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:: LETTERA DI UN TDG :: “Che cos'è la verità” Con questa pagina mi voglio rivolgere in modo particolare ad una non più ristretta fascia di testimoni di Geova. È vero che dagli albori di questa religione vi sono sempre stati dissidenti dalle più variegate e molteplici forme; in poche parole c’è sempre stato qualcuno che in un modo o nell’altro ha messo in discussione (a volte molto energicamente) l’operato del Corpo Direttivo. Comunque il problema non è la “messa in discussione” – a questo mondo tutto può essere discusso, ci mancherebbe altro –, ma il punto è che molti di quelli che criticano il Corpo Direttivo dicono la verità, e la verità, secondo il Corpo Direttivo, è solo loro. Gesù disse: chi parla di se stesso cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato, questi è verace, e in lui non c’è ingiustizia. (Giov. 7:18, Traduzione del Nuovo Mondo [TNM]). Ho scelto di parlare in questo sito perché da testimone di Geova ho riscontrato che non contiene menzogne o sotterfugi. Il testimone di Geova dovrebbe adorare in prima persona l’Iddio di verità, quindi la verità non lo spaventa, anzi, la difende con tutto se stesso e se la sua religione fa altrettanto, bene, altrimenti è responsabile, malgrado tutto, di denunciare la menzogna o almeno tutto quanto non è in armonia con la verità. Triste a dirsi ho riscontrato che la stragrande maggioranza dei testimoni di Geova evita volentieri questo onere, sottomettendosi pedissequamente al diktat teocratico del Corpo Direttivo. E qui sbagliano!!! Perché? Perché a parole dicono di adorare l’Iddio di verità Geova, ma con i fatti si sottomettono a dottrine puramente formali che Gesù Cristo ha chiaramente condannato. Qualche Testimone sprovveduto (ce ne sono tanti) a questo punto obbietterà: se Dio usa questa classe (quella dello "schiavo fedele e discreto") chi sei tu da trovar da ridire? Rispondo: sono uno che cerca la verità e serve la verità, non la religione; io mi sono dedicato alla verità, non al Corpo Direttivo. Cristo ha dato l’esempio e Geova vuole secondo le Scritture che siamo suoi imitatori. Retrocediamo di 2000 anni. Gesù non ha mai avuto parole tenere con la classe religiosa dominante ai suoi giorni; ma in fondo qualche sprovveduto di allora avrebbe potuto recriminare – come molti fanno oggi – che Dio usava quella classe e chi si schierava contro di essa contristava il suo spirito. Ma era vero? No, assolutamente. Cristo aveva capito molto bene che finché quei religiosi adempivano allo scopo per cui erano stati preposti, cioè quello di spiegare e dare significato alla Legge come ai tempi di Neemia ed Esdra, andava bene – “fate quel che dicono” – ma quando andavano oltre e debordavano in istanze non più di loro competenza, dovevano essere fermati, altrimenti quel lievito avrebbe contaminato il popolo, l’intera massa, intaccando e fagocitando anche la loro coscienza con risultati disastrosi. Sono testimone da circa 20 anni
e sono stato anziano per molto tempo; vi garantisco che se ho visto coscienze
completamente annullate ed alienate, queste le ho trovate proprio nella
religione di mia appartenenza. Citare casi pietosi è dir poco.
