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Lettere
che la Betel - sede romana dei Testimoni di Geova -
ha
inviato
ai vari "anziani" in risposta a domande su
argomenti di vario genere.
Queste
lettere sono state inviate da un TdG nel forum
Infotdgeova
INDICE
DEGLI ARGOMENTI
-
Abbigliamento-acconciatura
Adunanze
Asilo
Assemblee
-
Associazioni
non riconosciute
Barba-baffi
Battesimo
-
Cassa integrazione Collette
Comitato di servizio Comitati giudiziari
-
Commemorazione Confetti e bomboniere Dichiarazione di fedeltà
-
Disassociati-dissociati Divorzio-separazione Domande bibliche
-
Falsa
religione Famiglia,
genitori, figli Feste
Fidanzamento
-
Funerali Immagini,
fotografie, fumetti, tatuaggi Lavoro armato
-
Lavoro legato a religione Lavoro secolare Lutto, tradizioni
sui morti -
Matrimonio, nozze
Medicina Ministri di culto
Neutralità
Ospedali
-
Panettone, pandoro, uova pasquali Pionieri
Raccomandazioni
-
Rapporti di servizio Registrazioni
congregazione
Riassociazioni
-
Rimozioni,
dimissioni Sala
del Regno Trasfusioni, trapianti
-
Scuola
Segnati
Servizio
di campo, visite ulteriori Sesso
-
Sindacati, sciopero
Sorvegliante Spiritismo Studi
biblici Studio familiare
Svago, ricreazione, caccia, pesca, sport -
Tasse, leggi di Cesare Testamenti Trasgressioni
varie
LUTTO,
TRADIZIONI LEGATE ALLA MORTE
(VEDI ANCHE FUNERALI
E TESTAMENTI) PORTARE FIORI SULLA TOMBA O AL FUNERALE:
Ci viene chiesto come comportarvi con la sorella che
continua a portare i fiori sulla tomba del marito al
cimitero. Il portare fiori o meno su una tomba è una
decisione individuale che dev'essere lasciata alla
sorella. Naturalmente vorrete aiutarla a comprendere
qual è il motivo per cui persiste nel fare questa
azione. Vi è qualche ragione antiscritturale come
quella di pensare che l'anima sia immortale? Inoltre,
come viene intesa localmente questa usanza di portare
fiori sulla tomba? Fa inciampare o reca turbamento in
altri? Sarà vs. responsabilità aiutare la sorella a
capire questi punti. Ad ogni modo se nonostante tutto
l'aiuto essa dovesse continuare, non vi sono basi per
agire nei suoi confronti giudiziariamente - G 8.9.77 p
1215 (SCC:SSC 15.7.86)
In quanto al portare fiori sulla tomba, sebbene la cosa
non riguardi un comitato giudiziario il cristiano farebbe bene a
evitarlo. Infatti potrebbe dare l'idea di credere che i
morti possano trarre vantaggio da tali fiori ed inoltre
potrebbe far inciampare qualcuno. Vorrà certamente
evitare di portare fiori particolarmente in quei giorni
in cui le persone del mondo seguono tale pratica, come
nel "Giorno dei morti", ecc. Sarà comunque
ogni cristiano a rispondere del proprio operato di
fronte a Geova sotto questo aspetto (8.4.85).
Ci chiedete informazioni in merito al mandare fiori ad
un funerale cristiano che si tiene secondo le usanze dei
T.d.G. W 15.5.71 p 318 indica che è una questione
personale e di coscienza. Come in tutte le cose che
riguardano la ns. coscienza, dobbiamo sempre prendere in
considerazione la possibilità di offendere la coscienza
degli altri e se vi è questa possibilità, di evitarlo.
Dopo aver spiegato questo ad un fratello che intende
mandare o ricevere fiori ad un funerale, lasciamo a
ciascuno la propria responsabilità (SCB:SSC 5.8.83).
LAMPADE, CANDELE O LUMI SULLA TOMBA:
Bisogna capire che la pratica di mettere lampade votive
sulla tomba non è appropriata per un cristiano il quale
ha ricevuto l'esplicito comando di uscire da Babilonia
la Grande e non toccare cose impure. (Ri 18:4; 2Co 6:17)
Altrimenti qualcuno potrebbe inciampare sapendo che noi
cristiani non crediamo all’immortalità dell'anima, ma
vedendo alcuni di noi dare prova con le azioni che ci
crediamo ancora. Comprendiamo che un conto è tenere la
tomba pulita (come segno di ordine e buona testimonianza
per i vivi che osservano, d'altronde il cristiano
dev'essere ordinato e pulito in ogni luogo dove vive),
ma un altro conto è tenere un lumino acceso sulle tombe
dei congiunti defunti, in quanto tale pratica è in
contrasto con la verità biblica. Chi va ancora dietro a
questa usanza antiscritturale dà prova di tornare
indietro alle vecchie dottrine condannate, perciò deve
essere aiutato e ammonito più volte. Qualora non
dovesse cambiare attitudine e modo di fare dopo vari e
amorevoli tentativi da parte vs., dovrà essere chiamato
dinanzi ad un comitato giudiziario per rispondere del peccato di
apostasia (8.4.85). Il fratello ci ha descritto la vicenda dei lumini
sulla tomba di famiglia in cui è stata coinvolta la
famiglia. Prendiamo atto di quanto è stato fatto dal
fratello per correggere prontamente la situazione.
Comunque sembrerebbe che la madre del fratello sia
restia ad accettare la veduta scritturale
sull'argomento, se tale sorella non correggesse
prontamente la sua veduta e la situazione, dovreste in
effetti formare un comitato giudiziario per considerare questo caso che
si configurerebbe nella definizione scritturale di
"apostasia". Come A. vorrete naturalmente
preoccuparvi della pericolosa tendenza mostrata da un
certo numero di fratelli che sembrano sottovalutare il
pericolo di conformarsi a pratiche che hanno chiara
origine nella falsa religione e derivano da credenze
antiscritturali come quest'abitudine di tenere dei
lumini accesi sulla tomba di famiglia. È bene
accertarsi che i fratelli si rendano pienamente conto
della necessità di mantenersi spiritualmente puri. - G
22.2.78 p 1921. Non appena ne sarete in grado vogliate
pertanto farci pervenire una vs. breve relazione sui
risultati che avrete ottenuti sotto quest'aspetto.
(10.4.89). Un cristiano può recarsi al cimitero a pulire la tomba
dove sono sepolti i suoi familiari senza commettere
nessun peccato. Certo se egli accendesse candele o
lumini sulla tomba la cosa cambierebbe aspetto. Questo
diverrebbe un atto di apostasia. Se egli semplicemente
si reca al cimitero per mettere ordine al sepolcro non
c’è niente di male. Pensiamo che sia una questione
personale che una persona debba decidere (AB:FPB
25.3.70). COPRIRE SPECCHI CON LA STOFFA QUANDO MUORE QUALCUNO IN
CASA:
L'usanza di coprire con della stoffa specchi, televisori
e ogni oggetto che riflette l'immagine, ci sembra
chiaramente superstiziosa. Ve n'è conferma nel libro
Folklore del Touring Club Italiano, p 24 dice: "Eccoci
al momento della morte. Fra i primi atti, secondo la
tradizione, spalancare la finestra per gli angeli che
devono trasportare in cielo l'anima; velare gli specchi
dai riflessi demoniaci, spegnere il fuoco, fermare
l'orologio, ecc." Il cristiano maturo vorrà stare
lontano da tali usanze superstiziose per non incorrere
nel disfavore di Dio (EB 10.11.78). VEGLIA NOTTURNA:
Riguardo a coloro che rimarrebbero per l'intera notte a
vegliare nella stanza a fianco del defunto, occorrerà
parlare loro amorevolmente e chiaramente. Occorrerà
aiutarli a capire che tale usanza ha a che fare con la
veglia e il culto dei morti. Tutti coloro che amano
Geova e riconoscono la libertà che offre la Parola di
Dio, si liberano totalmente da pratiche pagane. Nel caso
qualcuno continuasse a promuovere e sostenere
apertamente pratiche che hanno a che fare col culto dei
morti, potrebbe essere ammonito più volte, segnato, e
non è escluso che possa essere disassociato. - G
22.2.78 p 19; W 1.9.80 p 5 (SCE:SSH 18.2.87). PORTARE LUTTO PER MOLTO TEMPO:
Una cosa è fare lutto in segno di dolore per un
ragionevole periodo di tempo (sempre che lo si desideri)
un'altra cosa è portare il lutto per un anno o più
come il resto delle persone del mondo.(2Sa 1:11,12; 1Ts
4:13,14) Davanti alle esagerazioni, è il corpo degli
A. a dover prendere in esame la cosa. Se si creano
problemi, potrebbero amorevolmente parlare agli
interessati facendo appello al desiderio di piacere a
Geova e non fare inciampare altri. (1Co 10:23, 24, 31-33) Potrebbero far riflettere che la gente del mondo
in genere si aspetta che noi siamo diversi, e anche se
non condivide le ns. idee ci ammira per la ns. coerenza.
Inoltre sono pronte ad additare diversità di
comportamenti che possono notare fra noi. (1Co 4:9b)
Che dire della coscienza dei nuovi associati? (1Co 8:12)
Quali sono i motivi che spingono a vestirsi di lutto per
lunghi periodi? (Pro 29:25; Gal 2:11,12) Potrebbe darsi
che involontariamente si dia alla gente l'impressione
che condividiamo la credenza dell’immortalità
dell'anima? Se dopo aver ragionato della cosa, il
problema persiste, cioè che il num. di sorelle che
portano il lutto è in aumento, gli A. possono decidere
di limitare la partecipazione alla SMT e non
considerarle idonee per speciali privilegi come il
servizio di P.A. È bene lasciare questa facoltà agli
A. locali che dovrebbero essere meglio in grado di
valutare l’entità del problema (FPA 16.2.80). Per quanto riguarda il vestirsi di nero come segno
esteriore di lutto, la G 22.5.75 p 27 tratta ampiamente
il punto. Le scritture forniscono le ragioni per cui non
è appropriato vestire di nero per un lungo periodo, ma
ci incoraggiano a mostrare dolore con il cuore e non con
le vesti. (Gv 2:12,13) Comunque chi vestisse di nero
non sarebbe convocato davanti ad un comitato giudiziario
ma verrebbe
considerato non esemplare e perciò non riceverebbe
speciali privilegi nella congregazione Naturalmente gli A.
cercheranno di aiutare la persona a comprendere i princìpi
implicati agendo con benignità Gal 6:1 (SCE:SSH
7.5.87). MATRIMONIO,
NOZZE ACCOMPAGNARE UN FAMILIARE IN CHIESA PER IL MATRIMONIO:
Ci chiedete come dovete agire nei riguardi del fratello
che ha accompagnato la figlia all'interno di un edificio
religioso in occasione del suo matrimonio. Per poter
dare una giusta risposta, è necessario sapere prima
come sono andate in realtà le cose. Cioè, il fratello
ha semplicemente accompagnato la figlia prima che la
funzione religiosa avesse inizio, o l'ha accompagnata
con la funzione già iniziata, per es. con musica,
applausi, ecc.? In quest'ultimo caso avrebbe partecipato
alla cerimonia religiosa. Se ha partecipato, chiaramente
si è reso colpevole di apostasia e deve rispondere di
fronte a un comitato giudiziario Se non ha partecipato alla funzione
religiosa, ma ha semplicemente accompagnato la figlia,
prima che la funzione avesse inizio, in considerazione,
come voi dite, che ha causato turbamento nella coscienza
di altri fratelli, è necessario aiutarlo a comprendere
bene il punto e in base alla sua reazione potrebbe
essere necessario privarlo di alcuni privilegi di
servizio all'interno della congregazione (SCA:SSB 7.10.87)
Non si può considerare apostasia il semplice
accompagnare qualcuno all'altare di una chiesa, o
rimanervi impassibilmente durante la funzione religiosa.
Ma partecipare a qualsiasi forma di adorazione,
prendendo parte attiva alla funzione religiosa, lo è.
Non possiamo stabilire con precisione quando un rito
religioso ha inizio. Alcuni riti potrebbero iniziare in
un certo modo, altri in modo diverso. Certo, se vi è
accompagnamento musicale religioso, è evidente che una
funzione religiosa è in corso. Vogliamo precisare che
chiunque entri in una chiesa si deve assumere la
responsabilità delle sue azioni all'interno di essa.
Qualsiasi partecipazione attiva a implicazioni religiose
costituisce una grave violazione. Ri 18:4 (SCE:SSH
12.8.87)
Vi rispondiamo riguardo al caso di un fratello che, come
padre, accompagna la figlia nel giorno delle sue nozze
in chiesa, per incontrarsi con lo sposo. Desiderate
sapere se è lecito che egli vada alla funzione, se è
una decisione personale o se bisogna considerare
l'effetto che questa azione potrebbe avere su altri, e
qualora fosse un A. o SM, se la cosa lo squalifica come
tale. Avere qualsiasi parte in un rito pagano in una
chiesa sarebbe un atto di apostasia che renderebbe la
persona soggetta alla disciplina della congregazione Perciò, se
questo fratello accompagna la figlia in chiesa e la
porta fino all'altare e questo costituisce una parte del
rito cattolico del matrimonio, sarebbe apostasia, ed
egli dovrebbe rispondere davanti ad un comitato giudiziario
Se invece
si tratta di accompagnare la figlia fino alla chiesa e
poi lui rimane solo ad osservare la funzione, senza
prenderne alcuna parte attiva in qualsiasi modo, allora
la cosa dipenderà dalla sua coscienza. Comunque egli
deve prendere in considerazione, come dice la Bibbia, la
coscienza altrui. Se tale azione dovesse creare
turbamento nella coscienza di diversi fratelli nella congregazione, non solo in qualche individuo isolato, e venisse
criticato per questa sua condotta, non sarebbe idoneo
per ricoprire incarichi, e se già ne ricopre qualcuno,
se ne dovrebbe raccomandare la sua rimozione - 1Co
10:19-22, 31-33; 8:10-13. (SCC:SSB 8.4.82)
FARE DA TESTIMONI IN CHIESA:
Per quanto riguarda il fare da testimoni in chiesa ad
uno degli sposi in occasione di un matrimonio religioso,
la persona implicata dovrà rispondere davanti ad un comitato giudiziario
per apostasia. Comparire davanti ad un sacerdote
vestito con i parametri sacri mentre svolge una
celebrazione di matrimonio con cerimonia religiosa, significa
partecipare ad un celebrazione della falsa religione.
