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:: STORIA :: Quando fu distrutta l'antica Gerusalemme? Seconda parte I testimoni di Geova hanno pubblicato due nuovi articoli
in cui dicono che Gerusalemme
Analisi dell'articolo pubblicato nella "Torre di Guardia" del 1° novembre 2011, pp. 23-28. Significato delle abbreviazioni usate in questo studio:
Nota: gli argomenti presentati in questo articolo della "Torre di Guardia" e nell'articolo del 1° ottobre si basano su due libri scritti a sostegno della cronologia della Società Torre di Guardia dal testimone di Geova norvegese Rolf Furuli. Entrambi i libri di Furuli sono stati ampiamente confutati in articoli e recensioni pubblicate sul web e altrove. [1]
Pag. 22 della "Torre di Guardia": LA BIBBIA dice che, “affinché
si adempisse la parola del Signore pronunziata per bocca di Geremia”,
i prigionieri ebrei rimasero in esilio a Babilonia “finché furono
compiuti i settant’anni”. Quando vennero liberati? “Nel primo anno [di
regno] di Ciro, re di Persia”. (2 Cronache 36:21, 22, Nuova Riveduta)
La storia biblica e quella secolare concordano nel dire che questo esilio
a Babilonia terminò dopo che Ciro ebbe conquistato Babilonia e
liberato gli ebrei, i quali tornarono a Gerusalemme nel 537 a.E.V. Dato
che la Bibbia afferma esplicitamente che l’esilio durò 70 anni,
quest’ultimo dev’essere iniziato nel 607 a.E.V.
Come abbiamo visto nell'analisi dell'articolo del 1° ottobre (link), non è affatto vero che la "Bibbia afferma esplicitamente che l'esilio durò 70 anni". I settant'anni di cui parla Geremia furono "settant'anni per Babilonia" e si riferivano alla durata del dominio di quella nazione (609-539 a.C.) e non alla durata dell'esilio degli Ebrei. Si tratta di 70 anni di servitù per tutte le nazioni assoggettate a Babilonia. E questi settant'anni finirono nel 539, quando Ciro conquistò Babilonia. La data del 537 come anno in cui finirono i 70 anni non si basa sulla Bibbia. Quindi, dato che la Bibbia non dice che l'esilio durò 70 anni e non dice nemmeno che i 70 anni "per Babilonia" finirono nel 537, la data del 607 a.C. è priva di qualsiasi fondamento. Pp. 22, 23 dell'articolo: Eppure la maggioranza degli studiosi
colloca la distruzione di Gerusalemme nel 587 a.E.V., il che ridurrebbe
a 50 gli anni dell’esilio. Come giungono a questa conclusione? Basano
i loro calcoli su antichi documenti cuneiformi che riportano dettagli
su Nabucodonosor II e i suoi successori. Molti di questi documenti furono
scritti da uomini che erano in vita al tempo della distruzione di Gerusalemme
o comunque in periodi non lontani. Ma quanto sono affidabili i calcoli
che conducono al 587? Cosa indicano veramente questi documenti?
Per rispondere, prendiamo in considerazione tre tipi di documenti a cui spesso fanno riferimento gli studiosi: (1) le Cronache babilonesi, (2) tavolette commerciali e (3) tavolette astronomiche. La WTS, come ha fatto anche nell'articolo precedente, vuole far credere che non vi sia il consenso unanime degli studiosi in merito alla data del 587. Scrive infatti che "la maggioranza" degli studiosi colloca la distruzione di Gerusalemme in tale data. In realtà, tutti gli studiosi del mondo sono concordi nell'accettare tale cronologia. Gli unici che mettono in discussione questa data sono i testimoni di Geova. Per cercare di sostenere l'erronea data del 607 a.C. la WTS cerca di nuovo di minare l'attendibilità delle fonti a cui fanno riferimento gli studiosi: (1) le Cronache babilonesi, (2) tavolette commerciali e (3) tavolette astronomiche. Come si è visto nel precedente articolo della "Torre di Guardia", queste fonti, ora criticate, venivano citate per sostenere la data del 539 a.C., data che la WTS accetta e ritiene fondamentale per stabilire la "cronologia biblica". Vediamo però che quando le stesse fonti contraddicono questa sua cronologia, allora la WTS cerca di screditarle. Un comportamento a dir poco contraddittorio. Pagina 23: Le Cronache babilonesi
Cosa sono? Sono una serie di tavolette che documentano importanti avvenimenti della storia babilonese. Cosa hanno detto gli esperti? Ronald Sack, un’autorità nello studio dei documenti cuneiformi, afferma che la registrazione di importanti avvenimenti contenuta nelle Cronache è incompleta.* Secondo Sack, gli storici devono consultare “fonti secondarie . . . nella speranza di determinare ciò che accadde veramente”. Cosa indicano i documenti? La storia riportata
nelle Cronache babilonesi presenta delle lacune. (Vedi il riquadro qui
sotto). E' quindi logico chiedersi: quanto sono attendibili le deduzioni
basate su una simile documentazione?
Il fatto che vi siano delle lacune nella storia registrata nelle Cronache babilonesi non dimostra che vi siano delle lacune anche nella cronologia. Per gli anni che non sono menzionati nelle Cronache esistono centinaia di tavolette commerciali per ciascun anno, così che l'intero periodo neobabilonese è completamente documentato. Le tavolette commerciali mostrano che in alcun casi vi sono state delle sovrapposizioni di alcuni mesi fra i regni della dinastia neobabilonese, ma non c'è mai stato alcun vuoto, lacuna o spazio dove poter inserire altri regnanti. Non esiste nessuna tavoletta commerciale per i vent'anni che la Torre di Guardia aggiunge al periodo neobabilonese: questo periodo non è in alcun modo documentato. Anche questo fatto contribuisce a dimostrare che la "cronologia" della WTS è senza dubbio erronea. Per quanto riguarda le lacune nella storia, si può osservare che anche la storia menzionata nella Bibbia è estremamente lacunosa, come illustra la sottostante tabella: solo 9 dei 70 anni menzionati nella Bibbia sono sostenuti da riferimenti scritturali. Ma ciò non significa che le date riportate nella Scrittura non siano attendibili. Nessun TdG direbbe che queste lacune rendano inattendibile la storia biblica. La WTS usa quindi due pesi e due misure quando cerca di screditare la testimonianza delle Cronache babilonesi. Cliccare per ingrandire Pagine 23 e 24: Tavolette commerciali
Cosa sono? La maggior parte delle tavolette commerciali risalenti al periodo neobabilonese sono delle ricevute. Su di esse sono riportati giorno, mese e anno di regno del sovrano allora sul trono. Ad esempio, su una tavoletta si legge che una transazione ebbe luogo “il 27° giorno di nisan dell’11° anno di Nabucodorosor [noto anche come Nabucodonosor II], re di Babilonia”. Quando un re moriva o era deposto e uno nuovo saliva al
potere, i restanti mesi di quell’anno di regno venivano considerati
l’anno di ascesa al trono del nuovo sovrano.* Il passaggio da un re
al successivo avveniva dunque nello stesso anno del calendario babilonese.
