Materiale stampato dal sito INFOTDGEOVA.IT a cura di Achille Lorenzi

Home Novità Cerca Forum Dottrine Esperienze Citazioni
Sangue Libri Profezie Modifiche TNM Sanzioni Strategia
Video Mappa Links Cronologia Varie Sostieni Chi sono
NEWSLETTER: ___________
Thursday, 25 April 2019 05:46
Cerca nel sito --Torna alla pagina precedente

:: LE TRASFUSIONI DI SANGUE ::

I testimoni di Geova possono donare il proprio sangue?

La stragrande maggioranza dei TdG a cui venisse rivolta questa domanda risponderebbe con un deciso e categorico: NO! La stragrande maggioranza dei Testimoni è convinta infatti che la loro organizzazione non consenta in alcun modo la donazione del sangue, anche se si trattasse di donarlo per un proprio familiare o parente.

In considerazione del fatto che da qualche anno ai TdG è consentito l'utilizzo di alcuni emoderivati [1], nel 2001 un TdG scrisse una lettera alla Società Watch Tower (WTS) per chiedere se alcuni familiari TdG potevano donare il proprio sangue al fine di estrarre ed usare delle frazioni minori per curare una sua malattia. Ecco la risposta della WTS [2]:



La traduzione della lettera:

Caro fratello ...,

La tua lettera del 13 luglio 2001 ha ora la nostra attenzione. Ci chiedi se è corretto per un cristiano donare sangue al fine di estrarre ed usare delle frazioni minori del sangue. In considerazione del tuo stato di salute, chiedi se anche i membri della famiglia potrebbero donare il sangue alo scopo di estrarre frazioni che tu personalmente potresti poi utilizzare.

Le Scritture mostrano chiaramente che sarebbe sbagliato per un cristiano dedicato donare sangue intero per l'uso di qualcuno in una trasfusione di sangue intero o in una trasfusione di uno dei suoi quattro componenti principali. (Atti 15:20) Tuttavia, come dici nella tua lettera, nella "Domanda dai lettori, nel numero del 15 giugno 2000, La Torre di Guardia spiega che alcuni cristiani hanno ritenuto di poter accettare il trattamento medico con una frazione estratta da uno qualsiasi dei componenti principali del sangue. Sulla stessa base, alcuni hanno ritenuto che in determinate condizioni potrebbero consentire che una certa frazione minore del loro sangue venga estratta per il trattamento di una patologia medica fino a quando non vi è alcun uso improprio del loro sangue in altri modi. L'uso di frazioni di sangue non è né sanzionato o scoraggiato, ma è una questione di scelta personale. Non è prerogativa della classe dello "schiavo fedele e discreto" pronunciarsi su ogni prodotto o tecnica (Matteo 23: 4; 24:45-47). Piuttosto riteniamo che questo sia un carico che ogni cristiano deve trasportare. (Galati 6:5) Tuttavia, comprendiamo che in molte situazioni è necessario il sangue di molti donatori per ottenere una quantità di una frazione sufficiente per il trattamento. Così, il sangue di un donatore unico non può essere molto significativo da un punto di vista pratico nella produzione della frazione desiderata.

Le Scritture spiegano che sotto la legge Mosaica, il sangue di un animale (o di un essere umano) doveva essere versato per terra come acqua ed essere coperto. (Levitico 17:13;. Deuteronomio 12:15 16, 24) Ciò dimostrava rispetto per la sacralità del sangue. In effetti, veniva restituito a Geova versandolo sul terreno. Ma se il sangue viene prelevato da un corpo e, prima di essere eliminato, viene suddiviso con una procedura medica e nel processo viene estratta una piccola frazione, si potrebbe dire che vi è una chiara violazione della legge di Dio riguardo alla santità di sangue? Non lo possiamo dire. Questo deve essere un problema che ciascuno deve decidere personalmente. Se un cristiano permette che una frazione minore venga estratta da una parte del suo sangue, si parte dal presupposto che dovrebbe assicurarsi che la maggior parte del sangue rimanente venga eliminata, in ossequio al precetto esposto nella Scrittura relativo alla disposizione del sangue. Ciò previene la possibilità che uno o più dei quattro componenti principali del sangue siano utilizzati diversamente dal personale medico a scopo trasfusionale. Pertanto, un cristiano deve valutare attentamente questa possibilità nel determinare se sottoporsi all’estrazione di una frazione minore del suo sangue.

