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:: STORIA :: Rutherford e il 1925 «L'anno 1925 è una data
definitivamente e chiaramente segnata nelle Scritture, anche più chiara
di quella del 1914» - The Watch Tower, 15/7/1924, p. 211.
(Cliccare qui per visualizzare la pagina originale). Molto si è detto sull’importanza del 1925 e sul suo significato. Ma, poiché siamo in fase di approfondimento, è dietro alle dichiarazioni ufficiali che vogliamo andare, per renderci conto del significato e delle implicazioni che, allora, erano strettamente collegati con questo anno “segnato”. L’ultima parola sull’argomento risale al 1993, anno nel quale la Società pubblico il libro I Testimoni di Geova: Proclamatori del Regno di Dio. In esso così fu presentata la vicenda relativa al 1925:
Nel discorso “Milioni ora viventi non morranno mai”, pronunciato da J.F.
Rutherford il 21 marzo 1920 in un teatro di New York, l’Hippodrome, fu
richiamata l’attenzione sul 1925. In base a che cosa era ritenuto un anno
significativo? In un opuscolo pubblicato nello stesso anno, 1920, veniva
fatto rilevare che, calcolando 70
Giubilei completi da quella che era ritenuta la data dell’entrata di Israele
nella Terra Promessa (invece di iniziare dall’ultimo Giubileo tipico
prima dell’esilio in Babilonia e poi contando sino all’inizio
dell’anno del Giubileo alla fine del 50°
ciclo), questo poteva indicare il 1925. Basandosi su quanto era detto
lì, molti speravano che forse i rimanenti del piccolo gregge avrebbero
ricevuto la ricompensa celeste nel 1925. quell’anno fu collegato anche
con previsioni per la risurrezione dei fedeli servitori di Dio precristiani
che avrebbero servito sulla terra quali principi in rappresentanza del
Regno celeste. Se ciò fosse avvenuto veramente, voleva dire che milioni
di persone allora in vita sulla terra potevano sperare di non morire mai.
Che felice prospettiva! Benché fosse sbagliata, ne parlarono con zelo
ad altri.
Queste parole, che potrebbero a prima vista sembrare un tentativo di ammettere sinceramente un fallimento, ad un attento esame mostrano chiaramente lo scopo per il quale sono state scritte. Si notino le espressioni significative che le intercalano: “molti” speravano; “forse” avrebbero ricevuto la ricompensa. Il lettore geovista, abituato al linguaggio ambiguo della Società, recepisce facilmente che non tutti ci credevano, ma “molti”, e che non si trattava di un’affermazione dogmatica, essendo ammorbidita da un “forse”. Inoltre, ciò che realmente conta non è che si trattasse di un’affermazione vera, ma di una “felice prospettiva” di cui parlare con il consueto “zelo” ad altri! Questo, d’altra parte, è sempre stato lo stile con cui il Corpo Direttivo ha presentato la sua versione della storia agli altri. Si prenda per esempio il commento a questo stesso episodio presentato nell’Annuario del 1981. In esso si lamentava che il fallimento della profezia del 1925 aveva suscitato una certa ilarità negli oppositori degli Studenti Biblici, e non solo questo: il libro lamentava che “la fede di alcuni fratelli fu scossa”. Invece di ammettere che si era trattato di un ennesimo fallimento e riprova dell’inattendibilità del “profeta” ufficiale dell’organizzazione, l’episodio fu etichettato come una “prova”, quasi una provocazione del demonio. Ma non solo. Le parole di quell’Annuario mostrano con una chiarezza mai più ripetuta, l’atteggiamento di Rutherford verso i suoi stessi errori, un atteggiamento di assoluta indifferenza per gli altri, ai quali pretendeva di far accettare qualunque cosa egli dicesse senza fiatare:
Domanda: I dignitari dell’antichità sono tornati? Risposta:
Certo che no. Nessuno li ha visti, e sarebbe sciocco fare un tale annuncio.