Per logica, quindi, durante l’anno di ascesa del nuovo sovrano il mese
riportato sulle tavolette doveva essere successivo all’ultimo mese di
regno del precedente re. Esempio di tavoletta commerciale
Datata al 595 a.C., questa tavoletta menziona un dono
di 1.7 lbs. di oro fatto A questo punto la WTS cita un esperto per cercare di dimostrare che la testimonianza di queste tavolette - usata nel precedente articolo per sostenere la data del 539 a.C. - sarebbe incerta e non consentirebbe quindi di stabilire la data esatta della caduta di Gerusalemme. Ecco cosa si legge a p. 24 dell'articolo:
Quando la WTS cita degli studiosi indipendenti, cade nel solito metodo, di citare in maniera fuorviante e fuori dal contesto, facendo dire a tali studiosi quello che non hanno realmente detto. Ecco cosa dice realmente Ronald Sack nella pagina citata dalla WTS: Attention is immediately focused on the
occurrence of two tablets dated to the same day, with one (an Uruk
text) containing the name of Nebuchadnezzar, and on the other (probably
from Sippar) bearing the name of his son and successor, Amel-Marduk. This,
on the surface at least, would seem to warrant the conclusion that
Amel-Marduk reign commenced on or about October 8, 562.
However, two new unpublished British Museum texts, recently placed at my disposal, completely upset this convenient arrangement. ... The texts, surprisingly enough are quite clearly dated to the months of Dueuzu and Abu (i.e., the fourth and fifth months of the Babylonian calendar year) of the accession year of Amel Marduk, and thus clearly overlap the final, or forty-third year, of his father Nebuchadnezzar. As Parker and Dubberstein have already shown, texts continue to be dated to the reign of Nebuchadnezzar throughout the month of Ululu (sixth month) of his final year. ... The existence of two texts dated to the same day (Oct. 8, 562), with one bearing the name of Amel Marduk, and the other of Nebuchadnezzar, more than likely points to the early days of October as the time when the king actually died. In view of this new (though admittedly scanty) evidence, it seems much more probable that a kind of coregency existed prior to Nebuchadnezzares death. Traduzione L'attenzione è immediatamente concentrata
sulla presenza di due tavolette datate lo stesso giorno, con una
(un testo di Uruk) che contiene il nome di Nabucodonosor, e su un'altra
(probabilmente da Sippar) che porta il nome di suo figlio e successore,
Amel-Marduk. Questo, almeno da un primo esame, sembrerebbe giustificare
la conclusione che il regno di Amel-Marduk iniziò intorno all'8 ottobre
562.
Tuttavia, due nuovi testi inediti del British Museum, recentemente messi a mia disposizione, hanno completamente ribaltato questa conveniente soluzione. ... I testi, abbastanza sorprendentemente sono chiaramente datati ai mesi di Dueuzu e Abu (cioè i mesi quarto e quinto dell'anno civile babilonese) dell'anno di ascesa di Amel Marduk, e quindi chiaramente si sovrappongono all'ultimo, o quarantatreesimo anno, di suo padre Nabucodonosor. Come Parker e Dubberstein hanno già dimostrato, i testi continuano a essere datati al regno di Nabucodonosor tutto il mese di Ululu (sesto mese) del suo ultimo anno. ... L'esistenza di due testi datati lo stesso giorno (8 ottobre, 562), con uno che porta il nome di Amel Marduk, e l'altro di Nabucodonosor, più che probabilmente indicano i primi giorni di ottobre come il momento in cui il re è effettivamente morto. In considerazione di questa nuova (anche se certamente insufficiente) prova, sembra molto più probabile che una sorta di coreggenza esistesse prima della morte di Nabucodonosor. La WTS vorrebbe far credere che la testimonianza delle tavolette commerciali non è attendibile e che potrebbero essere "stati omessi alcuni re nella successione dei sovrani" (p. 24). Citano quindi alcuni esperti, come Sack, per insinuare dubbi sull'effettiva durata del dominio dei regnanti babilonesi. Ma, come si vede leggendo il contesto da cui la WTS ha citato solo due parole ("completamente ribaltato"), Sack non dice affatto quello che la WTS vuole far credere che egli dica. In questi paragrafi, il dott. Sack ha scritto semplicemente che le tavolette indicano una sovrapposizione, e non un vuoto, fra i due regnanti. Sack scrive che la "conveniente soluzione" di pensare che ad un re ne seguì un altro è stata "completamente ribaltata" da questa nuova prova di una sovrapposizione. Dal momento che entrambi i re affermano di essere al potere lo stesso giorno, ciò dimostra che non c'è stato alcuno spazio, o periodo vacante, per altri regnanti e che quindi la durata complessiva dei regni neobabilonesi non viene modificata, come vorrebbe invece insinuare (e sperare) la WTS. Alla cronologia della WTS mancano 20 anni. Questi vent'anni "mancanti" gli scrittori della "Torre di Guardia" li devono cercare da qualche altra parte, e non facendo dire a Sack (e ad altri esperti) quello che né lui, né le tavolette da lui menzionate, dicono. Esempi di sovrapposizione (e non di lacune o periodi mancanti) vengono citati dalla WTS anche nei paragrafi seguenti dell'articolo:
Cosa indicano i documenti? Ci
sono ulteriori discrepanze nella successione tra i vari re. Per esempio,
un documento indica che Nabucodonosor II era ancora sul trono nel decimo
mese, sei mesi dopo il presunto inizio di regno del suo successore. Esiste
una simile discrepanza anche nella successione tra Amel-Marduk e Neriglissar.