Sappi che i nostri cuori sono rivolti a te a tua moglie in considerazione della vostra critica situazione di salute. Sicuramente, le parole di Paolo in 2 Corinzi 4:16-18 sono un aiuto rafforzante: “Perciò non veniamo meno, ma anche se l’uomo che siamo di fuori deperisce, certamente l’uomo che siamo di dentro si rinnova di giorno in giorno. Poiché sebbene la tribolazione sia momentanea e leggera, opera per noi una gloria che è di peso sempre più sovrabbondante ed eterna, mentre rivolgiamo lo sguardo non alle cose che si vedono, ma alle cose che non si vedono. Poiché le cose che si vedono sono temporanee, ma le cose che non si vedono sono eterne." Senza dubbio, anche se siete alle prese con questa malattia, la vostra determinazione di essere fedeli a Geova si rinnova ogni giorno.

Preghiamo che Geova vi rafforzi e vi aiuti a camminare con il suo popolo sulla strada che conduce alla vita eterna nel suo nuovo mondo.

I vostri fratelli nel servizio di Geova.

Analizziamo questa risposta:

Le Scritture spiegano che sotto la legge Mosaica, il sangue di un animale (o di un essere umano) doveva essere versato per terra come acqua ed essere coperto. (Levitico 17:13;. Deuteronomio 12:15 16, 24) Ciò dimostrava rispetto per la sacralità del sangue. In effetti, veniva restituito a Geova versandolo sul terreno. Ma se il sangue viene prelevato da un corpo e, prima di essere eliminato, viene suddiviso con una procedura medica e nel processo viene estratta una piccola frazione, si potrebbe dire che vi è una chiara violazione della legge di Dio riguardo alla santità di sangue? Non lo possiamo dire.

Cosa significa questa incertezza? Prelevare il sangue e lavorarlo in qualsiasi modo per ricavarne delle frazioni (emoderivati), significa necessariamente anche conservare questo sangue, anziché eliminarlo immediatamente. E come si è espressa in altri casi la WTS su questa "conservazione" del sangue? Ecco cosa scrissero nel 1989 (il grassetto è aggiunto):

*** w89 1/3 p. 30 Domande dai lettori ***

Sotto la Legge, cosa bisognava fare del sangue, se non lo si usava in sacrificio? Leggiamo che quando un cacciatore uccideva un animale per mangiarlo ‘ne doveva versare il sangue e lo doveva coprire di polvere’. (Levitico 17:13, 14; Deuteronomio 12:22-24) Pertanto il sangue non andava usato per altri scopi, alimentari o non. Se veniva tolto a una creatura e non veniva usato in sacrificio doveva essere versato sullo sgabello dei piedi di Geova, la terra. — Isaia 66:1; confronta Ezechiele 24:7, 8. Questo chiaramente esclude uno dei comuni impieghi del sangue autologo: prelevare e conservare parte del sangue del paziente prima dell’intervento per reinfonderglielo in seguito. In tal caso, questo è ciò che si fa: Prima dell’intervento chirurgico di elezione si prelevano alcune unità di sangue intero del paziente per conservarle oppure per separare, congelare e conservare i globuli rossi. In seguito, se durante o dopo l’intervento sembra che il paziente abbia bisogno di sangue, gli si può reinfondere il suo stesso sangue conservato. Le attuali preoccupazioni per le malattie trasmesse dal sangue hanno reso comune questo uso del sangue autologo. Tuttavia, i testimoni di Geova NON accettano questa metodica. Da molto tempo abbiamo compreso che tale sangue conservato di certo non fa più parte della persona. È stato asportato completamente da essa, per cui va eliminato in armonia con la Legge di Dio: “Devi versarlo sul suolo come acqua”. — Deuteronomio 12:24.

E pochi mesi dopo aver scritto la lettera succitata, si espressero in maniera ancora più decisa e senza lasciar adito ad incertezze:

*** w00 15/10 pp. 30-31 Domande dai lettori ***

A volte i medici invitano il paziente a depositare il proprio sangue settimane prima dell’intervento (donazione preoperatoria di sangue autologo, il cosiddetto predeposito), così che in caso di bisogno possa essergli trasfuso il suo sangue conservato. Ma questa procedura, consistente nel prelevare il sangue, conservarlo e reinfonderlo contraddice apertamente quanto è detto in Levitico e in Deuteronomio. Il sangue non deve essere conservato, ma versato, restituendolo per così dire a Dio. È vero che oggi la Legge mosaica non è più in vigore. Tuttavia i testimoni di Geova rispettano i princìpi che Dio vi incorporò e sono determinati ad ‘astenersi dal sangue’. Perciò non donano sangue né depositano il proprio sangue perché venga loro trasfuso in un secondo tempo invece di ‘versarlo’. Questa pratica è in contrasto con la legge di Dio.

