Che cos'è il riposo di Dio? 

Ebrei 4:4-7 (CEI):

Si dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo giorno: 
E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le opere sue

E ancora in questo passo: Non entreranno nel mio riposo
Poiché dunque risulta che alcuni debbono ancora entrare in quel riposo e quelli che per primi ricevettero la buona novella non entrarono a causa della loro disobbedienza, egli fissa di nuovo un giorno, oggi, dicendo in Davide dopo tanto tempo:
Oggi, se udite la sua voce,
non indurite i vostri cuori
!
Se Giosuè infatti li avesse introdotti in quel riposo, Dio non avrebbe parlato, in seguito, di un altro giorno. È dunque riservato ancora un riposo sabatico per il popolo di Dio. Chi è entrato infatti nel suo riposo, riposa anch'egli dalle sue opere, come Dio dalle proprie.

Secondo i testimoni di Geova queste parole dimostrerebbero che il riposo di Dio, dopo i sei giorni della creazione (Genesi 1), è tuttora in corso e durerebbe quindi da migliaia di anni. Ecco cosa si legge a questo proposito in una loro pubblicazione:

*** it-2 pp. 815-816 Sabato ***

Entrare nel riposo di Dio. Secondo Genesi 2:2, 3, dopo il sesto giorno o periodo creativo, Dio "si riposava il settimo giorno", desistendo dalle opere creative riguardanti la terra, descritte nel capitolo 1 di Genesi.

In Ebrei, capitoli 3 e 4, l’apostolo Paolo spiega che gli ebrei nel deserto non poterono entrare nel riposo, o sabato, di Dio a motivo della loro disubbidienza e della loro mancanza di fede. (Eb 3:18, 19; Sl 95:7-11; Nu 14:28-35) Coloro che entrarono effettivamente nella Terra Promessa sotto Giosuè ebbero un riposo, ma non il pieno riposo che si sarebbe goduto sotto il Messia. Quel riposo era solo qualcosa di tipico o un’ombra della realtà. (Gsè 21:44; Eb 4:8; 10:1) Paolo spiega: "Rimane dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio". (Eb 4:9) Chi è ubbidiente ed esercita fede in Cristo gode in tal modo di "un riposo di sabato . . . dalle sue opere", opere mediante le quali un tempo aveva cercato di dimostrarsi giusto. (Cfr. Ro 10:3). Quindi Paolo spiega che il sabato, o riposo, di Dio continuava ancora ai suoi giorni e i cristiani vi entravano, e questo indica che il giorno di riposo di Dio è lungo migliaia di anni. — Eb 4:3, 6, 10

Analizziamo il passo di Ebrei nel suo contesto per vedere se effettivamente le interpretazioni dei TdG hanno qualche fondamento.

Ebrei 3 da 7-11 (Versione Riveduta):

Perciò, come dice lo Spirito Santo:
«Oggi, se udite la sua voce,
non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione,
come nel giorno della tentazione nel deserto,
dove i vostri padri mi tentarono mettendomi alla prova,
pur avendo visto le mie opere per quarant'anni!
Perciò mi disgustai di quella generazione, e dissi:
"Sono sempre traviati di cuore;
non hanno conosciuto le mie vie";
così giurai nella mia ira:
"Non entreranno nel mio riposo!"
»

Qui l'autore della lettera agli Ebrei cita il il Salmo 95:7-11 (TNM):

Oggi, se ascoltate la sua voce,
Non indurite il vostro cuore come a Meriba,
Come nel giorno di Massa nel deserto,
Quando i vostri antenati mi misero alla prova;
Mi esaminarono, videro pure la mia attività.
Per quarant’anni provavo nausea verso [quella] generazione,
E dicevo:
"Sono un popolo ostinato di cuore,
Ed essi stessi non hanno conosciuto le mie vie";
Circa i quali giurai nella mia ira:
"Certamente non entreranno nel mio luogo di riposo".

Che cos'era il "luogo di riposo" in cui gli Ebrei non poterono entrare? Lo si comprende con chiarezza leggendo Ebrei, cap. 3:12-19 (VR):

Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo, che vi allontani dal Dio vivente; ma esortatevi a vicenda ogni giorno, finché si può dire: «Oggi», perché nessuno di voi s'indurisca per la seduzione del peccato. Infatti siamo divenuti partecipi di Cristo, a condizione che manteniamo ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio, mentre ci viene detto:
«Oggi, se udite la sua voce,
non indurite i vostri cuori, come nel giorno della ribellione
».
Infatti, chi furono quelli che dopo averlo udito si ribellarono? Non furono forse tutti quelli che erano usciti dall'Egitto, sotto la guida di Mosè? Chi furono quelli di cui Dio si disgustò per quarant'anni? Non furono quelli che peccarono, i cui cadaveri caddero nel deserto? A chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che furono disubbidienti? Infatti vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro incredulità.