Perché queste discrepanze sono significative? Come detto, le
lacune nella storia presentata dalle Cronache babilonesi inducono a
pensare che queste non siano un resoconto cronologico completo. E' possibile
che siano stati omessi alcuni re nella successione dei sovrani? In tal
caso bisognerebbe aggiungere alcuni anni al periodo neobabilonese. Quindi
né le Cronache babilonesi né le tavolette commerciali
consentono di stabilire con certezza che Gerusalemme fu distrutta nel
587.* * Esistono tavolette commerciali per tutti gli anni tradizionalmente attribuiti ai re neobabilonesi. Sommando tutti gli anni dei loro regni e contando a ritroso a partire dall’ultimo, Nabonedo, l’anno in cui Gerusalemme fu distrutta sarebbe il 587. Ma questa conclusione sarebbe valida solo se ogni re fosse succeduto al precedente nello stesso anno, senza alcun tipo di interruzione. Come già detto sopra, le "discrepanze" non sono dei vuoti o periodi mancanti, ma sovrapposizioni di pochi mesi. Anche il prof. Raymond P. Dougherty, citato dalla WTS nella nota 10, parla di un breve periodo (circa un mese) di sovrapposizione fra i regni di Labashi-Marduk e Nabonedo [3] Alla "cronologia" della WTS mancano non pochi mesi ma 20 anni. La Torre di Guardia ha quindi bisogno di estendere la durata del periodo neo-babilonese di 20 anni e cerca di trovare altri governanti o di allungare i regni dei sovrani conosciuti. Ma questa ricerca è del tutto vana, nonostante l'enorme numero di registrazioni disponibili. Fra le decine di migliaia di tavolette commerciali, non ce n'è una, infatti, che fornisca alla WTS le prove di cui ha disperatamente bisogno. Questi 20 anni "mancanti" non sono menzionati in nessuna di queste tavolette commerciali. Accettare le tesi della WTS significa quindi credere che per 20 anni i Babilonesi abbiano smesso di condurre affari, che per 20 anni non abbiano svolto nessuna attività commerciale, non abbiano quindi rilasciato fatture commerciali e che tutte le attività che venivano registrate minuziosamente su queste tavolette si siano completamente interrotte. La conclusione non può che essere una: queste registrazioni non esistono semplicemente perché questi 20 anni non sono mai esistiti. Tornando ai paragrafi succitati, la WTS parla di una discrepanza fra il regno di Nabucodonosor e quello del suo successore, Evil-Merodac. Come abbiamo detto, queste discrepanze riguardano periodi di pochi mesi in cui vi fu una sovrapposizione dei regni. Non si possono quindi usare per cercare di sostenere che vi siano dei vuoti o lacune, fino a giungere ad una durata di 20 anni. La Bibbia stessa dimostra, per esempio, che fra i regni di Nabucodonosor e quello del suo successore Evil-Merodac non vi fu alcuna lacuna o interruzione:
Nella Scrittura si legge che il primo anno di Evil-Merodac fu anche il "trentasettesimo anno dalla deportazione di Ioiachin". Ioiachin fu deportato a Babilonia l'8° anno di Nabucodonosor (2 Re 24:12, 15), per cui sommando i 36 anni di prigionia all'ottavo anno in cui iniziò il suo esilio si copre l'intero periodo del regno di Nabucodonosor: la Bibbia stessa dimostra quindi che Nabucodonosor regnò per 43 anni e che non vi fu alcuna interruzione o lacuna fra il suo regno e quello del suo successore Evil-Merodac. I tentativi della WTS di far credere che vi siano stati altri regnanti fra Nabucodonosor ed Evil-Merodac contraddicono quindi non solo la storia, ma la stessa Bibbia.
Nota a p. 24 della "Torre di Guardia":
Come abbiamo visto, non ci sono state interruzioni nella successione dei vari regnanti. Di conseguenza la conclusione espressa nella succitata nota è valida: Gerusalemme fu distrutta nel 587 a.C. E' interessante anche confrontare quanto affermato sopra, con quello che venne scritto nella "Torre di Guardia" del 15/06/1965. Ecco cosa si legge a p. 378 di questa rivista:
"Sommando tutti gli anni dei loro regni e contando a ritroso a partire dall'ultimo Nabonedo, l'anno in cui Gerusalemme fu distrutta" è il 587, proprio come si legge nella nota succitata. Nabucodonosor regnò 43 anni, come si legge nel libro "Perspicacia" (ed. WTS) p. 357:
Il suo successore, Evil Merodac, regnò 2 anni, come si legge nell'articolo qui sopra. (43+2 = 45) . Neriglissar (Nergalsharùsur) regnò 4 anni, sempre secondo quello che si legge nella Torre di Guardia del 1965 (45+4 = 49). Il successore, Labashi-Marduk, regnò 9 mesi (WT 65). Arrotondiamo ad 1 anno, per facilitare i calcoli: 49+1 = 50. Nabonedo regnò 17 anni (Perspicacia p. 355):
Aggiungiamo i 17 anni di Nabonedo: 50+17 = 67. Partendo dal 539, ultimo anno di Nabonedo e anno della caduta di Babilonia, e retrocedendo di 67 anni, si arriva al 606 a.C., che sarebbe l'inizio del regno del primo re di questa dinastia, cioè Nabucodonosor. In quale anno del suo regno Nabucodonosor distrusse Gerusalemme?
Togliendo 19 anni al 606 si arriva esattamente al 587, che è la data storicamente corretta della distruzione di Gerusalemme. La stessa WTS quindi ammette - involontariamente - che la data della caduta di Gerusalemme è il 587 a.C.
L'articolo prende ora in considerazione il terzo tipo di documenti a cui fanno riferimento gli studiosi, le tavolette astronomiche. Pagine 24 e 25:
Tavolette astronomiche
Cosa sono? Si tratta di tavolette cuneiformi che riportano le posizioni di sole, luna, pianeti e stelle insieme a informazioni storiche come l’anno di regno di un determinato sovrano. Per esempio, il diario astronomico qui sotto registra un’eclissi lunare avvenuta il primo mese del primo anno del regno di Mukin-zeri. Cosa hanno detto gli esperti? Gli esperti sono concordi nel dire che i babilonesi avevano elaborato tabelle e modelli astronomici dettagliati per prevedere le eclissi con una certa precisione. Ma i babilonesi potevano risalire con esattezza alla data di eclissi verificatesi nel passato? Il prof. John Steele dice: “E' possibile che alcune delle prime previsioni siano state fatte al momento della stesura del testo applicando il modello astronomico al passato”. (Il corsivo è nostro). Il prof. David Brown, il quale crede che le tabelle astronomiche includano previsioni fatte poco prima dei fenomeni narrati, riconosce la possibilità che alcune di queste fossero “calcoli che scribi effettuarono a posteriori nel IV secolo a.C. o in seguito”. Se furono calcoli a posteriori, si possono davvero ritenere assolutamente attendibili senza il sostegno di ulteriori prove? Anche se in una certa data ci fu effettivamente un’eclissi, non si ò dire con certezza che pure le informazioni storiche che lo scrittore della tavoletta mise in relazione con quella data siano accurate. Lo studioso Robartus van der Spek spiega: “A scrivere erano astrologi, non storici”. E aggiunge che alcune sezioni delle tavolette contengono informazioni storiche che sono “abbastanza superficiali” e che pertanto devono “essere usate con cautela”. Si cita qui il prof. John Steele per cercare di trovare un sostegno autorevole a quanto scritto nella "Torre di Guardia". Una persona che partecipa ad un forum americano ha scritto al prof. Steele per avere la conferma se effettivamente lui sostiene le tesi della WTS, come sembra indicare l'articolo della "Torre di Guardia". [4] Ecco la risposta dello studioso:
Traduzione
Da: Steele, John [indirizzo email cancellato]
A: marjoriealley [indirizzo di posta elettronica cancellato] Date: venerdì, 2 settembre 2011 09:32 Gentile Signora Alley, Grazie per la sua a e-mail riguardante la citazione del mio lavoro nel recente articolo della Torre di Guardia. Come lei suggerisce l'autore di questo pezzo ha travisato completamente quello che ho scritto, sia in quello che dico circa gli intervalli di tempo [lunar threes], sia in ciò che dico sulla possibilità di retro calcolazione delle eclissi (i miei commenti su ciò erano limitati ad un piccolo gruppo distinto di testi che sono diversi dal Diario di cui si sta discutendo). Ho dato un’occhiata all’articolo della Torre di Guardia e vedo che hanno travisato anche le vedute di altri studiosi con citazioni selettive e fuori dal contesto. Ho esaminato la data di VAT 4956 in diverse occasioni e non vedo la possibilità che essa possa essere datata in modo diverso dalla data convenzionale. Cordiali saluti, Il prof. Steele dice quindi che la WTS ha "travisato completamente" quello che lui ha scritto e che le sue parole sulla datazioni a posteriori si riferivano solo ad un piccolo gruppo distinto di testi. Nulla a che vedere quindi con l'attendibilità della cronologia neobabilonese universalmente accettata. Un altro esperto citato a p. 25 della "Torre di Guardia" è il prof. David Brown:
Di seguito la citazione completa: So, although it is conceivable that the
eclipse predictions dating to 731, 686, 684, 677, 668, and 649 BC were
actually retro-calculations undertaken by scribes in the 4th and later
centuries BC, it is much more likely that they were predictions
made and recorded shortly before each of those years, and that
they were only later incorporated into the Saros Canon.