Nella lettera qui sopra invece sostengono che un TdG potrebbe donare il proprio sangue, affinché venga lavorato (e quindi, per qualche tempo, anche conservato fuori dal proprio corpo), al fine di ricavarne delle frazioni "consentite".

Ma non si tratta, come hanno poi scritto qualche mese dopo questa lettera, di una "pratica in contrasto con la legge di Dio", che richiederebbe invece di versare il sangue a terra, cioè di non conservarlo in alcun modo?

I bizantinismi del corpo direttivo (CD) della WTS si rivelano veramente contraddittori ed astrusi. Anziché lasciare alla coscienza dei singoli la decisione su come comportarsi, creano regole che assomigliano a quelle dei Farisei. E' davvero incredibile anche l'esempio che fanno per cercare di sostenere che accettare delle frazioni del sangue sarebbe lecito. Per proibire la conservazione del sangue citano la legge mosaica. Per dire che invece "alcuni cristiani" possono considerare lecito usare delle frazioni ricavate dal sangue donato, conservato e lavorato, citano non più la "legge di Dio" (che dovrebbe essere sempre prioritaria per loro) ma un esempio fisiologico, come si legge nella "Domanda dai lettori" del 15/06/2000 (citata nella lettera qui sopra) e di cui parleremo ora.

Come si è visto, la WTS si è espressa in maniera dogmatica e assoluta in merito al fatto che prelevare e conservare il sangue sarebbe una pratica in contrasto con la legge di Dio. E' la WTS ad aver dato questa interpretazione della Bibbia, un'interpretazione che non lascia spazio a scelte o decisioni diverse. Se qualche TdG dicesse quindi che lui considera una questione di coscienza farsi prelevare del sangue e farlo (necessariamente) conservare perché venga lavorato al fine di ricavarne delle frazioni, andrebbe contro questa "legge di Dio" (= regola della WTS).

Come si possono infatti conciliare, senza cadere in contraddizioni comportamentali, parole come quelle dalla WTS - che definisce senza alcuna incertezza, "contraria alle legge di Dio" la donazione e la successiva conservazione del sangue - con altri comportamenti meno drastici ed assoluti? («Da molto tempo abbiamo compreso che tale sangue conservato di certo non fa più parte della persona. È stato asportato completamente da essa, per cui va eliminato in armonia con la Legge di Dio: “Devi versarlo sul suolo come acqua”. — Deuteronomio 12:24»).

Ecco cosa scrive la Società nella "Domanda dei lettori" del 15/06/2000 (sottolineature aggiunte):

*** w00 15/6 p. 30 Domande dai lettori ***

Alcuni rifiutano qualunque derivato del sangue (comprese le frazioni che conferiscono una temporanea immunità passiva). Per loro questo è ciò che significa il comando di Dio di ‘astenersi dal sangue’. Il loro ragionamento è che secondo la legge che Dio diede a Israele il sangue tolto da una creatura doveva essere ‘versato al suolo’. (Deuteronomio 12:22-24) Che importanza ha questo? Ebbene, per preparare gammaglobuline, fattori coagulanti estratti dal sangue e via dicendo, è necessario raccogliere il sangue e lavorarlo. Perciò alcuni cristiani rifiutano questi prodotti, così come rifiutano le trasfusioni di sangue intero o dei suoi quattro componenti principali. La loro coscienziosa presa di posizione dovrebbe essere rispettata.

Sembra quindi che si tratti della decisione personale di qualcuno, della personale e autonoma comprensione di certi passi biblici. In realtà se la WTS non avesse dato la sua estremistica interpretazione del passo di Deuteronomio, a nessun TdG sarebbe mai venuto in mente che la "legge di Dio" vieta di conservare il proprio sangue, sia per ricavarne delle frazioni, sia per farselo ritrasfondere in caso di necessità.

