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Lettere che la Betel - sede romana dei Testimoni di Geova - ha inviato 
ai vari "anziani" in risposta a domande su argomenti di vario genere.

Queste lettere sono state inviate da un TdG nel forum Infotdgeova


INDICE DEGLI ARGOMENTI

LUTTO, TRADIZIONI LEGATE ALLA MORTE
(VEDI ANCHE FUNERALI E
TESTAMENTI)

PORTARE FIORI SULLA TOMBA O AL FUNERALE:
Ci viene chiesto come comportarvi con la sorella che continua a portare i fiori sulla tomba del marito al cimitero. Il portare fiori o meno su una tomba è una decisione individuale che dev'essere lasciata alla sorella. Naturalmente vorrete aiutarla a comprendere qual è il motivo per cui persiste nel fare questa azione. Vi è qualche ragione antiscritturale come quella di pensare che l'anima sia immortale? Inoltre, come viene intesa localmente questa usanza di portare fiori sulla tomba? Fa inciampare o reca turbamento in altri? Sarà vs. responsabilità aiutare la sorella a capire questi punti. Ad ogni modo se nonostante tutto l'aiuto essa dovesse continuare, non vi sono basi per agire nei suoi confronti giudiziariamente - G 8.9.77 p 1215 (SCC:SSC 15.7.86)

In quanto al portare fiori sulla tomba, sebbene la cosa non riguardi un comitato giudiziario il cristiano farebbe bene a evitarlo. Infatti potrebbe dare l'idea di credere che i morti possano trarre vantaggio da tali fiori ed inoltre potrebbe far inciampare qualcuno. Vorrà certamente evitare di portare fiori particolarmente in quei giorni in cui le persone del mondo seguono tale pratica, come nel "Giorno dei morti", ecc. Sarà comunque ogni cristiano a rispondere del proprio operato di fronte a Geova sotto questo aspetto (8.4.85).

Ci chiedete informazioni in merito al mandare fiori ad un funerale cristiano che si tiene secondo le usanze dei T.d.G. W 15.5.71 p 318 indica che è una questione personale e di coscienza. Come in tutte le cose che riguardano la ns. coscienza, dobbiamo sempre prendere in considerazione la possibilità di offendere la coscienza degli altri e se vi è questa possibilità, di evitarlo. Dopo aver spiegato questo ad un fratello che intende mandare o ricevere fiori ad un funerale, lasciamo a ciascuno la propria responsabilità (SCB:SSC 5.8.83).

LAMPADE, CANDELE O LUMI SULLA TOMBA:
Bisogna capire che la pratica di mettere lampade votive sulla tomba non è appropriata per un cristiano il quale ha ricevuto l'esplicito comando di uscire da Babilonia la Grande e non toccare cose impure. (Ri 18:4; 2Co 6:17) Altrimenti qualcuno potrebbe inciampare sapendo che noi cristiani non crediamo all’immortalità dell'anima, ma vedendo alcuni di noi dare prova con le azioni che ci crediamo ancora. Comprendiamo che un conto è tenere la tomba pulita (come segno di ordine e buona testimonianza per i vivi che osservano, d'altronde il cristiano dev'essere ordinato e pulito in ogni luogo dove vive), ma un altro conto è tenere un lumino acceso sulle tombe dei congiunti defunti, in quanto tale pratica è in contrasto con la verità biblica. Chi va ancora dietro a questa usanza antiscritturale dà prova di tornare indietro alle vecchie dottrine condannate, perciò deve essere aiutato e ammonito più volte. Qualora non dovesse cambiare attitudine e modo di fare dopo vari e amorevoli tentativi da parte vs., dovrà essere chiamato dinanzi ad un comitato giudiziario per rispondere del peccato di apostasia (8.4.85).

Il fratello  ci ha descritto la vicenda dei lumini sulla tomba di famiglia in cui è stata coinvolta la famiglia. Prendiamo atto di quanto è stato fatto dal fratello per correggere prontamente la situazione. Comunque sembrerebbe che la madre del fratello sia restia ad accettare la veduta scritturale sull'argomento, se tale sorella non correggesse prontamente la sua veduta e la situazione, dovreste in effetti formare un comitato giudiziario per considerare questo caso che si configurerebbe nella definizione scritturale di "apostasia". Come A. vorrete naturalmente preoccuparvi della pericolosa tendenza mostrata da un certo numero di fratelli che sembrano sottovalutare il pericolo di conformarsi a pratiche che hanno chiara origine nella falsa religione e derivano da credenze antiscritturali come quest'abitudine di tenere dei lumini accesi sulla tomba di famiglia. È bene accertarsi che i fratelli si rendano pienamente conto della necessità di mantenersi spiritualmente puri. - G 22.2.78 p 1921. Non appena ne sarete in grado vogliate pertanto farci pervenire una vs. breve relazione sui risultati che avrete ottenuti sotto quest'aspetto. (10.4.89).

Un cristiano può recarsi al cimitero a pulire la tomba dove sono sepolti i suoi familiari senza commettere nessun peccato. Certo se egli accendesse candele o lumini sulla tomba la cosa cambierebbe aspetto. Questo diverrebbe un atto di apostasia. Se egli semplicemente si reca al cimitero per mettere ordine al sepolcro non c’è niente di male. Pensiamo che sia una questione personale che una persona debba decidere (AB:FPB 25.3.70).

COPRIRE SPECCHI CON LA STOFFA QUANDO MUORE QUALCUNO IN CASA:
L'usanza di coprire con della stoffa specchi, televisori e ogni oggetto che riflette l'immagine, ci sembra chiaramente superstiziosa. Ve n'è conferma nel libro Folklore del Touring Club Italiano, p 24 dice: "Eccoci al momento della morte. Fra i primi atti, secondo la tradizione, spalancare la finestra per gli angeli che devono trasportare in cielo l'anima; velare gli specchi dai riflessi demoniaci, spegnere il fuoco, fermare l'orologio, ecc." Il cristiano maturo vorrà stare lontano da tali usanze superstiziose per non incorrere nel disfavore di Dio (EB 10.11.78).

VEGLIA NOTTURNA:
Riguardo a coloro che rimarrebbero per l'intera notte a vegliare nella stanza a fianco del defunto, occorrerà parlare loro amorevolmente e chiaramente. Occorrerà aiutarli a capire che tale usanza ha a che fare con la veglia e il culto dei morti. Tutti coloro che amano Geova e riconoscono la libertà che offre la Parola di Dio, si liberano totalmente da pratiche pagane. Nel caso qualcuno continuasse a promuovere e sostenere apertamente pratiche che hanno a che fare col culto dei morti, potrebbe essere ammonito più volte, segnato, e non è escluso che possa essere disassociato. - G 22.2.78 p 19; W 1.9.80 p 5 (SCE:SSH 18.2.87).

PORTARE LUTTO PER MOLTO TEMPO:
Una cosa è fare lutto in segno di dolore per un ragionevole periodo di tempo (sempre che lo si desideri) un'altra cosa è portare il lutto per un anno o più come il resto delle persone del mondo.(2Sa 1:11,12; 1Ts 4:13,14) Davanti alle esagerazioni, è il corpo degli A. a dover prendere in esame la cosa. Se si creano problemi, potrebbero amorevolmente parlare agli interessati facendo appello al desiderio di piacere a Geova e non fare inciampare altri. (1Co 10:23, 24, 31-33) Potrebbero far riflettere che la gente del mondo in genere si aspetta che noi siamo diversi, e anche se non condivide le ns. idee ci ammira per la ns. coerenza. Inoltre sono pronte ad additare diversità di comportamenti che possono notare fra noi. (1Co 4:9b) Che dire della coscienza dei nuovi associati? (1Co 8:12) Quali sono i motivi che spingono a vestirsi di lutto per lunghi periodi? (Pro 29:25; Gal 2:11,12) Potrebbe darsi che involontariamente si dia alla gente l'impressione che condividiamo la credenza dell’immortalità dell'anima? Se dopo aver ragionato della cosa, il problema persiste, cioè che il num. di sorelle che portano il lutto è in aumento, gli A. possono decidere di limitare la partecipazione alla SMT e non considerarle idonee per speciali privilegi come il servizio di P.A. È bene lasciare questa facoltà agli A. locali che dovrebbero essere meglio in grado di valutare l’entità del problema (FPA 16.2.80).

Per quanto riguarda il vestirsi di nero come segno esteriore di lutto, la G 22.5.75 p 27 tratta ampiamente il punto. Le scritture forniscono le ragioni per cui non è appropriato vestire di nero per un lungo periodo, ma ci incoraggiano a mostrare dolore con il cuore e non con le vesti. (Gv 2:12,13) Comunque chi vestisse di nero non sarebbe convocato davanti ad un comitato giudiziario ma verrebbe considerato non esemplare e perciò non riceverebbe speciali privilegi nella congregazione Naturalmente gli A. cercheranno di aiutare la persona a comprendere i princìpi implicati agendo con benignità  Gal 6:1 (SCE:SSH 7.5.87).

