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:: SANZIONI E DISCIPLINA ::

I Testimoni di Geova e lo sport

La congregazione "sconsiglia" ai suoi aderenti la partecipazione a sport competitivi

In diverse pubblicazioni della Società Torre di Guardia si afferma che essere giocatori di calcio professionisti e testimoni di Geova sono delle realtà incompatibili: 

«...Tuttavia non pensavo ancora che giocare al calcio fosse incompatibile con l'essere testimone di Geova. ... Tuttavia non volevo rinunciare al calcio. ... Ma nel mio cuore sapevo che i miei giorni di calciatore famoso erano contati. ... Tre settimane dopo, Jean e io fummo battezzati per simboleggiare la nostra dedicazione a Geova. A parte la partita che giocai in seguito per mantenere una promessa che avevo fatto a mio fratello Cyril, non sono più tornato alla mia precedente vita nel mondo del calcio» (Svegliatevi! 8/3/80, grassetto aggiunto). «Un padre dice: "...quando la scuola voleva che nostro figlio entrasse nella squadra di calcio, mia moglie ed io ci siamo seduti insieme a lui e abbiamo considerato perché non sarebbe stata una buona idea, a motivo dei nuovi compagni che avrebbe avuto. Ma poi abbiamo suggerito di invitare altri ragazzi della congregazione e di portarli tutti al parco a giocare al pallone. E questo ha risolto il problema"» (Felicità familiare, p.96).

"Suggerimenti" simili sono stati espressi anche tramite circolari inviate a tutte le congregazioni:

Estratto della circolare del 17 gennaio 1983, pag. 5:

Svago. Vengono registrati sempre più spesso casi di gruppi di fratelli, di cui spesso fanno parte anche alcuni anziani, che si organizzano per incontri di calcio. Gli incontri sono organizzati secondo un programma ben definito. I giocatori sono provvisti di magliette che recano il nome della congregazione, scarpette, ecc. Una congregazione gioca contro l’altra della stessa circoscrizione. Riteniamo questo genere di svago altamente pericoloso per la spiritualità di molti sia perché può generare un malsano spirito di competizione specialmente nei giovani sia perché queste partite di calcio diventano argomento di conversazione in occasione delle adunanze di congregazione.
Con questo non vogliamo dire che giocare a pallone sia da condannare. È il modo in cui si organizzano le partite che é condannabile. Se qualcuno desidera giocare a pallone é libero di farlo sotto la sorveglianza e la responsabilità dei propri genitori. Ma dovrebbe trattarsi di circostanze casuali. Non dovrebbe esistere alcun programma né squadre organizzate in precedenza. Riteniamo che voi, come anziani e pastori del gregge, abbiate le responsabilità di sorvegliare i vostri conservi affinché siano sviluppati in loro gli interessi spirituali e l’interesse per lo svago sia messo ad un posto secondario. Per questo motivo, invitiamo gli anziani che eventualmente hanno organizzato squadre di giocatori e programmi di incontri di porre termine a tutto questo.


Dopo aver letto questa circolare, due "anziani" di una congregazione cagliaritana hanno inviato la seguente lettera alla Sede Centrale dei Testimoni di Geova:


Cagliari, li 30/06/1990

Cari Fratelli,

dopo aver considerato la lettera circolare del 17.01.1983 desideriamo scrivervi per alcuni aspetti che non ci sono chiari.

La situazione è questa: il sabato sera, dopo le 21, un gruppo di giovani, sia della nostra congregazione che di quelle vicine (da 8 a 10 persone incluse una o due persone adulte che possono tenere sotto controllo la situazione) affittano un campo di calcio in aperta campagna perché non esistono spazi liberi al pubblico dove ritrovarsi a giocare al pallone. Questo, al di fuori del periodo estivo, avviene spesso e con una certa frequenza (due o tre volte al mese). Non ci sono magliette, non si formano squadre di una congregazione contro un'altra, non sono sempre gli stessi giocatori, non c'è uno spirito competitivo, non intralcia le attività teocratiche, la spiritualità dei ragazzi è tale che se dovessimo dirgli che questo modo di svagarsi potrebbe creare dei problemi smetterebbero. Le squadre non vengono organizzate prima.

