| :: LIBRO CONSIGLIATO |
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Crisi di coscienza.
Fedeltà a Dio o alla propria religione?
Parole franche di un testimone di Geova
Quasi nulla si sa dei "vertici" che guidano i Testimoni
di Geova, di cosa accade durante le loro sedute deliberative, dei criteri
che guidano le loro decisioni, spesso di enorme impatto nella vita dei
fedeli: neppure gli aderenti ne sono al corrente. Terribilmente penetrante
è il controllo esercitato sui "fratelli". Il libro testimonia il meccanismo
che ha condotto uno di questi uomini, membro del Corpo direttivo, a entrare
in una crisi di coscienza tale da fargli abbandonare il gruppo, e in esso
una posizione di grande prestigio sociale, dopo 58 anni di appartenenza.
. (continua)
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La Trasfigurazione «Chi raffigurano dunque Mosè ed Elia nel contesto della trasfigurazione?
Luca dice che apparvero insieme a Gesù "con gloria"...Evidentemente raffigurano i cristiani che sono stati unti con lo spirito
santo quali "coeredi" di Gesù e che pertanto hanno ricevuto la meravigliosa speranza di essere "glorificati" insieme a lui» (La Torre di Guardia del 15/5/1997, p.12).
«Nella trasfigurazione Mosè ed Elia rappresentavano evidentemente la Legge e i Profeti, che additavano Cristo e si adempirono in lui» (Libro Perspicacia", ed. 1990, p. 1135).
"Evidentemente" significa "in modo evidente, cioè "Che si vede con chiarezza ... Che non si può mettere in dubbio, che non ha bisogno di dimostrazioni
... Certo, chiaro, manifesto" (Zingarelli). Come è possibile che a distanza di poco tempo, ciò che era "evidente" non lo sia più, e venga esposta una una
nuova "evidenza" che contraddice la precedente? Come è possibile che una verità evidente ne contraddica un'altra, altrettanto evidente?
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:: LETTERE DALLA BETEL ::
Lettere che la Betel - sede romana dei Testimoni di Geova - ha inviato
a degli "anziani" in risposta a domande su argomenti di vario genere.
Queste lettere sono state inviate da un TdG nel forum Infotdgeova
INDICE DEGLI ARGOMENTI
Abbigliamento-acconciatura
Adunanze
Asilo
Assemblee
Associazioni
non riconosciute Barba-baffi
Battesimo
Cassa
integrazione Collette
Comitato
di servizio Comitati
giudiziari
Commemorazione
Confetti
e bomboniere Dichiarazione
di fedeltà
Disassociati-dissociati
Divorzio-separazione
Domande
bibliche
Falsa
religione Famiglia,
genitori, figli Feste
Fidanzamento
Funerali
Immagini,
fotografie, fumetti, tatuaggi Lavoro
armato
Lavoro
legato a religione Lavoro
secolare Lutto,
tradizioni sui morti
Matrimonio,
nozze Medicina
Ministri
di culto Neutralità
Ospedali
Panettone,
pandoro, uova pasquali Pionieri
Raccomandazioni
Rapporti
di servizio Registrazioni
congregazione Riassociazioni
Rimozioni,
dimissioni Sala
del Regno Trasfusioni,
trapianti
Scuola
Segnati
Servizio
di campo, visite ulteriori Sesso
Sindacati,
sciopero Sorvegliante
Spiritismo
Studi
biblici
Studio
familiare Svago,
ricreazione, caccia, pesca, sport
Tasse,
leggi di Cesare Testamenti
Trasgressioni
varie
FIDANZAMENTO
SPOSARSI NEL SIGNORE:
Riguardo al principio di sposarsi solo nel Signore, viene rispettato
se ci si fidanza con un componente dedicato e battezzato della cong.
Non si rispetterebbe nel caso in cui la persona, anche se procl. non
fosse battezzata (SCE:SSH 7.4.86)
Che la persona non dedicata e battezzata cominci a studiare, il fatto
che sembri faccia progresso da diventare procl. non cambia la cosa.
Tale fidanzamento e matrimonio rimane una violazione di un importante
principio scritturale. Il futuro coniuge che è dedicato e battezzato,
rimane una persona che non ha una buona reputazione nella cong. in relazione
alla violazione commessa (SCE:SSH )
Per osservare il principio di sposarsi solo nel Signore il fidanzamento
deve avvenire con dedicati e battezzati. Un procl. benché‚ figlio di
fratelli battezzati, se non ha fatto il passo del battesimo, non può
essere considerato nel Signore. C'è un aspetto da considerare quando
un figlio di un nominato si fidanza con uno non dedicato, cioè se è
maggiorenne o minorenne. Se fosse maggiorenne e il genitore ha fatto
tutto quanto poteva dimostrando che non approva il modo d'agire del
figlio, allora il fratello nominato non sarebbe responsabile. Ogni caso
è a sé e prima di prendere una decisione si dovrebbero soppesare i vari
fattori (SSH:SSI 21.2.83)
QUANDO SEGNARE CHI SI FIDANZA CON UN INCREDULO:
Per determinare se chi non si sposa nel Signore debba essere segnato,
dovete chiedervi se costituisce un pericolo per i fratelli nella cong.
Sta cercando di influenzare altri cercando di giustificarsi per essersi
fidanzato con una persona del mondo e per aver avuto evidentemente compagnie
mondane? Se cerca di giustificarsi ed influenzare altri a sostenere
la decisione presa in modo da farli seguire una simile condotta, è un
pericolo per i fratelli e deve essere segnato. Se però riconosce di
sbagliare ma a causa di una debolezza spir. persiste in tale condotta
senza influenzare altri, sarebbe utile cercare ancora di ammonirlo e
aiutarlo a prendere una giusta decisione (SCC:SSB 13.11.81)
La sorella che sta sposando una persona non battezzata e che è un procl.,
sta violando il principio di 1Co 7:39. Già quando si è fidanzata con
tale persona avrebbe dovuto essere segnata, perché non esemplare. Se
fosse una minorenne allora anche il padre che è un fratello non sarebbe
idoneo per ricevere incarichi o privilegi speciali, e se già li ricopre,
i suoi requisiti dovrebbero essere rivisti. Una persona che studia e
che proclama la B.N. non è un dedicato T.d.G. W 1.3.66 p 146 §1. (SCB:SSA
15.2.86)
A volte un cristiano si fidanza con una persona che in seguito fa progresso
fino al punto di diventare procl. battezzato della cong. Ma il battesimo
di colui che era procl. non cancella automaticamente la condizione di
segnato di colui che era già battezzato, come neppure il matrimonio
di per sé pone fine ad una condizione di segnato in maniera automatica.
Tali persone dovranno guadagnarsi la stima e la fiducia della cong.
dando prova di essere rammaricati e di voler condursi ordinatamente
nella verità. (2Ts 3:14, 15) Di conseguenza il corpo degli A. dovrà
determinare se la coppia si è guadagnata la stima non solo degli A.
ma dell'intera cong. (SCE:SSH )
Riguardo a quando può essere tolto il segno menzionato in 2Ts 3:6, 14,
15, ogni caso va valutato in base all’attitudine della persona. Com’è
stato menzionato anche all’ultima S.M.R. nel caso di chi è stato segnato
per aver ignorato il principio di 1Co 7:39, la segnatura non decade
solo perché la persona si è ormai sposata con l’incredulo. È necessario
valutare se il suo atteggiamento verso il principio di 1Co 7:39 è cambiato.
Se egli ha pienamente accettato il punto di vista di Geova può non essere
più considerato segnato. Togliere o meno la segnatura non dipende dal
fatto che il cristiano sia più o meno zelante, ma da un mutamento nell’atteggiamento
che portò alla segnatura. (SCB:SSC 9.11.99)
PRIVILEGI DA TOGLIERE A CHI SI FIDANZA CON UN INCREDULO:
Coloro che si fidanzano con un incredulo e addirittura lo sposano, non
sono esemplari; di conseguenza non sono qualificati per essere iscritti
alla SMT. Infatti nel Ks 81 170 dice che "per il momento questo
avrebbe come conseguenza la squalifica di tutti i privilegi speciali".
L'essere iscritti alla SMT è certamente un privilegio speciale (SCC:SSB
19.9.83)
Quali saranno i privilegi che potranno essere tolti se una persona decide,
sebbene dedicata e battezzata, di fidanzarsi con una persona non appartenente
alla cong.? La W 15.6.82 p 31 cita queste forme di disciplina: "I
fratelli della cong. non vorranno solennizzare tale aggiogamento ineguale.
Eviteranno di allacciare rapporti sociale con l'incredulo. La Sala non
sarà disponibile per quel matrimonio". La persona battezzata si
troverebbe nella posizione di segnato alla quale non si concederanno
speciali privilegi di servizio. Non si addice a tale persona il ricoprire
la nomina di A., SM, o P. incluso il servizio di P.A. comportando una
speciale nomina da parte del corpo degli A. Non sarà utilizzata in compiti
che la mettano nella posizione di persona esemplare, essendo utilizzata
in dimostrazioni e particolari parti alle ad. Non è detto comunque che
debba essere cancellata dalla SMT. Può darsi che la condotta del fratello
sebbene violi 1Co 7:39, sia del tutto onorevole e nel pieno rispetto
delle norme morali. Nel caso si aggiungesse alla scelta del coniuge
non credente anche una condotta dubbia, moralmente ambigua, con atteggiamenti
che offenderebbero la coscienza allora vi sarebbero ulteriori motivi
per limitare privilegi a tale persona già segnata. Allora si potrebbe
cancellarla dalla SMT o addirittura limitare i commenti alle ad. Rimane
una valutazione del locale corpo degli A. determinare fino a quale punto
la persona debba essere disciplinata e limitata nei privilegi (SCE:SSH
1.9.86)
Il corpo degli A. può decidere di limitare i privilegi di chi non rispetta
il punto di vista di Geova in relazione al fidanzamento con una persona
del mondo. Quali privilegi togliere e per quanto tempo, deve essere
determinato dal locale corpo degli A. che desidera salvaguardare lo
spirito della cong. da tendenze pericolose. L'unico privilegio che non
può essere tolto è quello della predicazione (SCB:SSB 19.6.81)
Gli incarichi in cui devono essere d'es. sono il prendere parte a dimostrazioni
o interviste dal podio e il fare discorsi alla SMT. Se pensate che la
cong. è turbata che queste sorelle pronuncino il discorso alla SMT,
il corpo degli A. deve considerare se è necessario toglierle dalla Scuola.
Se hanno privilegi come la pulizia della Sala, dovrebbero essere tolti
loro. In tutti questi privilegi sono poste davanti alla cong. come rappresentanti
della stessa e dovrebbero perciò essere un es. (SCC:SSB 13.11.81)
CONCEDERE LA SALA A CHI SI FIDANZA CON UN INCREDULO CHE POI SI BATTEZZA?:
Quando non si rispetta la norma di sposarsi solo nel Signore, il corpo
degli A. non è autorizzato a concedere l'uso della Sala. Tale matrimonio
non è esemplare, e il corpo degli A. o com. di servizio, è responsabile
di far rispettare tale norma affinché‚ non si commettano atti di favoritismo.
Nel caso che la persona non dedicata arrivasse al punto di battezzarsi,
spetta al corpo degli A. determinare se concedere l'uso della Sala.
Vorrà comunque determinare con particolare serietà e scrupolosità la
cosa affinché‚ non si costituisca un precedente e non si mostri poca
considerazione per un comportamento errato. Di conseguenza il corpo
degli A. vorrà determinare se tale coppia, dopo che colui che era procl.
giunge al battesimo, si è completamente guadagnata la stima della cong.
Dovrà determinare se il tempo passato è stato sufficiente per ritenere
che tale matrimonio conservi una buona reputazione nella cong. Ci si
dovrà accertare che quanto avvenuto non costituisca un precedente che
incoraggi altri a violare il principio di 1Co 7:39. Può darsi che gli
A. determinino che un tale matrimonio, anche se al presente fra 2 battezzati,
possa costituire un comportamento non esemplare. Si preoccuperanno innanzi
tutto della condizione spir. della cong. e che non si infiltrino atteggiamenti
errati. Pur lasciando ai singoli individui le proprie decisioni riguardo
al presentarsi al battesimo, si accerteranno che a coloro ai quali viene
concessa la sala per il matrimonio abbiano una buona reputazione quali
cristiani esemplari (SCE:SSH )
CHI DICE CHE NON È FIDANZATO CON UN INCREDULO:
Indipendentemente da quanto asseriscono le sorelle in questione, la
cong. le accetta per quello che si mostrano: stanno facendo la corte
con persone interessate. Ciò non è certo esemplare. Il loro comportamento
non mostra rispetto né per il principio di sposarsi solo nel Signore,
né tiene in considerazione l'opinione altrui, come della cong. stessa.
Si presentano come non aventi alcuna relazione sentimentale con tali
persone, ma il loro comportamento è simile a quelli che fanno la corte
in vista del fidanzamento e del matrimonio. Nello stesso tempo dichiarano
la loro intenzione di ufficializzare la loro unione quando sarà opportuno.