MATRIMONIO, NOZZE

ACCOMPAGNARE UN FAMILIARE IN CHIESA PER IL MATRIMONIO:
Ci chiedete come dovete agire nei riguardi del fratello che ha accompagnato la figlia all'interno di un edificio religioso in occasione del suo matrimonio. Per poter dare una giusta risposta, è necessario sapere prima come sono andate in realtà le cose. Cioè, il fratello ha semplicemente accompagnato la figlia prima che la funzione religiosa avesse inizio, o l'ha accompagnata con la funzione già iniziata, per es. con musica, applausi, ecc.? In quest'ultimo caso avrebbe partecipato alla cerimonia religiosa. Se ha partecipato, chiaramente si è reso colpevole di apostasia e deve rispondere di fronte a un comitato giudiziario Se non ha partecipato alla funzione religiosa, ma ha semplicemente accompagnato la figlia, prima che la funzione avesse inizio, in considerazione, come voi dite, che ha causato turbamento nella coscienza di altri fratelli, è necessario aiutarlo a comprendere bene il punto e in base alla sua reazione potrebbe essere necessario privarlo di alcuni privilegi di servizio all'interno della congregazione (SCA:SSB 7.10.87)

Non si può considerare apostasia il semplice accompagnare qualcuno all'altare di una chiesa, o rimanervi impassibilmente durante la funzione religiosa. Ma partecipare a qualsiasi forma di adorazione, prendendo parte attiva alla funzione religiosa, lo è. Non possiamo stabilire con precisione quando un rito religioso ha inizio. Alcuni riti potrebbero iniziare in un certo modo, altri in modo diverso. Certo, se vi è accompagnamento musicale religioso, è evidente che una funzione religiosa è in corso. Vogliamo precisare che chiunque entri in una chiesa si deve assumere la responsabilità delle sue azioni all'interno di essa. Qualsiasi partecipazione attiva a implicazioni religiose costituisce una grave violazione. Ri 18:4 (SCE:SSH 12.8.87)

Vi rispondiamo riguardo al caso di un fratello che, come padre, accompagna la figlia nel giorno delle sue nozze in chiesa, per incontrarsi con lo sposo. Desiderate sapere se è lecito che egli vada alla funzione, se è una decisione personale o se bisogna considerare l'effetto che questa azione potrebbe avere su altri, e qualora fosse un A. o SM, se la cosa lo squalifica come tale. Avere qualsiasi parte in un rito pagano in una chiesa sarebbe un atto di apostasia che renderebbe la persona soggetta alla disciplina della congregazione Perciò, se questo fratello accompagna la figlia in chiesa e la porta fino all'altare e questo costituisce una parte del rito cattolico del matrimonio, sarebbe apostasia, ed egli dovrebbe rispondere davanti ad un comitato giudiziario Se invece si tratta di accompagnare la figlia fino alla chiesa e poi lui rimane solo ad osservare la funzione, senza prenderne alcuna parte attiva in qualsiasi modo, allora la cosa dipenderà dalla sua coscienza. Comunque egli deve prendere in considerazione, come dice la Bibbia, la coscienza altrui. Se tale azione dovesse creare turbamento nella coscienza di diversi fratelli nella congregazione, non solo in qualche individuo isolato, e venisse criticato per questa sua condotta, non sarebbe idoneo per ricoprire incarichi, e se già ne ricopre qualcuno, se ne dovrebbe raccomandare la sua rimozione - 1Co 10:19-22, 31-33; 8:10-13. (SCC:SSB 8.4.82)

FARE DA TESTIMONI IN CHIESA:
Per quanto riguarda il fare da testimoni in chiesa ad uno degli sposi in occasione di un matrimonio religioso, la persona implicata dovrà rispondere davanti ad un comitato giudiziario per apostasia. Comparire davanti ad un sacerdote vestito con i parametri sacri mentre svolge una celebrazione di matrimonio con cerimonia religiosa, significa partecipare ad un celebrazione della falsa religione. Ri 18:4 (SCE:SSH 2.7.87)

PARTECIPARE AL MATRIMONIO DI UN FRATELLO CHE SPOSA UN'INCREDULA:
Se il fratello, che è un SM, farà da testimone al fratello in fede che sposa una ragazza del mondo, è una sua questione personale. Per quanto riguarda l'es. che dà alla congregazione e se i suoi requisiti possono essere messi in discussione, è una questione che dovete valutare localmente. Con questa azione darebbe l'impressione che non tiene in alta considerazione il consiglio divino di sposarsi solo nel Signore? Il fratello che si è fidanzato con una persona del mondo, secondo le istruzioni, dovrebbe essere segnato. Le Scritture indicano che si dovrebbero evitare i contatti sociali con le persone segnate. Se il fratello SM parteciperà quindi al matrimonio come testimone, non violerebbe questo consiglio? Pertanto sarete voi che dovete valutare questo problema alla luce delle norme teocratiche e prendere le vs. decisioni personali. (SCC:SSC 16.9.85)

Il matrimonio è un'istituzione di Geova, unica e speciale. Partecipare o no alla cerimonia nuziale è una questione personale. (Gal 6:5) Forse un fratello potrebbe decidere di andare alla cerimonia nuziale e non al pranzo o a tutte e 2. In ogni caso ognuno valuterà la questione alla luce dei princìpi legati al fatto che chi si sposa è un segnato. Il fratello nominato, parente del segnato, dovrà personalmente soppesare le cose per poi prendere la propria decisione e quindi agire secondo coscienza. Il matrimonio è un dono di Dio. Però forse se egli partecipasse potrebbe verificarsi la situazione che nella congregazione alcuni o parecchi inciampino, mormorino, come forse no. È importante che un nominato non perda la libertà di parola. Nel prendere la sua decisione vorrà tener conto dei sentimenti e mostrare considerazione per la congregazione Infatti è eccellente e appropriato che un nominato prenda la sua decisione serenamente dopo aver preso in considerazione anche la coscienza degli altri - 1Co 10:23. (SCA:SSA 26.10.90)

Se partecipare o non al ricevimento matrimoniale di una sorella che sposa un procl. non battezzato è una questione personale. Però si dovrebbero mettere in guardia coloro che vi dovessero partecipare, che se questo fatto dovesse turbare alcuni nella congregazione, allora tali partecipanti non sarebbero più idonei per ricevere incarichi o privilegi speciali nella congregazione Quindi i fratelli che pensano di assistere al ricevimento dovrebbero tener presente questo fatto. Non considerando solo ciò che è lecito, ma anche ciò che è vantaggioso per gli altri componenti della congregazione 1Co 10:23, 24, 32, 33. (SCB:SSA 25.2.86)

Alcuni sono andati a matrimoni fra persone battezzate e increduli dando in tal modo il loro tacito appoggio a una simile unione non scritturale (1Co 7:39). Se un A. o un SM manifestasse scarso giudizio sotto questi aspetti al punto da far sorgere in altri seri dubbi, potrebbe perdere l’idoneità scritturale a prestare servizio nell’incarico. (1Tm 3:13). Non sostenendo la Parola di Dio, ha mancato di conservare la spiritualità della congregazione (Tit 1:9). Coloro che hanno privilegi extra nella congregazione, saranno spinti dall’amore a stabilire un buon es. che tutti possono seguire, prendendo la direttiva nel salvaguardare la congregazione dallo spirito del mondo (2Co 6:3) (Schema ad. A. col CO Mar. 99 – Ago. 99)

MARITO INCREDULO NON VUOLE CHE LA MOGLIE VADA ALLE AD.:
Siamo spiacenti dell'opposizione che stai incontrando a causa dal fatto che tuo marito non è disposto a concederti la possibilità di assistere alle ad. del giovedì. Notiamo comunque che hai preso la decisione di frequentarle ugualmente, ma sembra che tuo marito stia pensando di lasciarti. La situazione è delicata, ma è probabile che vi sia una soluzione positiva, e potrebbe essere offerta dall'osservanza del principio biblico esposto in 1 Pie 3:16. Poiché il problema di tuo marito sta nel considerarsi defraudato dell’autorità perché contrariamente al suo volere tu assisti alle ad., è necessario prestare la massima attenzione a ciò che dice l'ap. Pietro. In altre parole mentre perseveri nell'ubbidire al comando di non abbandonare la comune ad. (Eb 10:23, 24) dovresti dare a tuo marito la certezza che sei sottoposta alla sua autorità seguendo strettamente e umilmente la sua direttiva nelle cose che non implicano l'adorazione al Creatore. Abbiamo avuto sorelle con lo stesso problema e sono riuscite a superarlo essendo particolarmente attente nella loro relazione di sottomissione al marito. Il marito si è reso conto che nonostante la moglie gli disubbidisse frequentando le ad., mostrava di essere sottomessa negli altri aspetti della sua attività. Oltre a questo sarebbe opportuno che avessi un colloquio con tuo marito, facendo appello al suo amore specialmente per il fatto che è un capofamiglia. Un capofamiglia provvede alle necessità fisiche e spir. di coloro che gli appartengono. Di conseguenza egli dovrebbe accompagnarti alle ad., se pensa che non sia appropriato per te uscire da sola, così non farebbe altro che il suo dovere di marito interessato al benessere della famiglia. È bene trattare questi argomenti in un momento particolare e con dovuto tatto. Dovrebbe essere sua premura collaborare con te se desidera essere all'altezza del compito che si è assunto divenendo capofamiglia. Egli ha la responsabilità di servire la famiglia, di sacrificarsi se necessario per il bene della sua famiglia. Perché non fa la sua parte nell'accompagnarti alle ad.? Perché chiederti di rinunciare ad adorare il tuo Creatore? Se nonostante la tua buona volontà non riesci a risolvere ora il tuo problema, che fare? La Parola di Dio ci incoraggia a perseverare. Forse questo potrà creare dispiacere e sofferenze, ma non per questo la ns. fede dovrebbe venire meno. Geova Dio e Gesù Cristo sono con noi. Mediante lo spirito santo veniamo assistiti nei momenti più difficili. (Mt 5:11, 12; 10:3239) Rivolgiti quindi a Geova per ottenere il suo aiuto e mettendo in pratica i suoi saggi consigli continua a perseverare con determinazione. Forse ti potrà essere data la possibilità di veder realizzare le parole di 1Co 7:16. Se si avvereranno sarà anche perché hai perseverato dimostrando a tuo marito come la vera adorazione sia importante per te. (SCA:SSF 10.2.83)

