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:: DISSENSO
E SANZIONI ::
Articoli pubblicati dal periodico La Nuova Periferia
(Chivasso TO),
nel mese di ottobre 2006
Dopo la
denuncia di una ex altre dolorose confessioni
E il caso finisce su RAI3 a “CHI L'HA VISTO?”
“Ci hanno separato dai figli”
La ritorsione per l’uscita dai testimoni di Geova
CHIVASSO
– Dopo lo sfogo di Marinica Casulli, che ha sollevato il velo sul trattamento
riservato a chi abbandona i Testimoni di Geova, altri chivassesi che si
trovano nelle sue stesse condizioni hanno deciso di rompere il silenzio.
Un tema scottante, in un ambiente in cui i “dissidenti” sono pochi e spesso
silenziosi, che ha portato in città, venerdì 6 ottobre, anche una troupe
della trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto?”. In Piemonte per il caso
del Testimone di Geova scomparso nel novarese, il giornalista Fiore Di
Rienzo ha raccolto la testimonianza di Marinica Casulli e Piero Valleverde,
uniti in questa battaglia per la difesa dei diritti umani.
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Abbandonati da
tutti, dagli amici di sempre, dai famigliari. Da genitori e da figli che
vedono chi è uscito dalla Sala del Regno come un eretico, un pericolo
per la propria fede. Dopo la denuncia di Marinica Casulli, altri ex Testimoni
di Geova hanno deciso di rompere il muro del silenzio e di denunciare
cosa accade a chi osa porre domande giudicate inopportune dai vertici
della comunità. Emarginati, bollati come eretici, un marchio di infamia
che queste persone porteranno per sempre su di loro: l’unica colpa, aver
cercato la verità. Il caso arriva a RAI3 grazie ad un inviato della trasmissione
Chi l’ha visto?
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I Tdg non festeggiano Natale, Pasqua, compleanni, onomastici
…
A Chiasso sono attive
quattro congregazioni, Est, Nord, Centro (Po') e Ovest, quattrocento
persone che si ritrovano nella Sala del regno di via Caluso la domenica
e in altri giorni della settimana. Una cinquantina, negli ultimi cinque
anni i fuoriusciti. Anni fa pochi Tdg avevano una casa di proprietà
essendo imminente la fine del mondo, ora la tendenza è opposta. Anche
perché l’organizzazione non sembra disdegnare investimenti immobiliari,
tutti intestati alla casa madre di Brooklyn.
I Tdg non festeggiano
Natale, Pasqua, compleanni, onomastici, feste nazionali, sono contro
il tifo calcistico (anche se si è a conoscenza di gruppi di amici che
cercano bar defilati, a Torino, per seguire la squadra del cuore) e
le associazioni sindacali. No al fumo, alla droga, all’omosessualità,
alla convivenza, al volontariato (se hai tempo libero, predica), all’abuso
di alcol e al voto. I rapporti con persone “del mondo” sono sempre più
visti con la finalità del proselitismo, il matrimonio è solo tra Tdg,
l’istruzione universitaria è sconsigliata, così come sono sconsigliati
l’uso di internet (c’è il male in agguato) e il lavoro a tempo pieno
(con un part-time) hai più tempo per predicare).
La barba non
è vietata, ma se un uomo non se la taglia non ha diritto ai “privilegi”,
fare discorsi pubblici, tenere i microfoni, regolare l’impianto audio,
piccole cose, da cui si viene esclusi perché “se tra la barba e Dio
scegli la barba …” I baffi sì, ma solo se li avevi prima di entrare
nei Tdg.
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CHIVASSO –
Per un non Testimone di Geova, per uno “del mondo”, è impossibile comprendere
il dramma a cui va incontro chi decide, spesso dopo un lungo periodo
di riflessione, di lasciare la congregazione. Si trova solo, senza più
amici, abbandonato dai parenti (se Testimoni), dai genitori. Dai figli.
Non può conoscere la gioia di stringere tra le braccia un nipote, da
tutti è visto come un eretico, un apostata da cui si devono mantenere
le distanze.
Piero e Silvana Villaverde
hanno frequentato la Casa del Regno di Chiasso dal 1980 al 2005, quando
hanno consegnato la lettera con cui si sono dissociati. “Nel marzo
2003 – racconta Piero Villaverde – navigando in rete ho iniziato
a capire che c’erano delle cose che non andavano, ad avere dei
dubbi. E ne ho parlato con mia moglie”. “Ho impiegato nove mesi
a capire – continua Silvana – prima non accettavo ciò che mio
marito diceva di aver scoperto. Poi,quando ne ho preso coscienza, ne
ho parlato ai miei figli. Quando i dirigenti lo hanno saputo mi hanno
telefonato a casa, invitandomi a quello che credevo fosse un incontro
informale, una chiacchierata, a cui sono andata con mio marito. E invece
mi sono trovata davanti a quattro anziani, che mi hanno “segnata”: la
mia reputazione macchiata da qualcosa di cattivo, la mia colpa aver
parlato con i figli, che “prima di essere figli sono Testimoni di Geova.
hanno fatto un discorso all’assemblea, dicendo che una della congregazione
era stata segnata, da quel momento era impossibile mangiare o stare
con me in occasioni di svago, mi era concesso solo di predicare. E allora
mi sono chiesta. Se mi devo vergognare e ravvedermi, come posso, da
ribelle, rappresentare Dio andando a predicare?”.
