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:: SCIENZA E TDG ::

Svegliatevi! e le stelle

Articolo pubblicato alle pagine 8 e 9 della rivista Svegliatevi! del 22/2/1985:


“UNA STELLA DIFFERISCE DA UN'ALTRA”

Spesso i testi scientifici sono superati poco dopo essere stati stampati, tanto frequentemente le nuove scoperte annullano le vecchie convinzioni. Eppure la Bibbia, sebbene sia stata scritta secoli prima che telescopi e microscopi fossero anche solo ideati, spesso parla di argomenti scientifici con sorprendente accuratezza.

Un caso è quello di I Corinti 15:41 dove l'apostolo Paolo dice: "La gloria del sole è d'una sorta, e la gloria della luna è di un'altra, e la gloria delle stelle è di un'altra; infatti, una stella differisce da un'altra stella in gloria".

All'osservatore casuale la maggioranza delle stelle sembrano uguali, salvo forse per la diversa luminosità. Ciò nondimeno gli astronomi dicono che le stelle variano anche per colore, da bianco, bianco-azzurrino, giallo, arancione, rosso-arancione a rosso. Le pulsar - corpi celesti in rapida rotazione che si crede siano il prodotto del collasso di stelle precedenti - hanno una "gloria" del tutto particolare. Come cancelletti ruotanti a scatto, emettono segnali radio con eccezionale regolarità. La pulsar della Vela e quella della Nebulosa del Granchio emettono perfino luce visibile. Le stelle differiscono molto in densità. Variano notevolmente anche per grandezza. La supergigante Betelgeuse, secondo stime moderate, ha un diametro di oltre 400 milioni di chilometri! Se fosse al posto del nostro sole, la Betelgeuse incorporerebbe la terra e il resto del nostro sistema solare fino all'orbita di Marte!

Come poté l'apostolo Paolo scrivere delle verità scientifiche quando non aveva neppure uno strumento così rudimentale come quello di Galileo per informarsi? L'ispirazione divina è la logica risposta.

Commento

Ma è proprio così? È davvero necessaria l'ispirazione divina per poter dire, come fece 2000 anni fa l'apostolo Paolo, che una "stella differisce da un'altra stella in gloria"?

La realtà è che molte stelle non sono affatto identiche anche se si guardano ad occhio nudo, senza dover utilizzare i moderni telescopi. Per esempio, nella costellazione di Orione la stella Betelgeuse appare rossastra, mentre la stella Rigel sembra bianca-bluastra, anche osservandole ad occhio nudo

La differenza di colore è ancor più evidente “nelle stelle erranti”, come venivano considerati in passato quelli che oggi sappiamo essere in realtà dei pianeti. Saturno ha un colore giallastro; Marte invece tende al rossastro. I Greci antichi, infatti, avevano associato Marte con il dio della guerra a causa del suo colore rosso, che richiamava il colore del sangue. Svegliatevi! riconosce che persino un osservatore casuale può vedere che la stella differisce da dalla stella “nella luminosità”. Ma gli antichi non erano osservatori casuali. Al contrario, erano attenti osservatori delle stelle e potevano rendersi conto - anche ad occhio nudo - che le stelle erano ben differenti l'una dall'altra “in gloria”.

L'articolo lascia intendere che l'uso della parola “gloria” implichi non solo il colore e la luminosità, ma qualunque altra proprietà fisica che la stella possieda - in particolare quelle proprietà non osservabili ad occhio nudo, quali la densità, il formato ed il fatto che le pulsars emettono dei bagliori intermittenti.  Questo vuol dire leggere molto di più di ciò che questo passo biblico dice. Lo scrittore accenna soltanto alla “gloria” delle stelle e non sta facendo affatto un elenco delle loro proprietà fisiche.

Secondo il contesto, la parola “gloria” in questo passo ha semplicemente il significato di splendore. Infatti altre versioni bibliche rendono il passo di 1 Cor. 15:41 in questo modo:

  • Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna, e altro lo splendore delle stelle; perché un astro è differente dall'altro in splendore. (Nuova Riveduta);

  • Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna e altro lo splendore delle stelle: ogni stella infatti differisce da un'altra nello splendore. (CEI).

Il termine greco doxa, oltre al significato basilare di “gloria”, può essere reso come dignità, elogio, onore, distinzione, splendore, magnificenza, bellezza, luminosità, eminenza, grandezza, ecc. Il libro Perspicacia (pubblicato dai TdG) riconosce questi altri significati in relazione al passo di 1 Corinti 15:41, dicendo che Dio “ha riccamente adornato la sua creazione di colore, varietà e maestoso splendore” (p. 67). In questo passo l’apostolo Paolo spiega come un corpo risorto, spirituale, sia molto diverso da un corpo fisico. Per illustrare questo punto, dice che ci sono differenze nella carne dell'uomo e quella di vari animali, e che esistono differenze fra realtà terrene e realtà celesti, ed in particolare vi sono differenze fra i vari corpi celesti, cioè sole, luna e stelle. Poiché usa la differenza fra questi corpi a titolo illustrativo, in effetti sta semplicemente dicendo che “un corpo spirituale risorto è diverso da un corpo fisico, poiché potete vedere da voi stessi che il sole differisce da dalla luna in splendore, ed entrambi differiscono a loro volta dalle stelle; e in effetti una stella differisce da un’altra stella in splendore”.

In conclusione quindi, pretendere che il termine “gloria” in 1 Cor. 15:41 significhi, in relazione alle stelle, qualcosa di più di ciò che è osservabile ad occhio nudo non ha alcuna valida base biblica o esegetica. Si tratta di un altro esempio di come i TdG fanno dire alla Bibbia molto più di quello che vi è scritto, nel tentativo di “dimostrarne” l’ispirazione.  

Informazioni liberamente tradotte dal sito in lingua inglese: http://corior.blogspot.com/2006/02/part-1-astronomy.html

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