È evidente che il "luogo di riposo" in cui alcuni ebrei increduli non poterono entrare era la Terra Promessa. A causa della loro infedeltà una generazione di ebrei perì nel deserto. Non ebbero quindi la possibilità di entrare in un luogo di ristoro e di pace come poteva divenire per loro la terra di Canaan. Dovettero continuare ad affrontare le pene e le fatiche del deserto, finché tutti gli infedeli perirono.

Si inizia quindi già a comprendere che il "riposo di Dio", il settimo giorno della settimana creativa, viene qui menzionato come prefigurazione simbolica di un altro "riposo" in cui Dio avrebbe condotto il suo popolo, se questi fosse rimasto fedele. Si noti che il Salmo parla di un luogo, non di una condizione. Il riposo del popolo fedele consisteva quindi nell'essere condotti in una località ben precisa, la Terra Promessa appunto.

Vediamo ora come tutto questo viene applicato ai cristiani nel capitolo 4 della Lettera agli Ebrei.

Ebrei 4:1-13 (VR)

Stiamo dunque attenti: la promessa di entrare nel suo riposo è ancora valida e nessuno di voi deve pensare di esserne escluso.Poiché a noi come a loro è stata annunziata una buona notizia; a loro però la parola della predicazione non giovò a nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l'avevano ascoltata. Noi che abbiamo creduto, infatti, entriamo in quel riposo, come Dio ha detto:
«Così giurai nella mia ira:
"Non entreranno nel mio riposo
!"»
E così disse, benché le sue opere fossero terminate fin dalla creazione del mondo. Infatti, in qualche luogo, a proposito del settimo giorno, è detto così:
«Dio si riposò il settimo giorno da tutte le sue opere»;
e di nuovo nel medesimo passo:
«Non entreranno nel mio riposo
Poiché risulta che alcuni devono entrarci, e quelli ai quali la buona notizia fu prima annunziata non vi entrarono a motivo della loro disubbidienza, Dio stabilisce di nuovo un giorno - oggi - dicendo per mezzo di Davide, dopo tanto tempo, come si è detto prima:
«Oggi, se udite la sua voce,
non indurite i vostri cuori

Secondo il contesto questo riposo, per i cristiani, consiste nell'ottenere il più grande adempimento delle promesse divine, la salvezza eterna per mezzo di Gesù. Riferendosi agli Ebrei suoi contemporanei che non avevano accettato Cristo, l'autore della lettera li paragona alla generazione incredula di quegli Israeliti che perì nel deserto. Quegli Ebrei invece che con fede accettano Cristo ottengono l'adempimento delle promesse: nel caso dei loro antenati che si mostrarono fedeli, questi poterono entrare nel  luogo di riposo che era la Terra Promessa. Gli Ebrei che accettano Cristo ottengono un adempimento maggiore di queste promesse: il loro "luogo di riposo" consiste infatti nell'essere benedetti da Dio con la speranza della salvezza eterna. Si può quindi dire che fino alla venuta di Cristo il "riposo" consisteva in un "luogo". Da Cristo in poi si parla semplicemente di riposo, facendo intendere che ora si tratta della condizione spirituale in cui vengono a trovarsi i credenti.

Infatti, se Giosuè avesse dato loro il riposo, Dio non parlerebbe ancora d'un altro giorno. Rimane dunque un riposo sabatico per il popolo di Dio; infatti chi entra nel riposo di Dio si riposa anche lui dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue.
Sforziamoci dunque di entrare in quel riposo, affinché nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza.

Si noti ancora che qui non si dice che il "riposo di Dio" iniziato alla fine del sesto giorno creativo fosse ancora in corso, dopo migliaia di anni, come sostengono i TdG. Se così fosse dovremmo leggere: "Chi entra nel riposo di Dio si riposa anche lui dalle opere proprie, come Dio si sta ancora riposando dalle sue". Invece il passo dice tutt'altro: "Dio si riposò" (come si legge anche in Genesi 2:2, secondo la traduzione corretta), Dio ha stabilito un altro giorno, "Dio stabilisce di nuovo un giorno", un giorno di riposo spirituale di cui il Suo riposo del settimo giorno creativo è un'immagine, una prefigurazione. 

I credenti che si vengono a trovare in tale "luogo di riposo" cessano fra l'altro di compiere azioni malvagie e smettono di compiere azioni con cui tentano inutilmente di rendersi giusti. Avendo fede in Cristo si riposano quindi da questo genere di opere ed entrano in un simbolico "luogo di riposo" (= condizione spirituale) in cui hanno la consapevolezza di essere approvati da Dio.

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