pronti ad aderire a tali
valutazioni e disposizioni. (SCB:SSA 24.6.86)
IL LETTORE DEVE ALZARSI IN PIEDI?:
Per quanto riguarda la lettura dei § alla TG sarebbe bene che il lettore
al momento di leggere i § si alzasse in piedi, mentre per la lettura
dei § allo SL non vi è alcun suggerimento. Il lettore può rimanere seduto
come alzarsi in piedi, sarà stabilito localmente (SCA:SSB 6.7.87)
SE NON CI SONO LETTORI QUALIFICATI:
Per quanto riguarda la lettura dei § allo SL, vale quanto è detto in
Om 101. In assenza di un fratello battezzato qualificato, sarà usata
una sorella battezzata qualificata. Se non ci sono né l'uno né l'altra,
si potrà usare un procl. non battezzato qualificato, o al massimo una
procl. non battezzata qualificata. Andando ancora oltre, se dovessero
mancare anche questi, si userà una persona presente che ha una buona
condotta e che è capace (SCB:SSD 26.2.80)
PREGHIERA:
Per quanto riguarda la preghiera a un'ad., se colui che pronuncia la
preghiera è invitato a salire sul podio e a mettersi di fronte all'uditorio,
non sarebbe appropriato che fosse senza giacca e cravatta. Ma se sarà
invitato a pronunciare la preghiera rimanendo al suo posto fra l'uditorio,
non è estremamente necessario che indossi la giacca se in quel momento
è vestito diversamente (SCB:SSC 26.8.77)
Riguardo al fatto di invitare un cristiano maturo a rappresentare in
preghiera la congregazione non si tratta di vedere se è battezzato da
poco o da molto, ma se è maturo dal punto di vista degli A. (DC 21.8.87)
NUM. DEI PRESENTI:
Notiamo che nella congregazione vi sono 4 SL con una media di 96 presenti.
Questo sign. una media di 24 presenti per st. Stando così le cose pensiamo
che dobbiate valutare la possibilità di aprire un nuovo centro di raduno
affinché in media vi siano non più di 20 persone per ogni centro (SSA
6.3.84)
TENERE UNO SL A CASA DI UNA GUARDIA GIURATA:
Ci chiedete in merito al fatto se sia appropriato tenere un centro di
SL a casa di un fratello che è una guardia giurata e che porta la pistola.
Ci chiedete se usare la casa del fratello come luogo di raduno sia da
considerarsi uno degli speciali privilegi che menziona W 1.1.84 p 26.
La risposta è no. Quindi se i fratelli non sono turbati del fatto che
sarà usata la casa di questo fratello che come dite è esemplare sotto
tutti gli aspetti e si sta sforzando di mettere la sua vita in armonia
con i princìpi biblici anche in quanto al suo lavoro, non vediamo perché
la sua casa non possa essere usata come luogo di raduno. Servendovi
della sua casa non è lui che riceve qualche incarico nella congregazione
Gli speciali privilegi riguardano privilegi che concernono lo stare
davanti come es. nella congregazione Quindi l'uso della sua casa come
luogo di raduno non rientra nei speciali privilegi (SCB:SSA 19.7.85)
VISITE DEL SS.:
In relazione alle visite del SS localmente gli A. prenderanno le disposizioni
che riterranno più opportune per la congregazione e per i vari SL. O
il SS condurrà lo SL oltre che pronunciare il discorso finale di 15
min. o per quell’occasione farà tenere lo SL al proprio assistente anche
se è un SM. Nel caso non abbia alcun assistente, un altro CSL potrebbe
per l’occasione condurre lo SL mentre il SS effettuerà la visita (SCE
10.12.85)
SCUOLA DI MINISTERO TEOCRATICO:
ABBIGLIAMENTO E ACCONCIATURA:
È valido quanto dice Sg 185, sia che si tratti di un adulto o di un
ragazzo l'esigenza è la stessa. È chiaro che bisogna usare ragionevolezza.
A volte ci possono essere circostanze eccezionali come il caso del ragazzo
col braccio ingessato che non può indossare la giacca. A meno che non
sussistono tali circostanze eccezionali, il SSMT è autorizzato a vietare
di pronunciare il discorso a chi non è disposto ad attenersi alla norma
(SCB:SSB 20.7.81)
Pensiamo che uno studente a cui è assegnato un discorso nella SMT dovrebbe
indossare giacca e cravatta se si tratta di un uomo. Dato che alla Scuola
vengono dati suggerimenti perché, tra le altre cose, lo studente divenga
qualificato come oratore pubblico, si dovrebbe pretendere anche che
il suo abbigliamento sia conforme a quanto è richiesto per colui che
serve già come oratore pubblico Sg 130 (SCA:SSC 31.8.83)
Il SSMT determinerà il da farsi se uno studente ha i capelli lunghi,
offrendo consigli e suggerimenti. Dipende molto da quanto sono lunghi
i capelli, comunque l'acconciatura dello studente non dovrebbe essere
motivo di critica nella congregazione (SCA:SSC 31.8.83)
ISCRIZIONE DI BAMBINI:
Ci chiedete se si possono iscrivere alla SMT bambini di 7 o 8 anni.
Om non stabilisce un’età minima per potersi iscrivere, ma precisa: "Possono
iscriversi tutti quelli che frequentano attivamente la congregazione
sempre che non conducano una vita in contrasto con i princìpi biblici".
Ne consegue quindi che gli A. locali applicando quanto è detto nel summenzionato
libro, dovranno determinare chi può iscriversi alla SMT (SCA:SSC 24.1.84)
CONSIGLIARE SU PUNTI CHE NON ERANO STATI INDICATI:
Ci domandi se il SSMT può consigliare uno studente su punti che non
gli sono stati indicati in anticipo. La risposta è no. Si dovrà sempre
consigliare sul punto su cui lo studente si è preparato, altrimenti
potrebbe scoraggiarsi essendo consigliato su aspetti su cui non si è
potuto preparare. Naturalmente se il SSMT nota che lo studente ha una
carenza nella presentazione del discorso assegnato, e su tale aspetto
non doveva prepararsi, metterà un cerchio intorno a qual punto e inviterà
lo studente a prepararsi su quel punto per la successiva assegnazione,
non seguendo quindi necessariamente l'ordine progressivo indicato sul
foglio Consigli sui Discorsi (SCB:SSA 8.1.87)
METTERE IN PROGRAMMA UN'INTERA FAMIGLIA:
Se la famiglia è d'accordo e non trova difficoltà, potrebbe anche essere
completamente inserita nel programma della Scuola di un'unica serata
(SCA:SSC 31.8.83)
ASSENZE:
Non è più richiesto che le assenze siano registrate sul foglio dei consigli
(SCA:SSC 31.8.83)
ANDARE FUORI TEMPO:
Il SM a cui è assegnato il discorso N. 1 della SMT e che supera costantemente
il tempo, nonostante sia stato debitamente consigliato e aiutato, potrebbe
perdere questo privilegio. Comunque spetta al locale corpo degli A.
determinare il da farsi (SCA:SSC 31.8.83)
PRESENTARE CHI SVOLGE I PUNTI NOTEVOLI:
È responsabilità del SSMT stabilire se sarà colui che pronuncia il discorso
di istruzione a presentare l'A. che svolgerà la parte successiva o se
dovrà farlo il SSMT (SCA:SSC 31.8.83)
SORELLA PUÒ AVERE COME PADRONE DI CASA UN FRATELLO:
Ci chiedi se quando una sorella "fa un sermone" può avere
come padrone di casa un fratello. Di solito si preferisce che le sorelle
abbiano come padrone di casa altre sorelle. Comunque, se a motivo di
una particolare ambientazione del discorso fosse necessario far partecipare
un fratello, non ci sarebbero obiezioni in merito (DB 6.3.87)
Per i discorsi alla SMT è molto meglio che colui che funge da padrone
di casa sia una donna per evitare che si pensi che la studente insegni
ad un uomo (SCA:SSD 28.2.80)
DISCORSI DI ESERCITAZIONE FATTI DA A.:
Tutti gli iscritti alla SMT sono da inserire nel programma dei discorsi
di esercitazione in circostanze normali. Questo vale anche per gli A.
Ma vi sono circostanze in cui non sarebbe consigliabile agli A. preparare
anche discorsi di esercitazione. Perché? A motivo dei pochi A. nominati
in una congregazione che saranno già molto impegnati a preparare discorsi
di istruzione, punti notevoli e parti nelle ad. di servizio. Vengono
già adoperati per pronunciare molti discorsi in cui è preferibile che
vengano impiegati oratori qualificati. Quindi sarebbe troppo impegnativo
per questi A. dover preparare anche discorsi di esercitazione, forse
a discapito del tempo da dedicare a visite pastorali e altri impegni
teocratici. Certo sarebbe utile poter mettere in programma A. per pronunciare
discorsi di esercitazione se vi sono diversi A. nella congregazione
Sarebbero un es. di umiltà e di efficace preparazione per gli altri
fratelli. Suggeriamo che sia il corpo degli A. locale a valutare cosa
sia meglio che essi svolgano a livello di discorsi da pronunciare alle
varie ad., compreso la SMT (SCB:SSA 2.1.87)
DOVREBBE UN PRESIDENTE DARE INIZIO ALLA SMT?