ANTICONCEZIONALI  DISPOSITIVO INTRAUTERINO  IUD:
Desideri sapere fino a che punto gli A. possono interessarsi di una sorella che sembra si serva del dispositivo anticoncezionale chiamato IUD. La W 15.11.79 non indica che gli A. dovrebbero interessarsi della cosa fino al punto di formare un comitato giudiziario Comunque essi dovrebbero considerare con la persona implicata il materiale della rivista e lasciare poi a lei la responsabilità di decidere davanti a Geova. Nel considerare la cosa vorranno mettere in risalto il fatto che ci sono forti dubbi che tale dispositivo prevenga la concezione, anzi sembra che distrugga l'embrione già formato. Oltre a ciò gli A. non dovrebbero interferire in altro modo. Fino ad ora questo è l'intendimento che abbiamo sulla questione, non riportando la rivista suddetta indicazioni di misure disciplinari per chi usa lo IUD. (SCC:SSF 10.3.83)

Informazioni sull'uso dei dispositivi anticoncezionali chiamati IUD si possono trovare in W 15.11.79 p 30. Benché vi siano crescenti prove che il meccanismo d'azione degli IUD è basilarmente abortivo non si può dimostrare al 100%. Per questo motivo non siamo autorizzati a intervenire come congregazione per giudicare chi li usa. In altre parole, non si può formare un comitato giudiziario per coloro che ne fanno uso. Di conseguenza, come si dovrà reagire nei vari casi che voi presentate in forma di domanda? La risposta è che si dovrebbe lasciare la decisione finale alla coscienza individuale della persona. Questo non sign. che Dio approvi ciò, ma che la responsabilità davanti a Dio al riguardo ricade su chi decide di ricorrere a detto dispositivo anticoncezionale. Dopo aver trattato le informazioni contenute nella succitata rivista con la persona che eventualmente ve ne fa richiesta, ed esservi accertati che ha afferrato con intendimento la questione, lasciate che decida per proprio conto, assumendosi la sua responsabilità davanti a Dio a cui renderà poi conto (SSH:SSI 12.5.82)

INTIMITÀ CONIUGALI:
Noi non possiamo dire alle coppie sposate quali sono i cosiddetti 'giochi d'amore' che possono essere leciti nei rapporti intimi tra marito e moglie. Le Scritture non danno regole specifiche, né impongono delle specifiche limitazioni in quanto ai rapporti sessuali fra marito e moglie. Però nello stesso tempo vi è la possibilità e forse la probabilità che alcune pratiche sessuali ora seguite fra marito e moglie fossero in origine praticate solo da omosessuali. Se le cose stessero così allora non è cosa che il cristiano coscienzioso prenderà alla leggera semplicemente perché non vi è un diretto riferimento a persone sposate nelle Scritture in quanto a tali pratiche. Alcune brevi, appropriate espressioni d'amore le troviamo scritte in Pro 5:15-20 e nel Cantico 1:13; 2:6; 7:6, 8 oltre a Gb 31:9, 10. Esse ci provvedono alcune indicazioni in merito alle cose considerate normali fra i coniugi di quei tempi. Pensiamo che queste cose siano normali anche oggi. In 1Co 13:4, 5 si dice: "L'amore ... non si comporta indecentemente, non cerca i propri interessi". Nei rapporti intimi tra marito e moglie si deve rispettare la coscienza l'uno dell'altro mostrando così amore e non cercando i propri interessi. Questo significa che se qualche atto o qualche cosiddetto gioco d'amore dovesse ripugnare all'altro coniuge o turbare la sua coscienza, per amore e per non agire in modo indecente ci si asterrà da tale atto. Ci chiedi se sia lecito che quando la donna ha la mestruazione essa pratichi la masturbazione al marito, o faccia altri giochi simili. La masturbazione è una pratica impura e non è incoraggiata dai principi biblici, ma in vista del fatto che nelle Scritture non vi sono precise istruzioni in merito, i coniugi dovranno decidere secondo la loro coscienza assumendosi la responsabilità della loro decisione davanti a Dio per le cose che praticano nell'intimità dei loro rapporti. In questa intimità escludiamo che gli A. della congregazione debbano esercitarvi un controllo. Tuttavia se i coniugi si rivolgono a loro per avere consigli gli A. possono considerare i principi biblici che possono far luce sulla questione e possono essere utili per guidare i coniugi stessi nei loro rapporti onde mantengano una buona coscienza davanti a Dio. (20.10.83)

Quando 2 coniugi hanno problemi riguardo alle loro relazioni sessuali e vogliono sapere ciò che è giusto o non è giusto fare, si può solo additare loro ciò che la Bibbia dice sotto forma di leggi o principi. Andare oltre tale regola non è corretto. La W 15.7.78 p 31 dice: “Bisogna riconoscere che la Bibbia non stabilisce nessuna regola o limitazione specifica sul modo in cui marito e moglie possono avere rapporti sessuali”. Vuol dire che possono fare ciò che vogliono? La stessa rivista a p 32 risponde: “Con questo non si deve intendere che tutte le pratiche erotiche siano condonate. Si esprime semplicemente il vivo senso di responsabilità di lasciare che siano le Scritture a stabilire norme e di astenersi dall’assumere una posizione dogmatica dove l’evidenza non sembra provvedere una base sufficiente”. A p 31 si parla di certe pratiche insolite, “come la copulazione orale nell’ambito del matrimonio e queste furono messe sullo stesso piano della grave immoralità sessuale. In base a ciò si pervenne alla conclusione che si abbandonava a tali pratiche erotiche era soggetto alla disassociazione”. Poi la rivista prosegue: ”Un ulteriore e attendo esame della cosa ci ha convinto che, mancando chiare istruzioni scritturali, queste sono cose per cui la coppia deve assumersi la responsabilità davanti a Dio e che non spetta agli A. tentare di controllare queste intimità coniugali né provvedere alla disassociazione se tali cose ne fossero l’unico motivo”. Ma se la congregazione non ha basi scritturali per intervenire quando 2 coniugi praticano la copulazione orale o anale, ciò non vuol dire che ciò sia giustificato davanti a Do nel praticare tali cose di origine ripugnante. nella W 1.9.83 p 31 viene fatto un es. di un marito che esige che la moglie partecipi a un’attività erotica pervertita. La rivista dice: “Anche se il coniuge credente è angustiato dalla situazione, il suo sforzi di attenersi ai principi scritturali gli farà ottenere la benedizione di Geova.” Lo sforzo che deve fare il credente dipende unicamente dalla sua decisione personale. Nessun altro può dirgli cosa deve fare. Deve essere la sua coscienza che deve operare. La W 15.5.78 indica il principio da seguire nei campi in cui c’è dubbio. La W 1.9.83 p 31 indica quando la congregazione nel caso di problemi riguardanti relazioni pervertite. Quando il problema diviene noto e suscita scalpore e mormorii nella congregazione, allora gli A. devono prendere provvedimenti. Se è un SM che fa tali cose e ne parla agli altri, non è più irreprensibile. E se non ne parla con nessuno, ne assume pienamente la responsabilità davanti a Dio, che deve essere servito con coscienza pura. Se poi uno sfacciatamente incoraggiasse altri ad avere relazioni sessuali pervertite, potrebbe essere espulso dalla congregazione per condotta dissoluta. (DC 6.7.88)

DIVISIONE DEI BENI:
Spetta ai 2 coniugi stabilire se vogliono effettuare la divisione dei beni. Dato che è una questione personale, la decisione spetta unicamente a loro. (SCB:SSB 22.12.89)

MARITO CRISTIANO HA USATO VIOLENZA CON LA MOGLIE:
Dalla documentazione pervenutaci sembrerebbe che esistano referti medici, rapporti della polizia e carabinieri che attesterebbero ripetuti episodi di violenza che ... avrebbe subìto dal marito. Il fatto che subito dopo ella sia stata disassociata per adulterio non esonera la congregazione dall'accertamento della verità a questo riguardo. Se sussistono le prove di una pratica di violenza da parte del fratello, e il relativo corpo degli A. dovrà accertarlo, la cosa dovrebbe essere presa in esame giudiziariamente. Km 10.73 p 3 (SCD 6.8.91)

CERIMONIA CRISTIANA NELLA SALA DEL REGNO:
Lo schema S41 per i discorsi matrimoniali indica che è appropriato concludere il discorso scritturale con una preghiera. Il fatto di far precedere il discorso da una preghiera introduttiva è qualche cosa che spetta agli interessati determinare. (SCF:SSF 12.3.90)

La C 15.5.88 spiega che la cerimonia, fra il discorso e la lettura della formula da parte del M. di culto, non dovrebbe superare i 30 min. Normalmente la celebrazione del matrimonio non inizia con il cantico e la preghiera, di solito l'oratore incaricato inizia direttamente il suo discorso rivolgendosi agli sposi. Tale discorso potrebbe durare 15, 20 min. dopo di che il M. di culto leggerà la formula per il matrimonio e infine l'oratore farà un breve riassunto di alcuni min. e quindi si può concludere con il cantico e la preghiera. (SCC:SSC 11.4.91)

ORARIO DELLA CERIMONIA NON DEVE INTERFERIRE CON ALTRE AD.:
Rimane valida la direttiva offerta nella W 15.9.84 p 15 § 19: "Il matrimonio verrà celebrato in un orario tale da non interferire con le ad.". Perciò quando gli sposi si rivolgeranno al corpo degli A. per richiedere la Sala, ci dovranno essere accordi precisi, in modo che la cerimonia o discorso nuziale non interferisca con alcuna ad. che normalmente si tiene in quel giorno e in quell'ora nella locale Sala, comprese le ad. per il servizio di campo. La Sala viene usata primariamente per le attività teocratiche. Quindi gli A. non dovrebbero apportare cambiamenti agli orari delle ad., perché si possa celebrare un matrimonio. Gli A. farebbero bene a tenere in mente che tra le loro responsabilità principali vi è quello di tenere in alta stima le ad. cristiane, non relegandole o sminuendole per fare posto a matrimoni. In questo modo contribuiranno alla spir. e alla maturità della congregazione locale e non si lasceranno condizionare da uno spirito mondano. (SCE:SSH 30.5.87)

