Materiale stampato dal sito INFOTDGEOVA.IT a cura di Achille Lorenzi

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Monday, 23 October 2017 00:59
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:: LIBRO CONSIGLIATO

libro: Crisi di Coscienza

Crisi di coscienza.
Fedeltà a Dio o alla propria religione?
Parole franche di un testimone di Geova

Quasi nulla si sa dei "vertici" che guidano i Testimoni di Geova, di cosa accade durante le loro sedute deliberative, dei criteri che guidano le loro decisioni, spesso di enorme impatto nella vita dei fedeli: neppure gli aderenti ne sono al corrente. Terribilmente penetrante è il controllo esercitato sui "fratelli". Il libro testimonia il meccanismo che ha condotto uno di questi uomini, membro del Corpo direttivo, a entrare in una crisi di coscienza tale da fargli abbandonare il gruppo, e in esso una posizione di grande prestigio sociale, dopo 58 anni di appartenenza. (continua)

Spigolature
Non tutti sanno che...
Anche se la cosa può stupire, per quasi ottant'anni la Watch Tower Society ha insegnato che Dio aveva il suo "luogo di dimora" nelle costellazione delle Pleiadi, distante circa 450 anni luce dalla Terra. A Pag. 327 del terzo volume dei suoi Studi delle Scritture, C.T. Russell, fondatore della WTS, scrisse: "Alcione, il centro delle famose stelle delle Pleiadi, è il 'trono di mezzanotte', il punto centrale dell'intero sistema gravitazionale, dal quale l'Onnipotente governa il suo universo". Solo verso gli anni 50 si incominciò ad avere qualche dubbio su questo insegnamento: "A proposito, le Pleiadi non si possono più considerare come il centro dell'universo e sarebbe stolto cercar di determinare il trono di Dio in un particolare punto dell'universo" ("La Torre di Guardia" del 1/9/1954, p. 542).

:: LETTERE DALLA BETEL ::

Lettere che la Betel - sede romana dei Testimoni di Geova - ha inviato a degli "anziani" in risposta a domande su argomenti di vario genere. Queste lettere sono state inviate da un TdG nel forum Infotdgeova

INDICE DEGLI ARGOMENTI

  • Abbigliamento-acconciatura Adunanze Asilo Assemblee  

  • Associazioni non riconosciute Barba-baffi Battesimo

  • Cassa integrazione Collette Comitato di servizio Comitati giudiziari

  • Commemorazione Confetti e bomboniere Dichiarazione di fedeltà

  • Disassociati-dissociati Divorzio-separazione Domande bibliche

  • Falsa religione Famiglia, genitori, figli Feste Fidanzamento

  • Funerali Immagini, fotografie, fumetti, tatuaggi Lavoro armato

  • Lavoro legato a religione Lavoro secolare Lutto, tradizioni sui morti

  • Matrimonio, nozze Medicina Ministri di culto Neutralità Ospedali

  • Panettone, pandoro, uova pasquali Pionieri Raccomandazioni  

  • Rapporti di servizio Registrazioni congregazione Riassociazioni

  • Rimozioni, dimissioni Sala del Regno Trasfusioni, trapianti

  • Scuola Segnati Servizio di campo, visite ulteriori Sesso

  • Sindacati, sciopero Sorvegliante Spiritismo Studi biblici

  • Studio familiare Svago, ricreazione, caccia, pesca, sport

  • Tasse, leggi di Cesare Testamenti Trasgressioni varie


    ABBIGLIAMENTO-ACCONCIATURA

    COSA POSSONO FARE GLI ANZIANI QUANDO CI SONO PERPLESSITÀ:
    Di per sé il campo dell'abbigliamento rientra nella sfera delle questioni personali. È indiscutibile che nel fare le proprie scelte l'individuo risente dell'influenza di vari fattori. Entro certi limiti la persona tende ad adeguarsi inconsciamente alle norme generalmente accettate nell'ambiente in cui vive. Queste norme oscillano sotto la spinta delle mode lanciate da stilisti, mode che spesso rispecchiano lo spirito del mondo. Ai fattori esterni si aggiungono quelli personali, i propri gusti in materia di vestiario. Nel caso del cristiano egli riconosce la verità secondo cui nessuno vive più per se stesso. (Ro 14:7) Riconosce di avere delle responsabilità verso gli altri anche per il vestire. Chi sono questi altri? Paolo li identifica. (1Co 10:31-33) Tali persone si trovavano sia all'esterno che all'interno della congregazione. Questo richiedeva discernimento. Al tempo di Paolo i greci non avevano la stessa mentalità dei giudei. Inoltre la mentalità poteva variare anche da congregazione a congregazione Paolo era disposto a sacrificare, se necessario, i suoi gusti personali per amore del progresso della Buona Notizia. In 1Tm 2:9 riassume i principi che devono guidare il cristiano nella scelta dell'abbigliamento. Sebbene riferiti alle donne, valgono anche per gli uomini. L'abito che si indossa deve essere adatto all'occasione, non sessualmente provocante e non tale da far sorgere perplessità sulla sanità di mente di chi lo porta. Poiché nell'applicazione di questi princìpi interviene l'elemento soggettivo, le pubblicazioni hanno più volte trattato l'argomento per sensibilizzare i singoli proclamatori e i corpi degli Anziani. Per es. Sg 184 indica di non andare agli eccessi evitando di seguire la moda che richiama l'attenzione su di sé. Indica che le persone hanno gusti diversi e non ci attendiamo che tutti vestano allo stesso modo. La G 22.3.85 p 22 elenca le cose che secondo gli esperti si devono evitare quando una donna va a un colloquio di lavoro, e W 15.9.72 dopo aver ribadito che, salvo il caso di eccessi, l'abbigliamento resta una questione personale, aggiunge che i mariti e padri possono stabilire regole per i componenti della famiglia. Gli A. non possono stabilire regole, ma possono servirsi della loro conoscenza per determinare se qualcuno dà chiaramente un cattivo es. Possono decidere di non dargli preminenza nelle parti per rappresentare la congregazione Tale azione sarebbe governata, non dalla preferenza o dai pregiudizi di una o 2 persone, ma dal giudizio del corpo degli A. nel valutare le obiezioni sollevate. Perciò per quanto riguarda l'abbigliamento di chi sale sul podio, nel caso faccia sorgere perplessità il corpo degli A., dopo aver valutato la cosa alla luce dei princìpi biblici e delle circostanze locali, ha la facoltà di stabilire norme ragionevoli alle quali tutti quelli che salgono sul podio vorranno adeguarsi (SCD 5.8.87)

    PER IL SERVIZIO DI CAMPO:
    Il cristiano che è impegnato nell’opera di predicazione dovrebbe comprendere la necessità di vestire in modo convenevole, dignitoso, affinché il suo ministero non sia pregiudicato. In Italia e nelle grandi città crediamo che il procl. farebbe bene a indossare la giacca e portare la cravatta mentre è impegnato nell’opera di predicazione. Riteniamo che presentarsi in camicia non sia indice di educazione. Naturalmente la situazione potrebbe cambiare se il procl. è impegnato in una zona rurale. Spetta al procl. in vista delle circostanze locali e all’ambiente in cui intende predicare e di ciò che è localmente ritenuto appropriato e dignitoso, determinare come vestirsi quando compie il suo ministero. Crediamo che ogni testimone di Geova sia desideroso di non essere motivo di inciampo alle persone mentre è impegnato nell’opera di casa in casa solo perché non è vestito in modo convenevole (SCB:SSA 29.8.75)

    Avete fatto un annuncio alla congregazione dove è stato detto che per nessun motivo si deve andare nel servizio di campo, di casa in casa, senza giacca e cravatta, e alcuni fratelli hanno obiettato perché in altre congregazione i fratelli vanno in servizio senza giacca e cravatta. Riteniamo che questo sia un argomento nel quale non si possa stabilire una norma in senso assoluto. Le abitudini possono cambiare da un paese all’altro, le circostanze possono essere diverse e a volte la temperatura eccessivamente fredda o eccessivamente calda può richiedere che si apportino cambiamenti nell’abbigliamento per non riportare danni fisici. Ciò non vuol dire andare agli estremi. Un principio biblico è espresso in 2Co 6:3, 4. In 1Tm 2:9, 10 è riportato un altro principio che benché dichiarato per le donne cristiane, si può applicare benissimo anche agli uomini. Gli A. della congregazione hanno la responsabilità di determinare ciò che può essere per i migliori interessi dell’opera perché non sia impedita da un certo tipo di abbigliamento. Ad es. predicando in un territorio rurale, alcuni hanno ritenuto appropriato non indossare giacca e cravatta perché tale abbigliamento, oltre a non essere pratico nel territorio, poteva risultare fuori posto considerando l’ambiente e il tipo di persone alle quali si doveva dare testimonianza. In questo caso camicia e pantaloni puliti e ben stirati possono risultare un abbigliamento appropriato. In altri luoghi tale abbigliamento potrebbe essere considerato poco rispettoso dalle persone che vi abitano e tali persone ascolterebbero con migliore attenzione se chi si presenta alla porta indossa anche giacca e cravatta. Quindi, il luogo, il tempo, le circostanze, e altre condizioni possono determinare quale tipo di abbigliamento è più appropriato per rendere testimonianza alla verità senza essere d’inciampo ad alcuno (SCD:FPB 17.8.78)

    Per quanto riguarda l'abbigliamento nel servizio, è necessario che il corpo degli A. dia indicazioni su ciò che è per i migliori interessi dell'opera. Bisogna usare buon senso ed equilibrio non lasciandosi guidare da gusti personali. L'abbigliamento deve rappresentare degnamente il messaggio e non ostacolare l'opera. Alcune riflessioni sono contenute in W 1.2.76 p 84, 85. Se gli A. sono guidati da sani principi e ricercano i migliori interessi della pura adorazione, non stabiliranno regole non necessarie. A motivo delle abitudini diverse e delle differenti mentalità da una località all'altra anche all'interno della stessa nazione non è possibile stabilire nei minimi particolari ciò che è più appropriato in un posto o nell'altro. I locali corpi degli A. dovranno determinare cos'è più appropriato tenendo conto l'ambiente e la mentalità, dando precise indicazioni e lasciando a ciascuno la responsabilità di agire per i migliori interessi della teocrazia (SCB:SSB 20.7.81)

    Ci domandi se sia obbligatorio indossare la giacca quando si va in servizio di casa in casa. Non vi è nessuna regola che obbliga un Testimone a indossare la giacca. Ma non vogliamo intendere con questo che non possa, in certe circostanze, essere appropriato portare la giacca. Gli atteggiamenti delle persone variano da nazione a nazione, possono anche variare da territorio a territorio nella stessa nazione. Piuttosto che cercare una regola che stabilisca definitivamente sì o no, è necessario che la persona esamini i suoi motivi per non portare la giacca. Vi sono motivi che giustificano di non portarla? Quale effetto può avere sul territorio il fatto che io non porto la giacca, mentre mi presento come un ministro cristiano? Potrebbero diverse persone del territorio essere ostacolate nell'accettare la B.N. perché considerano poco ordinato per uno che professa di essere un ministro cristiano, presentarsi alla loro porta senza giacca? In altre parole dobbiamo analizzare le circostanze, come ad es. il tempo molto caldo, l'attitudine delle persone, ecc. Se pensiamo che potrebbe essere un ostacolo per alcuni del territorio, per amore della B.N. saremo pronti a sacrificarci. L'illustrazione della W 15.6.83, non stabilisce una regola che quando uno va in servizio non ha bisogno di portare la giacca. Ma implica solo una possibile circostanza. (1Co 9:19; 10:31; 2Co 6:3, 4) Quindi non possiamo stabilire una regola che stabilisca di portare la giacca, come non possiamo dire che non si deve mai portare, anche se portarla potrebbe sign. qualche scomodità (SCB:SSC 23.8.83)

    PER UN USCIERE:
    In quanto all'abbigliamento, un usciere dovrebbe essere pulito e ordinato. Questo sign. che generalmente avrà giacca e cravatta. Ma puoi comprendere che c'è differenza tra l'essere usciere in una congregazione e l'esserlo in un'assemblea di distretto. Non c'è una regola precisa al proposito, ma gli A. stabiliranno quale abbigliamento sarà più appropriato per un usciere (20.10.83)

    CALZE:
    Non ci risulta che un tipo di calze, come quello da te descritto, sia stato usato all'inizio da alcune prostitute negli USA verso gli anni '30. Potrebbe anche essere, ma non abbiamo elementi utili che ci permettono di confermare ciò. Sarebbe bene, invece, che tu avendo sentito delle voci tra i fratelli, ti accertassi ulteriormente della cosa, per vedere se queste voci sono fondate o scaturiscono da una diceria. In altre parole, tali fratelli possono dimostrare quello che dicono? Se no, incorrerebbero nel pericoloso laccio del pettegolezzo, cosa chiaramente da evitare tra i cristiani. (21.3.88)

    JEANS:
    Che dire dell'indossare abiti di jeans per il servizio di campo, le ad. o quando si sale sul podio? Alla voce "blue jeans" il dizionario Treccani dice: "Calzoni di tela ruvida e resistente con impunture evidenti, in uso in molti paesi come calzoni di lavoro, e venuti poi di moda soprattutto come calzoni sportivi, indossati da giovani d'ambo i sessi; in origine di colore azzurro oggi anche bianchi o in altre tinte". I jeans rientrano in quello che oggi viene definito "abbigliamento casual". Lo stesso vocabolario alla voce "casual" dice: "Nel linguaggio della moda, riferito a un tipo di vestiario, anche unisex, di taglio giovanile, caratterizzato soprattutto da grande semplicità e praticità d'uso, adatto a essere indossato in ogni occasione e attività della giornata, in casa, al lavoro, all'aperto, in città, in campagna, in viaggio". Trattandosi di un capo di vestiario prettamente sportivo, nel ns. paese sarebbe sicuramente non appropriato per le attività teocratiche l'uso dei pantaloni di jeans, sia per fratelli che per sorelle, o per le sorelle di gonne e completi di tessuto blue jeans che siano spiccatamente simili alla foggia di questo particolare tipo di pantaloni (tela ruvida dal caratteristico colore blu, impunture evidenti, etichette col nome della marca, ecc.) che abbiano cioè quell'insieme di caratteristiche che farebbero associare tale capo di vestiario con attività diverse da quelle in cui si sta impegnando nel ministero. G 8.2.87 p 16 D'altro lato il buon senso far evitare di escludere a priori quei capi di abbigliamento che, pur essendo definiti jeans, non hanno tali marcate caratteristiche e possono rientrare nell'ampia gamma di abiti decorosi e appropriati nelle attività teocratiche (SCD 5.8.87)

    BIKINI:
    Ci viene chiesto cosa ne pensiamo dei bikini. Né il Corpo Direttivo né gli A. locali hanno la responsabilità di stabilire regole per determinare se una moda è accettabile o no. Naturalmente darete consigli, se necessario, secondo i princìpi biblici riguardanti ciò che modesto e puro. (1Tm 2:9) Come A. prenderete in considerazione se uno va agli estremi nella moda, e deciderete se può avere speciali privilegi o servire sul podio. Km 3.69 p 7 Comunque qualsiasi decisione non si baserà su quello che potrebbero essere le vs. preferenze personali, ma su ciò che è meglio per la congregazione e promuovere il servizio del Regno (SSH:SSI 6.6.83).

