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Lettere
che la Betel - sede romana dei Testimoni di Geova -
ha
inviato
ai vari "anziani" in risposta a domande su
argomenti di vario genere.
Queste
lettere sono state inviate da un TdG nel forum
Infotdgeova
INDICE
DEGLI ARGOMENTI
-
Abbigliamento-acconciatura
Adunanze
Asilo
Assemblee
-
Associazioni
non riconosciute
Barba-baffi
Battesimo
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Cassa integrazione Collette
Comitato di servizio Comitati giudiziari
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Commemorazione Confetti e bomboniere Dichiarazione di fedeltà
-
Disassociati-dissociati Divorzio-separazione Domande bibliche
-
Falsa
religione Famiglia,
genitori, figli Feste
Fidanzamento
-
Funerali Immagini,
fotografie, fumetti, tatuaggi Lavoro armato
-
Lavoro legato a religione Lavoro secolare Lutto, tradizioni
sui morti -
Matrimonio, nozze
Medicina Ministri di culto
Neutralità
Ospedali
-
Panettone, pandoro, uova pasquali Pionieri
Raccomandazioni
-
Rapporti di servizio Registrazioni
congregazione
Riassociazioni
-
Rimozioni,
dimissioni Sala
del Regno Trasfusioni, trapianti
-
Scuola
Segnati
Servizio
di campo, visite ulteriori Sesso
-
Sindacati, sciopero
Sorvegliante Spiritismo Studi
biblici Studio familiare
Svago, ricreazione, caccia, pesca, sport -
Tasse, leggi di Cesare Testamenti Trasgressioni
varie
FIDANZAMENTO
SPOSARSI NEL SIGNORE:
Riguardo al principio di sposarsi solo nel Signore,
viene rispettato se ci si fidanza con un componente
dedicato e battezzato della cong. Non si rispetterebbe
nel caso in cui la persona, anche se procl. non fosse
battezzata (SCE:SSH 7.4.86)
Che la persona non dedicata e battezzata cominci a
studiare, il fatto che sembri faccia progresso da
diventare procl. non cambia la cosa. Tale fidanzamento e
matrimonio rimane una violazione di un importante
principio scritturale. Il futuro coniuge che è dedicato
e battezzato, rimane una persona che non ha una buona
reputazione nella cong. in relazione alla violazione
commessa (SCE:SSH )
Per osservare il principio di sposarsi solo nel Signore
il fidanzamento deve avvenire con dedicati e battezzati.
Un procl. benché‚ figlio di fratelli battezzati, se
non ha fatto il passo del battesimo, non può essere
considerato nel Signore. C'è un aspetto da considerare
quando un figlio di un nominato si fidanza con uno non
dedicato, cioè se è maggiorenne o minorenne. Se fosse
maggiorenne e il genitore ha fatto tutto quanto poteva
dimostrando che non approva il modo d'agire del figlio,
allora il fratello nominato non sarebbe responsabile.
Ogni caso è a sé e prima di prendere una decisione si
dovrebbero soppesare i vari fattori (SSH:SSI 21.2.83)
QUANDO SEGNARE CHI SI FIDANZA CON UN INCREDULO:
Per determinare se chi non si sposa nel Signore debba
essere segnato, dovete chiedervi se costituisce un
pericolo per i fratelli nella cong. Sta cercando di
influenzare altri cercando di giustificarsi per essersi
fidanzato con una persona del mondo e per aver avuto
evidentemente compagnie mondane? Se cerca di
giustificarsi ed influenzare altri a sostenere la
decisione presa in modo da farli seguire una simile
condotta, è un pericolo per i fratelli e deve essere
segnato. Se però riconosce di sbagliare ma a causa di
una debolezza spir. persiste in tale condotta senza
influenzare altri, sarebbe utile cercare ancora di
ammonirlo e aiutarlo a prendere una giusta decisione (SCC:SSB
13.11.81)
La sorella che sta sposando una persona non battezzata e
che è un procl., sta violando il principio di 1Co 7:39.
Già quando si è fidanzata con tale persona avrebbe
dovuto essere segnata, perché non esemplare. Se fosse
una minorenne allora anche il padre che è un fratello
non sarebbe idoneo per ricevere incarichi o privilegi
speciali, e se già li ricopre, i suoi requisiti
dovrebbero essere rivisti. Una persona che studia e che
proclama la B.N. non è un dedicato T.d.G. W 1.3.66 p
146 §1. (SCB:SSA 15.2.86)
A volte un cristiano si fidanza con una persona che in
seguito fa progresso fino al punto di diventare procl.
battezzato della cong. Ma il battesimo di colui che era
procl. non cancella automaticamente la condizione di
segnato di colui che era già battezzato, come neppure
il matrimonio di per sé pone fine ad una condizione di
segnato in maniera automatica. Tali persone dovranno
guadagnarsi la stima e la fiducia della cong. dando
prova di essere rammaricati e di voler condursi
ordinatamente nella verità. (2Ts 3:14, 15) Di
conseguenza il corpo degli A. dovrà determinare se la
coppia si è guadagnata la stima non solo degli A. ma
dell'intera cong. (SCE:SSH )
Riguardo a quando può essere tolto il segno menzionato
in 2Ts 3:6, 14, 15, ogni caso va valutato in base
all’attitudine della persona. Com’è stato
menzionato anche all’ultima S.M.R. nel caso di chi è
stato segnato per aver ignorato il principio di 1Co
7:39, la segnatura non decade solo perché la persona si
è ormai sposata con l’incredulo. È necessario
valutare se il suo atteggiamento verso il principio di
1Co 7:39 è cambiato. Se egli ha pienamente accettato il
punto di vista di Geova può non essere più considerato
segnato. Togliere o meno la segnatura non dipende dal
fatto che il cristiano sia più o meno zelante, ma da un
mutamento nell’atteggiamento che portò alla
segnatura. (SCB:SSC 9.11.99)
PRIVILEGI DA TOGLIERE A CHI SI FIDANZA CON UN INCREDULO:
Coloro che si fidanzano con un incredulo e addirittura
lo sposano, non sono esemplari; di conseguenza non sono
qualificati per essere iscritti alla SMT. Infatti nel Ks
81 170 dice che "per il momento questo avrebbe come
conseguenza la squalifica di tutti i privilegi
speciali". L'essere iscritti alla SMT è certamente
un privilegio speciale (SCC:SSB 19.9.83)
Quali saranno i privilegi che potranno essere tolti se
una persona decide, sebbene dedicata e battezzata, di
fidanzarsi con una persona non appartenente alla cong.?
La W 15.6.82 p 31 cita queste forme di disciplina:
"I fratelli della cong. non vorranno solennizzare
tale aggiogamento ineguale. Eviteranno di allacciare
rapporti sociale con l'incredulo. La Sala non sarà
disponibile per quel matrimonio". La persona
battezzata si troverebbe nella posizione di segnato
alla quale non si concederanno speciali privilegi di
servizio. Non si addice a tale persona il ricoprire la
nomina di A., SM, o P. incluso il servizio di P.A.
comportando una speciale nomina da parte del corpo degli
A. Non sarà utilizzata in compiti che la mettano nella
posizione di persona esemplare, essendo utilizzata in
dimostrazioni e particolari parti alle ad. Non è detto
comunque che debba essere cancellata dalla SMT. Può
darsi che la condotta del fratello sebbene violi 1Co
7:39, sia del tutto onorevole e nel pieno rispetto delle
norme morali. Nel caso si aggiungesse alla scelta del
coniuge non credente anche una condotta dubbia,
moralmente ambigua, con atteggiamenti che offenderebbero
la coscienza allora vi sarebbero ulteriori motivi per
limitare privilegi a tale persona già segnata. Allora
si potrebbe cancellarla dalla SMT o addirittura limitare
i commenti alle ad. Rimane una valutazione del locale
corpo degli A. determinare fino a quale punto la
persona debba essere disciplinata e limitata nei
privilegi (SCE:SSH 1.9.86)
Il corpo degli A. può decidere di limitare i privilegi
di chi non rispetta il punto di vista di Geova in
relazione al fidanzamento con una persona del mondo.
Quali privilegi togliere e per quanto tempo, deve essere
determinato dal locale corpo degli A. che desidera
salvaguardare lo spirito della cong. da tendenze
pericolose. L'unico privilegio che non può essere tolto
è quello della predicazione (SCB:SSB 19.6.81)
Gli incarichi in cui devono essere d'es. sono il
prendere parte a dimostrazioni o interviste dal podio e
il fare discorsi alla SMT. Se pensate che la cong. è
turbata che queste sorelle pronuncino il discorso alla
SMT, il corpo degli A. deve considerare se è necessario
toglierle dalla Scuola. Se hanno privilegi come la
pulizia della Sala, dovrebbero essere tolti loro. In
tutti questi privilegi sono poste davanti alla cong.
come rappresentanti della stessa e dovrebbero perciò
essere un es. (SCC:SSB 13.11.81)
CONCEDERE LA SALA A CHI SI FIDANZA CON UN INCREDULO CHE
POI SI BATTEZZA?:
Quando non si rispetta la norma di sposarsi solo nel
Signore, il corpo degli A. non è autorizzato a
concedere l'uso della Sala. Tale matrimonio non è
esemplare, e il corpo degli A. o com. di servizio, è
responsabile di far rispettare tale norma affinché‚
non si commettano atti di favoritismo. Nel caso che la
persona non dedicata arrivasse al punto di battezzarsi,
spetta al corpo degli A. determinare se concedere l'uso
della Sala. Vorrà comunque determinare con particolare
serietà e scrupolosità la cosa affinché‚ non si
costituisca un precedente e non si mostri poca
considerazione per un comportamento errato. Di
conseguenza il corpo degli A. vorrà determinare se tale
coppia, dopo che colui che era procl. giunge al
battesimo, si è completamente guadagnata la stima della
cong. Dovrà determinare se il tempo passato è stato
sufficiente per ritenere che tale matrimonio conservi
una buona reputazione nella cong. Ci si dovrà accertare
che quanto avvenuto non costituisca un precedente che
incoraggi altri a violare il principio di 1Co 7:39. Può
darsi che gli A. determinino che un tale matrimonio,
anche se al presente fra 2 battezzati, possa costituire
un comportamento non esemplare. Si preoccuperanno
innanzi tutto della condizione spir. della cong. e che
non si infiltrino atteggiamenti errati. Pur lasciando ai
singoli individui le proprie decisioni riguardo al
presentarsi al battesimo, si accerteranno che a coloro
ai quali viene concessa la sala per il matrimonio
abbiano una buona reputazione quali cristiani esemplari
(SCE:SSH )
CHI DICE CHE NON È FIDANZATO CON UN INCREDULO:
Indipendentemente da quanto asseriscono le sorelle in
questione, la cong. le accetta per quello che si
mostrano: stanno facendo la corte con persone
interessate. Ciò non è certo esemplare. Il loro
comportamento non mostra rispetto né per il principio
di sposarsi solo nel Signore, né tiene in
considerazione l'opinione altrui, come della cong.
stessa. Si presentano come non aventi alcuna relazione
sentimentale con tali persone, ma il loro comportamento
è simile a quelli che fanno la corte in vista del
fidanzamento e del matrimonio. Nello stesso tempo
dichiarano la loro intenzione di ufficializzare la loro
unione quando sarà opportuno. Tale posizione non
definita davanti alla cong. è alquanto discutibile e
non esemplare. Il servizio di P.R. è per coloro che si
mostrano esemplari nella loro devozione e sottomissione
alle norme morali di Geova. Riteniamo quindi che il com.
di servizio (se non vi è un corpo di A.) prenda in
esame la posizione di tali sorelle ed eventualmente ne
raccomandi la rimozione dopo aver affrontato con loro la
questione. Occorrerà valutare anche la posizione della
madre di una delle 2 sorelle, se la figlia è minorenne,
per vedere se non viene intaccata anche la sua figura
essendo anch'ella pioniera regolare (SCE 1.8.86)
FIDANZARSI IN ETÀ TROPPO GIOVANE:
Il fratello ci ha informati che nella vs. cong. vi
sarebbero numerosi casi di fidanzamenti tra figli molto
giovani di nominati. I principi generali che ci
permettono di valutare in maniera corretta l'età
appropriata per un giovane cristiano che intende
fidanzarsi, sono stati presi in considerazione nel
libro I giovani chiedono 225241. (Vedi G 22.2.84 p 1619) In linea di massima si dovrebbe tenere presente
che il fidanzamento rientra nell'ambito dei problemi di
natura strettamente privata e familiare. Tuttavia dove
sembra necessario si possono offrire degli appropriati
consigli specialmente se si riscontra che, pur essendoci
implicati dei nominati, manca la veduta corretta del
consiglio scritturale di sposarsi 'oltre il fiore della
giovinezza'. (1Co 7:36) In special modo voi A. vorrete
assicurarvi di dare sotto quest'aspetto un es. coerente
che vi permetta di parlare liberamente alla cong. Che un
capofamiglia saggio faccia bene ad interessarsi della
cosa, è indicato da vari commenti che sono stati fatti
nelle riviste, per es. W 1.7.82 p 17, § 14 diceva: La
disciplina è essenziale quando i figli cominciano a
interessarsi di qualcuno dell'altro sesso. Permettere a
una coppia di stare insieme quando sono troppo giovani
per sposarsi vuol dire andare in cerca di guai."
Sono anche molto interessanti i commenti che sono stati
fatti in W 15.11.82 p 8, § 8 e 9. Per quanto riguarda
l'eventuale ripercussione che questa situazione può
avere su chi è nominato, si dovrebbe ricordare che la
concessione dei privilegi è collegata con il genere di
es. che la persona dà alla cong. In ultima analisi è
quindi l'effetto che le azioni di una persona hanno
sugli altri a determinare se un nominato può continuare a mantenere o meno i suoi privilegi di
servizio. (SCF:SSF 28.11.90)
Come A. avete a cuore che i genitori cristiani
comprendano il pericolo che i figli corrono nel
fidanzarsi in giovane età. Pare che diversi permettano
ciò e siano d'accordo. È una loro responsabilità
lasciare che i propri figli si fidanzino quando sono
ancora minorenni. Non si rendono sempre conto che
permettendo tali fidanzamenti alcuni vanno in cerca di
guai. Comprendiamo che questi fidanzamenti sono da
considerare di natura strettamente privata, familiare.
Ma dove sembra sia consigliabile sarà opportuno che
offriate appropriati suggerimenti in privato,
specialmente se sono implicati A., SM o P. Dovete anche
soppesare se il fidanzamento ha portato turbamento nella
cong. riflettendosi sulla posizione di colui che ricopre
responsabilità W 1.7.82 p 17; 15.11.82 p 12; G
22.11.82 p 14 (SCE:SSH 2.12.87) La W 1.6.74 p 329 indica
come il cristiano dovrebbe considerare il fare la corte.
Viene messo in evidenza il tener conto delle usanze e
della abitudini locali che naturalmente non contrastino
con le norme scritturali. L'esortazione di 1Co. 7:36 di
attendere oltre il fiore della giovinezza, sign. non
allacciare relazioni sentimentali quando non si è in
posizione di potersi sposare. Come la violazione di 1Co.
7:39 porta alla rimozione di particolari incarichi e
privilegi di servizio, anche i fidanzamenti o il fare la
corte in età troppo giovane potrebbe portare alla
stesse conseguenza. Sarebbe un segno di poca maturità e
sano giudizio e metterebbe in dubbio anche le qualifiche
dei genitori stessi. In ogni caso rimane una valutazione
del corpo degli A. determinare se l'individuo conserva
la fiducia della cong. o se viene intaccata per il poco
rispetto per i princìpi scritturali (SCE:SSH 7.4.86)
Dovrà essere una valutazione locale il determinare se
il fratello abbia perso i requisiti per poter servire
quale A. Vi sono degli aspetti che dovranno essere
valutati dal locale corpo degli A. Se occorre, il com.
di servizio potrà invitare qualche A. da cong. vicine e
prendere in considerazione se il fidanzamento del figlio
con una giovane sorella di 17 anni intacchi in qualche
modo la figura del genitore. La Società non incoraggia
i fidanzamenti in giovanissima età, soprattutto quando
non sono in posizione di poter affrontare concretamente
il discorso del matrimonio. Consideriamo che la
tendenza di fidanzarsi in giovane età sia una tendenza
mondana e che non tenga conto dei sani princìpi
scritturali. (1Co 7:36; G 22.2.84; W 1.7.82, p 17; W
15.4.82, p 18, § 12) Non desideriamo che il
comportamento di un A. risulti essere un cattivo es. per
la cong. I fratelli potrebbero sentirsi a loro volta
giustificati a concedere ai propri figli di fidanzarsi
in giovane età prendendo es. dall'A. Un'altra cosa a
cui si dovrà dare particolare attenzione è il
principio di 1Co 7:39. Il fratello dice che avrebbe
permesso al figlio di fidanzarsi con una ragazza non
battezzata oltre che essere molto giovane (1617 anni).
Tu invece indichi che quando si sono fidanzati
ufficialmente col permesso del padre, lei era già
battezzata. Ci chiediamo se dopo il battesimo sia
avvenuta solamente la dichiarazione ufficiale di
fidanzamento, quando già tacitamente era evidente da
tempo un legame sentimentale fra i 2 giovani.
Cambierebbe la forma ma rimarrebbe la sostanza della
cosa. Anche il dichiarare ufficialmente il fidanzamento
con una persona che si è appena battezzata non
dimostrerebbe un chiaro ed aperto rispetto del principio
scritturale esposto nella lettera ai Corinti. La cosa
potrebbe risultare non esemplare e di poca scrupolosità
nella scelta del proprio coniuge. Vorremmo quindi che la
cosa non venga trascurata e neppure sottovalutata.