Le parole della WTS sarebbero poi accettabili se chi accetta un'autotrasfusione non venisse sanzionato (dissociato), ma visto che qualsiasi comportamento che contrasti con gli "intendimenti" del CD viene sanzionato, non si tratta certamente di una "coscienziosa", personale ed autonoma presa di posizione, come vuol far credere la Società.

Il linguaggio usato in questa "Domanda dei lettori" fa credere agli esterni che i TdG scelgono personalmente come comportarsi, mentre in realtà chi è all'interno capisce bene cosa in realtà il CD permette e cosa invece il CD vieta. Le "decisioni personali", anche in questo caso, sono quelle dettate dalla "coscienza" (leggi: "intendimenti") del corpo direttivo.

Ma non è finita: la "legge di Dio" (anche nella forma assurdamente interpretata dal "canale di Dio") dovrebbe essere per i TdG la norma assoluta per determinare il comportamento da seguire. Ecco che in questo caso il CD è riuscito a trovare un altro cavillo farisaico per dare ad "alcuni" una scappatoia legalistica che consenta alla "loro" coscienza di accettare emoderivati ricavati da sangue donato, conservato e lavorato, nonostante la "legge di Dio" vieti di donare e di conservare il sangue. Ecco quale spiegazione viene data.

Il latte materno e il sangue

Abbiamo visto che il CD non lascia incertezze in merito al fatto che non è consentito conservare il sangue una volta che questo è uscito dal corpo. Conservare il sangue sarebbe inequivocabilmente - come si legge nelle pubblicazioni - una violazione della legge di Dio. Ciò nonostante, il CD scrive che "alcuni" pensano che ciò si possa fare, quando si tratta di farsi prelevare del sangue per ricavarne delle frazioni che il CD ammette. In questo caso, come si legge nella lettera scritta al TdG che aveva problemi di salute, addirittura un TdG potrebbe donare il proprio sangue, farlo lavorare (e necessariamente conservare) per ricavarne delle frazioni che poi potrebbe farsi ritrasfondere. Dato comunque che la "legge di Dio" è una sola, e non consentirebbe la conservazione/lavorazione del sangue una volta che questo è uscito dal corpo, su cosa si basano i dirigenti della WTS per concedere ai TdG la possibilità di accettare questi prodotti ricavati dal sangue donato, conservato e lavorato? Ecco cosa scrivono nella "Domanda dai lettori" del 15/06/2000, pp. 30-31:

Altri cristiani decidono in maniera diversa. Anch’essi rifiutano le trasfusioni di sangue intero e di globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e plasma. Tuttavia possono acconsentire che un medico li curi con una frazione estratta da uno dei componenti principali. Anche in questo caso possono esserci posizioni differenziate. Un cristiano potrebbe accettare un’iniezione di gammaglobuline, ma potrebbe non accettare un’iniezione di una sostanza estratta dai globuli rossi o dai globuli bianchi, oppure potrebbe accettarla. Tutto considerato, cosa potrebbe portare alcuni cristiani a concludere che possono accettare frazioni del sangue? La rubrica “Domande dai lettori” della Torre di Guardia del 1° giugno 1990 osservava che certe proteine del plasma (quindi frazioni) passano dal sangue della donna incinta nel sistema circolatorio del feto. Così la madre trasmette al figlio le immunoglobuline, che gli conferiscono una preziosa immunità. Separatamente, mentre i globuli rossi del feto completano il loro normale ciclo vitale, la sostanza in essi contenuta che trasporta l’ossigeno subisce un processo di scissione. In parte diventa bilirubina, che passa nella madre attraverso la placenta e viene quindi escreta con i suoi rifiuti organici. Da ciò alcuni cristiani traggono la conclusione che, visto che frazioni del sangue passano da una persona all’altra in un contesto naturale come questo, essi possono accettare una frazione del sangue derivata dal plasma o dalle cellule ematiche.

Notate come anche qui si fa credere che si tratti di decisioni autonome e personali, anziché di comportamenti che derivano dagli "intendimenti"/concessioni del corpo direttivo: «Altri cristiani decidono in maniera diversa».