CHI PUÒ PRONUNCIARE IL DISCORSO MATRIMONIALE:
Di solito il discorso matrimoniale viene pronunciato da un A. Comunque rimane valido quanto dice il Km 12.73, cioè che un discorso nuziale può essere pronunciato da qualsiasi fratello dedicato e battezzato se la legge lo permette, ma si aggiunge anche: "Se dev'essere pronunciato nella Sala, si deve ottenere il permesso del com. di servizio della congregazione" Va precisato che tale permesso non è necessario se il discorso verrà pronunciato in un locale diverso dalla Sala, infatti in questi casi sono i diretti interessati che possono decidere. La scelta dell'oratore è prerogativa degli sposi, ma per quanto riguarda il concedere l'uso della Sala per celebrare il matrimonio, occorre ricevere il permesso dal locale corpo di A. (SCE:SSH 20.7.87)

Non è detto che debba essere obbligatoriamente un A. a pronunciare un discorso matrimoniale, anche se sarebbe senz'altro suggeribile. Quanto è detto nel Km 12.73 è tuttora valido. In gran parte la scelta dell'oratore rimane una questione personale. Comunque la C 15.5.88, prevede che in linea di principio, il discorso sia tenuto da un A. qualificato, giacché pronunciando un discorso nella Sala, egli si presenta come "un ministero ordinato che rappresenta la congregazione locale e la C.C.". Nel caso gli interessati preferiscano scegliere come oratore un qualsiasi fratello battezzato, non un A., rimane una prerogativa del corpo degli A. valutare la cosa e determinare se concedere l'uso della Sala o meno. Il già citato Km dice infatti: "Se dev'essere pronunciato nella Sala, si deve ottenere il permesso del com. di servizio della congregazione" Se gli A. locali ritengono che l'oratore scelto non sia qualificato per rappresentare un ministro ordinato della congregazione non devono sentirsi obbligati a concedere l'uso della Sala. Il corpo degli A. potrebbe rifiutarla. (SCC:SSE 15.2.89)

FARE ANNUNCI PER RACCOMANDARE UN COMPORTAMENTO DECOROSO ALLA FESTA NUZIALE:
Riguardo agli annunci fatti dopo il discorso matrimoniale nella S.d.R. per raccomandare un comportamento decoroso durante la festa nuziale, non esiste alcuna particolare disposizione. Naturalmente, eventuali annunci dal podio della S.d.R. in occasione del matrimonio richiedono l’approvazione del corpo degli A. e non dovrebbero offendere e turbare nessuno. Gli A. dovrebbero comunque verificare fino a che punto è davvero necessario fare tali annunci se sono state prese appropriate disposizioni. (SCBSSC 9.11.99)

FARE UN DISCORSO QUANDO NON VIENE CONCESSO L’USO DELLA SALA:
Per quanto riguarda la domanda se un A. può fare il discorso o no, è una questione che dovrà decidere lui stesso secondo la sua coscienza. Questo anche se la S.d.R. è negata alla sorella e l'A. vuol farle il discorso in qualche altro luogo. Questo fratello, però, dovrà riflettere bene prima di prendere una decisione, in modo da non turbare la coscienza di altri nella congregazione ()

TAGLIO DELLA TORTA:
Ci chiedi se il taglio della torta è compatibile con la fede cristiana. Tra i numerosi libri di folklore che trattano varie usanze superstiziose in occasione dei matrimoni, non viene data una spiegazione di tale cerimoniale. Comunque è saggio da parte degli A. informarsi sul sign. locale che si dà a tale usanza. Che qualcuno debba tagliare la torta è ovvio, e potrebbe essere lo sposo che offre la prima porzione alla sposa o viceversa. Ma nel cerimoniale di tale usanza vi è forse connessa qualche idea superstiziosa? Noi non lo sappiamo. Ma il fatto che tale usanza turba la coscienza di alcuni, e magari dei futuri sposi stessi, perché non fare le cose del tutto normali? (2Co 6:3) Nella W 1.9.69 p 534 viene discusso l'argomento delle usanze matrimoniali. Viene indicato che il cristiano può fare una scelta delle usanze. Alcune non sono scritturali e quindi i cristiani vi sono contrari. Chi fa i preparativi per il matrimonio fa bene ad esaminare le pratiche comuni nella sua zona e stabilire come sono considerate sul luogo. Nella e W 15.9.84 alle p 18 e 19 vengono dati ulteriori consigli, sottolineando il fatto di operare per il bene di tutti.  Gal 6:10 Non sarebbe scritturale per noi stabilire delle regole da seguire nei matrimoni. Occorre applicare i princìpi biblici, usare buon senso, ragionevolezza e dare più importanza all'aspetto spir. del matrimonio che non a quello formalistico, che accentra le principali attenzioni sugli sposi e non sul Creatore del matrimonio. (DC 14.3.90)

LANCIO DEL BOUQUET DI FIORI ALLE DAMIGELLE:
Riguardo all'usanza da parte della sposa di lanciare i fiori alle damigelle dopo che è stato celebrato il matrimonio, vi sono delle informazioni in The World Book Encyclopedia, solo in lingua inglese (CAD 28.4.78)

TAGLIO DELLA CRAVATTA:
Riguardo all'usanza che vi è in alcuni pranzi di matrimonio di tagliare la cravatta dello sposo e poi passarla in un vassoio facendo una colletta, è bene ricordare che il cristiano non vuole conformarsi a questo sistema di cose. (Ro 12:2) Per questo motivo non imiterà questo mondo nel praticare cose che violano i princìpi cristiani. Chiediamoci: in questo caso viene violato qualche principio cristiano? La risposta evidentemente è sì. Infatti mettere davanti a tutte le persone presenti questa cravatta e venderne un pezzo per una contribuzione agli sposi, è una specie di coercizione, che può mettere in imbarazzo i presenti, e che in diversi casi se contribuiscono per il pezzo di cravatta, lo fanno perché si sentono forzati o imbarazzati nel non farlo. Questo non sarebbe in armonia con 2Co 9:57. Perciò i fratelli dovrebbero essere scoraggiati dal fare tali cose ai loro matrimoni, né permettere che vengano fatte da qualche presente alla cerimonia. Anche se questo non è un motivo per essere chiamati davanti ad un comitato giudiziario, non è una condotta esemplare e potrebbe influire sull'avere privilegi nella congregazione Inoltre mostrerebbero mancanza d'amore verso i presenti. Non sappiamo se vi sia qualcosa di pagano in questa pratica, perciò prima che di fare qualche cosa a imitazione del mondo, sarebbe appropriato fare una ricerca e vedere come è considerata una certa pratica e se ha relazione con la falsa religione o con la "buona fortuna". Si possono fare ricerche in qualsiasi biblioteca consultando enciclopedie e libri su usanze locali. (SCB:SSA 27.12.83)

GRIDARE "VIVA GLI SPOSI":
Nel caso che un fratello si unisca nel gridare "viva la sposa", sta violando un principio, cioè quello di attribuire indebito onore o lode a una persona. La persona non acquista dei meriti solo perché si sposa. Perciò se le azioni del cristiano al riguardo turbano la congregazione egli potrebbe perdere i suoi privilegi. (SCB:SSA 27.12.83)

La risposta alle tue domande, (se è lecito applaudire o gridare “viva gli sposi”) puoi ottenerla consultando la W 15.7.65 p 4467; W 1.10.69 p 6014; W 1.9.69 p 5337; W 1.10.74 p 598601. Come noterai nella lettura degli argomenti riportati nelle succitate riviste, il cristiano deve essere ragionevole in ogni cosa, e deve stare attento a non esaltare la creatura anziché il Creatore. (SCC:SSC 25.7.85)

REGALO AGLI SPOSI:
In relazione al fare dei regali agli sposi diciamo che è una questione privata e non desideriamo entrare nei particolari. È chiaro che se la cosa dovesse creare notevole disturbo nella congregazione gli A. potrebbero parlare agli sposi e offrire appropriati consigli. G 22.5.77 p 278; G 8.9.77 p 34 (SSB 22.3.89).