Occorrerà accertarsi che non vi sia una chiara evidenza
che il fratello sia venuto in qualche modo meno nel
soddisfare le proprie responsabilità cristiane e i
requisiti necessari per ricoprire incarichi e privilegi
di servizio. (8.5.86)
Le Scritture non stabiliscono l’età per il
fidanzamento. Dicono però che è bene sposarsi oltre il
fiore della giovinezza. Pertanto le pubblicazioni
incoraggiano coloro che desiderano fidanzarsi, di farlo
in età da comprendere la serietà del passo. Qual è lo
spirito di chi si fidanza troppo giovane? L'es. di chi
imita? In molti casi sono influenzati dallo spirito del
mondo che vuole tutto e subito. Nel mondo il
fidanzamento non viene considerato un passo serio,
mentre nella cong. sì. Lo scopo del fidanzamento è
conoscersi bene per poi sposarsi. È pericoloso
fidanzarsi troppo giovani e stare fidanzati a lungo sign.
andare in cerca di guai. Inoltre chi è troppo giovane
non è fisicamente, emotivamente e mentalmente maturo da
assumersi una così grande responsabilità. Che dire se
coloro che si fidanzano con ragazzine di 14 anni o poco
più sono degli A. o dei nominati? La Bibbia indica che
gli A. dovrebbero essere i primi nel sostenere le norme
morali stabilite da Dio. Non dovrebbero permettere che
lo spirito del mondo entri nella cong. Saranno quindi
esemplari aderendo strettamente alla direttiva
teocratica, e non causeranno inciampo. Quindi nel
concedere l'uso della Sala a questi fidanzati
adolescenti quando arrivano all’età del matrimonio,
gli A. locali devono tener conto di tutti i fattori
citati. Naturalmente dovranno stare attenti a non andare
agli estremi né da una parte né dall'altra stabilendo
regole arbitrarie. I nominati che si fidanzano con
ragazzine adolescenti non vengono automaticamente
rimossi. Ad ogni modo sono ancora irreprensibili? Hanno
contribuito a far infiltrare nella cong. lo spirito del
mondo? Hanno indotto altri a non tener conto del
principio di sposarsi oltre il fiore della giovinezza?
Il compito degli A. è quello di vigilare sul gregge di
Dio, cercando di prevenire i problemi. Quindi dove si
manifestano tali necessità sarà bene intervenire. Se
gli implicati servono come nominati è amorevole
aiutarli a capire che devono essere esemplari e che da
loro si richiede di più. È bene avvertirli anche delle
conseguenze a cui potrebbero andare incontro (SCC:SSF
13.7.84)
Portate alla ns. attenzione il caso di un giovane P.R.
che si è fidanzato con una sorella di 16 anni.
Chiaramente la cong. scoraggerà il fidanzamento che
avviene in età estremamente giovane. W 1.7.82 p 17; W
15.11.82 p 12; G 22.11.82 p 13; G 22.2.84 p 16 Nel caso
i giovani insistessero nella loro linea di condotta,
dovranno assumersi le proprie responsabilità. Se
avessero incarichi di responsabilità, non verrebbero
automaticamente rimossi. Gli A. dovranno tener presente
quanto tale loro comportamento potrà influire sulla
cong. Se dovesse incoraggiare altri giovani a imitarli
cercando di fidanzarsi in età molto giovane, allora per
mantenere una voce autorevole, gli A. potrebbero
esaminare la possibilità di chiedere la rimozione. A
tale estremo risultato perverranno se effettivamente si
creasse nella cong. un reale problema. Non dovranno
essere gli A. a costituirlo (SCD:SSE 11.4.86)
Le Scritture indicano che non è saggio sposarsi troppo
giovani. (1Co 7:36) Che dire della posizione dei
fratelli nominati che permettono ai loro figli di
fidanzarsi troppo giovani? È una questione che
dev'essere valutata localmente. Se questo crea
turbamento alla cong., possono essere messi in
discussione i loro requisiti. Se comunque il figlio
fosse maggiorenne e il genitore ha fatto tutto quanto
poteva dimostrando che non approva il modo d'agire del
figlio, allora il fratello nominato non sarebbe
riprensibile (SSH:SSI 21.2.83)
I FIDANZATI POSSONO USCIRE IN SERVIZIO INSIEME:
Per rispondere alla domanda se è opportuno che 2
fidanzati escano insieme nell'opera di predicazione,
forse per conoscersi meglio, occorre rammentare lo scopo
per cui ci si impegna nell'opera di evangelizzazione.
Quando siamo nel campo dovremmo impegnarci interamente
nell'opera che svolgiamo. Non sarebbe corretto impiegare
quel tempo per scopi diversi, come quello di stare
semplicemente in compagnia di qualcuno. Non è giusto
impiegare quel tempo conversando del più o del meno e
intrattenendoci con chi ci accompagna. La Bibbia esorta:
"se ministero dedichiamoci a questo ministero"
(Ro 12:7, 8) La W 1.7.64 invita a disporre di occupare
il tempo che si trascorre con il fidanzato o la
fidanzata "facendo cose utili e costruttive ...
come il servizio di Dio". I giovani chiedono 259
invita ad impegnarsi in opere cristiane, "incluso
lo st. della Parola di Dio e il ministero
cristiano". Se le intenzioni sono serie e i 2 sono
in grado di allacciare relazioni sentimentali in vista
del matrimonio, questi suggerimenti sono validi. Chi è
legato sentimentalmente ad una persona può gradire
qualche volta di uscire in servizio con lei. Potrebbe
essere un'occasione edificante e un modo per conoscersi
meglio sotto l'aspetto spir. Ci vuole naturalmente
ragionevolezza e grande considerazione per l'opinione
altrui. Uscire frequentemente insieme potrebbe creare
qualche problema. Uscire in particolari momenti della
giornata, forse quando è buio, potrebbe suscitare
perplessità. Si deve contribuire a cose che producono
pace ed evitare di ignorare le opinioni altrui solo per
piacere a se stessi. Non si cercherà solo il proprio
vantaggio, si riconoscerà che non ogni cosa lecita è
vantaggiosa. (Ro 14:19; 15:1; 1Co 6:12; 10:24) (SCD:SSD
3.5.93)
BACIARSI DURANTE IL FIDANZAMENTO:
Il bacio è un'espressione d'affetto. Comunque la Bibbia
non stabilisce precisi limiti se è giusto o meno che si
faccia questo quando ci si corteggia o si è fidanzati.
I princìpi biblici ci aiutano a mantenere l'equilibrio,
a rimanere entro i confini di ciò che è puro e
moralmente sano. Inoltre le usanze locali possono
variare, come indica W 1.7.64 p 410, e i genitori dei
giovani in questione potrebbero stabilire delle giuste
norme per proteggere l’integrità morale dei propri
figli (SCE:SSH 25.9.87)
FIDANZARSI SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI:
Ci chiedi se fidanzandoti senza il consenso di tua madre
violeresti Efe 6:1. La risposta è no. Mentre ogni
cristiano deve avere profondo rispetto ed onorare sempre
i genitori, giunta l’età maggiorenne, egli è dinanzi
a Dio autorizzato a prendere le sue decisioni, anche se
queste dovessero contrastare il parere dei genitori. Ciò
sign. che il cristiano prenderà rispettosamente in
considerazione le opinioni espresse dai genitori ed
anche i motivi per cui manifestano tale opinione, ma la
responsabilità della decisione finale rimane a lui. In
questo caso, in un certo senso, tua madre ha ragione di
dire che sei giovane. Però determinare se sei
emotivamente e spiritualmente maturo e pronto a fare
questo passo, è una decisione che spetta a te. Se pensi
di poter affrontare in modo cristiano e retto il
matrimonio e decidi di sposarti malgrado il parere
discorde del genitore, sei tu che dovrai assumere la
responsabilità della decisione. In questo non saresti
riprensibile solo perché‚ non hai aderito al volere
di tua madre riguardo al fidanzamento (SCC:SSB 28.4.81)
CHIEDERE INFORMAZIONI AGLI A. SULLA PERSONA DA
CORTEGGIARE:
Può darsi che un fratello desideri confidenzialmente
contattare un A. della cong. della persona a cui è
interessato per avere ragguagli sulla sua condizione
spir. Ciò potrebbe essere opportuno e suggeribile sotto
alcuni aspetti. Ma dovrebbe rimanere un'iniziativa
personale dell'individuo e da ritenersi una questione
confidenziale. Naturalmente l'A. potrà mettere in
guardia la persona se nota nell'altra una particolare
carenza spir. per indurla ad essere cauta e attenta
nella propria scelta. Ma non dovrà rivelare questioni
confidenziali che riguardano la persona su cui si
chiedono informazioni. Eviterà di dare suggerimenti
basati su preferenze personali. Non screditerà la
persona, né offrirà garanzie per essa. È
responsabilità dell'A. determinare fino a che punto
rispondere alla richiesta della persona, rimanendo entro
i limiti delle proprie responsabilità di A. (SCD:SSD
20.5.92)
SE UN FIDANZATO COMMETTE FORNICAZIONE:
Ci chiediamo se dopo aver considerato il caso, vi siete
accertati se la sorella fosse messa al corrente del
peccato commesso dal fidanzato, se questi aveva peccato
durante il periodo del fidanzamento. Ella ha il diritto
di sapere che il peccato commesso dal fidanzato è di
natura tale da giustificare anche un loro divorzio
scritturale. Sembra che egli avrebbe confessato alla
fidanzata, almeno in parte, il peccato commesso. Ma non
sappiamo in che misura le abbia detto la verità.
Conoscere la natura del peccato può indurre la sorella
a stabilire se perdonarlo o no, se mantenere il
fidanzamento o no (SCD:SSD 14.1.92)
SI PUÒ MANTENERLO SE UNO DEI DUE VIENE DISASSOCIATO?
Dalle informazioni che ci hai comunicate comprendiamo
che il fidanzamento della procl. è antecedente alla
disassociazione del fidanzato. Sarà opportuno che
questa procl. sia dovutamente consigliata perché
mantenere una stretta associazione con un disassociato
è sicuramente dannoso in senso spir. Comunque, se
desidera mantenere in vita il fidanzamento e quindi
sposare il disassociato è libera di farlo e la cong.
non adotterebbe nei suoi riguardi alcuna misura
disciplinare facendo intervenire un c.g. in quanto il
fidanzamento, come abbiamo detto sopra, è antecedente
alla disassociazione del fidanzato. È ovvio che in caso
di matrimonio la cong. farebbe bene a non aver nulla a
che fare con esso in quanto che vi è di mezzo una
persona disassociata. La madre, che è una sorella in
fede, dovrebbe evitare per quanto è possibile di
associarsi al disassociato. Naturalmente, una volta che
sarà stato celebrato il matrimonio il disassociato
diventerà un suo parente stretto e quindi nel suo caso
si applicherebbero le norme previste. Comunque, il
comportamento della sorella dovrebbe essere di rifiuto
del legame che la figlia intende mantenere in vita con
il fidanzato disassociato. (19.3.87)
FUNERALI
(VEDI ANCHE "TESTAMENTI" RELATIVO AI FUNERALI)
SEGUIRE UN CORTEO FUNEBRE:
Non bisogna trascurare che i servizi funebri fatti nella
cristianità possono includere molte pratiche che non
hanno un fondamento scritturale, come la benedizione
per i defunti, funzioni religiose, messe, ecc. Assisterà
il cristiano a un funerale in un luogo di culto o in una
chiesa di altre org. religiose? La W 1.12. 70 fa luce al
riguardo. Che dire però dell'accompagnare il corteo
funebre al cimitero? Se il cristiano decidesse di
accompagnare un corteo funebre non org. dalla cong.,
dovrà stare attento a non unirsi in qualche modo a
pratiche che sono condannate dalla Parola di Dio. Vi
proponiamo alcune domande a cui dare una risposta: Il
cristiano si unirà ad un semplice corteo funebre o ad
un corteo religioso, con la presenza di un sacerdote, di
croci e preghiere? Verrà richiesta in qualche misura la
sua partecipazione attiva a qualche forma di cerimonia
o di rituale? Si unirà al corteo insieme ai familiari
increduli, al seguito del feretro e del ministero
religioso officiante, o attenderà che passi, unendosi
solamente alla folla che si reca al luogo di sepoltura?
Unendosi ai familiari del morto in un corteo religioso
il cristiano si verrebbe a identificare con la funzione
stessa? Il corteo potrebbe essere ritenuto un'estensione
della funzione religiosa, iniziata in chiesa e che si
conclude sul luogo di sepoltura con l'ultima preghiera o
benedizione? Il cristiano dovrà considerare
attentamente i propri passi affinché, per un debito di
gratitudine verso la famiglia del defunto, non sia
indotto a violare il comando di Ri 18:4. Di certo non è
necessario assistere a funzioni religiose in un luogo di
culto per esprimere le condoglianze alla famiglia del
defunto, e neppure unirsi a loro al seguito di un corteo
religioso, per ricordare in modo onorevole la memoria di
una persona cara. Il cristiano baderà bene ad evitare
qualsiasi pratica che possa in qualche modo renderlo
complice della falsa religione. Nel caso specifico si
aggiunge il fatto che coloro che erano al seguito del
corteo funebre, dalla chiesa al cimitero, nelle prime
file, subito dopo il prete, erano nominati. Come ci si
dovrebbe comportare al riguardo? I requisiti di un
nominato non verranno esaminati automaticamente solo
perché ha presenziato al funerale di un familiare o di
un amico. A meno che non abbia avuto qualche
partecipazione attiva alla falsa religione, i suoi
requisiti verranno messi in discussione quando il
comportamento tenuto ha recato vero turbamento o
pubblico discredito sul nome di Geova, tanto che la
persona perde la fiducia e la stima della cong.
Naturalmente il turbamento dovrebbe essere reale e
consistente. Non si tratta semplicemente di constatare
che la cosa non è passata inosservata, che è stata
notata. Dev'essere evidente che i requisiti sono messi
seriamente in discussione. Devono essere sorte serie
perplessità sulla condotta di "custodire il sacro
segreto della fede con coscienza pura", di
attenersi "fermamente alla fedele parola" e di
dimostrare sincera devozione, esemplarità e lealtà a
Geova e ai suoi princìpi. Di fronte ad una tale
evidenza, gli A. non possono ignorare l'accaduto ma sono
chiamati a valutare il problema in base alla loro
coscienza collettiva e all'effetto che riscontrano
essere stato prodotto dalla decisione presa. Se il
comportamento di un nominato avesse causato turbamento a
molti nella cong. egli potrebbe perdere i propri
privilegi di servizio, avendo perso la fiducia nella
cong. Di fondamentale importanza è anche
l'atteggiamento mostrato dal fratello coinvolto nel
problema. Si rendeva conto di ciò che faceva?
Semplicemente, non si aspettava che la sua decisione
avrebbe prodotto tale effetto nella cong.? Ha mostrato
di capire il problema e l'importanza di non "porre
pietre d'inciampo" ad altri? Ha capito il pericolo?
Ogni caso è a sé. Si mostrano comunque veraci le
parole di Lu 12:48: "A colui al quale è stato
affidato molto, sarà richiesto più del solito".
Spetta a voi fare le opportune valutazioni, affrontando
la cosa con equilibrio, considerazione e ragionevolezza,
tenendo conto delle circostanze e delle intenzioni
dell'individuo (SCD:SSD 8.12.93)
Ci chiedi se è lecito per un cristiano seguire un
corteo funebre qualora sia guidato da un sacerdote, e se
ciò si deve considerare un semplice corteo funebre o
come una funzione religiosa. Il cristiano deve evitare
di prendere parte all'adorazione con coloro che servono
altri dèi. Non vorrà avere nessuna parte in qualche
rito pagano. (Deu 7:16, 16, 25, 26) Limitarsi a seguire
una processione o corteo formato per accompagnare un
morto al cimitero, in se stesso non costituisce peccato.
Questo anche se davanti vi è un sacerdote. Alcuni
cristiani possono sentirsi obbligati ad accompagnare un
morto al cimitero perché si tratta di un parente
stretto, per un debito di gratitudine o per le
insistenze del coniuge incredulo. Quindi se il cristiano
non si unisce a riti pagani o atti di adorazione della
falsa religione fatti dal sacerdote che conduce il
corteo, non può essere accusato di apostasia. C'è
comunque un aspetto che deve considerare chi pensa di
seguire un corteo con davanti un sacerdote. È implicata
la sua coscienza. Dovrebbe chiedersi: Seguire la
processione accompagnando la salma fino al cimitero, può
fare inciampare qualcuno della cong.? La persona deve
prendere in considerazione anche questa possibilità
prima di decidere. Comunque sarebbe un peccato di
apostasia, solo se la persona prende parte attiva a riti
pagani (SCC:SSB 23.1.81)
Se un cristiano si limita a seguire un corteo funebre
senza partecipare in alcun modo a qualsiasi azione
pagana durante il cammino dalla chiesa fino al cimitero,
allora la cosa rimarrebbe una questione di coscienza. Il
cristiano terrà conto della coscienza altrui e del
pericolo di essere coinvolto in qualche rito pagano.