Nelle istruzioni per il 96 che potete trovare in relazione alla SMT
viene detto che la scuola deve iniziare in orario con cantico preghiera
e benvenuto, poi seguendo il programma prestabilito. Pertanto non viene
indicato chi deve dare inizio all’ad. Normalmente è il SSMT che come
tale dà inizio all’ad. seguendo le istruzioni succitate (SCC:SSC 27.11.95)
Non crediamo sia necessario un presidente perché "coordini"
la SMT con l'ad. di servizio. Potrebbe essere direttamente il SSMT a
introdurre l’ad. di servizio con qualche parola di collegamento. (SCB:SSB
12.4.90)
RIPETIZIONE SCRITTA:
L'espressione "tutti dovrebbero avere le domande per la ripetizione",
utilizzata nel "Foglio delle risposte per la ripetizione",
va letta tenendo presente chi sono coloro ai quali viene data una copia
del Km. Puoi vedere quanto viene detto nel Km 2.87 dove viene precisato
a chi può essere data una copia di questa pubblicazione. Naturalmente
chi è iscritto alla SMT rientra in questa categoria. Quindi l'idea espressa
è quella che il SSMT incoraggerà tutti coloro che ricevono il Km a portare
la copia personale dell'inserto che contiene le domande. Per quanto
riguarda la possibilità di fare delle fotocopie del Modulo S98 per coloro
che servono come consiglieri per le altre classi, non crediamo sia opportuno
far questo. È piuttosto appropriato che il SSMT informi in anticipo
gli altri consiglieri delle domande in questione affinché essi possano
prendere i necessari appunti ed evidenziare tale aspetti notevoli mentre
offrono i loro consigli (SCD 4.4.91)
ADUNANZA DI SERVIZIO:
RESOCONTO MENSILE
La dichiarazione della W 1.12.90 p 24, dove è detto che una volta al
mese ''il ministro che tiene la contabilità legge un breve resoconto'',
è di carattere generale e non esclude la possibilità che il resoconto
mensile possa essere talvolta presentato alla congregazione da un fratello
diverso da colui che si occupa della contabilità (SCD 4.4.91)
DIMOSTRAZIONI: SORELLA PUÒ AVERE COME PADRONE DI CASA UN FRATELLO:
Ci chiedete se una sorella, in un'ad. di servizio, può presentare un
soggetto ad un fratello che funge da padrone di casa, oppure se viola
1Tm 2:12. Dobbiamo ricordare che se una dimostrazione costituisce un
diretto insegnamento da parte di una sorella, allora nessuna sorella
potrebbe partecipare ad una dimostrazione. Ma il fatto è che chi presiede
una parte dove viene presentata una dimostrazione è colui che dà l'insegnamento
e non quelli che fanno la dimostrazione. Infatti è lui che org. le dimostrazioni,
fa le prove, la dirige, stabilisce cosa verrà detto o fatto, quindi
è lui l'insegnate non la sorella. Per questo motivo quando le sorelle
parlano dal podio devono farlo attraverso un presidente e mai direttamente
all'uditorio. Comunque per evitare che sorgano dubbi o turbamento nella
mente di alcuni della congregazione sarebbe sempre meglio usare una
sorella con una sorella per ogni dimostrazione, e un fratello con un
fratello. Così si eviterà di perdere tempo in discussioni che hanno
poca importanza (SCB:SSA 25.11.85)
L’AD. DI SERVIZIO DOVREBBE ESSERE INIZIATA DA UN PRESIDENTE? COME SI
DOVREBBE CONCLUDERE?
Il SP prepara il programma assegnando le varie parti. Di solito il fratello
a cui sono assegnati gli annunci locali dà inizio con il cantico e introduce
l’ad. di servizio, a meno che nelle istruzioni non sia indicato specificamente
che un A. svolgerà quella determinata parte. Per quanto riguarda la
conclusione dell’ad. col cantico e la preghiera, nelle congregazione
dove vi sono diversi fratelli qualificati, può essere buono che uno
diriga il cantico e un altro sia invitato a pronunciare la preghiera
conclusiva (SCC:SSC 27.11.95)
A CHI CONSEGNARE IL KM:
Puoi vedere quanto viene detto nel Km 2.87 dove viene precisato a chi
può essere data una copia di questa pubblicazione. Naturalmente chi
è iscritto alla SMT rientra in questa categoria (SCD 4.4.91)
Come è precisato nel Km 12.70 p 4, il Km dovrebbe essere dato ai procl.
regolari e irregolari, a tutti i P. e a tutti gli altri che assistono
con una certa regolarità alle ad. di servizio e forniscono l’indicazione
di voler partecipare al ministero di campo, facendo un certo progresso
in tal senso. Non se ne dovrebbe fare quindi una distribuzione generale.
(SCA:SSF 22.12.81)
ADUNANZE PER IL SERVIZIO DI CAMPO
FIGLI CHE VANNO ALLE COMITIVE SENZA I GENITORI
Ci chiedete come risolvere il problema presentato dai giovani che si
presentano alle comitive, frequentate da pochi adulti per poterli accompagnare
e aiutare. Ci chiedete se dovreste stabilire che i figli possono uscire
solo con i genitori. In questi casi pensiamo sia necessario tenere in
mente il comando di Cristo in Mt 19:14 che dice: "Lasciate stare
i fanciullini ... poiché a tali appartiene il Regno dei cieli".
Da questo si comprende che sarebbe sbagliato dire che i figli devono
uscire solo con i genitori. Infatti, se i genitori non possono, per
varie circostanze familiari, portare i figli in servizio con loro, i
figli si scoraggerebbero e forse ciò accadrebbe anche ai genitori. Comunque
questo non sign. che non dovremmo incoraggiare i genitori che possono
farlo, ad uscire in servizio con i figli. Si può ragionare su Efe 6:4,
mostrando come la cura diretta da parte dei genitori verso i figli è
un incoraggiamento per questi ultimi che impareranno a confidare nei
loro genitori per essere aiutati nei loro bisogni spir. Dobbiamo anche
essere ragionevoli e capire genitori che hanno molti figli e non possono
portarli tutti insieme nel servizio. Oppure le circostanze possono in
altri modi non permettergli di essere presenti alle comitive, mentre
i figli potrebbero parteciparvi. In questi casi non vorremmo scoraggiare
né gli uni né gli altri, mandando a casa i figli non accompagnati dai
genitori. Questo potrebbe causare un raffreddamento nella verità, sia
ai figli che ai genitori. Come si può risolvere il problema allora?
Dopo aver fatto il possibile per incoraggiare i genitori ad essere presenti
alle comitive per accompagnare i figli, potrà accadere che vi siano
ancora molti giovani e pochi adulti per accompagnarli in servizio. A
questo punto si rende necessario che un adulto porti più di un fanciullo
con lui. Forse un A. potrà accoppiarsi con uno di questi, formare un'altra
coppia di fanciulli e uscire con tutti questi sullo stesso territorio.
Entrambe le coppie lavoreranno vicine così che l'A. possa sorvegliare
i 2 giovani che lavorano insieme, mentre egli svolge il servizio e addestra
il giovane che è con lui. Nel caso che questi giovani non si possano
accoppiare perché non sono in grado di fare servizio andando in 2 alle
porte, l'A. dovrà portarne con sé più di uno, 2 o tre. Anche in questa
circostanza l'A. dovrà essere gioioso nel suo servizio. Alle porte si
potrà spiegare il motivo per cui si è andati in 4, dicendo che quei
giovani stanno imparando a predicare la B.N. Ciò potrà servire come
eccellente testimonianza alle persone che vedono questi fanciulli dedicarsi
ad un'opera cristiana. Quindi si potrebbe fare tutto il possibile per
aiutare i più giovani ad uscire in servizio e non mandarli a casa. Se
poi nella congregazione ci sono adulti che potrebbero sostenere di più
le comitive, si potrebbero incoraggiare facendo notare il problema che
la congregazione ha per aiutare i fanciulli (SCC:SSB 22.1.81)
Quando i giovanissimi si impegnano con noi nell’attività di campo è
una cosa buona, ci fa molto piacere portarli con noi per addestrarli
ulteriormente e per salvaguardarli da cattive vie mondane. Chiaramente
quando questo si protrae nel tempo potrebbe essere fonte di scoraggiamento,
dovendo uscire sempre con dei bambini in servizio di campo. Quindi sarebbe
bene parlare ai genitori di questi ultimi, facendogli comprendere che
la primaria responsabilità per l’addestramento dei figli spetta loro
e non ai fratelli della congregazione Sarebbe bene che fossero i genitori
a condurre i figli nel servizio di campo. Comunque come dice Om 99,
100 anche altri nella congregazione possono voler aiutare i giovani,
ma chiaramente non deve essere un peso ma una gioia. Pertanto, se alcuni
procl. non si sentono di condurre con loro dei bambini possono farlo
presente in modo da prendere disposizioni di conseguenza (SCA:SSB 30.7.87)
UN SM PUÒ CONDURRE L’AD. IN PRESENZA DI UN A.?
Per quanto riguarda l’ad. per il servizio di campo, esaminando Om 44,
7677, troverete che viene indicato che CSL deve preoccuparsi sia di
provvedere sufficiente territorio e anche di disporre, se egli non è
presente, che un altro A. o SM diriga la comitiva. Pertanto se viene
stabilito in anticipo che sia un SM a presiedere a questa ad. perché
non è prevista la presenza di nessun A., se poi un A. arriva all’ultimo
momento, perché dovrebbe sostituirlo? C’è qualche ragione per farlo?