    ADUNANZE

    MODIFICARE L’ORARIO DELLE AD.:
    Riguardo all’orario delle ad., Om 62, dice: “In ogni congregazione i giorni e gli orari delle ad. vengono stabiliti secondo ciò che è convenevole per la maggioranza dei procl. La cosa può essere valutata tramite gli A. con uno spirito di reciproca considerazione e amore fraterno”. La responsabilità ricade principalmente sul corpo degli A. che deve valutare se proporre o no un cambiamento di orario alla congregazione Si accerterà che quanto proporrà sia nei migliori interessi della congregazione e a favore delle attività teocratiche. Naturalmente, per attuare un cambiamento, il corpo degli A. dovrà ottenere l’approvazione della congregazione È bene che la congregazione abbia la possibilità di riflettere sulla proposta presentata e dare ai componenti di una famiglia l’opportunità di consultarsi privatamente. Gli A. potranno anche dare alla congregazione brevi indicazioni sui motivi che li hanno spinti a proporre il cambiamento.  Km 2.78 p 1; Km 8.79 p 1. Non sarà sempre possibile accontentare tutti. Gli A. da parte loro vorranno mostrarsi scrupolosi e attenti ai reali bisogni della congregazione mentre tutti sono incoraggiati a manifestare il corretto atteggiamento cristiano. Km 12.94 p 2 (SCD:SSD 2.2.96)

    UNIRE DUE CONGREGAZIONI PER IL PERIODO ESTIVO:
    Ci esprimiamo in relazione a se è corretto che 2 congregazione che usano la stessa Sala, durante il periodo estivo delle ferie, tengano un'unica ad. la domenica, a motivo del poco afflusso di procl. e anche perché quasi tutti gli A. sono fuori per le vacanze. Crediamo che ciò non sia appropriato. È bene che ogni congregazione continui a tenere le proprie ad. anche nel periodo estivo. Sarebbe appropriato che gli A. prestabilissero in anticipo quando essi e la loro famiglia prenderanno il tempo delle loro vacanze in modo tale da org. affinché alcuni di loro siano sempre presenti e la congregazione abbia la dovuta cura e direttiva anche nel periodo estivo (SCC:SSC 4.11.85)

    COMPORTAMENTO DURANTE IL CANTICO E LA PREGHIERA:
    Ci dite che durante i cantici alcune coppie di giovani sposi si tengono abbracciati appassionatamente. Ci chiedete pure se è una posizione di rispetto cantare con le mani in tasca. Crediamo che non sia il caso di stabilire quale posizione assumere quando si cantano i cantici o quando si ascolta una preghiera. Si deve però tenere in considerazione che siamo in un luogo di adorazione e che ci rivolgiamo al Creatore. Quando si prega è d’uso invitare gentilmente l’uditorio ad assumere una posizione di rispetto. Alcuni atteggiamenti risultano essere involontari, come appoggiarsi allo schienale della sedia davanti, o forse tenere le mani in tasca. Eviteremo di essere critici riguardo alla posizione assunta da qualcuno se non costituisce un vero problema e se non distrae gli altri. Quando accennate ad abbracci appassionati, ci è difficile immaginare come ci si possa abbracciare appassionatamente durante un’ad. Se il comportamento di qualcuno risultasse indecente, o distraesse l’attenzione di molti, o recasse disturbo, dopo gentili avvertimenti, la persona potrebbe essere invitata ad uscire dalla Sala. Ma crediamo che non sia la situazione che ci presentate. Se ritenete che qualcuno abbia bisogno di suggerimenti, potete sentirvi liberi di offrirli, rispettosamente e senza imporre comportamenti o preferenze personali. Se si tratta di un gesto affettuoso come tenere sotto braccio il proprio coniuge, mettergli una mano sulla spalla o tenere per braccio un figlio, non vi sarebbe motivo di preoccupazione. Non sarebbe il caso di sindacare sugli atteggiamenti assunti nella Sala. Accertatevi, ogni volta che decidete di avvicinare qualcuno per dare gentilmente qualche suggerimento, di avere più che validi motivi. I fratelli comprenderanno i seri motivi che vi hanno spinto ad avvicinarli e saranno lieti di adeguarsi al corretto comportamento, onde agire in maniera degna della B.N. (SCD:SSD 13.7.93).

    ADUNANZA PUBBLICA:

    PREPARARE DISCORSO PUBBLICO CON UNA SCENA BIBLICA:
    Sarebbe tua intenzione preparare un discorso il cui materiale sarebbe rappresentato da almeno 5 fratelli. In altre parole faresti rivivere il processo fatto a Gesù circa 2000 anni fa mediante una dimostrazione con personaggi che fungerebbero da attori. Sarebbe una rappresentazione di un dramma anche se in chiave moderna. Ti informiamo che la società ha espresso il suo parere scoraggiando iniziative del genere. Tale rappresentazione creerebbe non poche difficoltà e darebbe origine al altre iniziative private che potrebbero facilmente degenerare. Inoltre predisporre una rappresentazione del genere farebbe perdere di vista il motivo per cui sono presentate delle informazioni, l'uditorio sarebbe maggiormente colpito dalla rappresentazione scenica piuttosto che dal contenuto. Pensiamo sia bene evitare di preparare un discorso del genere orientandosi piuttosto verso la normale presentazione delle informazioni mediante un regolare discorso che abbia l'approvazione del corpo degli A. (SCA:SSF 4.4.80)

    SP NON DEVE SEGUIRE L’ORATORE CON LO SCHEMA DEL DISCORSO:
    Non crediamo che sia il caso che il SP segua tutti gli oratori pubblici per controllare se il materiale è aggiornato o corrisponde allo schema. Se durante l’ascolto di un discorso dovesse udire qualcosa che non gli è chiaro, potrebbe chiedere maggiori informazioni all’oratore per comprendere la base di una certa informazione citata. Tutti gli schemi che vengono ora usati per i discorsi pubblici sono sufficientemente aggiornati da non aver bisogno di esserlo ulteriormente. Se l’oratore dovesse trovare un aspetto dello schema che viene ora contraddetto da un nuovo intendimento, perché ritrattato su pubblicazioni dello Schiavo più recenti, dovrebbe aggiornare la sua esposizione, citando la fonte dell'intendimento corretto. Ciò che è scritto nella W 1.4.90, p 22, si riferisce a contestazioni fatte da persone non nella verità, per cui dovremmo accertarci di citare sempre autorità fidate come base di quanto stiamo sostenendo. (SCB:SSB 12.4.90)

    FARE UNA PAUSA DOPO IL DISCORSO PUBBLICO?:
    Prendendo in esame la vs. domanda, se fare una pausa dopo il discorso pubblico e prima dello st. TG, pensiamo sia una cosa da stabilire sul posto, in quanto che non vi sono disposizioni in merito (SCA:SSB 6.7.87)

    RIMBORSO SPESE DI VIAGGIO ALL’ORATORE:
    Per quanto riguarda il rimborso delle spese di viaggio per l'oratore pubblico proveniente da fuori vi incoraggiamo ad attenervi alle informazioni indicate nella C. del 16.8.85. Si chiederà all'oratore l'ammontare delle spese di viaggio sostenute e si effettuerà il rimborso. Naturalmente perché questo possa essere effettuato è necessario che mediante risoluzione la congregazione approvi di rimborsare le spese ai vari oratori che vengono da fuori. (SCF:SSF 25.7.94)

    TORRE DI GUARDIA:

    DESIGNARE ALTRI A. COME CONDUTTORI:
    La disposizione che venne inserita nel settembre nel Ks77 e riportata nel Km 10.77 p 3 e Km 10.81 p 3, è stata annullata e sostituita dal Ks91. Pertanto, come detto a p76, solo in assenza del conduttore dello st. TG, un A. qualificato potrà essere incaricato a condurre l'ad. (SCD:SSD 28.2.94)

    IL PRESIDENTE DEVE MENZIONARE IL TEMA DELLA TG?:
    Non è necessario che il presidente dell'ad. pubblica dica specificamente il tema o l'edizione della W che verrà trattata immediatamente dopo, benché lo potrebbe anche fare. Potrebbe essere anche lo stesso CSTG a citarlo all'inizio della sua considerazione. (SCB:SSB 12.4.90)

    STUDIO DI LIBRO:

    CONDUTTORE E LETTORE IN GIACCA E CRAVATTA:
    Essendo lo SL un'ad. di congregazione è appropriato che il conduttore indossi giacca e cravatta sia che lo st. sia tenuto nella Sala del Regno che in una casa privata. Non sarebbe appropriato condurre lo st. in camicia. È un'ad. cristiana e non è inferiore allo st. TG. Per quanto riguarda il lettore, pensiamo che se egli si pone di fronte all'uditorio per leggere, sarebbe bene che avesse giacca e cravatta. Qualora però il lettore leggesse dal suo posto, allora si potrebbe decidere che non indossi la giacca se non lo desidera (SCB:SSC 25.8.76)

    Lo SL tenuto in una casa privata è pur sempre un'ad. di congregazione Il conduttore e il lettore saranno pertanto vestiti come per qualsiasi altra ad. tenuta nella Sala del Regno (SCA:SSC 31.8.83)

    In quanto allo stabilire se il lettore dello SL debba o no portare la cravatta nello svolgere tale incarico, non possiamo limitarci a dire sì o no. Sono da prendere in considerazione i princìpi biblici indicati. Uno è menzionato in 1Tm 2:9, dove Paolo dice che le donne (e ovviamente si applica anche agli uomini) dovrebbero adornarsi con veste convenevole e con modestia e sanità di mente. Applicando questo principio all'abbigliamento del lettore dello SL, invece di stabilire regole ci lasceremo guidare dalle circostanze e dall'ambiente e di conseguenza, dall'effetto che tale fratello darebbe a un determinato uditorio usando quel particolare abbigliamento. I fratelli sono turbati o riconoscono le particolari circostanze e non ne fanno caso? Inoltre, il fratello è di fronte all'uditorio e gli occhi sono puntati su di lui o lo st., essendo tenuto in una casa privata, è tenuto in modo non formale o attorno a un tavolo? Anche questo potrebbe influire sulla decisione da prendere. Naturalmente quando si tratta della Sala del Regno, sarà opportuno mantenere un aspetto come è comune in tutte le S.d.R, usando giacca e cravatta. Questo perché il lettore che appare di fronte all'uditorio agisce come rappresentante dell'org. di Geova. Ricopre un incarico privilegiato ed espone delle verità che sono contenute nelle pubblicazioni per mezzo della lettura (SCB:SSE 22.8.84)

    Dici che andare all SL ti crea problemi per la tua salute. Comprendiamo come ciò possa essere possibile specialmente se l’ambiente non è riscaldato e si è nel pieno dell’inverno. Ma, desiderosi di preservare la pace e l’unità della congregazione non sarebbe saggio cercare di risolvere il problema indossando vestiario pesante come una maglia di lana sotto la giacca? Molti fratelli col tuo stesso problema hanno risolto la cosa in questo modo, proteggendo la loro salute e continuando ad avere privilegi di servizio in armonia alle disposizioni prese dal corpo degli A. Ti lamenti perché dici che gli A. hanno stabilito una regola in merito a come devono vestirsi coloro che hanno il privilegio della lettura e della preghiera. Secondo te non vi sono direttive dell’Org. in merito. Non siamo d’accordo su ciò. Nelle pubblicazioni vi sono stabiliti dei principi in ordine e dignità in quanto a come i cristiani dovrebbero vestirsi alle ad. e anche se tali principi non indicano modi specifici di vestirsi, dovrebbero guidarci, specialmente quando abbiamo parti da svolgere. Om 62; Sg 185; Km 10.82 p 2 E dato che vi sono dei principi e non cose specifiche, spetta proprio agli A. e non a ciascun membro della congregazione la responsabilità di valutare cosa è ordinato e dignitoso da portare secondo l’ambiente e la congregazione locale. Tutti i fratelli per amore della pace e per rispetto dell’operato dello spirito santo per mezzo degli A. dovrebbero essere pronti ad aderire a tali valutazioni e disposizioni. (SCB:SSA 24.6.86)

    IL LETTORE DEVE ALZARSI IN PIEDI?:
    Per quanto riguarda la lettura dei § alla TG sarebbe bene che il lettore al momento di leggere i § si alzasse in piedi, mentre per la lettura dei § allo SL non vi è alcun suggerimento. Il lettore può rimanere seduto come alzarsi in piedi, sarà stabilito localmente (SCA:SSB 6.7.87)

    SE NON CI SONO LETTORI QUALIFICATI:
    Per quanto riguarda la lettura dei § allo SL, vale quanto è detto in Om 101. In assenza di un fratello battezzato qualificato, sarà usata una sorella battezzata qualificata. Se non ci sono né l'uno né l'altra, si potrà usare un procl. non battezzato qualificato, o al massimo una procl. non battezzata qualificata. Andando ancora oltre, se dovessero mancare anche questi, si userà una persona presente che ha una buona condotta e che è capace (SCB:SSD 26.2.80)

    PREGHIERA:
    Per quanto riguarda la preghiera a un'ad., se colui che pronuncia la preghiera è invitato a salire sul podio e a mettersi di fronte all'uditorio, non sarebbe appropriato che fosse senza giacca e cravatta. Ma se sarà invitato a pronunciare la preghiera rimanendo al suo posto fra l'uditorio, non è estremamente necessario che indossi la giacca se in quel momento è vestito diversamente (SCB:SSC 26.8.77)

    Riguardo al fatto di invitare un cristiano maturo a rappresentare in preghiera la congregazione non si tratta di vedere se è battezzato da poco o da molto, ma se è maturo dal punto di vista degli A. (DC 21.8.87)