Traduzione Quindi, anche se è ipotizzabile che le
previsioni di eclissi risalente al 731, 686, 684, 677, 668, e 649 a.C.
fossero in realtà calcoli che gli scribi effettuarono a posteriori nel
IV° secolo a.C. o in seguito, è molto più probabile che esse fossero
previsioni fatte e registrate poco prima di ciascuno di
quegli anni, e che solo più tardi vennero incorporate nel Canone
Saros.
Dalla citazione completa si nota qual è il vero pensiero dell'autore. Mentre l'articolo della "Torre di Guardia" enfatizza la possibilità che alcune registrazioni possano essere calcoli effettuati a posteriori, nei secoli successivi, in realtà, afferma David Brown, è molto più probabile che le iscrizioni siano state previsioni di eclissi. I moderni software astronomici possono mostrare com'era il cielo notturno di Babilonia per ogni data nella storia e dimostrano che gli eventi registrati dai Babilonesi si sono svolti proprio come essi hanno scritto. Non importa se un evento astronomico è stato previsto, visto, o calcolato a posteriori: con questi programmi astronomici si può provare se un evento ha realmente avuto luogo come hanno registrato i Babilonesi. Nel 1915, gli studiosi Paul V. Neugebauer e Ernst F. Weidner, senza l'ausilio dei moderni programmi informatici, hanno verificato le registrazioni presenti nel diario VAT 4956. Più di recente, gli studiosi F. Richard Stephenson, David M. Willis e Hunger Hermann hanno usato moderni programmi astronomici per controllare tali registrazioni. Tutti questi studi hanno dimostrato che gli eventi descritti nel VAT 4956 hanno avuto luogo nel 568/567 Tali eventi astronomici non avrebbero potuto verificarsi durante il 588/587 a.C., come sostiene invece la WTS. La WTS cita anche lo studioso Robartus van der Spek, il quale dice che i compilatori delle tavolette astronomiche "erano astrologi, non storici". Leggendo la citazione nel suo contesto si comprende che Speck non sta mettendo affatto in dubbio l'attendibilità dei dati cronologici che si ricavano dalle tavolette astronomiche. Osserva soltanto le osservazioni riportate in queste tavolette facevano parte dell'insieme delle credenze religiose dei compilatori, i quali registravano sia eventi di importanza storica rilevante, sia episodi insignificanti o superficiali che si verificavano a Babilonia. Ma Spek non dice - come vorrebbe far credere la WTS con la sua citazione - che le informazioni storiche riportate su queste tavolette non permettano di ricostruire in maniera attendibile e sicura la cronologia dei regni neo-babilonesi.[5] Ecco un altro esempio di citazione fuorviante dal libro del prof. Brown:
Secondo la WTS le osservazioni lunari sarebbero più attendibili di quelle planetarie, e quindi "gli studiosi" (di cui non si fa alcun nome [6]), avrebbero analizzato solo le posizioni lunari, escludendo quelle dei pianeti. A "sostegno" di tale esclusione, nella nota 18 si cita l'opera del prof. David Brown, Mesopotamian Planetary Astronomy, pp. 53-57:
Nelle pagine citate dalla "Torre di Guardia", David Brown cataloga i nomi dei pianeti mettendoli in cinque categorie, dalla A alla E. Egli spiega che con le categorie da B a E, alcuni nomi di pianeti usati nell''8° e 7° secolo a.C. erano, in alcune circostanze, condivisi con i nomi di altri pianeti, stelle e costellazioni e quindi la loro identificazione poteva essere incerta. Questo però non è il caso dei nomi dei pianeti della categoria A. Ecco cosa scrive il prof. Brown a p. 54 del suo libro: Ho scoperto che tutti i nomi attestati
per i sette pianeti nel periodo 750-612 a.C., possono essere messi in
cinque categorie. Per esempio, i nomi Sagmegar, Delebat, Salbatanu, Sihtu,
Kaiamanu, Samsu e Sin sono usati unicamente per Giove, Venere, Marte,
Mercurio, Saturno, il Sole e la Luna rispettivamente. Non vengono mai
utilizzati per altri corpi celesti. Sono quelli che ho definito "Nomi-A"
per questi pianeti.
Brown continua, spiegando quali sono le caratteristiche di ciascun gruppo di nomi. Nel sua lista dei "Nomi-A" egli mette quei nomi che sono unici per quel pianeta e che non vengono mai utilizzati per qualsiasi altro corpo celeste. Ecco una selezione dei suoi risultati (pp. 55, 56, 57): Nomi univoci per il pianeta (tra i
corpi celesti) e che può essere utilizzato in qualsiasi circostanza. ...
GIOVE: Sagmegar. Utilizzato in tutti i gruppi di testo. ...