Il libro ‘Milioni’ diceva che potevamo ragionevolmente attenderci il loro
ritorno poco dopo il 1925, ma quella era semplicemente un’opinione.[1]
Queste le parole di Rutherford. Per sua stessa ammissione sarebbe stato “sciocco” un annuncio del genere. Questa è, naturalmente, un’ovvietà. Ma serve a preparare il terreno alla frase successiva, quella di un’attesa “ragionevole”, o meglio, di una semplice “opinione”. Ma si trattava veramente di un’opinione? Non sembrerebbe proprio, a giudicare da quanto il lettore di The Golden Age poteva leggere, sull’ultima pagina di copertina di ogni numero della rivista per tutto il 1921. La pubblicità del libro Milioni ora viventi non morranno mai non era presentata come un’«opinione». Davvero no. Infatti, accanto al titolo una dicitura annunciava al lettore: “Tu puoi essere uno di loro!”. E poi aggiungeva:
Ti attirano queste cose? Una vita umana senza fine, salute perpetua; condizioni
politiche soddisfacenti e durevoli; buone condizioni economiche; non più
timore dei padroni, i medici, gli sceriffi, degli impiegati, degli uomini
e degli angeli malvagi, degli animai feroci, della vecchiaia; non più
cecità, né più storpi, ciechi o sordi; non più mal di testa, occhiali
da vista, dentiere, gambe di legno; malattie, infermità o pestilenze;
non più ignoranza né superstizione; non più tristezza; non più lagrime!
No, non stiamo scherzando: Queste cose e molte altre ancora sono
assolutamente certe, perché sono promesse dalla Parola di Dio. Il mondo
è già finito, e solo nella Bibbia vi è il vero significato di questo termine;
e l’antitipico Giubileo, il tempo della restituzione terrena, la sua primavera,
comincerà a calcolarsi dal 1926. Quando giungerà tale tempo,
tutte le benedizioni sopra elencate non giungeranno immediatamente, ma
arriveranno speditamente su
quelli che vivranno nei prossimi cinque o sei anni di tribolazioni. Se
ipotizziamo che nove persone su dieci attualmente viventi sulla terra
muoiano di carestia, pestilenza, malattie e violenze durante i prossimi
cinque anni (e certamente stiamo sovrastimando il numero), in tal caso
rimarrebbero in vita sono 160.000.000 di persone che rappresenteranno
i primi esseri umani che trarranno beneficio dalla promessa di Gesù: “Chiunque
vive e crede in me, non morrà mai”. - Giovanni 11:26. Quest’argomento,
in forma di discorso, è stato recentemente trattato dal giudice Rutherford
davanti a degli uditori di molte grandi città degli Stati Uniti, Gran
Bretagna, Europa continentale e Palestina. La partecipazione è stata eccezionale
e l’interesse notevolissimo. A motivo del suo grande interesse,
ed in risposta a ripetute richieste di ottenerlo in forma scritta, il
giudice Rutherford ha disposto di produrlo in forma ampliata, corredandolo
di appropriate scritture e con esempi tratti dagli eventi attuali. Lo
si può ottenere in forma rilegata, a 25 centesimi la copia, comprese le
spese postali.
Non sembra propria che qui il “giudice” stesse presentando ai suoi lettori una semplice «ipotesi», non è vero? Al contrario, la pubblicità del libro parla di cose “assolutamente certe”. Anzi, si permette pure di calcolare il numero delle vittime e quello dei superstiti. Questa sua certezza era tanto radicata da consentirgli di scrivere, l’anno successivo:
“Ogni persona ragionevole può vedere che è vicino un grande culmine. Le
Scritture indicano chiaramente che quel culmine è rappresentato dalla
caduta dell’impero di Satana e dal completo stabilimento del regno messianico.