    NUM. DEI PRESENTI:
    Notiamo che nella congregazione vi sono 4 SL con una media di 96 presenti. Questo sign. una media di 24 presenti per st. Stando così le cose pensiamo che dobbiate valutare la possibilità di aprire un nuovo centro di raduno affinché in media vi siano non più di 20 persone per ogni centro (SSA 6.3.84)

    TENERE UNO SL A CASA DI UNA GUARDIA GIURATA:
    Ci chiedete in merito al fatto se sia appropriato tenere un centro di SL a casa di un fratello che è una guardia giurata e che porta la pistola. Ci chiedete se usare la casa del fratello come luogo di raduno sia da considerarsi uno degli speciali privilegi che menziona W 1.1.84 p 26. La risposta è no. Quindi se i fratelli non sono turbati del fatto che sarà usata la casa di questo fratello che come dite è esemplare sotto tutti gli aspetti e si sta sforzando di mettere la sua vita in armonia con i princìpi biblici anche in quanto al suo lavoro, non vediamo perché la sua casa non possa essere usata come luogo di raduno. Servendovi della sua casa non è lui che riceve qualche incarico nella congregazione Gli speciali privilegi riguardano privilegi che concernono lo stare davanti come es. nella congregazione Quindi l'uso della sua casa come luogo di raduno non rientra nei speciali privilegi (SCB:SSA 19.7.85)

    VISITE DEL SS.:
    In relazione alle visite del SS localmente gli A. prenderanno le disposizioni che riterranno più opportune per la congregazione e per i vari SL. O il SS condurrà lo SL oltre che pronunciare il discorso finale di 15 min. o per quell’occasione farà tenere lo SL al proprio assistente anche se è un SM. Nel caso non abbia alcun assistente, un altro CSL potrebbe per l’occasione condurre lo SL mentre il SS effettuerà la visita (SCE 10.12.85)

    SCUOLA DI MINISTERO TEOCRATICO:

    ABBIGLIAMENTO E ACCONCIATURA:
    È valido quanto dice Sg 185, sia che si tratti di un adulto o di un ragazzo l'esigenza è la stessa. È chiaro che bisogna usare ragionevolezza. A volte ci possono essere circostanze eccezionali come il caso del ragazzo col braccio ingessato che non può indossare la giacca. A meno che non sussistono tali circostanze eccezionali, il SSMT è autorizzato a vietare di pronunciare il discorso a chi non è disposto ad attenersi alla norma (SCB:SSB 20.7.81)

    Pensiamo che uno studente a cui è assegnato un discorso nella SMT dovrebbe indossare giacca e cravatta se si tratta di un uomo. Dato che alla Scuola vengono dati suggerimenti perché, tra le altre cose, lo studente divenga qualificato come oratore pubblico, si dovrebbe pretendere anche che il suo abbigliamento sia conforme a quanto è richiesto per colui che serve già come oratore pubblico  Sg 130 (SCA:SSC 31.8.83)

    Il SSMT determinerà il da farsi se uno studente ha i capelli lunghi, offrendo consigli e suggerimenti. Dipende molto da quanto sono lunghi i capelli, comunque l'acconciatura dello studente non dovrebbe essere motivo di critica nella congregazione (SCA:SSC 31.8.83)

    ISCRIZIONE DI BAMBINI:
    Ci chiedete se si possono iscrivere alla SMT bambini di 7 o 8 anni. Om non stabilisce un’età minima per potersi iscrivere, ma precisa: "Possono iscriversi tutti quelli che frequentano attivamente la congregazione sempre che non conducano una vita in contrasto con i princìpi biblici". Ne consegue quindi che gli A. locali applicando quanto è detto nel summenzionato libro, dovranno determinare chi può iscriversi alla SMT (SCA:SSC 24.1.84)

    CONSIGLIARE SU PUNTI CHE NON ERANO STATI INDICATI:
    Ci domandi se il SSMT può consigliare uno studente su punti che non gli sono stati indicati in anticipo. La risposta è no. Si dovrà sempre consigliare sul punto su cui lo studente si è preparato, altrimenti potrebbe scoraggiarsi essendo consigliato su aspetti su cui non si è potuto preparare. Naturalmente se il SSMT nota che lo studente ha una carenza nella presentazione del discorso assegnato, e su tale aspetto non doveva prepararsi, metterà un cerchio intorno a qual punto e inviterà lo studente a prepararsi su quel punto per la successiva assegnazione, non seguendo quindi necessariamente l'ordine progressivo indicato sul foglio Consigli sui Discorsi (SCB:SSA 8.1.87)

    METTERE IN PROGRAMMA UN'INTERA FAMIGLIA:
    Se la famiglia è d'accordo e non trova difficoltà, potrebbe anche essere completamente inserita nel programma della Scuola di un'unica serata (SCA:SSC 31.8.83)

    ASSENZE:
    Non è più richiesto che le assenze siano registrate sul foglio dei consigli (SCA:SSC 31.8.83)

    ANDARE FUORI TEMPO:
    Il SM a cui è assegnato il discorso N. 1 della SMT e che supera costantemente il tempo, nonostante sia stato debitamente consigliato e aiutato, potrebbe perdere questo privilegio. Comunque spetta al locale corpo degli A. determinare il da farsi (SCA:SSC 31.8.83)

    PRESENTARE CHI SVOLGE I PUNTI NOTEVOLI:
    È responsabilità del SSMT stabilire se sarà colui che pronuncia il discorso di istruzione a presentare l'A. che svolgerà la parte successiva o se dovrà farlo il SSMT (SCA:SSC 31.8.83)

    SORELLA PUÒ AVERE COME PADRONE DI CASA UN FRATELLO:
    Ci chiedi se quando una sorella "fa un sermone" può avere come padrone di casa un fratello. Di solito si preferisce che le sorelle abbiano come padrone di casa altre sorelle. Comunque, se a motivo di una particolare ambientazione del discorso fosse necessario far partecipare un fratello, non ci sarebbero obiezioni in merito (DB 6.3.87)

    Per i discorsi alla SMT è molto meglio che colui che funge da padrone di casa sia una donna per evitare che si pensi che la studente insegni ad un uomo (SCA:SSD 28.2.80)

    DISCORSI DI ESERCITAZIONE FATTI DA A.:
    Tutti gli iscritti alla SMT sono da inserire nel programma dei discorsi di esercitazione in circostanze normali. Questo vale anche per gli A. Ma vi sono circostanze in cui non sarebbe consigliabile agli A. preparare anche discorsi di esercitazione. Perché? A motivo dei pochi A. nominati in una congregazione che saranno già molto impegnati a preparare discorsi di istruzione, punti notevoli e parti nelle ad. di servizio. Vengono già adoperati per pronunciare molti discorsi in cui è preferibile che vengano impiegati oratori qualificati. Quindi sarebbe troppo impegnativo per questi A. dover preparare anche discorsi di esercitazione, forse a discapito del tempo da dedicare a visite pastorali e altri impegni teocratici. Certo sarebbe utile poter mettere in programma A. per pronunciare discorsi di esercitazione se vi sono diversi A. nella congregazione Sarebbero un es. di umiltà e di efficace preparazione per gli altri fratelli. Suggeriamo che sia il corpo degli A. locale a valutare cosa sia meglio che essi svolgano a livello di discorsi da pronunciare alle varie ad., compreso la SMT (SCB:SSA 2.1.87)

    DOVREBBE UN PRESIDENTE DARE INIZIO ALLA SMT?
    Nelle istruzioni per il 96 che potete trovare in relazione alla SMT viene detto che la scuola deve iniziare in orario con cantico preghiera e benvenuto, poi seguendo il programma prestabilito. Pertanto non viene indicato chi deve dare inizio all’ad. Normalmente è il SSMT che come tale dà inizio all’ad. seguendo le istruzioni succitate (SCC:SSC 27.11.95)

    Non crediamo sia necessario un presidente perché "coordini" la SMT con l'ad. di servizio. Potrebbe essere direttamente il SSMT a introdurre l’ad. di servizio con qualche parola di collegamento. (SCB:SSB 12.4.90)

    RIPETIZIONE SCRITTA:
    L'espressione "tutti dovrebbero avere le domande per la ripetizione", utilizzata nel "Foglio delle risposte per la ripetizione", va letta tenendo presente chi sono coloro ai quali viene data una copia del Km. Puoi vedere quanto viene detto nel Km 2.87 dove viene precisato a chi può essere data una copia di questa pubblicazione. Naturalmente chi è iscritto alla SMT rientra in questa categoria. Quindi l'idea espressa è quella che il SSMT incoraggerà tutti coloro che ricevono il Km a portare la copia personale dell'inserto che contiene le domande. Per quanto riguarda la possibilità di fare delle fotocopie del Modulo S98 per coloro che servono come consiglieri per le altre classi, non crediamo sia opportuno far questo. È piuttosto appropriato che il SSMT informi in anticipo gli altri consiglieri delle domande in questione affinché essi possano prendere i necessari appunti ed evidenziare tale aspetti notevoli mentre offrono i loro consigli (SCD 4.4.91)

    ADUNANZA DI SERVIZIO:

    RESOCONTO MENSILE
    La dichiarazione della W 1.12.90 p 24, dove è detto che una volta al mese ''il ministro che tiene la contabilità legge un breve resoconto'', è di carattere generale e non esclude la possibilità che il resoconto mensile possa essere talvolta presentato alla congregazione da un fratello diverso da colui che si occupa della contabilità (SCD 4.4.91)

    DIMOSTRAZIONI: SORELLA PUÒ AVERE COME PADRONE DI CASA UN FRATELLO:
    Ci chiedete se una sorella, in un'ad. di servizio, può presentare un soggetto ad un fratello che funge da padrone di casa, oppure se viola 1Tm 2:12. Dobbiamo ricordare che se una dimostrazione costituisce un diretto insegnamento da parte di una sorella, allora nessuna sorella potrebbe partecipare ad una dimostrazione. Ma il fatto è che chi presiede una parte dove viene presentata una dimostrazione è colui che dà l'insegnamento e non quelli che fanno la dimostrazione. Infatti è lui che org. le dimostrazioni, fa le prove, la dirige, stabilisce cosa verrà detto o fatto, quindi è lui l'insegnate non la sorella. Per questo motivo quando le sorelle parlano dal podio devono farlo attraverso un presidente e mai direttamente all'uditorio. Comunque per evitare che sorgano dubbi o turbamento nella mente di alcuni della congregazione sarebbe sempre meglio usare una sorella con una sorella per ogni dimostrazione, e un fratello con un fratello. Così si eviterà di perdere tempo in discussioni che hanno poca importanza (SCB:SSA 25.11.85)

    L’AD. DI SERVIZIO DOVREBBE ESSERE INIZIATA DA UN PRESIDENTE? COME SI DOVREBBE CONCLUDERE?
    Il SP prepara il programma assegnando le varie parti. Di solito il fratello a cui sono assegnati gli annunci locali dà inizio con il cantico e introduce l’ad. di servizio, a meno che nelle istruzioni non sia indicato specificamente che un A. svolgerà quella determinata parte. Per quanto riguarda la conclusione dell’ad. col cantico e la preghiera, nelle congregazione dove vi sono diversi fratelli qualificati, può essere buono che uno diriga il cantico e un altro sia invitato a pronunciare la preghiera conclusiva (SCC:SSC 27.11.95)

    A CHI CONSEGNARE IL KM:
    Puoi vedere quanto viene detto nel Km 2.87 dove viene precisato a chi può essere data una copia di questa pubblicazione. Naturalmente chi è iscritto alla SMT rientra in questa categoria (SCD 4.4.91)

    Come è precisato nel Km 12.70 p 4, il Km dovrebbe essere dato ai procl. regolari e irregolari, a tutti i P. e a tutti gli altri che assistono con una certa regolarità alle ad. di servizio e forniscono l’indicazione di voler partecipare al ministero di campo, facendo un certo progresso in tal senso. Non se ne dovrebbe fare quindi una distribuzione generale. (SCA:SSF 22.12.81)

    ADUNANZE PER IL SERVIZIO DI CAMPO

    FIGLI CHE VANNO ALLE COMITIVE SENZA I GENITORI
    Ci chiedete come risolvere il problema presentato dai giovani che si presentano alle comitive, frequentate da pochi adulti per poterli accompagnare e aiutare. Ci chiedete se dovreste stabilire che i figli possono uscire solo con i genitori. In questi casi pensiamo sia necessario tenere in mente il comando di Cristo in Mt 19:14 che dice: "Lasciate stare i fanciullini ... poiché a tali appartiene il Regno dei cieli". Da questo si comprende che sarebbe sbagliato dire che i figli devono uscire solo con i genitori. Infatti, se i genitori non possono, per varie circostanze familiari, portare i figli in servizio con loro, i figli si scoraggerebbero e forse ciò accadrebbe anche ai genitori. Comunque questo non sign. che non dovremmo incoraggiare i genitori che possono farlo, ad uscire in servizio con i figli. Si può ragionare su Efe 6:4, mostrando come la cura diretta da parte dei genitori verso i figli è un incoraggiamento per questi ultimi che impareranno a confidare nei loro genitori per essere aiutati nei loro bisogni spir. Dobbiamo anche essere ragionevoli e capire genitori che hanno molti figli e non possono portarli tutti insieme nel servizio. Oppure le circostanze possono in altri modi non permettergli di essere presenti alle comitive, mentre i figli potrebbero parteciparvi. In questi casi non vorremmo scoraggiare né gli uni né gli altri, mandando a casa i figli non accompagnati dai genitori. Questo potrebbe causare un raffreddamento nella verità, sia ai figli che ai genitori. Come si può risolvere il problema allora? Dopo aver fatto il possibile per incoraggiare i genitori ad essere presenti alle comitive per accompagnare i figli, potrà accadere che vi siano ancora molti giovani e pochi adulti per accompagnarli in servizio. A questo punto si rende necessario che un adulto porti più di un fanciullo con lui. Forse un A. potrà accoppiarsi con uno di questi, formare un'altra coppia di fanciulli e uscire con tutti questi sullo stesso territorio. Entrambe le coppie lavoreranno vicine così che l'A. possa sorvegliare i 2 giovani che lavorano insieme, mentre egli svolge il servizio e addestra il giovane che è con lui. Nel caso che questi giovani non si possano accoppiare perché non sono in grado di fare servizio andando in 2 alle porte, l'A. dovrà portarne con sé più di uno, 2 o tre. Anche in questa circostanza l'A. dovrà essere gioioso nel suo servizio. Alle porte si potrà spiegare il motivo per cui si è andati in 4, dicendo che quei giovani stanno imparando a predicare la B.N. Ciò potrà servire come eccellente testimonianza alle persone che vedono questi fanciulli dedicarsi ad un'opera cristiana. Quindi si potrebbe fare tutto il possibile per aiutare i più giovani ad uscire in servizio e non mandarli a casa. Se poi nella congregazione ci sono adulti che potrebbero sostenere di più le comitive, si potrebbero incoraggiare facendo notare il problema che la congregazione ha per aiutare i fanciulli (SCC:SSB 22.1.81)