scritto nel Diario -567 [VAT 4956] ... Da notare che è talmente sicura la data riportata nel VAT 4956 (il 37° anno di Nabucodonosor), che gli astronomi e gli storici si riferiscono a tale documento semplicemente come al "Diario -567" (= 568 a.C.). I nomi dei pianeti compaiono una trentina di volte sulla tavoletta VAT 4956, e forniscono in questo modo una quantità estremamente significativa di informazioni. L'articolo della Torre di Guardia fa credere che tutte queste informazioni sulla posizione dei pianeti devono essere ignorate, in quanto non sarebbe sicuro a quali pianeti la tavoletta si riferisca (e cita un libro del prof. Brown per far credere che questo sia ciò che dice tale studioso). Il prof. Brown invece dice che non c'è alcun dubbio sui nome dei pianeti che compaiono nella tavoletta VAT 4956. Non esiste quindi alcuna ragione valida per escludere le posizioni planetarie. Il nome del pianeta Giove compare quattro volte sulla VAT 4956; quello di Venere 10 volte. Il nome del pianeta Marte 5 volte; Mercurio 8 volte; Saturno 2 volte. Sia i nomi che le posizioni dei pianeti non sono affatto incerti o "poco chiari", come sostiene la WTS. Per esempio, secondo il VAT 4956, il 1° Nisan e il 1° Airu del 37° anno di Nabucodonosor, il pianeta Saturno appariva «opposto al Pesce Australe [a sud della costellazione dell'Acquario] dello Zodiaco». Dato che Saturno compie una rivoluzione completa in circa 29,5 anni, ci vogliono 29,5 anni perché percorra l'intera fascia dello Zodiaco. Ciò significa che si può vederlo opposto a ciascuna delle dodici costellazioni dello Zodiaco per un periodo di 2,5 anni in media. Significa pure che lo si poteva vedere opposto al Pesce Australe 29,5 anni prima del 568, cioè nel 597, ma in nessun modo vent'anni prima, cioè nel 588! Se aggiungiamo a questo anche le varie rivoluzioni degli altri quattro pianeti e le posizioni della luna indicate nel testo, non si può che concludere che un'identica combinazione di tutte queste posizioni non può che essere osservata a distanza di migliaia di anni e che le osservazioni riportate in VAT 4956 non possono che riferirsi ad un unico anno: il 568 a.C., che era il 37° anno di Nabucodonosor. [7] Il 18° anno di Nabucodonosor, quando Gerusalemme venne distrutta, era quindi il 587 a.C. Nella nota 18a, la WTS cita anche un'opera degli studiosi Stephenson e Willis:
Ma a quali conclusioni sono giunti questi studiosi? Ecco cosa si legge alle pagine 420 e 428 della loro opera (grassetto aggiunto): Concludiamo che i vari gruppi
di intervalli lunari sul testo sono del tutto in linea con una data per
la tavoletta del 568-567 a.C. ... Le osservazioni analizzate qui
sono sufficientemente diverse ed accurate per consentire alla data accettata
della tavoletta - cioè il 568-567 a.C. - di essere confermata con sicurezza.
Va sottolineato che, sebbene le circostanze delle congiunzioni della luna
con le stelle tendano a ripetersi a intervalli di 19 anni (il ciclo metonico),
questo non è il caso degli intervalli lunari.
Anche questi studiosi quindi non dicono affatto quello che la WTS fa pensare che dicano. Leggendo le pagine citate nella nota non si trova nulla che possa in qualche modo servire a convalidare l'erronea cronologia della WTS, ma si sostiene invece la cronologia che pone il 37° anno di Nabucodonosor al 568 a.C. Che dire quindi delle affermazioni della WTS sui risultati ottenuti analizzando solo i dati delle posizioni lunari registrate su VAT 4956? A p. 27 del suo articolo la WTS scrive che
Queste conclusioni sono semplicemente false. Anche solo limitandosi ad analizzare le posizioni lunari (senza tener conto di quelle dei pianeti), il diario VAT 4956 dimostra che il 37° anno di Nabucodonosor non poteva che essere il 568. Infatti per tale data 9 posizioni della luna sono giudicate “eccellenti” su 13 elencate, mentre per il 588/587 solo 2 posizioni sono ritenute “eccellenti”, Non è affatto vero quindi quanto afferma la WTS, e cioè che tutte e 13 le posizioni lunari trovano corrispondenza nel 588.[8] L'assiriologo austriaco Hermann Hunger, che è stato professore di Assiriologia all'Università di Vienna fino al suo pensionamento (2007), ha analizzato le tesi del TdG norvegese Rolf Furuli, che sono state riprese dalla WTS in questi suoi articoli. [9]. Ne cito alcuni punti (il grassetto è aggiunto): Il trattamento dei dati lunari da parte
di Furuli è stato esaminato da C.O. Jonsson all'indirizzo internet [link]
Jonsson dimostra che i dati sono adatti al 568/7 a.C., e non al 588/7
a.C., come sostenuto da Furuli. Non ho bisogno di aggiungere nulla
ai calcoli Jonsson che condivido completamente.
Parlando della data del 588, che Furuli - e con lui la WTS - ritiene sia indicata nel VAT 4956, questo professore, dopo aver confrontato i risultati in alcune tabelle, osserva: Le date [di Furuli] con un punto esclamativo
sono in disaccordo con il calendario, nel senso che le misure degli intervalli
non avrebbero potuto essere prese alla data indicata sulla tavoletta,
se la tavoletta si riferiva all'anno 588/7. Le differenze tra il testo
ed il calcolo sono in entrambi i casi molto più grandi rispetto al 568/7
a.C.. Usando le parole di Stephenson e Willis, il 588/7 a. C. può essere
escluso con certezza.
A proposito delle smentite di Jonsson alle tesi di Furuli (e della WTS) sul 588, questa è la traduzione di parte di uno studio in cui Jonsson dimostra che tali tesi sono decisamente erronee: Un attento esame di tutte le posizioni
lunari leggibili registrati su questo "diario" astronomico dimostra che
la pretesa [del 588 a.C., ndr] è falsa. Quasi nessuna delle posizioni
lunari registrate nella VAT 4956 fissano l'anno 588/587 a.C., mentre la
quasi totalità di loro corrispondono egregiamente alle posizioni lunari
dell'anno 568/567 a.C. [quindi proprio il contrario di ciò che si legge
nella "Torre di Guardia" ndr].