Spesso i sacerdoti che guidano un corteo funebre
pronunciano delle preghiere alle quali il pubblico che
segue deve rispondere. Rispondere naturalmente
costituirebbe una violazione. Un cristiano terrà conto
della reazione degli altri membri della cong. Se
dovessero perdere la stima di lui, egli potrebbe venire
meno in alcuni requisiti e potrebbe non ricevere certi
privilegi, o se è un nominato e ha perso la stima della
cong., potrebbe anche essere rimosso. Il ns.
suggerimento in questi casi, è quello di andare
direttamente al cimitero quando portano li la salma per
la sepoltura ed essere presenti per confortare i
parenti. Per i principi implicati nella questione che ci
porti alla ns. attenzione, vale quanto viene detto nella
W 1.12.70, p 735.736. (29.5.87)
Nel decidere cosa fare, il cristiano deve avere a cuore
i migliori interessi dell'opera e deve provvedere un
eccellente es. di vita cristiana. Ad es. qualche tempo
fa, in occasione di un funerale, i fratelli responsabili
della cong. sono andati dietro e questo ha suscitato non
poche critiche (cosa interessante) non nella cong. ma
proprio tra le persone del mondo che dicevano ai
fratelli che andavano a predicare: 'Anche voi siete come
noi'. Quindi un cristiano dovrà chiedersi in che modo
la sua presenza dietro un funerale influirà sulla cong.
o sulle persone del territorio. Un fratello che ricopre
una responsabilità, se dovesse perdere la sua libertà
di parola in quanto potrebbe far inciampare alcuni,
sarebbe rimosso dalla sua responsabilità. Possiamo
dire che bisogna tener presente almeno 2 aspetti: 1) Non
vogliamo dar l'impressione di partecipare a qualcosa che
ci identifica come parte della falsa religione, 2) Stare
attenti che l'impressione che diamo non crei un ostacolo
alla predicazione o un motivo d'inciampo ai ns. fratelli
o ad altri (SCB:SSD 12.3.80)
ENTRARE IN CHIESA PER UN FUNERALE:
I princìpi che si applicano a seguire un corteo funebre
guidato da un sacerdote, si applicano anche nel caso che
un credente decida di accompagnare uno stretto parente,
ad es. il padre o la madre morti, in chiesa. Stare in
piedi e osservare il prete che svolge un rito religioso,
non renderebbe complice di quell'atto, a meno che non si
prenda parte attiva, come ad es. inginocchiandosi,
pregando, facendo il segno della croce o altri atti di
adorazione. W 1.12.70 p 735 (SCC:SSB 23.1.81)
Noi non incoraggiamo i T.d.G. a partecipare a riti
funebri cattolici, ma se un T.d.G. dovesse farlo, e si
limita ad osservare lo svolgimento del rito non facendo
apostasia, come ad es. il segno della croce, dobbiamo
lasciare la cosa alla responsabilità dell'individuo. Si
deve prendere però in considerazione la coscienza dei
fratelli. Se i fratelli deboli lo vedessero assistere a
tale funzione potrebbero essere tentati a ritornare
alla Chiesa Cattolica? Il cristiano eviterà di fare
inciampare i suoi fratelli. (SCB:SSC 5.8.83)
Finché un cristiano si limita ad essere presente ad un
funerale cattolico come semplice osservatore della
funzione e non vi partecipa, è una questione della sua
coscienza. Naturalmente se ciò che fa crea delle
critiche da parte di diversi nella cong. non sarebbe
idoneo per ricevere privilegi e se ne ha gli sarebbero
tolti. W 15.11.77 p 699 (SCB:SSA 20.9.83)
PERMETTERE IL FUNERALE CATTOLICO PER FAMILIARI
INCREDULI:
Nella vs. lettera ci parlate di una sorella che ha
permesso il funerale cattolico per il marito incredulo.
Che il marito non abbia lasciato nulla di scritto non
dovrebbe essere un problema. Quanti cattolici lasciano
per iscritto le loro volontà in fatto di cerimonia
funebre? Era cattolico e come tale era conosciuto. Che
la sorella abbia rispettato le credenze del marito è più
che ragionevole e giusto. Cosa ha fatto effettivamente
la sorella che violerebbe qualche principio cristiano?
Ha preso lei l'iniziativa di chiamare il prete? Ha
trattato personalmente la cosa col prete? Ha pagato col
proprio denaro la cerimonia? Ha fatto compromesso
lasciandosi coinvolgere nella cerimonia? Se non avesse
fatto nessun compromesso con la falsa religione, il
fatto di permettere il funerale e la funzione cattolica
rimane una questione personale. È ciò che ci
aspettiamo che i parenti non testimoni facciano verso di
noi, cioè che rispettino le ns. convinzioni. (Mt 7:12)
Geova rispetta l'opinione altrui. (Ri 3:20) La
considerazione cristiana porta a dare onore
all'individuo e lasciare a lui le proprie credenze. Per
questo non vorremmo essere critici verso la sorella se
semplicemente si è limitata ad acconsentire che fossero
rispettate le credenze del marito (SCC:SSI 3.4.85)
La domanda è se il fratello dovrà rispettare le volontà
della nonna alla morte e fare un funerale cattolico
anche se egli non ne prenderà parte. È giusto che egli
rispetti le volontà della nonna dal momento che egli è
l'unico parente oltre al padre che è anche un fratello.
Comunque egli dovrebbe chiarire la sua posizione con la
cong., per mezzo degli A. La sua posizione dovrebbe
essere ben chiara anche con le persone del mondo.
Logicamente non permetterebbe alcuna funzione religiosa
nella propria casa, ma dovendo chiamare il prete, gli
spiegherà che dovrebbe limitare le sue attenzioni alla
defunta. Ciò vuol dire che non impedirà al prete di
mettere simboli religiosi sul corpo della defunta, né
di pronunciare preghiere vicino al suo corpo. Anche per
quanto riguarda i funerali veri e propri dovrà essere
evidente la sua non partecipazione a tutto ciò che può
far parte di un rito religioso. Se il fratello avrà
chiarito la sua parte nella faccenda con la cong. non c'è
motivo che alcun membro lo critichi per il fatto che
egli fa rispettare semplicemente le volontà della
parente defunta. Anche noi chiediamo che sia rispettata
la volontà dei ns. fratelli morti da parte dei parenti
increduli. Se la cong. trovasse da ridire sarebbe
appropriato che gli A. facessero presente la posizione
del fratello nella circostanza (SCB:SSD 13.3.80)
FARE LA FILA PER DARE LE CONDOGLIANZE:
In quanto all'usanza di fare la fila per poi dare le
condoglianze al parente del defunto, non c'è niente che
indichi che in qualche modo l'individuo si identifichi
con la falsa religione. È solo una manifestazione di
cordoglio verso i parenti del morto (SCB:SSD 13.3.80)
PORTARE LA BARA IN SALA LA SERA PRIMA DEL FUNERALE:
Ci chiedi se sia appropriato seguire l'usanza di portare
una bara nella Sala la sera prima del discorso funebre e
tenervela tutta la notte. Le opere di consultazione di
cui disponiamo non trattano questa usanza, che stando a
quando ci dici, sarebbe comune in Sicilia presso i
cattolici. Si tratta quindi di accertarsi localmente sul
sign. attribuito a quest'usanza. Ha a che fare con
qualche superstizione? Si pensa forse che la permanenza
in un luogo di culto conferisca "santità" al
defunto? C'è qualche nesso con la dottrina
dell'immortalità dell'anima? O è solo una questione
pratica per avere già la bara sul posto della cerimonia
funebre la mattina dopo? Ci sono norme sanitarie che
regolano il trasporto dei cadaveri? Basta informarsi
presso qualche agenzia di pompe funebri. In sostanza
qual è il motivo di tale usanza? La Sala è un luogo di
adorazione, non un deposito di bare o altro. Se la
questione ha solo carattere di praticità, il com. di
servizio ha la responsabilità di concedere o no il
permesso (in questo non ci sarebbe differenza nel
portarla un giorno prima o un giorno dopo). Lo stesso
vale per la presenza in Sala della bara durante il
discorso funebre. È una questione da decidere
localmente, chiarendo sempre che il discorso non è
rivolto al morto ma ai vivi. Inoltre nella Sala il
comportamento dei presenti, compresi i parenti del
deceduto, deve essere sempre dignitoso, come si conviene
a un luogo in cui si adora Geova. (Mt 22:32; 1Ts 4:13)
Il com. di servizio dovrebbe tenere presente anche
l'effetto che avrà la presenza della bara nella Sala,
dato che alla cerimonia funebre potranno essere presenti
anche parenti del mondo. Non c'è quindi una regola ma
diversi fattori da valutare (FPA 29.9.81)
Che vi sia stato il rifiuto perché la salma pernottasse
nella Sala in attesa della cerimonia funebre del giorno
dopo, lo riteniamo più che giusto. Non è secondo le
disposizioni teocratiche che la Sala venga utilizzata
come camera mortuaria. Essa viene concessa per la
cerimonia funebre che include un discorso scritturale a
conforto dei familiari e in testimonianza degli
intervenuti. (Om 62) L'usanza locale di far permanere
la salma in un luogo di culto fino al giorno successivo,
con la relativa veglia del morto, non è naturalmente
cristiana. Voi ci parlate della circostanza come del
tutto particolare, che obbligava a fare uso della Sala
non essendoci altra possibilità. Mettiamo seriamente in
dubbio che fosse un caso così particolare da non
consentire altre soluzioni. L'appartamento di un
familiare o di qualche conoscente poteva essere
utilizzato a tale scopo previa autorizzazione. Che
potesse sorgere l'accusa di sottrazione di cadavere,
valeva anche per l'uso della Sala che molto
probabilmente non è autorizzata dal Comune come luogo
di culto. In ogni caso il Comune mette a disposizione,
anche nel cimitero stesso, camere adibite a tale scopo.
Che Om non dica che sia sbagliato fare ciò non sign.
nulla. Non dice per es. che non si dovrebbe usare la
Sala per rinfreschi nuziali o serate danzanti. Dice però
come deve essere utilizzata la Sala. Una maggiore
maturità e più collaborazione cristiana avrebbe forse
fatto evitare molte delle cose che sono risultate
spiacevoli e a sfavore del nome di Geova (SCE 6.5.85)
Ci informate che a Caltanissetta quando un fratello
muore i fratelli desiderano che la sua bara sia posta
nella Sala e rimanga lì tutta la notte. Om 105 indica
che la Sala può essere usata per servizi funebri. Non
vi è nessun provvedimento che indichi di usare la Sala
come camera ardente dove porvi la bara con la salma per
tutta la notte. Il ns. suggerimento è che questi
fratelli siano consigliati che la bara sia tenuta in
casa del morto o della sua famiglia, poi quando è
giunto il momento del funerale, se desiderano portare la
bara in Sala e hanno il permesso per farlo, allora
questo può essere fatto. Si può pronunciare un
discorso mentre la bara posta lì davanti. In tutta
Italia nella maggioranza dei casi la bara non viene
neppure portata alla Sala, ma al cimitero e il discorso
pronunciato lì. A noi sembra che sia la migliore
soluzione (SCC:SSB 30.9.82)
DISCORSO FUNEBRE, PUÒ ESSERE FATTO ANCHE DA CHI NON È
NOMINATO:
Quanto è detto nel Km 6.67 è tuttora valido: "Se
la famiglia desidera che un certo fratello tenga il
servizio ed egli è in grado di soddisfare la loro
richiesta, dipende tutto da loro". Naturalmente
quando ci si rivolge alla cong. perché sia tenuto un
discorso funebre, sarebbe opportuno lasciare che siano
gli A. a disporre che un fratello qualificato pronunci
il discorso. Sarà così assicurato che, sebbene non sia
un'ad. di cong. chi pronuncia il discorso sia un oratore
qualificato e approvato. Nel caso gli interessati
preferiscano scegliere come oratore un fratello
battezzato, ma non nominato A., rimane una prerogativa
degli A. valutare la cosa e determinare se concedere
l'uso della Sala. Km 12.73 e C 15.5.88 dove quanto detto
per i discorsi matrimoniali può valere per i discorsi
funebri (SCD:SSD 20.5.92).
IMMAGINI,
FOTOGRAFIE, FUMETTI, TATUAGGI
TENERE FOTO DEL MATRIMONIO CELEBRATO IN CHIESA:
Non crediamo sia il caso di fare una questione del fatto
che un A. conservi in casa sua un album di fotografie in
relazione al suo matrimonio celebrato in chiesa nel
lontano passato. Crediamo sia una questione personale e
di coscienza se conservare queste foto o no. Logicamente non sarebbe appropriato che tenesse esposte
tali foto. Finché si tratta di un album che egli tiene
conservato nella sua biblioteca o in qualche altra parte
della casa, non crediamo sia il caso di crearne un
problema. E non ci si dovrebbe sentire scandalizzati
solo perché si è visto che egli ha queste fotografie
nella sua casa. Se le tenesse esposte allora il problema
sarebbe diverso. E se qualcuno si fosse scandalizzato
perché le tiene esposte, si dovrebbe parlare con lui e
se egli non provvede a rettificare la cosa potrebbe
essere rimosso dal suo incarico, perché ha perso la
fiducia dei fratelli. Diversamente abbiamo detto che non
ne faremo una questione, perché altrimenti dovremmo
buttare tutti i libri che hanno dentro qualche
rappresentazione religiosa o politica. Infatti
enciclopedie, libri storici e altri, hanno immagini
religiose. Anche i libri di scuola hanno spesso immagini
religiose che non vengono usate però per l'adorazione.
La stessa cosa può dirsi delle fotografie che uno
conserva e che non usa come oggetto di adorazione e
nemmeno tiene esposte: ciò non costituisce apostasia (SCA:SSA
4.2.75)
Se un cristiano conserva fotografie indicanti cose
compiute nella falsa religione, come cresima, comunione,
ecc., è affar suo. Se desidera conservare tale
materiale e non e fa uso improprio violando qualche
principio biblico, nessuno dovrebbe trovare da ridire se
per un motivo personale desidera conservare tali
fotografie (FPA 30.10.71)
SOPRAMMOBILE CHE RAPPRESENTA ANGELI CON ALI:
Per quanto riguarda il SM che ha un soprammobile che
rappresenta angeli con le ali, dobbiamo dire che sebbene
non sia oggetto di adorazione, spesso le raffigurazioni
religiose sono collegate alla falsa religione o a
oggetti della falsa religione. Essendo un oggetto
esposto al pubblico, qualcuno potrebbe rimanere
scandalizzato. Il fratello dovrebbe provvedere a
rimuovere tale oggetto. Se egli non lo fa mostrerà
immaturità e come tale, anche se non può essere presa
una decisione giudiziaria nei suoi riguardi, verrebbe
rimosso per immaturità perché ha perso la fiducia dei
fratelli e ha recato scandalo permettendo nella sua casa
questo soprammobile che è in vista di tutti (SCA:SSA
4.2.75)
SORELLA CHE TIENE STATUETTE DEL PRESEPIO:
La risposta alla vs. domanda sulla sorella anziana che
continua a tenere in casa sua certe immagini, la potete
trovare in G 22.2.77 p 28 e W 1.11.72 p 647. Per quanto
riguarda le statuette che raffigurano Maria e Giuseppe,
avete fatto bene ad incoraggiare la sorella ad
eliminarle. Sono statuette fatte specificamente per
l'adorazione e un cristiano che le tiene esposte in
casa, benché non vi compia gesti idolatrici, incoraggia
l'idolatria e pertanto si può considerare un apostata.
Le altre statuette usate per il "presepe" come
ad es. pastori, magi e altre, non rappresentano
specificamente personaggi a cui è data qualche forma di
venerazione o adorazione. Chi le tiene esposte non può
essere accusato di apostasia, ma ugualmente deve essere
incoraggiato a disfarsene perché potrebbe dare una
cattiva impressione servendo come causa d'inciampo per
altri, oltre che a se stesso, in quanto non dimostra di
voler abbandonare di cuore qualsiasi cosa che ancora la
tenga legata alla falsa religione. È vero che i motivi
del cuore possono essere giudicato solo da Geova, ma è
appropriato che gli A. aiutino la sorella ricordandole
che non dimostrando in maniera decisa e risoluta la sua
posizione a sostegno della verità, potrebbe in qualche
modo inconsapevole mantenere un contatto con le
malvagie forze spirituali e potrebbe risultarne un laccio (SCB:SSD
16.1.80)
CIONDOLO A FORMA DI CUORE:
Il ciondolo è solitamente usato dalle donne come
oggetto ornamentale, e può avere svariate forme. Per
es. nella W 15.7.76 p 433 vi è la figura di una donna
che porta un ciondolo a forma di goccia. Se una
cristiana volesse portare al collo un ciondolo a forma
di cuore non violerebbe nessuna legge biblica. Dobbiamo
riconoscere che viviamo in un mondo con le più svariate
usanze e tradizioni. Alcune hanno uno sfondo
superstizioso e la persona dedicata dovrebbe stare
attenta a non dare l’apparenza di essere
superstiziosa. Dovrebbe preoccuparsi anche di non fare
inciampare i propri compagni di fede e le persone
interessate. (Fil 4:5; Ro 14:8, 13) Accertatevi p 116
presenta il sottotitolo: “I cristiani rinunciano
amorevolmente ai diritti personali per non ferire la
coscienza dei più deboli”. Tenendo conto di ciò, la
cristiana che vorrebbe mettersi il ciondolo a forma di
cuore farebbe bene a chiedersi: Qual è il sign. che la
gente del luogo dà a tale oggetto? In un paese
superstizioso pensano che sia come un exvoto? Non è
raro che in Italia gente superstiziosa offra degli
exvoto nella forma di cuore d’argento per una
cosiddetta grazia ricevuta. Che ne pensano i fratelli
della cong.? In base alle risposte che si potranno dare
alle suddette domande, la donna cristiana deciderà se
sia saggio portare quel ciondolo o no. Ciò rientrerebbe
in un caso di coscienza, dove si deve prendere una
decisione personale e portare il proprio carico di
responsabilità. (Gal 6:5) È vero che non tutti i
crisitani avranno lo stesso grado di maturità, e se uno
dovesse prendere una decisione che fa inciampare altri
lo si dovrebbe amorevolmente aiutare a vedere le cose
non dal proprio punto di vista, ma dal punto di vista di
Geova, sperando che comprenda come deve comportarsi per
vivere felice e in armonia ai propri compagni di fede.