La cosa importante è che l’ad. sia ben preparata e sia veramente di
utilità ed edificante per i presenti (SCC:SSC 27.11.95)
SORELLE CHE CONDUCONO LE AD. PER IL SERVIZIO DI CAMPO:
C’è stato qualche malinteso circa le sorelle che conducono le ad. per
il servizio di campo quando non sono presenti fratelli dedicati e idonei
per prendere la direttiva. In questi casi una sorella dedicata e idonea
dovrebbe fungere da sostituto per tenere le ad. Si raccomanda che gli
A. designino delle sorelle in grado di farlo quando ne sorge il bisogno.
Dato che la sorella prenderebbe il posto di un fratello, dovrebbe portare
un copricapo. Può seguire il modello delle sorelle che pronunciano discorsi
di esercitazione nella SMT. Rimanendo seduta insieme al resto del gruppo,
la sorella può avviare una conversazione di gruppo sulla scrittura del
giorno, sul materiale indicato nel Km o su altri punti che hanno relazione
con l’attività di campo di quel giorno. Se una sorella dedicata viene
invitata a dire la preghiera, dovrebbe portare un copricapo (CO-DO 30.5.87)
COLAZIONE AL BAR IN GRUPPO DOPO LA COMITIVA?
Ci dite che si era presa l’abitudine, dopo aver tenuto l’ad. del servizio
di campo, che i fratelli si recavano a fare colazione al bar, compresa
la maggioranza degli A., creando a diversi procl. un problema, perché
erano costretti a sottrarre tempo al servizio di campo, mentre aspettavano
i loro compagni che finivano di far colazione. Cercando negli INDICI
delle pubblicazioni disponibili all'esponente "Ministero di campo"
alla voce "ad. per il servizio di campo', alla voce secondaria
“durata", troverete indicate varie pubblicazioni, fra cui il Km
7.88 e 12. 88 e 5.86. Facendo un accurato studio di tale materiale troverete
un filo conduttore che mette in evidenza che le ad. per il servizio
di campo dovrebbero essere ben preparate e brevi non superando i 15
min., infatti l’obiettivo data l'urgenza dei tempi è quello di raggiungere
quante più persone è possibile per trasmettergli la B.N. Quindi una
volta terminata l'ad. e detta la preghiera, ci si dovrebbe recare immediatamente
nel servizio di campo sfruttando al massimo il tempo programmato tenendo
conto anche della necessità che i P. hanno di raggiungere certe mete
e anche quelle di altri fratelli che desiderano impiegare appieno il
tempo a ns. disposizione nel ministero di campo (20.3.95).
ASILO
MANDARE I FIGLI ALL'ASILO:
In relazione al mandare i propri figli all'asilo, ti segnaliamo alcuni
art. che affrontano direttamente o indirettamente il problema. G 8.2.79
p 68; W 1.5.79 p 24; W 1.2.83 p 30, 31; G 22.2.78 p 8; Famiglia 97102
Riguardo al concedere ad un genitore che manda i propri figli all'asilo
dei privilegi di servizio, lasceremo la cosa al locale corpo degli A.
che prenderà in considerazione non solo la mentalità locale o il comportamento
responsabile dei genitori, ma pure il risultato di un certo tipo di
addestramento impartito ai figli. (SCE 31.12.85)
Ci chiedete un parere se mandare o meno vs. figlia all’asilo. Desideriamo
innanzitutto dirvi che spetta ai genitori decidere cosa è meglio per
il loro figli. (Efe 6:4) Non si può scritturalmente parlando delegare
questo compito ad altri. Quindi la scrittura menzionata sopra mostra
che sono i genitori ad occuparsi dei propri figli e nei momenti di assenza,
decidere chi può assisterli e quali istruzioni impartire. Prima di prendere
una decisione chiedetevi: Che tipo di istruzione riceverà ns. figlia
frequentando l’asilo? Sarebbe addestrata nella falsa religione o a fare
qualcosa che viola apertamente i principi biblici? I compagni dell’asilo
potranno costituire una cattiva compagnia per lei? Per quanto riguarda
mandare vs. figlia all’asilo per avere più tempo a disposizione per
l’opera di predicazione, secondo 1Tm 3:5, prima bisogna provvedere ai
componenti della propria casa. Quindi, se questo dovesse comportare
una scelta, sarebbe meglio non fare i P. e interessarsi dei propri figli,
anziché aiutare altri nella predicazione a discapito della propria famiglia.
In conclusione la cosa da un punto di vista scritturale è molto seria.
Qualora qualche aspetto della questione non vi fosse chiaro, vi invitiamo
a rivolgervi agli A. della vs. congregazione Essendo sul posto sapranno
meglio indicarvi quali possono essere i pericoli che una tale decisione
comporterebbe. (SCA:SSI 25.11.86)
Per quanto riguarda il mandare i propri figli all'asilo, è una questione
personale. Naturalmente i genitori dovrebbero interessarsi che non vengano
insegnati al bambino falsi insegnamenti, poiché in tal caso potrebbero
anche loro essere soggetti alla disciplina della congregazione Quindi
a meno che l'asilo non sia sotto la direttiva della Chiesa Cattolica,
ma sia un asilo comunale o pubblico, lasciamo ai genitori la responsabilità
della decisione.
CONCEDERE PRIVILEGI A CHI MANDA I FIGLI ALL'ASILO:
Ci chiedi se si può concedere il privilegio del servizio di P.A. a una
sorella che porta i figli all'asilo. Crediamo che vorrai avere una risposta
dalla fidata Parola di Dio. Innanzi tutto i figli sono un'eredità che
Geova dà ai genitori affinché li curino e li coltivino onde divengano
suoi adoratori e futuri strumenti per adempiere il suo proposito. I
genitori hanno ricevuto da Dio il comando e il privilegio di allevare
i figli in senso materiale, spir. e morale. (Deu 6:6, 7; Efe 6:4; 1Tm
5:8) Questo "ventennale lavoro di edificazione", per avere
risultati desiderati, dev'essere fatto con perseveranza, giorno dopo
giorno, da genitori timorati di Dio. Molte sorelle P. hanno la gioia
e il sostegno di Geova portando con sé nel ministero di campo tutto
il giorno i figli che non hanno ancora l'obbligo di andare a scuola.
Geova li sta facendo crescere in modo eccellente. (1Co 3:3) Pur arruolandosi
nelle file dei P. una sorella dev'essere un eccellente es. sotto tutti
gli aspetti. Nessuno deve trovare motivo di critica perché un P. non
sta camminando secondo i princìpi e le norme bibliche. Om 114 § 1 Bisogna
prendere in considerazione pure i seguenti aspetti: da chi è gestito
l'asilo? Cosa imparano lì i bambini? Che specie di compagnia frequentano?
Quali risultati si ottengono dall'istruzione che i figli ricevono? (2Co
6:1418; Fil 4:8, 9; Pro 20:11) Dopo aver visto il problema alla luce
delle summenzionate scritture, i genitori saranno aiutati a prendere
la decisione consona al loro ruolo di genitori e P. (SPA:SSB 25.12.84).
ASSEMBLEE
REPARTO STAMPA E PUBBLICITÀ SUL
GIORNALE:
Non abbiamo nulla in contrario alla procedura al fine di ottenere pagine
autogestite. Le istruzioni generali circa l’org. del congresso specificano,
(p 23) che non è consentita la pubblicità a pagamento o l’ottenere pagine
di un giornale in cambio dell’acquisto di un certo N. di copie del medesimo.
Non riteniamo scorretto prevedere con i responsabili del giornale che,
a motivo degli articoli, vi sarà un certo interesse da parte dei congressisti.
Comunque il com. del congresso deve rimanere estraneo a qualsiasi forma
di pubblicità o di coercizione nei confronti dei fratelli affinché comprino
il tal giornale. Anche i rapporti con la redazione devono essere chiari
onde non si creino spiacevoli malintesi. (EA 1.7.87).
ASSOCIAZIONI
NON RICONOSCIUTE
NON SOSTITUISCE GLI A.:
Precisiamo che l'associazione non sostituisce in alcun modo gli A. ai
quali spettano le decisioni e le responsabilità connesse alle attività
delle congregazione affidate alla loro cura. Le associazioni sono esclusivamente
delle figure giuridiche usate per comodità nella gestione legale della
Sala. Questo è il motivo per cui abbiamo suggerito nelle nuove istruzioni
di limitare il num. dei soci (57 membri) e di evitare di coinvolgere
tutti gli A. e i SM. Nessun componente dell'associazione, neppure il
presidente, dovrebbe prendere autonomamente iniziative e decisioni,
qualsiasi sia l'oggetto in discussione. Non desideriamo attribuire alle
associazioni prerogative che spettano solo ai corpi degli A. che su
ogni questione, di comune accordo, prendono decisioni ritenute più favorevoli.
Se nell'attuare le decisioni gli A. devono stipulare contratti o firmare
ricevute o fatture per acquisti, allora viene usata l'associazione e
il codice fiscale. L'associazione è solo un mezzo di fronte a terzi
per lavori, acquisti, contratti, fatture, ecc. ed i suoi membri non
possono prendere decisioni senza che si siano espressi dovutamente e
compiutamente tutti i corpi degli A. delle congregazione interessate.