Ri 18:4 (SCE:SSH 2.7.87)
PARTECIPARE AL MATRIMONIO DI UN FRATELLO CHE SPOSA
UN'INCREDULA:
Se il fratello, che è un SM, farà da testimone al
fratello in fede che sposa una ragazza del mondo, è una
sua questione personale. Per quanto riguarda l'es. che dà
alla congregazione e se i suoi requisiti possono essere messi in
discussione, è una questione che dovete valutare
localmente. Con questa azione darebbe l'impressione che
non tiene in alta considerazione il consiglio divino di
sposarsi solo nel Signore? Il fratello che si è
fidanzato con una persona del mondo, secondo le
istruzioni, dovrebbe essere segnato. Le Scritture
indicano che si dovrebbero evitare i contatti sociali
con le persone segnate. Se il fratello SM parteciperà
quindi al matrimonio come testimone, non violerebbe
questo consiglio? Pertanto sarete voi che dovete
valutare questo problema alla luce delle norme
teocratiche e prendere le vs. decisioni personali. (SCC:SSC
16.9.85)
Il matrimonio è un'istituzione di Geova, unica e
speciale. Partecipare o no alla cerimonia nuziale è una
questione personale. (Gal 6:5) Forse un fratello
potrebbe decidere di andare alla cerimonia nuziale e non
al pranzo o a tutte e 2. In ogni caso ognuno valuterà
la questione alla luce dei princìpi legati al fatto che
chi si sposa è un segnato. Il fratello nominato,
parente del segnato, dovrà personalmente soppesare le
cose per poi prendere la propria decisione e quindi
agire secondo coscienza. Il matrimonio è un dono di
Dio. Però forse se egli partecipasse potrebbe
verificarsi la situazione che nella congregazione alcuni o
parecchi inciampino, mormorino, come forse no. È
importante che un nominato non perda la libertà di
parola. Nel prendere la sua decisione vorrà tener conto
dei sentimenti e mostrare considerazione per la congregazione
Infatti è eccellente e appropriato che un nominato
prenda la sua decisione serenamente dopo aver preso in
considerazione anche la coscienza degli altri - 1Co
10:23. (SCA:SSA 26.10.90)
Se partecipare o non al ricevimento matrimoniale di una
sorella che sposa un procl. non battezzato è una
questione personale. Però si dovrebbero mettere in
guardia coloro che vi dovessero partecipare, che se
questo fatto dovesse turbare alcuni nella congregazione, allora
tali partecipanti non sarebbero più idonei per
ricevere incarichi o privilegi speciali nella congregazione
Quindi i fratelli che pensano di assistere al
ricevimento dovrebbero tener presente questo fatto. Non
considerando solo ciò che è lecito, ma anche ciò che
è vantaggioso per gli altri componenti della congregazione
1Co
10:23, 24, 32, 33. (SCB:SSA 25.2.86)
Alcuni sono andati a matrimoni fra persone battezzate e
increduli dando in tal modo il loro tacito appoggio a
una simile unione non scritturale (1Co 7:39). Se un A.
o un SM manifestasse scarso giudizio sotto questi
aspetti al punto da far sorgere in altri seri dubbi,
potrebbe perdere l’idoneità scritturale a prestare
servizio nell’incarico. (1Tm 3:13). Non sostenendo la
Parola di Dio, ha mancato di conservare la spiritualità
della congregazione (Tit 1:9). Coloro che hanno privilegi extra
nella congregazione, saranno spinti dall’amore a stabilire un
buon es. che tutti possono seguire, prendendo la
direttiva nel salvaguardare la congregazione dallo spirito del
mondo (2Co 6:3) (Schema ad. A. col CO Mar. 99 – Ago.
99)
MARITO INCREDULO NON VUOLE CHE LA MOGLIE VADA ALLE AD.:
Siamo spiacenti dell'opposizione che stai incontrando a
causa dal fatto che tuo marito non è disposto a
concederti la possibilità di assistere alle ad. del
giovedì. Notiamo comunque che hai preso la decisione di
frequentarle ugualmente, ma sembra che tuo marito stia
pensando di lasciarti. La situazione è delicata, ma è
probabile che vi sia una soluzione positiva, e potrebbe
essere offerta dall'osservanza del principio biblico
esposto in 1 Pie 3:16. Poiché il problema di tuo
marito sta nel considerarsi defraudato dell’autorità
perché contrariamente al suo volere tu assisti alle
ad., è necessario prestare la massima attenzione a ciò
che dice l'ap. Pietro. In altre parole mentre perseveri
nell'ubbidire al comando di non abbandonare la comune
ad. (Eb 10:23, 24) dovresti dare a tuo marito la
certezza che sei sottoposta alla sua autorità seguendo
strettamente e umilmente la sua direttiva nelle cose che
non implicano l'adorazione al Creatore. Abbiamo avuto
sorelle con lo stesso problema e sono riuscite a
superarlo essendo particolarmente attente nella loro
relazione di sottomissione al marito. Il marito si è
reso conto che nonostante la moglie gli disubbidisse
frequentando le ad., mostrava di essere sottomessa negli
altri aspetti della sua attività. Oltre a questo
sarebbe opportuno che avessi un colloquio con tuo
marito, facendo appello al suo amore specialmente per il
fatto che è un capofamiglia. Un capofamiglia provvede
alle necessità fisiche e spir. di coloro che gli
appartengono. Di conseguenza egli dovrebbe accompagnarti
alle ad., se pensa che non sia appropriato per te uscire
da sola, così non farebbe altro che il suo dovere di
marito interessato al benessere della famiglia. È bene
trattare questi argomenti in un momento particolare e
con dovuto tatto. Dovrebbe essere sua premura
collaborare con te se desidera essere all'altezza del
compito che si è assunto divenendo capofamiglia. Egli
ha la responsabilità di servire la famiglia, di
sacrificarsi se necessario per il bene della sua
famiglia. Perché non fa la sua parte nell'accompagnarti
alle ad.? Perché chiederti di rinunciare ad adorare il
tuo Creatore? Se nonostante la tua buona volontà non
riesci a risolvere ora il tuo problema, che fare? La
Parola di Dio ci incoraggia a perseverare. Forse questo
potrà creare dispiacere e sofferenze, ma non per questo
la ns. fede dovrebbe venire meno. Geova Dio e Gesù
Cristo sono con noi. Mediante lo spirito santo veniamo
assistiti nei momenti più difficili. (Mt 5:11, 12;
10:3239) Rivolgiti quindi a Geova per ottenere il suo
aiuto e mettendo in pratica i suoi saggi consigli
continua a perseverare con determinazione. Forse ti potrà
essere data la possibilità di veder realizzare le
parole di 1Co 7:16. Se si avvereranno sarà anche perché
hai perseverato dimostrando a tuo marito come la vera
adorazione sia importante per te. (SCA:SSF 10.2.83)
ANTICONCEZIONALI DISPOSITIVO INTRAUTERINO IUD:
Desideri sapere fino a che punto gli A. possono
interessarsi di una sorella che sembra si serva del
dispositivo anticoncezionale chiamato IUD. La W
15.11.79 non indica che gli A. dovrebbero interessarsi
della cosa fino al punto di formare un comitato giudiziario
Comunque
essi dovrebbero considerare con la persona implicata il
materiale della rivista e lasciare poi a lei la
responsabilità di decidere davanti a Geova. Nel
considerare la cosa vorranno mettere in risalto il fatto
che ci sono forti dubbi che tale dispositivo prevenga la
concezione, anzi sembra che distrugga l'embrione già
formato. Oltre a ciò gli A. non dovrebbero interferire
in altro modo. Fino ad ora questo è l'intendimento che
abbiamo sulla questione, non riportando la rivista
suddetta indicazioni di misure disciplinari per chi usa
lo IUD. (SCC:SSF 10.3.83)
Informazioni sull'uso dei dispositivi anticoncezionali
chiamati IUD si possono trovare in W 15.11.79 p 30.
Benché vi siano crescenti prove che il meccanismo
d'azione degli IUD è basilarmente abortivo non si può
dimostrare al 100%. Per questo motivo non siamo
autorizzati a intervenire come congregazione per giudicare chi
li usa. In altre parole, non si può formare un comitato giudiziario
per
coloro che ne fanno uso. Di conseguenza, come si dovrà
reagire nei vari casi che voi presentate in forma di
domanda? La risposta è che si dovrebbe lasciare la
decisione finale alla coscienza individuale della
persona. Questo non sign. che Dio approvi ciò, ma che
la responsabilità davanti a Dio al riguardo ricade su
chi decide di ricorrere a detto dispositivo
anticoncezionale. Dopo aver trattato le informazioni
contenute nella succitata rivista con la persona che
eventualmente ve ne fa richiesta, ed esservi accertati
che ha afferrato con intendimento la questione, lasciate
che decida per proprio conto, assumendosi la sua
responsabilità davanti a Dio a cui renderà poi conto (SSH:SSI
12.5.82)
INTIMITÀ CONIUGALI:
Noi non possiamo dire alle coppie sposate quali sono i
cosiddetti 'giochi d'amore' che possono essere leciti
nei rapporti intimi tra marito e moglie. Le Scritture
non danno regole specifiche, né impongono delle
specifiche limitazioni in quanto ai rapporti sessuali
fra marito e moglie. Però nello stesso tempo vi è la
possibilità e forse la probabilità che alcune pratiche
sessuali ora seguite fra marito e moglie fossero in
origine praticate solo da omosessuali. Se le cose
stessero così allora non è cosa che il cristiano
coscienzioso prenderà alla leggera semplicemente perché
non vi è un diretto riferimento a persone sposate nelle
Scritture in quanto a tali pratiche. Alcune brevi,
appropriate espressioni d'amore le troviamo scritte in
Pro 5:15-20 e nel Cantico 1:13; 2:6; 7:6, 8 oltre a Gb
31:9, 10. Esse ci provvedono alcune indicazioni in
merito alle cose considerate normali fra i coniugi di
quei tempi. Pensiamo che queste cose siano normali anche
oggi. In 1Co 13:4, 5 si dice: "L'amore ... non si
comporta indecentemente, non cerca i propri
interessi". Nei rapporti intimi tra marito e moglie
si deve rispettare la coscienza l'uno dell'altro
mostrando così amore e non cercando i propri interessi.
Questo significa che se qualche atto o qualche cosiddetto
gioco d'amore dovesse ripugnare all'altro coniuge o
turbare la sua coscienza, per amore e per non agire in
modo indecente ci si asterrà da tale atto. Ci chiedi se
sia lecito che quando la donna ha la mestruazione essa
pratichi la masturbazione al marito, o faccia altri
giochi simili. La masturbazione è una pratica impura e
non è incoraggiata dai principi biblici, ma in vista
del fatto che nelle Scritture non vi sono precise
istruzioni in merito, i coniugi dovranno decidere
secondo la loro coscienza assumendosi la responsabilità
della loro decisione davanti a Dio per le cose che
praticano nell'intimità dei loro rapporti. In questa
intimità escludiamo che gli A. della congregazione debbano
esercitarvi un controllo. Tuttavia se i coniugi si
rivolgono a loro per avere consigli gli A. possono
considerare i principi biblici che possono far luce
sulla questione e possono essere utili per guidare i
coniugi stessi nei loro rapporti onde mantengano una
buona coscienza davanti a Dio. (20.10.83)
Quando 2 coniugi hanno problemi riguardo alle loro
relazioni sessuali e vogliono sapere ciò che è giusto
o non è giusto fare, si può solo additare loro ciò
che la Bibbia dice sotto forma di leggi o principi.
Andare oltre tale regola non è corretto. La W 15.7.78 p
31 dice: “Bisogna riconoscere che la Bibbia non
stabilisce nessuna regola o limitazione specifica sul
modo in cui marito e moglie possono avere rapporti
sessuali”. Vuol dire che possono fare ciò che
vogliono? La stessa rivista a p 32 risponde: “Con
questo non si deve intendere che tutte le pratiche
erotiche siano condonate. Si esprime semplicemente il
vivo senso di responsabilità di lasciare che siano le
Scritture a stabilire norme e di astenersi
dall’assumere una posizione dogmatica dove
l’evidenza non sembra provvedere una base
sufficiente”. A p 31 si parla di certe pratiche
insolite, “come la copulazione orale nell’ambito del
matrimonio e queste furono messe sullo stesso piano
della grave immoralità sessuale. In base a ciò si
pervenne alla conclusione che si abbandonava a tali
pratiche erotiche era soggetto alla disassociazione”.
Poi la rivista prosegue: ”Un ulteriore e attendo esame
della cosa ci ha convinto che, mancando chiare
istruzioni scritturali, queste sono cose per cui la
coppia deve assumersi la responsabilità davanti a Dio e
che non spetta agli A. tentare di controllare queste
intimità coniugali né provvedere alla disassociazione
se tali cose ne fossero l’unico motivo”. Ma se la congregazione
non ha basi scritturali per intervenire quando 2
coniugi praticano la copulazione orale o anale, ciò non
vuol dire che ciò sia giustificato davanti a Do nel
praticare tali cose di origine ripugnante. nella W
1.9.83 p 31 viene fatto un es. di un marito che esige
che la moglie partecipi a un’attività erotica
pervertita. La rivista dice: “Anche se il coniuge
credente è angustiato dalla situazione, il suo sforzi
di attenersi ai principi scritturali gli farà ottenere
la benedizione di Geova.” Lo sforzo che deve fare il
credente dipende unicamente dalla sua decisione
personale. Nessun altro può dirgli cosa deve fare. Deve
essere la sua coscienza che deve operare. La W 15.5.78
indica il principio da seguire nei campi in cui c’è
dubbio. La W 1.9.83 p 31 indica quando la congregazione nel caso
di problemi riguardanti relazioni pervertite. Quando il
problema diviene noto e suscita scalpore e mormorii
nella congregazione, allora gli A. devono prendere
provvedimenti. Se è un SM che fa tali cose e ne parla
agli altri, non è più irreprensibile. E se non ne
parla con nessuno, ne assume pienamente la responsabilità
davanti a Dio, che deve essere servito con coscienza
pura. Se poi uno sfacciatamente incoraggiasse altri ad
avere relazioni sessuali pervertite, potrebbe essere
espulso dalla congregazione per condotta dissoluta. (DC 6.7.88)
DIVISIONE DEI BENI:
Spetta ai 2 coniugi stabilire se vogliono effettuare la
divisione dei beni. Dato che è una questione personale,
la decisione spetta unicamente a loro. (SCB:SSB
22.12.89)
MARITO CRISTIANO HA USATO VIOLENZA CON LA MOGLIE:
Dalla documentazione pervenutaci sembrerebbe che
esistano referti medici, rapporti della polizia e
carabinieri che attesterebbero ripetuti episodi di
violenza che ... avrebbe subìto dal marito. Il fatto
che subito dopo ella sia stata disassociata per
adulterio non esonera la congregazione dall'accertamento della
verità a questo riguardo. Se sussistono le prove di una
pratica di violenza da parte del fratello, e il relativo
corpo degli A. dovrà accertarlo, la cosa dovrebbe
essere presa in esame giudiziariamente. Km 10.73 p 3 (SCD
6.8.91)
CERIMONIA CRISTIANA NELLA SALA DEL REGNO:
Lo schema S41 per i discorsi matrimoniali indica che è
appropriato concludere il discorso scritturale con una
preghiera. Il fatto di far precedere il discorso da una
preghiera introduttiva è qualche cosa che spetta agli
interessati determinare. (SCF:SSF 12.3.90)
La C 15.5.88 spiega che la cerimonia, fra il discorso e
la lettura della formula da parte del M. di culto, non
dovrebbe superare i 30 min. Normalmente la celebrazione
del matrimonio non inizia con il cantico e la preghiera,
di solito l'oratore incaricato inizia direttamente il
suo discorso rivolgendosi agli sposi. Tale discorso
potrebbe durare 15, 20 min. dopo di che il M. di culto
leggerà la formula per il matrimonio e infine l'oratore
farà un breve riassunto di alcuni min. e quindi si può
concludere con il cantico e la preghiera. (SCC:SSC
11.4.91)
ORARIO DELLA CERIMONIA NON DEVE INTERFERIRE CON ALTRE
AD.:
Rimane valida la direttiva offerta nella W 15.9.84 p 15
§ 19: "Il matrimonio verrà celebrato in un orario
tale da non interferire con le ad.". Perciò quando
gli sposi si rivolgeranno al corpo degli A. per
richiedere la Sala, ci dovranno essere accordi precisi,
in modo che la cerimonia o discorso nuziale non
interferisca con alcuna ad. che normalmente si tiene in
quel giorno e in quell'ora nella locale Sala, comprese
le ad. per il servizio di campo. La Sala viene usata
primariamente per le attività teocratiche. Quindi gli
A. non dovrebbero apportare cambiamenti agli orari delle
ad., perché si possa celebrare un matrimonio. Gli A.