Tale posizione non definita davanti alla cong. è alquanto discutibile
e non esemplare. Il servizio di P.R. è per coloro che si mostrano esemplari
nella loro devozione e sottomissione alle norme morali di Geova. Riteniamo
quindi che il com. di servizio (se non vi è un corpo di A.) prenda in
esame la posizione di tali sorelle ed eventualmente ne raccomandi la
rimozione dopo aver affrontato con loro la questione. Occorrerà valutare
anche la posizione della madre di una delle 2 sorelle, se la figlia
è minorenne, per vedere se non viene intaccata anche la sua figura essendo
anch'ella pioniera regolare (SCE 1.8.86)
FIDANZARSI IN ETÀ TROPPO GIOVANE:
Il fratello ci ha informati che nella vs. cong. vi sarebbero numerosi
casi di fidanzamenti tra figli molto giovani di nominati. I principi
generali che ci permettono di valutare in maniera corretta l'età appropriata
per un giovane cristiano che intende fidanzarsi, sono stati presi in
considerazione nel libro I giovani chiedono 225241. (Vedi G 22.2.84
p 1619) In linea di massima si dovrebbe tenere presente che il fidanzamento
rientra nell'ambito dei problemi di natura strettamente privata e familiare.
Tuttavia dove sembra necessario si possono offrire degli appropriati
consigli specialmente se si riscontra che, pur essendoci implicati dei
nominati, manca la veduta corretta del consiglio scritturale di sposarsi
'oltre il fiore della giovinezza'. (1Co 7:36) In special modo voi A.
vorrete assicurarvi di dare sotto quest'aspetto un es. coerente che
vi permetta di parlare liberamente alla cong. Che un capofamiglia saggio
faccia bene ad interessarsi della cosa, è indicato da vari commenti
che sono stati fatti nelle riviste, per es. W 1.7.82 p 17, § 14 diceva:
La disciplina è essenziale quando i figli cominciano a interessarsi
di qualcuno dell'altro sesso. Permettere a una coppia di stare insieme
quando sono troppo giovani per sposarsi vuol dire andare in cerca di
guai." Sono anche molto interessanti i commenti che sono stati
fatti in W 15.11.82 p 8, § 8 e 9. Per quanto riguarda l'eventuale ripercussione
che questa situazione può avere su chi è nominato, si dovrebbe ricordare
che la concessione dei privilegi è collegata con il genere di es. che
la persona dà alla cong. In ultima analisi è quindi l'effetto che le
azioni di una persona hanno sugli altri a determinare se un nominato
può continuare a mantenere o meno i suoi privilegi di servizio. (SCF:SSF
28.11.90)
Come A. avete a cuore che i genitori cristiani comprendano il pericolo
che i figli corrono nel fidanzarsi in giovane età. Pare che diversi
permettano ciò e siano d'accordo. È una loro responsabilità lasciare
che i propri figli si fidanzino quando sono ancora minorenni. Non si
rendono sempre conto che permettendo tali fidanzamenti alcuni vanno
in cerca di guai. Comprendiamo che questi fidanzamenti sono da considerare
di natura strettamente privata, familiare. Ma dove sembra sia consigliabile
sarà opportuno che offriate appropriati suggerimenti in privato, specialmente
se sono implicati A., SM o P. Dovete anche soppesare se il fidanzamento
ha portato turbamento nella cong. riflettendosi sulla posizione di colui
che ricopre responsabilità W 1.7.82 p 17; 15.11.82 p 12; G 22.11.82
p 14 (SCE:SSH 2.12.87) La W 1.6.74 p 329 indica come il cristiano dovrebbe
considerare il fare la corte. Viene messo in evidenza il tener conto
delle usanze e della abitudini locali che naturalmente non contrastino
con le norme scritturali. L'esortazione di 1Co. 7:36 di attendere oltre
il fiore della giovinezza, sign. non allacciare relazioni sentimentali
quando non si è in posizione di potersi sposare. Come la violazione
di 1Co. 7:39 porta alla rimozione di particolari incarichi e privilegi
di servizio, anche i fidanzamenti o il fare la corte in età troppo giovane
potrebbe portare alla stesse conseguenza. Sarebbe un segno di poca maturità
e sano giudizio e metterebbe in dubbio anche le qualifiche dei genitori
stessi. In ogni caso rimane una valutazione del corpo degli A. determinare
se l'individuo conserva la fiducia della cong. o se viene intaccata
per il poco rispetto per i princìpi scritturali (SCE:SSH 7.4.86)
Dovrà essere una valutazione locale il determinare se il fratello
abbia perso i requisiti per poter servire quale A. Vi sono degli aspetti
che dovranno essere valutati dal locale corpo degli A. Se occorre, il
com. di servizio potrà invitare qualche A. da cong. vicine e prendere
in considerazione se il fidanzamento del figlio con una giovane sorella
di 17 anni intacchi in qualche modo la figura del genitore. La Società
non incoraggia i fidanzamenti in giovanissima età, soprattutto quando
non sono in posizione di poter affrontare concretamente il discorso
del matrimonio. Consideriamo che la tendenza di fidanzarsi in giovane
età sia una tendenza mondana e che non tenga conto dei sani princìpi
scritturali. (1Co 7:36; G 22.2.84; W 1.7.82, p 17; W 15.4.82, p 18,
§ 12) Non desideriamo che il comportamento di un A. risulti essere un
cattivo es. per la cong. I fratelli potrebbero sentirsi a loro volta
giustificati a concedere ai propri figli di fidanzarsi in giovane età
prendendo es. dall'A. Un'altra cosa a cui si dovrà dare particolare
attenzione è il principio di 1Co 7:39. Il fratello dice che avrebbe
permesso al figlio di fidanzarsi con una ragazza non battezzata oltre
che essere molto giovane (1617 anni). Tu invece indichi che quando si
sono fidanzati ufficialmente col permesso del padre, lei era già battezzata.
Ci chiediamo se dopo il battesimo sia avvenuta solamente la dichiarazione
ufficiale di fidanzamento, quando già tacitamente era evidente da tempo
un legame sentimentale fra i 2 giovani. Cambierebbe la forma ma rimarrebbe
la sostanza della cosa. Anche il dichiarare ufficialmente il fidanzamento
con una persona che si è appena battezzata non dimostrerebbe un chiaro
ed aperto rispetto del principio scritturale esposto nella lettera ai
Corinti. La cosa potrebbe risultare non esemplare e di poca scrupolosità
nella scelta del proprio coniuge. Vorremmo quindi che la cosa non venga
trascurata e neppure sottovalutata. Occorrerà accertarsi che non vi
sia una chiara evidenza che il fratello sia venuto in qualche modo meno
nel soddisfare le proprie responsabilità cristiane e i requisiti necessari
per ricoprire incarichi e privilegi di servizio. (8.5.86)
Le Scritture non stabiliscono l’età per il fidanzamento. Dicono però
che è bene sposarsi oltre il fiore della giovinezza. Pertanto le pubblicazioni
incoraggiano coloro che desiderano fidanzarsi, di farlo in età da comprendere
la serietà del passo. Qual è lo spirito di chi si fidanza troppo giovane?
L'es. di chi imita? In molti casi sono influenzati dallo spirito del
mondo che vuole tutto e subito. Nel mondo il fidanzamento non viene
considerato un passo serio, mentre nella cong. sì. Lo scopo del fidanzamento
è conoscersi bene per poi sposarsi. È pericoloso fidanzarsi troppo giovani
e stare fidanzati a lungo sign. andare in cerca di guai. Inoltre chi
è troppo giovane non è fisicamente, emotivamente e mentalmente maturo
da assumersi una così grande responsabilità. Che dire se coloro che
si fidanzano con ragazzine di 14 anni o poco più sono degli A. o dei
nominati? La Bibbia indica che gli A. dovrebbero essere i primi nel
sostenere le norme morali stabilite da Dio. Non dovrebbero permettere
che lo spirito del mondo entri nella cong. Saranno quindi esemplari
aderendo strettamente alla direttiva teocratica, e non causeranno inciampo.
Quindi nel concedere l'uso della Sala a questi fidanzati adolescenti
quando arrivano all’età del matrimonio, gli A. locali devono tener conto
di tutti i fattori citati. Naturalmente dovranno stare attenti a non
andare agli estremi né da una parte né dall'altra stabilendo regole
arbitrarie. I nominati che si fidanzano con ragazzine adolescenti non
vengono automaticamente rimossi. Ad ogni modo sono ancora irreprensibili?
Hanno contribuito a far infiltrare nella cong. lo spirito del mondo?
Hanno indotto altri a non tener conto del principio di sposarsi oltre
il fiore della giovinezza? Il compito degli A. è quello di vigilare
sul gregge di Dio, cercando di prevenire i problemi. Quindi dove si
manifestano tali necessità sarà bene intervenire. Se gli implicati servono
come nominati è amorevole aiutarli a capire che devono essere esemplari
e che da loro si richiede di più. È bene avvertirli anche delle conseguenze
a cui potrebbero andare incontro (SCC:SSF 13.7.84)
Portate alla ns. attenzione il caso di un giovane P.R. che si è fidanzato
con una sorella di 16 anni. Chiaramente la cong. scoraggerà il fidanzamento
che avviene in età estremamente giovane. W 1.7.82 p 17; W 15.11.82 p
12; G 22.11.82 p 13; G 22.2.84 p 16 Nel caso i giovani insistessero
nella loro linea di condotta, dovranno assumersi le proprie responsabilità.
Se avessero incarichi di responsabilità, non verrebbero automaticamente
rimossi. Gli A. dovranno tener presente quanto tale loro comportamento
potrà influire sulla cong. Se dovesse incoraggiare altri giovani a imitarli
cercando di fidanzarsi in età molto giovane, allora per mantenere una
voce autorevole, gli A. potrebbero esaminare la possibilità di chiedere
la rimozione. A tale estremo risultato perverranno se effettivamente
si creasse nella cong. un reale problema. Non dovranno essere gli A.
a costituirlo (SCD:SSE 11.4.86)
Le Scritture indicano che non è saggio sposarsi troppo giovani. (1Co
7:36) Che dire della posizione dei fratelli nominati che permettono
ai loro figli di fidanzarsi troppo giovani? È una questione che dev'essere
valutata localmente. Se questo crea turbamento alla cong., possono essere
messi in discussione i loro requisiti. Se comunque il figlio fosse maggiorenne
e il genitore ha fatto tutto quanto poteva dimostrando che non approva
il modo d'agire del figlio, allora il fratello nominato non sarebbe
riprensibile (SSH:SSI 21.2.83)
I FIDANZATI POSSONO USCIRE IN SERVIZIO INSIEME:
Per rispondere alla domanda se è opportuno che 2 fidanzati escano insieme
nell'opera di predicazione, forse per conoscersi meglio, occorre rammentare
lo scopo per cui ci si impegna nell'opera di evangelizzazione. Quando
siamo nel campo dovremmo impegnarci interamente nell'opera che svolgiamo.
Non sarebbe corretto impiegare quel tempo per scopi diversi, come quello
di stare semplicemente in compagnia di qualcuno. Non è giusto impiegare
quel tempo conversando del più o del meno e intrattenendoci con chi
ci accompagna. La Bibbia esorta: "se ministero dedichiamoci a questo
ministero" (Ro 12:7, 8) La W 1.7.64 invita a disporre di occupare
il tempo che si trascorre con il fidanzato o la fidanzata "facendo
cose utili e costruttive ... come il servizio di Dio". I giovani
chiedono 259 invita ad impegnarsi in opere cristiane, "incluso
lo st. della Parola di Dio e il ministero cristiano". Se le intenzioni
sono serie e i 2 sono in grado di allacciare relazioni sentimentali
in vista del matrimonio, questi suggerimenti sono validi. Chi è legato
sentimentalmente ad una persona può gradire qualche volta di uscire
in servizio con lei. Potrebbe essere un'occasione edificante e un modo
per conoscersi meglio sotto l'aspetto spir. Ci vuole naturalmente ragionevolezza
e grande considerazione per l'opinione altrui. Uscire frequentemente
insieme potrebbe creare qualche problema. Uscire in particolari momenti
della giornata, forse quando è buio, potrebbe suscitare perplessità.
Si deve contribuire a cose che producono pace ed evitare di ignorare
le opinioni altrui solo per piacere a se stessi. Non si cercherà solo
il proprio vantaggio, si riconoscerà che non ogni cosa lecita è vantaggiosa.