Questo culmine sarà raggiunto nel 1925, che contrassegnerà l’inizio dell’adempimento
della promessa attesa da lungo tempo di vitali benedizioni per il popolo:
i milioni di persone adesso viventi sulla terra e che continueranno a
vivervi, e quelli che obbediranno alle giuste leggi della nuova disposizione
anch’essi vivranno per sempre. Perciò possiamo fiduciosamente dire in
questo tempo che Milioni ora viventi
non morranno mai”.[2]
Neanche questa sembra una semplice ipotesi. Come certamente non lo era la dichiarazione con la quale si elencavano i futuri governanti della terra. Anzi, ne viene provveduta la prova scritturale con queste parole:
Chi quindi saranno i governanti visibili, o i rappresentanti del potente
Re dei re e Signore dei signori? Tali governanti visibili sono uomini
che hanno dimostrato la loro lealtà alla verità e alla giustizia, e che
saranno costituiti proprio per tale scopo. Vi fornirò la prova Scritturale
di quanto dico. Prendete la vostra Bibbia e leggete l’undicesimo capitolo
di Ebrei. Lì troverete un elenco di uomini enumerati dall’Apostolo, a
cominciare da Abele fino all’ultimo dei profeti. Si tratta di uomini fedeli,
che amavano la giustizia e odiavano l’iniquità. Essi nono erano popolari
nel mondo. Al contrario, essi furono lapidati; furono segati a pezzi;
trucidati con la spada; errarono nei deserti, furono cacciati, afflitti,
tormentati; e il mondo non era degno di loro. Essi furono leali a Dio
nelle peggiori circostanze e condizioni ... Sapendo che il vecchio mondo
sta per passar via, che il nuovo sta per arrivare, che è giunto il tempo
della restituzione, noi possiamo ora fiduciosamente dire che milioni
ora viventi non morranno mai. Per questa ragione gli Studenti Biblici
stanno proclamando questo messaggio della buona notizia su tutta la terra.[3]
Ecco, alla luce di quanto esposto sopra nessun dubbio può permanere in merito alla comprensione del reale significato del 1925. Esso rappresentava la fermissima convinzione che in quell’anno i milioni di persone (non tanti milioni, però) viventi in quel tempo, e precisamente i seguaci del “giudice” Rutherford, avrebbero superato indenni la “grande tribolazione per non morire mai più. Nella radicata certezza di quell’avvenimento, proprio l’anno precedente ad esso, era stato pubblicato un libro intitolato The Way to Paradise (La via del paradiso). In esso al capitolo XI, intitolato “Principi su tutta la terra”, la cui lettura è veramente illuminante. Riportiamo di seguito alcuni significativi estratti:
Senza dubbio molti ragazzi e ragazze che leggono questo libro vivranno per vedere Abraamo, Isacco,
Giacobbe, Daniele, ed altri fedeli uomini dell’antichità venir fuori nella
gloria della loro “resurrezione migliore”, perfetti mentalmente e fisicamente.
Cristo non impiegherà molto tempo per collocarli in incarichi di onore
e autorità quali suoi rappresentanti terreni. Dapprima essi troveranno
tutto molto strano, ma si abitueranno ben presto ai nuovi metodi. Forse
inizialmente potranno avere qualche esperienza divertente; giacché non
hanno mai visto telefoni, radio, automobili, luci elettriche, aeroplani,
macchine a vapore, e molte altre cose tanto familiari per noi.
Che privilegio vivere proprio in questo tempo e vedere la fine del vecchio
(mondo) e l’inizio del nuovo! Di tutte le epoche della storia umana, quella
odierna è la più meravigliosa. Chi non desidererebbe conoscere
quelli che Dio onora! ... così supponiamo che voi siate fra quelli che
sono menzionati in Isaia 65:21-25. Comincerà la vostra attesa di vedere
ritornare dalla tomba vostro padre e vostra madre che con tanta tristezza
avete visto seppellire prima dell’avvento del regno, per poter godere
con loro tutte queste buone cose. Chi può sapere se non avrete il privilegio
di fare richiesta del genere a quei principi affinché essi la rivolgano
a loro volta a Cristo perché sia esaudita? Questo è ciò che deve accadere,
prima o poi; poiché egli ha promesso che “tutti quelli che sono nelle
tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori”. (Giovanni 5:28, 29) ...