(SPA:SSC 26.10.76)
MOGLIE INCREDULA TIENE IMMAGINI IN CASA:
Il fratello come capo famiglia ha l'obbligo di far
rispettare la sua decisione circa l'uso delle immagini
nella propria casa. Benché egli non abbia il diritto di
impedire alla moglie e alla figlia di avere per proprio
conto delle immagini, non può permettere che esse
mettano immagini dove desiderano loro, non tenendo conto
della convinzione religiosa del fratello e del fatto che
egli è il capo famiglia. È vero che a motivo della sua
età (89 anni) egli non è rispettato dalla moglie e
dalla figlia che usano prepotenza nei suoi riguardi. Però
il fratello deve continuare a fare delle azioni ben
precise per dimostrare che egli non è d'accordo e non
desidera che immagini della falsa religione vengano
messe sul letto o in ogni luogo della casa. Egli
potrebbe dire specificamente alla moglie e alla figlia
che se vede immagini sul letto o in altri luoghi
dell'abitazione a cui accedono regolarmente anche altre
persone si sentirà costretto a toglierle e continuerà
a farlo finché ciò sarà necessario. (Egli può
concedere alla moglie e alla figlia di tenere immagini
in un certo luogo della casa perché compiano la loro
adorazione in privato). Comunque noi non siamo in grado
di determinare dove e fino a che punto egli possa
arrivare non conoscendo la situazione familiare. Voi
dovreste accertare se il fratello sta facendo sforzi
per non permettere che le immagini della falsa religione
siano messe liberamente in ogni luogo dell'abitazione o
se egli non ha mai fatto tali sforzi e non intende
farli. Se il fratello sta facendo del suo meglio e
continua a lottare perché sia rispettata la sua
decisione, ma nonostante ciò la moglie e la figlia
sfacciatamente continuano a mettere immagini mentre egli
le toglie, non sarà necessario prendere provvedimenti
nei riguardi del fratello. Ma se egli semplicemente non
fa nulla per impedire che tale azione avvenisse, allora
potrebbe essere considerato un apostata (SCB:SSD
17.7.79)
FIOCCO QUANDO NASCE UN BAMBINO:
Ci chiedi quale significato abbia l'usanza del fiocco o nastro
che si appende alla porta quando nasce un bambino.
L'unico riferimento che abbiamo trovato finora è quello
del Dizionario Enciclopedico Italiano di Treccani. Alla
voce NASTRO dice: "Fiocco di nastro che si attacca
alla porta di una casa in cui è nato un bambino (rosa
per le femmine, celeste per i maschi)". Non avendo
trovato altre informazioni al riguardo, se uno vuol
appendere un nastro per indicare che è nato un bambino
nella sua famiglia, pensiamo che sia una questione
personale. Finché nell'appendere tale nastro non
risulta che vi sia collegato qualche pensiero
superstizioso, la cosa è del tutto personale e non ci
dovrebbe essere nessuna osservazione negativa se uno lo
fa oppure non lo fa. Il principio biblico da osservare
in questo caso come in altri casi non indicati nella
Bibbia è quello di Ro 14:22, 23 (DC 2.1.87)
Nelle ns. pubblicazioni non sono mai apparse
informazioni in merito al fiocco (rosa o celeste) che
appendono i genitori di un bambino appena nato. Abbiamo
comunque guardato ciò che dice un'enciclopedia al
riguardo. Dice soltanto che viene esposto per annunciare
la nascita di un bambino. Lasciamo perciò ai fratelli
la decisione di farlo o non farlo. Non vogliamo
stabilire noi un regola. Gal 5:9 (SSB 28.3.83)
PUFFI:
Ci chiedi informazioni intorno a quei fumetti chiamati
Puffi. I nostr pensieri riguardo a questi personaggi
immaginari disegnati in forma di pupazzetti e
classificati come fumetti li abbiamo espressi su G
22.11.83. A p 10 viene detto: "Anziché condannare
tutti i fumetti non sarebbe più utile incoraggiare il
bambino ad allargare le sue vedute? Se qualcuna delle
letture di vostro figlio è discutibile, perché non gli
spiegate quello che voi pensate di ciò che legge e
perché la pensate così? Aiutare un bambino a scegliere
le letture è molto più difficile che decidere per lui
cosa deve leggere. ... Se un individuo che ama i
racconti fantastici finisse per occuparsi di pratiche
occulte, farebbe il gioco di colui che per secoli ha
sviato l’umanità, Satana." A p 11 viene dato
questo avvertimento: "Per questo motivo il
cristiano evita gli svaghi che rasentano la magia, la
stregoneria, lo spiritismo e simili contatti col
soprannaturale". Le 19:26, 31; Deu 18:1012. Come
hanno riferito i giornali, questi Puffi farebbero parte
di un mondo fantasioso, irreale. Qualcuno li ha
classificati come spiritelli, cioè come dice lo
Zingarelli, "Nelle mitologie nordiche, ciascuno dei
geni o spiriti elementari che abitano i vari regni
naturali". La Bibbia non menziona l'esistenza di
tali spiritelli. Nella G 8.4.69 si parla di tale
argomento ed è detto: "Quelli che vogliono
servire Dio e adorarlo con spirito e verità, non
saranno ingannati a questo riguardo. Non permetteranno
che storie di creature sovrumane influiscano sulle cose
che fanno. Riconosceranno che Satana e i suoi demoni
usano tali credenze per sviare coloro che non conoscono
accuratamente la Parola di Dio". Ritornando
all'argomento dei fumetti, i genitori devono assumersi
la responsabilità di vedere che effetto fanno sulla
mentalità dei loro figli. Non si possono stabilire
regole dove non appare una chiara violazione di un
principio biblico. W 1.11.72 p 647 suggerisce: "Si
dovrebbe comunque ricordare che l'effetto che le figure
o altre rappresentazioni producono sulle persone varia
considerevolmente. Nessuno può fare una regola per
altri. Se un uomo ha dunque riscontrato che non può
guardare un'immagine senza provare l'attrazione per la
falsa religione, agirà con saggezza disfacendosene.
Ogni qualvolta ci sia qualche ragionevole dubbio, è
sempre meglio preferire la condotta che lascia con una
coscienza pura dinanzi a Dio" (DC 11.12.84)
Vari giornali hanno parlato dei Puffi. Ad es. La Stampa
del 14.12.83 riportava le testuali parole
dell'inventore: "Avevo bisogno di personaggi che
fabbricassero un flauto magico ed ero sempre stato
affascinato dai piccoli abitanti dei boschi, elfi, e
folletti, di cui si racconta nelle saghe. Così nacquero
i Puffi". Riguardo alla credenza in tali creature
sovrumane chiamate elfi, fate, folletti, ninfe dei
boschi, ecc., e come deve stare in guardia il cristiano
dalla loro influenza, troverete utili informazioni su G
8.4.69 p 27 (DC 30.3.84)
Riguardo alla tua domanda relativa ai giocattoli sul
tipo dei ‘puffi’, ti suggeriamo di rivedere
attentamente la G 22.11.83 che contiene diversi articoli sui
fumetti. Vi troverai diversi consigli dati ai genitori
cristiani perché sappiano come educare i loro figli per
quanto riguarda gli svaghi. Vanno specialmente curati
quei figli che fanno fatica a distinguere tra fantasia e
realtà. Poiché in molte cose della vita non ci sono
norme bibliche specifiche da osservare, occorre usare
buon senso e mantenere sempre una buona coscienza
davanti a Dio, al prossimo e per noi stessi. Alle volte
è meglio rinunciare a qualcosa a cui si ha diritto pur
di non far inciampare altri. 1Co 10:2333 (DC 8.10.84)
Riguardo ai Puffi, ogni individuo e i genitori per i
loro figli, dovranno prendere le proprie decisioni sul
tipo di fumetti che vedranno o consentiranno di vedere
ai propri figli per mezzo della TV o del cinema. È una
decisione che lasciamo ai singoli individui. Articoli
come la G 8.4.69 p 27 e G 22.11.83 p 8 aiutano a
determinare quali princìpi sono da prendere in
considerazione nel decidere se vedere o meno tali
fumetti. Naturalmente lo stesso principio vale per
tenere nella propria casa Puffi o pupazzi del genere (SCE:SSH
23.1.87)
PIERROT:
Ci chiedete se sia appropriato per un cristiano tenere
ornamenti con la maschera di Pierrot. L'apostolo Paolo
incoraggia a divenire persone che esercitano le loro
facoltà per distinguere il bene dal male.(Eb 5:12)
Questo richiede da parte dei pastori del gregge
l'evitare di creare un problema di coscienza se non
esiste, lasciando ai singoli componenti della cong. la
responsabilità di decidere in merito, dopo aver
esaminato i vari fattori che vi sono implicati. Per
quanto riguarda la vs. domanda potete fare ricerche in
opere di consultazione facilmente reperibile in
qualsiasi biblioteca pubblica. D'altra parte l'org. di
Geova non ci ha lasciato senza guida anche in questo
campo fornendoci indicazioni che possono guidarci. La G
8.6.77 p 1215, tratta l'argomento "Ornamenti
idolatrici, come identificarli". Noterete che viene
indicato come la mentalità locale o l'uso che viene
fatto di un certo ornamento siano fattori che vanno
presi in considerazione. D'altra parte viene consigliato
di accertarsi delle cose che sono veramente importanti
evitando polemiche su cose insignificanti o su possibili
legami che non hanno un sign. ovvio. 1Co 10:25, 26;
2Tm 2:14, 23 (SCC:SSC 21.1.88)
MASCHERE:
Per quanto riguarda le maschere, il libro Il Folklore
del Touring Club Italiano, dice: “La parola maschera
viene da masca, che in principio significava un morto e
poi anche una specie di strega o spirito ignobile,
comunque infernale. Le maschere sono dunque,
all’origine, dei demoni che si comportano secondo la
loro natura: o procedono in un solenne silenzio o
danzano, cantano e, anche frustano, beffeggiano chiunque
incontrino ... Tra le maschere più frequenti è
Arlecchino, che era certamente un diavolo, anzi il capo
di una masnada di diavoli”. Riguardo al Pierrot non
abbiamo trovato una specifica definizione, ma se fa
parte della stessa categoria delle maschere, potrebbe
far parte della suddetta spiegazione (DC 8.10.84)
TATUAGGI:
Ci parli di un tuo studente che, avendo molti tatuaggi
in varie parti del corpo, li vorrebbe togliere ma non sa
come fare. Ci fa piacere sentire che la persona vuole
fare progresso e perciò liberarsi anche di questi
tatuaggi che hanno simboli poco piacevoli, come dici, la
testa del Diavolo, di donne, ecc. Abbiamo fatto le ns.
ricerche ma non abbiamo informazioni che possano essere
utili al tuo studente. Abbiamo trovato comunque, una
notizia in G 22.7.72 p 30. Ci chiedi se li deve togliere
oppure no. Lasciamo alla persona decidere. È una sua
decisione personale. Però ci fai riflettere su tutte le
esperienze negative che ha avuto ogni volta che ha
tentato di toglierli, in particolare quando ha tentato
di togliere la testa del Diavolo. Può darsi veramente
che vi sia implicato lo spiritismo. Perciò se vuole
essere libero e fare più progresso e risolvere tanti
suoi problemi, forse è meglio che li tolga. Questo
forse gli causerà dolore, ma se pensa al beneficio che
ne può derivare si rallegrerà. Un es. simile è
riportato in Atti 19:19, 20 (SSB 14.3.83)
OGGETTI CHE HANNO RELAZIONE COL PALIO DI SIENA:
Se gli oggetti che hanno relazione col palio di Siena
sono immagini che comunemente sono oggetto di falsa
adorazione, come ad es. l’immagine della Madonna, o di
qualche santo, i fratelli che li possiedono dovrebbero
disfarsene. La stessa cosa varrebbe per gli stendardi se
contengono immagini legate a farse forme di adorazione.
G 22.2.77 p 28 Se invece questi oggetti e stendardi non
contengono immagini della falsa religione, ma solamente
simboli di contrade, non si tratterebbe di apostasia o
idolatria. Comunque il cristiano cercherebbe di evitare
tali cose perché sono associate alla competizione, si
esalta una parte contro l’altra. È una specie di
contesa fra contrade, che può condurre a violenza. Il
mondo ama queste competizioni, ma il cristiano non deve
conformarsi al mondo, né vuole contendere e manifestare
uno spirito di parte partecipando in qualche modo a
delle competizioni. Per questo senza andare nelle case
dei fratelli per controllare se possiedono o no tali
oggetti, cercherete ogni opportunità di scoraggiare di
tenerli. Ad ogni modo in questo caso non sarebbe una
questione di c.g. W 1.11.72 p 6479 Se nella cong. vi
fossero fratelli che incoraggiano questo spirito di
parte o giustificano tale condotta dicendo che non vi è
nulla di male, si dovrebbe valutare seriamente se hanno
requisiti per ottenere speciali privilegi, e se li hanno
già se sono idonei per conservarli. (SCC:SSC 7.6.85)
LAVORO
SECOLARE
GIURAMENTO PER UN CONCORSO STATALE:
Riguardo al giuramento che sei tenuto a fare per
partecipare ad un concorso statale, non possiamo dirti
se puoi o non puoi farlo. Possiamo aiutarti a ragionare
sui princìpi biblici per determinare da te la cosa. Se
un cristiano può fare un giuramento o no dipende dallo
scopo dello stesso. Deve chiedersi che specie di
giuramento deve fare, se è un giuramento che possa
ferire la sua coscienza. Geova esige da noi esclusiva
devozione. (Deu 5:9) Richiede che ci manteniamo separati
dal mondo, dalla su politica e dalle controversie del
mondo.(Gv 5:19; Gia 1:27) Il cristiano non deve giurare
il falso, né deve giurare avendo intenzione di non
mantenere il giuramento.(Efe 4:25; Os 10:1, 4) Egli
riconosce che una certa fedeltà deve essere resa alla
nazione di cui è cittadino. (Ro 13:17) Infatti si
dimostra fedele rispettando le leggi e se è richiesto
testimoniando la verità. Quindi facendo un giuramento
che implica queste cose, il cristiano non farebbe altro
che impegnarsi a fare cose che già Dio lo obbliga a
fare. Per questo ti esortiamo a considerare con molta
attenzione il giuramento che devi fare. Ti richiede di
fare cose in contrasto con ciò che Dio comanda? Se
decidi di firmare è perché sei convinto che il
giuramento non ti farà andare contro la tua coscienza?
La tua coscienza è tranquilla e serena? (Ro 14:5)
Chiediti se il giuramento ti obbliga a violare la
neutralità. Dopo che avrai ragionato sul giuramento,
dovrai decidere se farlo assumendoti ogni responsabilità.
Tieni presente comunque che l'obbligo del cristiano
verso Dio deve avere la precedenza prima di qualsiasi
altro obbligo (SCB:SSA 15.12.83)
Ci domandi qual è il punto di vista biblico in
relazione all’atto di giuramento richiesto da alcune
autorità amministrative. Consultando l’Indice 4585
all’esponente “GIURAMENTO”, alla voce
“Trattazione” vi è indicata la G 8.1.76 p 28. Fra
le varie cose viene specificato che il cristiano non
farebbe mai un giuramento che lo immischiasse nelle
controversie del mondo o che lo rendesse
indiscutibilmente soggetto alla volontà di un’altra
creatura umana. Dove invece il giuramento non contrasta
i princìpi biblici entra in gioco la coscienza
individuale. L’Indice 8690 cita W 1.9.87 p 14. In
questo caso si dà risalto al bisogno di essere
previdenti. I datori di lavoro, come anche
un’amministrazione pubblica, hanno il diritto di
aspettarsi che i propri dipendenti mostrino rispetto
verso le norme sulla riservatezza. Se si fa un
giuramento non dev’essere preso alla leggera. Esso
rende più solenne e vincolante una promessa. Dove la
legge impone la riservatezza, la questione diventa
ancora più seria. Perciò prima che un cristiano faccia
un giuramento, sia nel campo del lavoro che in altre
circostanze, farebbe bene a determinare nei limiti del
possibile quali problemi questo potrebbe comportare
nell’eventualità di un conflitto con le esigenze
bibliche. In questioni che riguardano la propria
coscienza ognuno si assuma la propria responsabilità
dopo aver esaminato attentamente questi aspetti. (Ro
14:5) (SCS:SSD 26.8.96)
SUPERMERCATO DOVE SI VENDONO ARTICOLI NON SCRITTURALI:
La veduta scritturale circa la posizione di un fratello
comproprietario di un supermercato essendo uno dei 5
soci che lo gestiscono, quando vengono venduti prodotti
il cui uso è contrario alla legge di Dio, fu trattata
nel Km 3.74 p 4 § 2. Lì viene indicato ciò che
dovrebbe fare un cristiano per mantenere una buona
coscienza qualora i suoi soci insistono nel vendere
tabacco o altro materiale disapprovato da Dio. Vorrete
pertanto mettere al corrente il fratello della sua
condizione nei confronti delle esigenze scritturali. Gli
farete capire la gravità della cosa e la serietà di
porre la sua condizione di lavoro in armonia con le
esigenze di Geova per non essere disapprovato dalla
cong. (SCD:SSE 14.3.87)
Riguardo ad una commessa che dietro richiesta del
cliente vende un art. discutibile dal punto di vista
cristiano, bisogna chiedersi: Il negozio vende soltanto
questi art. o vende di tutto? Che autorità ha il
dipendente nel determinare cosa si venderà nel negozio?