(ESC 8.6.91)
Per quanto riguarda le associazioni, desideriamo precisare che non hanno
alcuna autorità nella congregazione Se una congregazione desidera acquistare
un immobile è libera di farlo e non ha bisogno per questo di consultare
l'associazione per ottenere il suo benestare. Una volta effettuato l'acquisto,
la congregazione informerà l'associazione, e gli farà pervenire la relativa
fattura. L'associazione non dovrà fare nient'altro che prendere atto
dell'avvenuto acquisto e non potrà in alcun modo opporsi, in quanto
chi ha autorità in una questione del genere è la congregazione e non
l'associazione. (SCA:SSH 15.3.85)
QUANDO UN A. MEMBRO VIENE RIMOSSO:
Quando un A. viene rimosso, sebbene possa essere membro o lo stesso
presidente dell'associazione, i corpi degli A. devono interessarsi,
subito dopo la rimozione, di rinnovare la compagine sociale dell'associazione,
in armonia con lo statuto e le direttive teocratiche, senza aspettare
l'iniziativa di altre persone. Prima della riunione dovreste far firmare
agli A. rimossi delle lettere di dimissioni da conservare in archivio.
(ESC 8.6.91)
È SBAGLIATO DENOMINARLA “ASSOCIAZIONE STUDENTI BIBLICI”?:
In riferimento alla domanda sulla vs. associazione non riconosciuta,
vi informiamo che consigliamo solo alle nuove associazioni di denominarsi
“Associazione dei Testimoni di Geova di ...”. Invece a quelle già esistenti
con il nome “Ass. Studenti Biblici di ...” non consigliamo di modificare
la denominazione, essendo ciò non necessario. (LS:LE 22.2.00).
BARBA-BAFFI
AFFIDARE INCARICHI A CHI PORTA LA
BARBA:
Le Scritture mettono in risalto che chi rappresenta Geova di casa in
casa o dal podio dev'essere esemplare. (1Tm 2:9; 3:2; 1 Pie 3:3,4; 1Co
2:12; 10:31) Nella vs. comunità come è visto o considerato chi porta
la barba? Anche se la maggioranza dei componenti della congregazione
non si scandalizzerebbero, come è visto dalla comunità? Il portare la
barba lo assocerebbe a qualche gruppo? È modesto? Perché vuole andare
fuori del normale? Se nella comunità la maggioranza lo accettano o non
sono disturbati da questa moda, ma se lo vedessero come insegnante dei
testimoni di Geova, si scandalizzerebbero sapendo che essi si distinguono
e sono separati dal mondo? Perché voler somigliare a questo mondo, che
nella predicazione diciamo che sta per finire? Non dovremmo piuttosto
apparire separati come popolo di Dio e distinguerci quando siamo fra
quelli del mondo? A chi cerchiamo di piacere? Il favore di chi desideriamo.
Per quanto riguarda l'abbigliamento e il ns. aspetto personale, perché
non seguire l'es. di maturi fratelli e sorelle che sono nelle congregazione?
(Fil 4:9; 2:15) Nella W 1.2.76 p 85 vi è l'esperienza di un giovane
che si era fatto crescere la barba dalla giovinezza, siccome molti nella
comunità la portavano, pensò che anch'egli poteva portarla come procl.
e che in genere sarebbe stato accettato. Ma una donna inciampò scambiandolo
per uno studente ribelle. Quindi, voi come A. dovrete valutare tutti
gli aspetti e stabilire se questo procl. può essere accettato come P.A.
o meno, e vi assumerete la vs. responsabilità davanti alla congregazione,
alla comunità e a Dio. (SSH:SSI 12.7.82)
Ci chiedi fino a che punto una persona che porta la barba può avere
privilegi e incarichi nella congregazione Inoltre se può essere P.A.
o P.R. Non è mai stata stabilita alcuna regola riguardo al portare o
no la barba. Però dal momento che in certe località potrebbe dare l'impressione
che chi la porta protesti o dimostri contro le norme accettate dalla
società, può essere necessario che gli A. valutino se la persona potrebbe
dare questa impressione e quindi creare turbamento dentro e fuori la
congregazione Questa valutazione è una responsabilità degli A. locali.
Non è il caso di stabilire una regola che valga per le congregazione
di tutto il mondo, ma di valutare la cosa secondo le circostanze locali.
Ad es. in certe località chi beve anche solo un po' di vino può essere
considerato una persona non sobria. In quelle località gli A. potrebbero
dare privilegi solo a fratelli che non bevono alcolici, e questo non
perché si violi qualche principio biblico ma per la cattiva impressione
che potrebbe dare sugli estranei e per non ostacolare l'opera. L'ap.
Paolo divenne giudeo ai giudei e senza legge a quelli senza legge per
guadagnarli. Era disposto per amore della B.N. ad adattarsi alla mentalità
della popolazione locale anche se questo poteva sign. perdere certi
diritti. Perciò gli A. che valutano se il portare la barba potrebbe
gettare discredito sulla congregazione e la diffusione della B.N., sarebbero
in diritto di non concedere privilegi a tali persone. Naturalmente la
persona è libera di portare la barba, ma potrebbe così rinunciare a
ricevere speciali privilegi nella congregazione Non esiste quindi una
regola generale per tutte le congregazione La stessa cosa si applicherebbe
ad un P.A. o P.R. che portasse la barba. Sono i locali A. a determinare
se in coscienza e negli interessi del Regno in quella zona la persona
è idonea o no per essere raccomandata come tale. (SCB:SSA 18.12.86)
È vero che non possiamo stabilire delle regole in quanto a portare o
non la barba, perché la Bibbia a tale proposito non ne parla. Però un
cristiano dovrebbe lasciarsi guidare da una buona coscienza educata
secondo i princìpi biblici. (Fil 4:5) W 1.1.83 p 24 § 12; W 73 p 492;
W 1.5.82 p 18; G 8.10.79 p 27. Dovreste come A. parlare attentamente
a chi porta la barba e scoprire quali sono i motivi o le ragioni che
lo inducono a insistere in questo modo e nel dire che il suo progresso
è legato o meno al taglio della barba. Chiedetegli: la porti solo perché
non vuoi essere diverso dalle persone del mondo? Oppure la porti perché
vuoi nascondere qualche deturpazione nel tuo viso? Non la tagli per
orgoglio a non cedere e conformarti alle disposizioni della congregazione?
Potete rivolgergli alcune domande simili affinché vi possano permettere
di scoprire i motivi per cui è spinto a portare la barba. Certo la barba
in sé non è un motivo per evitare che questa persona esca in servizio
o sia battezzato. Ma voi come A. dovreste valutare a fondo il grado
della sua spir. e vedere se ha capito la necessita di evitare che altri
inciampino, manifestando amorevole cura per i fratelli. Se notate che
mostra ancora tratti carnali, allora sarà il caso di attendere prima
di farlo uscire in servizio e di dargli altri privilegi. Potete come
A. offrirvi per accompagnare il fratello che conduce lo st. per dare
assistenza spir. Vogliate evitare di creare turbamento nella congregazione
e inoltre non permettete che nella congregazione entri uno spirito di
indipendenza. È vero che come dice questa persona è un suo diritto portare
la barba e difatti nessuno gli toglie questo diritto. Comunque non può
nemmeno ostacolare voi come A. nell'assolvere i vs. doveri in qualità
di pastori della congregazione (SCD:SSF 29.5.84)
Non ci risulta che vi sia una legge specifica nelle Scritture Greche
che vieti o comandi di portare la barba. Sotto la Legge mosaica era
proibito tagliarsi l'estremità della barba. Ad 149 e l50 Questo argomento
va dunque considerato nel campo dei principi, dei diritti e dei doveri
che devono regolare la condotta del cristiano. Tanto per cominciare,
Ro 14:7, 8 dice ai cristiani: "Nessuno di noi vive infatti solo
per se stesso, e nessuno muore solo per se stesso; poiché se viviamo,
viviamo per Geova, e se moriamo, moriamo per Geova". È dunque ovvio
che un dedicato e battezzato appartiene a Geova. Ora, la principale
opera che Geova fa compiere ai suoi servitori è quella indicata in Mt
28:19, 20, cioè dl fare "discepoli delle persone di tutte le nazioni".
Un discepolo di Cristo che comprese bene la sua responsabilità di predicatore
e insegnante fu l'apostolo Paolo, ottimo esempio da imitare. In 1Co
9:19-23 egli spiega come si rese schiavo di tutti per guadagnare la
maggioranza delle persone alla verità. Evidentemente Paolo si conformava
alle abitudini, alle usanze delle persone a cui predicava. In tal modo
seguiva il principio enunciato da lui stesso in Fil 4:5: "La vs.
ragionevolezza divenga nota a tutti gli uomini". La ragionevolezza
è una qualità che include equilibrio morale e fisico. Il cristiano deve
manifestare tale qualità per mostrare anzitutto la sua devozione a Geova
e poi per "non mettere davanti al fratello pietra d'inciampo o
causa per incespicare". (Ro 14:13) E l'apostolo Paolo giunge al
punto di dire che "se il cibo fa inciampare il mio fratello, non
mangerò più carne per non far inciampare il mio fratello". -
1Co 8:13. Da quanto detto sopra si possono delineare già i limiti della
condotta cristiana da tenere tra i fratelli e le persone fra le quali
viviamo. Escludendo naturalmente le tradizioni religiose e altre pratiche
mondane apertamente condannate dalla Bibbia, quali sono le comuni usanze
della gente? In Italia è usanza comune portare la barba, oppure è solo
una minoranza che la porta? Risulta forse che vi sia stato qualcuno
che abbia inciampato perché un cristiano è andato alla sua porta a predicargli
il Regno e non aveva la barba? Oppure si è verificato il contrario,
come è riportato su W 1.2.76, p 85, § 9? È del tutto ragionevole che
la nostra organizzazione, pur non stabilendo nessuna regola sulla moda,
cerchi di evitare qualsiasi cosa che possa fare inciampare le persone
deviando la loro attenzione dall'importanza del messaggio del Regno.