(Ro 14:19; 15:1; 1Co 6:12; 10:24) (SCD:SSD 3.5.93)
BACIARSI DURANTE IL FIDANZAMENTO:
Il bacio è un'espressione d'affetto. Comunque la Bibbia non stabilisce
precisi limiti se è giusto o meno che si faccia questo quando ci si
corteggia o si è fidanzati. I princìpi biblici ci aiutano a mantenere
l'equilibrio, a rimanere entro i confini di ciò che è puro e moralmente
sano. Inoltre le usanze locali possono variare, come indica W 1.7.64
p 410, e i genitori dei giovani in questione potrebbero stabilire delle
giuste norme per proteggere l’integrità morale dei propri figli (SCE:SSH
25.9.87)
FIDANZARSI SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI:
Ci chiedi se fidanzandoti senza il consenso di tua madre violeresti
Efe 6:1. La risposta è no. Mentre ogni cristiano deve avere profondo
rispetto ed onorare sempre i genitori, giunta l’età maggiorenne, egli
è dinanzi a Dio autorizzato a prendere le sue decisioni, anche se queste
dovessero contrastare il parere dei genitori. Ciò sign. che il cristiano
prenderà rispettosamente in considerazione le opinioni espresse dai
genitori ed anche i motivi per cui manifestano tale opinione, ma la
responsabilità della decisione finale rimane a lui. In questo caso,
in un certo senso, tua madre ha ragione di dire che sei giovane. Però
determinare se sei emotivamente e spiritualmente maturo e pronto a fare
questo passo, è una decisione che spetta a te. Se pensi di poter affrontare
in modo cristiano e retto il matrimonio e decidi di sposarti malgrado
il parere discorde del genitore, sei tu che dovrai assumere la responsabilità
della decisione. In questo non saresti riprensibile solo perché‚ non
hai aderito al volere di tua madre riguardo al fidanzamento (SCC:SSB
28.4.81)
CHIEDERE INFORMAZIONI AGLI A. SULLA PERSONA DA CORTEGGIARE:
Può darsi che un fratello desideri confidenzialmente contattare un A.
della cong. della persona a cui è interessato per avere ragguagli sulla
sua condizione spir. Ciò potrebbe essere opportuno e suggeribile sotto
alcuni aspetti. Ma dovrebbe rimanere un'iniziativa personale dell'individuo
e da ritenersi una questione confidenziale. Naturalmente l'A. potrà
mettere in guardia la persona se nota nell'altra una particolare carenza
spir. per indurla ad essere cauta e attenta nella propria scelta. Ma
non dovrà rivelare questioni confidenziali che riguardano la persona
su cui si chiedono informazioni. Eviterà di dare suggerimenti basati
su preferenze personali. Non screditerà la persona, né offrirà garanzie
per essa. È responsabilità dell'A. determinare fino a che punto rispondere
alla richiesta della persona, rimanendo entro i limiti delle proprie
responsabilità di A. (SCD:SSD 20.5.92)
SE UN FIDANZATO COMMETTE FORNICAZIONE:
Ci chiediamo se dopo aver considerato il caso, vi siete accertati se
la sorella fosse messa al corrente del peccato commesso dal fidanzato,
se questi aveva peccato durante il periodo del fidanzamento. Ella ha
il diritto di sapere che il peccato commesso dal fidanzato è di natura
tale da giustificare anche un loro divorzio scritturale. Sembra che
egli avrebbe confessato alla fidanzata, almeno in parte, il peccato
commesso. Ma non sappiamo in che misura le abbia detto la verità. Conoscere
la natura del peccato può indurre la sorella a stabilire se perdonarlo
o no, se mantenere il fidanzamento o no (SCD:SSD 14.1.92)
SI PUÒ MANTENERLO SE UNO DEI DUE VIENE DISASSOCIATO?
Dalle informazioni che ci hai comunicate comprendiamo che il fidanzamento
della procl. è antecedente alla disassociazione del fidanzato.
Sarà opportuno che questa procl. sia dovutamente consigliata perché
mantenere una stretta associazione con un disassociato è sicuramente
dannoso in senso spir. Comunque, se desidera mantenere in vita il fidanzamento
e quindi sposare il disassociato è libera di farlo e la cong. non adotterebbe
nei suoi riguardi alcuna misura disciplinare facendo intervenire un
c.g. in quanto il fidanzamento, come abbiamo detto sopra, è antecedente
alla disassociazione del fidanzato. È ovvio che in caso di matrimonio
la cong. farebbe bene a non aver nulla a che fare con esso in quanto
che vi è di mezzo una persona disassociata. La madre, che è una sorella
in fede, dovrebbe evitare per quanto è possibile di associarsi al disassociato.
Naturalmente, una volta che sarà stato celebrato il matrimonio il disassociato
diventerà un suo parente stretto e quindi nel suo caso si applicherebbero
le norme previste. Comunque, il comportamento della sorella dovrebbe
essere di rifiuto del legame che la figlia intende mantenere in vita
con il fidanzato disassociato. (19.3.87)
FUNERALI
(VEDI ANCHE "TESTAMENTI" RELATIVO AI FUNERALI)
SEGUIRE UN CORTEO FUNEBRE:
Non bisogna trascurare che i servizi funebri fatti nella cristianità
possono includere molte pratiche che non hanno un fondamento scritturale,
come la benedizione per i defunti, funzioni religiose, messe, ecc. Assisterà
il cristiano a un funerale in un luogo di culto o in una chiesa di altre
org. religiose? La W 1.12. 70 fa luce al riguardo. Che dire però dell'accompagnare
il corteo funebre al cimitero? Se il cristiano decidesse di accompagnare
un corteo funebre non org. dalla cong., dovrà stare attento a non unirsi
in qualche modo a pratiche che sono condannate dalla Parola di Dio.
Vi proponiamo alcune domande a cui dare una risposta: Il cristiano si
unirà ad un semplice corteo funebre o ad un corteo religioso, con la
presenza di un sacerdote, di croci e preghiere? Verrà richiesta in qualche
misura la sua partecipazione attiva a qualche forma di cerimonia o di
rituale? Si unirà al corteo insieme ai familiari increduli, al seguito
del feretro e del ministero religioso officiante, o attenderà che passi,
unendosi solamente alla folla che si reca al luogo di sepoltura? Unendosi
ai familiari del morto in un corteo religioso il cristiano si verrebbe
a identificare con la funzione stessa? Il corteo potrebbe essere ritenuto
un'estensione della funzione religiosa, iniziata in chiesa e che si
conclude sul luogo di sepoltura con l'ultima preghiera o benedizione?
Il cristiano dovrà considerare attentamente i propri passi affinché,
per un debito di gratitudine verso la famiglia del defunto, non sia
indotto a violare il comando di Ri 18:4. Di certo non è necessario assistere
a funzioni religiose in un luogo di culto per esprimere le condoglianze
alla famiglia del defunto, e neppure unirsi a loro al seguito di un
corteo religioso, per ricordare in modo onorevole la memoria di una
persona cara. Il cristiano baderà bene ad evitare qualsiasi pratica
che possa in qualche modo renderlo complice della falsa religione. Nel
caso specifico si aggiunge il fatto che coloro che erano al seguito
del corteo funebre, dalla chiesa al cimitero, nelle prime file, subito
dopo il prete, erano nominati. Come ci si dovrebbe comportare al riguardo?
I requisiti di un nominato non verranno esaminati automaticamente solo
perché ha presenziato al funerale di un familiare o di un amico. A meno
che non abbia avuto qualche partecipazione attiva alla falsa religione,
i suoi requisiti verranno messi in discussione quando il comportamento
tenuto ha recato vero turbamento o pubblico discredito sul nome di Geova,
tanto che la persona perde la fiducia e la stima della cong. Naturalmente
il turbamento dovrebbe essere reale e consistente. Non si tratta semplicemente
di constatare che la cosa non è passata inosservata, che è stata notata.
Dev'essere evidente che i requisiti sono messi seriamente in discussione.
Devono essere sorte serie perplessità sulla condotta di "custodire
il sacro segreto della fede con coscienza pura", di attenersi "fermamente
alla fedele parola" e di dimostrare sincera devozione, esemplarità
e lealtà a Geova e ai suoi princìpi. Di fronte ad una tale evidenza,
gli A. non possono ignorare l'accaduto ma sono chiamati a valutare il
problema in base alla loro coscienza collettiva e all'effetto che riscontrano
essere stato prodotto dalla decisione presa. Se il comportamento di
un nominato avesse causato turbamento a molti nella cong. egli potrebbe
perdere i propri privilegi di servizio, avendo perso la fiducia nella
cong. Di fondamentale importanza è anche l'atteggiamento mostrato dal
fratello coinvolto nel problema. Si rendeva conto di ciò che faceva?
Semplicemente, non si aspettava che la sua decisione avrebbe prodotto
tale effetto nella cong.? Ha mostrato di capire il problema e l'importanza
di non "porre pietre d'inciampo" ad altri? Ha capito il pericolo?
Ogni caso è a sé. Si mostrano comunque veraci le parole di Lu 12:48:
"A colui al quale è stato affidato molto, sarà richiesto più del
solito". Spetta a voi fare le opportune valutazioni, affrontando
la cosa con equilibrio, considerazione e ragionevolezza, tenendo conto
delle circostanze e delle intenzioni dell'individuo (SCD:SSD 8.12.93)
Ci chiedi se è lecito per un cristiano seguire un corteo funebre qualora
sia guidato da un sacerdote, e se ciò si deve considerare un semplice
corteo funebre o come una funzione religiosa. Il cristiano deve evitare
di prendere parte all'adorazione con coloro che servono altri dèi. Non
vorrà avere nessuna parte in qualche rito pagano. (Deu 7:16, 16, 25,
26) Limitarsi a seguire una processione o corteo formato per accompagnare
un morto al cimitero, in se stesso non costituisce peccato. Questo anche
se davanti vi è un sacerdote. Alcuni cristiani possono sentirsi obbligati
ad accompagnare un morto al cimitero perché si tratta di un parente
stretto, per un debito di gratitudine o per le insistenze del coniuge
incredulo. Quindi se il cristiano non si unisce a riti pagani o atti
di adorazione della falsa religione fatti dal sacerdote che conduce
il corteo, non può essere accusato di apostasia. C'è comunque un aspetto
che deve considerare chi pensa di seguire un corteo con davanti un sacerdote.
È implicata la sua coscienza. Dovrebbe chiedersi: Seguire la processione
accompagnando la salma fino al cimitero, può fare inciampare qualcuno
della cong.? La persona deve prendere in considerazione anche questa
possibilità prima di decidere. Comunque sarebbe un peccato di apostasia,
solo se la persona prende parte attiva a riti pagani (SCC:SSB 23.1.81)
Se un cristiano si limita a seguire un corteo funebre senza partecipare
in alcun modo a qualsiasi azione pagana durante il cammino dalla chiesa
fino al cimitero, allora la cosa rimarrebbe una questione di coscienza.
Il cristiano terrà conto della coscienza altrui e del pericolo di essere
coinvolto in qualche rito pagano. Spesso i sacerdoti che guidano un
corteo funebre pronunciano delle preghiere alle quali il pubblico che
segue deve rispondere. Rispondere naturalmente costituirebbe una violazione.
Un cristiano terrà conto della reazione degli altri membri della cong.
Se dovessero perdere la stima di lui, egli potrebbe venire meno in alcuni
requisiti e potrebbe non ricevere certi privilegi, o se è un nominato
e ha perso la stima della cong., potrebbe anche essere rimosso. Il ns.
suggerimento in questi casi, è quello di andare direttamente al cimitero
quando portano li la salma per la sepoltura ed essere presenti per confortare
i parenti. Per i principi implicati nella questione che ci porti alla
ns. attenzione, vale quanto viene detto nella W 1.12.70, p 735.736.
(29.5.87)
Nel decidere cosa fare, il cristiano deve avere a cuore i migliori interessi
dell'opera e deve provvedere un eccellente es. di vita cristiana. Ad
es. qualche tempo fa, in occasione di un funerale, i fratelli responsabili
della cong. sono andati dietro e questo ha suscitato non poche critiche
(cosa interessante) non nella cong. ma proprio tra le persone del mondo
che dicevano ai fratelli che andavano a predicare: 'Anche voi siete
come noi'. Quindi un cristiano dovrà chiedersi in che modo la sua presenza
dietro un funerale influirà sulla cong. o sulle persone del territorio.