Ora la domanda è questa: la situazione sopradescritta rientra nello spirito della circolare sopracitata e in particolare alla frase "Ma dovrebbe trattarsi di circostanze casuali. Non dovrebbe esistere alcun programma né squadre organizzate in precedenza"?

(le squadre vengono formate al momento in base ai presenti).

Saremo felici di ricevere al più presto un chiarimento onde poter impartire la giusta e corretta direttiva in questo bisogno di congregazione.

Cogliamo l'occasione per inviarvi i nostri fraterni saluti

Vostri conservi

IL CORPO DEGLI ANZIANI

 

Cliccare sull'immagine per visualizzare l'originale

Notate quindi le precisazioni: non si usavano magliette per distinguere le squadre; non si formavano squadre composte da congregazioni diverse; non c'erano sempre gli stessi giocatori; non si mostrava uno spirito competitivo; non venivano intralciate le attività della congregazione... 

Ciò nonostante, ecco come rispose la congregazione:


Telefono (06) 87941 CONGREGAZIONE CRISTIANA c/c postale17428004
DEI TESTIMONI DI GEOVA
VIA DELLA BUFALOTTA 1281 00138 ROMA RM, ITALIA

SCC:SSC 15 ottobre 1990

Al corpo degli anziani della congregazione di [omissis]

Cari fratelli,

Abbiamo ricevuto il rapporto sulla vostra congregazione visitata di recente dal fratello [omissis] e la vostra lettera del 30/6/1990. Purtroppo solo ora siamo in grado di rispondervi.

Ci dite che un gruppo di una decina di fratelli, due o tre volte al mese, affitta un campo di calcio per giocarvi a pallone e ci chiedete se questo può configurarsi in ciò che viene trattato nella circolare del 17/1/1983 inviata ai corpi degli anziani. Noi pensiamo di sì. Infatti lì viene menzionato che se qualcuno desidera giocare a pallone è libero di farlo. Inoltre viene aggiunto che dovrebbe trattarsi di circostanze casuali, occasionali, non previste. Infatti le scritture indicano che sono i genitori a dover provvedere le cose necessarie, materiali e spirituali, incluso lo svago ai loro figli. (1 Timoteo 5:8) Se i genitori lasciano i loro figli senza la dovuta guida è bene che voi, come anziani, interveniate aiutandoli a correggere le cose difettose.

Potete trovare molte informazioni utili esaminando gli Indici all'esponente "Svago", "Divertimento" e "Sport". Vorrete anche badare a ciò che producono queste riunioni per giocare al calcio in chi le osserva o ne è venuto a conoscenza, sia nella congregazione che al di fuori di essa. - Vedere 1 Corinti 10:31,32; 2 Corinti 6:3.

Siamo certi che voi anziani, come vigili e premurosi pastori, vorrete essere desti nel provvedere la necessaria direttiva affinché le cose più importanti vengano messe al primo posto senza distrazione. - Matteo 6:33; Giovanni 2:17; Romani 12:11; km 8/74.

Con voi nel continuare a operare ordinatamente per i migliori interessi teocratici, vi mandiamo i nostri saluti fraterni.

Vostri fratelli e conservi       

Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova


Cliccare sull'immagine per visualizzare l'originale

Dalla risposta della WTS si evince che anche giocare a calcio fra fratelli, senza magliette, senza squadre di congregazioni, senza spirito competitivo, non è "consigliato" se ciò non avviene casualmente e con il controllo dei genitori. Ma questi poveri ragazzi come potranno mai giocare a calcio con tutte queste regole e limitazioni?

Calcio e reputazione


Ioan Sabau

Una persona ha scritto alla congregazione dopo aver letto in un quotidiano che un Testimone di Geova battezzato giocava come professionista in una squadra di calcio:


Gentile congregazione,

sono una persona interessata e mi è capitato di leggere sulla Gazzetta dello Sport del 28/07/1993 l’articolo che parlava della conversione alla fede dei testimoni di Geova del giocatore della squadra del Brescia Sabau, il quale continua a esercitare il calcio professionistico.

Questo mi ha meravigliato perché da quando ho iniziato a studiare con i vostri conservi e ho frequentato le adunanze e letto le vostre riviste, ho sempre saputo che il calcio professionistico non è cristiano, perché ha una componente pagana e idolatrica, come si evince leggendo la Svegliatevi! dell’8/5/1991 e quella dell’8/3/1980.