Si limita a vendere l'oggetto dietro richiesta o deve
farne propaganda? Come cristiano anche se dipendente non
potrebbe certo propagandare qualcosa che è in contrasto
con i princìpi biblici o incoraggiare la gente ad
acquistarlo. La cosa è diversa se si limita a
consegnare l'oggetto dietro richiesta del cliente. In
questo caso sarebbe una questione di coscienza (FPA
14.10.81)
SEGRETARIA E PRESIDENTE DI UNA PALESTRA DI JUDÒ:
Dal momento che tuo marito ha una palestra di Judò ed
è anche insegnate di questa arte marziale, e tu sei la
segretaria e anche la presidente, vuoi sapere se questo
ti impedisce di battezzarti. Di per sé tali
responsabilità non ti impediscono di battezzarti. Però
devi considerare alcuni princìpi biblici che possono
aiutarti ad avere una veduta sull'argomento per vedere
le cose dal punto di vista di Geova. Ti invitiamo a
considerare la G 8.5.76. Dopo aver pregato e riflettuto
sulle informazioni e suoi princìpi riportati potrai
prendere la decisione più appropriata. Nel decidere
cosa è meglio fare, ricorda che pur non essendo un
insegnante né un'allieva di judò, sei ugualmente
responsabile di ciò che avviene nella palestra in
quanto ufficialmente sei il presidente. Ripetiamo che di
per sé tale attività non ti squalifica come T.d.G. ma
dovrai tenere in considerazione i princìpi biblici (SCB:SSD
21.8.81)
VENDERE GIORNALI PORNOGRAFICI:
Il lavoro di vendere giornali pornografici incoraggia
direttamente o sostiene pratiche errate. (Efe 5:35)
Questa attività è direttamente legata a pratiche
condannate, da rendere quelli che svolgono tale lavoro
veri complici o promotori di pratiche errate. Km 10.76 p
3 Non essendo la sorella proprietaria della rivendita
di giornali, non potrebbe nel caso lavorasse in
compagnia di altri commessi, dividere il lavoro e
lasciare vendere materiale pornografico agli altri? Se
ciò fosse possibile allora potrebbe risolvere il
problema. Se però una soluzione del genere non si
potesse raggiungere, perché lavora da sola o per altre
ragioni, allora dovrebbe cominciare di vedere di
cambiare lavoro perché quello che svolge è in
contrasto con i princìpi biblici in quanto è complice
nel propagandare concetti immorali. Si concederà alla
sorella un ragionevole periodo di tempo perché cambi
lavoro. Se non volesse, si procederà col segnarla e
infine convocare un c.g. per immoralità (SSH 27.8.85)
Un fratello che vende materiale pornografico promuove
immoralità condannata nelle Scritture. Se è un
dipendente, dovrebbe cercare di mettersi d'accordo col
suo datore di lavoro di lasciarlo libero dal vendere
tale materiale pornografico (SCB:SSA 29.11.85)
VENDERE DISCHI:
Ci chiedete se il caso di una sorella che vende dischi,
cassette o etichette di cantanti, sia un problema di
coscienza. Vi invitiamo ad esaminare il Km 10;76 e W
1.1.83 p 26. È necessario determinare se i dischi e gli
slogan siano specificamente immorali nel loro contenuto
e scritto. Se lo sono allora il cristiano non dovrebbe
venderli poiché promuove immoralità. (Efe 5:3, 4) Però
non è sempre facile determinare se la natura di un
disco è immorale o oscena se non lo si ascolta del
tutto. E fare questo in un negozio è difficile, per non
dire impossibile. Ma se il titolo del disco stesso è
immorale, la sorella si rifiuterà di venderlo. Quindi
si dovrà determinare se gli art. di natura dubbia sono
l'intero lavoro della sorella o se costituiscono
l'intera parte. Inoltre bisogna chiedersi: Il negozio è
di proprietà della sorella o del marito incredulo? Se
ella è la proprietaria non dovrebbe permettere che
siano venduti tali art. Se invece non ha questo
controllo sulla merce, allora dovrà decidere in
coscienza il da farsi. Deve anche prendere in
considerazione la coscienza altrui per non far
inciampare altri. 1Co 10:31, 32; 2Co 8:13; Ro 14:13.
Per quanto riguarda i privilegi, la responsabilità di
accettare la domanda di P. è del com. di servizio che
deve agire secondo la sua coscienza. (Ro 14:22, 23) Il
richiedente ha una condotta ed un modo di parlare
esemplare? Il suo lavoro disturba diversi nella cong.?
Quale reputazione gode nella cong.? Queste domande
devono essere considerate per prendere la decisione se
accettare o no la domanda di P. (SCC:SSF 18.4.83)
GESTIRE UN CINEMA:
Ci chiedi se un cristiano può gestire un cinema. Benché
rimanga una questione personale noi lo sconsigliamo in
quanto molto facilmente si troverebbe in difficili
situazioni dal momento che non dovrebbe permettere di
proiettare pellicole che incoraggiano atteggiamenti non
scritturali. Il Km 10.76, riportava la seguente
considerazione: "Il lavoro ... è tuttavia così
direttamente legato a tali pratiche condannate da
rendere quelli che lo svolgono veri e propri complici o
promotori della pratica errata? ... Non possiamo certo
svolgere un lavoro che richiede di fabbricare, vendere o
propagandare cose specificamente destinate a tali
scopi". Pertanto se un fratello gestendo un
cinematografo proietta o fa proiettare film che
incoraggiano pratiche antiscritturali verrebbe portato
dinanzi ad un c.g. Se però si trattasse di film non
pornografici né che incoraggiano l'uso di droga né
altre pratiche antiscritturali, non sarebbe chiamato
dinanzi ad un c.g. ma potrebbe non essere qualificato
per incarichi di responsabilità come A., SM, o P. Per
avere uno qualsiasi di tali privilegi deve mostrarsi
irreprensibile, deve avere libertà di parola e
coscienza pura. Lu 17:2; Efe 5:35; Gal 5:20; 1Tm 3:113 (SCB:SSD 19.3.80)
LAVORARE SENZA NORME PER LA PREVENZIONE INFORTUNI:
Per quanto riguarda i fratelli che fanno lavori di
costruzione e non prendono le precauzioni per
salvaguardare l’incolumità della loro vita e di
quella altrui, non potete andare oltre ai consigli. Se
dovesse esserci un incidente mortale e risultasse che ci
sono precise responsabilità da parte del fratello in
quanto non ha tenuto conto delle norme, allora la cosa
può essere esaminata da un c.g. perché risulta violata
la legge sulla santità della vita. Se i fratelli non
sono responsabili del modo in cui vengono fatti certi
lavori perché sono richiesti in una certa maniera, la
cosa rientra nelle decisioni personali se fare o non
fare un certo lavoro. Se l’attività lavorativa di
certi fratelli che hanno responsabilità suscita dubbi
nella mente dei componenti della cong. facendo perdere
la libertà di parola e la buona testimonianza da quelli
di fuori, sarebbe richiesta la loro rimozione. Comunque
la cong. si interessa della cosa soltanto se viene
portata all'attenzione. La cong. non è autorizzata ad
indagare su ciò che fanno i fratelli a questo riguardo
(SCB:SSB 26.2.81)
ACCETTARE LAVORO SENZA ESSERE TENUTO IN REGOLA:
Ai fratelli dobbiamo dare sempre l'esortazione di essere
in armonia con Ro 13:17. Per quanto riguarda il caso
menzionato sorgono alcune domande: Al fratello è
richiesto di dire menzogne a Cesare per favorire il suo
datore di lavoro? Gli viene chiesto di firmare una
dichiarazione falsa? Oppure, è il datore di lavoro che
ha la responsabilità di denunciare a Cesare il fatto
che ha degli operai che lavorano per lui anziché averla
gli operai stessi? È il datore di lavoro che dichiara
il falso o firma dichiarazione false a Cesare? In questi
casi, se è responsabilità del datore di lavoro
dichiarare gli operai che ha e non lo fa, chi viola la
legge, il fratello o il datore di lavoro? Forse il
fratello può ragionare che, dovendo rispettare 1Tm 5:8
necessita di un lavoro ma che tale lavoro non lo può
avere se non tace in merito a ciò che fa il suo datore
di lavoro. Per questo accetta di lavorare per un datore
che non lo denuncia come effettivo dipendente, senza per
questo fare o firmare dichiarazioni false egli stesso.
In questi casi, dopo aver dato i consigli di essere in
armonia con Ro 13, ogni fratello si assumerà le proprie
responsabilità davanti a Geova. (SCC:SSB 8.6.82)
VENDERE PRODOTTI IN RIUNIONI PRIVATE A CASA DI FRATELLI:
Il Km 5.69 Risp. dom., dice: "il fratello che si
occupa di vendite dovrebbe chiedersi: Approfitto delle
mie associazioni teocratiche per guadagno
commerciale?" Un fratello non dovrebbe mai voler
far questo. È anche bene considerare l'effetto che il
lavoro di vendite può avere sugli altri, badando di non
farli inciampare. (Fil 1:9, 10; 2Co 6:3) Chi vuol
lavorare per una ditta commerciale che vende i suoi
prodotti in riunioni private deve prendere una decisone
personale. Il Km non dice che non si possa fare questa o
quella attività, ma dice che non si devono fare nei
luoghi in cui si promuovono gli interessi del Regno (SSL
3.3.82)
LAVORARE DOVE SI PRODUCONO MACCHINE PER ESPERIMENTI
SUGLI ANIMALI:
In relazione al fratello che lavora presso un'azienda
che produce macchinari per laboratori di ricerche
mediche usati per fare esperimenti sugli animali,
crediamo sia una questione di coscienza. Egli dovrà
decidere personalmente se tale lavoro gli crea
turbamento o no. Alcuni princìpi sulla veduta che
l'uomo dovrebbe avere dell'animale sono indicati nella G
22.7.76 e 8.11.80. Riguardo al fatto se potrà mantenere
privilegi di servizio è una valutazione che localmente
dovrà essere fatta. Se dovesse creare particolare
turbamento a tal punto che la cong. perda la fiducia e
il rispetto del fratello, dopo ripetuti aiuti e
suggerimenti si potrebbe arrivare al punto di rivedere i
suoi requisiti. Se ciò avverrà comunque sarà perché
chi serve in particolari privilegi deve avere la stima
della cong. Vedi W 1.1.84 p 25, applicandolo al
comportamento tenuto nei confronti degli animali (SCE
25.11.85)
PITTORE CHE DIPINGE NUDI FEMMINILI:
Per quanto riguarda il fratello pittore che dipinge nudi
femminili, crediamo che ciò non sia corretto. l punto
di vista di Dio è che le creature umane siano vestite.
Egli fece abiti per Adamo ed Eva in Eden. In Ri 16:15
vien detto ai cristiani che è vergognoso perdere gli
abiti. Anche se ciò si riferisce agli abiti simbolici,
l'illustrazione sarebbe priva di valore se l'andare nudi
fosse da preferire al portare abiti. Le scritture
inoltre ammoniscono le donne di essere caste e modeste
nel loro abbigliamento. (1Tm 2:9) Per tutte queste
ragioni crediamo che questo fratello debba essere
sconsigliato dal continuare a dipingere questo tipo di
quadri. Vorrete parlargli aiutandolo a capire questi
princìpi biblici. Se dovesse persistere non tenendo
conto dei vs. consigli dopo averlo aiutato ripetutamente
potrebbe essere segnato per questo. Se poi come segnato
dovesse persistere ancora e la cosa creasse notevole
turbamento in seno alla cong. potrebbe essere chiamato
dinanzi ad un c.g. a rendere conto per condotta
sfacciata dissoluta (SCC:SSF 23.11.84)
PROGRAMMATORE DI COMPUTER:
Ci dici che ti è stato chiesto di realizzare un
programma per computer che può essere utilizzato dalla
ditta in cui lavori per archiviare un falso inventario
del materiale di cui dispone. Come cristiani ci rendiamo
conto che non possiamo in alcun modo assumere il
pensiero noncurante che prevale nella società verso
l'evasione fiscale.(Lu 20:25) Pur non volendo entrare
nei dettagli tecnici del programma che dovresti
realizzare, si tratta di stabilire da parte tua le
finalità di tale algoritmo, quali sono cioè le sue
concrete possibilità di impiego? Vi sono più usi delle
funzioni ti tale programma o il suo unico scopo sarebbe
quello di nascondere una parte del fatturato? In tal
caso non ti dovrebbe essere difficile vedere il nesso
tra l'evasione fiscale e il lavoro che dovresti
realizzare. Così dopo aver valutato attentamente la
cosa facendoti guidare dalla comprensione dei princìpi
scritturali implicati dovrai prendere la tua decisione.
Accertati comunque di decidere in conformità con in
dettami della tua coscienza addestrata dai princìpi
biblici Eb 13:18 (SCF:SSF 13.8.90)
CANTANTI, CORISTI O MUSICISTI:
Cantare per intrattenere altri anche venendo pagato non
sarebbe un peccato, se si trattasse semplicemente di
provvedere uno svago ad altri. Potrebbe diventare
sbagliato però, se oltre a provvedere uno svago,
contribuissi con i tuoi servizi a promuovere una falsa
pratica religiosa come una festa fatta per onorare un
santo, o a promuovere gli interessi di un partito
politico. Tu dici che non contribuiresti a tali aspetti,
poiché non avresti niente da fare con i responsabili
della festa, ma che sarebbe il tuo impresario ad
interessarsi di tali rapporti. Ma puoi dire di non avere
niente a che fare con la festa stessa che ha lo scopo di
promuovere tali cose antiscritturali? Perché la chiesa
fa la festa? Secondo l'ap. Paolo è per onorare un falso
dio. (1Co 10:20, 21) Chiediamoci: da che cosa dipende il
successo di tale sacrificio ai demoni? Non è il
sostegno da parte della popolazione con la presenza a
tale festa l'indice per misurare il successo? E quando
la chiesa ti assume per cantare a tale festa religiosa,
non è una contribuzione al sacrificio offerto, poiché
contribuisce ad attirare le persone a venire e con la
loro presenza offrire onore a tale falsa deità? Non ti
lega quindi con tali falsi adoratori? (2Co 6:1417)
Sarebbe una festa che farebbe onore al santo se non ci
fosse musica e canzoni? Quindi, benché cantare in se
stesso per offrire ricreazione ad altri non sia
sbagliato, è certamente sbagliato quando sostiene o
promuove una falsa adorazione, attirando la gente a
sostenere tale falsa adorazione. Lo stesso ragionamento
può essere fatto se la festa è di natura politica.
Tale festa non è una propaganda del partito che la
promuove? Non dipende il suo successo da come sarà
sostenuta dalla popolazione? Noi sappiamo come Satana
si serve della falsa religione e della politica per
opporsi a Geova e quindi pensiamo che un cristiano non
vorrebbe divenire complice di coloro che sono
rappresentanti di Satana. In tali casi la coscienza
dovrebbe indurre un cristiano a rifiutare tale impiego (SCC:SSF
23.5.80)
Ci chiedete consigli nel valutare la posizione del
fratello che ha partecipato nel cantare a feste o
manifestazioni. Il ns. consiglio è quello di fare
un'attenta e profonda valutazione del caso, per
determinare se tale partecipazione ha implicato la
violazione della norme bibliche. Da chi erano org.
effettivamente tali feste di paese? Chi ha patrocinato
la manifestazione? La festa di quartiere era legata a
manifestazioni religiose? Se egli avesse partecipato ad
una festa patrocinata dall’AVIS questa sarebbe stata
una grave azione da parte sua. Se egli avesse
partecipato ad una festa dedicata ad un patrono o di
carattere religioso egli avrebbe commesso un atto di
apostasia. Ma anche se la festa di quartiere non avesse
avuto alcun legame religioso crediamo che altri fattori
meritino la vs. attenta considerazione. Quale
impressione il fratello ha dato pubblicamente? Il
fratello ha affermato di essere andato via dalla festa
prima che ci fossero delle volgarità. Comunque egli ha
partecipato ad un programma dal contenuto scurrile e
volgare. Inoltre cantare e suonare non è la sua
professione. Pertanto egli vi partecipa per puro spirito
di competizione. Partecipare o meno dipende interamente
da una sua decisione. Pertanto se il suo comportamento
ha creato turbamento e biasimo nella cong. si dovrebbe
immancabilmente applicare quanto detto in 2Ts 3:14, dopo
averlo ammonito. Nel caso invece si dovesse riscontrare
che con la sua partecipazione ha promosso e sostenuto
qualcosa di scritturalmente condannato, si dovrebbe
agire giudiziariamente (SCD:SSD 28.9.91)
Ci presentate il problema del fratello che è occupato
presso il coro della RAI come corista e a volte è
chiamato a cantare opere religiose e in contrasto con
Isa 2:4 davanti ad autorità secolari e religiose.
Sembra che alcuni siano turbati da tale attività. Per
questo è necessario esaminare il Km 10.76 al
sottotitolo "Le principali domande". Questo
fratello è occupato a cantare inni religiosi. Questi
inni non esaltano la falsa adorazione, promuovendola?
Anche l'obiettivo che hanno queste rappresentazioni ha
la sua importanza. Esaltano una creatura? Promuovono e
sostengono uno spirito in contrasto con Isa 2:4?
Ragionando sul lavoro in base al suindicato inserto,
tenendo presente gli obiettivi e il contenuto delle
opere che devono essere cantate, dovreste essere in
grado di determinare se sia lecito per un cristiano fare
questo lavoro. (Op. Scuola 1216; W 15.7.82 p 26)
Potreste così dare i consigli scritturali necessari (SCB:SSA
5.5.88)
Rispondiamo alla vs. lettera relativa al giovane
fratello che lavora come musicista e cantante. W 1.1.83
p 26, dà utili indicazioni per aiutarvi a valutare
correttamente la questione. Una domanda chiede: “Quel
particolare lavoro è condannato dalla Bibbia?”