Supponiamo che voi siate in vita dopo che il regno è stato stabilito e
le sue benedizioni hanno cominciato a fluire abbondanti verso tutti. Naturalmente
ci vorrà un certo tempo per mettere ogni cosa nel suo giusto ordine dopo
i grandi sconvolgimenti che avranno luogo fra ora e il 1926. Forse ci
vorranno dieci anni o più prima che rimettiate in ordine la vostra casa,
e che i giardini comincino a dare frutti lussureggianti e appetitose verdure
in abbondanza. Anche se ci volesse più tempo ciò vi permetterà d’essere
preparati ancor meglio. Potrete assicurarvi i servigi dei
migliori decoratori che esistono. Forse alcuni di loro in precedenza lavoravano
nelle pompe funebri; ma poiché non vi saranno più persone da seppellire
devono cercarsi una nuova occupazione. Le loro esperienze quali operatori
funebri consentiranno loro di diventare decoratori con pochissime difficoltà.
Tutto è pronto per ricevere i vostri genitori. La casa è sistemata;
per loro avete preparato una camera speciale, con tutto ciò che secondo
voi è necessario per provvedere loro ogni comodità. Quindi vi metterete
in contatto con i principi di Gerusalemme, spiegherete loro la vostra
situazione e chiederete che vostro padre e vostra madre siano ridestati.
Attenderete in gioiosa aspettazione. Finché una certa mattina udrete parlare
nella stanza che avevate predisposto allo scopo. Non vi era nessuno la
sera precedente. Voi sapete che non può trattarsi di nessun ladro o intruso;
poiché tutte le persone del genere sono state eliminate. Così non avrete
la minima paura; vi avvicinerete alla porta e ascolterete. Udrete la voce
familiare di vostro padre dire a vostra madre; “Mamma, dove ci troviamo?
Stiamo sognando? La sola cosa che ricordo è che stavo partecipando al
tuo funerale la scora estate; quindi anch’io mi ammalai e chiamai il dottore,
e questa è l’ultima cosa che ricordo”. La madre risponderà:
“Neanch’io ci capisco niente, mio caro. Il mio ultimo ricordo e che ero
tanto ammalata, e tute i medici stavate al mio capezzale, e tu mi tenevi
la mano. C’è accaduto poi? Non siamo più ammalati adesso, e questa stanza
è diversa da tutte quelle che conosco. É tutto così bello e pacifico.
Sento gli uccelli cantare! Dove hai preso il tuo abito? Sei così bello
come il giorno del nostro matrimonio”. Il padre esclama: “Supponiamo
che tu mi permetta di rivolgerti alcune domande! Tu dove hai preso il
tuo vestito? Sembra che tu stia uscendo dalle mani di uno stilista, non
riesco più a capire niente, siamo in cielo o stiamo diventando pazzi?”
A quel punto non potete più attendere oltre. Con il cuore colmo
di gioia e di eccitazione, aprirete la porta e vi precipiterete dentro
esclamando, “Papà! Mamma! Non siete né in cielo né siete pazzi. Siete
proprio qui, siete gli stessi di sempre. Siete realmente qui. sono così
felice, così contento, che non riesco nemmeno a esprimermi”.