La suddetta rivista, al § 10 ragiona: "Talora, per non essere d'inciampo
a qualcuno, dobbiamo sacrificare la nostra convenienza in maggiore o
minor misura, secondo il bisogno". Quindi, per evitare che si trovi
da ridire sul nostro ministero (2Co. 6:3, 4), gli Anziani e i Servitori
di Ministero non portano la barba. I proclamatori osservano il loro
buon esempio e li imitano. Ma se qualcuno, nonostante questo ragionamento,
vuole portare la barba, faccia pure come crede. Si terrà conto del suo
spirito indipendente, e se avesse dei privilegi di servizio metterà
in dubbio i suoi requisiti di servitore esemplare. In quanto a una persona
che porta la barba e vuole battezzarsi, non sarà la barba stessa a impedirle
di essere battezzata, ma gli Anziani dovranno valutare la sua spiritualità
e vedere se ha capito l'importanza di fare discepoli e di evitare di
essere causa di inciampo. (7.11.83)
NOMINATO CHE PORTA I BAFFI:
Come cristiani riconosciamo che non viviamo sotto un codice talmudico
e che in molti campi come quello dell'acconciatura o dell'abbigliamento
possiamo spesso sentirci liberi di esprimere le nostre preferenze personali.
Certo, chi serve in un incarico di responsabilità nella congregazione
vorrà prestare particolare attenzione all'effetto che le sue scelte
producono sugli altri essendo visto generalmente come un esempio da
imitare. (Ro 14:7,8) G 8.10.79 p 27, 28. Riteniamo che in linea di massima
sia una tua scelta se continuare a portare o meno i baffi, e che in
generale non dovrebbe essere il caso di farne una questione. Tuttavia
se ti rendessi conto che nella tua congregazione o nella tua circoscrizione
la cosa potrebbe essere vista con una certa riserva da parte di molti,
dovresti con flessibilità e ragionevolezza prenderne atto e fare le
tue personali valutazioni sulla cosa. (SCB:SSB 28.12.89).
BATTESIMO
IN ETÀ AVANZATA:
Riguardo al battesimo di una donna interessata di 92 anni, potrete trovare
in Om 83 e 174, i requisiti che devono essere soddisfatti da coloro
che intendono simboleggiare la loro dedicazione a Geova. Potrete notare
che è richiesto che i candidati al battesimo siano procl. di congregazione
e siano quindi già impegnati nell'opera di predicazione e assistano
regolarmente alle ad. Una volta soddisfatte queste 2 esigenze, e naturalmente,
tutte le altre, si può permettere alla persona interessata di simboleggiare
la sua dedicazione col battesimo. Vi possono però essere delle eccezioni.
Non tanto per quanto riguarda l'applicazione delle norme teocratiche
nella propria vita, ma per quanto riguarda la partecipazione al servizio
di campo e alle ad. A volte vi possono essere delle persone interessate
di età molto avanzata o malate che sono praticamente impossibilitate
a partecipare alle ad. o al servizio di campo o vi partecipano molto
sporadicamente. Naturalmente queste persone hanno bisogno di essere
aiutate e il locale corpo degli A. ha la responsabilità di predisporre
quanto è necessario affinché nei limiti del possibile queste persone
possano essere accompagnate alle ad. e possibilmente anche nel servizio
di campo. Se la persona incontra difficoltà ad andare di casa in casa
potrebbe essere incoraggiata a farlo per corrispondenza, se è possibile.
Quindi nel caso della persona interessata di 92 anni di cui parlate,
dovreste vedere se questa persona soddisfa le esigenze riportate in
Om. Se le soddisfa non vediamo che esista alcun impedimento a che sia
battezzata. Ci dite comunque che a causa dell’età avanzata non riesce
a partecipare alle ad. se non alcune volte e non può assolutamente partecipare
al servizio di campo. Si dovrà ora stabilire se la mancata partecipazione
alle ad. e al servizio di campo è giustificabile ai fini del battesimo.
In altre parole, le sue condizioni di salute sono così precarie che
non le è proprio possibile parteciparvi? Potrebbe essere presente alle
ad. se si dispone che qualcuno la vada a prendere ogni volta? E per
quanto riguarda il servizio di campo potrebbe parteciparvi forse andando
a fare di tanto in tanto qualche visita con qualche sorella o assistendo
a qualche st. e forse dando testimonianza per corrispondenza? Sta a
voi ora determinare se la persona interessata è qualificata per il battesimo.
Naturalmente, è necessario assicurarsi che tutte le altre esigenze siano
soddisfatte, e per quanto riguarda le ad. e il servizio di campo, se
fosse possibile si potrebbe aiutare un po' di più affinché vi partecipi
abbastanza regolarmente e così possa soddisfare queste altre 2 esigenze.
Ma se le sue condizioni di salute sono veramente precarie e risultasse
che non è in grado di assistere alle ad. e partecipare al servizio di
campo, le si potrebbe anche concedere la possibilità di battezzarsi,
sotto la sua responsabilità, visto che soddisfa tutte le altre esigenze.
(SCA:SSC 13.7.83)
Ci chiedete cosa potete richiedere da una persona che sta per battezzarsi
ed ha 87 anni e vive distante dalla Sala. Sappiamo che Geova non richiede
l'impossibile. Per quanto riguarda la frequenza alle ad. come requisito
per essere battezzata, Om 98 tratta questo aspetto. Chiedetevi: Le circostanze
e le limitazioni fisiche di questa persona gli rendono assolutamente
impossibile assistere anche a qualche ad.? Vi è proprio impossibilitata?
Cercate di prestarle l'aiuto che potete per assistere alle ad. e poi
prendete la vs. decisione se ha o no i requisiti citati nel libro Om.
La persona è in grado di parlare o esprimersi anche se limitatamente?
Se la risposta è sì, pensiamo che durante il corso di un mese avrà opportunità
di avere contatti con quelli che la visitano, parenti, o per telefono,
ecc. e potrebbe essere incoraggiata a servirsi di queste opportunità
per dare testimonianza. Inoltre si potrebbe incoraggiare a tenere a
sua disposizione alcune riviste e pubblicazioni ben in vista in casa
sua in modo che chi vi entra possa vederle e dare così testimonianza
entro i limiti delle sue possibilità. Crediamo che in questo modo un
poco di servizio possa farlo. È in grado di scrivere? Se sì, allora
potreste fornirle i nomi e gli indirizzi ai quali scrivere per dare
testimonianza. Crediamo che in un mese anche se limitatamente possa
dare testimonianza dimostrando che desidera essere testimone di Geova
(SCB:SSA 16.5.84)
BATTEZZARE PERSONA CON PROBLEMI PSICHIATRICI:
L'interessata di cui ci parli è iscritta alla SMT, predica già occasionalmente
e desidera divenire procl. e battezzarsi. Dici che soddisfa i requisiti,
ma il solo problema è che da ragazzina fu ricoverata in reparti psichiatrici.
Ora è guarita anche se non è eccellente nell'afferrare le cose. Se mentalmente
riesce a distinguere il bene e il male discretamente, il fatto che sia
un po' limitata non sign. che non possa essere battezzata. Naturalmente
voi siete sul posto e dovrete valutare interamente la situazione, ma
da come ce l'hai presentata non vediamo che ci siano ragioni per non
accettarla. Km 5.81 p 4 (SSH:SSI 14.9.82)
La persona di cui ci parli soffre di una malattia mentale, ha dei vuoti
mentali ed ha difficoltà nel comprendere le domande che si fanno a battezzandi.
Il battesimo è un'esigenza cristiana, quindi anche le persone che hanno
le difficoltà menzionate dovrebbero battezzarsi. Le domande aiutano
a capire se la persona si è dedicata a Dio ed è idonea per il battesimo.
Noi consigliamo di fare tutte le domande impiegando tutto il tempo necessario,
non importa quanto ne servirà. Essa deve avere la conoscenza fondamentale
per dedicarsi a Geova e le domande lo potranno dimostrare. Essendo la
cosa molto seria non è necessario affrettarsi in un breve periodo di
tempo, anche se non potrà battezzarsi alla prossima assemblea. L'importante
è che risponda alle domande e che abbia una fondamentale conoscenza
che gli permetta di fare una dedicazione a Geova. È necessario mostrare
molto amore e pazienza e usare tutta la ns. arte d'insegnare per essere
certi che non rimangano nella persona credenze della falsa religione
e per accertarsi che la sua condotta sia accettevole a Dio. (SCC:SSF
15.8.80)
Comprendiamo che la persone che vorrebbe battezzarsi è un minorato psichico
e quindi non in condizioni di intendere e volere completamente, anzi
sembra che non riesca ad afferrare effettivamente il ragionamento logico
che gli permetterebbe di prendere decisioni individuali. Se effettivamente
le cose stanno così pensiamo che non sia in condizioni di potersi battezzare.