C’è qualcuno fra voi lettori in
grado di capire la portata di queste allucinanti affermazioni, alla luce
dell’insegnamento del Cristo? “Egli si pone in opposizione e s’innalza al di sopra di chiunque è chiamato 'Dio' o oggetto di riverenza, così che si mette a sedere nel tempio del Dio, mostrando pubblicamente di essere un dio”. 2 Tess. 2:4, TNM. * * * Commento critico Conosco questo sito da parecchio tempo. Ricevo
regolarmente messaggi da parte di Achille (che stimo tantissimo). Marcello Caro giustiziere, Non mi sono affatto offeso per le tue affermazioni, per quanto ti sembrerà strano ti considero un amico, anzi, chiedo venia perché dal mio testo, evidentemente poco chiaro, non si evince che non sono più anziano, quindi devi rivedere la mia posizione e parte del tuo giudizio. Non mi dissocio per vari motivi che non ti sto
ad elencare, ma te ne posso citare uno in particolare. Nella mia ventennale
esperienza in questa organizzazione sono sempre stato un elemento "leggermente
fuori dalle righe" e questo non mi ha comunque escluso ad una discreta
"carriera teocratica". Credo di essere stato nominato soprattutto
perché mi sono sempre dimostrato molto altruista; non ho mai rimbrottato
nessuno, ho sempre lasciato che i fratelli esprimessero al meglio delle
loro possibilità la loro spiritualità. Non ho mai avuto nei loro confronti
atteggiamenti coercitivi. Se predicavano o no, se frequentavano o meno
le adunanze, per me era affare loro; dopotutto ognuno deve rispondere
personalmente delle proprie azioni. Non li ho mai incoraggiati in attività
teocratiche. Ti saluto con affetto caro giustiziere RIFLESSIONE DI UN TESTIMONE DI GEOVA SUL 1° MAGGIO OgOggi è il 1° Maggio. Mercoledì 1° Maggio 2002. Una bella giornata di sole con un mattino di aria frizzante. Una schiera di testimoni si sta preparando per l'anelata gita fuori porta. I testimoni, generalmente bramano queste giornate di festa infrasettimanali. Le loro domeniche, tutte le loro domeniche, 52 domeniche all'anno sono impegnate. Il mattino con la testimonianza di casa in casa, il pomeriggio con le adunanze nelle sale del regno. Ma oggi, fortunatamente, il 1° maggio non cade di domenica, oggi sono "liberi". Si riverseranno a frotte in parchi e giardini. Prediligeranno comunque luoghi adatti alle grigliate. Li vedrete arrivare generalmente con le tutine multicolori comprate agli ipermercati nei giorni di sconti. Se li esaminate meglio, vi accorgerete che la tuta non aderisce ad un fisico atletico, quindi su pance e sederoni stona visibilmente. I bambini, anch'essi nelle loro tutine sono felici, di una felicità esagerata. È bello vederli, quasi commovente. Perché questi bambini sono diversi. Anche loro, come i genitori, sono cresciuti nelle sale del regno. Tutte le domeniche nella sala del regno. La mattina a predicare con i genitori, il pomeriggio ad "ascoltare" la solita predica dal podio. "Figli siate ubbidienti ai vostri genitori". Ma oggi anche per loro è diverso, li vedrete trotterellare e giocherellare come qualsiasi altro bambino normale. Oggi non avranno con sé la loro cartelletta con la Svegliatevi! e la Torre di Guardia. Non avranno la camicina con la giacchina e la cravattina (scandaloso). Non saranno obbligati ad una seduta di 2 ore senza battere ciglio, non prenderanno nessuna sculacciata perché sono irrequieti. Oggi non saranno dei potenziali candidati alla nevrosi. Oggi saranno "normali". Comunque, secondo le statistiche, la maggioranza di questi bambini, una volta raggiunta l'età adulta, non ne vorranno più sapere della religione dei loro genitori. È una cosa normale. A Napoli dicono "l'ann'abbuffate"; perché fra adunanze, predicazione e assemblee, patiscono delle autentiche abbuffate. Non possono gioire spassionatamente solo il 1° Maggio, il 25 Aprile e il 15 Agosto (quando naturalmente non cadono di domenica). I genitori, invece sono abituati, assuefatti. Hanno accettato uno schema rigido e da li non si muovono. "Prima il Regno" gli è stato insegnato. Quindi prima le adunanze e la predicazione, poi se il primo maggio non cade di domenica vai pure a svagarti con le tue nevrosi. Forse non lo sapete; ma il testimone di Geova è anche invaso da molteplici nevrosi, a loro è stato insegnato che vivono in un paradiso spirituale, ma in realtà, depressione e turbe psichiche fra loro regnano sovrane. Ci fu un periodo, nella mia congregazione, che quasi tutte le "sorelle" dai 30 anni in su e in alcuni casi, anche sotto, erano imbottite di