Vai ai contenuti

Sindacati, cooperative, sciopero



SINDACATI - COOPERATIVE - SCIOPERO


ESSERE ISCRITTI A COOPERATIVE:


È una decisione di natura personale essere iscritti o meno a cooperative che possano tutelare i diritti degli operai. Naturalmente ciò che occorrerà vedere è che tali cooperative o associazioni non siano in contrasto con i princìpi scritturali. Non siamo nella posizione di dirti in maniera precisa se la cooperativa di cui ci parli, volontariato per la protezione civile, possa in qualche modo violare i princìpi scritturali. La cosa migliore per il cristiano che avesse intenzione di iscriversi ad una cooperativa o associazione, è quella di esaminare attentamente lo statuto della cooperativa stessa onde accertarsi delle finalità e degli obiettivi che si propone.

Si potrà in questo modo accertare che non vi siano clausole o art. che rendano il socio iscritto colpevole o sostenitore di pratiche antiscritturali. Lasceremo quindi al singolo cristiano la decisione se aderire o meno ad una cooperativa o associazione il cui statuto non sia in conflitto con la legge di Dio. Naturalmente sarà il cristiano stesso ad assumersi le proprie responsabilità dinanzi alla cong. Vorrà accertarsi che non sia minimamente intaccata la sua figura o la sua reputazione entro la cong. Questo in particolare quando ricopre privilegi di servizio. (SCE:SSH 4.3.86)

Per quanto riguarda l’”una-tantum” che i fratelli versano per divenire soci, a chi va? È devoluta a un partito politico? O la versano semplicemente per ottenere una tessera che dà loro il diritto di acquistare prodotti dalla cooperativa ad un prezzo scontato? Nel primo caso se la risposta è affermativa, vi sarebbe violazione di neutralità dato che versando tale contributo si diventa complici o promotori di un’org. condannata. Nel secondo caso invece, non vi sarebbe violazione, resterebbe comunque una questione di coscienza. Questo perché l’individuo pagherebbe una quota non per sostenere un’org. condannata ma per ricevere in cambio dei determinati vantaggi (SCC:SSC 7.6.85)-

SERVIRSI DI ASSOCIAZIONI PER CONSUMARE UNA PIZZA O UN PASTO


Non dovrebbe essere difficile ottenere presso le sedi dei circoli A.R.C.I., A.C.L.I., M.C.L., ecc., le informazioni che chiedete. In particolar modo esaminando lo statuto dell'associazione sarà possibile determinare se le finalità che si propone sono in contrasto con i princìpi cristiani. È bene che chi si trova di fronte al problema si accerti di non sostenere, anche solo indirettamente, ciò che è errato dal punto di vista di Dio e di non violare la propria neutralità cristiana. (17/2/97)

ISCRIZIONE AL SINDACATO, SCIOPERI E ACCETTARE INCARICHI:


L'iscrizione al sindacato è da ritenere una questione personale e di coscienza. Ma partecipare alle elezioni dei rappresentanti sindacali o accettare un incarico ufficiale sign. invece violare la propria neutralità cristiana. (SCB:SSB 17.6.81)

Nella W 61 p 607 viene considerato il problema dello sciopero. Non è precisato di quale sciopero si tratta, se di uno politico o semplicemente di natura economica. Quindi quando viene proclamato uno sciopero il cristiano deve decidere come comportarsi, se aderire astenendosi dal lavoro o lavorare regolarmente senza tener conto dello sciopero che è stato proclamato. Ognuno deciderà in base alla sua coscienza addestrata dalla Parola di Dio. Spiritualmente parlando, non vi è nessuna differenza tra uno sciopero politico e uno a carattere economico. Se l’operaio cristiano si astiene dal lavoro in occasione di uno sciopero politico, e naturalmente, non partecipa alle manifestazioni pubbliche promosse per l’occasione, egli non viola la sua neutralità. Non la viola nemmeno se si astiene dal lavoro quando è indetto uno sciopero per motivi economici.

Vi sarà invece una violazione di neutralità quando il cristiano partecipa attivamente ad una manifestazione pubblica, scendendo forse in piazza con i cortei che generalmente sono org. per l’occasione o comunque sostenendo pubblicamente le parti in lotta, incitando o con la propria presenza. Ma se il cristiano si astiene dal lavoro e usa quel tempo per studiare assieme alla sua famiglia, per andare in servizio, visitare i suoi conservi o anche per svagarsi, allora non vi è nessuna violazione di neutralità. Egli semplicemente si astiene dal lavoro perché la maggioranza dei suoi colleghi se ne astengono. Generalmente i ns. fratelli si astengono dal lavoro quando è indetto uno sciopero, per motivi di sicurezza personale. Nell’Italia del nord può essere molto pericoloso non astenersi dal lavoro in caso di sciopero. I fratelli se ne astengono indipendentemente dai motivi per cui esso è indetto per rimanere possibilmente in buona salute e per non creare problemi con i loro compagni di lavoro che non è il caso di suscitare.