L'esempio delle frazioni di sangue che passano dal sangue della madre a quello del feto che dimostrerebbe come "la natura" (quindi Dio) ammette che queste parti del sangue possano essere trasfuse è davvero un capolavoro di farisaismo. Anche qui, a quale persona normale, dotata di buonsenso e di ragionevolezza, sarebbe mai venuto in mente che la "legge di Dio" - espressa, secondo il CD, senza incertezza alcuna nel Deuteronomio - potesse essere sorvolata pensando a quello che succede nel seno di una donna incinta? Solo a dei dirigenti fondamentalisti come coloro che hanno inventato la proibizione delle trasfusioni poteva venire in mente una cosa del genere.

Il comune TdG non farà altro che adeguarsi a questa concessione, mettendo da parte, quando accetta gli emoderivati, la "legge di Dio" e pensando a quello che dice la "Torre di Guardia" del 1° giugno 1990.

Qui la coscienza e la libera ed autonoma decisione personale non c'entrano proprio nulla. Se, infatti, esistesse davvero la possibilità di fare simili scelte, allora un TdG potrebbe pensare che anche i globuli bianchi si possono trasfondere, seguendo la stessa "logica fisiologica" succitata. Infatti quando la madre allatta il neonato, gli trasmette insieme al colostro anche dosi massicce di globuli banchi.

Quindi, se la natura (cioè Dio) permette che la madre faccia mangiare a suo figlio questo componente principale del sangue, chi è il CD per vietare ciò che Dio permette?

«Il bambino, già ai primi sorsi di latte materno, beve il colostro (liquido spesso e giallastro che serve da intermediario tra il sangue della madre e il suo latte) che avrà un ruolo primario per il suo sviluppo e per il suo sistema immunitario. Da un punto di vista biochimico questa sostanza si avvicina di più alla formula del sangue, perché contiene molte cellule viventi come linfociti e macrofagi [globuli bianchi] che hanno un ruolo protettivo contro i germi e le sostanze estranee». «...[il latte materno] è igienicamente sicuro; è un capolavoro della natura che la scienza non è ancora in grado di imitare; protegge dalle infezioni grazie alla presenza di questi particolari componenti: linfociti, macrofagi, immunoglobuline, lattoferrina, lisozima, complemento e lattobacillo bifido; è una fonte ottimale di sostanze nutrienti grazie al fatto che la particolare forma in cui queste sono contenute e la composizione unica ne facilitano l'assorbimento...». Colostro: è il primo latte prodotto dal seno dopo il parto. Ha un livello così alto di anticorpi cha viene definito da alcuni la prima vaccinazione del bambino. In cosa differisce dal latte che viene prodotto in seguito? Principalmente, il colostro contiene più proteine, minerali, sale, vitamina A, azoto, globuli bianchi e anticorpi. Ha anche meno contenuto calorico, perché contiene meno grassi e carboidrati del latte “maturo”». «Il latte materno somiglia in modo sorprendente al sangue. Contiene una grande quantità di globuli bianchi che servono a proteggere il bambino da varie malattie».

Per approfondire la questione dell'allattamento materno e dei globuli bianchi che la madre trasmette al neonato, si veda la pagina: Il latte materno e il sangue.



L'albumina

In un articolo pubblicato su "Svegliatevi!" dell'8 aprile 1957, p. 24, si diceva che l'albumina è un prodotto ricavato dal sangue che i TdG non possono usare:

Per molti anni quindi i TdG, credendo di ubbidire alla legge di Dio, rifiutavano questo derivato del sangue, anche se ciò poteva comportare la morte. Rifiutavano anche qualsiasi altro prodotto derivato dal sangue.

Nel 1990 il corpo direttivo ha cambiato idea, e, da quell'anno, i TdG possono usare l'albumina (e altri emoderivati) senza essere disassociati.

*** w90 1/6 p. 31 Domande dai lettori ***

Un discorso analogo vale per l’albumina, che i medici possono prescrivere nel trattamento dello shock o in altre situazioni. Ricerche mediche hanno dimostrato che l’albumina del plasma viene trasportata anch’essa dalla madre al feto attraverso la placenta, anche se in maniera meno efficiente. Il fatto che alcune frazioni proteiche del plasma passino naturalmente nel sistema circolatorio di un altro individuo (il feto) può essere un altro elemento da prendere in considerazione quando un cristiano decide se accettare o no iniezioni di immunoglobuline, di albumina o di analoghe frazioni del plasma. Alcuni, in buona coscienza, possono ritenere di poterle accettare; altri possono concludere di non poterle accettare. Ciascuno deve decidere personalmente dinanzi a Dio.