Un fratello che ricopre una responsabilità, se dovesse perdere la sua
libertà di parola in quanto potrebbe far inciampare alcuni, sarebbe
rimosso dalla sua responsabilità. Possiamo dire che bisogna tener presente
almeno 2 aspetti: 1) Non vogliamo dar l'impressione di partecipare a
qualcosa che ci identifica come parte della falsa religione, 2) Stare
attenti che l'impressione che diamo non crei un ostacolo alla predicazione
o un motivo d'inciampo ai ns. fratelli o ad altri (SCB:SSD 12.3.80)
ENTRARE IN CHIESA PER UN FUNERALE:
I princìpi che si applicano a seguire un corteo funebre guidato da un
sacerdote, si applicano anche nel caso che un credente decida di accompagnare
uno stretto parente, ad es. il padre o la madre morti, in chiesa. Stare
in piedi e osservare il prete che svolge un rito religioso, non renderebbe
complice di quell'atto, a meno che non si prenda parte attiva, come
ad es. inginocchiandosi, pregando, facendo il segno della croce o altri
atti di adorazione. W 1.12.70 p 735 (SCC:SSB 23.1.81)
Noi non incoraggiamo i T.d.G. a partecipare a riti funebri cattolici,
ma se un T.d.G. dovesse farlo, e si limita ad osservare lo svolgimento
del rito non facendo apostasia, come ad es. il segno della croce, dobbiamo
lasciare la cosa alla responsabilità dell'individuo. Si deve prendere
però in considerazione la coscienza dei fratelli. Se i fratelli deboli
lo vedessero assistere a tale funzione potrebbero essere tentati a ritornare
alla Chiesa Cattolica? Il cristiano eviterà di fare inciampare i suoi
fratelli. (SCB:SSC 5.8.83)
Finché un cristiano si limita ad essere presente ad un funerale cattolico
come semplice osservatore della funzione e non vi partecipa, è una questione
della sua coscienza. Naturalmente se ciò che fa crea delle critiche
da parte di diversi nella cong. non sarebbe idoneo per ricevere privilegi
e se ne ha gli sarebbero tolti. W 15.11.77 p 699 (SCB:SSA 20.9.83)
PERMETTERE IL FUNERALE CATTOLICO PER FAMILIARI INCREDULI:
Nella vs. lettera ci parlate di una sorella che ha permesso il funerale
cattolico per il marito incredulo. Che il marito non abbia lasciato
nulla di scritto non dovrebbe essere un problema. Quanti cattolici lasciano
per iscritto le loro volontà in fatto di cerimonia funebre? Era cattolico
e come tale era conosciuto. Che la sorella abbia rispettato le credenze
del marito è più che ragionevole e giusto. Cosa ha fatto effettivamente
la sorella che violerebbe qualche principio cristiano? Ha preso lei
l'iniziativa di chiamare il prete? Ha trattato personalmente la cosa
col prete? Ha pagato col proprio denaro la cerimonia? Ha fatto compromesso
lasciandosi coinvolgere nella cerimonia? Se non avesse fatto nessun
compromesso con la falsa religione, il fatto di permettere il funerale
e la funzione cattolica rimane una questione personale. È ciò che ci
aspettiamo che i parenti non testimoni facciano verso di noi, cioè che
rispettino le ns. convinzioni. (Mt 7:12) Geova rispetta l'opinione altrui.
(Ri 3:20) La considerazione cristiana porta a dare onore all'individuo
e lasciare a lui le proprie credenze. Per questo non vorremmo essere
critici verso la sorella se semplicemente si è limitata ad acconsentire
che fossero rispettate le credenze del marito (SCC:SSI 3.4.85)
La domanda è se il fratello dovrà rispettare le volontà della nonna
alla morte e fare un funerale cattolico anche se egli non ne prenderà
parte. È giusto che egli rispetti le volontà della nonna dal momento
che egli è l'unico parente oltre al padre che è anche un fratello. Comunque
egli dovrebbe chiarire la sua posizione con la cong., per mezzo degli
A. La sua posizione dovrebbe essere ben chiara anche con le persone
del mondo. Logicamente non permetterebbe alcuna funzione religiosa nella
propria casa, ma dovendo chiamare il prete, gli spiegherà che dovrebbe
limitare le sue attenzioni alla defunta. Ciò vuol dire che non impedirà
al prete di mettere simboli religiosi sul corpo della defunta, né di
pronunciare preghiere vicino al suo corpo. Anche per quanto riguarda
i funerali veri e propri dovrà essere evidente la sua non partecipazione
a tutto ciò che può far parte di un rito religioso. Se il fratello avrà
chiarito la sua parte nella faccenda con la cong. non c'è motivo che
alcun membro lo critichi per il fatto che egli fa rispettare semplicemente
le volontà della parente defunta. Anche noi chiediamo che sia rispettata
la volontà dei ns. fratelli morti da parte dei parenti increduli. Se
la cong. trovasse da ridire sarebbe appropriato che gli A. facessero
presente la posizione del fratello nella circostanza (SCB:SSD 13.3.80)
FARE LA FILA PER DARE LE CONDOGLIANZE:
In quanto all'usanza di fare la fila per poi dare le condoglianze al
parente del defunto, non c'è niente che indichi che in qualche modo
l'individuo si identifichi con la falsa religione. È solo una manifestazione
di cordoglio verso i parenti del morto (SCB:SSD 13.3.80)
PORTARE LA BARA IN SALA LA SERA PRIMA DEL FUNERALE:
Ci chiedi se sia appropriato seguire l'usanza di portare una bara nella
Sala la sera prima del discorso funebre e tenervela tutta la notte.
Le opere di consultazione di cui disponiamo non trattano questa usanza,
che stando a quando ci dici, sarebbe comune in Sicilia presso i cattolici.
Si tratta quindi di accertarsi localmente sul sign. attribuito a quest'usanza.
Ha a che fare con qualche superstizione? Si pensa forse che la permanenza
in un luogo di culto conferisca "santità" al defunto? C'è
qualche nesso con la dottrina dell'immortalità dell'anima? O è solo
una questione pratica per avere già la bara sul posto della cerimonia
funebre la mattina dopo? Ci sono norme sanitarie che regolano il trasporto
dei cadaveri? Basta informarsi presso qualche agenzia di pompe funebri.
In sostanza qual è il motivo di tale usanza? La Sala è un luogo di adorazione,
non un deposito di bare o altro. Se la questione ha solo carattere di
praticità, il com. di servizio ha la responsabilità di concedere o no
il permesso (in questo non ci sarebbe differenza nel portarla un giorno
prima o un giorno dopo). Lo stesso vale per la presenza in Sala della
bara durante il discorso funebre. È una questione da decidere localmente,
chiarendo sempre che il discorso non è rivolto al morto ma ai vivi.
Inoltre nella Sala il comportamento dei presenti, compresi i parenti
del deceduto, deve essere sempre dignitoso, come si conviene a un luogo
in cui si adora Geova. (Mt 22:32; 1Ts 4:13) Il com. di servizio dovrebbe
tenere presente anche l'effetto che avrà la presenza della bara nella
Sala, dato che alla cerimonia funebre potranno essere presenti anche
parenti del mondo. Non c'è quindi una regola ma diversi fattori da valutare
(FPA 29.9.81)
Che vi sia stato il rifiuto perché la salma pernottasse nella Sala in
attesa della cerimonia funebre del giorno dopo, lo riteniamo più che
giusto. Non è secondo le disposizioni teocratiche che la Sala venga
utilizzata come camera mortuaria. Essa viene concessa per la cerimonia
funebre che include un discorso scritturale a conforto dei familiari
e in testimonianza degli intervenuti. (Om 62) L'usanza locale di far
permanere la salma in un luogo di culto fino al giorno successivo, con
la relativa veglia del morto, non è naturalmente cristiana. Voi ci parlate
della circostanza come del tutto particolare, che obbligava a fare uso
della Sala non essendoci altra possibilità. Mettiamo seriamente in dubbio
che fosse un caso così particolare da non consentire altre soluzioni.
L'appartamento di un familiare o di qualche conoscente poteva essere
utilizzato a tale scopo previa autorizzazione. Che potesse sorgere l'accusa
di sottrazione di cadavere, valeva anche per l'uso della Sala che molto
probabilmente non è autorizzata dal Comune come luogo di culto. In ogni
caso il Comune mette a disposizione, anche nel cimitero stesso, camere
adibite a tale scopo. Che Om non dica che sia sbagliato fare ciò non
sign. nulla. Non dice per es. che non si dovrebbe usare la Sala per
rinfreschi nuziali o serate danzanti. Dice però come deve essere utilizzata
la Sala. Una maggiore maturità e più collaborazione cristiana avrebbe
forse fatto evitare molte delle cose che sono risultate spiacevoli e
a sfavore del nome di Geova (SCE 6.5.85)
Ci informate che a Caltanissetta quando un fratello muore i fratelli
desiderano che la sua bara sia posta nella Sala e rimanga lì tutta la
notte. Om 105 indica che la Sala può essere usata per servizi funebri.
Non vi è nessun provvedimento che indichi di usare la Sala come camera
ardente dove porvi la bara con la salma per tutta la notte. Il ns. suggerimento
è che questi fratelli siano consigliati che la bara sia tenuta in casa
del morto o della sua famiglia, poi quando è giunto il momento del funerale,
se desiderano portare la bara in Sala e hanno il permesso per farlo,
allora questo può essere fatto. Si può pronunciare un discorso mentre
la bara posta lì davanti. In tutta Italia nella maggioranza dei casi
la bara non viene neppure portata alla Sala, ma al cimitero e il discorso
pronunciato lì. A noi sembra che sia la migliore soluzione (SCC:SSB
30.9.82)
DISCORSO FUNEBRE, PUÒ ESSERE FATTO ANCHE DA CHI NON È NOMINATO:
Quanto è detto nel Km 6.67 è tuttora valido: "Se la famiglia desidera
che un certo fratello tenga il servizio ed egli è in grado di soddisfare
la loro richiesta, dipende tutto da loro". Naturalmente quando
ci si rivolge alla cong. perché sia tenuto un discorso funebre, sarebbe
opportuno lasciare che siano gli A. a disporre che un fratello qualificato
pronunci il discorso. Sarà così assicurato che, sebbene non sia un'ad.
di cong. chi pronuncia il discorso sia un oratore qualificato e approvato.
Nel caso gli interessati preferiscano scegliere come oratore un fratello
battezzato, ma non nominato A., rimane una prerogativa degli A. valutare
la cosa e determinare se concedere l'uso della Sala. Km 12.73 e C 15.5.88
dove quanto detto per i discorsi matrimoniali può valere per i discorsi
funebri (SCD:SSD 20.5.92).
IMMAGINI,
FOTOGRAFIE, FUMETTI, TATUAGGI
TENERE FOTO DEL MATRIMONIO CELEBRATO
IN CHIESA:
Non crediamo sia il caso di fare una questione del fatto che un A. conservi
in casa sua un album di fotografie in relazione al suo matrimonio celebrato
in chiesa nel lontano passato. Crediamo sia una questione personale
e di coscienza se conservare queste foto o no. Logicamente non sarebbe
appropriato che tenesse esposte tali foto. Finché si tratta di un album
che egli tiene conservato nella sua biblioteca o in qualche altra parte
della casa, non crediamo sia il caso di crearne un problema. E non ci
si dovrebbe sentire scandalizzati solo perché si è visto che egli ha
queste fotografie nella sua casa. Se le tenesse esposte allora il problema
sarebbe diverso. E se qualcuno si fosse scandalizzato perché le tiene
esposte, si dovrebbe parlare con lui e se egli non provvede a rettificare
la cosa potrebbe essere rimosso dal suo incarico, perché ha perso la
fiducia dei fratelli. Diversamente abbiamo detto che non ne faremo una
questione, perché altrimenti dovremmo buttare tutti i libri che hanno
dentro qualche rappresentazione religiosa o politica. Infatti enciclopedie,
libri storici e altri, hanno immagini religiose. Anche i libri di scuola
hanno spesso immagini religiose che non vengono usate però per l'adorazione.
La stessa cosa può dirsi delle fotografie che uno conserva e che non
usa come oggetto di adorazione e nemmeno tiene esposte: ciò non costituisce
apostasia (SCA:SSA 4.2.75)
Se un cristiano conserva fotografie indicanti cose compiute nella falsa
religione, come cresima, comunione, ecc., è affar suo. Se desidera conservare
tale materiale e non e fa uso improprio violando qualche principio biblico,
nessuno dovrebbe trovare da ridire se per un motivo personale desidera
conservare tali fotografie (FPA 30.10.71)
SOPRAMMOBILE CHE RAPPRESENTA ANGELI CON ALI:
Per quanto riguarda il SM che ha un soprammobile che rappresenta angeli
con le ali, dobbiamo dire che sebbene non sia oggetto di adorazione,
spesso le raffigurazioni religiose sono collegate alla falsa religione
o a oggetti della falsa religione. Essendo un oggetto esposto al pubblico,
qualcuno potrebbe rimanere scandalizzato. Il fratello dovrebbe provvedere
a rimuovere tale oggetto. Se egli non lo fa mostrerà immaturità e come
tale, anche se non può essere presa una decisione giudiziaria nei suoi
riguardi, verrebbe rimosso per immaturità perché ha perso la fiducia
dei fratelli e ha recato scandalo permettendo nella sua casa questo
soprammobile che è in vista di tutti (SCA:SSA 4.2.75)
SORELLA CHE TIENE STATUETTE DEL PRESEPIO:
La risposta alla vs. domanda sulla sorella anziana che continua a tenere
in casa sua certe immagini, la potete trovare in G 22.2.77 p 28 e W
1.11.72 p 647. Per quanto riguarda le statuette che raffigurano Maria
e Giuseppe, avete fatto bene ad incoraggiare la sorella ad eliminarle.