Il programma astronomico usato per questo esame è Chris Marriott's SkyMap Pro 11,04, che utilizza la moderna e completa teoria lunare ELP2000-82B. Il valore "delta-T" utilizzato per l'accelerazione secolare della Luna è 1,7 millisecondi per secolo, che è il risultato di un'ampia ricerca presentata da F. Richard Stephenson nel suo Historical Eclipses and Earth’s Rotation (Cambridge, 1997). Il programma usato, quindi, mantiene un'alta precisione nel passato più remoto, cosa che non è attuata da molti altri programmi di astronomia moderna. Circa un anno prima che il libro di Furuli fosse pubblicato nell'autunno del 2007 avevo esaminato la sua affermazione (che aveva pubblicato ufficialmente in anticipo) e riscontrai che nessuna delle posizioni lunari fissavano l'anno 588/587 a.C. Ho condiviso la prima parte dei miei risultati con alcuni dei miei corrispondenti. Non sapevo fino a quel momento che Furuli non solo spostava indietro il 37° anno di Nabucodonosor di 20 anni fino al 588/587 a.C., ma che spostava anche il 37° anno di circa un mese in avanti nel calendario Giuliano, cosa che lo fa cadere, di fatto, troppo tardi nell'anno in oggetto. La ragione è la seguente: sul davanti, la linea 17, della VAT 4956 afferma che il giorno 15 del mese III (Simanu) vi fu un'"eclisse di luna, che è stata omessa". La frase si riferisce ad una eclisse che era stata calcolata in anticipo perché non visibile all'orizzonte babilonese. A pagina 126 Furuli spiega che egli ha usato questa eclisse annotata come il "punto di partenza" per mappare "gli anni di regno, i mesi intercalari, e l'inizio di ciascun mese durante il regno di Nabucodonosor II, sia dal punto di vista dell'anno 568/67 che del 588/87 a.C., relativamente al suo 37° anno". Nella datazione tradizionale per il 37° anno di Nabucodonosor, questa eclisse può essere facilmente identificata con quella del 4 luglio, 568 (calendario Giuliano). Così la data babilonese, il 15 del III mese, corrisponde al 4 luglio, 568 a.C. Da questa data si può contare a ritroso fino al 1° del III mese, che dev'essere stato il 20/21 giugno (da tramonto a tramonto), 568. Come la tavoletta ulteriormente dimostra il precedente II Mese (Ayyaru) aveva 29 giorni e il I Mese (Nisannu) 30 giorni, è facile capire che il 1°di Ayyaru cadde il 22/23, 568, e il 1° di Nisannu (vale a dire, il 1° giorno dei 37 anni) il 22/23 aprile, 568 a.C. Spostando indietro i 20 anni al 588/87 a.C. - il 37° anno di Nabucodonosor, nell'alternativa "Cronologia di Oslo " di Furuli [e della WTS, ndr] - troviamo che in questo anno, inoltre, vi fu un'eclissi lunare, che non poté essere vista all' orizzonte babilonese. Essa ha avuto luogo il 15 luglio 588 a.C. Secondo Furuli questa è l'eclisse, che la VAT 4956 data 15° del III mese (Simanu). Retrocedendo dal 15 luglio, Furuli data il 1° del III mese come il 30 giugno 588, il 1° del II mese (Ayyaru) come il 1° giugno, 588, e il 1° del I mese (Nisannu) come il 1° maggio. (Nelle sue discussioni e/o calcoli egli è incoerente nell'alternanza tra 1 maggio 2 maggio e il 3 maggio). Vi è un certo numero di problemi con le date di Furuli. Il primo è che il primo giorno dell'anno babilonese, 1° Nisannu, mai iniziò così tardi come nel mese di maggio! Come mostrato dalle tabelle alle pagine 27-47 e RA Parker's & WH Dubberstein in Babylonian Chronology (Brown University Press, 1956), il 1° Nisannu mai una volta, in un periodo che copre 700 anni (626 a.C. - 75 d.C.), è iniziato così tardi come nel mese di maggio. Lo stesso è vero riguardo ai mesi successivi: il 1° di Ayyaru non è mai iniziato più tardi del 1° giugno e il 1° Simanu non è mai iniziato più tardi del 30 giugno. Per questa sola ragione l'eclissi lunare, che la VAT 4956 data al 15° del III mese non può risalire al 15 luglio 588 a.C.! Questa eclisse dev'essere caduta la metà del IV mese nel calendario babilonese. Il "punto di partenza" di Furuli [e della WTS, ndr], per la sua "Cronologia di Oslo", quindi, è chiaramente sbagliato. A questo punto Jonsson menziona un'altra tavoletta, la BM 38462, N°. 1420, nella quale è riportata la registrazione dell'eclisse che la WTS vorrebbe fosse quella registrata sulla VAT 4956: Cosa molto interessante, l'eclisse lunare
del 15 luglio 588 a.C. è stata registrata dai Babilonesi su un altra tavoletta
cuneiforme, BM 38462, N°. 1420 nel catalogo di A. Sachs' LBAT, e N° 6
in H. Hunger’s Astronomical Diaries and Related Texts from Babylonia
(ADT), Vol. V (Wien, 2001). ... La grande importanza cronologica di questa
tavoletta è decisiva quanto la VAT 4956. Essa contiene le registrazioni
delle eclissi lunari annuali, risalenti dal 1° ad almeno il 29° anno di
regno di Nabucodonosor (604/603 - 576/575 a.C.). Le parti preservate della
tavoletta contengono ben 37 registrazioni di eclissi, 22 delle quali furono
previste, 14 osservate, ed una che è incerta.
La parte iniziale contenente la registrazione dell'eclisse del 15 luglio 588 a.C. (davanti, linee 16-18) è datata anno 17, non anno 37, di Nabucodonosor! Questa annotazione riporta due eclissi lunari in questo anno, una "omessa" e una osservata. Quella "omessa", che si riferisce alla eclisse del 15 luglio 588, è databile al IV mese (Duzu), non al III mese (Simanu). Quindi essa non può essere l'eclisse databile al III mese della VAT 4956. Che tale eclisse sia realmente quella del 15 luglio 588 è confermato da dettagliate informazioni date a riguardo della seconda, osservata, eclissi lunare, che è datata al X mese (Tebetu) dell'anno 17. I dettagli circa i tempi e la magnitudo aiutano a identificare questa eclissi al di là di ogni ragionevole dubbio. [10] Il tentativo della WTS (e di Furuli) per cercare di utilizzare il diario astronomico VAT 4956 a sostegno della cronologia del 607 viene quindi a trovarsi in contrasto anche con questa tavoletta astronomica che fissa in maniera corretta e sicura l'eclisse del 588 al 17° anno di Nabucodonosor. La data riportata sulla VAT 4956 è il 37° anno di Nabucodonosor, che era quindi il 568 a.C.
