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:: CHE COS'E' UNA SETTA? :: Che cos'è una setta? I Testimoni di Geova non vogliono essere definiti una setta,
in quanto questo termine ha una connotazione negativa che genera diffidenza
nelle persone. Quali sono comunque le caratteristiche che permettono di
distinguere un gruppo "regolare" da una "setta"? Inoltre,
perché molti rimangono nell'organizzazione anche se messi di fronte a
prove inconfutabili che la Società Torre di Guardia ha sbagliato e sbaglia
in molti suoi insegnamenti?
I Testimoni di Geova non vogliono essere definiti una setta, in quanto questo termine ha una connotazione negativa che genera diffidenza nelle persone. È altrettanto evidente però che se chiedessimo ad ogni singolo gruppo religioso se considera se stesso una setta la risposta sarebbe invariabilmente NO. "Sette", semmai, sono sempre gli "altri"! È necessario quindi definire bene questo termine in modo da avere dei parametri per valutare in modo oggettivo se un particolare gruppo religioso ha connotazioni settarie o meno. Sicuramente alcune definizioni di
"setta" sono ingiustamente calunniose. Se si considera "setta"
qualunque gruppo religioso distaccatosi da un gruppo precedente, allora
anche la comunità cristiana primitiva era una setta, ed in effetti così
è stata per lungo tempo considerata (cfr. Atti 28:22). 1) Le "guide spirituali"
di queste chiese si arrogano un'autorità eccessiva, tendente ad avere
un controllo totale dei propri membri. Ogni singolo aspetto della vita
degli aderenti è sottoposto a regole, ancorché spacciate come "consigli",
che non vengono messe in discussione in quanto le "guide" affermano
di avere un'intelligenza delle Scritture che nessun altro ha. Essi conoscono
la "Verità". Per gli aderenti quindi, mettere in discussione
le guide equivale a mettere in discussione Dio. È di fatto proibito il
pensiero autonomo. Queste sono alcune delle caratteristiche che permettono di considerare un gruppo religioso come una "setta". Che siano caratteristiche negative mi sembra evidente e comunque lo lascio al giudizio di chi legge; che la maggior parte di queste caratteristiche si ritrovino anche fra i TdG mi sembra altrettanto evidente.
Molte persone rimangono stupite dal fatto che i Testimoni di Geova, messi di fronte ad obiezioni che dimostrano gli errori e linfondatezza delle dottrine insegnate dalla Società WT, continuino a rimanere fedeli a questa Organizzazione. Chi non conosce bene i TdG è pertanto portato a concludere che queste persone siano tutte dotate di un basso quoziente intellettivo oppure che siano in malafede (ad es. che vengono "pagati" per predicare). Non è assolutamente vera nessuna delle due affermazioni. Chi ha frequentato i Testimoni di Geova sa bene che, per la stragrande maggioranza, si tratta di persone sincere e tuttaltro che stupide (anche se il livello di istruzione medio dei figli dei TdG non è elevato perché il Corpo Direttivo ha sempre messo in guardia dalla cultura, ufficialmente perché "sapienza del mondo" e quindi "satanica", in realtà perché permette alla persona di valutare in modo obiettivo la consistenza delle "verità" geoviste). Il fatto che solo pochi, messi di fronte allevidenza, prendono coscienza di essere stati ingannati da questa Società americana, è dovuto a meccanismi di persuasione largamente utilizzati da tale Società, vere e proprie tecniche di condizionamento mentale ben note a tutti gli psicologi, che inconsapevolmente tutti i Testimoni di Geova hanno subito, e continuano a subire, a partire da quando hanno cominciato il cosiddetto "studio biblico". Tutte le pubblicazioni della Società sono scritte con largo uso di queste tecniche così come i discorsi pubblici (che infatti vengono preconfezionati a livello centrale). Lo scopo è di eliminare ogni capacità autonoma di ragionamento fino a convincere il Testimone di Geova (ed il simpatizzante) che la vera libertà sta nellavere fede cieca nellOrganizzazione (le pubblicazioni più recenti insistono in modo ancora più accentuato su questo concetto) e che ogni dubbio viene da "Satana". Lo scopo della Società WT è quello di aumentare o quanto meno di mantenere il numero degli aderenti. Le statistiche infatti evidenziano la crisi che hanno subito i TdG da quando il Corpo Direttivo è stato costretto a cambiare nuovamente "lintendimento" sul 1914 "scoprendo" quello che è sempre stato scritto su qualunque vocabolario di greco: il termine genea, usato da Gesù in Mt 24, non significa necessariamente "generazione" intesa come durata della vita di un individuo, ma piuttosto ha il significato di stirpe, nazione, progenie, ecc. Sono state così mandati allaria per lennesima volta tutti i calcoli su cui era fondata la fede e lo zelo della maggior parte dei TdG. Pertanto, nellattesa che tiri fuori dal cappello unaltra "carota" da mettere davanti ai TdG, il Corpo Direttivo cerca di utilizzare al massimo queste tecniche di controllo mentale per tenersi stretti i suoi fedeli servitori che, sottraendo tempo prezioso a figli, genitori, nonni, amici, ecc., dedicano la loro vita ad incrementare il patrimonio della Casa Editrice americana WTS.
La parola "setta" negli scritti dei primi cristiani Novaziano, La Trinità (composto tra il 235 e il 251), cap. 29, 170. È lo Spirito Santo che raffrena le cupidigie insaziabili, che doma le libidini sfrenate, che soffoca gli ardori illeciti, che supera gli impeti della passione ardente, che allontana l'ubriachezza, modera l'avarizia, fugge le gozzoviglie voluttuose, intreccia gli amori casti, stringe gli affetti, respinge le divisioni (sectas repellit), illumina la regola della verità, confuta gli eretici, allontana gli improbi, custodisce i Vangeli.
Commento del prof. Vincenzo Loi (Novaziano, De Trinitate, Torino, SEI, 1975, p. 292): "È questo il primo testo letterario in cui il termine secta appare con l'affezione religiosa negativa trasmessasi fino alle lingue neolatine. Usuale nella lingua classica con il valore neutro di «maniera di vivere, linea di condotta, scuola, partito», fu adottato con tali accezioni anche da autori cristiani quali Tertulliano e Lattanzio, e anzi esso fu talora impiegato per designare proprio la comunità cristiana, in quanto composta dei seguaci del Cristo. In alcune versioni latine dei Libri Sacri esso fu usato, in concorrenza con il grecismo haeresis, per tradurre il greco airesis ed assunse l'affezione negativa di quel termine in riferimento alle «sette religiose»: quest'accezione si affermerà definitivamente nella latinità cristiana del quarto secolo”. |