“Nell’opuscolo
‘Cosa richiede Dio’ – riprende Piero Villaverde – alla lezione
Vita familiare si dice che il divorzio è possibile solo in caso di adulterio,
ma una persona potrebbe decidere di separarsi (senza quindi un nuovo
matrimonio) se la sua vita spirituale fosse in pericolo. Questo
spiega perché in alcuni casi il coniuge di chi ha dubbi viene invitato
a separarsi. Ciò che Dio ha unito, loro lo dividono”.
La conseguenza: da
quel giorno, da quando si sono dissociati, Piero e Silvana Villaverde
hanno visto cadere ogni rapporto con i due figli, entrambi sposati con
dei Testimoni di Geova. “Non siamo graditi nelle loro case – raccontano
– siamo visti come un pericolo. È nato un nipote, abbiamo una sola sua
foto, sul cellulare. Se un Testimone scopre qualcosa o ha dei dubbi
non può parlarne con nessuno, altrimenti viene segnato e se continua
disassociato, così nessuno gli rivolgerà un saluto. In questo modo si
conserva la purezza della congregazione”.
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L’intervista
Un seguace che dopo 25 anni si è dissociato dal movimento
La fine nel mondo è in agguato
“E in molti vendettero casa e si licenziarono”
CHIVASSO – “Mauro Bellucca ha
detto che i Testimoni di Geova che lasciano la congregazione sanno a cosa
vanno incontro. Non è vero non sanno tutto”. La testimonianza di Roberto
di Marco, referente chivassese di Emergency, parte dal commento reso dal
responsabile delle comunità esterne dei Tdg a margine del racconto di
Marinica Casulli, che dopo essere stata disassociata si è trovata sola
a dover ricominciare la propria vita da capo. “Sono
stato nei Tdg per venticinque anni – racconta Di Marco – la
goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta il 5 aprile del 2004,
quando ho scoperto che nel 1994 la società Torre di Guardia si era costituita
Organizzazione non governativa per l’Onu. Ci era sempre stato insegnato
che l’Onu è una bestia, in cui c’è ‘Babilonia la grande’, le associazioni
religiose, che sarà distrutta ad Armaghedon, il giorno del giudizio. Un
organismo pagano, con cui non si deve assolutamente avere a che fare.
Loro hanno detto che non sapevano che nello statuto si dovessero accettare
le finalità dell’Onu e che si erano associati solo per avere accesso alle
biblioteche: se era veramente così, perché non l’hanno detto, perché lo
hanno tenuto nascosto per dieci anni? Alla luce di questo, ho riletto
articoli pubblicati su Svegliatevi! nel 1991 e nel 1998: non si parla
male dell’Onu ma, caso quasi unico, non ci sono citazioni bibliche. Allora
ho pensato, se mi hanno mentito su questo. I TdG sono stati accusati di
aver detto che la fine del mondo sarebbe stata nel 1975, loro hanno sempre
risposto che si trattava di calunnie e tentativi di denigrazione. Mi è
sempre stato detto, però, che Armaghedon era dietro l’angolo. Nel 1974
molti Tdg hanno venduto la casa e si sono licenziati dedicandosi esclusivamente
alla predicazione in vista della fine del mondo, dato che un anno prima
era stato detto che sarebbe avvenuta entro ‘questa generazione’, ovvero
di chi aveva almeno dieci anni nel 1914. su una Svegliatevi! del 1975
si dice che ‘ci sono ragioni per non avere figli’ proprio in vista della
fine del mondo: e adesso, dopo 31 anni? Io queste cose non le sapevo,
loro consigliano di non fare ricerche oltre i dieci anni. Nel 1986 Svegliatevi!
ha detto ‘è quasi ora, le generazioni del '14
è assai avanti negli anni’, nel 1997 Torre di Guardia ha modificato
il tiro: ‘Il popolo si è dimostrato leale, sono stati fatti aggiustamenti,
la parola generazione non si riferisce al ’14 ma è fittizia.
Con difficoltà sono riuscito a procurarmi un interlineare biblico, mai
tradotto in italiano (perché?9 e ho visto che alcune parole non erano
tradotte correttamente. Ho fatto una lettera, dicendo che mi sarei dissociato per queste motivazioni,
nessuno mi ha mai cercato per darmi risposte, anche se la Bibbia dice
che ‘se scappa anche una sola pecora il pastore esce e la cerca’. Speravo
che qualcuno mi venisse a cercare, dandomi quelle risposte, perché non
lo hanno fatto? Sapevo che sarei rimasto solo, ma ho fatto la mia scelta
fino in fondo”.