Era l'8 o il 9 nisan? La WTS menziona un errore presente sul VAT 4956, cercando di sfruttarlo per sostenere la sua erronea cronologia. Pag. 26 della "Torre di Guardia:
Nella nota 21 si legge quanto segue:
Quanto detto in precedenza potrebbe già essere sufficiente a smentire questo ulteriore tentativo di utilizzare la VAT 4956 per cercare di sostenere la data del 607. Ma si possono aggiungere altri dettagli. Innanzitutto possiamo osservare che anche la tavoletta BM 33066 (menzionata dalla WTS nell'articolo del 1° ottobre per sostenere la data del 539 a.C.) contiene degli errori. Vi si parla, per esempio, del "9° anno di Cambise" mentre è noto che Cambise morì nell'8° anno del suo regno. Inoltre anche la WTS riconosce che BM 33066 "contiene alcuni errori sulle posizioni astronomiche". [11]
Gli studiosi, analizzando le posizioni astronomiche registrate su VAT 4956, hanno concluso che gli eventi descritti poterono verificarsi solo ed esclusivamente l'8 nisanu del 568, per cui hanno corretto quello che è stato da essi riconosciuto come un errore di scrittura. Sostenendo che la lettura corretta sarebbe invece il 9 nisanu - come scrive il TdG Rolf Furuli nei suoi libri - la WTS condivide gli stessi errori e le stesse contraddizioni di Furuli. Ecco cosa scrive a questo proposito C. O. Jonsson, commentando la riga 3 di VAT 4956 [12] : "Notte del 9° (errore che sta per: 8°),
inizio della notte, la luna si trovava a 1 cubito [= 2 gradi ] di fronte
a [= ovest di] [beta] Virginis"
8 Nisanu = 29/30 aprile 568 a.C.: Nel 568 a.C. l'8 di Nisanu cadde il 29/30 aprile. Al principio della notte del 29 aprile la luna stava a circa 3.6 gradi a nord-ovest di [beta] Virginis, ovvero circa 2 gradi ad ovest (di fronte) e 3 gradi a nord di (sopra) della stella. Questo concorda abbastanza bene con i calcoli babilonesi di 2 gradi che, naturalmente, è una rappresentazione arrotondata un po' rozzamente. La data di Furuli: 9 Nisanu = 11 maggio 588 a.C.: Come Furuli data (erroneamente) il 1 Nisanu come il 2 maggio del 588, egli dovrebbe datare l'8 e il 9 Nisanu come il 9 e 10 Maggio, rispettivamente. Tuttavia, egli sposta le date in avanti di un giorno, dal 10 all'11 maggio, rispettivamente, come viene mostrato nella sua tabella in fondo alla pagina 313 [del suo libro, ndr]. Sulla base di questo errore, egli sostiene che "Il 9 Nisanu [11 maggio], la luna sorgeva di 1 cubito (2 gradi) di fronte a [beta] Virginis, esattamente che come dice la tavoletta." (Furuli, p. 313) Ma anche questo è sbagliato. Nel "principio della notte" dell'11 maggio 588 la luna sorgeva non a ovest (di fronte), ma molto più a est (dietro) [beta] Virginis (13 gradi circa ad est di questa stella, alle 20:00). Ad aumentare la confusione, anche l'altitudine/azimuth posizione della luna nelle due colonne a destra nella sua tabella [di Furuli] sono sbagliate, come mostra la posizione vicino alla mezzanotte, e non all'"inizio della notte", come dice la tavoletta. Non è affatto vero quindi che il 9 nisanu la posizione della luna trovava una corrispondenza esatta con ciò che si legge su VAT 4956. [13] In base alle accurate osservazioni astronomiche, e senza ricorrere agli "stratagemmi" di Furuli di spostare le date per adattarle alla sua (e della WTS) personale "cronologia", le osservazioni lunari di VAT 4956 non permettono di datare al 9 nisanu gli eventi che vi sono riportati. La data esatta, corretta dagli studiosi, è l'8 nisanu, e le osservazioni descritte si verificarono nel 568 a.C. e non vent'anni prima. Sottolineiamo di nuovo, inoltre, che la data del 607 non "si desume dalla Bibbia", come scrive la WTS. Si tratta invece del risultato di un'erronea lettura della Bibbia. Se la WTS accettasse il semplice fatto - facilmente desumibile da una corretta lettura della Bibbia - che i 70 anni si riferiscono alla durata dell'egemonia babilonese e non all'esilio degli ebrei, tutto sarebbe conciliabile: non vi sarebbe nessun conflitto o contraddizione fra la Bibbia e la Storia, come invece avviene adottando la data del 607 a.C. al posto del 587. Conclusione Dopo aver esaminato gli articoli del 1° ottobre e del 1° novembre 2011, possiamo dire che la Società Torre di Guardia condanna se stessa con le sue stesse parole. Ecco infatti cosa dice la WTS a proposito delle citazioni e della loro accuratezza: Oltre a controllare l’attendibilità delle
fonti, considerate attentamente come pensate di usare le informazioni.
Accertatevi di usare le citazioni e le statistiche in armonia col contesto
da cui sono tratte... Gonfiare una storia o una notizia per quanto
riguarda numeri, portata o gravità fa sorgere dubbi sulla credibilità
di chi parla.
Se le vostre affermazioni sono sempre accurate, vi farete la reputazione di persone che rispettano la verità. Questo si rifletterà positivamente sui testimoni di Geova come gruppo. Quel che più conta, farà onore a “Geova, Dio di verità”. — Sal. 31:5. ("Scuola di Ministero", p. 225) L'esame di questi articoli ha dimostrato che non si si può fidare dei loro contenuti e che gli ignari lettori - insieme alla stragrande maggioranza dei TdG che si fidano ciecamente di ciò che scrive la WTS - giungeranno a conclusioni ingannevoli e fuorvianti. Nei suoi articoli infatti la WTS:
Appendice La Bibbia sostiene il 587 e non il 607 Che Gerusalemme sia caduta nel 587 e non nel 607 lo si
comprende
Il secondo anno del regno di Dario corrisponde al 520/519 a.C., come riconosce la stessa WTS. [14] Il ventiquattresimo giorno dell'undicesimo mese corrisponde a metà febbraio del 519 a.C. In quell'anno lo "sdegno" del Signore verso Gerusalemme durava da circa 70 anni (68 per l'esattezza). Se si fa decorrere l'inizio dello "sdegno" da quando iniziò l'assedio di Gerusalemme, nel gennaio del 589 (2 Re 25:1; Ez. 24:1,2; Ger. 52:4), questo periodo durava esattamente da 70 anni. Questi settant'anni quindi non sono i "settant'anni per Babilonia" di cui si parla nel libro di Geremia. Sono invece il periodo che intercorse fra l'assedio/distruzione di Gerusalemme nel 589-587 a.C. fino alla ricostruzione del tempio nel 519. Due mesi prima erano state gettate le fondamenta, come si legge in Aggeo 2:18, e da quel momento lo "sdegno" del Signore ebbe termine: "Da questo giorno concederò la benedizione" (Ag. 2:19). Anche Zaccaria 7:1-5 dimostra che dalla distruzione del tempio nel 587 fino alla sua ricostruzione negli anni 520-515 erano trascorsi settant'anni:
Il quarto anno di Dario era il 518 a.C. Come mai il popolo faceva lutto e digiunava nel quinto mese e nel settimo? La WTS scrive che «Era osservato evidentemente il decimo giorno di quel mese (Ab), per commemorare come quel giorno Nebuzaradan, capo della guardia del corpo di Nabucodonosor, dopo due giorni d’ispezione, incendiò la città di Gerusalemme e il suo tempio. (Geremia 52:12, 13; 2 Re 25:8, 9)». Il digiuno del settimo mese voleva «commemorare l’assassinio del governatore Ghedalia, che era stato della casa reale del re Davide e che Nabucodonosor aveva fatto governatore del paese per i Giudei poveri ai quali era stato consentito di rimanere dopo la distruzione di Gerusalemme. (2 Re 25:22-25; Geremia da 40:13 a 41:10)» [15] Da quanto tempo i Giudei digiunavano durante questi mesi per ricordare la distruzione di Gerusalemme e del tempio e l'assassinio di Ghedalia? Da "settant'anni", dice la Scrittura. E l'anno 518-517 era il settantesimo anno dal 587 a.C. Nota de La Sacra Bibbia - Edizioni San Paolo, 1985 che rende evidente come nel 518 a.C. erano passati settant'anni dalla distruzione di Gerusalemme e del tempio.