farebbero bene a tenere in mente che tra le loro
responsabilità principali vi è quello di tenere in
alta stima le ad. cristiane, non relegandole o
sminuendole per fare posto a matrimoni. In questo modo
contribuiranno alla spir. e alla maturità della congregazione
locale e non si lasceranno condizionare da uno spirito
mondano. (SCE:SSH 30.5.87)
CHI PUÒ PRONUNCIARE IL DISCORSO MATRIMONIALE:
Di solito il discorso matrimoniale viene pronunciato da
un A. Comunque rimane valido quanto dice il Km 12.73,
cioè che un discorso nuziale può essere pronunciato da
qualsiasi fratello dedicato e battezzato se la legge lo
permette, ma si aggiunge anche: "Se dev'essere
pronunciato nella Sala, si deve ottenere il permesso del
com. di servizio della congregazione" Va precisato che tale
permesso non è necessario se il discorso verrà
pronunciato in un locale diverso dalla Sala, infatti in
questi casi sono i diretti interessati che possono
decidere. La scelta dell'oratore è prerogativa degli
sposi, ma per quanto riguarda il concedere l'uso della
Sala per celebrare il matrimonio, occorre ricevere il
permesso dal locale corpo di A. (SCE:SSH 20.7.87)
Non è detto che debba essere obbligatoriamente un A. a
pronunciare un discorso matrimoniale, anche se sarebbe
senz'altro suggeribile. Quanto è detto nel Km 12.73 è
tuttora valido. In gran parte la scelta dell'oratore
rimane una questione personale. Comunque la C 15.5.88,
prevede che in linea di principio, il discorso sia
tenuto da un A. qualificato, giacché pronunciando un
discorso nella Sala, egli si presenta come "un
ministero ordinato che rappresenta la congregazione locale e la
C.C.". Nel caso gli interessati preferiscano
scegliere come oratore un qualsiasi fratello
battezzato, non un A., rimane una prerogativa del corpo
degli A. valutare la cosa e determinare se concedere
l'uso della Sala o meno. Il già citato Km dice infatti:
"Se dev'essere pronunciato nella Sala, si deve
ottenere il permesso del com. di servizio della congregazione"
Se gli A. locali ritengono che l'oratore scelto non sia
qualificato per rappresentare un ministro ordinato della
congregazione non devono sentirsi obbligati a concedere l'uso
della Sala. Il corpo degli A. potrebbe rifiutarla. (SCC:SSE
15.2.89)
FARE ANNUNCI PER RACCOMANDARE UN COMPORTAMENTO DECOROSO
ALLA FESTA NUZIALE:
Riguardo agli annunci fatti dopo il discorso
matrimoniale nella S.d.R. per raccomandare un
comportamento decoroso durante la festa nuziale, non
esiste alcuna particolare disposizione. Naturalmente,
eventuali annunci dal podio della S.d.R. in occasione
del matrimonio richiedono l’approvazione del corpo
degli A. e non dovrebbero offendere e turbare nessuno.
Gli A. dovrebbero comunque verificare fino a che punto
è davvero necessario fare tali annunci se sono state
prese appropriate disposizioni. (SCBSSC 9.11.99)
FARE UN DISCORSO QUANDO NON VIENE CONCESSO L’USO DELLA
SALA:
Per quanto riguarda la domanda se un A. può fare il
discorso o no, è una questione che dovrà decidere lui
stesso secondo la sua coscienza. Questo anche se la
S.d.R. è negata alla sorella e l'A. vuol farle il
discorso in qualche altro luogo. Questo fratello, però,
dovrà riflettere bene prima di prendere una decisione,
in modo da non turbare la coscienza di altri nella congregazione
()
TAGLIO DELLA TORTA:
Ci chiedi se il taglio della torta è compatibile con la
fede cristiana. Tra i numerosi libri di folklore che
trattano varie usanze superstiziose in occasione dei
matrimoni, non viene data una spiegazione di tale
cerimoniale. Comunque è saggio da parte degli A.
informarsi sul sign. locale che si dà a tale usanza.
Che qualcuno debba tagliare la torta è ovvio, e
potrebbe essere lo sposo che offre la prima porzione
alla sposa o viceversa. Ma nel cerimoniale di tale
usanza vi è forse connessa qualche idea superstiziosa?
Noi non lo sappiamo. Ma il fatto che tale usanza turba
la coscienza di alcuni, e magari dei futuri sposi
stessi, perché non fare le cose del tutto normali? (2Co
6:3) Nella W 1.9.69 p 534 viene discusso l'argomento
delle usanze matrimoniali. Viene indicato che il
cristiano può fare una scelta delle usanze. Alcune non
sono scritturali e quindi i cristiani vi sono contrari.
Chi fa i preparativi per il matrimonio fa bene ad
esaminare le pratiche comuni nella sua zona e stabilire
come sono considerate sul luogo. Nella e W 15.9.84 alle
p 18 e 19 vengono dati ulteriori consigli, sottolineando
il fatto di operare per il bene di tutti. Gal 6:10 Non
sarebbe scritturale per noi stabilire delle regole da
seguire nei matrimoni. Occorre applicare i princìpi
biblici, usare buon senso, ragionevolezza e dare più
importanza all'aspetto spir. del matrimonio che non a
quello formalistico, che accentra le principali
attenzioni sugli sposi e non sul Creatore del
matrimonio. (DC 14.3.90)
LANCIO DEL BOUQUET DI FIORI ALLE DAMIGELLE:
Riguardo all'usanza da parte della sposa di lanciare i
fiori alle damigelle dopo che è stato celebrato il
matrimonio, vi sono delle informazioni in The World
Book Encyclopedia, solo in lingua inglese (CAD 28.4.78)
TAGLIO DELLA CRAVATTA:
Riguardo all'usanza che vi è in alcuni pranzi di
matrimonio di tagliare la cravatta dello sposo e poi
passarla in un vassoio facendo una colletta, è bene
ricordare che il cristiano non vuole conformarsi a
questo sistema di cose. (Ro 12:2) Per questo motivo non
imiterà questo mondo nel praticare cose che violano i
princìpi cristiani. Chiediamoci: in questo caso viene
violato qualche principio cristiano? La risposta
evidentemente è sì. Infatti mettere davanti a tutte le
persone presenti questa cravatta e venderne un pezzo per
una contribuzione agli sposi, è una specie di
coercizione, che può mettere in imbarazzo i presenti, e
che in diversi casi se contribuiscono per il pezzo di
cravatta, lo fanno perché si sentono forzati o
imbarazzati nel non farlo. Questo non sarebbe in armonia
con 2Co 9:57. Perciò i fratelli dovrebbero essere
scoraggiati dal fare tali cose ai loro matrimoni, né
permettere che vengano fatte da qualche presente alla
cerimonia. Anche se questo non è un motivo per essere
chiamati davanti ad un comitato giudiziario, non è una condotta
esemplare e potrebbe influire sull'avere privilegi nella
congregazione Inoltre mostrerebbero mancanza d'amore verso i
presenti. Non sappiamo se vi sia qualcosa di pagano in
questa pratica, perciò prima che di fare qualche cosa a
imitazione del mondo, sarebbe appropriato fare una
ricerca e vedere come è considerata una certa pratica e
se ha relazione con la falsa religione o con la
"buona fortuna". Si possono fare ricerche in
qualsiasi biblioteca consultando enciclopedie e libri su
usanze locali. (SCB:SSA 27.12.83)
GRIDARE "VIVA GLI SPOSI":
Nel caso che un fratello si unisca nel gridare
"viva la sposa", sta violando un principio,
cioè quello di attribuire indebito onore o lode a una
persona. La persona non acquista dei meriti solo perché
si sposa. Perciò se le azioni del cristiano al riguardo
turbano la congregazione egli potrebbe perdere i suoi
privilegi. (SCB:SSA 27.12.83)
La risposta alle tue domande, (se è lecito applaudire o
gridare “viva gli sposi”) puoi ottenerla consultando
la W 15.7.65 p 4467; W 1.10.69 p 6014; W 1.9.69 p 5337; W 1.10.74 p
598601. Come noterai nella lettura
degli argomenti riportati nelle succitate riviste, il
cristiano deve essere ragionevole in ogni cosa, e deve
stare attento a non esaltare la creatura anziché il
Creatore. (SCC:SSC 25.7.85)
REGALO AGLI SPOSI:
In relazione al fare dei regali agli sposi diciamo che
è una questione privata e non desideriamo entrare nei
particolari. È chiaro che se la cosa dovesse creare
notevole disturbo nella congregazione gli A. potrebbero parlare
agli sposi e offrire appropriati consigli. G 22.5.77 p
278; G 8.9.77 p 34 (SSB 22.3.89).
MEDICINA
PRANOTERAPIA:
La pranoterapia è definita dal Zingarelli,
"terapia a forte componente psicologica,
consistente nell'imposizione delle mani sulla parte
malata". Il termine 'prana' secondo il Grande
Dizionario Enciclopedico De Agostini, vuol dire
"nelle filosofie orientali, la forza vitale
dell'universo, impersonata dal dio Vayu". A
proposito della guarigione mediante l'imposizione delle
mani si può leggere la G 8.3.79 p 58. Inoltre per
avere un'idea generale di come deve comportarsi il
cristiano di fronte alle numerose terapie esistenti; si
può notare la W 15.11.82 negli art. intitolati
"State sani" e "Salute e ragionevolezza
cristiana". (DC 1.7.87)
Nel chiederci informazioni circa la pranoterapia,
vorremo chiarire la ns. posizione rispetto alle numerose
terapie esistenti. Come società non raccomandiamo
nessuna terapia; tocca unicamente all'interessato
prendere una decisione personale e assumersi tutta la
responsabilità conseguente. Riguardo alla pranoterapia
ne hanno parlato diverse riviste italiane. A titolo
informativo citiamo 'Gente' del 21.5.82 che riportava ciò
che il pranoterapista Nicola Cutolo ha detto di se
stesso: "prima dell'esperimento pranoterapico
all'ospedale di Bari, ero noto soprattutto come
veggente, mi chiamavano il mago di Benevento. Fu Achille
D'Angelo, il mago di Napoli, ad iniziarmi al mondo
dell'occulto e a insegnarmi tutti i segreti del
mestiere". 'Stop' del 18.6.82 diceva: "Da anni
ormai la pranoterapia ha cominciato ad essere tenuta in
considerazione da molti esponenti dell'ambiente medico.
Soprattutto da quelli che come Inardi, Cassoli e
Granone, si interessano ai fenomeni paranormali. Tra
questi uomini che studiano la possibilità di curare
molte malattie per mezzo del prana, il fluido che sembra
uscire dalle mani dei guaritori, c’è il prof. Ubaldo
Meani". 'Gente' del 4.6.82 riferiva: "Da oltre
un anno 2 medici specializzati in agopuntura utilizzano
la fortissima carica bioenergetica di Evangelista Di
Domenico per curare vari tipi di malattie. Il fluido del
guaritore viene indirizzato nei punti in cui
abitualmente si applicano gli aghi". Dovendo un
cristiano usare ragionevolezza nella vita e seguire i
princìpi biblici, prima di accettare una terapia che
non conosce, fa bene a chiedersi: La terapia è
ragionevole, coerente con le cognizioni generalmente
accettate, oppure sembra strana, con pretese
straordinarie? Si tratta di sostanze miracolose, di
misteriose forze del corpo che soltanto alcuni
possiedono e che sono classificati come 'guaritori'? Che
cosa dice la medicina ufficiale? Esiste un'adeguata
documentazione scientifica? Va contro qualche principio
biblico? Dove risulta che una terapia è associata alla
parapsicologia o metapsichica o che è dichiarata
paranormale, vi è il forte sospetto che si tratti di
spiritismo. La pratica di spiritismo sia per diagnosi
che per cura è condannata dalla Bibbia. Gal
5:1921
(EB 7.2.83)
BRACCIALE DI RAME:
Sulla W 15.11.82 vi sono 2 art. intitolati "State
sani" e "Salute e ragionevolezza
cristiana". In una nota in fondo a p26 viene detto:
"Non siamo in grado di fare ricerche e valutare le
numerose 'terapie' in uso in tutto il mondo. Speriamo
però che i consigli contenuti in questi 2 art. possano
aiutare i lettori ad applicare i princìpi biblici e a
usare ragionevolezza nel prendere decisioni riguardanti
le cure mediche". Leggendo quindi con cura i 2
suddetti art., e chiedendo eventualmente l'aiuto di
qualche A. della tua congregazione, potrai prendere la tua
decisione personale per avere una coscienza tranquilla
davanti a Dio, davanti al tuo prossimo e con te stesso.