    Quando i giovanissimi si impegnano con noi nell’attività di campo è una cosa buona, ci fa molto piacere portarli con noi per addestrarli ulteriormente e per salvaguardarli da cattive vie mondane. Chiaramente quando questo si protrae nel tempo potrebbe essere fonte di scoraggiamento, dovendo uscire sempre con dei bambini in servizio di campo. Quindi sarebbe bene parlare ai genitori di questi ultimi, facendogli comprendere che la primaria responsabilità per l’addestramento dei figli spetta loro e non ai fratelli della congregazione Sarebbe bene che fossero i genitori a condurre i figli nel servizio di campo. Comunque come dice Om 99, 100 anche altri nella congregazione possono voler aiutare i giovani, ma chiaramente non deve essere un peso ma una gioia. Pertanto, se alcuni procl. non si sentono di condurre con loro dei bambini possono farlo presente in modo da prendere disposizioni di conseguenza (SCA:SSB 30.7.87)

    UN SM PUÒ CONDURRE L’AD. IN PRESENZA DI UN A.?
    Per quanto riguarda l’ad. per il servizio di campo, esaminando Om 44, 7677, troverete che viene indicato che CSL deve preoccuparsi sia di provvedere sufficiente territorio e anche di disporre, se egli non è presente, che un altro A. o SM diriga la comitiva. Pertanto se viene stabilito in anticipo che sia un SM a presiedere a questa ad. perché non è prevista la presenza di nessun A., se poi un A. arriva all’ultimo momento, perché dovrebbe sostituirlo? C’è qualche ragione per farlo? La cosa importante è che l’ad. sia ben preparata e sia veramente di utilità ed edificante per i presenti (SCC:SSC 27.11.95)

    SORELLE CHE CONDUCONO LE AD. PER IL SERVIZIO DI CAMPO:
    C’è stato qualche malinteso circa le sorelle che conducono le ad. per il servizio di campo quando non sono presenti fratelli dedicati e idonei per prendere la direttiva. In questi casi una sorella dedicata e idonea dovrebbe fungere da sostituto per tenere le ad. Si raccomanda che gli A. designino delle sorelle in grado di farlo quando ne sorge il bisogno. Dato che la sorella prenderebbe il posto di un fratello, dovrebbe portare un copricapo. Può seguire il modello delle sorelle che pronunciano discorsi di esercitazione nella SMT. Rimanendo seduta insieme al resto del gruppo, la sorella può avviare una conversazione di gruppo sulla scrittura del giorno, sul materiale indicato nel Km o su altri punti che hanno relazione con l’attività di campo di quel giorno. Se una sorella dedicata viene invitata a dire la preghiera, dovrebbe portare un copricapo (CO-DO 30.5.87)

    COLAZIONE AL BAR IN GRUPPO DOPO LA COMITIVA?
    Ci dite che si era presa l’abitudine, dopo aver tenuto l’ad. del servizio di campo, che i fratelli si recavano a fare colazione al bar, compresa la maggioranza degli A., creando a diversi procl. un problema, perché erano costretti a sottrarre tempo al servizio di campo, mentre aspettavano i loro compagni che finivano di far colazione. Cercando negli INDICI delle pubblicazioni disponibili all'esponente "Ministero di campo" alla voce "ad. per il servizio di campo', alla voce secondaria “durata", troverete indicate varie pubblicazioni, fra cui il Km 7.88 e 12. 88 e 5.86. Facendo un accurato studio di tale materiale troverete un filo conduttore che mette in evidenza che le ad. per il servizio di campo dovrebbero essere ben preparate e brevi non superando i 15 min., infatti l’obiettivo data l'urgenza dei tempi è quello di raggiungere quante più persone è possibile per trasmettergli la B.N. Quindi una volta terminata l'ad. e detta la preghiera, ci si dovrebbe recare immediatamente nel servizio di campo sfruttando al massimo il tempo programmato tenendo conto anche della necessità che i P. hanno di raggiungere certe mete e anche quelle di altri fratelli che desiderano impiegare appieno il tempo a ns. disposizione nel ministero di campo (20.3.95).

    ASILO

    MANDARE I FIGLI ALL'ASILO:
    In relazione al mandare i propri figli all'asilo, ti segnaliamo alcuni art. che affrontano direttamente o indirettamente il problema. G 8.2.79 p 68; W 1.5.79 p 24; W 1.2.83 p 30, 31; G 22.2.78 p 8; Famiglia 97102 Riguardo al concedere ad un genitore che manda i propri figli all'asilo dei privilegi di servizio, lasceremo la cosa al locale corpo degli A. che prenderà in considerazione non solo la mentalità locale o il comportamento responsabile dei genitori, ma pure il risultato di un certo tipo di addestramento impartito ai figli. (SCE 31.12.85)

    Ci chiedete un parere se mandare o meno vs. figlia all’asilo. Desideriamo innanzitutto dirvi che spetta ai genitori decidere cosa è meglio per il loro figli. (Efe 6:4) Non si può scritturalmente parlando delegare questo compito ad altri. Quindi la scrittura menzionata sopra mostra che sono i genitori ad occuparsi dei propri figli e nei momenti di assenza, decidere chi può assisterli e quali istruzioni impartire. Prima di prendere una decisione chiedetevi: Che tipo di istruzione riceverà ns. figlia frequentando l’asilo? Sarebbe addestrata nella falsa religione o a fare qualcosa che viola apertamente i principi biblici? I compagni dell’asilo potranno costituire una cattiva compagnia per lei? Per quanto riguarda mandare vs. figlia all’asilo per avere più tempo a disposizione per l’opera di predicazione, secondo 1Tm 3:5, prima bisogna provvedere ai componenti della propria casa. Quindi, se questo dovesse comportare una scelta, sarebbe meglio non fare i P. e interessarsi dei propri figli, anziché aiutare altri nella predicazione a discapito della propria famiglia. In conclusione la cosa da un punto di vista scritturale è molto seria. Qualora qualche aspetto della questione non vi fosse chiaro, vi invitiamo a rivolgervi agli A. della vs. congregazione Essendo sul posto sapranno meglio indicarvi quali possono essere i pericoli che una tale decisione comporterebbe. (SCA:SSI 25.11.86)

    Per quanto riguarda il mandare i propri figli all'asilo, è una questione personale. Naturalmente i genitori dovrebbero interessarsi che non vengano insegnati al bambino falsi insegnamenti, poiché in tal caso potrebbero anche loro essere soggetti alla disciplina della congregazione Quindi a meno che l'asilo non sia sotto la direttiva della Chiesa Cattolica, ma sia un asilo comunale o pubblico, lasciamo ai genitori la responsabilità della decisione.

    CONCEDERE PRIVILEGI A CHI MANDA I FIGLI ALL'ASILO:
    Ci chiedi se si può concedere il privilegio del servizio di P.A. a una sorella che porta i figli all'asilo. Crediamo che vorrai avere una risposta dalla fidata Parola di Dio. Innanzi tutto i figli sono un'eredità che Geova dà ai genitori affinché li curino e li coltivino onde divengano suoi adoratori e futuri strumenti per adempiere il suo proposito. I genitori hanno ricevuto da Dio il comando e il privilegio di allevare i figli in senso materiale, spir. e morale. (Deu 6:6, 7; Efe 6:4; 1Tm 5:8) Questo "ventennale lavoro di edificazione", per avere risultati desiderati, dev'essere fatto con perseveranza, giorno dopo giorno, da genitori timorati di Dio. Molte sorelle P. hanno la gioia e il sostegno di Geova portando con sé nel ministero di campo tutto il giorno i figli che non hanno ancora l'obbligo di andare a scuola. Geova li sta facendo crescere in modo eccellente. (1Co 3:3) Pur arruolandosi nelle file dei P. una sorella dev'essere un eccellente es. sotto tutti gli aspetti. Nessuno deve trovare motivo di critica perché un P. non sta camminando secondo i princìpi e le norme bibliche. Om 114 § 1 Bisogna prendere in considerazione pure i seguenti aspetti: da chi è gestito l'asilo? Cosa imparano lì i bambini? Che specie di compagnia frequentano? Quali risultati si ottengono dall'istruzione che i figli ricevono? (2Co 6:1418; Fil 4:8, 9; Pro 20:11) Dopo aver visto il problema alla luce delle summenzionate scritture, i genitori saranno aiutati a prendere la decisione consona al loro ruolo di genitori e P. (SPA:SSB 25.12.84).

    ASSEMBLEE

    REPARTO STAMPA E PUBBLICITÀ SUL GIORNALE:
    Non abbiamo nulla in contrario alla procedura al fine di ottenere pagine autogestite. Le istruzioni generali circa l’org. del congresso specificano, (p 23) che non è consentita la pubblicità a pagamento o l’ottenere pagine di un giornale in cambio dell’acquisto di un certo N. di copie del medesimo. Non riteniamo scorretto prevedere con i responsabili del giornale che, a motivo degli articoli, vi sarà un certo interesse da parte dei congressisti. Comunque il com. del congresso deve rimanere estraneo a qualsiasi forma di pubblicità o di coercizione nei confronti dei fratelli affinché comprino il tal giornale. Anche i rapporti con la redazione devono essere chiari onde non si creino spiacevoli malintesi. (EA 1.7.87).

    ASSOCIAZIONI NON RICONOSCIUTE

    NON SOSTITUISCE GLI A.:
    Precisiamo che l'associazione non sostituisce in alcun modo gli A. ai quali spettano le decisioni e le responsabilità connesse alle attività delle congregazione affidate alla loro cura. Le associazioni sono esclusivamente delle figure giuridiche usate per comodità nella gestione legale della Sala. Questo è il motivo per cui abbiamo suggerito nelle nuove istruzioni di limitare il num. dei soci (57 membri) e di evitare di coinvolgere tutti gli A. e i SM. Nessun componente dell'associazione, neppure il presidente, dovrebbe prendere autonomamente iniziative e decisioni, qualsiasi sia l'oggetto in discussione. Non desideriamo attribuire alle associazioni prerogative che spettano solo ai corpi degli A. che su ogni questione, di comune accordo, prendono decisioni ritenute più favorevoli. Se nell'attuare le decisioni gli A. devono stipulare contratti o firmare ricevute o fatture per acquisti, allora viene usata l'associazione e il codice fiscale. L'associazione è solo un mezzo di fronte a terzi per lavori, acquisti, contratti, fatture, ecc. ed i suoi membri non possono prendere decisioni senza che si siano espressi dovutamente e compiutamente tutti i corpi degli A. delle congregazione interessate. (ESC 8.6.91)

    Per quanto riguarda le associazioni, desideriamo precisare che non hanno alcuna autorità nella congregazione Se una congregazione desidera acquistare un immobile è libera di farlo e non ha bisogno per questo di consultare l'associazione per ottenere il suo benestare. Una volta effettuato l'acquisto, la congregazione informerà l'associazione, e gli farà pervenire la relativa fattura. L'associazione non dovrà fare nient'altro che prendere atto dell'avvenuto acquisto e non potrà in alcun modo opporsi, in quanto chi ha autorità in una questione del genere è la congregazione e non l'associazione. (SCA:SSH 15.3.85)

    QUANDO UN A. MEMBRO VIENE RIMOSSO:
    Quando un A. viene rimosso, sebbene possa essere membro o lo stesso presidente dell'associazione, i corpi degli A. devono interessarsi, subito dopo la rimozione, di rinnovare la compagine sociale dell'associazione, in armonia con lo statuto e le direttive teocratiche, senza aspettare l'iniziativa di altre persone. Prima della riunione dovreste far firmare agli A. rimossi delle lettere di dimissioni da conservare in archivio. (ESC 8.6.91)

    È SBAGLIATO DENOMINARLA “ASSOCIAZIONE STUDENTI BIBLICI”?:
    In riferimento alla domanda sulla vs. associazione non riconosciuta, vi informiamo che consigliamo solo alle nuove associazioni di denominarsi “Associazione dei Testimoni di Geova di ...”. Invece a quelle già esistenti con il nome “Ass. Studenti Biblici di ...” non consigliamo di modificare la denominazione, essendo ciò non necessario. (LS:LE 22.2.00).