Sono statuette fatte specificamente per l'adorazione e un cristiano
che le tiene esposte in casa, benché non vi compia gesti idolatrici,
incoraggia l'idolatria e pertanto si può considerare un apostata. Le
altre statuette usate per il "presepe" come ad es. pastori,
magi e altre, non rappresentano specificamente personaggi a cui è data
qualche forma di venerazione o adorazione. Chi le tiene esposte non
può essere accusato di apostasia, ma ugualmente deve essere incoraggiato
a disfarsene perché potrebbe dare una cattiva impressione servendo come
causa d'inciampo per altri, oltre che a se stesso, in quanto non dimostra
di voler abbandonare di cuore qualsiasi cosa che ancora la tenga legata
alla falsa religione. È vero che i motivi del cuore possono essere giudicato
solo da Geova, ma è appropriato che gli A. aiutino la sorella ricordandole
che non dimostrando in maniera decisa e risoluta la sua posizione a
sostegno della verità, potrebbe in qualche modo inconsapevole mantenere
un contatto con le malvagie forze spirituali e potrebbe risultarne un
laccio (SCB:SSD 16.1.80)
CIONDOLO A FORMA DI CUORE:
Il ciondolo è solitamente usato dalle donne come oggetto ornamentale,
e può avere svariate forme. Per es. nella W 15.7.76 p 433 vi è la figura
di una donna che porta un ciondolo a forma di goccia. Se una cristiana
volesse portare al collo un ciondolo a forma di cuore non violerebbe
nessuna legge biblica. Dobbiamo riconoscere che viviamo in un mondo
con le più svariate usanze e tradizioni. Alcune hanno uno sfondo superstizioso
e la persona dedicata dovrebbe stare attenta a non dare l’apparenza
di essere superstiziosa. Dovrebbe preoccuparsi anche di non fare inciampare
i propri compagni di fede e le persone interessate. (Fil 4:5; Ro 14:8,
13) Accertatevi p 116 presenta il sottotitolo: “I cristiani rinunciano
amorevolmente ai diritti personali per non ferire la coscienza dei più
deboli”. Tenendo conto di ciò, la cristiana che vorrebbe mettersi il
ciondolo a forma di cuore farebbe bene a chiedersi: Qual è il sign.
che la gente del luogo dà a tale oggetto? In un paese superstizioso
pensano che sia come un exvoto? Non è raro che in Italia gente superstiziosa
offra degli exvoto nella forma di cuore d’argento per una cosiddetta
grazia ricevuta. Che ne pensano i fratelli della cong.? In base alle
risposte che si potranno dare alle suddette domande, la donna cristiana
deciderà se sia saggio portare quel ciondolo o no. Ciò rientrerebbe
in un caso di coscienza, dove si deve prendere una decisione personale
e portare il proprio carico di responsabilità. (Gal 6:5) È vero che
non tutti i crisitani avranno lo stesso grado di maturità, e se uno
dovesse prendere una decisione che fa inciampare altri lo si dovrebbe
amorevolmente aiutare a vedere le cose non dal proprio punto di vista,
ma dal punto di vista di Geova, sperando che comprenda come deve comportarsi
per vivere felice e in armonia ai propri compagni di fede. (SPA:SSC
26.10.76)
MOGLIE INCREDULA TIENE IMMAGINI IN CASA:
Il fratello come capo famiglia ha l'obbligo di far rispettare la sua
decisione circa l'uso delle immagini nella propria casa. Benché egli
non abbia il diritto di impedire alla moglie e alla figlia di avere
per proprio conto delle immagini, non può permettere che esse mettano
immagini dove desiderano loro, non tenendo conto della convinzione religiosa
del fratello e del fatto che egli è il capo famiglia. È vero che a motivo
della sua età (89 anni) egli non è rispettato dalla moglie e dalla figlia
che usano prepotenza nei suoi riguardi. Però il fratello deve continuare
a fare delle azioni ben precise per dimostrare che egli non è d'accordo
e non desidera che immagini della falsa religione vengano messe sul
letto o in ogni luogo della casa. Egli potrebbe dire specificamente
alla moglie e alla figlia che se vede immagini sul letto o in altri
luoghi dell'abitazione a cui accedono regolarmente anche altre persone
si sentirà costretto a toglierle e continuerà a farlo finché ciò sarà
necessario. (Egli può concedere alla moglie e alla figlia di tenere
immagini in un certo luogo della casa perché compiano la loro adorazione
in privato). Comunque noi non siamo in grado di determinare dove e fino
a che punto egli possa arrivare non conoscendo la situazione familiare.
Voi dovreste accertare se il fratello sta facendo sforzi per non permettere
che le immagini della falsa religione siano messe liberamente in ogni
luogo dell'abitazione o se egli non ha mai fatto tali sforzi e non intende
farli. Se il fratello sta facendo del suo meglio e continua a lottare
perché sia rispettata la sua decisione, ma nonostante ciò la moglie
e la figlia sfacciatamente continuano a mettere immagini mentre egli
le toglie, non sarà necessario prendere provvedimenti nei riguardi del
fratello. Ma se egli semplicemente non fa nulla per impedire che tale
azione avvenisse, allora potrebbe essere considerato un apostata (SCB:SSD
17.7.79)
FIOCCO QUANDO NASCE UN BAMBINO:
Ci chiedi quale significato abbia l'usanza del fiocco o nastro che si
appende alla porta quando nasce un bambino. L'unico riferimento che
abbiamo trovato finora è quello del Dizionario Enciclopedico Italiano
di Treccani. Alla voce NASTRO dice: "Fiocco di nastro che si attacca
alla porta di una casa in cui è nato un bambino (rosa per le femmine,
celeste per i maschi)". Non avendo trovato altre informazioni al
riguardo, se uno vuol appendere un nastro per indicare che è nato un
bambino nella sua famiglia, pensiamo che sia una questione personale.
Finché nell'appendere tale nastro non risulta che vi sia collegato qualche
pensiero superstizioso, la cosa è del tutto personale e non ci dovrebbe
essere nessuna osservazione negativa se uno lo fa oppure non lo fa.
Il principio biblico da osservare in questo caso come in altri casi
non indicati nella Bibbia è quello di Ro 14:22, 23 (DC 2.1.87)
Nelle ns. pubblicazioni non sono mai apparse informazioni in merito
al fiocco (rosa o celeste) che appendono i genitori di un bambino appena
nato. Abbiamo comunque guardato ciò che dice un'enciclopedia al riguardo.
Dice soltanto che viene esposto per annunciare la nascita di un bambino.
Lasciamo perciò ai fratelli la decisione di farlo o non farlo. Non vogliamo
stabilire noi un regola. Gal 5:9 (SSB 28.3.83)
PUFFI:
Ci chiedi informazioni intorno a quei fumetti chiamati Puffi. I nostr
pensieri riguardo a questi personaggi immaginari disegnati in forma
di pupazzetti e classificati come fumetti li abbiamo espressi su G 22.11.83.
A p 10 viene detto: "Anziché condannare tutti i fumetti non sarebbe
più utile incoraggiare il bambino ad allargare le sue vedute? Se qualcuna
delle letture di vostro figlio è discutibile, perché non gli spiegate
quello che voi pensate di ciò che legge e perché la pensate così? Aiutare
un bambino a scegliere le letture è molto più difficile che decidere
per lui cosa deve leggere. ... Se un individuo che ama i racconti fantastici
finisse per occuparsi di pratiche occulte, farebbe il gioco di colui
che per secoli ha sviato l’umanità, Satana." A p 11 viene dato
questo avvertimento: "Per questo motivo il cristiano evita gli
svaghi che rasentano la magia, la stregoneria, lo spiritismo e simili
contatti col soprannaturale". Le 19:26, 31; Deu 18:1012. Come hanno
riferito i giornali, questi Puffi farebbero parte di un mondo fantasioso,
irreale. Qualcuno li ha classificati come spiritelli, cioè come dice
lo Zingarelli, "Nelle mitologie nordiche, ciascuno dei geni o spiriti
elementari che abitano i vari regni naturali". La Bibbia non menziona
l'esistenza di tali spiritelli. Nella G 8.4.69 si parla di tale argomento
ed è detto: "Quelli che vogliono servire Dio e adorarlo con spirito
e verità, non saranno ingannati a questo riguardo. Non permetteranno
che storie di creature sovrumane influiscano sulle cose che fanno. Riconosceranno
che Satana e i suoi demoni usano tali credenze per sviare coloro che
non conoscono accuratamente la Parola di Dio". Ritornando all'argomento
dei fumetti, i genitori devono assumersi la responsabilità di vedere
che effetto fanno sulla mentalità dei loro figli. Non si possono stabilire
regole dove non appare una chiara violazione di un principio biblico.
W 1.11.72 p 647 suggerisce: "Si dovrebbe comunque ricordare che
l'effetto che le figure o altre rappresentazioni producono sulle persone
varia considerevolmente. Nessuno può fare una regola per altri. Se un
uomo ha dunque riscontrato che non può guardare un'immagine senza provare
l'attrazione per la falsa religione, agirà con saggezza disfacendosene.
Ogni qualvolta ci sia qualche ragionevole dubbio, è sempre meglio preferire
la condotta che lascia con una coscienza pura dinanzi a Dio" (DC
11.12.84)
Vari giornali hanno parlato dei Puffi. Ad es. La Stampa del
14.12.83 riportava le testuali parole dell'inventore: "Avevo bisogno
di personaggi che fabbricassero un flauto magico ed ero sempre stato
affascinato dai piccoli abitanti dei boschi, elfi, e folletti, di cui
si racconta nelle saghe. Così nacquero i Puffi". Riguardo alla
credenza in tali creature sovrumane chiamate elfi, fate, folletti, ninfe
dei boschi, ecc., e come deve stare in guardia il cristiano dalla loro
influenza, troverete utili informazioni su G 8.4.69 p 27 (DC 30.3.84)
Riguardo alla tua domanda relativa ai giocattoli sul tipo dei ‘puffi’,
ti suggeriamo di rivedere attentamente la G 22.11.83 che contiene diversi
articoli sui fumetti. Vi troverai diversi consigli dati ai genitori
cristiani perché sappiano come educare i loro figli per quanto riguarda
gli svaghi. Vanno specialmente curati quei figli che fanno fatica a
distinguere tra fantasia e realtà. Poiché in molte cose della vita non
ci sono norme bibliche specifiche da osservare, occorre usare buon senso
e mantenere sempre una buona coscienza davanti a Dio, al prossimo e
per noi stessi. Alle volte è meglio rinunciare a qualcosa a cui si ha
diritto pur di non far inciampare altri. 1Co 10:2333 (DC 8.10.84)
Riguardo ai Puffi, ogni individuo e i genitori per i loro figli, dovranno
prendere le proprie decisioni sul tipo di fumetti che vedranno o consentiranno
di vedere ai propri figli per mezzo della TV o del cinema. È una decisione
che lasciamo ai singoli individui. Articoli come la G 8.4.69 p 27 e
G 22.11.83 p 8 aiutano a determinare quali princìpi sono da prendere
in considerazione nel decidere se vedere o meno tali fumetti. Naturalmente
lo stesso principio vale per tenere nella propria casa Puffi o pupazzi
del genere (SCE:SSH 23.1.87)
PIERROT:
Ci chiedete se sia appropriato per un cristiano tenere ornamenti con
la maschera di Pierrot. L'apostolo Paolo incoraggia a divenire persone
che esercitano le loro facoltà per distinguere il bene dal male.(Eb
5:12) Questo richiede da parte dei pastori del gregge l'evitare di creare
un problema di coscienza se non esiste, lasciando ai singoli componenti
della cong. la responsabilità di decidere in merito, dopo aver esaminato
i vari fattori che vi sono implicati. Per quanto riguarda la vs. domanda
potete fare ricerche in opere di consultazione facilmente reperibile
in qualsiasi biblioteca pubblica. D'altra parte l'org. di Geova non
ci ha lasciato senza guida anche in questo campo fornendoci indicazioni
che possono guidarci. La G 8.6.77 p 1215, tratta l'argomento "Ornamenti
idolatrici, come identificarli". Noterete che viene indicato come
la mentalità locale o l'uso che viene fatto di un certo ornamento siano
fattori che vanno presi in considerazione. D'altra parte viene consigliato
di accertarsi delle cose che sono veramente importanti evitando polemiche
su cose insignificanti o su possibili legami che non hanno un sign.
ovvio. 1Co 10:25, 26; 2Tm 2:14, 23 (SCC:SSC 21.1.88)
MASCHERE:
Per quanto riguarda le maschere, il libro Il Folklore del Touring Club
Italiano, dice: “La parola maschera viene da masca, che in principio
significava un morto e poi anche una specie di strega o spirito ignobile,
comunque infernale. Le maschere sono dunque, all’origine, dei demoni
che si comportano secondo la loro natura: o procedono in un solenne
silenzio o danzano, cantano e, anche frustano, beffeggiano chiunque
incontrino ... Tra le maschere più frequenti è Arlecchino, che era certamente
un diavolo, anzi il capo di una masnada di diavoli”. Riguardo al Pierrot
non abbiamo trovato una specifica definizione, ma se fa parte della
stessa categoria delle maschere, potrebbe far parte della suddetta spiegazione
(DC 8.10.84)
TATUAGGI:
Ci parli di un tuo studente che, avendo molti tatuaggi in varie parti
del corpo, li vorrebbe togliere ma non sa come fare. Ci fa piacere sentire
che la persona vuole fare progresso e perciò liberarsi anche di questi
tatuaggi che hanno simboli poco piacevoli, come dici, la testa del Diavolo,
di donne, ecc. Abbiamo fatto le ns. ricerche ma non abbiamo informazioni
che possano essere utili al tuo studente. Abbiamo trovato comunque,
una notizia in G 22.7.72 p 30. Ci chiedi se li deve togliere oppure
no. Lasciamo alla persona decidere. È una sua decisione personale. Però
ci fai riflettere su tutte le esperienze negative che ha avuto ogni
volta che ha tentato di toglierli, in particolare quando ha tentato
di togliere la testa del Diavolo. Può darsi veramente che vi sia implicato
lo spiritismo. Perciò se vuole essere libero e fare più progresso e
risolvere tanti suoi problemi, forse è meglio che li tolga. Questo forse
gli causerà dolore, ma se pensa al beneficio che ne può derivare si
rallegrerà. Un es. simile è riportato in Atti 19:19, 20 (SSB 14.3.83)
OGGETTI CHE HANNO RELAZIONE COL PALIO DI SIENA:
Se gli oggetti che hanno relazione col palio di Siena sono immagini
che comunemente sono oggetto di falsa adorazione, come ad es. l’immagine
della Madonna, o di qualche santo, i fratelli che li possiedono dovrebbero
disfarsene. La stessa cosa varrebbe per gli stendardi se contengono
immagini legate a farse forme di adorazione. G 22.2.77 p 28 Se invece
questi oggetti e stendardi non contengono immagini della falsa religione,
ma solamente simboli di contrade, non si tratterebbe di apostasia o
idolatria. Comunque il cristiano cercherebbe di evitare tali cose perché
sono associate alla competizione, si esalta una parte contro l’altra.