MEDICINA

PRANOTERAPIA:
La pranoterapia è definita dal Zingarelli, "terapia a forte componente psicologica, consistente nell'imposizione delle mani sulla parte malata". Il termine 'prana' secondo il Grande Dizionario Enciclopedico De Agostini, vuol dire "nelle filosofie orientali, la forza vitale dell'universo, impersonata dal dio Vayu". A proposito della guarigione mediante l'imposizione delle mani si può leggere la G 8.3.79 p 58. Inoltre per avere un'idea generale di come deve comportarsi il cristiano di fronte alle numerose terapie esistenti; si può notare la W 15.11.82 negli art. intitolati "State sani" e "Salute e ragionevolezza cristiana". (DC 1.7.87)

Nel chiederci informazioni circa la pranoterapia, vorremo chiarire la ns. posizione rispetto alle numerose terapie esistenti. Come società non raccomandiamo nessuna terapia; tocca unicamente all'interessato prendere una decisione personale e assumersi tutta la responsabilità conseguente. Riguardo alla pranoterapia ne hanno parlato diverse riviste italiane. A titolo informativo citiamo 'Gente' del 21.5.82 che riportava ciò che il pranoterapista Nicola Cutolo ha detto di se stesso: "prima dell'esperimento pranoterapico all'ospedale di Bari, ero noto soprattutto come veggente, mi chiamavano il mago di Benevento. Fu Achille D'Angelo, il mago di Napoli, ad iniziarmi al mondo dell'occulto e a insegnarmi tutti i segreti del mestiere". 'Stop' del 18.6.82 diceva: "Da anni ormai la pranoterapia ha cominciato ad essere tenuta in considerazione da molti esponenti dell'ambiente medico. Soprattutto da quelli che come Inardi, Cassoli e Granone, si interessano ai fenomeni paranormali. Tra questi uomini che studiano la possibilità di curare molte malattie per mezzo del prana, il fluido che sembra uscire dalle mani dei guaritori, c’è il prof. Ubaldo Meani". 'Gente' del 4.6.82 riferiva: "Da oltre un anno 2 medici specializzati in agopuntura utilizzano la fortissima carica bioenergetica di Evangelista Di Domenico per curare vari tipi di malattie. Il fluido del guaritore viene indirizzato nei punti in cui abitualmente si applicano gli aghi". Dovendo un cristiano usare ragionevolezza nella vita e seguire i princìpi biblici, prima di accettare una terapia che non conosce, fa bene a chiedersi: La terapia è ragionevole, coerente con le cognizioni generalmente accettate, oppure sembra strana, con pretese straordinarie? Si tratta di sostanze miracolose, di misteriose forze del corpo che soltanto alcuni possiedono e che sono classificati come 'guaritori'? Che cosa dice la medicina ufficiale? Esiste un'adeguata documentazione scientifica? Va contro qualche principio biblico? Dove risulta che una terapia è associata alla parapsicologia o metapsichica o che è dichiarata paranormale, vi è il forte sospetto che si tratti di spiritismo. La pratica di spiritismo sia per diagnosi che per cura è condannata dalla Bibbia.  Gal 5:1921 (EB 7.2.83)

BRACCIALE DI RAME:
Sulla W 15.11.82 vi sono 2 art. intitolati "State sani" e "Salute e ragionevolezza cristiana". In una nota in fondo a p26 viene detto: "Non siamo in grado di fare ricerche e valutare le numerose 'terapie' in uso in tutto il mondo. Speriamo però che i consigli contenuti in questi 2 art. possano aiutare i lettori ad applicare i princìpi biblici e a usare ragionevolezza nel prendere decisioni riguardanti le cure mediche". Leggendo quindi con cura i 2 suddetti art., e chiedendo eventualmente l'aiuto di qualche A. della tua congregazione, potrai prendere la tua decisione personale per avere una coscienza tranquilla davanti a Dio, davanti al tuo prossimo e con te stesso. (DC 21.8.87)

Ci chiedi chiarimenti circa un bracciale che, secondo il foglio pubblicitario, avrebbe il potere di rendere la vita felice, agiata, fortunata, allontanando disgrazie, e ridare la salute fisica guarendo diverse malattie. La suddetta pubblicità dovrebbe essere più che sufficiente per far capire al cristiano che tale bracciale ha tutte le caratteristiche di un amuleto portafortuna. Usare tale bracciale vuol dire ignorare i consigli biblici contro ciò che ha a che fare con la "buona fortuna" e la superstizione. Vuol dire incorrere nel disfavore di Geova. Vuol dire ricevere anche consigli dagli A. di eliminare tale oggetto se non si vuole incorrere in un provvedimento disciplinare della congregazione La W 65 p 615-6, dà ottimi consigli per chi fa uso di oggetti discutibili. Il principio biblico è quello di 'accertarsi di ogni cosa'. (1Ts 5:21, 22) Volendo avere informazioni sul magnetismo, basterà usare l'Indice all'esponente MAGNETISMO. Tra i riferimenti troverai G 8.9.69 p 12 dove si legge: "I primi greci e i romani credettero che i magneti avessero poteri soprannaturali. Essi fecero amuleti ed anelli di magnetite per attrarre le persone del sesso opposto. Fu anche usato nei copricapi dei sacerdoti pagani, giacché credevano che questo permettesse loro di udire la voce degli dei. Pietre magnetiche erano ridotte in polvere, perché si credeva guarissero il reumatismo e la calvizie". All'esponente ELETTRICITÀ,  'impiego in medicina'  troverai il riferimento W 15.11.82 dove avrai spiegazioni interessanti e buoni consigli da trasmettere a chi ha problemi di salute e desidera usare cure o terapie non in disaccordo con i principi biblici. (12.90)

YOGA - PARTECIPARE A SEMINARI ILLUSTRATIVI:
Riteniamo che si tratti di una decisione personale partecipare o no ai programmi del Centro Internazionale di dinamica mentale e psicologia applicata. Comunque le scritture di Col 2:8; 1Tm 6:20, 21; 2 Pie 2:19 hanno qualcosa da insegnarci in proposito e servono a metterci in guardia contro pericoli di carattere spir. che spesso si nascondono dietro teorie del genere. Il richiamo ai maestri di Zen e agli esperti di Yoga, dovrebbe insospettire. Spesso i metodi per "potenziare le capacità latenti" della mente umana, prevedono tecniche preliminari che contrastano con l'imperativo di Mt 22:37. Alcuni affermano che la mente debba essere prima "ripulita" o liberata da ogni altro pensiero per potersi poi concentrare su ciò che più interessa. È molto pericoloso allentare, anche se per poco tempo, le difese spir. della ns. mente con conseguenze tragiche. (Mt 12:4345; Fil 4:7) L'accurata conoscenza della verità dovrebbe dare al cristiano tutto ciò di cui ha bisogno per affrontare le difficoltà odierne. Questo almeno per quanto riguarda l'aspetto spir. della vita. Comunque come detto, partecipare o no a corsi del genere resta una decisione personale. - Gal 6:5 (FPA 27.6.80)

"VOGLIE" DI UNA DONNA INCINTA:
Le tue domande riguardano l'influenza prenatale sul bambino delle voglie di una donna incinta. Questo è un punto di vista antiscientifico dei tempi antichi e di alcuni tuttora. Secondo questo tipo di vista ogni cosa che una madre vede o provi influisce sul suo nascituro. Fino al tempo attuale non v'è stata nessuna prova a sostegno di tali impressioni prenatali. Si afferma che sia antiscientifico perché non vi è nessuna connessione nervosa fra la madre e il bambino che ha nel seno, come il sangue della madre non si mischia col sangue del feto, perché il feto è alimentato dal sangue della madre per osmesi o assorbimento. Quindi abbiamo un'opinione scientifica provata da fatti o un'opinione antiscientifica e superstiziosa dell'influenza prenatale delle "voglie" definita meglio come "impressione materna". Questo è il modo in cui puoi spiegare la cosa a chi te lo chiede. Vuoi sapere come comportanti davanti a qualche gestante in merito a questa superstizione. Se una gestante ti chiedesse per soddisfare una sua "voglia" qualche cosa di ragionevole e che non è nociva e disapprovata da Dio potresti anche dargliela. Non è necessario in tal modo entrare nei motivi per cui la gestante ti fa tale richiesta. Se tale superstizione fosse creduta da un cristiano o una persona che studia, può essere saggio dare la spiegazione riportata sopra. Non pensiamo che dire la verità su tale questione possa danneggiare la gestante.(Gv 8:32) Comunque non sarebbe giusto trattenere la verità da qualcuno che ne ha bisogno per avere l'approvazione di Dio. (Atti 20:26) Quando pensiamo che sia necessario parlare per il bene di una persona diremo sempre la verità. (Efe 4:25; Zac 8:16) Però vi possono essere delle occasioni quanto possa sembrare inopportuno parlare e in tal caso si può tacere sull'argomento. Ma se decidiamo di parlare per nessun motivo dobbiamo far pensare alla persona di credere in qualche cosa di sbagliato. - Pro 6:16 (CAD 28.12.77)

FRATELLO CHE FA DIAGNOSI IN SALA GUARDANDO NEGLI OCCHI:
Ci è stato riferito che un fratello che da alcuni mesi si è trasferito nella vs. congregazione cura con le erbe e fa diagnosi guardando gli occhi. Fin qui la cosa non è da ritenere preoccupante se la persona è realmente qualificata. La cosa che invece sarebbe preoccupante è il fatto che tale fratello nella Sala viene circondato da fratelli e sorelle che desiderano essere guardati negli occhi perché sia fatta una diagnosi sulla loro condizione fisica e ricevano suggerimenti su come curarsi. Premesso che ciascuno è libero di rivolgersi a chi desidera per farsi curare ed è libero di seguire la terapia che più lo soddisfa, la cosa non appropriata è il fatto che la Sala diventa così un "ambulatorio" e la mente dei fratelli anziché essere rivolta alle cose spirituali, viene rivolta al fratello medico, alla terapia da seguire e cose del genere. Se le cose stessero così si agirebbe contrariamente allo scopo delle ad., come è espresso in Eb 10:24, 25. (SCB:SSD 29.5.80)

SEGUIRE LE CURE DEL LIBRO "LA MEDICINA NATURALE":
Ci chiedi se sia opportuno seguire le cure del libro "La medicina naturale alla portata di tutti". Nel Km 6.80, in "Risp. dom.”, la Società ha espresso il suo punto di vista su tutte queste diete e terapie, e ha messo in guardia contro il rischio che divengano una trappola. Questo indipendentemente dagli eventuali legami con lo spiritismo. Salvo esplicite dichiarazioni, è difficile capire se questa o quella cura non ortodossa abbia a che fare con lo spiritismo o no. È responsabilità dei singoli cristiani che volessero adottarla accertarsene.(Gal 6:5; Eb 5:14) (FPA 10.7.82)