A queste frasi stucchevoli, specialmente se si pensa che il buon Rutherford della sua, di famiglia, se n’era sempre infischiato, e che più ci stava lontano, più si sentiva meglio, fanno seguito dei dialoghi nei quali il buon papà e la buona mamma, commentano in modo entusiastico su tutto ciò che li circonda, dalle nuove scoperte scientifiche a quant’altro. E così via con piacevolezze di questo genere. D’altra parte il libro, con i suoi suggerimenti sulla preparazione di camere per i risuscitati, non fa altro che spiegare quanto la stessa Società aveva fatto preparando una casa munita di tutti i comfort per i patriarchi che, di lì a poco, si sarebbero recati a prenderne possesso.[4] Non vi è dubbio che fu con piena ragione che il defunto quarto presidente della Società Torre di Guardia, riferendosi a questo fatto, in un discorso del 1975, citasse le parole di Rutherford che avrebbe ammesso ‘di aver fatto la figura dell’asino’ in quella circostanza.[5] [1] Vedi anche, per ulteriore approfondimento, Analisi di una setta, di Achille Aveta, Filadelfia editrice, 1985, capitolo 3°. [2] The Golden Age, 4 gennaio 1922, pagina 217. [3] The Golden Age, 2 luglio 1924, pagine 634-636. [4] Vedi I testimoni di Geova: un’ideologia che logora, di Achille Aveta, Edizioni Dehoniane, 1990, pagine 267, 268. [5] Vedi Apocalypse Delayed, pagina 58. La Società conferma questa dichiarazione di Rutherford, però la addolcisce. Così infatti la riporta nella Torre di Guardia del 1° maggio 1988, pagina 23: “Riferendosi alle sue affermazioni errate circa ciò che potevamo aspettarci nel 1925, una volta [Rutherford] confessò a noi della Betel: ‘Ho fatto la figura dello sciocco’”. Quanto riportato in questa pagina è una parte di uno studio molto più ampio e completo che si può scaricare qui (formato zip, 124kb). Il materiale può essere liberamente usato per lo studio e l'approfondimento, con l'unica limitazione di citarne ogni volta la fonte.
«Questi uomini fedeli [Abramo, Isacco, ecc.] possiamo aspettarli
sulla terra entro i prossimi pochi anni che verranno...» - Libro
L'Arpa di Dio (scritto nel 1921), pagina 340.
Cliccare
qui
Pagina 88 del libro Milioni ora viventi non morranno mai, scritto da Rutherford nel 1920
Il Giubileo
Un intendimento del Sistema del giubileo, che Geova ha inaugurato con
Israele, getta una gran luce sopra gli immediati eventi futuri. Chiaramente
le sacre Scritture indicano che Israele, mentre Dio trattava con loro
per più di 18 secoli, era un popolo tipico. La loro legge era tipicale,
prefigurando cose più grandi e migliori avvenire. Il Signore comandò a
Mosè di istituire il sistema del sabbato, l’anno che Israele entrò nella
terra di Canaan, il quale fu 1575 anni prima Cristo (Levitico 25:1-12
), e che ogni cinquantesimo anno, dovrebbe essere per loro del giubileo.
Questo fu fatto nel decimo giorno del settimo mese, il giorno dell’espiazione.
“ E ne santificherete il cinquantesimo anno e ne annunzierete remissione
nella terra verso tutti i suoi abitanti: esso sarà un giubileo (anno di
remissione) per voi, ed ognuno dovrà ritornare nella sua possessione ed
ognuno dovrà ritornare nella sua famiglia. Altri versetti biblici, indicano
che dovevano essere osservati settanta giubilei. ( 2 Cronache 36:17-21;
Geremia 25.11 ). Un semplice calcolo, ci porta a questo fatto importante:
Settanta giubilei di 50 anni ognuno, fanno un totale di 3500 anni. Questo
periodo di tempo cominciato nel 1575 prima l’anno di Cristo, per necessità
ha la sua fine nell’anno 1925, nel quale tempo il tipo finisce, ed il
grande antitipo quindi deve marcare il principio del restauro di tutte
le cose. La cosa principale da essere ristorata, é la razza umana alla
vita, e poiché altre scritture definitivamente stabiliscono di fatto,
che vi sarà una risurrezione di Abrahamo, Isacco, Giacobbe, ed altri fedeli
del passato, e che questi avranno il primo favore, dobbiamo attenderci
che il 1925 sarà testimone del ritorno di questi fedeli uomini d’Israele
dalla condizione di morte, risorti, e completamente ristorati alla perfetta
umanità, e così essere i visibili e legali rappresentanti del nuovo ordine
delle cose sulla terra. |