    BARBA-BAFFI

    AFFIDARE INCARICHI A CHI PORTA LA BARBA:
    Le Scritture mettono in risalto che chi rappresenta Geova di casa in casa o dal podio dev'essere esemplare. (1Tm 2:9; 3:2; 1 Pie 3:3,4; 1Co 2:12; 10:31) Nella vs. comunità come è visto o considerato chi porta la barba? Anche se la maggioranza dei componenti della congregazione non si scandalizzerebbero, come è visto dalla comunità? Il portare la barba lo assocerebbe a qualche gruppo? È modesto? Perché vuole andare fuori del normale? Se nella comunità la maggioranza lo accettano o non sono disturbati da questa moda, ma se lo vedessero come insegnante dei testimoni di Geova, si scandalizzerebbero sapendo che essi si distinguono e sono separati dal mondo? Perché voler somigliare a questo mondo, che nella predicazione diciamo che sta per finire? Non dovremmo piuttosto apparire separati come popolo di Dio e distinguerci quando siamo fra quelli del mondo? A chi cerchiamo di piacere? Il favore di chi desideriamo. Per quanto riguarda l'abbigliamento e il ns. aspetto personale, perché non seguire l'es. di maturi fratelli e sorelle che sono nelle congregazione? (Fil 4:9; 2:15) Nella W 1.2.76 p 85 vi è l'esperienza di un giovane che si era fatto crescere la barba dalla giovinezza, siccome molti nella comunità la portavano, pensò che anch'egli poteva portarla come procl. e che in genere sarebbe stato accettato. Ma una donna inciampò scambiandolo per uno studente ribelle. Quindi, voi come A. dovrete valutare tutti gli aspetti e stabilire se questo procl. può essere accettato come P.A. o meno, e vi assumerete la vs. responsabilità davanti alla congregazione, alla comunità e a Dio. (SSH:SSI 12.7.82)

    Ci chiedi fino a che punto una persona che porta la barba può avere privilegi e incarichi nella congregazione Inoltre se può essere P.A. o P.R. Non è mai stata stabilita alcuna regola riguardo al portare o no la barba. Però dal momento che in certe località potrebbe dare l'impressione che chi la porta protesti o dimostri contro le norme accettate dalla società, può essere necessario che gli A. valutino se la persona potrebbe dare questa impressione e quindi creare turbamento dentro e fuori la congregazione Questa valutazione è una responsabilità degli A. locali. Non è il caso di stabilire una regola che valga per le congregazione di tutto il mondo, ma di valutare la cosa secondo le circostanze locali. Ad es. in certe località chi beve anche solo un po' di vino può essere considerato una persona non sobria. In quelle località gli A. potrebbero dare privilegi solo a fratelli che non bevono alcolici, e questo non perché si violi qualche principio biblico ma per la cattiva impressione che potrebbe dare sugli estranei e per non ostacolare l'opera. L'ap. Paolo divenne giudeo ai giudei e senza legge a quelli senza legge per guadagnarli. Era disposto per amore della B.N. ad adattarsi alla mentalità della popolazione locale anche se questo poteva sign. perdere certi diritti. Perciò gli A. che valutano se il portare la barba potrebbe gettare discredito sulla congregazione e la diffusione della B.N., sarebbero in diritto di non concedere privilegi a tali persone. Naturalmente la persona è libera di portare la barba, ma potrebbe così rinunciare a ricevere speciali privilegi nella congregazione Non esiste quindi una regola generale per tutte le congregazione La stessa cosa si applicherebbe ad un P.A. o P.R. che portasse la barba. Sono i locali A. a determinare se in coscienza e negli interessi del Regno in quella zona la persona è idonea o no per essere raccomandata come tale. (SCB:SSA 18.12.86)

    È vero che non possiamo stabilire delle regole in quanto a portare o non la barba, perché la Bibbia a tale proposito non ne parla. Però un cristiano dovrebbe lasciarsi guidare da una buona coscienza educata secondo i princìpi biblici. (Fil 4:5) W 1.1.83 p 24 § 12; W 73 p 492; W 1.5.82 p 18; G 8.10.79 p 27. Dovreste come A. parlare attentamente a chi porta la barba e scoprire quali sono i motivi o le ragioni che lo inducono a insistere in questo modo e nel dire che il suo progresso è legato o meno al taglio della barba. Chiedetegli: la porti solo perché non vuoi essere diverso dalle persone del mondo? Oppure la porti perché vuoi nascondere qualche deturpazione nel tuo viso? Non la tagli per orgoglio a non cedere e conformarti alle disposizioni della congregazione? Potete rivolgergli alcune domande simili affinché vi possano permettere di scoprire i motivi per cui è spinto a portare la barba. Certo la barba in sé non è un motivo per evitare che questa persona esca in servizio o sia battezzato. Ma voi come A. dovreste valutare a fondo il grado della sua spir. e vedere se ha capito la necessita di evitare che altri inciampino, manifestando amorevole cura per i fratelli. Se notate che mostra ancora tratti carnali, allora sarà il caso di attendere prima di farlo uscire in servizio e di dargli altri privilegi. Potete come A. offrirvi per accompagnare il fratello che conduce lo st. per dare assistenza spir. Vogliate evitare di creare turbamento nella congregazione e inoltre non permettete che nella congregazione entri uno spirito di indipendenza. È vero che come dice questa persona è un suo diritto portare la barba e difatti nessuno gli toglie questo diritto. Comunque non può nemmeno ostacolare voi come A. nell'assolvere i vs. doveri in qualità di pastori della congregazione (SCD:SSF 29.5.84)

    Non ci risulta che vi sia una legge specifica nelle Scritture Greche che vieti o comandi di portare la barba. Sotto la Legge mosaica era proibito tagliarsi l'estremità della barba. Ad 149 e l50 Questo argomento va dunque considerato nel campo dei principi, dei diritti e dei doveri che devono regolare la condotta del cristiano. Tanto per cominciare, Ro 14:7, 8 dice ai cristiani: "Nessuno di noi vive infatti solo per se stesso, e nessuno muore solo per se stesso; poiché se viviamo, viviamo per Geova, e se moriamo, moriamo per Geova". È dunque ovvio che un dedicato e battezzato appartiene a Geova. Ora, la principale opera che Geova fa compiere ai suoi servitori è quella indicata in Mt 28:19, 20, cioè dl fare "discepoli delle persone di tutte le nazioni". Un discepolo di Cristo che comprese bene la sua responsabilità di predicatore e insegnante fu l'apostolo Paolo, ottimo esempio da imitare. In 1Co 9:19-23 egli spiega come si rese schiavo di tutti per guadagnare la maggioranza delle persone alla verità. Evidentemente Paolo si conformava alle abitudini, alle usanze delle persone a cui predicava. In tal modo seguiva il principio enunciato da lui stesso in Fil 4:5: "La vs. ragionevolezza divenga nota a tutti gli uomini". La ragionevolezza è una qualità che include equilibrio morale e fisico. Il cristiano deve manifestare tale qualità per mostrare anzitutto la sua devozione a Geova e poi per "non mettere davanti al fratello pietra d'inciampo o causa per incespicare". (Ro 14:13) E l'apostolo Paolo giunge al punto di dire che "se il cibo fa inciampare il mio fratello, non mangerò più carne per non far inciampare il mio fratello". - 1Co 8:13. Da quanto detto sopra si possono delineare già i limiti della condotta cristiana da tenere tra i fratelli e le persone fra le quali viviamo. Escludendo naturalmente le tradizioni religiose e altre pratiche mondane apertamente condannate dalla Bibbia, quali sono le comuni usanze della gente? In Italia è usanza comune portare la barba, oppure è solo una minoranza che la porta? Risulta forse che vi sia stato qualcuno che abbia inciampato perché un cristiano è andato alla sua porta a predicargli il Regno e non aveva la barba? Oppure si è verificato il contrario, come è riportato su W 1.2.76, p 85, § 9? È del tutto ragionevole che la nostra organizzazione, pur non stabilendo nessuna regola sulla moda, cerchi di evitare qualsiasi cosa che possa fare inciampare le persone deviando la loro attenzione dall'importanza del messaggio del Regno. La suddetta rivista, al § 10 ragiona: "Talora, per non essere d'inciampo a qualcuno, dobbiamo sacrificare la nostra convenienza in maggiore o minor misura, secondo il bisogno". Quindi, per evitare che si trovi da ridire sul nostro ministero (2Co. 6:3, 4), gli Anziani e i Servitori di Ministero non portano la barba. I proclamatori osservano il loro buon esempio e li imitano. Ma se qualcuno, nonostante questo ragionamento, vuole portare la barba, faccia pure come crede. Si terrà conto del suo spirito indipendente, e se avesse dei privilegi di servizio metterà in dubbio i suoi requisiti di servitore esemplare. In quanto a una persona che porta la barba e vuole battezzarsi, non sarà la barba stessa a impedirle di essere battezzata, ma gli Anziani dovranno valutare la sua spiritualità e vedere se ha capito l'importanza di fare discepoli e di evitare di essere causa di inciampo. (7.11.83)

    NOMINATO CHE PORTA I BAFFI:
    Come cristiani riconosciamo che non viviamo sotto un codice talmudico e che in molti campi come quello dell'acconciatura o dell'abbigliamento possiamo spesso sentirci liberi di esprimere le nostre preferenze personali. Certo, chi serve in un incarico di responsabilità nella congregazione vorrà prestare particolare attenzione all'effetto che le sue scelte producono sugli altri essendo visto generalmente come un esempio da imitare. (Ro 14:7,8) G 8.10.79 p 27, 28. Riteniamo che in linea di massima sia una tua scelta se continuare a portare o meno i baffi, e che in generale non dovrebbe essere il caso di farne una questione. Tuttavia se ti rendessi conto che nella tua congregazione o nella tua circoscrizione la cosa potrebbe essere vista con una certa riserva da parte di molti, dovresti con flessibilità e ragionevolezza prenderne atto e fare le tue personali valutazioni sulla cosa. (SCB:SSB 28.12.89).

    BATTESIMO

    IN ETÀ AVANZATA:
    Riguardo al battesimo di una donna interessata di 92 anni, potrete trovare in Om 83 e 174, i requisiti che devono essere soddisfatti da coloro che intendono simboleggiare la loro dedicazione a Geova. Potrete notare che è richiesto che i candidati al battesimo siano procl. di congregazione e siano quindi già impegnati nell'opera di predicazione e assistano regolarmente alle ad. Una volta soddisfatte queste 2 esigenze, e naturalmente, tutte le altre, si può permettere alla persona interessata di simboleggiare la sua dedicazione col battesimo. Vi possono però essere delle eccezioni. Non tanto per quanto riguarda l'applicazione delle norme teocratiche nella propria vita, ma per quanto riguarda la partecipazione al servizio di campo e alle ad. A volte vi possono essere delle persone interessate di età molto avanzata o malate che sono praticamente impossibilitate a partecipare alle ad. o al servizio di campo o vi partecipano molto sporadicamente. Naturalmente queste persone hanno bisogno di essere aiutate e il locale corpo degli A. ha la responsabilità di predisporre quanto è necessario affinché nei limiti del possibile queste persone possano essere accompagnate alle ad. e possibilmente anche nel servizio di campo. Se la persona incontra difficoltà ad andare di casa in casa potrebbe essere incoraggiata a farlo per corrispondenza, se è possibile. Quindi nel caso della persona interessata di 92 anni di cui parlate, dovreste vedere se questa persona soddisfa le esigenze riportate in Om. Se le soddisfa non vediamo che esista alcun impedimento a che sia battezzata. Ci dite comunque che a causa dell’età avanzata non riesce a partecipare alle ad. se non alcune volte e non può assolutamente partecipare al servizio di campo. Si dovrà ora stabilire se la mancata partecipazione alle ad. e al servizio di campo è giustificabile ai fini del battesimo. In altre parole, le sue condizioni di salute sono così precarie che non le è proprio possibile parteciparvi? Potrebbe essere presente alle ad. se si dispone che qualcuno la vada a prendere ogni volta? E per quanto riguarda il servizio di campo potrebbe parteciparvi forse andando a fare di tanto in tanto qualche visita con qualche sorella o assistendo a qualche st. e forse dando testimonianza per corrispondenza? Sta a voi ora determinare se la persona interessata è qualificata per il battesimo. Naturalmente, è necessario assicurarsi che tutte le altre esigenze siano soddisfatte, e per quanto riguarda le ad. e il servizio di campo, se fosse possibile si potrebbe aiutare un po' di più affinché vi partecipi abbastanza regolarmente e così possa soddisfare queste altre 2 esigenze. Ma se le sue condizioni di salute sono veramente precarie e risultasse che non è in grado di assistere alle ad. e partecipare al servizio di campo, le si potrebbe anche concedere la possibilità di battezzarsi, sotto la sua responsabilità, visto che soddisfa tutte le altre esigenze. (SCA:SSC 13.7.83)

    Ci chiedete cosa potete richiedere da una persona che sta per battezzarsi ed ha 87 anni e vive distante dalla Sala. Sappiamo che Geova non richiede l'impossibile. Per quanto riguarda la frequenza alle ad. come requisito per essere battezzata, Om 98 tratta questo aspetto. Chiedetevi: Le circostanze e le limitazioni fisiche di questa persona gli rendono assolutamente impossibile assistere anche a qualche ad.? Vi è proprio impossibilitata? Cercate di prestarle l'aiuto che potete per assistere alle ad. e poi prendete la vs. decisione se ha o no i requisiti citati nel libro Om. La persona è in grado di parlare o esprimersi anche se limitatamente? Se la risposta è sì, pensiamo che durante il corso di un mese avrà opportunità di avere contatti con quelli che la visitano, parenti, o per telefono, ecc. e potrebbe essere incoraggiata a servirsi di queste opportunità per dare testimonianza. Inoltre si potrebbe incoraggiare a tenere a sua disposizione alcune riviste e pubblicazioni ben in vista in casa sua in modo che chi vi entra possa vederle e dare così testimonianza entro i limiti delle sue possibilità. Crediamo che in questo modo un poco di servizio possa farlo. È in grado di scrivere? Se sì, allora potreste fornirle i nomi e gli indirizzi ai quali scrivere per dare testimonianza. Crediamo che in un mese anche se limitatamente possa dare testimonianza dimostrando che desidera essere testimone di Geova (SCB:SSA 16.5.84)

    BATTEZZARE PERSONA CON PROBLEMI PSICHIATRICI:
    L'interessata di cui ci parli è iscritta alla SMT, predica già occasionalmente e desidera divenire procl. e battezzarsi. Dici che soddisfa i requisiti, ma il solo problema è che da ragazzina fu ricoverata in reparti psichiatrici. Ora è guarita anche se non è eccellente nell'afferrare le cose. Se mentalmente riesce a distinguere il bene e il male discretamente, il fatto che sia un po' limitata non sign. che non possa essere battezzata. Naturalmente voi siete sul posto e dovrete valutare interamente la situazione, ma da come ce l'hai presentata non vediamo che ci siano ragioni per non accettarla.  Km 5.81 p 4 (SSH:SSI 14.9.82)

    La persona di cui ci parli soffre di una malattia mentale, ha dei vuoti mentali ed ha difficoltà nel comprendere le domande che si fanno a battezzandi. Il battesimo è un'esigenza cristiana, quindi anche le persone che hanno le difficoltà menzionate dovrebbero battezzarsi. Le domande aiutano a capire se la persona si è dedicata a Dio ed è idonea per il battesimo. Noi consigliamo di fare tutte le domande impiegando tutto il tempo necessario, non importa quanto ne servirà. Essa deve avere la conoscenza fondamentale per dedicarsi a Geova e le domande lo potranno dimostrare. Essendo la cosa molto seria non è necessario affrettarsi in un breve periodo di tempo, anche se non potrà battezzarsi alla prossima assemblea. L'importante è che risponda alle domande e che abbia una fondamentale conoscenza che gli permetta di fare una dedicazione a Geova. È necessario mostrare molto amore e pazienza e usare tutta la ns. arte d'insegnare per essere certi che non rimangano nella persona credenze della falsa religione e per accertarsi che la sua condotta sia accettevole a Dio. (SCC:SSF 15.8.80)