USARE PRODOTTI A BASE DI PLACENTA:
La placenta trova oggi largo impiego soprattutto in preparati medicinale e prodotti di cosmesi. Contiene certi ormoni e frazioni di sangue. Ovviamente non raccomandiamo nessun impiego di componenti del sangue. (Atti 15:28, 29) Nel caso in questione trattandosi di frazioni riteniamo sia una decisione personale. Nel prendere questa decisione l'interessato vorrà soppesare vari fattori e farsi guidare dal desiderio di piacere a Geova. Normalmente i farmaci a base di placenta non vengono impiegati per curare malattie gravi in cui sia in gioco la vita. Spesso si tratta più che di medicinali, di prodotti cosmetici. Comunque come abbiamo detto sarà la persona in questione a dover prendere la decisione dopo aver soppesato i vari fattori. - Gal 6:5; Ro 14:12, 23; 1Tm 1:5,19. (FPA 14.1.82)

Il fatto che seguire una cura a base di iniezioni di placenta umana suscita dei dubbi, mostra che sai che la placenta contiene una certa quantità di sangue umano. La Congregazione Centrale non può approvare nessuno dei moderni usi medici di prodotti a base di sangue. Siccome in questi giorni il sangue sta apparendo dappertutto in prodotti vari, la persona che decidesse di fare uso di tali iniezioni potrebbe trarre conforto dal fatto che accettando tali iniezioni non sta in effetti mangiando sangue direttamente per nutrire il suo corpo, cosa espressamente proibita dalla Parola di Dio. Esso non è usato, in questo caso, come cibo o per sostituire del sangue perduto. In tal caso il cristiano deve prendere la propria decisione basata sulla sua coscienza. Perciò che tu accetti di fare queste iniezioni o non è una questione che devi decidere tu. (SCB:DC 4.7.90)

Ci chiedi come dovrebbe regolarsi il cristiano riguardo ai cosmetici che contengono placenta, animale o umana. Ovviamente non raccomandiamo nessun impiego del sangue o di prodotti che lo contengano. Se nella placenta animale o umana la presenza di piccole quantità di sangue è puramente incidentale, riteniamo che sia una decisione personale fare uso di prodotti che la contengano. Nel prendere la decisione, l’interessato vorrà soppesare vari fattori e farsi guidare dal desiderio di paciere a Dio. Di solito i farmaci a base di placenta non vengono impiegati per curare malattia gravi in cui sia in gioco la vita. A maggior ragione questo può dirsi dei cosmetici. Poiché spesso nei cosmetici si usa placenta umana, è il caso di valutare bene se farne uso o no, anche se la Bibbia non tratta l’argomento dell’impiego di tessuti umani. La decisione che la persona prenderà non dovrebbe in alcun modo lasciarla con la coscienza turbata. Dovrà essere tale da lasciare che l’interessato con la coscienza a posta davanti a Dio. - Ro 14:23; 1Tm 1:5, 19 (DC 26.7.91)

Prima di somministrare qualsiasi medicinale al proprio corpo è bene che il cristiano segua in ogni caso i princìpi biblici. I medicinali estratti dalla placenta contengono sangue. Essendo placenta umana, subentra il principio del cannibalismo. Comunque in questi casi il cristiano dovrà decidere seguendo la propria coscienza. La violazione dei suddetti princìpi biblici non suscita problemi giudiziari. (BA:SSD 17.5.79)

FRATELLO SIEROPOSITIVO AL VIRUS DELL'AIDS:
La situazione che ci esponi è di natura molto delicata. I princìpi scritturali possono comunque aiutarti ad usare saggezza ed equilibrio salvaguardando così il favore di Geova nella tua vita. Princìpi come quelli di Mt 7:12 e Fil 2:4 possono aiutarti a capire che è giusto informare la persona che dovrebbe divenire tua moglie del fatto che sei sieropositivo al virus dell'AIDS. Dovresti anche tenere presente che in considerazione del fatto che i meccanismi di trasmissione del virus dell'AIDS non sono ancora ben definiti, una certa cautela nei tuoi rapporti con gli altri è solamente indice di amore cristiano da parte tua. (SCF:SSF 23.8.90)

MINISTRI DI CULTO

A. RIMOSSO PUÒ CONTINUARE AD ESSERE M. DI CULTO:
Quando un A. è rimosso non gli è automaticamente revocata la nomina di M. di culto. Pur non servendo in incarichi speciali, un ministro può continuare a celebrare i matrimoni. Per quanto riguarda il permettergli di esercitare il suo servizio in una S.d.R., spetta a voi come corpo determinarlo. Spetta a voi valutare coma la congregazione potrebbe vedere la cosa e se creerebbe turbamento. Ci teniamo a farvi notare che una cosa è pronunciare un discorso di matrimonio, generalmente pronunciato da un A. nominato, e una cosa diversa è celebrare il matrimonio come parte civile e legale, in veste di M. di culto. Nel caso decideste di non permettere al fratello nemmeno di celebrare i matrimoni nella Sala, tale decisione non deve essere basata su pregiudizi nei suoi confronti, ma su chiari ed evidenti fatti. (SCD:SSD 17.12.91)

Un A. che non è più idoneo per ricoprire il suo incarico di sorv. all'interno della congregazione potrebbe venire rimosso. Ciò non sign. che automaticamente verrebbe rimosso anche dal suo incarico di M. di culto, in quanto tale incarico dipende dall’autorità costituita, Cesare. Perciò A. rimossi potrebbero continuare a mantenere il loro incarico in qualità di M. di culto. (SCE:SSH 20.7.87)

M. DI CULTO RIMOSSO DA A. PUÒ AVERE SCHEMI DI DISCORSI DA PRONUNCIARE NELLE CARCERI:
Il fatto che un fratello rimosso da A. serva come M. di culto per visitare i detenuti e pronunci un discorso pubblico nel carcere, non sign. che debba essere equiparato a un oratore pubblico che pronuncia discorsi in una congregazione Egli si servirebbe di questo materiale per insegnare alle persone interessate in quel luogo. Pertanto dal momento che egli è ancora nominato M. di culto, se non lo ritenete qualificato da doverne richiedere la rimozione, quale sarebbe il problema se pronunciasse tali discorsi ai detenuti interessati? Ad ogni modo è una valutazione che dovete fare localmente tenendo conto qual è la cosa migliore per promuovere gli interessi del Regno e anche per il benessere delle future pecore che possono essere raccolte in questo luogo. Non è tuttavia corretto che egli abbia tutti gli schemi fotocopiati. Dovrebbe piuttosto chiedere di volta in volta i discorsi che ritiene utili pronunciare in carcere sottoponendoli al vs. giudizio. (SCC:SSC 25.1.96)

VISITARE IN CARCERE FRATELLO TRASGRESSORE:
Per quanto riguarda il dare assistenza spir. tramite un M. di culto al fratello che, (nonostante abbia commesso una grave trasgressione non può essere invitato davanti ad un comitato giudiziario perché si trova in carcere) il corpo degli A. dovrà fare localmente una propria considerazione. Si potrebbe dare assistenza spir. nel caso che il fratello mostrasse realmente il desiderio di continuare a seguire la via della verità vivendo in conformità alle norme morali di Dio. In attesa quindi di considerare giudiziariamente il caso si potrebbe dare l'assistenza necessaria. Se invece la persona implicata nonostante la sua richiesta di aiuto continuasse a violare le norme scritturali a tal punto che, se fosse possibile, sarebbe espulso dalla congregazione, sarebbe immeritevole di ricevere qualsiasi aiuto dalla congregazione come qualsiasi altra persona impenitente. Rifiutare tale assistenza spir. non esenterà poi la persona implicata dal dover comparire, quando ciò sarà possibile, davanti al comitato giudiziario (SCE 14.1.86)

ISCRIZIONE ALL'I.N.P.S.:
Con la legge 22.12.73 n. 903, è stato costituito dall'INPS il "Fondo di previdenza del clero e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica" al quale possono iscriversi, tramite il ns. ufficio, gli A. la cui nomina è stata approvata dallo Stato e i fratelli nel servizio continuo. Tale legge stabilisce che i versamenti annuali, che attualmente ammontano a 1.148.400, più 120.000 per l'assistenza sanitaria nazionale, sono obbligatori per tutto il tempo in cui il fratello continua a servire in qualche fase del servizio continuo o come ministro. Al compimento del 65° anno di età, dopo aver versato almeno 10 anni di contributi, l'iscritto potrà percepire la pensione di vecchiaia. Se si dovessero verificare, dopo aver versato almeno 5 anni di contributi, le condizioni per acquisirne il diritto, l'iscritto potrà percepire la pensione di invalidità. Per porre termine all'obbligo contributivo è necessario conseguire la pensione o comunque interrompere il servizio continuo, non servendo più come P.R. o speciale. I contributi sono soggetti ad una rivalutazione annua e non sono cumulabili con quelli del lavoro secolare. Per l'iscrizione al Fondo sono necessari 3 certificati in carta libera: di nascita, di residenza e di cittadinanza. (HIA 18.3.92)

NEUTRALITÀ

PRESENTARSI AL SEGGIO ELETTORALE:
Ciò che fa violare la neutralità non è il semplice presentarsi al seggio elettorale o entrare nella cabina per il voto. La violazione avviene quando l'individuo fa una scelta di un governo diverso da quello di Dio.(Gv 17:16) Nei paesi dove c’è l'obbligo di presentarsi alle urne i fratelli si comportano come è indicato nella W 64. In Italia non c’è tale obbligo o non ci sono sanzioni per chi non si presenta. Chi si presenta, pur non essendo obbligato, dovrebbe chiedersi perché lo fa. Comunque chi si presenta ma non fa una scelta, non violando la neutralità, non è soggetto alla disciplina di un comitato giudiziario Però l'individuo non è esemplare. Se fosse A., SM o P. non potendo essere irreprensibile sarebbe rimosso dalla sua responsabilità. (1Tm 3:7, 8, 10, 13) Comunque nel caso qualcuno dovesse presentarsi alle urne è bene che gli A. gli parlino per comprenderne i motivi. Forse ha bisogno di essere aiutato per comprendere la condotta saggia da seguire. Ma tranne il fatto che può perdere certi privilegi, il presentarsi alle urne di per sé rimane una questione personale e di coscienza (SCB:SSB 14.8.80)