È una specie di contesa fra contrade, che può condurre a violenza. Il
mondo ama queste competizioni, ma il cristiano non deve conformarsi
al mondo, né vuole contendere e manifestare uno spirito di parte partecipando
in qualche modo a delle competizioni. Per questo senza andare nelle
case dei fratelli per controllare se possiedono o no tali oggetti, cercherete
ogni opportunità di scoraggiare di tenerli. Ad ogni modo in questo caso
non sarebbe una questione di c.g. W 1.11.72 p 6479 Se nella cong. vi
fossero fratelli che incoraggiano questo spirito di parte o giustificano
tale condotta dicendo che non vi è nulla di male, si dovrebbe valutare
seriamente se hanno requisiti per ottenere speciali privilegi, e se
li hanno già se sono idonei per conservarli. (SCC:SSC 7.6.85)
LAVORO
SECOLARE
GIURAMENTO PER UN CONCORSO STATALE:
Riguardo al giuramento che sei tenuto a fare per partecipare ad un concorso
statale, non possiamo dirti se puoi o non puoi farlo. Possiamo aiutarti
a ragionare sui princìpi biblici per determinare da te la cosa. Se un
cristiano può fare un giuramento o no dipende dallo scopo dello stesso.
Deve chiedersi che specie di giuramento deve fare, se è un giuramento
che possa ferire la sua coscienza. Geova esige da noi esclusiva devozione.
(Deu 5:9) Richiede che ci manteniamo separati dal mondo, dalla su politica
e dalle controversie del mondo.(Gv 5:19; Gia 1:27) Il cristiano non
deve giurare il falso, né deve giurare avendo intenzione di non mantenere
il giuramento.(Efe 4:25; Os 10:1, 4) Egli riconosce che una certa fedeltà
deve essere resa alla nazione di cui è cittadino. (Ro 13:17) Infatti
si dimostra fedele rispettando le leggi e se è richiesto testimoniando
la verità. Quindi facendo un giuramento che implica queste cose, il
cristiano non farebbe altro che impegnarsi a fare cose che già Dio lo
obbliga a fare. Per questo ti esortiamo a considerare con molta attenzione
il giuramento che devi fare. Ti richiede di fare cose in contrasto con
ciò che Dio comanda? Se decidi di firmare è perché sei convinto che
il giuramento non ti farà andare contro la tua coscienza? La tua coscienza
è tranquilla e serena? (Ro 14:5) Chiediti se il giuramento ti obbliga
a violare la neutralità. Dopo che avrai ragionato sul giuramento, dovrai
decidere se farlo assumendoti ogni responsabilità. Tieni presente comunque
che l'obbligo del cristiano verso Dio deve avere la precedenza prima
di qualsiasi altro obbligo (SCB:SSA 15.12.83)
Ci domandi qual è il punto di vista biblico in relazione all’atto di
giuramento richiesto da alcune autorità amministrative. Consultando
l’Indice 4585 all’esponente “GIURAMENTO”, alla voce “Trattazione” vi
è indicata la G 8.1.76 p 28. Fra le varie cose viene specificato che
il cristiano non farebbe mai un giuramento che lo immischiasse nelle
controversie del mondo o che lo rendesse indiscutibilmente soggetto
alla volontà di un’altra creatura umana. Dove invece il giuramento non
contrasta i princìpi biblici entra in gioco la coscienza individuale.
L’Indice 8690 cita W 1.9.87 p 14. In questo caso si dà risalto al bisogno
di essere previdenti. I datori di lavoro, come anche un’amministrazione
pubblica, hanno il diritto di aspettarsi che i propri dipendenti mostrino
rispetto verso le norme sulla riservatezza. Se si fa un giuramento non
dev’essere preso alla leggera. Esso rende più solenne e vincolante una
promessa. Dove la legge impone la riservatezza, la questione diventa
ancora più seria. Perciò prima che un cristiano faccia un giuramento,
sia nel campo del lavoro che in altre circostanze, farebbe bene a determinare
nei limiti del possibile quali problemi questo potrebbe comportare nell’eventualità
di un conflitto con le esigenze bibliche. In questioni che riguardano
la propria coscienza ognuno si assuma la propria responsabilità dopo
aver esaminato attentamente questi aspetti. (Ro 14:5) (SCS:SSD 26.8.96)
SUPERMERCATO DOVE SI VENDONO ARTICOLI NON SCRITTURALI:
La veduta scritturale circa la posizione di un fratello comproprietario
di un supermercato essendo uno dei 5 soci che lo gestiscono, quando
vengono venduti prodotti il cui uso è contrario alla legge di Dio, fu
trattata nel Km 3.74 p 4 § 2. Lì viene indicato ciò che dovrebbe fare
un cristiano per mantenere una buona coscienza qualora i suoi soci insistono
nel vendere tabacco o altro materiale disapprovato da Dio. Vorrete pertanto
mettere al corrente il fratello della sua condizione nei confronti delle
esigenze scritturali. Gli farete capire la gravità della cosa e la serietà
di porre la sua condizione di lavoro in armonia con le esigenze di Geova
per non essere disapprovato dalla cong. (SCD:SSE 14.3.87)
Riguardo ad una commessa che dietro richiesta del cliente vende un art.
discutibile dal punto di vista cristiano, bisogna chiedersi: Il negozio
vende soltanto questi art. o vende di tutto? Che autorità ha il dipendente
nel determinare cosa si venderà nel negozio? Si limita a vendere l'oggetto
dietro richiesta o deve farne propaganda? Come cristiano anche se dipendente
non potrebbe certo propagandare qualcosa che è in contrasto con i princìpi
biblici o incoraggiare la gente ad acquistarlo. La cosa è diversa se
si limita a consegnare l'oggetto dietro richiesta del cliente. In questo
caso sarebbe una questione di coscienza (FPA 14.10.81)
SEGRETARIA E PRESIDENTE DI UNA PALESTRA DI JUDÒ:
Dal momento che tuo marito ha una palestra di Judò ed è anche insegnate
di questa arte marziale, e tu sei la segretaria e anche la presidente,
vuoi sapere se questo ti impedisce di battezzarti. Di per sé tali responsabilità
non ti impediscono di battezzarti. Però devi considerare alcuni princìpi
biblici che possono aiutarti ad avere una veduta sull'argomento per
vedere le cose dal punto di vista di Geova. Ti invitiamo a considerare
la G 8.5.76. Dopo aver pregato e riflettuto sulle informazioni e suoi
princìpi riportati potrai prendere la decisione più appropriata. Nel
decidere cosa è meglio fare, ricorda che pur non essendo un insegnante
né un'allieva di judò, sei ugualmente responsabile di ciò che avviene
nella palestra in quanto ufficialmente sei il presidente. Ripetiamo
che di per sé tale attività non ti squalifica come T.d.G. ma dovrai
tenere in considerazione i princìpi biblici (SCB:SSD 21.8.81)
VENDERE GIORNALI PORNOGRAFICI:
Il lavoro di vendere giornali pornografici incoraggia direttamente o
sostiene pratiche errate. (Efe 5:35) Questa attività è direttamente
legata a pratiche condannate, da rendere quelli che svolgono tale lavoro
veri complici o promotori di pratiche errate. Km 10.76 p 3 Non essendo
la sorella proprietaria della rivendita di giornali, non potrebbe nel
caso lavorasse in compagnia di altri commessi, dividere il lavoro e
lasciare vendere materiale pornografico agli altri? Se ciò fosse possibile
allora potrebbe risolvere il problema. Se però una soluzione del genere
non si potesse raggiungere, perché lavora da sola o per altre ragioni,
allora dovrebbe cominciare di vedere di cambiare lavoro perché quello
che svolge è in contrasto con i princìpi biblici in quanto è complice
nel propagandare concetti immorali. Si concederà alla sorella un ragionevole
periodo di tempo perché cambi lavoro. Se non volesse, si procederà col
segnarla e infine convocare un c.g. per immoralità (SSH 27.8.85)
Un fratello che vende materiale pornografico promuove immoralità condannata
nelle Scritture. Se è un dipendente, dovrebbe cercare di mettersi d'accordo
col suo datore di lavoro di lasciarlo libero dal vendere tale materiale
pornografico (SCB:SSA 29.11.85)
VENDERE DISCHI:
Ci chiedete se il caso di una sorella che vende dischi, cassette o etichette
di cantanti, sia un problema di coscienza. Vi invitiamo ad esaminare
il Km 10;76 e W 1.1.83 p 26. È necessario determinare se i dischi e
gli slogan siano specificamente immorali nel loro contenuto e scritto.
Se lo sono allora il cristiano non dovrebbe venderli poiché promuove
immoralità. (Efe 5:3, 4) Però non è sempre facile determinare se la
natura di un disco è immorale o oscena se non lo si ascolta del tutto.
E fare questo in un negozio è difficile, per non dire impossibile. Ma
se il titolo del disco stesso è immorale, la sorella si rifiuterà di
venderlo. Quindi si dovrà determinare se gli art. di natura dubbia sono
l'intero lavoro della sorella o se costituiscono l'intera parte. Inoltre
bisogna chiedersi: Il negozio è di proprietà della sorella o del marito
incredulo? Se ella è la proprietaria non dovrebbe permettere che siano
venduti tali art. Se invece non ha questo controllo sulla merce, allora
dovrà decidere in coscienza il da farsi. Deve anche prendere in considerazione
la coscienza altrui per non far inciampare altri. 1Co 10:31, 32;
2Co 8:13; Ro 14:13. Per quanto riguarda i privilegi, la responsabilità
di accettare la domanda di P. è del com. di servizio che deve agire
secondo la sua coscienza. (Ro 14:22, 23) Il richiedente ha una condotta
ed un modo di parlare esemplare? Il suo lavoro disturba diversi nella
cong.? Quale reputazione gode nella cong.? Queste domande devono essere
considerate per prendere la decisione se accettare o no la domanda di
P. (SCC:SSF 18.4.83)
GESTIRE UN CINEMA:
Ci chiedi se un cristiano può gestire un cinema. Benché rimanga una
questione personale noi lo sconsigliamo in quanto molto facilmente si
troverebbe in difficili situazioni dal momento che non dovrebbe permettere
di proiettare pellicole che incoraggiano atteggiamenti non scritturali.
Il Km 10.76, riportava la seguente considerazione: "Il lavoro ...
è tuttavia così direttamente legato a tali pratiche condannate da rendere
quelli che lo svolgono veri e propri complici o promotori della pratica
errata? ... Non possiamo certo svolgere un lavoro che richiede di fabbricare,
vendere o propagandare cose specificamente destinate a tali scopi".