Quante persone sono morte per aver ubbidito a questi "intendimenti" del corpo direttivo, pensando che queste opinioni fossero la legge di Dio, mentre in realtà non erano altro che le mutevoli interpretazioni fondamentaliste dei loro dirigenti?[3]

La "legge di Dio", secondo il precedente "intendimento", rimasto in vigore per decenni, vietava qualsiasi frazione del sangue, albumina, piastrine, ecc. Piuttosto che accettare queste sostanze "proibite da Dio" alcuni TdG sono morti. Questa è una cosa estremamente grave. Degli uomini, considerandosi portavoce di Dio, hanno emanato regole su aspetti di una gravità e importanza assoluta, regole che riguardano la vita o la morte dei fedeli. Poi, come se niente fosse, hanno cambiato idea, sostenendo che la stessa "legge di Dio" non vieta queste sostanze. Basterebbe solo un fatto come questo per far perdere completamente la fiducia in queste persone. Un giorno - mi auguro presto - con la stessa "disinvoltura", potrebbero dire che anche l'uso dei componenti principali del sangue, o del sangue intero, è una questione di coscienza. Dovranno fare un bel po' di acrobazie "esegetiche" per rimanere ancora in piedi dopo un simile cambio di "intendimento", ma una cosa del genere - come è già avvenuto molte altre volte -, potrà benissimo accadere. Nel frattempo, nell'attesa che avvenga questo cambiamento, i TdG fiduciosi nella guida di questo "canale di Dio", continueranno a rifiutare il sangue, anche a costo di morire.

La composizione del sangue. Il plasma occupa il 55% del volume sanguigno

Perché è proibito?

Notate anche un'altra contraddizione. Come si legge nell'inserto del "Ministero del Regno" del novembre 2006, il plasma è "inaccettabile per i cristani". Ma da cosa è composto il plasma? Svegliatevi! del 22 ottobre 1990 lo descrive come segue (il grassetto è mio):

Plasma: circa il 55 per cento del sangue. È per il 92 per cento acqua, mentre il resto è formato da proteine complesse come globuline, fibrinogeno e albumina.

Nell'inserto si legge che l'albumina corrisponde al 4% del plasma, le immunoglobuline il 3% e i fattori della coagulazione il rimanente 1%. Quindi:

92 % acqua +
4% albumina +
3% immunoglobuline +
1% fattori della coagulazione =
---------------------------------------
100% del plasma

Perché proibire il plasma se esso è composto per il 92% di acqua e per il restante 8% di altre componenti, tutte permesse dall'attuale intendimento del CD sul sangue!?

Di fronte a questi dati, proibire le trasfusioni di plasma è come se un medico proibisse ad una persona di mangiare panini con prosciutto e formaggio, ma gli permettesse di assumere separatamente il panino, il prosciutto o il formaggio, il che è totalmente inconcepibile.

Note:

[1] Ai TdG è attualmente consentito l'utilizzo di alcuni derivati (frazioni) del sangue. Si veda la pagina http://www.infotdgeova.it/sangue/ins06.php.

[2] La lettera è stata tratta dal blog di Marvin Shilmer: link.

[3] Secondo alcuni calcoli statistici, nel corso degli anni le vittime di questa dottrina del sangue sono state più di 30 volte quelle dei Testimoni di Geova morti nella Germania nazista. Si veda http://marvinshilmer.blogspot.com

Commenta questa pagina:



STAMPA QUESTA PAGINA
Stampa questa pagina

Vuoi sostenere questo sito? Clicca qui

***
Traduci la pagina:
Tool per traduzioni di pagine web
By free-website-translation.com

 
Segnala la pagina su OK NOTIZIESEGNALO.COMSegnala su DiggitaSegnala su Del.icio.usSegnala su FacebookAggiungi pagina ai tuoi Segnalibri su GoogleAggiungi pagina ai tuoi Segnalibri su yahoo Di che cosa si tratta?

 

REALIZZAZIONE TECNICA A TITOLO GRATUITO: TAGLAB ST

Privacy Policy | Cookie Policy

Crisi di coscienza

Crisi di coscienza. Fedeltà a Dio o alla propria religione?
Parole franche di un testimone di Geova

Il libro biografia di un ex-membro del corpo direttivo tradotto in tutto il mondo che svela i segreti interni del gruppo. Ordinalo subito!
Sostienici