La persona, non riuscendo a comprendere che cosa fa, non vediamo come
si possa dire che si dedica a Geova. Tuttavia è una decisione che dovete
prendere voi come A. valutando se egli è in condizione di intendere
ciò che significa dedicarsi a Geova. Con questo noi non vogliamo fare
nessun giudizio su come Geova giudicherà le persone che sono minorate
psichiche. Tuttavia, per battezzarsi una persona deve essere consapevole
di ciò che fa e aver apportato i dovuti cambiamenti alla sua vita per
essere in condizioni di potersi battezzare (SCA:SSC 1.7.77)
Sì, si potrebbe accettare per il battesimo un calciatore professionista
sempre che egli soddisfi tutti i requisiti richiesti da coloro che si
presentano per il battesimo. Naturalmente sarebbe utile trattare con
lui articoli appropriati per aiutarlo a comprendere bene i principi
che riguardano la competizione e la violenza. (SCB:SSB 12.4.90)
FARE DOMANDE DEL BATTESIMO TROVANDOSI SOLI CON GIOVANE PROCLAMATRICE:
Om 174 dice che alcuni A. considerano con la persona le domande e le
risposte. Sono pertanto gli A. che dispongono che, in tempi diversi,
venga trattato il materiale stabilito con ciascun candidato singolarmente.
Nella maggioranza dei casi far questo non dovrebbe costituire nessun
problema. Gli A. comunque terranno sempre in considerazione le circostanze
particolari, usando buon senso, discrezione ed equilibrio. Terranno
conto dei precedenti, delle capacità e di altre circostanze di ciascun
candidato al battesimo. Saranno desti a non trascurare nessun fattore
onde evitare situazioni imbarazzanti che possono dare adito a inutili
malintesi. È compito del corpo degli A. accertarsi che tale occasione
non costituisca in alcun modo causa di problemi. (SCD:SSD 11.10.91)
DOMANDE FATTE ANCHE DA SM :
Come dice Om, dovrebbero essere gli A. a considerare le domande e le
risposte con i battezzandi. Che dire quando vi è un unico A.? In questo
caso sarà il com. di servizio, anche se composto da alcuni SM , a ripartirsi
le 3 sessioni. È bene che poi si consultino per vedere le decisioni
più appropriate (SCA;SSB 7.10.87)
Quando il num. degli A. è insufficiente per formare un com. di servizio,
possono essere utilizzati SM perché fungano da sostituti. I SM che fungono
da sostituti A. hanno a cuore gli interessi della congregazione e fungeranno
in tutto e per tutto come se fossero A. nominati. Discuteranno insieme
qualsiasi cosa riguardi il benessere della congregazione e la sua direttiva.
Provvederanno a considerare le domande preliminari con coloro che hanno
fatto richiesta di battezzarsi. (SCD:SSD 28.5.92)
BATTESIMO INVALIDATO:
Crediamo che non sia opportuno che la congregazione si preoccupi di
invalidare il battesimo di una persona disassociata. Se tale persona,
una volta riassociata, riterrà di non avere una buona coscienza dinanzi
a Geova, e riterrà che il proprio battesimo compito 7 anni fa non fosse
mai stato preceduto da una sincera dedicazione, potrà sempre decidere
di presentarsi per un nuovo battesimo. Ma rimarrà una questione personale.
Notiamo che il problema non l'ha presentato la persona disassociata,
ma il padre, inducendo voi A. a chiedervi se la dedicazione della figlia
fosse valida o no. Crediamo sia saggio lasciare alla persona che ne
è direttamente interessata il carico del problema e la valutazione.
Per la congregazione ella si è battezzata 7 anni fa e da allora ha continuato
a presentarsi come testimone di Geova. In questi 7 anni si è trovata
di fronte ad almeno 3 comitato giudiziario in tempi diversi. Perché
solo ora porci il problema della sua dedicazione? Perché non ha esposto
le proprie perplessità al tempo del primo com.? Sarebbe stato allora
più facile e più opportuno prendere in esame la sua posizione quando
si presentò per il battesimo. Per la congregazione ella rimane pertanto
nella condizione di una persona disassociata. Deve essere disposta ad
assumersi le sue responsabilità dinanzi a Geova. Dovrà preoccuparsi
di riacquistare una posizione favorevole "di fronte a molti testimoni".
(1Tm 6:2) Così dimostrerà di rendersi conto degli errori commessi e
di possedere la "tristezza secondo Dio" e "correzione
del torto". (2Co 7:10, 11) L'esortazione accorata che le deve essere
rivolta è quella di Gesù in Gv 5:14: "Non peccare più, affinché
non ti accada qualcosa di peggio". (SCD:SSD 16.10.91)
Risulta che prima, durante e dopo il loro battesimo, tali persone vivevano
insieme come marito e moglie pur non essendo legalmente sposati. Per
oltre 3 anni dopo il battesimo hanno vissuto in questa situazione. Stando
così le cose pensiamo che il loro battesimo non sia da considerare valido
perché fatto mentre si trovavano in uno stato di impurità. (1 Pie 3:21)
Dovreste perciò radunarvi con loro ed esaminare la loro posizione. Se
risulta che la situazione è tale, allora farete bene a comunicare loro
che il battesimo fatto viene invalidato e che pertanto non sono da considerarsi
più testimone di Geova. - W 1.2.59 p 90. Naturalmente come conseguenza
di questo fatto non sarebbe appropriato accettare il loro rapporto di
servizio né che siano iscritti alla SMT. Visto che non si sono comportati
correttamente nei riguardi della congregazione pensiamo che sia il caso
di attendere un po' prima di accettare il loro rapporto e la loro iscrizione
alla SMT. Spetterà a voi determinare quanto tempo è buono che passi.
Quando sarete convinti del loro pentimento, allora potrete decidere
di accettarli nuovamente in seno alla congregazione sia accettando il
rapporto di servizio che il battesimo. (SCA:SSE 23.6.84)
Se queste persone che hanno tenuto questi idoli in casa per tutti questi
anni li avevano anche quando si sono battezzati, senza aver fatto pulizia
religiosamente parlando, allora è da considerare se il loro battesimo,
al tempo in cui si battezzarono, è valido o meno. Infatti se vivevano
in uno stato di idolatria quando si presentarono per il battesimo, vuol
dire che non avevano fatto la dedicazione a Geova. Il loro battesimo
non avrebbe alcun sign. Si dovrebbe perciò esaminare questo punto di
vista per vedere se il battesimo è da annullare o no. Se il battesimo
non è da annullare, allora c’è da far capire in modo energico la necessita
di fare pulizia assoluta di queste cose per evitare di dover apparire
davanti ad un comitato giudiziario con il rischio di essere disassociati.
(SCC:SSB 9.8.82)
Ci parlate di una sorella battezzata che è donna di pulizie nella Caserma
della Polizia Stradale. Anche se si parla di smilitarizzazione della
Polizia, al momento (1980) la Polizia è un corpo militarizzato. Pertanto,
col lavoro che sta svolgendo, la sorella sta violando la propria neutralità
cristiana. Se la sorella, che è battezzata da 8 anni, è stata battezzata
mentre svolgeva già tale attività, il suo battesimo è da considerarsi
nullo in quanto ella non ha potuto fare una dedicazione accettevole
non vivendo al momento del battesimo in armonia con i principi biblici.
Comunque, sia che la sorella abbia lavorato lì al momento del battesimo
o che abbia iniziato a lavorare lì di recente, la sua posizione deve
essere esaminata da un com. (SCB:SSD 3.9.80)
BATTEZZATI CHE NON HANNO CAPITO BENE IL SIGNIFICATO DELLA LORO DEDICAZIONE:
Ci chiedi come considerare fratelli battezzati che al momento del battesimo
non avevano compreso bene il sign. della dedicazione e forse non si
erano rivolti a Geova in preghiera, dedicando se stessi al Creatore.
Dato che al momento del battesimo essi si sono presentati alla congregazione
e alla comunità come procl. dedicati e battezzati, noi li consideriamo
come tali. Se naturalmente essi ritengono di non essersi veramente dedicati
a Geova prima del battesimo, possono farlo ora rivolgendosi a Geova
in preghiera. In tal caso non è necessario che si battezzino nuovamente
a meno che siano disturbati in coscienza. Se si sentono turbati potrebbero
chiedere di essere nuovamente battezzati. Comunque tutto questo è da
considerarsi un problema di natura strettamente personale. Noi non andiamo
ad indagare nella vita dei ns. conservi. Se essi si sono battezzati
riteniamo si siano anche dedicati. Se essi ritengono di non aver dedicato
la loro vita a Geova e sono disturbati, si dedichino e si battezzino
nuovamente, sebbene ciò non sia richiesto dalla congregazione È una
questione strettamente personale. (SCA:SSC 19.1.84).
BATTEZZARE CHI SI MASTURBA:
La dedicazione a Dio è una decisione fra l'individuo e Geova. Quando
una persona desidera dimostrare pubblicamente la propria dedicazione
a Dio per mezzo del battesimo, allora gli A. potranno accertarsi che
la persona abbia un ragionevole intendimento dei basilari insegnamenti
biblici e che sia idonea sotto altri aspetti per essere accettata nella
congregazione come persona pienamente dedicata a Geova. (Om 174 § 2)
Se la condizione di chi desidera battezzarsi non è in violazione a nessuna
legge di Dio, ma vari fattori potrebbero consigliare di attendere ulteriore
tempo prima di far fare l'importante passo, allora gli A. vorranno ragionare
con la persona offrendo l'assistenza necessaria. Questo può dirsi nel
caso dei giovani da voi menzionati. Dopo averli assistiti lascerete
a loro la responsabilità di stabilire se battezzarsi o no. Indipendentemente
dalla loro decisione voi continuerete ad assisterli per aiutarli a vincere
la loro personale battaglia contro la masturbazione. Ovviamente, nel
caso dovessero decidere di battezzarsi, quali A. dovreste valutare attentamente
la loro posizione di fronte alla congregazione prima di prendere in
considerazione se assegnare loro speciali privilegi di servizio. Oltre
a ciò vorrete tenere presente la vs. personale coscienza quale corpo
di A. (SCD:SSE 12.2.87).