Pertanto se un fratello gestendo un cinematografo proietta o fa proiettare
film che incoraggiano pratiche antiscritturali verrebbe portato dinanzi
ad un c.g. Se però si trattasse di film non pornografici né che incoraggiano
l'uso di droga né altre pratiche antiscritturali, non sarebbe chiamato
dinanzi ad un c.g. ma potrebbe non essere qualificato per incarichi
di responsabilità come A., SM, o P. Per avere uno qualsiasi di tali
privilegi deve mostrarsi irreprensibile, deve avere libertà di parola
e coscienza pura. Lu 17:2; Efe 5:35; Gal 5:20; 1Tm 3:113 (SCB:SSD 19.3.80)
LAVORARE SENZA NORME PER LA PREVENZIONE INFORTUNI:
Per quanto riguarda i fratelli che fanno lavori di costruzione e non
prendono le precauzioni per salvaguardare l’incolumità della loro vita
e di quella altrui, non potete andare oltre ai consigli. Se dovesse
esserci un incidente mortale e risultasse che ci sono precise responsabilità
da parte del fratello in quanto non ha tenuto conto delle norme, allora
la cosa può essere esaminata da un c.g. perché risulta violata la legge
sulla santità della vita. Se i fratelli non sono responsabili del modo
in cui vengono fatti certi lavori perché sono richiesti in una certa
maniera, la cosa rientra nelle decisioni personali se fare o non fare
un certo lavoro. Se l’attività lavorativa di certi fratelli che hanno
responsabilità suscita dubbi nella mente dei componenti della cong.
facendo perdere la libertà di parola e la buona testimonianza da quelli
di fuori, sarebbe richiesta la loro rimozione. Comunque la cong. si
interessa della cosa soltanto se viene portata all'attenzione. La cong.
non è autorizzata ad indagare su ciò che fanno i fratelli a questo riguardo
(SCB:SSB 26.2.81)
ACCETTARE LAVORO SENZA ESSERE TENUTO IN REGOLA:
Ai fratelli dobbiamo dare sempre l'esortazione di essere in armonia
con Ro 13:17. Per quanto riguarda il caso menzionato sorgono alcune
domande: Al fratello è richiesto di dire menzogne a Cesare per favorire
il suo datore di lavoro? Gli viene chiesto di firmare una dichiarazione
falsa? Oppure, è il datore di lavoro che ha la responsabilità di denunciare
a Cesare il fatto che ha degli operai che lavorano per lui anziché averla
gli operai stessi? È il datore di lavoro che dichiara il falso o firma
dichiarazione false a Cesare? In questi casi, se è responsabilità del
datore di lavoro dichiarare gli operai che ha e non lo fa, chi viola
la legge, il fratello o il datore di lavoro? Forse il fratello può ragionare
che, dovendo rispettare 1Tm 5:8 necessita di un lavoro ma che tale lavoro
non lo può avere se non tace in merito a ciò che fa il suo datore di
lavoro. Per questo accetta di lavorare per un datore che non lo denuncia
come effettivo dipendente, senza per questo fare o firmare dichiarazioni
false egli stesso. In questi casi, dopo aver dato i consigli di essere
in armonia con Ro 13, ogni fratello si assumerà le proprie responsabilità
davanti a Geova. (SCC:SSB 8.6.82)
VENDERE PRODOTTI IN RIUNIONI PRIVATE A CASA DI FRATELLI:
Il Km 5.69 Risp. dom., dice: "il fratello che si occupa di vendite
dovrebbe chiedersi: Approfitto delle mie associazioni teocratiche per
guadagno commerciale?" Un fratello non dovrebbe mai voler far questo.
È anche bene considerare l'effetto che il lavoro di vendite può avere
sugli altri, badando di non farli inciampare. (Fil 1:9, 10; 2Co 6:3)
Chi vuol lavorare per una ditta commerciale che vende i suoi prodotti
in riunioni private deve prendere una decisone personale. Il Km non
dice che non si possa fare questa o quella attività, ma dice che non
si devono fare nei luoghi in cui si promuovono gli interessi del Regno
(SSL 3.3.82)
LAVORARE DOVE SI PRODUCONO MACCHINE PER ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI:
In relazione al fratello che lavora presso un'azienda che produce macchinari
per laboratori di ricerche mediche usati per fare esperimenti sugli
animali, crediamo sia una questione di coscienza. Egli dovrà decidere
personalmente se tale lavoro gli crea turbamento o no. Alcuni princìpi
sulla veduta che l'uomo dovrebbe avere dell'animale sono indicati nella
G 22.7.76 e 8.11.80. Riguardo al fatto se potrà mantenere privilegi
di servizio è una valutazione che localmente dovrà essere fatta. Se
dovesse creare particolare turbamento a tal punto che la cong. perda
la fiducia e il rispetto del fratello, dopo ripetuti aiuti e suggerimenti
si potrebbe arrivare al punto di rivedere i suoi requisiti. Se ciò avverrà
comunque sarà perché chi serve in particolari privilegi deve avere la
stima della cong. Vedi W 1.1.84 p 25, applicandolo al comportamento
tenuto nei confronti degli animali (SCE 25.11.85)
PITTORE CHE DIPINGE NUDI FEMMINILI:
Per quanto riguarda il fratello pittore che dipinge nudi femminili,
crediamo che ciò non sia corretto. l punto di vista di Dio è che le
creature umane siano vestite. Egli fece abiti per Adamo ed Eva in Eden.
In Ri 16:15 vien detto ai cristiani che è vergognoso perdere gli abiti.
Anche se ciò si riferisce agli abiti simbolici, l'illustrazione sarebbe
priva di valore se l'andare nudi fosse da preferire al portare abiti.
Le scritture inoltre ammoniscono le donne di essere caste e modeste
nel loro abbigliamento. (1Tm 2:9) Per tutte queste ragioni crediamo
che questo fratello debba essere sconsigliato dal continuare a dipingere
questo tipo di quadri. Vorrete parlargli aiutandolo a capire questi
princìpi biblici. Se dovesse persistere non tenendo conto dei vs. consigli
dopo averlo aiutato ripetutamente potrebbe essere segnato per questo.
Se poi come segnato dovesse persistere ancora e la cosa creasse notevole
turbamento in seno alla cong. potrebbe essere chiamato dinanzi ad un
c.g. a rendere conto per condotta sfacciata dissoluta (SCC:SSF 23.11.84)
PROGRAMMATORE DI COMPUTER:
Ci dici che ti è stato chiesto di realizzare un programma per computer
che può essere utilizzato dalla ditta in cui lavori per archiviare un
falso inventario del materiale di cui dispone. Come cristiani ci rendiamo
conto che non possiamo in alcun modo assumere il pensiero noncurante
che prevale nella società verso l'evasione fiscale.(Lu 20:25) Pur non
volendo entrare nei dettagli tecnici del programma che dovresti realizzare,
si tratta di stabilire da parte tua le finalità di tale algoritmo, quali
sono cioè le sue concrete possibilità di impiego? Vi sono più usi delle
funzioni ti tale programma o il suo unico scopo sarebbe quello di nascondere
una parte del fatturato? In tal caso non ti dovrebbe essere difficile
vedere il nesso tra l'evasione fiscale e il lavoro che dovresti realizzare.
Così dopo aver valutato attentamente la cosa facendoti guidare dalla
comprensione dei princìpi scritturali implicati dovrai prendere la tua
decisione. Accertati comunque di decidere in conformità con in dettami
della tua coscienza addestrata dai princìpi biblici Eb 13:18 (SCF:SSF
13.8.90)
CANTANTI, CORISTI O MUSICISTI:
Cantare per intrattenere altri anche venendo pagato non sarebbe un peccato,
se si trattasse semplicemente di provvedere uno svago ad altri. Potrebbe
diventare sbagliato però, se oltre a provvedere uno svago, contribuissi
con i tuoi servizi a promuovere una falsa pratica religiosa come una
festa fatta per onorare un santo, o a promuovere gli interessi di un
partito politico. Tu dici che non contribuiresti a tali aspetti, poiché
non avresti niente da fare con i responsabili della festa, ma che sarebbe
il tuo impresario ad interessarsi di tali rapporti. Ma puoi dire di
non avere niente a che fare con la festa stessa che ha lo scopo di promuovere
tali cose antiscritturali? Perché la chiesa fa la festa? Secondo l'ap.
Paolo è per onorare un falso dio. (1Co 10:20, 21) Chiediamoci: da che
cosa dipende il successo di tale sacrificio ai demoni? Non è il sostegno
da parte della popolazione con la presenza a tale festa l'indice per
misurare il successo? E quando la chiesa ti assume per cantare a tale
festa religiosa, non è una contribuzione al sacrificio offerto, poiché
contribuisce ad attirare le persone a venire e con la loro presenza
offrire onore a tale falsa deità? Non ti lega quindi con tali falsi
adoratori? (2Co 6:1417) Sarebbe una festa che farebbe onore al santo
se non ci fosse musica e canzoni? Quindi, benché cantare in se stesso
per offrire ricreazione ad altri non sia sbagliato, è certamente sbagliato
quando sostiene o promuove una falsa adorazione, attirando la gente
a sostenere tale falsa adorazione. Lo stesso ragionamento può essere
fatto se la festa è di natura politica. Tale festa non è una propaganda
del partito che la promuove? Non dipende il suo successo da come sarà
sostenuta dalla popolazione? Noi sappiamo come Satana si serve della
falsa religione e della politica per opporsi a Geova e quindi pensiamo
che un cristiano non vorrebbe divenire complice di coloro che sono rappresentanti
di Satana. In tali casi la coscienza dovrebbe indurre un cristiano a
rifiutare tale impiego (SCC:SSF 23.5.80)
Ci chiedete consigli nel valutare la posizione del fratello che ha partecipato
nel cantare a feste o manifestazioni. Il ns. consiglio è quello di fare
un'attenta e profonda valutazione del caso, per determinare se tale
partecipazione ha implicato la violazione della norme bibliche. Da chi
erano org. effettivamente tali feste di paese? Chi ha patrocinato la
manifestazione? La festa di quartiere era legata a manifestazioni religiose?
Se egli avesse partecipato ad una festa patrocinata dall’AVIS questa
sarebbe stata una grave azione da parte sua. Se egli avesse partecipato
ad una festa dedicata ad un patrono o di carattere religioso egli avrebbe
commesso un atto di apostasia. Ma anche se la festa di quartiere non
avesse avuto alcun legame religioso crediamo che altri fattori meritino
la vs. attenta considerazione. Quale impressione il fratello ha dato
pubblicamente? Il fratello ha affermato di essere andato via dalla festa
prima che ci fossero delle volgarità. Comunque egli ha partecipato ad
un programma dal contenuto scurrile e volgare. Inoltre cantare e suonare
non è la sua professione. Pertanto egli vi partecipa per puro spirito
di competizione. Partecipare o meno dipende interamente da una sua decisione.
Pertanto se il suo comportamento ha creato turbamento e biasimo nella
cong. si dovrebbe immancabilmente applicare quanto detto in 2Ts 3:14,
dopo averlo ammonito. Nel caso invece si dovesse riscontrare che con
la sua partecipazione ha promosso e sostenuto qualcosa di scritturalmente
condannato, si dovrebbe agire giudiziariamente (SCD:SSD 28.9.91)
Ci presentate il problema del fratello che è occupato presso il coro
della RAI come corista e a volte è chiamato a cantare opere religiose
e in contrasto con Isa 2:4 davanti ad autorità secolari e religiose.
Sembra che alcuni siano turbati da tale attività. Per questo è necessario
esaminare il Km 10.76 al sottotitolo "Le principali domande".
Questo fratello è occupato a cantare inni religiosi. Questi inni non
esaltano la falsa adorazione, promuovendola? Anche l'obiettivo che hanno
queste rappresentazioni ha la sua importanza. Esaltano una creatura?
Promuovono e sostengono uno spirito in contrasto con Isa 2:4? Ragionando
sul lavoro in base al suindicato inserto, tenendo presente gli obiettivi
e il contenuto delle opere che devono essere cantate, dovreste essere
in grado di determinare se sia lecito per un cristiano fare questo lavoro.
(Op. Scuola 1216; W 15.7.82 p 26) Potreste così dare i consigli scritturali
necessari (SCB:SSA 5.5.88)
Rispondiamo alla vs. lettera relativa al giovane fratello che lavora
come musicista e cantante. W 1.1.83 p 26, dà utili indicazioni per aiutarvi
a valutare correttamente la questione. Una domanda chiede: “Quel particolare
lavoro è condannato dalla Bibbia?” Suonare della musica non è di per
sé contrario ai principi biblici. Se un fratello suonasse solo in occasioni
di feste della falsa religione, starebbe evidentemente sostenendo un’attività
errata. Ma dato che egli svolge il suo lavoro in qualsiasi periodo dell’anno,
compresi i periodi di festività, la situazione è diversa. Il fratello
può sentirsi in coscienza di continuare a svolgere quel tipo di lavoro.
Naturalmente, dovrebbe fare attenzione che il tipo di musica che suonerà
e le canzoni che canterà non esprimano pensieri in contrasto con i principi
biblici. A parte questo possono esserci altri fattori che il cristiano
prenderebbe in considerazione nella scelta di un lavoro, come l’ambiente
e il tempo che il lavoro potrebbe sottrarre alle attività teocratiche.
Nel prendere una decisione, la sua preoccupazione dovrebbe essere quella
che la sua scelta del lavoro non lo porti a violare le norme cristiane
o a mettere a repentaglio la sua spir. (SCD:SSC 2.10.96)
Rispondiamo con piacere alla vs. lettera nella quale esponete il caso
di un fratello che ha partecipato ad una festa organizzata da un particolare
circolo. [A.R.C.I.] Per comprendere se un’azione simile costituisce
una violazione dei principi biblici, si dovrebbe innanzitutto esaminare
lo statuto dell’associazione. Quali sono i fini che si propone? Che
dire delle sue attività e della sua natura? Quindi si dovrebbe determinare
se l’associazione è collegata direttamente con organizzazioni in contrasto
con i principi biblici come quelli di Isa. 2:4 o Riv. 18:4. In caso
affermativo, la partecipazione di un fratello a una manifestazione di
questo tipo potrebbe essere vista come un sostegno diretto a tale org.