Suonare della musica non è di per sé contrario ai
principi biblici. Se un fratello suonasse solo in
occasioni di feste della falsa religione, starebbe
evidentemente sostenendo un’attività errata. Ma dato
che egli svolge il suo lavoro in qualsiasi periodo
dell’anno, compresi i periodi di festività, la
situazione è diversa. Il fratello può sentirsi in
coscienza di continuare a svolgere quel tipo di lavoro.
Naturalmente, dovrebbe fare attenzione che il tipo di
musica che suonerà e le canzoni che canterà non
esprimano pensieri in contrasto con i principi biblici.
A parte questo possono esserci altri fattori che il
cristiano prenderebbe in considerazione nella scelta di
un lavoro, come l’ambiente e il tempo che il lavoro
potrebbe sottrarre alle attività teocratiche. Nel
prendere una decisione, la sua preoccupazione dovrebbe
essere quella che la sua scelta del lavoro non lo porti
a violare le norme cristiane o a mettere a repentaglio
la sua spir. (SCD:SSC 2.10.96)
Rispondiamo con piacere alla vs. lettera nella quale
esponete il caso di un fratello che ha partecipato ad
una festa organizzata da un particolare circolo. [A.R.C.I.]
Per comprendere se un’azione simile costituisce una
violazione dei principi biblici, si dovrebbe
innanzitutto esaminare lo statuto dell’associazione.
Quali sono i fini che si propone? Che dire delle sue
attività e della sua natura? Quindi si dovrebbe
determinare se l’associazione è collegata
direttamente con organizzazioni in contrasto con i
principi biblici come quelli di Isa. 2:4 o Riv. 18:4. In
caso affermativo, la partecipazione di un fratello a una
manifestazione di questo tipo potrebbe essere vista come
un sostegno diretto a tale org. Inoltre, perché
possiate fare un’appropriata valutazione della
questione, potreste esaminare ciò che viene detto per
un’associazione come l’I.M.C.A. nella W 15.6.79 p.
301. Vi preghiamo di informarci sulla vostra
risoluzione una volta trattato il caso. (SCB:SSB
27.7.99)
GRAFOLOGIA
Ci chiedi se c’è un nuovo punto di vista circa la
grafologia, oltre a ciò che dice la G 8.2.57. Siamo
lieti di darti qualche altra informazione su tale
argomento. Consultando vari vocabolari ed enciclopedie
alla voce 'grafologia', risulta che si tratta di una
scienza che si propone di rivelare il carattere e le
condizioni psichiche e morali di una persona attraverso
l'esame della sua scrittura. Secondo il Grande
Dizionario Enciclopedico U.T.E.T, la grafologia fa parte
'del mondo della psicologia in generale e in particolare
quello della psicologia del profondo'. Valendoti
dell'Indice 4585, all'esponente PSICOLOGIA, vi troverai
varie voci pertinenti come: Fallimento, Punto di vista
sul peccato, 11 migliori psicologi non sono d'accordo
quasi su nulla, e altre voci con i relativi rimandi a
ns. pubblicazioni. Pensiamo che rivedendo questi rimandi
si possa capire che il cristiano deve stare in guardia
dal riporre fiducia in una scienza che è in contrasto
con la Parola di Dio. Per es. W 15.3.83 p 11, conclude
una notizia sulla psicologia con queste parole di
avvertimento: "Paolo consiglio Timoteo di guardarsi
da questo tipo di pseudoconoscenza contraddittoria e
presuntuosa, dicendo: 'Evita le chiacchiere profane e le
obiezioni della cosiddetta scienza" (DC 28.9.92).
LAVORO
ARMATO O PER ORG. MILITARI
LAVORO ARMATO E PRIVILEGI:
La W 1.1.84 stabilisce che a un fratello nominato che
svolge un lavoro dove è richiesto di portare un'arma,
venga concesso un breve periodo di tempo per provvedere
al riguardo, altrimenti verrà rimosso. Se un fratello
non nominato svolge questo tipo di lavoro non sarà
considerato un buon es. per la cong. Quali privilegi
potrà non avere il fratello? Per es. non potrà
svolgere il servizio di P.A., parti dal podio,
pronunciare discorsi alla SMT, rappresentare la cong.
in preghiera e tanti altri privilegi (SCB:SSB 2.2.84)
Spetta agli A. decidere se iscrivere alla SMT un
fratello che porta un'arma da fuoco nel suo lavoro. Essi
devono considerare quale sia il suo atteggiamento. Cioè:
tale fratello capisce il principio implicato, ma non ha
ancora potuto trovare un altro lavoro, oppure pensa che
non vi sia nulla di male nel portare l'arma? In
quest'ultimo caso non dovrebbe essere iscritto alla
Scuola (SCB:SSA 1.11.84)
Per speciali privilegi si intende essere nominato dalla
cong. Qualsiasi nomina essa sia, P.A., P.R., SM o A. Un
fratello che svolge un lavoro armato non potrà
ricoprire uno di questi privilegi speciali. Potrà
comunque, se il corpo degli A. è favorevole e non crea
turbamento, essere impiegato come lettore TG, fare la
preghiera pubblica o il servizio di usciere (SCA:SSB
14.9.87)
La domanda che ci viene proposta è a cosa si riferisce
W 1.1.84 p 26 § 19 quando parla di "speciali
privilegi". Molti sono i privilegi che si ricevono
nella teocrazia. Tutti i privilegi che richiedono una
nomina, come A., SM, P.R. o P.A., sono naturalmente
privilegi di servizio. Vi sono altri privilegi che
portano la persona ad essere posta come es. nella cong.
In Om 5759 sono elencati una serie di privilegi
assegnati solitamente ai SM nominati. Al 1° § della p
58 viene detto che se non ci sono sufficienti SM altri
fratelli dedicati ed esemplari possono aiutare a
svolgere alcuni di questi compiti necessari. Questi
compiti possono essere considerati senz'altro dei
privilegi di servizio: Possono essercene altri che
richiedono ugualmente esemplarità, come ad es.
rappresentare la cong. in preghiera. W 15.7.87 p 14 §
19; Km 4.73 Spetta al locale corpo degli A. determinare
fino a che punto utilizzare un fratello nell'ambito
della cong. Parlando del problema specifico, vi sono
vari tipi di servizio armato e le circostanze risultano
molto diverse fra loro. Ogni caso è a sé. Dipende pure
dall'atteggiamento che la cong. Ha nei confronti
dell'individuo. In ogni caso non crediamo che debba
essere preclusa l'iscrizione alla SMT, per gli stessi
motivi per cui si permette il battesimo cristiano.
Dovrete pertanto valutare il caso con maturità e sano
giudizio (SCD:SSD 19.4.92)
AVERE IN DOTAZIONE UN'ARMA MA NON PORTARLA QUANDO SI È
IN SERVIZIO:
Ci chiedi il punto di vista della Società sull'avere in
dotazione un'arma ma senza portarla sul lavoro. Dato che
si tratta di una situazione nuova, abbiamo chiesto
all'ufficio di Brooklyn, il quale ci ha risposto
dicendo: "In quanto al fratello a cui è data
un'arma in dotazione, ma che non la porta quando è in
servizio, lasciandola a casa, anche questo è una
decisione personale. Se la sua coscienza gli permette di
accettare questa disposizione, la cong. non avrebbe
motivo di agire contro di lui" (SCA:SSC 17.2.84)
In questo caso l'arma non è in dotazione del fratello
custode del Museo, ma è in dotazione al Museo. Quindi
l'arma è a disposizione di tutti i custodi. Inoltre non
è sua proprietà perché come sappiamo nel Museo vi
sono vari custodi che si alternano in questo servizio.
Perciò non pensiamo sia giusto limitare i privilegi del
fratelli, come P.R. (SCD:SSF 1.6.84)
LAVORARE IN UNA FABBRICA DOVE SI PRODUCE ACCIAIO PER
ARMI:
Il fratello A. della cong. è il capo ufficio del
reparto ed il suo lavoro consiste nell'assunzione di
ordini. Nel suo reparto si produce dell'acciaio che
serve, tra l'altro, per la produzione di armi. Il
fratello sa quando si produce acciaio per usi militari
dal nome del cliente che lo commissiona. Per risolvere
questo caso è necessario consultare il Km 10.76 al
sottotitolo 'Le principali domande’. Il lavoro del
fratello svolge non viola in modo diretto la sua
neutralità, né Isa 2:4. Però dobbiamo prendere in
considerazione un altro aspetto. Nel suo reparto, anche
se in piccola misura durante l'anno, si rifiniscono
parti di cannoni. È lui che dirige e sorveglia tali
lavori e ne è responsabile. Egli non rifinisce
direttamente i cannoni ma dirige la lavorazione. Egli
è una parte importante nella catena che porta al
risultato finale, cioè il cannone. Perciò anche se non
viola direttamente Isa 2:4 è strettamente collegato ad
un lavoro condannato da Dio. La stessa cosa si potrebbe
dire anche del fratello che è caporeparto. Nella sua
officina si sono 30 macchine utensili. Solo 2 vengono
impiegate per il lavoro dei cannoni. Anche tale fratello
sa che si tratta di lavorazione di cannoni. Anche lui è
un collegamento diretto verso la fabbricazione di
un'arma. Anche se non fa direttamente o manualmente il
lavoro, lo dirige e lo sorveglia. Un altro fratello che
avrebbe le stesse dirette responsabilità nel
contribuire alla fabbricazione di un'arma, è il
fratello che fa i saggi dell'acciaio per l'analisi, per
verificare che sia della qualità desiderata. In altre
parole egli sa che questo acciaio è destinato ad un
cannone. Anche egli è complice nella catena di
lavorazione delle armi. Tutti i fratelli summenzionati
devono comprendere che il lavoro che svolgono viola Isa
2:4. Entro un tempo ragionevole dovrebbero cambiare
lavoro o non avere nulla a che fare con la lavorazione
delle armi. Questo sia dal punto di vista della
lavorazione manuale che da quello direttiva. Per quanto
riguarda i fratelli che curano la macchina da fucina
facendone la manutenzione o la manutenzione delle
macchine utensili fra le quali vi sono le 2 utilizzate
per fare le bocche da fuoco, non sono in diretto
conflitto con Isa 2:4. Questo perché non sono
direttamente né indirettamente collegati alla catena di
operazioni necessarie per formare la bocca del cannone.
La maggioranza del loro lavoro ha che fare con la
manutenzione di macchine che non lavorano armi e solo
occasionalmente devono fare la manutenzione delle 2
macchine usate per scopi bellici. Considerando la
bassissima misura in cui sono coinvolti indirettamente
nel lavoro errato, la cosa può essere lasciata alla
loro coscienza. Nel loro caso bisognerà prendere in
considerazione l'effetto del loro lavoro sulla cong. o
se compromette i loro requisiti per ricoprire privilegi.
W 1.1.83 p 26 (SCB:SSA 6.2.86)
Anche se i cannoni prodotti nella fabbrica sono
semilavorati, sono sempre cannoni o lo diventeranno.
L'acciaieria in questione produce acciai per produrre
materiale bellico. Se il fratello sa già che questo
materiale è destinato a scopi bellici, certamente non
può fare questo lavoro. I cristiani non producono
nemmeno parzialmente armi da guerra. Perciò questo
fratello sarebbe soggetto alla disciplina della cong. se
in un tempo ragionevole non lascia il lavoro o non
chiede di fare un lavoro non essere destinato a scopi
bellici (SCB:SSA 9.11.85)
Notiamo che l’attività del fratello consiste nel fare
stampi fra cui sono compresi anche quelli per fare armi
da caccia, pistole, ecc. Se non sono implicate armi da
guerra allora pensiamo che la cosa rientri nei casi di
coscienza. È il fratello che deve tenere in
considerazione la sua coscienza e naturalmente quella
dei suoi fratelli. (1Co 8:713) È ovvio che se il
lavoro secolare deve divenire causa d'inciampo egli non
sarebbe qualificato per assumere responsabilità o
avere particolari privilegi. Sappiamo che la fabbrica di
armi Breda costruisce armi da guerra, ma non sappiamo se
lo stabilimento nel quale la persona lavora è
completamente impegnato in questa attività o se vi sono
reparti che costruiscono armi che non sono impiegate in
guerra. Se lo stabilimento fosse interamente impegnato
nella costruzione di armi da guerra allora dovrebbe
cambiare attività. Se invece lo stabilimento avesse
reparti diversi, egli dovrebbe chiedere di essere
trasferito in quei reparti in cui non si fabbricano armi
da guerra per essere accettato nella cong. (SCA:SSF
8.1.82)
LAVORARE PER CONTO DI ORG. MILITARE:
È vero che sei pagato da un'azienda, ma è anche vero
che ti vorrebbero affidare un lavoro che si svolgerebbe
regolarmente per conto di un'org. che viola Isa 2:4.
Accettare questo tipo di lavoro sign. violare la propria
neutralità. Km 10.76 Diverso sarebbe il caso se, per
es. un idraulico venisse chiamato d'urgenza a riparare
un impianto in un edificio che viene usato da un'org.
che è in contrasto coi princìpi biblici. Potrebbe
decidere in coscienza di accettare perché
considererebbe tale lavoro un'opera umanitaria. Ma se
l'idraulico vi lavorasse regolarmente diverrebbe
sostenitore di quell'org. Oltre a ciò, vorrai essere
seriamente preoccupato per l'effetto che il lavoro ha
sugli altri. (1Co 10:1833) Essendo un nominato,
qualsiasi azione che ti facesse perdere la fiducia della
cong., significherebbe che non potresti più servire in
quel privilegio (SCE:SSH 31.3.87)
Se il fratello riceve il suo stipendio da un'org. in
contrasto con Isa 2:4 sta violando la sua neutralità e
deve essere chiamato di fronte ad un c.g. se non intende
effettuare alcun cambiamento dopo essere stato
avvertito. Egli costruisce impianti idraulici e
antincendio della zona civile. Sign. questo che è
pagato per il servizio che rende ai singoli oppure
riceve il suo salario dall'org. contraria a Isa 2:4 da
cui dipendono questi civili? Se egli percepisce lo
stipendio da singoli individui che pur appartenendo a
detta org. chiedono un servizio strettamente personale,
allora la cosa è una questione personale, di coscienza.
Se invece egli percepisce il suo stipendio da detta org.
sta violando la sua neutralità e non è più una
questione di coscienza. Km 10.76; W 1.1.83 p 26 (SCA:SSF
13.6.83)
Che dire di colui che lavora in un'org. in contrasto con
Isa 2:4, che è da essa pagato, ma il cui lavoro
consiste nell'aver cura dello spaccio, dell'impianto
idrico, della riparazione degli edifici, della cura del
giardino, ecc.? Compiendo tale lavoro si identifica con
l'org. stessa e ne diviene parte. Sostiene direttamente
tale lavoro e contribuisce allo svolgimento attività
errata (CO DO 28.1.77)
POLIZIA DI STATO:
Dal momento che il corpo delle Guardie di Pubblica
Sicurezza, ora Polizia di Stato è stato smilitarizzato,
tale attività non è più in contrasto con Isa 2:4.
Ciascun cristiano, vorrà decidere se accettare di
prestare servizio in tal modo. In relazione al lavoro
che richiede di essere armati puoi consultare W 1.8.73,
p 478. Anche se la suddetta attività non ti impedisce
di far parte della cong. è bene tener presente la
coscienza dei fratelli, specialmente se hai delle
responsabilità o se ti dovranno essere affidate in
futuro (SCB:SSB 8.7.81)
È stata approvata una legge che rende il corpo di
Polizia, che prima si chiamava Pubblica Sicurezza, un
corpo civile anziché militare. Quindi le persone che
sono in questo corpo e vengono a conoscenza della verità
possono essere accettate nella cong. Ci chiedi se un
cristiano potrebbe lavorare come poliziotto qui in
Italia senza andare incontro a sanzioni o alla
disassociazione. Un cristiano che dovesse farsi assumere
nel corpo della Polizia di Stato, essendo questo un
corpo civile, non andrebbe incontro alla
disassociazione. Però ci sono altre considerazioni che
dovrebbe fare per determinare se farsi assumere in
questo corpo o no. Benché non è più un corpo militare
coloro che ne fanno parte portano armi. Quindi il
cristiano potrebbe trovarsi in circostanze dove dovrebbe
prendere la decisione di usare tali armi contro una
persona e quindi andare incontro alla responsabilità
del sangue. Perciò un cristiano dovrebbe chiedersi:
voglio trovarmi un domani in circostanze in cui posso
essere costretto ad uccidere qualcuno? Naturalmente per
qualsiasi conseguenza derivi dal suo lavoro, dovrà
assumersi la responsabilità davanti a Geova e alla
cong. Inoltre dovrebbe chiedersi se tale lavoro è
compatibile con l'obiettivo dei cristiani che è quello
di essere pacifici con tutti. (Ro 12:18) Potrebbe quindi
dare l'impressione agli altri, col lavoro che svolge,
che è in contraddizione con ciò che professa di
essere? Potrebbe turbare la coscienza dei fratelli e
farli inciampare? Un'altra considerazione che dovresti
fare riguarda la tua stessa coscienza. Come ti senti
nella tua coscienza se dovrai svolgere un lavoro dove
c’è la possibilità di usare un'arma contro il tuo
simile? Se la tua coscienza è turbata, Paolo dice che
non si dovrebbe fare mai una cosa contro la propria
coscienza Ro 14:23 (SCC:SSB 21.7.81)
GUARDIA GIURATA:
Non vi è nulla in contrario che una persona che serve
come guardia giurata sia accettata nella cong. Se è
altrimenti qualificata può essere accettata come procl.
e battezzarsi. Il servizio di guardia giurata è un
servizio civile per cui non vi sono ostacoli ad
accettarla nella cong. Per quanto riguarda il giuramento
ed il fatto che porta armi potete vedere W 1.8.73 p 478;
W 77 p 703; G 8.1.76 p 28 (SCA:SSF 29.10.81)
ARMAIOLO:
Pensiamo che il lavoro dell’armaiolo, cioè la
riparazione di fucili da caccia, sia da considerarsi un
lavoro come un altro. Naturalmente se la coscienza
dell’individuo sarebbe turbata, farebbe bene a
cambiare mestiere. Crediamo che se una persona
interessata è altrimenti qualificata, potrebbe servire
come procl. pur continuando a lavorare come riparatore
di fucili da caccia. Se la cong. fosse turbata per il
lavoro che compie sarebbe squalificato per servire in
qualche incarico di responsabilità ma potrebbe
ugualmente continuare a partecipare all’opera di campo
e il suo rapporto sarebbe accettato dalla cong. (SCB
15.1.74)
VIGILE URBANO:
Ci chiedete informazioni sul concedere privilegi di
servizio a un fratello vigile urbano. Non specificate
che tipo di privilegi si intende. In ogni caso è una
locale valutazione il determinare quali privilegi
concedere ai singoli fratelli, in base alla loro
devozione, essendo zelanti nel servire ed esemplari
nella condotta. (1Tm 3:113) Vi è pure differenza fra
svolgere un lavoro che richiede di portare costantemente
un'arma da fuoco e averla semplicemente in dotazione ma
svolgendo essenzialmente un lavoro d'ufficio come il
caso specifico di cui stiamo parlando. Bisogna anche
valutare l'attitudine della cong. e come viene
considerato il fratello. In alcuni casi è quasi
sconosciuto il fatto che certi lavori richiedono l'avere
in dotazione un'arma da fuoco. In ogni caso non
desideriamo sminuire o ignorare i princìpi scritturali
trattati in W 1.1.84 affinché la cong. sia incoraggiata
a cercare la pace e a perseguirla (SCE 11.2.86)
Riguardo ai vigili urbani armati, secondo un'ordinanza
comunale di Napoli, non potrebbero avere nella cong.