(DC 21.8.87)
Ci chiedi chiarimenti circa un bracciale che, secondo il
foglio pubblicitario, avrebbe il potere di rendere la
vita felice, agiata, fortunata, allontanando disgrazie,
e ridare la salute fisica guarendo diverse malattie. La
suddetta pubblicità dovrebbe essere più che
sufficiente per far capire al cristiano che tale
bracciale ha tutte le caratteristiche di un amuleto
portafortuna. Usare tale bracciale vuol dire ignorare i
consigli biblici contro ciò che ha a che fare con la
"buona fortuna" e la superstizione. Vuol dire
incorrere nel disfavore di Geova. Vuol dire ricevere
anche consigli dagli A. di eliminare tale oggetto se non
si vuole incorrere in un provvedimento disciplinare
della congregazione La W 65 p 615-6, dà ottimi consigli per chi
fa uso di oggetti discutibili. Il principio biblico è
quello di 'accertarsi di ogni cosa'. (1Ts 5:21, 22)
Volendo avere informazioni sul magnetismo, basterà
usare l'Indice all'esponente MAGNETISMO. Tra i
riferimenti troverai G 8.9.69 p 12 dove si legge:
"I primi greci e i romani credettero che i magneti
avessero poteri soprannaturali. Essi fecero amuleti ed
anelli di magnetite per attrarre le persone del sesso
opposto. Fu anche usato nei copricapi dei sacerdoti
pagani, giacché credevano che questo permettesse loro
di udire la voce degli dei. Pietre magnetiche erano
ridotte in polvere, perché si credeva guarissero il
reumatismo e la calvizie". All'esponente
ELETTRICITÀ, 'impiego in medicina' troverai il riferimento W
15.11.82 dove avrai spiegazioni interessanti e buoni
consigli da trasmettere a chi ha problemi di salute e
desidera usare cure o terapie non in disaccordo con i
principi biblici. (12.90)
YOGA - PARTECIPARE A SEMINARI ILLUSTRATIVI:
Riteniamo che si tratti di una decisione personale
partecipare o no ai programmi del Centro Internazionale
di dinamica mentale e psicologia applicata. Comunque le
scritture di Col 2:8; 1Tm 6:20, 21; 2 Pie 2:19 hanno
qualcosa da insegnarci in proposito e servono a metterci
in guardia contro pericoli di carattere spir. che spesso
si nascondono dietro teorie del genere. Il richiamo ai
maestri di Zen e agli esperti di Yoga, dovrebbe
insospettire. Spesso i metodi per "potenziare le
capacità latenti" della mente umana, prevedono
tecniche preliminari che contrastano con l'imperativo
di Mt 22:37. Alcuni affermano che la mente debba essere
prima "ripulita" o liberata da ogni altro
pensiero per potersi poi concentrare su ciò che più
interessa. È molto pericoloso allentare, anche se per
poco tempo, le difese spir. della ns. mente con
conseguenze tragiche. (Mt 12:4345; Fil 4:7) L'accurata
conoscenza della verità dovrebbe dare al cristiano
tutto ciò di cui ha bisogno per affrontare le
difficoltà odierne. Questo almeno per quanto riguarda
l'aspetto spir. della vita. Comunque come detto,
partecipare o no a corsi del genere resta una decisione
personale. - Gal 6:5 (FPA 27.6.80)
"VOGLIE" DI UNA DONNA INCINTA:
Le tue domande riguardano l'influenza prenatale sul
bambino delle voglie di una donna incinta. Questo è un
punto di vista antiscientifico dei tempi antichi e di
alcuni tuttora. Secondo questo tipo di vista ogni cosa
che una madre vede o provi influisce sul suo nascituro.
Fino al tempo attuale non v'è stata nessuna prova a
sostegno di tali impressioni prenatali. Si afferma che
sia antiscientifico perché non vi è nessuna
connessione nervosa fra la madre e il bambino che ha nel
seno, come il sangue della madre non si mischia col
sangue del feto, perché il feto è alimentato dal
sangue della madre per osmesi o assorbimento. Quindi
abbiamo un'opinione scientifica provata da fatti o
un'opinione antiscientifica e superstiziosa
dell'influenza prenatale delle "voglie"
definita meglio come "impressione materna".
Questo è il modo in cui puoi spiegare la cosa a chi te
lo chiede. Vuoi sapere come comportanti davanti a
qualche gestante in merito a questa superstizione. Se
una gestante ti chiedesse per soddisfare una sua
"voglia" qualche cosa di ragionevole e che non
è nociva e disapprovata da Dio potresti anche
dargliela. Non è necessario in tal modo entrare nei
motivi per cui la gestante ti fa tale richiesta. Se tale
superstizione fosse creduta da un cristiano o una
persona che studia, può essere saggio dare la
spiegazione riportata sopra. Non pensiamo che dire la
verità su tale questione possa danneggiare la
gestante.(Gv 8:32) Comunque non sarebbe giusto
trattenere la verità da qualcuno che ne ha bisogno per
avere l'approvazione di Dio. (Atti 20:26) Quando
pensiamo che sia necessario parlare per il bene di una
persona diremo sempre la verità. (Efe 4:25; Zac 8:16)
Però vi possono essere delle occasioni quanto possa
sembrare inopportuno parlare e in tal caso si può
tacere sull'argomento. Ma se decidiamo di parlare per
nessun motivo dobbiamo far pensare alla persona di
credere in qualche cosa di sbagliato. - Pro 6:16 (CAD
28.12.77)
FRATELLO CHE FA DIAGNOSI IN SALA GUARDANDO NEGLI OCCHI:
Ci è stato riferito che un fratello che da alcuni mesi
si è trasferito nella vs. congregazione cura con le erbe e fa
diagnosi guardando gli occhi. Fin qui la cosa non è da
ritenere preoccupante se la persona è realmente
qualificata. La cosa che invece sarebbe preoccupante è
il fatto che tale fratello nella Sala viene circondato
da fratelli e sorelle che desiderano essere guardati
negli occhi perché sia fatta una diagnosi sulla loro
condizione fisica e ricevano suggerimenti su come
curarsi. Premesso che ciascuno è libero di rivolgersi a
chi desidera per farsi curare ed è libero di seguire la
terapia che più lo soddisfa, la cosa non appropriata è
il fatto che la Sala diventa così un
"ambulatorio" e la mente dei fratelli anziché
essere rivolta alle cose spirituali, viene rivolta al
fratello medico, alla terapia da seguire e cose del
genere. Se le cose stessero così si agirebbe
contrariamente allo scopo delle ad., come è espresso in
Eb 10:24, 25. (SCB:SSD 29.5.80)
SEGUIRE LE CURE DEL LIBRO "LA MEDICINA
NATURALE":
Ci chiedi se sia opportuno seguire le cure del libro
"La medicina naturale alla portata di tutti".
Nel Km 6.80, in "Risp. dom.”, la Società ha
espresso il suo punto di vista su tutte queste diete e
terapie, e ha messo in guardia contro il rischio che
divengano una trappola. Questo indipendentemente dagli
eventuali legami con lo spiritismo. Salvo esplicite
dichiarazioni, è difficile capire se questa o quella
cura non ortodossa abbia a che fare con lo spiritismo o
no. È responsabilità dei singoli cristiani che
volessero adottarla accertarsene.(Gal 6:5; Eb 5:14) (FPA
10.7.82)
USARE PRODOTTI A BASE DI PLACENTA:
La placenta trova oggi largo impiego soprattutto in
preparati medicinale e prodotti di cosmesi. Contiene
certi ormoni e frazioni di sangue. Ovviamente non
raccomandiamo nessun impiego di componenti del sangue.
(Atti 15:28, 29) Nel caso in questione trattandosi di
frazioni riteniamo sia una decisione personale. Nel
prendere questa decisione l'interessato vorrà soppesare
vari fattori e farsi guidare dal desiderio di piacere a
Geova. Normalmente i farmaci a base di placenta non
vengono impiegati per curare malattie gravi in cui sia
in gioco la vita. Spesso si tratta più che di
medicinali, di prodotti cosmetici. Comunque come abbiamo
detto sarà la persona in questione a dover prendere la
decisione dopo aver soppesato i vari fattori. - Gal 6:5;
Ro 14:12, 23; 1Tm 1:5,19. (FPA 14.1.82)
Il fatto che seguire una cura a base di iniezioni di
placenta umana suscita dei dubbi, mostra che sai che la
placenta contiene una certa quantità di sangue umano.
La Congregazione Centrale non può approvare nessuno dei moderni usi
medici di prodotti a base di sangue. Siccome in questi
giorni il sangue sta apparendo dappertutto in prodotti
vari, la persona che decidesse di fare uso di tali
iniezioni potrebbe trarre conforto dal fatto che
accettando tali iniezioni non sta in effetti mangiando
sangue direttamente per nutrire il suo corpo, cosa
espressamente proibita dalla Parola di Dio. Esso non è
usato, in questo caso, come cibo o per sostituire del
sangue perduto. In tal caso il cristiano deve prendere
la propria decisione basata sulla sua coscienza. Perciò
che tu accetti di fare queste iniezioni o non è una
questione che devi decidere tu. (SCB:DC 4.7.90)
Ci chiedi come dovrebbe regolarsi il cristiano riguardo
ai cosmetici che contengono placenta, animale o umana.
Ovviamente non raccomandiamo nessun impiego del sangue
o di prodotti che lo contengano. Se nella placenta
animale o umana la presenza di piccole quantità di
sangue è puramente incidentale, riteniamo che sia una
decisione personale fare uso di prodotti che la
contengano. Nel prendere la decisione, l’interessato
vorrà soppesare vari fattori e farsi guidare dal
desiderio di paciere a Dio. Di solito i farmaci a base
di placenta non vengono impiegati per curare malattia
gravi in cui sia in gioco la vita. A maggior ragione
questo può dirsi dei cosmetici. Poiché spesso nei
cosmetici si usa placenta umana, è il caso di valutare
bene se farne uso o no, anche se la Bibbia non tratta
l’argomento dell’impiego di tessuti umani. La
decisione che la persona prenderà non dovrebbe in alcun
modo lasciarla con la coscienza turbata. Dovrà essere
tale da lasciare che l’interessato con la coscienza a
posta davanti a Dio. - Ro 14:23; 1Tm 1:5, 19 (DC
26.7.91)
Prima di somministrare qualsiasi medicinale al proprio
corpo è bene che il cristiano segua in ogni caso i
princìpi biblici. I medicinali estratti dalla placenta
contengono sangue. Essendo placenta umana, subentra il
principio del cannibalismo. Comunque in questi casi il
cristiano dovrà decidere seguendo la propria
coscienza. La violazione dei suddetti princìpi biblici
non suscita problemi giudiziari. (BA:SSD 17.5.79)
FRATELLO SIEROPOSITIVO AL VIRUS DELL'AIDS:
La situazione che ci esponi è di natura molto delicata.
I princìpi scritturali possono comunque aiutarti ad
usare saggezza ed equilibrio salvaguardando così il
favore di Geova nella tua vita. Princìpi come quelli di
Mt 7:12 e Fil 2:4 possono aiutarti a capire che è
giusto informare la persona che dovrebbe divenire tua
moglie del fatto che sei sieropositivo al virus
dell'AIDS. Dovresti anche tenere presente che in
considerazione del fatto che i meccanismi di
trasmissione del virus dell'AIDS non sono ancora ben
definiti, una certa cautela nei tuoi rapporti con gli
altri è solamente indice di amore cristiano da parte
tua. (SCF:SSF 23.8.90)
MINISTRI
DI CULTO
A. RIMOSSO PUÒ CONTINUARE AD ESSERE M. DI CULTO:
Quando un A. è rimosso non gli è automaticamente
revocata la nomina di M. di culto. Pur non servendo in
incarichi speciali, un ministro può continuare a
celebrare i matrimoni. Per quanto riguarda il
permettergli di esercitare il suo servizio in una S.d.R.,
spetta a voi come corpo determinarlo. Spetta a voi
valutare coma la congregazione potrebbe vedere la cosa e se
creerebbe turbamento. Ci teniamo a farvi notare che una
cosa è pronunciare un discorso di matrimonio,
generalmente pronunciato da un A. nominato, e una cosa
diversa è celebrare il matrimonio come parte civile e
legale, in veste di M. di culto. Nel caso decideste di
non permettere al fratello nemmeno di celebrare i
matrimoni nella Sala, tale decisione non deve essere
basata su pregiudizi nei suoi confronti, ma su chiari ed
evidenti fatti. (SCD:SSD 17.12.91)
Un A. che non è più idoneo per ricoprire il suo
incarico di sorv. all'interno della congregazione potrebbe
venire rimosso. Ciò non sign. che automaticamente
verrebbe rimosso anche dal suo incarico di M. di culto,
in quanto tale incarico dipende dall’autorità
costituita, Cesare. Perciò A. rimossi potrebbero
continuare a mantenere il loro incarico in qualità di
M. di culto. (SCE:SSH 20.7.87)
M. DI CULTO RIMOSSO DA A. PUÒ AVERE SCHEMI DI DISCORSI
DA PRONUNCIARE NELLE CARCERI:
Il fatto che un fratello rimosso da A. serva come M. di
culto per visitare i detenuti e pronunci un discorso
pubblico nel carcere, non sign. che debba essere
equiparato a un oratore pubblico che pronuncia discorsi
in una congregazione Egli si servirebbe di questo materiale per
insegnare alle persone interessate in quel luogo.