Note: [1] Un'analisi e confutazione dei primi quattro capitoli del 1° volume di Furuli è disponibile qui: http://kristenfrihet.se/english/furulirev.htm. Per gli articoli e recensioni sulla cronologia, si veda la sezione "Articoli su Cronologia" nel sito di C. O. Jonsson: http://kristenfrihet.se/english/epage.htm. [2] Fonte: http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1645738,00.html [3] Cliccare qui per visualizzare una citazione delle pagine 73-74 del libro Nabonidus and Belshazzar di Dougherty, dove si parla di una breve sovrapposizione (circa un mese) fra i regni di Labashi-Marduk e Nabonedo. Nella nota 10 della "Torre di Guardia", si cita anche la pagina 61 di tale opera. Leggendo la citazione nel contesto, si comprende che prof. Dougherty parla semplicemente dello status reale di Neriglissar, senza accennare minimamente ad eventuali re "aggiuntivi" nella dinastia babilonese. Cliccare qui per visualizzare lo schema della successione dei re babilonesi che si trova a p. 79 del libro di Dougherty. Non c'è nulla, in nessun punto di questo libro, che permetta di credere - o anche solo suggerisca in qualche modo -, alla possibile esistenza di un qualsiasi ulteriore re neo-babilonese. [4] Cliccare qui per visualizzare la discussione in un forum americano dove è stata pubblicata la lettera del prof. Steele. [5] L'argomento in questione è appunto quello della durata dei regni dei sovrani babilonesi. La WTS sembra voglia confondere i lettori con queste citazioni estrapolate dal contesto, che non hanno realmente a che vedere con l'argomento. Cliccare qui per visualizzare la pagina 61 con la traduzione in italiano del libro di Spek; e cliccare qui per visualizzare la pagina 102, sempre citata dalla WTS nella nota 15 del suo articolo. [6] Si tratta di Rolf Furuli, il TdG norvegese che ha esposto queste tesi nei suoi libri (vedere nota1). Non viene fatto il nome di questi "studiosi" perché altrimenti sarebbe troppo evidente che l'unico "studioso" a sostenere questa lettura, favorevole alla cronologia, della WTS è un TdG. [7] Confronta "I Tempi dei Gentili", di C.O. Jonsson, ed. Dehoniane, Roma, p. 85. [8] Per i dettagli, si veda l'approfondito
studio
di Doug Mason e anche questa
discussione nel forum americano. Dallo studio di Doug Mason ho tratto
- traducendoli in italiano - alcuni grafici pubblicati in questa pagina,
nonché varie informazioni e citazioni di studiosi menzionati dalla
WTS nel suo articolo. [9] L'analisi del prof. Hunger si trova al seguente link: http://kristenfrihet.se/kf4/reviewHunger.htm Nella parte inferiore della pagina vengono completamente demolite le tesi di Furuli. Hunger è il traduttore ed anche la principale autorità sulle tavolette cuneiformi di osservazione astronomica . [10] Lo studio completo di Jonsson, tradotto in italiano, è scaricabile cliccando qui. [11] Se questi errori dovessero invalidare l'autenticità di ciò che si legge su questa tavoletta, la WTS non dovrebbe usarla per sostenere la data del 539. Eppure questo documento viene accettato senza riserve per sostenere "una data fondamentale della storia" (WT del 1° ottobre, p. 27). Alcuni esperti dicono che il diario BM 33066 è solo in parte una copia e che il copista che la trascrisse aveva davanti un testo molto lacunoso e cercò di colmare le lacune con calcoli personali, commettendo quindi vari errori. E' su questa tavoletta che la WTS fonda la sua cronologia. Altri particolari si possono trovare qui (link esterno). [12] La trascrizione completa della tavoletta VAT 4956 in inglese è visualizzabile nel seguente sito: http://www.caeno.org/_Feat/pdf/F019_Translation.pdf. La traduzione in italiano si può scaricare al seguente link: http://www.infotdgeova.it/downloads/vat4956ita.pdf. Si veda anche un'analisi dei contenuti del diario VAT 4956 nel seguente file: http://www.infotdgeova.it/downloads/vat4956.pdf. Vi si commentano fra l'altro i tentativi della WTS di screditare la testimonianza di questa tavoletta, sostenendo che la data "37° anno di Nabucodonosor" sia stata aggiunta da qualche falsario. Questa posizione assurdamente critica è stata abbandonata con la pubblicazione dell'articolo del 1° novembre della WT, in cui, ora, la WTS cerca di usare VAT 4956 a sostegno della sua cronologia, anche se tenta di alterarne il contenuto, spostando al 9 nisanu gli avvenimenti storici che vi sono descritti. Nel succitato file si possono leggere le dichiarazioni rilasciate dal prof. Abraham J. Sachs - una delle massime autorità nel campo dei testi astronomici - nel corso di un'intervista in cui ha affermato che i contenuti di VAT 4956 sono assolutamente sicuri. Interessante a questo proposito anche la testimonianza dell'astronomo R. R. Newton, riportata sempre nel succitato file, il quale, in una sua lettera ha affermato: «Io considero che è ben fondato che il 567 a.C. è il 37° anno di Nabucodonosor, quindi il -603 è il suo primo anno ...». (Nota: bisogna tener conto che le date di Newton non considerano l'anno "zero", altrimenti le suddette date sarebbero state rispettivamente -568 e -604). Nella succitata lettera di Newton al sig. Mason, è degno di nota il fatto che Newton rimanda Mason alla cronologia di Parker e Dubberstein (626 B.C.- 75 A.D.): una prova che anche questo astronomo ritiene detta cronologia valida a tutti gli effetti. Questa testimonianza è interessante in quanto la WTS ha citato un libro di R. R. Newton per cercare di screditare il Canone di Tolomeo e la corretta cronologia del periodo neobabilonese (si veda http://www.infotdgeova.it/storia/tolomeo.php). [13] Si noti che quando la WTS scrive nella nota 21 che il 9 nisanu "è stata ritenuta una corrispondenza esatta", non cita il nome di nessuno studioso che abbia tratto queste conclusioni, e non può farlo, in quanto, come si è visto, l'unico a sostenere questa erronea lettura è Rolf Furuli. [14] Questo è ciò che scrive la WTS: «Le fondamenta del tempio erano state poste nel 536 a.E.V., ma il lavoro di ricostruzione fu bloccato nel 522 e “restò fermo fino al secondo anno del regno di Dario” (520 a.E.V.)» - "Perspicacia", p. 651. «L’ultima data menzionata nel libro di Zaccaria è il quarto giorno di chislev del quarto anno del regno di Dario (ca. il 1° dicembre del 518 a.E.V.). (7:1) Quindi il libro non può essere stato messo per iscritto prima della fine del 518 a.E.V. Siccome “la parola di Geova fu rivolta a Zaccaria” “nell’ottavo mese del secondo anno di Dario” (ottobre-novembre 520 a.E.V.), il libro si riferisce a un periodo di almeno due anni. — Zac 1:1» "Perspicacia" p. 1220. [15] Si veda il libro "Paradiso restaurato per il genere umano dalla Teocrazia!", cap. 14 p. 235.
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