CASSA
INTEGRAZIONE
È APPROPRIATO USUFRUIRNE:
La cassa integrazione è un provvedimento di Cesare ed una parte d'essa
deriva dal denaro già pagato dal dipendente mentre lavorava. Quindi
è una decisione personale accettarla o no. Il cristiano desidera provvedere
con il proprio lavoro alle necessità della sua famiglia, quindi vorrà,
se possibile, trovare un'occupazione. Quando naturalmente l’avrà trovata,
non sarebbe più idoneo per ricevere la cassa integrazione. Al cristiano
preme anche l'avere una buona reputazione e di non fare inciampare nessuno,
e quindi non vorrà dare l'impressione di approfittare della situazione
per non lavorare. Ma accettando di essere pagato dalla cassa integrazione,
non perde i suoi requisiti di SM a meno che non vi siano altre cose
che gli facessero perdere tali requisiti (SCB:SSA 20.9.83)
La W 15.9.83 p 8 non parla di ciò che ha stabilito l’autorità italiana
per quei lavoratori che sono posti in cassa integrazione. Il pensiero
è: "Per es. in certi pesi (non indica l'Italia) quando uno perde
il lavoro può ricevere un’indennità di disoccupazione ..." Quanto
detto dalla rivista si applica a persone disoccupate, che hanno perso
il lavoro. In certi paesi come l'America, questi disoccupati ricevono
tale assistenza. Così il cristiano non potrebbe abusare di tale assistenza
ma potrebbe senz'altro usufruirne. Lasciamo che sia una personale decisione
del cristiano. Certo il fratello vorrà prodigarsi per trovare un lavoro
onde soddisfare le necessità della famiglia. Efe 4:28 (SCD:SSF
20.2.84)
LAVORARE FINCHÉ ARRIVANO I SUSSIDI:
In quanto a lavorare, mentre si è in cassa integrazione, fino a quando
i sussidi non comincino ad arrivare è una questione personale. Certo
se non ha di che nutrire la sua famiglia, come le Scritture esigono
che faccia (1Tm 5:8), e questo perché non gli vengono dati i sussidi
che gli spettano per legge, non potrà semplicemente ignorare il problema
facendo soffrire la sua famiglia, ma sta a lui decidere il modo in cui
affronterà il problema (SCB:SSA 20.9.83)
FARE ALTRI LAVORI:
Rispondiamo alla domanda in merito ai fratelli che si trovano in cassa
integrazione ma dicono di non riuscire ad andare avanti nel provvedere
il necessario alla famiglia con quello che gli danno. È male fare qualche
lavoretto per soddisfare tale necessità? Il cristiano vorrà fare tutto
il possibile per evitare di violare la legge di Cesare in merito ai
lavoratori in cassa integrazione. Vorrà prendere ogni precauzione affinché
ciò che gli danno possa bastare per sé e la sua famiglia fino alla fine
del mese. Ad es. se pensa di fare degli acquisti a rate o cambiali vorrà
fare molta attenzione a ciò che acquista. Dovrebbe esaminare se l'acquisto
deciso è realmente indispensabile. Dovrà anche rendersi conto che ogni
mese deve poi togliere quel denaro dalla sua paga, aggiungendo gli interessi
che mettono in questo tipo di vendita. Ancora potrebbe esaminare come
eliminare cibi costosi e anche superflui, consumando cibi a basso costo
e altre cose che gli permettano di arrivare alla fine del mese. Certo
con questa lettera non si vuole sindacare l'operato dei fratelli. È
una questione personale e il fratello vorrà fare molta attenzione al
riguardo. Sono considerazioni che si possono usare come riferimento
e basta. Lasciamo ad ogni fratello che si assuma la sua responsabilità
davanti a Cesare e a Geova. Dal canto ns. faremo ogni sforzo per incoraggiare
i fratelli ad ubbidire alle leggi affinché si sia in armonia con Cesare
e Geova. Naturalmente se la decisione del fratello dovesse turbare la
congregazione, allora gli A. vorranno considerare la cosa con il fratello
alla luce dei requisiti per coloro che hanno privilegi di servizio in
seno alla congregazione (SCC:SSB 31.12.82)
Se un cristiano si trova in cassa integrazione è evidente che non sarebbe
appropriato lavorare per un’altra persona per percepire un secondo stipendio.
Infatti questo è ritenuto illegale. Però se la persona che si trova
in cassa integrazione è in dubbio è bene che si rivolga agli uffici
competenti ed esponga loro il suo problema. Se essi ritengono che egli
sia libero di lavorare anche per altri nonostante si trovi in cassa
integrazione allora può farlo. Quando si è in dubbio, la cosa migliore
è quella di rivolgersi sempre agli uffici competenti esponendo il caso
per rendersi conto della condotta giusta dal punto di vista legale.
Si dovrebbe far questo per mantenere una buona coscienza verso Geova
e Cesare (SCA:SSA 10.3.76)
ESSERE RACCOMANDATI QUANDO SI È DA ALCUNI ANNI IN CASSA INTEGRAZIONE:
Ci chiedi se un fratello posto in cassa integrazione da alcuni anni
potrà mai essere raccomandato SM. Non vediamo la ragione per cui non
possa esserlo. Quando uno è posto in cassa integrazione non è una sua
libera scelta ma è stato posto dalle autorità e dalla ditta dove lavora.
Il fratello non è perciò un disoccupato ma è sempre un dipendente di
quella ditta assunto a tutti gli effetti solo posto sotto cassa integrazione.
Noi siamo certi che un fratello se venisse chiamato di nuovo a riprendere
la sua attività, sarebbe ben lieto di andare a lavorare. Certo per essere
un SM più che esaminare solo questo aspetto, devono essere esaminati
i vari requisiti esposti nella Bibbia. Comunque solo perché posti in
cassa integrazione non è un motivo per non assolvere le responsabilità
della congregazione come nominato con coscienza pura (SCD:SSF 20.2.84)
STARE IN CASSA INTEGRAZIONE PRESSO UNA DITTA CONTRARIA A ISAIA 2:4
Per quanto riguarda l’usufruire o meno della cassa integrazione, la
cosa ha stretta relazione con il lavoro stesso. Se si stabilisce infatti
che esso è in contrasto con il principio biblico di Isa 2:4, ciò influisce
anche sul percepire o meno della cassa integrazione. La cassa integrazione
mantiene infatti aperto il rapporto di lavoro a differenza della pensione
che è considerata una cessazione del lavoro svolto (SCD 5.8.91)
COLLETTE
FARE UN DONO INSIEME E DIVIDERE
LE SPESE:
Riguardo alle collette, vi invitiamo a consultare il Km 8.80 p 4. Naturalmente
quanto viene esposto riguarda le attività entro l'ambito della congregazione
Personalmente i singoli fratelli decideranno come offrire un dono in
comune o contribuire insieme per un unico scopo. Non è bene stabilire
delle regole al riguardo. Se alcuni fratelli decidono di comune accordo
di fare un acquisto o dividerne le spese, è una loro questione personale.
Per conoscere i princìpi scritturali da tener conto quando si desidera
fare un dono, o si riceve un dono, potete consultare gli Indici sotto
gli esponenti "DONO e CONTRIBUZIONI". Troverete molte informazioni
utili per capire quale deve essere il giusto atteggiamento cristiano.
Se comunque una questione dovesse assumere notevoli dimensioni, implicando
molte persone e non riguardano più solo alcuni fratelli, gli A. possono
sentirsi liberi di dare consigli e suggerimenti Gal 6:1 (SCD:SSD
3.5.93)
Siamo lieti di rispondere alla tua
lettera nella quale ci chiedi se è corretto che un fratello si metta
d'accordo con altri fratelli per fare congiuntamente un regalo a una
coppia che si sposa. Tale modo di procedere non è corretto perché in
effetti sta promuovendo una colletta. Ciò non è in armonia alla direttiva
teocratica. Km 8.80 p 4 Una colletta è sempre una colletta, sia che
venga promossa per dare aiuto a chi è nel bisogno o per fare un regalo
(SCC:SSC 27.5.87)
Riguardo al suddividere in parti uguali la quota da versare per fare
un regalo a un componente della congregazione, crediamo sia un attitudine
scorretta, in quanto tali componenti della componenti della congregazione
si rendono in effetti promotori o partecipi di una vera e propria colletta.
Il Km 8.80 p 4 indica con chiarezza la differenza esistente tra la situazione
menzionata in 1Co 16:1, 2 e una circostanza come quella sopra indicata.
L'op. "Scuola", p 25 prende in esame una situazione interamente
diversa, in cui non è un gruppo di cristiani ad essere implicato, ma
delle persone incredule. In questo caso il singolo Testimone decide
se desidera a livello personale versare o meno un contributo per il
collega di lavoro o compagno di scuola. In altre parole egli non ha
voce in capitolo per entrare nel merito del metodo che viene seguito
per raccogliere il denaro ma a livello personale decide come comportarsi
se desidera fare qualcosa per la persona per cui si raccoglie il denaro.