Pertanto dal momento che egli è ancora nominato M. di
culto, se non lo ritenete qualificato da doverne
richiedere la rimozione, quale sarebbe il problema se
pronunciasse tali discorsi ai detenuti interessati? Ad
ogni modo è una valutazione che dovete fare localmente
tenendo conto qual è la cosa migliore per promuovere
gli interessi del Regno e anche per il benessere delle
future pecore che possono essere raccolte in questo
luogo. Non è tuttavia corretto che egli abbia tutti gli
schemi fotocopiati. Dovrebbe piuttosto chiedere di volta
in volta i discorsi che ritiene utili pronunciare in
carcere sottoponendoli al vs. giudizio. (SCC:SSC
25.1.96)
VISITARE IN CARCERE FRATELLO TRASGRESSORE:
Per quanto riguarda il dare assistenza spir. tramite un
M. di culto al fratello che, (nonostante abbia commesso
una grave trasgressione non può essere invitato davanti
ad un comitato giudiziario perché si trova in carcere) il corpo degli
A. dovrà fare localmente una propria considerazione. Si
potrebbe dare assistenza spir. nel caso che il fratello
mostrasse realmente il desiderio di continuare a seguire
la via della verità vivendo in conformità alle norme
morali di Dio. In attesa quindi di considerare
giudiziariamente il caso si potrebbe dare l'assistenza
necessaria. Se invece la persona implicata nonostante
la sua richiesta di aiuto continuasse a violare le norme
scritturali a tal punto che, se fosse possibile, sarebbe espulso dalla
congregazione, sarebbe immeritevole di
ricevere qualsiasi aiuto dalla congregazione come qualsiasi
altra persona impenitente. Rifiutare tale assistenza
spir. non esenterà poi la persona implicata dal dover
comparire, quando ciò sarà possibile, davanti al comitato giudiziario
(SCE 14.1.86)
ISCRIZIONE ALL'I.N.P.S.:
Con la legge 22.12.73 n. 903, è stato costituito
dall'INPS il "Fondo di previdenza del clero e dei
ministri di culto delle confessioni religiose diverse
dalla cattolica" al quale possono iscriversi,
tramite il ns. ufficio, gli A. la cui nomina è stata
approvata dallo Stato e i fratelli nel servizio
continuo. Tale legge stabilisce che i versamenti
annuali, che attualmente ammontano a 1.148.400, più
120.000 per l'assistenza sanitaria nazionale, sono
obbligatori per tutto il tempo in cui il fratello
continua a servire in qualche fase del servizio continuo
o come ministro. Al compimento del 65° anno di età,
dopo aver versato almeno 10 anni di contributi,
l'iscritto potrà percepire la pensione di vecchiaia. Se
si dovessero verificare, dopo aver versato almeno 5 anni
di contributi, le condizioni per acquisirne il diritto,
l'iscritto potrà percepire la pensione di invalidità.
Per porre termine all'obbligo contributivo è necessario
conseguire la pensione o comunque interrompere il
servizio continuo, non servendo più come P.R. o
speciale. I contributi sono soggetti ad una
rivalutazione annua e non sono cumulabili con quelli del
lavoro secolare. Per l'iscrizione al Fondo sono
necessari 3 certificati in carta libera: di nascita, di
residenza e di cittadinanza. (HIA 18.3.92)
NEUTRALITÀ
PRESENTARSI AL SEGGIO ELETTORALE:
Ciò che fa violare la neutralità non è il semplice
presentarsi al seggio elettorale o entrare nella cabina
per il voto. La violazione avviene quando l'individuo fa
una scelta di un governo diverso da quello di Dio.(Gv
17:16) Nei paesi dove c’è l'obbligo di presentarsi
alle urne i fratelli si comportano come è indicato
nella W 64. In Italia non c’è tale obbligo o non ci
sono sanzioni per chi non si presenta. Chi si presenta,
pur non essendo obbligato, dovrebbe chiedersi perché lo
fa. Comunque chi si presenta ma non fa una scelta, non
violando la neutralità, non è soggetto alla disciplina
di un comitato giudiziario Però l'individuo non è esemplare. Se fosse
A., SM o P. non potendo essere irreprensibile sarebbe
rimosso dalla sua responsabilità. (1Tm 3:7, 8, 10, 13)
Comunque nel caso qualcuno dovesse presentarsi alle urne
è bene che gli A. gli parlino per comprenderne i
motivi. Forse ha bisogno di essere aiutato per
comprendere la condotta saggia da seguire. Ma tranne il
fatto che può perdere certi privilegi, il presentarsi
alle urne di per sé rimane una questione personale e di
coscienza (SCB:SSB 14.8.80)
È violazione di neutralità l'azione di chi esprime il
voto preferenziale. Per violare la neutralità occorre
più che presentarsi, occorre esprimere la preferenza.
Se qualcuno fa ciò si dissocia dalla congregazione per aver
violato la sua neutralità. Ci risulta che le persone
spir. mature non si presentano quanto, come in Italia,
non è obbligatorio. Altrimenti si manifesta una
condotta ambigua. Nel caso in cui una persona si
presenti e sia un A. o SM potrebbe essere rimosso. Non
avendo una nomina nella congregazione comunque, la persona che
si presenta manifesta di essere spiritualmente debole e
come tale sarà considerata dagli A. È bene lasciare
che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Nel
darti la risposta ti indirizziamo alla W 1.10.70 p 599
e 'Vita eterna' cap. 11. È utile fare presente questo,
più che alle ad., nelle conversazioni private. Certo
anche alle ad. possiamo dare risalto alla necessità di
essere neutrali, tuttavia la materia è così delicata
che i dettagli è meglio darli a voce, in privato (SCC:SSC
15.7.78)
Ci chiedi come dovrebbe comportarsi il cristiano quando
è obbligato dalla legge a recarsi alle urne. Troverai
il ns. pensiero espresso nella W 1.11.64 p 660. (SPA:SSC
26.10.76)
RICEVERE LA SCHEDA ELETTORALE:
Quando una guardia o messo comunale consegna a domicilio
la scheda per votare, compie il suo lavoro, e se il
cristiano firma di aver ricevuto la scheda non viola
nessun principio biblico. Semplicemente osserva una
norma di Cesare. In quanto poi ad andare alle urne per
votare, è un'altra cosa (DC 13.9.84)
SCRUTINATORI ELETTORALI:
Un impiegato comunale incaricato di fare registrazioni
elettorali e di servizio di leva perché lavora
all’ufficio anagrafe non sta violando la sua neutralità
cristiana. Egli fa questo come dipendente comunale, non
perché pagato da un partito politico o da un’org. che
compie attività in contrasto con Isa 2:4. Comunque, nel
far questo, vorrà tenere conto della propria coscienza
e anche di quella altrui. (1Co 8:7-13) Nel caso si
tratti di un A. o di un SM o anche di un P. se a motivo
di tali attività perderebbe la fiducia della congregazione
non
mantenendo la propria libertà di parola, potrebbe
essere rimosso dalla responsabilità (SCB:SSD 18.6.79)
INFORMARE IL SINDACO QUANDO NON SI VA A VOTARE?:
Per poterti dare una risposta esauriente pensiamo di
riportare qui di seguito quanto è detto nel DPR 30.3.57
n. 361 titolo VIII art. 115. Esso dice: "L'elettore
che non abbia esercitato il diritto di voto deve darne
giustificazione al Sindaco del comune nelle cui liste
elettorali è iscritto, entro 15 gg dalla scadenza del
termine previsto dal terzultimo comma dell’art. 75 per
il deposito dell'estratto delle liste elettorali delle
sezioni. Il Sindaco valutati i motivi che abbiano
impedito l'esercizio del voto, procede alla compilazione
dell'elenco degli astenuti, agli effetti del 1° comma
dell'art. 4, escludendo in ogni caso: 1) I ministri di
qualsiasi culto, 2) I candidati di una circostanza
diversa dalla quale sono iscritti come elettori, 3)
Coloro che dimostrano di essersi trovati per tutta la
durata dalle operazioni di votazione in una località
distante più di 30 Km dal luogo di votazione, in
conseguenza: a) dal trasferimento della residenza dopo
la compilazione o la revisione delle liste elettorali
del comune in cui sono iscritti; b) di obbligo di
servizio civile o militare; c) di necessità inerenti
alla propria professione, arte o mestiere; d) di altri
gravi motivi, 4) Coloro che siano stati impediti di
esercitare il diritto al voto da malattia o altra causa
di forza maggiore. L'elenco di coloro che si astengono
dal voto nelle elezioni per la Camera dei Deputati,
senza giustificato motivo è esposto per la durata di un
mese nell'albo comunale. Il Sindaco notifica per
iscritto agli elettori che si sono astenuti dal voto
l'avvenuta inclusione nell'elenco, entro 10 gg
dall'affissione di esso nell'albo comunale. Contro
l'inclusione nell'elenco degli astenuti gli interessati
possono ricorrere entro 15 gg dalla scadenza del termine
di pubblicazione, al Prefetto che decide con proprio
decreto. Il provvedimento del Prefetto ha carattere
definitivo. Per il periodi di 5 anni la menzione 'non ha
votato' è iscritta nei certificati di buona condotta
che vengono rilasciati a chi si è astenuto dal voto
senza giustificato motivo". Pensiamo che le
informazioni riportate siano sufficienti per chiarire il
punto. Come puoi veder quindi se interpellati dal
Sindaco coloro che non si sono presentati alle urne
dovrebbero giustificare la loro mancata presenza (SCA:SSF
9.4.80)
AFFIDAMENTO IN PROVA:
I giovani Testimoni possono beneficare della Legge
29/4/83, n. 167 sull'affidamento in prova del condannato
militare. Tale legge prevede che il giovane condannato
per aver rifiutato il servizio militare e quello civile
sostitutivo dopo un mese di detenzione può affidare il
resto della pena affidato a un ufficio pubblico presso
cui deve lavorare senza compenso. Vi sono varie forme
punitive, la prigione, gli arresti domiciliari, la
liberazione condizionale e l'affidamento a un lavoro.
Pertanto l'affidamento in prova previsto dalla legge
succitata è un modo di scontare la pena e non un
servizio sostitutivo. I giovani Testimoni hanno la
facoltà di scegliere se avvalersi o meno del beneficio
della suddetta legge (EA:ESA 21.12.87)
ESSERE PRESENTI AD UN GIURAMENTO MILITARE:
Si dovrebbero valutare 2 aspetti diversi della
questione. Il primo è se i fratelli hanno violato la
neutralità cristiana. Hanno partecipato attivamente a
quella particolare cerimonia o celebrazione facendo
compromesso? Servendovi degli Indici avrete molte
informazioni al riguardo, per es. agli esponenti "NEUTRALITÀ,
SERVIZIO MILITARE". Altri aspetti utili li potrete
trovare nella W 1.1.83 p 26 anche se il caso in
questione non riguarda il lavoro. Le domande proposte vi
saranno utili per valutare se vi è stata violazione
della neutralità. Il secondo aspetto ha a che fare con
la loro posizione di nominati. Nel caso non vi sia stata
violazione della neutralità, occorrerà stabilire se è
stata intaccata la loro irreprensibilità. Come non
hanno potuto rendersi conto di tale situazione? Si può
dire che siano in grado di custodire il sacro segreto
con coscienza pura? Sono in grado di impartire guida
spir. ad altri attenendosi fermamente alla fedele
parola? (1Tm 3:113; Tito 1:79) Hanno causato
turbamento in alcuni nella congregazione? Non sottovalutate il
problema ma garantite il rispetto per le alte norme
teocratiche e l’esemplarità di chi ricopre privilegi
di servizio (SCD 29.7.92)
SALUTO MILITARE AD UN’AUTORITÀ CIVILE:
Ci chiedi se il saluto militare ad un ufficiale o ad
un'alta autorità civile costituisce una violazione
scritturale. Il saluto militare verso un superiore
indica la completa sottomissione e il dovere di rendere
assoluta ubbidienza al superiore. Nella vita civile un
saluto potrebbe essere semplicemente un atto di rispetto
per la posizione occupata dal superiore e non un segno
di assoluta ubbidienza. Infatti se un militare
disubbidisce ad un suo superiore può andare incontro a
delle gravi sanzioni, mentre se un poliziotto
disubbidisce ad una autorità civile, al massimo può
essere licenziato. Questo indica che il saluto sign.
semplice rispetto o riconoscimento della posizione
superiore occupata dalla persona nel corpo. Quindi a
meno che la coscienza stessa del cristiano non sia
turbata, egli può decidere se farlo o no, tenendo conto
della sua coscienza (SCC:SSB 21.7.81)
FRATELLI CHE CERCANO "SCAPPATOIE" PER EVITARE
LA PROVA DELLA NEUTRALITÀ:
Dal tuo rapporto ci dici che i fratelli usavano
"metodi poco ortodossi" per evitare di
affrontare la prova della neutralità cristiana.
Desideriamo dirti che in questi casi è bene esaminare
a fondo le cose. Se i fratelli per evitare la prova
della neutralità passano "bustarelle" a
persone influenti e corrotte, questa è una pratica da
non tollerare, si tratta decisamente di corruzione. I
fratelli che lo fanno devono essere esaminati
attentamente, poiché praticano una grave violazione
della legge di Dio. Il corpo degli A. non può chiudere
un occhio su simili trasgressioni da parte dei fratelli
conosciuti come T.d.G. Per le altre pratiche che tu
menzioni, come malattie vere o meno ecc. lasciamo
che ogni fratello si assuma la sua responsabilità
dinanzi a Geova e a Cesare - Gal 6:5, 7 (SCD:SSB 9.9.83)
RICEVERE IN EREDITÀ APPARTAMENTO CON CASERMA
CARABINIERI:
Ci presenti il problema indicando che il padre di tua
moglie ha deciso di lasciare in eredità un palazzo
adibito a diversi usi: appartamenti per civile
abitazione, magazzino, caserma dei carabinieri. Ci viene
chiesto se la cosa è compatibile con il principio della
neutralità. Divenendo proprietaria, tua moglie trova
una situazione non voluta da lei. C’è un contratto
stipulato a suo tempo dal padre che deve essere
rispettato. Inoltre, è il padre che continua ad
usufruire della rendita che ricava dagli affitti dei
diversi locali dello stabile. La figlia, quindi ne
diviene proprietaria ma non a tutti gli effetti. Se le
cose stanno così si tratta di un problema di coscienza
della sorella, tua moglie, che dovrà assumersi la piena
responsabilità della decisione. (Ro 14:23) Se ella a
suo tempo sarà a tutti gli effetti la proprietarie e
riceverà il ricavato allora diviene responsabile in
relazione agli inquilini. Cioè, ella dovrà mettersi a
posto con i princìpi biblici, almeno per quanto
legalmente le sarà probabile fare, altrimenti potrebbe
essere considerata violatrice del principio della
neutralità e dovrebbe rispondere di ciò dinanzi alla congregazione
Quindi, è necessario determinare fino a che punto
la sorella è libera di disdire gli impegni assunti dal
padre. Se ella può fare qualche cosa ora, ci si attende
che agisca di conseguenza altrimenti la questione al
momento è da ritenere un caso di coscienza (SCB:SSB
12.10.81).