È violazione di neutralità l'azione di chi esprime il voto preferenziale. Per violare la neutralità occorre più che presentarsi, occorre esprimere la preferenza. Se qualcuno fa ciò si dissocia dalla congregazione per aver violato la sua neutralità. Ci risulta che le persone spir. mature non si presentano quanto, come in Italia, non è obbligatorio. Altrimenti si manifesta una condotta ambigua. Nel caso in cui una persona si presenti e sia un A. o SM potrebbe essere rimosso. Non avendo una nomina nella congregazione comunque, la persona che si presenta manifesta di essere spiritualmente debole e come tale sarà considerata dagli A. È bene lasciare che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Nel darti la risposta ti indirizziamo alla W 1.10.70 p 599 e 'Vita eterna' cap. 11. È utile fare presente questo, più che alle ad., nelle conversazioni private. Certo anche alle ad. possiamo dare risalto alla necessità di essere neutrali, tuttavia la materia è così delicata che i dettagli è meglio darli a voce, in privato (SCC:SSC 15.7.78)

Ci chiedi come dovrebbe comportarsi il cristiano quando è obbligato dalla legge a recarsi alle urne. Troverai il ns. pensiero espresso nella W 1.11.64 p 660. (SPA:SSC 26.10.76)

RICEVERE LA SCHEDA ELETTORALE:
Quando una guardia o messo comunale consegna a domicilio la scheda per votare, compie il suo lavoro, e se il cristiano firma di aver ricevuto la scheda non viola nessun principio biblico. Semplicemente osserva una norma di Cesare. In quanto poi ad andare alle urne per votare, è un'altra cosa (DC 13.9.84)

SCRUTINATORI ELETTORALI:
Un impiegato comunale incaricato di fare registrazioni elettorali e di servizio di leva perché lavora all’ufficio anagrafe non sta violando la sua neutralità cristiana. Egli fa questo come dipendente comunale, non perché pagato da un partito politico o da un’org. che compie attività in contrasto con Isa 2:4. Comunque, nel far questo, vorrà tenere conto della propria coscienza e anche di quella altrui. (1Co 8:7-13) Nel caso si tratti di un A. o di un SM o anche di un P. se a motivo di tali attività perderebbe la fiducia della congregazione non mantenendo la propria libertà di parola, potrebbe essere rimosso dalla responsabilità (SCB:SSD 18.6.79)

INFORMARE IL SINDACO QUANDO NON SI VA A VOTARE?:
Per poterti dare una risposta esauriente pensiamo di riportare qui di seguito quanto è detto nel DPR 30.3.57 n. 361 titolo VIII art. 115. Esso dice: "L'elettore che non abbia esercitato il diritto di voto deve darne giustificazione al Sindaco del comune nelle cui liste elettorali è iscritto, entro 15 gg dalla scadenza del termine previsto dal terzultimo comma dell’art. 75 per il deposito dell'estratto delle liste elettorali delle sezioni. Il Sindaco valutati i motivi che abbiano impedito l'esercizio del voto, procede alla compilazione dell'elenco degli astenuti, agli effetti del 1° comma dell'art. 4, escludendo in ogni caso: 1) I ministri di qualsiasi culto, 2) I candidati di una circostanza diversa dalla quale sono iscritti come elettori, 3) Coloro che dimostrano di essersi trovati per tutta la durata dalle operazioni di votazione in una località distante più di 30 Km dal luogo di votazione, in conseguenza: a) dal trasferimento della residenza dopo la compilazione o la revisione delle liste elettorali del comune in cui sono iscritti; b) di obbligo di servizio civile o militare; c) di necessità inerenti alla propria professione, arte o mestiere; d) di altri gravi motivi, 4) Coloro che siano stati impediti di esercitare il diritto al voto da malattia o altra causa di forza maggiore. L'elenco di coloro che si astengono dal voto nelle elezioni per la Camera dei Deputati, senza giustificato motivo è esposto per la durata di un mese nell'albo comunale. Il Sindaco notifica per iscritto agli elettori che si sono astenuti dal voto l'avvenuta inclusione nell'elenco, entro 10 gg dall'affissione di esso nell'albo comunale. Contro l'inclusione nell'elenco degli astenuti gli interessati possono ricorrere entro 15 gg dalla scadenza del termine di pubblicazione, al Prefetto che decide con proprio decreto. Il provvedimento del Prefetto ha carattere definitivo. Per il periodi di 5 anni la menzione 'non ha votato' è iscritta nei certificati di buona condotta che vengono rilasciati a chi si è astenuto dal voto senza giustificato motivo". Pensiamo che le informazioni riportate siano sufficienti per chiarire il punto. Come puoi veder quindi se interpellati dal Sindaco coloro che non si sono presentati alle urne dovrebbero giustificare la loro mancata presenza (SCA:SSF 9.4.80)

AFFIDAMENTO IN PROVA:
I giovani Testimoni possono beneficare della Legge 29/4/83, n. 167 sull'affidamento in prova del condannato militare. Tale legge prevede che il giovane condannato per aver rifiutato il servizio militare e quello civile sostitutivo dopo un mese di detenzione può affidare il resto della pena affidato a un ufficio pubblico presso cui deve lavorare senza compenso. Vi sono varie forme punitive, la prigione, gli arresti domiciliari, la liberazione condizionale e l'affidamento a un lavoro. Pertanto l'affidamento in prova previsto dalla legge succitata è un modo di scontare la pena e non un servizio sostitutivo. I giovani Testimoni hanno la facoltà di scegliere se avvalersi o meno del beneficio della suddetta legge (EA:ESA 21.12.87)

ESSERE PRESENTI AD UN GIURAMENTO MILITARE:
Si dovrebbero valutare 2 aspetti diversi della questione. Il primo è se i fratelli hanno violato la neutralità cristiana. Hanno partecipato attivamente a quella particolare cerimonia o celebrazione facendo compromesso? Servendovi degli Indici avrete molte informazioni al riguardo, per es. agli esponenti "NEUTRALITÀ, SERVIZIO MILITARE". Altri aspetti utili li potrete trovare nella W 1.1.83 p 26 anche se il caso in questione non riguarda il lavoro. Le domande proposte vi saranno utili per valutare se vi è stata violazione della neutralità. Il secondo aspetto ha a che fare con la loro posizione di nominati. Nel caso non vi sia stata violazione della neutralità, occorrerà stabilire se è stata intaccata la loro irreprensibilità. Come non hanno potuto rendersi conto di tale situazione? Si può dire che siano in grado di custodire il sacro segreto con coscienza pura? Sono in grado di impartire guida spir. ad altri attenendosi fermamente alla fedele parola? (1Tm 3:113; Tito 1:79) Hanno causato turbamento in alcuni nella congregazione? Non sottovalutate il problema ma garantite il rispetto per le alte norme teocratiche e l’esemplarità di chi ricopre privilegi di servizio (SCD 29.7.92)

SALUTO MILITARE AD UN’AUTORITÀ CIVILE:
Ci chiedi se il saluto militare ad un ufficiale o ad un'alta autorità civile costituisce una violazione scritturale. Il saluto militare verso un superiore indica la completa sottomissione e il dovere di rendere assoluta ubbidienza al superiore. Nella vita civile un saluto potrebbe essere semplicemente un atto di rispetto per la posizione occupata dal superiore e non un segno di assoluta ubbidienza. Infatti se un militare disubbidisce ad un suo superiore può andare incontro a delle gravi sanzioni, mentre se un poliziotto disubbidisce ad una autorità civile, al massimo può essere licenziato. Questo indica che il saluto sign. semplice rispetto o riconoscimento della posizione superiore occupata dalla persona nel corpo. Quindi a meno che la coscienza stessa del cristiano non sia turbata, egli può decidere se farlo o no, tenendo conto della sua coscienza (SCC:SSB 21.7.81)

FRATELLI CHE CERCANO "SCAPPATOIE" PER EVITARE LA PROVA DELLA NEUTRALITÀ:
Dal tuo rapporto ci dici che i fratelli usavano "metodi poco ortodossi" per evitare di affrontare la prova della neutralità cristiana. Desideriamo dirti che in questi casi è bene esaminare a fondo le cose. Se i fratelli  per evitare la prova della neutralità  passano "bustarelle" a persone influenti e corrotte, questa è una pratica da non tollerare, si tratta decisamente di corruzione. I fratelli che lo fanno devono essere esaminati attentamente, poiché praticano una grave violazione della legge di Dio. Il corpo degli A. non può chiudere un occhio su simili trasgressioni da parte dei fratelli conosciuti come T.d.G. Per le altre pratiche che tu menzioni, come malattie  vere o meno  ecc. lasciamo che ogni fratello si assuma la sua responsabilità dinanzi a Geova e a Cesare - Gal 6:5, 7 (SCD:SSB 9.9.83)

RICEVERE IN EREDITÀ APPARTAMENTO CON CASERMA CARABINIERI:
Ci presenti il problema indicando che il padre di tua moglie ha deciso di lasciare in eredità un palazzo adibito a diversi usi: appartamenti per civile abitazione, magazzino, caserma dei carabinieri. Ci viene chiesto se la cosa è compatibile con il principio della neutralità. Divenendo proprietaria, tua moglie trova una situazione non voluta da lei. C’è un contratto stipulato a suo tempo dal padre che deve essere rispettato. Inoltre, è il padre che continua ad usufruire della rendita che ricava dagli affitti dei diversi locali dello stabile. La figlia, quindi ne diviene proprietaria ma non a tutti gli effetti. Se le cose stanno così si tratta di un problema di coscienza della sorella, tua moglie, che dovrà assumersi la piena responsabilità della decisione. (Ro 14:23) Se ella a suo tempo sarà a tutti gli effetti la proprietarie e riceverà il ricavato allora diviene responsabile in relazione agli inquilini. Cioè, ella dovrà mettersi a posto con i princìpi biblici, almeno per quanto legalmente le sarà probabile fare, altrimenti potrebbe essere considerata violatrice del principio della neutralità e dovrebbe rispondere di ciò dinanzi alla congregazione Quindi, è necessario determinare fino a che punto la sorella è libera di disdire gli impegni assunti dal padre. Se ella può fare qualche cosa ora, ci si attende che agisca di conseguenza altrimenti la questione al momento è da ritenere un caso di coscienza (SCB:SSB 12.10.81).

