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La
pratica dell'ostracismo tra
i Testimoni di Geova
Molti
conoscono i Testimoni di Geova a causa delle tristi notizie di
cronaca, dove vengono periodicamente menzionate persone morte
per essersi rifiutate di accettare le trasfusioni di sangue, emoterapie
proibite anche nel caso di minorenni; ma sono in pochi a conoscere
l'ostracismo che i Testimoni di Geova praticano verso coloro
che hanno deciso di lasciare il loro gruppo religioso. Non si
tratta di un intollerante comportamento di pochi affiliati, l'ostracismo
è una regola imposta dai vertici di questo movimento, rappresentato
in Italia dalla "Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova";
ecco una sintesi della letteratura di questa "Congregazione" riguardo
alla pratica dell'ostracismo:
La
Torre di Guardia 1/11/1994: "Ci sono occasioni, però, in cui
un servitore di Geova non può mostrare compassione. (Confronta
Deuteronomio 13:6-9). 'Cessare di mischiarsi in compagnia' di
un intimo amico o di un parente che è stato disassociato può mettere
a dura prova un cristiano. In tal caso è importante non lasciarsi
impietosire... ".
Il libro
Amore di Dio del 2008 a pag. 207 dice: "Quindi con chi
è disassociato non abbiamo contatti di natura spirituale o sociale.
La Torre di Guardia del 1 gennaio 1982, a pagina 25, diceva:
"Un semplice saluto può essere il primo passo che porta a una
conversazione e forse anche a un'amicizia. Vorremmo fare questo
primo passo con un disassociato? È davvero necessario evitarlo
del tutto? Sì, e per diversi motivi…".
La
Torre di Guardia del 15 aprile 1988, pag. 28: "Se il disassociato
o dissociato è un parente che vive fuori di casa o non è dell'immediata
cerchia familiare, potrebbe essere possibile non avere quasi
nessun contatto col parente".
L'ostracismo
è previsto anche se gli espulsi sono parenti stretti e purtroppo
sono tante le famiglie che lo praticano pedissequamente, decidendo
di non avere nessun contatto persino se l'ex Testimone di Geova
è il proprio figlio o la propria madre; addirittura molti genitori
decidono di non far vedere i propri figli ai nonni, se questi
hanno abbandonato il Movimento.
È giunto
il momento che i cittadini e le Istituzioni conoscano questo volto
nascosto dei Testimoni di Geova, affinché - pur rispettando il
diritto di ciascuno di credere a ciò che vuole - le Autorità statali
non attribuiscano alcuna forma di tutela rinforzata, come la stipula
dell'intesa ai sensi dell'art. 8 della Costituzione, a gruppi
religiosi che si rendono responsabili di prassi così intolleranti
come l'ostracismo.
La
sistematica applicazione dell'ostracismo come corollario dell'attività
"disciplinare", praticata dal Movimento, giustifica appieno, da
sola, l'allarme sociale che accompagna l'adesione al geovismo;
come può, allora, lo Stato accettare di non "interferire" nell'attività
disciplinare della "Congregazione cristiana dei testimoni di Geova"?
È, invece, doveroso che, prima di arrivare ad un'Intesa (attualmente
in discussione al Senato - disegno di legge n. 2237), il Parlamento
valuti con maggiore attenzione, con prudenza e discernimento.
Il che non significa negare una libertà che è garantita a tutti.
Eventualmente si nega in questo caso un regime di particolare
favore, che è cosa ben diversa dall'esercizio della libertà religiosa.
Leggete
testimonianze personali relative agli effetti della orribile pratica
dell'ostracismo, attuata dai Testimoni di Geova, sul sito internet
www.infotdgeova.it alla
pagina seguente: http://www.infotdgeova.it/sanzioni/disassociati1.php
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