Naturalmente se qualche cristiano è turbato dovendo astenersi dal lavoro quando è indetto uno sciopero per motivi politici, allora farebbe bene a non astenersi essendo naturalmente pronto a subire qualsiasi conseguenza ne potrebbe derivare. Decidendo in tal senso non dovrebbe criticare i suoi conservi che forse decidono di astenersi dal lavoro, e questi ultimi non dovrebbero a loro volta criticarlo perché ognuno decide in base alla propria condotta. Criticare l’operato del proprio fratello significherebbe imporre la propria coscienza ad altri e ciò non è corretto.

Ci poni una domanda in relazione alla posizione del cristiano rispetto al sindacato. I principi esposti nella W 61 p 607, sono ancora validi. Il cristiano deve ubbidire al principio esposto in 1Tm 5:8. Mentre adempie tale responsabilità può essere necessario appartenere ad un sindacato e pagare i contributi perché tale organismo legale si interessi di assicurargli un lavoro. Però è una cosa del tutto diversa partecipare alle attività del sindacato fino al punto di occupare una posizione ufficiale. Vale lo stesso principio per cui il cristiano non accetterebbe mai un incarico governativo, benché paghi le tasse al governo. È il principio della neutralità.(Gv 17:16) Dunque possiamo dire che benché il cristiano paghi le tasse e possa in coscienza sentirsi libero di essere iscritto ad un sindacato, pagandone i contributi e ubbidendo all'invito di smettere di lavorare in caso di sciopero, è antiscritturale accettare una posizione ufficiale nel sindacato. (SCC:SSA 8.1.79)

È una questione personale iscriversi o meno a un sindacato. Il fatto in sé non viola alcun principio biblico, potendo ritenersi come un'assicurazione sul lavoro, qualcosa che aiuta a ubbidire al comando di provvedere alla propria famiglia.(1Tm 5:8) Dovendo però il cristiano ubbidire anche ad altri comandi, come quelli riportati in 2Tm 2:24, Ro 12:18 e Gv 17:16, non ricoprirà alcun incarico nell'ambito del sindacato, né parteciperà alle riunioni, agitazioni, cortei da esso indetti. Ovviamente se iscritto, pagherà i contributi e ubbidirà all'invito di smettere di lavorare in caso di sciopero, se lo desidera, senza che in questo vi sia qualcosa di sbagliato. Starà comunque attendo a non violare la propria neutralità cristiana. (FPA 21.8.79)

ASSISTERE A RIUNIONI FATTE DA SINDACALISTI:


Ci informate del fatto che alcuni fratelli pescatori, sono andati ad ascoltare dei discorsi fatti da sindacalisti e uomini politici per essere informati sullo svolgimento dei vari scioperi ma non facendo nulla che indichi la loro attiva partecipazione. Desiderate sapere se hanno violato la neutralità cristiana. Nella lettera è detto che questi fratelli non hanno partecipato a nessun tipo di manifestazione.

Con questo comprendiamo che sono andati sul posto, si sono seduti e hanno ascoltato senza intervenire. Se le cose stanno così, non crediamo che essi abbiano violato la neutralità. W 61 p 607 Però vi sono alcune considerazioni da fare. Se questi fratelli ricoprono incarichi nella cong. e ciò che hanno fatto ha recato turbamento fino al punto che ora non li stimano più come es., allora sarebbe necessario esaminare i loro requisiti. Se invece hanno preso parte attiva alla manifestazione, allora hanno violato la neutralità e occorre esaminarli con un comitato giudiziario (15.12.82)

OCCUPAZIONE DELLA FABBRICA:


Occupare la fabbrica dove si lavora non è una cosa appropriata per un cristiano. Sarebbe come se noi andassimo in casa di un’altra persona e facciamo questo con la forza come viene fatto quando si occupa una fabbrica. Come il cristiano non prende parte attiva in uno sciopero ma si limita soltanto ad astenersi da lavoro senza scendere in piazza con manifestazioni, nella stessa maniera non prende parte all’occupazione di una fabbrica (SCA:SSA 10.3.76)

ESSERE ISCRITTI ALL'A.C.L.I.:


Le A.C.L.I. furono costituite nel ‘45 e tra gli scopi principali si prefiggono: Istruire i lavoratori nella conoscenza dei loro problemi e interessi, svolgere opera di educazione e di elevazione religiosa, morale, sociale e culturale a favore dei soci; salvaguardare la professione della fede e della morale cattolica negli ambienti di lavoro; perfezionare le capacità tecniche e professionali dei lavoratori; ... Da quanto sopra comprendiamo che chi diviene socio di tale associazione, diviene un apostata. In questo caso vale quanto scritto nella W 15.6.79 in relazione all'Associazione Cristiana dei Giovani (IMCA). Comunque riteniamo che sia giusto distinguere chi diviene socio di tale associazione da chi semplicemente si rivolge ad essa per avere delucidazioni in materia di lavoro. Chiedere informazioni non sign. associarsi o far parte di tale associazione (SCB:SSD 8.10.80)


Crisi di coscienza,
Fedeltà a Dio
o alla propria religione?
Di Raymond Franz,
già membro del
Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova
Click sull'immagine per
accedere alla pubblicazione
 
   
       
 
   
       
01/08/2020
Torna ai contenuti