ESSERE INCLUSI NELL’ELENCO DEI GIUDICI POPOLARI:
Ti scriviamo riguardo l’inclusione di tua moglie nell’elenco dei giudici popolari. In armonia alla G 8.5.79 p 2729, lo svolgimento di questo incarico è una questione di coscienza e ciascuno deve fare le proprie valutazioni e decidere personalmente il da farsi. Le disposizioni di legge relative al procedimento per la scelta dei giudici popolari prevedono alcuni casi di incompatibilità e includono, tra coloro che non possono assumere l’ufficio di giudice popolare, anche “i ministri di qualsiasi culto e i religiosi di ogni ordine e congregazione” (art. 12 Legge 10.4. 51, n. 287). Lo statuto della C.C. attribuisce la qualifica di “ministeri di culto” agli A., ai SM e ai P. I fratelli nominati che non desiderano assumere l’incarico di giudice popolare potranno contattare la presidenza della Corte d’Assise e chiedere quale procedura è necessario seguire per ottenere la cancellazione delle liste per incompatibilità. Ribadiamo che la legge prevedere l’incompatibilità dell’ufficio del giudice popolare solo per i ministri di culto, e quindi per gli A., i SM e i P. Per gli altri fratelli la legge non prevede alcuna dispensa dall’incarico per motivi religiosi. Ad ogni modo, anche questi ultimo potrebbero contattare la presidenza della Corte d’Assise presso cui sono iscritti e spiegare i motivi personali per cui non si sentono in grado di adempiere all’incarico. Per quanto riguarda le sanzioni pecuniarie e penali per la mancata comparizione senza giustificato motivo, l’art. 34 della Legge 10.4. 51, n. 287, prevede: “Il giudice popolare ... può essere condannato ... al pagamento di una somma da £ 5.000 a 30.000 a favore della Cassa delle ammende, e alle spese dell’eventuale sospensione o del rinvio del dibattimento cagionato dalla sua assenza, senza pregiudizio delle più gravi sanzioni stabilite dalla legge nel caso che il fatto da lui commesso costituisca reato”. (LA:LB 16.1.97)

FIRMARE A FAVORE DI UN REFERENDUM POPOLARE:
Ci chiedi come deve essere considerato il fatto che il fratello ..., A. della vs. congregazione, abbia firmato una petizione per una legge sulla Liquidazione. I referendum servono per risolvere democraticamente una questione tra diversi contendenti. Per cui prendere parte ad un referendum sign. prendere parte ad una contesa tra 2 o più parti. L'ap. Paolo dice che il cristiano evita di contendere. (2Tm 2:24, 25) Prima che una parte o fazione possa chiedere un referendum, ha bisogno per legge, di avere un certo num. di firme. Chi raccoglie quindi tali firme è un sostenitore di una legge che altri non vorrebbero. Firmando la petizione in effetti si entra nella contesa. Pensiamo che il fratello... abbia firmato la petizione senza rendersi conto di essere immischiato nella politica. Comunque dobbiamo chiederci se egli andrebbe a votare in un referendum se la legge sulla liquidazione fosse appunto decisa da un referendum. Se non vi andrebbe perché allora partecipare nel sostenere chi vuole un tale referendum? In vista di ciò se la questione non è conosciuta generalmente nella congregazione, non necessariamente il fratello dovrebbe essere rimosso d al suo incarico. Ma la cosa dovrebbe essere chiarita con lui affinché nel futuro non faccia inciampare qualcuno debole con un'azione simile. Di solito questi referendum sono promossi da partiti politici, per cui non possiamo dire che non vi entri la politica. Per cui se egli riconosce l'errore e non vi sono nella congregazione ripercussioni o dubbi sui suoi requisiti, allora potrebbe anche rimanere A. Se invece trovate che qualcuno ha inciampato o è rimasto turbato nella sua coscienza allora sarà necessario che i requisiti del fratello siano riesaminati. (SCC:SSF 27.5.91)

FIRMARE PER OTTENERE SERVIZI COMUNALI:
Da ciò che abbiamo potuto compre ere questa raccolta di firme serve per ricevere il beneficio di certi servizi, come acqua, luce, ecc. Sembra che per avere questi servizi di pubblica necessità si debba seguire una certa prassi indicata dal comune. Si deve fare una richiesta scritta e firmata da tutti coloro che sono interessati al servizio che si richiede. Ci dici che non è implicato nella cosa nessun partito politico, né la falsa religione. Perciò in base a questo pensiamo che sia una decisione personale mettere o meno la propria firma in questa richiesta pubblica. Ogni cristiano deve determinare nella propria coscienza la decisione. Naturalmente se si tratta di dover fare delle manifestazioni pubbliche, delle dimostrazioni, magari per protesta, per cercare di imporre la concessione della richiesta al comune, il cristiano non vi parteciperebbe. Per questo è importante che chi pensa di dare la sua firma rifletta sulla possibilità che poi la situazione si indirizzi su una protesta che lo potrebbe coinvolgere. Questa sarebbe quindi una contesa fra le persone che hanno fatto la richiesta ed il comune. (2Tm 2:24) Quindi ogni fratello dovrebbe riflettere su queste possibilità per prendere la decisione. - W 15.8.83 p 31 (7.11.80)

OSPEDALI

FIGLIA RICOVERATA IN ISTITUTO RELIGIOSO:
La cosa dovrebbe essere vista alla luce del Km 3.76 Risp. dom. In effetti il fratello che ha la figlia ricoverata in un Istituto gestito da suore, paga per ricevere un servizio sanitario, umanitario e non per sostenere la falsa religione. Naturalmente se la figlia fosse obbligata a prendere parte alle funzioni religiose o a fare atti di idolatria, allora non sarebbe appropriato tenerla lì. Ma fino a quando nell'Istituto le provvedono semplicemente cure fisiche la cosa è personale. Non è una questione di cui si dovrebbe interessare un comitato giudiziario Naturalmente è buono incoraggiare il fratello a valutare la possibilità di far ricoverare la figlia in un altro Istituto in modo che questo non darebbe possibilità di inciampo ad eventuali fratelli deboli che venissero a sapere la cosa. Però anche in questo caso dobbiamo ricordare che la decisione finale riguarda il fratello. Egli dovrebbe considerare la cosa prevedendo la possibilità che la figlia possa prima o poi prendere parte a qualche funzione religiosa, facendo ricadere sul padre la responsabilità della cosa. (SCB:SSA 8.10.84)

OSPEDALI CHE RICHIEDONO SANGUE:
Da quanto ci scrivi si comprende che i fratelli per essere operati devono fornire all'ospedale un certo quantitativo di sangue umano. Ciò implica che questi fratelli comprino il sangue richiesto da un Ente che lo fornisce e lo dona o rivende all'ospedale. È bene comprendere il punto di vista di Dio. Nell'antico Israele il sangue veniva utilizzato solo in sacrificio sull'altare, altrimenti doveva essere versato a terra.(Le 17:11-14) Rimanendo questa legge in vigore anche sotto il nuovo patto, il cristiano deve astenersi dal sangue. (Atti 15:29) Dobbiamo porci la domanda: Un cristiano che compra sangue, quindi diventa suo, e poi lo vende ad un altro o lo dona, può dire che si astiene dal sangue? Difficilmente! Vogliamo precisare che gli ospedali non hanno nessun diritto di richiedere che il paziente porti del sangue se vuole essere operato, questo diventerebbe un abuso della propria professione. Quindi è bene chiarire questo con l'ospedale e se rimangono rigidi sulle loro richieste, è bene rivolgersi ad altri ospedali. (SSE 9.3.82)

QUANDO NON È NECESSARIO PRESENTARE LA DICHIARAZIONE DI VOLONTÀ La C. del 16.4.93 non vuole invitare a presentare la dichiarazione di volontà quando non c’è alcun motivo per temere che sorga il problema del sangue. Per es., se un fratello dovesse fare una cura per alleviare dolori reumatici, potrebbe decidere di non consegnare alcuna dichiarazione e di presentarsi in qualsiasi ospedale ritiene opportuno senza dover avvertire il com. sanitario. Potrebbe essere tuttavia consigliabile presentare ugualmente la dichiarazione quando la persona si fa ricoverare non sapendo con precisione la causa del suo malessere. Se è evidente una patologia in corso, a tal punto che si suggerisce il ricovero per accertamenti, è sempre consigliabile presentare la dichiarazione. Potrebbe risultare qualcosa di grave e di inaspettato. La cosa e ben diversa quando la persona sa già che cosa ha, ed è in grado di rendersi conto se la terapia a cui si sottopone esclude