"speciali privilegi". W 1.1.84 p 26 Con questo
termine si indicherebbero tutti i privilegi derivanti da
una precisa nomina. Possono includere A., SM, P.R., ecc.
Per quanto riguarda invece la preghiera o la SMT è una
cosa da valutarsi localmente perché gli A. possono
vedere l'effetto che ha sulla cong. il fatto che un
fratello, pur essendo armato, sia chiamato per certi
privilegi (SCD:SSF 1.6.84).
LAVORO
LEGATO A RELIGIONE
PULIZIA IN APPARTAMENTI CON IMMAGINI RELIGIOSE:
Per quanto riguarda il problema delle sorelle che
svolgono il lavoro di pulizia in appartamenti e villette
e fra i vari oggetti che esse spolverano vi sono anche
immagini religiose, crediamo che il compiere o meno
questo lavoro debba essere lasciato alla coscienza
individuale. Finché esse si limitano a spolverare
questi oggetti di adorazione e non fanno nient'altro,
non violano la legge di Dio. Naturalmente se la loro
coscienza è turbata allora dovrebbero agire di
conseguenza per mantenerla pura. (Ro 14:23) G 22.5.78 p
28; W 1.7.77 p 4156 (SCC:SSC 15.7.86)
PULIZIA IN UN ISTITUTO RELIGIOSO:
Siamo lieti di rispondere alla tua lettera in relazione
alla sorella che lavora in un istituto religioso. Ci
chiedi un ns. parere su questa situazione. La risposta
si trova nell'inserto del Km 10/76 p 36. Le principali
domande da tenere in considerazione sono: Costituisce il
lavoro in sé stesso qualche cosa che la Bibbia
condanna? Se il lavoro stesso non è condannato,
metterebbe il farlo in stretta relazione a qualche cosa
condannato dalle Scritture e lo renderebbe promotore e
complice? Menzioni che la sorella fa le pulizie in un
istituto religioso chiamato "Casa del Redentore".
In che cosa consiste questo lavoro di pulizie? La
sorella in questione si limita a pulire le stanze dove
le ragazze che frequentano il liceo linguistico di
detto istituto alloggiano? O fa le pulizie nelle aule
dove si tiene tale scuola? O il lavoro consiste anche
nel fare le pulizie negli alloggi delle suore? Si dovrà
valutare la posizione della sorella. Se il lavoro è
quello di pulire gli alloggi delle studentesse e le
aule della scuola, allora la questione deve essere
decisa individualmente secondo la coscienza addestrata
dalla Parola di Dio. Questo non vuol dire che si possa
fare liberamente; è una decisione personale della
sorella e si assumerà la propria responsabilità
dinanzi a Dio. Potrebbe farsi alcune domande nel
decidere se continuare o meno a fare tale lavoro: Come
cristiana ha personalmente dubbi su questo lavoro? Qual
è l'effetto che genera su di lei? Altri nella cong. o
fuori di essa perdono il rispetto, sono turbati a causa
di ciò? Se, però, il suo lavoro consiste anche nel
fare le pulizie negli alloggi delle suore o in altri
ambienti dedicati alla falsa forma di adorazione, allora
ella viola le legge di Dio e diventerebbe un'apostata,
in quanto che tale istituto è dedicato a promuovere
la falsa forma di adorazione condannata dalla Parola di
Dio. Se le cose stessero così, allora la sorella
dovrebbe lasciare il lavoro, altrimenti dovrà essere
formato un c.g. (SSH:SSI 26.3.82)
FOTOGRAFI PER MATRIMONI, CRESIME, BATTESIMI:
Da quello che possiamo comprendere i fratelli fotografi
si limitano a fare un servizio a coloro che glielo
chiedono sia per il matrimonio che per cresime,
battesimi e compleanni. Se si limitano solo a fare
fotografie non promuoverebbero la falsa religione. Non
comprendiamo però in cosa consista la contribuzione o
parcella che devono dare alla chiesa. Probabilmente
facendo tale contribuzione contribuiscono a sostenere
Babilonia la Grande. Se è così devono smettere
immediatamente di fare tali contribuzioni, altrimenti
dovranno essere chiamati davanti ad un c.g. C’è un
altro aspetto da tenere in considerazione ed è
l'effetto generale che questo tipo di lavoro produce sia
negli individui stessi che nei componenti della cong.
Fanno inciampare o turbano la coscienza di molti? Hanno
perso il rispetto così che altri non li guardano più
come es.? Inoltre la persona stessa ha la coscienza pura
nel compiere tale lavoro? (1Co 8:1113; 1Tm 3:2, 10; Ro
14:15) Se col loro lavoro creano turbamento e fanno
inciampare altri, come conseguenza perderebbero tutti i
privilegi speciali (SCC:SSF 23.11.84)
In relazione all’attività di fotografo che ti
porterebbe spesso a svolgere servizi in occasione di
matrimoni, cresime, comunioni, in chiese della
cristianità, noi scoraggiamo decisamente tale attività
in quanto è legata a funzioni della falsa religione e
avviene in luoghi di culto. Certo il servizio sarebbe
per il singolo individuo, ma tale lavoro potrebbe
collegarti anche se indirettamente con una pratica
condannata. Pur essendo una questione personale
chiediti: Fino a che punto hai autorità su ciò che
viene fatto? Sei un dipendente? In che misura sei
coinvolto, solo di tanto in tanto, o regolarmente, in
maniera consistente? Quale sarà l'effetto derivante
dallo svolgere tale lavoro sugli altri? Qualcuno
potrebbe inciampare? Che effetto avrebbe sulla tua
coscienza? Se l’attività fosse svolta in maniera
regolare o consistente, difficilmente potresti essere
idoneo per ricoprire incarichi o privilegi. Potresti
correre il rischio di essere segnato a causa del tuo
stretto e consistente legame con la falsa religione
W
1.1.83 p 25 (SCC:SSI 27.2.85)
Occorre determinare se il fratello accetta di svolgere
servizi di matrimonio per conto degli sposi, cioè
clienti privati, o per conto della chiesa. Se svolgesse
tali servizi per conto della chiesa, naturalmente
sarebbe contro i principi scritturali. Se invece tali
servizi sono richiesti da singoli individui e per di più
egli si limita allo sviluppo delle foto, crediamo che ciò
non violi alcun principio, così da rendere tale pratica
completamente condannata. Naturalmente il fratello dovrà
tener conto non solo della propria coscienza, ma anche
di quella altrui. Soprattutto nel caso ricopra
particolari privilegi di servizio nella cong., dovrà
stare molto attento a non creare turbamento e a mettere
in dubbio i propri requisiti scritturali (SCE:SSI
14.8.86)
Abbiamo ricevuto la vs. riguardante una persona che
svolge un lavoro di fotografo ed esegue vari servizi
fotografici. Tali servizi riguardano matrimoni,
comunioni e cresime, e servizi per un quotidiano su
avvenimenti come la visita del Papa a Genova, ecc., per
galleria d'arte che riproducono quadri o sculture che
raffigurano oggetti di adorazione; inoltre svolge
servizi fotografici per recite scolastiche che raffigurano
la natività di Cristo, oltre che servizi che riguardano
uomini politici. Crediamo che le domande essenziali da
rivolgersi per determinare se tali servizi siano o no
in armonia con i principi biblici, sono le seguenti: 1)
il lavoro o l'attività da svolgere costituisce in se
stesso un atto condannato dalla Parola di Dio? 2) Se
no, è tuttavia così direttamente legato a tali
pratiche condannate da rendere quelli che lo fanno
promotori della pratica errata? La risposta alla prima
di queste domande è evidentemente no. Fare il fotografo
non è certo proibito dalle Sacre Scritture. Ma possiamo
dire che facendo una fotografia ad un matrimonio o una
comunione, in una chiesa il fotografo si lega
direttamente ad una pratica o rito non Scritturale? Effettivamente,
cosa fa egli? Fa una fotografia, non per la chiesa, ma
perché le persone che lo hanno assunto possano avere
un ricordo dell'avvenimento che si svolge. La persona
che lo ha assunto già crede in tali pratiche condannate
e quindi il fotografo non promuove la falsa religione.
Anche i servizi fotografici per le gallerie, non
collegano direttamente a cose antiscritturali. Il
fotografo si limita a registrare gli avvenimenti. Ciò
che viene scritto nell'articolo del quotidiano, non è
una questione del fotografo. Lo stesso vale per i quadri
e le sculture, non è il fotografo che le destina ad uno
scopo antiscritturale. È la galleria d'arte che si
servirà di queste foto per fare pubblicità o per
venderle o per scopi religiosi. lì fotografo si
limita a fornire una fotografia dell'oggetto. Nello
svolgere il suo lavoro egli non è assunto da una org.
di falsa religione, ma da privati. Il suo servizio serve
a tali privati per loro usi e non per scopi religiosi.
Perciò non possiamo dire che tale lavoro lo lega
direttamente come complica alla falsa religione. Però,
vi è una considerazione da fare che dovrebbe essere
presa seriamente in considerazione da tale persona se
desidera divenire un T.d.G., ossia se egli fa pubblicità
per sollecitare tali servizi, come comunioni o cresime. Se lo facesse diverrebbe un promotore dl cose
false. Facendo pubblicità per avere tali servizi
indicherebbe di essere d'accordo con tali servizi.
Questo lo renderebbe apostata. Inoltre si deve anche
considerare la possibilità che il suo lavoro turbi i
fratelli della cong. Se ciò accadesse egli non sarebbe
idoneo ad avere incarichi o avere speciali privilegi, se
fosse un fratello. Dovrebbe anche prendere in
considerazione la sua propria coscienza. Se ha qualche
dubbio allora non dovrebbe fare tali servizi, secondo
Ro 14:22, 23. (SCB:SSA 20.2.86)
Il fratello, essendo titolare dello st. fotografico è
responsabile dell’attività che egli e i suoi
dipendenti svolgono. Che dire del servizio fotografico
fatto in occasione di un matrimonio che viene celebrato
in una chiesa della falsa religione? Se il contratto di
tale servizio fosse stipulato con la chiesa, ciò
sarebbe violazione. La cosa invece cambia se tale
servizio è richiesto dagli sposi. Tale lavoro anche se
si svolge in un luogo dedicato alla falsa religione, non
ha attinenza con l’attività che si compie e non
contribuisce al perpetuarsi di tale org. Il fratello
dovrà prendere in considerazione come la cong. vede il
suo lavoro. Dovrà tener presente questo fatto sia che
il servizio fotografico lo svolga lui personalmente o
se invece viene svolto da un suo dipendente (SCD:SSE
10.7.87)
RAPPRESENTANTE DI OPERE D'ARTE CON SOGGETTI RELIGIOSI:
In merito al fratello che fa il rappresentante di opere
d'arte fra cui ci sono anche opere di carattere
religioso, puoi consultare il Km 10.76. Chiediti: Il
lavoro che fa questo fratello è direttamente legato
alla pratica di adorare immagini o alla vendita di
immagini per l'uso di false religioni? Non pensiamo sia
così. Poiché prima di tutto il fratello vende gli
oggetti a negozi che trattano i preziosi. Quindi il
negoziante li compra non per adorarli ma per venderli
come opere d'arte. È vero che qualcuno potrebbe
comprare un'opera d'arte per adorarla come un idolo, ma
renderebbe questo il fratello direttamente collegato
all'adorazione dell'immagine? Non ci sembra. Il suddetto
Km dice: "Non possiamo certo svolgere un lavoro che
richieda di fabbricare, vendere o propagandare cose
specificamente destinate a tali scopi". Le opere
d'arte non sono fatte specificamente per essere adorate.
Naturalmente, mentre la sua coscienza può permettergli
di commerciare questi oggetti deve prendere in
considerazione la possibilità di far inciampare altri
nella cong. o turbare la loro coscienza. Se ciò dovesse
avvenire allora gli A. determineranno se può avere
privilegi che lo porrebbero come es. 1Co 10:32 (SCC:SSF
5.5.81)
OREFICE CHE TRATTA ORO USATO CON IMMAGINI:
In relazione al fratello che ha un negozio di
oreficeria, dici che non vende alcun oggetto religioso
ma si limita a comprarli come oro vecchio che poi li
rivende al grossista per la fusione. Questo sarebbe un
commercio di compravendita di oggetti di culto. G
22.2.77 p 28 elenca vari princìpi che ogni cristiano
dovrà tenere conto quando ha il problema di sbarazzarsi
di oggetti religiosi. Di conseguenza il comprare oggetti
religiosi per poi venderli a sua volta, non importa se
al pubblico o al grossista per la fusione, diventa un
commercio e di conseguenza si promuoverebbe oggetti
della falsa religione. Anche nel caso egli si limitasse
ad acquistare oggetti religiosi per poi fonderli egli
stesso, tale pratica potrebbe essere discutibile a
causa di grave turbamento nella cong. Egli non
acquisterebbe solo ora vecchio, ma oggetti della falsa
religione. Occorrerà parlare chiaramente al fratello
aiutandolo a riflettere sui princìpi scritturali
implicati per non divenire causa d'inciampo. Se dopo
vari avvertimenti non dovesse capire il punto, potrebbe
compromettere la sua posizione di nominato e addirittura
essere segnato. Non è escluso che tale pratica possa
anche portare all'espulsione dalla cong. (SCE:SSH
18.2.87).
FORNAIO O PASTICCIERE CHE CONFEZIONA DOLCI PER LE
FESTE:
La sorella menzionata non è una dipendente ma è lei
che gestisce la rivendita di pane: quindi è
responsabile di quello che fa e delle decisioni che
prende. Confezionando o vendendo un dolce che raffigura
"S. Martino" a cavallo, dolce dedicato alla
festa tradizionale e che promuove la falsa religione,
essa viola la legge di Dio. Dovete quindi parlare
schiettamente e vigorosamente facendole capire che con
questa azione sta sostenendo la falsa religione e le sue
feste, e perciò si rende colpevole del peccato di
apostasia. Se non si correggerà allora si dovrà
formare un c.g. e chiamarla a rendere conto. Se fosse
impenitente deve essere espulsa. La cosa sarebbe diversa
se la sorella fosse una dipendente e fra il lavoro che
svolge vende anche di tanto in tanto in occasione di
questa festa il summenzionato dolce. Allora rientrerebbe nelle questioni di coscienza. Questo non
vuol dire che si possa fare, perché ognuno renderà
conto di se stesso a Dio. Solo che non avremmo le basi
per intervenire come c.g. (SSH 16.7.82)
Chiedete se può essere accettato per il battesimo un
procl. che è proprietario di una pasticceria in società
con la sua sorella carnale e che nei periodi festivi,
produce uova pasquali, decorazioni, torte per il
compleanno, l'onomastico, e quindi le vende. Egli non
avrebbe dovuto essere accettato come procl. poiché
prima bisogna uscire da Babilonia. Dato che è
proprietario e quindi ha possibilità di decidere cosa
confezionerà nel suo negozio, egli diventa un
promotore di false feste pagane, e non può essere
accettato come procl. e come battezzato, fino a che
continua a produrre dolci con decorazioni e auguri. Tali
dolci sono usati per celebrare feste pagane. Mettendo
lui stesso le decorazioni di auguri, diventa complice e
contribuisce a sostenere delle false festività. Anche
se egli non celebra la festa, mette altri in grado di
farlo fornendo il materiale da usare a questo scopo (Ger
7:1619) Ks "Apostasia" Quindi finché egli
continua a svolgere questa attività, non di semplice
pasticciere, ma contribuendo alla celebrazione di feste
religiose, non potrà battezzarsi. Vorrete aiutarlo a
vedere la necessità di aderire ai princìpi divini,
facendogli notare che se confidiamo in Geova egli non ci
abbandona (SCB:SSA 29.4.87)
FRATELLO BARISTA HA UN INSEGNA CON TORTA E CANDELINE:
Ci parlate di un fratello che gestisce un bar il quale
ha fatto apporre all'esterno del locale un'insegna
raffigurante una torta con delle candeline. Ci chiedete
se si può parlare di apostasia. W 1.1.83 p 26 riporta
una serie di domande che possono aiutarvi. Benché il
lavoro di per sé non sia condannato, si può collegare
con una pratica condannata rendendo complici di tale
pratica. Pubblicizzando la torta con le candeline il
fratello sta incoraggiando una pratica antiscritturale.