Vorrei chiedervi come mai al sig. Sabau è stato permesso di continuare a esercitare il calcio professionistico? Forse la Società ha cambiato il suo punto di vista su questa questione?

Sarei felice di avere una risposta chiarificatrice al riguardo e nell’attesa, vi saluto cordialmente.

Firma

Ecco come ha risposto la congregazione:


Telefono (06) 87941 CONGREGAZIONE CRISTIANA c/c postale17428004
DEI TESTIMONI DI GEOVA
VIA DELLA BUFALOTTA 1281 00138 ROMA RM, ITALIA

Sig...
Via...

Caro amico,

In data 23 settembre 1993 abbiamo ricevuto la tua lettera con la quale chiedi informazioni sulla posizione dei cristiano in relazione all'esercitare il calcio professionistico. Siamo lieti ora di risponderti.

Abbiamo notato che nella tua lettera fai riferimento al caso di un calciatore, Ioan Ovidiu Sabau, che di recente si è battezzato quale testimone di Geova. Benché il lavoro di una persona possa influire sulla reputazione di cui gode nella congregazione o sui suoi requisiti, per incarichi di servizio, non spetta a noi dire ad alcuno che specie di lavoro può o non può fare. Nel caso specifico da te citato, spetta al fratello Sabau decidere cosa fare in relazione alla sua professione che di per sé non è chiaramente in contrasto con i requisiti esplicitamente espressi nella Bibbia. Prima di prendere qualsiasi decisione comunque à bene soppesare la cosa in preghiera. - Galati 6:5; Proverbi 21:5.

Comunque se una persona ha acquistato un ragionevole intendimento dei basilari insegnamenti biblici, vive in armonia con le leggi di Dio, si è dedicato a Geova, e secondo le sue circostanze assiste regolarmente alle adunanze di congregazione, indipendentemente dalla sua professione calcistica potrebbe essere ritenuto idoneo per il battesimo. E' naturale comunque che gli anziani continueranno ad essergli di aiuto, richiamando la sua attenzione sulle Scritture e incoraggiandolo a ragionare sulla sua situazione alla luce di ciò che la Bibbia dice e insegnandogli ad isolare certi particolari principi essenziali. Egli dovrà prendere la sua decisione circa il lasciare o meno il calcio professionistico, dopo aver acquistato accurata conoscenza, in base alla sua coscienza addestrata. Crediamo che la rivista Svegliatevi! dell'8 novembre 1986, pagina 18, paragrafo 1 e le domande significative alla pagina 17, paragrafo 6 possano aiutare chiunque a prendere un'appropriata decisione. (Vedi anche Svegliatevi! del 22 febbraio 1986, pagina 17, paragrafo 3). Certo se qualcuno decidesse di continuare a giocare il calcio professionistico dopo che si è dedicato e battezzato non dovrà víolare le leggi di Dio.

Servire Geova è un modo di vivere e questo quindi influisce sulle scelte che ognuno deve fare. Alcuni si rendono conto che il lavoro ostacola il loro progresso cristiano perché non possono partecipare regolarmente alle adunanze. e quindi decidono di operare dei cambiamenti nella loro vita. (Ebrei 10 23-25). In ogni caso ognuno deve prendere la sua personale decisone.

Sperando di avere risposto in modo esauriente alle tue domande, inviamo una copia dalla nostra lettera al corpo degli anziani della congregazioni a cui ti associ perché siano informati del suo contenuto. Ci é gradita l'opportunità di ínviarti i nostri saluti fratern.

Tuoi amici

Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova

p. c.: Al corpo dagli anziani della congregazione di ...

La lettera originale: pag. 1 - pag. 2

Il punto focale di questa risposta è espresso nelle parole iniziali: «...benché il lavoro di una persona possa influire sulla reputazione di cui gode nella congregazione o sui suoi requisiti per incarichi di servizio...». Nel caso trattato non si viene disassociati, tuttavia il lavoro in questione (calciatore professionista) influisce sulla reputazione e sugli eventuali "privilegi" che possono venire concessi. Chi pratica per professione uno sport competitivo non è considerato esemplare e quindi non potrà ambire a particolari incarichi di servizio nella congregazione.

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