La situazione è quindi diversa nell'ambito della congregazione in cui
si comprende bene come agire nello spirito del consiglio di Mt 6:3,
4 (6.7.90)
Ci informate che diversi fratelli hanno partecipato ad un unico regale
per l’anniversario di un matrimonio. Il Km 8.80 p 4 risponde alla domanda:
“Si possono fare collette?” Naturalmente quanto è esposto riguarda le
attività compiute nell’ambito della congregazione Personalmente i singoli
fratelli decideranno come org. i loro intrattenimenti o fare i loro
doni, anche se farebbero bene a non trascurare gli stessi principi scritturali
che vengono seguiti nella congregazione Non desideriamo comunque stabilire
regole al riguardo. Per allargare il punto e avere maggiori informazioni
da offrire ai fratelli sui principi da tenere in considerazione quando
si fanno regali, potreste consultare gli INDICI agli esponenti “doni,
dare, generosità”. Il grande num. di fratelli coinvolti nella questione
ha senz’altro giustificato il vs. intervento. Una volta che questi sono
stati aiutati a capire i principi scritturali implicati, lasciate che
si assumano le responsabilità delle loro decisioni. Non è il caso di
insistere. Probabilmente, con i fratelli che ricoprono privilegi di
servizio o compiti di responsabilità nella congregazione si potrebbe
rammentare la necessità di dare sempre un buon es., che si manifesti
sempre l’intenzione di tener conto prima di tutto delle norme di Dio,
più degli usi o delle abitudini locali, o di ciò che potrebbe risultare
economicamente o materialmente più vantaggioso. Ciò che non si dovrebbe
tollerare è che iniziative del genere siano promosse nella Sala del
Regno o coinvolgano direttamente la congregazione (SSD 23.12.94)
PER ASSISTERE FRATELLI BISOGNOSI:
Il principio scritturale da applicare è quello di 2Co 9:7. Questo ci
insegna che se un cristiano desidera contribuire per assistere un suo
conservo, è libero di farlo. Non sarebbe però appropriato se vi fosse
costretto da una colletta fatta da qualcun altro. Il sistema delle collette
non pare sia una pratica cristiana e per questo motivo essa non viene
praticata nell'org. Ognuno è bene che prenda la sua propria decisione
senza costringere altri a contribuire se non desiderano o non hanno
la possibilità di farlo. Generalmente quando un fratello si trova nel
bisogno, è risaputo nella congregazione e quindi ognuno ha la responsabilità
di assisterlo se lo desidera. Lo può fare spontaneamente e nella misura
che ritiene più opportuno senza alcuna sollecitazione da parte di altri.
Naturalmente gli A. della congregazione potrebbero pensare di contribuire
come congregazione Forse nella cassa della congregazione vi è del denaro
che potrebbero pensare di offrire almeno in parte per assistere un fratello
veramente bisognoso. In tal caso presenteranno una risoluzione alla
congregazione Crediamo sia pertanto bene parlare alle sorelle che di
tanto in tanto promuovono collette di denaro per aiutarle a capire la
necessità di conformarsi all'es. lasciatoci dalla prima congregazione
cristiana. Crediamo che parlando loro con tatto si aiuteranno a conformarsi
alle norme teocratiche dell'org. di Geova (SCB:SSB 26.9.74)
¬
I fratelli dell’ex Iugoslavia vengono assistiti dall’org., a seconda
del bisogno e in modo teocratico. Non è il caso di promuovere privatamente
collette o raccolte di denaro o altro materiale; non si dovrebbero sostenere
iniziative del genere. Km 8.80 p 4 Se l’amore e la considerazione fraterna
inducono alla generosità, il rispetto per l’ordine teocratico e la fiducia
nell’org. dovrebbero indurre i fratelli a seguire ubbidientemente la
direttiva impartita. Se desiderano partecipare in misura maggiore ai
soccorsi a favore dei fratelli nel bisogno, possono avvalersi dei fondi
appositamente costituiti per questo scopo (SCD:SSD 29.8.95).
COMITATO
DI SERVIZIO
CHI IMPIEGARE COME SM E POSSIBILITÀ
DI CAMBIARLI:
È sempre bene includere nel com. di servizio, quando non vi sono 3 A.,
i migliori e capaci SM. È logico che si dovranno scegliere coloro che
avranno maggiore probabilità di essere raccomandati A. entro breve tempo.
Inoltre questi SM dovrebbero essere uomini fidati che sappiano mantenere
le cose di carattere confidenziale. Comunque se sorgono circostanze
tali da rendere consigliabile sostituire i SM che compongono parte del
com., l'A. o gli A. possono valutare la cosa nel corso della visita
del CO e prendere le dovute risoluzioni. Non vi è nulla di sbagliato
in questa procedura anche se il motivo è di aiutare altri SM per una
eventuale divisione della congregazione (SCD:SSF 5.7.84)
COME VENGONO UTILIZZATI I SM :
I SM che fanno parte del com. di servizio dovranno essere presenti all'ad.
col CO. Se nella congregazione vi è un solo A. è appropriato che faccia
essere presenti gli altri 2 componenti del com. di servizio, sebbene
SM, all'ad. degli A. Quando la Società invia lettere che non trattano
questioni giudiziarie, sarebbe bene che i SM del com. di servizio le
leggano anche loro. Ma anche quando queste lettere trattano questioni
giudiziarie, è l'A. a determinare se è bene che gli altri componenti
del com. di servizio conoscono queste informazioni o no. (SCA:SSC 25.1.84)
Ci domandi quali siano i tuoi compiti in qualità di membro del com.
di servizio. Essendo un SM non potrai firmare i moduli S2 per la raccomandazione
o rimozione di SM o A. in occasione della visita del CO. Però è di competenza
di tutti i membri del com. di servizio, sia A. o SM occuparsi di qualsiasi
aspetto del servizio, compreso firmare le domande per P.R. o P.A. (SCB:SSA
8.1.87)
Quando il num. degli A. è insufficiente per formare un com. di servizio,
possono essere utilizzati SM perché fungano da sostituti. Naturalmente
non potranno raccomandare nomine o rimozioni di A. o SM e non potranno
trattare questioni di natura giudiziaria. Comunque, i SM che fungono
da sostituti A. hanno a cuore gli interessi della congregazione e, a
esclusione delle questioni citate, fungeranno in tutto e per tutto come
se fossero A. nominati. Discuteranno insieme qualsiasi cosa riguardi
il benessere della congregazione e la sua direttiva. Provvederanno a
considerare le domande preliminari con coloro che hanno fatto richiesta
di battezzarsi. (SCD:SSD 28.5.92)
Quando il num. degli A. è insufficiente per formare un com. di servizio,
possono essere utilizzati alcuni SM perché fungano da sostituti A. In
tal modo la congregazione potrà beneficiare dell’attività svolta da
un com. di servizio. Per conoscere quali mansioni potrà svolgere tale
com., potete consultare Om 42, 43 e Ks 75. Naturalmente quando vi sono
dei sostituti A. in un com. di servizio, non potranno raccomandare nomine
o rimozioni di A. o SM e non potranno trattare questioni giudiziarie.
Queste responsabilità potranno essere svolte soltanto da A. nominati.
I SM che fungono da sostituti A. hanno senz'altro a cuore gli interessi
della congregazione e, a esclusione delle questione citate, fungeranno
in tutto e per tutto come se fossero A. nominati. Come com. di servizio
discuteranno insieme qualsiasi cosa riguardi il benessere della congregazione
e la sua direttiva. È opportuno che i SM che fungono da sostituti A.
leggano le C. e le lettere inviate dalla Congregazione Centrale al corpo
degli A. perché siano al corrente di tutte le disposizioni e le direttive
prese a favore della congregazione Le uniche C. che non dovrebbero essere
portate alla loro attenzione sono quelle che hanno a che fare con le
direttive di natura giudiziaria e le raccomandazioni di A. o SM (SCD:SSC
31.1.94)
QUANDO SI DEVONO TRATTARE ASPETTI DI NATURA GIUDIZIARIA:
Se dovesse sorgere un problema di carattere giudiziario sarà il com.
di servizio a nominare ufficialmente un comitato giudiziario invitando
A. esterni. In questo caso i SM lasceranno che sia il comitato giudiziario
di A. a trattare in maniera definitiva il problema. Essi potranno essere
messi a conoscenza solo dei fatti necessari perché siano in grado di
continuare a prestare la loro dovuta cura a coloro che sono spiritualmente
bisognosi o che, avendo commesso un errore, hanno maggiore bisogno di
assistenza. È opportuno che i SM che fungono da sostituti A. leggano
le C. e le lettere inviate dalla Congregazione Centrale al corpo degli
A. perché siano al corrente di tutte le disposizioni e le direttive
prese. Le uniche C. che non dovrebbero essere portate alla loro attenzione
sono quelle che hanno a che fare con procedure giudiziarie o raccomandazioni
di A. o SM (SCD:SSD 28.5.92)
Se nella congregazione vi sono solo 2 A. nominati e sorge un problema,
saranno i 2 A. a riunirsi in ad. e a determinare se il problema sorto
richiede l’intervento di un comitato giudiziario In caso di indecisione
o di contrasto tra i 2 A., essi potrebbero chiedere l’intervento di
un A. di una congregazione vicina o del CO se è in visita alla congregazione
(SCA:SSF 7.1.83)
VISITA DEL CO, MODULI S2 E INCARICHI AI SM :
Nelle congregazione in cui il com. di servizio è composto da un solo
A. e 2 SM che fungono da sostituti A., alle ad. con gli A. che terrai
durante la visita inviterai questi tre. Naturalmente tratterai solamente
informazioni riguardanti la spir. e il servizio della congregazione;
non tratterai questioni di comitato giudiziario o altre informazioni
del Ks che riguardano solo gli A. Se vi sono problemi di questo genere,
li tratterai solamente con l'A. Se nella congregazione vi sono solo
SM, a questa ad. inviterai i 3 sostituti che formano i