psicofarmaci. In un altro contesto, con una statistica così poco incoraggiante, sarebbe almeno sorto un comitato di indagine per verificare la recondita causa e sarebbe stato senz'altro un campanello d'allarme per una società tollerata: un paradiso spirituale di psicofarmaci. Ma non abbattiamoci, oggi è una giornata di festa e dobbiamo essere allegri. Vi farà senz'altro piacere sapere che cosa parlano i testimoni di Geova quando si ritrovano in queste rare e gioiose scampagnate festive. Parlano degli altri, solo ed esclusivamente degli altri. E di argomenti ne hanno a iosa. Non parlano dei loro figli, ma dei figli degli altri. Non dei loro mariti, ma dei mariti delle altre. Non delle loro mogli, ma delle mogli degli altri. Non delle loro professioni, ma delle professioni degli altri. Parleranno di tradimenti coniugali, non dei loro s'intende ma di quelli degli altri. Tradimenti coniugali? Si avete capito bene. I più informati, sanno bene che la causa maggiore delle espulsioni fra i tdG è dovuta all'immoralità' sessuale. Generalmente, sono più le donne a tradire che gli uomini e qui, si potrebbe affrontare un argomento psico-sociologico di vasta portata, ma io l'abbozzerò solamente. In un'organizzazione come la nostra, sicuramente la donna è l'essere più vulnerabile, a lei si chiede molto e non si da nulla. Si chiede la "completa sottomissione" al marito e alla congregazione e per "completa sottomissione" s'intende "completa sottomissione"; non si scappa. Nella sociologia del gruppo religioso dei tdG questa religione è strutturata in una monolitica ed intransigente gerarchia piramidale. A capo c'è il corpo direttivo; gli unti del Signore (età media 100 anni, anno più anno meno) alcuni di loro sono a capo dell'organizzazione da 30, 40, 50 anni o più. Il loro diktat è legge. Fanno pervenire le loro interpretazioni personali agli affiliati prevalentemente tramite la rivista Torre di Guardia letta e commentata ogni domenica in tutte le congregazioni del mondo. Gli argomenti possono sembrare vari, ma il leitmotiv è unico: sottomissione, sottomissione al corpo direttivo; e per le donne, oltre alla sottomissione al corpo direttivo, c'è anche la sottomissione al marito che a sua volta naturalmente è sottomesso a tutte le dottrine del corpo direttivo. Povere donne!!! Capite ora il motivo di questo copioso uso di psicofarmaci? Le ritroviamo succubi di una direttiva più grande di loro; sottomissione e valium, una miscela che contrariamente all'apparenza è esplosiva. La donna per sua natura è sentimentale con una leggera tendenza alla passionalità e all'isteria in dosi pressoché equivalenti. Quindi, quando vive soddisfa il transfert passionale-amoroso nell'ambito del rapporto di coppia, con un partner che la sappia comprendere e soddisfare pienamente nelle proprie intime istanze affettive, ne risulta una relazione ottimale e gratificante, ma quando questo non avviene, cioè quando il partner maschile in questo caso devia, oberato dalla granitica e monumentale mole di insistenze e sollecitazioni provenienti dal corpo direttivo riguardanti ogni aspetto della vita di coppia (anche sessuale), a questo punto dicevo, si aprono due possibilità al bivio della psiche femminile: o l'isteria o la passionalità riversata su un'altra figura maschile. E qui nasce il germe del tradimento. E sono convinto che soggetti più a rischio siano proprio le mogli testimoni di Geova con mariti bacchettoni. Anche per l'uomo bisogna aprire un discorso a parte. Abbiamo visto , che quando l'uomo si lascia irretire da tutti i diktat e li proietta automaticamente oltre che su se stesso anche sulla propria partner, ottiene un effetto dirompente, ma quando capisce, o meglio, quando alla rivelazione che le richieste dell'organizzazione devono sempre essere valutate e pesate e in molti casi respinte (se necessario), diventa una persona migliore, più coscienziosa (perché riacquista quella coscienza che gli stava essere sottratta), una persona più intelligente, perché orienterà i suoi interessi non più alle deliranti esigenze dei numi tutelari dell'organizzazione, ma si interesserà anche d'altro, pur rimanendo un buon cristiano. Forse conoscerà meglio le cose profonde dello spirito come la grande letteratura, la poesia o l'arte figurativa, apprezzerà opinioni o persone diverse senza essere obbligato a condividerle. Sarà più ragionevole e indulgente, più duttile e sereno. Capirà che le cose straordinariamente belle di questo mondo non sono tutte