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La
Nuova Frontiera
Chivasso, 18 ottobre 2006
Un’altra testimonianza: Roberto Pintus, ex fedele
Abbandonato a 15 anni
Perché ha fumato e la ”legge” lo vieta
CHIVASSO
– “Sono praticamente nato nei Testimoni di Geova e nel 1975, a quindici
anni, credo di essere stato il primo ad essere uscito dalla congregazione
di Chiasso”. Quella di Roberto Pintus è la storia di un ragazzo, ora
uomo e padre di due figli, che ha dovuto crescere in fretta. Si è trovato
solo, abbandonato dai genitori, “disassociato” dai Tdg per mano del suo
stesso padre. “Qualcuno – racconta Roberto Pintus, accompagnato
dalla moglie Anna – gli ha detto di avermi visto fumare. Una stupidata,
io non fumo, all’epoca avevo provato una sola volta, come tutti i ragazzini.
Ma questo è bastato per allontanarmi e per far dire davanti all’intera
assemblea che ero stato disassociato perché il mio comportamento non era
da buon Tdg. Lo hanno fatto con tanto di nome e cognome, come era uso
in quegli anni. La Sala del Regno era in via Basso, eravamo cinquanta,
ci conoscevamo tutti. Poco dopo i miei sono tornati in Sardegna e io sono
rimasto qui, solo a sedici anni compiuti da poco, con un fratello di un
anno più grande. Abitavamo in un appartamento in affitto, in via Blatta,
poi siamo stati sfrattati e per tre anni vissuto, in pensione, al Bar
Italia. Sono cresciuto così: ho perso genitori, fratelli, sorelle, zii.
Quando mi sono sposato, venticinque anni fa, i miei genitori erano a Chiasso,
ospiti di un parente. Sono partiti un giorno prima del matrimonio. Quest’anno,
per l’anniversario delle nozze d’argento, ho invitato un mio fratello,
fuoriuscito e ora nuovamente rientrato nei Tdg: mia madre l’ha saputo
e gli ha vietato di partecipare alla festa, altrimenti l’avrebbe disassociato.
È una religione di convenienza, ‘fai quello che ti dico e non fare quello
che faccio’.
Io ho vissuto il 1975, quella che doveva essere la fine del mondo, in
tanti hanno venduto la casa, si sono rovinati, pagano le conseguenze ancora
oggi.
Quando al lavoro arrivano dei nuovi colleghi, Tdg, faccio l’amicone, mangiamo
insieme, poi scopro le carte e dico di essere disassociato: mi guardano,
si fermano e mi danno del lei. Pesate che una mia zia, al mare, pur di
non farsi vedere ha baciato mia figlia di nascosto, bloccandola in negozio,
a lei è quasi venuto un colpo.
Vado in vacanza in Sardegna, nel paese dove vivono i miei, ma i rapporti
sono al minimo: stessa spiaggia, ma come estranei. Oppure mia madre scatena
una lite il primo giorno, almeno è sicura che non ci parleremo più per
il resto della vacanza. Si rifanno vedere solo quando sarò in punto di
morte: in questo caso, che io sia disassociato per loro non sarà più un
problema. Tutta questa storia ricorda il periodo dell’inquisizione, quando
ti mandavano a morte se ti scoprivano a leggere libri ‘pericolosi’. Pericolosi
perché ti portavano alla conoscenza e a volte certa gente preferisce che
il popolo resti nell’ignoranza. Se non sa, non può ribattere e chiedere
spiegazioni’.
Marco Bogetto
Nel riquadro
“Chi l’ha visto?”
CHIVASSO
– Lunedì 16 ottobre, in prima serata, nel corso della trasmissione
di Rai Tre “Chi l’ha visto?” è andato in onda il servizio realizzato
da Fiore Di Rienzo su Marinica Casulli e Piero Villaverde, i
due ex Testimoni di Geova che dopo aver lasciato la congregazione
sono stati abbandonati dai familiari e dagli amici di sempre.
Una testimonianza dura, resa venerdì 6 ottobre negli uffici
de La Nuova Periferia, inserita nel caso di Emo Piccioni, l’anziano
Tdg, residente nel novarese, sparito nel nulla dopo aver risposto
alla telefonata di uno sconosciuto. Toccante anche il racconto
di suo figlio Marco, allontanato dai Tdg perché ritenuto ‘colpevole’
di voler cercare la verità sulla scomparsa del padre. Gli era
stato anche detto di non leggere le mail che gli venivano inviate
da chi poteva sapere qualcosa sul caso, di cestinarle immediatamente.
Lui non l’ha fatto e sta pagando per questa sua scelta.
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