Circa il sign. delle candeline vi invitiamo a leggere G
22.5.82 p 125 e G 67 p 11. È vero che oggi poche
persone conoscono l'origine di certe usanze, ma Geova le
conosce, e ciò che conta non dovrebbe essere la sua
opinione in merito? (Rs 147) In armonia con Gal 6:1 è
appropriato parlare al fratello per aiutarlo a capire la
sua posizione. Solo se dovesse persistere nel sostenere
una pratica antiscritturale si formerebbe un c.g. per
apostasia (SCA:SSA 29.11.90)
VENDITORE AMBULANTE IN
OCCASIONI DI FESTIVITÀ:
Dobbiamo ricordare che il lavoro del fratello è quello di ambulante e
partecipa a molti mercati. In altre parole va al mercato perché lì si
raduna molta gente, non per celebrare la festa. Certamente non dovrebbe
contribuire in alcun modo alla falsa religione perché questa festa sia
allestita o organizzata, ma se vende semplicemente la sua merce, come fa
in altri mercati, non possiamo dire che il suo lavoro sia collegato alla
falsa religione. Egli paga una regolare licenza e la paga al comune e non
alla chiesa. È infatti il comune che dispone che vi siano mercati per
riscuotere delle tasse. Per il fatto che il venditore sia un SM deve
essere valutato quale effetto ha sulla cong. Se diversi inciampano allora
non sarebbe irreprensibile, non libero da accusa e non potrebbe ricoprire
tale incarico (SCB:SSA 29.11.85)
Ci parlate di una persona interessata che svolge l’attività commerciale
di vendere dolciumi anche alle fiere in occasione di feste o celebrazioni
religiose (oltre che ai vari mercati). Per valutare se viola la legge di
Dio o meno, dovete porvi alcune domande, come: sta promuovendo la festa o
celebrazione religiosa? Come? O vende semplicemente questi dolciumi per
provvedere il necessario a sé e alla sua famiglia? Fra i dolci che vende
ve ne sono alcuni che sono parte integrante della falsa forma di
adorazione, come ad es. uova di Pasqua o simili? Dovete valutare e
appurare cosa fa effettivamente. Se si limita a vendere dolciumi che non
hanno niente a che fare con le celebrazioni religiose, non sta violando la
legge di Dio. Tuttavia, ci sono altri aspetti da prendere in
considerazione. Fa inciampare altri sia dentro la cong. che fuori? Coloro
che vedono questa persona vendere dolciumi al queste fiere, la associano
alla falsa forma di adorazione e rimangono turbati? Egli come si sente? W
15.3.69 p 18791 (SCC:SSB 2.1.84)
Il luogo dove avviene la vendita non è importante. Ad es. se vengono
venduti in occasione di una festa pagana in un mercato, questo di per sé
non sarebbe apostasia. È apostasia invece, se per poter vendere nel
mercato bisogna pagare o contribuire per l'allestimento per la festa
pagana stessa. Se invece bisogna pagare una tassa a Cesare come
concessione per attività questo si può fare (SCC:SSF 18.4.83)
MARMISTA CHE PRODUCE LAPIDI:
Rispondiamo alla tua lettera riguardante il fratello che lavora il marmo a
scopo decorativo riproducendo parti di antichi templi romani, lapidi e
immagini a scopo decorativo. Ci sono princìpi biblici che possono aiutare
il fratello a determinare se può e se vuole continuare a fare tale
lavoro. Una scrittura è Eso 20:4,5 che proibiva di fare degli idoli a
scopo di adorazione. Ciò che rendeva un oggetto detestabile a Geova non
era il semplice fatto che fosse un'immagine, altrimenti non potremmo usare
illustrazioni di avvenimenti biblici nelle ns. pubblicazioni. Inoltre
sappiamo che Geova comandò di fare dei cherubini che vennero posti
sull'arca. Quei cherubini, benché fossero delle immagini, non erano
adorati. Quindi ciò che si deve determinare riguardo alle cose che il
fratello fa, è se è qualcosa di proibito per il cristiano non tanto
perché è un'immagine ma perché è oggetto di adorazione. Vedendo tali
oggetti, le persone abituate ad adorare idoli potrebbero essere spinte ad
inchinarsi davanti a questi, pregarli o rendergli culto? La risposta può
aiutare il fratello a determinare se gli oggetti che fa sono proibiti o no
dalla Parola di Dio. La Bibbia ci esorta ad essere cauti riguardo a tutto
ciò che può coinvolgerci nel peccato di idolatria. (1Gv 5:21; 2Co 6:16)
Perciò in merito a oggetti e lapidi per coprire le tombe, vasi per
mettervi i fiori, oggetti e immagini fatti a scopo decorativo, dovranno
essere presi in considerazione i punti menzionati per determinare se il
fratello può farli o no. Dopo aver fatto questo esame, se il fratello
giunge alla conclusione che gli oggetti non sono idoli né spingono altri
ad adorarli, allora deve decidere in coscienza se continuare a fare tale
lavoro (SCC:SSB 11.8.81)
Ci descrivete la posizione di 2 fratelli che sono in società con uno che
non è T.d.G., e come ditta preparano delle tombe. Essi si limitano
semplicemente a farle, mentre il socio del mondo vi aggiunge le croci e i
portalampada. Le immagini poste sulle tombe sono tenute in deposito nel
negozio dei 3 soci. Ci chiedete se questo rende i fratelli complici della
falsa religione. La croce è senz'altro un'immagine che è adorata in
questa nazione. Il fatto che questi fratelli si limitano solo a fare le
tombe e il terzo socio vi mette la croce o altre immagini dedite alla
falsa religione non cambia il fatto che, essendo soci, siano responsabili,
perché è come ditta che consegnano l'art. completo a chi l'ha ordinato.
Dite inoltre che essi consegnano le tombe con croci già montate, e questo
li rende ancor più complici. Essi sanno che la croce è considerata
qualcosa di santo e che viene adorata. Perciò è necessario che essi
riconsiderino il loro lavoro, e in un ragionevole periodo di tempo ne
trovino un altro. Oppure si tolgono da questa situazione che li rende
complici della falsa religione. Essi stanno violando il principio di 2Co
6:16 e Ri 18:4, e se dovessero persistere in questo lavoro sarebbero
soggetti alla disciplina della cong. per apostasia. Dovreste parlare loro
seriamente, mostrando la pericolosa posizione in cui si trovano nei
confronti di Geova. Date loro un limite di tempo per lasciare questa
attività prima di chiamarli davanti a un c.g. Considerate con loro
l'inserto del Km 10.76 che li aiuterà a capire che devono astenersi da
questo lavoro per mantenersi puri (SCC:SSH 9.10.81)
Ci riferisci che a volte il fratello prepara lapidi di cimitero e vi
attacca la croce. La croce è un oggetto di falsa adorazione. Anche se non
è lui a fabbricarla, mettendola in un posto dove può essere vista da uno
che è abituato ad adorarla, egli sta incoraggiando o promuovendo la falsa
adorazione. In questo caso si tratterebbe di apostasia (SCC:SSI 25.5.82)
ELETTRICISTA DEL CIMITERO COMUNALE:
Ci viene detto che il fratello è elettricista nel cimitero e che viene
pagato dal comune e che il suo lavoro consiste nell'applicare le luci
elettriche del cimitero, riparare gli impianti vecchi, sostituire le
lampade bruciate e fare nuovi impianti per le tombe. Da quanto ci dite
comprendiamo che il fratello fa esclusivamente lavori sulle tombe. La
luce sulla tomba è il frutto dell'idea che l'anima dell'uomo sia
immortale e che quindi continui a vivere nell’aldilà. Il fatto che
questo fratello faccia esclusivamente questo lavoro, indica una
partecipazione alla falsa forma di adorazione, e quindi non crediamo che
un cristiano, dovendo avere una coscienza pura verso Geova, possa fare
esclusivamente questa specie di lavoro. Se il fratello facesse
l'elettricista e saltuariamente venisse chiamato per riparare qualche luce
sulle tombe, allora sarebbe una questione di coscienza; ma facendo
esclusivamente questa specie di lavoro, non crediamo che si possa più
considerare una questione di coscienza, ma un sostegno diretto a una forma
di falsa adorazione. Crediamo che quindi sia una buona cosa considerare
questi punti col fratello onde fargli comprendere la necessità di
mantenere una posizione integra verso Geova (AB:FBB 24.2.78)
CONTRATTI DI LAVORO CON CHIESE, SACERDOTI, CONVENTI O RICOVERI:
Un T.d.G. che ha una ditta edile non può accettare di contrattare con la
chiesa cattolica. Benché il lavoro non sia sbagliato, il fatto di
contrattare con la chiesa vuol dire diventare dipendente di essa. Questo
lavoro darebbe parecchio sostegno nel promuovere la falsa adorazione. Non
si tratterebbe di un contatto casuale come di un portalettere che consegna
posta a chiese o istituti religiosi, ma sarebbe un lavoro che
impiegherebbe molto tempo e una relazione estesa con la chiesa,
contribuendo in modo sostanziale alla falsa adorazione. (1Co 6:3, 4)
W
1.7.65 Dom. Let. Un fratello che è alle dipendenze di una ditta edile,
deve considerare se lavora occasionalmente in qualche piccolo lavoro per
la chiesa ed è richiesto di farlo dalla ditta, ma non regolarmente. Ciò
rimarrebbe alla sua coscienza se farlo o meno. Se il lavoro fosse invece
regolare e non occasionale, pur non essendo quello che decide ciò che la
ditta deve fare, non potrebbe accettare di farlo, anche se la ditta fosse
civile. Inoltre quale effetto potrebbe avere sulla cong. o sulle persone
del mondo che ci conoscono come T.d.G.? Dovremo astenerci da ciò che si
riflette negativamente sul nome che portiamo o sul ministero. Inoltre ci
guarderemo bene dal fare qualcosa che potrebbe fare inciampare i fratelli.
Dove si crea turbamento, un fratello che ricopre incarichi nella cong.
come A. o SM verrebbe meno nei suoi requisiti e potrebbe rendersi
necessario rimuoverlo. (1Tm 3:2, 7; Km 4.65 Risp. dom.). Riguardo alla
possibilità che un fratello possa eseguire lavori privati a casa di un
sacerdote, questa è una questione personale, di coscienza. Naturalmente
occorre considerare il rischio di far inciampare o turbare la coscienza
dei fratelli. In questo caso si potrebbe considerare che il lavoro non è
alle dipendenze di un'org. religiosa, ma un lavoro occasionale per una
persona privata. Si potrebbe illustrare con un fratello che fa il barbiere
e nel suo negozio entra un prete per farsi tagliare i capelli. Il fatto
che questo cliente è un sacerdote, non lo mette alle dipendenze della
chiesa. Ma se il barbiere facesse un contratto per tagliare i capelli ai
sacerdoti di un monastero, la cosa sarebbe diversa, venendo alle
dipendenze della chiesa (SCB:SSA 30.9.86)
Le domande che possono esservi utili nel decidere come comportarvi col
fratello sono: Compie lavori che sono in netto contrasto con i principi
biblici, come regolare attività in luoghi dedicati alla falsa religione?
Svolge la sua attività esclusivamente nella casa di riposo? La casa di
riposo è aperta a tutti, cioè qualsiasi persona anziana può
avvalersene? Cosa dice la cong. del fatto che il fratello svolge la sua
attività secolare alle dipendenze di un’org. della falsa religione? Se
egli non svolge alcuna attività a sostegno della falsa adorazione,
limitandosi a lavorare all’interno della casa di riposo e la cong. non
è disturbata da questo fatto. allora egli potrebbe non essere rimosso
dall’incarico di SM Si dovrà decidere localmente ciò che è
appropriato fare. Essendo sul posto siete maggiormente in grado di
stabilire il da farsi e quindi agire di conseguenza. (SCA 12.12.88)
La W 1.1.83 p 26 alla 6a domanda fa comprendere che la situazione di colui
che riceve lo stipendio direttamente da un ente religioso lavorando presso
di esso è ben diversa da colui che viene retribuito sì da un ente
religioso ma che lavora a favore della comunità, tipo in un ospedale
gestito parzialmente o completamente da religiosi. Voi dite che il
ricovero in questione è gestito ed è anche di proprietà di un ente
religioso. Ciò vuol dire che l’Amministrazione è totalmente composta
da ecclesiastici? Il Presidente, il Vicepresidente sono anch’essi
ecclesiastici? È importante sapere ciò per poter determinare si ha a
che fare con la falsa religione. W 65 p 4145 risponde alla domanda se è
appropriato che un T.d.G. lavori alle dipendenze di un’org. religiosa:
“Come potrebbe un T.d.G. lavorare coscienziosamente per un’org. che
opera interamente in opposizione a Geova? ... Se colui che professa di
essere dedicato accetta un lavoro alle dirette dipendenze di tale org.
religiosa, diviene effettivamente parte d’essa”. Quindi, nel caso in
cui si riscontrasse che il fratello abbia violato la sua integrità
vorrete vedere fino a che punto fosse a conoscenza della cosa, se nel
passato è stato consigliato in merito. Se risultasse che il fratello
viola la neutralità ma ciò fosse avvenuto per ignoranza o perché mal
consigliato gli si dovrà concedere del tempo, forse 2 o 3 mesi, per
sistemare la sua situazione senza che debba rispondere dinanzi a un c.g. (SSB
15.11.88)
Colui che lavora come falegname o imbianchino presso un convento religioso
è strettamente collegato con l’attività svolta dal convento. Si
identifica come appartenente a tale org. religiosa che sostiene col suo
lavoro (CO DO 28.1.77)
Ci presentate la situazione del fratello che svolgendo il suo lavoro di
rappresentante stipula anche contratti con conventi di preti e frati.
Poiché è il fratello a cercare questi clienti, stipulando contratti da
cui ricava una percentuale, questa attività lo collega strettamente con
una pratica condannata, da renderlo complice di tale pratica. Dovreste
aiutarlo a capire che la sua condotta è errata, poiché così facendo
sostiene un'org. il cui scopo è contrario alla Bibbia. Se egli insiste
nello svolgere tale attività, dev'essere chiamato davanti ad un c.g. per
rispondere del suo operato (SSC 8.3.84)
LAVORARE IL TERRENO DI PROPRIETÀ DELLA CHIESA:
Se il fratello lavora il terreno della chiesa ma suo padre, che è
l'intestatario del contratto, non è il mezzadro della chiesa ma paga un
affitto, allora ciò non richiede l'intervento di un c.g. Richiederebbe
l'intervento di un c.g. qualora il padre fosse un mezzadro della chiesa ed
egli lavorasse alle dipendenze del padre il terreno della chiesa. In
quest'ultimo caso il fratello risulterebbe come dipendente della chiesa,
cosa che invece non avviene se il padre paga un affitto alla chiesa e
dispone del terreno come meglio crede. Il fratello può essere impiegato
per servire come A., SM o P. qualora il padre non sia il mezzadro della
chiesa e nella cong. nessuno trovi da ridire sul lavoro (SCA:SSB 18.2.80)
La domanda riguarda una persona interessata che lavora il terreno di
proprietà di un convento di suore. Essa divide con le suore la metà
della produzione. Per rispondere citiamo il Km 10.76 p 4 § 1 che dice:
“Un lavoro può essere corretto in se stesso perché è parte integrale
di un’operazione o attività errata”. Il lavoro di contadino è un
lavoro corretto in se stesso, ma dato che nel caso in questione il lavoro
è fatto alle dipendenze di un’org. della falsa religione, tale lavoro
è evitato da un cristiano. Il convento è parte integrale di
un’operazione di falsa religione. Col suo lavoro egli contribuisce a
sostenere tale operazione e questo rende ciò non adatto per un cristiano
che non lo eserciterebbe. Pertanto, finche tale persona eserciterà tale
lavoro non potrà essere accettato né come procl., né per il battesimo.
(SCC:SSF 23.2.81)
ADDOBBARE EDIFICI:
Benché addobbare o abbellire un edificio non sia in se stesso condannato
dalle Scritture, in questo caso si deve prendere in considerazione che
l'edificio da addobbare è stato dedicato a promuovere la falsa religione
e praticarla. Essendo un luogo riservato esclusivamente per l'uso della
falsa religione, decorandolo per un rito pagano ci si rende complici e
promotori della falsa religione e soggetti alla disciplina della cong. (SCB:SSA
29.11.85)
AFFIGGERE MANIFESTI FUNEBRI:
Ci chiedete chiarimenti su di un fratello che affigge manifesti funebri
sui quali vi è una croce o un invito a partecipare alla celebrazione
religiosa, o che sostengono credenze pagane. Egli farebbe pubblicità alla
falsa religione e sarebbe soggetto alla disciplina della cong. La stessa
cosa vale se egli li fa stampare o ne paga la stampa. Sign. commettere
apostasia poiché promuove la falsa religione 2Co 6:17 (SCB:SSA 20.9.83)
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