opere di satana, che le cose straordinariamente belle di questo mondo possono arricchirlo ed elevarlo. Potrà diventare architetto e poeta della sua vita, un uomo nuovo. Ma dovrà anche fuggire dalla congregazione, perché gli uomini della congregazione specialmente gli "anziani" l'odieranno come si odia un visionario e le donne della congregazione l'ameranno come si ama un visionario. La donna, costituzionalmente parlando ama il diverso (vedi l'atteggiamento delle sorelle quando entra un incredulo), come nelle comunità ancestrali amava lo straniero, è geneticamente programmata così. E oggi in questa giornata di festa e di sole si parlerà anche di questo, di quella sorella scappata con quello strano fratello. Uomini: svegliatevi! Freeperson QUANTO È IMPORTANTE PER VOI L'INSEGNAMENTO DEL CRISTO? Molti di voi, probabilmente conoscono che il canone ebraico della Bibbia - Vecchio Testamento - si conclude ai tempi di Esdra. Gli ebrei avevano scontato le loro pene in esilio, ed ora anelavano con cuore contrito ad una nuova sottomissione alle leggi del loro Dio. La Bibbia dice: "Esdra aveva applicato il suo cuore a scrutare la legge del Signore, a eseguirla e a insegnare leggi e statuti in Israele" Esdra 7:10, Bibbia Concordata. Il termine qui adoperato è "scrutare", ma altre Bibbie usano forse più correttamente "cercare" è molto importante al fine della nostra riflessione. La parola ebraica è "darash" e il suo significato oggettivo è "dedurre, interpretare", quindi in senso lato, cercare di rendere più chiaro l'oggetto di studio e in questo caso, naturalmente, la Bibbia. In Neemia 8:8 leggiamo: "E lessero nel libro della legge di Dio, traducendolo e spiegandolo, e il popolo poneva attenzione e capiva quanto si leggeva". I maestri incaricati a questo delicato scopo si chiamavano sopherim (scribi) e, in base alla testimonianza scritturale, sappiamo che il loro era un compito più che onorevole, addirittura illuminante: "… spiegavano la legge al popolo …" Neemia 8:7. La legge era formata da 613 precetti, 365 negativi, cioè proibizioni da osservare e 248 positivi, quindi azioni da eseguire. Non molti (se paragonati a quelli delle attuali costituzioni mondane), ma perfetti. Facciamo un balzo in avanti nel tempo di circa 500 anni. A Gerusalemme troviamo un uomo, profeta e taumaturgo; il suo nome Jeoshua Ben Yohsef, ma passerà alla storia come Gesù di Nazaret. I vangeli lo tramandano come figlio di Dio e grazie appunto a questi vangeli (e non solo), oggi nel mondo vi sono milioni, milioni e milioni di persone che si identificano come suoi seguaci. A questa trattazione non interessa tanto il numero di questi più o meno sedicenti cristiani, ma la qualità dell'insegnamento del Cristo, anzi, ci vogliamo concentrare particolarmente su una peculiarità del suo insegnamento alla quale è doveroso (se me lo concedete) prestare un po' di attenzione. Poi se lo desiderate fate la vostra parte. Mi rivolgo in special modo ai Testimoni di Geova che visitano questo sito, perché anche io sono un Testimone di Geova, ma qualsiasi altra persona interessata è ben accetta. Vi avevo parlato di una pecularietà dell'insegnamento del Cristo, e, se avete prestato attenzione allo svolgersi dell'introduzione di questa tesi, avrete capito che vi voglio condurre al rapporto creatosi fra Gesù, un maestro santo e profeta, e una classe di altrettanti maestri santi ma non profeti di quei giorni: gli scribi e i farisei. Gli scribi, almeno nell'accezione pura del termine, erano i "discendenti" di quei sopherim così particolarmente zelanti e altrettanto preparati nell'insegnamento e nell'interpretazione delle scritture. I farisei erano i santi (separati) - anche questo da intendersi nell'accezione pura del termine - che, sottomettendosi alla copiosa mole di interpretazioni dogmatiche e legalistiche degli scribi, intendevano, cercavano e speravano di ottenere la vita esterna. Per amore del vero - scusate la digressione - dobbiamo ammettere che gli ebrei di oggi, sia storicamente che in linea di principio pluralistico, sono estesamente laicizzati. Una laicità che li porta a scelte ben precise per ciò che riguarda la loro fede. Benché i più ortodossi rimangano legati, per libera scelta, alla loro millenaria tradizione, altri, possono orizzontarsi liberamente verso diverse scuole di pensiero, pur rimanendo nel loro ambito ebrei accettati. Alcuni possono orientarsi verso la razionalità di Maimonide, altri verso Azeriel o Ezra di Gerona, in completa antitesi