ESSERE INCLUSI NELL’ELENCO DEI GIUDICI POPOLARI:
Ti scriviamo riguardo l’inclusione di tua moglie
nell’elenco dei giudici popolari. In armonia alla G
8.5.79 p 2729, lo svolgimento di questo incarico è una
questione di coscienza e ciascuno deve fare le proprie
valutazioni e decidere personalmente il da farsi. Le
disposizioni di legge relative al procedimento per la
scelta dei giudici popolari prevedono alcuni casi di
incompatibilità e includono, tra coloro che non possono
assumere l’ufficio di giudice popolare, anche “i
ministri di qualsiasi culto e i religiosi di ogni ordine
e congregazione” (art. 12 Legge 10.4. 51, n. 287). Lo statuto
della C.C. attribuisce la qualifica di “ministeri di
culto” agli A., ai SM e ai P. I fratelli nominati che
non desiderano assumere l’incarico di giudice popolare
potranno contattare la presidenza della Corte d’Assise
e chiedere quale procedura è necessario seguire per
ottenere la cancellazione delle liste per incompatibilità.
Ribadiamo che la legge prevedere l’incompatibilità
dell’ufficio del giudice popolare solo per i ministri
di culto, e quindi per gli A., i SM e i P. Per gli altri
fratelli la legge non prevede alcuna dispensa
dall’incarico per motivi religiosi. Ad ogni modo,
anche questi ultimo potrebbero contattare la presidenza
della Corte d’Assise presso cui sono iscritti e
spiegare i motivi personali per cui non si sentono in
grado di adempiere all’incarico. Per quanto riguarda
le sanzioni pecuniarie e penali per la mancata
comparizione senza giustificato motivo, l’art. 34
della Legge 10.4. 51, n. 287, prevede: “Il giudice
popolare ... può essere condannato ... al pagamento di
una somma da £ 5.000 a 30.000 a favore della Cassa
delle ammende, e alle spese dell’eventuale sospensione
o del rinvio del dibattimento cagionato dalla sua
assenza, senza pregiudizio delle più gravi sanzioni
stabilite dalla legge nel caso che il fatto da lui
commesso costituisca reato”. (LA:LB 16.1.97)
FIRMARE A FAVORE DI UN REFERENDUM POPOLARE:
Ci chiedi come deve essere considerato il fatto che il
fratello ..., A. della vs. congregazione, abbia firmato una
petizione per una legge sulla Liquidazione. I
referendum servono per risolvere democraticamente una
questione tra diversi contendenti. Per cui prendere
parte ad un referendum sign. prendere parte ad una
contesa tra 2 o più parti. L'ap. Paolo dice che il
cristiano evita di contendere. (2Tm 2:24, 25) Prima che
una parte o fazione possa chiedere un referendum, ha
bisogno per legge, di avere un certo num. di firme. Chi
raccoglie quindi tali firme è un sostenitore di una
legge che altri non vorrebbero. Firmando la petizione in
effetti si entra nella contesa. Pensiamo che il
fratello... abbia firmato la petizione senza rendersi
conto di essere immischiato nella politica. Comunque
dobbiamo chiederci se egli andrebbe a votare in un
referendum se la legge sulla liquidazione fosse appunto
decisa da un referendum. Se non vi andrebbe perché
allora partecipare nel sostenere chi vuole un tale
referendum? In vista di ciò se la questione non è
conosciuta generalmente nella congregazione, non necessariamente
il fratello dovrebbe essere rimosso d al suo incarico.
Ma la cosa dovrebbe essere chiarita con lui affinché
nel futuro non faccia inciampare qualcuno debole con
un'azione simile. Di solito questi referendum sono
promossi da partiti politici, per cui non possiamo dire
che non vi entri la politica. Per cui se egli riconosce
l'errore e non vi sono nella congregazione ripercussioni o dubbi
sui suoi requisiti, allora potrebbe anche rimanere A. Se
invece trovate che qualcuno ha inciampato o è rimasto
turbato nella sua coscienza allora sarà necessario che
i requisiti del fratello siano riesaminati. (SCC:SSF
27.5.91)
FIRMARE PER OTTENERE SERVIZI COMUNALI:
Da ciò che abbiamo potuto compre ere questa raccolta di
firme serve per ricevere il beneficio di certi servizi,
come acqua, luce, ecc. Sembra che per avere questi
servizi di pubblica necessità si debba seguire una
certa prassi indicata dal comune. Si deve fare una
richiesta scritta e firmata da tutti coloro che sono
interessati al servizio che si richiede. Ci dici che non
è implicato nella cosa nessun partito politico, né la
falsa religione. Perciò in base a questo pensiamo che
sia una decisione personale mettere o meno la propria
firma in questa richiesta pubblica. Ogni cristiano deve
determinare nella propria coscienza la decisione.
Naturalmente se si tratta di dover fare delle
manifestazioni pubbliche, delle dimostrazioni, magari
per protesta, per cercare di imporre la concessione
della richiesta al comune, il cristiano non vi
parteciperebbe. Per questo è importante che chi pensa
di dare la sua firma rifletta sulla possibilità che poi
la situazione si indirizzi su una protesta che lo
potrebbe coinvolgere. Questa sarebbe quindi una contesa
fra le persone che hanno fatto la richiesta ed il
comune. (2Tm 2:24) Quindi ogni fratello dovrebbe
riflettere su queste possibilità per prendere la
decisione. - W 15.8.83 p 31 (7.11.80)
OSPEDALI
FIGLIA RICOVERATA IN ISTITUTO RELIGIOSO:
La cosa dovrebbe essere vista alla luce del Km 3.76
Risp. dom. In effetti il fratello che ha la figlia
ricoverata in un Istituto gestito da suore, paga per
ricevere un servizio sanitario, umanitario e non per
sostenere la falsa religione. Naturalmente se la figlia
fosse obbligata a prendere parte alle funzioni
religiose o a fare atti di idolatria, allora non sarebbe
appropriato tenerla lì. Ma fino a quando nell'Istituto
le provvedono semplicemente cure fisiche la cosa è
personale. Non è una questione di cui si dovrebbe
interessare un comitato giudiziario Naturalmente è buono incoraggiare
il fratello a valutare la possibilità di far ricoverare
la figlia in un altro Istituto in modo che questo non
darebbe possibilità di inciampo ad eventuali fratelli
deboli che venissero a sapere la cosa. Però anche in
questo caso dobbiamo ricordare che la decisione finale
riguarda il fratello. Egli dovrebbe considerare la cosa
prevedendo la possibilità che la figlia possa prima o
poi prendere parte a qualche funzione religiosa, facendo
ricadere sul padre la responsabilità della cosa. (SCB:SSA
8.10.84)
OSPEDALI CHE RICHIEDONO SANGUE:
Da quanto ci scrivi si comprende che i fratelli per
essere operati devono fornire all'ospedale un certo
quantitativo di sangue umano. Ciò implica che questi
fratelli comprino il sangue richiesto da un Ente che lo
fornisce e lo dona o rivende all'ospedale. È bene
comprendere il punto di vista di Dio. Nell'antico
Israele il sangue veniva utilizzato solo in sacrificio
sull'altare, altrimenti doveva essere versato a
terra.(Le 17:11-14) Rimanendo questa legge in vigore
anche sotto il nuovo patto, il cristiano deve astenersi
dal sangue. (Atti 15:29) Dobbiamo porci la domanda: Un
cristiano che compra sangue, quindi diventa suo, e poi
lo vende ad un altro o lo dona, può dire che si astiene
dal sangue? Difficilmente! Vogliamo precisare che gli
ospedali non hanno nessun diritto di richiedere che il
paziente porti del sangue se vuole essere operato,
questo diventerebbe un abuso della propria professione.
Quindi è bene chiarire questo con l'ospedale e se
rimangono rigidi sulle loro richieste, è bene
rivolgersi ad altri ospedali. (SSE 9.3.82)
QUANDO NON È NECESSARIO PRESENTARE LA DICHIARAZIONE DI
VOLONTÀ La C. del 16.4.93 non vuole invitare a
presentare la dichiarazione di volontà quando non c’è
alcun motivo per temere che sorga il problema del
sangue. Per es., se un fratello dovesse fare una cura
per alleviare dolori reumatici, potrebbe decidere di non
consegnare alcuna dichiarazione e di presentarsi in
qualsiasi ospedale ritiene opportuno senza dover
avvertire il com. sanitario. Potrebbe essere tuttavia
consigliabile presentare ugualmente la dichiarazione
quando la persona si fa ricoverare non sapendo con
precisione la causa del suo malessere. Se è evidente
una patologia in corso, a tal punto che si suggerisce il
ricovero per accertamenti, è sempre consigliabile
presentare la dichiarazione. Potrebbe risultare qualcosa
di grave e di inaspettato. La cosa e ben diversa quando
la persona sa già che cosa ha, ed è in grado di
rendersi conto se la terapia a cui si sottopone esclude
a priori il problema del sangue. Lo stesso vale quando
la persona si sottomette periodicamente ad un check up
generale in forma preventiva. Non c’è alcuna necessità
di avvertire il locale com. sanitario. (20.3.95)
SORELLA CHE PARTORISCE, NON SI FA UN ANNUNCIO IN SALA:
Chiedete se è appropriato, quando una sorella
partorisce in ospedale, fare l'annuncio durante le ad.
di congregazione Poiché questa è una questione personale,
mentre gli annunci fatti dal podio sono annunci che
riguardano il servizio o cose che sono in relazione alle
ns. attività come T.d.G., pensiamo che non sia
appropriato annunciare dal podio quando una sorella
partorisce. Comunque, si potrebbe passare la parola a
voce dopo che l'ad. è terminata, direttamente ai
fratelli. Però se la sorella deve rimanere all'ospedale
dopo aver partorito, potrete mettere sulla tabella della
informazioni che la sorella è all'ospedale. Così chi
desidera visitarla potrà farlo. (SCC:SSB 28.10.81).
PANETTONE, PANDORO, COLOMBA, UOVA PASQUALI
VENDERE O PRODURRE PANETTONI E PANDORO:
I panettoni e i pandori per quanto si possa sapere non
sembrano avere un chiaro legame con celebrazioni
antiscritturali, anche se tradizionalmente si consumano
nel periodo natalizio. Vengono comunque prodotti anche
in altri periodi dell'anno e particolarmente i
panettoni, sono anche destinati all'esportazione quali
caratteristici prodotti dolciari italiani. Quindi per
quanto riguarda i panettoni e i pandori, crediamo che
sia bene lasciare alla coscienza degli individui la
libertà di decidere sul da farsi. Per cui, i fratelli
che lavorano o smerciano tali prodotti, singolarmente e
prenderanno le loro decisioni, secondo la coscienza
addestrata sulla Parola di Dio. (SCD:SSD 27.3.91)
Per quanto riguarda i panettoni e i pandori, per quanto
si possa sapere non hanno un sign. particolare legato a
qualche pratica antiscritturale, anche se
tradizionalmente si consumano nel periodo natalizio. Ma
si consumano anche in altri periodi dell'anno e,
particolarmente i panettoni, sono anche destinati
all'esportazione quali caratteristici prodotti dolciari
italiani. Quindi per quanto riguarda i panettoni e i
pandori, crediamo sia bene lasciare alla coscienza degli
individui la responsabilità di decidere sul da farsi.
Per cui per la lavorazione dei panettoni e pandori
saranno i fratelli singolarmente a prendere le loro
decisioni, secondo la loro coscienza addestrata sulla
Parola di Dio (SCA:SSB 10.11.87)
VENDERE O PRODURRE UOVA O COLOMBE PASQUALI:
Un dipendente di un'industria dolciaria che per tutto
l'anno produce dolci qualsiasi e in un limitato periodo
dell'anno produce uova di Pasqua, potrebbe forse
sostenere che queste ultime rappresentano una minima
parte della produzione globale a cui egli prende parte
nel corso dell'anno. Chi viene assunto stagionalmente
proprio per la produzione delle uova di Pasqua non può
dire la stessa cosa. Nel suo caso tutta la produzione a
cui partecipa è composta dal prodotto in questione. È
vero che l'uovo pasquale non è in sé un oggetto di
culto dalla falsa adorazione (come potrebbe essere un
crocifisso) ma è intimamente legato con tradizioni
relative a una festa di Babilonia la Grande. Nel caso
della produzione di oggetti o art. che non sono in se
stessi oggetto di culto ma che hanno un certo legame con
feste della falsa religione, bisogna soppesare vai
fattori. Per es.: Quanto è stretto o diretto il legame
con la falsa religione? (Il panettone per es. viene
consumato quasi tutto l'anno, anche se a Natale è d'uso
per tradizione; le uova di Pasqua hanno invece un legame
più specifico). Il fratello che svolge il lavoro è in
posizione di decidere cosa si deve produrre? (È
evidente che se il fratello è titolare dell'azienda è
libero di decidere cosa produrre, e non potrebbe certo
decidere di fabbricare uova di pasqua; un dipendente
invece ha già meno voce in capitolo a seconda del posto
che occupa nell'azienda). La produzione dell'oggetto
discutibile costituisce l'intera occupazione del
fratello o è puramente incidentale? Che effetto ha la
sua attività su lui e sugli altri? (Questo potrebbe
influire sulla possibilità che egli abbia privilegi di
servizio nella congregazione). La responsabilità degli A.
locali nel soppesare i vari fattori implicati è grande.
È sempre utile fare appello alla coscienza della
persona che ha il problema perché cerchi di rallegrare
il cuore di Geova. (FPA 14.10.81)
Siamo lieti di rispondere alla vs. lettera circa dei
lavori stagionali presso fabbriche di pandori, panettoni
e colombe. Dobbiamo riconoscere che celebrare la pasqua
della cristianità è una pratica condannata dalle
Scritture. In Italia oltre a celebrare tale festa con le
uova pasquali, simbolo di fertilità, si fa uso della
colomba, che è simbolo dello spirito santo come terza
persona della cosiddetta "Santissima Trinità".
Così l'uso della colomba per celebrare la festa della
pasqua è basato su falsi insegnamenti pagani. Quindi
chi contribuisce nel lavorare alla preparazione di
colombe pasquali si lega con il suo lavoro strettamente
ad una festa pagana. In sostanza si viene ad essere un
anello della catena di montaggio che va a terminare con
l'uso di questo dolce nella pratica antiscritturale
della pasqua. (Ger 7:18) È importante anche il fatto
che il lavoro viene svolto proprio in vista della
stagione in cui si celebrerà questa festa e ci si
dedica a questo lavoro non solo occasionalmente, ma
regolarmente per diversi mesi. È un lavoro svolto
esclusivamente per fare questo dolce dedicato alla falsa
festività. Costituisce la quasi totalità del lavoro
svolto e non una parte minore di esso. Per questi motivi
non possiamo che confermare che questo lavoro non è in
armonia con i princìpi biblici (SCA:SSB 10.11.87)
Come le uova pasquali sono simbolo di fertilità, la
colomba è legata al simbolo trinitario dello spirito
santo come parte della cosiddetta 'Santissima Trinità'.