    Comprendiamo che la persone che vorrebbe battezzarsi è un minorato psichico e quindi non in condizioni di intendere e volere completamente, anzi sembra che non riesca ad afferrare effettivamente il ragionamento logico che gli permetterebbe di prendere decisioni individuali. Se effettivamente le cose stanno così pensiamo che non sia in condizioni di potersi battezzare. La persona, non riuscendo a comprendere che cosa fa, non vediamo come si possa dire che si dedica a Geova. Tuttavia è una decisione che dovete prendere voi come A. valutando se egli è in condizione di intendere ciò che significa dedicarsi a Geova. Con questo noi non vogliamo fare nessun giudizio su come Geova giudicherà le persone che sono minorate psichiche. Tuttavia, per battezzarsi una persona deve essere consapevole di ciò che fa e aver apportato i dovuti cambiamenti alla sua vita per essere in condizioni di potersi battezzare (SCA:SSC 1.7.77)

    Sì, si potrebbe accettare per il battesimo un calciatore professionista sempre che egli soddisfi tutti i requisiti richiesti da coloro che si presentano per il battesimo. Naturalmente sarebbe utile trattare con lui articoli appropriati per aiutarlo a comprendere bene i principi che riguardano la competizione e la violenza. (SCB:SSB 12.4.90)

    FARE DOMANDE DEL BATTESIMO TROVANDOSI SOLI CON GIOVANE PROCLAMATRICE:
    Om 174 dice che alcuni A. considerano con la persona le domande e le risposte. Sono pertanto gli A. che dispongono che, in tempi diversi, venga trattato il materiale stabilito con ciascun candidato singolarmente. Nella maggioranza dei casi far questo non dovrebbe costituire nessun problema. Gli A. comunque terranno sempre in considerazione le circostanze particolari, usando buon senso, discrezione ed equilibrio. Terranno conto dei precedenti, delle capacità e di altre circostanze di ciascun candidato al battesimo. Saranno desti a non trascurare nessun fattore onde evitare situazioni imbarazzanti che possono dare adito a inutili malintesi. È compito del corpo degli A. accertarsi che tale occasione non costituisca in alcun modo causa di problemi. (SCD:SSD 11.10.91)

    DOMANDE FATTE ANCHE DA SM :
    Come dice Om, dovrebbero essere gli A. a considerare le domande e le risposte con i battezzandi. Che dire quando vi è un unico A.? In questo caso sarà il com. di servizio, anche se composto da alcuni SM , a ripartirsi le 3 sessioni. È bene che poi si consultino per vedere le decisioni più appropriate (SCA;SSB 7.10.87)

    Quando il num. degli A. è insufficiente per formare un com. di servizio, possono essere utilizzati SM perché fungano da sostituti. I SM che fungono da sostituti A. hanno a cuore gli interessi della congregazione e fungeranno in tutto e per tutto come se fossero A. nominati. Discuteranno insieme qualsiasi cosa riguardi il benessere della congregazione e la sua direttiva. Provvederanno a considerare le domande preliminari con coloro che hanno fatto richiesta di battezzarsi. (SCD:SSD 28.5.92)

    BATTESIMO INVALIDATO:
    Crediamo che non sia opportuno che la congregazione si preoccupi di invalidare il battesimo di una persona disassociata. Se tale persona, una volta riassociata, riterrà di non avere una buona coscienza dinanzi a Geova, e riterrà che il proprio battesimo compito 7 anni fa non fosse mai stato preceduto da una sincera dedicazione, potrà sempre decidere di presentarsi per un nuovo battesimo. Ma rimarrà una questione personale. Notiamo che il problema non l'ha presentato la persona disassociata, ma il padre, inducendo voi A. a chiedervi se la dedicazione della figlia fosse valida o no. Crediamo sia saggio lasciare alla persona che ne è direttamente interessata il carico del problema e la valutazione. Per la congregazione ella si è battezzata 7 anni fa e da allora ha continuato a presentarsi come testimone di Geova. In questi 7 anni si è trovata di fronte ad almeno 3 comitato giudiziario in tempi diversi. Perché solo ora porci il problema della sua dedicazione? Perché non ha esposto le proprie perplessità al tempo del primo com.? Sarebbe stato allora più facile e più opportuno prendere in esame la sua posizione quando si presentò per il battesimo. Per la congregazione ella rimane pertanto nella condizione di una persona disassociata. Deve essere disposta ad assumersi le sue responsabilità dinanzi a Geova. Dovrà preoccuparsi di riacquistare una posizione favorevole "di fronte a molti testimoni". (1Tm 6:2) Così dimostrerà di rendersi conto degli errori commessi e di possedere la "tristezza secondo Dio" e "correzione del torto". (2Co 7:10, 11) L'esortazione accorata che le deve essere rivolta è quella di Gesù in Gv 5:14: "Non peccare più, affinché non ti accada qualcosa di peggio". (SCD:SSD 16.10.91)

    Risulta che prima, durante e dopo il loro battesimo, tali persone vivevano insieme come marito e moglie pur non essendo legalmente sposati. Per oltre 3 anni dopo il battesimo hanno vissuto in questa situazione. Stando così le cose pensiamo che il loro battesimo non sia da considerare valido perché fatto mentre si trovavano in uno stato di impurità. (1 Pie 3:21) Dovreste perciò radunarvi con loro ed esaminare la loro posizione. Se risulta che la situazione è tale, allora farete bene a comunicare loro che il battesimo fatto viene invalidato e che pertanto non sono da considerarsi più testimone di Geova. - W 1.2.59 p 90. Naturalmente come conseguenza di questo fatto non sarebbe appropriato accettare il loro rapporto di servizio né che siano iscritti alla SMT. Visto che non si sono comportati correttamente nei riguardi della congregazione pensiamo che sia il caso di attendere un po' prima di accettare il loro rapporto e la loro iscrizione alla SMT. Spetterà a voi determinare quanto tempo è buono che passi. Quando sarete convinti del loro pentimento, allora potrete decidere di accettarli nuovamente in seno alla congregazione sia accettando il rapporto di servizio che il battesimo. (SCA:SSE 23.6.84)

    Se queste persone che hanno tenuto questi idoli in casa per tutti questi anni li avevano anche quando si sono battezzati, senza aver fatto pulizia religiosamente parlando, allora è da considerare se il loro battesimo, al tempo in cui si battezzarono, è valido o meno. Infatti se vivevano in uno stato di idolatria quando si presentarono per il battesimo, vuol dire che non avevano fatto la dedicazione a Geova. Il loro battesimo non avrebbe alcun sign. Si dovrebbe perciò esaminare questo punto di vista per vedere se il battesimo è da annullare o no. Se il battesimo non è da annullare, allora c’è da far capire in modo energico la necessita di fare pulizia assoluta di queste cose per evitare di dover apparire davanti ad un comitato giudiziario con il rischio di essere disassociati. (SCC:SSB 9.8.82)

    Ci parlate di una sorella battezzata che è donna di pulizie nella Caserma della Polizia Stradale. Anche se si parla di smilitarizzazione della Polizia, al momento (1980) la Polizia è un corpo militarizzato. Pertanto, col lavoro che sta svolgendo, la sorella sta violando la propria neutralità cristiana. Se la sorella, che è battezzata da 8 anni, è stata battezzata mentre svolgeva già tale attività, il suo battesimo è da considerarsi nullo in quanto ella non ha potuto fare una dedicazione accettevole non vivendo al momento del battesimo in armonia con i principi biblici. Comunque, sia che la sorella abbia lavorato lì al momento del battesimo o che abbia iniziato a lavorare lì di recente, la sua posizione deve essere esaminata da un com. (SCB:SSD 3.9.80)

    BATTEZZATI CHE NON HANNO CAPITO BENE IL SIGNIFICATO DELLA LORO DEDICAZIONE:
    Ci chiedi come considerare fratelli battezzati che al momento del battesimo non avevano compreso bene il sign. della dedicazione e forse non si erano rivolti a Geova in preghiera, dedicando se stessi al Creatore. Dato che al momento del battesimo essi si sono presentati alla congregazione e alla comunità come procl. dedicati e battezzati, noi li consideriamo come tali. Se naturalmente essi ritengono di non essersi veramente dedicati a Geova prima del battesimo, possono farlo ora rivolgendosi a Geova in preghiera. In tal caso non è necessario che si battezzino nuovamente a meno che siano disturbati in coscienza. Se si sentono turbati potrebbero chiedere di essere nuovamente battezzati. Comunque tutto questo è da considerarsi un problema di natura strettamente personale. Noi non andiamo ad indagare nella vita dei ns. conservi. Se essi si sono battezzati riteniamo si siano anche dedicati. Se essi ritengono di non aver dedicato la loro vita a Geova e sono disturbati, si dedichino e si battezzino nuovamente, sebbene ciò non sia richiesto dalla congregazione È una questione strettamente personale. (SCA:SSC 19.1.84).

    BATTEZZARE CHI SI MASTURBA:
    La dedicazione a Dio è una decisione fra l'individuo e Geova. Quando una persona desidera dimostrare pubblicamente la propria dedicazione a Dio per mezzo del battesimo, allora gli A. potranno accertarsi che la persona abbia un ragionevole intendimento dei basilari insegnamenti biblici e che sia idonea sotto altri aspetti per essere accettata nella congregazione come persona pienamente dedicata a Geova. (Om 174 § 2) Se la condizione di chi desidera battezzarsi non è in violazione a nessuna legge di Dio, ma vari fattori potrebbero consigliare di attendere ulteriore tempo prima di far fare l'importante passo, allora gli A. vorranno ragionare con la persona offrendo l'assistenza necessaria. Questo può dirsi nel caso dei giovani da voi menzionati. Dopo averli assistiti lascerete a loro la responsabilità di stabilire se battezzarsi o no. Indipendentemente dalla loro decisione voi continuerete ad assisterli per aiutarli a vincere la loro personale battaglia contro la masturbazione. Ovviamente, nel caso dovessero decidere di battezzarsi, quali A. dovreste valutare attentamente la loro posizione di fronte alla congregazione prima di prendere in considerazione se assegnare loro speciali privilegi di servizio. Oltre a ciò vorrete tenere presente la vs. personale coscienza quale corpo di A. (SCD:SSE 12.2.87).

    CASSA INTEGRAZIONE

    È APPROPRIATO USUFRUIRNE:
    La cassa integrazione è un provvedimento di Cesare ed una parte d'essa deriva dal denaro già pagato dal dipendente mentre lavorava. Quindi è una decisione personale accettarla o no. Il cristiano desidera provvedere con il proprio lavoro alle necessità della sua famiglia, quindi vorrà, se possibile, trovare un'occupazione. Quando naturalmente l’avrà trovata, non sarebbe più idoneo per ricevere la cassa integrazione. Al cristiano preme anche l'avere una buona reputazione e di non fare inciampare nessuno, e quindi non vorrà dare l'impressione di approfittare della situazione per non lavorare. Ma accettando di essere pagato dalla cassa integrazione, non perde i suoi requisiti di SM a meno che non vi siano altre cose che gli facessero perdere tali requisiti (SCB:SSA 20.9.83)

    La W 15.9.83 p 8 non parla di ciò che ha stabilito l’autorità italiana per quei lavoratori che sono posti in cassa integrazione. Il pensiero è: "Per es. in certi pesi (non indica l'Italia) quando uno perde il lavoro può ricevere un’indennità di disoccupazione ..." Quanto detto dalla rivista si applica a persone disoccupate, che hanno perso il lavoro. In certi paesi come l'America, questi disoccupati ricevono tale assistenza. Così il cristiano non potrebbe abusare di tale assistenza ma potrebbe senz'altro usufruirne. Lasciamo che sia una personale decisione del cristiano. Certo il fratello vorrà prodigarsi per trovare un lavoro onde soddisfare le necessità della famiglia.  Efe 4:28 (SCD:SSF 20.2.84)

    LAVORARE FINCHÉ ARRIVANO I SUSSIDI:
    In quanto a lavorare, mentre si è in cassa integrazione, fino a quando i sussidi non comincino ad arrivare è una questione personale. Certo se non ha di che nutrire la sua famiglia, come le Scritture esigono che faccia (1Tm 5:8), e questo perché non gli vengono dati i sussidi che gli spettano per legge, non potrà semplicemente ignorare il problema facendo soffrire la sua famiglia, ma sta a lui decidere il modo in cui affronterà il problema (SCB:SSA 20.9.83)

    FARE ALTRI LAVORI:
    Rispondiamo alla domanda in merito ai fratelli che si trovano in cassa integrazione ma dicono di non riuscire ad andare avanti nel provvedere il necessario alla famiglia con quello che gli danno. È male fare qualche lavoretto per soddisfare tale necessità? Il cristiano vorrà fare tutto il possibile per evitare di violare la legge di Cesare in merito ai lavoratori in cassa integrazione. Vorrà prendere ogni precauzione affinché ciò che gli danno possa bastare per sé e la sua famiglia fino alla fine del mese. Ad es. se pensa di fare degli acquisti a rate o cambiali vorrà fare molta attenzione a ciò che acquista. Dovrebbe esaminare se l'acquisto deciso è realmente indispensabile. Dovrà anche rendersi conto che ogni mese deve poi togliere quel denaro dalla sua paga, aggiungendo gli interessi che mettono in questo tipo di vendita. Ancora potrebbe esaminare come eliminare cibi costosi e anche superflui, consumando cibi a basso costo e altre cose che gli permettano di arrivare alla fine del mese. Certo con questa lettera non si vuole sindacare l'operato dei fratelli. È una questione personale e il fratello vorrà fare molta attenzione al riguardo. Sono considerazioni che si possono usare come riferimento e basta. Lasciamo ad ogni fratello che si assuma la sua responsabilità davanti a Cesare e a Geova. Dal canto ns. faremo ogni sforzo per incoraggiare i fratelli ad ubbidire alle leggi affinché si sia in armonia con Cesare e Geova. Naturalmente se la decisione del fratello dovesse turbare la congregazione, allora gli A. vorranno considerare la cosa con il fratello alla luce dei requisiti per coloro che hanno privilegi di servizio in seno alla congregazione (SCC:SSB 31.12.82)

    Se un cristiano si trova in cassa integrazione è evidente che non sarebbe appropriato lavorare per un’altra persona per percepire un secondo stipendio. Infatti questo è ritenuto illegale. Però se la persona che si trova in cassa integrazione è in dubbio è bene che si rivolga agli uffici competenti ed esponga loro il suo problema. Se essi ritengono che egli sia libero di lavorare anche per altri nonostante si trovi in cassa integrazione allora può farlo. Quando si è in dubbio, la cosa migliore è quella di rivolgersi sempre agli uffici competenti esponendo il caso per rendersi conto della condotta giusta dal punto di vista legale. Si dovrebbe far questo per mantenere una buona coscienza verso Geova e Cesare (SCA:SSA 10.3.76)