con Maimonide. Altri ancora possono affidarsi a Eleazer di Worms o a Isaac Luria o a qualsiasi altro chassid (giusto) antico o moderno di loro gradimento. Addirittura possono affidarsi alla loro interpretazione personale senza alcun scandalo. è normale in una società secolarizzata. Alla fine saranno giudicati individualmente da Dio, ognuno si regola di conseguenza. Ai tempi di Gesù, l'identità' religiosa era altamente sclerotizzata, farisei, sadducei e samaritani, ognuno nel loro austero "sacro guscio" che Cristo volle rompere con una nuova ventata di "spiritualità". Volle eliminare secoli di sterile polvere teorico-dottrinale sotto l'egida di una classe sempre più intollerante. Ai suoi tempi - e i suoi tempi erano tempi diversi - non solo accusò pubblicamente quella classe irriducibilmente conformista, ma si erse a tutela di coloro che erano divenuti succubi dell'estremo formalismo. Cinquecento anni prima, come abbiamo visto, questi scribi (sicuramente per volontà divina) si erano impegnati nella ricerca e nell'interpretazione dei 613 precetti della Legge Mosaica, ed avrebbero sicuramente ottenuto degli ottimi risultati a favore della santificazione dell'intero popolo se non avessero debordato spudoratamente in istanze che loro stessi non riuscivano a sostenere, neppure aiutati dalla migliore delle buone volontà. Ma il fatto ancora più grave fu che, avendo deviato dalla volontà divina, si erano assisi loro stessi a "volontà divina". Erano trascorsi "solo" 500 anni. Cristo, difensore del vero, con un autentico anti-trust prima maniera - perdonate il tecnicismo - operò un radicale capovolgimento del monopolio teorico-religioso del suo tempo. Dei 613 regolamenti ne distillò due: ama il Signore Dio tuo e il prossimo come te stesso … Da questi due comandamenti dipendono l'intera legge e i profeti (Matteo 22:40). Ora sono trascorsi quasi 2000 anni da quelle significanti parole che dovevano essere l'essenza del Vero cristianesimo. Ma pensate che siano ancora valide per le "moderne" religioni della cristianità? Vi confesso che ne ho esaminate molte, la Cattolica e le Protestanti con le varie relative diramazioni; ho studiato i più autorevoli teologi della cristianità e non solo. Vi garantisco che tutte le religioni, e quando dico tutte intendo tutte (quindi anche la nostra) sono cadute nello stesso errore. Nell'errore primordiale dei diretti discendenti dei sopherim, gli scribi dei tempi di Gesù. Scrive Abrahm J. Heschel nella prima pagina del suo interessante libro Dio alla ricerca dell'uomo (da non confondersi con il nostro L'uomo alla ricerca di Dio che è tutta un'altra cosa): si è soliti incolpare la scienza laica e la filosofia antireligiosa dell'eclissi della religione nella società moderna. Sarebbe invece più onesto incolpare la religione dei suoi propri insuccessi. Non è vero? Guardiamoci in faccia fratelli e persone interessate, che spero siate tante. A cosa è dovuto l'insuccesso della nostra religione? Insuccesso? Direte. Sì insuccesso! Non lo volete sentire? Strappatevi le vesti come gli scribi e i farisei ai tempi di Cristo, perché ve lo ripeto, se non lo avete ancora capito oggi, lo capirete domani, perché sarà un insuccesso! Mi dispiace dirvelo, ma devo fare appello alle mie energie e prendere il coraggio a quattro mani, è una esigenza morale. Guardatevi in giro, guardate i volumi rilegati delle Torre di Guardia che campeggiano in bella mostra nelle vostre librerie! Cosa credete che contengono? Cibo spirituale? Ne siete convinti? A mio avviso il cibo spirituale che non si deteriora mai è solo nella Bibbia. Quello che voi chiamate "cibo spirituale" è solo mero indottrinamento. La Bibbia vi incoraggia a esaminare ogni cosa, ad attenervi a ciò che è eccellente, quindi analizzatelo come si deve, né con troppa indulgenza né con severità, ma obiettivamente. Studiatelo alla luce dei fatti se vi è rimasta un minimo di memoria. La Torre di Guardia che commenterete oggi con tanta passione, domani sarà aria fritta e il Ministero del Regno, aria bollita. Il Ministero del Regno del Giugno 1974 vi incoraggiava a vendere case e terreni per dedicarvi a tempo pieno all'opera di casa in casa. Fortunatamente molti di voi 28 anni fa non sapevano neppure chi fossero i Testimoni di Geova perché se avreste ascoltato quel consiglio potreste immaginare come sareste ridotti oggi? Ma se non lo sapete, ve lo dico io: male! Una religione, nessuna religione può chiedere ai suoi aderenti di vendere case e