Così l'uso della colomba per celebrare la Pasqua è
legato a falsi insegnamenti antiscritturali. Chi
contribuisce nel lavorare alla preparazione o allo
smercio di colombe pasquali si legherebbe con il suo
lavoro a una celebrazione pagana. In sostanza si viene
ad essere un anello nella catena di montaggio che va a
terminare con l'uso di questo dolce nella pratica
antiscritturale della Pasqua. Tale lavoro è paragonato
a ciò che è scritto in Ger 7:18. Tutti contribuivano
con la loro parte per onorare e celebrare la 'regina dei
cieli'. Tutti col loro lavoro erano legati al sacrificio
fatto alla falsa dea. W 15.3.69 p 190 (SCD:SSD
27.3.91).
PIONIERI
P.A. CHE NON RAGGIUNGONO LA QUOTA:
Le 60 ore richieste per il servizio di P.A. sono
un'esigenza che deve essere soddisfatta. È ovvio che se
un procl. nominato più volte P.A. non è riuscito a
soddisfare questa esigenza senza una valida
giustificazione, pensiamo non sia appropriato che egli
sia nominato come tale a meno che non dia solide ragioni
che tale esigenza sia soddisfatta in futuro (SCA:SSC
31.8.83)
ACCETTARE DOMANDE DI P.A. CONSEGNATE IN RITARDO:
Dipende da ciò che intende fare il com. di servizio e i
motivi per cui la domanda non è stata presentata prima.
Comunque in linea di massima è richiesto che la domanda
sia presentata per la considerazione in anticipo (SCA:SSC
31.8.83)
QUANDO FARE IL P.A. DOPO CHE SONO STATE TOLTE LE
RESTRIZIONI:
Un procl. che è stato disciplinato e a cui sono state
tolte le restrizioni può fare il P.A. immediatamente
dopo che le restrizioni sono state tolte. Sono invece i
fratelli che vengono disciplinati mentre svolgono il
servizio di P.R. e che per questo vengono rimossi dalle
file dei P.R. che devono aspettare un anno dopo essere
stati disciplinati prima di essere idonei per il
servizio continuo. Questo si applica anche a chi è
stato riassociato. Quindi ciò che dice il Km NON si
applica a chi era un semplice procl. quando fu ripreso e
posto sotto restrizione. Ripetiamo, tali fratelli, dopo
che sono state tolte loro le restrizioni, possono subito
essere accettati come P.A. (SCB:SSB 23.4.85)
SM RIMOSSO PUÒ FARE IL P.?:
Per poter raccomandare un fratello per il servizio di
P.R. è bene consultare Om 78, 137, 138. Non è detto
perché un fratello è stato rimosso da SM che non
possa più svolgere il servizio di P.R. È il com. di
servizio che ne deve determinare l’idoneità (SSB
28.3.83)
CHI NON FA UN SERVIZIO COMPLETO NON SI ACCETTA LA
DOMANDA:
Dalle medie di servizio di campo notiamo che il fratello
non svolge un servizio completo. Pertanto in relazione a
quanto detto nel Km 8.86 al § 22, non possiamo
accettare la sua domanda per il servizio di P.R. Inoltre
non può essere idoneo per svolgere l'opera come P.A.
Comunque vorrete incoraggiare il fratello a impegnarsi
ugualmente nell'opera di predicazione e a provare anche
gioia in quello che le sue condizioni fisiche gli
permettono di fare (SPA:SSF 8.1.87)
Abbiamo apprezzato il desiderio del fratello di
intraprendere il servizio continuo. Tuttavia, dopo aver
considerato attentamente tale domanda, abbiamo deciso
di non accettarla in quanto le sue medie di servizio
degli ultimi 6 mesi inerenti le V.U. sono molto basse,
con un’attività di ministero incompleta in alcune
fasi. Pertanto vorrete incoraggiare il fratello a fare
il P.A. per alcuni mesi. Km 8.86 § 22, 24, 26 Inoltre
date il vs. aiuto affinché si qualifichi per servire
come P.R. e fra qualche mese inviarci una nuova domanda
(SSF 17.5.89)
INCORAGGIAMENTO A FARE I P.:
È rincuorante vedere così tanti intraprendere il
servizio di P. Nell’incoraggiare il servizio di P.
bisogna tuttavia essere cauti. Nessuno dovrebbe sentirsi
obbligato a fare il P. La domanda per il servizio di P.
dovrebbe essere data solo a coloro che ne fanno
richiesta e che intendono fare i P. Non è saggio
distribuire indiscriminatamente la domanda a fratelli e
sorelle solo per indurli a pensare al servizio di P.
Inoltre le esperienze narrate alle assemblee di
circoscrizione e i commenti fatti alla congregazione sul
servizio di P. dovrebbero essere edificanti. Non è
giusto svergognare o costringere altri a prendere in
considerazione il servizio di P. I rapporti indicano che
ad alcuni fratelli è sembrato che venisse esercitata su
di loro molta pressione. Naturalmente questo non sign.
che voi o gli A. non dovreste incoraggiare il servizio
di P., ma questo dovrebbe essere fatto in modo
appropriato, dignitoso. Senza dubbio ci sono molti altri
fratelli e sorelle che potrebbero servire Geova nel
servizio a tempo pieno, ma non vogliamo scoraggiare
quelli che ritengono di non poterlo fare a motivo di
circostanze o condizioni fisiche (CO-DO 5.12.86)
ISCRIZIONE ANAGRAFICA DEI P.S.:
Fino a qualche tempo fa non sorgevano problemi di natura
anagrafica in quanto le disposizioni vigenti
consentivano alla maggioranza dei P. di conservare la
residenza nel comune d'origine. La situazione è
cambiata da quando è stato approvato, con il DPR
30.5.89 n. 223, il nuovo regolamento anagrafico che
risulta essere meno elastico del precedente.
Generalmente non si incontrano problemi neppure ora con
gli uffici anagrafici dei comuni più grandi i quali
raramente effettuano accertamenti o trasferimenti
d'ufficio della residenza. Laddove però i comuni
chiedono di regolarizzare a norma di legge la propria
posizione anagrafica, non ci sono molte soluzioni. La più
ovvia consiste nel richiedere l'iscrizione presso il
comune del nuovo domicilio per poi ripetere il
trasferimento ad ogni nuova assegnazione. Ciò richiede
però costose ed interminabili pratiche burocratiche che
difficilmente i P. potrebbero sostenere. In genere se il
problema è sollevato solo casualmente e non per
iscritto, suggeriamo di aspettare una formale
comunicazione scritta del Comune, non tenendo conto
della segnalazione verbale ed evitando di fare
richieste che potrebbero sollevare nuovamente il
problema. Se è davvero necessario si potrebbe chiedere
un colloquio al responsabile dell'Ufficio anagrafico
per illustrargli la propria attività di M. di culto e
le ovvie difficoltà a cui si andrebbe incontro ad ogni
nuovo trasferimento. Si può far presente che molti
altri comuni hanno permesso di conservare la propria
iscrizione anagrafica. Si dovrebbe far appello alla
comprensione del funzionario e chiedergli aiuto al fine
di trovare una soluzione. Probabilmente, come è
accaduto in casi simili, il funzionario non darà
nessuna risposta ufficiale, ma se avrà compreso la
situazione, forse consentirà di conservare l'iscrizione
anagrafica. (LB 26.11.91)
ASSISTENZA SANITARIA PER I P.S.:
Come disposizione generale la legge prevede che per
l'iscrizione negli elenchi di una Unità Sanitaria
Locale sia necessaria la residenza in uno dei comuni
compresi nell'ambito territoriale della USL stessa. La
C. del Ministero della Sanità dell'11.5.84 n. 1000/116
prevede delle eccezioni per chi è legittimato a
conservare l'iscrizione anagrafica in un comune diverso
da quello dell'effettiva residenza. In questi casi è
possibile l'iscrizione negli appositi elenchi delle
"persone non residenti" istituiti da tutte le
USL. La temporanea iscrizione non può avere la durata
inferiore a 3 mesi e superiore ad un anno, ma può
essere rinnovata. Ai fini dell'iscrizione dovrebbe
essere sufficiente produrre la seguente documentazione
alla locale USL: attestato della C.C. dal quale
risulti il motivo e la durata della permanenza nel nuovo
comune; certificato di residenza; attestato di
avvenuta cancellazione dagli elenchi della USL di
provenienza (sostituibile con la domanda di
cancellazione che la nuova USL invierà a quella di
provenienza con la comunicazione di avvenuta
iscrizione). (LB 26.11.91)
SUSSIDIO AI P.S.:
Abbiamo ricevuto la tua lettera dove ci informi che non
hai potuto raggiungere la quota delle ore richieste.
Desideriamo assicurarti che il sussidio non è legato al
raggiungimento della quota delle ore ma alla nomina di
P.S. Se il motivo del mancato raggiungimento delle ore
non fosse tale da giustificarlo, ti verrebbe chiesto di
far uso dei giorni di assenza per vacanze, ma non ti
verrebbe trattenuto il sussidio. (SCD:SSD 26.10.93).
RACCOMANDAZIONI DI ANZIANI E S.M.
QUANTI ANNI DAL BATTESIMO PER UN A.:
I 5 anni che si richiedono perché un fratello possa
essere raccomandato A. sono solo indicativi. In alcune
circostanze sono stati accettati come A. fratelli che
non erano battezzati da 5 anni. Tale indicazione data
dall'Ufficio non contrasta con la W 1.6.79. Il principio
lì esposto come guida è lo stesso, solo che non è
riportato nessun num. di anni. È da tener presente che
la W è letta in diversi paesi. In alcuni paesi le congregazione
sono relativamente più giovani rispetto a quelle di
altri. Un uomo potrebbe quindi essere qualificato come
A. in una congregazione ma non necessariamente in un'altra dove
ci sono fratelli da più anni nella verità e con
maggiore esperienza, conoscenza e maturità. La W
appropriatamente non ha indicato gli anni, lasciando
che in ciascuna nazione si possano applicare le
istruzioni, considerando le esigenze locali. I 5 anni
sono solo indicativi per evitare che si facciano
raccomandazioni affrettate ma affinché si possa fare
un'attenta valutazione dell'individuo, assicurandosi
che il suo servizio possa essere utile alla congregazione
(SCB:SSD
8.10.79)
CHI NON PARTECIPA PIENAMENTE ALLE COMITIVE O ALLE AD.:
Nella prima domanda ci chiedete: "Un fratello che
fa un buon rapporto di servizio di campo ma che non
partecipa alla comitiva del sabato, può essere
raccomandato come SM?" Il fatto che un fratello
partecipi a tutte le comitive non lo rende
automaticamente qualificato per servire come SM, come
d'altra parte non lo squalifica il fatto che non
sostiene la comitiva del sabato. Il punto è: questo
fratello si impegna, nel limite delle sue capacità e
circostanze, nell'opera di predicazione? È un es. per
gli altri sotto questo aspetto? Voi che siete sul posto
meglio di chiunque altro potete valutare questo. Un
fratello per essere raccomandato SM dovrebbe soddisfare
in maniera ragionevole i requisiti esposti in 1Tm 3:8-10, 12, 13. (SCA:SSC 24.1.84)
Ci dici che il fratello svolge un’attività a turni
settimanali e che questo lavoro lo fa mancare alle ad.
una settimana sì e una no. Desideri sapere il ns.
pensiero al riguardo. Le Scritture ci danno una chiara
direttiva in merito ai requisiti per essere raccomandati
come SM. Alla luce di tali requisiti si può esaminare
se un fratello li soddisfa in modo ragionevole per poter
essere raccomandato in tale incarico. Nel caso
specifico, vi sono 3 requisiti che devono essere presi
in considerazione. Ha questo fratello libertà di parola
dato che manda alle ad. così spesso? Si sentirebbe in
coscienza di esortare altri a non abbandonare le ad.?
Potrebbe dare consigli efficaci sull'importanza e la
necessità di assistere regolarmente alle ad.? E come
lo vedono i fratelli per il fatto che manca così spesso
alle ad.? Potrebbe indebolire l'effetto dei suoi
consigli sia a livello privato che pubblico? Vi sono
fratelli che potrebbero giustificare la loro assenza
alle ad. indicando il fatto che il fratello non vi
assiste regolarmente? (1Tm 3:9, 10, 13) Dalle risposte
che otterrai considerandole insieme agli A. della congregazione
potrai determinare se il fratello possiede i requisiti
necessari oppure no. (SCB:SSC 2.12.91)
IMPIEGARE FRATELLI AI REPARTI PRIMA DI RACCOMANDARLI:
Per quanto riguarda l'utilizzazione dei fratelli non
nominati nei reparti dove vi sono SM, è una decisione
del corpo degli A. stabilirne l'impiego in base alle
circostanze locali. Om 58 Ovviamente se viene richiesto
che coloro che vengano nominati SM devono essere prima
provati in quanto all’idoneità, ne consegue che
dev'essere impartito loro un addestramento progressivo.
- 1Tm 3:10 (SCF:SSC 24.5.88)
Per quanto riguarda la possibilità di impiegare
fratelli non nominati per fare gli uscieri, maneggiare
microfoni, ecc., potete notare ciò che dice Om 58. Ivi
è indicato che il corpo degli A. può utilizzare anche
altri fratelli ove le circostanze lo rendano
consigliabile. Il commento della W 15.9.85 p 18, più
che escludere questa possibilità, vuole ribadire il
privilegiato servizio che sono in grado di rendere i SM
e come i loro compiti non possono essere svolti da
chiunque. Inoltre in 1Tm 3:10 indica che coloro che
vengono raccomandati devono prima essere provati in
quanto ad idoneità. Questo implica che devono essere
affidati loro dei compiti da svolgere. (SCF:SSC
12.10.88)
SI ADDESTRANO I FRATELLI, MA NESSUNO LI PUÒ RENDERE
IDONEI:
Nel corso delle varie Scuole di Ministero del Regno a
cui hanno partecipato gli A. è stato mostrato con
chiarezza come possono addestrare i fratelli locali e
rendersi qualificati per servire nelle congregazione Ciò che
conta comunque perché un fratello sia idoneo, è
primariamente il suo atteggiamento verso l'opera da
compiere e non l’abilità tecnica a svolgere un certo
compito. Tale buona attitudine va mostrata prima di
ricevere una certa responsabilità. Nella W 1.6.79 p 18
si legge: " Nessuno può in effetti rendere A.
qualcuno, ma egli deve diventare tale mediante crescita
e formazione spir. e con l'esperienza. Quando un tal
uomo è scelto per servire in un incarico, la sua nomina
è in sostanza un riconoscimento delle buone qualità
che già manifesta". D'altra parte i vari A.,
ognuno nelle sue responsabilità, aiutano i fratelli a
progredire spiritualmente. Ad es., il SS aiuta i
fratelli che lavorano nei reparti riviste, letteratura e
territori a qualificarsi. Il CSTG aiuta insieme al SSMT
i fratelli a divenire più capaci come lettori, e così
via. Così siamo tutti parte di un'org. che ci provvede
amorevole addestramento. (Isa 54:13; 30:20, 21) (SCC:SSC
21.4.88)
MODO IN CUI OPERA LO SPIRITO SANTO OGGI IN RELAZIONE
ALLE NOMINE:
Riguardo alle nomine degli A. nelle congregazione lo spirito
santo opera oggi come nel passato, con la stessa forza.