    ESSERE RACCOMANDATI QUANDO SI È DA ALCUNI ANNI IN CASSA INTEGRAZIONE:
    Ci chiedi se un fratello posto in cassa integrazione da alcuni anni potrà mai essere raccomandato SM. Non vediamo la ragione per cui non possa esserlo. Quando uno è posto in cassa integrazione non è una sua libera scelta ma è stato posto dalle autorità e dalla ditta dove lavora. Il fratello non è perciò un disoccupato ma è sempre un dipendente di quella ditta assunto a tutti gli effetti solo posto sotto cassa integrazione. Noi siamo certi che un fratello se venisse chiamato di nuovo a riprendere la sua attività, sarebbe ben lieto di andare a lavorare. Certo per essere un SM più che esaminare solo questo aspetto, devono essere esaminati i vari requisiti esposti nella Bibbia. Comunque solo perché posti in cassa integrazione non è un motivo per non assolvere le responsabilità della congregazione come nominato con coscienza pura (SCD:SSF 20.2.84)

    STARE IN CASSA INTEGRAZIONE PRESSO UNA DITTA CONTRARIA A ISAIA 2:4
    Per quanto riguarda l’usufruire o meno della cassa integrazione, la cosa ha stretta relazione con il lavoro stesso. Se si stabilisce infatti che esso è in contrasto con il principio biblico di Isa 2:4, ciò influisce anche sul percepire o meno della cassa integrazione. La cassa integrazione mantiene infatti aperto il rapporto di lavoro a differenza della pensione che è considerata una cessazione del lavoro svolto (SCD 5.8.91)

    COLLETTE

    FARE UN DONO INSIEME E DIVIDERE LE SPESE:
    Riguardo alle collette, vi invitiamo a consultare il Km 8.80 p 4. Naturalmente quanto viene esposto riguarda le attività entro l'ambito della congregazione Personalmente i singoli fratelli decideranno come offrire un dono in comune o contribuire insieme per un unico scopo. Non è bene stabilire delle regole al riguardo. Se alcuni fratelli decidono di comune accordo di fare un acquisto o dividerne le spese, è una loro questione personale. Per conoscere i princìpi scritturali da tener conto quando si desidera fare un dono, o si riceve un dono, potete consultare gli Indici sotto gli esponenti "DONO e CONTRIBUZIONI". Troverete molte informazioni utili per capire quale deve essere il giusto atteggiamento cristiano. Se comunque una questione dovesse assumere notevoli dimensioni, implicando molte persone e non riguardano più solo alcuni fratelli, gli A. possono sentirsi liberi di dare consigli e suggerimenti  Gal 6:1 (SCD:SSD 3.5.93)

    Siamo lieti di rispondere alla tua lettera nella quale ci chiedi se è corretto che un fratello si metta d'accordo con altri fratelli per fare congiuntamente un regalo a una coppia che si sposa. Tale modo di procedere non è corretto perché in effetti sta promuovendo una colletta. Ciò non è in armonia alla direttiva teocratica. Km 8.80 p 4 Una colletta è sempre una colletta, sia che venga promossa per dare aiuto a chi è nel bisogno o per fare un regalo (SCC:SSC 27.5.87)

    Riguardo al suddividere in parti uguali la quota da versare per fare un regalo a un componente della congregazione, crediamo sia un attitudine scorretta, in quanto tali componenti della componenti della congregazione si rendono in effetti promotori o partecipi di una vera e propria colletta. Il Km 8.80 p 4 indica con chiarezza la differenza esistente tra la situazione menzionata in 1Co 16:1, 2 e una circostanza come quella sopra indicata. L'op. "Scuola", p 25 prende in esame una situazione interamente diversa, in cui non è un gruppo di cristiani ad essere implicato, ma delle persone incredule. In questo caso il singolo Testimone decide se desidera a livello personale versare o meno un contributo per il collega di lavoro o compagno di scuola. In altre parole egli non ha voce in capitolo per entrare nel merito del metodo che viene seguito per raccogliere il denaro ma a livello personale decide come comportarsi se desidera fare qualcosa per la persona per cui si raccoglie il denaro. La situazione è quindi diversa nell'ambito della congregazione in cui si comprende bene come agire nello spirito del consiglio di Mt 6:3, 4 (6.7.90)

    Ci informate che diversi fratelli hanno partecipato ad un unico regale per l’anniversario di un matrimonio. Il Km 8.80 p 4 risponde alla domanda: “Si possono fare collette?” Naturalmente quanto è esposto riguarda le attività compiute nell’ambito della congregazione Personalmente i singoli fratelli decideranno come org. i loro intrattenimenti o fare i loro doni, anche se farebbero bene a non trascurare gli stessi principi scritturali che vengono seguiti nella congregazione Non desideriamo comunque stabilire regole al riguardo. Per allargare il punto e avere maggiori informazioni da offrire ai fratelli sui principi da tenere in considerazione quando si fanno regali, potreste consultare gli INDICI agli esponenti “doni, dare, generosità”. Il grande num. di fratelli coinvolti nella questione ha senz’altro giustificato il vs. intervento. Una volta che questi sono stati aiutati a capire i principi scritturali implicati, lasciate che si assumano le responsabilità delle loro decisioni. Non è il caso di insistere. Probabilmente, con i fratelli che ricoprono privilegi di servizio o compiti di responsabilità nella congregazione si potrebbe rammentare la necessità di dare sempre un buon es., che si manifesti sempre l’intenzione di tener conto prima di tutto delle norme di Dio, più degli usi o delle abitudini locali, o di ciò che potrebbe risultare economicamente o materialmente più vantaggioso. Ciò che non si dovrebbe tollerare è che iniziative del genere siano promosse nella Sala del Regno o coinvolgano direttamente la congregazione (SSD 23.12.94)

    PER ASSISTERE FRATELLI BISOGNOSI:
    Il principio scritturale da applicare è quello di 2Co 9:7. Questo ci insegna che se un cristiano desidera contribuire per assistere un suo conservo, è libero di farlo. Non sarebbe però appropriato se vi fosse costretto da una colletta fatta da qualcun altro. Il sistema delle collette non pare sia una pratica cristiana e per questo motivo essa non viene praticata nell'org. Ognuno è bene che prenda la sua propria decisione senza costringere altri a contribuire se non desiderano o non hanno la possibilità di farlo. Generalmente quando un fratello si trova nel bisogno, è risaputo nella congregazione e quindi ognuno ha la responsabilità di assisterlo se lo desidera. Lo può fare spontaneamente e nella misura che ritiene più opportuno senza alcuna sollecitazione da parte di altri. Naturalmente gli A. della congregazione potrebbero pensare di contribuire come congregazione Forse nella cassa della congregazione vi è del denaro che potrebbero pensare di offrire almeno in parte per assistere un fratello veramente bisognoso. In tal caso presenteranno una risoluzione alla congregazione Crediamo sia pertanto bene parlare alle sorelle che di tanto in tanto promuovono collette di denaro per aiutarle a capire la necessità di conformarsi all'es. lasciatoci dalla prima congregazione cristiana. Crediamo che parlando loro con tatto si aiuteranno a conformarsi alle norme teocratiche dell'org. di Geova (SCB:SSB 26.9.74)
    ¬
    I fratelli dell’ex Iugoslavia vengono assistiti dall’org., a seconda del bisogno e in modo teocratico. Non è il caso di promuovere privatamente collette o raccolte di denaro o altro materiale; non si dovrebbero sostenere iniziative del genere. Km 8.80 p 4 Se l’amore e la considerazione fraterna inducono alla generosità, il rispetto per l’ordine teocratico e la fiducia nell’org. dovrebbero indurre i fratelli a seguire ubbidientemente la direttiva impartita. Se desiderano partecipare in misura maggiore ai soccorsi a favore dei fratelli nel bisogno, possono avvalersi dei fondi appositamente costituiti per questo scopo (SCD:SSD 29.8.95).

    COMITATO DI SERVIZIO

    CHI IMPIEGARE COME SM E POSSIBILITÀ DI CAMBIARLI:
    È sempre bene includere nel com. di servizio, quando non vi sono 3 A., i migliori e capaci SM. È logico che si dovranno scegliere coloro che avranno maggiore probabilità di essere raccomandati A. entro breve tempo. Inoltre questi SM dovrebbero essere uomini fidati che sappiano mantenere le cose di carattere confidenziale. Comunque se sorgono circostanze tali da rendere consigliabile sostituire i SM che compongono parte del com., l'A. o gli A. possono valutare la cosa nel corso della visita del CO e prendere le dovute risoluzioni. Non vi è nulla di sbagliato in questa procedura anche se il motivo è di aiutare altri SM per una eventuale divisione della congregazione (SCD:SSF 5.7.84)

    COME VENGONO UTILIZZATI I SM :
    I SM che fanno parte del com. di servizio dovranno essere presenti all'ad. col CO. Se nella congregazione vi è un solo A. è appropriato che faccia essere presenti gli altri 2 componenti del com. di servizio, sebbene SM, all'ad. degli A. Quando la Società invia lettere che non trattano questioni giudiziarie, sarebbe bene che i SM del com. di servizio le leggano anche loro. Ma anche quando queste lettere trattano questioni giudiziarie, è l'A. a determinare se è bene che gli altri componenti del com. di servizio conoscono queste informazioni o no. (SCA:SSC 25.1.84)

    Ci domandi quali siano i tuoi compiti in qualità di membro del com. di servizio. Essendo un SM non potrai firmare i moduli S2 per la raccomandazione o rimozione di SM o A. in occasione della visita del CO. Però è di competenza di tutti i membri del com. di servizio, sia A. o SM occuparsi di qualsiasi aspetto del servizio, compreso firmare le domande per P.R. o P.A. (SCB:SSA 8.1.87)

    Quando il num. degli A. è insufficiente per formare un com. di servizio, possono essere utilizzati SM perché fungano da sostituti. Naturalmente non potranno raccomandare nomine o rimozioni di A. o SM e non potranno trattare questioni di natura giudiziaria. Comunque, i SM che fungono da sostituti A. hanno a cuore gli interessi della congregazione e, a esclusione delle questioni citate, fungeranno in tutto e per tutto come se fossero A. nominati. Discuteranno insieme qualsiasi cosa riguardi il benessere della congregazione e la sua direttiva. Provvederanno a considerare le domande preliminari con coloro che hanno fatto richiesta di battezzarsi. (SCD:SSD 28.5.92)

    Quando il num. degli A. è insufficiente per formare un com. di servizio, possono essere utilizzati alcuni SM perché fungano da sostituti A. In tal modo la congregazione potrà beneficiare dell’attività svolta da un com. di servizio. Per conoscere quali mansioni potrà svolgere tale com., potete consultare Om 42, 43 e Ks 75. Naturalmente quando vi sono dei sostituti A. in un com. di servizio, non potranno raccomandare nomine o rimozioni di A. o SM e non potranno trattare questioni giudiziarie. Queste responsabilità potranno essere svolte soltanto da A. nominati. I SM che fungono da sostituti A. hanno senz'altro a cuore gli interessi della congregazione e, a esclusione delle questione citate, fungeranno in tutto e per tutto come se fossero A. nominati. Come com. di servizio discuteranno insieme qualsiasi cosa riguardi il benessere della congregazione e la sua direttiva. È opportuno che i SM che fungono da sostituti A. leggano le C. e le lettere inviate dalla Congregazione Centrale al corpo degli A. perché siano al corrente di tutte le disposizioni e le direttive prese a favore della congregazione Le uniche C. che non dovrebbero essere portate alla loro attenzione sono quelle che hanno a che fare con le direttive di natura giudiziaria e le raccomandazioni di A. o SM (SCD:SSC 31.1.94)

    QUANDO SI DEVONO TRATTARE ASPETTI DI NATURA GIUDIZIARIA:
    Se dovesse sorgere un problema di carattere giudiziario sarà il com. di servizio a nominare ufficialmente un comitato giudiziario invitando A. esterni. In questo caso i SM lasceranno che sia il comitato giudiziario di A. a trattare in maniera definitiva il problema. Essi potranno essere messi a conoscenza solo dei fatti necessari perché siano in grado di continuare a prestare la loro dovuta cura a coloro che sono spiritualmente bisognosi o che, avendo commesso un errore, hanno maggiore bisogno di assistenza. È opportuno che i SM che fungono da sostituti A. leggano le C. e le lettere inviate dalla Congregazione Centrale al corpo degli A. perché siano al corrente di tutte le disposizioni e le direttive prese. Le uniche C. che non dovrebbero essere portate alla loro attenzione sono quelle che hanno a che fare con procedure giudiziarie o raccomandazioni di A. o SM (SCD:SSD 28.5.92)

    Se nella congregazione vi sono solo 2 A. nominati e sorge un problema, saranno i 2 A. a riunirsi in ad. e a determinare se il problema sorto richiede l’intervento di un comitato giudiziario In caso di indecisione o di contrasto tra i 2 A., essi potrebbero chiedere l’intervento di un A. di una congregazione vicina o del CO se è in visita alla congregazione (SCA:SSF 7.1.83)

    VISITA DEL CO, MODULI S2 E INCARICHI AI SM :
    Nelle congregazione in cui il com. di servizio è composto da un solo A. e 2 SM che fungono da sostituti A., alle ad. con gli A. che terrai durante la visita inviterai questi tre. Naturalmente tratterai solamente informazioni riguardanti la spir. e il servizio della congregazione; non tratterai questioni di comitato giudiziario o altre informazioni del Ks che riguardano solo gli A. Se vi sono problemi di questo genere, li tratterai solamente con l'A. Se nella congregazione vi sono solo SM, a questa ad. inviterai i 3 sostituti che formano il com. di servizio. Non inviterai tutti i SM. Infatti non tutti hanno la stessa capacità e grado di esperienza. Per fare un es., alcuni possono essere oratori pubblici, altri no. Quindi, quelli che sono sostituti sono più esperti, più idonei. (13.9.82)

    Per quanto riguarda la corretta compilazione del Modulo S2, si dovrebbe indicare l'incarico di ciascuno sul retro, sia nel caso si tratti di A. che di SM, ciascuno nello spazio riservato loro. Chiaramente possono essere impiegati anche SM capaci per ricoprire eventuali incarichi principali, sia che si tratti del SEG, del SS o di altro incarico. Quindi avendo ricevuto ufficialmente la nomina a un tale incarico, faranno pienamente parte del com. di servizio. Naturalmente sul retro dell'S2 i SM, qualunque sia l'incarico ricevuto, vanno riportati in basso nello spazio riservato ai SM. Per quanto riguarda la dicitura "sostituto A." quando si tratta di SM, non c’è alcun bisogno di riportarla, in quanto che facendo parte del com. di servizio ed essendo SM si capisce che si tratta di un sostituto A. Inoltre un SM qualificato può ricoprire incarichi di insegnamento, come per es. SSMT, quando le circostanze lo richiedono. Infine il modulo S2 va sempre fatto firmare all'intero com. di servizio della congregazione (SCA:SSI 30.9.86).