terreni, quando "Lei" di case e terreni ne acquista in quantità industriale con i vostri soldi, con le offerte per la letteratura, e se non bastasse, chiedendo anche soldi allo Stato attraverso la spasmodica ricerca dell'otto per mille. Siate custodi della vostra spiritualità, delle vostre coscienze e delle vostre scelte, non delegate altri. Sarebbe disastroso per voi come è stato disastroso per altri. Prendete atto delle pastoie in cui siete caduti, o ingenuamente vi hanno fatto cadere (forse non è tutta colpa vostra). Cristo è venuto per darvi la libertà, oggi come allora. E voi, una libertà pagata così a caro prezzo, l'avete deposta ai piedi del Corpo Direttivo e con essa anche la vostra dignità di persone pensanti. Il Corpo Direttivo vi dice tutto, anche quello che la Bibbia non dice, e se obietti sei un apostata. Sono un apostata perché penso! questa è bella!! Apostasia. Loro che ne parlano tanto solo per impaurirvi sanno almeno che cos'è? Certo, consultate pure il libro Ragioniamo e ne troverete un'accurata spiegazione; ma questa è la loro spiegazione!! Cercate invece la spiegazione nelle parole di Gesù rivolte alla classe religiosa dominante ai suoi giorni. Lui era forse un apostata? Eppure denunciava le cose che noi denunciamo e che tu dovresti fare altrettanto se ti consideri veramente un suo discepolo. Oggi sarebbe tacciato anche Lui di apostasia, dov'è la differenza? Smascherava solo l'ipocrisia e la gente, sapeva e acconsentiva. Non vi siete mai domandati perché la società Torre di Guardia ha messo un vigoroso veto alle considerazioni degli apostati? Se non avesse la coda di paglia vi lascerebbe liberi di leggerle perché se conosceste veramente la verità nessun'altra "verità" vi spaventerebbe. Perché la verità è verità, la verità vi fa dubitare della "vostra verità" e la vostra organizzazione vuole che vi riposiate docilmente nella "sua verità" piuttosto che vi agitiate nel dubbio di un'altra verità. Perché quando questi "fantomatici" apostati dicono che vi hanno rubato la coscienza dicono la verità. Quando dicono che per amare Dio e il prossimo non necessita l'otto per mille dicono la verità (di questo dovrebbero farne tesoro anche le altre religioni). Quando dicono che per amare Dio e il prossimo non devi rischiare l'esaurimento con 5 adunanze settimanali e tutti i monumentali impegno che ne conseguono (ai tempi di Cristo si trovavano solo di sabato nella Sinagoga e visto che Lui ne ha dato l'esempio chi siamo noi a moltiplicare per cinque?) dicono la verità. Quando dicono che il servizio di pioniere (in tutte le sue forme) è una invenzione brooklyniana, dicono la verità. Quando dicono che la Traduzione del Nuovo Mondo è semplicemente faziosa, dicono la verità. Quando dicono che non possiamo soffocare la personalità dei nostri familiari o dei fratelli se siamo anziani, sino al punto di sacrificarne la vita con inutili precetti e pompose e sterili manifestazioni di fede, dicono la verità. Quando dicono che ci è richiesto di ubbidire a tutte le dottrine - anche le più insensate - del Corpo Direttivo (abbigliamento, cosmesi, acconciatura, professione, studio, chi più ne ha più ne metta), dicono la verità. Abbiate il coraggio di esaminare i vostri motivi, esaminate se siete veri cristiani alla luce della parola di Dio, e non alla luce delle migliaia di precetti che vi sono tuttora imposti e che vi fanno vivere in schiavitù. Siete stati liberati a caro prezzo ve lo ripeto, non dimenticatelo!! Credete almeno in Gesù Cristo, se avete ancora un briciolo di fede in Lui. Cristo vi ha restituito dignitosamente quella libertà che tutte le religioni vogliono sottrarvi. Vi ha restituito la vostra coscienza e voi l'avete girata come un assegno al Corpo Direttivo e ora non sapete più usarla; che peccato! Certo, delegare altri è più facile, ma ricordatevi che sarete giudicati individualmente, e nel giorno del giudizio, se ci sarete, non potete giustificarvi dicendo: me l'ha detto il Corpo Direttivo di Brooklyn. Smettete di ripetere a pappagallo quello che vogliono sentirvi dire nella Sala del Regno sotto lo sguardo austero di anziani "nominati dallo spirito", solo perché è scritto nella Torre di Guardia. Non trascurate il messaggio intrinseco della parola di Dio volto al vostro io più autentico. Accettate quella, se avete ancora la capacità di riuscirci. Accettatela come si accetta una rivelazione e non un dogma. Accettatela perché avete accettato l'insegnamento del Cristo. Matteo 23:1-36. Freeperson |