Inoltre, perché possiate fare un’appropriata valutazione della questione,
potreste esaminare ciò che viene detto per un’associazione come l’I.M.C.A.
nella W 15.6.79 p. 301. Vi preghiamo di informarci sulla vostra risoluzione
una volta trattato il caso. (SCB:SSB 27.7.99)
GRAFOLOGIA
Ci chiedi se c’è un nuovo punto di vista circa la grafologia, oltre
a ciò che dice la G 8.2.57. Siamo lieti di darti qualche altra informazione
su tale argomento. Consultando vari vocabolari ed enciclopedie alla
voce 'grafologia', risulta che si tratta di una scienza che si propone
di rivelare il carattere e le condizioni psichiche e morali di una persona
attraverso l'esame della sua scrittura. Secondo il Grande Dizionario
Enciclopedico U.T.E.T, la grafologia fa parte 'del mondo della psicologia
in generale e in particolare quello della psicologia del profondo'.
Valendoti dell'Indice 4585, all'esponente PSICOLOGIA, vi troverai varie
voci pertinenti come: Fallimento, Punto di vista sul peccato, 11 migliori
psicologi non sono d'accordo quasi su nulla, e altre voci con i relativi
rimandi a ns. pubblicazioni. Pensiamo che rivedendo questi rimandi si
possa capire che il cristiano deve stare in guardia dal riporre fiducia
in una scienza che è in contrasto con la Parola di Dio. Per es. W 15.3.83
p 11, conclude una notizia sulla psicologia con queste parole di avvertimento:
"Paolo consiglio Timoteo di guardarsi da questo tipo di pseudoconoscenza
contraddittoria e presuntuosa, dicendo: 'Evita le chiacchiere profane
e le obiezioni della cosiddetta scienza" (DC 28.9.92).
LAVORO
ARMATO O PER ORG. MILITARI
LAVORO ARMATO E PRIVILEGI:
La W 1.1.84 stabilisce che a un fratello nominato che svolge un lavoro
dove è richiesto di portare un'arma, venga concesso un breve periodo
di tempo per provvedere al riguardo, altrimenti verrà rimosso. Se un
fratello non nominato svolge questo tipo di lavoro non sarà considerato
un buon es. per la cong. Quali privilegi potrà non avere il fratello?
Per es. non potrà svolgere il servizio di P.A., parti dal podio, pronunciare
discorsi alla SMT, rappresentare la cong. in preghiera e tanti altri
privilegi (SCB:SSB 2.2.84)
Spetta agli A. decidere se iscrivere alla SMT un fratello che porta
un'arma da fuoco nel suo lavoro. Essi devono considerare quale sia il
suo atteggiamento. Cioè: tale fratello capisce il principio implicato,
ma non ha ancora potuto trovare un altro lavoro, oppure pensa che non
vi sia nulla di male nel portare l'arma? In quest'ultimo caso non dovrebbe
essere iscritto alla Scuola (SCB:SSA 1.11.84)
Per speciali privilegi si intende essere nominato dalla cong. Qualsiasi
nomina essa sia, P.A., P.R., SM o A. Un fratello che svolge un lavoro
armato non potrà ricoprire uno di questi privilegi speciali. Potrà comunque,
se il corpo degli A. è favorevole e non crea turbamento, essere impiegato
come lettore TG, fare la preghiera pubblica o il servizio di usciere
(SCA:SSB 14.9.87)
La domanda che ci viene proposta è a cosa si riferisce W 1.1.84 p 26
§ 19 quando parla di "speciali privilegi". Molti sono i privilegi
che si ricevono nella teocrazia. Tutti i privilegi che richiedono una
nomina, come A., SM, P.R. o P.A., sono naturalmente privilegi di servizio.
Vi sono altri privilegi che portano la persona ad essere posta come
es. nella cong. In Om 5759 sono elencati una serie di privilegi assegnati
solitamente ai SM nominati. Al 1° § della p 58 viene detto che se non
ci sono sufficienti SM altri fratelli dedicati ed esemplari possono
aiutare a svolgere alcuni di questi compiti necessari. Questi compiti
possono essere considerati senz'altro dei privilegi di servizio: Possono
essercene altri che richiedono ugualmente esemplarità, come ad es. rappresentare
la cong. in preghiera. W 15.7.87 p 14 § 19; Km 4.73 Spetta al locale
corpo degli A. determinare fino a che punto utilizzare un fratello nell'ambito
della cong. Parlando del problema specifico, vi sono vari tipi di servizio
armato e le circostanze risultano molto diverse fra loro. Ogni caso
è a sé. Dipende pure dall'atteggiamento che la cong. Ha nei confronti
dell'individuo. In ogni caso non crediamo che debba essere preclusa
l'iscrizione alla SMT, per gli stessi motivi per cui si permette il
battesimo cristiano. Dovrete pertanto valutare il caso con maturità
e sano giudizio (SCD:SSD 19.4.92)
AVERE IN DOTAZIONE UN'ARMA MA NON PORTARLA QUANDO SI È IN SERVIZIO:
Ci chiedi il punto di vista della Società sull'avere in dotazione un'arma
ma senza portarla sul lavoro. Dato che si tratta di una situazione nuova,
abbiamo chiesto all'ufficio di Brooklyn, il quale ci ha risposto dicendo:
"In quanto al fratello a cui è data un'arma in dotazione, ma che
non la porta quando è in servizio, lasciandola a casa, anche questo
è una decisione personale. Se la sua coscienza gli permette di accettare
questa disposizione, la cong. non avrebbe motivo di agire contro di
lui" (SCA:SSC 17.2.84)
In questo caso l'arma non è in dotazione del fratello custode del Museo,
ma è in dotazione al Museo. Quindi l'arma è a disposizione di tutti
i custodi. Inoltre non è sua proprietà perché come sappiamo nel Museo
vi sono vari custodi che si alternano in questo servizio. Perciò non
pensiamo sia giusto limitare i privilegi del fratelli, come P.R. (SCD:SSF
1.6.84)
LAVORARE IN UNA FABBRICA DOVE SI PRODUCE ACCIAIO PER ARMI:
Il fratello A. della cong. è il capo ufficio del reparto ed il suo lavoro
consiste nell'assunzione di ordini. Nel suo reparto si produce dell'acciaio
che serve, tra l'altro, per la produzione di armi. Il fratello sa quando
si produce acciaio per usi militari dal nome del cliente che lo commissiona.
Per risolvere questo caso è necessario consultare il Km 10.76 al sottotitolo
'Le principali domande’. Il lavoro del fratello svolge non viola in
modo diretto la sua neutralità, né Isa 2:4. Però dobbiamo prendere in
considerazione un altro aspetto. Nel suo reparto, anche se in piccola
misura durante l'anno, si rifiniscono parti di cannoni. È lui che dirige
e sorveglia tali lavori e ne è responsabile. Egli non rifinisce direttamente
i cannoni ma dirige la lavorazione. Egli è una parte importante nella
catena che porta al risultato finale, cioè il cannone. Perciò anche
se non viola direttamente Isa 2:4 è strettamente collegato ad un lavoro
condannato da Dio. La stessa cosa si potrebbe dire anche del fratello
che è caporeparto. Nella sua officina si sono 30 macchine utensili.
Solo 2 vengono impiegate per il lavoro dei cannoni. Anche tale fratello
sa che si tratta di lavorazione di cannoni. Anche lui è un collegamento
diretto verso la fabbricazione di un'arma. Anche se non fa direttamente
o manualmente il lavoro, lo dirige e lo sorveglia. Un altro fratello
che avrebbe le stesse dirette responsabilità nel contribuire alla fabbricazione
di un'arma, è il fratello che fa i saggi dell'acciaio per l'analisi,
per verificare che sia della qualità desiderata. In altre parole egli
sa che questo acciaio è destinato ad un cannone. Anche egli è complice
nella catena di lavorazione delle armi. Tutti i fratelli summenzionati
devono comprendere che il lavoro che svolgono viola Isa 2:4. Entro un
tempo ragionevole dovrebbero cambiare lavoro o non avere nulla a che
fare con la lavorazione delle armi. Questo sia dal punto di vista della
lavorazione manuale che da quello direttiva. Per quanto riguarda i fratelli
che curano la macchina da fucina facendone la manutenzione o la manutenzione
delle macchine utensili fra le quali vi sono le 2 utilizzate per fare
le bocche da fuoco, non sono in diretto conflitto con Isa 2:4. Questo
perché non sono direttamente né indirettamente collegati alla catena
di operazioni necessarie per formare la bocca del cannone. La maggioranza
del loro lavoro ha che fare con la manutenzione di macchine che non
lavorano armi e solo occasionalmente devono fare la manutenzione delle
2 macchine usate per scopi bellici. Considerando la bassissima misura
in cui sono coinvolti indirettamente nel lavoro errato, la cosa può
essere lasciata alla loro coscienza. Nel loro caso bisognerà prendere
in considerazione l'effetto del loro lavoro sulla cong. o se compromette
i loro requisiti per ricoprire privilegi. W 1.1.83 p 26 (SCB:SSA
6.2.86)
Anche se i cannoni prodotti nella fabbrica sono semilavorati, sono sempre
cannoni o lo diventeranno. L'acciaieria in questione produce acciai
per produrre materiale bellico. Se il fratello sa già che questo materiale
è destinato a scopi bellici, certamente non può fare questo lavoro.
I cristiani non producono nemmeno parzialmente armi da guerra. Perciò
questo fratello sarebbe soggetto alla disciplina della cong. se in un
tempo ragionevole non lascia il lavoro o non chiede di fare un lavoro
non essere destinato a scopi bellici (SCB:SSA 9.11.85)
Notiamo che l’attività del fratello consiste nel fare stampi fra cui
sono compresi anche quelli per fare armi da caccia, pistole, ecc. Se
non sono implicate armi da guerra allora pensiamo che la cosa rientri
nei casi di coscienza. È il fratello che deve tenere in considerazione
la sua coscienza e naturalmente quella dei suoi fratelli. (1Co 8:713)
È ovvio che se il lavoro secolare deve divenire causa d'inciampo egli
non sarebbe qualificato per assumere responsabilità o avere particolari
privilegi. Sappiamo che la fabbrica di armi Breda costruisce armi da
guerra, ma non sappiamo se lo stabilimento nel quale la persona lavora
è completamente impegnato in questa attività o se vi sono reparti che
costruiscono armi che non sono impiegate in guerra. Se lo stabilimento
fosse interamente impegnato nella costruzione di armi da guerra allora
dovrebbe cambiare attività. Se invece lo stabilimento avesse reparti
diversi, egli dovrebbe chiedere di essere trasferito in quei reparti
in cui non si fabbricano armi da guerra per essere accettato nella cong.
(SCA:SSF 8.1.82)
LAVORARE PER CONTO DI ORG. MILITARE:
È vero che sei pagato da un'azienda, ma è anche vero che ti vorrebbero
affidare un lavoro che si svolgerebbe regolarmente per conto di un'org.
che viola Isa 2:4. Accettare questo tipo di lavoro sign. violare la
propria neutralità. Km 10.76 Diverso sarebbe il caso se, per es. un
idraulico venisse chiamato d'urgenza a riparare un impianto in un edificio
che viene usato da un'org. che è in contrasto coi princìpi biblici.
Potrebbe decidere in coscienza di accettare perché considererebbe tale
lavoro un'opera umanitaria. Ma se l'idraulico vi lavorasse regolarmente
diverrebbe sostenitore di quell'org. Oltre a ciò, vorrai essere seriamente
preoccupato per l'effetto che il lavoro ha sugli altri. (1Co 10:1833)
Essendo un nominato, qualsiasi azione che ti facesse perdere la fiducia
della cong., significherebbe che non potresti più servire in quel privilegio
(SCE:SSH 31.3.87)
Se il fratello riceve il suo stipendio da un'org. in contrasto con Isa
2:4 sta violando la sua neutralità e deve essere chiamato di fronte
ad un c.g. se non intende effettuare alcun cambiamento dopo essere stato
avvertito. Egli costruisce impianti idraulici e antincendio della zona
civile. Sign. questo che è pagato per il servizio che rende ai singoli
oppure riceve il suo salario dall'org. contraria a Isa 2:4 da cui dipendono
questi civili? Se egli percepisce lo stipendio da singoli individui
che pur appartenendo a detta org. chiedono un servizio strettamente
personale, allora la cosa è una questione personale, di coscienza. Se
invece egli percepisce il suo stipendio da detta org. sta violando la
sua neutralità e non è più una questione di coscienza. Km 10.76;
W 1.1.83 p 26 (SCA:SSF 13.6.83)
Che dire di colui che lavora in un'org. in contrasto con Isa 2:4, che
è da essa pagato, ma il cui lavoro consiste nell'aver cura dello spaccio,
dell'impianto idrico, della riparazione degli edifici, della cura del
giardino, ecc.? Compiendo tale lavoro si identifica con l'org. stessa
e ne diviene parte. |