Nel passato lo spirito santo si serviva di strumenti
umani per fare le nomine. (Tito 1:5; Atti 14:23) Tito
non era membro del corpo direttivo ma aveva avuto una
delega da questo per nominare A. L'ap. Paolo era membro
del corpo direttivo e insieme a Barnaba nominava A.
nelle congregazione Oggi vediamo accadere la stessa cosa. Il
corpo direttivo dei T.d.G. fa nomine di A. o delega le
filiali sparse sulla terra per fare queste nomine.
Quindi oggi come nell’antichità le nomine vengono
fatte da uomini imperfetti. A causa dell'imperfezione
anche gli uomini che facevano le nomine avrebbero potuto
commettere errori e nominare persone non qualificate. Ciò
è indicato dall'esortazione: "Non porre mai le
mani su nessun uomo affrettatamente". (1Tm 5:22)
Se lo spirito santo agiva con maggiore forza allora,
ispirando la persona che faceva nomine a non sbagliare,
che bisogno c'era di avvertire Timoteo di non porre le
mani affrettatamente su qualcuno? Se la nomina era
controllata dallo spirito santo non ce n'era bisogno. Il
fatto che Paolo fa questa esortazione, dimostra che
Timoteo avrebbe potuto commettere errori. In tal caso è
possibile che coloro che erano stati raccomandati
frettolosamente dovettero poi essere rimossi.
Dall'esortazione che fa l'ap. Pietro agli A. di quel
tempo si capisce che alcuni non manifestavano nel modo
dovuto i loro requisiti. Egli parla di non
"signoreggiare", non cercare "guadagno
disonesto" e non trascurare di pascere il gregge.
Se tutti gli A. avevano ottimi requisiti perché Pietro
menzionò tutte queste cattive qualità? Poi potremmo
anche chiederci: Se lo spirito santo agiva con più
forza nel I° sec. così da rendere più idonei gli A.,
non avrebbe in ogni caso potuto renderli perfetti, non
è vero? Sarebbero stati sempre uomini imperfetti e
quindi alcuni, dopo la nomina, avrebbero potuto perdere
i requisiti e quindi essere rimossi. Quando furono
nominati i 7 uomini menzionati in Atti cap. 6 che
ricevettero gli incarichi di SM o A., in quale modo operò
lo spirito santo? Esattamente nello stesso modo in cui
opera oggi, come indica la G. 22.12.79. Oggi le nomine
vengono fatte in base ai requisiti dettati dallo spirito
santo e pregando per la sua guida, come nel passato.
(Atti 6:35; Gia 3:17, 18; Atti 6:6; 14:23) (SCC:SSF
15.9.80)
RACCOMANDAZIONE DI A. E LIBRO KS:
Sono state chieste delucidazioni circa il provvedere ai
nuovi A. i libri di testo della Scuola di Ministero del
Regno. Suggeriamo che quando un fratello viene
raccomandato per essere nominato A., il CO lasci i libri
di testo al SP il quale li terrà finché il fratello
sia stato nominato. Se per qualche ragione il fratello
non viene nominato, il SP li potrà restituire al CO
quando sarà possibile o quando visiterà di nuovo la congregazione
(CO-DO 5.12.86)
RACCOMANDAZIONI DOVE NON C’È UN CORPO DI A.:
Se un fratello viene raccomandato come A. o SM in una congregazione
dove uno o più SM fanno parte come sostituti del
com. di servizio della congregazione, si dovrà seguire questa
procedura: Il CO discuterà con l’A.(i) i requisiti
del SM che fa parte del com. di servizio o di chiunque
altro venga preso in considerazione. Il SM(i) facente
parte come sostituto del com. di servizio non dovrà
prendere parte a questa conversazione. Se si decide di
raccomandare un fratello per l’incarico di A. o SM, il
nominativo non sarà incluso nel modulo S2I ma sarà
comunicato dal CO in una lettera separata, firmata dal
CO e dall’A.(i) che presta servizio nel com. di
servizio. Se la raccomandazione sarà approvata,
l’Ufficio apporrà il nome(i), indicando la nuova
nomina, su 2 copie del modulo S2I, e poi ne rispedirà
una copia alla congregazione Se in una congregazione non ci sono A., il
CO invierà il modulo S2I con la sua raccomandazione
per la nomina(e) e, se questa viene approvata, una copia
dell'S2I sarà rispedita alla congregazione (CO-DO 5.12.86)
RAPPORTI DI SERVIZIO
FRATELLO CHE NON VUOLE FARE IL RAPPORTO DI SERVIZIO:
È evidente che il fratello non ha compreso bene il
motivo per cui i procl. sono invitati a fare rapporto di
servizio. L'avete visitato regolarmente e l'avete
aiutato a comprendere la necessità di adeguarsi alle
norme stabilite ma sembra che egli si rifiuti di farle.
Non crediamo sia il caso di farne un problema. Se egli
si rifiuta di consegnare il rapporto di servizio per
motivi suoi è libero di farlo. Naturalmente, non sarà
considerato un procl. esemplare per cui i suoi
privilegi di servizio dovranno essere limitati. È ovvio
che se egli cerca di convincere altri a non consegnare
il loro rapporto di servizio allora si renderebbe
colpevole di settarismo e di creare divisione in seno
alla congregazione In un caso del genere, dovrebbe essere
chiamato davanti ad un comitato giudiziario Ma se ciò non avviene e non
effettua alcuna opera di convincimento nei riguardi dei
suoi conservi allora sarà considerato semplicemente un
procl. spiritualmente non maturo e non esemplare. Si
continuerà ad aiutare. Di tanto in tanto sarà
opportuno parlargli non tanto in relazione al fatto che
non consegna il rapporto, quanto in relazione alla sua
crescita spir. nella verità. Potrebbe essere
conveniente offrirgli addirittura uno S.B. a domicilio
perché è evidente che non è spiritualmente a posto. (SCA:SSH
7.2.86)
COGNOME DA USARE NELLE REGISTRAZIONI PER LE SORELLE
VEDOVE O SEPARATE:
Non vi sono difficoltà che una sorella chieda di farsi
registrare e chiamare in congregazione col cognome del marito
nel caso sia vedova o separata. Non vi è alcun motivo
di richiederle tassativamente di utilizzare il cognome
da nubile. (SCD:SSD 31.1.94)
COME CONTEGGIARE GLI S. B.:
Ci chiedi alcuni chiarimenti circa i rapporti di S.B.
Crediamo che la risposta sia contenuta in Om 103. Vi si
legge: "Alla fine di ogni mese compila un foglietto
di rapporto di st. per ciascun S.B. a domicilio che hai
condotto durante il mese". È evidente che chi fa
rapporto di S.B. è colui che effettivamente l'ha
condotto durante il mese. Questo si applica anche a chi,
per un intero mese, ha tenuto uno S.B. in sostituzione
di un altro. Se durante un mese la persona non ha tenuto
alcun st., non c’è motivo di fare rapporto di S.B.
Questo è conforme a quanto indicato nel libro citato p
103 dove, parlando di ciò che deve essere scritto sul
"rapporto dei servizio di campo", dice che il
num. degli S.B. indicato "dovrebbe corrispondere al
num. dei foglietti 'rapporto di st.' che consegni".
Se si desidera compilare il "rapporto di st."
semplicemente per segnalare che durante il mese non è
stato tenuto alcuno st. con la persona questo potrebbe
essere fatto ma non potrà essere conteggiato nel
rapporto di servizio della persona e della congregazione
(SCF:SPA
8.11.93).
REGISTRAZIONI DELLA CONGREGAZIONE
COME DISPORRE LE CARTOLINE DEL PROCL. NELL’ARCHIVIO:
Ci chiedevi se c'è qualcosa in contrario che vengano
disposte le cartoline di registrazione del procl. in
ordine secondo gli SL. L'argomento è stato preso in
considerazione dal libro Lampada 105 al sottotitolo
"La tua cartolina di registrazione di procl."
Si legge: "Lo schedario delle cartoline si divide
in 3 sezioni. Una contiene le cartoline di quei procl.
che hanno fatto la dedicazione e l'hanno simboleggiata
con il battesimo in acqua, e sono stati riconosciuti
dalla congregazione come ministri ordinati. Una 2a sezione è
formata dalle cartoline di quei procl. non si sono
ancora battezzati ma che hanno le qualità per fare il
rapporto come procl. e vengono addestrati per divenire
ministri di Dio. La 3a sezione contiene cartoline di
quelli che sono P.R. o P.S. nella congregazione Quando le
cartoline sono completamente riempite, si mettono in uno
schedario permanente". Quindi non c'è alcuna
disposizione perché le cartoline vengano tenute in un
ordine diverso, ad es. secondo gli SL. Del resto non c'è
effettivamente tale necessità. Se ogni CSL si fa un
elenco dei procl. associati al suo SL fa presto a
consultare le cartoline dei procl. dal momento che sono
tenute nell'archivio in ordine alfabetico. Anche il SEG
può, se lo desidera avere un elenco dei procl. secondo
gli SL. Comunque, per quanto riguarda le cartoline di
registrazione vi invitiamo a disporle come suggerito
sopra perché è la disposizione più pratica non solo
per la consultazione da parte degli A. ma anche per i
CO. (16.11. 81).
RIASSOCIAZIONI
COM. PER ESAMINARE UNA RIASSOCIAZIONE:
Quanto detto nel Ks 129 che "conviene che gli A.
che compongono il com. per la riassociazione siano gli
stessi che componevano il comitato giudiziario" parte dal
presupposto che tali A. operino come tali nella congregazione
che deve prendere in considerazione la riassociazione
della persona. Se disponibili, sarebbe meglio che
fossero loro a costituire il com. per la riassociazione.
Altrimenti non è il caso di chiamare A. da congregazione
esterne solo perché composero a suo tempo il com. che
disassociò. Solo se localmente non vi sono sufficienti
A. ci si dovrà rivolgere a congregazione vicine (SCD:SSD
20.5.92)
Quando la persona che chiede di essere riassociata è
stata disassociata da un'altra congregazione si formerà un
comitato giudiziario che esaminerà la sua richiesta. Se tale com. ha
un'opinione favorevole alla riassociazione, si metterà
in contatto con gli A. della congregazione in cui la persona è
stata disassociata inoltrando la propria
raccomandazione. Gli A. della congregazione originaria
esamineranno tale raccomandazione per mezzo di un comitato giudiziario
appositamente formato. Sarà questo com. a prendere la
decisione di riassociarlo o no. L'espressione che sarà
il comitato giudiziario della congregazione che lo disassociò a dover
accettare la sua richiesta di riassociazione, non vuol
dire che dovranno essere necessariamente gli stessi A.
che componevano il comitato giudiziario originale a doverlo fare. Tali
A. non facevano altro che rappresentare la congregazione
in cui
la persona era associata. Ciò che occorre perciò è un
comitato giudiziario che rappresenti la stessa congregazione
che possa esaminare
la richiesta di una riassociazione (SSE 8.9.84)
La risposta alla tua domanda sulla riassociazione si
trova in Om 149. Infatti li si legge: "La decisione
di riassociarla viene però presa da un comitato giudiziario
della congregazione che la disassociò". Pertanto noterai che qui non
è detto: "... il comitato giudiziario che la disassociò",
ma: "un comitato giudiziario della congregazione che la disassociò".
Perciò sono sempre gli A. di quella congregazione che sono in
posizione di conoscere quanto è stato fatto al tempo
della disassociazione essendo in possesso della
pratica. (-)
INVIARE SEMPRE UNA RELAZIONE SCRITTA
È necessario che il comitato giudiziario alleghi una relazione alla
cartolina di Registrazione di dissociazione (S-79b) ogni
qualvolta veniamo informati di una riassociazione. Vi
preghiamo di tenerne conto come prassi normale.
(27.10.93)
L’UFFICIO NON INVIA LA CONFERMA:
Ci dispiace che abbiate atteso una ns. notifica che
confermasse la vs. decisione, ma ciò non è avvenuto
perché già da molti anni non esiste più la
disposizione di inviare un avviso alle congregazione in merito a
coloro che sono stati riassociati. Inoltre non abbiamo
pensato di far seguito alla vs. lettera dal momento che
essa consisteva della risposta ad una ns. richiesta di
maggiori informazioni (SCF:SSF 6.7.91)
NON SI FA L'APPLAUSO:
Siamo lieti di rispondere alla vs. lettera dove ci
ponete una domanda in relazione all'annuncio della
riassociazione di un fratello. La cosa è stata spiegata
con chiarezza in varie occasioni. Ad es. nel corso del
programma presentato nel ciclo di assemblee di
circoscrizione dal tema: "Ripudiamo l’empietà e
i desideri mondani" tenute nel periodo tra i mesi
di set. 84 e gen. 85, fu indicato che non è indice di
sanità di mente applaudire quando viene annunciata una
riassociazione. Il riassociato deve infatti ancora dare
prova alla congregazione del suo pieno ristabilimento spir. (SCC:SSC
3.5.88) PUNTO DELLO SCHEMA: “Scena III, Problema:
“Si mostra sanità di mente applaudendo quando viene
riammessa una persona disassociata? Uno degli A. dice
di aver sentito che in alcune congregazione è stato fatto, ma
si chiede se sia saggio farlo. La conversazione mette in
risalto che la congregazione è lieta di avere di nuovo nel suo
mezzo chi è stato riassociato, ma l’individuo deve
ancora provare se stesso. Alcuni che sono stati
riassociati in seguito non hanno assistito alle ad.,
mentre prima della riassociazione vi assistevano
regolarmente. È evidente che si preoccupavano più
della propria reputazione che della necessità di dare
prova inequivocabile di frutti degni di pentimento.
Avrebbero dovuto piuttosto preoccuparsi del nome di Dio
e della necessità di soddisfare i suoi requisiti. La
riassociazione può dare alla persona la possibilità di
comunicare con altri nella congregazione ma la restrizione di
tutti i privilegi è progressiva; può richiedere
parecchio tempo. Non dovrebbe venir meno al proposito
dell’immeritata benignità di Dio”.
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