    COMITATI GIUDIZIARI

    INVITO SCRITTO AL TRASGRESSORE:
    Formulare per iscritto un invito ad un individuo per presentarsi davanti ad un com., potrebbe causare problemi legali ai fratelli se l'accusato sporgesse denuncia. Qualora si profili qualche problema, può essere saggio non inviare un invito scritto. (SCB:SSB 28.12.89)

    ANNUNCIO DELLA DISASSOCIAZIONE:
    Ci chiedete informazioni relative agli annunci di disassociazione o dissociazione. Vi invitiamo ad attenervi alla direttiva esposta nel Ks 122 e 128. In esso è chiaramente indicato che l'annuncio va fatto alla congregazione intendendo dire soltanto alla congregazione alla quale l'individuo era associato  Om 1478 (SCD:SSD 15.2.93)

    È il comitato giudiziario a decidere cosa fare al fratello accusato e non la Società. L'ufficio prende solo nota della disassociazione o dissociazione. Perciò l'annuncio di un'avvenuta disassociazione o dissociazione viene fatto subito dopo aver dato i 7 giorni di tempo per potersi appellare. Non è giusto che si attenda una risposta dall'ufficio, perché come abbiamo detto non è l'ufficio a prendere la decisione ma il comitato giudiziario della congregazione Questo indica che gli A. devono agire con molta saggezza e discernimento. Se seguono le direttiva che hanno ricevuto difficilmente si correrà il pericolo di annunciare la non avvenuta disassociazione o rettificarla così mettendo in pericolo la responsabilità degli A. buttando discredito sulla loro azione (SCD:SSC 22.11.83)

    Alcuni individui che sono stati disciplinati o espulsi dall’org. cercano di vendicarsi minacciando di intraprendere qualche azione legale. Questo è un motivo in più perché gli A. si attengano rigorosamente alle norme org. provvedute dall’Ufficio su come trattare i casi giudiziari. Quando qualcuno minaccia un’azione legale, gli A. dovrebbero mettersi immediatamente in contatto con l’Ufficio per chiedere istruzione sul modo di procedere. Quando c’è la minaccia di un’azione legale, non si dovrebbe fare nessun tipo di annuncio prima di aver ricevuto istruzioni dall’Ufficio (CO-DO 30.5.87)

    QUANDO INVITARE IL CONIUGE INNOCENTE ALL'UDIENZA:
    Il Ks 98 dice: "Se è la moglie" ad aver trasgredito è suggeribile tenere un'ad. con lei e il marito credente. Non sarebbe la stessa cosa se il trasgressore fosse il marito. Questo perché "egli è il suo capo e i suoi sforzi per ristabilirla e guidarla possono essere molto utili". Ciò non toglie che in alcuni casi può essere opportuno e suggeribile che la moglie sia chiamata in causa, almeno in parte, nell'esame del caso riguardante il marito. Sta alla discrezione degli A. stabilirlo, non dipende dal trasgressore. Se decideranno di coinvolgere in parte la moglie credente, sarà senz'altro per un fine utile. Inoltre, la considerazione cristiana impedirà inutili imposizioni (SCD:SSD 24.11.92)

    RIAPRIRE UN CASO PER LA STESSA VIOLAZIONE:
    Quando un comitato giudiziario chiude un caso, questo non può essere riaperto in base alla stessa accusa di violazione, anche se vi è stato inganno da parte della persona. Ciò sarebbe possibile se si venisse a conoscenza di altre violazioni anche della stessa natura, delle quali il comitato giudiziario non era a conoscenza. Ovviamente tali violazioni saranno delle azioni e non solo delle intenzioni. Il com., però, potrebbe prendere atto del fatto che il fratello ha mentito e riaprire così una nuova causa contro di lui con l'accusa di menzogna. Anche se l'eventuale nuovo caso sarà esaminato a sé, gli A. saranno più esigenti nel richiedere dall'accusato opere degne di pentimento. (Atti 26:20) W 15.12.81 p 26 L'esperienza precedente dovrebbe aver mostrato quanto sia seria la responsabilità di decidere quando una persona è pentita. W 15.12.81 p 26 § 23 Sarà vs. responsabilità determinare ciò che sarà più opportuno fare secondo quanto giustizia e misericordia renderanno necessario (SSE 23.5.84)

    CON BATTEZZATI CHE NON SI ASSOCIANO DA ANNI:
    Ci chiedi come agire verso quelle persone battezzate che da tempo non si associano alla congregazione ma che fumano. Se ci sono le prove della trasgressione e non è difficile localizzare le persone, devono essere chiamate dinanzi ad un comitato giudiziario anche se non sono conosciute nella zona come testimoni di Geova. Non agiamo contro le persone battezzate che da tempo non si associano alla congregazione quando è difficile localizzare e raccogliere tutte le prove. Ma quando non esistono tali difficoltà la congregazione ha l'obbligo di agire per mantenere la purezza (SCB:SSB 13.3.81)

    Ci dici che una persona battezzata che si è allontanata dalla congregazione da circa 10 anni ha permesso alla figlia minorenne di battezzarsi e sposarsi col rito cattolico. Essendosi questo fratello allontanato da circa 10 anni senz'altro dimostra di essere immaturo spir. Se nella comunità in cui vive è conosciuto come testimone di Geova e i fratelli della congregazione lo considerano tale, allora si deve chiamare davanti ad un comitato giudiziario Se egli si rende conto di aver agito in maniera immatura il comitato giudiziario potrà tenere in considerazione questo fatto e vorrà cercare di fare qualcosa per aiutarlo. Comunque tale peccato comporta la disassociazione se non c'è pentimento. Se invece nella zona nessuno lo conosce quale testimone di Geova e nemmeno i fratelli della congregazione lo ricordano come tale, in considerazione del lungo tempo trascorso non crediamo sia il caso che un comitato giudiziario debba interessarsi di lui. Potrebbero interessarsi di lui qualora egli tornasse nella congregazione e volesse di nuovo farne parte (AB:FPB 16.3.70)

    PER VIOLAZIONE DI LEV. 5:1:
    Nella relazione da voi sottoscritta viene detto che è risultato evidente che la sorella era a conoscenza, ma ha taciuto la pratica di spiritismo del marito per molto tempo. Notiamo anche che nello spazio dove si mettono le ragioni della disassociazione, viene riportata la scrittura di Le 5:1. Per vs. conoscenza vorremo dirvi che sulla base di Le 5:1 non è possibile disassociare o intentare un'azione giudiziaria. Per tale violazione è possibile agire, se necessario, privando dei privilegi di servizio a causa della condotta non esemplare (SSH 8.11.85)

    SCANDALO PUBBLICO, COME PRODURRE LE PROVE:
    Le prove di uno scandalo dovrebbero essere prodotte dai fratelli, forse scrivendole, ma senza che gli A. vadano a cercarle dai fratelli. Se un fratello dice che è scandalizzato, fatelo mettere per iscritto quanto dice, e quando si ha in mano un certo num. di queste dichiarazioni, allora si può dire che c'è la base per uno scandalo (SCA:SSL 22.2.82)

    TRASFERIMENTO O IRREPERIBILITÀ DI UN TRASGRESSORE:
    Vi sono gli estremi per portare il fratello davanti ad un comitato giudiziario essendo accusato di praticare il vizio del fumo. Comunque non essendo stato possibile contattalo, essendosi trasferito senza lasciare il suo nuovo recapito, non si può disassociare. È necessario che sia rintracciato e invitato regolarmente (almeno 2 volte) di fronte al comitato giudiziario Se potete rintracciare il suo recapito potreste mettervi in contatto con la congregazione nel cui territorio egli abita affinché sia il comitato giudiziario di quella congregazione a tenere l'udienza sulla base delle prove che provvederete agli A. di quel com. Sarà quel comitato giudiziario che eventualmente disassocierà il fratello (SCA:SSF 16.11.82)

    Riguardo a formare un comitato giudiziario che prenda in esame la posizione del fratello, dovrete solo aspettare che quest'ultimo esca dal carcere. A quel punto prenderete in considerazione la cosa come qualsiasi altro caso giudiziario e questo anche se dovessero passare vari anni (SCE 14.1.86)

    FRATELLO CON DISTURBI MENTALI CREA SCANDALO:
    Se il fratello compie atti pubblici che creano scandalo ai danni della reputazione della congregazione è necessario che della cosa si interessi un comitato giudiziario Naturalmente detto com. vorrà tenere in considerazione le condizioni mentali del fratello, ma se lo scandalo è di grosse proporzioni allora è necessario che la congregazione si difenda disassociando se necessario il fratello. È ovvio che se il fratello crea disturbi nella Sala e i presenti sono intimoriti dal suo comportamento, il corpo degli A. può prendere la decisione di vietare l'entrata nella Sala al fratello per non pregiudicare l'opera e per salvaguardare l'incolumità dei presenti (SCA:SSF 6.1.83)

    SE C'È DUBBIO SUL PENTIMENTO:
    Non è opportuno che un comitato giudiziario non pervenga a una decisione unanime. Quando di forma un comitato giudiziario vuol dire che vi sono le prove inconfutabili circa la violazione di un componente della congregazione Tale individuo pertanto merita la disassociazione. È poi responsabilità del comitato giudiziario valutare l'esistenza o l'entità del pentimento per vedere se esiste la base per mostrare misericordia. Le evidenze dovrebbero convincere il comitato giudiziario al di là di ogni dubbio dell'esistenza del giusto pentimento. Se tale convinzione non è completa ma rimane anche solo un dubbio, allora la decisione dovrà essere quella di disassociare (SCD:SSE 30.7.87)

    NON AGGIUNGERE A. NEL COM. QUANDO LE UDIENZE SONO GIÀ INIZIATE:
    Ci sembra di capire che un quarto A. sia stato inserito nel comitato giudiziario quando erano già state fatte 2 udienze in precedenza. Se ciò fosse vero non sarebbe corretto. L'altro A. per esservi incluso doveva essere presente sin dalla prima udienza (SCD:SSE 30.7.87)

    COM. CHE PRENDE IN ESAME UNA DISSOCIAZIONE:
    Quando si tratta una dissociazione, è preferibile che la persona presenti una formale richiesta scritta: Nel caso non fosse disposta a scrivere alcuna dichiarazione ma lo affermasse solo verbalmente davanti a testimoni, saranno questi a consegnare una dichiarazione scritta a conferma della volontà della persona di dissociarsi dalla congregazione Chi funge da testimone non potrà fare parte del com. che prenderà atto della dissociazione. Altri A. dovranno costituire il com. Ks 101, 102 dice: “Non è necessario che un com. continui a investigare una presunta trasgressione se l’accusato dichiara di aver deciso di dissociarsi”. È da notare che il com. si trova ancora nella fase investigativa. Non è necessario che continui a investigare la presunta trasgressione, ma potrebbe limitarsi a prendere atto della volontà della persona di dissociarsi. Se il comitato giudiziario è già stato formato ed è già in sede di udienza, anche se la persona dovesse decidere di dissociarsi, chiaramente le evidenze della sua trasgressione sono già comprovate. A questo punto il comitato giudiziario preferirà concludere il procedimento anziché annullarlo, ignorando la trasgressione provata, e limitarsi a prendere atto della dissociazione volontaria. Ci potrebbero essere casi in cui il comitato giudiziario viene formato, la persona viene invitata, ma questa rifiuta di presenziare facendo pervenire una propria dichiarazione di dissociazione volontaria. Il comitato giudiziario potrebbe quindi desistere dal portare avanti un procedimento giudiziario, dato il rifiuto della persona di presenziare, e limitarsi a prendere atto della sua dissociazione volontaria. In questo caso cesserebbe di agire in veste giudiziaria e si limiterebbe a preparare una breve relazione da allegare alla documentazione di dissociazione. Non sarà necessario formare un com. diverso (SCD:SSD 31.1.94)

    Nei casi di dissociazione si incaricano 2 A. per poter parlare con la persona ed accertarsi che desidera effettivamente dissociarsi dalla congregazione Una volta stabilito ciò, si possono compilare i relativi moduli di dissociazione. Non è richiesto, come nei casi di disassociazione, invitare a un'udienza la persona. Comunque, se qualche comitato giudiziario desidera farlo, per delle ragioni a loro valide, può benissimo invitare la persona a un'udienza, ma in linea generale ciò non è necessario. (30.11.87)

    Secondo la C. dell’8.5.87, il com. nominato perché faccia un’indagine è lo stesso che, come dice il 4° §, avverte la Congregazione Centrale firmando gli appositi moduli di disassociazione o dissociazione. È chiaro quindi che si sta parlando del com. non del corpo degli A. (SCA:SSB 24.11.87).

    COMMEMORAZIONE

    APPLAUSO:
    Non vi sono obiezioni che al termine del discorso della Commemorazione si applauda. Naturalmente non sarebbe opportuno applaudire al passaggio degli emblemi o se qualcuno dovesse partecipare ad essi (SCD:SSD 17.12.91)

    Non è mai stata data alcuna disposizione perché non si applauda dopo il discorso della Commemorazione. Se si applaude, ciò verrà fatto al termine del discorso. Non si applaudirà perché qualcuno partecipa agli emblemi (SCD:SSD 11.10.91)

    CONTEGGIO DEI PRESENTI E DEI PARTECIPANTI:
    Un disassociato o dissociato può essere contato nel numero dei presenti, ma naturalmente non fra i partecipanti. - W 1.2.76 p 76 (SCD:SSD 17.12.91)

    PASSARE GLI EMBLEMI AI DISASSOCIATI:
    Se durante la celebrazione della Commemorazione è presente un disassociato, gli si possono passare gli emblemi. Comunque se li prende, non sarà contato come partecipante (SCE:SSH 7.5.87).



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